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Diossina negli alimenti. Le nostre richieste alla Regione Puglia



Queste le nostre richieste alla Regione Puglia portate ieri al tavolo
tecnico in cui era presente anche l'assessore alla Sanità della Regione
Ettore Attolini


1) RAPPORTI DI PROVA DELLE 72 ANALISI 2002/2007
Chiediamo un'indagine per capire come possa essere accaduto che in nessuna
delle 72 analisi effettuate dal 2002 al 2007 sia stato trovato negli
alimenti di Taranto neppure un superamento dei limiti di legge per
diossine e PCB.
Chiediamo copia dei rapporti di prova che intendiamo consegnare alla
Procura della Repubblica.
Chiediamo in particolare, nel dettaglio, quelli relativi ai mitili per
capire come mai non è stato rinvenuto alcun superamento. E se sono stati
rinvenuti superamenti dei livelli di azione. Ricordiamo che i livelli di
azione fissano soglie oltre le quali viene stimolato un approccio
proattivo volto a ridurre la presenza di policlorodibenzo-para-diossine
(PCDD), policlorodibenzofurani (PCDF) e PCB diossina-simili negli
alimenti. Tali livelli di azione sono uno strumento che permette alle
autorità competenti e agli operatori di evidenziare i casi in cui è
opportuno identificare le fonti di contaminazione e prendere provvedimenti
per la loro riduzione o eliminazione.

La lista delle 72 analisi è online qui
http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/36999.html


2) CONTROLLI MACELLI
Chiediamo controlli di routine andando oltre l'approccio dell'emergenza.
Non ci sono verifiche antidiossina nei macelli regionali sulla carne di
Taranto. Altamarea aveva invitato il 26 gennaio 2010 la Regione Puglia a
riprendere in mano il programma dei controlli così come era stato
preventivato l'11 agosto 2009 con l'istituzione del “tavolo tecnico sulla
diossina” avviato dopo una lettera del coordinamento di Altamarea.
http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/31104.html

In particolare si veda le criticità segnalate il 13/7/2009
Le analisi svolte negli ultimi tempi dal Dipartimento di prevenzione della
ASL di Taranto su pecore e capre che hanno pascolato attorno all'area
industriale di Taranto presentano preoccupanti superamenti dei limiti di
legge per la diossina:

latte: 17% di superamenti (7 campioni su 41)
carne: 83% di superamenti (5 campioni su 6)
fegato: 100% di superamenti (16 campioni su 16).

http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/30018.html



3) CONTROLLI PRIMA SULLA CARNE POI SUL LATTE
Chiediamo un cambio metodologico che consenta di analizzare prima le
matrici dove la concentrazione è maggiore (la carne) e poi il latte (dove
la contenrazione della diossina è minire).
La diossina nelle carni è notevolmente più concentrata rispatto al latte.
Pertanto sarebbe auspicabile controlli sulle carni nella provincia di
Taranto anche oltre i 20 chilometri dall'Ilva. Perché si procede prima sul
latte e poi sulla carne se poi in tal modo rischiano di sfuggire animali
che hanno latte conforme e carne non conforme?


4) CONTROLLO SULLE GALLINE (E LE UOVA)
Chiediamo controlli sul pollame.
La sostanza cancerogena è stata trovata nelle uova in un allevamento a
Taranto. E le galline erano contaminate dalla diossina? Vengono fatti
controlli sul pollame?
http://www.peacelink.it/ecologia/a/29514.html


5) CONTROLLO SULLE LUMACHE E LA CACCIAGIONE

Chiediamo il divieto di consumo di lumache contaminate. E della caccia
delle lepri.
Le lumache attorno all'area industriale di Taranto sono cancerogene.
Superati i valori di legge del 613% per la diossina e i pcb. E contengono
molto ferro. Perché non se ne vieta la raccolta attorno all'area
industriale? Perché non si avvisa la popolazione che le lepri e altri
aninali frutto della cacciagione possono essere contaminati se si sono
cibati sull'area contaminata?

Per le lumache si veda
http://www.peacelink.it/editoriale/a/32038.html

Per le lepri si veda
http://www.inchiostroverde.it/news/attualita/la-provincia-di-taranto-libera-le-lepri-inizia-la-mattanza.html
Centinaia di lepri destinate al massacro: è questo il destino di 1000
esemplari che verranno immessi in natura nella provincia di Taranto tra il
13 e 14 febbraio. Questa strage è annunciata dalle delibere che il
Comitato Tecnico di Gestione dell’A.T.C. di Taranto ha approvato ai sensi
della L.R. 27/98 e dal piano di immissione, che individua con precisione
chirurgica le zone destinate al “ripopolamento” e il numero di capi, per
una spesa di circa 180 mila euro.

6) INFINE, RICHIESTA IMPORTANTE

Chiediamo di indagare sulle responsabilità di chi non ha informato la
popolazione.

Nel 2001 la Commissione Europea inviò agli Stati membri e ai parlamentari
europei  una importante comunicazione in cui si legge che "l' esposizione
a diossine e a PCB diossino-simili supera la dose tollerabile settimanale
(TWI Tolerable Weekly Intake) e la dose tollerabile giornaliera (TDI
Tolerable Daily Intake) in parte considerevole della popolazione europea".
La comunicazione è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee del 17 novembre 2001 ed è rivolta anche al Consiglio
Europeo e al Comitato Economico e sociale. Questa comunicazione a pagina
11 invitava a fornire alla popolazione "informazioni affidabili, accurate,
chiare e comprensibili" sul rischio diossina specialmente in zone, come
Taranto, dove erano in attività impianti siderurgici di “sinterizzazione”.
E si aggiungeva:: "Non basta semplicemente informare l' opinione pubblica:
occorre anche coinvolgerla affinché contribuisca in modo attivo alla
prevenzione delle emissioni di sostanze contaminanti nell' ambiente".
Siamo nel novembre del 2001. A Taranto nulla di tutto ciò è stato fatto e
l'allarme viene lanciato solo nel 2005, e a farlo è PeaceLink, una
comunità di cyberattivisti. Adesso è interdetto il pascolo libero per un
raggio di 20 chilometri dall'area industriale e il punto più pregiato del
mar Piccolo dove si coltivavano le cozze è considerato area contaminata da
diossina.

Come mai il governo italiano non ha eseguito quanto veniva richiesto dalla
Commissione Europea?
Come mai hanno continuato a tenerci all'oscuro della diossina?
Qualcuno non ha fatto il suo dovere e dovrà risponderne ai magistrati.

Dal 2002 al 2007 le autorità preposte non avevano mai trovato diossina e
PCB sopra i limiti di legge negli alimenti a Taranto. Dal 2008 a oggi su
impulso di diverse associazioni, fra cui PeaceLink e il Fondo Antidiossina
Taranto Onlus, sono state fatte analisi sugli alimenti. Ed è esploso il
problema diossina. E' una storia che ha dell'inquietante. Ma è accaduta
veramente.



Donne per Taranto
Fondo Antidiossina Onlus
PeaceLink


Si veda anche

Ambientalisti convocati in Regione per problematica diossina negli alimenti
http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/37049.html


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