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Minime. 71



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 71 del 26 aprile 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Non di ieri
2. Enrico Peyretti: Difesa senza guerra (parte prima)
3. Un incontro con Pat Patfoort a Roma
4. La "Carta" del Movimento Nonviolento
5. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. NON DI IERI

Non di ieri, di oggi parliamo, e di domani.

2. MATERIALI. ENRICO PEYRETTI: DIFESA SENZA GUERRA. BIBLIOGRAFIA STORICA
DELLE LOTTE NONARMATE E NONVIOLENTE (PARTE PRIMA)
[Riproponiamo ancora una volta questa fondamentale bibliografia ragionata
sulle lotte nonarmate e nonviolente scritta da Enrico Peyretti (per
contatti: e.pey at libero.it), nella versione aggiornata del 14 novembre 2004.
Enrico Peyretti (1935) e' uno dei principali collaboratori di questo foglio,
ed uno dei maestri della cultura e dell'impegno di pace e di nonviolenza; ha
insegnato nei licei storia e filosofia; ha fondato con altri, nel 1971, e
diretto fino al 2001, il mensile torinese "il foglio", che esce tuttora
regolarmente; e' ricercatore per la pace nel Centro Studi "Domenico Sereno
Regis" di Torino, sede dell'Ipri (Italian Peace Research Institute); e'
membro del comitato scientifico del Centro Interatenei Studi per la Pace
delle Universita' piemontesi, e dell'analogo comitato della rivista
"Quaderni Satyagraha", edita a Pisa in collaborazione col Centro
Interdipartimentale Studi per la Pace; e' membro del Movimento Nonviolento e
del Movimento Internazionale della Riconciliazione; collabora a varie
prestigiose riviste. Tra le sue opere: (a cura di), Al di la' del "non
uccidere", Cens, Liscate 1989; Dall'albero dei giorni, Servitium, Sotto il
Monte 1998; La politica e' pace, Cittadella, Assisi 1998; Per perdere la
guerra, Beppe Grande, Torino 1999; Dov'e' la vittoria?, Il segno dei
Gabrielli, Negarine (Verona) 2005; Esperimenti con la verita'. Saggezza e
politica di Gandhi, Pazzini, Villa Verucchio (Rimini) 2005; e' disponibile
nella rete telematica la sua fondamentale ricerca bibliografica Difesa senza
guerra. Bibliografia storica delle lotte nonarmate e nonviolente, ricerca di
cui una recente edizione a stampa e' in appendice al libro di Jean-Marie
Muller, Il principio nonviolenza, Plus, Pisa 2004 (libro di cui Enrico
Peyretti ha curato la traduzione italiana), e che e stata piu' volte
riproposta anche su questo foglio; vari suoi interventi sono anche nei siti:
www.cssr-pas.org, www.ilfoglio.info e alla pagina web
http://db.peacelink.org/tools/author.php?l=peyretti Una piu' ampia
bibliografia dei principali scritti di Enrico Peyretti e' nel n. 731 del 15
novembre 2003 di questo notiziario]

"Gli storicisti debbono riconoscere che sul piano storico non e' vero che il
nonviolento perde sempre e il violento vince sempre, se e' vero che i
partigiani giudei antiromani furono sopraffatti e venivano crocifissi, e
solo si vendico' magnificamente su Cesare uno di questi crocifissi che era
per la nonviolenza, e anche Spartaco e i suoi non vinsero affatto; mentre
Gandhi ha vinto senza toccare un capello ai soldati inglesi e alle loro
famiglie nell'India, e William Penn, quando si presento' con i suoi amici
quaccheri ai pellirosse, e senza alcuna arma, i capi gettarono via le
proprie armi, e sorse uno stato di pace, a differenza di tutti gli altri
dell'America del Nord. Esistono vittorie senza violenza" (Aldo Capitini, La
nonviolenza oggi, Milano, Edizioni di Comunita' 1962, ora in Aldo Capitini,
Le ragioni della nonviolenza, Antologia degli scritti a cura di Mario
Martini, Pisa, Edizioni ETS, 2004, p. 136).
"Esiste una storia della nonviolenza, che e' anche la storia delle lotte
contro la violenza degli 'uomini irragionevoli'. E' sorprendente che questa
storia non abbia maggiormente attirato l'attenzione degli uomini
'ragionevoli' che raccomandano e giustificano la violenza" Jean-Marie
Muller, Il principio nonviolenza. Una filosofia della pace, Pisa, Edizioni
Plus, 2004, p. 297).
*
Questa bibliografia (comprendente fino ad ora circa 120 libri, opuscoli,
articoli, circa 80 nella prima parte e oltre 40 nella seconda) non e' una
bibliografia generale sul pacifismo e sulla nonviolenza, ma soltanto sui
casi storici che ho potuto reperire di difesa di diritti umani e di diritti
dei popoli, e di liberazione da tirannie, senza uso della violenza armata.
Questa raccolta e' sempre in corso di completamento e aggiornamento. E'
nata come appendice ad una mia relazione Possibilita' del pacifismo
nonviolento, tenuta al Centro Studi Piero Gobetti, di Torino, il 21 gennaio
1994. Una redazione aggiornata alla primavera 1995 e' comparsa, insieme a
quella relazione, su "Testimonianze" n. 376, giugno-luglio 1995, pp. 7-26.
Un aggiornamento  al marzo 1996 e' stato pubblicato in appendice alla mia
lezione dell'aprile 1995, La Resistenza civile nelle ricerche storiche, in
Fascismo-Resistenza-Letteratura, I Quaderni del Museo Nazionale del
Risorgimento, n. 2, Torino 1997, pp. 61-87. Una breve presentazione delle
principali opere indicate nella presente bibliografia e dei relativi casi
storici e' contenuta in un mio articolo dal titolo Nonviolenza pubblicato in
"Effe", rivista delle librerie Feltrinelli, n. 9, estate 1998, pp. 35, 37,
39. La bibliografia, aggiornata a quella data, e' pubblicata anche
nell'Annuario della pace, Italia / Maggio 2000 - giugno 2001, Asterios,
Trieste 2001, pp. 339-352, ed e' comparsa piu' di una volta nel quotidiano
telematico "La nonviolenza e' in cammino" (e-mail: nbawac at tin.it). Una
selezione della bibliografia e' pubblicata in Assessorato all'Istruzione,
Regione Campania, Ponti di pace sul Mediterraneo, Agenda 2004, a cura di
Giuliana Martirani, Edizioni Qualevita, Torre dei Nolfi (Aq) 2003. Una
versione adattata e' uscita in appendice al volume di Jean-Marie Muller, Il
principio nonviolenza. Una filosofia della pace, Edizioni Plus, Pisa 2004
(e-mail: info-plus at edizioniplus.it). Intera, e via via aggiornata, la
bibliografia si puo' trovare ora nei siti:
- http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_2668.html
- http://db.peacelink.org/tools/author.php?l=peyretti
- http://www.cssr-pas.org
Questa bibliografia raccoglie elementi di quella storia delle lotte
nonarmate e/o nonviolente, alternative alla violenza in conflitti politici
acuti, alla cui scoperta un ramo della cultura di pace sta lavorando in
questi anni. Dico nonarmate le lotte che fanno a meno delle armi per una
ragione di fatto, per impossibilita' o convenienza, e nonviolente le lotte
che fanno questa scelta per una ragione di principio, pur potendo usare le
armi. Anche le prime, comunque, dimostrano le possibilita' e la relativa
efficacia delle lotte condotte con l'arma semplice e potente della
noncollaborazione popolare ad un potere ingiusto. Quest possibilita' e'
dimostrata anche nei casi in cui giuste rivoluzioni nonviolente hanno avuto
in seguito delle involuzioni per altri versi negative.
La dominante ideologia della violenza ha di fatto ignorato queste forme di
resistenza e di liberazione, facendole apparire impossibili. Per quanto
possa essere difficile, quel che e' fatto e' possibile. Ma anche se non vi
fosse alcuna esperienza efficace di lotta nonviolenta, sarebbe un dovere e
una necessita' inventare oggi questa lotta, per chi vuole affermare la
giustizia senza contribuire all'ingiustizia.
Oltre a singoli ricercatori, lavorano alla storia della pace istituzioni
come quella diretta a Harvard  da Gene Sharp (vedi sotto), come il Council
on Peace Research in History, in Usa, lo European Working Group on Peace
Research in History, lo Insituto de la Paz y los Conflictos de la
Universidad de Granada, Espana. I "racconti di pace" presenti in tante
culture sono punto d'appoggio per immaginare, volere, costruire la pace
(cfr. Elise Boulding, Inventare futuri di pace, Edizioni Gruppo Abele,
Torino 1998). Tutto questo lavoro dovra' poter modificare la cultura della
difesa ancora dominante, ristretta sull'esclusivo e riduttivo modello
armista del monopolio militare.
La prima parte di questa bibliografia indica le opere generali o riguardanti
momenti storici diversi, la seconda le opere relative alla Resistenza al
nazismo e al fascismo. L'ordine e', per quanto possibile, quello di
pubblicazione. Quasi tutti i lavori indicati si possono consultare presso la
biblioteca (forse la piu' ricca in Italia su pace, nonviolenza, ecologia)
del Centro Studi "Domenico Sereno Regis", via Garibaldi 13, 10122 Torino,
tel. 011532824, fax: 0115158000, e-mail: regis at arpnet.it, sito:
www.arpnet.it/regis, ora anche www.cssr-pas.org. A questi indirizzi (o a
quello del curatore: e.pey at libero.it) sara' gradita ogni segnalazione che
integri l'attuale aggiornamento. Ringrazio i molti ricercatori che in tante
occasioni mi hanno indicato opere a cui non sarei arrivato da solo.
Evidenzio con asterisco * i lavori che mi sembrano di primaria importanza.
*
I. Opere generali o su casi diversi dalla Resistenza 1939-1945
* 1. Aldo Capitini, Le tecniche della nonviolenza, parte IV, Feltrinelli,
Milano 1967 (ripubblicato da Linea d'Ombra, Milano 1989). Riporta casi
storici da Roma antica repubblicana, al Sudafrica 1900-1910 e 1952,
all'India 1917-1947, alla Norvegia 1940-43. Altri casi storici significativi
Capitini elenca nel brano citato in epigrafe, tratto da La nonviolenza oggi,
Milano, Edizioni di Comunita' 1962.
2. Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, La lotta non-violenta del buddismo nel
Vietnam, Citta' Nuova, Roma 1970.
* 3. Jean-Marie Muller, Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo
Soccio, Lanterna, Genova 1977 (1969). L'Autore analizza la resistenza morale
francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col
nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean
Bruller, 1902-1991) in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris 1942, ora
in Le Livre de Poche, n. 25, Albin Michel, 1951; traduzione italiana
Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi
altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista
di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti
della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi
nonviolenti in vari momenti storici.
* 4. Mohandas K. Gandhi, Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di
Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; edizione economica
Einaudi 1996, col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero
etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p.
CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in
ogni parte del mondo, gia' registrati in altri punti di questa bibliografia.
Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso
indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti.
5. AA. VV., Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di
Verona, ottobre 1979, Lanterna, Genova 1980. Casi storici del '900 -
Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam,
Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali,
antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.
* 6. Theodor Ebert, La difesa popolare nonviolenta, Edizioni Gruppo Abele,
Torino 1984 (originali 1967-1982). Analizza i seguenti casi: Berlino 1920,
Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino
1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.
7. Jacques Semelin, Per uscire dalla violenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino
1985 (1983). Casi considerati: Kady (Urss) 1937, testimonianze di generali
nazisti nella II guerra mondiale, Norvegia 1942, Cecoslovacchia 1968, Italia
1974, Argentina 1977, Iran 1979, Polonia 1980, Irlanda 1916-1976 e 1981,
opposizione di Sacharov 1981.
* 8. Gene Sharp, Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Edizioni Gruppo
Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).
- Nel vol. 1, Potere e lotta, cap. III, pp. 133-136, Sharp propone sette
spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato
questo genere di lotte. Egli presenta la teoria del potere come consistente
essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri
precedenti, p. es. Etienne de la Boetie con Tirannia servitu' volontaria,
pubblicato tra il 1546 e il 1550. Cio' permette di vedere le possibilita' di
controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso
da parte della societa' consapevole.
- Nel vol. 2, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia
di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi
storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia
di realta' storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30
anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in
Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard
University.
9. W. H. Conser, R. M. McCarthy, D. J. Toscano, G. Sharp, Resistance,
Politics, and the American Struggle for Independence, 1765-1775, Lynne
Rienner Publishers 1986, Boulder, Colorado, 580 pages.
10. Johan Galtung, Gandhi oggi, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1987. Vi si
trovano riferimenti ad altre lotte oltre quelle condotte da Gandhi.
* 11. Johan Galtung, Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Sonda,
Torino-Milano 1989 (1989). Insieme a scritti precedenti la prima Intifada
(1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza
limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak
Awad, il "Gandhi palestinese", promotore di lotte nonviolente, cittadino di
Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. Sulla componente
nonviolenta dell'Intifada e il ruolo delle chiese cristiane: Paolo Naso,
Come pietre viventi, Immagini e testimonianze dei cristiani palestinesi,
Claudiana, Torino 1990. Su Mubarak Awad e lo stato attuale delle correnti
nonviolente in Palestina: Francesca Paci, La nonviolenza e' viva, in "La
Stampa", 22 agosto 2003. (Vedi sotto, il n. 58).
* 12. Sull'importantissimo contributo del movimento femminile e femminsta ai
metodi nonviolenti di lotta:
- Birgit Brock-Utne, La pace e' donna (titolo che non rende bene l'originale
Educating for Peace. A Feminist Perspective, Pergamon, New York 1985),
introduzione di Elisabetta Donini, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1989.
Descrive, dopo l'azione culturale e organizzativa di Bertha von Suttner (pp.
63-70) e le organizzazioni femminili per la pace, alcune tipiche lotte
nonviolente condotte da donne (fino al 1985, data di pubblicazione
dell'originale): per la pace in Irlanda del Nord, 1976; contro le armi
nucleari e per la pace in Danimarca, Finlandia, Groenlandia, Islanda,
Norvegia, Svezia, 1979-1981; contro le violenze della dittatura militare e
l'occupazione delle Malvine, le Madri della Plaza de Mayo in Argentina, dal
1977; contro l'installazione missilistica di Greenham Common, in Galles, dal
1981; contro le esercitazioni militari nella terra shibokusa, in Giappone,
dal 1982; contro la corsa al riarmo le Donne Australiane per la
Sopravvivenza, dal 1983; contro il Pentagono, simbolo di tutte le violenze
maschili, donne statunitensi nel 1981; contro l'apartheid le donne
sudafricane fino dal 1913, 1943, 1952, 1956, 1981 (pp. 72-88).
- Monica Lanfranco e Maria G. Di Rienzo (a cura di), Donne disarmanti.
Storie e testimonianze su nonviolenza e femminismo, Editrice Intra Moenia,
Napoli 2003. Oltre la riflessione problematica sulla predisposizione delle
donne alla nonviolenza, il libro - con contributi delle maggiori studiose e
guide delle lotte femminili - richiama anche esperienze storiche e contiene
un manuale di comportamento per l'azione diretta nonviolenta.
- Si veda anche il n. 7 della seconda parte di questa bibliografia.
13. Jan Zielonka, Political Ideas in Contemporary Poland, Gower Publishing
Group, Aldershot UK, 1989. Volume ricco di informazioni storiche
sull'esperienza nonviolenta di Solidarnosc.
14. Steven Duncan Huxley, Constitutionalist Insurgency in Finland, SHS,
Helsinki, 1990, sulla resistenza non armata dei finlandesi alla Russia
nell'800.
* 15. Su Islam e nonviolenza: Eknath Easwaran, Badshah Khan, il Gandhi
musulmano, Sonda, Torino-Milano 1990 (1984).  Anche popolazioni guerriere e
feroci come i Pathan della Frontiera indiana, musulmani,  seppero adottare
la nonviolenza contro le repressioni molto violente del dominio inglese. Il
loro leader, Abdul Ghaffar Khan, trovo' nella sua fede islamica
l'ispirazione alla nonviolenza. Gandhi osservo' che proprio il violento
coraggioso nella difesa di diritto e dignita' e' il piu' disponibile a
capire e vivere la "nonviolenza del forte".
- Chaiwat Satha-Anand, Islam e nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino
1997. L'autore, studioso thailandese, musulmano, in questo libro, in cui
sostiene la speciale attitudine della cultura islamica all'azione
nonviolenta (nonostante fenomeni contrari vistosi ma limitati), narra ed
analizza (pp. 24-31) un'azione nonviolenta nel Pattani (Thailandia) nel
1975.
Sulla rivoluzione nonviolenta in Iran nel 1978-1979, posso segnalare:
- Il n. 22 della collana Quaderni della Dpn, col titolo Resistenze civili:
le lezioni della storia (La Meridiana, Molfetta 1993, pp. 163) e' la
traduzione  della seconda edizione 1989 di Les lecons de l'histoire.
Resistances civiles et defense populaire non-violente, in Les dossiers de
Non-violence Politique, n. 2, che illustra ampiamente numerosi casi storici
di lotte nonviolente (vedi sotto, al n. 23), tra cui anche Iran 1978-79. La
traduzione italiana purtroppo esclude anche le tre ampie pagine 81-83 della
rivista francese che descrivono il sollevamento popolare in Iran 1978-1979,
il quale, opponendosi senz'armi all'esercito (in quel tempo il quinto al
mondo per potenza) per lunghi mesi, porto' infine alla cacciata dello Scia'
senza compiere alcuna violenza, sebbene col sacrificio di centinaia di
vittime della repressione. Solo dopo il ritorno dell'ayatollah Khomeiny
dall'esilio in Francia ci furono violenze civili e statali. Queste pagine
sono state tradotte da Simona Di Raimondo, dei Traduttori per la pace, e
sono disponibili nel mio computer per chi le richiede.
- David Morrison, Philip Taylor, Shastri Ramachandaran, Media, guerre e
pace, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996. Nella seconda parte del libro (I
mezzi di comunicazione come risorsa per la pace), Ramachandaran, nel
paragrafo I mezzi di comunicazione dei popoli (pp. 132-146), esamina in
breve, sotto questo specifico aspetto, il caso Iran 1979, insieme a vari
altri casi storici. Sull'Iran, l'Autore scrive, alle pp. 138-139: "La piu'
sorprendente rivoluzione basata sui mezzi di comunicazione del popolo - la
cosiddetta 'stampa di bazar' - per ironia qualificata 'anti-moderna' e'
l'esperienza iraniana".
- Mouna Naim, La fuite du chah d'Iran, su "Le Monde", 18 gennaio 1999, e col
titolo Vent'anni dopo, su "Internazionale", 19 febbraio 1999.
- Sulla vicenda iraniana hanno scritto anche Foucault e Kapuscinski. Devo
ancora rintracciare le indicazioni precise dei loro scritti.
- Ho riunito alcuni miei scritti sull'argomento Islam, pace, nonviolenza in
E. Peyretti, La politica e' pace, Cittadella, Assisi 1998, nei capitoli
Islam e pace, p. 124, Studi su Islam e nonviolenza, p. 127, Uomini di pace
nell'Islam, p. 131.
- Mahmoud Mohamed Taha (1909 o 1911 - 1985, Il secondo messaggio dell'Islam,
Emi, Bologna 2002. Taha, detto il Gandhi del Sudan, imprigionato dagli
inglesi, fu condannato e impiccato come eccessivo riformatore dell'Islam. Il
nuovo messaggio e' per lui quello della prima fase del Profeta, alla Mecca,
libero dalle compromissioni con le esigenze politiche del periodo di Medina,
percio' piu' spirituale e teso alla pace del musulmano "con se stesso, con
il suo Signore, con ogni essere e ogni cosa".
- Cfr anche il n. 24 di questa prima parte della bibliografia, sulla
resistenza nonviolenta della popolazione albanese del Kossovo, in gran parte
musulmana.
- Cfr anche il n. 59 sulla resistenza civile della popolazione al terrorismo
islamista in Algeria.
16. Voce Lotte sociali nonviolente, stesa da Giorgio Giannini per
L'abecedario dell'obiettore, a cura di Diego Cipriani e Guglielmo Minervini,
La meridiana, Molfetta 1991, pp. 82-89.
* 17. Sulle lotte nonviolente per i diritti civili negli Stati Uniti il
libro a cura di Paolo Naso, L'altro Martin Luther King, Claudiana, Torino
1993, contiene un'ampia bibliografia.
- Michael S. Durham (ed.), Powerful Days. The Civil Rights Photography of
Charles Moore, introduction by Andrew Young, Stewart, Tabori & Chang, New
York, 1984.
- Robert Cooney & Helen Michalowski (eds.), The Power of the People. Active
Nonviolence in the USA, New Society Publishers, Philadelphia 1987.
- King. A filmed Record Montgomery to Memphis, Arte G.E.I.E., 2/a rue de la
Fonderie, F-67080 Strasbourg Cedex. In inglese con sottotitoli in francese,
la videocassetta rende direttamente i grandi discorsi di M. L. King e mostra
dal vivo sia le grandi manifestazioni, nel loro spirito e nei metodi
organizzativi, sia gli episodi di repressione.
- Una pagina di bibliografia su Martin Luther King e' comparsa in "Cahiers
de la Reconciliation", n.1, 1998.
* 18. Sulle esperienze e ricerche di riconciliazione nella verita' e
giustizia, senza violenza, nei conflitti profondi, troviamo anzitutto lavori
sul caso della lotta contro la segregazione razziale in Sudafrica, poi su
altri casi nel mondo:
- Michael Cassidy, Politics of Love, con introduzione di Desmond Tutu,
Hodder & Stoughton, London 1991.
- Steve Biko, Black Consciousness in South Africa, edited by Millard Arnold,
Vintage Books, New York 1979.
- Mary Benson, Nelson Mandela, biografia, Agalev, Bologna 1988. Il capitolo
9 di questo libro descrive la separazione di Mandela da Luthuli, il capo
spirituale e politico del movimento nero, sulla strategia di lotta, proprio
nel 1961, quando Luthuli ricevette il premio Nobel per la pace per la
cinquantennale tradizione nonviolenta dell'ANC (African National Congress);
Mandela decise di adottare dapprima il sabotaggio, che non comportava
perdita di vite umane, e poi anche la lotta armata, pur rispettando
l'impegno di Luthuli per la nonviolenza.
- Ruth First, Un mondo a parte. 117 giorni, Mondadori, Milano 1989.
- Allan A. Boesak, Se questo e' tradimento, sono colpevole, Claudiana,
Torino 1989. Sono discorsi e studi, del periodo 1979-1989, del pastore nero
della Chiesa Riformata Missionaria Olandese, che si e' opposto all'ideologia
giustificatrice dell'apartheid su basi teologiche, dominante in quella
chiesa, fino ad ottenerne la condanna da parte dell'Alleanza Riformata
Mondiale, di cui Boesak e' stato presidente.
- Johan Galtung, Giurisprudenza di riconciliazione in Sudafrica, "Lectio
magistralis" nell'Universita' di Torino, 16 gennaio 1998, sulla Commissione
Verita' e Riconciliazione presieduta da Desmond Tutu. Il testo e' pubblicato
in inglese col titolo After the Violence: Truth and Reconciliation? South
Africa, Latin America: Reflections on a New Jurisprudence, sul Notiziario
dell'Universita' di Torino L'Ateneo, Anno XIV, n. 5, novembre-dicembre 1998,
pp. 17-22; testo italiano presso il Centro Studi Sereno Regis di Torino.
Galtung indica nell'esperienza sudafricana la possibilita' di una modifica
della concezione del processo penale nel senso di ridurre la violenza
punitiva dello stato e di ricostruire il rapporto umano e sociale tra reo e
vittima.
- Marcello Flores (a cura di), Verita' senza vendetta. L'esperienza della
commissione sudafricana per la verita' e la riconciliazione, Manifestolibri,
Roma 1999. L'ampia introduzione del curatore premessa al rapporto finale
della commissione, mostra, nella storia del Sudafrica, il carattere violento
tanto della repressione governativa quanto della lotta anti-apartheid
condotta in un secondo tempo dall'African National Congress, ma indica
l'originaria ispirazione nonviolenta data all'ANC da Albert Luthuli negli
anni '50 e '60 (p. 21); mostra la duplice de-escalation della violenza per
merito di De Klerk e Mandela dal 1990 (pp. 16-17). Nel rapporto della
commissione, introdotto dal presidente, il vescovo anglicano Desmond Tutu,
si vede la scelta di evitare la "giustizia dei vincitori" e di basare la
riconciliazione della societa' sulla base della verita' e della dignita'
restituita alle vittime, dell'amnistia personale in cambio della verita' e
ammissione di colpa, piuttosto che sulla base della pura giustizia
retributiva.
- Antonello Nociti, Guarire dall'odio, Franco Angeli editore, Milano 2000:
lo straordinario insegnamento del Sudafrica per costruire una pace
interrazziale, che e' problema della nostra societa'.
- A. M. Gentili, A. Lollini, L'esperienza delle Commissioni per la verita' e
la riconciliazione: il caso sudafricano in una prospettiva
giuridico-politica, in G. Illuminati, L. Stortoni, M. Virgilio (a cura di),
Crimini internazionali fra diritto e giustizia, Torino, Giappichelli 2000,
pp. 163-215.
- Desmond Tutu, Non c'e' futuro senza perdono, Feltrinelli, Milano 2001:
"Fare giustizia non significa punire bensi' risanare" (p. 119-120).
Arcivescovo anglicano di Citta' del Capo e protagonista nella vicenda, Tutu
racconta intensamente e documenta l'esperienza sudafricana dall'apartheid
alla riconciliazione.
- Alejandro Bendana, Charles Villa-Vicencio, La riconciliazione difficile.
Dalla guerra a una pace sostenibile, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2002. La
prima parte del libro, stesa da Villa-Vicencio, direttore dell'Institute for
Justice and Reconciliation di Cape Town, analizza con acume critico
l'esperienza sudafricana.
- Enrico Peyretti, Una giustizia ricostruttiva: la Commissione Verita' e
Riconciliazione in Sudafrica, in "Minorigiustizia", rivista
interdisciplinare di studi giuridici, psicologici, pedagogici e sociali
sulla relazione fra minorenni e giustizia, n. 1-2/2002 (e-mail:
minorigi at dag.it), Pinerolo, febbraio 2003, pp. 214-222. Si tratta di una
relazione e ulteriore riflessione attuale sul caso sudafricano e le
indicazioni che offre.
- Danilo Franchi, Laura Miani, La verita' non ha colore, Aguzzini e vittime
dell'apartheid testimoniano alla Commissione per la verita' e la
riconciliazione sudafricana, Edizioni Comedit 2000, Milano 2003. In 200
pagine su 270 il libro riporta ventuno drammatiche testimonianze rese alla
Commissione, piu' alcuni documenti tra cui le conclusioni di Desmond Tutu,
presidente della Commissione per la verita' e la riconciliazione.
- Nell'aureo libretto di Carlo Maria Martini e Gustavo Zagrebelsky, La
domanda di giustizia, Einaudi, Torino 2003, (una serie di Note a margine ho
pubblicato nelmensile torinese "il foglio", n. 307, dicembre 2003, p. 6), il
secondo dei due Autori dedica grande attenzione alla vicenda sudafricana
(pp. 28-40), che valorizza acutamente. Egli fornisce anche una breve
bibliografia, grazie alla quale integro la presente:
- R. A. Wilson, The Politics of Truth and Reconciliation in South Africa.
Legitimizing the Post-Apartheid State, Cambridge University Press, Cambridge
2001.
- T. Groppi e X. Philippe, La Democratie imparfaite en Afrique du Sud, in S.
Siccardi (a cura di), Le democrazie imperfette, Giappichelli, Torino 2002.
- "Missione oggi", mensile dei missionari saveriani, n. 6, giugno-luglio
2004, e' tutto dedicato (pp. 3-47) agli atti del convegno Verita' e
Riconciliazione. Lezioni dal Sudafrica, Brescia, 8 maggio 2004, con
relazioni di Massimo Toschi, Michael Lapsley, Valerio Onida, e altri, con
indicazioni bibliografiche e sitografiche.
- Il film di John Boorman, In my country, (2004), racconta questa vicenda
sudafricana, ed esprime bene, incarnato da diversi personaggi, il civile
concetto africano di Ubuntu, che significa senso di umanita', sentire gli
altri come se stessi. Pur col legittimo carattere celebrativo di epopea
nazionale, il film rende correttamente il singolare lavoro della Commissione
Verita' e Riconciliazione, attraverso toccanti storie personali di vittime e
di aguzzini, ora posti faccia a faccia, e sono storie fedeli ai documenti.
Il film puo' servire bene a far conoscere al grande pubblico la nuova via
sudafricana alla giustizia, nella trasformazione dei conflitti.
- A numerose altre ricerche e azioni di riconciliazione e' dedicato un
numero della rivista teologica Concilium, n. 5/2003 (sito:
www.queriniana.it). La prima parte tratta di esperienze in Peru', Nepal,
Australia, Stati Uniti e Canada (popoli nativi), America Centrale; la
seconda parte contiene riflessioni di autorevoli rappresentanti di
buddhismo, induismo, ebraismo, cristianesimo; la terza parte offre articoli
sulla prospettiva delle Nazioni Unite, sul processo di riconciliazione
sociale, sulla religione come risorsa di riconciliazione, sull'amore dei
nemici nelle lotte sociali. Una conclusione fa il punto sul movimento verso
una cultura di riconciliazione.
19. Trasforming Struggle. Strategy and Global Experience of Nonviolent
Direct Action, published by the Program on Nonviolent Sanctions in Conflict,
Harvard University, 1992, pagg.142. Il libro e' recensito da Chiara Pent in
"IPRI Newsletter" n.10, marzo 1994 (IPRI, Italian Peace Research Institute,
via Garibaldi 13/a, 10122 Torino, tel. 011532824).
20. AA. VV. La nonviolenza come strategia di mutamento sociale, Cedam,
Padova 1992. Alcuni dei saggi di tipo empirico raccolti in questo volume
(altri saggi sono teorici) riguardano casi di studio di lotte nonviolente.
* 21. Il Comitato Scientifico dell'IPRI per la Difesa popolare nonviolenta
(Progetto Nazionale di Ricerca sulla Difesa Popolare Nonviolenta, Comitato
Scientifico, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli 14, 80134 Napoli, tel.
0815510286, fax: Antonino Drago 0812394508) ha pubblicato gli atti di
quattro dei cinque Convegni nazionali di ricerca, nei quali ricorrono anche
esempi storici di lotte popolari nonviolente:
- Una strategia di pace: la difesa popolare nonviolenta (primo convegno,
Boves, novembre 1989), a cura di A. Drago e G. Stefani, Fuori Thema 1993;
- La difesa popolare nonviolenta in Italia e nelle crisi internazionali
(terzo convegno, Bologna, novembre1991), a cura di Gino Stefani, Fuori Thema
1992;
- Per un modello di difesa nonviolento: che cosa ci insegna il conflitto
nella ex-Iugoslavia, (quarto convegno, Vicenza, novembre 1994), a cura di A.
Drago e M. Soccio, Editoria Universitaria, Venezia 1995.
- La difesa della pace con mezzi civili, (quinto convegno, Roma, 4-5
novembre 1995), a cura di A. Drago, Edizioni Qualevita, Torre dei Nolfi (Aq)
1997. Da notare la relazione di Andrea Riccardi sulla mediazione civile
della Comunita' di S. Egidio nella guerra in Mozambico.
* 22. I Quaderni della Difesa Popolare Nonviolenta (DPN) comprendono ormai
oltre 30 titoli pubblicati prima dal Movimento Nonviolento, poi dalla
Editrice La Meridiana, dei quali almeno una dozzina su precisi casi storici
in Italia e nel mondo: Norvegia, Danimarca, Cecoslovacchia, Germania Est,
Resistenza nel Bergamasco, Polonia, Filippine, Resistenza a Forli'.
- Il n. 21, Volontari di pace in Medio Oriente, uscito nel 1993, contiene il
saggio di Alberto L'Abate, Forze nonarmate e nonviolente di pace. I
precedenti storici (pp.17-35), che racoglie molti casi storici.
- Sui fatti dell'Europa orientale nel 1989 (vedi sotto, al n. 28): n. 27, Q.
Eglitis, Azione nonviolenta nella liberazione della Lettonia, pubblicato nel
1994; n. 29, G. Miniotaite, Lituania: la storia della liberazione
nonviolenta, pubblicato nel 1995.
* 23. Il n. 22 della collana Quaderni della DPN, col titolo Resistenze
civili: le lezioni della storia (gia' citato sopra, al n. 15), illustra
ampiamente i casi: Ungheria 1859-67, Finlandia 1898-1905, India 1915-1948,
Germania 1920, Ruhr 1923, Guatemala 1944, Sudafrica 1950-1960, Germania Est
1953, Congo-Zaire 1959, Algeri 1961, Cecoslovacchia 1968, Bolivia 1978, Iran
1978-79, Polonia 1980-83, Filippine 1986, Intifada 1987. La traduzione
italiana esclude i capitoli, particolarmente ampi, sulla Resistenza per non
interferire col libro di J. Semelin, Senz'armi di fronte a Hitler, indicato
nella seconda parte di questa bibliografia. Purtroppo la traduzione italiana
esclude anche le tre ampie pagine 81-83 della rivista francese sul
sollevamento popolare in Iran 1978-1979, che porto' alla cacciata dello
Scia' senza alcuna violenza. Solo dopo il ritorno dell'ayatollah Khomeiny
dall'esilio in Francia ci furono violenze civili e statali.
* 24. Sulla straordinaria decennale resistenza nonviolenta di massa del 90%
di popolazione albanese (in massima parte musulmana; vedi sopra, n. 15) del
Kosovo al regime di occupazione militare serba:
- Ibrahim Rugova, La question du Kosovo, Fayard, Paris 1994.
- Valentino Salvoldi, Lush Gjergji, Resistenza nonviolenta nella
ex-Jugoslavia. Dal Kossovo la testimonianza dei protagonisti, Emi, Bologna
1993.
- Valentino Salvoldi, Kossovo, ex-Jugoslavia. Dove la nonviolenza e' vita,
Velar, Gorle (Bergamo), 1994.
- Giancarlo e Valentino Salvoldi, Lush Gjergji, Kosovo, un popolo che
perdona, Presentazione di Bernhard Haering, Emi, Bologna 1997.
- Kossovo. Conflitto e riconciliazione in un crocevia balcanico, in
"Religioni e societa'", n. 29, anno XII, settembre-dicembre 1997.
- Alberto L'Abate (a cura di), Prevenire la guerra nel Kossovo per evitare
la destabilizzazione dei Balcani. Attivita' e proposte della diplomazia non
ufficiale. Quaderni della DPN n. 33, La Meridiana, Molfetta 1997. Il
quaderno e' stato ripubblicato, con l'aggiunta di un'ampia introduzione
dell'Autore che lo aggiorna al 1999, nel volume Kossovo, una guerra
annunciata, La Meridiana, Molfetta 1999.
* 25. Francois Vaillant, La nonviolenza nel Vangelo, prefazione di Filippo
Gentiloni, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1994 (originale 1991). Vaillant,
considerando la situazione storica e politica in cui visse Gesu', esamina
alcune sue azioni tipicamente nonviolente, come la cacciata dei mercanti dal
tempio (interpretata di solito come violenta!) (pp. 31-39), la donna
adultera (pp. 42-46), il tributo a Cesare (pp. 46-49), la strategia
decolpevolizzante che ritroviamo anche in Martin Luther King (pp. 49-58).
Anche Gesu', minacciato e braccato, fu tentato dalla violenza, ma nella
preghiera si converti' alla nonviolenza e alla pazienza forte fino ad
accettare la morte e rovesciarne il potere (pp. 81-91).
26. Gene Sharp, Dopo la guerra fredda. La via della nonviolenza, in "Il
Regno-attualita'", n.14, 15 luglio 1994, pp. 435-445. Le realta' storiche
delle lotte nonviolente sono richiamate, in un rapido ed ampio giro
d'orizzonte, a mostrare la possibilita' della strategia nonviolenta.
27. Christian Mellon et Jacques Semelin, La non-violence, Collection
encyclopedique "Que sais-je?", Presses Universitaires de France, Paris 1994.
In appendice, questo limpido e ricco libretto elenca 31 casi storici tra il
1770 e gli anni successivi al 1990 relativi a tutto il mondo (tra cui alcuni
non ancora comparsi in questa bibliografia), e 11 casi riguardanti la
Francia tra il 1957 e gli anni '90.
* 28. Sulle rivoluzioni nell'Europa dell'Est del 1989, che sono un notevole
esempio delle possibilita' dell'azione nonarmata e nonviolenta:
- Giovanni Salio, Il potere della nonviolenza. Dal crollo del Muro di
Berlino al Nuovo Disordine Mondiale, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1995.
Contiene la piu' ampia rassegna critica delle interpretazioni di quegli
avvenimenti.
- Johan Galtung, Il nuovo disordine mondiale, nel volume di atti sopra
citato Per un modello di difesa nonviolento: che cosa ci insegna il
conflitto nella ex-Iugoslavia, pp. 19-35.
- Sul maggio cinese, vedi sotto, n. 37.
29. Jacques Semelin, Quand les dictatures se fissurent... Resistances
civiles a' l'Est et au Sud, Culture de paix, Desclee de Brouwer, Paris 1995.
Per ognuna delle quattro parti (Resistenza e religione; Resistenza e diritti
dell'uomo; Resistenza e comunicazione; Resistenza e legittimita') singoli
studiosi esaminano un caso del Sud e uno dell'Est nel decennio precedente le
rivoluzioni del 1989: Filippine 1986 e Polonia; dissidenza cecoslovacca
dalla Carta 77 e Bolivia dal 1978; Benin 1987-1992 e Piazza Tiananmen a
Pechino 1989; tentativi di colpi di stato in Spagna 1981 e a Mosca 1991.
30. Giuliano Pontara, in discussione con Norberto Bobbio sulla nonviolenza e
la politica, elenca circa 15 casi recenti in N. Bobbio, Elogio della mitezza
e altri scritti morali, Linea d'ombra, Milano 1994, p. 44. Questo testo
riveduto compare in G. Pontara, Guerre, disobbedienza civile, nonviolenza,
Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996, raccolta di saggi su etica e politica,
pace e guerra (casi storici di difesa senza guerra a p. 94-95).
(Parte prima - segue)

3. INCONTRI. UN INCONTRO CON PAT PATFOORT A ROMA
[Dagli amici del settore educazione alla pace ed alla mondialita' della
Caritas diocesana di Roma (in sigla: Sepm, per contatti:
caritas.sepm at vicariatusurbis.org) riceviamo e diffondiamo.
Pat Patfoort, antropologa e biologa, e' impegnata nei movimenti nonviolenti
e particolarmente nella formazione alla nonviolenza. Dal sito del Centro
documentazione scuola dell'infanzia (www.centrodocumentazione.net)
riprendiamo la seguente scheda: "Antropologa fiamminga belga e' docente,
trainer e mediatrice a livello internazionale nel campo della trasformazione
e della gestione nonviolenta dei conflitto sulla base di un approccio
teorico da lei stessa elaborato; e' autrice di diversi libri e articoli,
tradotti in varie lingue; e' cofondatrice e direttrice del Centro per La
gestione nonviolenta del conflitto "De Vuurbloem" ("Il fiore di fuoco") a
Brugge-Bruges, in Belgio. Tiene lezioni e conferenze in molte Universita'
del mondo (Belgio, Italia, Olanda, Svezia, Spagna, Stati Uniti, Russia,
ecc.); lavora con una grande varieta' di gruppi sia a livello educativo (con
bambini, adolescenti, genitori, insegnanti, educatori), sia con adulti in
situazioni di conflitto (relazioni familiari, colleghi di lavoro,
prigionieri); ha svolto attivita' di facilitazione anche in progetti di
dialogo e riconciliazione tra gruppi etnici in conflitto, come in Caucaso,
Kossovo, Rwanda, Congo e Senegal; ha lavorato in collaborazione con i
quaccheri, con organizzazioni cattoliche come Pax Christi o la Caritas, con
istituzioni come l'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione
in Europa), il Consiglio d'Europa, il Ministero degli affari esteri belga e
le Nazioni Unite". Tra le opere di Pat Patfoort: Una introduzione alla
nonviolenza. Presentazione di uno schema di ragionamento, Edizioni del
Movimento Nonviolento, Verona 1988; Costruire la nonviolenza. Per una
pedagogia dei conflitti, La Meridiana, Molfetta (Bari) 1992; Io voglio, tu
non vuoi. Manuale di educazione nonviolenta, Edizioni Gruppo Abele, Torino
2001; Difendersi senza aggredire. Il potere della nonviolenza, Edizioni
Gruppo Abele, Torino 2006]

Carissime e carissimi,
nell'ambito del "Percorso introduttivo alla solidarieta' Internazionale",
prima fase del progetto Orizzonti e confini 2007-2008, il Sepm organizza
giovedi' 3 maggio 2007 presso il Seminario romano maggiore in piazza San
Giovanni in Laterano, 4, a Roma, dalle ore 18 alle 20,30, un incotnro con
Pat Parfoort sul tema: "Il conflitto: dalla paura di riconoscerlo alla
necessita' di affrontarlo".
*
Pat Patfoort, antropologa belga, e' docente e mediatrice a livello
internazionale nel campo della "trasformazione e gestione nonviolenta del
conflitto" sulla base di un approccio teorico da lei stessa elaborato: il
"modello MmE". Importante e' stata la sua attivita' di facilitazione
nell'intervento di dialogo e riconciliazione tra gruppi etnici in conflitto,
come in Caucaso, Kossovo, Rwanda, Congo e Senegal. E' autrice di diversi
libri e articoli, tradotti in varie lingue, tra i quali: Difendersi senza
aggredire - il potere della nonviolenza (2006).
*
La partecipazione a questo specifico incontro, diversamente dal resto del
corso, e' aperta a tutti gli interessati e libera.
E' gradito un contributo libero per il materiale specifico che sara'
distribuito a ciascun partecipante.
Per esigenze organizzative chi vuole partecipare all'incontro e' pregato di
iscriversi inviando una e-mail o telefonando al Sepm.
Per ulteriori informazioni, partecipazione e contatti: Caritas Diocesana di
Roma, Settore educazione alla pace ed alla mondialita', piazza San Giovanni
in Laterano 6/a, 00184 Roma, tel 0669886383, fax: 0669886250, e-mail:
caritas.sepm at vicariatusurbis.org, sito:
www.caritasroma.it/settori/sepm/sepm.asp

4. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell?ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell?uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

5. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 71 del 26 aprile 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web:
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