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Minime. 220



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 220 del 22 settembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Giancarla Codrignani ricorda Gaetano Arfe'
2. Diana Napoli intervista Angela Dogliotti Marasso
3. Scuola della nonviolenza a Ferrara
4. Testimoni della nonviolenza a Venezia
5. Il 2 ottobre a Udine
6. Dal primo al 4 novembre a Verona
7. Peppe Sini: La solita strage
8. La "Carta" del Movimento Nonviolento
9. Per saperne di piu'

1. MEMORIA. GIANCARLA CODRIGNANI RICORDA GAETANO ARFE'
[Ringraziamo Giancarla Codrignani (per contatti: giancodri at libero.it) per
questo intervento.
Giancarla Codrignani, presidente della Loc (Lega degli obiettori di
coscienza al servizio militare), gia' parlamentare, saggista, impegnata nei
movimenti di liberazione, di solidarieta' e per la pace, e' tra le figure
piu' rappresentative della cultura e dell'impegno per la pace e la
nonviolenza. Tra le opere di Giancarla Codrignani: L'odissea intorno ai
telai, Thema, Bologna 1989; Amerindiana, Terra Nuova, Roma 1992; Ecuba e le
altre, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1994;
L'amore ordinato, Edizioni Com nuovi tempi, Roma 2005.
Gaetano Arfe', figura illustre della sinistra italiana, e' deceduto alcuni
giorni fa. Dal sito della Fondazione Turati (www.pertini.it/turati)
riprendiamo alcune stralci della scheda a lui dedicata: "Gaetano Arfe' e'
nato a Somma Vesuviana (Napoli) il 12 novembre 1925. Si e' laureato in
lettere e filosofia all'Universita' di Napoli nel 1948. Si specializzo' in
storia presso l'Istituto italiano di studi storici presieduto da Benedetto
Croce, con cui entro' in contatto fin dal 1942. Nel 1944 si arruolo' in una
formazione partigiana di "Giustizia e Liberta'" in Valtellina. Nel 1945 si
iscrisse al Partito socialista e divenne funzionario degli Archivi di Stato
intorno al 1960. A Firenze era gia' entrato in contatto con Calamandrei,
Codignola e il gruppo de "Il Ponte" e aveva collaborato con Gaetano
Salvemini alla raccolta dei suoi scritti sulla questione meridionale. Nel
1965 ottenne la libera docenza in storia contemporanea e insegno' a Bari e a
Salerno. Nel 1973 divenne titolare della cattedra di storia dei partiti e
dei movimenti politici presso la facolta' di Scienze Politiche
dell'Universita' di Firenze. Nel 1959 venne nominato condirettore della
rivista "Mondo Operaio", carica che conservera' fino al 1971. Dal 1966 al
1976 fu direttore dell' "Avanti!". Dal 1957 al 1982 fu membro del comitato
centrale e della direzione del Psi. Nel 1972 venne eletto senatore... Nel
1976 venne eletto deputato... Nel 1979 venne eletto deputato al Parlamento
europeo... Nel 1985 lascio' il Psi, motivando la sua scelta nel volumetto La
questione socialista (1986). Nel 1987 venne eletto senatore per la sinistra
indipendente. Ha scritto numerosi libri e saggi, tra cui la Storia
dell'"Avanti!" (1958) e la Storia del socialismo italiano 1892-1926 (1965)"]

Da non molto tempo mi aveva spedito un piccolo carteggio di lettere di mio
padre, pensando di farmi piacere. Infatti negli ultimi decenni avevo avuto
con lui una consuetudine frequente, perche' anche lui si era venuto
configurando, in Parlamento, nonostante la fedelta' agli ideali socialisti,
una specie di "indipendente di sinistra", definizione che ritengo la piu'
propria di me e non solo del gruppo parlamentare allora esistente. Infatti
non sono cosi' timida da non ritenere che e' un partito a cui iscriversi
quello di cui condividi il 60, 70% delle opzioni. Il fatto e', a mio avviso,
che la "forma-partito" spesso si riduce a ideologia e, in ogni caso, non
rappresenta l'universo della politica; soprattutto se si e' donna.
Anche mio padre aveva lo stesso rigore di Gaetano, la stessa pulizia, la
stessa dignita', sia nella meditazione della storia, sia nella pratica
politica, sia nella vita privata. Arfe' si presentava privo di qualsiasi
supponenza e per questo diventava subito autorevole. Argomentava
serenamente, senza le indulgenze che oggi si dicono buoniste nel dibattere
le questioni. Usci' dal Partito socialista a causa dell'ormai dimenticata
"questione morale", la stessa che induceva mio padre a restituire la
tessera; in quei mesi mio padre era gia' grave e lo persuasi a mantenere
fede ai principi, che non sarebbero tramontati per le colpe di un segretario
politico. Cosi' mori' socialista ed ebbe un funerale bello, in una chiesa di
una zona reazionaria di Bologna che accolse miracolosamente le bandiere
socialiste davanti all'altare.
Ad Arfe' non e' stata risparmiata la sconfitta bruciante della fine di una
storia personale e politica, proprio mentre gli toccava soffrire anche la
pena della malattia irrimediabile della moglie. Ma ripenso alle lettere che
mio padre gli aveva indirizzato e che mi aveva fatto avere mentre, suppongo,
ordinava le sue carte.
Mi dispiace di non essere andata a trovarlo in questi ultimi tempi (come  mi
ripromettevo senza che mi rendessi conto di quanto possa essere vicina
l'ultima volta); ma spero che avesse gia' destinato il suo archivio a
qualche istituzione storica; in ogni caso spero che non manchi chi se ne
faccia carico. Mi piacerebbe che qualche studente ci pensasse per una sua
tesi. Perche' quella lezione si prolunghi.

2. RIFLESSIONE. DIANA NAPOLI INTERVISTA ANGELA DOGLIOTTI MARASSO
[Ringraziamo Diana Napoli e Angela Dogliotti Marasso per questa intervista.
Diana Napoli, laureata in storia presso l'Universita' degli studi di Milano,
e' attualmente volontaria presso il Centro per la nonviolenza di Brescia.
Angela Dogliotti Marasso, rappresentante autorevolissima del Movimento
Internazionale della Riconciliazione e del Movimento Nonviolento, svolge
attivita' di ricerca e formazione presso il Centro studi "Sereno Regis" di
Torino e fa parte della Commissione di educazione alla pace
dell'International peace research association; studiosa e testimone,
educatrice e formatrice, e' una delle figure piu' nitide della nonviolenza
in Italia. Tra le sue opere segnaliamo particolarmente Aggressivita' e
violenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino; il saggio su Domenico Sereno Regis,
in AA. VV., Le periferie della memoria, Anppia - Movimento Nonviolento,
Torino-Verona 1999; con Maria Chiara Tropea, La mia storia, la tua storia,
il nostro futuro, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2003; Con Elena Camino (a
cura di), Il conflitto: rischio e opportunita', Edizioni Qualevita, Torre
dei Nolfi (Aq) 2004]

- Diana Napoli: A me interessa particolarmente la questione del rapporto tra
il Movimento Nonviolento e la politica. Tu, ad esempio, hai avuto delle
esperienze politiche istituzionali...
- Angela Dogliotti Marasso: Si', diciamo che dagli '70 ho sempre fatto
politica di base nei movimenti, nella scuola. Poi ad Ivrea ho avuto
un'esperienza nell'amministrazione comunale, me lo chiese il Pci. Eravamo
nell'89-'90, proprio sul crinale, ed era un periodo di grande vivacita': si
tenevano assemblee molto partecipate e mi ricordo che il partito cercava
degli indipendenti da inserire nelle proprie liste. Mi chiesero di
candidarmi nelle elezioni del 1990. Per cui entrai in Consiglio Comunale e
poi divenni assessore all'istruzione, alla cultura, allo sport e al tempo
libero. All'epoca facevo l'insegnante e mi pareva che valesse la pena
tentare l'esperienza, anche se poi in realta' si  rivelo' faticosa e anche
deludente per cui alla fine mi dimisi. Sarebbero stati necessari piu' tempo
e piu' energie e io non ce la facevo.
*
- Diana Napoli: Nel frattempo pero' eri iscritta al Movimento Nonviolento?
- Angela Dogliotti Marasso: Si', non ho mai abbandonato ne' il Movimento
Internazionale della Riconciliazione  ne' il Movimento Nonviolento, di cui
sono stata anche segretaria per alcuni anni.
*
- Diana Napoli: Come eri arrivata alla nonviolenza?
- Angela Dogliotti Marasso: La nonviolenza per me e' stato un
approfondimento progressivo. E' passata di certo inizialmente attraverso don
Milani e la Lettera a una professoressa. Nel '68, all'Universita', nelle
facolta' occupate, si leggeva questo testo e io ne avevo gia' sentito
parlare, se ne era discusso anche in un gruppo di studenti, Gioventu'
Studentesca (diversa qui a Torino da come era a Milano), pero' per me e'
stata una scelta che e' maturata nel corso del tempo, facendosi.
Inizialmente ero anche abbastanza critica verso la nonviolenza, ero
affascinata da altri elementi della cultura del '68 che nel suo insieme non
era nonviolenta; poi c'e' stata la battaglia per l'obiezione di coscienza,
qui a Torino passata inizialmente attraverso il Corpo europeo per la pace
(Cep). Era un piccolo gruppo costituitosi a fine  anni '60 (e' in
quell'ambiente che ho conosciuto mi marito Beppe), formato inizialmente da
persone distaccatesi dal Movimento Federalista Europeo, che aveva il
riconoscimento dell'obiezione di coscienza come punto principale. Il Cep poi
e' diventato Movimento antimilitarista internazionale, in seguito e' nata la
Lega degli obiettori di coscienza (Loc) e in queste battaglie abbiamo
scoperto questi movimenti, il Movimento internazionale della riconciliazione
(Mir), il Movimento Nonviolento, e ci siamo iscritti. C'e' stata la scoperta
di Gandhi, del satyagraha gandhiano, e oggi posso dire che ritengo la
nonviolenza l'unica prospettiva possibile di futuro, un pensiero alternativo
alla distruttivita' che c'e' a tutti i livelli: politico, sociale,
interpersonale.
*
- Diana Napoli: Dunque tu hai sempre svolto attivita' politica nei movimenti
e hai continuato a farne parte anche durante la tua esperienza piu'
"istituzionale". Mi e' capitato di trovare i volantini dei congressi
esplicitamente dedicati ai rapporti tra la nonviolenza e la politica, ho
letto molti contributi e riflessioni, molti membri del movimento si sono
candidati nei diversi partiti, ma non credi che pero' il rapporto con la
politica sia rimasto, da parte del Movimento Nonviolento, un po' ambiguo,
non risolto una volta per tutte?
- Angela Dogliotti Marasso: Forse  ci vorrebbe ancora un altro livello di
elaborazione, forse oggi la nonviolenza e' anche pronta per dare prospettive
di cambiamento piu' organiche, ma non credo che questo debba significare una
presenza diretta del Movimento Nonviolento nel campo della politica. La mia
convinzione e' sempre stata quella che la nonviolenza dovesse essere un po'
come il lievito, presente anche in contesti diversi. Ho sempre trovato molto
positivo che ci fossero dei nonviolenti non solo tra i radicali, ma anche
tra i verdi, nella sinistra... Non e' un caso che in Rifondazione ci siano
stati questi pronunciamenti a favore della nonviolenza; e' accaduto perche'
c'e' stata una presenza diffusa e costante sia a livello pubblico sia dentro
questi filoni politico-culturali. Tuttavia credo che la nonviolenza possa
essere una nuova teoria politica, capace di elaborare politiche della
difesa, del territorio, dell'istruzione etc.: ormai potremmo essere in grado
di farlo. Si potrebbe cercare di procedere ad un'elaborazione piu'
complessiva del pensiero della nonviolenza e delle traduzioni che puo' avere
per proporli alla politica, ma in modi che restano tutti da capire, da
studiare. Questa e' la politica della nonviolenza in questo momento, quella
che affrontiamo anche nei congressi.
*
- Diana Napoli: Sarebbe necessario tutto cio' anche perche' altrimenti forse
la cultura, l'esperienza storica e politica della nonviolenza (e anche piu'
nella fattispecie del Movimento Nonviolento) rischia di essere un patrimonio
a... circolazione interna.
- Angela Dogliotti Marasso: Si', se ci fosse forse ci sarebbero anche piu'
giovani.
*
- Diana Napoli: Ecco, secondo te perche' ci sono pochi giovani?
- Angela Dogliotti Marasso: Questo bisognerebbe chiederlo a loro, anche.
Pero' forse anche perche' di per se' i nostri movimenti sono a volte troppo
intellettualistici, forse i giovani avrebbero bisogno di fare delle
esperienze. Non e' che nel Movimento Nonviolento o nel Mir non ci siano
queste indicazioni; ci sono, pero' diciamo che il taglio a volte e' piu'
legato alla riflessione su cosa vuol dire, per esempio, la politica della
nonviolenza rispetto alla difesa o altro...
*
- Diana Napoli: Qualche volta ho sentito dire che la scarsezza di giovani
dipende dal fatto che non esiste piu' l'obierzione di coscienza che dava la
possibilita' di compiere un gesto che racchiudesse in se' tutti i
significati: quelli personali, quelli piu' politici, un gesto che ripudiava
la violenza collegando politicamente se stessi al mondo. Esiste oggi una
possibilita' di concretizzare il ripudio della violenza in modi che
assomiglino a quelli dell'obiezione di coscienza?
- Angela Dogliotti Marasso: Secondo me la concretizzazione dell'obiezione di
coscienza oggi e la sua continuazione sono i corpi civili di pace,
l'alternativa strutturale alla difesa militare armata: e' questa la
prospettiva ed e' anche la scommessa del futuro. Non si puo' solo dire no
alla guerra e basta (anche se e' gia' questo un fatto importante); il no e'
insufficiente se non si dicono e propongono altre strade per affrontare i
conflitti. Ci sono violenze e ingiustizie che vengono perpetrate, violazione
di diritti umani... Il problema del male del mondo esiste. Dire "io non
voglio usare la violenza" e' il primo passo, ma poi occorre dire quali sono
le altre strade. Per me la nonviolenza e il satyagraha gandhiano sono
proprio questo, la ricerca di altre strade in grado di andare oltre la
violenza, cercare alternative alla violenza ma tenendo conto che i conflitti
esistono ed e' una realta' con cui e' necessario essere in grado di fare i
conti.
*
- Diana Napoli: Se tu dovessi scegliere l'esperienza piu' importante per te
rispetto alla nonviolenza, quella che vorresti fosse ricevuta, ad esempio,
dai "posteri", cosa diresti?
- Angela Dogliotti Marasso: Posso dire che la cosa per me piu' efficace e'
stata la riflessione sulla violenza, che mi pare il punto di partenza,
altrimenti si rischia di essere nonviolenti per ideologia e soprattutto di
riprodurre nelle situazioni concrete, anche quotidiane, di conflitto, dei
modelli che sono quelli violenti. Per cui la riflessione su come contenere
la violenza nelle relazioni e nei conflitti, e su come lavori su te stesso
costantemente in questo tipo di percorso, e' fondamentale. E questo
approccio, ovviamente, ha una traduzione nella vita quotidiana, ma anche nel
macrolivello, dove il contenimento della violenza e' la ricerca di altri
strumenti per gestire i conflitti a livello internazionale. E questa e' la
prospettiva dei corpi civili di pace. Ma e' tutto un continuum secondo me,
ed e' questo il nucleo, il cuore della nonviolenza che sta tutta in questo
cercare di ridurre la propria violenza. Non fare violenza e cercare vie
alternative.
*
- Diana Napoli: Comunque ritornando ai famigerati giovani, io credo che la
non proprio attiva militanza all'interno di certi movimenti, tra cui il
Movimento Nonviolento, dipenda dal fatto che noi fatichiamo molto ad
immaginare un eventuale mondo diverso. Al di la' dei proclami, l'immagine
del futuro, quale esso sia, si staglia con fatica all'orizzonte. Negli anni
'70, ad esempio, non solo voi avevate fermo e chiaro il disegno
dell'avvenire, ma riuscivate anche a darne delle "anticipazioni quotidiane".
Basti pensare all'idea della comune (al di la' di quel che ne e' nella
letteratura).
- Angela Dogliotti Marasso: Si', e' vero, anche io ho sperimentato, insieme
a Beppe, dei tentativi di vita comunitaria, gia' da appena sposati (pensa
che il titolo delle mia tesi di laurea, in psicologia sociale, era "La
famiglia come apparato ideologico di Stato": un titolo piu' ideologico di
cosi' e piu' datato non ci potrebbe essere!), e anche se erano molto
ideologici si facevano perche' avevamo in testa un futuro diverso, come
dovevano essere: i rapporti tra le persone, il denaro...
*
- Diana Napoli: Una parentesi: quanto influenzava queste scelte la
letteratura della beat generation?
- Angela Dogliotti Marasso: Diciamo che non c'era solo quella perche' per me
si trattava anche di una fedelta' al messaggio cristiano evangelico; negli
Atti degli apostoli si parla di vita comune. Sono tradizioni che si
ritrovano nelle grandi religioni e nelle ideologie dell'800. Poi Dylan,
Baez, Kerouac... appartenevano anche al clima del tempo, pero' io ho avuto
anche una giovinezza breve: io e Beppe ci siamo sposati quando avevo
vent'anni, anche per poter decidere della nostra vita come piaceva a noi.
Subito abbiamo fatto una comunita', poi ho avuto abbastanza presto le mie
due figlie, mi sono laureata dopo la seconda figlia, facevo l'insegnate,
studiavo, facevo attivita' politica, Beppe andava in carcere, era
arrestato... insomma, una vita un po' movimentata: Kerouac superato dai
fatti.
Ritornando alle comuni, comunque, noi abbiamo avuto tre esperienze, l'ultima
si e' conclusa nell'80. Pero' ho riscoperto, anche in seguito al cammino
interessante percorso negli ultimi anni dalla comunita' dell'Arca fondata da
Lanza del Vasto (a me inizialmente lui non piaceva molto...) che ha rimesso
in discussione anche alcuni elementi del passato, questa dimensione e sarei
disposta a ripensarla. Anche perche' viviamo in una societa' che e'
costretta a ripensare l'abitare, a partire da problemi concreti e non
dall'ideologia, e per risolvere i quali forse la dimensione comunitaria
offre degli spunti interessanti. Per esempio le comunita' famiglia, i
condomini solidali, in cui ognuno ha la sua casa ma ci sono delle relazioni
tra le persone.
Comunque il movimento ha un'idea di futuro e dovrebbe trasmetterla. Rispetto
ai giovani in ogni caso uno dei luoghi piu' frequentati sono i campi estivi:
un'esperienza di vita in cui accanto alle riflessioni e' proposto un modello
di giornata che prevede altro dal quotidiano di solito affrontato. Una
nonviolenza concreta, che e' un piccolo passo in quella direzione.
*
- Diana Napoli: E il servizio civile? quanto e' adeguatamente sfruttato?
- Angela Dogliotti Marasso: Si', bisognerebbe essere in grado di accedere al
bacino dei giovai in servizio civile, stando molto attenti alla formazione.
Gandhi diceva che la nonviolenza era solo all'inizio, che sarebbe cresciuta
con le generazioni a venire, riscoperta, attualizzata. Se non c'e' questo
c'e' la morte; diventa, la nonviolenza, qualcosa che appartiene, come dire,
al '900 piuttosto che all'800, ma che finisce; mentre perche' resti viva
deve trovare nuove declinazioni a livello culturale e di vita.
*
- Diana Napoli: La mancanza di futuro, i problemi dell'abitare, le
relazioni... sono tutte tematiche che si possono ricondurre, in parte, alla
crisi della politica, che e' argomento peraltro cosi' tanto dibattuto che
ovviamente tralasciamo di meditare in questa occasione. Pero' c'e' anche una
commissione al prossimo congresso che ha proprio lo scopo di riflettere
sulle forme di risposta della societa' alla crisi della politica. Cosa
potrebbe dire, secondo te, la nonviolenza?
- Angela Dogliotti Marasso: Io penso che su questo aspetto un nucleo ci
fosse gia' in Capitini, con l'esperienza dei Centro di orientamento sociale
(Cos). Bisognerebbe ritornare a questa esperienza anche se ripensata nel
contesto attuale, perche' la storia e' andata avanti nel frattempo, sono
successe molte cose, il ruolo dei partiti e' diverso (e lo e' gia' solo
rispetto all'esperienza di cui parlavo prima). L'idea che ci debba essere
un'attivazione di tutti e' il punto di partenza, ma il problema e' come.
L'esperienza di Grillo e' interessante perche' mostra come questa sia
avvenuta attraverso una canale, quello di internet, che oggi e' il piu'
diffuso. "Il potere di ciascuno" e' la teoria politica della nonviolenza,
pero' come, con quali forme oggi si puo' far si' che le persone prendano in
mano questo potere? Inoltre non occorre solo un metodo (basti pensare allo
strumento dello sciopero fiscale di cui parlano Berlusconi e la Lega,
dimostrando di aver imparato bene il metodo...), la nonviolenza non e' mai
slegata dal fine, altrimenti diventa una nonviolenza strumentale, mentre
esistono opzioni o valori di fondo, chiamali come vuoi, che non credo
possiamo mettere da parte: il rispetto della vita, per esempio (che e' anche
un terreno minato se utilizzato, il concetto, in senso ideologico), o la
giustizia, lottare contro un ordine economico che produce morte anche senza
sparare.
*
- Diana Napoli: Il tuo piu' bel ricordo?
- Angela Dogliotti Marasso: Le manifestazioni. Erano manifestazioni in cui
c'era un certo timore, perche' eravamo quattro gatti con la polizia molto
presente; e' un ricordo che mi e' rimasto proprio visivamente. C'era
tensione perche' l'esercito negli anni '70 non si poteva toccare (Beppe e'
stato anche piu' volte arrestato, denunciato per vilipendio alle forze
armate, vilipendio alla bandiera: bastava dire abbasso qualcosa, o anche
solo pronunciarsi a favore dell'obiezione di coscienza quando non era ancora
riconosciuta): e ricordo noi con le mani alzate che sfilavamo. E'
un'immagine rimasta impressa in me, ma come un bel ricordo. Perche' c'era
si' timore, ma mi e' rimasta dentro un'idea di forza, di nonviolenza
pratica.

3. INCONTRI. SCUOLA DELLA NONVIOLENZA A FERRARA
[Da Elena Buccoliero (per contatti: e.buccoliero at comune.fe.it) riceviamo e
diffondiamo.
Elena Buccoliero, nata a Ferrara nel 1970, collabora ad "Azione nonviolenta"
e fa parte del comitato di coordinamento del Movimento Nonviolento; lavora
per Promeco, un ufficio del Comune e dell'Azienda sanitaria locale di
Ferrara dove si occupa di adolescenti con particolare attenzione al bullismo
e al consumo di sostanze psicotrope, e con iniziative rivolte sia ai
ragazzi, sia agli adulti; a Ferrara, insieme ad altri amici, anima la Scuola
della nonviolenza. E' autrice di diverse pubblicazioni, tra cui il recente
(con Marco Maggi), Bullismo, bullismi, Franco Angeli, Milano 2005. Un piu'
ampio profilo biobibliografico di Elena Buccoliero e' nel n. 836 de "La
nonviolenza e' in cammino"]

Scuola della nonviolenza: anno scolastico 2007/08. "Reti ed iniziative di
donne per la pace del mondo"
La Scuola della nonviolenza riprende la propria attivita' cittadina con un
ciclo intitolato "Reti ed iniziative di donne per la pace nel mondo". Sono
proprio le donne, infatti, che in molte situazioni di conflitto tessono reti
di solidarieta' che vanno oltre i confini e le appartenenze etniche,
politiche, religiose.
Durante il ciclo di incontri saranno presentate esperienze di costruzione di
pace dai Balcani, al Medio Oriente, all'Africa, richiamando la particolare
responsabilita' e impegno del nostro Paese e dell'Europa.
Il primo incontro si terra' venerdi' 28 settembre, alle 21, presso la sede
dell'Aias, gentilmente concessa, in via Cassoli 25/I, con l'intervento di
Irfanka Pasagic su "Adopt Srebrenica: un progetto di dialogo e convivenza".
Il 3 ottobre, alle 21, presso il Ridotto del Teatro Comunale, "Per una
giusta pace tra Palestina e Israele" avra' luogo l'intervento di Wafa Abdel
Rahman, direttrice della Filastiniyat Organisation, e di Aida Touma Sliman,
direttrice della Women against violence organisation, insieme a Wada
Chakhtoura, libanese, ospiti di Ferrara per partecipare alla marcia
Perugia-Assisi, Onu dei popoli.
Il ciclo sara' concluso il 15 ottobre alle 21, presso la sede dell'Aias, da
Lisa Clark, dei Beati i costruttori di pace, sul tema "Un futuro senza
atomiche".
*
Irfanka Pasagic, psichiatra, presidente dell'associazione Tuzlanska Amica,
e' particolarmente impegnata nel progetto di Adopt Sebrenica.
Il progetto, condiviso dalla Fondazione Langer di Bolzano, indica le
condizioni per una ripresa di convivenza civile nella conoscenza della
strage di piu' di 8.000 persone (avvenuta nella totale indifferenza
dell'Europa e del mondo), nel riconoscimento delle vittime, nella condanna
dei mandanti e degli esecutori, nell'assistenza alle donne e ai bambini
vittime della guerra, nel necessario sostegno alla cittadinanza di
Srebrenica, che soffre per le conseguenze a lungo termine della violenza,
dello sterminio, della congiura del silenzio.
La Rete Lilliput di Ferrara ha destinato a questo progetto nell'anno
passato, e si appresta farlo quest'anno, un consistente contributo
risultante dall'adesione di molte persone alla campagna di obiezione alle
spese militari.
La Scuola della nonviolenza e' promossa dal Movimento Nonviolento e da
Ferrara Terzo Mondo, in collaborazione con il Centro servizi per il
volontariato di Ferrara e con il patrocinio di Comune e Provincia di
Ferrara - Progetto Ferrara Citta' per la Pace.

4. INCONTRI. TESTIMONI DELLA NONVIOLENZA A VENEZIA
[Dall'Ecoistituto del Veneto (per contatti: info at ecoistituto.veneto.it)
riceviamo e diffondiamo]

Ad ottobre si costituisce la sezione veneziana-mestrina del Movimento
Nonviolento.
Per l'occasione martedi' 2 ottobre (compleanno di Gandhi) prende avvio
questa serie di incontri di altissima qualita', a cui siete tutti invitati.
Dopo il primo incontro che si terra' al Centro civico di via Sernaglia, i
successivi si sposteranno nel nuovo Centro culturale "Citta' Aperta" che
stiamo aprendo la' vicino, in via Col Moschin (traversa di via Sernaglia
verso via Piave).
*
Mestre, ogni primo e terzo martedi' del mese, ore 17,30
- Martedi' 2 ottobre: "Gandhi, la forza della nonviolenza". Attualita' di
Gandhi, con Fulvio Cesare Manara, docente all'Universita' di Bergamo, autore
di Una forza che da' vita.
- Martedi' 16 ottobre: "Tolstoj, la nonviolenza tra guerra e pace". Lev
Tolstoj tra cristianesimo e vegetarianesimo, con Matteo Soccio, coordinatore
della Casa per la pace di Vicenza, autore di Religione, laicita' e
nonviolenza.
- Martedi' 6 novembre: "Martin Luther King, I have a dream". Una risposta
nonviolenta alla discriminazione razziale, con Daniele Lugli, segretario del
Movimento Nonviolento.
- Martedi' 20 novembre: "Aldo Capitini, teoria e pratica della nonviolenza".
Dalla prima marcia Perugia-Assisi al potere di tutti, con Mao Valpiana,
direttore di "Azione nonviolenta", con la partecipazione di Pietro Pinna,
primo obiettore di coscienza al servizio militare in Italia.
- Martedi' 4 dicembre: "La Pira, un sindaco fuori dal comune". Da Firenze
capitale della pace ad ambasciatore in Vietnam, con Giannozzo Pucci,
direttore di "Ecologist Italia", con la partecipazione di Fabrizio Fabbrini,
primo obiettore di coscienza cattolico.
- Martedi' 18 dicembre: "Don Milani, l'obbedienza non e' piu' una virtu'".
Un messaggio educativo e nonviolento fuori dagli schemi, con Francuccio
Gesualdi, allievo della scuola di Barbiana e autore della Guida al consumo
critico.
Al termine di ogni incontro segue buffet conviviale con cibi biologici e
vegetariani.

5. INCONTRI. IL 2 OTTOBRE A UDINE
[Da Francesco Pistolato (per contatti: fpistolato at yahoo.it) riceviamo e
diffondiamo.
Francesco Pistolato, studioso, docente, e' coordinatore scientifico della
Biblioteca di studi austriaci presso l'Universita' di Udine; si occupa di
diffusione della lingua tedesca, della cultura austrica e della cultura
della pace; e' tra i promotori di un programma di cultura di pace
all'interno delle universita' e delle scuole della macroregione Alpe Adria,
comprendente il Friuli-Venezia Giulia, la Carinzia e la Slovenia; e'
altresi' impegnato nell'Associazione Biblioteca Austriaca di Udine, che ha
tra l'altro realizzato una mostra fotografica itinerante sulla Resistenza,
gia' esposta in vari luoghi, tra cui la Risiera di S. Sabba di Trieste, e
che e a fine 2005 e' stata esposta nella Gedenkstaette des Deutschen
Widerstands di Berlino, ed e' visitabile in rete nel sito:
www.abaudine.org/virtunascosta/virtu.htm Tra le opere di Francesco
Pistolato: (a cura di), Per un'idea di pace, Cleup, Padova 2006; (a cura
di), Die verborgene Tugend - La virtu' nascosta. Eroi sconosciuti e
dittatura in Austria 1938-1945, Europrint Editore, Quinto di Treviso 2007]

Giornata mondiale della nonviolenza: inaugurazione del Centro
interdipartimentale di ricerca sulla pace dell'Universita' di Udine "Irene".
Martedi' 2 ottobre 2007, ore 17, Sala Convegni dell'Universita' degli Studi
di Udine, Palazzo Antonini, via Petracco 8, Udine.
- ore 17: saluto del Rettore dell'Universita' degli Studi di Udine, prof.
Furio Honsell e dell'Assessore Regionale alle Politiche della Pace prof.
Roberto Antonaz
- ore 17.15: prof. Luigi Reitani, direttore del Centro interdipartimentale
di ricerca sulla pace "Irene": presentazione del centro
- ore 17.30: tavola rotonda: Etica e politica in Gandhi. Partecipano: Johan
Galtung, Ekkehart Krippendorff, Giuliano Pontara. Modera Rocco Altieri.
Johan Galtung, nato in Norvegia nel 1930, ha fondato l'Istituto di ricerca
per la pace di Oslo e ne e' stato il primo direttore. Consulente dell'Onu e
attivo mediatore in vari conflitti internazionali, e' a livello mondiale il
piu' noto studioso di Peace Research, di cui puo' essere ritenuto uno dei
padri fondatori. Per la sua attivita' ha ricevuto nel 1993 il premio Gandhi.
E' fondatore della rete Transcend, impegnata a diffondere il suo metodo di
trasformazione dei conflitti.
Ekkehart Krippendorff, nato nel 1934, e' stato docente di Scienze Politiche
alla Freie Universitaet di Berlino e professore ospite in varie universita'
in Germania, Austria, Giappone, Italia, Usa, Inghilterra. E' autore di
numerosissimi studi di argomento sociologico, politico e letterario. "Irene"
sta traducendo in italiano il suo libro piu' famoso nel campo degli studi di
pace, Staat und Krieg (Stato e guerra), la cui pubblicazione e' prevista per
il 2008 per i tipi della Libreria Editrice Fiorentina.
Giuliano Pontara, 1932, filosofo della politica, docente all'Universita' di
Stoccolma, e' tra i fondatori della International University of Peoples'
Institutions for Peace (Iupip) - Universita' Internazionale delle
Istituzioni dei Popoli per la Pace (Unip), con sede a Rovereto (Tn). E'
membro del Tribunale Permanente dei Popoli fondato da Lelio Basso. E' stato
tra i primi a introdurre la Peace Research in Italia. All'attivo numerose e
importanti pubblicazioni in italiano, inglese e svedese.
Rocco Altieri, 1955, docente di "Teoria e prassi della nonviolenza" e
"Trasformazione nonviolenta dei conflitti" presso il corso di Laurea di
Scienze per la Pace dell'Universita' di Pisa. Studioso dell'opera di Aldo
Capitini, e' autore di La rivoluzione nonviolenta. Biografia intellettuale
di Aldo Capitini, Pisa 1998. Dirige il semestrale "Quaderni Satyagraha", la
piu' affermata rivista sulla nonviolenza in Italia.
*
Dall'articolo 2 del regolamento di "Irene"
"Il Centro si propone di studiare le condizioni sociali, economiche,
tecnico-scientifiche, linguistiche e culturali per la realizzazione di una
convivenza pacifica tra i popoli, favorendone la realizzazione, con
particolare riguardo al Friuli Venezia Giulia e al territorio dell'Alpe
Adria, nel suo contesto europeo. Il Centro intende fondare la sua attivita'
sul riconoscimento delle diversita' culturali dei popoli come valore e
patrimonio comune dell'umanita'".
Direttore di "Irene" e' il prof. Luigi Reitani, vicedirettore il prof.
Fulvio Salimbeni. Il Comitato Scientifico e' costituito da: Hans-Peter D¸rr,
Johan Galtung, Ekkehart Krippendorff, Giuliano Pontara, Rocco Altieri, Pat
Patfoort, Werner Wintersteiner, Verdiana Grossi  e Fulvio Salimbeni.
Segreteria: Ottavia Zanzotti, Dipartimento di Lingue e Letterature
Germaniche e Romanze dell'Universita' di Udine, via Mantica 3, 33100 Udine,
tel. 0432556753, fax: 0432556779, e-mail: irene at uniud.it, sito:
www.uniud.it/irene

6. INCONTRI. DAL PRIMO AL 4 NOVEMBRE A VERONA

Si svolgera' dal primo al 4 novembre a Verona il XXII congresso nazionale
del Movimento Nonviolento sul tema "La nonviolenza e' politica per il
disarmo, ripudia la guerra e gli eserciti".
*
Giovedi' primo novembre
Mattina
ore 10,30: Apertura del segretario e relazione introduttiva
Pomeriggio
- Comunicazioni sulla rivista "Azione nonviolenta", sul centri studi, sui
gruppi locali...
- Dibattito in assemblea plenaria.
*
Venerdi' 2 novembre
Mattina
Lavoro in tre commissioni: I Corpi civili di pace; Il servizio civile
volontario; L'educazione alla nonviolenza
Pomeriggio
Lavoro in tre commissioni: Economia, ecologia, energia; Risposte di
movimento alla crisi della politica; Resistenza nonviolenta contro il potere
mafioso
*
Sabato 3 novembre
Mattina
- Riferiscono le prime tre commissioni e poi dibattito
- Riferiscono le altre tre commissioni e poi dibattito
- Spazio per presentare le mozioni
Pomeriggio
- Dibattito  sulle mozioni
- Votazioni
- Rinnovo delle cariche
*
Domenica 4 novembre
Mattina
- "Non festa, ma lutto", iniziativa nonviolenta: camminata attraverso luoghi
simbolici della citta'.
*
Per ulteriori informazioni: Movimento Nonviolento, via Spagna 8, 37123
Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax:
0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org , sito: www.nonviolenti.org

7. LE ULTIME COSE. PEPPE SINI: LA SOLITA STRAGE

Giunge notizia dall'Afghanistan della solita strage di civili commessa dalla
coalizione militare terrorista e stragista di cui anche l'Italia fa parte.
Tutto procede secondo i piani. Anche l'indifferenza del popolo italiano
rientra in quei piani. Che sono piani terroristi e stragisti.
Non ho mai provato tanto orrore come in quest'ultimo anno in cui pressoche'
tutti coloro che un tempo blateravano di pace e nonviolenza si sono
accomodati alla guerra, continuando a blaterare di pace e nonviolenza,
mentre sono complici delle stragi, e del fascismo che ha vinto fin nelle
loro menti, fin nei loro cuori.
Non altro potendo fare che questo, almeno questo voglio continuare a fare:
dire che la guerra e' nemica dell'umanita', dire che la guerra e' terrorismo
e seminagione di terrorismo, dire che la partecipazione italiana alla guerra
terrorista e stragista e' illegale e criminale, dire che chi non si oppone
alla guerra in atto ne e' complice, e il piu' infame dei complici, dire che
trovo ripugnante l'azione di coloro che cianciano di pace e disarmo e
nonviolenza e diritti umani in astratto mentre la guerra e' in corso e sulla
guerra tacciono. Non so neppure piu' perche' continuo a scriverlo, ma almeno
io voglio continuare a scriverlo.
Cessi la partecipazione italiana alla guerra terrorista e stragista. Cessi
la violazione della Costituzione della Repubblica Italiana e del diritto
internazionale.

8. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

9. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 220 del 22 settembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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