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Nonviolenza. Femminile plurale. 104



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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 104 del 30 maggio 2007, edizione straordinaria

In questo numero:
1. Cindy Sheehan: Una lettera
2. Nostra sorella Cindy
3. La "Carta" del Movimento Nonviolento

1. TESTIMONIANZE. CINDY SHEEHAN: UNA LETTERA
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per
averci messo a disposizione nella sua traduzione la seguente lettera diffusa
da Cindy Sheehan il 29 maggio 2007 col titolo di "Lettera di dimissioni".
Cindy Sheehan ha perso il figlio Casey nella guerra in Iraq; per tutto il
successivo mese di agosto e' stata accampata a Crawford, fuori dal ranch in
cui George Bush stava trascorrendo le vacanze, con l'intenzione di parlargli
per chiedergli conto della morte di suo figlio; intorno alla sua figura e
alla sua testimonianza si e' risvegliato negli Stati Uniti un ampio
movimento contro la guerra; e' stato recentemente pubblicato il suo libro
Not One More Mother's Child (Non un altro figlio di madre), disponibile nel
sito www.koabooks.com; sta per uscire il suo secondo libro: Peace Mom: One
Mom's Journey from Heartache to Activism, per Atria Books; in italiano e'
disponibile: Mamma pace. Contro la guerra, per i nostri figli, Sperling &
Kupfer, Milano 2006]

Ho dovuto sopportare un bel po' di scherno e di odio da quando Casey fu
ucciso, e soprattutto da quando divenni il cosiddetto "volto" del movimento
statunitense contro la guerra. In special modo da quando ho reciso ogni
residuo legame che mi collegava al partito democratico, sono stata
ulteriormente insultata sui blog "liberali" come "Democratic Underground". I
rilievi piu' miti vanno da "meretrice dell'attenzione" a "finalmente ci
liberiamo di questa immondizia".
Sono giunta a tali conclusioni dolorose il mattino del Memorial Day. Non e'
l'esplodere di riflessioni fatte sul momento, ma cose a cui penso da circa
un anno. Le conclusioni a cui sono giunta mi spezzano il cuore.
*
La prima conclusione e' che sono stata cara alla cosiddetta sinistra sino a
che ho limitato la mia protesta a George Bush ed al partito repubblicano.
Naturalmente, sono stata calunniata come marionetta del partito democratico.
L'etichetta serviva a marginalizzare me ed il mio messaggio. Come era
possibile che una donna avesse idee proprie o lavorasse al di fuori del
sistema bipartitico?
Tuttavia, quando ho cominciato a valutare i democratici con gli stessi
standard che usavo per i repubblicani, il sostegno alla mia causa ha
iniziato ad erodersi, e la "sinistra" ha preso ad etichettarmi con le stesse
calunnie della destra.
Credo che nessuno mi abbia prestato attenzione, mentre dicevo che la
questione della pace e delle persone che muoiono senza motivo non e' una
faccenda di "destra/sinistra", ma di "giusto/sbagliato". Vengo considerata
una radicale perche' credo che le politiche di parte vadano accantonate
quanto centinaia di migliaia di persone stanno morendo per una guerra basata
sulle menzogne, e sostenuta sia dai democratici sia dai repubblicani. Mi
sorprende che gente che sa essere affilata e sottile come un raggio laser
quando si tratta di bugie, mistificazioni ed espedienti politici provenienti
da un partito altrui, rifiuti di riconoscere le stesse magagne nel proprio.
La lealta' cieca ad una parte e' pericolosa da qualsiasi lato si situi. Gli
altri popoli del mondo guardano a noi americani come a delle barzellette,
perche' permettiamo ai nostri leader cosi' tanta attitudine sanguinaria, e
se non troviamo alternative a questo corrotto sistema a due, la nostra
repubblica morira' e sara' rimpiazzata da cio' in cui stiamo rapidamente
scivolando senza controllo e bilanciamento: la terra devastata del
corporativismo fascista.
Io vengo demonizzata perche' non guardo al partito o alla nazionalita',
quando ho di fronte una persona: guardo al suo cuore. Se una persona appare,
si veste, agisce e parla e vota come un repubblicano, per quale motivo
dovrebbe avere sostegno, anche se si fa chiamare democratico?
*
Sono anche giunta alla conclusione che sto facendo quel che sto facendo
perche' sono una "meretrice dell'attenzione" anziche' avere il reale bisogno
di impegnarmi. Ho investito tutto quel che avevo nel tentativo di portare
pace e giustizia ad un paese che non vuole saperne di entrambe le cose. Se
c'e' un individuo che vuole entrambe, normalmente non fa nulla di piu' di
partecipare ad una marcia di protesta o di sedere davanti al suo computer a
criticare gli altri. Ho speso ogni singolo centesimo del denaro che ho avuto
da un paese "grato" quando mio figlio e' stato ucciso, ed ogni centesimo che
ho ricevuto per le conferenze o i libri. Ho sacrificato 29 anni di
matrimonio, ed ho viaggiato per lunghi periodi stando lontana dal fratello e
dalle sorelle di Casey, e la mia salute ne ha sofferto, e i conti
dell'ospedale si vanno accumulando dalla scorsa estate, quando sono quasi
morta.
Ho usato tutto cio' che avevo per tentare di far smettere a questo paese il
massacro di esseri umani innocenti. Sono stata chiamata con gli epiteti piu'
deprecabili che menti piccine potessero pensare, e sono stata minacciata di
morte moltissime volte.
La piu' devastante delle conclusioni a cui sono giunta questa mattina
eccola: Casey e' davvero morto per niente. Il suo prezioso sangue e' stato
prosciugato in un paese lontano, lontano dalla famiglia che lo amava, e lui
e' stato ucciso dal suo stesso paese, che si aggrappa e si muove secondo una
macchina di guerra che arriva persino a controllare quel che pensiamo.
Ho tentato di tutto, da quando e' morto, per dare significato al suo
sacrificio. Casey e' morto per un paese che si preoccupa di piu' di sapere
chi sara' il nuovo "Idolo Americano" che di quanta gente verra' uccisa nei
prossimi mesi, mentre i democratici ed i repubblicani giocano alla politica
con vite umane. E' straziante per me sapere che ho vissuto in questo sistema
per cosi' tanti anni, e che Casey ha pagato il prezzo della mia lealta'. Ho
mancato verso mio figlio, e questo e' cio' che mi fa piu' male.
Ho anche tentato di lavorare all'interno di un movimento per la pace che
spesso mette gli ego personali al di sopra della pace e della vita umana. Il
tal gruppo non lavora con il tal altro, il tal tizio non verra'
all'iniziativa se ci sara' la tal tizia, e si puo' sapere perche' tutta
l'attenzione se la prende Cindy Sheehan? E' difficile lavorare per la pace
se nello stesso momento in cui viene nominata ha alle spalle cosi' tante
divisioni.
I nostri coraggiosi giovani uomini e giovani donne in Iraq sono stati
abbandonati la' indefinitamente dai loro leader vigliacchi, che li muovono
come pedine su una scacchiera di distruzione, e il popolo iracheno e' stato
destinato alla morte ed a destini peggiori della morte da individui piu'
preoccupati delle elezioni che di loro. Vedrete, in cinque o dieci o
quindici anni, le nostre truppe torneranno zoppicando a casa portandosi
dietro un'abietta sconfitta, e i nostri nipoti vedranno i loro genitori
morire senza ragione, solo perche' i nonni hanno continuato a sostenere
questo sistema corrotto. George Bush non verra' mai sottoposto
all'impeachment, perche' se i democratici scavano troppo profondamente
potrebbero portare alla luce un po' di scheletri dalle loro stesse tombe, ed
il sistema si perpetuera' all'infinito.
*
Io sto per prendermi cio' che mi resta ed andare a casa. Vado a casa a fare
la madre dei miei figli sopravvissuti, e a tentare di riguadagnare un po' di
quel che ho perduto. Tentero' di mantenere alcune relazioni positive e buone
che ho intrapreso durante il viaggio a cui sono stata forzata dalla morte di
Casey, e tentero' di riparare alcune di quelle che si sono spezzate da
quando mi sono impegnata totalmente in questa crociata per tentare di
cambiare un paradigma che, temo, e' scolpito in un marmo immobile,
inflessibile, rigido e bugiardo.
"Camp Casey" e' servito al suo scopo. E' in vendita. Qualcuno e' interessato
a cinque bellissimi acri di terra a Crawford, in Texas? Prendero' in
considerazione ogni offerta ragionevole. Ho sentito dire che presto anche
George Bush se ne andra' da li', il che rende la proprieta' di maggior
valore.
Questa e' la mia lettera di dimissioni come "volto" del movimento
statunitense contro la guerra. Non e' il momento del rendiconto, perche' non
smettero' mai di cercare di aiutare le persone che, nel mondo, vengono
ferite dall'impero americano, ma ho finito di lavorare all'interno o
all'esterno di questo sistema.
Questo sistema resiste con forza all'aiuto che gli si vuole dare, e divora
le persone che tentano di aiutarlo. Io ne esco prima che consumi me o
qualche altra persona che amo, nonche' il rimanente delle mie risorse.
Addio, America. Non sei il paese che amo, ed ho finalmente capito che non ha
importanza quanti sacrifici io faccia: nessuno di essi fara' di te il paese
che desidero, a meno che tu non lo voglia. Adesso tocca a te.

2. RIFLESSIONE. NOSTRA SORELLA CINDY

A Cindy Sheehan qui vogliamo attestare il nostro affetto, la nostra
gratitudine.
E chiederle vogliamo che abbia cura di se stessa, e delle persone a lei
care.
A tutte e tutti chiedere vogliamo che ognuna e ognuno Cindy Sheehan sia.
Che nessuna persona sia lasciata in solitudine.
Che il dolore di ciascuna sia di tutti.
Vi e' una sola, una sola umanita'.

3. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE
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Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
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Numero 104 del 30 maggio 2007, edizione straordinaria

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