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La nonviolenza e' in cammino. 1482



LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1482 del 17 novembre 2006

Sommario di questo numero:
1. Le armi, la guerra
2. Giovanni Mandorino: Una finanziaria che pensa al futuro. Della guerra
3. Maso Notarianni: Finanziaria. Taglia tutto, ma aumenta le spese militari
4. Carlo Bonini: Finanziaria. Nella selva dei tagli, le spese militari si
impennano
5. Helen Caldicott: Cio' che credo
6. L'agenda "Giorni nonviolenti" 2007
7. Letture. Normanna Albertini, Isabella
8. Letture: Amartya Sen, L'altra India
9. Riedizioni: Albert Einstein, Leopold Infeld, L'evoluzione della fisica
10. Indice dei numeri 1131-1161 (dicembre 2005) de "La nonviolenza e' in
cammino"
11. La "Carta" del Movimento Nonviolento
12. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. LE ARMI, LA GUERRA

Le armi, la guerra. Che sono sempre nemiche dell'umanita'.
Cessi la partecipazione italiana alla guerra afgana.
Cessi la guerra italiana ai migranti.
Disarmo, smilitarizzazione dei conflitti, riconoscimento di tutti i diritti
umani per tutti gli esseri umani, scelta della nonviolenza: e' questa la
politica necessaria ed urgente.
Vi e' una sola umanita'.

2. UCCIDERE COSTA. GIOVANNI MANDORINO: UNA FINANZIARIA CHE PENSA AL FUTURO.
DELLA GUERRA
[Ringraziamo Giovanni Mandorino (per contatti: gmandorino at interfree.it) per
questo intervento. Giovanni Mandorino e' una delle piu' rigorose e attive
persone impegnate per la nonviolenza, partecipa all'esperienza del Centro
Gandhi di Pisa e cura il sito della rivista "Quaderni satyagraha"
(pdpace.interfree.it)]

Romano Prodi: "Gli italiani sono un popolo impazzito che non pensa al
futuro"... ma Prodi non si riferiva proprio a tutti gli Italiani.
Si riferiva certamente a quei lavoratori stabili o precari che hanno la
miopia di non pensare ai prossimi anni in quanto, molto piu` prosaicamente,
devono pensare alla cena della prossima settimana.
Ma il nerbo di questo Paese, gli Italiani veri (con tanto di squilli di
tromba al seguito), quelli si` che si preoccupano del futuro, e questo
Governo e questo Parlamento (Prc, Pdci e Verdi compresi) giustamente si
prendono cura di loro.
Se ne preoccupano cosi` tanto che non gli bastano i 352 milioni di euro in
piu` (rispetto alla Finanziaria 2006) nel bilancio 2007 di competenza del
Ministero della (sic!) Difesa, ma previdenti come sono, si sono preoccupati
di stanziare un altro miliardino di euro tondo tondo per ciascun anno per i
prossimi tre anni (in tutto 3 miliardi di euro) nel bilancio del Ministero
dell'Economia, per le "esigenze delle missioni militari all'estero" (con
buona pace dei "Parlamentari per la Pace" che, cosi`, non dovranno piu`
avere mal di pancia fino a fine 2009, avendo gia` approvato,
"preventivamente", tutto cio` che serve per portare avanti le missioni in
Afghanistan, in Libano e dovunque "gli interessi vitali" lo rendano
necessario).
Ma questo non basta, un altro miliardo e 700 milioni (di euro) (sempre fuori
dal bilancio della Difesa) stavolta per il solo 2007 per modernizzare i
sistemi d'arma, altri 400 milioni (per il 2007, e 500 per ciascun anno per
il 2008 e 2009) per la manutenzione e la ricostituzione delle scorte (di
armamenti), piu` altri spiccioli per edilizia riservata ai militari in leva
volontaria e altro.
E poi non mi si venga a dire che le forze migliori di questo Paese non
pensano al futuro!

3. UCCIDERE COSTA. MASO NOTARIANNI: FINANZIARIA. TAGLIA TUTTO, MA AUMENTA LE
SPESE MILITARI
[Da "Peacereporter" (www.peacereporter.net) riprendiamo il seguente articolo
del 14 novembre 2006. Maso Notarianni, giornalista, e' impegnato
nell'esperienza dell'organizzazione umanitaria Emergency e dirige
"Peacereporter"]

"PeaceReporter" non ha mai voluto schierarsi politicamente. In redazione
abbiamo idee diverse sulla politica. Ma forse la scelta di non schierarsi
non deriva dal rispetto della pluralita' di opinioni che abbiamo in
redazione.
Una idea la abbiamo, siamo contro la guerra. Perche' la abbiamo vista e ne
abbiamo sentito l'odore. Sappiamo cos'e', a differenza dei nostri politici.
Ed e' questo a metterci fuori da ogni schieramento possibile.
Perche', lo abbiamo detto spesso, sulla scelta tra pace e guerra non c'e'
distinzione di sorta, tra le nebulose che adesso si chiamano centrodestra e
centrosinistra, e che con la destra e la sinistra in realta' c'entrano
davvero poco.
La nuova Finanziaria, per quanto ce la presentino come rose e fiori, e' di
quelle lacrime e sangue. Nuove tasse, nuovi tagli e sempre ai servizi al
cittadino. Meno soldi per le scuole, per la sanita', per la ricerca
scientifica: i pilastri di quella democrazia che bellamente andiamo
esportando in giro per il mondo.
Ma le spese militari aumentano. Lo avevamo scritto prima della presentazione
della legge. Speravamo che strada facendo il governo accendesse il lume
della ragione. Ma ancora una volta ci siamo illusi. Non solo le nostre cupe
previsioni si sono rivelate realistiche, ma anzi, le spese militari sono
addirittura piu' di quanto avessimo sinistramente previsto.
Dodici miliardi di euro investiti in quella che il nostro amico chirurgo
Marco Garatti definisce "puzza di sangue e letame": dodici miliardi di euro
investiti nella guerra.

4. UCCIDERE COSTA. CARLO BONINI: FINANZIARIA. NELLA SELVA DEI TAGLI, LE
SPESE MILITARI SI IMPENNANO
[Dal quotidiano "La Repubblica" del 14 novembre 2006 (sito:
www.repubblica.it). Carlo Bonini ( Roma, 1967) e' giornalista d'inchiesta
del quotidiano "La Repubblica". Tra i libri recenti di Carlo Bonini: (con
Francesco Misiani), La toga rossa, Tropea, 1998; (con Renato Vallanzasca),
Il fiore del male, Tropea, 1999; (con Luigi Paganelli), Un paese una
cooperativa un uomo (Dionigio Bonini), Mucchi, 2002; Guantanamo. Usa,
viaggio nella prigione del terrore, Einaudi, 2004; (con Giuseppe D'Avanzo),
Il mercato della paura. La guerra al terrorismo islamico nel grande inganno
italiano, Einaudi, 2006]

Dicono i numeri che in una Finanziaria che a tutti toglie, c'e' una voce di
spesa che sale. Quella militare. Cinque punti percentuali in piu' rispetto
all'ultima legge di bilancio licenziata dal governo di centrodestra. 12
miliardi 437 milioni di euro per Esercito, Marina, Aeronautica. se e' vero
che il 72 per cento di questa somma andra' a coprire i "costi del personale"
e dunque la spesa corrente per i salari e il mantenimento dei 193 mila
uomini delle nostre forze armate (sono esclusi i costi delle missioni
all'estero, per le quali e' prevista un'ulteriore voce di spesa di 1
miliardo di euro).
E' altrettanto vero che, spalmati nel prossimo triennio, altri 4 miliardi e
rotti di euro andranno a finanziare un "Fondo per il sostegno dell'industria
nazionale ad alto contenuto tecnologico". Dove per alto contenuto
tecnologico, si deve leggere "ricerca militare" e per "industria nazionale"
Finmeccanica, azienda per un terzo di proprieta' dello Stato, con un core
business che, concentrato nel settore degli armamenti, e' spinto e
alimentato da un mercato domestico in cui opera in regime di sostanziale
monopolio.
*
Nel suo ufficio di Corso Trieste, a Roma, Gianni Alioti, sindacalista della
Fim-Cisl, consumato osservatore dell'industria militare italiana ed europea,
sorride: "Nel paradosso di un governo di sinistra che investe in armamenti
piu' di quanto non abbia fatto negli ultimi due anni il governo di destra,
mi sembra di intravedere una forma di tardo keynesismo militare. Per altro
non sostenuto dai fatti. Dire che aumentare gli investimenti in armamenti
significa sostenere contemporaneamente i livelli di occupazione e la ricerca
tecnologica significa dimenticare la lezione di Federico Caffe', che
definiva questo tipo di scelta 'liberismo spurio'".
Un dato. Tra il 2000 e il 2005, Finmeccanica ha raddoppiato il proprio
fatturato (da 6,7 a 11,4 miliardi di euro). Nello stesso periodo, gli
occupati sono passati da 41.000 a 56.000. "Non esiste alcun andamento
proporzionale o quantomeno convergente tra crescita dei ricavi e aumento
dell'occupazione - osserva Alioti -. Esiste, al contrario, una verita'
comune all'intero mercato europeo e mondiale. L'industria della Difesa e'
tale che, inevitabilmente, lo sviluppo della tecnologia impone una riduzione
della manodopera. Guardiamo quel che e' accaduto a La Spezia, un distretto
industriale storicamente dipendente dall'industria militare. In quindici
anni, gli occupati nell'industria degli armamenti sono passati dal 40 al 19%
della forza lavoro totale".
*
Sedici senatori dell'Unione hanno scritto una lettera a Prodi. Si legge:
"Caro Presidente, l'Italia e' al settimo posto nel mondo come spesa militare
con ingiustificati acquisti di armamenti come la portaerei Cavour (quasi 1
miliardo di euro, sistema d'arma esclusi), dieci nuove fregate (3,5 miliardi
di euro), 121 caccia eurofighter (oltre 6,5 miliardi di euro). Da soli
rappresentano l'1% del nostro Pil. Ti ricordiamo che nel programma di
governo dell'Unione, ci sono tre riferimenti alla necessita' di politiche di
disarmo (pagine 90, 91, 109)". Qui, evidentemente, il "keynesismo militare"
non c'entra. Ma qui, la discussione politica interna al governo appare
questione accantonata.
*
Giovanni Lorenzo Forcieri, 57 anni, diessino di La Spezia, senatore nelle
ultime quattro legislature, e' arrivato sei mesi fa a "Palazzo Marina" come
sottosegretario alla Difesa. Dice: "Con questa Finanziaria non facciamo
altro che riportare la spesa militare al livello del 2004. Prima cioe' che
il governo di centrodestra tagliasse di fatto la spesa militare di 2
miliardi e mezzo di euro. Peraltro, a fronte degli investimenti che abbiamo
previsto e che servono ne' piu' e ne' meno che a coprire impegni di spesa
gia' assunti negli ultimi anni e dunque ad onorare dei debiti gia'
contratti, la Difesa cedera' al demanio beni per circa 4 miliardi di euro
nei prossimi due anni. Come si vede, dunque, il saldo tra entrate e uscite
e' in equilibrio. Con il vantaggio di smobilizzare risorse necessarie a
portare avanti un programma di ammodernamento delle nostre forze armate. E'
evidente infatti che non stiamo parlando soltanto di numeri. Se vogliamo che
l'Italia possa efficacemente svolgere il ruolo internazionale che si e'
conquistata in questi anni, non possiamo rinunciare a investire su una forza
armata efficiente e moderna".
L'argomento di Forcieri riproduce come un calco recenti considerazioni di
Pierfrancesco Guarguaglini, amministratore delegato di Finmeccanica: "Se un
governo, indipendentemente dal proprio orientamento, vuole portare avanti
una politica internazionale di un certo livello, ha bisogno di una
componente della Difesa efficiente. E nel passato erano stati fatti tagli
notevoli".
*
Se il problema non e' "se" o "quanto" investire in spesa militare, resta
allora il "come". La qualita' delle commesse e la loro urgenza. Allo Stato
Maggiore della Difesa non ne parlano volentieri. Frugando nella foresta di
sigle e numeri che battezza pezzi di artiglieria, autoblindo, caccia, navi,
se ne comprende il perche'. Si scopre, ad esempio, che, nel maggio 2006, la
Direzione Generale per gli Armamenti Terrestri del ministero ha chiuso con
la Oto Melara (Finmeccanica) un accordo di congruita' di 310 milioni di euro
per la fornitura di 49 veicoli blindati su ruota ("Vbc", la sigla tecnica.
"Freccia" quella da combattimento) le cui torrette dovranno essere allestite
per sistemi di lancio di missili anticarro di nuova generazione. Missili
"Spike", di fabbricazione israeliana. L'arnese - spiegano gli addetti - e'
un costosissimo gioiello tecnologico. Di tipo "intelligente", "spara e
dimentica". Centomila dollari il pezzo, cinque volte il costo del suo
omologo di fabbricazione americana, il "Tow". Missile attualmente in
dotazione alle forze Nato e al nostro esercito, che ne ha pieni gli
arsenali. Raccontano a palazzo Baracchini che le pressioni dell'Esercito
sull'ex ministro Martino per ottenere questa "meraviglia" della tecnica
considerata troppo costosa persino dall'esercito americano siano state
robuste. Ma ammettono anche che il giochino costera' una tombola.
Per ovvie economie di scala (costi di manutenzione e pezzi di ricambio), i
49 veicoli blindati su ruota "Freccia" erano stati concepiti dalla "Oto
Melara" per essere perfettamente fungibili con i loro "gemelli" cingolati, i
"Dardo". Stessi abitacoli, stessa strumentazione, stesse torrette. Stessi
missili anticarro: i "tow". Con la scelta del missile "spike", addio
risparmi. Fabio Mini, ex comandante della forza Nato in Kosovo, osserva:
"Non riesco a capire che senso abbia dotare di armi anticarro diverse mezzi
cingolati e su ruota, che dovrebbero integrarsi sul campo di battaglia.
Cosi' come non capisco che senso abbia dotare di una tecnologia piu'
avanzata anticarro un mezzo su ruota che, a rigore di logica, non dovrebbe
affrontare in campo aperto mezzi corazzati". Alla "Oto Melara" concordano.
Ma alla "Oto Melara" sanno anche quel che accadra'. Completata la fornitura
dei "Freccia", i "Dardo", le cui consegne sono state appena ultimate,
torneranno nei cantieri per modificare le loro torrette di lancio. I soldi
non saranno un problema.
Come i 650 milioni di euro gia' impegnati a bilancio per consegnare ai
nostri Stati maggiori, di qui ai prossimi anni, 72 obici semoventi
fabbricati in Germania e assemblati da "Oto Melara" (Pzh, la sigla tecnica)
con cui difendere le nostre frontiere. Cosa debba farsene il nostro esercito
di un numero cosi' consistente di pezzi di artiglieria immaginati per
conflitti di posizione, per scenari di difesa o offesa lungo linee di fronte
profonde un centinaio di chilometri (questo il raggio di azione dell'obice),
Dio solo lo sa. Meglio, solo l'Esercito lo sa. Ma - sebbene sollecitato - lo
Stato maggiore non ha ritenuto di dover fornire risposte.
*
Risposte che invece, prima o poi, la Difesa e il governo saranno costretti a
dare sulla nostra partecipazione al piu' faraonico dei progetti che la
storia dell'aeronautica civile e militare abbia mai conosciuto. Un'avventura
dall'acronimo inglese, Jsf, "Joint Strike Fighter", consorzio a guida
statunitense per la costruzione del cacciabombardiere del futuro (le
consegne del nuovo aereo, battezzato "F35-lightning II", dovrebbero
cominciare nel 2012). La partecipazione italiana al progetto (che ha quali
ulteriori partner Inghilterra, Canada, Danimarca, Norvegia, Olanda,
Australia e Turchia) fu una scelta del governo di centrosinistra (1998,
premier D'Alema). Berlusconi, nei suoi cinque anni a Palazzo Chigi, ne
decise i termini economici, fissando la quota del nostro investimento per la
sola "fase di sviluppo" in 1 miliardo 359 milioni di euro.
Cifra a cui l'Italia dovra' ora sommare altri 11 miliardi di dollari per
l'acquisto dei 131 caccia gia' ordinati da Aeronautica e Marina.
Anche perche' la nostra Difesa non ha scommesso e acquistato soltanto nel
consorzio a guida americana, ma ha investito e comprato anche nel progetto
concorrente europeo, "l'Eurofighter Typhoon" (dove l'Italia e' partner di
Gran Bretagna, Germania e Spagna). Ce ne verranno altri 121 caccia. Piu' o
meno 7 miliardi di euro.
*
Ce n'e' abbastanza per chiedersi se a decidere della qualita' e dell'entita'
della nostra spesa militare siano i ministri e il parlamento. O non invece
gli stati maggiori. O, ancora, se a portare per mano gli uni e gli altri non
sia l'industria degli armamenti. Per dirla con le parole di un addetto del
settore, "se in Italia il vero ministro della difesa sia Parisi o non
l'amministratore delegato di Finmeccanica Guarguaglini". Un fatto e' certo.
Negli anni, i capi di Stato maggiore delle nostre tre forze armate hanno
tolto l'uniforme per entrare senza soluzione di continuita' nel top
management delle societa' di Finmeccanica. Una legge dello Stato lo
vieterebbe. Aggirarla e' diventata una prassi. E' successo con il generale
Mario Arpino (da capo di stato maggiore della Difesa alla "Vitrociset"), con
l'ammiraglio Guido Venturoni (da capo di stato maggiore della Difesa alla
"Marconi"), con il generale Giulio Fraticelli (da capo di stato maggiore
dell'Esercito alla "Oto Melara"), con il generale Sandro Ferracuti (da capo
di stato maggiore dell'Aeronautica alla Ams). Gli impegni di spesa con
Finmeccanica che questa e le prossime finanziarie andranno ad onorare
portano anche le loro firme. Da generali, naturalmente.

5. RIFLESSIONE. HELEN CALDICOTT: CIO' CHE CREDO
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per
averci messo a disposizione nella sua traduzione questo intervento di Helen
Caldicott pubblicato sul quotidiano britannico "The Independent" l'11
novembre 2006. Helen Caldicott, pediatra australiana, notissima attivista
antinucleare, ha scritto "Nuclear Power Is Not the Answer", pubblicato da
The New Press]

Io credo che le donne abbiano il destino della Terra nelle loro mani. Al
mondo siamo il 53%, e siamo davvero pervase di energia. Non restiamo
sull'assicella: e' tempo di compiere il balzo.
Io credo che gli uomini abbiamo avuto la loro possibilita', e che oggi
vivano una grande confusione.
Io credo che il denaro sia la radice del male. Quando le persone cominciano
a credere che il possedere oggetti produca la felicita' piu' grande e
durevole, questo e' il segno sicuro che sono intensamente infelici. So che
un terzo degli statunitensi prende antidepressivi. Dovrebbero dar sollievo
alla proprie anime, non farsi stirare le facce.
Io credo nella sacralita' della natura. Io credo che noi possiamo salvare il
pianeta. Siamo abbastanza intelligenti per farlo, ma dobbiamo agire con la
consapevolezza che l'emergenza e' estrema.
Io credo che i media stiano controllando e determinando l'aspetto della
Terra: come disse Thomas Jefferson, una democrazia informata si comportera'
in modo responsabile.
Io credo nella bellezza della musica: devo averla, nutre la mia anima.
Io credo nella bonta' dello spirito di ogni persona, anche se a volte e'
difficile da vedere. Ho in cura numerosi pazienti che stanno morendo, o i
cui bambini stanno morendo. Anche se a volte e' pesantemente oscurata, nei
casi estremi questa bonta' tende ad emergere.
Non credo in un dio. Ho aiutato tante persone ad affrontare la morte, e
credo che con la morte sia cenere alla cenere, e polvere alla polvere.
Io credo che l'inferno e il paradiso siano presenti nelle nostre vite di
ogni giorno.
Io credo che la vita sia un dono assoluto, e che debba essere valorizzata in
accordo con questa consapevolezza. E' gia' un privilegio che qualcuno ci
abbia concepiti.
Io credo che siamo qui per servire. Non siamo qui per essere autoindulgenti,
edonistici, e pensare solo alla nostra soddisfazione. Lo stato piu' felice
che io raggiungo e' quando lavoro nella mia clinica, quando aiuto i bambini
con la fibrosi cistica ad affrontare la morte e aiuto ad alleviare le loro
sofferenze e mi curo dei loro fratelli e sorelle. Sono del tutto esausta, al
termine della giornata, ma profondamente soddisfatta.
Io credo nella bellezza del mio giardino. Ho due acri e mezzo di terra, e
non sono mai cosi' in contatto con il potere dell'universo come quando sono
nel mio giardino, in un giorno caldo e soleggiato, a prendermi cura di fiori
ed alberi, mentre i pellicani mi volteggiano sulla testa.
Io credo che sul pianeta ci sia troppa gente. Nel 1900 eravamo un miliardo.
Ora siamo 6 miliardi e mezzo, e le previsioni dicono che entro pochi decenni
saremo 14 miliardi.
Io credo che il piu' grande orrore al mondo non siano pochi terroristi che
colpiscono il World Trade Center. Il piu' grande orrore e' che meta' della
popolazione mondiale vive in condizioni di estrema poverta', e che fra i
30.000 ed i 40.000 bimbi muoiono ogni giorno di fame, mentre le nazioni
ricche continuano ad arricchirsi.
Io credo che il lavoro piu' importante del mondo sia essere genitori. Le
donne devono essere sostenute finanziariamente, per questo. Il loro lavoro
e' assai piu' importante di quello dei dirigenti alla testa delle grandi
corporazioni.
Io credo che il segreto della felicita' sia composto da: servire i nostri
compagni esseri umani, facendo in modo che ognuno di essi abbia amore e cura
(intendo il curarsi profondamente l'uno dell'altro); andare a fondo nella
conoscenza della nostra psicologia come esseri umani, in modo da essere piu'
costruttivi; prendersi cura di questo incredibile pianeta, che e' il nostro.

6. STRUMENTI. L'AGENDA "GIORNI NONVIOLENTI" 2007
Come ogni anno le Edizioni Qualevita mettono a disposizione l'agenda-diario
"Giorni nonviolenti", un utilissimo strumento di lavoro per ogni giorno
dell'anno. Vivamente la raccomandiamo. Il costo di una copia e' di 9,50
euro, con sconti progressivi con l'aumento del numero delle copie richieste.
Per informazioni ed acquisti: Edizioni Qualevita, via Michelangelo 2, 67030
Torre dei Nolfi (Aq), tel. e fax: 0864460006, cell. 3495843946, e-mail:
qualevita3 at tele2.it

7. LETTURE. NORMANNA ALBERTINI: ISABELLA
Normanna Albertini, Isabella, Chimienti Editore, Taranto 2006, pp. 144, euro
13. Normanna Albertini, qui al suo secondo romanzo, e' un'educatrice, una
costruttrice di pace ed amica della nonviolenza, una militante della
solidarieta' internazionale, una pubblicista mai banale, ed infine -
diciamolo insomma - una collaboratrice di questo foglio e una cara amica di
chi lo redige. In questi ultimi anni ha dato svolgimento alla sua vena
narrativa, dapprima col romanzo Shemal pubblicato nel 2004 (sempre per
Chimienti Editore), che rifletteva su eventi e temi da far tremar le vene e
i polsi e ad un tempo ineludibili se violenza si vuol contrastare e si vuol
costruire la pace nella giustizia e nella solidarieta' che tutte e tutti
abbraccia; ed ora con questo nuovo romanzo, che in diversa ambientazione
storica ed evocando altre vicende ed altre problematiche prosegue
quell'impegno, quella ricerca, quel ragionare, quel dialogare. In guisa di
postilla: ci siamo sempre chiesti se la scelta della forma "romanzo storico"
sia ancora praticabile in Italia, o se dopo Manzoni sia inutilizzabile,
cosi' come non si puo' piu' scrivere un poema in terzine dopo Dante o un
certo tipo di racconti dopo Kafka; e del resto quel che oggi puo' aver
sapore di romanzo storico sovente non lo e' affatto, o se in qualche modo e
misura lo e' e' insieme sempre altra cosa; ma l'autrice non teme di
affrontare in levita' il peso schiacciante di una tradizione letteraria e di
una vicenda linguistica e critica (di "battaglia delle idee" in senso forte)
che ha dato luogo a conflitti incandescenti e incessanti, e cosi' cala il
suo sobrio e sottile racconto d'invenzione tra personaggi e vicende di
storica rilevanza, con accenni ed evocazioni che talora tuttavia hanno un
che di didascalico, e non fuso, non risolto nell'economia della narrazione,
e che danno una sensazione per cosi' dire di esteriorita' rispetto alla
verita' poetica dell'opera (e si perdoni chi scrive queste righe per sembrar
qui l'ultimo degli ultimi dei crociani, quando se mai - se avesse avuto
un'altra vita, agli studi devota e non al contendere ai marosi e alle
furie - gli sarebbe piaciuto essere piuttosto l'ultimo degli ultimi degli
auerbachiani). Per richieste all'editore (benemerito dell'impegno per la
pace e la legalita'), e-mail: info at chimientieditore.it, sito:
www.chimientieditore.it

8. LETTURE. AMARTYA SEN: L'ALTRA INDIA
Amartya Sen, L'altra India. La tradizione razionalista e scettica alle
radici della cultura indiana, Mondadori, Milano 2005, 2006, pp. VIII + 392,
euro 9,80. Una bella raccolta di saggi dell'acuto intellettuale e grande
economista (premio Nobel nel 1998), che e' anche un assai utile accostamento
all'India di ieri e di oggi senza esotismi e banalita', ma evidenziando
tradizioni, esperienze e problematiche storiche ed attuali sempre con grande
finezza ermeneutica facendo perno sulla "tradizione argomentativa" della
cultura indiana (il titolo originale e' "The Argumentative Indian", e
segnaliamo en passant che il sottotitolo scelto dall'editore italiano ci
sembra inadeguato), tratteggiando anche vividi ritratti di straordinarie
personalita' (si vedano ad esempio i saggi dedicati a Rabindranath Tagore e
a Satyajit Ray).

9. RIEDIZIONI. ALBERT EINSTEIN, LEOPOLD INFELD: L'EVOLUZIONE DELLA FISICA
Albert Einstein, Leopold Infeld, L'evoluzione della fisica. Sviluppo delle
idee dai concetti iniziali alla relativita' e ai quanti, Bollati
Boringhieri, Torino 1965, 2006, Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2006, pp.
XXVI + 274, s. i. p. ma euro 12,90 (in supplemento al quotidiano "La
Repubblica" o al settimanale "L'Espresso"). Pubblicato nel 1938, non solo e'
un libro di rigorosa divulgazione scientifica che si legge appassionante
come un romanzo, non solo ha resistito all'usura del tempo che rapidamente
museizza questo genere di opere, ma e' anche un invito forte al pensare,
all'interrogare ed all'interrogarsi. Infine e' anche, e ancora, un saggio di
morale (e ogni libro che conta dovrebbe esserlo). Con una prefazione di
Enrico Bellone.

10. MATERIALI. INDICE DEI NUMERI 1131-1161 (DICEMBRE 2005) DE "LA
NONVIOLENZA E' IN CAMMINO"

* Numero 1131 del primo dicembre 2005: 1. "Azione nonviolenta" di dicembre;
2. Alberto L'Abate: Proposte per il servizio civile; 3. Marina Forti
intervista Fatemeh Motamed Aria; 4. Marina Forti intervista Nezam
Manouchehri; 5. Marina Forti intervista Mohsen Makhmalbaf; 6. Maura Gualco
intervista Rigoberta Menchu'; 7. Domenico Barberio presenta "Abitavamo
vicino alla stazione" di Paolo Cinanni; 8. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 40 del primo dicembre 2005: 1.
Lidia Menapace: Una politica delle donne; 2. Luisa Morgantini: Solidarieta'
con gli attivisti del "Christian Peacemaker Team" rapiti in Iraq; 3. La
newsletter di novembre della Libreria delle donne di Milano; 4. Paola
Mancinelli: Franz Rosenzweig e la questione dell'essere (parte prima); 5.
Gabriele Polo presenta "La ragazza del secolo scorso" di Rossana Rossanda;
6. Simone Weil: Propaganda e fanatismo.
* Numero 1132 del 2 dicembre 2005: 1. Franco Fortini: Dodici risposte su
cosa sia la poesia; 2. il Centro studi "Franco Fortini" di Siena; 3. La
"Carta" del Movimento Nonviolento; 4. Per saperne di piu'.
* Numero 1133 del 3 dicembre 2005: 1. Anna Maffei: Solidarieta' con Norman
Kember; 2. Mao Valpiana colloquia con Alberto Perino sulla lotta nonviolenta
in Val di Susa; 3. Un appello in difesa della legge 194, i consultori,
l'autodeterminazione delle donne e la laicita' dello stato; 4. Lidia
Menapace: Laicita'; 5. Michele Do: Credo di St. Jacques; 6. Maria Teresa
Carbone presenta "Suite francese" di Irene Nemirovsky; 7. Maria Teresa
Carbone intervista Denise Epstein; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento;
9. Per saperne di piu'.
* Numero 1134 del 4 dicembre 2005: 1. Operazione Colomba: Solidarieta' con i
volontari del "Christian Peacemaker Team" rapiti in Iraq; 2. Annamaria
Rivera: Gli "scarti sociali" in rivolta; 3. Una testimonianza di Michele Do
(forse del 1968); 4. "La parola alle donne" il 6 dicembre a Roma; 5. Luciano
Comini: Un invito a Celleno il 10 dicembre; 6. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 50 del 4 dicembre 2005: 1. Aldo
Capitini, Lanfranco Mencaroni: Per la creazione di una corrente
rivoluzionaria nonviolenta; 2. Giuliana Saladino: Compilando l'indice di
"Segno" (1985).
* Numero 1135 del 5 dicembre 2005: 1. Giulio Vittorangeli ricorda Xabier
Gorostiaga; 2. Alex Zanotelli: Ammazzateci tutti; 3. Gli indici della
rivista "L'ospite ingrato" 1998-2004; 4. Gabriella Bonacchi presenta "La
mamma" di Marina d'Amelia; 5. Diana Sartori presenta "Offesa e riparazione"
di Marco Bouchard e Giovanni Mierolo; 6. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* Numero 1136 del 6 dicembre 2005: 1. Aldo Stella (a cura di): Bibliografia
degli scritti di Aldo Capitini (pubblicati dal 1926 al 1973); 2. La "Carta"
del Movimento Nonviolento; 3. Per saperne di piu'.
* Numero 1137 del 7 dicembre 2005: 1. Nanni Salio: Disobbedienza civile,
resistenza e difesa popolare nonviolenta: la lezione della Valle di Susa; 2.
Enrico Peyretti: Vergogna e rivelazione; 3. Cento letture per un
accostamento alla pace; 4. Vandana Shiva: Poverta'; 5. Mao Valpiana ricorda
John Lennon, il menestrello della nonviolenza; 6. Daphne Muse: Nonne; 7. Il
"Cos in rete" di dicembre; 8. L'agenda "Giorni nonviolenti" 2006; 9.
Letture: Adriano Mariani, Do per cibo il verde dell'erba; 10. Riedizioni:
Virginia Woolf, Romanzi; 11. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 12. Per
saperne di piu'.
* Numero 1138 dell'8 dicembre 2005: 1. Mao Valpiana: Siamo tutti valsusini;
2. Enrico Peyretti: Dalla Val di Susa la nonviolenza; 3. Per la formazione
delle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso della nonviolenza. Alcuni
elementi di informazione essenziali per la contestualizzazione (2001); 4.
Per la formazione delle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso della
nonviolenza. Il testo del disegno di legge di iniziativa dei senatori
Occhetto ed altri recante "Norme di principio e di indirizzo per
l'istruzione, la formazione e l'aggiornamento del personale delle forze di
polizia" (2001); 5. Maria G. Di Rienzo: Nel corso del tempo; 6. Gavci: In
digiuno per una legge finanziaria di pace e di vita; 7. Incontro con la
Carovana antimafie ad Acquedolci; 8. Pax Christi: La pace a caro prezzo; 9.
Flavio Lotti e Grazia Bellini: Un invito ad Assisi; 10. Riletture: Tzvetan
Todorov, Eloge du quotidien; 11. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 12.
Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 41 dell'8 dicembre 2005: 1. Una
lettera dalla redazione di "Via Dogana"; 2. Lisa Clark: La pace in ostaggio;
3. Luisa Muraro: Del vero e del giusto; 4. Giovanna Boursier intervista
Amelia Robinson; 5. Paola Mancinelli: Franz Rosenzweig e la questione
dell'essere (parte seconda); 6. Giovanna Providenti: L'intransigenza di
Cordelia.
* Numero 1139 del 9 dicembre 2005: 1. Cinque parole; 2. Un appello dei
pastori evangelici della Valsusa: Una valle calpestata; 3. Marco Revelli:
Val di Susa, una lezione politica; 4. Maria G. Di Rienzo: Una lettera aperta
ai poliziotti in Val di Susa; 5. Mohandas Gandhi: Una polizia nonviolenta;
6. Per la formazione delle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso della
nonviolenza. Una bibliografia essenziale (2001); 7. Roberto Mancini: Il
volontariato tra diritti umani e prassi politica; 8. Enrico Peyretti:
Schierarsi e' giusto; 9. Edoarda Masi ricorda Liu Binyan; 10. La "Carta" del
Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* Numero 1140 del 10 dicembre 2005: 1. Bruna Peyrot: Lo spirito dei luoghi;
2. Umberto Santino: Borghesia mafiosa e societa' contemporanea; 3. Enrico
Peyretti: Un commento a Galtung; 4. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 5.
Per saperne di piu'.
* Numero 1141 dell'11 dicembre 2005: 1. Lidia Menapace: Di montagne e di
ferrovie (e dell'umile e splendida virtu' di riconoscere gli errori); 2.
Aldo Capitini: La marcia della pace del 1961; 3. Filippa La Villa: Rita
Borsellino, per una nuova primavera siciliana; 4. Giuseppe Di Lello: Per
Rita Borsellino presidente; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per
saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 51 dell'11 dicembre 2005: 1. Paolo
Naso: Una proposta; 2. "Palabre", un gruppo e un sito per la nonviolenza; 3.
Antonio Vigilante presenta "La teologia degli oppressi" di Tonino Bello; 4.
Antonio Vigilante presenta "Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo
Capitini" di Federica Curzi; 5. Antonio Vigilante presenta "Cambiare il
mondo senza prendere il potere" di John Holloway; 6. Antonio Vigilante
presenta "Come Gandhi. Un metodo per risolvere i conflitti" di Mark
Juergensmeyer; 7. Antonio Vigilante presenta "Pace e disarmo culturale" di
Raimon Panikkar; 8. Emily Dickinson: Come silenti stanno le campane.
* Numero 1142 del 12 dicembre 2005: 1. Alcuni appunti da una lezione di
Luisa Muraro; 2. Giulio Vittorangeli: Avere fra le mani un buon libro; 3.
Lidia Menapace: Quelli che... 4. Antonio Vigilante: Un profilo di Giuseppe
Giovanni Lanza del Vasto; 5. Antonio Vigilante: Un profilo di Lev Tolstoj;
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* Numero 1143 del 13 dicembre 2005: 1. Roberto Mancini: Comunicazione e
creaturalita'; 2. Marcello Cini presenta "Insegnare a chi non vuole
imparare" di Rosalba Conserva e Giuseppe Bagni; 3. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 4. Per saperne di piu'.
* Numero 1144 del 14 dicembre 2005: 1. Maria G. Di Rienzo: L'attivismo in
quindici parole; 2. Cindy Sheehan: L'arresto di Brian Haw; 3. Giuliana
Sgrena: Black out; 4. Marinella Correggia: L'azione nonviolenta dei
Christian Peacemakers; 5. Enrico Peyretti: Un omicidio; 6. Luisa Morgantini:
Un omicidio; 7. Giovanna Providenti: Donne costruttrici di pace e
convivenza; 8. Letture: AA. VV., Norberto Bobbio tra diritto e politica; 9.
La "Carta" del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.
* Numero 1145 del 15 dicembre 2005: 1. Mao Valpiana: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 2. La rivista di Aldo Capitini; 3. Tonino Bello:
Condivisione e solidarieta', vie alla pace (parte prima); 4. Ida
Dominijanni: Le segrete dell'impero del bene; 5. Letture: Gabriella Ebano,
Felicia e le sue sorelle; 6. Letture: Giuliana Sgrena, Fuoco amico; 7.
Letture: Vandana Shiva: Le nuove guerre della globalizzazione; 8. La "Carta"
del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 42 del 15 dicembre 2005: 1.
Francesca Cutarelli intervista Naila Ayyesh Zaqout; 2. Sharon LaFraniere:
Bambine; 3. Paola Mancinelli: Franz Rosenzweig e la questione dell'essere
(parte terza); 4. Letture: Maria Laura Lanzillo, Il multiculturalismo.
* Numero 1146 del 16 dicembre 2005: 1. Michele Meomartino: Mi abbono ad
"Azione nonviolenta" perche'... 2. Dal 1964 la voce della nonviolenza in
Italia; 3. Riccardo Orioles: Generazioni; 4. Tonino Bello: Condivisione e
solidarieta', vie alla pace (parte seconda e conclusiva); 5. Simone Weil: I
significati; 6. Vandana Shiva: Per reagire alla frammentazione; 7. La
"Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* Numero 1147 del 17 dicembre 2005: 1. Luciano Capitini: Mi abbono ad
"Azione nonviolenta" perche'... 2. Daniele Lugli: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 3. Fulvio Cesare Manara: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 4. Enrico Peyretti: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 5. Una rivista di formazione, informazione,
incontro, dibattito e iniziativa. Nonviolenta; 6. Marco Revelli: La Val di
Susa ha vinto; 7. Richard Falk: Fuori dall'Iraq; 8. Simone Weil: Quando; 9.
Rigoberta Menchu': Etichette; 10. Hannah Arendt: Norme, persone; 11. La
"Carta" del Movimento Nonviolento; 12. Per saperne di piu'.
* Numero 1148 del 18 dicembre 2005: 1. Luciano Benini: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 2. Uno storico punto di riferimento; 3. Vincenzo
Scalia: La mafia ai tempi del postfordismo; 4. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 5. Per saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 52 del 18 dicembre 2005: 1.
Federica Curzi: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 2. Sergio
Paronetto: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 3. Giovanni Sarubbi:
Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 4. Pensiero e azione:
nonviolenta; 5. Marina Forti: Petrolio, gas, fiamme e diritti umani; 6.
Marina Forti: Profughi ambientali; 7. Aldo Capitini: La mia opposizione al
fascismo; 8. Thomas Merton: I principi di Gandhi; 9. Giuliana Sgrena: Non
possiamo; 10. Eduardo Galeano: Favole.
* Numero 1149 del 19 dicembre 2005: 1. Alberto Trevisan: Mi abbono ad
"Azione nonviolenta" perche'... 2. L'informazione, la formazione, l'azione:
nonviolenta; 3. Rosa Luxemburg: Liberta'; 4. Giulio Vittorangeli: Come in
una vignetta di Mafalda; 5. Benedetto XVI: Nella verita', la pace; 6. Enrico
Peyretti: Mai piu' Auschwitz, mai piu' Hiroshima; 7. Marina Forti: I
rigurgiti nazisti e la situazione iraniana; 8. Riletture: Valentina Pisanty:
L'irritante questione delle camere a gas; 9. Riletture: Dina Wardi, Le
"candele della memoria"; 10. Riletture: Annette Wieviorka, Auschwitz
spiegato a mia figlia; 11. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 12. Per
saperne di piu'.
* Numero 1150 del 20 dicembre 2005: 1. Sergio Albesano: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 2. Andrea Cozzo: Mi abbono ad "Azione nonviolenta"
perche'... 3. Maria G. Di Rienzo: Mi abbono ad "Azione nonviolenta"'
perche'... 4. Alessandro Marescotti: Mi abbono ad "Azione nonviolenta"
perche'... 5. Marco Palombo: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 6.
Edi Rabini: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 7. L'aggiunta,
l'apertura, la parola di tutti; 8. Anna Maria Civico: L'urgenza di agire e
l'urgenza di lasciare andare nell'arte di attrice; 9. Fulvio Cesare Manara:
Democratizzare la democrazia e ripudiare la violenza; 10. Maurizio
Gubbiotti: Da Hong Kong; 11. Nando dalla Chiesa: La relazione della
Commissione antimafia. Le pagine della vergogna; 12. Riletture: Giuseppina
Ciuffreda, Nicole Janigro (a cura di), Vivere altrimenti; 13. Riletture:
Giuliana Morandini, La voce che e' in lei; 14. Riletture: Dorothy Parker, Il
mio mondo e' qui; 15. Riedizioni: Jane Austen, Romanzi; 16. La "Carta" del
Movimento Nonviolento; 17. Per saperne di piu'.
* "Voci e volti della nonviolenza", numero 1 del 20 dicembre 2005: 1. Saffo;
2. Saffo tradotta da Salvatore Quasimodo; 3. Saffo tradotta da Manara
Valgimigli; 4. Et coetera.
* Numero 1151 del 21 dicembre 2005: 1. Lidia Menapace: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'"... 2. Un luogo d'incontro; 3. Maria G. Di Rienzo: Voci
da un forum della Bbc; 4. Enrico Peyretti: Alcune note di commento al
messaggio di Benedetto XVI per la giornata della pace; 5. Ali Rashid: Mai
piu' genocidi; 6. Guido Viale: La Tav Torino-Lione e' un progetto che fa
male all'ambiente, all'economia, alla democrazia; 7. La "Carta" del
Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* Numero 1152 del 22 dicembre 2005: 1. Peppe Sini: Per Marco Mariani,
educatore; 2. Giovanni Benzoni: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'...
3. Giancarla Codrignani: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 4.
Sergio Labate: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 5. Patrizio
Loprete: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 6. Massimiliano
Pilati: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 7. Nella bisaccia; 8.
Luigi Ferrajoli: Costituzione e democrazia; 9. Anna Maria Civico: Una
lettera a una e a tutte; 10. Marina Forti intervista Malalai Joya; 11.
Mohandas Gandhi: La via; 12. Hannah Arendt: Non possiamo rinviare; 13. La
"Carta" del Movimento Nonviolento; 14. Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 43 del 22 dicembre 2005: 1. Anna
Maria Civico: Da una lettera ad alcune persone amiche; 2. Marina Forti:
Irene Fernandez; 3. Il 14 gennaio a Milano per uscire dal silenzio; 4. Dalle
donne della Campania una lettera alle giornaliste; 5. Giancarla Codrignani
traduce un frammento di Saffo; 6. Paola Mancinelli: Franz Rosenzweig e la
questione dell'essere (parte quarta e conclusiva); 7. Il paese delle donne;
8. Un corso a Catania su "Cura di se' e identita' di genere"; 9. Alberto
Asor Rosa presenta "La ragazza del secolo scorso" di Rossana Rossanda; 10.
Letture: Barbara Spinelli, Il sonno della memoria.
* Numero 1153 del 23 dicembre 2005: 1. Andrea Trentini: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 2. La cassetta degli attrezzi; 3. I pacifisti
pordenonesi citano in giudizio gli Usa per le atomiche ad Aviano; 4. Anna
Maffei: Per Norman, Tom, James e Harmeet; 5. Marina Forti: I conti dello
tsunami; 6. Stefano Ciccone: La violenza. Degli uomini; 7. Ida Dominijanni:
La spiaggia e il colore; 8. Lorenzo Milani: Lettera ai cappellani militari;
9. Riletture: Ludwig Feuerbach, Scritti filosofici; 10. La "Carta" del
Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* Numero 1154 del 24 dicembre 2005: 1. Angela Dogliotti e Beppe Marasso: Ci
abboniamo ad "Azione nonviolenta" perche'... 2. Giampiero Girardi: Mi abbono
ad "Azione nonviolenta" perche'... 3. Carlo Gubitosa: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 4. Cristiano Lucchi: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 5. Raffaella Mendolia: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 6. "Ascoltare e parlare"; 7. Joseph Halevi ricorda
Paolo Sylos Labini; 8. Fabio Corazzina: Questi giorni; 9. Tommaso
Valentinetti: Cercando le vie; 10. Marinella Correggia intervista Tom Regan;
11. Una postilla bibliografica al testo che precede; 12. Ingeborg Bachmann:
Il tempo dilazionato; 13. Simone Weil: Fino a che punto; 14. Mauro Otello Fe
denisci: Del diffidar sincero l'elogio breve e acre; 15. Letture: Martin de
Riquer, Don Chisciotte e Cervantes; 16. Letture: Barbara Ehrenreich, Una
paga da fame; 17. Letture: Joel Kotek, Pierre Rigoulot, Il secolo dei campi;
18. Letture: Thomas Merton, La pace nell'era postcristiana; 19. Riletture:
Arrigo Pacchi (a cura di), Materialisti dell'Ottocento; 20. Riletture:
Sebastiano Timpanaro, Sul materialismo; 21. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 22. Per saperne di piu'.
* Numero 1155 del 25 dicembre 2005: 1. Gianpiero Landi: La poesia di Luce
Fabbri; 2. Daniele Barbieri: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 3.
Mario Di Marco: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 4. Giorgio
Giannini: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 5. Eugenio
Scardaccione: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 6. Il cammino e
la compagnia; 7. Normanna Albertini: Alcune note di commento al messaggio di
Benedetto XVI per la Giornata mondiale per la pace; 8. Angelo Cavagna:
Alcune note di commento al messaggio di Benedetto XVI per la Giornata
mondiale per la pace; 9. Giovanni Sarubbi: Una lettera alle persone amiche;
10. Letture: Rossana Rossanda, La ragazza del secolo scorso; 11. Riletture:
Helga Gallas, Teorie marxiste della letteratura; 12. Riletture: Mimma
Paulesu Quercioli (a cura di), Gramsci vivo; 13. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 14. Per saperne di piu'.
* "La domenica della nonviolenza", numero 53 del 25 dicembre 2005: 1.
Francesco Pistolato: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 2. Le
parole della nonviolenza; 3. Severino Vardacampi: Paolo Sylos Labini; 4.
Giobbe Santabarbara: Paolo Sylos Labini; 5. Paolo Sylos Labini: Bisogna fare
i conti con Marx; 6. Franco Fortini: Marxismo.
* Numero 1156 del 26 dicembre 2005: 1. Milli, Giovanni e Giacomo
Alessandroni: Ci abboniamo ad "Azione nonviolenta" perche'... 2. Alessandro
Pizzi: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 3. Sulla via della
nonviolenza; 4. Antonio Mazzei: Torture, forze armate e polizia; 5. Anna
Maria Civico: Per un teatro di presenza. Tra me e te in un equilibrio in
continuo mutamento... 6. Mario Tronti presenta "Vita di Tocqueville" di
Umberto Coldagelli; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne
di piu'.
* Numero 1157 del 27 dicembre 2005: 1. Giuliano Pontara: Mi abbono ad
"Azione nonviolenta" perche'... 2. Per la ricerca, il dialogo, l'azione; 3.
Augusto Cavadi: Auguri; 4. Giuliana Sgrena: Un primo passo; 5. Una
intervista di Gianpiero Landi a Luce Fabbri del 1981 (parte prima); 6.
Slavoj Zizek: Tortura. Occhio non vede, cuore non duole; 7. Riletture:
Albert Camus, Taccuini; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per
saperne di piu'.
* "Voci e volti della nonviolenza", numero 2 del 27 dicembre 2005: 1. Luce
Fabbri; 2. Alcuni versi italiani di Luce Fabbri; 3. Et coetera.
* Numero 1158 del 28 dicembre 2005: 1. Silvana Sacchi: Mi abbono ad "Azione
nonviolenta" perche'... 2. Piu' che una rivista; 3. Cindy Sheehan: Il
linguaggio del cuore; 4. Una intervista di Gianpiero Landi a Luce Fabbri del
1981 (parte seconda); 5. Letture: Fondazione Venezia per la ricerca sulla
pace, Oltre la guerra. Annuario geopolitico della pace 2005; 6. Letture:
Reporters sans frontieres, Il libro nero della guerra in iraq; 7. La "Carta"
del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* Numero 1159 del 29 dicembre 2005: 1. Massimo De Santi: Mi abbono ad
"Azione nonviolenta" perche'... 2. Un punto di riferimento; 3. Tiziano
Tissino: La forza della legge contro la legge della forza; 4. Augusto Cavadi
intervista Maria Bonafede; 5. Lidia Menapace: Il coraggio; 6. Una intervista
di Gianpiero Landi a Luce Fabbri del 1981 (parte terza e conclusiva); 7. La
"Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "Nonviolenza. Femminile plurale", numero 44 del 29 dicembre 2005: 1. Maria
G. Di Rienzo: Nonviolenza a Belfast; 2. Un'intervista di Cristina Valenti a
Luce Fabbri del 1993 (parte prima).
* Numero 1160 del 30 dicembre 2005: 1. Amnistia; 2. Riccardo Troisi: Mi
abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 3. Giulio Vittorangeli: Mi abbono
ad "Azione nonviolenta" perche'... 4. Dal 1964 in colloquio corale; 5.
Augusto Cavadi: Radici; 6. Maria G. Di Rienzo: Brevi notizie di fine d'anno;
7. Marina Forti: I fiumi, le dighe; 8. Mohandas Gandhi: L'abnegazione; 9.
Stefano Petrucciani presenta "Politica come movimento. Il pensiero di
Herbert Marcuse" di Raffaele Laudani; 10. La "Carta" del Movimento
Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* Numero 1161 del 31 dicembre 2005: 1. Cindy Sheehan: L'anno in cui andranno
a casa; 2. Giorgio Gatta: Mi abbono ad "Azione nonviolenta" perche'... 3. La
voce del Movimento Nonviolento; 4. Tiziano Tissino: Nella Giornata per la
pace; 5. Enrico Peyretti: Cauto elogio della pazienza; 6. Maria G. Di
Rienzo: "Risvegliati e cammina". Un progetto in Sudafrica; 7. Augusto
Cavadi: Etica nel Mediterraneo; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9.
Per saperne di piu'.

11. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

12. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 1482 del 17 novembre 2006

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