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La nonviolenza e' in cammino. 1090



LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1090 del 21 ottobre 2005

Sommario di questo numero:
1. Luzia Premoli: Lasciate che decida l'amore
2. Giobbe Santabarbara: Contesa dei moderni e dei postumi. Un contributo in
due note per il si' al referendum per il disarmo
3. Farid Adly: Si'
4. Donne per la difesa della societa civile: Si'
5. Roberta Filippi: Si'
6. Angelo Gandolfi: Si'
7. Marie Claude Pace: Si'
8. Paolo Sales: Si'
9. Veronika Stirner Brantsch: Si'
10. Tim Whitmore: Si'
11. Enzo Ciconte: L'offensiva della 'ndrangheta
12. Eduardo Galeano: America, i volti e le maschere
13. Idee e proposte per un'altra Sicilia. Il 21 e 22 ottobre a Palermo
14. Le manifestazioni del Salone dell'editoria di pace a Venezia
15. La "Carta" del Movimento Nonviolento
16. Per saperne di piu'

1. VOCI DAL BRASILE: LUZIA PREMOLI: LASCIATE CHE DECIDA L'AMORE
[Dal sito www.femmis.org riprendiamo questo intervento di Luzia Premoli,
missionaria comboniana brasiliana]

"Lasciate che decida l'amore". Questa e' la frase con cui comincia uno dei
tanti messaggi che la Chiesa brasiliana attraverso le commissioni "Giustizia
e pace" sta diffondendo tra la popolazione.
Questo e' un momento privilegiato di evangelizzazione, in cui le Chiese
possono concretamente essere canali per la costruzione di una cultura della
pace. Come sorelle missionarie comboniane stiamo dando il nostro contributo.
E' un kairos, un momento di densita' teologica e verita' effettuale, che non
possiamo lasciar passare invano.
L'attivita' missionaria oggi ha bisogno di essere piu' adeguata
nell'accompagnare la societa' nella sua ricerca, deve fare la sua
seminagione insieme a tante altre e a tanti altri che stanno seminando la
buona novella di un mondo di pace, disarmato, con mani che si stendono per
abbracciare, per curare, per coltivare la terra, per insegnare a leggere e a
scrivere, per proteggere la vita.
Tra le tante statistiche diffuse vorrei mettere in rilievo queste: in
Brasile negli ultimi anni sul totale delle morti di giovani tra i 15 e i 24
anni, il 38,8% sono causate da armi da fuoco. Una persona che tiene un'arma
in casa ha il 75% di probabilita' in piu' di venir assassinata rispetto a
una persona che non tiene strumenti di morte nella sua abitazione. Con
un'arma a portata di mano, chiunque puo' perder la testa e trasformarsi in
assassino. Il Brasile e' il paese del mondo in cui piu' si muore e piu' si
uccide con armi da fuoco.
L'opposizione che stiamo incontrando contro il referendum parte da coloro
che traggono  lucro dalla vendita di armi e munizioni.
E' gia' una vittoria della societa' aver ottenuto che si faccia un
referendum su un argomento cosi' importante. Sara' una vittoria grandiosa se
il referendum avra' esito positivo. Stiamo lottando per questo.
Penso che il referendum si inserisca nella corrente delle tante iniziative
per la costruzione di un altro mondo possibile. Una persona cristiana in
questo momento deve dimostrare la sua fede in modo concreto: o segue Gesu'
che proclamo' beati i costruttori di pace, o segue il diavolo che traveste
la violenza sottole mentite spoglie di un presunto "diritto di difesa", di
un "farsi giustizia da se'".
Lasciate che decida l'amore.

2. EDITORIALE. GIOBBE SANTABARBARA: CONTESA DEI MODERNI E DEI POSTUMI. UN
CONTRIBUTO IN DUE NOTE PER IL SI' AL REFERENDUM PER IL DISARMO

1. Siamo alla fine di un'epoca, anzi gia' oltre la sua fine.
L'epoca in cui si poteva spacciare l'uccidere esseri umani per legittimo
istituto giuridico a fini di difesa personale o collettiva e' finita da un
pezzo e per sempre. L'epoca delle guerre e dei duelli, delle stragi e dei
sicari, della clava e del mitra, e' gia' nelle menti e nei cuori di ogni
persona ragionevole un orrore del passato, sebbene si prolunghi tuttora nei
fatti presenti e certo ci accompagnera' per un non breve futuro.
Ma nel nostre sentire e capire e giudicare essa e' gia' finita: poiche' ne
sappiamo definitivamente l'orrore e l'inammissibilita'. L'intera umanita' e'
sulla via della nonviolenza. E non perche' ce lo abbiano insegnato le grandi
donne ed i grandi uomini che a questa scelta nel corso dei millenni
dell'umana civilta' ci hanno esortato, bensi' perche' ogni giorno ce lo
insegnano le umane carni abbruciate, le rovine fumiganti, la grande fornace
della guerra e del crimine, l'incombente apocalisse che negli ultimi cento
anni ha distrutto piu' vite umane di quante ne possa immaginare l'onomastica
o lo sguardo di ciascuna e ciascuno di noi.
La fine dell'epoca della violenza e' gia' avvenuta, anche se i potenti del
mondo ottenebrati dal loro delirio d'onnipotenza e dalla paura che mangia
loro l'anima non se ne sono ancora accorti. La fine e' stata sancita per
sempre ad Auschwitz e Hiroshima. l'epoca delle dittature, degli eserciti e
delle guerre, e' finita per sempre nell'orrore assoluto. Essa e' durata a
lungo, in effetti, da molto prima della guerra di Troia. Ma e' finita.
Poiche' essa ha raggiunto il suo limite. Quella modalita' di conduzione
delle relazioni nello spazio pubblico non puo' piu' darsi senza mettere in
pericolo la sopravvivenza della civilta' umana. Non piu' di questa o quella
cultura, di questo o quell'insediamento, ma dell'intera civilta' umana. A
questo limite giunti, la violenza diviene strumento non piu' utilizzabile.
Resta solo la nonviolenza.
Certo, vi e' anche una seconda possibilita': che non si riesca a uscire
dall'epoca della violenza, ovvero che le armi ci annientino tutti. La nostra
lotta ha per suo peculiare fine contrastare il realizzarsi di questo secondo
esito, che annienterebbe non solo il futuro dell'umanita', ma l'intera sua
storia, poiche' l'esito nientificante toglierebbe senso e sviluppo,
proiezione e memoria anche a tutto il passato dell'umanita': ucciderebbe non
solo l'umanita' futura che non potra' nascere, non solo l'umanita' presente
tra strazi indicibili, ma anche tutta l'umanita' passata, uccidendola, essa,
per cosi' dire per la seconda e definitiva volta.
*
2. Di qui comincia la novella storia.
Il referendum brasiliano sembra a chi scrive queste righe essere il primo
atto concreto che rompe una continuita' malefica e ormai insostenibile, e
avvia un percorso di fuoriuscita dall'epoca della violenza verso l'epoca
della nonviolenza. Apre futuro, invera umanita', indica la rotta.
Poiche' la nonviolenza e' questo: la lotta la piu' nitida e la piu'
intransigente contro la violenza e la menzogna, contro il male che uccide ed
umilia e dimidia le persone. La nonviolenza e' la lotta per una gestione
piu' umana dei conflitti, e per il riconoscimento di tutti i diritti umani a
tutti gli esseri umani.

3. 23 OTTOBRE. FARID ADLY: SI'
[Ringraziamo Farid Adly (per contatti: anbamed at katamail.com) per questo
intervento. Farid Adly, autorevole giornalista (apprezzato collaboratore del
"Corriere della sera", "Il manifesto", Radio popolare di Milano, ed altre
notissime testate) e prestigioso militante per i diritti umani, e' direttore
dell'agenzia-stampa "Anbamed. Notizie dal Mediterraneo"; ai primi di aprile
nel centro siciliano in cui vive e lavora ha subito una grave intimidazione
mafiosa: e' stato minacciato di morte per impedirgli di svolgere il suo
lavoro di inchiesta, documentazione e denuncia, con particolar riferimento
alla sua concreta azione in difesa dell'ambiente, della legalita', dei
diritti di tutti]

Esprimo un sostegno totale alla campagna per il si' al referendum brasiliano
contro la vendita delle armi leggere.
Un'iniziativa lodevole che smantella la logica della vendetta privata e del
farsi giustizia da se', che e' all'origine del ricorso sfrenato all'acquisto
delle armi da parte dei cittadini.
Gli amici e compagni brasiliani ci hanno mandato importanti messaggi della
lotta nonviolenta: dopo la campagna "fame zero" ecco spunta la campagna
"armi zero".
E' un buon lavoro che ha bisogno del nostro sostegno, del nostro impegno e
della nostra mobilitazione.
Gli amici e compagni brasiliani non vanno lasciati soli.
Meraviglia non poco la campagna di attacco al governo Lula a causa degli
scandali per corruzione. Sbaglia - secondo me - chi crede che si possa
realizzare tutto e subito. Il presidente Lula recentemente a Roma ha detto
che la situazione nel suo paese e' difficile, ma e' sicuro di farcela.
Diamogli una mano, con la critica responsabile, ma senza scaricare
un'esperienza importante per la storia dell'America Latina e per i processi
di cambiamento a livello mondiale.
La campagna per il disarmo e' una campagna che riguarda anche noi in Italia:
le esportazioni italiane delle armi leggere sono sempre in aumento, grazie
anche all'insipienza dei governi degli ultimi anni in materia di controlli
da parte del parlamento.
Provengo da una regione, il Medio Oriente, dove le importazioni di armi sono
la prima voce che dissangua i bilanci degli Stati, lasciando grandi zeri per
lo sviluppo e le politiche sociali, l'istruzione e la sanita'. Il Medio
Oriente assorbe il 42% delle armi esportate nel mondo. La vittoria del
referendum in Brasile potrebbe ridurre anche quella emorragia di risorse.
Questa consapevolezza che gli amici e compagni brasiliani nella loro
campagna lavorano anche per la vittoria della nonviolenza da noi, e' un
motivo in piu' per unirci a loro.
Chiunque abbia un contatto in Brasile lo deve attivare per convincere gli
interlocutori ad andare a votare e partecipare alla vittoria del si'.
Scriviamo lettere ai giornali che leggiamo quotidianamente perche' diano
informazione su questo referendum, per allargare la conoscenza di altri
mezzi per costruire la societa' del domani, facendo cessare l'imperversare
delle morti violente.

4. 23 OTTOBRE. DONNE PER LA DIFESA DELLA SOCIETA' CIVILE: SI'
[Ringraziamo il gruppo delle "Donne per la difesa della societa' civile"
(per contatti: info at donnesocietacivile.it) per questo intervento]

Anche da tutte noi: si'.

5. 23 OTTOBRE. ROBERTA FILIPPI: SI'
[Ringraziamo Roberta Filippi (per contatti: roberta_filippi at libero.it) per
questo intervento. Roberta Filippi e' acuta studiosa di letteratura russa e
delle donne, ed operatrice culturale]

Domenica 23 ottobre, in Brasile, per la prima volta nella storia di questo
paese, verra' chiesto ai cittadini di esprimere il loro parere in un
referendum sulla proibizione delle armi e delle munizioni. Questo
avvenimento rappresenta un  momento straordinario che permette di
manifestare con  determinazione un forte e deciso si' in difesa della pace e
della vita.
Tutti gli elettori brasiliani, ma in particolare le donne brasiliane, per
natura portatrici di vita e  rappresentanti la maggioranza dei votanti, tra
qualche giorno avranno un'opportunita' unica per influire sulla politica
della sicurezza, perche' le armi non feriscono e straziano soltanto dei
corpi, ma spezzano ed infrangono i sogni, le  aspettative, i sentimenti che
la vita racchiude in se'.
Vorrei manifestare il mio energico sostegno al si', affinche' questa
occasione, cosi' carica di prospettive  per il popolo brasiliano, possa
diventare un messaggio di speranza che altre nazioni saranno chiamate ad
accogliere perche' la vita umana venga difesa ed abbia un futuro.
Diciamo si' alla vita.

6. 23 OTTOBRE. ANGELO GANDOLFI: SI'
[Ringraziamo Angelo Gandolfi (per contatti: angelo.gandolfi at fastwebnet.it)
per questo intervento. Angelo Gandolfi e' delegato per l'Iraq dei Berretti
bianchi, organizzazione umanitaria di intervento nonviolento in aree di
conflitto (www.berrettibianchi.org); e' impegnato anche della Rete per i
Corpi civili di pace (www.reteccp.org)]

Cari amici brasiliani impegnati per il si' al referendum per il disarmo,
vi ringrazio per il vostro lavoro.
Faccio parte di una piccola organizzazione che ha incominciato la propria
storia tentando di evitare lo scoppio delle ostilita' in Iraq prima della
guerra del Golfo, e oggi sono impegnato in progetti di solidarieta' con quel
popolo, soprattutto nel campo della riconciliazione. In precedenza avevo
incominciato il mio cammino verso la nonviolenza partecipando alle
manifestazioni contro una mostra d'armi nella mia citta', Genova, nel 1984 e
nel 1987. Sotto le mentite spoglie di una mostra navale, venivano presentate
molte armi al pubblico e soprattutto ai mercanti di morte per favorire i
loro affari. Siamo riusciti a bloccare questa mostra.
Il mio vecchio maestro don Andrea Gallo ricorda spesso una frase di Paulo
Freire: "nessuno libera se stesso, nessuno libera l'altro, ma ci si libera
insieme". Molte volte ci ha voluto far capire che la speranza viene da Sud
America e in generale dal Sud del mondo.
*
Voi sapete che i soldati Italiani sono oggi in Iraq e partecipano
all'occupazione militare di questo paese da parte delle truppe statunitensi
con il menzognero pretesto di "esportare la democrazia". Noi abbiamo
contestato questa idea, manifestando un'opinione nettamente contraria.
Adesso ci giunge il vostro contributo nello stile piu' tipicamente
nonviolento. La nostra opposizione aveva il problema di mancare di una parte
costruttiva. Adesso, grazie al vostro movimento, siamo in grado di
migliorare la nostra opposizione all'idea di esportare la democrazia facendo
un passo in piu'. Possiamo capovolgere l'idea di esportare la democrazia con
le armi, trasformandola nell'idea di promuoverla attraverso la forza del
popolo che decide di smettere di usare le armi.
*
Credo che se il 23 ottobre riuscirete a raggiungere l'obiettivo, sara' una
giornata molto importante nella storia di tutta l'umanita'.
Purtroppo pare che l'11 settembre 2001 venga considerato il vero inizio del
secolo e del millennio. E' un'idea che mass media e politicanti stanno
cercando di ficcarci in testa. Credo che potremo cambiare quest'idea, quale
che sia il risultato del referendum. Credo che dovremo dire agli avversari
che e' stato molto importante fare un referendum su questa materia. E'
comunque gia' un risultato. Perche' significa che un cammino e'
incominciato, e sara' impossibile bloccarlo.
*
Credo che la vita di molte persone morte a causa della loro opposizione al
commercio delle armi (il primo nome che mi viene in mente e' Olof Palme,
primo ministro svedese) sara' riscattata dalla vostra azione.
L'appello che ho letto ci chiedeva di sostenervi nella vostra azione.
Giusto, ma credo che voi, con la vostra azione, state sostenendo noi, piu'
di quello che possiamo fare per voi. Perche' e' molto tempo che non sentiamo
la parola "disarmo" nonostante i nostri sforzi per farla entrare nella
politica.
Con la vostra azione ci state aiutando a diffondere l'idea che la
nonviolenza e' in cammino.
Mi sento di appartenere ad una cultura rivoluzionaria e credo che questa
sara' la rivoluzione; la rivoluzione nonviolenta, la rivoluzione della
coscienza, e voglio dare ad essa il mio modesto contributo. Quando la
coscienza sara' diffusa nella maggior parte dell'umanita', nessun potere
potra' avere la forza sufficiente per sconfiggerla.
Auguro il meglio a voi e alla vostra gente.

7. 23 OTTOBRE. MARIE CLAUDE PACE: SI'
[Ringraziamo Marie Claude Pace (per contatti: marieclaudepace at libero.it) per
questo intervento. Marie Claude Pace fa parte dell'esperienza delle "Donne
in nero" e del gruppo "Gubbio per la pace" che da anni realizza rilevanti
iniziative di pace, di solidarieta', di accostamento alla nonviolenza]

Sentiamo senza falsa modestia che le nostre parole avrebbero poco peso,
pero' questa mattina mi sento ispirata a trovare nei grandi scrittori del
passato le espressioni che meglio traducano i miei sentimenti.
Dunque, da Anna Karenina, riprendo questo passaggio: "La guerra e' una cosa
tanto mostruosa, che nessun cristiano, anzi nessun uomo ha il diritto di
prendersi la responsabilita' di dichiararla... [Levin] ignorava in che cosa
consistesse il bene pubblico, ma sapeva perfettamente che esso si raggiunge
unicamente tramite la stretta osservanza della legge morale scritta nel
cuore di ognuno di noi".
Il forte pensiero di Tolstoj ci raggiunge e ci compenetra ancora.
Come dicono i quaccheri: "La pace nel mondo verra' attraverso la volonta'
della gente semplice come te".

8. 23 OTTOBRE. PAOLO SALES: SI'
[Ringraziamo Paolo Sales (per contatti: info at viottoli.it) per questo
intervento. Paolo Sales e' impegnato nell'associazione "Viottoli" e
nell'esperienza della Comunita' cristiana di base di Pinerolo (To)]

Il referendum del 23 ottobre prossimo che vede il Brasile pronununciarsi
sull'uso e sul commercio delle armi rappresenta una scelta contro i
cosiddetti "valori" oggi imperanti quali la violenza, la supremazia e il
dominio basato sulle armi, la sopraffazione e il rifiuto del dialogo e del
confronto.
E' certo  importante che la popolazione scelga di votare si', innanzitutto
per arrestare la strage quotidiana di morti ammazzati. Accanto a questo, il
si' dara' certamente un segnale forte verso un tentativo di composizione dei
conflitti personali e sociali basato sul dialogo, sul diritto alla vita,
sulla relazione a partire dal proprio vissuto, dalla condivisione dei
cammini e delle esperienze, dal tentativo di perseguire il bene comune e non
il proprio egoistico tornaconto. Questo si' e' anche una opposizione forte e
coraggiosa agli immensi interessi economici e politici mondiali legati al
commercio delle armi.
Voglio fare un augurio al Brasile: la vittoria del si' sia una scelta per la
vita per la popolazione tutta, contro i segnali di morte che da tutto il
mondo provengono; e sia anche un chiaro monito e un'occasione di seria
riflessione e concreto cambiamento, a partire dalla nostra quotidianita',
per noi "occidentali", ricchi e benestanti, egoisti ed indifferenti, che del
commercio delle armi e della cultura di morte e violenza facciamo un
elemento primario della nostra economia.

9. 23 OTTOBRE. VERONIKA STIRNER BRANTSCH: SI'
[Attraverso Francesco Comina (per contatti: f.comina at ladige.it) riceviamo la
seguente dichiarazione della dottoressa Veronika Stirner Brantsch,
presidente del Consiglio Provinciale di Bozano, in risposta ad una
sollecitazione del consigliere Riccardo Dello Sbarba. L'adesione e' a titolo
personale poiche' non vi e' stato il tempo di convocare una seduta del
Consiglio Provinciale di Bolzano per avere un voto condiviso dal Consiglio
(ricordiamo che analoga posizione e' stata gia' assunta con voto unanime dal
Consiglio Provinciale di Viterbo, e da altri Consigli Comunali e
Circoscirzionali di vare citta' italiane)]

Accolgo volentieri l'invito di esprimere la mia solidarieta' per l'impegno
delle istituzioni e della societa' civile del Brasile per la campagna di
disarmo volontario nonche' l'auspicio che nel referendum del 23 ottobre
prevalga il si' al disarmo.
Esprimo questa solidarieta' e questo auspicio perche' sono pienamente
convinta che la campagna di disarmo volontario promossa nel Brasile sia una
cosa ammirevole da sostenere con tutte le forze, essendo essa sicuramente
atta a salvare molte vite umane.

10. 23 OTTOBRE. TIM WITHMORE: SI'
[Ringraziamo Tim Whitmore (per contatti: marieclaudepace at libero.it) per
questo intervento. Tim Whitmore e' impegnato nel gruppo "Gubbio per la pace"
che da anni realizza rilevanti iniziative di pace, di solidarieta', di
accostamento alla nonviolenza]

Questo referendum e' un passo avanti molto importante per il Brasile, e
potrebbe servire da modello anche per i paesi europei ed altri.
Anche in Europa ci sono troppi reati in cui le armi da fuoco vengono
utilizzati.
Spero con tutto il cuore che il popolo brasiliano voti con un massiccio si'
il 23 ottobre.

11. POTERI CRIMINALI. ENZO CICONTE: L'OFFENSIVA DELLA 'NDRANGHETA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 18 ottobre 2005. Enzo Ciconte, nato nel
1947, deputato nella X legislatura, militante politico e studioso
particolarmente impegnato nella denuncia e nella lotta contro la
'ndrangheta, e' docente di storia della criminalita' organizzata
all'Universita' di Roma Tre. Opere di Enzo Ciconte: segnaliamo
particolarmente 'Ndrangheta. Dall'Unita' a oggi, Laterza, Roma-Bari;
Processo alla 'Ndrangheta, Laterza, Roma-Bari]

L'agguato mafioso che e' costato la vita al vicepresidente del Consiglio
regionale della Calabria ha fatto balzare in primo piano la 'ndrangheta.
L'enormita' del fatto e' tale che non ha precedenti nella storia calabrese.
Per trovare un altro morto eccellente tra gli uomini politici calabresi
bisogna riandare all'agosto del 1989 quando fu ucciso Lodovico Ligato, ex
parlamentare della Dc ed ex presidente delle Ferrovie dello Stato. I due
fatti sono distanti anni luce non solo per il tempo trascorso, ma anche per
la qualita' dei personaggi, per le modalita' e per le finalita' delle due
esecuzioni mafiose. L'omicidio di domenica e' stato volutamente
spettacolarizzato perche' si e' scelto di uccidere il dirigente politico
davanti al seggio elettorale dove aveva appena votato per le primarie
dell'Unione. Poteva essere ucciso due giorni prima o due giorni dopo. Era un
bersaglio facile, si muoveva senza protezione alcuna. La scelta, dunque, e'
stata programmata per avere il massimo di risonanza, perche' il messaggio
che si intendeva lanciare arrivasse chiaro e forte. Le modalita'
dell'esecuzione hanno di fatto messo la 'ndrangheta sotto tutti i riflettori
poiche' modificano radicalmente il suo tradizionale modo di agire
 Contrariamente a Cosa nostra, la mafia calabrese non ha mai pensato di
uccidere uomini politici o altre personalita' dello stato che richiamassero
l'attenzione indesiderata degli inquirenti e dei giornalisti. Lo ha fatto
solo in casi eccezionali - l'omicidio di Ligato e quello del magistrato
Antonino Scopelliti nel 1991 - e con parsimonia. Cosa nostra e 'ndrangheta
hanno avuto due strategie diverse. Per lungo tempo la 'ndrangheta si e'
persino avvantaggiata del fatto di operare in una sorta di cono d'ombra, al
riparo della luce accecante dei riflettori che erano tutti puntati su Cosa
nostra e prima ancora sul terrorismo. Quello che succedeva in fondo allo
stivale era considerato qualcosa di selvaggio e di tribale.
*
Nella sottovalutazione piu' completa - e' stata considerata come una mafia
"di serie B", una filiazione della mafia siciliana - e nella disattenzione
generale e' riuscita a varcare i confini della regione collocando propri
uomini e proprie strutture - le 'ndrine - in tutte le regioni del
centro-nord d'Italia e in tutti i paesi stranieri che hanno un ruolo
nevralgico nel traffico di stupefacenti. Oggi la mafia calabrese e'
l'organizzazione piu' potente e piu' forte nel campo della distribuzione
della cocaina e nel traffico di armi. Tutti i maggiori mafiosi stranieri,
dai colombiani ai turchi, trattano con la 'ndrangheta. Ed e' una trattativa
tra pari. E' riuscita in questa impresa per varie ragioni, la principale
delle quali e' forse la struttura dell'organizzazione che e' basata sulla
famiglia naturale del capobastone. Cio' ha consentito alla 'ndrangheta di
scampare alla tempesta dei collaboratori di giustizia che invece ha travolto
Cosa nostra negli anni novanta del secolo scorso. La 'ndrangheta e' stata
tra le organizzazioni meno colpite dai sequestri e dalla confisca dei beni,
sicche' si puo' dire che il suo patrimonio e' stato intaccato di meno
rispetto a quello di Cosa nostra e della camorra.
Il suo rapporto con la politica e' dimostrato, tra le altre cose, dai
Consigli comunali sciolti per condizionamento mafioso. Tra il 1991 e il 2003
in Calabria sono stati sciolti per mafia 27 Comuni, e in 11 Comuni e' stato
prorogato il decreto per la gestione commissariale. Comuni importanti come
Lamezia Terme sono stati sciolti per ben due volte.
*
Il silenzio che ha circondato le attivita' mafiose in Calabria ha favorito
la penetrazione in alcuni segmenti dell'economia regionale. Molti
imprenditori e commercianti sono stati costretti a piegarsi al giogo della
richiesta del pizzo. Altri, invece, hanno avuto interesse ad accordarsi con
i mafiosi per fare affari, per battere la concorrenza, per stare sul mercato
in tutta tranquillita'. L'ingresso nel campo dell'usura ha fatto si' che
molte attivita' commerciali ed imprenditoriali siano rimaste con la vecchia
titolarita' che non e' piu' tale perche' nasconde i padroni veri che sono
diventati i mafiosi. Altre attivita' di intervento sono il settore agricolo,
quello turistico, quello della grande distribuzione alimentare. E poi ci
sono gli appalti e i subappalti in campo edile e in campo sanitario. La
'ndrangheta ha assoggettato pezzi fondamentali dell'economia calabrese. In
alcuni comuni e' diminuita la richiesta di pizzo perche' la 'ndrangheta ha
acquistato quasi tutti i negozi e dunque non puo' chiedere il pizzo a se
stessa.
Negli ultimi anni sono aumentati attentati, atti intimidatori, minacce,
incendi ad abitazioni, a negozi, ad automobili. Nel mirino sono finiti
uomini politici e delle istituzioni in un crescendo che e' culminato
nell'assassinio del vicepresidente. In questo momento e' in gioco la
signoria territoriale, percio' la 'ndrangheta ha deciso di spostare piu'
avanti i confini del proprio dominio.
Trecento attentati in pochi anni sono tanti, rappresentano un
condizionamento pesante della democrazia. La 'ndrangheta ha voluto far
sentire la sua voce alla politica. Lo ha fatto sentire nella locride dove
negli ultimi tempi sono aumentati i morti ammazzati e i condizionamenti sui
sindaci che sono seriamente preoccupati. Ci sono grossi affari in Calabria,
dall'autostrada del sole al costruendo ponte sullo stretto. Stabilire se a
comandare debbano essere le istituzioni calabresi o i mafiosi non e' certo
una questione secondaria. La 'ndrangheta ha fatto un salto di qualita'
perche' ha pensato che, passato qualche giorno di forte esposizione
mediatica e di pressione militare, tutto poi ritornera' come prima, come e'
successo finora. Lo stato nel passato ha fatto cosi'. Sarebbe una bella
notizia se si decidesse finalmente a cambiare registro e ad intervenire con
decisione aumentando dotazione organica e soprattutto dando nuovi strumenti
in grado di accrescere le capacita' investigative.

12. RIFLESSIONE. EDUARDO GALEANO: AMERICA, VOLTI E MASCHERE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 9 ottobre 2005. Eduardo Galeano e' nato
nel 1940 a Montevideo (Uruguay); giornalista e scrittore, nel 1973 in
seguito al colpo di stato militare e' stato imprigionato e poi espulso dal
suo paese; ha vissuto lungamente in esilio fino alla caduta della dittatura.
Dotato di una scrittura nitida, pungente, vivacissima, e' un intellettuale
fortemente impegnato nella lotta per i diritti umani e dei popoli. Tra le
sue opere, fondamentali sono: Le vene aperte dell'America Latina,
recentemente ripubblicato da Sperling & Kupfer, Milano; Memoria del fuoco,
Sansoni, Firenze; il recente A testa in giu', Sperling & Kupfer, Milano. Tra
gli altri suoi libri editi in italiano: Guatemala, una rivoluzione in lingua
maya, Laterza, Bari; Voci da un mondo in rivolta, Dedalo, Bari; La conquista
che non scopri' l'America, Manifestolibri, Roma; Las palabras andantes,
Mondadori, Milano]

Colombo scopri' l'America nel 1492? O prima di lui la scoprirono i
vichinghi? E prima dei vichinghi? Ma quelli che vivevano li' forse non
esistevano?
Per la storia ufficiale Vasco Nunez de Balboa fu il primo uomo che vide, da
una cima di Panama, i due oceani. Ma quelli che vivevano li' erano forse
ciechi?
Chi mise i primi nomi al mais e alla patata e al pomodoro e al cioccolato e
alle montagne e ai fiumi d'America? Hernan Cortes? Francisco Pizarro? Ma
quelli che vivevano li' erano forse muti?
Ci hanno sempre detto, e continuano a dirci, che i pellegrini del Mayflower
andarono a popolare l'America. Ma l'America era forse vuota?
*
Siccome Colombo non capiva quello che dicevano, penso' che non sapessero
parlare.
Siccome andavano in giro nudi, erano mansueti e davano tutto in cambio di
nulla, penso' che non fossero individui razionali.
E siccome era sicuro di essere entrato in Oriente dalla porta di servizio,
penso' che fossero indiani dell'India.
Poi, durante il suo secondo viaggio, l'ammiraglio con un proclama stabili'
che Cuba faceva parte dell'Asia.
Il documento del 14 giugno 1494 confermo' che l'equipaggio delle sue tre
navi lo riconobbe in tal modo, e che a chi avrebbe detto il contrario
sarebbero state inflitte cento frustate, avrebbe pagato una penale di
diecimila maravedi' e gli sarebbe stata tagliata la lingua. Il notaio,
Hernan Perez de Luna, gli attribui' pubblica fede. E in calce firmarono i
marinai che sapevano firmare.
*
I conquistatori pretendevano che l'America fosse quel che non era. Non
vedevano quello che vedevano, bensi' quello che volevano vedere: la fonte
dell'eterna giovinezza, la citta' dell'oro, il regno degli smeraldi, il
paese della cannella. E ritrassero gli americani cosi' come in passato
avevano immaginato i pagani d'Oriente.
Cristoforo Colombo vide nelle coste di Cuba sirene con volti di uomo e piume
di gallo, e venne a sapere che non lontano da li' gli uomini e le donne
avevano la coda.
Nella Guayana, secondo sir Walter Raleigh, c'era gente con gli occhi sulla
schiena e la bocca nel petto.
In Venezuela, secondo fra' Pedro Simon, c'erano indios con orecchie cosi'
grandi che le trascinavano per terra.
Nel Rio delle Amazzoni, secondo Cristobal de Acuna, gli indigeni avevano i
piedi alla rovescia, con i talloni davanti e le dita dietro, e secondo Pedro
Martin de Angleria le donne si mutilavano un seno per tirare meglio le loro
frecce.
Anche Angleria, il quale scrisse la prima storia d'America senza esserci mai
stato, affermo' che nel Nuovo Mondo c'erano persone con la coda, come aveva
raccontato Colombo, e che la loro coda era cosi' lunga che si potevano
sedere solo su sedie con il buco.
*
Il Codice Nero proibiva la tortura degli schiavi nelle colonie francesi. Ma
non era certo per torturare, bensi' per educare, che i padroni frustavano i
loro negri, e che, quando questi fuggivano, gli recidevano i tendini.
Erano commoventi le Leggi dell'India, che proteggevano gli indigeni nelle
colonie spagnole, ma ancora piu' commoventi erano la gogna e la forca
piantate nel centro di ogni Plaza Mayor.
Assai convincente era la lettura dell'Ingiunzione che, alla vigilia
dell'assalto di ogni villaggio, spiegava agli indigeni che Dio era venuto al
mondo e che aveva lasciato al suo posto San Pietro e che San Pietro aveva
come successore il Santo Padre e che il Santo Padre aveva fatto merce' alla
regina di Castiglia di tutta quella terra e che pertanto dovevano andarsene
da li' o pagare il tributo in oro e che in caso di rifiuto o di ritardo gli
si sarebbe fatta la guerra e loro sarebbero stati trasformati in schiavi, e
cosi' pure le loro mogli e i loro figli. Ma questa Ingiunzione di Obbedienza
si leggeva sul monte, in piena notte, in lingua castigliana e senza
interprete, in presenza del notaio e di nessun indigeno, perche' gli
indigeni dormivano ad alcune leghe di distanza, e non avevano la minima idea
di quanto gli stava per piombare addosso.
*
Fino a non molto tempo fa, il 12 ottobre era il Giorno della Razza. Ma
esiste davvero una cosa simile? Che cos'e' la Razza, oltre ad essere una
menzogna utile per spremere e sterminare il prossimo? Nell'anno 1942, quando
gli Stati Uniti entrarono nel conflitto mondiale, la Croce Rossa di quel
paese decise che il sangue nero non sarebbe stato ammesso nelle sue banche
di plasma. Si sarebbe cosi' evitato che la mescolanza di razze, proibita a
letto, si facesse per iniezione. Qualcuno ha mai visto sangue nero?
In seguito, il Giorno della Razza e' diventato il Giorno dell'Incontro. Sono
forse incontri le invasioni coloniali? Quelle di ieri e quelle di oggi:
incontri? Non bisognerebbe forse chiamarle violazioni? Forse l'episodio piu'
rivelatore della storia d'America accadde nell'anno 1563, in Cile. Il
fortino di Arauco era assediato dagli indiani, senz'acqua ne' cibo, ma il
capitano Lorenzo Bernal rifiuto' di arrendersi. Dallo steccato, grido': -Noi
saremo sempre di piu'! - Con quali donne? domando' il capo indigeno. - Con
le vostre. Noi gli faremo fare figli che saranno i vostri padroni.
*
Gli invasori chiamarono cannibali gli antichi americani, ma piu' cannibale
era il Cerro Rico di Potosi', le cui bocche mangiavano carne indigena per
alimentare lo sviluppo del capitalismo europeo.
E li chiamarono idolatri, perche' credevano che la natura e' sacra e che
siamo fratelli di tutto quel che ha gambe, zampe, ali o radici.
E li chiamarono selvaggi. Almeno in questo non si sbagliarono. Gli indigeni
erano cosi' grezzi che ignoravano di dover richiedere il visto, il
certificato di buona condotta e il permesso di lavoro a Colombo, Cabral,
Cortes, Alvarado, Pizarro e ai pellegrini del Mayflower.

13. INCONTRI. IDEE E PROPOSTE PER UN'ALTRA SICILIA. IL 21 E 22 OTTOBRE A
PALERMO
[Da varie persone amiche riceviamo e diffondiamo]

Venerdi' 21 e sabato 22 ottobre 2005 presso la Facolta' di Lettere
dell'Universita' di Palermo, in viale delle Scienze, si svolgeranno due
giornate di analisi e proposte.
*
Siamo una rete di associazioni, di cittadini e cittadine, che da tempo ha
sentito la necessita' di incontrarsi e discutere dei valori e dei contenuti
sui quali costruire un'altra Sicilia.
Crediamo fermamente che un'alternativa al governo di centrodestra sia
urgente per ridare ai siciliani e alle siciliane dignita', sviluppo,
benessere collettivo, speranza e futuro.
Un'altra Sicilia che consenta ai ragazzi e alle ragazze di realizzare nella
loro terra i loro progetti di vita, senza essere costretti ad emigrare; ai
cittadini e alle cittadine di riacquistare fiducia nelle istituzioni.
Ci preoccupa il modo con il quale i partiti dell'Unione stanno conducendo la
ricerca del candidato o della candidata alla presidenza della Regione: un
dibattito che sembra avvenire solo sulle pagine dei giornali, distante dalle
esigenze, dagli interessi e dalla vita concreta delle persone.
Le primarie che vogliamo, quelle vere, sembrano sempre piu' lontane.
Ancora piu' lontano e' il confronto sui valori e sui contenuti che
dovrebbero fondare un progetto politico condiviso.
Noi abbiamo deciso quindi di creare un'occasione di confronto e
partecipazione per coinvolgere i giovani, le cittadini e i cittadine, le
associazioni e i gruppi, affermando il valore della democrazia paritaria e
partecipativa che le attuali pratiche politiche sembrano disconoscere.
Temiamo che la barriera che continua a separare la cittadinanza dai luoghi
della politica provochi non solo disaffezione diffusa, ma anche
astensionismo, con conseguenze catastrofiche per il futuro di una Regione
gia' compromesso da anni di malgoverno, di clientele, di intrecci
politico-mafiosi.
L'elaborazione di un metodo nuovo di partecipazione alla politica e' il
fondamento di un progetto e di un programma di governo capace, nell'ascolto
e nell'accoglimento delle istanze partecipative, di dare risposte complesse
a problematiche complesse.
L'elaborazione di un metodo nuovo di partecipazione politica comporta anche
una visione complessiva dei livelli decisionali di governo, da quello locale
a quello sopranazionale, con particolare riferimento a quello europeo,
considerate le strette interdipendenze delle decisioni politiche.
*
Il nostro incontro si svolgera' in due giorni, il 21 (dalle 16 alle 20) e il
22 ottobre (dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19).
Dopo un avvio di discussione collettiva, con l'introduzione delle questioni
da affrontare, ci divideremo in gruppi di approfondimento delle aree
tematiche sul ruolo della Regione e degli Enti Locali, per concludere infine
in assemblea il giorno dopo.
Le aree tematiche, fortemente intrecciate tra loro e attente alle politiche
di genere, saranno:
- Pace, immigrazione e politiche di integrazione culturale nel Mediterraneo;
- Politiche dello sviluppo: cultura ambiente e sostenibilita';
- Politiche del lavoro, economia e impresa;
- Impegno per la legalita', diritti, partecipazione: riforma della
burocrazia regionale;
- Scuola, universita', ricerca;
- Welfare e sanita'.
Discuteremo a partire dalle nostre esperienze e dai nostri saperi,
dall'impegno di coloro che da anni si occupano di queste questioni.
Sperimenteremo un metodo di pratica  partecipativa fondato sul rispetto del
pensiero altrui, sulla capacita' di ascolto e di elaborazione di un pensiero
collettivo capace di realizzare un obiettivo comune.
Le proposte elaborate saranno sottoposte al candidato dell'Unione alla
presidenza alla Regione e costituiranno comunque la base per allargare la
rete delle associazioni e la partecipazione della cittadinanza, per
moltiplicare i  momenti di riflessione collettiva e proseguire  il nostro
cammino per cambiare i modi della politica.
*
Primi firmatari: Anolf-Cisl, Arci Palermo, Arcidonna onlus, Arciragazzi
Palermo, Associazione "Difesa del mare e del territorio", Associazione
"Espero", Associazione "Serena a Palermo", Associazione Siciliantica, Auser
Sicilia, Ballaro', Centro "Pio La Torre", Cepes, Centro di documentazione
"Peppino Impastato", Centro per lo sviluppo creativo "Danilo Dolci", Cidi,
Ciss, Cittadini per l'Ulivo, Comitato per il centro storico Palermo,
Comitato Ulivo 2006, Cooperativa sociale Brigadoon, Coordinamento genitori
democratici, Coordinamento Termini Imerese, Emily Sicilia, Forum della
scuola, Ianua, Igs, Laboratorio democratico Misilmeri, Laboratorio Zen
insieme, Legambiente Sicilia, Legapesca Sicilia, Liberta' e giustizia,
Mezzocielo, Movimento federalista europeo, Res, Rete sociale Palermo, Scuola
di formazione etico-politica "Giovanni Falcone", Sicilia futura, Sinistra
ecologista.
Partecipano Cgil, Cisl e Uil.

14. INCONTRI. LE MANIFESTAZIONI DEL SALONE DELL'EDITORIA DI PACE A VENEZIA
[Da Giovanni Benzoni (per contatti: tel. 3282517362, e-mail:
giovannibenzoni at fastwebnet.it, sito: www.terrelibere.org/fondacodivenezia)
riceviamo e volentieri diffondiamo. il salone dell'editoria di pace di
Venezia e' il principale appuntamento annuale per quanti si occupano di
cultura della pace nel nostro paese]

Martedi' 18 ottobre
Ore 18: Maria Bacchi, Melita Richter, Tatiana Sekulic presentano Le guerre
scoppiano a primavera, a cura di Maria Bacchi e Melita Richter, Rubettino
editore. Letture di Sabina Tutone e Patrizia Vachino, associazione Shylock.
A cura dell'Istituto Veneziano per la storia della Resistenza e della
societa' contemporanea. Sede: Scuola ai Calegheri.
*
Giovedi' 20 ottobre
Ore 21: Dolce e' la luce... Qohelet/Ecclesiaste in scena. Voci: Eugenio
Parziale, Giulia Biasiutti. In scena: Barbara Cini, Benedetta De Rossi,
Chiara Benedetti, Chiara Groppo, Francesca Brizzolari, Giuseppe Amato,
Marianna Fernetich, Marta Vassanelli, Michela Zuliani, Paolo Stevanato,
Sandra Lazzari. Collaborazione tecnica: Angela Scricco, Marco Stefanuto,
Paolo Battistel. Coordinamento: Margherita Brondino e Margherita Pasini. A
cura del laboratorio teatrale Il vento in tasca della Scuola Biblica di
Venezia. Sede: Patronato ai Frari.
*
Venerdi  21 ottobre
- Ore 16: Carla Pernotti presenta il suo: Deserti. Silenzi di sabbia,
Corbaccio editore. A cura della libreria Marco Polo. Sede: Patronato ai
Frari.
- Ore 16,30: Giovanni Benzoni e Carlo Alberto Bolpin presentano: Secondo
giustizia, Edizioni Servitium. Sede: Libreria Mondadori san Marco.
- Ore 16,30-18: ... scorrere come acqua / piu' bassa dei piedi della gente.
Primo incontro seminariale con Giulia Niccolai, poeta e monaca buddista, a
cura di Laura Guadagnin e Grazia Sterlocchi de La Settima Stanza. Sede:
Patronato ai Frari.
- Ore 18: Marta Codato e Giovanni Montanaro presentano Il prezzo della
liberta', della rivista "Esodo". Sede: Libreria Mondadori san Marco.
- Ore 18: Giuseppe Goisis e Salvatore Scaglione presentano Tutta la violenza
di un secolo, Feltrinelli, e ne discutono con l'autore Marcello Flores. A
cura del gruppo lettura attiva. Sede: Scuola ai Calegheri.
- Ore 18-20-22: La pace on the road. Route 181. Frammenti di un viaggio in
Palestina/Israele  di Michel Khleifi e Eyal Sivan.18: Sud (da Ashod a Gaza);
20: Centro (da Lod verso Gerusalemme); 22: Nord (da Rosh'Ayan alla frontiera
col Libano). Sede:  Patronato ai Frari.
*
Sabato 22 ottobre
- Ore 10-11,30: ... scorrere come acqua / piu' bassa dei piedi della gente.
Secondo incontro seminariale con Giulia Niccolai, poeta e monaca buddista, a
cura di Laura Guadagnin e Grazia Sterlocchi de "La Settima Stanza". Sede:
Patronato ai Frari.
- Ore 10,30: Giuseppe Folloni, Riccardo Moro, Dino Pistolato presentano:
Impegni di giustizia. Rapporto sul debito 2000-2005, Emi edizioni. A cura
della Fondazione Giustizia e solidarieta'. Sede: Iuav, palazzo Badoer.
- Ore 11: Lidia Menapace, Giorgio Morlin, Livio Vanzetto, Giovanni Vian
presentano: La chiesa di Treviso dall'8 settembre 1943 al 18 aprile 1948, di
Giorgio Morlin, Cierre e Istresco, e Tra la citta' di Dio e la citta'
dell'uomo. Donne cattoliche nella Resistenza veneta, a cura di Luisa Bellina
e Maria Teresa Sega, Iveser e Istresco. A cura dell'Istituto veneziano  per
la storia della Resistenza e della  societa' contemporanea. Sede: Scuola ai
Calegheri.
- Ore.11: Federico Allegri e Patrizia Bertoletti presentano: Cineteca
Eurasia, di Giampietro Comolli, Baldini Castaldi Dalai editori, e conversano
con l'autore. Sede: Scoletta san Rocco.
- Ore 12,30: Luca Kocci presenta: Agonia e vocazione dell'Occidente.
Produrre, appropriarsi, dominare alle radici del nuovo apartheid globale, di
Raniero La Valle, Terre di mezzo edizioni. Sede: Scoletta san Rocco.
- Ore 14,30: Mariangela Fala' e Giancarlo Vianello presentano: "La stella
del mattino, laboratorio per il dialogo religioso", e discutono della
rivista con il direttore Federico Battistutta. Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 15: Pia Ferrante presenta il suo: Quando le ombre si allungano. A cura
della comunita' Baha'i. Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 15: Maurizio Martinelli e Marko Pogacnik presentano: in Dialogo con la
terra, a cura di Moreno Turci editore in Cesena. Sede: Iuav, palazzo Badoer.
- Ore 15,30: Paolo Tosetto presenta: Conversazioni con Yogananda, di Swami
Kriyananda, a cura di Ananda Edizioni. Sede: Scuola ai Calegheri.
- Ore 16,30: Jean Louis Gaudet presenta il suo: "Baraka" ovvero la
Cinquecento fatata. A cura delle edizioni Goree. Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 16,30: Passi di pace: camminare consapevolmente  per risvegliare la
pace. In silenzio ed in fila indiana percorso per la citta'. A cura della
Fondazione Maitreya. Appuntamento davanti alla Scuola Grande san Rocco.
- Ore 17: Alessandro Casellato, Livio Vanzetto, Valentina Grillo, Gualtiero
Bertelli  presentano: Venetica con il cd sulla Resistenza La piu' balda
gioventu'. A cura dell'Istituto Veneziano  per la Storia della Resistenza e
della societa' contemporanea. Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 17: Michele Boato presenta: Salam Shalom. Da Venezia a Gerusalemme in
bicicletta, di Alberto Fiorin, Ediciclo edizioni, e conversa con l'autore.
Sede: Scuola ai Calegheri.
- Ore 18-20: l'Ubi celebra i suo 20 anni. Sede: Iuav, palazzo Badoer.
- Ore 18,30: Alessio Antonini e Chiara Giovetti presentano: Progetto
Afriscope 2006-2007. Sede: Scuola ai Calegheri.
- Ore 18,30: Diego Dal Medico presenta: Mala aria - Il Veneto della carestia
e della valigia, di Antonella Benvenuti, Helvetia edizioni, e conversa con
l'autrice. A cura delle edizioni Helvetia. Sede: Patronato ai Frari.
*
Domenica 23 ottobre
- Ore 10-13: seminario su : La poesia haiku in Italia. Con Carla Vasio,
Laura Moretti, Giampietro Sono Fazion, Anna Provenzano, Roberto Boldrini.
Presiede Aldo Tollini. A  cura della fondazione Maitreya. Sede: Scuola ai
Calegheri.
- Ore 10,30: Sindiwe Magona presenta il suo: Da madre a madre. A cura delle
edizioni Goree. Sede: Scoletta  san Rocco.
- Ore 11,30: Antonella Barina presenta le edizioni dell'Autrice. Sede:
Scoletta san Rocco.
- Ore 12: Un progetto per l'educazione dei bambini. Presentazione a cura
dell'Assemblea Spirituale Regionale dei Baha'i di Slovenia e Croazia. Sede:
Patronato ai Frari.
- Ore 15: Arrigo Anzani, Paolo Cacciari e Tiziana Plebani  presentano Otto
anni e 21 giorni: il mio impegno di solidarieta' in Iraq, di Simona
Torretta, Rcs, e ne discutono con l'autrice. Sede: Iuav, palazzo Badoer.
- Ore 15: Giovanni Benzoni, Paolo Bettiolo e Daniele Spero presentano
Trittico eretico,  sentieri interrotti del Novecento religioso, di Federico
Battistutta, Millenia editore, e conversano con l'autore. Sede: Patronato ai
Frari.
- Ore 15.30: Franco Ceccherini  parla su : Baha'u'llah: Messaggero di
Liberta'. A cura della comunita' Baha'i. Sede: Scuola ai Calegheri.
- Ore 16: Hector Tizon presenta il suo: Cantare del profeta e del bandito. A
cura delle edizioni Goree. Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 16,30: Giangiorgio Pasqualotto e Michele Botta presentano: La via
maestra, di Mauricio Y. Marassi, Marietti editore, e conversano con
l'autore. Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 17: Goffredo Fofi e Maurizio Baucci presentano la rivista "Zaza'".
Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 17,30: Daniela Maccari presenta il suo Vedove in Africa. Liberta' a
carissimo prezzo, Emi. Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 17,30: Enrico Peyretti parla sui libri sulla nonviolenza dell'anno
2004-2005. Sede: Scuola ai Calegheri.
- Ore 17,30: Salvatore Scaglione presenta: Amina di Sarajevo, di Gianguido
Palombo, Ediesse edizioni, e conversa con l'autore. Sede: Iuav, palazzo
Badoer.
- Ore 18: Umberto Roffo presenta: Cornici eloquenti, di Alessandro Ungano,
Memoranda edizioni. A cura dell'editore. Sede: Patronato ai Frari.
*
Lunedi' 24 ottobre
- Ore 10: proiezione di Sarajevo: la pace dimenticata, con discussione. A
cura delle Acli. Sede: Iuav, palazzo Badoer.
- Ore 11,30: Angela Maria Serracchioli presenta il suo: Di qui passo'
Francesco, Edizioni terre di mezzo. A cura della libreria Marco Polo. Sede:
Scoletta san Rocco.
- Ore 12: Associazioni culturali veneziane progettano Vive: un sito, un
opuscolo, una petizione... idee per rendere visibile una citta'. Sede: Iuav,
palazzo Badoer.
- Ore 15: Fabio Manfredi presenta: Pensiero azione destino, la forza
creatrice del pensiero per lo sviluppo e armonizzazione del potenziale
umano, di Marco Ferrini. A cura del Centro Studi Bhaktivedanta. Sede: Scuola
ai Calegheri.
- Ore 15: Gianfranco Bonesso e Rachele presentano: La loro terra e' rossa.
Esperienze di migranti marocchini, di Emanuele Maspoli, edizioni Ananke, e
conversano con l'autore. A cura dell'editore. Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 16: Mao Valpiana presenta: Fare la pace, di Alex Langer. A cura della
rivista "Azione nonviolenta". Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 16: Arrigo Chieregatti e Luigi Vero Tarca presentano: "Interculture",
rivista edita in Italia da Citta' aperta edizioni. Sede: Libreria Mondadori
san Marco.
- Ore 17: Imelde Rosa presenta: Una storia amara, di Gian Luigi Bettoli,
Istituto Friulano per la storia del movimento di liberazione, e conversa con
l'autore. Sede: Patronato ai Frari.
- Ore 17: incontro: Tessere cittadinanza femminile: un dialogo tra native e
migranti. A cura delle donne per la pace di Venezia e Mestre e l'Auser di
Venezia. Sede: Scuola ai Calegheri.
- Ore 17,30: Federico Allegri presenta Tiziano Terzani: ritratto di un
amico, di Vincenzo Cottinelli, Vallardi editore, e conversa con l'autore.
Sede: Libreria Mondadori san Marco.
- Ore 18: Israele e Palestina il giorno dopo Gaza: rassegnati al muro?,
Giuseppe Caffulli e Nandino Capovilla conversano con Giorgio Bernardelli
autore di Oltre il muro. Storie,incontri, dialoghi, Ancora del mediterraneo.
A cura dell'editore. Sede: Patronato ai Frari.
*
Martedi' 25 ottobre
Ore 17,30: Giovanna La Grasta presenta: Nei sandali degli ultimi. In Terra
Santa con Etty Hillesum, di Nandino Capovilla e Betta Tusset, Edizioni
Paoline, e conversa con gli autori. Sede: Libreria Mondadori san Marco.
*
Mercoledi' 26 ottobre
- Ore 16: Delia Murer, Sergio Reolon, Rita Zanutel presentano: Tina Merlin.
Partigiana, giornalista, scrittrice, a cura di Maria Teresa Sega, Nuova
Dimensione. Letture di Sandra Mangini da La casa sulla Marteniga, di Tina
Merlin. A cura dell'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e
della societa' contemporanea. Sede: Mestre, Auditorium del Centro servizi
della Provincia, Via Hermada.
- Ore 16,30: Pietro Stefani e Gianni Manziega presentano: Ebrei, cristiani e
musulmani. Pregiudizi e percorsi d'incontro, Associazione Esodo edizioni.
Sede: Libreria Mondadori san Marco.
*
Martedi' 8 novembre
Ore 16-19: seminario su: Comunicazione e prepotenza, condotto dal gruppo di
pratiche filosofiche dell'Universita' di Ca' Foscari. A cura della
Fondazione Maitreya. Sede: Patronato ai Frari.
*
Durante i tre giorni di apertura del Salone dell'editoria, 22-24 ottobre
Ore 10-19: presentazioni e proiezioni di materiale prodotto e/o proposto da:
- dal sito www.telepax.it: Facciamo la pace, con la presenza di Parodi;
- dal videoconcorso "Francesco Pasinetti", con la presenza di Giovanni
Andrea Martini;
- dall'associazione "Caramelle, non bombe" con la presenza di Gilberto
Vlaic.
Sede: Patronato ai Frari.
Mostre fotografiche di:
- Giuliana Sgrena;
- Gianni Pinnizzotto.
Sede: Patronato ai Frari.
*
Per informazioni: tel. 3282517362 - 3355617465, sito:
www.terrelibere.it/fondacodivenezia

15. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

16. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at inwind.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1090 del 21 ottobre 2005

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