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[News] Cipsi, comunicato sulla tragedia di Lampedusa



                                         COMUNICATO STAMPA

 LA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA

 Barbera (Cipsi): “Chiediamo perdono a tutti coloro che hanno perso la vita nel mare di 
Lampedusa: per la nostra indifferenza, per una cooperazione che non sa rispondere ai 
diritti delle persone, per i politici…

Un appello: invitiamo tutti a trovarci il 2 novembre, giorno dei defunti, per un giorno 
di silenzio e preghiera sul grande cimitero che è il Mediterraneo, in riva al mare a 
Lampedusa”.

 

 

Roma, 4 ottobre 2013 - “Chiediamo perdono a Rashid, Mohamed, Omar, Moustapha, Angel, Amy… 
a tutti coloro hanno perso ieri la loro vita nel mare di Lampedusa e che sono già 
sepolti, da giorni, mesi, anni, nell’immenso ‘cimitero blu’ del Mar Mediterraneo, 
semplicemente perché erano in cerca dei loro diritti”. Con queste parole Guido Barbera 
interviene sulla vergognosa ed orrenda tragedia di Lampedusa a nome delle 38 associazioni 
CIPSI.

“Chiediamo perdono, continua Barbera, per la nostra indifferenza politica di cittadini. 
Per non aver alzato la nostra voce per evitare e bloccare tutti coloro che, per potere, 
interessi o altro, hanno permesso alla violenza e alla guerra di sconvolgere la vita di 
popoli interi. Per permettere ancora oggi che il commercio delle armi, come quello delle 
materie prime, possa alimentare guerre fratricide senza fine. Chiediamo perdono per una 
cooperazione che non sa rispondere ai diritti dei popoli e delle persone. Una 
cooperazione che con l’aiuto rischia di mantenere o costruire barriere e diversità. 
Chiediamo perdono perché non abbiamo saputo eleggere politici in grado di fare vera 
politica, non quella dei teatrini di fiducia e sfiducia, ma quella dei diritti e del bene 
comune, quella che riguarda i problemi reali delle persone, di tutte le persone, a 
partire dal loro diritto alla vita.

Oggi, non basta sospendere qualche programma televisivo di intrattenimento o annullare 
una conferenza stampa. È il momento non solo “del silenzio dei Palazzi del potere”, ma di 
un profondo esame di coscienza di ognuno di noi: cittadino e politico. È il momento di 
reagire nel silenzio per chiedere “perdono” e con i fatti per cambiare comportamenti, 
regole, leggi. Come cittadini. Come Italia. Come Europa. Come comunità internazionale. 
Tutti, siamo chiamati in causa. Nessuno può e deve rimanere solo nella vita, tra le acque 
del Mediterraneo o nel costruire la Polis.

Basta con le polemiche, le divisioni e gli interessi, conclude Barbera. Ripartiamo dal 
silenzio per ricostruire. Per questo invitiamo tutti a trovarci il 2 novembre, giorno dei 
defunti, per un giorno di silenzio e preghiera sul grande cimitero che è il Mediterraneo, 
in riva al mare a Lampedusa”.

 

Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone, ufficiostampa at cipsi.it, cel. 329.0810937 


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