[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

Morte di un pacifista, un film di Giancarlo Bocchi



www.peacelink.it

From: "IMP Int. Media S.r.l" <impfilm at mac.com>
Date: Fri, 13 Sep 2013 01:36:20 +0200
To: mac<document at me.com>
Subject: Morte di un pacifista - un film di Giancarlo Bocchi

IL PACIFISTA GABRIELE MORENO LOCATELLI
NON E’ STATO UCCISO DA UN CECCHINO


Nel primo pomeriggio del 3 ottobre 1993, le agenzie di stampa diffusero la notizia che il pacifista italiano Gabriele Moreno Locatelli era stato ferito a Sarajevo sul ponte Vrbanja, la prima linea tra i serbo-bosniaci e le milizie musulmano-governative, da un “cecchino”.
Verso sera dello stesso giorno, le agenzie di stampa diffusero un triste aggiornamento: Locatelli era deceduto a causa delle gravi ferite dovute alle due pallottole di un “cecchino”. Il Corriere della Sera del 4 ottobre titolò: ”Bosnia: trucidato italiano. Colpito dai cecchini mentre marciava per la pace”. L’autore dell’articolo (senza firma) scrisse: “… ammazzato ieri dai cecchini serbi. Colpito da due proiettili, uno alla schiena e uno alla gamba”. Gabriele era stato trucidato. Questo era vero. Ma non da un cecchino e non era stato colpito alla spalla, ma al petto e all’inguine. Ci preme ricordare che durante l’assedio di Sarajevo, i 250 cecchini serbo-bosniaci hanno ammazzato centinaia di persone, tra le quali molti bambini e malauguratamente nessuno di questi maledetti sanguinari assassini è finito davanti ad un Tribunale nazionale o internazionale. Ma Gabriele Moreno Locatelli non è stato ucciso da un “cecchino” imprendibile, nascosto nel nulla. Il bosniaco della parte governativo-musulmana che diede alle agenzie e ai giornali (che non erano presenti sul posto) la notizia su Locatelli, attribuendo il crimine di guerra ad un “cecchino”, tentò di manipolare gli eventi per nascondere la verità sulla morte del pacifista cercando di depistare le eventuali indagini giornalistiche o giudiziarie sui veri autori dell’assassinio…


https://www.facebook.com/MorteDiUnPacifistaUnFilmDiGiancarloBocchi


Foto: GABRIELE MORENO LOCATELLI 
NON E’ STATO UCCISO DA UN CECCHINO 


Nel primo pomeriggio del 3 ottobre 1993, le agenzie di stampa diffusero la notizia che il pacifista italiano Gabriele Moreno Locatelli era stato ferito a Sarajevo sul ponte Vrbanja, la prima linea tra i serbo-bosniaci e le milizie musulmano-governative, da un “cecchino”.  
Verso sera dello stesso giorno, le agenzie di stampa diffusero un triste aggiornamento: Locatelli era deceduto a causa delle gravi ferite dovute alle due pallottole di un “cecchino”. Il Corriere della Sera del 4 ottobre titolò: ”Bosnia: trucidato italiano. Colpito dai cecchini mentre marciava per la pace”. L’autore dell’articolo (senza firma) scrisse: “… ammazzato ieri dai cecchini serbi. Colpito da due proiettili, uno alla schiena e uno alla gamba”. Gabriele era stato trucidato. Questo era vero. Ma non da un cecchino e non era stato colpito alla spalla, ma al petto e all’inguine. Ci preme ricordare che durante l’assedio di Sarajevo,  i 250 cecchini serbo-bosniaci hanno ammazzato centinaia di persone, tra le quali molti bambini e malauguratamente nessuno di questi maledetti sanguinari assassini è finito davanti ad un Tribunale nazionale e internazionale. Ma Gabriele Moreno Locatelli non è stato ucciso da “cecchino” imprendibile, nascosto nel nulla. Il bosniaco della parte governativo-musulmana che diede alle agenzie e ai giornali (che non erano presenti sul posto) la notizia su Locatelli,  attribuendo il crimine di guerra ad un “cecchino”, tentò di manipolare gli eventi per nascondere la verità sulla morte del pacifista cercando di depistare le eventuali indagini giornalistiche o giudiziarie sui veri autori dell’assassinio. 
In realtà Gabriele Moreno Locatelli venne raggiunto da due proiettili di una raffica di 5 colpi. 
Un cecchino solitamente spara un solo colpo e poi ricarica. Solo alcuni fucili di precisione più moderni hanno la possibilità di sparare a raffica. Ma sparare più di un colpo è contro le regole del cecchino, perché sparando colpi in successione si facilità l’individuazione della postazione di tiro. I testimoni dei fatti ricordano che il rumore degli spari  che colpirono Locatelli era molto forte e proveniva da una postazione “molto vicina”. A Sarajevo i cecchini erano in grado di colpire una persona alla fronte o al cuore anche a un chilometro di distanza. Chi ha colpito Locatelli ha sparato da poca distanza una raffica sbilenca di 5 proiettili, dei quali due hanno colpito Gabriele Moreno Locatelli. Non è stato un cecchino e non è senza volto. 

Nel fotogramma di un video del 1993, il luogo del ponte Vrbanja di Sarajevo dove fu assassinato Gabriele Moreno Locatelli