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La nonviolenza e' in cammino. 1123



LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1123 del 23 novembre 2005

Sommario di questo numero:
1. Cindy Sheehan: Persone, non numeri
2. Paola Mancinelli presenta "L'amore politico" di Roberto Mancini
3. Un libro di Fulvio Cesare Manara su Gandhi
4. Un libro di Enrico Peyretti su Gandhi
5. Oltre la guerra. Annuario geopolitico della pace 2005
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento
7. Per saperne di piu'

1. TESTIMONIANZE. CINDY SHEEHAN: PERSONE, NON NUMERI
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per
averci messo a disposizione nella sua traduzione il seguente testo di Cindy
Sheehan. Cindy Sheehan ha perso il figlio Casey in Iraq; per tutto il mese
di agosto e' stata accampata a Crawford, fuori dal ranch in cui George Bush
stava trascorrendo le vacanze, con l'intenzione di parlargli per chiedergli
conto della morte di suo figlio. Intorno alla sua figura e alla sua
testimonianza si e' risvegliato negli Stati Uniti un ampio movimento contro
la guerra]

Ho ricevuto questa mail l'altro giorno. Ho tolto i nomi: "Cara signora
Sheehan, non sapevo come contattarla, cosi' le mando questo messaggio
tramite il sito web. Volevo solo ringraziarla. Mio cugino, 30 anni,
originario dell'Indiana, e' uno dei cinque soldati uccisi sabato 15 ottobre,
il famoso 'giorno di pace' in Iraq. Lascia sua moglie, due bambini, e tutti
noi parenti. Al momento stiamo aspettando la conferma dell'esame del dna per
l'identificazione. Voleva ringraziarla per il testo che ha scritto al
proposito. La perdita della vita di mio cugino e di quelle dei suoi compagni
non fanno certo di quel giorno un giorno di pace. La ringrazio per tutto
quello che sta facendo".
E questa l'ho ricevuta oggi da una madre disperata di Gold Star Families for
Peace: "Ho cosi' tante domande in mente. Come posso fermare il dolore che mi
strazia il petto, come lo faccio? Come posso continuare a respirare ma non
riesco a vivere? Come la tengo, la mia anima, nel mio corpo? Come faccio a
chiudere gli occhi e cedere al sonno, sapendo che mi risvegliero' in quello
che non e' un incubo, ma la mia vita? Come posso farcela senza quel viso,
che mi portava piu' gioia di quanta meritassi, e su cui non posero' mai piu'
lo sguardo? Come faccio a porre fine all'urlo che nessun altro sente tranne
me? Per favore, dimmelo. Come posso vivere senza mio figlio, senza il mio
cuore, senza piu' gioia? Ti prego, dimmelo. Come faccio?".
La terza l'ho ricevuta ieri da una madre il cui figlio si e' suicidato.
Soffriva di sindrome post-traumatica dopo essere tornato dall'Iraq: "Il
governatore Mitt Romney ci ha ricordato che i soldati morti erano degli
adulti che avevano fatto delle scelte. Ha ricordato a tutti che i nostri
figli avevano scelto di arruolarsi. Direi che 'sono stati arruolati
aggressivamente' sarebbe stata una frase migliore. E a nessuno di loro e'
stata detta la verita', e come mio figlio molti hanno scoperto di aver
compiuto un grosso errore. Non riesco a non pensare a mio figlio Jeffrey. Lo
vedo quando aveva undici anni, saltare di gioia perche' lo portavo in auto
dai suoi amici. E' cosi' reale, per me. E' come se potessi allungare una
mano e toccarlo. Questo nostro governo ha creato per noi un mondo infernale,
in cui dovremo continuare a vivere per il resto dei nostri giorni".
*
Quale altra vita verra' distrutta oggi? Quale altra famiglia sara' scelta a
caso dall'universo per soffrire questo?
Ci sono molte persone nel nostro paese, oggi, che sono felicemente sicure:
sanno che la loro vita non verra' sconvolta perche' il loro figlio e' stato
ucciso in una guerra senza senso. Ogni membro della nostra criminale
amministrazione e' certo di questo. Ogni membro del Congresso, e ciascuno di
quelli che si mettono davanti ai microfoni in tv ed alla radio a propagare
odio ogni giorno.
Nessuno di costoro che sostengono la guerra esplicitamente o in silenzio,
non chiedendo ad alta voce la fine dell'occupazione in Iraq, ha la piu'
pallida idea dell'orrore del giacere svegli la notte pensando al proprio
figlio, o dell'andarsene in giro di giorno con il ghiaccio nel petto,
perche' si e' sentito che oggi dei soldati sono stati uccisi in Iraq, e tuo
figlio e' la'.
George Bush ed i suoi sostenitori non si curano della gente che hanno
mandato a morire e ad uccidere innocenti in Iraq. Non ammetteranno mai di
aver sbagliato. Perche' forse non lo sapevate, ma le cose laggiu' stanno
andando esattamente come le avevano pianificate: sono felici come molluschi
nelle proprie conchiglie, a sapere che il caos cresce in Medio Oriente.
Questo significa che loro ed i loro complici criminali possono raggranellare
piu' soldi, derubare l'Iraq delle proprie risorse, svuotare il Tesoro dei
soldi che servirebbero alle nostre comunita'.
*
Le storie di dolore che ho condiviso con voi sono tre di milioni di altre.
Delle decine di migliaia di madri irachene che hanno avuto i loro figli
uccisi, quante stanno in questo momento ricordando il loro figlio bambino,
quando i suoi occhi innocenti riflettevano speranze e sogni in quelli di sua
madre?
Mio figlio Casey ha questo tipo di brillante futuro dietro di se'. Qualcuno
mi ha chiesto qualche giorno fa cosa mi manca di piu', di lui. Mi manca lui,
semplicemente. Mi manca tutto di lui. La sua allegria ingenua. La sua fede
nel futuro. Mi manca, il suo futuro, e il suo passato lo ricordo con pena e
con amore.
I nostri duemila giovani uomini e donne non sono numeri. I nostri giovani
sono confinati in tombe premature da criminali che dovrebbero essere
confinati in prigione. Gli iracheni non sono numeri, ma vengono trattati
come meno che numeri. Se pure i morti iracheni vengono contati, se mai ci si
pensa, sono calcolati fra gli "insorgenti", anche quando sono bambini.
Se mai i numeri possono scuotervi, riflettete su cosa il Signore e la
Signora Morte (Donald Rumsfeld e Condoleeza Rice) hanno detto, quando hanno
dichiarato che l'occupazione potrebbe anche durare una dozzina d'anni. Qual
e' il numero di morti che vi mette a disagio?
Uno solo e' gia' troppo, per me.

2. LIBRI. PAOLA MANCINELLI PRESENTA "L'AMORE POLITICO" DI ROBERTO MANCINI
[Ringraziamo Paola Mancinelli (per contatti: mancinellipaola at libero.it) per
questa recensione del recente libro di Roberto Mancini, L'amore politico.
Sulla via della nonviolenza con Gandhi, Capitini e Levinas, Cittadella,
Assisi 2005.
Paola Mancinelli, nata ad Osimo (An) il 28 giugno 1963, dottore di ricerca
in filosofia teoretica e docente di scuola superiore, saggista e poetessa,
si e' occupata tra l'altro del rapporto fra mistica e filosofia e la
violenza del sacro in Rene' Girard, del pensiero di Rosenzweig e
dell'influenza dell'ebraismo nel rinnovamento dell'ontologia; collabora alle
riviste "Filosofia e teologia" e "Quaderni di scienze religiose" ed alla
rivista telematica di filosofia "Dialeghestai". Fra le opere di Paola
Mancinelli: Vibrazioni, Pentarco, Torino 1985; Come memoria di latente
nascita, Edizioni del Leone, Venezia, 1989; Oltre Babele, Edizioni del
Leone, Venezia, 1991; Cristianesimo senza sacrificio. Filosofia e teologia
in Rene' Girard, Cittadella, Assisi 2001; Homo revelatus, homo absconditus,
di alcune tracce kierkegaardiane in Rene' Girard, in AA. VV., "Nota Bene,
Quaderni di studi kierkegaardiani", Citta' Nuova, Roma 2002; La metafisica
del silenzio, Stamperia dell'Arancio, Grottammare, 2003; Rivelazione e
linguaggio. Ripensare l'essere con Franz Rosenzweig (di prossima
pubblicazione).
Roberto Mancini, nato a Macerata nel 1958, docente di filosofia teoretica e
di ermeneutica filosofica presso la facolta' di lettere e filosofia
dell'Universita' di Macerata, ha dato rilevanti contributi alla riflessione
nonviolenta. Tra le opere di Roberto Mancini: L'uomo quotidiano. Il problema
della quotidianita' nella filosofia marxista contemporanea, Marietti, Casale
Monferrato 1985; Linguaggio e etica. La semiotica trascendentale di Karl
Otto Apel, Marietti, Casale Monferrato 1988; Comunicazione come ecumene. Il
significato antropologico e teologico dell'etica comunicativa, Queriniana,
Brescia 1991; L'ascolto come radice. Teoria dialogica della verita',
Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1995; Esistenza e gratuita'.
Antropologia della condivisione, Cittadella Editrice, Assisi 1996; Etiche
della mondialita'. La nascita di una coscienza planetaria, Cittadella
Editrice, Assisi1997 (in collaborazione con altri); Il dono del senso.
Filosofia come ermeneutica, Cittadella Editrice, Assisi 1999; Il silenzio,
via verso la vita. (Il codice nascosto. Silenzio e verita'), Edizioni
Qiqajon, Magnago 2002; Senso e futuro della politica. Dalla globalizzazione
a un mondo comune, Cittadella Editrice, Assisi 2002; L'uomo e la comunita',
Qiqajon, Magnago 2004; Il senso del tempo e il suo mistero, Pazzini, Villa
Verucchio (Rimini) 2005; L'amore politico, Cittadella, Assisi 2005.
Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato,
docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la
nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande
pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Opere di Aldo Capitini:
la miglior antologia degli scritti e' (a cura di Giovanni Cacioppo e vari
collaboratori), Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che
contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale -
ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca -
bibliografia degli scritti di Capitini); recentemente e' stato ripubblicato
il saggio Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989; una
raccolta di scritti autobiografici, Opposizione e liberazione, Linea
d'ombra, Milano 1991, nuova edizione presso L'ancora del Mediterraneo,
Napoli 2003; e gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996;
segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri,
Edizioni Associate, Roma 1991; e la recentissima antologia degli scritti Le
ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004. Presso la redazione di
"Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito:
www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi
ed opuscoli di Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui i
fondamentali Elementi di un'esperienza religiosa, 1937, e Il potere di
tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di
opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza,
Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi,
Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo
Capitini, Perugia 1998. Opere su Aldo Capitini: oltre alle introduzioni alle
singole sezioni del sopra citato Il messaggio di Aldo Capitini, tra le
pubblicazioni recenti si veda almeno: Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci,
Torino 1988; Clara Cutini (a cura di), Uno schedato politico: Aldo Capitini,
Editoriale Umbra, Perugia 1988; Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni
cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La
pedagogia del nuovo di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, Clueb,
Bologna 1991; Fondazione "Centro studi Aldo Capitini", Elementi
dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova Italia, Scandicci (Fi)
1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia
intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998,
2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume monografico
de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante, La realta'
liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia
1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta 2001; Federica
Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella,
Assisi 2004; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi,
Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; per una
bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito
citato; numerosi utilissimi materiali di e su Aldo Capitini sono nel sito
dell'Associazione nazionale amici di Aldo Capitini: www.aldocapitini.it,
altri materiali nel sito www.cosinrete.it; una assai utile mostra e un
altrettanto utile dvd su Aldo Capitini possono essere richiesti scrivendo a
Luciano Capitini: capitps at libero.it, o anche a Lanfranco Mencaroni:
l.mencaroni at libero.it, o anche al Movimento Nonviolento: tel. 0458009803,
e-mail: azionenonviolenta at sis.it
Mohandas K. Gandhi e' stato della nonviolenza il piu' grande e profondo
pensatore e operatore, cercatore e scopritore; e il fondatore della
nonviolenza come proposta d'intervento politico e sociale e principio
d'organizzazione sociale e politica, come progetto di liberazione e di
convivenza. Nato a Portbandar in India nel 1869, studi legali a Londra,
avvocato, nel 1893 in Sud Africa, qui divenne il leader della lotta contro
la discriminazione degli immigrati indiani ed elaboro' le tecniche della
nonviolenza. Nel 1915 torno' in India e divenne uno dei leader del Partito
del Congresso che si batteva per la liberazione dal colonialismo britannico.
Guido' grandi lotte politiche e sociali affinando sempre piu' la
teoria-prassi nonviolenta e sviluppando precise proposte di organizzazione
economica e sociale in direzione solidale ed egualitaria. Fu assassinato il
30 gennaio del 1948. Sono tanti i meriti ed e' tale la grandezza di
quest'uomo che una volta di piu' occorre ricordare che non va  mitizzato, e
che quindi non vanno occultati limiti, contraddizioni, ed alcuni aspetti
discutibili - che pure vi sono - della sua figura, della sua riflessione,
della sua opera. Opere di Gandhi:  essendo Gandhi un organizzatore, un
giornalista, un politico, un avvocato, un uomo d'azione, oltre che una
natura profondamente religiosa, i suoi scritti devono sempre essere
contestualizzati per non fraintenderli; Gandhi considerava la sua
riflessione in continuo sviluppo, e alla sua autobiografia diede
significativamente il titolo Storia dei miei esperimenti con la verita'. In
italiano l'antologia migliore e' Teoria e pratica della nonviolenza,
Einaudi; si vedano anche: La forza della verita', vol. I, Sonda; Villaggio e
autonomia, Lef; l'autobiografia tradotta col titolo La mia vita per la
liberta', Newton Compton; La resistenza nonviolenta, Newton Compton;
Civilta' occidentale e rinascita dell'India, Movimento Nonviolento; La cura
della natura, Lef; Una guerra senza violenza, Lef. Altri volumi sono stati
pubblicati da Comunita': la nota e discutibile raccolta di frammenti Antiche
come le montagne; da Sellerio: Tempio di verita'; da Newton Compton: e tra
essi segnaliamo particolarmente Il mio credo, il mio pensiero, e La voce
della verita'. Altri volumi ancora sono stati pubblicati dagli stessi e da
altri editori. I materiali della drammatica polemica tra Gandhi, Martin
Buber e Judah L. Magnes sono stati pubblicati sotto il titolo complessivo
Devono gli ebrei farsi massacrare?, in "Micromega" n. 2 del 1991 (e per un
acuto commento si veda il saggio in proposito nel libro di Giuliano Pontara,
Guerre, disobbedienza civile, nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino
1996). Opere su Gandhi: tra le biografie cfr. B. R. Nanda, Gandhi il
mahatma, Mondadori; il recente accurato lavoro di Judith M. Brown, Gandhi,
Il Mulino; il recentissimo libro di Yogesh Chadha, Gandhi, Mondadori. Tra
gli studi cfr. Johan Galtung, Gandhi oggi, Edizioni Gruppo Abele; Icilio
Vecchiotti, Che cosa ha veramente detto Gandhi, Ubaldini; ed i volumi di
Gianni Sofri: Gandhi e Tolstoj, Il Mulino (in collaborazione con Pier Cesare
Bori); Gandhi in Italia, Il Mulino; Gandhi e l'India, Giunti. Cfr. inoltre:
Dennis Dalton, Gandhi, il Mahatma. Il potere della nonviolenza, Ecig. Una
importante testimonianza e' quella di Vinoba, Gandhi, la via del maestro,
Paoline. Per la bibliografia cfr. anche Gabriele Rossi (a cura di), Mahatma
Gandhi; materiali esistenti nelle biblioteche di Bologna, Comune di Bologna.
Altri libri particolarmente utili disponibili in italiano sono quelli di
Lanza del Vasto, William L. Shirer, Ignatius Jesudasan, George Woodcock,
Giorgio Borsa, Enrica Collotti Pischel, Louis Fischer. Un'agile introduzione
e' quella di Ernesto Balducci, Gandhi, Edizioni cultura della pace. Una
interessante sintesi e' quella di Giulio Girardi, Riscoprire Gandhi,
Anterem.
Emmanuel Levinas e' nato a Kaunas in Lituania il 30 dicembre 1905 ovvero il
12 gennaio 1906 (per la nota discrasia tra i calendari giuliano e
gregoriano). "La Bibbia ebraica fin dalla piu' giovane eta' in Lituania,
Puskin e Tolstoj, la rivoluzione russa del '17 vissuta a undici anni in
Ucraina. Dal 1923, l'Universita' di Strasburgo, in cui insegnavano allora
Charles Blondel, Halbwachs, Pradines, Carteron e, più tardi, Gueroult.
L'amicizia di Maurice Blanchot e, attraverso i maestri che erano stati
adolescenti al tempo dell'affaire Dreyfus, la visione, abbagliante per un
nuovo venuto, di un popolo che eguaglia l'umanita' e d'una nazione cui ci si
può legare nello spirito e nel cuore tanto fortemente che per le radici.
Soggiorno nel 1928-1929 a Friburgo e iniziazione alla fenomenologia gia'
cominciata un anno prima con Jean Hering. Alla Sorbona, Leon Brunschvicg.
L'avanguardia filosofica alle serate del sabato da Gabriel Marcel.
L'affinamento intellettuale - e anti-intellettualistico - di Jean Wahl e la
sua generosa amicizia ritrovata dopo una lunga prigionia in Germania; dal
1947 conferenze regolari al Collegio filosofico che Wahl aveva fondato e di
cui era animatore. Direzione della centenaria Scuola Normale Israelita
Orientale, luogo di formazione dei maestri di francese per le scuole dell'
Alleanza Israelita Universale del Bacino Mediterraneo. Comunita' di vita
quotidiana con il dottor Henri Nerson, frequentazione di M. Chouchani,
maestro prestigioso - e impietoso - di esegesi e di Talmud. Conferenze
annuali, dal 1957, sui testi talmudici, ai Colloqui degli intellettuali
ebrei di Francia. Tesi di dottorato in lettere nel 1961. Docenza
all'Universita' di Poitiers, poi dal 1967 all'Universita' di
Parigi-Nanterre, e dal 1973 alla Sorbona. Questa disparato inventario e' una
biografia. Essa e' dominata dal presentimento e dal ricordo dell'orrore
nazista (...)" (Levinas, Signature, in Difficile liberte'). E' scomparso a
Parigi il 25 dicembre 1995. Tra i massimi filosofi contemporanei, la sua
riflessione etica particolarmente sul tema dell'altro e' di decisiva
importanza. Opere di Emmanuel Levinas: segnaliamo in particolare En
decouvrant l'existence avec Husserl et Heidegger (tr. it. Cortina);
Totalite' et infini (tr. it. Jaca Book); Difficile liberte' (tr. it.
parziale, La Scuola); Quatre lectures talmudiques (tr. it. Il Melangolo);
Humanisme de l'autre homme; Autrement qu'etre ou au-dela' de l'essence (tr.
it. Jaca Book); Noms propres (tr. it. Marietti); De Dieu qui vient a' l'idee
(tr. it. Jaca Book); Ethique et infini (tr. it. Citta' Nuova); Transcendance
et intelligibilite' (tr. it. Marietti); Entre-nous (tr. it. Jaca Book). Per
una rapida introduzione e' adatta la conversazione con Philippe Nemo
stampata col titolo Ethique et infini. Opere su Emmanuel Levinas: Per la
bibliografia: Roger Burggraeve, Emmanuel Levinas. Une bibliographie premiere
et secondaire (1929-1985), Peeters, Leuven 1986. Monografie: S. Petrosino,
La verita' nomade, Jaca Book, Milano 1980; G. Mura, Emmanuel Levinas,
ermeneutica e separazione, Città Nuova, Roma 1982; E. Baccarini, Levinas.
Soggettivita' e infinito, Studium, Roma 1985; S. Malka, Leggere Levinas,
Queriniana, Brescia 1986; Battista Borsato, L'alterita' come etica, EDB,
Bologna 1995; Giovanni Ferretti, La filosofia di Levinas, Rosenberg &
Sellier, Torino 1996; Gianluca De Gennaro, Emmanuel Levinas profeta della
modernita', Edizioni Lavoro, Roma 2001. Tra i saggi, ovviamente non si puo'
non fare riferimento ai vari di Maurice Blanchot e di Jacques Derrida (di
quest'ultimo cfr. il grande saggio su Levinas, Violence et metaphysique, in
L'ecriture et la difference, Editions du Seuil, Parigi 1967). In francese
cfr. anche Marie-Anne Lescourret, Emmanuel Levinas, Flammarion; François
Poirie', Emmanuel Levinas, Babel. Per la biografia: Salomon Malka: Emmanuel
Levinas. La vita e la traccia, JacaBook, Milano 2003]

Una suggestiva proposta filosofica e' quella di Roberto Mancini, docente di
ermeneutica filosofica presso l'Universita' di Macerata, il cui fascino
consiste nell'aver correlato diverse fonti, non gia' proponendo una sintesi,
ma cercando di mantenere la tensione dialogica, cosi' che esse possono
coabitare, secondo il valore etico del termine, dando  forma ad una
mondialita' riscattata da possibili tentazioni di supremazia culturale.
Gia' il titolo ci sembra importante in quanto dice di un'eccedenza sulla
scorta di una mancanza, facendo in modo che il filosofare mai pago del per
se notum, divenga una sorta di freccia scoccata verso la sempre nuova
possibilita' del pensare. L'eccedenza nasce dall'intenzionalita' politica
assunta dalla parola amore, che traduce, in tal modo, una prassi di
emancipazione e di responsabilita' come legame ontologico in avanti, ovvero
verso la generativita' incessante dell'essere umano alla relazione con la
verita'; ma anche all'indietro, perche' permette di riscattare la memoria
delle vittime di violenze e guerre od oppressioni, cosi' che esse non siano
piu' mute, ma pienamente compartecipi di questo novum da pensare e da
sperare. La mancanza, al contrario nasce dal fatto che il termine traduce la
nonviolenza gandhiana. Qui va subita denunciata un'impotenza lessicale, che,
dopo la svolta linguistica, denota una sorta di malattia ontologica: quella
stessa che Levinas ha contrassegnato come pensiero della medesimezza,
ossessionato dall'alterita' per cui nutre una sorta di allergia. Si e'
normalmente fatto ricorso ad un termine negativo per identificare una
categoria del tutto positiva. Ora, pero', tale impotenza crea una nuova
grammatica generativa non solo del filosofico ma dell'umano tout court.
Mancini interpella Levinas in questo percorso ed il fatto che il filosofo
ebreo-francese sia collocato alla fine dice, a nostro avviso, di come egli
abbia invitato la filosofia a recuperare criticamente il suo inizio
pensandolo altrimenti, ovvero in maniera da mantenere una tensione con
l'altra sua fonte, quella ebraica; tuttavia la fedelta' al suo pensiero
esige anche che questo altrimenti pensare si sviluppi fino a dialogare con
istanze del tutto nuove.
Questo pensiero e' quindi arrischiato sull'enigma della sua origine, ma
senza malia dell'anamnesi; paradossalmente l'origine trova la sua
coniugazione solo nel futuro, cosi' che la sua topologia si estende sui due
perni dell'immemoriale e della promessa, nonche' su quello dell'oggi
messianico e della visione fondata sulla speranza. C'e' un filo rosso che lo
percorre interamente, ed e' quello della redenzione come il non-ancora che
rende possibile questo coabitare; come scrive lo stesso filosofo maceratese
a p. 69: "La vera visione e' attesa della redenzione". Voci della teologia
politica e della speranza echeggiano all'unisono con quelle della teoria
critica della Scuola di Francoforte, la cui convergenza e' la possibilita'
di una coappartenenza all'Invisibile che non puo' non rigenerare anche quei
rapporti e quelle ferite che hanno inferto dei colpi alla dignita' umana ed
al suo legame con la verita'. Mancini, seguendo Gandhi, parla di una
continuita' con la propria storia interiore per cui chi e' capace di
nonviolenza non ha distrutto la propria infanzia, e questo ha chiare
assonanze evangeliche traducibili come prassi politica.
C'e' dell'altro, pero', notevolissimo da un punto di vista filosofico,
quanto di grande incidenza a livello antropologico. Questo pensiero ha perso
il fondamento, intendendo per fondamento quell'ubi consistam
incontrovertibile ed oggettivante refrattario al tempo umano ed alla
relazione, eppure ha guadagnato una fondazione altrettanto incontrovertibile
dal punto di vista epistemologico da ravvisare nell'eccedenza della speranza
che permette di leggere la vita activa come agire simbolico ed intenzionale
il cui riempimento di senso e' dato proprio da quanto e' sperato. Una
fondazione, dunque, guadagnata ex post attraverso una suggestiva analogia
trascendentale per cui l'ingiustizia e l'oppressione non devono poter essere
l'ultima parola. La ricaduta antropologica e' indubbia: la comunione dei
volti come tensione escatologica che permette di pensare scenari di pace in
nome della responsabilita', l'esperienza dell'essere sempre rigenerati alla
Verita' come possibile trasformazione interiore che mi fa essere testimone
della sua eccedenza e mi convoca alla liberta' dell'impegno in un mondo
comune e liberato dal dominio, la certezza di un dover essere che
interrompendo la chiusura del fenomenico schiude il gia'-non-ancora della
sua redenzione. Riteniamo che Mancini ci offra una suggestiva pista per
ripensare la politica come sogno di un mondo comune e di un possibile ordo
amoris dove anche una categoria come la xeniteia diviene sua riserva critica
e suo compimento.

3. LIBRI. UN LIBRO DI FULVIO CESARE MANARA SU GANDHI
[Riceviamo e volentieri diffondiamo. Fulvio Cesare Manara (per contatti:
philosophe0 at tin.it) e' un prestigioso studioso e amico della nonviolenza;
nato a Bergamo il 29 giugno 1958, coniugato con tre figli, laureato in
filosofia presso l'Universita' degli studi di Milano discutendo la tesi
"Fides falsa. Il concetto di eresia in Tommaso d'Aquino", ha frquentato
seminari di ricerca e studio presso vari enti: il Program on Nonviolent
Sanctions della Harvard University, la Western Michigan University, la
American Philosophical Association (Central Division), e la Albert Einstein
Institution (Cambridge, Ma, Usa), perfezionato a Padova in didattica della
filosofia, ricercatore esterno della Fondazione Tovini presso il
Dipartimento di filosofia dell'Universita' di Padova, dove conduce una
ricerca sul laboratorio di filosofia. Nell'anno accademico 2004-2005 insegna
religioni e diritti dell'uomo al Master di II livello dell'Universita' degli
Studi di Bergamo. Nel settore della didattica della filosofia insegna
filosofia e storia nei licei statali; opera quale formatore di formatori e
interviene in corsi di formazione promossi da istituti superiori in varie
parti d'Italia ed in seminari e corsi promossi dal Ministero e da altre
agenzie (la piu' recente attivita' e' la funzione di moderatore in due forum
della Sfi per l'Indire); ha collaborato al laboratorio di didattica della
filosofia presso la Siss Veneto; e' membro del consiglio direttivo e della
commissione didattica nazionale della Societa' filosofica italiana; suo
campo di sperimentazione e di indagine e' la comunita' di ricerca filosofica
e il laboratorio di filosofia; collabora in qualita' di redattore a
"Comunicazione filosofica. Rivista telematica di ricerca e didattica
filosofica" (sito: www.getnet.it/sfi/013.html); collabora in qualita' di
formatore esterno al corso di perfezionamento in filosofia e didattica della
filosofia dell'Universita' degli Studi di Bari, e al corso di
perfezionamento in metodologia dell'insegnamento filosofico presso
l'Universita' degli Studi di Padova. Nel settore disciplinare della
didattica della filosofia ha pubblicato una quindicina di saggi e alcune
recensioni, oltre al volume Comunita' di ricerca e iniziazione al
filosofare. Appunti per una nuova didattica della filosofia, Lampi di
Stampa, Milano 2004. Nel settore degli studi sulla nonviolenza si occupa
continuativamente di etica della nonviolenza, settore in cui ha pubblicato
una ventina tra saggi e articoli; opera quale formatore con esperienza di
metodologia attiva: addestrato nelle competenze dell'ascolto attivo e della
gestione del lavoro di gruppo, grazie ad una esperienza ventennale di
animazione e facilitazione di gruppi, anima a sua volta all'ascolto attivo,
ad una gestione di gruppo centrata sulla leadership partecipativa ed alla
trasformazione nonviolenta dei conflitti. Dal 2002 e' collaboratore della
cattedra di pedagogia sociale dell'Universita' degli studi di Bergamo, ove
si occupa in particolare del tema della trasformazione nonviolenta dei
conflitti]

Sara' pubblicato prossimamente il nuovo libro di Fulvio Cesare Manara, Una
forza che da' vita. Ricominciare con Gandhi in un'eta' di terrorismi,
Unicopli, Milano 2005.
*
Indice ragionato del volume
- Prefazione di Giuliano Pontara
- Introduzione
- Capitolo I: Leggere e conoscere il Mahatma
Una presentazione generale degli scritti di Gandhi, delle questioni relative
alla interpretazione del suo pensiero e della sua azione, della sua
formazione e delle relazioni fra oriente e occidente nella sua "identita'
plurale"
- Capitolo II: Religione, verita' e nonviolenza
Un'esplorazione dei principi piu' importanti del pensiero e della vita di
Gandhi
- Capitolo III: Tra profezia e strategia: pratiche di satyagraha
La nozione di satyagraha e l'azione diretta nonviolenta in Gandhi. Con
studio di un caso.
- Capitolo IV: Gandhi, il terrorismo e la nonviolenza
Uno studio delle esperienze e delle argomentazioni gandhiane rispetto alla
questione del terrorismo ai suoi tempi.
- Capitolo V: La progettazione sociale e la nonviolenza: etica dei doveri,
Programma costruttivo e Sarvodaya
Premessa di sintesi sul contributo gandhiano alla "pedagogia sociale", sugli
ambiti in cui e' necessario indagare e su quanto gia' e' possibile cogliere
mediante un attento ascolto del suo messaggio.
Oltre i diritti: per una cultura del dovere come prima radice. Uno studio
del metodo di trasformazione sociale chiamato "programma costruttivo", come
via alla politica "oltre la politica". Il Sarvodaya.
- Capitolo VI: Swaraj: Gandhi, la nonviolenza e il nazionalismo
Un'analisi dei testi gandhiani sul tema del nazionalismo e del dialogo
interculturale.
Capitolo VII: Gandhi e l'istruzione: Lo schema di Wardha
Lo studio di uno dei fondamentali documenti di Gandhi sull'istruzione e la
formazione scolastica.
- Capitolo VIII: Economia e distribuzione delle risorse nel pensiero
gandhiano
Una articolata introduzione al pensiero economico gandhiano.
- Capitolo IX: Gandhi e la genesi dell'idea di difesa nonviolenta
Studio di tutti i passi dell'opera gandhiana in cui egli si riferisce al
concetto di "difesa nonviolenta".
- Capitolo X: Gandhi in Italia: una bibliografia italiana ragionata
Una bibliografia aggiornata alla meta' del 2005 di tutto quello che e'
apparso di Gandhi e su Gandhi in Italia. Indicazioni aggiuntive sulle
letture essenziali in lingua straniera.
- Conclusione
- Glossario

4. LIBRI. UN LIBRO DI ENRICO PEYRETTI SU GANDHI
[Riceviamo e volentieri diffondiamo. Enrico Peyretti (per contatti:
e.pey at libero.it) (1935) e' uno dei principali collaboratori di questo
foglio, ed uno dei maestri piu' nitidi della cultura e dell'impegno di pace
e di nonviolenza; ha insegnato nei licei storia e filosofia; ha fondato con
altri, nel 1971, e diretto fino al 2001, il mensile torinese "il foglio",
che esce tuttora regolarmente; e' ricercatore per la pace nel Centro Studi
"Domenico Sereno Regis" di Torino, sede dell'Ipri (Italian Peace Research
Institute); e' membro del comitato scientifico del Centro Interatenei Studi
per la Pace delle Universita' piemontesi, e dell'analogo comitato della
rivista "Quaderni Satyagraha", edita a Pisa in collaborazione col Centro
Interdipartimentale Studi per la Pace; e' membro del Movimento Nonviolento e
del Movimento Internazionale della Riconciliazione; collabora a varie
prestigiose riviste. Tra le sue opere: (a cura di), Al di la' del "non
uccidere", Cens, Liscate 1989; Dall'albero dei giorni, Servitium, Sotto il
Monte 1998; La politica e' pace, Cittadella, Assisi 1998; Per perdere la
guerra, Beppe Grande, Torino 1999; Dov'e' la vittoria?, Il segno dei
Gabrielli, Negarine (Verona) 2005; e' disponibile nella rete telematica la
sua fondamentale ricerca bibliografica Difesa senza guerra. Bibliografia
storica delle lotte nonarmate e nonviolente, ricerca di cui una recente
edizione a stampa e' in appendice al libro di Jean-Marie Muller, Il
principio nonviolenza, Plus, Pisa 2004 (libro di cui Enrico Peyretti ha
curato la traduzione italiana), e che e stata piu' volte riproposta anche su
questo foglio, da ultimo nei fascicoli 1093-1094; vari suoi interventi sono
anche nei siti: www.cssr-pas.org, www.ilfoglio.org e alla pagina web
http://db.peacelink.org/tools/author.php?l=peyretti Una piu' ampia
bibliografia dei principali scritti di Enrico Peyretti e' nel n. 731 del 15
novembre 2003 di questo notiziario]

Sara' pubblicato prossimamente il nuovo libro di Enrico Peyretti,
Esperimenti con la verita'. Saggezza e politica di Gandhi, Pazzini editore,
Villa Verucchio (Rimini) 2005. Per richieste: Pier Giorgio Pazzini editore,
via Statale Marecchia 67, 47827 Villa Verucchio (Rimini), tel. 0541670132,
e-mail: pazzini at pazzinieditore.it
*
Il titolo di questo libro e' ripreso da Gandhi, che intitolo' la propria
autobiografia An Autobiography, or the Story of my Experiments with Truth.
Egli diceva di se stesso: "Non sono che un comune mortale che procede
dall'errore verso la verita'".
Per lui la verita' e' la preziosa unita' di tutte le cose e di tutte le
vite, che nessuna violenza deve offendere, che va difesa con la forza
invincibile della nonviolenza, la forza dell'anima e dell'unita'.
Il libro e' un lavoro semplice, divulgativo, un avvio a conoscere Gandhi e
il movimento, piu' importante che imponente, da lui messo in moto nel
Novecento: il secolo piu' violento della storia e' stato anche il secolo in
cui e' sorta la maggiore alternativa politica alla violenza nei conflitti,
nelle strutture, nelle culture, nella concezione stessa della societa' e
delle sue istituzioni.
Il lavoro e' dedicato e diretto ai giovani che stanno scoprendo l'esempio e
l'impegnativa eredita' di Gandhi, e se ne sentono sospinti e incoraggiati a
costruire pace e giustizia coi mezzi della pace e della giustizia.
Dopo una sintesi sulla vita e personalita' di Gandhi, attraverso la sua
azione storica, si espone la sua teoria della nonviolenza: etica e politica,
fini e mezzi nell'azione, le regole sperimentate dell'azione nonviolenta, la
relazione tra religioni e pace.
Concludono il volumetto di un centinaio di pagine, l'indicazione dei
principali libri per conoscere Gandhi e una piccola antologia di testi
gandhiani.
*
Indice del volume
Premessa
I. Vita, personalita', giudizi
- Formazione e azione. In Sudafrica: da "resistenza passiva" a satyagraha.
Hind Swaraj. Lealismo verso l'impero. Lotte sociali. Fine del lealismo verso
l'impero. Leader politico. Marcia del sale e dialogo. Passaggio in Italia.
Spiritualita' e costruttivita'. La guerra 1939-1945. Indipendenza mutilata.
"Una preghiera per il mio assassino"
- Alcuni giudizi su Gandhi
II. Teoria della nonviolenza
- Quale nonviolenza? Nonviolenza del forte, del debole, del vile
- La prima alternativa e' azione o inazione
- Differenza specifica della nonviolenza gandhiana: a) dal pacifismo; b)
dall'idea di eliminare la violenza; c) dal "non uccidere"; d)
dall'assolutismo nonviolento
III. Etica e politica
- Il fine della politica
- Il maggior contributo gandhiano alla politica moderna
- Due tesi su politica e morale
- L'ipotesi di lavoro gandhiana
IV. Fini e mezzi nell'azione politica
- L'indifferenza morale o giustificazione dei mezzi
- I mezzi non sono vuoti
- Giudizio di Gandhi sull'esperienza sovietica
- Ricoeur: spiritualita' e tecnica
- Religione e politica per Gandhi e Capitini
V. L'azione nonviolenta e le sue regole
- Considerazioni preliminari: sono possibili comportamenti piu' o meno
nonviolenti; non e' possibile una separazione assoluta tra violenza e
nonviolenza; e' possibile la costrizione nonviolenta?
- Stadi temporali delle lotte nonviolente
- Il concetto di violenza
- Prima regola: Non usare ne' minacciare violenza
- Seconda regola: Attenersi sempre alla verita'
- Verita' di fatto, verita' morale, veridicita', trasparenza
- Il satyagraha come strategia
- Motivazione morale assoluta?
- Il concetto di satyagraha
- Il concetto di verita'
- Via personale e fallibile, dunque non fare violenza
- Connotazioni della verita': epistemologica, ontologica, etica, psicologica
- Vocazione di tutti alla verita'
- Il concetto di Dio
- Terza regola: Disporsi ai massimi sacrifici per gli obiettivi essenziali
- Perplessita' e critiche
- Il nonviolento di fronte alla morte
- Altre ragioni per la capacita' di soffrire
- Qarta regola: Impegnarsi subito nel programma costruttivo
- Undici punti del programma costruttivo
- Lo stato nonviolento: esercito e polizia
- Democrazia libera dalla violenza
- Difesa nonviolenta
- Quinta regola: Disporsi al compromesso sugli obiettivi non essenziali
- Sesta regola: Rispettare la gradualita' dei mezzi
VI. Religioni e pace
- Tolleranza positiva
- Senso del digiuno
- Non proselitismo
- Stato laico
VII. Conclusione: Gandhi nel momento opportuno
- Alcuni libri per conoscere Gandhi
- Piccola antologia di testi gandhiani
*
Notizia sull'autore
Enrico Peyretti (1935) ha insegnato nei licei storia e filosofia; ha fondato
con altri, nel 1971, e diretto fino al 2001, il mensile torinese "il
foglio", che esce tuttora regolarmente; e' ricercatore per la pace nel
Centro studi "Domenico Sereno Regis" di Torino, sede dell'Ipri (Italian
Peace Research Institute); e' membro del comitato scientifico del Centro
interatenei studi per la pace delle Universita' piemontesi, e dell'analogo
comitato della rivista "Satyagraha", edita a Pisa in collaborazione col
Centro interdipartimentale studi per la pace; e' membro del Movimento
Nonviolento e del Movimento Internazionale della Riconciliazione. Ha curato
il volume collettivo Al di la' del "non uccidere" (Cens, Liscate, Milano
1989, oggi editrice Servitum, Sotto il Monte); ha pubblicato Dall'albero dei
giorni. Soste quotidiane su fatti e segni (Servitium, Sotto il Monte 1998);
La politica e' pace (Cittadella Editrice, Assisi 1998); Per perdere la
guerra, (Beppe Grande editore, Torino 1999); Dov'e' la vittoria? Piccola
antologia aperta sulla miseria e la fallacia del vincere (Il Segno dei
Gabrielli editori, Nogarine, Verona 2005); e numerosi articoli su riviste e
volumi collettivi; ha tradotto il volume di Jean-Marie Muller, Il principio
nonviolenza. Una filosofia della pace, (Edizioni Plus, Pisa University Press
2004). Siti internet: http://db.peacelink.org/tools/author.php?l=peyretti
http://www.ilfoglio.org www.cssr-pas.org

5. LIBRI. OLTRE LA GUERRA. ANNUARIO GEOPOLITICO DELLA PACE 2005
[Riceviamo e volentieri diffondiamo. Luca Kocci (per contatti:
lkocci at tiscali.it), curatore dell'Annuario, e' insegnante e giornalista,
collabora con "Adista", Peacelink ed altri mezzi d'informazione impegnati
per la pace e i diritti umani]

E' stato appena pubblicato il quinto annuario geopolitico della pace:
Fondazione Venezia per la ricerca sulla pace, Oltre la guerra. Annuario
geopolitico della pace 2005, a cura di Luca Kocci, Milano, Altreconomia -
Terre di Mezzo editore, 2005, pp. 286, euro 18.
Per informazioni e contatti con il curatore Luca Kocci: tel. 3406099673,
e-mail: lkocci at tiscali.it
Per richieste alla casa editrice: Altreconomia - Terre di Mezzo, tel.
0248953031, e-mail: segreteria at altreconomia.it
*
"Il 7 novembre 2004 inizia l'operazione Al Fajr, l'alba, che vede impegnati
circa 12.000 soldati tra esercito e marines, piu' le truppe della Guardia
nazionale irachena. La citta' e' sigillata. I bombardamenti sono massicci:
elicotteri, F16, F18, artiglieria pesante. Testimoni raccontano di armi al
fosforo, pioggia di fuoco che brucia tutto quello che tocca, parlano di
bombe che una volta sganciate generano una serie di anelli di fumo denso e
nero che rimane nell'aria due ore. Molti parlano di gas, di un forte odore
di cipolla, di difficolta' respiratorie, di ferite che si aprono nella
pelle". E' l'inizio della cronaca del massacro di Falluja, la citta'
irachena rasa al suolo nel novembre 2004, scritta da una volontaria di "Un
ponte per" - diversi mesi prima dello scoop di Rainews24 sull'uso delle
bombe al fosforo bianco da parte delle forze armate statunitensi - che ora
si puo' leggere sul nuovo Annuario geopolitico della pace, promosso dalla
Fondazione Venezia per la ricerca sulla pace, in libreria e nelle botteghe
del commercio equo e solidale dalla fine di novembre.
Ma non c'e' solo Falluja: la tragedia dei Saharawi, il popolo dimenticato;
l'inarrestabile ascesa della Cina; la Gran Bretagna qualche mese dopo gli
attentati nella metropolitana di Londra; la guerra e i dopoguerra visti da
un generale; la produzione e il commercio delle armi, sempre in aumento, le
campagne per il disarmo; le ragioni economiche della guerra; lo tsunami e il
bluff degli aiuti umanitari; i militari alla ricerca di volontari per il
nuovo esercito professionale, fin dentro le aule scolastiche; la Chiesa
cattolica e la pace; tutte le attivita' e le iniziative di un intero anno
del movimento pacifista; dodici mesi di informazione sociale e mediattivismo
per la pace. Sono le speranze di pace e i rumori di guerra che si sono
alternati in ogni angolo di mondo in questo anno che ormai volge al termine
e che l'Annuario geopolitico della pace 2005 - giunto alla quinta edizione -
documenta e racconta, analizza e interpreta, mettendo in evidenza tutto
quello che la "grande informazione" omette, trascura e censura: dodici mesi
di azioni di pace e fatti di guerra, i conflitti cancellati, i dopoguerra
dimenticati, le questioni piu' scottanti; e, nelle pagine arcobaleno,
consigli per la lettura e la navigazione.
Analisi, articoli, cronologie, interviste e schede di: Giacomo Alessandroni,
Luca Kocci, Salvatore Scaglione, Radegonde Nizigiymana, Arrigo Pallotti,
Luciano Ardesi, Kizito Sesana, Mario Zamponi, Fernando Torres, Aldo
Zanchetta, Guido Samarani, Fabio Alberti, Paola Gasparoli, Arturo Marzano,
Francesca Lacaita, Lazzaro Pietragnoli, Silvia Reina, Michele Paolini, Fabio
Mini, Vladimiro Giacche', Giorgio Beretta, Mario Vadacchino, Emilio
Carnevali, Cinzia Sciuto, Domenico Gallo, Sergio Tanzarella, Carlo Gubitosa,
Peppe Sini, Alessio Domenighini, Francesco Iannuzzelli. Con la
collaborazione del settimanale "Internazionale" e dell'associazione
PeaceLink. Foto di Giuliana Sgrena.
*
Indice del volume
- Presentazione (Laura Picchio Forlati)
- Progetto Iride 2005 (Giovanni Benzoni)
- Introduzione (Luca Kocci)
- Cronologie
- Dov'erano i pacifisti. Cronologia del movimento pacifista (Giacomo
Alessandroni - Luca Kocci)
- I fatti di un anno (Salvatore Scaglione)
- Geografie
- Africa
- Burundi, in cammino verso la democrazia (Radegonde Nizigiymana)
- Costa d'Avorio: la crisi della politica (Arrigo Pallotti)
- Sarhawi, il popolo dimenticato (Luciano Ardesi)
- Sudan: la sfida di una pace vera (Kizito Sesana)
- Zimbabwe: anticolonialismo, democrazia e conflitto sociale a 25 anni
dall'indipendenza
(Mario Zamponi)
- America
- Vogliamo chica, vogliamo mais! Crocevia di pace in Colombia (Fernando
Torres)
- Messico, troppo vicino agli Stati Uniti e troppo lontano da Dio (Aldo
Zanchetta)
- Asia
- L'ascesa della Cina e lo spirito di Bandung (Guido Samarani)
- Iraq, alla ricerca della democrazia (Fabio Alberti)
- Iraq, la morte dei diritti umani (Paola Gasparoli)
- Fallujah: diario di un massacro (Paola Gasparoli)
- Israele-Palestina: l'ora della svolta? (Arturo Marzano)
Europa
- Irlanda del Nord, le contraddizioni di una strana normalita' (Francesca
Lacaita)
- Il Regno Unito fra multiculturalismo e assimilazione (Lazzaro Pietragnoli)
- Svizzera, neutralita' alla prova (Silvia Reina)
- Questioni
- "Cosa ci sara' dopo?" (Michele Paolini)
- Guerre e dopoguerre. Dialogo con il generale Fabio Mini (Salvatore
Scaglione)
- Iraq e dopo: l'economia della "guerra infinita" (Vladimiro Giacche')
- Armi e mondo: spese militari, commercio di armamenti e campagne per il
disarmo (Giorgio Beretta)
- Non proliferazione nucleare: un trattato in crisi? (Mario Vadacchino)
- Guerra o tsunami? Il falso dilemma dell'Occidente (Emilio Carnevali e
Cinzia Sciuto)
- Gli architetti del caos (Domenico Gallo)
- Libro e  moschetto alunno perfetto. Le Forze armate all'assalto della
scuola (Luca Kocci)
- Chiesa cattolica, pace e guerra: bilancio di un anno (Sergio Tanzarella)
- Informazione sociale, mediattivismo, tecnologie dal basso: cronaca di un
anno (Carlo Gubitosa)
- Pagine arcobaleno
- Cento letture per la pace (Peppe Sini)
- Libri per la pace: proposte di lettura per ragazzi e ragazze di oggi
(Alessio Domenighini)
- Internet per la pace (Francesco Iannuzzelli)

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

7. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1123 del 23 novembre 2005

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