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Minime. 92



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 92 del 17 maggio 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Una scelta democratica ed antifascista
2. Marisa Rodano: Adesione alla campagna "50 e 50 ovunqe si decide"
3. Fulvio Cesare Manara: Pubblicato il sesto volume dei "Papers" di Martin
Luther King
4. Elena Buia intervista Cristiana Dobner su Etty Hillesum
5. Il 5 per mille al Movimento Nonviolento
6. Benedetto Vecchi presenta "Modus vivendi" di Zygmunt Bauman
7. Letture: Pietro Pertici (a cura di), La nonviolenza attiva in marcia
8. La "Carta" del Movimento Nonviolento
9. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. UNA SCELTA DEMOCRATICA ED ANTIFASCISTA

E' necessaria ed urgente una scelta democratica ed antifascista:
l'opposizione alla guerra terrorista e stragista, la decisione di far
cessare l'illegale e criminale partecipazione italiana alla guerra in
Afghanistan.
E' necessario ed urgente battersi perche' l'Italia cessi di violare la
legalita' costituzionale e il diritto internazionale; e' necessario ed
urgente battersi affinche' l'Italia receda dalla guerra e s'impegni per la
pace; e' necessario ed urgente battersi per una politica internazionale che
salvi le vite umane anziche' sopprimerle; che si opponga al terrorismo
anziche' praticarlo ed alimentarlo; che scelga pace, democrazia e diritti
umani.
E' necessaria ed urgente una scelta dalla parte dell'umanita'.

2. INIZIATIVE. MARISA RODANO: ADESIONE ALLA CAMPAGNA "50 E 50 OVUNQUE SI
DECIDE"
[Dal sito www.noidonne.org
Marisa (Maria Lisa) Cinciari Rodano, nata a Roma il 21 gennaio 1921, ha
partecipato al movimento antifascista dei cattolici comunisti
all'Universita' di Roma, fu arrestata nel maggio 1943, ha diretto il
movimento femminile della Sinistra cristiana nella Resistenza romana;
deputata al Parlamento dal 1948 al 1968, vicepresidente della Camera nel
1963, senatrice della Repubblica nel 1968-1972, successivamente deputata al
Parlamento europeo, e' una delle figure piu' vive della vita civile
italiana, della solidarieta' internazionale, delle lotte per la democrazia]

In primo luogo trovo assai rilevante la proposta di legge di iniziativa
popolare, sulla quale l'Udi si appresta a iniziare la raccolta delle firme
sul cosiddetto "50 e 50", per due motivi fondamentali:
a) che si configura come norma attuativa dell'art. 51 della Costituzione e a
tal fine stabilisce che meta' dei candidati debba essere di un sesso e
l'altra meta' dell'altro in tutte le liste o i collegi per la elezione di
assemblee dal consiglio di circoscrizione al parlamento europeo: quindi una
norma quadro di carattere generale, vincolante, che prescinde dai singoli
sistemi elettorali e che spazza via la defatigante e ormai quasi ridicola
diatriba sulle cosiddette quote e getta invece le basi per una democrazia
paritaria;
b) che e' prevista una sanzione, anzi l'unica sanzione efficace, e cioe' la
irricevibilita' delle liste non conformi al dettato della legge, senza la
quale la legge sarebbe solo un manifesto privo di efficacia reale.
Sia ben chiaro, la proposta ha un importante valore di principio, non
assicura un esito paritario: garantisce cioe' la eguaglianza nella
possibilita' di essere elette, non la sicurezza che saranno elette meta'
donne e meta' uomini, perche' cio' dipende dai sistemi elettorali, dalle
preferenze, ecc.
Ricordo, ad esempio, l'esperienza della lista dell'Ulivo alle elezioni
comunali di Roma: 50% donne candidate, pochissime le elette. Gli uomini
erano piu' conosciuti, provenivano piu' delle donne da posizioni di potere,
in genere erano forniti di maggiori risorse finanziarie per la campagna
elettorale: col sistema della preferenza unica, hanno fatto man bassa di
voti preferenziali. Altro esempio: nei collegi uninominali si chiede che le
candidature contraddistinte dal medesimo contrassegno, siano 50 e 50: ma
questo non vieta di mettere le donne nei collegi ritenuti persi e gli uomini
in quelli ritenuti vincenti. Una volta approvata la legge quadro, si
dovranno prevedere nelle singole leggi elettorali misure di sostegno: ad
esempio nel caso di liste proporzionali introdurre due preferenze a
condizione che siano espresse per candidati di sesso diverso. Oppure, nel
caso dei collegi, istituire (come propone il gruppo "Siamo stanche di
aspettare") collegi binominali, nei quali l'elettore sceglie due candidati,
purche' di sesso diverso. Oltre a norme sul tetto delle spese elettorali o
sull'obbligo della presenza paritaria di candidati e candidate sui media,
tutte battaglie che diverranno assai piu' facili in presenza di una norma
generale di principio, vincolante.
E' chiaro comunque che, anche se si riuscira' a far passare il principio, ci
vorra' una autentica rivoluzione culturale per ottenere un avvio effettivo
di democrazia paritaria.
A tal fine la scelta della proposta di legge di iniziativa popolare compiuta
dall'Udi e' assai importante: non solo perche' si colloca nella tradizione
dell'Udi dello scorso secolo in cui si e' ricorso a questo strumento per
sollecitare la soluzione di grandi questioni attinenti all'emancipazione
femminile ( l'abolizione del coefficiente Serpieri per assicurare parita' di
diritti alle donne contadine o il piano nazionale degli asili-nido); ma,
soprattutto, perche' raccogliere centinaia di migliaia di firme in calce
alla proposta costituisce un tentativo di far uscire anche la discussione
oggi in atto sulla modifica della legge elettorale politica dall'ambito
elitario degli addetti ai lavori e dai defatiganti compromessi tra partiti e
partitini, che vedono solo l'aspetto della propria rappresentanza politica,
e di metterla nelle mani delle donne elettrici e degli elettori, aprendo una
vastissima discussione culturale e ideale di massa sulla vera carenza della
nostra democrazia, quella di essere discriminante nei confronti di quella
parte decisiva della popolazione, le donne, che potrebbero portare nelle
istituzioni e nella vita del paese una vera ventata di aria nuova.

3. MATERIALI. FULVIO CESARE MANARA: PUBBLICATO IL SESTO VOLUME DEI "PAPERS"
DI MARTIN LUTHER KING
[Ringraziamo Fulvio Cesare Manara (per contatti: philosophe0 at tin.it) per
questa bella notizia.
Fulvio Cesare Manara (per contatti: philosophe0 at tin.it) e' un prestigioso
studioso e amico della nonviolenza; nato a Bergamo il 29 giugno 1958,
coniugato con tre figli, laureato in filosofia presso l'Universita' di
Milano discutendo la tesi "Fides falsa. Il concetto di eresia in Tommaso
d'Aquino", ha frequentato seminari di ricerca e studio presso vari enti: il
Program on Nonviolent Sanctions della Harvard University, la Western
Michigan University, la American Philosophical Association (Central
Division), e la Albert Einstein Institution (Cambridge, Ma, Usa).
Perfezionatosi a Padova in didattica della filosofia, e' stato ricercatore
esterno della Fondazione Tovini presso il Dipartimento di filosofia
dell'Universita' di Padova, dove ha condotto una ricerca sul laboratorio di
filosofia. Nell'anno accademico 2004-2005 ha insegnato "Religioni e diritti
dell'uomo" al Master di II livello dell'Universita' degli Studi di Bergamo.
Nel settore della didattica della filosofia insegna filosofia e storia nei
licei statali; opera quale formatore di formatori e interviene in corsi di
formazione promossi da istituti superiori in varie parti d'Italia ed in
seminari e corsi promossi dal Ministero e da altre agenzie (la piu' recente
attivita' e' la funzione di moderatore in due forum della Sfi per l'Indire);
ha collaborato al laboratorio di didattica della filosofia presso la Siss
Veneto; e' membro del consiglio direttivo e della commissione didattica
nazionale della Societa' filosofica italiana; suo campo di sperimentazione e
di indagine e' la comunita' di ricerca filosofica e il laboratorio di
filosofia; collabora in qualita' di redattore a "Comunicazione filosofica.
Rivista telematica di ricerca e didattica filosofica" (sito:
www.getnet.it/sfi/013.html); collabora in qualita' di formatore esterno al
corso di perfezionamento in filosofia e didattica della filosofia
dell'Universita' di Bari, e al corso di perfezionamento in metodologia
dell'insegnamento filosofico presso l'Universita' di Padova. Nel settore
disciplinare della didattica della filosofia ha pubblicato una quindicina di
saggi e alcune recensioni, oltre al volume "Comunita' di ricerca e
iniziazione al filosofare. Appunti per una nuova didattica della filosofia",
Lampi di Stampa, Milano 2004. Nel settore degli studi sulla nonviolenza si
occupa continuativamente di etica della nonviolenza, settore in cui ha
pubblicato una ventina tra saggi e articoli; opera quale formatore con
esperienza di metodologia attiva: addestrato nelle competenze dell'ascolto
attivo e della gestione del lavoro di gruppo, grazie ad una esperienza
ventennale di animazione e facilitazione di gruppi, anima a sua volta
all'ascolto attivo, ad una gestione di gruppo centrata sulla leadership
partecipativa ed alla trasformazione nonviolenta dei conflitti. Dal 2002 e'
collaboratore della cattedra di Pedagogia sociale dell'Universita' di
Bergamo, ove si occupa in particolare del tema della trasformazione
nonviolenta dei conflitti. Tra le opere di Fulvio Cesare Manara: Scritti
vari sulla nonviolenza, l'obiezione di coscienza e l'educazione alla pace,
Eirene, Bergamo 1990; (a cura di), La nonviolenza si impara, Celsb, Bergamo
2003; Tra cattedra e vita. Comunicazione e insegnamento della filosofia tra
Kant e Gentile, Lampi di stampa, Milano 2004; Comunita' di ricerca e
iniziazione al filosofare. Appunti per una nuova didattica della filosofia,
Lampi di Stampa, Milano 2004; Una forza che da' vita. Ricominciare con
Gandhi in un'eta' di terrorismi, Unicopli, Milano 2006.
Martin Luther King, nato ad Atlanta in Georgia nel 1929, laureatosi
all'Universita' di Boston nel 1954 con una tesi sul teologo Paul Tillich, lo
stesso anno si stabilisce, come pastore battista, a Montgomery nell'Alabama.
Dal 1955 (il primo dicembre accade la vicenda di Rosa Parks) guida la lotta
nonviolenta contro la discriminazione razziale, intervenendo in varie parti
degli Usa. Premio Nobel per la pace nel 1964, piu' volte oggetto di
attentati e repressione, muore assassinato nel 1968. Opere di Martin Luther
King: tra i testi piu' noti: La forza di amare, Sei, Torino 1967, 1994
(edizione italiana curata da Ernesto Balducci); Lettera dal carcere di
Birmingham - Pellegrinaggio alla nonviolenza, Movimento Nonviolento, Verona
1993; L'"altro" Martin Luther King, Claudiana, Torino 1993 (antologia a cura
di Paolo Naso); "I have a dream", Mondadori, Milano 2001; Il sogno della
nonviolenza. Pensieri, Feltrinelli, Milano 2006; cfr. anche: Marcia verso la
liberta', Ando', Palermo 1968; Lettera dal carcere, La Locusta, Vicenza
1968; Il fronte della coscienza, Sei, Torino 1968; Perche' non possiamo
aspettare, Ando', Palermo 1970; Dove stiamo andando, verso il caos o la
comunita'?, Sei, Torino 1970. Presso la University of California Press, e'
in via di pubblicazione l'intera raccolta degli scritti di Martin Luther
King, a cura di Clayborne Carson (che lavora alla Stanford University). Sono
usciti sinora sei volumi (di quattordici previsti): 1. Called to Serve
(January 1929 - June 1951); 2. Rediscovering Precious Values (July 1951 -
November 1955); 3. Birth of a New Age (December 1955 - December 1956); 4.
Symbol of the Movement (January 1957 - December 1958); 5. Threshold of a New
Decade (January 1959 - December 1960); 6. Advocate of the Social Gospel
(September 1948 - March 1963); ulteriori informazioni nel sito:
www.stanford.edu/group/King/ Opere su Martin Luther King: Arnulf Zitelmann,
Non mi piegherete. Vita di Martin Luther King, Feltrinelli, Milano 1996;
Sandra Cavallucci, Martin Luther King, Mondadori, Milano 2004. Esistono
altri testi in italiano (ad esempio Hubert Gerbeau, Martin Luther King,
Cittadella, Assisi 1973), ma quelli a nostra conoscenza sono perlopiu' di
non particolare valore: sarebbe invece assai necessario uno studio critico
approfondito della figura, della riflessione e dell'azione di Martin Luther
King (anche contestualizzandole e confrontandole con altre contemporanee
personalita', riflessioni ed esperienze di resistenza antirazzista in
America). Una introduzione sintetica e' in "Azione nonviolenta" dell'aprile
1998 (alle pp. 3-9), con una buona bibliografia essenziale]

Comunico che e' uscito agli inizi di quest'anno anche il sesto volume della
serie dei "Papers" di Martin Luther King: Advocate of the Social Gospel
(September 1948 - March 1963), sempre, ovviamente, per University of
California Press.
Esso interrompe la pubblicazione cronologica dei testi per documentare
l'attivita' di predicatore di Martin Luther King, riprendendo dall'inizio...

4. PROFILI. ELENA BUIA INTERVISTA CRISTIANA DOBNER SU ETTY HILLESUM
[Dal sito www.railibro.rai.it riprendiamo la seguente intervista li' apparsa
col titolo "Ascoltare la Fonte".
Elena Buia, nata nel 1971, vive e lavora a Roma, collaborando ai programmi
radiofonici di Radio Tre. Nel 1999 ha vinto ex-aequo il Premio tesi di
laurea organizzato dal Centro di documentazione "Pier Vittorio Tondelli" del
Comune di Correggio.
Cristiana Dobner, nata a Trieste, laureata in lettere e filosofia e alla
Scuola di lingue moderne per traduttori ed interpreti di conferenze, con
studi teologici e biblici, dopo la specializzazione all'estero, e' entrata
tra le Carmelitane Scalze. Traduce dal tedesco, inglese, francese, spagnolo,
ebraico, russo. Collabora con numerose riviste e l'agenzia "Sir". Vive nel
monastero di S. Maria del Monte Carmelo a Concenedo di Barzio (Lecco). Tra
le opere di Cristiana Dobner: In un oceano di pace. Elia di San Clemente,
Ocd; Il libro dai sette sigilli. Edith Stein: Torah e vangelo, Monti, 2001;
I custodi dell'incanto, Libreria Editrice Vaticana, 2002; La dimora
trasversale nel Castello interiore di Teresa di Gesu', Ass. Ex Alunni
Collegio Balleri, 2002; Il segreto di un archivio. Teresa di Gesu' e il
nonno marrano, Ocd, 2003; Rapida come volo di colomba. La simbolica in S.
Teresa di Gesu' Bambino, Ocd, 2003; Tu sei nostra. Viandanti ebrei,
cristiani e musulmani attraversano i secoli, Ocd, 2004; L'unico ovile. Maria
Elisabetta Hesselblad, San Paolo Edizioni, 2004; La rugiada di Dio. Marjam
di Gesu' Crocifisso, Ocd, 2004; Chi abita in me? L'esperienza di Elisabetta
della Trinita', Ocd, 2005; Luce carmelitana dalla radice santa, Libreria
Editrice Vaticana, 2005; Dalla penombra toccata dall'allegria. Maria
Zambrano. La donna filosofo, Ocd, 2005; Fare Teresa fare Diotima? Donne
pensanti pratiche: XVI e XXI secolo, Ocd, 2006.
Etty Hillesum e' nata a Middelburg nel 1914 e deceduta ad Auschwitz nel
1943, il suo diario e le sue lettere costituiscono documenti di altissimo
valore e in questi ultimi anni sempre di piu' la sua figura e la sua
meditazione diventano oggetto di studio e punto di riferimento per la
riflessione. Opere di Etty Hillesum: Diario 1941-1943, Adelphi, Milano 1985,
1996; Lettere 1942-1943, Adelphi, Milano 1990, 2001. Opere su Etty Hillesum:
AA. VV., La resistenza esistenziale di Etty Hillesum, fascicolo di
"Alfazeta", n. 60, novembre-dicembre 1996, Parma; Nadia Neri, Un'estrema
compassione, Bruno Mondadori Editore, Milano 1999; Pascal Dreyer, Etty
Hillesum. Una testimone del Novecento, Edizioni Lavoro, Roma 2000; Sylvie
Germain, Etty Hillesum. Una coscienza ispirata, Edizioni Lavoro, Roma 2000;
Wanda Tommasi, Etty Hillesum. L'intelligenza del cuore, Edizioni Messaggero,
Padova 2002; Maria Pia Mazziotti, Gerrit Van Oord (a cura di), Etty
Hillesum. Diario 1941-1943. Un mondo 'altro' e' possibile, Apeiron,
Sant'Oreste (Roma) 2002; Maria Giovanna Noccelli, Oltre la ragione, Apeiron,
Sant'Oreste (Roma) 2004]

"Pagine mistiche" contiene testi tratti dal Diario e dalle Lettere di Etty
Hillesum, brani per lo piu' inediti in Italia. La curatrice del volume,
Cristiana Dobner, carmelitana scalza, ha scelto e tradotto i passi che
mettono in luce l'aspetto mistico della spiritualita' della giovane ebrea
olandese Etty Hillesum, premettendo alla sezione antologica un saggio di
eccezionale vigore filosofico e spirituale. In quest'intervista suor
Cristiana ripercorre i movimenti del misticismo di Etty.
*
- Elena Buia: Il viaggio interiore di Etty Hillesum e' ricco di immagini
metaforiche e inizia con un proposito ben definito: scavare nel proprio
pozzo interiore e dissotterrare quel Dio "coperto da pietre e sabbia". Cosa
mette in moto questo proponimento?
- Cristiana Dobner: Il disagio spirituale, intellettuale e fisico che,
paradossalmente, diventeranno cammino di equilibrio e della scoperta dell'io
profondo in una nuova visione della vita e delle relazioni umane.
*
- Elena Buia: In che senso l'incontro con lo psicochirologo Julius Spier
puo' essere considerato un momento di svolta nella vita di Etty? E in che
direzione?
- Cristiana Dobner: Nel contesto specifico, compiere una svolta significa
apprendere a guardare e a guardarsi con occhi diversi; Spier dette impulso
alla costruzione della Etty autentica, quella che stentava a crescere
perche' impastoiata in esperienze negative e in idee e ideali non chiariti.
*
- Elena Buia: La coscienza di se' in Etty va di pari passo con la conoscenza
di Dio. Cosa significa questo passaggio?
- Cristiana Dobner: Etty compie un cammino, un itinerario (ben delineato
scientificamente da Edith Stein in una sua opera), che non sbocca alla meta,
Dio stesso, se non passa attraverso la persona; in caso contrario potrebbe
trattarsi di fantasia, sciamanesimo, attrazione momentanea, ma non incontro
fra due persone: l'io e Dio. Nella piu' assoluta liberta', perche' la
persona cosi' fondata e radicata, rimane soggetto completamente libero.
*
- Elena Buia: Hineinhorchen, "prestare ascolto": perche' questa e' una
parola fondamentale per capire Etty Hillesum?
- Cristiana Dobner: Perche' e' la postura, cioe' l'atteggiamento globale che
coinvolge tutto l'essere e che consente di conoscere se stessi e Dio. Senza
ascolto, senza tempi e spazi di silenzio, d'introspezione, la persona o e'
vuota o sta svuotandosi, cioe' disperdendosi nella futilita'.
*
- Elena Buia: La fede di Etty Hillesum e' avulsa da appartenenze di
schieramento ecclesiastico o religioso: chi e' allora quel Dio di cui
avverte la presenza dentro di lei?
- Cristiana Dobner: Il Padre di tutti, perche' Dio se e' ed esiste, e' Padre
di ciascuna persona, indipendentemente da come la persona a Lui si rivolga.
Non e' lo schieramento o l'appartenenza ecclesiastica o religiosa che
contano (seppure non sono indifferenti e non bisogna cadere nel relativismo)
ma il legame con Dio, cioe' la fede.
*
- Elena Buia: Qual e' il percorso che, partendo dalla sensazione (istinto e
passioni), muove verso l'esperienza mistica?
- Cristiana Dobner: Quello che trapassa l'umanita' della persona, la sfiora
e la sollecita, donandole la consapevolezza di essere abitata da un Altro.
Si viene creando un registro nuovo che non risponde agli istinti e alle
passioni e poi abbandona nell'amarezza una volta che siano evaporate o
soddisfatte. Istinto e passione trovano in se', alla luce dell'Altro, un
eros, una forza sconosciuta prima e purificata poi. Si viene componendo quel
terreno su di cui, nella libera adesione, prima o poi guizzera' la luce
dell'Altro.
*
- Elena Buia: "Tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te": come puo'
Etty aiutare Dio?
- Cristiana Dobner: Diventando suo strumento per il bene degli altri,
donandogli lo spazio nella storia e nel tempo, perdendosi in un servizio
gratuito, fino al dono della vita ad Auschwitz.
*
- Elena Buia: Cosa vuol dire "offrirsi come campo di battaglia" per dare
accoglienza alle drammatiche tensioni di quel tempo?
- Cristiana Dobner: Significa vivere incarnati e non astratti, pienamente
inseriti nelle drammatiche tensioni di tutti e non evadere pensando -
erroneamente- ad un Paradiso che, in futuro, ripaghi e riaggiusti tutto:
oggi si pena, domani (o dopodomani) si gode. Accettando di divenire "campo
di battaglia" Etty raccoglie il male, ne diviene grembo, ma talmente fecondo
da poterlo tramutare in un bene continuo.
*
- Elena Buia: Qual e' il senso della preghiera di Etty? Forse il permettere
a Dio di "dimorare dentro"?
- Cristiana Dobner: Farsi spazio, dimenticarsi di se', perche' Etty ormai si
conosce a tal punto da poter guardare Lui. Aprire la sua liberta' perche'
Egli ne faccia il suo luogo, la sua dimora. E' un gesto di accoglienza senza
riserve e senza calcoli.
*
- Elena Buia: Cos'e' la "resistenza spirituale" che Etty oppone al nazismo?
- Cristiana Dobner: E' l'analogo di quanto fecero Dietrich Bonhoeffer, H. J.
Von Moltke e tante altre persone che, comprendendo l'insanita' e la
brutalita' dell'ideologia nazista, vi si opposero del tutto, mettendo in
gioco le loro facolta' interiori e creative. Etty si propose di sconfiggere
il male dando vita al bene. Sempre, in ogni momento, con ogni persona, anche
con gli stessi nazisti, non odiandoli. Non collaborando con loro,
evidentemente, ma supplendo al loro male con il suo bene.
*
- Elena Buia: Cos'e' l'urgenza avvertita da Etty della trasformazione di se'
come passo necessario per la trasformazione del mondo?
- Cristiana Dobner: La consapevolezza che tutti siamo uniti, coinvolti nello
stesso gioco della vita; la certezza che in un puzzle, qualora manchi una
tessera, rimane un buco. Il Dio che la stava trasformando, nel contempo,
stava, impercettibilmente, mutando il mondo, grazie alla sensibilita' di
persone, come Etty, che si lasciavano mutare nel bene assoluto, libero,
profuso.
*
- Elena Buia: Etty non teorizza sul perche' del male: agisce. Non argomenta,
ma esperisce.
- Cristiana Dobner: Etty non ha la vocazione della filosofa, di Hannah
Arendt, per fare un solo esempio. Etty e' una scrittrice sensibile e acuta
ma, soprattutto, e' una donna che vuole soccorrere Dio e i fratelli. Il suo
non e' un amore universale intellettuale, che chiarisca idee, proponga
profezie, il suo e' un amore universale incarnato, qui e ora.
*
- Elena Buia: Come si puo' qualificare la modernita' di Etty Hillesum?
- Cristiana Dobner: Esemplare nella ricerca sincera; coerente, malgrado le
estreme difficolta' oggettive e soggettive, nel perseverare nel dono di se';
ilare nelle relazioni intersoggettive. Una donna moderna che non si guarda
dentro perche' e' narcisista, ma perche' si bagna in un pozzo salvifico.

5. PROPOSTA. IL 5 PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Si puo' destinare la quota del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle
persone fisiche, relativa al periodo di imposta 2006, apponendo la firma
nell'apposito spazio della dichiarazione dei redditi destinato a "sostegno
delle organizzazioni non lucrative di utilita' sociale" e indicando il
codice fiscale del Movimento Nonviolento: 93100500235; coloro che si fanno
compilare la dichiarazione dei redditi dal commercialista, o dal Caf, o da
qualsiasi altro ente preposto - sindacato, patronato, Cud, ecc. - devono
dire esplicitamente che intendono destinare il 5 per mille al Movimento
Nonviolento, e fornirne il codice fiscale, poi il modulo va consegnato in
banca o alla posta.
Per ulteriori informazioni e per contattare direttamente il Movimento
Nonviolento: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212,
e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

6. LIBRI. BENEDETTO VECCHI PRESENTA "MODUS VIVENDI" DI ZYGMUNT BAUMAN
[Dal quotidiano "Il manifesto" dell'11 maggio 2007.
Benedetto Vecchi e' redattore delle pagine culturali del quotidiano "Il
manifesto"; nel 2003 ha pubblicato per Laterza una Intervista sull'identita'
a Zygmunt Bauman.
Zygmunt Bauman, illustre sociologo, intellettuale democratico, ha insegnato
a Varsavia, a Tel Aviv e Haifa, a Leeds; e' il marito di Janina Bauman.
Opere di Zygmunt Bauman: segnaliamo almeno Cultura come prassi, Il Mulino,
Bologna 1976; Modernita' e olocausto, Il Mulino, Bologna 1992, 1999; La
decadenza degli intellettuali, Bollati Boringhieri, Torino 1992; Il teatro
dell'immortalita', Il Mulino, Bologna 1995; Le sfide dell'etica,
Feltrinelli, Milano 1996; La societa' dell'incertezza, Il Mulino, Bologna;
Dentro la globalizzazione, Laterza, Roma-Bari 1999; Voglia di comunita',
Laterza, Roma-Bari 2001; Modernita' liquida, Laterza, Roma-Bari 2002;
Intervista sull'identita', Laterza, Roma-Bari 2003; La societa' sotto
assedio, Laterza, Roma-Bari 2003; Vite di scarto, Laterza, Roma-Bari 2005;
Vita liquida, Laterza, Roma-Bari 2006; L'Europa e' un'avventura, Laterza,
Roma-Bari 2006; Lavoro, consumismo e nuove poverta', Citta' aperta, Troina
(Enna) 2007; Homo consumens, Erickson, Trento 2007; Modus vivendi, Laterza,
Roma-Bari 2007]

La modernita' e' stata la societa' dei "giardinieri". Ora, invece, e' il
tempo dei "cacciatori". I giardinieri rispondevano solo a quel committente
esigente che era la societa'. Nella modernita' liquida non c'e' nessun
giardino da progettare e curare, perche' occorre riempire il proprio paniere
fino a farlo scoppiare di buone prede. E se poi accade in sorte il
malaugurato, ma tuttavia frequente incidente, di incontrare un altro
cacciatore, ci si puo' anche mettere d'accordo e cooperare per cacciare
assieme una preda per poi ricambiare il favore. Ma sono rapporti
occasionali, "relazioni spot", come amano qualificare i propri incontri
sentimentali e sessuali alcuni partecipanti a un reality show dove una
squadra deve riportare all'ordine patriarcale, situato in una stalla, alcune
donne capricciose.
*
Lo spirito rapace dello stato
La metafora dei giardinieri e dei cacciatori e' la trama su cui si snoda un
intervento di Zygmunt Bauman alla "London School of Economics" nel 2005
durante un seminario dedicato all'utopia. I giardinieri sono gli utopisti
che aspirano a costruire una societa' migliore, dedicando a questa mission
la loro vita. Una vita tuttavia affannosa, perche' gli imprevisti, le
deviazioni dalla retta via sono state il loro pane quotidiano. Erbacce da
sradicare, una natura non sempre benigna, tenere a bada intrusi
indesiderati. Bene, la modernita' e' per lo studioso polacco l'era delle
utopie, talvolta confliggenti tra loro, ma accomunate dalla volonta' di
plasmare la vita di una societa' in base a una vision accuratamente
elaborata. Di quell'era esaltante e tragica al tempo stesso non c'e' quasi
piu' traccia. O meglio, l'unica utopia operante e' quella del mercato in
quanto principio regolatore della vita sociale. Una "nuova Atlantide" dove,
pero', si paga il biglietto d'ingresso. In mancanza del denaro necessario,
si entra nel girone infernale della produzione di scarti umani, l'unica
impresa davvero fiorente nel capitalismo contemporaneo.
Bauman ha scritto piu' volte di modernita' liquida, ma in questo saggio essa
e' sinonimo di rapacita', dove il principio hobbesiano dell'homo homini
lupus si e' ripresentato al centro della scena. A differenza di quanto
sosteneva Hobbes, tuttavia, non c'e' uno stato di natura in cui uomini e
donne sono disposti a delegare al Leviatano il compito di regolare la loro
vita. Conclusione lapidaria che non tiene pero' in considerazione il fatto
che e' lo stato, in una moltiplicazione dei campi di intervento che
coinvolgono le scelte di vita individuali, che crea le condizioni affinche'
uomini e donne debbano essere solo dei cacciatori.
Un'analisi cupa e tuttavia condita da una buona dose di ironia. D'altronde
il saggio sull'utopia e' la conclusione degna del volume che lo propone al
lettore italiano. Si intitola Modus vivendi (Laterza, pp. 131, euro 14) e
affronta appunto il modo di vivere nelle societa' contemporanee, attraverso
temi - sicurezza, precarieta', crisi della democrazia, habitat urbano - che
costituiscono il cuore della sua riflessione da almeno due lustri. E di
questi temi Bauman parlera' anche, sabato prossimo, alla Fiera del libro di
Torino (ore 15, Sala Azzurra) in una "Lectio magistralis" su Confini. Le
Vespe di Panama. Una riflessione su centro e periferia.
Non e' dato sapere se, quando Bauman ha usato la metafora del giardiniere,
pensasse agli intellettuali, argomento di un libro giustamente riproposto
recentemente da Bollati Boringhieri (La decadenza degli intellettuali),
visto che storicamente sono stati loro a definire il giusto e l'errato. Di
certo, Bauman un po' giardiniere si e' sentito nella sua vita, visto il suo
ruolo di voce critica nella Polonia del socialismo reale, nonostante
l'iniziale adesione al regime di Varsavia. E di come quel ruolo critico gli
sia costato, nel 1968, l'emarginazione perche' ebreo, dopo il suo appoggio
al movimento studentesco. Un giardiniere comunque non certo ortodosso, anche
se consapevole di alcuni cautele nella polemica con il potere costituito, al
punto che e' di pochi giorni fa il suo outing sul quotidiano "The Guardian".
In quella sede ha svelato di essere stato per pochi anni un collaboratore
occasionale della polizia politica polacca: confessione, tuttavia, che ha il
sapore di un intervento polemico e coraggioso contro la proposta orwelliana
dell'attuale governo polacco, che obbliga ad autodenunciare pubblicamente
eventuali connivenze con il socialismo reale, pena la destituzione da ogni
incarico pubblico o l'impossibilita' per decreto di esercitare qualsiasi
"professione liberale". Una proposta emblematica di quel regno dei
cacciatori che non tollera nessuna figura di giardiniere.
Modus vivendi e' quindi da considerare come un piccolo vademecum agli orrori
della modernita' liquida. C'e' l'appassionata difesa dello stato sociale,
considerato una delle piu' grandi conquiste dell'umanita'. C'e' la sferzante
critica alla precarieta', che naturalizza la condizione di merce per uomini
e donne che vendono al mercato la loro forza-lavoro, cioe' le loro generiche
capacita' umane, a cui si somma la denuncia di quella ignominia che sono i
centri di permanenza temporanea per i migranti: luoghi al di sopra della
legge che devono funzionare come discariche per cio' che il potere ritiene
scarti umani. Un modus vivendi alimentato dalla "permanente transitorieta'"
della condizione umana che ha, pero', una potente e inebriante
legittimazione nel presentarsi come, appunto, la realizzazione mercantile di
quella "Citta' del sole" cercata dagli utopisti del passato con il lume
della ragione nelle pieghe del loro tempo storico.
*
Gli apriori del legame sociale
La forza distruttiva e tuttavia patinata e piena di glamour della modernita'
liquida - ma Bauman non ha timore di usare anche il termine capitalismo -
non si puo' tuttavia imbrigliare nella nostalgia del passato. Lo studioso
polacco descrive questa forza rivoluzionaria ricordando la distruzione dei
legami sociali e delle forme della convivenza sociale che porta con se'. Da
questo punto di vista, la sua rappresentazione ricorda pero' le analisi di
Georg Simmel contenute in suo un saggio poco noto sul "conflitto nella
societa' moderna".
Simmel scrive infatti che il capitalismo entra in rotta di collisione come
quegli apriori del legame sociale che sono la famiglia, la religione, le
corporazioni di mestiere. E' storia nota che sia la famiglia che la
religione che le corporazioni non siano scomparse del tutto. Ora sembra che
la storia si ripeta. Ma questa volta le forme che sono travolte dal
capitalismo sono le istituzioni, le forme di socializzazione, meglio la
costituzione materiale maturata nel capitalismo. Siamo cioe' in una
situazione in cui il capitalismo distrugge le forme di regolazione sociale
di cui si era dotato. Elemento che lo stesso Bauman riconosce. Ma a
differenze di quanto afferma in questi saggi, la modernita' liquida
riconosce nella transitorieta' delle proprie istituzioni lo strumento per
rendere permanente un modus vivendi in cui tutti siamo cacciatori.
Attraverso, ad esempio, una sovrapproduzione di norme, ma anche attraverso
la costituzione di istituzioni che sospendono l'esercizio della sovranita' o
del potere legislativo e esecutivo nazionale.
*
Il regno a venire
In fondo, il principio di sussidiareta' operante nel capitalismo
contemporaneo si muove appunto tra superfetazione del diritto, che deve
produrre un soggetto giuridico che trae la sua legittimazione nel ricondurre
i singoli a imprenditori di se stessi, e riproposizione di quelle forme
apriori del legame sociale che sono la famiglia, la religione e le
corporazioni di mestiere. In altri termini, la "transitorieta' permanente"
ha le sue ancelle nelle stato e in quelle forme del legame sociale
sopravvissute alla modernita' solida, sempre per usare termini baumaniani.
Lo scrittore inglese James Ballard ha illustrato in due recenti romanzi
(Millennium people e Regno a venire, pubblicati entrambi da Feltrinelli) il
lato oscuro del modus vivendi contemporaneo. Ed e' questo lato oscuro che
favorisce, come talvolta accade in questo saggio di Bauman, una paralizzante
nostalgia per la modernita' solida.

7. LETTURE. PIETRO PERTICI (A CURA DI): LA NONVIOLENZA ATTIVA IN MARCIA
Pietro Pertici (a cura di), La nonviolenza attiva in marcia, "Quaderni
Satyagraha" - Libreria Editrice Fiorentina, Pisa-Firenze 2007, pp. 360 + XVI
di dossier fotografico, euro 16. Undicesimo volume dei "Quaderni
satyagraha", questo ponderoso tomo raccoglie i materiali del "forum
nazionale sulla nonviolenza attiva in marcia" svoltosi tra febbraio e maggio
2005 su iniziativa della Tavola della pace e della cooperazione di Pontedera
(Pisa), ed altri materiali ancora. Molti i contributi di notevole interesse.
Per richieste: presso la casa editrice Libreria Editrice Fiorentina, via
Giambologna 5, 50132 Firenze, tel. 055579921, fax: 0553905997, e-mail:
editrice at lef.firenze.it; o anche presso la redazione dei "Quaderni
satyagraha", Centro Gandhi, via Santa Cecilia 30, 56127 Pisa, tel.
050542573, e-mail: roccoaltieri at interfree.it, sito: www.centrogandhi.it

8. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

9. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 92 del 17 maggio 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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