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La nonviolenza e' in cammino. 1481



LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1481 del 16 novembre 2006

Sommario di questo numero:
1. Osvaldo Caffianchi: Il sangue afgano, il sangue dei migranti
2. Hannah Arendt: Al pettine
3. Oggi a Ferrara
4. Paolo Candelari: Resoconto del Consiglio internazionale dell'Ifor
svoltosi a Tokyo dall'8 al 18 ottobre 2006
5. L'agenda "Giorni nonviolenti" 2007
6. Letture: Emanuele Banfi, Nicola Grandi, Lingue d'Europa
7. Riletture: Franca Pinto Minerva, L'intercultura
8. Ristampe: Ippolito Nevo, Le Confessioni d'un Italiano
9. Riedizioni: Karl Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844
10. Riedizioni: Art Spiegelman, Maus
11. Indice dei numeri 1101-1130 (novembre 2005) de "La nonviolenza e' in
cammino"
12. La "Carta" del Movimento Nonviolento
13. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. OSVALDO CAFFIANCHI: IL SANGUE AFGANO, IL SANGUE DEI MIGRANTI
[A scanso di equivoci chiedemmo al nostro buon amico Osvaldo Caffianchi cosa
intendesse in questa litania per giorno del giudizio, sapendolo ateista
senza scampo, e della nonviolenza amico, e allievo di quel buon Sancho che
governatore seppe affermare la misericordia come vera giustizia e vera pace.
Semplicemente, disseci, quel giorno in cui si rende conto dei misfatti, in
cui saranno gli empi resi innocui, e comincera' quindi la civile, la buona
convivenza tra gli umani. E' il giorno che ogni giorno s'ha da fare. E' il
dire la verita', e' la nonviolenza in cammino. Chi ci capisce e' bravo]

Il sangue afgano, il sangue dei migranti, e' la valuta assai poco pregiata,
in cui le mafie e i terroristi fanno i loro ricchi disumani affari.
Ma nessun crimine durera' in eterno.
E verra' infine il giorno del giudizio.
*
Cessi la partecipazione italiana alla guerra afgana.
Cessi la guerra italiana ai migranti.
Che' nessun crimine durera' in eterno.
E verra' infine il giorno del giudizio.
*
Cessino il governo e il parlamento italiano di essere terroristi e complici
di terroristi, cessino il governo e il parlamento italiano di essere
stragisti e complici di stragisti; tornino il governo e il parlamento
italiano al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana cui hanno
giurato fedelta', tornino il governo e il parlamento italiano al rispetto
della vita umana.
Nessun crimine durera' in eterno.
E verra' infine il giorno del giudizio.
*
E cessi la complicita' del popolo italiano con la guerra terrorista e
stragista.
Nessun crimine durera' in eterno.
E verra' infine il giorno del giudizio.
*
E tu quel crimine fanno cessare.
E tu lo affretta il giorno del giudizio.

2. MAESTRE. HANNAH ARENDT: AL PETTINE
[Da Hannah Arendt, Responsabilita' e giudizio, Einaudi, Torino 2004, p. 233
(e' un frammento da un intervento del 1975). Hannah Arendt e' nata ad
Hannover da famiglia ebraica nel 1906, fu allieva di Husserl, Heidegger e
Jaspers; l'ascesa del nazismo la costringe all'esilio, dapprima e' profuga
in Francia, poi esule in America; e' tra le massime pensatrici politiche del
Novecento; docente, scrittrice, intervenne ripetutamente sulle questioni di
attualita' da un punto di vista rigorosamente libertario e in difesa dei
diritti umani; mori' a New York nel 1975. Opere di Hannah Arendt: tra i suoi
lavori fondamentali (quasi tutti tradotti in italiano e spesso ristampati,
per cui qui di seguito non diamo l'anno di pubblicazione dell'edizione
italiana, ma solo l'anno dell'edizione originale) ci sono Le origini del
totalitarismo (prima edizione 1951), Comunita', Milano; Vita Activa (1958),
Bompiani, Milano; Rahel Varnhagen (1959), Il Saggiatore, Milano; Tra passato
e futuro (1961), Garzanti, Milano; La banalita' del male. Eichmann a
Gerusalemme (1963), Feltrinelli, Milano; Sulla rivoluzione (1963),
Comunita', Milano; postumo e incompiuto e' apparso La vita della mente
(1978), Il Mulino, Bologna. Una raccolta di brevi saggi di intervento
politico e' Politica e menzogna, Sugarco, Milano, 1985. Molto interessanti i
carteggi con Karl Jaspers (Carteggio 1926-1969. Filosofia e politica,
Feltrinelli, Milano 1989) e con Mary McCarthy (Tra amiche. La corrispondenza
di Hannah Arendt e Mary McCarthy 1949-1975, Sellerio, Palermo 1999). Una
recente raccolta di scritti vari e' Archivio Arendt. 1. 1930-1948,
Feltrinelli, Milano 2001; Archivio Arendt 2. 1950-1954, Feltrinelli, Milano
2003; cfr. anche la raccolta Responsabilita' e giudizio, Einaudi, Torino
2004, e la recente Antologia, Feltrinelli, Milano 2006. Opere su Hannah
Arendt: fondamentale e' la biografia di Elisabeth Young-Bruehl, Hannah
Arendt, Bollati Boringhieri, Torino 1994; tra gli studi critici: Laura
Boella, Hannah Arendt, Feltrinelli, Milano 1995; Roberto Esposito, L'origine
della politica: Hannah Arendt o Simone Weil?, Donzelli, Roma 1996; Paolo
Flores d'Arcais, Hannah Arendt, Donzelli, Roma 1995; Simona Forti, Vita
della mente e tempo della polis, Franco Angeli, Milano 1996; Simona Forti (a
cura di), Hannah Arendt, Milano 1999; Augusto Illuminati, Esercizi politici:
quattro sguardi su Hannah Arendt, Manifestolibri, Roma 1994; Friedrich G.
Friedmann, Hannah Arendt, Giuntina, Firenze 2001; Julia Kristeva, Hannah
Arendt, Donzelli, Roma 2005. Per chi legge il tedesco due piacevoli
monografie divulgative-introduttive (con ricco apparato iconografico) sono:
Wolfgang Heuer, Hannah Arendt, Rowohlt, Reinbek bei Hamburg 1987, 1999;
Ingeborg Gleichauf, Hannah Arendt, Dtv, Muenchen 2000]

Quando i nodi vengono al pettine, cerchiamo almeno di non far finta che non
ci siano.

3. INCONTRI. OGGI A FERRARA
[Da Elena Buccoliero (per contatti: e.buccoliero at comune.fe.it) riceviamo e
volentieri diffondiamo.
Elena Buccoliero, nata a Ferrara nel 1970, collabora ad "Azione nonviolenta"
e fa parte del comitato di coordinamento del Movimento Nonviolento; lavora
per Promeco, un ufficio del Comune e dell'Azienda sanitaria locale di
Ferrara dove si occupa di adolescenti con particolare attenzione al bullismo
e al consumo di sostanze psicotrope, e con iniziative rivolte sia ai
ragazzi, sia agli adulti; a Ferrara, insieme ad altri amici, anima la Scuola
della nonviolenza. E' autrice di diverse pubblicazioni, tra cui il recente
(con Marco Maggi), Bullismo, bullismi, Franco Angeli, Milano 2005. Un piu'
ampio profilo biobibliografico di Elena Buccoliero e' nel n. 836 di questo
foglio.
Daniele Lugli (per contatti: daniele.lugli at libero.it) e' il segretario
nazionale del Movimento Nonviolento, figura storica della nonviolenza,
unisce a una lunga e limpida esperienza di impegno sociale e politico anche
una profonda e sottile competenza in ambito giuridico ed amministrativo, ed
e' persona di squisita gentilezza e saggezza grande.
Pat Patfoort, antropologa e biologa, e' impegnata nei movimenti nonviolenti
e particolarmente nella formazione alla nonviolenza. Dal sito del Centro
documentazione scuola dell'infanzia (www.centrodocumentazione.net)
riprendiamo la seguente scheda: "Antropologa fiamminga belga e' docente,
trainer e mediatrice a livello internazionale nel campo della trasformazione
e della gestione nonviolenta dei conflitto sulla base di un approccio
teorico da lei stessa elaborato; e' autrice di diversi libri e articoli,
tradotti in varie lingue; e' cofondatrice e direttrice del Centro per La
gestione nonviolenta del conflitto "De Vuurbloem" ("Il fiore di fuoco") a
Brugge-Bruges, in Belgio. Tiene lezioni e conferenze in molte Universita'
del mondo (Belgio, Italia, Olanda, Svezia, Spagna, Stati Uniti, Russia,
ecc.); lavora con una grande varieta' di gruppi sia a livello educativo (con
bambini, adolescenti, genitori, insegnanti, educatori), sia con adulti in
situazioni di conflitto (relazioni familiari, colleghi di lavoro,
prigionieri); ha svolto attivita' di facilitazione anche in progetti di
dialogo e riconciliazione tra gruppi etnici in conflitto, come in Caucaso,
Kossovo, Rwanda, Congo e Senegal; ha lavorato in collaborazione con i
quaccheri, con organizzazioni cattoliche come Pax Christi o la Caritas, con
istituzioni come l'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione
in Europa), il Consiglio d'Europa, il Ministero degli affari esteri belga e
le Nazioni Unite". Tra le opere di Pat Patfoort: Una introduzione alla
nonviolenza. Presentazione di uno schema di ragionamento, Edizioni del
Movimento Nonviolento, Verona 1988; Costruire la nonviolenza. Per una
pedagogia dei conflitti, La Meridiana, Molfetta (Bari) 1992; Io voglio, tu
non vuoi. Manuale di educazione nonviolenta, Edizioni Gruppo Abele, Torino
2001; Difendersi senza aggredire. Il potere della nonviolenza, Edizioni
Gruppo Abele, Torino 2006]

E' possibile difendersi senza aggredire? La domanda e' pertinente in un
momento in cui tanti conflitti, da quelli interpersonali ad altri sociali o
internazionali, sembrano poter essere affrontati soltanto attraverso l'uso
della forza.
Il nuovo ciclo di incontri della "Scuola della nonviolenza" di Ferrara e'
dedicato proprio a questo tema e prende spunto dall'analisi dei conflitti
elaborata da Pat Patfoort, mediatrice belga con esperienze in ambito penale
e educativo, ma anche in luoghi quali la Cecenia, il Rwanda, il Sudafrica,
il Kossovo...
Pat Patfoort e' stata a Ferrara nel maggio scorso all'interno del ciclo "La
memoria e il dialogo", organizzato con il Comune di Ferrara - progetto
"Ferrara citta' per la pace", per presentare il suo ultimo testo intitolato
proprio Difendersi senza aggredire.
Al suo approccio ai conflitti verra' dedicato il primo incontro di questo
ciclo, giovedi' 16 novembre alle ore 21, con un laboratorio condotto da
Daniele Lugli e Elena Buccoliero e intitolato "Minore, maggiore, uguale".
Vi aspettiamo giovedi' 16 novembre alle ore 21, presso il Centro di
documentazione "Alexander Langer", in viale Cavour 142, a Ferrara.
La "Scuola della nonviolenza" di Ferrara e' promossa congiuntamente da
Movimento Nonviolento, Pax Christi, Legambiente, Gruppo Ferrara Terzo Mondo
e Commercio Alternativo, ed ha il patrocinio del Comune di Ferrara -
progetto "Ferrara citta' per la pace".
*
Per ulteriori informazioni: Centro "Alexander Langer", tel. 0532204890;
e-mail langer at ferraraterzomondo.it oppure: daniele.lugli at libero.it

4. INCONTRI. PAOLO CANDELARI: RESOCONTO DEL CONSIGLIO INTERNAZIONALE
DELL'IFOR SVOLTOSI A TOKYO DALL'8 AL 18 OTTOBRE 2006
[Ringraziamo Paolo Candelari (per contatti: paolocand at libero.it) per averci
messo a disposizione questo resoconto. Paolo Candelari, presidente del
Movimento Internazionale della Riconciliazione (Mir), e' una delle piu'
conosciute e stimate figure della nonviolenza in Italia]

Si e' svolto a Tokyo lo scorso ottobre il consiglio internazionale
dell'International Fellowship of Reconciliation (Ifor), l'associazione
internazionale, di cui il Mir (Movimento Internazionale della
Riconciliazione) e' la sezione italiana, che dal 1919 promuove programmi e
attivita' di riconciliazione, costruzione della pace, nonviolenza attiva e
soluzione dei conflitti. Si tratta di un movimento variegato che conta 66
tra sezioni, gruppi ed affiliati presenti in piu' di 40 paesi sparsi per i
cinque continenti. Ogni branca o gruppo ha delle caratteristiche sue
proprie: si va da quelli piu' organizzati, come quello Usa o quello svedese,
con larga diffusione, molte iniziative, anche costose, un numero discreto di
impiegati a tempo pieno, a quelli meno strutturati, come il nostro o il Mir
francese, tutti basati sul volontariato. Attualmente l'Ifor e' in espansione
nei paesi in via di sviluppo, particolarmente l'Africa: e' la' che
ultimamente si aprono nuovi gruppi e branche, come il Mouvement populaire
pour la reconciliation (Mpr) del Congo-Brazzavile o il Youth Forum for Peace
and Justice dello Zambia, entrati durante questo consiglio. Anche in Asia
c'e' una certa espansione, con una forte presenza in India, Bangladesh,
Nepal (il Bikalpa e' l'altra "new entry" di questo consiglio) oltre che in
Giappone e nelle Filippine. E' un fatto positivo, perche' consente una
maggior apertura dell'Ifor a nuove culture e nuove problematiche. Non c'e'
dubbio infatti che a tutt'oggi il movimento e' ancora prevalentemente
euro-americano, e l'impostazione dei temi e del lavoro dell'organizzazione
ne risente.
*
A questo consiglio hanno partecipato 60 delegati, provenienti da 20
differenti paesi, rappresentanti tutte le maggiori religioni e ambienti
spirituali. Il tema era "Le quattro colonne portanti della pace:
spiritualita', nonviolenza, eguaglianza di genere, dignita' umana".
Dopo il primo giorno, dedicato alla sezione giapponese, Jfor, encomiabile
per lo sforzo organizzativo e per quanto ha fatto per renderci il soggiorno
piacevole ed intenso, si e' iniziato con l'illustrazione del Wpp (Women
pacemaker program): e' un programma che da quattro anni organizza seminari e
training sulla nonviolenza attiva per donne impegnate nei movimenti per la
pace e la giustizia, soprattutto del sud del mondo (Asia e Africa in
particolare); oltre a questa c'e' una attivita' che tende a far prendere
coscienza a tutti noi dell'importanza di considerare la questione di genere
anche all'interno dei nostri movimenti e nelle nostre pratiche quotidiane.
Il concetto di fondo e' sostanzialmente che nella societa' attuale la donna
viene generalmente relegata ad un ruolo subordinato; ogni cultura, in un
modo o in un altro, presenta dei modelli per il maschio e la femmina
diversi, ma in cui il potere, la prevalenza, ce l'ha generalmente il
maschio. Questo fa si' che le violenze contro le donne siano in genere
giustificate o quantomeno tollerate. Nell'Ifor si ritiene che il modello
stesso di maschio che oggi ci viene presentato, come il forte, il macho,
potente, che non guarda in faccia nessuno, genera atteggiamenti violenti da
branco; di qui il militarismo, l'aggressivita', ecc. Ecco perche' la
politica di genere perseguita col programma Wpp prevede training non solo
per le donne ma anche per gli uomini.
*
Buona parte dei lavori del consiglio sono stati dedicati all'elaborazione
del piano di attivita' Ifor 2006-2010.
Si tratta di definire le linee guide su cui vuol muoversi il movimento nei
prossimi quattro anni, partendo da quelle che sono le sue peculiarita' di
base, cio' che lo caratterizza nel suo essere, dandosi degli obiettivi da
raggiungere per la fine del decennio, individuando per ciascuno di essi una
serie di azioni concrete: inizialmente era stato definito "piano strategico
dell'Ifor per il 2010", poi si e' voluto evitare l'uso della parola
"strategico" perche' troppo militare. Gia' da alcuni anni il comitato
esecutivo, insieme ad un gruppo di lavoro e attraverso una larga
consultazione delle branche e dei gruppi dell'ifor, ha provato a redigere
una proposta di documento da sottoporre all'assemblea. Ed e' su questa che
si e' svolta la discussione: alcuni punti sono stati precisati, altri
modificati, soprattutto sono state proposte molte azioni concrete, campagne,
attivita' di educazione e documentazione, tanto che il presidente uscente,
Jonathan Sisson, ci ha ricordato che dovevamo elaborare un piano
quadriennale, non per i prossimi 20 anni. Questo comunque testimonia
dell'estrema ricchezza di idee.
Io ho proposto di inserire tra gli obiettivi la promozione ed il sostegno ad
uno stile di vita sostenibile. E' un concetto non facile da esprimere in una
frase, ma e' anche vero che il Mir italiano su questo e' impegnato da tempo.
Alcuni, soprattutto dell'India ma anche europei, hanno sostenuto questa
proposta, ma altri sembravano essere poco favorevoli, non ritenendo il
concetto chiaro. Fatto sta che non e' entrato tra gli obiettivi; pero', nel
capitolo per una cultura di pace e contro la militarizzazione, e' stato
accettato come azione, proponendo una campagna del tipo "contro la guerra
cambia la vita", definita come prioritaria. Oltre a questa ho proposto, con
successo, una campagna per il disarmo nucleare (proposta anche da
rappresentanti di altri paesi), l'attivita' per la costruzione e
l'istituzionalizzazione dei Corpi civili di pace (proposta anche da olandesi
e svedesi), la pressione per inserire un articolo analogo all'articolo 11
della Costituzione italiana nella Costituzione europea.
*
Alla fine si e' arrivati alla redazione ed approvazione delle prime due
parti del documento, ossia la Dichiarazione di intenti sulla "mission"
dell'Ifor, e i Dieci obiettivi chiave che ci si propone di perseguire
durante il periodo 2006-2010.
*
La Dichiarazione di intenti
L'Ifor ha una visione di una societa' giusta e sostenibile promuovendo la
nonviolenza come stile di vita e mezzo di trasformazione.
L'Ifor contrasta tutte le cause della violenza.
L'Ifor fornisce una dimensione spirituale al movimento per la pace.
L'Ifor fornisce un servizio di risorse, esperti, informazione educazione e
training.
L'Ifor fornisce supporto ed incoraggiamento ai suoi membri e opportunita'
per fare rete e amicizia.
L'Ifor fornisce rappresentanza e intervento a livello internazionale.
*
Gli Obiettivi
1. rafforzare e promuovere la nonviolenza attiva basata su un discorso
inter-fedi;
2. contrastare le giustificazioni religiose di tutte le forme di violenza;
3. promuovere la solidarieta' internazionale e il dialogo tra soggetti
istituzionali e della societa' civile con metodi nonviolenti;
4. promuovere i diritti umani, la giustizia restaurativa e la
riconciliazione;
5. promuovere una cultura della pace e della nonviolenza e lavorare per il
disarmo e la demilitarizzazione;
6. rafforzare le attuali branche e gruppi e favorire la crescita dell'Ifor
in tutte le regioni del pianeta;
7. sviluppare il rafforzamento della componente giovanile nell'Ifor e
promuovere i diritti dei bambini e delle generazioni future;
8. raggiungere l'uguaglianza di genere dentro l'Ifor e promuovere
attivamente tale eguaglianza al di fuori dell'Ifor;
9. promuovere la diversita' culturale e incoraggiare la partecipazione di
minoranze entro l'Ifor;
10. promuovere, approfondire, allargare le basi spirituali del movimento.
*
Sulle azioni da svolgere per ciascun obiettivo si e' fatto un lavoro di
selezione e di formulazione di proposte, ma e' stato demandato al nuovo
comitato internazionale (Icom, l'organo di direzione dell'Ifor tra
un'assemblea e un'altra) il compito di risistemare il tutto redigendo la
versione definitiva con le priorita', chi si incarichera' di condurre le
varie azioni, con che tempi, con che risorse.
Di fatto l'Icom si e' gia' messo al lavoro, cercando dei referenti delle
varie azioni.
Noi del Mir italiano siamo stati indicati come referenti per la campagna
sulla nuova costituzione europea (insieme agli olandesi di Kerke en Vrede),
quella sugli stili di vita, mentre siamo partecipanti, ma non responsabili,
a quella sui Corpi civili di pace e sul Decennio per l'educazione alla
nonviolenza, che e' gia' uno dei principali impegni del Mir.
*
Alla fine si e' passati a definire gli organismi di coordinamento e di
lavoro che permetteranno all'Ifor di lavorare tra un consiglio e l'altro.
Innanzitutto il comitato internazionale (Icom), vero e proprio organismo
dirigente. Un comitato elettorale ha cercato di giungere ad una soluzione
consensuale, che desse una rappresentanza alle varie regioni, culture, fedi
religiose presenti nel movimento. Tale proposta, accettata all'unanimita'
prevede i seguenti componenti: presidente Jan Schaake (Olanda),
vicepresidente Francoise Pettremand (Svizzera), tesoriere Vololona
Razafindrainibe (Madagascar), membri: Richard Deats (Usa), Stella Tamang
(Nepal), Nhamo Sithole (Zimbabwe), Zoughbi Alzoughbi (Palestina).
Poi c'e' il comitato consultivo regionale (Rcc), organo di collegamento tra
l'Icom e le varie branche tra un consiglio e l'altro, dove ogni regione
(continente) elegge due membri. Per l'Europa abbiamo eletto Marion Schreiber
(Austria) e Abe Thijs (Olanda).
Infine ci sono i gruppi di lavoro. Essi hanno uno o piu' responsabili,
lavorano prevalentemente via e-mail, su argomenti specifici. Alcuni sono
molto pratici, a supporto o della struttura o degli incaricati
istituzionali, altri sono dedicati allo studio e coordinamento di campagne o
azioni. Ne sono stati definiti dieci: Genere, Wpp, Pubblicazioni,
Rafforzamento membri e criteri per nuove Bga, Unesco, Decennio, Teologico,
Giovani, Riconciliazione nazionale, Costituzioni di pace.
*
Ulteriori informazioni e notizie sia sull'ifor che sul consiglio si possono
trovare sul sito dell'ifor: www.ifor.org
*
Alcune impressioni conclusive: nell'Ifor c'e' uno sforzo per rafforzare
l'aspetto sia di movimento sia di "fraternita'" (fellowship). Ne e'
testimonianza il lavoro per trovare un piano d'azione comune, un tentativo
di legare tra di loro le varie branche, piu' di quanto non sia stato fatto
in passato. Cio' che poi e' difficile da descrivere in una relazione, ma che
costituisce un elemento importante dell'esperienza da me fatta in questi
dieci giorni, e' quanto personalmente vissuto, il clima, gli incontri fatti
nei momenti di intervallo, a pranzo, dove ci si scambiamo informazioni,
insomma si prende contatto con la realta' di cosa e' l'Ifor nel mondo e del
suo lavoro per la nonviolenza, anche se non molto conosciuto, purtroppo;
soprattutto in paesi dove vivere la nonviolenza non e' poi cosi' semplice
come tutto sommato e' da noi.
*
Qualche informazione sull'Ifor
L'International Fellowship of Reconciliation (Ifor) e' un movimento
internazionale, a base spirituale, composto da persone che, sulla base della
convinzione profonda che il potere dell'amore e della verita' possa creare
giustizia e restaurare comunita', si impegnano a praticare la nonviolenza
attiva come stile di vita e mezzo di trasformazione personale, sociale,
economica e politica". Cosi' recita la dichiarazione d'intenti dell'Ifor, di
cui il Mir e' la sezione italiana. Vediamone un po' la storia.
*
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, dopo aver partecipato a
un convegno ecumenico a Colonia, l'inglese Henry Hodgkin e il tedesco F.
Siegmund Schultze promettono di non partecipare mai ad una guerra. Alla fine
dello stesso anno, a Cambridge, 130 persone danno vita al Movimento; molti
di essi dichiarandosi obiettori di coscienza vengono messi in prigione.
Nel 1919 il Movimento diventa internazionale e si configura come una
federazione di gruppi i cui membri operano per la giustizia e la pace,
rifiutano l'uso della violenza nonche' la preparazione e la partecipazione
alla guerra sotto qualsiasi forma. Si definisce movimento a base spirituale,
composto da donne e uomini impegnati nella nonviolenza attiva come stile di
vita e mezzo di cambiamento personale, sociale e politico.
Negli anni '30 entra in contatto con Gandhi e sviluppa metodi di nonviolenza
attiva per la risoluzione dei conflitti nella ricerca della verita' e nel
rispetto dell'avversario.
Numerosi sono gli episodi di resistenza nonviolenta da parte di membri del
Mir durante la seconda guerra mondiale anche con tributo di sangue.
Dopo la seconda guerra mondiale il Mir, grazie anche all'opera instancabile
di Jean e Hildegard Goss-Mayr, cerca vie alternative e nonviolente per
conseguire la giustizia e la riconciliazione tra tutti i popoli. In America
Latina e' presente con dom Helder Camara e Adolfo Perez Esquivel; negli
Stati Uniti con Martin Luther King e Dorothy Day; in Vietman collabora alla
resistenza nonviolenta con i monaci buddhisti; in Sudafrica e' presente con
Albert Luthuli; in Irlanda con Mairead Corrigan. E inoltre in Medio Oriente,
Zaire e Africa Subsahariana, Filippine, India, Bangladesh, Madagascar e,
dopo il 1989, anche in molti paesi dell'Europa orientale.
Oggi il Movimento ha 66 tra sezioni, gruppi ed affiliati in piu' di 40 paesi
sparsi nei cinque continenti, e' Organismo non governativo (Ong) e ha uno
status consultivo permanente presso le Nazioni Unite (Ecosoc) nelle sedi di
New York, Ginevra e Vienna.
*
Il Mir in Italia
La sezione italiana del Mir nasce nel 1952 per iniziativa di Tullio Vinay e
Carlo Lupo (valdesi), Ruth e Mario Tassoni (quaccheri). Si impegna sin
dall'inizio per la diffusione della teoria e della prassi della nonviolenza
e presto raccoglie adesioni anche tra i cattolici. Dagli anni '60 e' attivo
a livello nazionale per un ecumenismo di base e per approfondire i
fondamenti religiosi della nonviolenza.
Ha sostenuto i primi obiettori al servizio militare e si e' impegnato per il
riconoscimento giuridico dell'obiezione di coscienza. Ha accolto centinaia
di giovani obiettori in servizio civile in  programmi di formazione alla
pace e alla nonviolenza attiva. Oggi, decaduto il servizio di leva
obbligatorio, e' ente accreditato per lo svolgimento del Servizio Civile
Volontario. E' stato promotore in Italia della Campagna di obiezione di
coscienza alle spese militari (Osm) e si adopera per il riconoscimento della
Difesa popolare nonviolenta (Dpn) in alternativa alla difesa armata.
Ha partecipato alla lotta contro le centrali nucleari.
Da diversi anni il Mir e' impegnato nell'educazione alla pace realizzando,
in collaborazione con le istituzioni locali e regionali, incontri e convegni
di formazione e di informazione sulla pace, la nonviolenza, un diverso
modello di sviluppo.
Dal 2001 promuove le iniziative del Decennio internazionale per l'educazione
alla nonviolenza ed alla pace per i bambini del mondo.
Ogni anno il Mir organizza  numerosi campi estivi di formazione alla
nonviolenza, lavoro manuale e condivisione.
Attualmente sostiene molteplici iniziative internazionali per una soluzione
nonviolenta dei conflitti armati in varie parti del mondo, in particolare in
Kossovo, Africa, Colombia, Palestina/Israele.
*
Dallo statuto del Mir
Il Mir e' un movimento a base spirituale composto da donne e uomini che sono
impegnati nella nonviolenza attiva intesa come stile di vita; come mezzo di
riconciliazione nella verita' e di conversione personale; come mezzo di
trasformazione sociale, politica, economica; nel rispetto della fede dei
suoi membri.
I membri dei Mir di fede cristiana si impegnano nella nonviolenza evangelica
attiva, nella testimonianza che l'amore quale Gesu' Cristo ha manifestato
vince ogni male.
Tutti i membri del Mir sono chiamati a praticare la nonviolenza attiva
sull'esempio di Gandhi e come mezzo per costruire la pace frutto della
riconciliazione, nella consapevolezza che guerre e conflitti sono causati
dall'ingiustizia e da discriminazioni razziali, etniche, ideologiche,
religiose, economiche, di sesso, e che il depauperamento dell'ambiente e'
anche la conseguenza di un errato ed ingiusto sfruttamento delle risorse
naturali.
Pertanto essi si impegnano a: praticare la riconciliazione nella vita
personale e sociale; praticare la solidarieta' nella vita personale e
sociale; liberare l'essere umano da tutti quei condizionamenti culturali,
politici, militari, economici che lo confondono e lo opprimono; rifiutare
qualsiasi collaborazione alla guerra cosi' come a situazioni o istituzioni
di ingiustizia e criminalita', sia che esse attentino alla vita umana sia
che sfruttino indebitamente le risorse naturali e umane.
*
Per informazioni contattare la segreteria nazionale del Mir: via Garibaldi
13, 10122 Torino, tel: 011532824, fax: 0115158000, e-mail:
segreteria at miritalia.org oppure paolocand at gmail.com
Qualche riferimento nella rete telematica: www.ifor.org  sito dell'Ifor;
www.peacelink.it/users/mir/ sito attuale del Mir; www.miritalia.org nuovo
sito del mir (in costruzione).
*
Per chi volesse iscriversi o versare un contributo al Mir: con bonifico
bancario sul c/c n. 118458 intestato a Mir, presso Banca Etica, ag. di
Torino ABI 05018 CAB 01000; oppure sul ccp n. 10667616 intestato a: Luciano
Benini - Fano. La quota di iscrizione e' stabilita in 34 euro annui.

5. STRUMENTI. L'AGENDA "GIORNI NONVIOLENTI" 2007
Come ogni anno le Edizioni Qualevita mettono a disposizione l'agenda-diario
"Giorni nonviolenti", un utilissimo strumento di lavoro per ogni giorno
dell'anno. Vivamente la raccomandiamo. Il costo di una copia e' di 9,50
euro, con sconti progressivi con l'aumento del numero delle copie richieste.
Per informazioni ed acquisti: Edizioni Qualevita, via Michelangelo 2, 67030
Torre dei Nolfi (Aq), tel. e fax: 0864460006, cell. 3495843946, e-mail:
qualevita3 at tele2.it

6. LETTURE. EMANUELE BANFI, NICOLA GRANDI: LINGUE D'EUROPA
Emanuele Banfi, Nicola Grandi, Lingue d'Europa. Elementi di storia e di
tipologia linguistica, Carocci, Roma 2003, 2006, pp. 262, euro 21,80. Un
utile manuale la cui lettura suggeriremmo vivamente anche a chi non ha
specifici interessi in ambito linguistico ma volesse ragionare con qualche
cognizione in piu' sulla trama di lingue e di culture di cui e' contesta la
complessa vicenda e la plurale identita' europea.

7. RILETTURE. FRANCA PINTO MINERVA: L'INTERCULTURA
Franca Pinto Minerva, L'intercultura, Laterza, Roma-Bari 2002, pp. X + 150,
euro 15. Una utile monografia introduttiva di una prestigiosa pedagogista
per un'educazione, una didattica, una comprensione interculturale.

8. RISTAMPE. IPPOLITO NIEVO: LE CONFESSIONI D'UN ITALIANO
Ippolito Nevo, Le Confessioni d'un Italiano, Mondadori, Milano 1981, 2006,
pp. LX + 1170, euro 12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori).
Nell'edizione curata da Marcella Gorra il capolavoro di Nievo, che e' ancora
uno dei gioielli segreti della letteratura italiana.

9. RIEDIZIONI. KARL MARX: MANOSCRITTI ECONOMICO-FILOSOFICI DEL 1844
Karl Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, Einaudi, Torino 1949,
2004, Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2006, pp. XXXII + 148, euro 12,90
(in supplemento al quotidiano "La Repubblica" o al settimanale
"L'Espresso"). Nella classica traduzione e cura di Norberto Bobbio, una
indispensabile lettura di formazione. Con una prefazione di Marco Revelli.

10. RIEDIZIONI. ART SPIEGELMAN: MAUS
Art Spiegelman, Maus, Einaudi, Torino 2000, Gruppo Editoriale L'Espresso,
Roma 2006, pp. 320, euro 9,90 (in supplemento al quotidiano "La Repubblica"
o al settimanale "L'Espresso"). L'edizione integrale del capolavoro di Art
Spiegelmann, figlio di superstiti della Shoah, disegnatore e narratore. Una
delle opere fondamentali della letteratura a fumetti, e una vivida
testimonianza sulla Shoah.

11. MATERIALI. INDICE DEI NUMERI 1101-1130 (NOVEMBRE 2005) DE "LA
NONVIOLENZA E' IN CAMMINO"

* Numero 1101 del primo novembre 2005: 1. Jean-Marie Muller: Momenti e
metodi dell'azione nonviolenta (parte prima); 2. Domenico Jervolino presenta
"Percorsi del riconoscimento" di Paul Ricoeur; 3. Letture: Tania Maria de
Melo Moura, A pratica pedagogica dos alfabetizadores de jovens e adultos; 4.
La "Carta" del Movimento Nonviolento; 5. Per saperne di piu'.
* Numero 1102 del 2 novembre 2005: 1. Jean-Marie Muller: Momenti e metodi
dell'azione nonviolenta (parte seconda e conclusiva); 2. La "Carta" del
Movimento Nonviolento; 3. Per saperne di piu'.
* Numero 1103 del 3 novembre 2005: 1. Giuliano Pontara: Definizione di
violenza e nonviolenza nei conflitti sociali (parte prima); 2. Letture:
Giorgio Giannini: Il giorno della memoria. Per non dimenticare; 3. Letture:
Roberto Mancini: L'amore politico; 4. Letture: Ettore Masina: L'airone di
Orbetello; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 36 del 3 novembre 2005: 1. Scott
Galindez intervista Melanie House; 2. Luisa Morgantini ricorda Mary Jabaj;
3. Kavitha Rao: Matrimoni forzati; 4. Maria G. Di Rienzo: Brevi dal mondo;
5. Angela Pascucci: Gender apartheid; 6. Lea Melandri: Il vuoto, il senso.
Tra poteri e persone; 7. Luisa Muraro presenta "Sulla guerra. Scritti
1933-1943" di Simone Weil; 8. Angela Nocioni presenta "Il silenzio infranto"
a cura di Carla Tallone e Vera Vigevani Jarach.
* Numero 1104 del 4 novembre 2005: 1. Giuliano Pontara: Definizione di
violenza e nonviolenza nei conflitti sociali (parte seconda e conclusiva);
2. "Azione nonviolenta" di novembre; 3. Il "Cos in rete" di novembre; 4.
Julia Kramer: Un incontro di giovani a Milano per il disarmo nucleare; 5.
Daniela Padoan presenta "Dove sei?" di Maurizio Ferraris; 6. La "Carta" del
Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* Numero 1105 del 5 novembre 2005: 1. Da Norimberga a Teheran; 2. Riccardo
Orioles: La solitudine e il coraggio; 3. Lidia Menapace: Una favola, e una
meditazione ancora; 4. Alessandro Dal Lago: Una strage; 5. Clive Stafford
Smith: Guantanamo; 6. Luisa Morgantini: Un appello per borse di studio per
gli studenti e le studentesse di Hebron; 7. Enrico Peyretti: La rosa bianca;
8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* Numero 1106 del 6 novembre 2005: 1. Simone Weil: Veramente; 2. Hannah
Arendt racconta la Resistenza nonviolenta in Danimarca; 3. Per una
definizione del concetto di nonviolenza; 4. Giulio Vittorangeli: Parole. E
silenzi; 5. Enrico Peyretti: Libri nuovi; 6. Danilo Zolo ricorda Andrea Orsi
Battaglini; 7. Mohandas Gandhi: Nella pratica; 8. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 46 del 6 novembre 2005: 1.
Vittorio Bellavite: Il lavoro della Commissione per la verita' e la
riconciliazione in Peru'; 2. Scott Galindez intervista Mimi Evans; 3. Scotto
Galindez intervista Deborah Regal; 4. Gianfranco Accattino: Rosa Parks; 5.
Paul Rogat Loeb: Rosa Parks; 6. Un nuovo lavoro di Giuseppe Casarrubea; 7.
Un primo bilancio della quarta giornata ecumenica del dialogo
cristiano-islamico.
* Numero 1107 del 7 novembre 2005: 1. Carlo Maria Martini: Una lettera da
Gerusalemme, citta' della preghiera, del dialogo e dell'amore; 2. Andrea
Canevaro: "Il compito e' esclusivamente tecnico". Ma e' veramente cosi'? 3.
L'indice de "Il giorno della memoria" di Giorgio Giannini; 4. Rossana
Rossanda ricorda Mario Rastrelli; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento;
6. Per saperne di piu'.
* Numero 1108 dell'8 novembre 2005: 1. Norberto Bobbio commemora Erasmo da
Rotterdam; 2. Enrico Peyretti: Una sintesi schematica del "Dulce bellum
inexpertis" (1515) di Erasmo da Rotterdam; 3. Peppe Sini, una introduzione
al "Lamento della pace" di Erasmo da Rotterdam; 4. Una breve notizia
biobibliografica su Erasmo da Rotterdam; 5. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.
* Numero 1109 del 9 novembre 2005: 1. Claudio; 2. Raissa Maritain: Nella
citta'; 3. "Profezia e pace" il 12 novembre a Sulmona; 4. Massimo Ortalli:
Leggere l'anarchismo (parte prima); 5. Letture: Giorgio Bernardelli, Oltre
il muro; 6. Letture: Walter Bernardi, Domenico Massaro (a cura di), La cura
degli altri; 7. Riletture: Gabriel Garcia Marquez, Opere narrative; 8. La
"Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* Numero 1110 del 10 novembre 2005: 1. Benito D'Ippolito: I fatti di
Falluja; 2. Lidia Maggi: Digiuno; 3. Predrag Matvejevic: Andro' in prigione;
4. Massimo Ortalli: Leggere l'anarchismo (parte seconda); 5. Edith Stein:
Buio; 6. Simone Weil: Camminando; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento;
8. Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 37 del 10 novembre 2005: 1.
Giuliana Sgrena: Falluja; 2. Anna Maffei: La nostra contrarieta' alla
guerra; 3. Lidia Maggi: La guerra che sbrana; 4. Elettra Deiana: Una
interpellanza parlamentare; 5. Giuliana Sgrena: Una testimonianza; 6.
Kathambi Kinoti: Come si radica il fondamentalismo; 7. Houzan Mahmoud:
Liberta' di espressione; 8. Ida Dominijanni: Per chi brucia Parigi; 9.
Rosana Rossanda: Modello periferia; 10. Nicoletta Crocella presenta "Da
madre a madre" di Sindiwe Magona; 11. Incontri con voci di donne curde e
turche.
* Numero 1111 dell'11 novembre 2005: 1. Maria G. Di Rienzo: Del dolore e
della morte; 2. Enrico Peyretti: Tre pensieri; 3. Ottavio Raimondo presenta
"Dalla violenza alla pienezza"; 4. Massimo Ortalli: Leggere l'anarchismo
(parte terza); 5. Letture: Gustavo Zagrebelsky, Imparare la democrazia; 6.
La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* Numero 1112 del 12 novembre 2005: 1. Dalle periferie in fiamme un appello
delle donne contro tutte le violenze; 2. Massimo Ortalli: Leggere
l'anarchismo (parte quarta e conclusiva); 3. Maria Antonietta Saracino
ricorda Ken Saro-Wiwa; 4. Giampaolo Calchi Novati ricorda Ken Saro-Wiwa; 5.
La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.
* Numero 1113 del 13 novembre 2005: 1. Flavio Lotti e Grazia Bellini:
L'Italia chieda verita' e giustizia su Fallujah; 2. Andrea Cozzo: Un corso
per operatori di pace; 3. Chiara Zamboni: Dell'universita' e dei suoi
bisogni; 4. Marina Terragni: L'aborto, la morte, il dolore, il parlare; 5.
Un incontro con Maria Luisa Boccia il 14 novembre a Roma; 6. Iaia
Vantaggiato intervista Enzo Traverso; 7. Enrico Peyretti: Dell'amore contro
la guerra; 8. Letture: Rita Melillo, Tutuch; 9. Letture: Rosanna Schiralli:
Ti parlo ma non mi senti; 10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per
saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 47 del 13 novembre 2005: 1.
Riedizioni: Emily Dickinson, Tutte le poesie; 2. Anissa Helie: La doppia
oppressione contro le donne in Iraq; 3. Giulio Vittorangeli: Il dovere di
ricordare; 4. Maria Rosa Cutrufelli: Una polemica pasoliniana; 5. Lea
Melandri: Il circolo degli uomini; 6. Un libro di Arturo Paoli e Francesco
Comina.
* Numero 1114 del 14 novembre 2005: 1. Enrico Peyretti: Agli amici
siciliani; 2. Nicole Itano: Amore duro; 3. Pasquale Pugliese: La
trasformazione nonviolenta dei conflitti interculturali; 4. Guido Caldiron
intervista Denise Epstein; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per
saperne di piu'.
* Numero 1115 del 15 novembre 2005: 1. Luigi Ciotti: Perche' la Val di Susa
resiste; 2. Angela Castellanos: Governare con tenerezza; 3. Mobilitazione
delle donne in Choco' per la smilitarizzazione del territorio e della vita
civile; 4. Annamaria Rivera: "Brucio tutto, quindi esisto"; 5. Monia
Cappuccini intervista Marc Auge'; 6. Enrico Peyretti: Una storia carrarese;
7. Alfonso Gianni presenta "Storia dei marxismi in Italia" di Cristina
Corradi; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* Numero 1116 del 16 novembre 2005: 1. Alex Zanotelli: Volti negati; 2.
Giulio Vittorangeli: La fattoria degli animali; 3. Enrico Peyretti: I fuochi
di Parigi; 4. Paola Azzolini intervista Luce Irigaray; 5. Letizia Tomassone
presenta "Quintessenza" di Mary Daly; 6. Tonino Bucci intervista Pino
Cacucci su Nahui Olin; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per
saperne di piu'.
* Numero 1117 del 17 novembre 2005: 1. David Airhart: Allora ho scalato quel
muro; 2. Cindy Sheehan: Solidale con David Airhart; 3. Jen Ross: Giustizia
per Linda; 4. Nanni Salio: L'insostenibile Tav; 5. Enrico Peyretti: Verita'
e riconciliazione; 6. Domenico Barberio: Goffredo Fofi; 7. Maria G. Di
Rienzo: Due notizie; 8. Nadia Cervoni: Il 17 novembre a Roma; 9. La "Carta"
del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 38 del 17 novembre 2005: 1. Luisa
Morgantini: Per il diritto allo studio dei bambini di Gerusalemme est; 2.
Ida Dominijanni: L'atto mancato di Sajida; 3. Flavia Zucco: Essere
scienziate oggi; 4. Maria Russo: Donne in Rwanda; 5. Erminia Emprin:
"Proseguiamo il percorso". Un incontro a Roma; 6. Anna Picciolini: "Donne,
scienza e potere". Un convegno a Bari; 7. Hannah Arendt: Ideologia e
terrore.
* Numero 1118 del 18 novembre 2005: 1. Un crimine; 2. Piero Calamandrei:
Epigrafi per donne, uomini e citta' della Resistenza; 3. Enrico Peyretti
ricorda don Michele Do; 4. Marina Forti: La vita di Akbar Ganji e' in
pericolo; 5. Comitato scienziate e scienziati contro la guerra: Un appello;
6. Nanni Salio: Errore di sistema; 7. Natalia Aspesi: Isabelle Huppert, il
mistero e l'arte; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di
piu'.
* Numero 1119 del 19 novembre 2005: 1. Cindy Sheehan: Ai giudici; 2.
Katherine Jashinki: La mia obiezione di coscienza; 3. La Fondazione
Alexander Langer solidale con Natasa Kandic; 4. Un incontro con Jean-Leonard
Touadi a Lucca; 5. Guido Caldiron intervista Enzo Traverso; 6. Francesca
Borrelli presenta "Le intermittenze della morte" di Jose' Saramago; 7.
Daniela Santucci ed Enrico Alleva presentano "Collasso" di Jared Diamond; 8.
Luca Tomassini intervista Jared Diamond; 9. Riletture: Umberto Galimberti,
Psiche e techne; 10. Riletture: Marvin Harris, Cannibali e re; 11. La
"Carta" del Movimento Nonviolento; 12. Per saperne di piu'.
* Numero 1120 del 20 novembre 2005: 1. Maria G. Di Rienzo: Le nonne e Cindy;
2. Lidia Menapace: Di Falluja e dell'umanita'; 3. Severino Vardacampi: La
secessione; 4. Carlo Sansonetti: Una lettera dal Costarica; 5. Emily
Dickinson: Anche il giorno piu' lungo sulla terra; 6. Una lettera del 27
aprile 2004; 7. Una lettera del 5 maggio 2004; 8. Una lettera del 9 maggio
2004; 9. Hannah Arendt: Di tutto cio' che tocca; 10. La "Carta" del
Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 48 del 20 novembre 2005: 1.
Guenther Anders: Tesi sull'eta' atomica; 2. Guenther Anders: Comandamenti
dell'era atomica; 3. La prima lettera di Guenther Anders a Claude Eatherly.
* Numero 1121 del 21 novembre 2005: 1. Franco Fortini: Canto degli ultimi
partigiani; 2. Franco Fortini: Complicita'; 3. Franco Fortini: Per
Serantini; 4. Franco Fortini, lontano lontano... 5. Franco Fortini: La
lampadina fulminata; 6. Franco Fortini: marxismo; 7. Franco Fortini:
comunismo; 8. Rossana Rossanda ricorda Franco Fortini; 9. La "Carta" del
Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.
* Numero 1122 del 22 novembre 2005: 1. Charles C. Walker: Manuale per
l'azione diretta nonviolenta; 2. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 3.
Per saperne di piu'.
* Numero 1123 del 23 novembre 2005: 1. Cindy Sheehan: Persone, non numeri;
2. Paola Mancinelli presenta "L'amore politico" di Roberto Mancini; 3. Un
libro di Fulvio Cesare Manara su Gandhi; 4. Un libro di Enrico Peyretti su
Gandhi; 5. Oltre la guerra. Annuario geopolitico della pace 2005; 6. La
"Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* Numero 1124 del 24 novembre 2005: 1. Fatema Mernissi: E altro e' da veder
che tu non vedi; 2. Roberto Ciccarelli intervista Etienne Balibar; 3. Lidia
Menapace presenta "Fuoco amico" di Giuliana Sgrena; 4. Rossana Rossanda
presenta "Alla cieca" di Claudio Magris; 5. Libreria delle donne di Milano:
Alcune proposte di lettura; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per
saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 39 del 24 novembre 2005: 1. Un
appello dal mondo dell'Universita' e della ricerca per Rita Borsellino; 2.
Simone Weil: Giorno che sorgi... 3. Chiara Zamboni: Pubblici legami d'amore
e d'amicizia; 4. Emily Dickinson: C'e' una solitudine di spazio; 5. Ida
Dominijanni: Una donna sola. Solo una donna; 6. Hannah Arendt: Stanchezza;
7. Maria Laura Lanzillo: Laicita' e infinito.
* Numero 1125 del 25 novembre 2005: 1. Carlo Azeglio Ciampi ricorda Alfredo
Carlo Moro; 2. Martin Luther King: pellegrinaggio alla nonviolenza; 3.
Letture: Enrico Fierro, E adesso ammazzateci tutti; 4. Letture: Osservatorio
sui sistemi d'arma, la guerra e la difesa, Armi e intenzioni di guerra:
rapporto 2004; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per saperne di
piu'.
* Numero 1126 del 26 novembre 2005: 1. Cindy Sheehan: Una lettera aperta a
Barbara Bush; 2. Diane Wilson: L'arte di uscire dal seminato; 3. Giuliana
Sgrena: Complici; 4. Franco Lorenzoni: L'educazione ambientale dopo
Alexander Langer; 5. Enzo Traverso presenta "I fantasmi della storia" di
Regine Robin; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di
piu'.
* Numero 1127 del 27 novembre 2005: 1. Maria G. Di Rienzo ricorda Nadia
Anjuman; 2. Elisabeth Roudinesco ricorda Paul Roazen; 3. Opere in volume di
Paul Roazen; 4. Cindy Sheehan: Una lettera aperta al presidente Bush; 5.
Jean-Marie Muller: Ascoltare la violenza; 6. Aldo Capitini riassume il
manuale di Charles C. Walker sull'azione diretta nonviolenta; 7. La "Carta"
del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 49 del 27 novembre 2005: 1. Jim
Forest: Prefazione a "La pace nell'era postcristiana" di Thomas Merton; 2.
L'indice de "La pace nell'era postcristiana" di Thomas Merton; 3. Howard
Zinn: Sette principi della disobbedienza civile; 4. Maria G. Di Rienzo
presenta "Fermare ora la prossima guerra" a cura di Medea Benjamin e Jodie
Evans; 5. Riedizioni: Rosa Luxemburg, Riforma sociale o rivoluzione?
* Numero 1128 del 28 novembre 2005: 1. Marina Forti intervista Mahasveta
Devi; 2. Giulio Vittorangeli: "Il nocciolo di quanto abbiamo da dire"; 3.
Enrico Peyretti: Avvento; 4. Emanuele Bottaro presenta "Questa non e'
un'autobiografia" di Pierre Bourdieu; 5. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.
* Numero 1129 del 29 novembre 2005: 1. Majid Rahnema: Breve discorso della
poverta'; 2. Benedetto Vecchi presenta "Questa non e' un'autobiografia" di
Pierre Bourdieu; 3. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 4. Per saperne di
piu'.
* Numero 1130 del 30 novembre 2005: 1. Nicoletta Crocella: Non e' successo
niente, solo una donna uccisa; 2. Lea Melandri: I troppi silenzi dietro
l'aborto; 3. Eduardo Galeano: Oggetti proibiti; 4. Giulio Vittorangeli: I
privilegi, la cecita'; 5. Antonella Anedda presenta "La letteratura e
l'inquietudine dell'assoluto" di Jean-Pierre Jossua; 6. La "Carta" del
Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.

12. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

13. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1481 del 16 novembre 2006

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