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Nonviolenza. Femminile plurale. 65



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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE
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Supplemento settimanale del giovedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 65 del 25 maggio 2006

In questo numero:
1. Piccola prosa sul che fare tutti
2. Maria Rita Rendeu' intervista Rita Borsellino
3. Gabriele Aquilina e Elena Dall'Acqua: Con Rita Borsellino
4. Annarosa Buttarelli: Con Rita Borsellino
5. Centro documentazione pace di Ivrea: Con Rita Borsellino
6. Donatella Cortellini: Con Rita Borsellino
7. Secondo Ferioli: Con Rita Borsellino
8. Agnese Ginocchio: Con Rita Borsellino
9. Angela Giuffrida: Con Rita Borsellino
10. Fiamma Lolli: Con Rita Borsellino
11. Paola Mancinelli: Con Rita Borsellino
12. Raffaella Mendolia: Con Rita Borsellino
13. Giorgio Montagnoli: Con Rita Borsellino
14. Flavia Neri: Con Rita Borsellino
15. Marco Palombo: Con Rita Borsellino
16. Bruna Peyrot: Con Rita Borsellino
17. Alessandro Pizzi: Con Rita Borsellino
18. Ilenia Beatrice Protopapa: Con Rita Borsellino
19. Severino Saccardi: Con Rita Borsellino
20. Luca Salvi: Con Rita Borsellino
21. Wanda Tommasi: Con Rita Borsellino
22. Alberto Trevisan: Con Rita Borsellino
23. Gualtiero Via: Con Rita Borsellino
24. Luisa Zanotelli: Con Rita Borsellino
25. Un profilo di Rita Borsellino

1. PICCOLA PROSA SUL CHE FARE TUTTI

Nel poco tempo che rimane ancora
ciascun or faccia quello che sa fare
per contrastare ancora il malaffare
per far cessare infine la malora.

Ogni persona parli, e' questa l'ora
di persuadere tutte e tutti a dare
un voto che le vite puo' salvare
un voto che ti libera e ti onora.

E la persona che vive lontana
alla memoria il volto si richiami
di chi conosce in terra siciliana

gli scriva, gli telefoni, lo chiami
per dirgli: sii la mano che risana,
invera tu il mondo come l'ami.

2. MARIA RITA RENDEU' INTERVISTA RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Luca Kocci (per contatti: lkocci at tiscali.it) per averci inviato
come contributo questa intervista pubblicata su "Adista"  n. 25, aprile
2006]

- Maria Rita Rendeu': Rita Borsellino, la tua candidatura a presidente della
Regione Sicilia rappresenta il senso di una sfida politica nazionale. Nel
2001, infatti, il centrodestra suggello' in Sicilia, con 61 collegi vinti su
61, quelle singolari affinita' elettive tra ville brianzole e cupole
mediterranee che avrebbero poi marchiato la XIV legislatura al di qua e al
di la' dello Stretto. Da questa Sicilia e' ripartita la sfida elettorale
dell'Unione ma, al di la' della piu' che auspicabile sua vittoria, rimane
diffusa una certa sfiducia sul fatto che i guasti culturali e morali di
certe prassi politiche, come quelle simbiotiche del berlusconismo e di certa
Udc siciliana, possano essere riparati a breve. E allora, Italia
"irredimibile" come la Sicilia, o Sicilia capace di riscatto e simbolo di
una possibilita' di riscatto anche per l'Italia?
- Rita Borsellino: Io credo che la Sicilia non sia affatto irredimibile e
credo che lo abbia anche dimostrato in diverse occasioni. Non mi riferisco
soltanto a tempi recenti, ma parto da molto lontano, pensiamo per esempio
alle lotte contadine.
Il problema e' che troppe volte, quando la Sicilia ha mostrato la sua
capacita', non solo la sua voglia, ma innanzitutto la sua capacita' di
reagire, di redimersi appunto, e' stata lasciata sola. Ecco perche' e'
importante legare insieme Sicilia e Italia, soprattutto ora: la Sicilia sta
rialzando la testa da situazioni difficili e complesse, mi riferisco agli
intrecci tra certa Udc, cuffarismo, berlusconismo e tutto l'ambiente che
ruota loro intorno, intrecci di una politica in cui l'etica purtroppo e'
messa molto in secondo piano. Attenzione, qui non si tratta soltanto di un
problema di schieramento politico. Il problema e' piu' a monte, il problema
e' che qui spesso di politica c'e' ben poco: la gestione concreta della
"politica" si e' troppo ispirata a cose che con la politica non avrebbero
dovuto avere a che fare. Ripeto, e' importante legare Sicilia e Italia in un
nuovo patto, in una nuova stagione politica. L'importanza di questo test
elettorale, sia nazionale che regionale, e' proprio che Sicilia e Italia, a
distanza di pochi giorni, hanno la possibilita' di riscattarsi insieme.
Questa volta la Sicilia, con la voglia di reagire e di redimersi che sta
mostrando, puo' farcela. Gia' basterebbe come segnale quello della
partecipazione alle primarie sia per le elezioni politiche che per le
elezioni regionali: a livello nazionale, in particolare, la Sicilia e' stata
la terza regione per numero di partecipanti dopo Emilia Romagna e Toscana.
Un segnale importantissimo, questo della voglia di partecipazione, e che fra
l'altro e' quello che mi ha spinto a prendere la decisione personale di
mettermi in gioco in questa congiuntura straordinaria, dove forte e' la
voglia di redimersi sia a livello nazionale che a livello locale. Tutto cio'
ci fa sperare che la reazione della Sicilia possa essere sostenuta,
affiancata, sospinta, incoraggiata da quello che avverra' a livello
nazionale: un'occasione unica, che spero non verra' sprecata come in tutti
gli altri casi, quando invece la Sicilia e' rimasta sola.
*
- Maria Rita Rendeu': Ma tra i poteri di mafia e la voglia di partecipazione
chi vince? La domanda potrebbe sembrare troppo schematica, ma ci tornano in
mente parole come queste: la mafia "mette addirittura in forse l'esercizio
della democrazia". Sono parole di Paolo Borsellino... se', perche'
contrariamente ad altri noi non abbiamo problemi a citare il tuo cognome, a
ricordare il significato del tuo cognome...
- Rita Borsellino: Oh, meno male... anche se il problema non e' per gli
altri, il problema e' che lo cito io il mio cognome e qualcuno non vuole!
*
- Maria Rita Rendeu': Ecco, appunto, come se essere segnati a vita per mafia
fosse un incidente di percorso, sia per le persone che per la politica.
Essendo invece che la mafia e' un'ipoteca invalidante l'esercizio e la
compiutezza della democrazia, al punto che lo Stato italiano democratico e'
a sovranita' limitata, ti chiediamo: come farai a governare in presenza di
mafia? Ovvero: come farai a superare il voto di scambio e vincere cosi'
questa sfida elettorale? E se vincerai, quale sara' il tuo stile di governo
per tentare di contrastare l'ostacolo all'esercizio della democrazia che
comunque la mafia costituira'?
- Rita Borsellino: Certo, l'anomalia e' proprio il fatto che ci siano dei
territori interi della nazione italiana che ancora oggi sono sotto controllo
mafioso, questo significa una democrazia limitata, una democrazia amputata.
Questo e' un dato di fatto. Dobbiamo partire proprio dall'idea che bisogna
ristabilire la democrazia in tutto il Paese. Ricordo che quando siamo
entrati in Europa c'erano degli osservatori attenti che dicevano: ma come
fara' l'Italia ad assumere davvero una statura europea se parti del suo
territorio sono controllate al Sud dalla camorra, dalla 'ndrangheta, da Cosa
nostra? Ora, tornando alla mia candidatura, i mafiosi sanno perfettamente
che cosa significa. Sanno che questa candidatura e' anche in
contrapposizione a loro, nel senso che io cerchero' di contrastare questa
loro sovranita' recuperando allo Stato democratico il territorio. Certo, non
io da sola, ma forte del consenso di chi mi vota. Se io saro' eletta, vorra'
dire che la maggior parte della Sicilia si vuole liberare del controllo
mafioso, vorra' dire che la maggior parte dei siciliani avranno scelto di
riprendersi il proprio territorio e che mi chiederanno di rappresentarli in
questo percorso. Questo e' un fatto: lo sa la mafia, lo sa chi mi vota, lo
sa il resto d'Italia, lo sa il governo italiano.
Veniamo al come si fara' a governare: scegliendo persone che questo percorso
incarnino, che questo percorso interpretino. Chi e' stato eletto in altre
tornate elettorali, decisamente, ha interpretato un altro certo tipo di
voto, ha interpretato un altro certo tipo di mandato, se e' vero come e'
vero che i 61 deputati che sono andati al Parlamento italiano a
rappresentare la Sicilia el 2001 non solo non hanno fatto niente per la
Sicilia, ma hanno votato perfino la devolution, e che il presidente uscente,
Cuffaro, ha accettato questa scelta tant'e' vero che, addirittura, non si e'
schierato per il referendum, segno che ha accettato questa scelta dei
parlamentari siciliani, anche contro la Sicilia. Allora, quelle persone
hanno fatto queste scelte. Le persone che lavoreranno con me faranno scelte
diverse, dovendo interpretare un voto che dice: noi a maggioranza ci
vogliamo riprendere la nostra terra, ci vogliamo riprendere la nostra
dignita' e vogliamo fare un percorso diverso da quello che fino adesso e'
stato fatto. Cio' significhera' avere gia' superato il voto di scambio,
almeno a maggioranza, e la mafia con questo dovra' fare i conti (certo, non
sara' molto contenta, ne sono perfettamente consapevole).
Dobbiamo raggiungere qualcosa che non si puo' piu' procrastinare,
soprattutto ora che i siciliani hanno mostrato di essere maturi per questo
percorso. Basti pensare a quello che sta accadendo in questo momento,
durante la campagna elettorale: la voglia di democrazia partecipata, di
programma costruito dal basso, di percorsi diversi a cui stanno partecipando
anche persone che ormai si erano allontanate da qualsiasi impegno o che
addirittura non votavano piu' da tanto tempo. Segni di una voglia di
cambiamento che mi sembra molto chiara. Tutto sta a vedere cosa vincera', se
vincera' questa voglia di cambiamento, questa presa di coscienza, questa
voglia di legalita', oppure se avra' la meglio il voto di scambio, un voto
che esprime voglia di continuare nelle politiche di clientele, nelle
politiche di servitu'. Politiche di servitu' come quelle che hanno
contrassegnato l'ultima finanziaria della Sicilia, con finanziamenti a
pioggia, condoni, ecc. Oppure come quelle che si stanno svolgendo adesso,
con assunzioni, stabilizzazioni, promesse, che due giorni prima delle
elezioni, chissa' perche', raggiungono i tanti precari che in questi cinque
anni sono stati lasciati a marcire nel bisogno e nella precarieta'.
*
- Maria Rita Rendeu': La scelta di una Sicilia diversa: sembrava un sogno,
ma in questa stagione per molti sta diventando una speranza per cui lottare
concretamente. Dal sogno alla speranza: puoi indicare un cammino concreto,
anche a livello simbolico, un'idea precisa che dia il senso di una speranza
reale, capace di trasformare l'umiliazione della servitu' in una nuova
democrazia dei diritti?
- Rita Borsellino: Intanto e' importante che siamo passati alla speranza,
ovvero la speranza che il sogno di realizzi, quindi dobbiamo fare di tutto
per realizzarlo, altrimenti diventa un incubo. Il primo passo lo stiamo
facendo con i cantieri per il programma, dove ognuno ha la possibilita' di
mettere a frutto la propria capacita', la propria professionalita', ma anche
la propria storia politica perche' anche i partiti stanno entrando in questo
cammino a servizio della nostra terra. E' da questo lavoro comune che viene
fuori il programma per la Sicilia, che non sara' come nel passato calato
sulla testa delle persone. Ma in questo programma non diremo soltanto che
cosa non va, come vogliamo trasformarlo, ma anche quali saranno i mezzi che
intenderemo usare. I cantieri, poi, nel nostro progetto resteranno sul
territorio e si trasformeranno in laboratori municipali, diventando un luogo
della partecipazione, in cui i cittadini avranno la possibilita' di
continuare a incontrarsi, informarsi, partecipare e controllare quello che
accade. La democrazia partecipata e' una attuazione della democrazia,
essenzialmente, e cio' e' gia' una grande conquista, e che viene avvertita
cosi', tant'e' vero che c'e' una grande partecipazione, un grande
entusiasmo, una grande attenzione a quello che sta accadendo. Ora per
esempio sto andando a Caltanissetta, dove c'e' uno dei cantieri piu'
importanti, quello sulla sanita'. La sanita' riguarda in modo speciale la
persona, nel momento della sua maggiore fragilita', il momento del bisogno,
il momento del dolore, e noi vogliamo sottolineare che al centro del nostro
programma ci sara' la persona. Da questo cantiere emergeranno indicazioni
preziose per la salute, quindi per la parte piu' importante della vita di
una persona (i proverbi insegnano: "quando c'e' la salute c'e' tutto"),
anche sotto l'aspetto finanziario, economico e quindi dello sviluppo della
nostra terra. La sanita', infatti, assorbe piu' della meta' del bilancio
regionale, eppure la sanita' e' oggi in condizioni terribili, e intorno ad
essa dilaga l'illegalita'. Ma forse non basta piu' appellarsi alla
legalita', in tempi come questi in cui girano certe "leggi"... Occorrerebbe
tornare a parlare del principio morale che deve reggere la legalita'.
*
- Maria Rita Rendeu': Certo, il senso della legalita' e' quello della "legge
uguale per tutti", come metafora della convivenza umana in parita' di
dignita' e diritti. Ma dove trovare la formazione al principio morale, alla
cultura democratica della legalita'? "Adista" e' una testata che approda
dentro le insenature di tanti credo. Cosa vorresti chiedere alle varie
agenzie educative, e in particolare cosa chiedi alla Chiesa cattolica,
perche' sia possibile ancora coltivare un senso dello Stato democratico, con
lungimiranza, non solo nelle emergenze, perche' venga coltivato il senso
della giustizia che sembra andare perduto?
- Rita Borsellino: Chiedo alla Chiesa cattolica quello che d'altro canto
avrei voluto da cristiana, da cattolica, che la Chiesa avesse fatto anche
negli anni passati: una condanna molto chiara di quello che e' stato ed e'
la mafia per esempio per la Sicilia o di quello che e' l'immoralita', la
mancanza del rispetto delle regole per il resto dell'Italia, immoralita' che
poi coincide spesso con atteggiamenti mafiosi o con interessi mafiosi. In
Sicilia per anni la Chiesa non ha fatto nulla, nel senso che non ha neanche
riconosciuto l'esistenza della mafia. Io ricordo le parole del cardinale
Ruffini quando diceva: "la mafia non esiste". Non credo che il cardinale
Ruffini fosse colluso o complice, ma credo che non abbia avuto la
lungimiranza, proprio nel suo rappresentare la Chiesa, di indicare questo
male come male fondamentale che poi ispira e racchiude anche tutti gli
altri. Perche' in una situazione in cui la mentalita' mafiosa si forma, si
radica, il rispetto delle regole non esiste, perche' la mafia e' la
negazione delle regole, figuriamoci poi del rispetto per le persone.
Ma se la mafia e' la negazione delle regole, se si stabilisce una mentalita'
mafiosa significa che e' mancata l'educazione, significa che e' mancata
l'individuazione e la stigmatizzazione di quello che era il problema vero da
affrontare. Questo e' stato e non ci sono dubbi. Faccio un esempio piu'
ampio: in Italia, quando e' scoppiata Tangentopoli, la Chiesa non si e'
schierata in maniera chiara e netta, dicendo che quello, diciamolo in
termini ecclesiastici, era peccato. La mafia e' peccato, Tangentopoli e'
stato peccato, e invece questa indicazione netta, chiara non c'e' stata,
lasciando senza guida troppe persone, che spesso poi si sono ispirate,
invece, a quelle che sono state, diciamo cosi', le indicazioni "laiche" che
arrivavano dai governi, che arrivavano da una certa politica, e arrivavano
anche da un certo, come dire, lassismo diffuso, il lassismo del "va beh,
fanno tutti cosi'". E in questi ultimi cinque anni tutto cio' si e'
aggravato enormemente, perche' se addirittura e' il presidente del Consiglio
che dice che non pagare le tasse e' una cosa che si puo' fare, se c'e' una
pratica di governo per cui sembra che le tangenti si possono pagare - tanto
e' vero che si fa l'ultimo condono in cui tu praticamente pagando il 20%,
l'80% della tangente pero' te la tieni -, se addirittura ci sono tutta una
serie di leggi che danno chiaramente privilegi a chi ha il potere, tutto
questo fa diventare criterio di ispirazione per le scelte il potere, il
denaro e l'emergere nella societa' a partire da altri valori rispetto a
quelli morali. Quindi sicuramente la Chiesa, sempre per parlare il
linguaggio ecclesiastico, ha peccato di omissione in troppi casi. Allora
adesso farebbe bene veramente a dare delle indicazioni chiare, senza
nascondersi dietro la necessita' di non schierarsi politicamente (uno
schierarsi che comunque e' avvenuto, non dimentichiamo tutta la storia della
Democrazia Cristiana).
Qui non si tratta di schierarsi politicamente, oggi si tratta di scelte
etiche. Si tratta di recuperare un'etica generale della politica. Poi, per
carita', se riescono a dimostrarmi che si trova anche dall'altra parte,
questa etica, io sono ben contenta di scoprire che non e' tutto cosi' perso
come sembra, ma la Chiesa indichi, educhi la gente a distinguere chiaramente
l'etica dalla mancanza di etica.
*
- Maria Rita Rendeu': Sicuramente un'agenzia formativa in tal senso e'
costituita da Libera. La passione civile, e quindi politica, che hai vissuto
con Libera, in cosa costituira' la cifra del tuo essere presidente della
Regione Sicilia? Da presidente della Regione potrai individuare strategie
per dare impulso a tutta la lotta di Libera per la restituzione del maltolto
ai cittadini attraverso l'utilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi?
- Rita Borsellino: Libera e' stata la mia formazione. Mi sono formata a
questo modo partecipato di lavorare e ora anche di far politica proprio
grazie a Libera, con le scelte che abbiamo fatto, con i metodi che abbiamo
adottato. Se oggi scelgo di fare un programma partecipato e' perche' la mia
abitudine e' quella di lavorare insieme, dove ognuno mette il meglio di se',
delle sue conoscenze, delle sue capacita', delle sue esperienze, al servizio
di un percorso comune. Riguardo ai beni confiscati ai mafiosi, abbiamo gia'
individuato la possibilita' di una prima legge, forse proprio la prima che
approveremo, che, sul modello di quella gia' approvata dalla Regione
Campania, preveda un fondo di rotazione, di sostegno per chi si impegna ad
assumersi il carico di un bene confiscato alla mafia. Un fondo di rotazione
e' un mezzo per accedere praticamente a un credito (per le ristrutturazioni,
per le sementi, per i lavori di bonifica ecc.) che invece le banche non
darebbero, perche' le realta' che gestiscono un bene confiscato non possono
dare nulla in garanzia, in quanto non sono proprietarie del bene. Le
cooperative che lavorano i terreni confiscati alla mafia sono bersagliate,
non a caso in particolare in questo momento, da attentati e da minacce,
perche' la mafia capisce bene che cosa significa il cambiamento, e allora
cerca di intimorire chi questa scelta di cambiamento ha fatto per dire agli
altri: "guardate cosa gli succede, e' meglio che lasciate perdere". Occorre
che lo Stato, che la Regione, in questo caso, si faccia carico di tutto
questo e non gli dica "adesso arrangiati".
*
- Maria Rita Rendeu': Sempre rimanendo dentro l'alveo tracciato da Libera,
vorremmo concludere richiamandoci alla Giornata della memoria in ricordo
delle vittime delle mafie, organizzata appunto dall'organismo guidato da don
Ciotti per il 21 marzo a Torino. La memoria e' fondamentale per dare radici
alla speranza, al futuro. La memoria delle vittime di mafia come seme di
fertilita' di vita, come speranza di una democrazia segnata dal senso della
giustizia?
- Rita Borsellino: Credo infatti sia importante ricordare che questa
Giornata si chiama della memoria e dell'impegno. Anzi, don Luigi negli
ultimi anni ha precisato che forse bisognerebbe chiamarla Giornata
dell'impegno e della memoria. Dell'impegno: perche' in questo elenco di
persone c'e' la vita, oltre che la morte. Perche' ci sono non solo i
magistrati, i poliziotti, i giornalisti, i medici, i professionisti, ma c'e'
anche la gente comune: c'e' l'immagine di una vita vera, di una societa' in
cui ognuno ha svolto la sua parte e a un certo punto si e' trovato a cozzare
con gli interessi di un'altra societa' che ha messo invece l'interesse e il
profitto al centro di tutto, tanto da difenderlo addirittura con la
violenza. E l'impegno di oggi deve essere un impegno a tutto campo, in
difesa dell'etica di una vita normale. Sottolineo, normale. Perche' i
magistrati non erano eroi, perche' i poliziotti non erano eroi, non lo era
il bambino che giocava all'angolo della strada, non lo era il giornalista
che faceva cronaca cercando la verita'. Quell'elenco di persone e' l'elenco
di persone che rappresentano la societa' sana, persone che quando non sono
sostenute abbastanza dalle istituzioni - perche' di questo si tratta -
trovandosi isolate soccombono. Allora a noi spetta il compito di essere una
societa' sana che espella la scelta della violenza e dell'utilitarismo,
anche nelle concezioni che vedono le persone ridotte a consumatori, a
clienti, a strumento di profitto. Ma questo deve essere rappresentato da
istituzioni che siano garanti di questo percorso. Perche' nessuno piu' si
trovi ad essere eroe soltanto perche' sta facendo la sua parte, in maniera
corretta.
*
- Maria Rita Rendeu': Questo trovare risposte di vita nella testimonianza di
chi e' stato ucciso solo perche', appunto, difendeva la dignita' della
cittadinanza umana richiama alla mente il senso dell'andare di tanti a
vivere a livello personale questa memoria...
- Rita Borsellino: Si', sai quante persone all'indomani degli attentati del
'92 sono venute a Palermo proprio per questo! Persone che sentirono questo
bisogno, il bisogno di testimoniare la vita. La mia nipotina il 19 di
luglio, quando vede le manifestazioni che facciamo, con i bambini, con le
persone, mi dice: questa e' la festa dello zio Paolo. Ha ragione. Ha 7 anni
la mia nipotina. Paolo e' stato ucciso 14 anni fa.

3. GABRIELE AQUILINA E ELENA DALL'ACQUA: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Gabriele Aquilina e Elena Dall'Acqua (per contatti:
gabriele.aquilina at tin.it) per questo intervento]

Amiamo la Sicilia e sappiamo quanta ricchezza umana, culturale e naturale e'
da troppo tempo dissipata a causa del cancro della mafia.
E non possiamo pensare a nessuna rinascita del paese senza partire
dall'estirpazione della mafia, perche' e' un problema che ci riguarda tutti.
Per questo siamo vicini a Rita Borsellino e a tutte le siciliane e tutti i
siciliani che la sosterranno nel suo impegno politico e civile.

4. ANNAROSA BUTTARELLI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Annarosa Buttarelli (per contatti:
Annarosa.Buttarelli at univr.it) per questo intervento che estraiamo da una
lettera personale]

Con le amiche della redazione di "Via Dogana" pubblichiamo una nostra
intervista a Rita Borsellino sul numero che sta per uscire, a sostegno della
sua candidatura.

5. CENTRO DOCUMENTAZIONE PACE DI IVREA: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Maddalena Micotti (per contatti: maddalenamicotti at alice.it) per
averci inviato questo intervento del Centro documentazione pace di Ivrea]

Il Centro documentazione pace di Ivrea, associazione che lavora sul
territorio da molti anni per l'affermazione della legalita' e la diffusione
della cultura della pace, e' onorato di esprimere la propria ammirazione e
la fraterna vicinanza a Rita Borsellino e di auspicare che i suoi
concittadini sappiano sostenerla ed eleggerla.
Alcune di noi l'hanno personalmente conosciuta e sono state colpite dalla
sua mitezza, unita a volonta' di impegno e dedizione per un cambiamento
della societa' siciliana e per la costruzione di un clima liberato dalla
paura e dalla soggezione al potere della mafia.
Condividiamo i principi ispiratori del suo agire; siamo certi che, se
otterra' la fiducia degli elettori, la Sicilia vivra' un "tempo" nuovo, in
cui i suoi figli anche piu' sfiduciati e sofferenti potranno toccare con
mano che si puo' davvero ritrovare la voglia di vivere e lottare, quando
nelle amministrazioni pubbliche ci sono trasparenza, chiarezza, coraggio,
senso della legalita' e del bene comune.

6. DONATELLA CORTELLINI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Donatella Cortellini (per contatti:
donatella.cortellini at fastwebnet.it) per questo intervento]

Sono anch'io per Rita presidente.

7. SECONDO FERIOLI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Secondo Ferioli (per contatti: secondo at infinito.it) per questo
intervento]

Ho partecipato alla manifestazione di Palermo per l'assassinio di Giovanni
Falcone, in quell'occasione conobbi delle persone squisite, ringraziavano
per non averli lasciati soli. Due mesi dopo mentre ero in Congo (ex Zaire)
mi giunse la notizia della stessa sorte toccata a Borsellino.Mi prese una
grande tristezza, pensavo a quelle persone che avevo incontrato a Palermo,
la sensazione che il tramonto fosse gia' sceso sull'aurora della speranza
di sconfiggere la mafia.
Per fortuna era solo un timore. Ho avuto modo di conoscere e di incontrare
Rita Borsellino piu' volte a  Ferrara, ammirarla per la sua testimonianza,
per il suo modo di stare con le persone, in particolare in mezzo ai ragazzi.
Ho ammirato il lavoro che con Libera ha fatto nelle scuole per diffondere la
cultura della legalita'.
La Sicilia l'ho sempre definita la mia regione di elezione: per la sua
cultura, per l'arte,  per la sua gente. Per questa gente sono contento che
abbiano l'opportunita di eleggere Rita Borsellino, perche'  il valore
aggiunto di Rita e' questa sua appartenenza alla societa' civile, e mi
immmagino il sorriso di Paolo e Giovanni, questa volta senza la sigaretta.

8. AGNESE GINOCCHIO: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Agnese Ginocchio (per contatti: agnese.musica at katamail.com) per
questo intervento]

Non c'e' pace senza giustizia e quindi rispetto per la legge.
Per questo motivo noi gente del sud, associamo al grande valore della pace e
della nonviolenza, anche quello della legalita', cosi' necessario per
riportare ordine ed equilibrio nella societa', in particolare per tutto il
sud.
Per questo chiediamo la presenza nelle istituizioni e nella politica di
persone che a questo siano sensibili, che abbiano gia' sperimentato sulla
propria pelle cosa significa essere vittime delle mafie, dell'illegalita' e
dell'omerta'.
Credo che solo in seguito ad una grande prova si possa capire cosa
significhi il valore della pace. La pace richiede scelte obiettive e
coerenti. Basta con le parole. Urgono fatti e azioni concrete.
Rita Borsellino, che ho personalmente conosciuto, e' una delle persone piu'
adatte per governare la Sicilia. Dopo l'uccisione di suo fratello, il
giudice Borsellino, ella ha attraversato un duro periodo e cammino di prova.
Ma testimoniando il valore della speranza, come il significato del perdono e
della riconciliazione, e' riuscita ad affermare grande e profondo senso di'
umanita', di solidarieta' e di umilta', valori necessari per chi governa.
Ci auguriamo che questa volta la pace e la legalita' prevalgano in queste
terre e che sorga un nuovo sole di speranza e di rinascita:
Rita Borsellino per il cambiamento e la rinascita del sud. Auguri dunque a
Rita! Auguri di rinascita e di pace al mio sud.

9. ANGELA GIUFFRIDA: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Angela Giuffrida (per contatti: frida43 at inwind.it) per questo
intervento]

Auguro a Rita Borsellino di essere eletta alla presidenza della Regione
siciliana e mi auguro che cio' avvenga perche' la sua non e' solo una
candidatura contro la mafia ma anche a favore delle donne.
In una intervista rilasciata a Giovanna Romualdi, riportata nel n. 8 del
"Foglio del paese delle donne", Rita Borsellino dice: "La mafia e'
fortemente strutturata in senso patriarcale e da donne non possiamo che
avere tutto da guadagnare nello sconfiggere le oppressioni occulte e
manifeste... In Sicilia un governo di soli uomini ha prodotto una situazione
di totale sfascio. E' il momento di cambiare. Ritengo che la presenza delle
donne, in un governo, sia non solo auspicabile, ma necessaria, proprio per
quel valore aggiunto che noi rappresentiamo".
Bisogna ammettere che ha saputo fare meglio di Prodi, inserendo nella sua
lista il 50 per cento di donne, pero', siccome l'egemonia maschile sta
portando allo sfascio l'intero pianeta e non solo la Sicilia, occorre
sottolineare che la presenza femminile nelle istituzioni e' una inderogabile
esigenza...

10. FIAMMA LOLLI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Fiamma Lolli (per contatti: fiamma.lolli at libero.it) per questo
intervento]

Mi scriveresti trenta righe per sostenere Rita Borsellino candidata alla
presidenza dell'Assemblea Regionale Siciliana?
Che cosa c'e' di piu' facile, mi sono detta. Talmente facile che ne ho
scritte sessanta, poi novanta: tutte infarcite di retorica dalla prima
all'ultima, pezzi strappacuore di un'inutilita' davvero unica.
E allora torniamo coi piedi per terra, cerchiamo di essere utili.
Immaginiamo che ci sia qualcuno, anche uno solo, indeciso non tanto su chi
votare ma se votare o no. Qualcuno oramai convinto che tanto tutto sia
uguale, che tutti siano uguali. Qualcuno convinto di essere troppo piccolo,
troppo poco, troppo uno per fare la differenza. Potra' sembrare impossibile
a chi pensi, come la maggior parte di noi, che di qua c'e' Rita Borsellino,
di la' Salvatore Cuffaro e in mezzo i tredici anni delle loro storie
personali e politiche, chiaro: eppure la Sicilia ha uno dei tassi di
astensionismo piu' alti d'Italia.
Purtroppo sappiamo che Cosa Nostra e piu' in genere le organizzazioni
criminali le elezioni le vincono in vari modi, uno dei quali e' diffondere
nel tessuto civile, gia' duramente logorato, dei territori nei quali
esercita il suo dominio la diffidenza verso tutte le istituzioni: chinati
junco ca passa la china, piegati canna che la piena passa, l'onda si placa,
non vedere non guardare non ricordare. Che cosa dire al ragazzo che si vede
rubare il motorino? Fai la denuncia, certo: ma poi o te ne puoi ricomprare
uno, o resti senza, o infine c'e' qualcuno al quale puoi rivolgerti per
riaverlo, in cambio di denaro o, chissa', prima o poi di un favore. Vuoi
aprire una tua attivita'? Benvenuto: ma preparati a pagare se vuoi che ti
sia fatto il favore di lasciarla aperta. Vuoi l'acqua? Favorisci; paga e
favorisci. Non ti aspetterai che un voto cambi qualcosa! Il nostro ipotetico
qualcuno, soffocato da tanta melma, poco fatichera' a confondere diritti e
favori e le cose andranno avanti cosi' perche' e' cosi' che da troppo tempo
vanno: tutto cambia perche' nulla cambi, si sa.
E allora, se e' questo quel che si sa, cerchiamo quel che non si sa:
rialziamo il capo, spalanchiamo porte e finestre, facciamo entrare l'aria,
scompaginiamo le carte del castello. Che un'altra Sicilia e un altro mondo
siano possibili e' cosa di cui oramai dovremmo iniziare ad avere le prove;
si tratta di passare da possibile a reale. Non e' un passo da poco ma e'
l'unico indispensabile per continuare a camminare a testa alta e alla piena
che monta fare argine invece di lasciarsene sommergere. Facile a dirsi, dal
continente, si obiettera': ma basta con questa falsa (si', peggio che
sbagliata: falsa) convinzione, ovvero questa illusione, che la Sicilia sia
laggiu', in fondo, e che esista un altrove, un qui, nel quale sapersi
lontani e in salvo dalla barbarie. Ogni pezzo di terra strappato al
controllo mafioso, ogni posto di lavoro reso trasparentemente disponibile,
ogni mezzo di trasporto che colleghi case e scuole, ogni edificio in cui si
studi invece di macellarvi carne, ogni cura medica ricevuta quando e come si
deve e' insieme sacchetto di sabbia per l'argine e risultato degli argini
alzati.
Percio' sostengo Rita Borsellino, perche' so che se sara' eletta - e sara'
eletta! - sara' a sua volta lei a sostenere me e a restituire salute a un
pezzo di quel corpo collettivo che e' il mio paese.
Un pezzo, francamente, nel quale in occasioni del genere mi viene ogni volta
una gran voglia di essere siciliana per poterci andare a votare.

11. PAOLA MANCINELLI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Paola Mancinelli (per contatti: mancinellipaola at libero.it) per
questo intervento]

Cone studiosa di filosofia a servizio della verita' nell'impegno per la
polis, come insegnante, educatrice e formatrice, intendo aderire e
condividere l'impegno di Rita Borsellino.
In primis ritengo che la sua lotta nonviolenta, democratica, ferma e
consapevole per una democrazia autentica, per uno stato che garantisca
giustizia, dignita', liberta' sia fotemente esemplare rispetto ad una
immagine diseducativa di vendetta, ritorsione, ricatto, compromesso che
santura l'azione politica, l'istanza etica e quella comunitaria.
Come dice Eraclito solo i desti hanno un mondo comune e osare l'insperato e'
il collante di questa possibile costruzione.
Inoltre,sono convinta che l'altezza e la nobilta' dell'impegno sia radicata
nella fedelta' al quotidiano, alla vita activa, spazio del'agire pubblico,
ove, pero', l'azione rinvia all'indisponibile grandezza della dignita'
dell'uomo e assume una portata universale nel momento in cui ci si prende
cura di un'umanita' storica ed incarnata.
Auguro a Rita e a noi di poter continuare a prendere coscienza della natura
nobile e profetica dell'agire nella citta' dell'uomo, perche' il retaggio e
la memoria della storia sia la radice della capacita' di futuro che mai
nessuna generazione puo' e deve lasciarsi rubare.
E che questa investitura generazionale, come la chiamava Balducci, possa
essere un faro che orienti convergenze etiche e creatice capaci di
alleggerire la terra.

12. RAFFAELLA MENDOLIA: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Raffaella Mendolia (per contatti: raffamendo at libero.it) per
questo intervento]

La candidatura di Rita Borsellino rappresenta uno spiraglio di vera speranza
nella vita pubblica della regione Sicilia, perche' incarna un nuovo modo di
fare politica, concretamente a fianco della societa' civile.
Rita ha saputo trasformare il ricordo del fratello in un impegno attivo per
la societa' civile, costruito nel tempo attraverso la lotta alla mafia, e
poi dedicandosi all'educazione alla legalita' e alla democrazia delle nuove
generazioni. La sua candidatura e' importante oggi non tanto per la sua
valenza simbolica ma soprattutto per la concreta volonta' di trasformare la
Sicilia.
Il suo sguardo e' oggi provvidenzialmente rivolto al futuro: la sua missione
e' infatti trasmettere ai giovani la consapevolezza dei propri diritti
attraverso la conoscenza dei fatti, affinche' possano acquisire una
coscienza critica e responsabile che, una volta adulti, consenta loro di
fare scelte giuste e coerenti per il bene loro e della collettivita', capaci
di interrompere la catena che fino ad oggi ha reso i cittadini schiavi delle
mafie.
L'elezione di Rita Borsellino come Presidente della Regione Sicilia
renderebbe possibile la realizzazione di una politica nuova, che parte dal
basso e insegue soluzioni pratiche a problemi reali, e si presenta quindi
come una imperdibile opportunita' di riscatto e di progresso per la
comunita' siciliana.

13. GIORGIO MONTAGNOLI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Giorgio Montagnoli (per contatti: montagnoli at nodalisfree.it)
per questo intervento]

Mi aggiungo alla schiera degli estimatori di Rita Borsellino, che penso
avra' un buon risultato per la sua determinazione e il suo coraggio.

14. FLAVIA NERI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Flavia Neri (per contatti: flavia.neri at tin.it) per questo
intervento]

Voglio il rispetto delle regole e della legalita',
voglio una giustizia equa e solidale,
voglio liberta',
voglio diritti e doveri per ogni cittadino,
voglio il rispetto dell'ambiente.
Credo nella possibilita' di costruire e vivere un mondo altro:
per questo voglio Rita Borsellino prossima presidente della Regione Sicilia.

15. MARCO PALOMBO: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Marco Palombo (per contatti: tabaccheriapalombo at tiscali.it) per
questo intervento]

Se Rita Borsellino vincera' le elezioni siciliane sara' la vittoria della
gente onesta, della societa' civile che fa politica, dei movimenti di questi
anni che hanno imposto le primarie.
Ma quale che sia il risultato elettorale, questa esperienza, che ha comunque
per ora messo in dubbio un risultato che sembrava scontato, ha insegnato
qualcosa.
Ha insegnato che le primarie sono uno strumento prezioso e vanno difese, che
la societa' civile non deve essere ne' subalterna ne' estranea alla politica
ufficiale, che l'impegno diretto delle donne puo' aiutare a rompere
equilibri consolidati e ingiusti.

16. BRUNA PEYROT: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Bruna Peyrot (per contatti: peyrotb at libero.it) per questo
intervento]

Rita Borsellino: un nome che ricorda alleanze di pace e di nonviolenza.
L'augurio piu' profondo e' che vinca l'elezione alla presidenza di un'isola
meravigliosa, al centro del Mediterraneo, una regione ricca di storia, di
cultura, di gioia e di profumi che ha bisogno di ritrovarsi e di ritrovare
la pace.
Rita unisce la presenza in questa tradizione profonda di una terra di
frontiera con l'esperienza del dolore trasformato in servizio al prossimo.
La dimensione soggettiva e quella politica trovano espressione nel suo
impegno sociale, da "sorella" e da cittadina.

17. ALESSANDRO PIZZI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Alessandro Pizzi (per contatti: alexpizzi at virgilio.it) per
questo intervento]

Auguro ai cittadini siciliani di essere governati per i prossimi cinque anni
da Rita Borsellino.

18. ILENIA BEATRICE PROTOPAPA: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Ilenia Beatrice Protopapa (per contatti: ladyjaners at hotmail.it)
per questo intervento]

Ricordiamo le preziose parole di Paolo Borsellino: "La lotta alla mafia deve
essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la
bellezza del fresco profumo della liberta' che si oppone al puzzo del
compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguita' e quindi della
complicita'".
Mancano ormai poche ore alle elezioni amministrative in Sicilia e troviamo
una candidatura, quella di Rita Borsellino, che ha bisogno del sostegno di
tutte le persone oneste che credono e si battono per la lotta alle mafie.
Non dimentichiamo che qui non e' in gioco il destino della sola Sicilia,
bensi' il futuro dell'Italia intera, e Rita Borsellino si e' da sempre
battuta per il superamento di ogni sudditanza alla mafia, anzi alle mafie
(camorra, 'ndrangheta, sacra corona unita, banda della Magliana ecc.) di
questo nostro Paese.
Sostenere Rita Borsellino significa oggi sostenere un cammino di liberazione
(ricordiamo che Rita e' stata l'iniziatrice convinta di Libera, la piu'
importante realta' in Italia che ha come principio il rifiuto assoluto della
"convenienza" del convivere con le mafie), un cammino che, basandosi sul
ricordo indelebile del fratello Paolo, nonche' di Giovanni Falcone, fa si'
che tutte le persone eticamente coraggiose (e si fa riferimento all'intera
nazione Italiana), capiscano sempre di piu' che la mafia e' un fenomeno
umano (nel senso che e' stato messo su, purtroppo, dall'uomo stesso) e -
parafrasando le parole di Falcone - come ogni fenomeno umano ha avuto un
inizio e, soprattutto, avra' una fine.
Con Rita Borsellino voltiamo quindi pagina, perche' il malaffare, gli
imbrogli, gli intrecci illeciti (percio' le mafie) sono destinati a finire e
sentiremo, finalmente, "il fresco profumo della liberta'".

19. SEVERINO SACCARDI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Severino Saccardi (per contatti: s.saccardi at aliceposta.it) per
questo intervento]

Rita Borsellino e' una bella figura, emblematica e rappresentativa di molti
valori, umani, etici e politici, che ci rimandano non solo ad un'altra idea
della Sicilia, ma  anche ad un'altra idea dell'Italia.
Rita Borsellino e' molto conosciuta ed apprezzata in Toscana, soprattutto
nelle scuole che sono state gemellate con realta' siciliane nel quadro
dell'educazione alla legalita' e nel mondo dell'associazionismo.
La sua figura e la sua azione sono connesse alla prospettiva di un futuro
diverso per la bella terra siciliana, che ha anche l'occasione per
riscoprire le sue piu' significative radici: la vocazione europea e
mediterranea insieme, che solo una matura cultura della convivenza puo'
contribuire  a valorizzare.
Rita ci ricorda che non c'e' vera convivenza se non c'e' rispetto della
legalita' e del diritto.
Di cuore, mi sento di augurarle successo nell'impresa che generosamente si
e' prefissa di realizzare.
Severino Saccardi, direttore di "Testimonianze", consigliere regionale della
Toscana

20. LUCA SALVI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Luca Salvi (per contatti: lucasalvi at msw.it) per questo
intervento]

Voglio esprimere la mia opinione personale che non possa esserci candidata
migliore di Rita Borsellino per la Regione Sicilia, una regione meravigliosa
e bisognosa soprattutto di giustizia e di legalita'.
Questa candidatura onora la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino,
ed e' la candidatura dei siciliani che vogliono voltare pagina e creare
un'altra Sicilia di pace, di giustizia e di prosperita'.

21. WANDA TOMMASI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Wanda Tommasi (per contatti: wanda.tommasi at univr.it) per questo
intervento]

Dichiaro sen'altro il mio appoggio alla candidatura di Rita Borsellino alla
Presidenza della Regione Sicilia: credo sia un significativo esempio di
donna impegnata nella lotta contro la mafia.

22. ALBERTO TREVISAN: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Alberto Trevisan (per contatti: trevisanalberto at libero.it) per
questo intervento]

Rita Borsellino non e' una "quota rosa" ma e' una donna che come molte
altre, Maria Falcone, Carol Beebe Tarantelli, Rosa Calipari e molte altre,
hanno preso il testimone dei loro fratelli, dei loro compagni, dei loro
parenti per continuare il loro impegno stroncato dalla mano assassina di
quanti non permettono lo sviluppo di una societa' piu' giusta, piu' umana.
Amo il Sud, amo la Sicilia e vedo in Rita il punto di riferimento di una
societa' che vuole cambiare.
La nave della legalita' che ieri ha raggiunto Palermo con giovani da ogni
parte d'Italia, non solo da Locri, dovra' essere la nave che Rita sapra'
guidare nel mare piu' bello che abbiamo, che deve unire, accogliere e non
rinchiudere i nostri fratelli che fuggono dalla guerre, dalla fame dei paesi
dell'altra sponda del Mediterraneo.
Il suo "programa partecipato" e' la continuazione dell'opera di Danilo
Dolci, di Lorenzo Barbera, di tanti siciliani, come Pio La Torre, come
Giuseppe Impastato.
Sono con Rita e le auguro di riuscire in questa impresa di civilta' e
fraternita'.

23. GUALTIERO VIA: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Gualtiero Via (per contatti: gualtierov2000 at yahoo.it) per
questo intervento che estraiamo da una piu' ampia lettera]

Ovviamente mi auguro con tutto il cuore che Rita Borsellino vinca, e magari
stravinca...

24. LUISA ZANOTELLI: CON RITA BORSELLINO
[Ringraziamo Luisa Zanotelli (per contatti: luisazanotelli at virgilio.it) per
questo intervento]

Vorrei poter essere  a Palermo, nella citta' tanto cara a Rita, per mettermi
a disposizione della rete di amici sostenitori per contribuire alla riuscita
di Rita Borsellino alla prima carica istituzionale siciliana.
E questo di lei mi viene da dire:
Rita e' la perla nella conchiglia
scheggiata
rigata di sabbia
per quanti difetti lei abbia
e' una meraviglia.
*
Un augurio di cuore a tutti,
Luisa Zanotelli

25. UN PROFILO DI RITA BORSELLINO

Rita Borsellino, sorella del magistrato Paolo Borsellino assassinato dalla
mafia, e' da molti anni insieme a don Luigi Ciotti la principale animatrice
dell'associazione "Libera", la principale rete dei movimenti della societa'
civile impegnati contro la mafia. Per coordinare e diffondere le
informazioni sulla campagna a sostegno della candidatura di Rita Borsellino
a presidente della Regione Sicilia e' attivo il sito: www.ritapresidente.it
*
Dal sito della Wikipedia (http://it.wikipedia.org) riprendiamo la seguente
piu' ampia notizia biobibliografica: "Rita Borsellino (Palermo, 2 giugno
1945) e' una cittadina siciliana nota per il suo impegno in campo politico e
sociale. Sorella del magistrato Paolo Borsellino, nel 1967 si laureo' in
farmacia all'Universita' degli Studi di Palermo, esercitando la professione
di farmacista nel capoluogo siciliano per vari anni. E' divenuta, in seguito
all'assassinio del fratello, testimone della lotta alle criminalita'
organizzate. Nel 1995 divenne vicepresidente di Libera, associazione
antimafia fondata da don Luigi Ciotti, di cui e' stata nominata
presidentessa onoraria nel 2005. Con Libera ha contribuito in maniera
determinante allíapprovazione delle legge 109/96 sull'uso sociale dei beni
immobili confiscati alle mafie e sostiene attivamente il progetto Libera
Terra. Dal 1992 e' impegnata attivamente nella societa' civile nel campo
dell'educazione alla legalita' democratica, nel diffondere una cultura di
giustizia e solidarieta', non solo per tener vivo il ricordo del fratello e
di tutte le vittime della mafia, ma soprattutto perche' in particolare le
nuove generazioni attraverso la conoscenza dei fatti acquistino
consapevolezza dei propri diritti, del valore della legalita' e della
democrazia, una coscienza critica e responsabile che, una volta adulte,
consenta loro di fare scelte giuste e coerenti per il bene loro e della
collettivita' nella quale sono chiamate a vivere. Dal 1994 assieme all'Arci
Sicilia e in seguito con la collaborazione di Libera contribuisce
all'ideazione e alla crescita dell'iniziativa della Carovana Antimafie,
un'esperienza ormai di carattere internazionale che mira a "portare per
tutte le strade" l'esperienza di un'antimafia propositiva che vuole incidere
positivamente sulla realta' economica, sociale, amministrativa dei luoghi
che attraversa stringendo intrecci solidali ed etici tra i cittadini, le
istituzioni e le diverse realta' della societa' civile organizzata presenti
sui territori. Dal 1998 e' presidentessa della 'Associazione Piera Cutino -
guarire dalla talassemia', associazione senza scopo di lucro che promuove la
ricerca medica contro la talassemia. Numerose sono state le sue iniziative
contro le attivita' mafiose ed in favore dell'emancipazione delle donne. Tra
le sue opere, impregnate proprio di questi temi, si ricordano Nonostante
Donna. Storie civili al femminile (1996); La fatica della legalita' (1999);
I ragazzi di Paolo. Parole di resistenza civile (2002); Fare memoria. Per
non dimenticare e per capire (2003); Rita Borsellino - Il sorriso di Paolo
(2005). Alla fine del 2005 si e' intensificato il suo impegno politico
accettando la proposta, veicolata dalla coalizione di centrosinistra, di
candidarsi alla presidenza della Regione Sicilia nelle amministrative della
primavera 2006. La sua candidatura e' stata sancita dallo svolgimento di
elezioni primarie (il 4 dicembre), nelle qualiha ottenuto il 66,9% dei
consensi... E' sposata dal 1969 e ha tre figli".
*
Tre siti particolarmente utili:
- Rita Borsellino Presidente: www.ritapresidente.it
- Comitati per Rita Borsellino Presidente: www.comitatixrita.it
- Rita-express: www.ritaexpress.it

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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE
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Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 65 del 25 maggio 2006

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