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La domenica della nonviolenza. 74



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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 74 del 21 maggio 2006

In questo numero:
1. Normanna Albertini: Con Rita Borsellino
2. Enrica Bartesaghi: Con Rita Borsellino
3. Maria G. Di Rienzo: Con Rita Borsellino
4. Doriana Goracci: Con Rita Borsellino
5. Elena Liotta: Con Rita Borsellino
6. Giovanni Mandorino: Con Rita Borsellino
7. Tiziana Plebani: Con Rita Borsellino
8. Eugenio Scardaccione: Con Rita Borsellino
9. Gianni Sofri: Con Rita Borsellino
10. Mao Valpiana: Con Rita Borsellino
11. Giulio Vittorangeli: Con Rita Borsellino
12. Rita Borsellino
13. Oggi a Firenze
14. Il 22 maggio a Palermo
15. Sergio Muzzupappa presenta gli "Scritti di storia e politica" di Gaetano
Arfe'
16. Letture: Guenther Anders, L'odio e' antiquato
17. Letture: Isaiah Berlin, La liberta' e i suoi traditori
18. Letture: Giovanni Guastini (a cura di), Tav in Val di Susa: le ragioni
di una lotta
19. Riedizioni: Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Il manifesto di Ventotene

1. I HAVE A DREAM. NORMANNA ALBERTINI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Normanna Albertini (per contatti: normanna.a at libero.it) per
questo intervento. Normanna Albertini e' nata a Canossa nel 1956, insegnante
nella scuola elementare, vive e lavora a Castelnovo ne' Monti; e' impegnata
nel gruppo di Felina (Reggio Emilia) della Rete Radie' Resch, e quindi in
varie iniziative di solidarieta', di pace, per i diritti umani e per la
nonviolenza; scrive da anni su "Tuttomontagna", mensile dell'Appennino
reggiano. Opere di Normanna Albertini: Shemal, Chimienti Editore,
Taranto-Milano 2004]

Con Rita, sicuramente, e il perche' lo dice chiaro il "suo" programma di 58
pagine, di cui riporto uno stralcio.
Con Rita ricordando, oltre al fratello Paolo Borsellino e a Giovanni
Falcone, un'altra Rita, la coraggiosa ragazza di Partanna che collaboro' con
Borsellino e a cui nessuno ha assegnato medaglie... Dimenticata in fretta
dai media, sei stata grande, Rita Atria. A te il nostro grazie.
E il nostro sostegno, oggi, a Rita Borsellino.
*
Dal suo programma:
"In Sicilia non e' piu' rinviabile una azione corale e collettiva che rompa
definitivamente con una storia di cattivo governo, di cattiva politica, di
mancanza di autonomia vera e di presenza persistente della criminalita'
organizzata. La ricostruzione della democrazia nel dopoguerra non e' stata
accompagnata nella nostra Isola dalla liberazione dalla mafia e non ha
quindi avviato una pienamente normale, ordinaria e ordinata democrazia. Le
grandi lotte contadine ed operaie del dopoguerra, in cui si e' espressa in
Sicilia la Resistenza, e la lunga stagione di lotta contro Cosa Nostra non
hanno ancora raggiunto l'obiettivo di liberare la Sicilia, le sue
Istituzioni, dal cancro mafioso. L'Italia continua a pagare il prezzo di una
Sicilia che resta una 'questione' per l'intero Paese. Le stragi di mafia
sono anche il frutto perverso di quella mancata liberazione, di quel deficit
di democrazia che ha accompagnato la nostra vita civile. Il cattivo governo,
il clientelismo e l'impoverimento della capacita' di discutere e di
progettare il futuro dell'Isola sono una conseguenza di quel frutto
perverso.
"Ricostruire la democrazia e ritessere una trama non corrotta della vita
civile, oggi, per noi, in Sicilia, e' importante per isolare i soggetti
politici e sociali portatori di vecchie e nuove culture politiche, dedite
all'occupazione affaristico-mafiosa del potere. Per ristabilire quell'intesa
ideale e politica tra le grandi correnti del pensiero democratico cattolico,
socialista e liberale e per chiudere una storia di dipendenza, di
clientelismo, di mafia, di mancanza di autonomia e di legalita'.
"Oggi, e' tempo di costruire anche in Sicilia - secondo quello spirito che
seppe creare la Resistenza - 'un'intesa tra uomini della piu' diversa
formazione e delle piu' diverse tendenze' per colmare un deficit di
democrazia e per costruire l'avvio di un'altra Storia, libera, plurale e
partecipata".

2. I HAVE A DREAM. ENRICA BARTESAGHI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Enrica Bartesaghi (per contatti: bartesaghie at tele2.it) per
questo intervento. Enrica Bartesaghi, nata in provincia di Lecco nel 1954,
presidente del comitato "Verita' e giustizia per Genova" (sito:
www.veritagiustizia.it), e' autrice del libro Genova, il posto sbagliato. La
Diaz, Bolzaneto, il carcere: diario di una madre, Nonluoghi libere edizioni,
2004]

Con le ultime elezioni, noi donne abbiamo perso, di nuovo, una grande
occasione...
Quella di una corretta rappresentanza femminile in Parlamento, al Governo,
alla presidenza di Camera e Senato, alla Presidenza della Repubblica.
Corretta, per me, significa 50%, trovo ogni altra percentuale ridicola e mi
fa pensare alle riserve indiane, agli animali, alle piante e ad ogni altro
essere vivente estinto o in via d'estinzione.
Noi donne non siamo da nessuna parte (che conti davvero) in questo nuovo
Governo e i risultati gia' si vedono. Il manuale Cencelli ha vinto
consolidando il potere con le sue logiche maschili, le donne hanno perso e
con loro la parte migliore della societa' italiana.
Ricominciamo dal Sud, ricominciamo dalla Sicilia, ricominciamo da una donna,
ricominciamo con Rita Borsellino.
Ricominciamo dal desiderio, dalla necessita' e dall'urgenza di legalita', in
Sicilia ed in Italia.
Rita Borsellino Presidente della Regione Sicilia sarebbe un bellissimo
segnale anche per chi, come me, vive nel lombardo-veneto, sempre piu'
lontano dalla cultura della pace, della giustizia; immersi nella nebbia
soffocante del razzismo e dell'intolleranza, della Lombardia da bere e da
mangiare, da consumare, senza lasciare neppure le briciole per gli "altri".
L'elezione di Rita potrebbe portare anche qui, al Nord,  un po' del sole,
della storia e della cultura che la sua regione ha in dote.
Auguri Rita!

3. I HAVE A DREAM. MARIA G. DI RIENZO: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per
questo intervento. Maria G. Di Rienzo e' una delle principali collaboratrici
di questo foglio; prestigiosa intellettuale femminista, saggista,
giornalista, regista teatrale e commediografa, formatrice, ha svolto
rilevanti ricerche storiche sulle donne italiane per conto del Dipartimento
di Storia Economica dell'Universita' di Sidney (Australia); e' impegnata nel
movimento delle donne, nella Rete di Lilliput, in esperienze di solidarieta'
e in difesa dei diritti umani, per la pace e la nonviolenza. Tra le opere di
Maria G. Di Rienzo: con Monica Lanfranco (a cura di), Donne disarmanti,
Edizioni Intra Moenia, Napoli 2003; con Monica Lanfranco (a cura di), Senza
velo. Donne nell'islam contro l'integralismo, Edizioni Intra Moenia, Napoli
2005]

Ogni anno, in questa stagione, cammino piano fino in fondo al giardino
abbandonato, su un isolotto sul fiume che sta vicino a casa mia. Ogni anno
con il fiato un po' sospeso, perche' non so se il rosaio selvatico e' ancora
vivo. Solo io dedico al giardino qualche cura, e chi passa di la' pare
faccia a gara a strappare e rovinare le piante che restano. Ma il rosaio
resiste. Anche quest'anno mi ha stupito e commosso con il piccolo miracolo
della pazienza e della costanza: una cascata di fiori rosa, un'esplosione di
vita, di gioia, e in ogni bocciolo mi pareva di vedere il volto di una donna
o di un uomo che come il rosaio resistono alla violenza e al degrado.
Non ho il piacere di conoscere personalmente Rita Borsellino, ma di sicuro
uno di quei volti era il suo. Le faccio i miei auguri, e con affetto e
riconoscenza per il suo impegno le dedico le mie rose selvatiche. So che se
la Sicilia avra' le cure di Rita, fiorira' come esse fioriscono.

4. I HAVE A DREAM. DORIANA GORACCI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Doriana Goracci (per contatti: dorianagoracci at hotmail.it) per
questo intervento. Doriana Goracci e' impegnata nel movimento delle Donne in
nero e in molte altre esperienze di pace e di solidarieta']

Giornali, posta, caffe' mattutino. Non c'e' zucchero che tenga, la bocca e'
piena di amarezza nell'apprendere una volta ancora come sia negata alle
donne la possibilita' di amministrare realmente la cosa pubblica.
Siamo capaci di parlare, scrivere, curare, proporre, siamo capaci noi
"femmine" di gridare, combattere, resistere, amare. Invece sembra senza fine
questo remare all'incontrario, l'unico che ci viene permesso di fare. Se si
propone una candidata a ruoli istituzionali, ecco una levata di scudi sulla
sua eta' anagrafica: e' troppo vecchia... Se si propone un incarico
femminile che prevede di usare il portafoglio dei cittadini...: in questo
caso non si discute nemmeno, si cancella solo la possibilita'.
Visibili come madri coraggio, come cassandre filosofeggianti, come giovani
spudorate, come cinquantenni in menopausa, come donne sole e frustrate, come
sgambettanti trapeziste, come meste pensionate, come api operaie a formare
un alveare, insoddisfatte-vogliose-servette, intellettuali snob perditempo,
apprensive chiocce, sante e devote, ansiose e ambiziose segretarie,
rrampicatrici sociali, isteriche donnette, disfatte  precarie lavoratrici,
teste semivuote di ogni eta'. Basta.
Non chiedo agli uomini, ai compagni che ci hanno sempre sostenute, ai
semplici compagni di cammino, con i quali non bisogna parlare, perche'
ridiamo e piangiamo tra noi anche in silenzio, chiedo alle donne della
Sicilia che sono tante, tante di piu' come sempre, chiedo: date voi un
segnale.
Niente e nessuno vi potra' distogliere la prossima domenica, che per il
calendario cattolico e' d'ascensione, dal votare una donna, una nostra
amica.
Chiedo a voi donne di dare un segnale, l'unico possibile che abbiamo.
Che l'amministrazione passi nelle mani di una capace come voi, forte ed
onesta come voi, di una che ha sofferto come voi. Che sia anche gioia questo
voto, che sia senza ombre, chiaro e dirompente, fatelo anche per tutte le
altre cittadine italiane che non possono votare, per quelle che si dovranno
piegare ai ricatti e alle speranze di altra natura. Per quelle che saranno
"accompagnate".
Andate a votare, di prima mattina, come fate tutti i giorni dopo aver
preparato la colazione, quando aprite la finestra e gia' vorreste che fosse
sera, perche' la stanchezza e' profonda, andateci dopo pranzo quando gli
altri si prendono il caffe'. Metteteci tutta la vostra  dolcezza e il
coraggio di cui siete capaci. Non vi rassegnate, non e' vero che siamo tutti
uguali, noi siamo donne e siamo diverse. Noi siamo donne e non ci
rassegniamo, di fronte alla guerra, alla vendetta, alla violenza che non
abbiamo mai voluta.
Andate a votare magari quando e' sera, e avete gia' preparato la cena,
oppure siete tornate dal mare o dalla campagna, da una passeggiata,
portatevi con voi la tessera elettorale, ricordatevela come le chiavi di
casa, quella casa comune dove abbiamo diritto di entrare, noi che attendiamo
sempre un ritorno, pronte ad aprire la porta, pronte ad abbattere i muri che
dividono, pronte ad ascoltare.
Ci vuole poco.Le vostre mani abbiano la forza della ginestra che irrompe ora
in Sicilia.
Quando entrerete nelle scuole dove siete state bambine e poi donne, alzate
la testa, respirate profondo e passate parola ed azione: un solo nome, per
tutte noi: Rita Borsellino.

5. I HAVE A DREAM. ELENA LIOTTA: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Elena Liotta (per contatti: e_liotta at yahoo.it) per questo
intervento. Elena Liotta, nata a Buenos Aires il 25 settembre 1950, risiede
a Orvieto, in Umbria; e' psicoterapeuta e psicologa analista, membro
dell'Ordine degli Psicologi dell'Umbria, membro dell'Aipa (Associazione
Italiana di Psicologia Analitica), dell'Iaap (International Association
Analytical Psychology), dell'Apa (American Psychological Association), socia
fondatrice del Pari Center for New Learning; oltre all'attivita'
psicoterapica, svolta prevalentemente con pazienti adulti, in setting
individuale, di coppia e di gruppo, ha svolto e svolge altre attivita'
culturali e organizzative sempre nel campo della psicologia e della
psicoanalisi; tra le sue esperienze didattiche: professoressa di Psicologia
presso la "American University of Rome"; docente in corsi di formazione, e
coordinatrice-organizzatrice di corsi di formazione a carattere psicologico,
per servizi pubblici e istituzioni pubbliche e private; didatta presso
l'Aipa, societa' analitica accreditata come scuola di specializzazione
post-laurea, per la formazione in psicoterapia e per la formazione di
psicologi analisti; tra le altre esperienze parallele alla professione
psicoterapica e didattica: attualmente svolge il ruolo di Coordinatrice
psicopedagogica e consulente dei servizi sociali per il Comune di Orvieto, e
di Coordinatrice tecnico-organizzativa di ambito territoriale per la Regione
Umbria nell'Ambito n. 12 di Orvieto (dodici Comuni), per la ex- Legge 285,
sul sostegno all'infanzia e adolescenza e alle famiglie, occupandosi anche
della formazione e monitoraggio dei nuovi servizi; e' stata assessore alle
politiche sociali presso il Comune di Orvieto; dopo la prima laurea ha anche
lavorato per alcuni anni in campo editoriale, redazionale e
bibliografico-biblioteconomico (per "L'Espresso", "Reporter", Treccani,
Istituti di ricerca e biblioteche). Autrice anche di molti saggi apparsi in
riviste specializzate e in volumi collettanei, tra le opere di Elena Liotta
segnaliamo particolarmente Educare al Se', Edizioni Scientifiche Magi, Roma
2001; Le solitudini nella societa' globale, La Piccola Editrice, Celleno
(VT) 2003; con L. Dottarelli e L. Sebastiani, Le ragioni della speranza in
tempi di caos, La Piccola Editrice, Celleno (VT) 2004; Su Anima e Terra. Il
valore psichico del luogo, Edizioni Scientifiche Magi, Roma 2005]

Sostengo la candidatura di Rita Borsellino alla presidenza della Regione non
solo perche' e' una donna, ma per la donna speciale che e', in una regione
difficile e per tradizione ostile alle donne che si espongono pubblicamente
con la loro intelligenza e la loro forza.
Sono certa che sara' capace di interpretare con sensibilita' e
determinazione le complesse dinamiche culturali e politiche della sua terra
e individuare i veri problemi irrisolti che la affliggono da anni in
relazione ai cambiamenti piu' ampi della nostra societa'.
Il coraggio delle donne e dei giovani siciliani, di fronte alla mafia e a
tutte le mafie che ancora imperversano, merita piu' riconoscimento e fiducia
e credo che se c'e' una speranza di liberazione dalla logica dei poteri
segreti e del denaro illecito essa vada riposta in una figura pulita che osa
mettersi in gioco nel segno del riscatto di un'altra Sicilia, vitale e
determinata, la quale esiste e deve poter crescere.
Infine, da nipote e figlia di siciliani quale sono, pur non avendo mai
vissuto in Sicilia, e da sostenitrice della compagine politica di
centrosinistra, credo che dopo questi ultimi anni di pericolose derive e di
promesse mancate - soprattutto nel Sud - i tempi siano davvero maturi per un
impegno piu' risolutivo di tutti coloro che possono, da vicino e da lontano,
agire a favore di Rita Borsellino e di cio' che questa donna rappresenta,
con la sua storia e la sua scelta coraggiosa.

6. I HAVE A DREAM. GIOVANNI MANDORINO: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Giovanni Mandorino (per contatti: gmandorino at interfree.it) per
questo intervento. Giovanni Mandorino e' una delle piu' rigorose e attive
persone impegnate per la nonviolenza, partecipa all'esperienza del Centro
Gandhi di Pisa e cura il sito della rivista "Quaderni satyagraha"
(pdpace.interfree.it)]

L'elezione di Rita Borsellino alla Presidenza della Regione Sicilia
rappresenterebbe sicuramente un passo di avvicinamento e una possibilita` in
piu` per lo sbocciare di una "primavera popolare siciliana", che speriamo
possa essere contagiosa per il resto d'Italia.
Gia` la sua candidatura, costruita e conquistata grazie ad un ampio sostegno
della societa` civile, al di fuori delle logiche oligarchiche all'interno
delle quali si muovono le dirigenze di tanti partiti (anche della
"sinistra") ha mostrato quanto sia radicata (e radicale) tra i siciliani la
voglia e la speranza di riscatto dall'oppressione mafiosa o baronale non di
rado nascosta dietro il paravento delle cariche pubbliche, spesso solo
formalmente ottenute con mezzi democratici.
L'elezione di Rita Borsellino alla Presidenza della Regione Sicilia sara` un
fatto importante e una ventata di aria nuova e sana che soffiera` su tutta
l'Italia, un fatto che, in tanti, ci auguriamo di poter festeggiare entro
pochi giorni.

7. I HAVE A DREAM. TIZIANA PLEBANI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Tiziana Plebani (per contatti: tiplebani at libero.it) per questo
intervento. Tiziana Plebani, prestigiosa intelletuale, bibliotecaria e
storica, e' attiva nella Rete di donne per la pace di Mestre e Venezia; tra
le sue opere: Il genere dei libri, Angeli, Milano 2001; Corpi e storia,
Viella, Roma 2002]

Abbiamo tutti bisogno di un sogno. Un sogno che possa avverarsi.
I giovani devono poter guardare il loro mondo sapendo che e' possibile
migliorarlo, trasformarlo, non accettando la realta' data come l'unica
possibile. Bisogna scuotere i giovani perche' il sogno che c'e' in loro
riemerga dal fondo di pastoie a cui sono abituati.
E Rita Borsellino puo' farlo.

8. I HAVE A DREAM. EUGENIO SCARDACCIONE: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Eugenio Scardaccione (per contatti: mareug at libero.it) per
questo intervento. Eugenio (Gege') Scardaccione, educatore, preside,
formatore alla pace e alla nonviolenza, vivacissimo costruttore di pace.
Riportiamo questa nota di qualche anno fa di vivace autopresentazione:
"Eugenio Scardaccione (Gege'), nasce ad Aliano in provincia di Matera, la
Gagliano di Carlo Levi, in un torrido pomeriggio del 1952. Oggi vive a Bari
e dopo aver piantato un albero, aver avuto tre figli, e' alla sua prima
sfida nello scrivere un libro [Tu bocci. Io sboccio, edito da La Meridiana].
Un disastroso passato da scolaro non gli ha impedito di conseguire due
lauree e di superare cinque concorsi e di diventare preside, o, come si usa
dire oggi: dirigente scolastico. Svolto il servizio civile come obiettore di
coscienza, nel 1992 dopo aver frequentato Barbiana e San Gimignano, insieme
ad una pattuglia di amici fonda il G. E. P. (Gruppo Educhiamoci alla Pace).
Con entusiasmo, coordina da sette anni campi estivi denominati
Allegra...mente, durante i quali la pace, la riflessione, la natura, la
lentezza, i giocattoli, la danza, i burattini, la poesia e soprattutto i
partecipanti sono i protagonisti. Assiduo ed inguaribile tifoso di relazioni
umane, pensa positivo, ama i viaggi e trascrive i suoi sogni". Opere di
Eugenio Scardaccione: Tu bocci. Io sboccio, La Meridiana, Molfetta 2003]

Sostenere una persona limpida, competente ed appassionata come Rita
Borsellino, che ha buone probabilita' di diventare la neopresidentessa della
Regione Sicilia, a mio parere, e' una necessita' politica ed etica, piena di
implicazioni positive ed incoraggianti.
E' un segnale di speranza effettiva in un cambiamento del presente e del
futuro dei siciliani tutti.
E' un'opportunita' gustosa e ghiotta di rendere la Sicilia una regione
normale, legale, operosa.
E' un segno incontrovertibile di risposta chiara e trasparente a vantaggio
del lavoro, della pace, della nonviolenza, della legalita', della
partecipazione diffusa, dell'ambiente pulito, queste tra le altre sono
risposte vincenti e convincenti a tutte le mafie e le prepotenze.
E poi, permettetemi una nota non propriamente "politica": il sorriso, la
sobrieta' e la pacatezza di Rita mi paiono modi di essere veramente
consolanti.
*
Esprimo a Rita Borsellino auguri genuini, sentiti e solari per una lunga e
promettente primavera siciliana, che possa irradiare speranze e sogni di
qualita' anche al resto d'Italia.
Tra l'altro ricordo benissimo e lucidamente le volte che l'ho incontrata,
apprezzata e salutata a Bari, Bitritto e in altri luoghi della Puglia.

9. I HAVE A DREAM. GIANNI SOFRI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Gianni Sofri (per contatti: g.sofri at tin.it) per questo
intervento. Gianni Sofri, prestigioso docente universitario di storia
contemporanea e di storia dei paesi afroasiatici, e' anche uno dei maggiori
conoscitori della figura e dell'opera di Gandhi; attualmente e' presidente
del consiglio comunale di Bologna. Opere di Gianni Sofri: Il modo di
produzione asiatico, Einaudi, Torino 1973; con Pier Cesare Bori, Gandhi e
Tolstoj, Il Mulino, Bologna 1985; Gandhi in Italia, Il Mulino, Bologna 1988;
Gandhi e l'India, Giunti, Firenze 1995]

Il futuro della Sicilia ci concerne tutti.
Il centrodestra cerca nelle elezioni amministrative e regionali (e nel
referendum) una rivincita che sia in grado di limitare la portata della
vittoria del centrosinistra, e di rendergli piu' difficile l'esercizio del
governo in un momento delicato della vita del Paese.
La candidatura di Rita Borsellino odora di pulito.
Sono tre buone ragioni per votarla e per appoggiarla.
Rita ci ha chiesto di non essere lasciata sola. Non lo sara'.

10. I HAVE A DREAM. MAO VALPIANA: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: mao at sis.it, e anche presso la
redazione di "Azione nonviolenta", via Spagna 8, 37123 Verona, tel.
0458009803, fax  0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito:
www.nonviolenti.org) per questo intervento. Mao (Massimo) Valpiana e' una
delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato
nel 1955 a Verona dove vive ed opera come assistente sociale e giornalista;
fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e'
diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di
intervento nel sociale"), e' membro del comitato di coordinamento nazionale
del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di
Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel
1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese
militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il
riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega
obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante
la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta
per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e'
stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione
Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters
International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e'
stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle
forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da
Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di
solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in
Afghanistan e poi liberata. Un suo profilo autobiografico, scritto con
grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4
dicembre 2002 di questo notiziario]

La Sicilia e' una regione meravigliosa. Non solo per il mare, gli agrumi, il
vulcano, il vino, i gelati, ma anche e soprattutto per il carattere e la
storia dei suoi abitanti.
La Sicilia e' il cuore del Mediterraneo.
Una terra cosi' non puo' essere vinta dal tumore mafioso.
Una terra cosi' generosa si riscatta con Rita Borsellino.

11. I HAVE A DREAM. GIULIO VITTORANGELI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Giulio Vittorangeli (per contatti: g.vittorangeli at wooow.it) per
questo intervento. Giulio Vittorangeli e' uno dei fondamentali collaboratori
di questo notiziario; nato a Tuscania (Vt) il 18 dicembre 1953, impegnato da
sempre nei movimenti della sinistra di base e alternativa, ecopacifisti e di
solidarieta' internazionale, con una lucidita' di pensiero e un rigore di
condotta impareggiabili; e' il responsabile dell'Associazione
Italia-Nicaragua di Viterbo, ha promosso numerosi convegni ed occasioni di
studio e confronto, ed e' impegnato in rilevanti progetti di solidarieta'
concreta; ha costantemente svolto anche un'alacre attivita' di costruzione
di occasioni di incontro, coordinamento, riflessione e lavoro comune tra
soggetti diversi impegnati per la pace, la solidarieta', i diritti umani. Ha
svolto altresi' un'intensa attivita' pubblicistica di documentazione e
riflessione, dispersa in riviste ed atti di convegni; suoi rilevanti
interventi sono negli atti di diversi convegni; tra i convegni da lui
promossi ed introdotti di cui sono stati pubblicati gli atti segnaliamo, tra
altri di non minor rilevanza: Silvia, Gabriella e le altre, Viterbo, ottobre
1995; Innamorati della liberta', liberi di innamorarsi. Ernesto Che Guevara,
la storia e la memoria, Viterbo, gennaio 1996; Oscar Romero e il suo popolo,
Viterbo, marzo 1996; Il Centroamerica desaparecido, Celleno, luglio 1996;
Primo Levi, testimone della dignita' umana, Bolsena, maggio 1998; La
solidarieta' nell'era della globalizzazione, Celleno, luglio 1998; I
movimenti ecopacifisti e della solidarieta' da soggetto culturale a soggetto
politico, Viterbo, ottobre 1998; Rosa Luxemburg, una donna straordinaria,
una grande personalita' politica, Viterbo, maggio 1999; Nicaragua: tra
neoliberismo e catastrofi naturali, Celleno, luglio 1999; La sfida della
solidarieta' internazionale nell'epoca della globalizzazione, Celleno,
luglio 2000; Ripensiamo la solidarieta' internazionale, Celleno, luglio
2001; America Latina: il continente insubordinato, Viterbo, marzo 2003. Per
anni ha curato una rubrica di politica internazionale e sui temi della
solidarieta' sul settimanale viterbese "Sotto Voce" (periodico che ha
cessato le pubblicazioni nel 1997). Cura il notiziario "Quelli che
solidarieta'"]

Sostenere Rita Borsellino, perche' finalmente si puo' votare "per" invece
che "contro": quando si vota una parte solo per la paura di quello che ci
puo' fare l'altra parte.
Sostenere Rita Borsellino, perche' conosco studenti universitari siciliani
che da Roma, incuranti di esami ed appelli, torneranno il 28 ed il 29 maggio
nell'isola d'origine per votare Rita presidente.
Sostenere Rita Borsellino, perche' ho amici che da vent'anni sono in Sicilia
e testardamente, quotidianamente, sono impegnati in prima persona contro la
mafia, pagandone un prezzo salato.
Sostenere Rita Borsellino, perche' anche il caimano siciliano conosca la
sconfitta elettorale.
Sostenere Rita Borsellino, perche' come ha scritto Umberto Santino (nel
bellissimo dossier di "Narcomafie", n. 4, aprile 2005): "La candidatura alla
presidenza della Regione Siciliana di Rita Borsellino e la sua vittoria alle
primarie hanno portato una ventata di aria nuova e di fiducia in un
possibile cambiamento all'interno di un panorama dominato dalla quasi
certezza della riconferma di Cuffaro e dalle incertezze, fino alla paralisi,
dei partiti del centrosinistra che per mesi non sono riusciti ad esprimere
una candidatura credibile, inscenando un gioco al massacro che faceva
presagire un'ennesima sconfitta".
Sostenere Rita Borsellino, perche' la prima e l'ultima volta che le sinistre
hanno vinto le elezioni regionali e' stato nel 1947 (e a quella vittoria
tragicamente segui' la strage di Portella della Ginestra del primo maggio);
percio', male che vada, se non si dovesse vincere, avremo un'opposizione
degna di tal nome.
Sostenere Rita Borsellino, perche' rappresenta un'altra visione della
realta', dunque un'altra etica pubblica, che faticosamente viene nascendo.

12. PROFILI. RITA BORSELLINO

Rita Borsellino, sorella del magistrato Paolo Borsellino assassinato dalla
mafia, e' da molti anni insieme a don Luigi Ciotti la principale animatrice
dell'associazione "Libera", la principale rete dei movimenti della societa'
civile impegnati contro la mafia. Per coordinare e diffondere le
informazioni sulla campagna a sostegno della candidatura di Rita Borsellino
a presidente della Regione Sicilia e' attivo il sito: www.ritapresidente.it
*
Dal sito della Wikipedia (http://it.wikipedia.org) riprendiamo la seguente
piu' ampia notizia biobibliografica: "Rita Borsellino (Palermo, 2 giugno
1945) e' una cittadina siciliana nota per il suo impegno in campo politico e
sociale. Sorella del magistrato Paolo Borsellino, nel 1967 si laureo' in
farmacia all'Universita' degli Studi di Palermo, esercitando la professione
di farmacista nel capoluogo siciliano per vari anni. E' divenuta, in seguito
all'assassinio del fratello, testimone della lotta alle criminalita'
organizzate. Nel 1995 divenne vicepresidente di Libera, associazione
antimafia fondata da don Luigi Ciotti, di cui e' stata nominata
presidentessa onoraria nel 2005. Con Libera ha contribuito in maniera
determinante allíapprovazione delle legge 109/96 sull'uso sociale dei beni
immobili confiscati alle mafie e sostiene attivamente il progetto Libera
Terra. Dal 1992 e' impegnata attivamente nella societa' civile nel campo
dell'educazione alla legalita' democratica, nel diffondere una cultura di
giustizia e solidarieta', non solo per tener vivo il ricordo del fratello e
di tutte le vittime della mafia, ma soprattutto perche' in particolare le
nuove generazioni attraverso la conoscenza dei fatti acquistino
consapevolezza dei propri diritti, del valore della legalita' e della
democrazia, una coscienza critica e responsabile che, una volta adulte,
consenta loro di fare scelte giuste e coerenti per il bene loro e della
collettivita' nella quale sono chiamate a vivere. Dal 1994 assieme all'Arci
Sicilia e in seguito con la collaborazione di Libera contribuisce
all'ideazione e alla crescita dell'iniziativa della Carovana Antimafie,
un'esperienza ormai di carattere internazionale che mira a "portare per
tutte le strade" l'esperienza di un'antimafia propositiva che vuole incidere
positivamente sulla realta' economica, sociale, amministrativa dei luoghi
che attraversa stringendo intrecci solidali ed etici tra i cittadini, le
istituzioni e le diverse realta' della societa' civile organizzata presenti
sui territori. Dal 1998 e' presidentessa della 'Associazione Piera Cutino -
guarire dalla talassemia', associazione senza scopo di lucro che promuove la
ricerca medica contro la talassemia. Numerose sono state le sue iniziative
contro le attivita' mafiose ed in favore dell'emancipazione delle donne. Tra
le sue opere, impregnate proprio di questi temi, si ricordano Nonostante
Donna. Storie civili al femminile (1996); La fatica della legalita' (1999);
I ragazzi di Paolo. Parole di resistenza civile (2002); Fare memoria. Per
non dimenticare e per capire (2003); Rita Borsellino - Il sorriso di Paolo
(2005). Alla fine del 2005 si e' intensificato il suo impegno politico
accettando la proposta, veicolata dalla coalizione di centrosinistra, di
candidarsi alla presidenza della Regione Sicilia nelle amministrative della
primavera 2006. La sua candidatura e' stata sancita dallo svolgimento di
elezioni primarie (il 4 dicembre), nelle qualiha ottenuto il 66,9% dei
consensi... E' sposata dal 1969 e ha tre figli".
*
Tre siti particolarmente utili:
- Rita Borsellino Presidente: www.ritapresidente.it
- Comitati per Rita Borsellino Presidente: www.comitatixrita.it
- Rita-express: www.ritaexpress.it

13. INCONTRI. OGGI A FIRENZE
[Ringraziamo Enzo Mazzi (per contatti: emazzi at videosoft.it) per averci
inviato questo testo della Comunita' dell'Isolotto che promuove un incontro
e formula alcune riflessioni. Enzo Mazzi, animatore dell'esperienza della
comunita' dell'Isolotto a Firenze, e' una delle figure piu' vive
dell'esperienza delle comunita' cristiane di base, e della riflessione e
delle prassi di pace, solidarieta', liberazione, nonviolenza. Tra le opere
di Enzo Mazzi e della Comunita' dell'Isolotto segnaliamo almeno: Isolotto
1954/1969, Laterza, Bari 1969; Ernesto Balducci e il dissenso creativo,
Manifestolibri, Roma 2002]

Diritti umani e sistema carcerario: sono compatibili?
Su questo tema sempre inquietante e reso incandescente da recenti denuncie
di sovraffollamento, progressiva invivibilita' e addirittura pestaggi nel
carcere di Sollicciano e ora posto all'ordine del giorno della politica
dalla domanda forte di amnistia e indulto, si svolge oggi, domenica prossima
21 maggio 2006, l'incontro comunitario alle Baracche dell'Isolotto in via
degli Aceri 1 a Firenze.
Partecipa all'incontro Antonio Cassese, professore di diritto
internazionale, gia' presidente del Comitato per la prevenzione della
tortura del Consiglio d'Europa e del Tribunale Penale Internazionale per
l'ex jugoslavia, autore di numerose pubblicazioni nel settore del diritto
internazionale pubblico, ma soprattutto testimone di un impegno personale
per il rispetto dei diritti umani e la difesa delle vittime.
*
Alcune domande che da tempo il movimento per l'umanizzazione del carcere in
prospettiva del suo possibile superamento pone alla citta':
1) in una condizione personale di privazione della liberta' individuale e di
impossibilita' ad autodeterminarsi in ogni piccolo atto del quotidiano, e'
possibile garantire i diritti umani elementari delle persone detenute?
2) le gravi condizioni di sovraffollamento vissute in alcune carceri, tra
cui Sollicciano, non creano di fatto condizioni assimilabili alla tortura?
3) esistono esperienze internazionali significative che possano
rappresentare un punto di riferimento nella prospettiva del superamento del
carcere?
4) quale percorso potrebbe essere immaginato per operare concretamente, sia
pure nei tempi lunghi, in questa prospettiva (come e' avvenuto per
l'abolizione dei manicomi?).
5) piu' in generale come possiamo inquadrare il problema dei diritti umani
oggi, nel mondo globalizzato e con riferimento al problema delle carceri?
*
Alcuni dati da cui scaturiscono quelle e altre domande.
L'istituzione carcere negli ultimi anni, in conseguenza del mutamento delle
condizioni sociali ed economiche, di fenomeni quali l'immigrazione e la
tossicodipendenza, ha accentuato ulteriormente la sua funzione di "discarica
sociale" (al 31 dicembre 2005 il 32,5% dei detenuti erano tossicodipendenti
o alcolisti; il 30% stranieri, che rappresentano il 45% dei nuovi ingressi
nel 2005).
Questa situazione, il sovraffolamento, il bassissimo numero di detenuti che
svolge in carcere attivita' lavorative o di formazione, determina condizioni
di "non vita" inutilmente aflittive, non rispettose del dettato
costituzionale. Spesso le persone vengono contenute solo grazie al massiccio
uso di psicofarmaci (questo tra l'altro determina gravi e giuste
preoccupazioni nei familiari dei detenuti stessi), e rimesse sulla strada a
fine pena senza nessuna misura di accompagnamento e quindi senza nessuna
preoccupazione dello Stato (che a volte ha avuto quelle persone in custodia
per anni) per il loro futuro. Una spesa enorme e' destinata di fatto solo al
mantenimento dell'istituzione, senza nessuna attenzione per l'efficacia
della spesa, che puo' essere determinata solo dall'attivazione di processi
che evitino nel futuro le recidive.
In queste condizioni il carcere non pare riformabile, i periodici
sfollamenti vengono annullati da massicci nuovi ingressi e molte persone si
trovano a vivere un'esperienza che ha come unica ragione un "risarcimento"
nei confronti delle persone offese dai reati, che non puo' pero' tradursi
per loro stesse in reinserimento sociale, in determinazione di condizioni
diverse rispetto al vissuto che ha originato il reato.
Possono esserci altre forme di risarcimento o di allontanamento
dall'ambiente in cui si e' verificato il reato, che permettano di superare
il carcere?
Sul piano psicologico la detenzione ha effetti devastanti: molte
associazioni di volontariato sottolineano che l'unica cosa che puo' tirare
fuori le persone dalla situazione di disagio che le ha portate in carcere e'
l'esistenza di rapporti interpersonali e familiari che siano di sostegno, a
fronte della totale inadeguatezza dei rapporti con educatori o operatori
interni all'istituzione. Si determina in molte persone una regressione e un
blocco nella naturale evoluzione e maturazione personale, in fasi cruciali
della loro vita.
Tra l'altro Sollicciano e' divenuto teatro negli ultimi mesi di proteste
clamorose da parte di detenuti di religione islamica che hanno denunciato
l'offesa delle loro pratiche religiose da parte degli operatori
penitenziari. Un'istituzione che assolve alla funzione primaria di
perpetuare se stessa non pare in grado di attrezzare culturalmente i propri
operatori rispetto al problema della conoscenza e del confronto con culture
e religioni diverse.
La Comunita' dell'Isolotto

14. INCONTRI. IL 22 MAGGIO A PALERMO
[Da Augusto Cavadi (per contatti: acavadi at lycos.com) riceviamo e volentieri
diffondiamo.
Augusto Cavadi, prestigioso intellettuale ed educatore, collaboratore del
Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo, e'
impegnato nel movimento antimafia e nelle esperienze di risanamento a
Palermo, collabora a varie qualificate riviste che si occupano di
problematiche educative e che partecipano dell'impegno contro la mafia.
Opere di Augusto Cavadi: Per meditare. Itinerari alla ricerca della
consapevolezza, Gribaudi, Torino 1988; Con occhi nuovi. Risposte possibili a
questioni inevitabili, Augustinus, Palermo 1989; Fare teologia a Palermo,
Augustinus, Palermo 1990; Pregare senza confini, Paoline, Milano 1990; trad.
portoghese 1999; Ciascuno nella sua lingua. Tracce per un'altra preghiera,
Augustinus, Palermo 1991; Pregare con il cosmo, Paoline, Milano 1992, trad.
portoghese 1999; Le nuove frontiere dell'impegno sociale, politico,
ecclesiale, Paoline, Milano 1992; Liberarsi dal dominio mafioso. Che cosa
puo' fare ciascuno di noi qui e subito, Dehoniane, Bologna 1993, nuova
edizione aggiornata e ampliata Dehoniane, Bologna 2003; Il vangelo e la
lupara. Materiali su chiese e mafia, 2 voll., Dehoniane, Bologna 1994; A
scuola di antimafia. Materiali di studio, criteri educativi, esperienze
didattiche, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo
1994; Essere profeti oggi. La dimensione profetica dell'esperienza
cristiana, Dehoniane, Bologna 1997; trad. spagnola 1999; Jacques Maritain
fra moderno e post-moderno, Edisco, Torino 1998; Volontari a Palermo.
Indicazioni per chi fa o vuol fare l'operatore sociale, Centro siciliano di
documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1998, seconda ed.; voce
"Pedagogia" nel cd- rom di AA. VV., La Mafia. 150 anni di storia e storie,
Cliomedia Officina, Torino 1998, ed. inglese 1999; Ripartire dalle radici.
Naufragio della politica e indicazioni dall'etica, Cittadella, Assisi, 2000;
Le ideologie del Novecento, Rubbettino, Soveria Mannelli 2001; Volontariato
in crisi? Diagnosi e terapia, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2003; Gente
bella, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2004; Strappare una generazione alla
mafia, DG Editore, Trapani 2005. Vari suoi contributi sono apparsi sulle
migliori riviste antimafia di Palermo. Indirizzi utili: segnaliamo il sito:
http://www.neomedia.it/personal/augustocavadi (con bibliografia completa).
Don Baldassarre Meli, da oltre vent'anni parroco dell'Albergheria, e' uno
degli eroi palermitani della lotta contro la mafia e per l'umanita']

Per iniziativa dell'associazione Scuola di formazione etico-politica
"Giovanni Falcone", nella Chiesa di S. Francesco Saverio (piazza S.
Francesco Saverio, all'Albergheria), a Palermo, lunedi' 22 maggio 2006, alle
ore 20,45 si svolgera' la cerimonia di consegna della VI Targa "Giovanni
Falcone" a don Baldassare Meli per l'impegno coraggioso verso i piccoli e i
migranti in un quartiere difficile come l'Albergheria di Palermo, per una
fede vissuta senza confini, per un cammino proiettato verso la speranza. Ne
parlera' il premiato con Augusto Cavadi, docente e saggista.
Si ringrazia sentitamente per il contributo artistico il Coro delle voci
bianche del Conservatorio "Vincenzo Bellini" di Palermo, diretto dal maestro
Antonio Sottile, con la partecipazione del pianista Antonino Fiorino, e
l'artista Daria Teresi che interpretera' dei brani poetici. Un
ringraziamento a Cosimo Scordato per l'ospitalita'.

15. LIBRI. SERGIO MUZZUPAPPA PRESENTA GLI "SCRITTI DI STORIA E POLITICA" DI
GAETANO ARFE'
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 16 maggio 2006.
Sergio Muzzupappa, docente universitario, partecipa all'esperienza
dell'Archivio storico del movimento operaio di Napoli.
Su Gaetano Arfe' dal sito della Fondazione Turati (www.pertini.it/turati)
riprendiamo alcune stralci della scheda a lui dedicata: "Gaetano Arfe' e'
nato a Somma Vesuviana (Napoli) il 12 novembre 1925. Si e' laureato in
lettere e filosofia all'Universita' di Napoli nel 1948. Si specializzo' in
storia presso l'Istituto italiano di studi storici presieduto da Benedetto
Croce, con cui entro' in contatto fin dal 1942. Nel 1944 si arruolo' in una
formazione partigiana di "Giustizia e Liberta'" in Valtellina. Nel 1945 si
iscrisse al Partito socialista e divenne funzionario degli Archivi di Stato
intorno al 1960. A Firenze era gia' entrato in contatto con Calamandrei,
Codignola e il gruppo de "Il Ponte" e aveva collaborato con Gaetano
Salvemini alla raccolta dei suoi scritti sulla questione meridionale. Nel
1965 ottenne la libera docenza in storia contemporanea e insegno' a Bari e a
Salerno. Nel 1973 divenne titolare della cattedra di storia dei partiti e
dei movimenti politici presso la facolta' di Scienze Politiche
dell'Universita' di Firenze. Nel 1959 venne nominato condirettore della
rivista "Mondo Operaio", carica che conservera' fino al 1971. Dal 1966 al
1976 fu direttore dell' "Avanti!". Dal 1957 al 1982 fu membro del comitato
centrale e della direzione del Psi. Nel 1972 venne eletto senatore... Nel
1976 venne eletto deputato... Nel 1979 venne eletto deputato al Parlamento
europeo... Nel 1985 lascio' il Psi, motivando la sua scelta nel volumetto La
questione socialista (1986). Nel 1987 venne eletto senatore per la sinistra
indipendente. Ha scritto numerosi libri e saggi, tra cui la Storia
dell'"Avanti!" (1958) e la Storia del socialismo italiano 1892-1926 (1965)"]

Si puo' parlare ancora di riformismo e di socialismo in questo paese senza
incappare nelle ormai consuete e indefinite considerazioni sulla "prima
repubblica" o, per dir meglio, senza che la stessa espressione "Partito
socialista italiano" sia sinonimo di reato penale. E' questa la prima
considerazione che si fa aggirandosi tra le belle pagine di Gaetano Arfe',
Scritti di storia e politica, curato da Giuseppe Aragno per la collana
dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e pubblicato dalla Citta'
del Sole: un omaggio allo storico e al militante del Psi, ormai ottantenne,
che, sino a quando gli e' stato possibile conciliare fede politica e
dignita' personale, ha mantenuto saldi i principi del riformismo italiano e
ha costituito nel partito l'argine alla deriva craxiana degli anni '80. Una
battaglia, quella di Arfe', lucida e solitaria il cui esito drammatico, e
per molti versi fatale, e' stato giocoforza l'uscita dal partito, che e' poi
andato incontro al suo triste destino.
Antifascista dal '40, Arfe', come tanti giovani di quegli anni, si lega a
Benedetto Croce - dalla cui casa passa anche il giovanissimo Enzo Santarelli
che fara' poi una netta scelta comunista -, combatte la guerra partigiana in
Valtellina nelle formazioni di Giustizia e Liberta' e poi, spinto dal suo
fermo antistalinismo e da una precocemente matura propensione riformista,
aderisce al Psi. Dirigente di rilievo nazionale, deputato, eurodeputato e
poi senatore, si stacchera' dal partito caduto in mano a Craxi, dopo essersi
dimesso dalla direzione dell'"Avanti!" che aveva tenuto per dieci anni.
Arfe' e' ancora oggi uno storico noto non solo tra gli addetti ai lavori per
la sua Storia del socialismo del 1965, opera che segue la Storia
dell'"Avanti!" (1956) per recuperare in maniera piu' ampia e documentata
l'autonomia del socialismo italiano. Seguendo una via comune a numerosi
grandi storici della sua generazione, Arfe' inizia il suo lungo percorso di
studioso, avendo alle spalle l'esperienza di lavoro negli Archivi di Stato,
e giunge a essere il piu' autorevole storico socialista italiano, che vive
un rapporto di confronto e spesso di dissenso con gli storici organici del
Pci come Paolo Spriano o con quelli certamente meno ortodossi come Luigi
Cortesi, al quale non a caso lo lega un'antica amicizia.
Tra i numerosi scritti successivi, apparsi in libri collettanei, giornali e
riviste, in particolare tra quelli degli ultimi vent'anni, Giuseppe Aragno,
curatore attento e rigoroso, ha scelto per questa antologia brani che
consentono al lettore di avvicinarsi agli interessi dell'intellettuale, alle
battaglie del politico e alla ricca esperienza umana di un protagonista di
sessant'anni di vita politica e culturale del nostro paese. Emerge cosi'
pienamente la figura dello storico militante e del politico di chiara e
convinta fede riformista. In particolare fanno riflettere le decise prese di
posizione sulla storiografia di stringente attualita'. Si parte dalla sua
battaglia al revisionismo che prende le mosse dalla storiografia defeliciana
della quale coglie il limite di fondo costituito da una critica alla
storiografia militante, e quindi ideologica, che si fa a sua volta
ideologica. Conducendo una solitaria e coraggiosa battaglia, che troppo
spesso purtroppo appare ormai quasi persa, Arfe' tenta di restituire alla
Resistenza il senso autentico di lotta popolare e di riscoperta di valori
democratici e insiste nei sui recenti scritti sul ruolo degli storici che,
inseguendo mode o ambizioni accademiche, appaiono sempre piu' incapaci di
reagire alla attuale crisi culturale e politica e sempre piu' propensi a
legarsi al carro del vincitore.
Con la lettura di questo libro si segue in maniera semplicissima, e con una
scrittura chiara ed efficace, il filo che, passando attraverso la
storiografia di De Felice, giunge alla attuale crisi della politica e
conduce al rifiuto sempre piu' generalizzato dei valori fondanti della Carta
del nostro paese.
Autore di una prefazione lunga e appassionata, Giuseppe Aragno, amico di
Arfe', ne coglie con ammirazione e finezza lo spessore della figura e il
ruolo di intellettuale e politico. E' "ordinario", egli scrive, "che un uomo
lotti per le cose in cui crede , che uno studioso pensi di trasmettere ai
giovani la lezione appresa dal passato, per offrire una chiave di lettura
del presente, che un uomo sconfitto riconosca le qualita' del suo
avversario, senza che questo significhi salire sul carro del vincitore.
Tutto questo e' ordinario e Arfe' percio' e' un uomo ordinario. E pero' e'
vero: c'e' molto da imparare da uomini ordinari".

16. LETTURE. GUENTHER ANDERS: L'ODIO E' ANTIQUATO
Guenther Anders, L'odio e' antiquato, Bollati Boringhieri, Torino 2006, pp.
88, euro 9. Un saggio andersiano dell'85, accompagnato da una postfazione
del benemerito traduttore Sergio Fabian. Noi che visceralmente amiamo Anders
da quando abbiam raggiunto l'eta' della ragione, ritroviamo qui alcuni dei
suoi temi piu' cari, e l'incomparabile suo stile. Da leggere, e naturalmente
chi non lo avesse ancora fatto subito dopo passi alla lettura delle sue
opere maggiori.

17. LETTURE. ISAIAH BERLIN: LA LIBERTA' E I SUOI TRADITORI
Isaiah Berlin, La liberta' e i suoi traditori, Adelphi, Milano 2005, pp.
278, euro 15. Sei conferenze radiofoniche trasmesse dalla Bbc nel 1952 di un
indimenticabile maestro di liberta' e di umanita' (che poi sono la stessa
cosa).

18. LETTURE. GIOVANNI GUASTINI (A CURA DI): TAV IN VAL DI SUSA: LE RAGIONI
DI UNA LOTTA
Giovanni Guastini (a cura di), Tav in Val di Susa: le ragioni di una lotta,
Associazione Centro di documentazione, Pistoia 2006, pp. 64, euro 8. Una
utile raccolta di materiali di documentazione e riflessione che illustrano e
approfondiscono le ragioni dell'opposizione popolare a un'opera devastante.
Per richieste: Centro di documentazione di Pistoia, e-mail: giorlima at tin.it,
sito: www.centrodocpistoia.it

19. RIEDIZIONI. ALTIERO SPINELLI, ERNESTO ROSSI: IL MANIFESTO DI VENTOTENE
Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Il manifesto di Ventotene, Mondadori,
Milano 2006, pp. X + 246, euro 8,40. Un testo, come e' noto, di fondamentale
rilevanza; con due altri classici saggi di Spinelli, l'altrettanto classica
prefazione di Eugenio Colorni all'edizione a stampa dei tre scritti nel '44,
un ampio profilo di Spinelli ("Altiero Spinelli, fondatore del movimento per
l'unita' europea") di Lucio Levi, e una presentazione odierna di Tommaso
Padoa-Schioppa.

==============================
LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA
==============================
Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 74 del 21 maggio 2006

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