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Coi piedi per terra. 9



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 9 del 20 agosto 2007

In questo numero:
4. Arnaldo Nesti: Tutta la mia solidarieta'
2. Un'intervista a Marinella Correggia
3. Un'intervista ad Alessandro Pizzi
4. Tiziano Cardosi: Patologia dei trasporti italiani
5. Tiziana Plebani: Lasciare il cielo alle stelle
6. Errata corrige. Un caso di omonimia
7. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

1. SOLIDARIETA'. ARNALDO NESTI: TUTTA LA MIA SOLIDARIETA'
[Ringraziamo Arnaldo Nesti (per contatti: arnaldo.nesti at tin.it) per questo
intervento.
Arnaldo Nesti, sociologo, storico, docente univesitario, e' titolare della
cattedra di Sociologia presso l'Universita' di Firenze, direttore di
"Religioni e societa'. Rivista di scienze sociali della religione"; dirige
inoltre la International Summer School on Religions in Europe (Issre) di
Badia a Passignano (Firenze), e' coordinatore della sezione di sociologia
della religione dellíAssociazione Italiana di Sociologia (Ais) e direttore
del Centro Internazionale di Studi sul Religioso Contemporaneo (Cisreco); fa
parte degli editorial board di varieriviste specializzate; d Da anni si
occupa anche del rapporto fra culture locali e globalizzazione, con una
specifica attenzione alla Toscana contemporanea. Tra le opere di Arnaldo
Nesti: Utopia e societa', Ianua, 1979; Le fontane e il borgo. Il fattore
religione nella societa' italiana contemporanea, Ianua, 1982; Il religioso
implicito, Ianua, 1985; Il silenzio come altrove. Paradigmi di un fenomeno
religioso, Borla, 1989; La moderna nostalgia. Culture locali e societa' di
massa, Pontecorboli, 1992; Politica e stato delle anime. La religione in
Toscana dall'Unita' al secondo dopoguerra, Ponte alle Grazie, 1992; I
labirinti del sacro. Itinerari di sociologia della religione, Borla, 1993;
Vita di palazzo, Ponte alle Grazie, 1994; (con Paolo Giannoni, Severino
Dianich), La religione implicita. Sociologi e teologi a confronto, Edb,
1994; Tra villaggio e mondo. Ragioni e passioni per reinventare il presente,
Franco Angeli, 1996; Il cattolicesimo degli italiani. Religioni e culture
dopo la "secolarizzazione", Guerini e Associati, 1998; Provincialia. Scavi
sull'identita' degli italiani, Polistampa, 1999; A cosa credono quelli che
dicono di credere. Tipi e modi di credere a Poggibonsi, Meltemi, 2002;
Jubilaei spectaculum. Morfologia e senso dei grandi eventi del giubileo del
2000, Franco Angeli, 2003; Per una mappa delle religioni mondiali, Firenze
University Press - Polistampa, 2005; Qual e' la religione degli italiani?
Religioni civili, mondo cattolico, ateismo devoto, fede, laicita', Firenze
University Press, 2006]

Ho la fortuna di trascorrere alcune giornate all'ombra delle torri di San
Gimignano.
Non mi piace il brusio di un turismo "mordi e fuggi", ma..nonostante tutto
e' il segno di una societa' in e con cui convivere e operare.
L'idea di un aereoporto a Viterbo a che serve?
Spero che la vostra battaglia abbia successo e per questo voglio dire tutta
la  mia solidarieta'.

2. RIFLESSIONE. UN'INTERVISTA A MARINELLA CORREGGIA
[Ringraziamo Marinella Correggia (per contatti: mari.cor at libero.it) per
averci concesso la seguente intervista (e per il grande aiuto che ha dato al
nostro comitato).
Marinella Correggia e' nata a Rocca d'Arazzo in provincia di Asti;
scrittrice e giornalista free lance particolarmente attenta ai temi
dell'ambiente, della pace, dei diritti umani, della solidarieta', della
nonviolenza; e' stata in Iraq, Afghanistan, Pakistan, Serbia, Bosnia,
Bangladesh, Nepal, India, Vietnam, Sri Lanka e Burundi; si e' occupata di
campagne animaliste e vegetariane, di assistenza a prigionieri politici e
condannati a morte, di commercio equo e di azioni contro la guerra; si e'
dedicata allo studio delle disuguaglianze e del "sottosviluppo"; ha scritto
molto articoli e dossier sui modelli agroalimentari nel mondo e sull'uso
delle risorse; ha fatto parte del comitato progetti di Ctm (Commercio Equo e
Solidale); e' stata il focal point per l'Italia delle rete "Global Unger
Alliance"; collabora con diverse testate tra cui "il manifesto", e' autrice
di numerosi libri, e' attivista della campagna europea contro l'impatto
climatico e ambientale dell'aviazione. Tra le opere di Marinella Correggia:
Ago e scalpello: artigiani e materie del mondo, Ctm, 1997; Altroartigianato
in Centroamerica, Sonda, 1997; Altroartigianato in Asia, Sonda, 1998;
Manuale pratico di ecologia quotidiana, Mondadori, 2000; Addio alle carni,
Lav, 2001; Cucina vegetariana dal Sud del mondo, Sonda, 2002; Si ferma una
bomba in volo? L'utopia pacifista a Baghdad, Terre di mezzo, 2003; Diventare
come balsami. Per ridurre la sofferenza del mondo: azioni etiche ed
ecologiche nella vita quotidiana, Sonda, 2004; Vita sobria. Scritti
tolstoiani e consigli pratici, Qualevita, 2004; Il balcone
dell'indipendenza. Un infinito minimo, Nuovi Equilibri, 2006; (a cura di),
Cambieresti? La sfida di mille famiglie alla societa' dei consumi, Altra
Economia, 2006; Week Ender 2. Alla scoperta dell'Italia in un fine settimana
di turismo responsabile, Terre di Mezzo, 2007. La rivoluzione dei dettagli,
Feltrinelli, Milano 2007]

- Redazione di "Coi piedi per terra": Il trasporto aereo e' un assai grave
problema, quali sono i suoi principali effetti nocivi per l'ambiente e per
la salute?
- Marinella Correggia: Ce ne sono di quattro tipi.
Tre diretti:
a) impatto sul clima; visti i consumi di kerosene e la connessa produzione
di gas serra potenziata dal fatto che le emissioni avvengono ad alta quota
con un effetto moltiplicatore, il settore dell'aeronautica civile (non
parliamo nemmeno di quella militare!) e' quello il cui contributo
all'effetto serra di origine antropica cresce e crescera' piu' velocemente:
gia' oggi si parla di un impatto globale pari al 10% delle emissioni totali,
che e' tantissimo per un singolo comparto, e in crescita per sovrappiu';
b) impatto sulla salute degli abitanti delle aree "colpite" da aeroporti:
inquinamento da polveri sottili e acustico;
c) cementificazione del territorio.
Uno indiretto:
d) il contributo alla logica di un consumismo sempre piu' veloce e a un
modello di turismo "mordi e fuggi" in luoghi lontani.
*
- Un mezzo di trasporto altamente energivoro...
- Marinella Correggia: E' intuitivo che tener su per aria un pesante aereo
di energia ne costi tanta. Di fatto le stesse compagnie aeree, con le loro
stime al ribasso, calcolano un consumo di oltre 3 litri di kerosene per
passeggero ogni 100 km  percorsi. Il mezzo piu' energivoro di tutti; insieme
all'auto (ma e' difficile che in auto si percorrano in un sol colpo 5.000
km, mentre in aereo e' quasi la norma). La crescita del trasporto aereo di
merci e persone e' un classico esempio di come si continui a ballare sulla
tolda del Titanic.
*
- Le compagnie godono di un sostegno finanziario pubblico cospicuo: soldi di
tutti sottratti ai servizi sociali e sanitari, ai bisogni e ai diritti di
tutti, e regalati a imprese che danneggiano gravemente ambiente e salute,
violano diritti fondamentali, diffondono un'ideologia consumista e
devastatrice, alienata, mutilante...
- Marinella Correggia: Si': fra esclusione dal Protocollo di Kyoto (si
prepara pero' una direttiva europea in materia), esenzioni fiscali (il
carburante aereo, il kerosene, non e' tassato; e c'e' l'esenzione dall'Iva)
e sussidi pubblici in tutte le fasi (dalla costruzione di aerei e aeroporti
all'apertura di nuove rotte), il settore e' trattato come un ente benefico.
Madre Teresa in volo.
*
- L'aereo e' un privilegio per pochi pagato da tutti...
- Marinella Correggia: C'e' un equivoco da chiarire a proposito dei voli low
cost, quelli che piu' hanno contribuito all'enorme crescita del settore che
entro pochi anni raddoppiera' ulteriormente il contributo al riscaldamento
climatico. L'equivoco, in cui cade perfino il Ministero dei Trasporti, e'
che non si tratta di un diritto ma di un privilegio perche' solo il 5% della
popolazione mondiale vola, ma poi sono soprattutto i contadini afghani,
bengalesi o burkinabe', che non volano mai (e che in generale hanno
un'impronta energetica assai bassa) a subire le conseguenze maggiori del
riscaldamento planetario, in termini di siccita', o inondazioni, o
malattie...
Per questo ritengo inaccettabile che si parli di "diritto a volare low cost"
come se si trattasse del comunismo realizzato! Piuttosto, e' il consumismo
realizzato. E' un diritto di pochi; dunque chiamiamolo privilegio. Se per
ipotesi diventasse davvero un diritto di tutti e quindi si estendesse ai 6
miliardi di terrestri, ebbene salterebbe il clima; proprio come avverrebbe
se tutti usassero l'auto, o mangiassero tanta carne. Ma i limiti energetici
e ambientali impediscono una simile generalizzazione del volo low cost. Che
rimane da privilegiati, anche quando un singolo volo Roma-Londra costa 10
euro. Sembra contraddittorio, ma e' la realta'.
*
- Il ceto politico sembra non percepire la gravita' della situazione...
- Marinella Correggia: E' cosi', soprattutto in Italia. Lo stesso Parlamento
quando si e' pronunciato in materia di aeroporti, al massimo ha preso in
considerazione l'aspetto, pur importantissimo ma non unico, della salute
degli abitanti intorno agli aeroporti. La stessa opinione pubblica italiana
e i mass media sono stati indifferenti e ignoranti fino a poco fa. E' da
pochi mesi che si leggono articoli anche su grandi organi di stampa.
*
- Se ne accorgono invece coloro che vivono nei pressi degli aeroporti, per
esempio a Ciampino.
- Marinella Correggia: Si', la lotta del Comitato di Ciampino contro i
suprusi di Ryan Air pone con tutta evidenza il dilemma: diritto a volare a
basso costo o diritto a sopravvivere?
*
- E' quindi ora di fare qualcosa. Cosa a livello di campagne globali?
- Marinella Correggia: A livello europeo e internazionale bisogna favorire
l'inserimento del settore aviazione nel calcolo delle emissioni di gas serra
affinche' se non altro il settore debba acquistare i diritti a inquinare
(anche se la logica e' perversa) come ogni altro settore economico. Ma
questo non basta: cosa si aspetta a chiedere che il kerosene sia tassato,
come la benzina o il diesel o la nafta? Questo renderebbe i voli low cost
meno economici e ne ridurrebbe la domanda, favorendo inoltre sulle brevi
distanze (500-800 km) la mobilita' in treno adesso scoraggiata dalla
differenza di costo.
*
- E cosa a livello di comportamenti personali?
- Marinella Correggia: Intanto, pensarci!
Per i voli a corto raggio in Italia, Europa e perfino nel Mediterraneo:
a) calcolare l'impatto del viaggio aereo, informarsi sulle alternative
(anche con sconti: ferrovie, Eurolines, traghetti);
b) viaggiare dunque in treno, bus, nave, riducendo di un fattore sei o dieci
l'impatto climatico;
c) considerare le ore di viaggio come parte della vacanza: si possono vedere
luoghi diversi da quelli dell'arrivo, si incontrano persone, e' un percorso
mentale diverso.
Sulle lunghe distanze:
a) calcolare l'impatto del viaggio aereo (irresponsabilita' climatica che
danneggia soprattutto proprio quelli del sud con i quali ci diciamo
solidali);
b) concedersi un viaggio ogni tanto (anni...) se proprio abbiamo avuto una
bassissima impronta ecologica negli altri settori (tutto il turismo dovrebbe
diventare responsabile ma i viaggi dovranno essere molti di meno).
E s se sono viaggi per incontri ecologisti o dei movimenti: forse e' piu'
giusto ed equo rimanere a casa e pagare il viaggio a qualcuno del sud.
E poi evitare di acquistare merci che provengano da lontano, soprattutto
alimentari freschi (per non dire dei fiori) che devono arrivare per forza in
aereo.
*
- E cosa a livello di intervento delle istituzioni (dal governo, ai
ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti, al Parlamento italiano ed europeo,
alle Regioni e alle varie agenzie pubbliche che hanno competenze in
materia - l'Arpa e le Asl, ad esempio)?
- Marinella Correggia: Ce n'e' per tutti:
a) il governo italiano non dovrebbe limitarsi a mettere ordine nel piano
aeroportuale ma capire che se continuera' a star dietro alle previsioni di
aumento della domanda costruendo nuovi aeroporti o ampliandoli, non fara'
che aumentare ancora la domanda ecc. Chi l'ha detto che non si possano
ridurre e revocare le concessioni di volo soprattutto ai low cost per
ragioni ambientali e territoriali? Volare low cost non l'ha ordinato il
medico (anzi). C'e' poi tutto il capitolo del trasporto merci in aereo, che
andrebbe ridotto e disincentivato.
b) L'Italia e' affetta da aeroportite acuta anche grazie a tutte queste
compagnie low cost che hanno agitato specchietti per allodole di fronte agli
occhi di amministrazioni locali. Queste devono diventare piu' sagge. Non
cadere nella rete. Avere il coraggio e l'intelligenza di proporre e
perseguire modelli di sviluppo sani per il territorio e non le scorciatoie
di un ennesimo aeroporto-che-porti-tanti-bei-turisti-inglesi.
c) Le agenzie pubbliche deputate alla valutazione di impatto ambientale, si
spera che comincino ad avere le maniche piu' strette.
d) Il parlamento italiano si ponga il problema di una tassazione del
kerosene, che puo' avvenire anche a livello di singolo paese europeo per i
voli interni.
e) Il parlamento europeo sta discutendo una direttiva per inserire
quantomeno il settore nello schema europeo di commercio delle emissioni.
Finora le compagnie aeree non avevano nemmeno quest'obbligo.
f) Gli ambientalisti, organizzati e non, dovrebbero fare molto di piu'
perche' le istituzioni si muovano. Ma le stesse organizzazioni del commercio
equo o del biologico, perche' non mettono al bando l'aereo come mezzo di
trasporto delle loro merci?
g) Bici, telefono, internet, treno: le politiche pubbliche - interventi
legislativi, scelte amministrative, campagne ad hoc - potrebbero essere
efficaci per promuovere un modello di mobilita' e comunicazione sostenibile.
Cosa si sta facendo? Ben poco.
*
- Ci sono campagne in corso a livello internazionale?
- Marinella Correggia: Si'. A livello europeo in particolare. Si distingue
la campagna inglese, in cui i comitati di cittadini lavorano gomito a gomito
con gli ambientalisti, molto piu' che in Italia.
*
- Ci sono esperienze istituzionali e scelte legislative significative a
livello internazionale?
- Marinella Correggia: Tre paesi europei - Norvegia, Svizzera e Olanda -
tassano il kerosene per i voli interni, seppure in modo assai blando. Non
c'e' altro. C'e' una minitassa sui biglietti, a scopi di solidarieta' (il
ricavato va alla lotta contro l'Aids e simili) introdotta da paesi del Nord
e del Sud del mondo ma e' irrilevante quanto all'impatto ambientale
dell'aviazione civile.
*
- Quale e' la situazione dei movimenti di coscientizzazione ed iniziativa
per la riduzione del trasporto aereo in Italia?
- Marinella Correggia: Non e' per farvi i complimenti, ma forse il neonato
Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e' il primo - anche rispetto alle
aggregazioni ambientaliste - a declinare l'esigenza di una mobilita'
sostenibile che riduca all'osso il volo aereo. Gli ambientalisti organizzati
hanno fatto molto poco...forse perche' i loro addetti volano
forsennatamente, prendendo l'aereo anche se devono andare da Roma a Verona,
magari facendosi poi portare in auto dall'aeroporto di Venezia a Verona e
ritorno: un caso vero che mi fece inorridire pochi anni fa. Non diciamo il
nome, ma era il capo di un'organizzazione ambientalista nazionale. Non gli
sara' venuto in mente che in treno avrebbe coperto la distanza dal centro di
Roma al centro di Verona in 6 ore scarse e impattando dieci volte di meno?
*
- Come si puo' promuovere un'adeguata informazione e sensibilizzazione?
- Marinella Correggia: Anche come state facendo voi e il Comitato di
Ciampino: un sito, incontri, promuovere il dibattito a livello locale e
nazionale.
*
- Tu sei spesso invitata a partecipare a incontri ed iniziative, come ti
muovi?
- Marinella Correggia: In treno. Taluni tragitti europei (Roma-Bruxelles,
Roma-Parigi ecc.) per incontri internazionali li faccio in pulman, perche'
il costo e' inferiore a prenotare per tempo. I treni sono carissimi e sempre
di piu'. Ma ritengo anche che bisognerebbe ridurre il numero di conferenze,
incontri ecc. se richiedono grossi spostamenti.
*
- Turismo responsabile: come?
- Marinella Correggia: Vicino, piu' fantasioso, scoprire il mondo nuovo
quasi dietro casa. Gli italiani in particolare sono cosi' avvantaggiati:
avrebbero da scoprire cosi' tanto qui, in questa intensa Italia, viaggiando
in treno, pulman, bici ecc. e invece vanno nella pietrosa Sharm El Sheik.
Ovviamente in aereo.
*
- Scelte di giustizia, una visione equa e solidale anche nel campo della
mobilita'; come?
- Marinella Correggia: Riducendo la mobilita' non necessaria (ad esempio con
videoconferenze di lavoro), smettendola con l'ipocrisia dei voli di massa a
scopo di "solidarieta' internazionale", in realta' turismo; riscoprendo un
turismo intenso e vicino; prendendo il treno nei tragitti inferiori a 800 km
(la maggioranza dei tragitti, a livello europeo).
*
- Un augurio per il nostro comitato.
- Marinella Correggia: Mi sembra che possiate davvero giocare un grande
ruolo, che puo' andare oltre il territorio locale. Un organo di stampa del
viterbese che sostiene l'aeroporto ha scritto qualcosa come: "insomma, la
rivoluzione che parte dalla Tuscia". Credeva di essere ironico, e invece, la
rivoluzione (in questo caso dei trasporti ma non solo) parte anche dal luogo
in cui si vive e lavora e fa attivismo. Senno', son tutte parole.

3. RIFLESSIONE. UN'INTERVISTA AD ALESSANDRO PIZZI
[Ringraziamo Alessandro Pizzi (per contatti: alexpizzi at virgilio.it) per
averci concesso la seguente intervista.
Alessandro Pizzi, gia' apprezzatissimo sindaco di Soriano nel Cimino (Vt),
citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza amministrativa sono
diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo educativo e nel
volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di solidarieta',
ambientaliste, per i diritti umani e la nonviolenza, tra cui l'azione
diretta nonviolenta in Congo con i "Beati i costruttori di pace"; ha
promosso il corso di educazione alla pace presso il liceo scientifico di
Orte (istituto scolastico in cui ha lungamente insegnato); e' uno dei
principali animatori del comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo]

- Redazione di "Coi piedi per terra": Lei e' una figura storica
dell'ambientalismo nel viterbese. Quali sono state le esperienze piu'
significative cui si puo' far riferimento anche nell'intraprendere questa
nuova iniziativa in difesa del'ambiente, della salute, della democrazia, dei
beni culturali e ambientali e delle vocazioni produttive dell'Alto Lazio,
dei diritti umani di tutti gli esseri umani?
- Alessandro Pizzi: Considerati gli obiettivi del comitato, le esperienze a
cui si puo' far riferimento sono la lotta contro la centrale nucleare di
Montalto di Castro di fine anni '70 e il movimento di Tarquinia contro la
centrale a carbone. Il movimento che contesto' la scelta nucleare poneva al
centro della sua azione la difesa della salute dei cittadini, una politica
energetica che servisse uno sviluppo compatibile con le risorse del pianeta
Terra e la partecipazione popolare. Il movimento antinucleare riusci' a
promuovere una grande partecipazione popolare tanto e' vero che il
presidente del Comitato antinucleare di Montalto era un contadino (Pietro
Blasi) capace di tenere testa agli ingegneri dell'Enel e del Cnen (Comitato
per l'energia nucleare).
*
- Lei e' stato anche uno dei piu' noti ed apprezzati pubblici amministratori
del viterbese. Da sindaco di Soriano nel Cimino ha dato prova di come si
possano affrontare in modo limpido, adeguato, efficace, questioni
ambientali, emergenze sociali, esigenze di solidarieta'; ha anche saputo
dimostrare come un ente locale potesse far fronte a grandi temi globali in
modo solidale, responsabile, partecipato, creativo. Come il portato di
questa sua esperienza si riflette nel suo impegno attuale nel comitato di
opposizione all'aeroporto e per la riduzione del trasporto aereo?
- Alessandro Pizzi: Intanto ringrazio per le sue parole, anche se non del
tutto meritate, perche' potevo fare di piu' e meglio. Tuttavia quella
esperienza, di cui sono grato ai cittadini di Soriano che l'hanno resa
possibile, mi ha persuaso della necessita' prioritaria di tenere in
considerazione le esigenze delle persone e in particolare di quelle piu'
emarginate, come diceva una vecchia parola d'ordine, cercando di agire
localmente pensando globalmente perche' ogni nostra azione si ripercuote su
tutto il pianeta.
*
- Lei ha condotto esperienze assai significative nel volontariato, di
solidarieta' concreta e immediata con le persone di aiuto bisognose,
esperienze anche educative e formative in senso forte: tra molte altre
iniziative, lei ha preso parte all'esperienza di azione diretta nonviolenta
in Congo promossa dai "Beati i costruttori di pace" nell'area martoriata
dalla guerra. Questo suo impegno di educatore, di volontario, di amico della
nonviolenza, come si estrinseca nell'esperienza del comitato?
- Alessandro Pizzi: Attraverso la ricerca di forme creative nonviolente di
opposizione alla costruzione dell'aeroporto e per la riduzione del numero
dei voli. Lei ha citato il Congo, vorrei ricordare che se si attuano forme
di lotta nonviolente si riesce ad intervenire anche in zone martoriate dalla
guerra, penso alle iniziative delle donne congolesi. Inoltre, contribuendo
alla diffusione di informazioni sull'argomento e cercando di favorire la
partecipazione dei cittadini.
*
- La questione del trasporto aereo ha ovviamente una dimensione
internazionale: quali sono gli aspetti a suo avviso cruciali, e quale e' la
consapevolezza che se ne ha nel mondo?
- Alessandro Pizzi: A mio avviso gli aspetti cruciali sono il consumo di
carburante e l'emissione dei gas ad effetto serra, che sono i piu' alti per
passeggero per km degli altri mezzi di trasporto. Secondo i calcoli del
California Institute of Tecnology il trasporto aereo provoca il 10%
dell'effetto serra totale. Ho l'impressione che in alcuni ambienti ci sia
consapevolezza del danno causato al clima dal trasporto aereo, penso ad
organi tecnici dell'Onu come  l'Intergovernmental Panel on Climate Change
(Ipcc), gruppi di scienziati, o associazioni ambientaliste. Mentre non mi
sembra ci sia tanta consapevolezza da parte dei governi e delle forze
politiche.
*
- La situazione italiana: una crescita esponenziale del trasporto aereo,
spesso per tragitti brevi; in alcune regioni un'invasione di aeroporti
spesso a distanza di poche decine di chilometri l'uno dall'altro; a
discapito di forme di mobilita' meno inquinanti, meno nocive, meno
pericolose, meno energivore, meno costose, meno inique. Una situazione che
gli osservatori piu' attenti definiscono assai preoccupante. E' cosi'?
- Alessandro Pizzi: E' preoccupante perche' aumentano i viaggi in aereo e
aumenta cosi' l'impatto ambientale. Come ricordato da Marinella Correggia
nel suo libro La rivoluzione dei dettagli, in Europa le emissioni di gas
serra in particolare l'anidride carbonica (CO2) da aviazione sono cresciute
del 73% fra il 1990 e il 2002 e cresceranno del 150% dal 2002 al 2012; e' il
settore in cui crescono piu' in fretta. Il fenomeno dei low cost, voli a
basso costo, che dovrebbe interessare l'aeroporto di Viterbo, ha fatto
aumentare di molto il consumo di aerei.
*
- E quale le sembra che sia la percezione, l'attenzione e quindi l'azione
delle istituzioni? E quella delle forze politiche? E quella dei mass-media?
Si ha l'impressione di una profonda e cinica inadeguatezza - a voler usare
un'espressione forse fin troppo eufemistica -, e sovente di una vera e
propria scandalosa complicita' con la lobby delle compagnie aeree... E'
cosi? E cosa si potrebbe e dovrebbe fare invece?
- Alessandro Pizzi: Si dovrebbe attuare una politica per disincentivare
l'uso degli aerei per ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra invece
di osannare i voli a basso costo, che comunque riguardano sempre una
minoranza dei cittadini, e le compagnie come la Ryan Air. Una cosa che si
potrebbe fare e' incentivare un turismo "di vicinato" - come e' chiamato in
Gran Bretagna - che richiede poco viaggio, invece del turismo in zone
lontane.
*
- Stanno crescendo in vari luoghi comitati e movimenti che si oppongono alla
grave nocivita' del trasporto aereo per la biosfera, per gli ecosistemi
locali, per la salute delle persone, per la valorizzazione dei beni
ambientali e culturali e la possibilita' di modelli di sviluppo autocentrati
e con tecnologie appropriate: siete gia' in contatto? Si sta costruendo una
rete? Quali sono le esperienze piu' rilevanti di cui come comitato viterbese
siete a conoscenza? E come pensate di contribuire a diffondere la coscienza
e promuovere anche un coordinamento che favorisca la sinergia di conoscenze,
competenze, risorse, progettualita', per una sensibilizzazione e una
partecipazione democratica sempre piu' ampia?
- Alessandro Pizzi: Nel breve periodo di vita del comitato siamo venuti in
contatto con vari comitati: Ciampino, Fano, Bolzano. L'esperienza che mi
piace segnalare e' quella del Comitato di Bolzano che ha raccolto 28.000
firme per un referendum contro l'ampliamento dell'aeroporto, referendum che
si terra' nel prossimo 2009.  Lavoriamo per costruire una rete per studiare
e diffondere i dati sull'impatto ambientale dei voli e per favorire la
partecipazione dei cittadini attraverso discussioni e seminari di studio.
*
- La situazione viterbese: negli enti locali sembra continui a prevalere una
grande ignoranza e una grande irresponsabilita': la maggioranza degli
amministratori sembra ignorare (o finge di ignorare) tutto dei gravi
problemi ambientali e sanitari implicati dalla scelta aeroportuale, anzi
sembra che per loro sia solo una questione di campanilismo, di
accaparramento, di miraggio della grande opera, del grande cantiere... Una
vicenda gia' vista ad esempio con altre pesanti e disastrose servitu' che
gravano sull'Alto Lazio, a cominciare da quelle energetiche...
- Alessandro Pizzi: Si', anche a me ricorda una vicenda gia' vista, quella
della centrale di Montalto. Si aspetta la grande opera per sperare in un
eventuale sviluppo. Forse a breve termine qualche vantaggio le grandi opere
lo portano. Ma a lungo termine mi sembra che per le comunita' che ospitano
gli aeroporti siano maggiori gli svantaggi. Non a caso nascono comitati di
cittadini che denunciano l'inquinamento acustico e atmosferico. Mi sembra un
modello che si ripete nelle nostre societa': vantaggi per pochi, in questo
caso le compagnie aeree come la Ryan Air, e svantaggio per molti, in questo
caso cittadini che vivono nei pressi dell'aeroporto e in generale i
cittadini che subiscono l'inquinamento atmosferico e il cambiamento del
clima.
*
- In base alla sua esperienza di sindaco, cosa dovrebbe fare un pubblico
amministratore scrupoloso e ragionevole in questo frangente?
- Alessandro Pizzi: Mettere a disposizione dei cittadini della provincia
tutte le informazioni possibili sul trasporto aereo e sull'aeroporto in modo
che ognuno si faccia un'opinione sui vantaggi e sugli svantaggi di un
aeroporto.
*
- Le forze politiche, le organizzazioni sindacali, l'associazionismo del
viterbese sembrano stentare ad intraprendere una riflessione attenta,
documentata, fondata sui dati scientifici obiettivi ed inconfutabili e su
quanto dispone la legislazione in materia di Valutazione d'impatto
ambientale e di tutela della salute e dell'ambiente. Sembra che continui a
prevalere una retorica cieca e vagamente dannunziana che facendo leva sui
miti del volo come liberta', delle grandi opere come sviluppo,
dell'aeroporto come occasione di mutamenti e veicolo di modernita', tace del
tutto sulle purtroppo certissime conseguenze negative in termini di
nocivita' per le persone, danno ambientale, impatto sulla societa' e
sull'economia locale che ha ben altre priorita' anche in relazione al
modello di mobilita'. Perche' questa cecita'? E quando finira'?
- Alessandro Pizzi: Forse finira' quando sara' decaduta l'idea dello
sviluppo illimitato e delle risorse illimitate, quando le forze politiche, a
partire da quelle che si collocano a sinistra, cominceranno a vedere  la
scienza e l'economia  al servizio dell'uomo e non del profitto, e lo
sviluppo teso al ben-essere e non al ben-avere.
*
- Il vostro comitato nel giro di pochissime settimane ha ottenuto gia'
risultati rilevanti: si e' aperta finalmente una discussione pubblica,
sempre piu' persone chiedono di saperne di piu' e di partecipare alla
discussione su una scelta che puo' avere conseguenze disastrose ed
irreversibili; si ha la sensazione che siate gia' riusciti a promuovere un
inizio di richiesta di democrazia che se si sviluppera' adeguatamente - e se
venisse accolta dalle istituzioni come legittima, giusta ed ineludibile
esigenza di sovranita' popolare - potrebbe dare frutti significativi anche
sul piano civile, della crescita democratica complessiva della societa'
viterbese...
- Alessandro Pizzi: E' gia' un bel risultato l'aver promosso una discussione
tra idee diverse. Ho citato piu' volte la vicenda della centrale di Montalto
di Castro. Secondo Antonino Drago, professore di  Fisica all'universita' di
Napoli e grande figura della nonviolenza, "quella antinucleare fu la prima
campagna di educazione scientifica di massa in Italia". Mi piacerebbe che a
partire dal no ad un aeroporto si arrivasse ad una consapevolezza sugli
stili di vita compatibili con l'ambiente e con il principio di equita' nei
confronti delle popolazioni del Sud del mondo. Tutti noi uomini e donne
della Terra abbiamo il medesimo diritto di usare le risorse e l'ambiente. E'
come se ognuno di noi avesse un budget limitato per l'uso di energia e di
emissione dei gas serra, superato il quale si arreca danno all'ambiente e
alle persone.
*
- Quali prospettive vede per la vostra azione? E quali risultati vi
ripromettete nel breve e nel medio periodo, con riferimento sia alla
situazione locale altolaziale, sia regionale, sia nazionale, sia
internazionale?
- Alessandro Pizzi: I risultati che vogliamo raggiungere sono la non
costruzione del terzo aeroporto del Lazio e la riduzione del numero di voli.
*
- Nella sua storia personale lei ha l'evidente abitudine come docente di
matematica e fisica di esigere onesta', chiarezza e rigore; onesta',
chiarezza, rigore, competenza e concretezza sono state anche le sue
caratteristiche di sindaco; nel suo impegno di volontariato la generosita',
la solidarieta', la condivisione, la responsabilita' sono elementi fondanti:
pensa che queste scelte, questi valori abbiano la capacita' di coinvolgere
le molte persone che e' necessario raggiungere per produrre quei cambiamenti
necessari ad impedire che uno pseudosviluppo dissennato e feroce devasti
irreversibilmente la biosfera e metta in effettivo pericolo la civilta'
umana?
- Alessandro Pizzi: Se ognuno di noi fosse informato sull'impatto che le
nostre azioni hanno sull'ambiente e le conseguenze per le future generazioni
avrebbe la possibilita' di scelte responsabili. Penso essenzialmente a noi
che viviamo nella parte ricca del mondo, quella che pur essendo il 20% della
popolazione mondiale consuma l'80% delle risorse del pianeta; se vogliamo
lasciare alle future generazioni un pianeta vivibile e' necessario scegliere
uno stile di vita sobrio a basso consumo di energia e abbandonare l'idea di
uno sviluppo illimitato.
*
- Molte voci autorevoli da tempo chiedono un impegno esplicito verso
un'economia della sobrieta', verso una "decrescita felice", verso una
cultura della condivisione, verso "pace, giustizia, salvaguardia del
creato"; si pensi alle esperienze e alle opere di Vandana Shiva, Susan
George, Serge Latouche... di Francuccio Gesualdi, di Guido Viale, di Alex
Zanotelli... e al magistero di figure straordinarie che ci hanno lasciato
una lezione indimenticabile: da padre Ernesto Balducci a Laura Conti, da
Alexander Langer a Giulio A. Maccacaro... Quali figure, quali riflessioni,
quali opere, quali esperienze, lei consiglierebbe di studiare ai giovani che
si accostano all'impegno che il vostro comitato promuove?
- Alessandro Pizzi: Sono tutte persone che hanno molto da insegnare , ma nel
caso particolare della nostra attivita' comincerei con Guido Viale con le
sue riflessioni sulla mobilita', e Alexander Langer con le sue riflessioni
sulla necessita' dei bilanci ecologici da affiancare a quelli economici per
far capire i reali profitti e le reali perdite. Per proseguire poi con lo
studio di tutti gli altri citati per approfondire i concetti di decrescita e
di partecipazione democratica.
*
- In un mondo duramente aggredito da guerre e terrorismi, devastazioni
ambientali e crudelissime oppressioni, ingiustizie strutturali e un
imbarbarimento profondo, cosa vi da' forza e fiducia nel vostro impegno in
difesa dell'ambiente, del diritto alla vita, alla salute e al benessere, dei
diritti umani di tutti gli esseri umani comprese le generazioni future?
- Alessandro Pizzi: Il desiderio di vivere in un mondo in cui prevalga il
rispetto per gli esseri viventi, la speranza di vedere per sempre bandita
ogni forma di violenza a partire dalla guerra. Il sogno di vivere in una
societa' in cui ci sia spazio per il silenzio, per la riflessione, per
l'ammirazione delle bellezze della natura, per le relazioni interpersonali,
al contrario di quella attuale basata sul profitto, sulla competizione
esasperata e sul rumore. Il modello di societa' potrebbe essere sintetizzata
dalle parole di Alexander Langer: "piu' lento, piu' profondo, piu' soave".

4. RIFLESSIONE. TIZIANO CARDOSI: PATOLOGIA DEI TRASPORTI ITALIANI
[Ringraziamo Tiziano Cardosi (per contatti: tcardosi at tiscali.it) per questo
intervento.
Tiziano Cardosi, amico della nonviolenza, fortemente impegnato in varie
iniziative di pace e di solidarieta', e' stato tra gli organizzatori del
convegno su "Nonviolenza e politica" svoltosi a Firenze il 5-7 maggio 2006 e
partecipa all'esperienza della "Fucina per la nonviolenza" di Firenze]

Ancora aeroporti. Pare un'epidemia. Certamente e' una patologia.
Le cause devono essere molte e non tutte evidenti a noi semplici cittadini.
Di sicuro c'e' un modello sociale vincente dietro il proliferare di voli e
di esasperazione della velocita'. Una classe imprenditoriale rampante ha
bisogno di muoversi spesso e con velocita', ha soprattutto bisogno di
mostrare a se stessa e agli altri simboli evidenti del proprio potere. Un
aeroporto nella propria cittadina alza il prestigio dell'elite ivi
residente.
*
Vivo in Toscana e mi chiedo che senso ha fare un aeroporto a Siena, in un
luogo dove si danneggerebbe gravemente la falda, quando ci sono aeroporti
vicini come Firenze, Pisa, Grosseto.
Gli spostamenti aerei non sono necessari per medie distanze, al di sotto dei
500 chilometri. Una razionalizzazione dei trasporti pubblici come le
ferrovie potrebbe rendere superflui molti scali. Sempre in Toscana e' gia'
pronto un aeroporto con strutture notevoli a Pisa: migliorare il trasporto
col treno renderebbe piu' veloce ad un fiorentino arrivare in quella citta'
che non arrivare all'aeroporto di Firenze, sempre affogato in un traffico al
limite della paralisi.
Ma non e' la razionalita' che guida economia e mercati, bensi' le
prospettive di utili e guadagni: infatti da decenni e' presente in Toscana
una faida tra chi vuole l'aeroporto in una citta' o in un'altra fino a
prospettare Bologna (sic) come principale scalo toscano. Tanti appetiti
scatenati gli uni contro gli altri fino a sfociare nel ridicolo.
*
Ma la patologia che si mostra nella crescita inutile dell'offerta di
trasporto aereo vive anche altrove. Il mito dell'alta velocita' ha
contaminato anche le ferrovie.
I valsusini non hanno solo dimostrato che la linea Tav che vogliono imporre
loro e' inquinante e dannosa, ma che e' un modello di trasporto elitario,
inutilmente costoso, che non risponde alle esigenze del nostro paese. In Val
di Susa l'opposizione ad un progetto scellerato ha rianimato la discussione,
ha riattivato la democrazia, ha mostrato che l'intelligenza collettiva
esiste ed e' migliore della giungla del mercato. Il livello di
partecipazione dei cittadini in quella parte del Piemonte, come in tante
altre piccole, ma significative realta', e' altissimo in quantita' e
qualita'; soprattutto se raffrontato all'astrattezza della politica dei
partiti, dove si discetta di garantire un trasporto veloce e di qualita' tra
poche grandi citta' e si ignora la realta' di questo paese che vede
aumentare il numero dei pendolari (espulsi dalla rendita immobiliare nelle
grandi citta') ed assiste al degrado spaventoso del trasporto locale
strangolato da mancanza di manutenzione e tagli al personale.
La protesta di qualche tempo fa dei pendolari a Roma Tiburtina, che dal Sud
si recano a lavorare nell'opulento Nord e viaggiano in carrozze vergognose
con prezzi sempre piu' alti, ha fatto emergere per una volta una realta'
tenuta accuratamente occultata. Le risposte delle ferrovie e del mondo
politico che hanno invocato solennemente legalita' e rispetto per il
"diritto alla mobilita'" sono risuonate nelle orecchie di molti come
l'invito di Maria Antonietta a mangiare croissant se non si trova pane. Chi
vive nel palazzo e' in un mondo alieno dalla realta'.
*
Aerei, treni, auto sempre piu' veloci non sono dannosi solo per l'ambiente:
sono strumento di differenziazione economica, sono veicolo per il
peggioramento delle condizioni di molti a vantaggio di pochi, sono fonte di
quella violenza strutturale che spesso fa piu' vittime di una guerra.

5. RIFLESSIONE. TIZIANA PLEBANI: LASCIARE IL CIELO ALLE STELLE
[Riproponiamo il seguente intervento di Tiziana Plebani (per contatti:
tiplebani at libero.it) gia' apparso nelle "Notizie minime della nonviolenza in
cammino".
Tiziana Plebani, prestigiosa intellettuale, autrice di saggi di
straordinaria finezza, bibliotecaria e storica, e' attiva nella Rete di
donne per la pace di Mestre e Venezia; tra le sue opere: Il genere dei
libri, Angeli, Milano 2001; Corpi e storia, Viella, Roma 2002]

Ridateci il cielo trapunto di sole stelle.
Vi sembra una richiesta troppo semplice o ridicola da opporre alla
costruzione di un nuovo aeroporto?
Le sere scorse, in montagna, la' dove l'inquinamento luminoso concede una
tregua al buio, cercavamo l'orsa maggiore e le altre costellazioni sperando
di essere sorpresi dallo spettacolo delle stelle comete. Ma quante emozioni
venivano stroncate sul nascere perche' il punto del cielo che si illuminava
improvvisamente si rivelava la scia di un aereo e poi ancora di un altro e
un altro.
Guardate il cielo in queste notti d'estate, guardate cosa ne hanno fatto,
cosa ne abbiamo fatto: un'autostrada. Stiamo riempiendo il cielo quasi come
intasiamo di vetture le nostre citta', i nostri luoghi di vita, i nostri
paesaggi. Ma il cielo e' il cielo!
Tra poco cosa potremo fare quando, nel dolore e nelle gioie, naturalmente
cercheremo l'orizzonte che sa consolare e confortare, che offre pace e
vastita' silenziose e misteriose e che ridona misura a noi umani, che
crediamo che tutto questo ci appartenga di diritto e senza doveri.
Il cielo stellato e' un limite e un bisogno.
Ho sempre amato viaggiare, ho sempre avuto paura di prendere un aereo.
Preferisco andare a piedi e in bicicletta, i tempi lenti coincidono con la
mia lentezza nell'entrare in situazioni che non conosco e con il mio bisogno
di non lasciare scorie al mio passaggio.
Dobbiamo tutti invertire la rotta, ci siamo ubriacati di velocita' ma e' uno
stordimento dalle tossine corrosive e impestanti. Impariamo nuovamente, come
un bambino dalla madre, a camminare lentamente e a lasciare il cielo alle
stelle.

6. ERRATA CORRIGE. UN CASO DI OMONIMIA

Nel n. 8 di questo notiziario alla dichiarazione di solidarieta' di Paola
Sessa per un errore redazionale e' stata apposta una notizia biografica
concernente un'altra persona dallo stesso nome. La Paola Sessa che ha
espresso solidarieta' al nostro comitato e al nostro impegno e' docente di
lingua e cultura tedesca a Vicenza.
Ci scusiamo dell'equivoco con le interessate e con chi ci legge.

7. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI
VITERBO

Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 9 del 20 agosto 2007

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