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Minime. 217



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 217 del 19 settembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Peppe Sini: Breve ma energica difesa del mio giardino, con una parola
forte in clausola
2. Gerard Lutte: La casa de los amigos
3. Dal 25 al 28 ottobre a Linz e S. Radegund
4. Augusto Illuminati presenta "Oltre l'uno e il molteplice" di Alain Badiou
5. Venti letture per una cultura della pace
6. Cento letture per un accostamento alla pace
7. Riletture: Sylvia Plath, Diari
8. La "Carta" del Movimento Nonviolento
9. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: BREVE MA ENERGICA DIFESA DEL MIO GIARDINO, CON
UNA PAROLA FORTE IN CLAUSOLA

"Cela est bien dit, repondit Candide, mais il faut cultiver notre jardin"
(Voltaire, Candide ou l'optimisme)

Ovviamente non ho un giardino privato, vivo in un palazzone di appartamenti
in un quartiere di palazzoni di appartamenti alla periferia-dormitorio della
mia citta' che e' il capoluogo di una provincia che sempre piu' si vorrebbe
ridurre, nei piani di lorsignori, a periferia-dormitorio di Roma.
Ma non passa giorno che qualcuno non mi dica, alto levando l'indice
ammonitore e stentorea la voce e fiero il cipiglio e ancor piu' fiera la
postura, che se difendo Viterbo dalla devastazione ambientale, se difendo la
salute dei viterbesi da opere che avranno esiti gravemente patologici, se
difendo i beni culturali e le vocazioni produttive del territorio da
distruttive servitu' che ulteriormente devasteranno i nostri tesori
naturalistici, le nostre preziose sedimentazioni storiche e  artistiche, le
nostre risorse economiche, la nostra semplice vita, ebbene, allora sono
anch'io "uno di quelli", uno di quei pover'uomini irrimediabilmente affetti
dalla terribile sindrome del "Non nel mio giardino".
Cosi' mi e' venuta questa modesta idea, di dirlo, anzi, proclamarlo: che
si', io sono per la difesa dei giardini.
Avrei difeso anche il giardino terrestre se mi ci fossi trovato.
Mi piacciono i giardini, e le selve, e i campi lavorati e quelli incolti. E
i paesi e le citta' dei cittadini, i luoghi della convivenza.
*
E trovo davvero bizzarro che coloro che vogliono devastare la mia terra e la
mia citta' pretendano il mio silenzio, la mia rassegnazione, la mia
complicita'.
No: io difendo il mio, il nostro giardino.
E questo giardino che difendo non e' solo l'area termale del Bulicame a
Viterbo e i quartieri e i paesi in cui vivono migliaia e migliaia di
persone, non e' solo l'Alto Lazio degli etruschi e dei pellegrini, non e'
solo l'Italia delle cento citta' e delle mille culture, non e' solo l'Europa
des droits de l'homme et du citoyen: e' il mondo intero.
Poiche' - chiedo scusa - la mia patria e' il mondo intero.
E quando arrivano gli sfruttatori, quando arrivano i rapinatori, quando
arrivano i barbari che tutto pretendono ridurre a merce e profitto, tutto
intendono divorare e ridurre a macerie e immondizia, ebbene, che ci volete
fare, e' piu' forte di me: chiamo alla lotta in difesa del mio, del nostro
giardino; chiamo alla lotta per contrastare i barbari, i rapinatori, gli
sfruttatori. Sono fatto cosi'. Sara' perche' ho letto Leopardi e Cervantes
da giovane. O perche' ho avuto per maestri alcuni superstiti dei Lager,
alcuni eroi della Resistenza.
*
E' l'unica Terra che abbiamo, e' la nostra casa comune, non permetteremo
agli affaristi del'apocalisse di distruggerla. Non permetteremo ai pescecani
in frac e cilindro di sbranarla e dissolverla in nulla. Non permetteremo ai
vampiri di svuotarla di ogni vita. Non lo permetteremo.
Perche' questa Terra e' il nostro giardino. Non - chiedo venia - la loro
cloaca.

2. ESPERIENZE. GERARD LUTTE: LA CASA DE LOS AMIGOS
[Attraverso Manila D'Angelomaria (per contatti: manilita at libero.it)
riceviamo e diffondiamo questa lettera di Gerard Lutte.
Manila D'Angelomaria e' impegnata nella rete di amicizia con le ragazze ed i
ragazzi di strada del Guatemala.
Gerard Lutte, di origine belga, da molti anni in Italia, docente
universitario di psicologia dell'eta' evolutiva, ha partecipato a Roma alla
vita e alle lotte degli abitanti di una borgata di baraccati e di un
quartiere popolare e ad un lavoro sociale con i giovani piu' emarginati;
collabora con movimenti di solidarieta' ed esperienze di accoglienza; ha
promosso iniziative mirate e concrete di solidarieta' internazionale dal
basso e di auto-aiuto, con particolar riferimento alla situazione
centroamericana, di impegno di liberazione con i giovani e soprattutto le
bambine e i bambini di strada. Tra le opere di Gerard Lutte: Quando gli
adolescenti sono adulti... I giovani in Nicaragua, Edizioni Gruppo Abele,
Torino 1984; Sopprimere l'adolescenza?, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1984;
Psicologia degli adolescenti e dei giovani, Il Mulino, Bologna 1987; Dalla
religione al vangelo, Kappa, Roma 1989; Cinquantanove ragazze e ragazzi di
strada con Gerard Lutte, Principesse e sognatori nelle strade in Guatemala,
Kappa, Roma 1994 (ne e' stata successivamente pubblicata una seconda
edizione aggiornata).
Il sito della Rete di amicizia con le ragazze e i ragazzi di strada del
Guatemala, che contiene progetti, testimonianze, ricerche, libri, bollettini
e centinaia di foto, sezioni francese, italiana, spagnola ed inglese, e'
www.reteamicizia.net]

Guatemala, 15 settembre 2007
Il fracasso dei tamburi
Oggi si festeggia la festa nazionale del Guatemala, l'anniversario
dell'indipendenza dalla Spagna e vi scrivo nel rumore assordente dei
tamburi, nel mio appartamentino nella casa dell'Otto marzo. Durante tutta la
giornata sfileranno studenti e studentesse di numerose scuole in uniformi
militari da operetta. In un paese dominato a lungo da dittature militari e
dove l'esercito continua ad esere la forza piu' potente, la festa nazionale
ha un sentore di guerra. Ed e' la guerra interna che promette il candidato
alla presidenza piu' votato domenica scorsa, il generale Perez Molina, uno
degli attori del genocidio degli anni Ottanta, che promette "mano dura"
contro la violenza, ossia soprattutto contro i giovani. Se vince al secondo
turno delle elezioni in novembe l'inaffidabile Colom, tempi duri si
annunciano per i ragazzi di strada.
*
La musica pacifica della marimba
Ieri era un'altra musica, una musica che, spero, cnacellera' per sempre le
marce militari. Al suono della marimba abbiamo inaugurato la "casa degli
amici", cosi' i    giovani hanno deciso di chiamare la loro abitazione.
I cinque fondatori sono Osman,17 anni, Morel, honduregno, 21 anni,
Francisco, 19 anni, Factor, 22 anni e Mynor, detto Tatu', 36 anni, un
veterano della strada.
Il regolamento dice che l'eta' massima per fare parte del movimento delle
ragazze e dei ragazzi di strada (in sigla: mojoca) e' 28 anni, ma i giovani,
che prendono le decisioni, sanno fare delle eccezioni.
*
Storia di Tatu'
Tatu' vuole uscire dalla strada, ma per lui e' difficile perche' e' rimasto
gravemente handicappato dopo essere stato buttato da un ponte in un profondo
burrone dai "sicari", cosi' i ragazzi chiamano i membri degli squadroni
della morte, delinquenti assoldati,   guardie private, poliziotti, militari
e altri sgozzatori incaricati della "pulizia soclale", ossia
dell'eliminazione dei giovani della strada e delle bande dei quartieri
popolari.
Tatu' e' scampato alla morte, ma ora non si muove che con le stampelle.
Prima andava a dormire nell'"albergo degl indigenti", aperto da un gruppo
carismatico cattolico che ha trovato questo nome cosi' delicato, adeguato
all'idea che si fanno della carita'. Dall'esclusione dell'indigenza alla
gioia della condivisione: questo il percorso che ha ridato dignita' e gioia
di vivere a Mynor.
Due dei questi ragazzi, e presto tre, hanno la fidanzata o la sposa, nella
casa dell'otto marzo. Possono passare insieme il sabato e la domenica (gli
altri giorni si ritrovano nel centro sociale) fino a quando si sentiranno
pronti per vivere insieme nella propria abitazione. Ines si era ripromessa
che quando il suo ragazzo sarebbe entrato nella casa degli amici anche lei
avrebbe chiesto di tornare alla casa dell'otto marzo e cosi' ha fatto.
*
La casa e la festa
La casa dei ragazzi e' stata costruita negli anni '30, dai Maselli, emigrati
da Brescia, che vi hanno installato la prima fabbrica di pasta italiana in
Gutemala. E' la' che abbiamo trasferito il laboratorio di falegnameria. La
casa e' molto bella, ampia, con grandi finestre, con una splendida porta in
legno all'entrata e preziose finestre di legno. E' rimasto il tavolo che si
era fabbricato il fondatore, dove ogni giorno prendeva l'aperitivo. Il patio
e' pieno di belle piante e fiori, e contiene anche una vigna e piante di
caffe'. Una casa che ha un'anima e una storia d'amore. Mamma Maselli e'
morta due anni fa all'eta' di centocinque anni. Tutto questo me l'ha
raccontato donna Tranquilla, una figlia dei Maselli. contenta di affittare
la casa di famiglia a ragazzi di strada. Gia' aveva dato una sua casa, nella
vicinanze del nostro centro sociale, a un'organizzazione evangelica che
serve ogni sera una cena gratuita a centinaie di persone tra le quali molte
ragazze e ragazzi di strada.
La casa era piena di ragazze e ragazzi del mojoca,di numerose amiche ed
amici: del "Quarto mondo" che lavora con i bambino del deposito di
immondizie, di "Medici senza Frontiere" che chiudevano una casa e ci hanno
regalato splendidi tavoli e altri mobili, di Gilda Esposito e Giovanni della
Cooperazione governativa italiana, di padre Nacho e del suo gruppo di
Cordoba che hanno contribuito al finanziamento della casa, del Comune che ha
mandato l'orchestra di marimba e assieme all'istituzione del governo
"Bienestar social" ha  contribuito alle spese della festa.
La festa si e' conclusa con un ballo dove sono stato trascinato dalle
ragazze della casa otto marzo. Con loro e i loro figli ho scoperto la gioia
di essere nonno e ho deciso di stabilirmi in Guatemala.
*
Tra poco in Italia
Grazie anche alla vostra amicizia, il mojoca ha realizzato un altro dei suoi
obiettivi importanti. Ora tutte e tutti insieme dobbiamo consolidare questa
conquista e gli altri programmi del mojoca. Abbiamo ancora molto da fere
insieme. Ve lo diranno le due rappresentanti del Mojoca, Maria Elena e
Kenia, che fra poco arriveranno con me in Italia.
Un affettuoso abbraccio da parte mia e di tutte le ragazze e ragazzi del
mojoca,
Gerardo

3. INCONTRI. DAL 25 AL 28 OTTOBRE A LINZ E ST. RADEGUND
[Dall'associazione "Franz Jaegerstaetter Italia" (per contatti:
franzitalia at gmail.com) riceviamo e diffondiamo.
Franz Jaegerstaetter, contadino cattolico, condannato a morte ed ucciso il 9
agosto 1943 per essersi rifiutato di prestare servizio militare
nell'esercito nazista. Scritti di Franz Jaegerstaetter: Scrivo con le mani
legate. Lettere dal carcere e altri scritti, Edizioni Berti, Piacenza 2005.
Opere su Franz Jaegerstaetter: Gordon Zahn, Il testimone solitario. Vita e
morte di Franz Jaegerstaetter, Gribaudi, Torino 1968, poi: Franz
Jaegerstaetter, il testimone solitario, Editoria Universitaria, Venezia
2002; Erna Putz, Franz Jaegerstaetter. Un contadino contro Hitler, Berti
Piacenza, 2000; segnaliamo anche l'articolo di Enrico Peyretti riprodotto
sul n. 637 de "La nonviolenza e' in cammino", articolo che segnalava anche i
seguenti materiali: Alfons Riedl, Josef Schwabeneder (Hg), Franz
Jaegerstaetter - Christlicher Glaube und politisches Gewissen [Fede
cristiana e coscienza politica], Verlag Taur, 1997; videocassetta Franz
Jaegerstaetter: un contadino contro Hitler, (27 minuti, in vhs) prodotta
dall'Associazione Franz Jaegerstaetter, via Endrici 27, 38100 Trento (tel.
0461233777, oppure 810441); il capitolo "Un nemico dello Stato" (pp. 76-86),
in Thomas Merton, Fede e violenza, prefazione di Ernesto Balducci,
Morcelliana, Brescia 1965; una nota di Paolo Giuntella in "Adista", n. 11,
13 febbraio 1993, pp. 9-10]

25-28 ottobre 2007: il viaggio della beatificazione. A Linz e St. Radegund
per onorare Franz Jaegerstaetter.
Il prossimo 26 ottobre nella cattedrale di Linz, in Austria, avra' luogo la
solenne cerimonia di beatificazione di Franz Jaegerstaetter (1907-1943),
martire della resistenza al nazismo in nome della fede in Gesu'. La giornata
e' stata scelta in quanto vi si ricorda la liberazione dell'Austria dal
nazismo.
Ci stringeremo intorno alla moglie Franziska ed alle tre figlie, per dire la
nostra gioia e la nostra soddisfazione di questo riconoscimento, se pur
tardivo, da parte di quella chiesa da lui tanto amata.
Dopo una visita ai campi di concentramento di Gusen e Mauthausen, ci
trasferiremo a St. Radegund, citta' natale di Franz, dove, dopo la veglia
del 27 ottobre, saremo presenti alla cerimonia del 28 ottobre.
*
Programma
Giovedi' 25 ottobre 2007
- ore 21: partenza da Piacenza
- ore 22.30: partenza da Brescia
- mezzanotte: partenza da Verona
- ore 00.45: partenza da Trento
- ore 01.30:  partenza da Bolzano
*
Venerdi' 26 ottobre 2007
- ore 7: arrivo a Linz e colazione
- ore 9: ingresso nel Duomo Nuovo
- ore 10: cerimonia della beatificazione
- ore 13: pranzo
- ore 14: arrivo in albergo e sistemazione in albergo
- ore 17: Chiesa dei Gesuiti: Jaegerstaetter - Opera lirica (1) oppure
visita alla citta'
- ore 20: cena
*
Sabato 27 ottobre 2007
- ore 10: visita ai campi di concentramento di Gusen e di Mauthausen (2)
- ore 13: pranzo
- ore 14: partenza per Salzburg
- ore 16.30: arrivo e sistemazione in albergo; trasferimento ad
Ostermiething
- ore 19: cena
- ore 20: Chiesa parrocchiale di Ostermiething: veglia di preghiera "Franz
Jaegerstaetter come ispirazione" (3)
*
Domenica 28 ottobre 2007
- ore 10: Chiesa parrocchiale St. Radegund: celebrazione della prima Santa
Messa in onore del nuovo beato
- ore 13: pranzo
- ore 14: partenza per l'Italia
- ore 17: arrivo a Bolzano
- ore 17.45: arrivo a Trento
- ore 18.30: arrivo a Verona
- ore 20: arrivo a Brescia
- ore 21.30: arrivo a Piacenza
Note
1. E' un'opera contemporanea, composta dal musicista austriaco Viktor
Fortin. La prima rappresentazione assoluta sara' a Graz il 22 settembre
prossimo. La trama, in 10 scene, e' basata sulla rappresentazione degli
ultimi anni di vita di Franz, fino all'esecuzione. Anche il comportamento
dei compaesani di St. Radegund e l'atteggiamento della chiesa ufficiale sono
analizzati criticamente. Sara' disponibile un sunto del testo in italiano.
Lo spettacolo dura 1 ora e 15 minuti. Biglietto: euro 25 a persona.
Prenotazione obbligatoria, da effettuarsi presso la segreteria all'atto
dell'iscrizione.
2. Ingresso: euro 2 a persona.
3. Per la veglia di preghiera ogni gruppo linguistico prepara riflessioni,
canti preghiere in italiano. Chi fosse disponibile a collaborare si segnali
a: franzitalia at gmail.com
*
Con meditazione, silenzio, musica e luce vogliamo esprimere la nostra
gratitudine a Franz Jaegerstaetter e la gioia per la sua beatificazione. Il
vescovo Manfred Scheuer ci accompagnera' nella veglia. Gruppi austriaci e di
altre nazioni sono invitati a portare il loro contributo sul tema, con brevi
meditazioni e interventi musicali. Temi: la gioia per la creazione; la
conversione; marito e padre, famiglia; preghiera e sacra scrittura;
differenziazione degli spiriti; vittime e carnefici; uso della forza e amore
per il nemico; dolore ed espiazione; speranza e resurrezione.
*
Costo: quota individuale di partecipazione in camera doppia: euro 290. La
quota comprende: viaggio in bus granturismo privato; due pernottamenti con
prima colazione il 26 e 27 in hotel; pranzi del 26, 27 e 28 (bevande
escluse); cene del 26 e  27 (bevande escluse); assicurazione medico
infortuni. La quota non comprende: la prima colazione del 26; la cena del
28; l'ingresso ai campi; l'ingresso all'Opera.
Documenti: e' necessario portare un documento di identita' in corso di
validita' e valido per l'espatrio.
*
Per informazioni e iscrizioni
La segreteria e' curata da Prisca Penner, che e' a disposizione telefonica
ogni pomeriggio dalle ore 15 alle 19 al numero 3313958887; e-mail:
franzitalia at gmail.com
Modalita' di iscrizione:
- contatto con la segreteria, che provvedera' a trasmettere via e-mail il
modulo di iscrizione;
- versamento di cento euro all'iscrizione sul c/c bancario 211, ABI 05156,
CAB 65411 intestato ad Agenzia Viaggi Valnure, via Papa Giovanni XXIII, 28 -
29027 Podenzano (Piacenza), indicando la causale "Viaggio della
beatificazione" oppure con carta di credito Visa (previa comunicazione del
numero della carta alla segreteria);
- restituzione alla segreteria del modulo compilato e della ricevuta del
versamento;
- saldo entro il 15 ottobre 2007, con le stesse modalita'.
Termini: le iscrizioni vanno sottoscritte entro e non oltre il 6 ottobre
2007.
Condizioni in caso di annullamento della prenotazione: in caso di
annullamento dopo l'iscrizione verra' restituita la quota di cento euro solo
se l'annullamento perverra' entro il 25 settembre; per annullamenti oltre
tale termine non e' previsto alcun rimborso, fatta sempre salva la
sostituzione con altro partecipante a carico del recedente. In caso di
annullamento dopo il giorno 15 ottobre (quindi a saldo avvenuto) e' prevista
una penale del 75% fino a 8 giorni prima della partenza e del 100% negli
ultimi 7 giorni. E' sempre possibile la sostituzione del partecipante.
*
Per informazioni e contatti: e-mail: franzitalia at gmail.com, tel. 3474185755.
*
Materiale disponibile
Vhs: Franz Jaegerstaetter, un contadino contro Hitler. Vita e morte di un
uomo che ha agito secondo coscienza, durata 27 min., costo 10 euro.
Richiedere a: Caritas diocesana, via Endrici 27, 38100 Trento, tel.
0461261166; fax 0461266176; e-mail: caritas at arcidiocesi.trento.it
Dvd (novita'): Franz Jaegerstaetter, un contadino contro Hitler. Vita e
morte di un uomo che ha agito secondo coscienza, durata 27 min., costo 10
euro. Richiedere a: Caritas diocesana, via Endrici 27, 38100 Trento, tel.
0461261166; fax 0461266176; e-mail: caritas at arcidiocesi.trento.it
Volumi:
- Scrivo con le mani legate. Lettere dal carcere e altri scritti
dell'obiettore-contadino che si oppose ad Adolf Hitler, di Franz
Jaegerstaetter, a cura di Giampiero Girardi, traduzione di Lucia Togni,
edizioni Berti, Piacenza, 2005, XXXV + 231 pagine, 13 euro. Prefazione di
mons. Luigi Bettazzi, premessa di Erna Putz. Rintracciabile in libreria (a
Trento: Ancora, via S. Croce 35) oppure presso l'Editrice Berti, via Legnano
1, 29100 Piacenza, tel. 0523 321322; fax 0523 335866; email:
info at bertilibri.it
- Franz Jaegerstaetter, un contadino contro Hitler, di Erna Putz, edizione
italiana a cura di Giampiero Girardi, Berti, 2000, 252 pagine, 13 euro.
Rintracciabile in libreria (a Trento: Ancora, via S. Croce 35) oppure presso
l'Editrice Berti, via Legnano 1, 29100 Piacenza, tel. 0523321322; fax: 0523
335866; e-mail: info at bertilibri.it
- Franz Jaegerstaetter, il testimone solitario, di Gordon Zahn, Editoria
universitaria, Venezia, 2002, 200 pagine. Rintracciabile presso l'editore,
Albert Gardin, c. p. 570, 30100 Venezia, tel. 0415246242, e-mail:
euvenezia at libero.it, sito: www.editoriauniversitaria.com
- Non giuro a Hitler. La testimonianza di Josef Mayr-Nusser, di Francesco
Comina, prefazione di Albert Mayr, San Paolo, Alba, 2000, 116 pagine.
- Sophie Scholle e la Rosa Bianca, di Paolo Ghezzi, Morcelliana, Brescia,
2003, 230 pagine.
- La Rosa Bianca: un gruppo di resistenza al nazismo in nome della liberta',
di Paolo Ghezzi, Paoline, 1993, 307 pagine.
*
Chi desidera ricevere la newsletter "Franz Jaegerstaetter Italia" (o
segnalare indirizzi di persone interessate) la richieda a:
franzitalia at gmail.com
Per ulteriori informazioni e contatti: Giampiero Girardi, via del Forte
44/B, 38100 Martignano, tel. 0461829526 o 3474185755, e-mail:
gia.gira at gmail.com

4. LIBRI. AUGUSTO ILLUMINATI PRESENTA "OLTRE L'UNO E IL MOLTEPLICE" DI ALAIN
BADIOU
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 13 settembre 2007, col titolo "Il potere
costituente della contingenza" e il sommario "Oltre il molteplice di Alain
Badiou per Ombre Corte. Sette scritti sul mancato incontro con Gilles
Deleuze. Un dialogo che l'autore di Mille Piani ha sempre rifiutato e che ha
come sfondo diverse concezioni della filosofia. E dunque diverse teorie dell
'agire politico".
Augusto Illuminati, nato a Perugia nel 1937, e' docente di filosofia
politica all'Universita' di Urbino; tra le sue molte opere segnaliamo
particolarmente Sociologia e classi sociali, Einaudi, Torino 1967, 1977;
Kant politico, La Nuova Italia, Firenze 1971; Lavoro e rivoluzione,
Mazzotta, Milano 1974; Rousseau e la fondazione dei valori borghesi, Il
Saggiatore, Milano 1977; Classi sociali e crisi capitalistica, Mazzotta,
Milano 1977; Gli inganni di Sarastro, Einaudi, Torino 1980; La citta' e il
desiderio, Manifestolibri, Roma 1992; Esercizi politici. Quattro sguardi su
Hannah Arendt, Manifestolibri, Roma 1994.
Alain Badiou (Rabat, 1937), filosofo, scrittore, commediografo, militante
politico, dopo anni d'insegnamento all'Universita' di Parigi VIII
Vincennes-Saint Denis, e' oggi direttore dell'istituto di filosofia
dell'Ecole Normale Superieure (Ens); e' stato tra i fondatori, nel 1967, del
"Cercle d'epistemologie" dell'Ens, che diede vita alla rivista dei "Cahiers
pour l'analyse". Tra le opere di Alain Badiou tradotte in italiano:
Manifesto per la filosofia, Feltrinelli, 1991; L'etica. Saggio sulla
coscienza del male, Pratiche, 1994; L'Essere e l'evento, Il Melangolo, 1995;
La Comune di Parigi, Cronopio, 2004; Deleuze. Il clamore dell'Essere,
Einaudi, 2004.
Gilles Deleuze (1925-1995) e' stato uno dei pensatori francesi piu'
influenti degli scorsi decenni. Un'ampia bibliografia e' ne "La nonviolenza
e' in cammino" n. 414]

Strana, sgradevole quanto istruttiva la storia del non-rapporto fra Gilles
Deleuze e Alain Badiou, che il secondo ha costruito retroattivamente (a
parte la splendida recensione di Le Pli nel 1989) nel Clamore dell'Essere e
in un gruppo di articoli e precisazioni ora raccolti per Ombre Corte con il
titolo Oltre l'uno e il molteplice. Pensare (con) Gilles Deleuze (pp. 118,
euro 10, a cura di Tommaso Arienna e Luca Cremonesi). Una volta sgombrato il
campo dalle astiose polemiche scatenate dagli allievi di Deleuze soprattutto
nel numero della rivista "Futur Anterieur" dell'aprile 1998 (i due attacchi
di Arnaud Villani e Jose' Gil e la piu' sobria introduzione di Eric Alliez)
e dopo aver tenuto nel giusto conto le responsabilita' dello stile
polemico-espositivo di Badiou, resta il grande interesse dei temi posti in
discussione. Certo, l'impostazione della controversia (univocita'
dell'Essere, presunto platonismo, mistica immanente della vita, ecc.) sono
scelti arbitrariamente da Badiou, cio' nonostante si toccano nodi essenziali
della filosofia afferrando il capo del filo secondo le preferenze del
critico - tradizione che risale per lo meno ad Aristotele e Hegel.
Non a caso infatti il confronto fra Deleuze e Badiou e' stato riproposto
come replica moderna di quello fra Aristotele (Deleuze) e Platone (Badiou),
anche se le critiche di Badiou a Deleuze ci sembrano piuttosto riprendere le
obiezioni hegeliane di acosmismo a Spinoza. Ma il discorso verrebbe qui
troppo lungo e soprattutto non lo si potrebbe corredare con una sufficiente
informazione sui testi. E' dunque preferibile andare direttamente allo
sfondo politico dello scontro, come risulta da un intervento di Badiou
(purtroppo non compreso nella presente raccolta) del 25 settembre 2003
all'Universita' popolare delle Madri di Plaza de Mayo, Buenos Aires.
*
La rarita' della politica
In quell'occasione il filosofo francese vuole tenere insieme una politica
del molteplice e una definizione della rarita' e significanza in senso forte
della medesima. Alla domanda, proveniente dal pubblico, sul carattere
"deleuziano" del movimento zapatista, risponde che certamente qualcosa c'e'
e che lui lo condivide (la creativita', l'affermativita' senza opposizione
dialettica al nemico), ma che l'elemento che lo lascia perplesso e' la
mancanza di una rottura presupposta all'affermazione, l'eccesso di
continuita' fra vita e politica. Manca una messa in rilievo dell'evento che
introduce discontinuita'.
Alla successiva domanda, che riguarda Impero di Negri-Hardt, giustamente
inteso a livello di massa come esplicitazione di un possibile deleuzismo pol
itico, Badiou risponde con una riflessione innanzi tutto sul potere
costituente e sulla concezione unitaria che ne ha Negri e da cui discende la
solidale fondazione in essa della moltitudine e dell'impero. Il dissenso su
cio' rimanda a quello con l'unitarieta' assoluta della sostanza spinoziana,
alla cui ontologia Negri fa evidente riferimento. Quella sostanza si
attualizzerebbe storicamente in dominio e resistenza, capitalismo e
comunismo, manifestazioni pur sempre di un potere costituente. Per Badiou,
al contrario, la politica e' fatto di rotture e soggettivita' eterogenee.
L'Uno di divide in Due, come nella dialettica maoista.
Tuttavia, costretti ora ad abbandonare la dialettica, dobbiamo scegliere se
tornare a una concezione unitaria, al potere dell'Uno (soluzione
Deleuze-Negri), o mantenere il Due (della separazione, dell'eterogeneita')
in forma differente da quella classica della contraddizione di classe. Il
che produce pratiche politiche sensibilmente differenti, sebbene del pari
post-socialiste. Fin qui il testo, che consente di leggere meglio quanto
nella suddetta discussione era avviluppato in una problematica metafisica
suggestiva ma impervia.
Naturalmente anche a questo livello restano equivoci e alternative
interpretative, dato che l'oggetto del contendere - una singolarita'
"illegale", che cioe' non obbedisce a leggi trascendenti (della dialettica,
della storia), ma si da' leggi specifiche nella propria contingente
immanenza - e' preteso da entrambi gli autori secondo un profilo diverso.
*
Il fascino del decisionismo
Semplificando, Badiou pone l'accento piu' sull'irruzione del nuovo, sul
carattere fuori sesto della soggettivita' rivoluzionaria emergente
(out-of-jointness, per usare un'espressione di Slavoj Zizek, molto affine a
Badiou anche nella contrapposizione a Deleuze), Deleuze rimarca maggiormente
il momento del neutro della vita, della rivoluzione quotidiana indefinita.
Badiou ricerca un principio di spiegazione valido per tutte le rivoluzioni
(da Paolo di Tarso a Mao) e sottolinea la rarita' dell'esperienza
propriamente politica (quella che Jacques Ranciere chiama politique
opponendola a police, la gestione amministrativa della vita), Deleuze e'
stato identificato con certe pratiche dell'"autonomia" e, piu' forzosamente,
con lo zapatismo. In entrambi la singolarita', per vie diverse, vuol dire un
universale non dialettico e affermativo, da entrambi l'oscura prassi
politica contemporanea ha molto da imparare.
Piu' che domandarsi chi dei due sia piu' platonico e' interessante
ripercorrerne le fonti filosofiche. Spinoza e' per entrambi oggetto di
accaparramento e forzatura. Badiou sta piu' sul lato di Heidegger, Deleuze
su quello di Nietzsche. Tutti pero' sanno quanto sia difficile contrapporli
(lo fece Heidegger, ma spudoratamente pro domo sua). Il decisionismo
schmittiano suggestiona di certo Badiou per quel presagio di fedelta'
all'Uno che nel filosofo francese e' la versione politica della lacaniana
fedelta' al proprio desiderio.
Le accuse di polpottismo a Badiou valgono quanto quelle per le giovanili
simpatie di Deleuze e Blanchot per l'Action francaise. Il retaggio
vitalistico bergsoniano di Deleuze lo rende, nella coscienza comune, un
alfiere della biopolitica (che esplicitamente non fu, ma avrebbe potuto
essere), mentre nei suoi scritti piu' recenti sulla questione ebraica Badiou
ha difeso la costituzione contingente del nome dell'Uno indipendente da
radici etniche e religiose, un universalismo espansivo e non reattivo,
alternativo a ogni fondamentalismo identitario.

5. MATERIALI. VENTI LETTURE PER UNA CULTURA DELLA PACE
[Riproponiamo ancora una volta la seguente proposta di un percorso di
lettura originariamente apparsa sulla "Rivista del volontariato" n. 12,
dicembre 2003]

Ovviamente non c'e' la biblioteca ideale della pace e della nonviolenza, non
ci sono ne' i dieci ne' i cento libri che occorre aver letto. Perche' ogni
persona puo' accostarsi all'impegno di pace e alla scelta della nonviolenza
(ed e' opinione di chi scrive queste righe che senza la scelta della
nonviolenza l'impegno di pace resti inadeguato, subalterno ed ambiguo) a
partire dal suo vissuto, dalle sue esperienze e riflessioni, dalle letture
che incontra, dal colloquio corale di cui si trova ad esser parte.
E cosi' vi e' chi ha fatto la scelta della nonviolenza perche' ha letto
Tolstoj e chi l'ha fatta perche' ha letto Dostoevskij; chi e' passato
attraverso Voltaire e Zola, e chi per Erasmo e Thomas More, chi leggendo
Leopardi e Kafka, e chi i Vangeli e la Bhagavad Gita, o i tragici greci, o
Shakespeare e Cervantes, o Kant, o Martin Buber, o Norberto Bobbio.
Qui di seguito si indicano alcune autrici ed alcuni autori, e talvolta dei
singoli libri, che a chi scrive queste righe dicono cose toccanti ed
ortative in tal senso. Ma certo tanti altri libri e persone citar si
potrebbero.
*
1. Di Simone Weil tutto quello che ha scritto, ma particolarmente i
Quaderni, in quattro volumi presso Adelphi (e la sua bella biografia scritta
da Simone Petrement, sempre presso Adelphi).
2. Anche di Primo Levi va letto tutto (adesso vi e' per fortuna un'edizione
complessiva delle opere in due volumi presso Einaudi) ma prima di ogni altra
cosa direi I sommersi e i salvati, l'ultima testimonianza di una Resistenza
che ancora ci chiama alla lotta in difesa e a inveramento della dignita'
umana.
3. Mohandas Gandhi, Teoria e pratica della nonviolenza, edito da Einaudi, e'
la migliore silloge in un solo volume, a cura di Giuliano Pontara, che vi ha
premesso un saggio introduttivo importante quanto e forse piu' della stessa
antologia, poiche' costituisce la migliore sintesi del pensiero gandhiano
disponibile in Italia.
4. Virginia Woolf, Le tre ghinee, Feltrinelli (ma anche presso altri
editori); un libro fondamentale, chi non lo ha letto ancora non sa qualcosa
di decisivo.
5. Anche di Hannah Arendt si dovrebbe leggere tutto, ma almeno Le origini
del totalitarismo (Comunita'), La banalita' del male (Feltrinelli), Vita
activa (Bompiani), La vita della mente (Il Mulino); e la sua biografia
scritta da Elisabeth Young-Bruehl (Bollati Boringhieri).
6. E tutto bisognerebbe leggere anche di Franco Basaglia e di Franca Ongaro
Basaglia; ma del primo almeno i due volumi degli Scritti (Einaudi), e della
seconda, oltre i testi a quattro mani nella raccolta teste' citata, anche
almeno Salute/malattia (Einaudi) e Una voce (Il Saggiatore).
7. Tutto va letto di Vandana Shiva, ma almeno Terra madre (Utet).
8. Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi.
9. Di Danilo Dolci almeno alcuni libri che raccolgono - scelti dall'autore -
vari interventi, come Esperienze e riflessioni (Laterza), e parte cospicua
dell'opera poetica, come Creatura di creature (successive edizioni presso
vari editori); e Dal trasmettere al comunicare (Sonda).
10. Rosa Luxemburg e' figura imprescindibile; due buone antologie sono
Scritti scelti (Einaudi), e Scritti politici (Editori Riuniti); per
un'introduzione: Lelio Basso (a cura di), Per conoscere Rosa Luxemburg
(Mondadori).
11. Di Rigoberta Menchu' va letto il notissimo libro-intervista a cura di
Elisabeth Burgos, Mi chiamo Rigoberta Menchu' (Giunti).
12. Anche di Assia Djebar tutto va letto, e per un primo incontro La donna
senza sepoltura, Il Saggiatore.
13. Di Nelson Mandela va letta la bella autobiografia Lungo cammino verso la
liberta' (Feltrinelli).
14. Tutto di Guenther Anders, ma almeno L'uomo e' antiquato (Il Saggiatore,
Bollati Boringhieri), Noi figli di Eichmann (Giuntina), Essere o non essere
(Einaudi), il carteggio con Claude Eatherly, Il pilota di Hiroshima
(Einaudi, Linea d'ombra).
15. Hans Jonas, almeno Il principio responsabilita', Einaudi.
16. Anche di Ernesto Balducci occorrerebbe leggere tutto, ma almeno
l'antologia curata insieme a Lodovico Grassi, La pace. Realismo di un'utopia
(Principato), che costituisce un'ottima introduzione al pensiero di pace dal
Rinascimento al XX secolo.
17. Gene Sharp, Politica dell'azione nonviolenta, tre volumi, Edizioni
Gruppo Abele.
18. Di Lev Tolstoj almeno La confessione (SE), Il regno di Dio e' in voi
(Publiprint-Manca), La vera vita (Manca).
19. Di Aldo Capitini almeno gli Scritti sulla nonviolenza (Protagon), e gli
Scritti filosofici e religiosi (Fondazione centro studi Aldo Capitini).
20. Infine segnaliamo tutti i lavori del Centro nuovo modello di sviluppo
(di Vecchiano, Pisa) che e' una delle eredita' feconde dell'esperienza della
scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani; sono editi perlopiu' dalla Emi.

6. MATERIALI. CENTO LETTURE PER UN ACCOSTAMENTO ALLA PACE
[Riproponiamo ancora una volta la seguente bibliografia originariamente
apparsa in Fondazione Venezia per la ricerca sulla pace, Oltre la guerra.
Annuario geopolitico della pace 2005, Altreconomia - Terre di Mezzo, Milano
2005]

Premessa
Una bibliografia del genere e' possibile solo come esercizio di ironia o
testimonianza di disperazione. Ho privilegiato testi leggibili e facilmente
reperibili, ho rinunciato a molti amori e molte ovvieta' (altre sono
restate, chiedo venia), ho diviso in cinque blocchi di venti libri,
solitamente segnalando una sola opera per autore o autrice, con qualche
inevitabile eccezione. Lacune, ingenuita' ed astuzie di questa proposta
credo siano cosi' evidenti che non mette conto parlarne.
Vale forse la pena di aggiungere questo: che e' opinione di chi scrive
queste righe che non si dia ormai piu' possibilita' di impegno per la pace
se non si fa la scelta della nonviolenza.

1. Radici
- Aristofane, Lisistrata
- Epicuro
- Eraclito
- Eschilo, tutte le tragedie
- Euripide, tutte le tragedie
- Giobbe
- Giona
- Iliade
- Inni omerici
- Lisia, Contro Eratostene
- Lucrezio
- Odissea
- Platone, Apologia di Socrate; Critone
- Qohelet
- Saffo
- Sofocle, tutte le tragedie
- Stoici antichi, Tutti i frammenti
- Tao Te Ching
- Tucidide
- i Vangeli
*
2. Passato remoto
- Martin Buber, I racconti dei Chassidim
- Pedro Calderon de la Barca, La vita e' sogno
- Miguel de Cervantes, Don Chisciotte
- Denis Diderot, Il nipote di Rameau
- Fedor Dostoevskij, tutti i romanzi; Ricordi della casa dei morti
- Ludwig Feuerbach, Principi della filosofia dell'avvenire; L'essenza del
cristianesimo; L'essenza della religione
- Fonti francescane
- Eduardo Galeano, Memoria del fuoco
- Victor Hugo, I miserabili
- Karl Kraus, Gli ultimi giorni dell'umanita'
- Bartolome' de Las Casas, Brevissima relazione della distruzione delle
Indie
- Lazarillo de Tormes
- Lope de Vega, Fuenteovejuna
- Lu Hsun, tutti i racconti
- Herman Melville, Moby Dick; Benito Cereno
- Moliere, Tartufo
- Thomas More, Utopia
- Blaise Pascal, Lettere provinciali
- William Shakespeare, Riccardo III; Amleto; Otello; Re Lear; Macbeth
- Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde
*
3. Passato prossimo
- Jose' Maria Arguedas, La volpe di sopra e la volpe di sotto
- Bertolt Brecht, L'eccezione e la regola; Poesie di Svendborg
- Albert Camus, La peste; L'uomo in rivolta
- Elias Canetti, Massa e potere
- Hans Magnus Enzensberger, La breve estate dell'anarchia
- Frantz Fanon, I dannati della terra
- Anne Frank, Diario
- Erving Goffman, Asylums
- Bianca Guidetti Serra, Compagne
- Robert Jungk, Gli apprendisti stregoni
- Stanislaw Lem, Solaris
- Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea
- Primo Levi, Se questo e' un uomo; I sommersi e i salvati
- George Orwell, Omaggio alla Catalogna; 1984
- Nuto Revelli, tutte le opere
- Jean-Paul Sartre, Le mani sporche
- Mary Shelley, Frankenstein, ovvero il Prometeo moderno
- Ignazio Silone, Fontamara
- Aleksandr Solzenicyn, Arcipelago Gulag
- Vercors, Il silenzio del mare
*
4. Presente anteriore
- Guenther Anders, L'uomo e' antiquato; Essere o non essere; Noi figli di
Eichmann
- Ernesto Balducci, L'uomo planetario; La terra del tramonto
- Franco Basaglia, Scritti
- Ernesto De Martino, La fine del mondo
- Erich Fromm, Anatomia della distruttivita' umana
- Umberto Galimberti, Psiche e techne
- Mohandas K. Gandhi, Teoria e pratica della nonviolenza
- Luce Irigaray, Speculum
- Hans Jonas, Il principio responsabilita'
- Franz Kafka, tutte le opere
- Krisztof Kieslowski, Krisztof Piesiewicz, Decalogo
- Emmanuel Levinas, Totalita' e infinito
- Rosa Luxemburg, Scritti scelti; Scritti politici
- Nelson Mandela, Lungo cammino verso la liberta'
- Edoarda Masi, Cento trame di capolavori della letteratura cinese
- Gianni Rodari, Grammatica della fantasia
- Umberto Santino, Storia del movimento antimafia
- Renate Siebert, Le donne, la mafia; La mafia, la morte e il ricordo
- George Steiner, Le Antigoni
- Tzvetan Todorov, La conquista dell'America; Di fronte all'estremo; Memoria
del male, tentazione del bene
*
5. I compiti dell'ora
- Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo; La banalita' del male; Vita
activa
- Simone de Beauvoir, Il secondo sesso; l'opera memorialistica
- Margarete Buber-Neumann, Prigioniera di Stalin e Hitler; Milena, l'amica
di Kafka
- Cultura escrita y educacion. Conversaciones con Emilia Ferreiro
- Emily Dickinson, Poesie
- Assia Djebar, Donne d'Algeri nei loro appartamenti; Lontano da Medina; La
donna senza sepoltura
- Germaine Greer, L'eunuco femmina; La donna intera
- Etty Hillesum, Diario; Lettere
- Ursula K. Le Guin, La mano sinistra delle tenebre; I reietti dell'altro
pianeta
- Rigoberta Menchu' (con Elisabeth Burgos), Mi chiamo Rigoberta Menchu'
- Fatema Mernissi, Islam e democrazia
- Franca Ongaro Basaglia, Salute/malattia; Una voce
- Daniela Padoan, Le pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo
- Adrienne Rich, Nato di donna
- Marthe Robert, L'antico e il nuovo
- Vandana Shiva, tutte le opere
- Silvia Vegetti Finzi, Il bambino della notte; (a cura di), Psicoanalisi al
femminile; Volere un figlio
- Simone Weil, Quaderni
- Christa Wolf, Cassandra; Medea. Voci
- Virginia Woolf, Una stanza tutta per se'; Le tre ghinee

7. RILETTURE. SYLVIA PLATH: DIARI
Sylvia Plath, Diari, Adelphi, Milano 1998, 2004, pp. 438, euro 9,50.
L'inesorabile lucidita' e lo strazio immenso di una delle grandi voci
poetiche della contemporaneita'.

8. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

9. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 217 del 19 settembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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