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La nonviolenza e' in cammino. 1400



LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1400 del 27 agosto 2006

Sommario di questo numero:
1. Bertolt Brecht: Ecco gli elmi dei vinti, abbandonati
2. Carla Oliva: La spirale della violenza
3. Indice dei numeri 1343-1373 (luglio 2006) de "La nonviolenza e' in
cammino"
4. Ristampe: Aleksandr S. Puskin, Opere
5. Riedizioni: Scrittori del Risorgimento
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento
7. Per saperne di piu'

1. POESIA E VERITA'. BERTOLT BRECHT: ECCO GLI ELMI DEI VINTI, ABBANDONATI
[Da Bertolt Brecht, L'abici' della guerra. Immagini della seconda guerra
mondiale, Einaudi, Torino 1975, 1980, riportiamo i versi di commento
all'immagine 57: Elmetti abbandonati dalle truppe tedesche in fuga. Bertolt
Brecht (1898-1956), scrittore, poeta, drammaturgo tedesco tra i maggiori del
Novecento, nella sua opera e' rilevante l'impegno contro la guerra e contro
l'oppressione sociale. Tra le opere di Bertolt Brecht segnaliamo in
particolare l'utile volumetto per la scuola curato da Renato Solmi e dal Ccm
di Torino: Bertolt Brecht, L'abici' della guerra, Einaudi, Torino 1975, ed
ovviamente almeno le Poesie di Svendborg, Einaudi, Torino 1976, ma anche
altrettanto ovviamente le Poesie e canzoni, Einaudi, Torino 1959; per
l'opera teatrale ovviamente Teatro, Einaudi, Torino 1963; cfr. anche la
raccolta de I capolavori di Brecht, e i Drammi didattici, sempre presso
Einaudi; tra le prose ad un tempo narrative e di pensiero cfr. almeno i
Dialoghi di profughi, Gli affari del signor Giulio Cesare, Me-ti. Libro
delle svolte, e le Storie da calendario, tutte presso Einaudi; cfr. inoltre
almeno il Diario di lavoro, Einaudi, Torino 1976. Ma altre sue opere
occorrerebbe citare qui, tutte in Italia edite da Einaudi. Opere su Bertolt
Brecht: per un'introduzione cfr. il volume a cura di Roberto Fertonani, Per
conoscere Bertolt Brecht, Mondadori, Milano 1970; Paolo Chiarini, Bertolt
Brecht. Saggio sul teatro, Laterza, Bari 1959, 1967; Hans Mayer, Brecht e la
tradizione, Einaudi, Torino 1972; ed ovviamente Klaus Voelker, Vita di
Bertolt Brecht, Einaudi, Torino 1978]

Ecco gli elmi dei vinti, abbandonati
in piedi, di traverso o capovolti.
E il giorno amaro in cui voi siete stati
vinti non e' quando ve li hanno tolti,

ma fu quel primo giorno in cui ve li
siete infilati senza altri commenti,
quando vi siete messi sull'attenti
e avete cominciato a dire si'.

2. RIFLESSIONE. CARLA OLIVA: LA SPIRALE DELLA VIOLENZA
[Dalla rivista "Una citta'", n. 137, marzo 2006 (disponibile anche nel sito
www.unacitta.it) riprendiamo la seguente intervista. Carla Oliva, ostetrica,
lavora nel Consultorio giovani di Genzano, nei Castelli Romani, e svolge
attivita' di volontariato presso il centro "Donne in difficolta'" di
Valmontone]

- "Una citta'": Qual e' la portata, oggi, del fenomeno della violenza contro
le donne in famiglia?
- Carla Oliva: Chi se ne occupa sa perfettamente che le donne maltrattate
nel 95% dei casi subiscono la violenza da una persona conosciuta, un
familiare. Quasi sempre si tratta del marito o l'ex-marito, del partner o
l'ex-partner. Qualche volta e' il figlio a diventare violento, quando
cresce, qualche volta invece il padre, oppure un vicino di casa, un parente,
uno zio. Raramente e' uno sconosciuto: le violenze occasionali, come uno
stupro o cose di questo tipo, sono piuttosto rare anche se vengono
raccontate sui giornali come fenomeni eclatanti. Il fenomeno della violenza
riguarda essenzialmente le mura domestiche.
Con la parola "violenze" io intendo ogni genere di violenza. Innanzitutto la
violenza fisica, le percosse, le botte; poi la violenza sessuale, lo stupro,
l'obbligo di avere rapporti sessuali non consensuali; in terzo luogo la
violenza psichica, una prevaricazione piuttosto sottile ma dolorosa. Un uomo
infatti puo' obbligare la donna a vivere la sua vita come vuole lui,
costringendola quindi a non-vivere: l'uomo violento arriva a impedire alla
partner di uscire di casa, a privarla totalmente del denaro, anche nei rari
casi in cui lei mantiene il lavoro (in genere infatti l'uomo chiede alla
donna di lasciare il lavoro in modo da renderla definitivamente dipendente
da lui: la mancanza di soldi crea un'immediata subordinazione).
Tutti questi tipi di maltrattamenti vanno per noi dentro lo stesso
contenitore: si tratta sempre di violenza di genere, di tipo sociale e
culturale. Vorrei subito precisare che non sto parlando degli uomini in
generale, sto parlando degli uomini violenti: una categoria trasversale a
qualunque classificazione su base sociale, culturale o professionale: ci
sono persone laureate che sono violente, operai violenti, analfabeti o
illustri professori. Tuttavia queste persone hanno molte caratteristiche in
comune: quella di imporre la propria volonta' anche con la forza, senza mai
chiedere o cercare un dialogo con la compagna, quella di annullare il piu'
possibile la personalita' di lei e di considerarla una proprieta'. Quando
poi la donna non ne puo' piu' (magari hanno alzato le mani in maniera
pesante) allora chiedono scusa e ritornano il giorno dopo con un mazzo di
rose o una scatola di cioccolatini, e' un classico. In realta' non cambiano
mai.
E' chiaro che anche i bambini rimangono vittime di questo clima aggressivo
in famiglia. Non sempre l'uomo e' violento contro i figli allo stesso modo
in cui lo e' con la loro madre, pero' raramente i genitori sono consapevoli
che il solo vedere le violenze subite dalla donna espone i bambini ad un
danno grave. Non e' una cosa tanto risaputa, ma i figli che assistono a
queste prevaricazioni rischiano, piu' degli altri, di diventare a loro volta
violenti, se sono maschi, o vittime di violenza, se sono femmine. Questo
avviene perche' i bambini assimilano gli esempi di mamma e papa' e tendono a
perpetuarli, assumono il modello di relazione tra i genitori (che non e'
certo fondato sul rispetto e sull'amore reciproco) e lo fanno proprio:
quindi una donna e' una donna vittima, che subisce, arrendevole, mentre
l'uomo e' l'uomo forte, che decide da solo senza sentire nessuno e impone la
sua volonta'. Ognuno di noi impara da quello che vede e sperimenta, non ci
inventiamo niente. Accade spesso, ad esempio, che il ragazzino che casomai
nei primi tempi mette in atto comportamenti di difesa nei confronti della
madre, crescendo cominci invece a imitare il padre, comportandosi un po'
allo stesso modo. Questa cosa non e' automatica, e' chiaro, pero' ci sono
dei dati che avvalorano questa ipotesi. Nel 60-70% dei casi, infatti, gli
uomini violenti da bambini hanno subito o assistito alla violenza;
parallelamente, le donne vittime di violenza avevano in molti casi una madre
a sua volta vittima di violenza, come se avessero assimilato la
predisposizione, il ruolo di sottomesse. Quindi sia che i figli le subiscano
direttamente, sia che ne siano solamente testimoni, il danno che ricevono e'
lo stesso. Anche l'omerta' e' un fattore che aggrava il problema nel suo
complesso: le donne spesso nascondono le violenze che subiscono perche' se
ne vergognano, se ne sentono in qualche modo responsabili. Spesso lui dice a
lei: "Mi hai levato le botte dalle mani, me le hai proprio tolte dalle mani,
perche' ti comporti cosi', perche' fai quello!". In realta' non c'e' nessun
motivo valido che giustifichi la violenza contro un'altra persona,
soprattutto se e' piu' debole fisicamente.
Noi abbiamo deciso di impegnarci in questo ambito fondando un'associazione,
"Sostegno donna". Abbiamo subito frequentato un corso di formazione
organizzato dall'associazione "Differenza donna", che ha sede a Roma, la
prima associazione in Italia ad aprire un centro anti-violenza.
*
- "Una citta'": Quali competenze bisogna acquisire?
- Carla Oliva: Anche le persone (le stesse donne) con tanta buona volonta'
ma che non conoscono il fenomeno, rischiano di fare dei danni. La nostra
cultura infatti spinge un po' a mantenere unita la famiglia: se c'e' una
lite tra marito e moglie e magari lei minaccia di andarsene perche' e'
stanca delle botte, l'atteggiamento ingenuo di molti e' quello di
"tamponare" e tentare di risolvere la situazione evitando la rottura. Il
ricatto coniugale puo' bloccare la decisione di una donna, che si sente
colpevole nel privare i figli del padre o, magari, si preoccupa di un marito
che sarebbe incapace di vivere da solo. Si possono quindi dare consigli
sbagliati, consigliando di tornare a casa, mentre l'unica cosa da fare e'
separarsi perche' l'uomo violento non cambia quasi mai. Il cambiamento e'
eccezionale, rarissimo, e questa e' l'esperienza di tutti i centri
anti-violenza. Bisogna anche dire che molte donne dopo aver lasciato il
partner violento ed esser venute magari nei centri per un breve periodo, poi
non hanno sopportato la separazione e sono tornate a casa: resta comunque
difficile dire addio a un'unione, a un rapporto durato anni, nel quale si
sono investite speranze, tante energie con l'obiettivo di creare una
famiglia, e' difficile ammettere di aver sbagliato tutto. Ma la situazione
da cui erano fuggite si rimanifesta sempre, con la stessa violenza e peggio
di prima. E' una caratteristica propria della violenza in famiglia, quella
di aggravarsi. In genere c'e' proprio un'escalation e c'e' il rischio forte
che l'uomo violento possa arrivare a uccidere. In quel caso, se lei
percepisce il pericolo e chiede aiuto, che ci sia una casa di accoglienza
dove rifugiarsi coi figli piccoli puo' essere decisivo.
*
- "Una citta'": Il caso dello stupro in famiglia?
- Carla Oliva: Intanto questo tipo di stupro difficilmente viene percepito
come reato dalla donna stessa, che quindi non lo denuncia. La riforma del
diritto di famiglia e' del '75, abbastanza recente insomma; prima era
previsto che la donna assolvesse agli "obblighi coniugali": era il marito
che stabiliva come e quando avere rapporti sessuali. Il fatto e' che molte
persone non sanno che esiste una legge che regola il diritto di famiglia e
tantomeno che e' stata rinnovata, quindi figuriamoci se tutte le donne sanno
che - per legge! - possono decidere se avere o meno un rapporto sessuale.
Nella denuncia e nel processo, poi, a differenza delle percosse che,
specialmente in presenza di un referto del pronto soccorso, sono facilmente
dimostrabili, lo stupro coniugale e' difficile da sostenere.
Io ho fatto l'ostetrica per trent'anni e durante le visite e' una cosa
normalissima sentirle dire: "Che cosa? Devo fare una cura e non avere
rapporti sessuali per quindici giorni? E chi lo dice a mio marito?".
Semplicemente pensano che sia normale accettare o subire un rapporto se il
marito ne ha il desiderio. Anche per gli uomini e' una cosa piuttosto
normale, perche' poi la cultura non la subiamo solo noi donne, ma anche gli
uomini.
*
- "Una citta'": C'e' sicuramente anche il problema, molto concreto, di
sporgere denuncia. Voi vi occupate anche di questo?
- Carla Oliva: Certo. Il passo della denuncia e' molto grave perche'
presuppone un processo. L'impostazione stessa del testo scritto della
denuncia e' un aspetto molto delicato e spesso questo viene redatto con
l'aiuto delle nostre esperte, che sono avvocate che prestano la loro opera
in parte come volontarie. Chi si rivolge a noi molto spesso non ha reddito e
si avvale del gratuito patrocinio e noi conosciamo bene l'iter per
ottenerlo. Quando questo non e' possibile chiediamo un compenso minimo per
l'assistenza legale. Le avvocate che lavorano nel settore sono sempre molto
competenti. Sono proprio loro, fra l'altro, che hanno contribuito a
realizzare il testo di legge del '96 contro la violenza alle donne. E' bene
ricordare che prima di quella data il reato di violenza sessuale contro la
donna era un reato contro la morale, non contro la persona.
Comunque, una donna si ritrova di fronte a mille difficolta' quando decide
di presentarsi, sola, ad una stazione della polizia o dei carabinieri per
denunciare. Proprio perche' non c'e' consapevolezza della gravita' del
fenomeno da parte di alcuni operatori (e non per cattiveria), spesso c'e' il
rischio che le forze dell'ordine percepiscano in maniera distorta le
informazioni della donna, facendosi l'idea di essere di fronte a un
conflitto di coppia in cui e' meglio non immischiarsi. Magari le dicono di
ritornare l'indomani, con la denuncia gia' scritta in tre copie... cosi' la
donna, che aveva dovuto recuperare tutto il coraggio che poteva, dopo aver
preso botte da venti anni, torna a casa e ci ripensa. La minima difficolta'
puo' essere fatale e farla desistere.
A questo proposito c'e' stato un convegno interessantissimo all'inizio di
quest'anno organizzato da "Differenza donna", l'associazione di Roma. Si e'
parlato del rischio che corre una donna maltrattata di venire uccisa se vi
e' una sottovalutazione del pericolo da parte della polizia. Una psicologa,
che e' anche criminologa, ha spiegato che in America e' stato messo a punto
un test di valutazione che dovrebbe essere dato in dotazione a tutte le
forze dell'ordine perche' siano messe in grado di valutare se
effettivamente, in una data situazione, c'e' il rischio di omicidio. E' un
progetto che stanno introducendo con una sperimentazione anche in Italia.
Allora, quando una donna si rivolge al nostro centro e capiamo che la sua
situazione e' da denunciare, la aiutiamo a scrivere un testo, facendola
raccontare, cercando di recepire tutte le informazioni che noi sappiamo
essere importanti, di capire se ci sono dei testimoni che possono avvalorare
le accuse della donna. Accanto alla denuncia la nostra associazione prepara
una relazione di accompagnamento, che diventa un atto importante all'interno
del processo, in cui descriviamo quando la donna e' arrivata da noi e il
percorso che ha fatto. Siccome conosciamo la donna possiamo fare da garanti
della sua attendibilita'. Una donna da sola non sarebbe in grado di fare
questo. L'avvocato difensore di lui cerchera' in tutti i modi di metterla in
difficolta' (e' il suo lavoro), e proprio per questo la nostra presenza e'
fondamentale.
*
- "Una citta'": Oltre a questo quali sono le attivita' della vostra
associazione?
- Carla Oliva: Per prima cosa c'e' il centro d'ascolto che e' un luogo messo
a disposizione dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione. Teniamo molto al
fatto che sia pubblico perche' deve essere riconosciuto da tutti come una
cosa che riguarda l'intera societa'. Abbiamo due sedi nella zona dei
Castelli Romani. In questi centri le operatrici sono presenti alcuni giorni
a settimana e in alcuni orari ben precisi. Per farci conoscere abbiamo
lasciato volantini e altro materiale stampato un po' in tutti i servizi
sociali della zona, consultori, forze dell'ordine, ecc. C'e' un telefono per
contattarci, ma soprattutto le donne possono fisicamente venire alle nostre
sedi per un colloquio, per consulenze legali o psicologiche. Abbiamo delle
psicologhe perche' capita che alcune donne abbiano bisogno anche di questo
genere di sostegno: non e' la consuetudine, perche' il piu' delle volte
hanno solo bisogno di trovare altre donne, solidali e competenti, che
parlino con loro. In alcuni casi, pero', se la violenza e' stata pesante,
una psicologa puo' essere d'aiuto.
Oltre ai centri d'ascolto, esistono case atte a ospitare queste donne, che
possono entrarvi anche con i bambini piccoli, per un breve periodo (tre o
quattro mesi) e, soprattutto, con un progetto preciso e personale. La donna
accede al centro quando ha un progetto di uscita dal fenomeno della
violenza: nel breve periodo di transizione durante il quale e' ospitata si
cerca un lavoro e una casa, da sola o insieme ad un'altra donna. Il progetto
serve infatti a costruirsi un futuro autonomo. Le donne possono anche
frequentare dei corsi; noi siamo in contatto con molte associazioni che si
occupano dell'inserimento o del reinserimento nel mondo lavorativo,
collaboriamo con tutti gli uffici di collocamento. Una donna che entra in un
centro anti-violenza e' disperata, in un primo tempo si adatta a ogni genere
di lavoro, ma se riesce a recuperare una professione, magari la propria
professione abbandonata, puo' impegnarsi in una attivita' piu'
soddisfacente. In quattro mesi una donna decisa riesce a realizzare il suo
progetto. Questo tragitto per alcune e' davvero liberatorio: scoprono di
essere capaci di fare delle cose quando per tutta la vita sono state
considerate incapaci, inutili: "Tu non sai fare niente! Tu non vali
niente!". A forza di essere continuamente squalificate alla fine ci credono
davvero. Quella del marito e' l'unica campana che sentono per anni, anche
perche' una donna succube raramente frequenta altre persone fuori da casa,
ma una volta fuori da quel contesto la donna scopre di essere in gamba, vede
che riesce a mantenere i suoi figli... Rifarsi una vita di coppia invece e'
piu' difficile per tutte, ma e' comprensibile.
La nostra casa funziona molto bene. Non tutte ne escono vincenti, ma per
loro noi continuiamo a rappresentare l'opportunita' di scegliere, di fare
una cosa invece che un'altra. Se non ci fossero questi centri, una donna che
vuole scappare da casa dove andrebbe? A volte l'esistenza del centro serve a
evitare un omicidio: quando leggiamo sui giornali di un uomo che ha ucciso
la moglie o l'ex moglie... ecco, forse se quella donna avesse saputo
dell'esistenza di un centro anti-violenza non sarebbe stata uccisa.
*
- "Una citta'": Il momento in cui una donna decide di andarsene di casa e'
molto critico...
- Carla Oliva: E' un momento delicatissimo. Non sempre accade, ma a volte il
marito o il partner non accetta affatto quel tipo di decisione e allora il
rischio e' altissimo. Spesso si aspetta che lui esca per andare al lavoro,
lei ha gia' organizzato tutto, d'accordo con noi... A volte andiamo a
prenderla a casa noi operatrici, da sole o accompagnate addirittura dai
carabinieri.
E' un momento critico anche perche' non si possono commettere errori: la
donna non deve dimenticare nulla perche' non potra' piu' tornare a casa. Un
documento dei figli, il libretto delle vaccinazioni, cose di questo tipo non
sono piu' recuperabili una volta che la donna e' scappata. Noi operatrici
seguiamo una formazione anche per questo, per saper aiutare le donne nel
modo giusto, con consigli pratici precisi. E' rischioso che lei si
riavvicini alla casa nei primi tempi come pure che lui venga a sapere dove
si e' trasferita: alcuni uomini si appostano nei pressi dei centri
anti-violenza e aspettano che la loro donna esca. Nei quartieri che ospitano
questi centri ormai c'e' una collaborazione consolidata e molto preziosa con
le forze dell'ordine, che ci conoscono, sanno che quando vengono chiamati
c'e' realmente una situazione di rischio e non lo sottovalutano. Questa
rete, tra centri, servizi sociali, forze dell'ordine e altri istituti e'
proprio preziosa: facendo un pezzettino ciascuno possiamo dare un aiuto piu'
completo.
*
- "Una citta'": La donna succube puo' aver assimilato il ruolo della propria
madre che subiva...
- Carla Oliva: Si', in molti casi e' proprio cosi'. La donna crescendo
reitera il ruolo della madre e diventa una donna vittima, che non sa
esprimersi ne' rispettarsi come persona: non riconosce i propri desideri e
progetti e quindi non li mette in atto. E gli uomini, violenti o predisposti
alla violenza, ricercano nelle loro relazioni questo tipo di donna e gia'
all'inizio della relazione percepiscono chiaramente che una donna dal
carattere debole e' disponibile ad accettare le imposizioni. Sono due ruoli,
maschile e femminile, che si cercano. Ecco, aiutare le donne in difficolta',
come cerchiamo di fare noi, a riconoscersi una personalita' e dei diritti,
gia' riduce il fenomeno della violenza. Ma sarebbe importante che anche
nelle scuole si conoscesse la portata e la gravita' della situazione. Ad
esempio, si potrebbero fare dei corsi appositi sul bullismo, offrendo degli
strumenti ai ragazzi e alle ragazze. Quando a scuola si manifestano episodi
di prevaricazione, non si dovrebbe minimizzare o dare semplicemente una
punizione, perche' la situazione si ripresentera' identica all'uscita da
scuola. Si dovrebbe invece affrontare la cosa apertamente, in classe, con
gli insegnanti, senza colpevolizzare i ragazzi, ma mettendoli in condizione
di essere consapevoli di quello che sta avvenendo. Questo tipo di lavoro
dovrebbe rafforzare la personalita' di chi in genere e' la vittima: forse
capirebbero che se si isolano, se tacciono, se rimangono succubi
dell'omerta', se non lo dicono ai genitori sara' sempre peggio. I ragazzini
vivono molto il peso dell'omerta', chiedere aiuto alla mamma o alla
professoressa significa non saper fare da se' e allora tutti zitti...
Purtroppo questa cosa non e' stata ancora ben compresa e nelle scuole la si
affronta in maniera talvolta inappropriata. C'e' un sacco di lavoro da fare
su questo, insegnare ai piu' piccoli che si puo' fare a meno della violenza
nei loro rapporti, che e' piu' bello vivere senza.

3. MATERIALI. INDICE DEI NUMERI 1343-1373 (LUGLIO 2006) DE "LA NONVIOLENZA
E' IN CAMMINO"

* Numero 1343 del primo luglio 2006: 1. Peppe Sini: Un sofisma da rigettare;
2. "Azione nonviolenta" di luglio; 3. Lega obiettori di coscienza: Campagna
di obiezione di coscienza alle spese militari per la difesa popolare
nonviolenta; 4. Marinella Correggia: Acqua; 5. Ingrid Facchinelli: Una
lettera della "Fondazione Alexander Langer"; 6. Davide Turrini intervista
Serge Latouche; 7. Rosino Gibellini: Per una alleanza tra scienza e
sapienza. Su un recente libro di Juergen Moltmann; 8. Riletture: Friedrich
Engels, Antiduehring; 9. Riletture: Friedrich Engels, L'origine della
famiglia, della proprieta' privata e dello stato; 10. Riletture: Friedrich
Engels, Ludwig Feuerbach e il punto d'approdo della filosofia classica
tedesca; 11. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 12. Per saperne di piu'.
* Numero 1344 del 2 luglio 2006: 1. "L'Italia ripudia la guerra"; 2. Peppe
Sini: Quindici uomini sulla cassa del morto; 3. Hannah Arendt: L'inganno; 4.
Simone Weil: Il cattivo uso del linguaggio; 5. Riccardo Orioles ricorda
Giuseppe D'Urso; 6. Adriana Cavarero: Un colloquio sulla filosofia della
differenza sessuale; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne
di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 80 del 2 luglio 2006: 1. Ventuno
articoli di Benito D'Ippolito; 2. Ci verra' chiesto conto; 3. Per Simone; 4.
Sulla strada dell'aeroporto; 5. Il naufragio; 6. Alcuni altri omissis da un
rapporto; 7. Le cose da fare; 8. Dopo Capaci; 9. Alex; 10. En arche'; 11.
Per Sergio Endrigo; 12. In memoria di Simon Wiesenthal; 13. Sette lapidi per
dire un si'; 14. Incidente a Kabul; 15. I fatti di Falluja; 16. In difesa
delle piante ornamentali. Prosopopea; 17. Tom; 18. Puntuale come la morte;
19. Sul torpedone; 20. Dal mattino; 21. Oi autoi; 22. Una scelta; 23.
Appendice prima: Blues del treno della morte; 24. Appendice seconda: Quattro
vecchi volantini dei tempi della prima guerra del Golfo; 25. Breve notizia
sull'autore.
* Numero 1345 del 3 luglio 2006: 1. Peppe Sini: A rose is a rose is a rose;
2. Giancarla Codrignani: Non come Pilato; 3. Lidia Menapace: Una lettera dal
senato; 4. Rossana Rossanda: Irresponsabilita'; 5. Angela Giuffrida: La
violenza, assenza di pensiero; 6. Maurizio Viroli intervista Amy Gutmann
sull'educazione democratica; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per
saperne di piu'.
* Numero 1346 del 4 luglio 2006: 1. "Statunitensi per la pace e la
giustizia": Oggi da Washington a Roma in digiuno contro la guerra; 2. Mao
Valpiana: Qualche breve riflessione e una proposta di lavoro; 3. Giobbe
Santabarbara: L'astuzia piu' grande del diavolo; 4. Severino Vardacampi:
Cento cavalli bigi; 5. Gli stupori di Scarpone: Capriole; 6. Le amarezze di
Protervo Villanzoni: L'argomento dell'arreso; 7. Barbara Spìnelli:
Afghanistan; 8. Lidia Menapace: Bombe, frecce e un'amara conclusione; 9.
Peppe Sini: Un'epistola a Lidia in forma di sonetto; 10. Tiziana Bartolini:
Un appello di "Noi donne"; 11. Letture: Vittorangelo Orati, Globalizzazione
scientificamente infondata; 12. Riedizioni: Francesco De Sanctis, Opere; 13.
La "Carta" del Movimento Nonviolento; 14. Per saperne di piu'.
* "Voci e volti della nonviolenza", numero 29 del 4 luglio 2006: 1. Per
Franca Ongaro Basaglia (parte seconda); 2.. Mario Colucci ricorda Franca
Ongaro Basaglia; 3. Tommaso Losavio ricorda Franca Ongaro Basaglia; 4.
Agostino Pirella ricorda Franca Ongaro Basaglia; 5. Franco Rotelli ricorda
Franca Ongaro Basaglia; 6. Paolo Tranchina ricorda Franca Ongaro Basaglia;
7. Omero Dellistorti: Per Franca Ongaro Basaglia; 8. Franca Ongaro Basaglia:
a vent'anni dalla legge 180; 9. Et coetera.
* Numero 1347 del 5 luglio 2006: 1. Peppe Sini: Di respirare la stessa aria;
2. Enrico Piovesana: La verita' della guerra; 3. Gino Strada: Il gioco delle
tre carte; 4. Marco Garatti: Ospedali, non cannoni; 5. Il conflitto afgano
oggi; 6. Da una lettera di Misone eleatico all'amico suo Panfilo
gerosolimitano; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di
piu'.
* Numero 1348 del 6 luglio 2006: 1. Federazione Universitaria Cattolica
Italiana: No all'invio delle truppe italiane in Afghanistan (un appello del
6 novembre 2001); 2. Peppe Sini: Alex, Lidia, Gigi e le lacrime delle cose;
3. Gino Strada: Una lettera al quotidiano "La Repubblica"; 4. Enrico
Piovesana intervista Fabio Mini; 5. Rossana Rossanda: Prima di tutto i
fatti; 6. Enrica Bartesaghi: Appello per una commissione parlamentare
d'inchiesta sui fatti di Genova del 2001; 7. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 71 del 6 luglio 2006: 1. Per
carita'; 2. Emergency: Ripudiare la guerra o la Costituzione? 3. Cindy
Sheehan: "E le bombe esplodono in aria"; 4. Franca Ongaro Basaglia:
Fondamenti teorici e culturali della riforma psichiatrica in Italia (parte
seconda e conclusiva).
* Numero 1349 del 7 luglio 2006: 1. Terroristi; 2. Mao Valpiana: Una
proposta irricevibile; 3. Gino Strada: La menzogna del ministro; 4. Giobbe
Santabarbara: Una bizzarra amnesia; 5. Giancarla Codrignani: Approfondire la
riflessione; 6. Enrico Peyretti: Fino a quando? 7. Rossana Rossanda presenta
"Cristiani in armi" di Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri; 8. Una
postilla al testo che precede; 9. Peppe Sini: La risposta soffia nel vento;
10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* Numero 1350 dell'8 luglio 2006: 1. Virginia Woolf: Zeitgeist; 2. Peppe
Sini: La falsa alternativa e i morti veri; 3. Giobbe Santabarbara: La
politica dei due tempi. E le persone frattanto uccise; 4. Susan Sontag:
Zeitgeist; 5. Alberto Burgio: Una guerra e' una guerra; 6.Claudio Riolo: Se
per paradosso; 7. Marco Bersani: Non un soldo per la guerra; 8. Simone Weil:
Zeitgeist; 9. Enrico Peyretti: Una lettera a Mao Valpiana; 10. Mao Valpiana:
Una lettera a Enrico Peyretti; 11. Hannah Arendt: Zeitgeist; 12. Barbara
Romagnoli intervista Irshad Manji; 13. Protervo Villanzoni: Manoscritto
trovato in una bottiglia; 14. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 15. Per
saperne di piu'.
* Numero 1351 del 9 luglio 2006: 1. Cindy Sheehan: Primo giorno di digiuno;
2. Sofronisco Scardanelli: E la Costituzione? 3. Severino Vardacampi: La
nonviolenza, non il pacifismo; 4. Peppe Sini: Vesti la giubba; 5. Nella
Ginatempo: La guerra e' la guerra e' la guerra e' la guerra; 6. Lidia
Menapace: Costruire la pace; 7. Floriana Lipparini: Che fare? Alcune idee;
8. Raissa Maritain: E tu lo sai; 9. Enrico Peyretti: Nonviolenza e politica;
10. Giobbe Santabarbara: Politica nonviolenta e nonviolenza
giuriscostituente; 11. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 12. Per saperne
di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 81 del 9 luglio 2006: 1. Etica
dell'irresponsabilita'; 2. Luigi Cavallaro: Rileggendo l'art. 11 della
Costituzione; 3. Maria G. Di Rienzo: Donne afgane; 4. Emanuela Citterio
intervista Odile Sankara; 5. Vita Cosentino: Noi e Odile; 6. Giovanni
Sarubbi: Per la quinta Giornata del dialogo cristiano-islamico; 7. Musulmani
in Italia: dieci proposte di lavoro; 8. Enrico Peyretti: Venerdi', in piazza
Castello.
* Numero 1352 del 10 luglio 2006: 1. Rosa Luxemburg: Un affare di tutti i
giorni; 2. Giobbe Santabarbara: L'antipolitica degli assassini e un equivoco
che si scioglie; 3. Giulio Vittorangeli: La guerra; 4. Da una lettera di
Stratone di Corinto all'amico suo Silesio Polilogoteta; 5. Enrico Peyretti:
Messe; 6. Una lettera al governo di alcuni movimenti nonviolenti su difesa
popolare nonviolenta e servizio civile; 7. Una notizia biobibliografica su
Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri; 8. Silvia Calamandrei presenta
"L'amnistia Togliatti" di Mimmo Franzinelli; 9. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.
* Numero 1353 dell'11 luglio 2006: 1. Una lettera alle ed ai parlamentari
italiani per la formazione delle forze dell'ordine alla nonviolenza; 2. Per
invigilare se stessi (2001); 3. Alcuni elementi di informazione essenziali
per la contestualizzazione (2001); 4. Estratti da tre documenti a vari
soggetti istituzionali (2000-2001); 5. Le numerose qualificate adesioni di
parlamentari gia' pervenute al primo dicembre 2001; 6. Mohandas Gandhi: Una
polizia nonviolenta; 7. Giulio Vittorangeli: Le forbici e l'ago; 8.
Ristampe: Robert Louis Stevenson, Romanzi racconti e saggi; 9. Riedizioni:
Georges Bernanos, I grandi cimiteri sotto la luna; 10. Marforio Pelagatti:
Due telegrammi e mezzo nottetempo dal peripato; 11. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 12. Per saperne di piu'.
* "Voci e volti della nonviolenza", numero 30 dell'11 luglio 2006: 1. Pat
Patfoort; 2. Una relazione di Pat Patfoort; 3. Maria Carrozza intervista Pat
Patfoort; 4. Un'intervista a Pat Patfoort; 5. Et coetera.
* Numero 1354 del 12 luglio 2006: 1. Gli gnorri; 2. Emily Dickinson: Vicini;
3. Alberto L'Abate: La maieutica reciproca. L'attualita' degli insegnamenti
di Danilo Dolci; 4. Lidia Menapace: Laicita'; 5. Rossana Rossanda presenta
"Lei dunque capira'" di Claudio Magris; 6. Ristampe: Daniel Defoe, Opere; 7.
Peppe Sini: Dell'etica della cura; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento;
9. Per saperne di piu'.
* Numero 1355 del 13 luglio 2006: 1. Menzogna e pregiudizio; 2. Stephanie
Westbrook: Bandiere di pace per Camp Casey; 3. Simone Weil: Il freddo
dell'acciaio; 4. "Partire dall'Afghanistan per costruire una politica di
pace". Un appello di alcuni parlamentari; 5. Peppe Sini: Un profondo
dissenso dall'appello che precede e una preghiera ancora; 6. Enrico
Peyretti: Domande sofferte sulla spedizione in Afghanistan; 7. Giobbe
Santabarbara: Una postilla al testo che precede; 8. Waheed Khan: La vergogna
dei "delitti d'onore"; 9. Augusto Cavadi: Un incontro con Serge Latouche in
agosto in Sicilia; 10. Il "Cos in rete" di luglio; 11. Bertolt Brecht:
Quando la guerra comincia; 12. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 13. Per
saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 72 del 13 luglio 2006: 1. Amrita
Mukherjee intervista Mehmooda; 2. Lea Melandri: Un colloquio su
maschile/femminile.
* Numero 1356 del 14 luglio 2006: 1. L'oppressione, la paura; 2. Severino
Vardacampi: Fermare la guerra; 3. Dal 6 al 9 agosto nell'anniversario delle
atomiche su Hiroshima e Nagasaki; 4. Mariagrazia Bonollo: L'impegno della
societa' civile italiana per il Congo verso la pace; 5. Peppe Sini: Due
domande; 6. Amitav Ghosh: Ricordare Abu Ghraib; 7. Lidia Menapace: Frecce,
calci e un'altra Italia possibile; 8. Giancarla Codrignani: Morale vaticana
ed etica femminile, note di una donna credente; 9. Julia Kristeva: L'invito
di Hannah; 10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di
piu'.
* Numero 1357 del 15 luglio 2006: 1. La guerra e' il terrorismo; 2. Contando
fino a tre; 3. Peppe Sini: Un golpista; 4. Albino Bizzotto: Un invito
nell'anniversario di Hiroshima e Nagasaki; 5. Silvia Vegetti Finzi: Alla
domanda che fonda ogni cura; 6. Franco Fortini: Della verita' di Capitini;
7. Vittorio Giacopini presenta "Circostanze incendiarie" di Amitav Ghosh; 8.
Benedetto Vecchi presenta "Vita liquida" di Zygmunt Bauman; 9. Miriam Tola:
Una mostra dedicata a Susan Sontag; 10. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* Numero 1358 del 16 luglio 2006: 1. Peppe Sini: I complici, gli arresi; 2.
Enrico Piovesana: Perche' l'Italia dovrebbe ritirarsi dalla guerra afgana;
3. Da una lettera di Masaccio Dellincerti all'amico suo Eusebio di Boncore;
4. Enrico Peyretti: La violenza e' l'opposto del diritto; 5. Comitato "Via
le bombe": Un convegno il 7 agosto a Pordenone; 6. Marinella Correggia: Il
mito e i danni dei biocarburanti; 7. Una postilla al testo che precede; 8.
Stefano Liberti intervista Jean Ziegler; 9. Luce Fabbri: In questo momento;
10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 82 del 16 luglio 2006: 1. Se
giovassero le cose ripetute (parte prima); 2. Votare no alla guerra; 3. Due
cose chiare; 4. Un sofisma da rigettare; 5. "L'Italia ripudia la guerra"; 6.
Quindici uomini sulla cassa del morto; 7. A rose is a rose is a rose; 8.
L'astuzia piu' grande del diavolo; 9. Cento cavalli bigi; 10. Capriole; 11.
L'argomento dell'arreso; 12. Di respirare la stessa aria; 13. Alex, Lidia,
Gigi e le lacrime delle cose; 14. Per carita'; 15. La risposta soffia nel
vento.
* Numero 1359 del 17 luglio 2006: 1. Peppe Sini: Il governo delle leggi e
come la guerra porti il fascismo; 2. Agnes Heller: Con tutto cio'; 3.
Vittorio Bonanni intervista Jean Ziegler; 4. Una necessaria aggiunta al
testo che precede; 5. Fatema Mernissi: Senza frontiere; 6. L'8 agosto ad
Aviano; 7. Un indispensabile appello in relazione alla notizia che precede;
8. Luce Irigaray: Di piu', di meno; 9. Giulio Vittorangeli: Nicaragua, un
bagno di memoria; 10. Benito D'Ippolito: La gaia guerra contro il
terrorismo; 11. Una regola, anzi due; 12. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 13. Per saperne di piu'.
* Numero 1360 del 18 luglio 2006: 1. Benito D'Ippolito: Messe alla prova; 2.
Se giovassero le cose ripetute (parte seconda); 3. La falsa alternativa e i
morti veri; 4. La politica dei due tempi. E le persone frattanto uccise; 5.
Manoscritto trovato in una bottiglia; 6. E la Costituzione? 7. La
nonviolenza, non il pacifismo; 8. Vesti la giubba; 9. Politica nonviolenta e
nonviolenza giuriscostituente; 10. Etica dell'irresponsabilita'; 11.
L'antipolitica degli assassini e un equivoco che si scioglie; 12. Gli
gnorri; 13. Dell'etica della cura; 14. Menzogna e pregiudizio; 15. Fermare
la guerra; 16. Due domande; 17. La guerra e' il terrorismo; 18. Contando
fino a tre; 19. I complici, gli arresi; 20. Il governo delle leggi e come la
guerra porti il fascismo; 21. Peppe Sini: Un recidivo; 22. Protervo
Villanzoni: La Costituzione a mezzo servizio; 23. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 24. Per saperne di piu'.
* "Voci e volti della nonviolenza", numero 31 del 18 luglio 2006: 1. Simone
Weil; 2. Simone Weil: Mai; 3. Et coetera.
* Numero 1361 del 19 luglio 2006: 1. Divisi chi? 2. Rete Lilliput: Ripudiare
le guerra e agire la nonviolenza; 3. Peppe Sini: Alcune necessarie obiezioni
al testo che precede; 4. Carissimo Pinocchio; 5. Vacanze romane; 6. Noam
Chomsky: Ai parlamentari italiani che voteranno contro la guerra; 7.
Giancarla Codrignani: I limiti umani e le vie della pace; 8. Giuseppe
Bronzini presenta "La giustizia dei vincitori" di Danilo Zolo; 9. La "Carta"
del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.
* Numero 1362 del 20 luglio 2006: 1. Peppe Sini: Dai loro frutti; 2. Michael
Lerner: Medio Oriente, una proposta nonviolenta; 3. Nouhad Moawad: Una
chiamata per Beirut; 4. Barbara Spinelli: Il fallimento del nuovo "Grande
gioco"; 5. Un convegno a Pisa nel centenario della nascita del satyagraha;
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 73 del 20 luglio 2006: 1.
Codepink: Un appello per il "cessate il fuoco"; 2. Luciana Castellina: La
solitudine di israele; 3. Barbara Spinelli: Il fallimento delle "guerre
redentrici"; 4. Giuliana Sgrena: Il pacifismo indispensabile; 5. Elena
Loewenthal: Il coniuge, l'aguzzino; 6. Heinrich Boell: Un'autrice; 7. Franco
Fortini: Un'autrice; 8. Darina Silone: Un'autrice.
* Numero 1363 del 21 luglio 2006: 1. Cessate il fuoco; 2. Il ministro
parolibero; 3. Peppe Sini: Chi li paga? 4. Pamela Ann Smith: Gli uomini
delle caverne; 5. Avraham B. Yehoshua: Una via per la pace; 6. Severino
Vardacampi: I nipotini di Madre Coraggio; 7. Luigi Piccioni:
L'inaccettabile; 8. Patrizia Bortolini intervista Azar Nafisi; 9. Protervo
Villanzoni: Funamboli; 10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per
saperne di piu'.
* Numero 1364 del 22 luglio 2006: 1. "Bat Shalom": Un appello; 2. Nurit
Peled: Contro il razzismo, per la pace e la convivenza; 3. Una postilla al
testo che precede; 4. La guerra di sinistra; 5. Peppe Sini: Una tesi; 6.
Ingeborg Bachmann: Poesia come pane? 7. Stefano Longagnani: Aggiungiamo due
"non sempre"; 8. Enrico Peyretti: Nel gorgo; 9. Lidia Menapace: E' triste,
e' amaro; 10. Elena Loewenthal presenta "Storia di san Cipriano" di Eudocia
Augusta; 11. Letture: Franco Fortini, Un giorno o l'altro; 12. Letture:
Julia Kristeva, Hannah Arendt; 13. Ristampe: Johann Wolfgang Goethe,
Romanzi; 14. Riedizioni: John Maynard Keynes, Teoria generale
dell'occupazione, dell'interesse e della moneta; 15. Un proclama dell'antico
reame di Scaramacai ; 16. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 17. Per
saperne di piu'.
* Numero 1365 del 23 luglio 2006: 1. L'opposizione integrale alla guerra; 2.
Severino Vardacampi: Un centenario a Pisa e dieci note; 3. Giancarlo Gaeta:
Cronologia della vita di Simone Weil; 4. Enrico Peyretti: "Parents' Circle",
il dolore sapiente per forare la barriera del conflitto; 5. Mario Pezzella
presenta "Psicanalisi e politica" di Herbert Marcuse; 6. La "Carta" del
Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 83 del 23 luglio 2006: 1. Judith
Malina, anarchica, femminista, nonviolenta; 2. Una breve notizia su Judith
Malina e il Living Theatre; 3. Judith Malina ricorda Dorothy Day con
Cristina Valenti; 4. Lorenzo Acquaviva intervista Judith Malina e Hanon
Reznicov; 5. Saverio Aversa intervista Judith Malina.
* Numero 1366 del 24 luglio 2006: 1. Rocco Altieri: Un invito a Pisa e un
ragionamento necessario; 2. Umberto Santino: Francesca Serio; 3. Francesca
Cutarelli: Malalai Joya; 4. Giulio Vittorangeli: Le domande giuste; 5.
Barbara Romagnoli presenta "Critica della violenza etica" di Judith Butler;
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* Numero 1367 del 25 luglio 2006: 1. Fernando Rossi: No alla guerra e no
alle menzogne; 2. Peppe Sini: Il cavaliere, la morte e il diavolo; 3. Tavola
della pace: Tre si' alla pace; 4. Franco Restaino: Una notizia biografica su
Hannah Arendt; 5. Maria Vittoria Vittori presenta "Vera" di Elizabeth von
Arnim; 6. Quando, quando, quando, quando; 7. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "Voci e volti della nonviolenza", numero 32 del 25 luglio 2006: 1. Judith
Malina; 2. Roberta Corbo intervista Judith Malina; 3. Francesca De Sanctis
intervista Judith Malina; 4. Maria Dolores Pesce intervista Judith Malina;
5. Et coetera.
* Numero 1368 del 26 luglio 2006: 1. Prima di tutto la pace; 2. Nouhad
Moawad: Raggiungersi attraverso il caos; 3. Convocazione e programma del
convegno di Pisa dell'8-11 settembre 2006; 4. Rachel Scheier: Il club delle
madri; 5. Brunetto Salvarani: Religioni in dialogo; 6. Maria Vittoria
Vittori intervista Joyce Carol Oates; 7. Elena Loewenthal presenta il
"Commento al Deuteronomio" di Rashi di Troyes; 8. Charlie Chaplin: Verdoux
in tribunale; 9. Charlie Chaplin: Verdoux in attesa dell'esecuzione; 10. La
"Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* Numero 1369 del 27 luglio 2006: 1. Benito D'Ippolito: Di buon cuore gli
assassini; 2. Peppe Sini: L'ora della nonviolenza giuriscostituente; 3.
Enrico Piovesana: In Afghanistan occorre solidarieta', non guerra; 4. Maso
Notarianni: Il 73% degli elettori del centrosinistra vuole il ritiro delle
truppe italiane dall'Afghanistan; 5. Hans Kung: Religioni universali, pace
mondiale, etica mondiale; 6. Letture: Nunzia Penelope, Seveso 1976-2006; 7.
Letture: Francesco Pistolato (a cura di), Per un'idea di pace; 8.
Riedizioni: David Ricardo, Principi di economia politica e dell'imposta; 9.
Osvaldo Caffianchi: Orsu' gioiscano gli assassinati afgani; 10. La "Carta"
del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 74 del 27 luglio 2006: 1. Maria
G. Di Rienzo:; Arrestata Medea Benjamin; 2. Svetlana Aleksievic: Da "Ragazzi
di zinco"; 3. Elena Buccoliero intervista Pat Patfoort; 4. Ingeborg
Bachmann: Tutti i giorni; 5. Simone Weil: Quasi sempre.
* Numero 1370 del 28 luglio 2006: 1. Tutti i fuochi, il fuoco; 2. Peppe
Sini: La guerra e chi la approva; 3. Maria G. Di Rienzo: Costruendo il
futuro con la nonviolenza; 4. Eduardo Galeano: Fino a quando? 5. Maria G. Di
Rienzo: Il caffe' delle donne; 6. Marina Forti intervista Akbar Ganji; 7.
Maria G. Di Rienzo: Un bellissimo venerdi'; 8. Homi K. Bhabha: Connessi. A
cosa? 9. Maria G. Di Rienzo: Parihaka; 10. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* Numero 1371 del 29 luglio 2006: 1. Peppe Sini: Gli assassini al lavoro; 2.
Maria G. Di Rienzo: Le donne di Codepink; 3. Giovanna Boursier: La
persecuzione nazista di rom e sinti; 4. Il nonviolento abile e arruolato; 5.
La piccola metamorfosi; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per
saperne di piu'.
* Numero 1372 del 30 luglio 2006: 1. Nouhad Moawad: Le strade in cui amavo
passeggiare; 2. "Beati i costruttori di pace": Osservatori elettorali in
Congo; 3. Maria G. Di Renzo: Obiettori alle spese militari; 4. Lev Tolstoj:
Tornate in voi; 5. Mohandas K. Gandhi: La morale; 6. Aldo Capitini: La prima
cosa; 7. Martin Luther King: Mi rifiuto; 8. Ernesto Balducci: O non saranno;
9. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 84 del 30 luglio 2006: 1. Prima
che sia troppo tardi; 2. Ernesto Balducci: Introduzione a "La pace. Realismo
di un'utopia"; 3. Hannah Arendt: Il criterio; 4. Antonio Bello: Faccia a
faccia; 5. Giuseppe Giovanni Lanza del Vasto: Della bellezza del
compromesso; 6. Simone Weil: Il riconoscimento.
* Numero 1373 del 31 luglio 2006: 1. Cessate il fuoco, cessiamo il fuoco; 2.
Giuliano Capecchi: Un appello urgente; 3. Guenther Anders: Tesi sull'eta'
atomica; 4. Danilo Dolci: Mi chiedo; 5. Riletture: Laura Boella, Hannah
Arendt; 6. Riletture: Laura Boella, Cuori pensanti; 7. Riletture: Laura
Boella, Le imperdonabili; 8. Riletture: Laura Boella, Annarosa Buttarelli,
Per amore di altro; 9. Ristampe: Nikolaj Gogol', Opere; 10. Madama Guerrina;
11. Il processo; 12. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 13. Per saperne
di piu'.

4. RISTAMPE. ALEKSANDR S. PUSKIN: OPERE
Aleksandr S. Puskin, Opere, Mondadori, Milano 1990, 2006, pp. LIV + 1314,
euro 12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori). Una bella, vasta,
rappresentativa antologia dell'opera puskiniana, a cura di Eridano
Bazzarelli e Giovanna Spendel, con traduzioni ormai classiche di Tommaso
Landolfi, Ettore Lo Gatto, Leone Ginzburg, Alfredo Polledro, oltre che dei
curatori, e l'Onegin ovviamente nella traduzione di Giovanni Giudici. Tre
buoni motivi per rileggere Puskin in questo lato florilegio: per l'amore che
rechiamo ad alcuni traduttori, maestri di vita morale e civile (in primis il
martire antifascista Leone Ginzburg); per abbeverarci ancora una volta a una
delle fonti di gioia piu' pure e luminose della nostra ahinoi lontana
gioventu'; e perche' e' sempre il momento di rileggere Puskin: ogni volta
qualcosa di nuovo apprendendo - e di antico, che non svanisce.

5. RIEDIZIONI. SCRITTORI DEL RISORGIMENTO
Scrittori del Risorgimento, Biblioteca Treccani - Il Sole 24 ore, Milano
2006, pp. XLII + 688, euro 12,90 (in suppl. a "Il sole 24 ore"). Dalla
classica Letteratura Italiana Ricciardi a cura di Gaetano Trombatore una
scelta antologica di testi di Silvio Pellico (ovviamente tutto Le mie
prigioni: e chi non lo avesse mai letto si affretti a farlo), Giovanni
Ruffini (alcuni capitoli del Lorenzo Benoni), Massimo d'Azeglio (pagine da I
miei ricordi), e di memorialisti garibaldini: Giovanni Costa (estratti da
Quel che vidi e quel che intesi), Giuseppe Cesare Abba (naturalmente le
Noterelle), Giuseppe Bandi (ampi saggi da I mille), Eugenio Checchi (pagine
dalle Memorie di un garibaldino), Giuseppe Guerzoni (pagine dal suo
Garibaldi).

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

7. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1400 del 27 agosto 2006

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