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Nonviolenza. Femminile plurale. 57



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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE
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Supplemento settimanale del giovedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 57 del 30 marzo 2006

In questo numero:
1. Da vittime a resistenti. Con un'intervista a Virginia Vargas
2. Il 31 marzo a Ferrara
3. Una guida bibliografica ragionata al femminismo degli anni Settanta

1. MONDO. DA VITTIME A RESISTENTI. CON UN'INTERVISTA A VIRGINIA VARGAS
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per
averci messo a dsposizione nella sua traduzione il seguente testo a cura di
"Whr net".
Virginia Vargas e' una prestigiosa intellettuale e militante femminista,
sociologa con specializzazione in scienze politiche, docente universitaria a
L'Aja e a Citta' del Messico, ha fondato il Centro della donna peruviana
"Flora Tristan", ha rappresentato le ong latinoamericane alla conferenza di
Pechino del 1995, e' autrice di molte pubblicazioni.
Yanar Mohammed e' presidente dell'Organizzazione per la liberta' delle donne
in Iraq (Owfi)]

Organizzato dal gruppo femminista Marcosur Feminist Articulation (Afm), e
tenutosi al Collegio Universitario di Caracas nell'ambito del sesto Forum
sociale mondiale, il seminario si intitolava "Da vittime a resistenti: la
tua bocca e' fondamentale contro i fondamentalismi". L'attivita' di Afm
intendeva ovviare al problema della scarsissima informazione sui
fondamentalismi rilevata al Forum e faceva parte della campagna gia'
lanciata dal gruppo nel 2002.
Dopo la presentazione iniziale della sociologa ed attivista peruviana
Virginia "Gina" Vargas, una delle coordinatrici di Afm, il seminario e'
stato condotto dall'irachena Yanar Mohammed. Nonostante fosse la sua prima
partecipazione al Forum e sia ancora poco conosciuta sulla scena
dell'attivismo occidentale, Mohammed ha mostrato una sorprendente chiarezza
nell'esporre i concetti ed una contagiosa energia nel narrare la duplice
lotta delle donne dell'Owfi (Organizzazione per la liberta' delle donne in
Iraq), gruppo di cui e' presidente: la lotta contro il fondamentalismo
islamico ed il nazionalismo arabo che opprimono le donne, e la lotta contro
l'occupazione militare statunitense. L'impegno e le convinzioni di Yanar
Mohammed, che e' stata piu' volte minacciata di morte in Iraq, e che i media
internazionali hanno riconosciuto come una delle piu' coraggiose ed efficaci
attiviste per i diritti umani del 2005, sono stati ricompensati dagli
appassionati commenti del pubblico e dall'enorme, caldo applauso finale che
ha chiuso il seminario.
Nella sua presentazione, Virgina Vargas aveva messo in luce come
l'opposizione ad ogni sorta di fondamentalismo sia il rigetto di ogni tipo
di "pensiero unico", sia esso economico, razziale, o di genere. "Il rigetto
dei fondamentalismi, ha detto Vargas, permette l'articolazione
dell'opposizione sia ai fondamentalismi del mercato, la cui religione e' il
neoliberismo, sia al fondamentalismo di genere che opprime le donne".
Yanar Mohammed, invitata da Afm al Forum, ha testimoniato il possibile
fruttuoso scambio fra femministe sulla scena internazionale, ed ha
sottolineato che il problema dei fondamentalismi non interessa solo l'area
islamica. Mohammed ha lodato il motto scelto per la campagna da Afm: "Le
nostre bocce e le nostre voci, ha detto, sono state le prime ad aprire un
sentiero percorribile per la societa' irachena". La quarantacinquenne
architetta, che ha vissuto per sette anni in Canada, nell'agosto del 2003
prese il microfono ad una manifestazione spontanea di donne contro
l'occupazione e comincio' a scandire: "Si' alle donne, si' all'eguaglianza".
Fu immediatamente sostenuta da molte altre partecipanti e fu in quel momento
che il suo gruppo si formo'. Oggi l'Owfi puo' contare su circa 5.000
associate, e aiuta migliaia di donne che sono rimaste disoccupate dopo la
guerra. Inoltre, l'Owfi lotta contro i "delitti d'onore", la tradizione
tribale che garantisce agli uomini la possibilita' di uccidere le loro mogli
se pensano che queste ultime siano colpevoli di adulterio.
Mohammed ha fornito al suo uditorio una visione non riduttiva delle donne
irachene. In primo luogo, ha narrato la loro storia: negli anni '40 e '50
del secolo scorso esse lavoravano per ottenere miglioramenti economici e
culturali ed avevano accesso a forme moderne di impiego ed istruzione.
Tuttavia negli ultimi decenni, e in particolare grazie agli effetti
dell'occupazione militare Usa, le donne hanno sofferto di una significativa
involuzione nelle loro vite.
In secondo luogo, Mohammed ha mostrato tramite immagini fotografiche come
l'icona della donna velata sia lungi dall'essere l'unica o lo piu' frequente
in Iraq. "Giorno dopo giorno, nuove donne si aggiungono alla lotta, i cui
scopi possono essere semplificati in questi tre: la fine dell'occupazione
straniera, il ripudio della costituzione islamica e la sua sostituzione con
una costituzione laica, la necessaria eguaglianza economica e sociale fra
donne ed uomini".
Mohammed ha suscitato l'empatia del pubblico, quando ha definito la
situazione della societa' civile irachena come un sandwich: ovvero presa in
mezzo fra l'occupazione militare e la resistenza islamica. Entrambe le
forze, ha sostenuto con forza Mohammed, sono egualmente terroriste, giacche'
violano sistematicamente i diritti umani.
*
Intervista a Virginia Vargas
- "Whr net": Il seminario e' stato un successo. Dopo quattro anni dal lancio
della campagna "La tua bocca e' fondamentale contro i fondamentalismi", che
bilancio possiamo fare?
- Virginia Vargas: La campagna va vista proprio come dovrebbe essere visto
il Forum: e' un processo. Senza dubbio e' un processo cumulativo, in cui
abbiamo fatto cose molto importanti. Penso che la campagna sia riuscita ad
incorporare nell'agenda del Forum quelle che io chiamo le "diseguaglianze
opache": dalla violenza di genere ai diritti sessuati.
*
- "Whr net": Da dove viene il concetto di lotta al fondamentalismo, e come
si innesta nella tradizione di lotta femminista?
- Virginia Vargas: L'idea si e' originata nel contesto del fondamentalismo
pro guerra del signor Bush. Volevamo spostare l'immaginario che riferisce
questo concetto esclusivamente all'oriente islamico. Inoltre, e' un concetto
utile per noi, perche' e' in grado di riunire diverse dimensioni della lotta
per la giustizia in diverse sfere della vita umana.
*
- "Whr net": Essendo un'organizzatrice del Forum, una che ha partecipato al
processo sin dall'inizio, che valutazione dai del sesto World Social Forum
di Caracas?
- Virginia Vargas: Sebbene voglia lodare gli sforzi degli organizzatori e
dei volontari, c'e' un trend di cui sono molto preoccupata: il tentativo di
dare un carattere unilaterale al processo in senso egemonico
antimperialista. Il dare priorita' a una dimensione minaccia le differenze,
ovvero l'elemento costitutivo del Forum dal suo inizio. In questo senso, non
sono d'accordo con altri organizzatori, come Emir Sader, che chiede si torni
allo spirito della "Conferenza di Bandung", oggi viviamo in un mondo
differente. Puoi vedere gli effetti del trend nella presenza di un
presidente che parla da solo per ore ad una platea: questo implica il
pericolo di perdere la ricchezza piu' grande acquisita nei cinque anni del
Forum, ovvero l'essere uno spazio di relazione per gli individui e le reti
della societa' civile di tutto il mondo.

2. INCONTRI. IL 31 MARZO A FERRARA
[Da Elena Buccoliero (per contatti: e.buccoliero at comune.fe.it) riceviamo e
volentieri diffondiamo.
Elena Buccoliero, nata a Ferrara nel 1970, collabora ad "Azione nonviolenta"
e fa parte del comitato di coordinamento del Movimento Nonviolento; lavora
per Promeco, un ufficio del Comune e dell'azienda sanitaria locale di
Ferrara dove si occupa di adolescenti con particolare attenzione al bullismo
e al consumo di sostanze, e con iniziative rivolte sia ai ragazzi, sia agli
adulti; a Ferrara, insieme ad altri amici, anima la Scuola della
nonviolenza. E' autrice di diverse pubblicazioni, tra cui il recente (con
Marco Maggi), Bullismo, bullismi, Franco Angeli, Milano 2005. Un piu' ampio
profilo biobibliografico di Elena Buccoliero e' nel n. 836 de "La
nonviolenza e' in cammino".
Giuditta Brunelli e' ordinaria di Diritto pubblico all'Universita' di
Ferrara]

Venerdi' 31 marzo 2006, alle ore 21, presso il Centro "Alexander Langer", in
viale Cavour 142, a Ferrara, nell'ambito della Scuola della nonviolenza, si
svolgera' un incontro con Giuditta Brunelli, sul tema "Donne e politica".
*
Il ciclo di incontri sul tema "La sovranita' appartiene al popolo..." si
conclude venerdi' sera con Giuditta Brunelli, ordinaria di Diritto pubblico
all'Universita' di Ferrara, che ci proporra' una riflessione su "Donne e
politica".
La relatrice ha in corso di pubblicazione un importante libro sull'argomento
e ha curato presso la nostra Universita' corsi, molto frequentati e
attentamente seguiti, dedicati appunto al tema "Donne, politica,
istituzioni".
E' una buona coincidenza che l'incontro avvenga nel quarantesimo
anniversario del voto alle donne nel nostro Paese. E' stata una tappa
fondamentale nel percorso di parita' uomo donna, un percorso non concluso
anche nella nostra realta', sottoposto anzi a insidie a attacchi. Da
sottolineare come le conquiste siano state ottenute con azioni aliene dalla
violenza e, in molti casi, con uno spirito e una pratica che alla
nonviolenza concretamente si collegano.
Altra circostanza, che anche la relatrice considerera' augurale, e' che
l'incontro avvenga in marzo, dopo la presentazione del governo cileno,
presieduto da Michelle Bachelet, composto da dieci donne e dieci uomini.
*
La Scuola della nonviolenza di Ferrara e' promossa congiuntamente da
Movimento Nonviolento, Pax Christi, Legambiente, Gruppo Ferrara Terzo Mondo
e Commercio Alternativo, ed ha il patrocinio del Comune di Ferrara -
progetto "Ferrara Citta' per la Pace".
Per informazioni: Centro "Alexander Langer", tel. 0532204890, e-mail:
langer at ferraraterzomondo.it oppure: daniele.lugli at libero.it

3. LIBRI. UNA GUIDA BIBLIOGRAFICA RAGIONATA AL FEMMINISMO DEGLI ANNI
SETTANTA
[Dal sito della casa editrice Luciana Tufani Editrice, www.tufani.it,
riprendiamo i seguenti materiali di presentazione del libro a cura del
Centro studi e documentazione Pensiero femminile, Cento titoli. Guida
ragionata al femminismo degli anni Settanta (testo purtroppo da tempo
esaurito, e che sarebbe utile ristampare). Segnaliamo che le brevi schede
biobibliografiche delle curatrici e delle collaboratrici risalgono ad alcuni
anni fa]

Centro studi e documentazione pensiero femminile, Cento titoli. Guida
ragionata al femminismo degli anni Settanta, Luciana Tufani Editrice,
Ferrara 1998, pp. 342, euro 16,50.
Tutto quello che avreste voluto sapere sul femminismo e non avete mai osato
chiedere, visto non attraverso le immagini dei media - per la verita'
pochissimo fedeli - ma partendo dagli scritti delle protagoniste. Una
possibilita', per chi e' nata/o proprio negli anni in cui il femminismo
faceva la sua rivoluzione, di avere informazioni affidabili e riflessioni di
esperte.
Cento titoli che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia delle
donne, 56 autrici che hanno lavorato per selezionarli, discuterli e farne
una scheda critica che al testo trattato aggiunge sempre qualcosa: se non
altro in termini di attualita', ma il piu' delle volte evolvendo in modo
creativo idee che gia' in partenza erano connotate da una forte
originalita'. La convinzione che ha guidato questo lavoro e' stata fin da
principio quella della sua unicita', accompagnata da quella della sua
necessita'. La difficolta' di orientarsi per la ricercatrice neofita
nell'abbondante produzione di scritti del femminismo e la grave
insufficienza che caratterizza in proposito le biblioteche tradizionali si
sono imposte da subito come problemi generalizzati. Questo libro vuol essere
la risposta: una guida, una mappa, un vademecum, una bussola, un aiuto
indispensabile per chi vuole conoscere il pensiero delle donne negli anni
Settanta. Perche' proprio questo decennio (sia pure preceduto da
anticipazioni)? La ragione principale di questa scelta e' che gli anni '70
sono fortemente segnati dalla presenza del movimento femminista, che in
seguito si trasforma, e che gli scritti delle donne in quel periodo sono
caratterizzati da una particolare incisivita' e ricchezza. Inoltre, alcuni
dei volumi di questa guida sono oggi gia' quasi introvabili e, trattandosi
di studi di valore, col fornire informazioni su di essi ci sembrava di
contrastare una pericolosa tendenza all'oblio.
Il Centro Studi Pensiero Femminile di Torino, che ha curato questa guida, e'
uno dei Centri di documentazione delle donne associato alla Rete Lilith che
collega i Cdi documentazione delle donne italiani e che cura la
catalogazione informatica di libri e documenti prodotti dal movimento delle
donne. Le 56 autrici delle schede sono tra le piu' note femministe italiane
e/o esperte delle discipline trattate.
Il libro e' particolarmente consigliato alle scuole e universita', oltre che
ai centri di documentazione e alle biblioteche.
Per richieste: Luciana Tufani Editrice, via Ticchioni, 38/1, 44100 Ferrara,
tel. e fax: 053253186, e-mail: tufani at tufani.it, sito: www.tufani.it
*
Le curatrici
Aida Ribero. Insegnante e giornalista, ha collaborato a "La Stampa", "La
Repubblica", "Noi Donne". Negli anni Settanta ha fatto parte di un gruppo di
autocoscienza di Rivolta Femminile. Ha pubblicato per la scuola La donna
ieri e oggi (Paravia, 1975), La questione femminile in Italia (Paravia,
1977). Ha curato per la Regione Piemonte le mostre "Con forza e
intelligenza" e "Dall'uguaglianza alla differenza". Ha scritto il saggio Una
questione di liberta' (Rosenberg & Sellier, 1999). Ha ideato e condotto il
progetto Fse Nati da donna, concluso nel 2003, e sta seguendo la
realizzazione di una mostra sulle costrizioni del corpo femminile dal titolo
Il corpo imprigionato. Ha fondato il Centro Studi e Documentazione Pensiero
Femminile di Torino di cui e' la presidente.
*
Ferdinanda Vigliani. Autrice di testi teatrale e programmi televisivi, oggi
lavora come regista televisiva. Il suo incontro con il femminismo avviene a
Parigi nel 1971. Tornata in Italia, frequenta il movimento a Torino e infine
approda ad un piccolo gruppo di autocoscienza, ispirato al pensiero di
Rivolta Femminile. E' tra le fondatrici del Centro Studi e Documentazione
Pensiero Femminile con cui ha pubblicato diversi saggi critici e curato la
mostra a carattere storico "Rosa, anzi nero". In ambito scolastico ha
condotto corsi sperimentali e di aggiornamento per insegnanti e curato
l'edizione di Nati da donna (Theleme, 2002). Dal 1998 tiene dei seminari
annuali per il corso di Psicologia dinamica della Facolta' di Psicologia di
Torino ed e' in corso di pubblicazione presso Rosenberg & Sellier la sua
ricerca sui giovani e l'identita' di genere dal titolo Non e' per niente
facile.
*
Notizie biografiche sulle autrici delle riletture dei cento titoli
Maura Anfossi. E' psicologa e borsista presso il Dipartimento di Psicologia
dell'Universita' di Torino. Opere: La relazione incestuosa, in coll. (Borla,
1996); A come abuso, anoressia, attaccamento, in coll. (Bollati Boringhieri,
1998).
*
Emma Baeri. Nata a Palermo nel 1942, ha due figlie, cinque gatte e gatti.
Docente di Storia moderna alla Facolta' di Scienze Politiche
dell'Universita' di Catania. Ha pubblicato I lumi e il cerchio (Editori
Riuniti, 1992), Generazioni. Trasmissione della storia e traduzione delle
donne (Rosenberg & Sellier, 1993) cura e Introduzione. Autrice de Il
preambolo alla Costituzione Italiana (1997). Collabora a "Lapis", "Dwf",
"Nosside", "Il Foglio del paese delle donne".
*
Marina Bellangero. Psicologa. Analista individuale e di gruppo,
psicodrammatista. Membro titolare della Societa' italiana di Psicodramma
analitico. Analista del "Rebis", Centro studi junghiani per lo psicodramma
analitico, sede S.I.Ps.A Torino. Svolge attualmente la libera professione in
qualita' di psicoterapeuta e di psicodrammatista.
*
Maria Luisa Boccia. Docente di Storia della filosofia politica
all'Universita' di Siena e vicepresidente del "Centro per la riforma dello
stato", e' autrice del libro L'io in rivolta. Vissuto e pensiero di Carla
Lonzi (La Tartaruga, 1990).
*
Graziella Bonansea. Formatasi in Italia con Luisa Passerini e in Francia con
Michelle Perrot, si occupa di metodologia della ricerca storica e di genere
e immaginario nelle fonti scritte e orali. Membro della Societa' italiana
delle storiche, ha pubblicato saggi sul rapporto tra memoria e soggettivita'
e sull'antropologia del corpo femminile. E' autrice, insieme a Bruna Peyrot,
di Vite discrete. Corpi e immagini di donne valdesi (Rosenberg & Sellier,
1993), una rilettura in chiave simbolica della figura femminile nella
societa' valdese.
*
Concetta Brigadeci. Insegna italiano e storia nella secondaria superiore a
Milano, dove vive. Si occupa di storia delle donne e di didattica della
storia. Collaboratrice delle riviste "Lapis", "I Viaggi di Erodoto", "Il
paese delle donne". Ha progettato e coordinato seminari e corsi di
formazione per la Libera Universita' delle Donne di Milano e l'Ismec
(Istituto Milanese per la Storia dell'Eta' Contemporanea, della Resistenza e
del Movimento Operaio).
*
Liliana Buti. Insegnante, oggi in pensione, nel liceo Niccolini Guerrazzi di
Livorno dove ha sperimentato una innovazione didattica della lingua
italiana. E' stata nel gruppo delle fondatrici nel 1985 del Centro Donna di
Livorno di cui tuttora fa parte. Dalla meta' degli anni Settanta collabora
al quotidiano "Il Tirreno", con interventi mirati alle tematiche del
femminismo.
*
Giovanna Cacciato. E' psicologa e borsista presso il Dipartimento di
Psicologia dell'Universita' di Torino. Opere: Dalla formazione al colloquio,
in Capello, D'Ambrosio, Resio (a cura di), Testi, contesti, pretesti (Utet,
1994); A come abuso, anoressia, attaccamento, in coll. (Bollati Boringhieri,
1998).
*
Adele Cambria. Giornalista, scrittrice, collabora a molti giornali e alla
Rai. Partecipa attivamente ai movimenti delle donne e della sinistra
radicale ed extraparlamentare. Cofondatrice e direttrice di "Effe",
partecipa anche all'attivita' del Teatro La Maddalena a Roma, dirige il
quotidiano di Lotta Continua e subisce, per questo, numerosi processi. Ha
pubblicato Amore come rivoluzione (Sugarco, 1976), In principio era Marx
(Pellicano Libri, 1986), L' amore e' cieco (Millelire) e i testi teatrali
Nonostante Gramsci, Marx, la moglie e la fedele governante, La regina di
cartoni.
*
Stefanella Campana. Giornalista, lavora alla redazione Interni (politica
italiana) de "La Stampa". Ha curato servizi per la sede regionale piemontese
della Rai sui temi del lavoro e attualmente collabora con la radio di
Colonia West Deutscher Rundfunk. Coautrice di Donne in liquidazione
(Mazzotta, 1978) e de Il problema dei figli nella separazione
(Bollati-Boringhieri, 1991). E' stata presidente della Commissione Pari
Opportunita' della Regione Piemonte. Fa parte del Tavolo delle donne per
l'informazione presso la Commissione Nazionale di Parita'.
*
Eleonora Chiti. Vive e lavora a Livorno, si occupa di aggiornamento,
saggistica e critica letteraria con un interesse specifico per la scrittura
delle donne e il rapporto tra parola e immagine. Fa parte del Centro Donna e
della Commissione Pari Opportunita' di Livorno e della Societa' italiana
delle letterate. Collabora a "Leggere Donna" e a "Il paese delle donne". E'
autrice di tavole e storie a fumetti che firma "Lori".
*
Vania Chiurlotto. E' nata a Venezia, vive a Roma dal 1970. Insegnante, ha
sempre fatto politica nell'Unione Donne Italiane, prima a Venezia e poi
nella Commissione scuola e nella segreteria nazionale dell'Udi fino al 1982.
Ha diretto il settimanale e poi mensile "Noi Donne" dal 1978 al 1981. Dal
1986 fa parte della redazione della rivista "Dwf".
*
Giuseppina Corrias. Vive a e lavora a Pinerolo (To), barcamenandosi tra
quattro figli, un cane e un gatto. Insegna italiano e storia in un Istituto
tecnico e ama la scuola, dove esprime da sempre la sua passione per il
pensiero e la politica. Le serve come bussola di orientamento il pensiero
politico delle donne, sul quale si confronta in un gruppo di ricerca
teologica, composto da donne della comunita' di base cattolica e valdese. Di
questo resta qualche traccia su articoli pubblicati su riviste locali e
nella sua partecipazione ad attivita' varie di aggiornamento e riflessione.
*
Myriam Cristallo. Vive e lavora a Torino. Ha insegnato letteratura italiana.
Nel 1970 ha fatto parte - unica eterosessuale - del gruppo torinese che ha
dato vita al "Fuori!". Nel '72 ha collaborato alla rivista "Utopia", diretta
da Mario Spinella. Nel 1979 ha pubblicato il testo interdisciplinare Il
Novecento, storia scienza arte della societa' industriale avanzata (Paravia,
1979). In seguito si e' dedicata alla scrittura di saggi.
*
Paola Di Cori. Nata e cresciuta a Buenos Ayres, ha studiato a Roma e poi
insegnato e fatto ricerche negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Argentina e
altrove. Di recente ha curato il volume Altre storie. La critica femminista
alla storia (Clueb, Bologna, 1996) e il saggio Culture del femminismo per la
Storia dell'Italia repubblicana vol. II, tomo 2, Einaudi, 1997. Insegna
nelle universita' di Torino e di Urbino.
*
Rosamaria Di Frenna. E' laureata in Psicologia e collabora al Laboratorio di
Psicologia Dinamica dell'Universita' di Torino. Si occupa della relazione
tra sogno e realta' psichica e della funzione del "barrare sogni", nel
contenimento del dolore mentale in malati di Aids. Ha cinque figli.
*
Elisabetta Donini. Insegna Fisica nelle Facolta' di Agraria dell'Universita'
di Torino e fa parte del Centro interdipartimentale di ricerche e studi
delle donne (Cirsde) della stessa Universita'. Attiva nel Movimento
femminista, si occupa in particolare di critica di genere dello sviluppo e
di politica delle diversita'.
*
Francesca Doria. Si e' laureata in Filosofia con una tesi sul pensiero di
Luce Irigaray presso l'Universita' di Venezia, dove collabora con attivita'
seminariali. Ha pubblicato su "Dwf" e sulla "Rivista di psicologia
analitica". Frequenta a Verona la comunita' filosofica Diotima.
*
Piera Egidi. Pubblicista, scrittrice, ha fatto parte dei primi movimenti
femministi. Dirige i "Quaderni" dell'Associazione "Livia Laverani Donini".
Ha studiato i movimenti teologici contemporanei ed e' direttrice del
settimanale delle chiese valdesi battiste "Riforma. L'eco delle valli
valdesi" e "La Beidana". Ha pubblicato i romanzi Ragazza allo specchio
(Torino, 1985), La signorina Solvetti (Torino, 1986) e i Racconti del '68
(Torino, 1996).
*
Maria Teresa Fenoglio. E' psicosociologa e lavora attualmente nel campo
della formazione degli adulti e della psicologia della comunita'. Nel corso
della sua vita (ha oggi cinquant'anni) ha partecipato attivamente alla
nascita del movimento femminista, sia negli Usa che in Italia, dove e' stata
fondatrice del "Collettivo delle compagne".
*
Daniela Finocchi. Torinese, giornalista, gia' collaboratrice de "L'Unita'"
per le attivita' femminili di Torino, dirige attualmente una rivista. Attiva
nel movimento femminista, ha fatto parte del Coordinamento donne
giornaliste, della redazione del "Bollettino delle donne" espressione della
Casa delle donne. E' stata cofondatrice del Coordinamento donne contro la
violenza, di "Telefono Rosa" e del "Centro Studi e Documentazione Pensiero
Femminile" con cui tuttora collabora.
*
Roberta Fossati. Laureata in filosofia ha conseguito il dottorato di ricerca
in Storia dei partiti e movimenti politici. Si occupa di storia delle donne
e storia della cultura religiosa nell'eta' contemporanea. Ha compiuto
ricerche sull'utilizzo delle fonti orali, in particolare per la storia del
femminismo degli anni Settanta. E' socia fondatrice della Societa' italiana
delle storiche. Ha pubblicato: E Dio creo' la donna (Rosenberg & Sellier,
1987); "Femminismo e storia orale", in M. C. Marcuzzo e A, Rossi Doria, La
ricerca delle donne (Rosenberg & Sellier, 1987); "Tra Marta e Maria", in
Societa' Italiana delle Storiche, Donne sante e sante donne (Rosenberg &
Sellier, 1996); Elite femminili e nuovi modelli religiosi dell'Italia tra
Otto e Novecento (Urbino, Fondazione Romolo Murri, 1997).
*
Tilde Giani Gallino. E' titolare della cattedra di Psicologia dello sviluppo
all'Universita' di Torino. Ha scritto oltre un centinaio di saggi
scientifici e vari volumi fra cui Il complesso di Laio (Einaudi, 1997); La
ferita e il re. Gli archetipi femminili della cultura maschile (Cortina,
1986); In principio era l'orsacchiotto (Mondadori, 1996); Il sistema bambino
(Bollati Boringhieri, 1993); Il bambino e i suoi doppi (Bollati Boringhieri,
1993); L'albero di Jesse. L'immaginario collettivo medioevale e la
sessualita' dissimulata (Bollati Boringhieri, 1996).
*
Victoria Kastanida. E' nata ad Atene nel 1946. Durante il regime dei
colonnelli si e' rifugiata in Italia dove ha compiuto gli studi universitari
laureandosi in lettere presso l'Universita' di Torino. Rientrata in Grecia
nel 1975, ha mantenuto i contatti con il femminismo italiano. Nel 1980 e'
stata tra le fondatrici di un centro di documentazione e storia delle donne
nella citta' di Thessaloniki, dove risiede e lavora come traduttrice.
*
Liliana Lanzardo. Vive a Torino e lavora a Trieste come docente di
Metodologia della ricerca storica presso la Facolta' di lettere
dell'Universita'. Impegnata politicamente nella redazione dei "Quaderni
rossi" nei primi anni sessanta, ha scritto diversi saggi sul movimento
operaio torinese e volumi, tra cui Classe operaria e Pci alla Fiat (Einaudi,
1971), Personalita' operaia e coscienza di classe (Angeli, 1989), I consigli
di gestione di Torino e Piemonte (Regione Piemonte, 1991); si e' occupata
del metodo della ricerca con fonti orali: Storia orale e storie di vita
(Angeli 1990), e di fotografia: Immagine del fascismo. Fotografie storia
memoria (Angeli, 1990). Sulla storia delle donne ha scritto alcuni saggi su
donne e guerra e Il mestiere prezioso (Forma 1985) sulle ostetriche
condotte.
*
Gabriella Lazzerini. Insegna lettere in un istituto tecnico di Milano. E'
socia della Libreria delle donne di Milano, della quale per alcuni anni ha
curato l'archivio. Fa parte della comunita' scientifica femminile Ipazia e
di altre associazioni di donne con cui condivide l'impegno nella politica
delle donne.
*
Vittoria Longoni. Ha partecipato ai movimenti della nuova sinistra italiana
come responsabile nazionale della commissione femminile di Lotta Continua.
Vive a Milano dove insegna lettere; ha pubblicato traduzioni e commenti di
romanzi, tra cui i dialoghi di Plutarco Sull'amore (Adelphi, 1986);
collabora con la Libera Universita' delle Donne e con la Societa' italiana
delle storiche.
*
Sandra Mecozzi. Sindacalista, laureata in filosofia con una tesi sulla Cgil
(economia politica). Responsabile dell'Ufficio internazionale della
Fiom-Cgil. Dal 1970 nella Fiom, prima all'Ufficio stampa a Roma, dal 1974 a
Torino con vari incarichi: 150 ore, zona di piccole e medie fabbriche,
ufficio sindacale regionale, settore componentistica auto in segreteria
regionale. Nel 1990, anno in cui viene eletta nella segreteria nazionale,
rientra a Roma. Dal 1977, fa parte dell'Intercategoriale donne Cgil Cisl Uil
a Torino, dove fonda con altre nel 1987 "Sindacato Donna".
*
Edda Melon. Vive e lavora a Torino, dove insegna Letteratura francese
moderna e contemporanea all'Universita'. Aderisce al Cirsde (Centro
interdipartimentale di ricerca e studi delle donne ) dell'Universita' di
Torino e alla Societa' Italiana delle Letterate. Tra il 1978 e il 1984 e'
stata cofondatrice delle edizioni La Rosa. Ha scritto su Violette Leduc,
Antonia Artaud e su Marguerite Duras, curando, con Ermanno Pea, il volume
Duras mon amour (Marcos, 1992). Recentemente ha tradotto il romanzo di Julia
Kristeva Possessioni (Sellerio, 1997).
*
Luisa Muraro. Insegna Filosofia teoretica all'Universita' di Verona. Ha
pubblicato, tra l'altro, La signora del gioco (Feltrinelli, 1976); Maglia e
uncinetto (Feltrinelli, 1981); Guglielma e Maifreda (La Tartaruga, 1985);
L'ordine simbolico della madre (Editori Riuniti, 1991); Lingua materna,
scienza divina (D'Auria, 1995). Numerosi i suoi saggi, interventi, articoli,
racconti pubblicati e non pubblicati. Fa parte della Comunita' filosofica
Diotima con la quale ha pubblicato testi contenuti in Il pensiero della
differenza (La Tartaruga, 1987); Mettere al mondo il mondo (La Tartaruga,
1990); Oltre l'uguaglianza (Liguori, 1995): La sapienza del partire da se'
(Liguori, 1996).
*
Anna Nadotti. Studiosa di letteratura inglese e anglo-indiana. Traduttrice e
consulente editoriale di Einaudi. Si occupa di scrittura delle donne con
particolare interesse per le fonti letterarie delle loro storia. Collabora
con le riviste "L'Indice", "Lapis", "Garage".
*
Magda Negri. Fa parte della direzione nazionale e del comitato politico
regionale piemontese del Pds. Dal 1976 al 1980 e' stata responsabile della
Commissione femminile del Pci della Federazione di Torino. Consigliera
provinciale dal 1985 al 1994, deputata nella XII legislazione, e' ora membro
del Consiglio d'amministrazione dell'Ordine Mauriziano di Torino. Ha
variamente scritto sul rapporto tra movimento femminile e femminista e
sistema politico italiano con articoli e saggi pubblicati in "Il Calendario
del Popolo", "Donne e Politica", "Rinascita", "Il Ponte", "Le Ragioni del
Socialismo".
*
Eleonora Ortoleva. Libera professionista, ha due figli. Ha partecipato al
movimento studentesco nel 1968 e nel 1975 e' uscita da Lotta Continua per
"femminismo". E' stata per decenni insegnante di lettere nelle scuole
superiori. Attualmente si occupa di formazione psicosociale e
psicopedagogia. E' consulente per i problemi della scuola e
dell'orientamento scolastico e professionale. Lavora nell'editoria.
*
Santa Carla Papa. E' psicoterapeuta, analista individuale e di gruppo. E'
stata allieva tra gli altri di Gennie e Paul Lemoine e di Silvia
Montefoschi. In quanto didatta della Scuola di Psicologia di Torino e' stata
membro fondatrice della Societa' Italiana Psicodramma Analitico. Ha fondato
a Torino il Centro Studi Junghiani per lo psicodramma analitico, di cui e'
presidente e didatta.
*
Luciana Percovich. Vive e lavora a Milano, dove insegna inglese al Liceo
classico Manzoni. Partecipa dall'inizio degli anni Settanta al movimento
delle donne (Gruppo femminista per una medicina delle donne, Libreria delle
donne). Docente della Libera Universita' delle donne di Milano, suoi
articoli sono apparsi in Verso il luogo delle Origini (La Tartaruga 1992),
Donne del Nord / donne del Sud (Angeli, 1994), Figuras de la Madre (Catedra,
Madrid 1996) e nelle riviste "Orsaminore", "Fluttuaria", "Reti", "Memoria",
"Lapis".
*
Adriana Perrotta Rabissi. Insegna italiano e storia in un Istituto superiore
di Milano. E' socia della Libera universita' delle donne di Milano e
collaboara alla rivista "Lapis". Nel Centro di studi storici sul movimento
di liberazione della donna - ora Fondazione Elvira Badaracco - si e'
occupata di documentazione e ha collaborato a ricerche sulla storia e la
scrittura dei movimenti femministi. Ha pubblicato saggi e articoli sulla
storia e sul linguaggio delle donne, fra gli altri Le parole per dire, in
Annarita Buttafuoco (a cura di), Modi di essere. Studi, riflessioni,
interventi sulla cultura e la politica delle donne (EM Ricerche, Bologna
1991), e Linguaggiodonna, primo Thesaurus di genere in lingua italiana
(Milano 1991), e curato, insieme a Beatrice Perucci, Perleparole (Utopia,
1989).
*
Maria Beatrice Perucci. Sociologa e documentalista, si occupa in particolare
di lavoro e politica delle donne presso "Gender", societa' di consulenza,
formazione e ricerca di Milano (socia della Rete Lilith). Come
documentalista ha realizzato (con Adriana Perrotta) Linguaggiodonna, e
curato Perleparole. Le iniziative per l'informazione e la documentazione
delle donne europee (Cssmldi, 1988, e Utopia, 1989).
*
Lucia Preziosi. Nata nel 1970, si e' laureata in pedagogia con una tesi sul
pensiero di Luce Irigaray. Vive a Torino e lavora presso la redazione di una
rivista. Collabora con il Centro studi e documentazione Pensiero femminile.
*
Gabriella Rossi. E' studentessa di Scienze politiche all'Universita' di
Torino, ha 23 anni. E' stata tra le prime collaboratrici del Centro studi e
documentazione Pensiero femminile con cui continua a lavorare assiduamente.
*
Sandra Scarlatti. E' stata impiegata dapprima in una banca e successivamente
presso la Direzione relazione estere di una grande industria, come
segretaria e traduttrice. Sposata e madre di due figlie, segue da anni con
passione l'evolversi del pensiero femminile, cercando di evidenziarne i
valori anche all'interno dell'ambito cattolico, nel quale e' tuttora attiva.
Attualmente collabora con il Centro studi e documentazione Pensiero
femminile.
*
Emma Schiavon. Ha recentemente concluso un dottorato di ricerca in Storia
contemporanea con una tesi sulle associazioni femminili milanesi tra la
guerra di Libia e l'avvento del fascismo. Nel 1990 come rappresentante degli
studenti di Lettere e filosofia ha sostenuto con successo la richiesta di
far inserire nello statuto della facolta' di Lettere materie afferenti agli
Women's Studies. Ha vinto il premio Franca Pieroni Bortolotti per il 1997.
*
Rosalba Spagnoletti. Ha pubblicato nel 1970 I movimenti femministi in
Italia, ha curato l'edizione italiana dell'opera di John Stuart Mill La
soggezione delle donne (Partisan, 1971), ha collaborato a Histoires du
mouvement nel volume L'Italie au feminisme (Tierce 1978), ha curato con
Manuela Fraire L'almanacco femminista italiano (Edizioni delle donne). Nel
1982 ha pubblicato "La scelta della maternita' tra dimensione privata e
sociale" nel volume Maria, Medea e le altre (Gulliver).
*
Simonetta Spinelli. Insegnante, ha lavorato politicamente per piu' di dieci
anni nel movimento femminista romano di via Pompeo Magno. Ha collaborato dal
1986 al 1993 alla redazione di "Dwf" e tuttora partecipa alle attivita' del
Centro studi Dwf. Si e' occupata della politica lesbica con il Gruppo
Linguaggio e con il Coordinamento lesbiche romane del Centro femminista
separatista.
*
Roberta Tatafiore. Giornalista, e' stata per molti anni inviata di
"Noidonne" e ha collaborato al quaotidiano "Il manifesto". Specializzata su
questioni di pornografia e prostituzione, ha di recente pubblicato Sesso al
lavoro (il Saggiatore 1994).
*
Dora Tropea. Insegnante, si e' sempre occupata della politica delle donne,
partecipando dapprima alle attivita' dell'Udi, successivamente a Telefono
Rosa e ora alla nascita di una casa di accoglienza per le donne maltrattate
a Torino. E' specializzata in didattica per l'infanzia. Collabora con il
Centro studi e documentazione Pensiero femminile.
*
Luciana Tufani. Nata a Trieste, da madre slovena e padre napoletano, ha
vissuto nei primi anni in diverse citta' e paesi per poi approdare prima a
Milano, dove ha frequentato le scuole elementari e medie e infine a Ferrara
dove ha frequentato il liceo classico e poi l'universita', laureandosi in
chimica. Ha poi insegnato per anni in molte scuole della citta' e della
provincia, sia medie che superiori, materie scientifiche: da matematica a
biologia, chimica e geografia. Sempre a Ferrara, ha fondato nel 1980 il
Centro Documentazione Donna che tuttora dirige. La sua casa editrice
pubblica la rivista bimestrale "Leggere Donna", fondata nel 1980, e, dal
1996, libri di narrativa, saggistica e fumetti. Oltre che editrice e' anche
direttrice editoriale sia della rivista che della casa editrice. Ha ideato e
organizza la Biennale internazionale dell'umorismo "Le donne ridono". Ha
scritto diverse bibliografie tra cui Leggere donna. Guida all'acquisto dei
libri di donne: la prima edizione, comprendente le scrittrici di lingua
inglese e tedesca e' stata pubblicata dalle Edizioni e/o, e la seconda,
completa, dalla Luciana Tufani Editrice. Pubblicazioni: Bibliografia sulla
condizione femminile, Bovolenta, Ferrara 1977, pubblicato anche con il
titolo Proposte di letture sulle donne, insieme a Notizie sulla stampa
femminile, in Perche' la stampa femminile?, Bovolenta, Ferrara 1977; Leggere
donna. Guida all'acquisto dei libri di donne, Edizioni e/o, Roma 1994;
LeggereDonna. Nuova guida all'acquisto dei libri di donne, Tufani, Ferrara
1996; Prefazione a Zaide, Tufani, Ferrara 1997; Le preziose. Le scrittrici e
l'ironia. La meta' migliore del delitto, in Pensare un mondo con le donne, a
cura di Franca Cleis e Osvalda Varini, Associazione Dialogare, Lugano 2001.
*
Luciana Viviani. Nasce a Napoli, figlia del drammaturgo Raffaele Viviani e
di Maria Di Maio. Dal 1948 al 1968 e' eletta alla Camera dei deputati nelle
liste del Pci. Partecipa ai massimi livelli di direzione dell'Udi. E'
coautrice, con Margherita Repetto e Maria Michetti, del libro Udi,
laboratorio politico delle donne. Nel '94 e nel '96 pubblica Rosso antico e
Le viceregine di Napoli (Giunti). Attiva nel femminismo romano collabora a
giornali e riviste politiche. Dal 1982 si dedica all'archivio dell'Udi.
*
Presentazione di Aida Ribero e Ferdinanda Vigliani del libro Cento titoli
Cento. Un bel numero tondo. Ma anche una quantita' non eccessiva. Cento
libri occupano piu' o meno lo spazio di un metro e mezzo quando sono
allineati sullo scaffale di una biblioteca. Anche una persona non
particolarmente in forma puo' trasportarli con l'aiuto di due valigie o di
una grossa cesta. Cento libri sono ancora un numero non disperante per chi
volesse provare a leggerli tutti: noi abbiamo provato a tenere conto di
un'ipotetica lettrice che volesse conoscere il femminismo attraverso i suoi
scritti, ebbene, questi cento titoli sono la scelta che noi abbiamo fatto
per lei. Una selezione che ora si presenta in questo libro con le riletture
critiche di cinquantasei collaboratrici di tutta Italia.
Come incomincia questa avventura? Aida Ribero stava lavorando da alcuni anni
a una storia del femminismo degli anni Settanta con lo scopo di rendere
accessibile, in termini divulgativi, questa storia a chi era nata proprio
allora. Liliana Lanzardo ne seguiva i faticosi passi e un giorno in lei
scatto' l'idea: perche' non fare una scelta dei libri piu' importanti
affidandone la schedatura critica alle "esperte"? L'esigenza di poter
disporre di uno strumento di lavoro accessibile a chi si apprestava a
conoscere o a studiare la storia di quegli anni si era resa evidente di
fronte alle giovani laureande che trovavano difficile orientarsi tra tante
pubblicazioni. L'idea ci conquisto' subito e, con il coraggio della ragione
e l'irragionevolezza dei sentimenti, ci mettemmo al lavoro.
Nel 1996 il Salone del Libro di Torino era dedicato alla donna. Il nostro
Centro Studi vi fu presente con alcune iniziative, tra cui un'inchiesta tra
le visitatrici: dovevano scrivere su delle apposite schede - che per
l'occasione avevamo stampato su una solare carta giallo-arancio - tre titoli
di libri che negli anni Settanta avevano avuto un'importanza particolare
rispetto alla loro identita' femminile.
Sul momento il risultato dell'inchiesta ci parve un po' deludente.
Innanzitutto i titoli piu' gettonati erano Il secondo sesso di Simone de
Beauvoir e Le tre ghinee di Virginia Woolf. Noi in un primo momento non
pensavamo di includere questi titoli. E ora sappiamo che sarebbe stato un
errore, ma allora si era individuato un criterio per la scelta: opere
pubblicate in Italia (anche in traduzione) dalla fine degli anni Settanta al
1980.
Quasi subito ci rendemmo conto che qualche eccezione andava fatta: e' cosi'
che nasce la sezione Grandi madri, la prima delle cinque in cui il libro e'
suddiviso. In particolare, poi, fu Luisa Muraro che sul punto delle Tre
ghinee fu irremovibile. Fece un minaccioso cipiglio e disse: "Scordatevi la
mia collaborazione se non comprendete anche Le tre ghinee". E cosi' fu. Un
caso, e certo non l'unico, in cui l'autrice che ha lavorato per il nostro
libro non si e' limitata a descrivere un'opera, ma a questa ha aggiunto
qualcosa, molto, di suo, facendola rivivere e accrescendone il valore.
Che il lavoro culturale delle donne avesse un grande valore e che, come
tale, dovesse essere concretizzato in un prodotto spendibile su un ampio
fronte e' stata la seconda riflessione che la nostra piccola inchiesta ci
aveva portato a fare. Le intervistate sembravano avere difficolta' a
ricordare. "Si', dicevano, ne ho letti tanti di libri femministi...", ma
sembrava difficile metterli a fuoco, nel ricordo. Come se, a vent'anni di
distanza, la consapevolezza che era dilagata tra le donne con tanta energia,
adesso fosse appannata, lontana. Come se col tempo avesse perduto il valore
e le donne stesse non sapessero attribuirne uno alle loro letture di quegli
anni.
E poi c'era bisogno di saldare la massa di pensieri e intuizioni del
femminismo degli anni Settanta con le successive elaborazioni prodotte dalle
donne. Ci interessava rilevare quanto poteva essere consegnato alla storia e
quanto continuava a vivificare le ricerche attuali. Eravamo, e siamo
tuttora, convinte che la sedimentazione dei saperi non e' materia inerte, ma
e' un prezioso patrimonio che puo' ancora pungolare e alimentare le
elaborazioni di oggi, che una rivisitazione critica degli scritti di ieri
puo' avere la capacita' di far affiorare l'indistinto o il rimosso: cio' che
negli anni cosi' appassionati del femminismo non avevano saputo cogliere.
Infine, siamo convinte che c'e' un filo conduttore che nasce da queste
"maestre-samurai", percorre la successiva produzione e giunge sino alle
nostre piu' recenti letture. "D'altra parte", come scriveva Paola Di Cori
nella sua scheda, "ci piaccia o no, la storia della cultura femminista non
puo' consistere soltanto nel doppio movimento che ci vede oscillare tra una
acritica monumentalizzazione di testi fondanti da un lato, e l'accumulo di
detriti inservibili dall'altro, tra una storia ingessata e un oblio
sospetto". Per uscire da questa tenaglia non c'era altra soluzione che
affrontare nuovamente i "sacri testi" della nostra giovinezza, consapevoli
dei legami affettivi, dei debiti di riconoscenza e, perche' no, della
nostalgia che a quei libri ci legano.
Ci parve quasi che questo nostro progetto acquistasse sempre piu' i
caratteri della necessita' e dell'urgenza. Un'urgenza che ci ha sostenute
nei due anni che questo progetto ha richiesto, insieme con la fiducia che ci
e' stata accordata dalle studiose cui abbiamo chiesto una collaborazione. Al
loro incoraggiamento pensiamo con riconoscenza e affetto, al loro lavoro,
con grande considerazione.
La scelta dei cento titoli si dimostro' il primo grande ostacolo da
superare: presupponeva che noi avessimo letto, meditato e assimilato bene
tutti o quasi tutti i libri del decennio preso in considerazione. In realta'
l'ostacolo non si dimostro' cosi' insormontabile. Avevamo alle spalle molti
anni di letture, di autocoscienza, di riflessioni, un patrimonio che
silenziosamente si era depositato in noi e di cui ci rendemmo conto proprio
al momento della scelta. Il primo elenco venne sottoposto all'esame di un
gruppo di amiche di Milano, poi di altre: andava bene. Il criterio adottato
non si rivelo' un problema, ci venne naturale seguire il nostro fiuto di
vecchie femministe e la nostra esperienza di accanite lettrici.
Cosi' demmo inizio ai primi contatti con le possibili autrici delle schede.
Dalla buona accoglienza iniziale l'impresa incomincio' a prendere forma e le
collaboratrici divennero dieci, poi venti e infine cinquantasei. Avevamo in
mano una splendida fioritura di saperi, di relazioni tra donne, di sintonie
personali e collettive. Fu una sorpresa. Da Milano, Venezia, Roma, Catania,
Ferrara le donne risposero con fiducia, sapienza e generosita'. Leggevamo
quelle schede con avidita', sentendoci forti di una coralita' che chi abita
a Torino - citta' ai margini dell'"Impero" - particolarmente apprezza. Tutte
avevamo avuto l'elenco dei cento titoli e la griglia di lettura come unica
guida per sintonizzarci con le altre collaboratrici: poco per ottenere la
necessaria unita' interna all'opera e il giusto peso politico da accordare
ai singoli titoli in relazione tra loro. E' evidente che le comuni
esperienze entro il femminismo di quegli anni, le letture, le riflessioni e
le elaborazioni fanno parte di uno stesso tessuto connettivo, seppure venato
da differenti modi di sentire, esprimere e riflettere. Le diversita' ci
sono, percorrono in vario modo le schede e le rendono dialoganti e vive.
Se in un primo momento il prodotto finale si configurava nella nostra mente
come un prezioso strumento di consultazione, ora sappiamo che e' molto di
piu'. E' un'opera a se stante, ricca di nuovi spunti, di maturata
rielaborazione di temi vissuti prima che analizzati e discussi e filtrata
dall'atteggiamento critico di chi puo' guardare a una materia ormai
decantata con il senso dei limiti, delle inadeguatezze, delle fughe
nell'utopia o delle ingenuita' di quel decennio. La distanza di quasi
vent'anni dalla pubblicazione di questi testi ha sedimentato, ma non
mummificato, la materia che li percorre, ha sviluppato ma non alterato il
nocciolo che sta al loro interno.
Il nostro lavoro di coordinatrici e' risultato meno arduo del previsto. La
difficolta' e' consistita prevalentemente nel limare, nel dover tagliare la'
dove c'erano stati degli sconfinamenti di numero di pagine; e lo abbiamo
fatto spesso con rincrescimento, perche' anche le parti in eccedenza erano
preziose. Ci rendiamo anche conto che talvolta il linguaggio usato da alcune
autrici non e' facilmente accessibile, che i rimandi impliciti in alcune
schede presuppongono una conoscenza della storia che le/i possibili
fruitrici/tori non sempre hanno, che possono esserci livelli disomogenei di
trattazione.
Inoltre, siamo coscienti dei limiti "politici" di un lavoro cosi' impostato.
Il fatto stesso di restituire, seppure indirettamente, un'immagine del
femminismo degli anni Settanta attraverso le pubblicazioni di allora
costituisce un limite alla verita' storica, poiche' taglia fuori la parola
detta - ad esempio nei vari gruppi di autocoscienza -, la varieta' e
qualita' dei sentimenti intercorsi nei rapporti tra donne, la ricchezza dei
vissuti personali, le vicende collettive, lo spessore dei fatti. E' tutto
vero. Ma noi non ci proponevamo - e in questi termini va affrontato il
libro - di rispecchiare che cosa e' stato il femminismo: l'impianto e la
natura del lavoro lo testimoniano. Non cercavamo di dare alle giovani
generazioni un'idea di come eravamo. Idea del sapore un po' malinconico e
retorico. A noi interessava guardare a quei saperi con gli occhi del
presente e con la convinzione che il presente non possa essere letto e
capito se non c'e' riflessione sulla memoria.
Del resto siamo anche coscienti dell'esistenza di un certo squilibrio tra i
vari temi trattati. Mentre alcuni fanno la parte del leone, altri sono
rimasti in sottordine e questo perche' si e' scritto molto di piu', e da
parecchie angolazione, degli argomenti che in quel momento storico erano al
centro dell'attenzione dell'elaborazione femminista, mentre altri, che hanno
avuto un maggiore sviluppo successivamente, al momento non avevano uno
spazio adeguato.
Se l'esigenza di fondo da cui siamo state mosse era di rendere coscienti le
donne della ricchezza del dibattito di quegli anni, ad essa si accompagna
ora la consapevolezza che il libro si e' concretizzato in uno strumento di
lavoro. Per chi? Il prezioso materiale raccolto costituisce un punto di
riferimento per chi vuole approfondire la storia di questo periodo e per chi
vuole fondare il proprio sapere nel terreno di una memoria che ci ha dato
una nuova identita'. E' quest'ultima che ci ha fornito la chiave
interpretativa per capire gli avvenimenti oggi, l'ultimo libro che leggiamo,
le vicende che viviamo. Soprattutto, e' alla scuola che pensiamo: alle
giovani insegnanti e alle giovanissime allieve. L'insegnamento della storia
del Novecento, con cui le/gli insegnanti si trovano ora a fare i conti, non
puo' piu' ignorare il femminismo, che ha caratterizzato in modo tanto
pregnante le leggi, i costumi, i rapporti tra i sessi, cioe' la vita di
tutti. Sappiamo d'altronde che, data l'assenza della storia delle donne dai
testi scolastici, non sara' facile per le/gli insegnanti fare fronte a
questo compito. Ci auguriamo che questo possa essere facilitato anche dal
nostro contributo.

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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE
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Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 57 del 30 marzo 2006

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