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La nonviolenza e' in cammino. 1087



LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1087 del 18 ottobre 2005

Sommario di questo numero:
1. Maria Luigia Casieri, Peppe Sini: A che punto e' la notte. Un appello
ancora
2. Raymundo Damasceno: Si'
3. Valeria Ando': Si'
4. Elena Liotta: Si'
5. Carla Mariani: Si'
6. Tavola della pace del Friuli Venezia Giulia: Si'
7. La Rete italiana per il disarmo ha incontrato il presidente brasiliano
Lula a Roma il 16 ottobre
8. Giulio Vittorangeli: Un piatto di spaghetti al pomodoro
9. Enrico Peyretti: Una lettera al Presidente della Repubblica Italiana
10. La "Carta" del Movimento Nonviolento
11. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. MARIA LUIGIA CASIERI, PEPPE SINI: A CHE PUNTO E' LA NOTTE. UN
APPELLO ANCORA
[Maria Luigia Casieri, nata a Portici (Na) nel 1961, dottoressa in scienze
pedagogiche, insegna nella scuola dell'infanzia ed e' una delle principali
animatrici del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo. Ha organizzato a
Viterbo insieme ad altri il "Tribunale per i diritti del malato"; assistente
sociale, ha svolto un'esperienza in Germania nell'ambito dei servizi di
assistenza per gli emigrati italiani; rientrata in Italia si e' impegnata
nel settore educativo; per dieci anni ha prestato servizio di volontariato
in una casa-famiglia per l'assistenza ai minori; dal 1987 e' insegnante di
ruolo nella scuola per l'infanzia; ha preso parte a varie iniziative di
pace, di solidarieta', per i diritti; ha tenuto relazioni a convegni e corsi
di aggiornamento, e contribuito a varie pubblicazioni; collabora con la
cattedra di psicologia dell'educazione presso la Terza Universita' di Roma.
Opere di Maria Luigia Casieri: Il contributo di Emilia Ferreiro alla
comprensione dei processi di apprendimento della lingua scritta, 5 voll.,
Viterbo 2004.
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo,
negli anni '70 e '80 e' stato segretario della federazione provinciale di
Viterbo del Pdup (Partito di unita' proletaria); negli anni '90 ha preso
parte all'esperienza della Rete (principale espressione
politico-istituzionale del movimento antimafia); e' stato nell'alto Lazio
tra i principali animatori dei movimenti e delle lotte antinucleari,
antimilitariste, ambientaliste, contro le servitu' energetiche e militari;
contro la penetrazione mafiosa e contro la corruzione in campo economico,
politico ed amministrativo; per la deistituzionalizzazione e il diritto
all'assistenza delle persone con difficolta'; per i diritti umani e di
solidarieta' internazionale. E' stato obiettore di coscienza al servizio
militare e alle spese militari, apprezzato pubblico amministratore,
giornalista d'inchiesta, direttore responsabile di varie testate. Nel 1987
ha coordinato per l'Italia la campagna di solidarieta' con Nelson Mandela
allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Ha
organizzato e presieduto il primo convegno nazionale dedicato alla figura,
all'opera e al messaggio di Primo Levi. Nel 1999 ha ideato, organizzato e
realizzato l'azione diretta nonviolenta delle "mongolfiere della pace" con
cui bloccare i decolli dei bombardieri che dall'Italia partivano per
trucidare la popolazione civile jugoslava. Da vari anni tiene corsi di
educazione alla pace e di accostamento alla nonviolenza nelle scuole e
presso enti e associazioni. Ha ideato e dirige il notiziario telematico
quotidiano "La nonviolenza e' in cammino"]

Manca una manciata di giorni al 23 ottobre, il giorno in cui la popolazione
brasiliana sara' chiamata al voto in un referendum decisivo per la storia
dell'umanita', il referendum  che chiede: "Il commercio delle armi da fuoco
e delle munizioni deve essere proibito in Brasile?".
Se vogliamo dare una mano alle sorelle e ai fratelli che stanno cercando di
far cessare la strage che ogni anno strappa la vita a quarantamila esseri
umani nel solo Brasile, e a innumerevoli altri ovunque nel mondo, il momento
e' adesso.
Leggendo la stampa brasiliana e ascoltando gli amici brasiliani viene alla
luce che il fronte dei trafficanti di armi, della criminalita' organizzata,
degli squadroni della morte e dei mercanti di morte, sta dispiegando in
questi giorni una sempre piu' percussiva e furente campagna di
disinformazione e manipolazione, forte anche della complicita' di molti
mass-media di larghissima diffusione.
La subdola campagna corruttiva degli assassini e degli imprenditori
dell'assassinio e' efficace e penetrante: fa leva sulla parte peggiore che
alberga nel cuore di ogni essere umano: l'indfferenza per il dolore altrui,
l'egoismo che vuole tutto per se' e la morte per gli altri: stolto egoismo,
che travolge nella sciagura anche chi se ne lascia sedurre.
Ma noi crediamo che il bene puo' vincere, che puo' vincere la verita', che
puo' vincere la giustizia: che l'umanita' puo' vincere. E' successo
raramente nella storia, ma talvolta e' successo. E il 23 ottobre e'
necessario, non per il Brasile soltanto, ma per l'umanita' intera, che vinca
la scelta del disarmo, la scelta di riconoscere ad ogni essere umano il
diritto alla vita, senza del quale ogni altro diritto scompare.
Ma non basta ragionevolmente credere e fortemente sperare, occorre agire.
Occorre che ciascuno di noi faccia quanto e' in suo potere per la causa
comune, la causa di tutti gli esseri umani, la causa buona.
*
Possiamo in questi ultimi giorni fare ancora tutte e tutti la nostra parte.
Anche da qui, dall'Italia, possiamo e dobbiamo dare una mano, e ad esempio
possiamo fare le cose seguenti:
a) scrivere ai mezzi d'informazione italiani ed internazionali affinche'
diano notizia del referendum brasiliano per proibire il commercio delle armi
da fuoco, descrivano la drammatica situazione, prendano posizione per
salvare le vite umane anziche' sopprimerle;
b) chiedere alle istituzioni italiane ed internazionali di esprimere
sostegno alla campagna per il disarmo in corso in Brasile che nel referendum
del 23 ottobre avra' il suo culmine: abbiamo piu' volte pubblicato un
modello di ordine del giorno (e che puo' esserci richiesto scrivendo
all'indirizzo di posta elettronica: nbawac at tin.it), che puo' essere
riprodotto e inviato a coloro che siedono nei Comuni, le Province, le
Regioni, il Parlamento italiano e quello europeo, e in altre istituzioni
ancora, affinche' venga presentato, votato e adottato in quei consessi
rappresentativi del pubblico interesse, dei diritti di tutti;
c) diffondere l'informazione e la consapevolezza nel nostro paese sul
referendum brasiliano e sul suo significato profondo: che il disarmo e'
possibile oltre che necessario; che e' nelle mani dei popoli della terra il
potere di farla finita con le armi e le uccisioni; che la forza della
democrazia (che consiste, come scrisse una volta Guido Calogero, nel contare
le teste anziche' romperle) puo' sconfiggere la violenza delle armi.
Diffondere l'informazione e' possibile anche dal basso e senza deleghe:
ognuno puo' parlare e scrivere ad amici, parenti, colleghi, conoscenti, ed
anche alle organizzazioni ed associazioni di cui fa parte;
d) scrivere ai nostri amici in  Brasile impegnati in questa ultima settimana
di passione affinche' vinca il si' al disarmo e alla vita: scrivere loro che
siamo loro vicini, con la mente e con il cuore, con lo sguardo e con la
voce; che il loro sentire e' anche il nostro; e che sappiamo che il futuro
dei brasiliani e' il futuro dell'umanita' intera.
Segnaliamo qui di seguito per l'ennesima una serie di indirizzi di
movimenti, chiese, sindacati, associazioni, e ad essi aggiungiamo anche gli
indirizzi di deputati e  deputate, senatori e senatrici del parlamento
brasiliano, impegnati per il si' al disarmo, alla vita, alla pace,
all'umanita'. Ciascuno di noi scriva loro una lettera, faccia giungere loro
un aiuto.

- associazioni e movimenti brasiliani:
acresemarmas at uol.com.br
oca-ong at bol.com.br
fccv at ufba.br
suzanav at atarde.com.br
estadodepaz at estadodepaz.com.br
inamaramelo at yahoo.com.br
pazpelapaz1 at yahoo.com.br
borgescoml at bol.com.br
desarmamentodf at desarmamentodf.org
otaviofalcao at pop.com.br
samambaiadizsim at bol.com.br
federacaoinquilinosdf at bol.com.br
associacaomis at brturbo.com.br
desarmamentoes at paz-es.org.br
valparaiso at terra.com.br
cmtbatista at mixx.com.br
orestesoliveira at casamilitar.mt.gov.br
pteruel at terra.com.br
frentemunicipalbrasilsemarmas at yahoo.com.br
bh_sem_armas at yahoo.com.br
welingtonvenancio at bol.com.br
kleversonrocha at ig.com.br
depjordy at alepa.pa.gov.br
deparacelilemos at alepa.pa.gov.br
almirlaureano at yahoo.com.br
paz at londrinapazeando.org.br
murilocavalcanti at uol.com.br
f.tavares at digi.com.br
leandro_amme at yahoo.com.br
frentepelodesarmamento at ig.com.br
pemarcel at terra.com.br
gvieira7 at terra.com.br
seguranca at niteroi.rj.gov.br
beatriz at soudapaz.org
mariana at soudapaz.org
desarmecampinas at yahoo.com.br
ajardim at al.sp.gov.br
josecpinto at camaralimeira.sp.gov.br
gotadeorvalho at gmail.com
jbernegossi at prefeitura.sp.gov.br
mjduarte at uol.com.br
hpereira at al.sp.gov.br
marcoanjos at bol.com.br
marcosanjos at emsergipe.com
conic.brasil at terra.com.br
cbjp at cbjp.org.br
ronenu at canal13.com.br
jdarif at uol.com.br
naida at uol.com.br
pstoffel at saap.org.br
welinton_pereira at wvi.org
padrebizon at casadareconciliacao.com.br
ivoschoenherr at terra.com.br
frentepelodesarmamento at ig.com.br
rev.aquino at ig.com.br
torressantana at uol.com.br
norberge at terra.com.br
soniarosafaria at hotmail.com
mitra at diocesepetropolis.org.br
cier at cnbbsul4.org.br
czbsbf at terra.com.br
questaodehonrapaz at bol.com.br
patriciadeoliveira2003 at ig.com.br

- parlamentari brasiliani:
dep.antoniocarlosmagalhaesneto at camara.gov.br
dep.albertogoldman at camara.gov.br
dep.aliceportugal at camara.gov.br
dep.carlosabicalil at camara.gov.br
dep.carlossouza at camara.gov.br
dep.carloswillian at camara.gov.br
dep.chicoalencar at camara.gov.br
dep.colbertmartins at camara.gov.br
dep.danielalmeida at camara.gov.br
dep.juizadenisefrossard at camara.gov.br
dep.dimasramalho at camara.gov.br
dep.fernadocoruja at camara.gov.br
dep.fernandodefabinho at camara.gov.br
dep.fernandogabeira at camara.gov.br
dep.geraldothadeu at camara.gov.br
dep.gustavofruet at camara.gov.br
dep.hamiltoncasara at camara.gov.br
dep.henriquefontana at camara.gov.br
dep.irinylopes at camara.gov.br
dep.jamilmurad at camara.gov.br
dep.jandirafeghali at camara.gov.br
dep.janetecapiberibe at camara.gov.br
dep.jeffersoncampos at camara.gov.br
dep.joaoalfredo at camara.gov.br
dep.joaofontes at camara.gov.br
dep.joaoherrmannneto at camara.gov.br
dep.joaopaulocunha at camara.gov.br
dep.jorgebittar at camara.gov.br
dep.jorgegomes at camara.gov.br
dep.joseeduardocardozo at camara.gov.br
dep.medeiros at camara.gov.br
dep.luizbassuma at camara.gov.br
dep.luizeduardogreenhalgh at camara.gov.br
dep.maninha at camara.gov.br
dep.marceloortiz at camara.gov.br
dep.marciofortes at camara.gov.br
dep.mariadorosario at camara.gov.br
dep.marialuciacardoso at camara.gov.br
dep.mauriciorands at camara.gov.br
dep.nazarenofonteles at camara.gov.br
dep.neydeaparecida at camara.gov.br
dep.nelsonpellegrino at camara.gov.br
dep.orlandofantazzini at camara.gov.br
dep.perpetuaalmeida at camara.gov.br
dep.renildocalheiros at camara.gov.br
dep.rauljungmann at camara.gov.br
dep.robertofreire at camara.gov.br
dep.robertogouveia at camara.gov.br
dep.sandrarosado at camara.gov.br
dep.sarneyfilho at camara.gov.br
dep.severianoalves at camara.gov.br
dep.tarcisiozimmermann at camara.gov.br
dep.vadinhobaiao at camara.gov.br
dep.vanessagrazziotin at camara.gov.br
dep.walterbarelli at camara.gov.br
dep.wasnyderoure at camara.gov.br
dep.zegeraldo at camara.gov.br
mercadante at senador.gov.br
ana.julia at senador.gov.br
antval at senador.gov.br
arthur.virgilio at senador.gov.br
cesarborges at senador.gov.br
eduardo.siqueira at senador.gov.br
eduardo.suplicy at senador.gov.br
garibaldi.alves at senador.gov.br
gerson.camata at senador.gov.br
heraclito.fortes at senador.gov.br
jefperes at senador.gov.br
jose.agripino at senador.gov.br
jose.maranhao at senador.gov.br
luiz.octavio at senador.gov.br
crivella at senador.gov.br
neysuassun at senador.gov.br
psaboyagomes at senador.gov.br
renan.calheiros at senador.gov.br
siba at senador.gov.br
tasso.jereissati at senador.gov.br
valmir.amaral at senador.gov.br

- principali referenti italiani:
ermanno at adital.com.br
f.comina at ladige.it
welapax at hotmail.com
segreteria at disarmo.org
nbawac at tin.it
*
Per tutte le informazioni necessarie chi conosce il portoghese-brasiliano
puo' visitare il sito www.referendosim.com.br , chi volesse leggere la
documentazione essenziale in italiano e molte dichiarazioni di solidarieta'
dall'Italia puo' consultare i vari numeri de "La nonviolenza e' in cammino"
(ed i supplementi ad hoc) di questi ultimi mesi, disponibili alla pagina
web:
http://lists.peacelink.it/nonviolenza/maillist.html
*
E per concludere una preghiera ancora a chi ci legge: dateci notizia di
quanto farete, e mandateci dichiarazioni di sostegno al referendum
brasiliano da pubblicare sul nostro foglio (scrivendo al nostro indirizzo di
posta elettronica: nbawac at tin.it).
E che il 23 ottobre possa essere un giorno di festa.

2. VOCI DAL BRASILE: RAYMUNDO DAMASCENO: SI'
[Dal sito www.referendosim.com.br riprendiamo la seguente dichiarazione di
dom Raymundo Damasceno, arcivescovo di Aparecida (San Paolo)]

La proibizione delle armi da fuoco e' un passo di decisiva importanza per la
riduzione della violenza.

3. 23 OTTOBRE. VALERIA ANDO': SI'
[Ringraziamo Valeria Ando' (per contatti: andov at tele2.it) per questo
intervento. Valeria Ando', docente di Cultura greca all'Universita' di
Palermo, e' tra le promotrici ed animatrici presso quell'ateneo di un gruppo
di riflessione e di pratica di nonviolenza di genere; direttrice del Cisap
(Centro interdipartimentale di ricerche sulle forme di produzione e di
trasmissione del sapere nelle societa' antiche e moderne), autrice di molti
saggi, ha tra l'altro curato l'edizione di Ippocrate, Natura della donna,
Rizzoli, Milano 2000. Opere di Valeria Ando': (a cura di), Saperi bocciati.
Riforma dell'istruzione, discipline e senso degli studi, Carocci, Roma 2002;
con Andrea Cozzo (a cura di), Pensare all'antica. A chi servono i filosofi?,
Carocci, Roma 2002; L'ape che tesse. Saperi femminili nella Grecia antica,
Carocci, Roma 2005]

La notizia del referendum del 23 ottobre in Brasile per il disarmo mi ha
provocato una strana sensazione, che ho stentato a riconoscere ma che mi ha
indotto ad un silenzio prolungato. A questa sensazione adesso ho dato un
nome: estraneita'. Si', alle armi mi sento e voglio sentirmi estranea, in
quanto esse e il loro uso distruttivo minano alla radice il senso stesso
dell'umanita'.
Le armi, con la durezza dei metalli con cui sono costruite, si pongono sul
polo opposto rispetto alla debolezza e fragilita' dei corpi umani, che delle
armi sono le prime vittime. Pelle, carne, ossa esposte alla lacerazione,
alla frattura, al deperimento: lo squilibrio e la caducita' sembrano essere
la cifra della condizione umana. Eppure, questa debolezza intrinseca del
corpo umano ne costituisce anche la sua grandezza, in quanto sfida e al
contempo accettazione della sofferenza.
Questo corpo, debole, fragile, esposto al male, e' cio' che mi accomuna a
tutti gli altri esseri umani; la durezza e la crudelta' delle armi oppongono
disumanita' a umanita'. Per questo, votare si' al disarmo significa fare un
passo avanti verso il recupero del senso dell'umano.

4. 23 OTTOBRE. ELENA LIOTTA: SI'
[Ringraziamo Elena Liotta (per contatti: e_liotta at yahoo.it) per questo
intervento. Elena Liotta, nata a Buenos Aires il 25 settembre 1950, risiede
a Orvieto, in Umbria; e' psicoterapeuta e psicologa analista, membro
dell'Ordine degli Psicologi dell'Umbria, membro dell'Aipa (Associazione
Italiana di Psicologia Analitica), dell'Iaap (International Association
Analytical Psychology), dell'Apa (American Psychological Association), socia
fondatrice del Pari Center for New Learning; oltre all'attivita'
psicoterapica, svolta prevalentemente con pazienti adulti, in setting
individuale, di coppia e di gruppo, ha svolto e svolge altre attivita'
culturali e organizzative sempre nel campo della psicologia e della
psicoanalisi; tra le sue esperienze didattiche: professoressa di Psicologia
presso la "American University of Rome"; docente in corsi di formazione, e
coordinatrice-organizzatrice di corsi di formazione a carattere psicologico,
per servizi pubblici e istituzioni pubbliche e private; didatta presso
l'Aipa, societa' analitica accreditata come scuola di specializzazione
post-laurea, per la formazione in psicoterapia e per la formazione di
psicologi analisti; tra le altre esperienze parallele alla professione
psicoterapica e didattica: attualmente svolge il ruolo di Coordinatrice
psicopedagogica e consulente dei servizi sociali per il Comune di Orvieto, e
di Coordinatrice tecnico-organizzativa di ambito territoriale per la Regione
Umbria nell'Ambito n. 12 di Orvieto (dodici Comuni), per la ex- Legge 285,
sul sostegno all'infanzia e adolescenza e alle famiglie, occupandosi anche
della formazione e monitoraggio dei nuovi servizi; e' stata assessore alle
politiche sociali presso il Comune di Orvieto; dopo la prima laurea ha anche
lavorato per alcuni anni in campo editoriale, redazionale e
bibliografico-biblioteconomico (per "L'Espresso", "Reporter", Treccani,
Istituti di ricerca e biblioteche). Autrice anche di molti saggi apparsi in
riviste specializzate e in volumi collettanei, tra le opere di Elena Liotta
segnaliamo particolarmente Educare al Se', Edizioni Scientifiche Magi, Roma
2001; Le solitudini nella societa' globale, La Piccola Editrice, Celleno
(VT) 2003; con L. Dottarelli e L. Sebastiani, Le ragioni della speranza in
tempi di caos, La Piccola Editrice, Celleno (VT) 2004; Su Anima e Terra. Il
valore psichico del luogo, Edizioni Scientifiche Magi, Roma 2005]

Tra pochi giorni ci sara' il refendum in Brasile e ci penso quotidianamente
leggendo questo foglio e immaginando che possa essere un nuovo inizio per un
processo che sara' comunque lungo e faticoso: intaccare l'aggressivita' e la
distruttivita' dell'essere umano che sembrano andare di pari passo con
l'espressione delle sue qualita' migliori. La tecnologia creata dagli
uomini, nella sua lunga storia, ci ha infatti donato strumenti di vita e di
morte in modo assolutamente analogo.
Intendo dire che riflettendo su tutto cio' che dovrebbe accompagnare e
seguire le scelte politiche e le consultazioni democratiche, mi auguro che
l'educazione delle giovani generazioni possa essere improntata alla
nonviolenza in modo sempre piu' chiaro e ben pensato. Dal Brasile a tutto il
resto del mondo, un'educazione anche  curricolare, almeno per un certo
periodo e con metodologie ben pensate. Non basta infatti mandare ai bambini
o ai giovani il messaggio della nonviolenza e trasmettere il valore della
solidarieta' in forma lineare, come cosa buona e giusta, e poi mantenere nei
mass-media e nella vita quotidiana modelli violenti e sempre armati.
Occorre che siano gli adulti a modellare i nuovi comportamenti, rifuggendo
per consapevolezza profonda, dai loro opposti; che gli adulti mostrino amore
e rispetto concreto per la natura, per gli animali, per i propri simili, nel
linguaggio, nello stile della loro comunicazione, nelle loro azioni. L'arma
e il disarmo sono i punti limite di un processo di sviluppo che all'interno
e' tutto da realizzare.
*
In Italia c'e' una tradizione nonviolenta che l'impegno informativo del
Centro di ricerca per la pace testimonia quotidianamente. La Rete per il
disarmo e tutte le iniziative di questi giorni forse porteranno il tema in
primo piano.
Quanto ci vorra perche' anche in Italia la politica e le leggi facciano piu'
spazio alla vita, alla cura, alla prevenzione, in tutti i sensi? E'
realisticamente proponibile qui, fosse pure provocatoriamente, la stessa
iniziativa?
I nostri politici saranno disposti? E se non lo fossero come lo
giustificheranno? La perdita dei posti di lavoro nelle nostre industrie che
producono ed esportano armi in tutto il mondo? E i cacciatori, avranno
liberta' di esercizio dell'"antica arte" che ha il "pregio sportivo" di far
passeggiare gli uomini nella natura, una natura che dichiarano di amare!? Ho
visto un servizio raccapricciante sul bracconaggio in Italia. Roba da
psicopatologia grave.
*
Uniamo gli sforzi e saldiamo insieme la politica con l'educazione e con la
conoscenza psicologica degli esseri umani, senza la quale ci si muove un po'
al buio. Freud parlava della "lotta mortale tra i sessi" - quanti
ammazzamenti nelle coppie che per definizione si dovrebbero amare! Jung
defini' come Ombra tutta quell'area nascosta della personalita' che si tende
a coprire anche con opposte qualita'.
L'aggressivita' e la distruttivita' rimosse producono, se possibile, i danni
piu' sorprendenti: "era, sembrava, una persona tanto perbene...".
Armi moderne, convenzionali, armi improprie... e' la mano che le stringe che
dovremo prima o poi riuscire ad allentare per farle cadere definitivamente.
Intanto mi associo a sostenere con forza  qualsiasi iniziativa che le tolga
di mezzo, rendendo almeno piu' difficile la loro reperibilita'.

5. 23 OTTOBRE. CARLA MARIANI: SI'
[Ringraziamo Carla Mariani (per contatti: carlamariani at comune.narni.tr.it)
per questo intervento. Carla Mariani, spiritus rector dell'Ufficio per la
pace del Comune di Narni, e' da sempre infaticabile ed inesauribile
promotrice ed animatrice di iniziative di pace, solidarieta', nonviolenza:
conoscerla ed essere contagiati dalla sua luminosa generosita' sono una cosa
sola]

Grazie, Brasile.
"Il  commercio delle armi da fuoco e  delle munizioni deve essere proibito
in Brasile?". Domanda semplice, non ti puoi sbagliare, devi solo rispondere
si' o no. Ed il si' risponde alla tua urgenza se la cosa la vuoi, il no se
non la vuoi, semplice. La civilta' di questa proposta, di questo moderno
programma, si vede gia' dall'impostazione del quesito referendario.
Semplice, chiaro, comprensibile a chiunque, a chi ha studiato e a chi no, a
chi ci sta dentro e a chi no, una domanda semplice che parte dal basso.
Che parte proprio dal basso, in senso politico e in senso concreto. Dal
basso dove la gente cade morta ammazzata, dal basso della strada, dal basso
del pavimento di una stanza, dal basso dell'orizzontale in riferimento alla
posizione verticale; dal basso nel senso di partire dalla  popolazione
organizzata in societa' civile, dalla gente, che non ne puo' piu' di essere
martoriata, impaurita, annientata.
E' un sollievo vedere che qualcuno ci ha  pensato: tentare di eliminare gli
strumenti di morte, e condizionare cosi', in maniera forte e decisa, le
industrie che producono armi, arrivare cos' a controllare e a condizionare
il commercio terribile delle armi.
Un gesto concreto di azione nonviolenta: si sta mettendo in moto un percorso
per abolire il commercio delle armi da fuoco e delle munizioni.
*
Chi di noi ha visto Bowling a Colombine di Michael Moore, certamente avra'
chiaro in mente a che cosa puo' portare la cultura delle armi. Il film
prende il nome dalla Colombus High School, il liceo della tranquilla
cittadina di Littletown, Colorado, dove nel 1999 due studenti, dopo avere
giocato una partita a bowling, si recarono nell'istituto armati e uccisero
dodici compagni e un insegnante; solo uno dei tanti episodi di violenza
firmati Usa, e non e' il primo che vede quali protagonisti dei minorenni. In
questo documentario Michael Moore viaggia per gli States e il Canada,
facendo domande per capire come mai ci sono tanti morti ammazzati da armi da
fuoco negli Stati Uniti. E alla domanda "perche' lei crede che gli Stati
Uniti contino cosi' tanti morti assassinati?", la risposta e' sempre la
stessa "Perche' e' piu' facile reperire le armi".
*
Allora la mia speranza e' questa: pensate, se vince il si quale strada puo'
aprirsi davanti a noi, quale processo nuovo, quale vero disarmo possiamo
cominciare ad effettuare.
La vittoria del si' in Brasile potrebbe avere un effetto "disarmante" a
partire proprio dall'America Latina, questo splendido, colorato, profumato
pezzo di mondo, martoriato ed offeso eppure mai vinto, dal quale tante
esperienze ed insegnamenti di vita ci raggiungono: di rispetto per la natura
nostra madre, di lotta nonviolenta, di speranza e di sogno, tutto questo ci
viene incontro.
Le Comunita' di pace colombiane, disarmate ( il non portare armi e' alla
base del loro impegno e della loro filosofia), che lottano contro lo
strapotere degli attori armati, governo colombiano in testa stretto ai
paramilitari e la guerriglia a seguire; le popolazioni indigene della
Bolivia, dell'Ecuador, della stessa Colombia, che non si stancano di
marciare e di lottare per difendere il loro territorio, senza armi, a mani
aperte, a mani intrecciate a formare catena.
*
E allora si', un si' grande, convinto, deciso. Un si' concreto, un si' che
vale un'azione e non solo una enunciazione di buoni propositi. Un si' anche
da parte mia, che vinca l'amore e che si capisca che un'arma e' sempre e
comunque, qualsiasi sia la mano che la tiene, un corridoio aperto verso la
violenza, una porta aperta verso la morte e niente altro.

6. 23 OTTOBRE: TAVOLA DELLA PACE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: SI'
[Ringraziamo le amiche e gli amici della Tavola della pace del Friuli
Venezia Giulia (per contatti: c/o Coordinamento regionale enti locali per la
pace, Provincia di Gorizia, Palazzo Alvarez, via Diaz 5, tel. 0481545150,
e-mail: compax at inwind.it) per questo intervento]

Il 23 ottobre si terra' in Brasile un importantissimo referendum per
proibire il commercio delle armi da fuoco e delle munizioni, promosso da
referenti istituzionali e dalla societa' civile. L'iniziativa ha reali
possibilita' di riuscita e suscita interesse anche al di fuori del grande
paese sudamericano.
La Tavola della pace del Friuli Venezia Giulia insieme agli Italiani
impegnati nella Campagna per il disarmo, sostiene le sorelle e ai fratelli
impegnati in Brasile a far vincere il si' al diritto a vivere, alla civilta'
umana, alla convivenza.
Si invitano pertanto persone, associazioni, istituzioni e organi
d'informazione a visitare il sito www.referendosim.com.br (in lingua
portoghese-brasiliana) e la pagina dedicata sul sito di Peacelink, ove
compaiono gli interventi italiani a sostegno del si':
http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_12631.html e ad esprimere
ciascuno secondo le proprie modalita' la solidarieta' con la coraggiosa
iniziativa.
La solidarieta' internazionale serve molto a sostenere lo sforzo per la
riuscita della consultazione, promossa in un paese che conta moltissime
vittime d'armi da fuoco. La sua riuscita potrebbe comportare ripercussioni
importanti in tutto il mondo.
Per la Tavola della pace del Friuli Vebezia Giulia: Silvia Altran,
Alessandro Capuzzo, Lorenzo Croattini, Alessandro De Paoli
*
Alcuni referenti italiani particolarmente impegnati a sostegno della
Campagna per il disarmo e il referendum del 23 ottobre in Brasile:
- padre Ermanno Allegri, e-mail: ermanno at adital.com.br
- dottor Francesco Comina, e-mail: f.comina at ladige.it
- Centro per la pace del Comune di Bolzano, e-mail: welapax at hotmail.com
- Rete italiana per il disarmo, e-mail: segreteria at disarmo.org
- Centro di ricerca per la pace di Viterbo, e-mail: nbawac at tin.it
*
Alcuni siti particolarmente utili
a) in Brasile:
www.referendosim.com.br
www.adital.com.br
www.desarme.org
www.soudapaz.org.br
www.vivario.org.br
b) in Italia:
www.amnesty.it
www.archiviodisarmo.it
www.controlarms.org
www.disarmo.org
www.disarmonline.org
www.ildialogo.org
www.nonviolenti.org
www.paxchristi.it
www.peacelink.it
www.retelilliput.net
www.unimondo.org

7. INCONTRI. LA RETE ITALIANA PER IL DISARMO HA INCONTRATO IL PRESIDENTE
BRASILIANO LULA A ROMA IL 16 OTTOBRE
[Dalla Rete italiana per il disarmo (per contatti: tel. 3283399267, e-mail:
segreteria at disarmo.org, sito: www.disarmo.org) riceviamo e diffondiamo]

La Rete italiana per il disarmo ha incontrato il presidente brasiliano Lula
alla vigilia di un referendum sul disarmo dall'esito ancora molto incerto.
Un gruppo di rappresentanti delle organizzazioni aderenti alla Rete italiana
per il disarmo ha incontrato domenica 16 ottobre a Roma il presidente del
Brasile Luiz Ignacio Lula da Silva, in Italia per una visita ufficiale,
durante l'incontro della delegazione governativa brasiliana (presenti anche
numerosi ministri) con la societa' civile e le parti sociali italiane. Sede
dell'evento l'ambasciata della Repubblica del Brasile, nella suggestiva
cornice di piazza Navona.
In una conversazione con il presidente Lula al termine dell'incontro, la
delegazione della Rete italiana per il disarmo ha ribadito il forte
apprezzamento per gli sforzi condotti in varie sedi e circostanze dal
governo brasiliano sulle tematiche del disarmo e del controllo degli
armamenti. Il presidente Lula, nel ribadire il suo sostegno alla campagna
internazionale "Control Arms", si e' detto lieto del sostegno dimostrato dal
movimento internazionale per il disarmo nei confronti delle iniziative
legislative condotte su questo tema da parte del suo governo (come
l'imprtantissimo Statuto per il disarmo). Contemporaneamente, il presidente
brasiliano si e' mostrato abbastanza preoccupato per le sorti del referendum
consultivo sulla vendita di armi che si terra' in Brasile il 23 ottobre.
Nonostante tutti i sondaggi iniziali abbiano sempre indicato un buon margine
di vantaggio per il si' (il che significa conferma dello Statuto per il
disarmo e proibizione della vendita di armi ai privati in Brasile), nelle
ultime settimane la campagna a favore del no ha ripreso vigore ed al momento
attuale tra distanza tra i due schieramenti non sembrerebbe essere piu'
molto accentuata.
*
Ricordiamo che il 23 ottobre 122 milioni di brasiliani potranno votare per
la proibizione della vendita ai civili di armi e munizioni. Un passaggio
cruciale per il paese sudamericano, che attualmente detiene il triste
primato del maggior numero di morti per arma da fuoco (circa 38.000 in un
anno). Pur nella sua dimensione nazionale, il referendum per la proibizione
della vendita delle armi e delle munizioni in Brasile ha una rilevanza
mondiale: per la prima volta un atto democratico di voto agira' direttamente
sul tema del disarmo. Nella situazione attuale del mondo e' di estrema
importanza elevare il controllo internazionale delle armi e per prevenire la
violenza armata a livello globale. Il mondo intero si sentira' fortemente
interpellato e coinvolto dai risultati di questa votazione, dall'impatto
politico e strategico sicuramente globale. Maggiori controlli sulle armi in
Brasile hanno gia' iniziato a mostrare risultati positivi: nel 2004 (il
primo anno dall'entrata in vigore dello Statuto sul disarmo) le morti per
arma da fuoco sono diminuite dell'8%. Cio' significa 3.234 vite salvate
rispetto all'anno precedente. E' la prima volta che una diminuzione del
genere avviene in Brasile dopo 13 anni in cui il numero dei morti era sempre
cresciuto.
*
L'incontro all'ambasciata brasiliana in Italia e' stato parte della
"Giornata internazionale di azione per sostenere il referendum brasiliano
sul disarmo", giornata in cui si sono tenute in diversi paesi iniziative di
sensibilizzazione a sostegno del si' al referendum brasiliano. La
delegazione della Rete italiana per il disarmo era composta da Gianni Alioti
(Fim-Cisl), Massimo Paolicelli (Associazione obiettori nonviolenti),
Riccardo Troisi (Pax Christi e Rete Lilliput), Antonio Vermigli (Rete Radie'
Resch), Francesco Vignarca (segreteria della Rete italiana per il disarmo e
Coordinamento comasco per la pace).
*
Per maggiori informazioni:
a) sul referendum brasiliano:
www.referendosim.com.br
www.disarmo.org/rete/indices/index_2073.html
b) sulla Rete italiana per il disarmo:
www.disarmo.org
c) sulla campagna Control Arms:
- www.controlarms.it
- Rete italiana per il disarmo, tel. 3355769531, e-mail:
controlarms at disarmo.org, sito: www.disarmo.org/controlarms
- Amnesty International, ufficio stampa, tel. 064490224 o anche 3486974361,
e-mail: press at amnesty.it, sito: www.amnesty.it
*
Per contatti con la Rete italiana per il disarmo: tel. 3283399267, e-mail:
segreteria at disarmo.org, sito: www.disarmo.org

8. RIFLESSIONE. GIULIO VITTORANGELI: UN PIATTO DI SPAGHETTI AL POMODORO
[Ringraziamo Giulio Vittorangeli (per contatti: g.vittorangeli at wooow.it) per
questo intervento. Giulio Vittorangeli e' uno dei fondamentali collaboratori
di questo notiziario; nato a Tuscania (Vt) il 18 dicembre 1953, impegnato da
sempre nei movimenti della sinistra di base e alternativa, ecopacifisti e di
solidarieta' internazionale, con una lucidita' di pensiero e un rigore di
condotta impareggiabili; e' il responsabile dell'Associazione
Italia-Nicaragua di Viterbo, ha promosso numerosi convegni ed occasioni di
studio e confronto, ed e' impegnato in rilevanti progetti di solidarieta'
concreta; ha costantemente svolto anche un'alacre attivita' di costruzione
di occasioni di incontro, coordinamento, riflessione e lavoro comune tra
soggetti diversi impegnati per la pace, la solidarieta', i diritti umani. Ha
svolto altresi' un'intensa attivita' pubblicistica di documentazione e
riflessione, dispersa in riviste ed atti di convegni; suoi rilevanti
interventi sono negli atti di diversi convegni; tra i convegni da lui
promossi ed introdotti di cui sono stati pubblicati gli atti segnaliamo, tra
altri di non minor rilevanza: Silvia, Gabriella e le altre, Viterbo, ottobre
1995; Innamorati della liberta', liberi di innamorarsi. Ernesto Che Guevara,
la storia e la memoria, Viterbo, gennaio 1996; Oscar Romero e il suo popolo,
Viterbo, marzo 1996; Il Centroamerica desaparecido, Celleno, luglio 1996;
Primo Levi, testimone della dignita' umana, Bolsena, maggio 1998; La
solidarieta' nell'era della globalizzazione, Celleno, luglio 1998; I
movimenti ecopacifisti e della solidarieta' da soggetto culturale a soggetto
politico, Viterbo, ottobre 1998; Rosa Luxemburg, una donna straordinaria,
una grande personalita' politica, Viterbo, maggio 1999; Nicaragua: tra
neoliberismo e catastrofi naturali, Celleno, luglio 1999; La sfida della
solidarieta' internazionale nell'epoca della globalizzazione, Celleno,
luglio 2000; Ripensiamo la solidarieta' internazionale, Celleno, luglio
2001; America Latina: il continente insubordinato, Viterbo, marzo 2003. Per
anni ha curato una rubrica di politica internazionale e sui temi della
solidarieta' sul settimanale viterbese "Sotto Voce" (periodico che ha
cessato le pubblicazioni nel 1997). Cura il notiziario "Quelli che
solidarieta'"]

La nostra vita apparentemente trascorre tranquilla. Una brioche calda, le
telefonate agli amici, un momento di pausa, il caffe' a meta' mattina, il
rumore del traffico, i ricordi di quando si era bambini. Sentire che fuori
piove, annusare di nuovo la primavera, sentirsi capiti, amare una persona,
innamorarsi di un film, comprarsi un libro, regalare un mazzo di fiori,
l'odore della torta di mele che cuoce nel forno.
Intanto intorno a noi crescono muri, non solo rappresentati da ideologie
inumane, ma muri concreti fatti di acciaio e cemento. Come quello odioso che
sta sorgendo in Palestina, nei territori occupati nel 1967, ad opera del
governo israeliano di Ariel Sharon. Il "muro dell'apartheid" si prospetta
anche come il piu' grande furto di terre dal 1967 ad oggi, tanto che una
volta completato permettera' ad Israele di annettersi definitivamente il 60%
della Cisgiordania, rendendo cosi' impossibile la nascita di uno stato
palestinese con una sua continuita' territoriale e quindi qualsiasi
soluzione negoziata del conflitto.
Eppure tutta la comunita' internazionale, che ha salutato con gioia la
caduta del muro di Berlino nel 1989 e pianto per la morte di oltre 250
persone uccise durante i 28 anni della sua esistenza, oggi non protesta per
i nuovi muri, per gli immigrati morti cercando di passare il confine.
Possiamo dire, amaramente, che la caduta del muro tra est e ovest, ha
rafforzato il muro del razzismo e dell'indifferenza, tra il nord e il sud
del mondo.
*
Le migrazioni sono un fenomeno strutturale irreversibile, su questo
concordano proprio tutti.
Ma se oggettivamente e' ogni giorno piu' evidente che i cosiddetti primo e
terzo mondo fanno parte di un'unica storia, soggettivamente si afferma la
tendenza a separare le storie dei popoli in "sviluppati" e
"sottosviluppati".
Se oggettivamente si impongono sempre piu' rigidamente le leggi spietate del
mercato totale, soggettivamente sembra legittima e necessaria la distinzione
e contrapposizione tra il "capitalismo selvaggio e sottosviluppato" del sud
e il "capitalismo civilizzato e sviluppato" del nord.
Se oggettivamente le minacce di distruzione e morte pesano su tutta
l'umanita', si afferma nelle impostazioni politiche ed ecologiche la
preoccupazione di salvare le minoranza "piu' avanzate", abbandonando le
maggioranze al loro destino di morte.
Questo atteggiamento e' un meccanismo psicologico di massa, che consiste nel
rimuovere l'altro o, meglio, nel rimuovere l'unita' della storia e del
mondo, e pertanto il sentimento di comunione fra tutti gli esseri umani. Si
elabora una visione del mondo e della storia fondata sulla superiorita' e
centralita' di un popolo, di una cultura, rispetto agli altri.
Riducendo la storia del mondo a quella dei popoli "piu' avanzati" (la
superiorita' economica e tecnologica dei paesi del nord), si nega il ruolo
degli altri popoli e l'importanza delle nostre relazioni reciproche.
Inevitabilmente intorno a noi crescono xenofobia e pregiudizi razziali.
Cosi' gli immigrati si trovano appiccicati addosso i peggiori stereotipi
della societa' moderna, fino ad essere considerati oramai tutti terroristi.
La realta' dolorosa molte volte e' fatta di esseri umani ridotti a cose,
spogliati della loro dignita', privati di affetti e di parole.
*
Qualunque persona semplicemente democratica dovrebbe reagire davanti
all'abisso a cui inevitabilmente ci sta conducendo il disprezzo dell'altro,
l'odio del diverso, il dogma della disuguaglianza, l'intolleranza, il
fanatismo, l'oscurarsi della ragione.
Si puo' reagire partendo anche dalle piccole cose del nostro quotidiano.
Cosi' continuiamo a cucinare la pasta, tagliare il pane, conservare la
frutta, apparecchiare la tavola, perche' ogni atto legato al cibo - anche il
piu' semplice - porta con se' una storia ed esprime una cultura complessa
della civilta' umana.
Soltanto gli stolti possono considerare il piatto di spaghetti al pomodoro,
come il segno di una esclusiva "identita' italiana"; poiche' esso in realta'
e' il felice incontro tra una tecnologia produttiva messa a punto nella
Sicilia araba del Medioevo e un prodotto americano importato in Europa dai
conquistatori spagnoli.
Allora, come per i cibi, non siamo identici. Ognuno e' diverso dall'altro.
Ed e' sul riconoscimento delle diversita' che si fonda il riconoscimento
dell'uguaglianza dei diritti di cui ogni essere umano e' portatore. Del
resto, io che sono diverso da mio padre e da mio fratello, come posso
pretendere di essere identico a una persona di un altro paese, di un'altra
lingua, di un'altra tradizione culturale? Rivendico la mia diversita', se
non lo facessi perderei un'altra occasione per migliorarmi. Ma una cosa e'
rivendicare il diritto di essere diversi, un'altra cosa e' arrogarsi il
privilegio di sentirsi migliori. Semplicemente, quando capiremo che siamo
tutti diversi, nessuno sara' piu' diverso.

9. RIFLESSIONE. ENRICO PEYRETTI: UNA LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ITALIANA
[Ringraziamo Enrico Peyretti (per contatti: e.pey at libero.it) per averci
messo a disposizione la seguente lettera inviata al capo dello stato. Enrico
Peyretti (1935) e' uno dei principali collaboratori di questo foglio, ed uno
dei maestri piu' nitidi della cultura e dell'impegno di pace e di
nonviolenza; ha insegnato nei licei storia e filosofia; ha fondato con
altri, nel 1971, e diretto fino al 2001, il mensile torinese "il foglio",
che esce tuttora regolarmente; e' ricercatore per la pace nel Centro Studi
"Domenico Sereno Regis" di Torino, sede dell'Ipri (Italian Peace Research
Institute); e' membro del comitato scientifico del Centro Interatenei Studi
per la Pace delle Universita' piemontesi, e dell'analogo comitato della
rivista "Quaderni Satyagraha", edita a Pisa in collaborazione col Centro
Interdipartimentale Studi per la Pace; e' membro del Movimento Nonviolento e
del Movimento Internazionale della Riconciliazione; collabora a varie
prestigiose riviste. Tra le sue opere: (a cura di), Al di la' del "non
uccidere", Cens, Liscate 1989; Dall'albero dei giorni, Servitium, Sotto il
Monte 1998; La politica e' pace, Cittadella, Assisi 1998; Per perdere la
guerra, Beppe Grande, Torino 1999; Dov'e' la vittoria?, Il segno dei
Gabrielli, Negarine (Verona) 2005; e' disponibile nella rete telematica la
sua fondamentale ricerca bibliografica Difesa senza guerra. Bibliografia
storica delle lotte nonarmate e nonviolente, ricerca di cui una recente
edizione a stampa e' in appendice al libro di Jean-Marie Muller, Il
principio nonviolenza, Plus, Pisa 2004 (libro di cui Enrico Peyretti ha
curato la traduzione italiana), e una recente edizione aggiornata e' nei nn.
791-792 di questo notiziario; vari suoi interventi sono anche nei siti:
www.cssr-pas.org, www.ilfoglio.org e alla pagina web
http://db.peacelink.org/tools/author.php?l=peyretti Una piu' ampia
bibliografia dei principali scritti di Enrico Peyretti e' nel n. 731 del 15
novembre 2003 di questo notiziario]

Signor Presidente della Repubblica,
La ringrazio vivamente per il Suo discorso di oggi nel LX della Fao.
Ogni tanto Le scrivo, nel mio dovere di cittadino attivo, per segnalare
qualche esigenza o carenza, a mio modo di vedere, nella vita politica.
Oggi sono lieto di dirle la mia soddisfazione per questo Suo stimolo alle
politiche di giustizia vitale minima per tutti i popoli umani, perche' il
diritto alla vita e alla dignita' di tutte le persone e' uguale, senza
alcuna discriminazione, neppure di capacita' economica e di intraprendenza.
Il diritto alla vita e' pieno e inviolabile anche negli incapaci, a cui i
capaci devono provvedere. La legge della vita non e' la competizione, ma la
cooperazione. E' una falsa e micidiale ideologia quella oggi dominante, per
cui deve avanzare chi sa prendere in abbondanza, e restare escluso, o
campare delle briciole che cadono dalla tavola di noi ricchi, chi non ha la
forza di procurarsi neppure il necessario.
Secondo l'ideologia oggi dominante, che pretende di apparire una legge di
natura, l'umanita' di oggi e' divisa, selezionata in "sommersi e salvati",
come nei peggiori momenti di violenza del Novecento.
La fame ha cause politiche, come ha detto nella stessa occasione il
presidente brasiliano Lula.
Lei denuncia gli enormi investimenti di risorse in armi, nell'idea stolta
che i conflitti umani si possano risolvere con la potenza omicida, invce che
coi mezzi della politica umana. Le armi producono doppia immensa
ingiustizia, prima sottraendo risorse vitali ai popoli, poi assegnando alla
morte la soluzione dei problemi della vita. Questa logica e' criminale,
secondo ogni coscienza umana, e secondo la legge internazionale di pace,
vigente e obbligatoria, stabilita nella Carta delle Nazioni Unite, di cui
Lei nel Suo discorso ricorda il valore.
Se i governi piu' potenti, cha vantano valori democratici, non traducono in
economia di giustizia e non di profitto egoistico e di parte, i principi
umanitari che proclamano, la loro democrazia e' falsa, come ha scritto uno
dei massimi maestri di vita politica che l'umanita' abbia avuto: "La mia
concezione della democrazia e' che sotto di essa il piu' debole deve avere
le stesse possibilita' del piu' forte. Questo puo' avvenire soltanto
attraverso la nonviolenza". Altrimenti, la democrazia dichiarata, se non e'
anche giusta, "e' una forma diluita di nazismo o di fascismo" (Mohandas K.
Gandhi, Teoria e pratica della nonviolenza, Einaudi, Torino 1996, p. 140,
scritto del 18 maggio 1940).
Il Suo discorso di oggi manifesta questa consapevolezza, che e' l'onore di
un uomo politico. Io spero che questo Suo insegnamento caratterizzi la
futura politica del nostro Paese, che oggi non va nella giusta direzione
umana.
Con viva cordialita' e gratitudine
Enrico Peyretti

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

11. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at inwind.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1087 del 18 ottobre 2005

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