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Documentato il nesso fra campi elettromagnetici e tumori cerebrali



CAMPI ELETTROMAGNETICI E TUMORI.

A QUASI DUE ANNI DI DISTANZA DALL’INSERIMENTO DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIO 
FREQUENZA NELLA CATEGORIA DEI POSSIBILI CANCEROGENI PER L’UOMO A CURA DELL’AGENZIA 
INTERNAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO, ORGANISMO SCIENTIFICO DELL’ORGANIZZAZIONE 
MONDIALE DELLA SANITA’, VIENE PUBBLICATO IL RAZIONALE SCIENTIFICO CHE DOCUMENTA, IN BASE 
ALLE EVIDENZE EPIDEMIOLOGICHE MONDIALI, IL NESSO FRA TUMORI CEREBRALI ED ESPOSIZIONI AI 
CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIOFREQUENZA E, IN PARTICOLARE, QUELLI GENERATI DA TELEFONI 
CELLULARI E CORDLESS.

Il 24 Aprile scorso, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organismo 
dell’OMS, ha pubblicato la Monografia “Non Ionizing Radiation – Part 2 – Radiofrequency 
Electromagnetic Fields”, Volume 102 delle “Monografie sulla Valutazione dei Rischi 
Cancerogeni per l’Uomo(http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol102/index.php).

Questo documento contiene il RAZIONALE SCIENTIFICO che ha determinato, il 31 maggio del 
2011, l’inserimento, da parte della IARC (Press Release n. 208, 
http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2011/pdfs/pr208_E.pdf), dei campi elettromagnetici 
a radiofrequenza nella categoria degli agenti fisici e chimici possibili cancerogeni per 
l’uomo (Categoria 2B).

Così, dopo circa 10 anni dall’inserimento nella stessa categoria IARC dei campi 
elettromagnetici generati dalle cabine di trasformazione e dalle linee di trasporto e 
distribuzione dell’energia elettrica, anche per i campi elettromagnetici a 
radiofrequenza, in base agli studi epidemiologici mondiali, esistono positive 
associazioni fra esposizione alla radiazione della radiofrequenza dei telefoni cellulari 
e dei cordless e tumori. In particolare, esiste associazione positiva con i gliomi, 
tumori maligni del cervello, e i neurinomi, tumori quasi sempre benigni che sono causa di 
sordità.

Il Gruppo di Lavoro che è arrivato a queste conclusioni era formato da 31 scienziati di 
14 Paesi ed aveva esaminato centinaia di pubblicazioni scientifiche sui risultati di 
indagini epidemiologiche internazionali. Una prima valutazione di quei risultati era 
stata pubblicata da Lancet Oncology a Luglio del 2011, che riassumeva il lavoro svolto da 
quegli scienziati 
(http://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(11)70147-4/fulltext). 

Nella Monografia pubblicata nei giorni scorsi viene concluso che, rispetto agli adulti, 
nei bambini l’esposizione media al cellulare è due volte più elevata nel cervello e dieci 
volte più elevata nel midollo osseo del cranio. Questo perché nei bambini è minore lo 
spessore del cranio, è minore il contenuto di grassi del midollo osseo ed è maggiore la 
sua quantità d’acqua. Queste caratteristiche si invertono con l’età. Tali tessuti hanno 
quindi una maggiore conducibilità e, di conseguenza, acquisiscono più energia dalle 
sorgenti a radiofrequenza. 

Il prof. Joel Moskowitz, direttore del Centro per la Salute delle Famiglie e delle 
Comunità, Scuola di Salute Pubblica, Università di Berkeley, California, a seguito della 
pubblicazione della Monografia IARC n. 102 ha affermato che “questo è il più importante 
rapporto sanitario istituzionale mai pubblicato sulla radiazione da telefoni cellulari. 
Tutti i Governi dovrebbero studiare questo rapporto e seguire il Principio di Precauzione 
per intraprendere appropriate azioni includenti l’educazione all’uso sicuro, adottando 
stringenti regolamentazioni di sicurezza e finanziando la ricerca per sviluppare 
tecnologie più sicure.” 
(http://www.prlog.org/12125230-most-significant-government-health-report-on-mobile-phone-radiation-ever-published.html).
 

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

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