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La domenica della nonviolenza. 130



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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 130 del 23 settembre 2007

In questo numero:
1. Alessandro Pizzi: Le ragioni del comitato che si oppone all'aeroporto e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
2. Un documento di riflessione
3. www.coipiediperterra.org

1. EDITORIALE. ALESSANDRO PIZZI: LE RAGIONI DEL COMITATO CHE SI OPPONE
ALL'AEROPORTO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO
[Ringraziamo Alessandro Pizzi (per contatti: alexpizzi at virgilio.it) per
averci messo a disposizione il testo della relazione introduttiva del
convegno "Un mega-aeroporto a Viterbo? No, grazie", svoltosi a Viterbo il 21
settembre 2007.
Alessandro Pizzi, gia' apprezzatissimo sindaco di Soriano nel Cimino (Vt),
citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza amministrativa sono
diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo educativo e nel
volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di solidarieta',
ambientaliste, per i diritti umani e la nonviolenza, tra cui l'azione
diretta nonviolenta in Congo con i "Beati i costruttori di pace"; ha
promosso il corso di educazione alla pace presso il liceo scientifico di
Orte (istituto scolastico in cui ha lungamente insegnato); e' uno dei
principali animatori del comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo]

Gentili signore e gentili signori,
mi e' stato affidato il compito di illustrare le ragioni per cui ci siamo
costituiti in comitato, il comitato che si oppone alla costruzione di un
aeroporto a Viterbo e si impegna per ridurre il trasporto aereo.
Ho riassunto in sei punti le ragioni.
*
1. Le Terme, il Bulicame
L'area in cui si vorrebbe ingrandire (in questi anni pezzo per pezzo, un
hangar qua, una pista la', qualcosa e' stata fatta) e costruire l'aeroporto
fino a renderlo utile per i voli a basso costo, e' al centro della zona
termale di Viterbo. Il Bulicame rappresenta una parte importante della
storia di Viterbo e l'orgoglio di ogni abitante della Tuscia (citato anche
da Dante nella Divina Commedia).
La realizzazione dell'aeroporto danneggerebbe per sempre uno dei principali
beni ambientali e culturali di Viterbo, distruggerebbe un pezzo importante
della storia dei viterbesi, rendendolo un "non-luogo", e distruggerebbe le
prospettive occupazionali legate ad una delle piu' importanti risorse
locali.
Possiamo immaginare cosa significa andare alle Terme per curarsi e respirare
gli scarichi degli aerei e ascoltare il loro rumore. Oltre tutto si tratta
di un aeroporto del tutto estraneo alla vocazione del territorio della
Tuscia. Un aeroporto che deve servire per i voli low cost per portare i
turisti del "mordi e fuggi" a Roma, turisti che scendono nel non-luogo e non
vedono l'ora di andare a Roma. Per i nostri amministratori, i partiti e le
associazioni (a parte Prc, Verdi e Arci), un aeroporto al servizio di Roma e
delle compagnie low cost, estraneo al  territorio  e' fattore di sviluppo e
benessere. Al contrario, a noi sembra un'ennesima opera di servitu' che si
vuole costruire nella nostra Tuscia.
*
2. Impatto sulla popolazione che vive nei pressi dell'aeroporto
Per soddisfare  desideri indotti dalla pubblicita' e dalle agenzie di
viaggio, per soddisfare la voglia di profitto delle compagnie low cost come
la Ryanair e di qualche affarista locale, non solo si va a danneggiare la
zona delle Terme, ma si crea un grave danno alla salute dei cittadini che
abitano vicino all'aeroporto e in qualche misura ai cittadini della
provincia.
Manca lo studio di Valutazione di Impatto Ambientale, quindi non possiamo
conoscere i livelli di inquinamento acustico e atmosferico. Ma i rapporti
che riguardano altri aeroporti ci devono preoccupare, e pure molto. Inoltre
deve far riflettere la costituzione dei comitati dei cittadini che vivono
nei pressi degli aeroporti per la difesa della salute, seriamente minacciata
dal rumore e dalle polveri sottili. Se gli aeroporti inducessero benessere
non sorgerebbero i comitati di cittadini e molti Comuni (ad esempio
Ciampino, e vari comuni del Piemonte) non intraprenderebbero azioni contro
di essi.
Dal Rapporto sullo stato dell'ambiente in Lombardia 2006 si viene a sapere
che l'aeroporto oltre all'inquinamento acustico e atmosferico, ha introdotto
rilevanti modifiche nelle infrastrutture viarie afferenti all'area di
Malpensa 2000, con l'aggravamento dei flussi di traffico stradale e
conseguentemente delle emissioni in atmosfera di inquinanti, in particolare
di precursori dell'ozono troposferico. Alla voce "rifiuti" testualmente
emerge che: "Malpensa 2000, centro di consumi, produce mediamente un
quantita' di rifiuti urbani al pari di una citta' come Castellanza (14.600
abitanti)". Si puo' citare la catastrofica situazione di Ciampino, dove il
rumore in alcune zone ha superato il limite massimo piu' di diecimila volte;
preoccupante e' la situazione per le polveri sottili e per inquinanti come
piombo e anidridi solforose battuti dalla tecnologia delle automobili.
Sono rimasto colpito da due studi, uno inglese e uno olandese, in cui si
mette in correlazione la diminuzione delle capacita' scolastiche con il
rumore degli aeroporti.
"Che il rumore degli aerei influenzi negativamente la salute e il benessere
di chi vive nei pressi di un aeroporto e' fuori di dubbio. Il frastuono
degli aviogetti interferisce con la comunicazione, riduce le performance
scolastiche e comporta disturbi del sonno", rapporto di Walter Holland,
professore di Salute pubblica della London School of Economics  su Heatrow
del 1997. I disturbi del sonno sono responsabili di deficit cognitivi, come
accertato dall'Istituto nazionale per la salute pubblica e l'ambiente
olandese. Sempre Holland: "Nel raggio di dieci chilometri attorno
all'aeroporto di Heatrow sono aumentate del 14% le prescrizioni di
ansiolitici e antiasmatici, specialmente tra la popolazione compresa tra 0 e
19 anni e gli over 60".
Insomma gli aeroporti mal si conciliano con il benessere psicofisico dei
cittadini.
Di fronte a nuovi aerei meno rumorosi, ad esempio gli Airbus A320 rispetto
ai vecchi Boeing727 si deve registrare un aumento crescente del numero di
voli, quindi l'eventuale beneficio si annulla.
Il problema sta investendo anche i piccoli aeroporti per i voli low-cost.
Ad esempio e' notizia di settembre che ad Orio al Serio, provincia di
Bergamo, con aeroporto low-cost, la Regione Lombardia, la Provincia di
Bergamo e Sacbo, la societa' di gestione dell'aeroporto civile di Bergamo -
Orio al Serio, hanno siglato un Protocollo di Intesa per la realizzazione di
un primo programma di interventi per il contenimento dell'inquinamento
acustico aeroportuale e per il miglioramento della compatibilita' ambientale
tra aeroporto e territori interessati dagli effetti del traffico
aeroportuale, nelle aree poste intorno allo scalo. Gli interventi piu'
urgenti riguardano l'insonorizzazione di edifici pubblici (prevalentemente
le scuole).
Trovo molto significativa la testimonianza della signora Christiane
Moureaux, residente a Montefiascone, ex assistente di volo, che sostiene
nella sua dichiarazione di adesione alla nostra lotta: "Comunque, quale che
sia la rotta scelta in arrivo e in partenza, nel raggio di 40 kilometri
dall'aeroporto la qualita' della vita si abbassera' drasticamente. Spero che
riuscirete ad evitare una simile catastrofe".
*
3. Grandi opere e modello di servitu'
L'opera e' interna allo stesso modello di sviluppo di servitu' che ha gia'
ampiamente devastato l'alto Lazio con servitu' militari, energetiche,
speculative, che ha impedito fin qui un'adeguata valorizzazione dei beni
culturali e ambientali e ha danneggiato enormemente le fondamentali
vocazioni produttive del territorio, che risiedono nell'agricoltura di
qualita' e nel turismo di qualita'; quel modello di sviluppo di servitu' che
ha favorito e favorisce la  penetrazione dei poteri criminali e la
corruzione.
E' quindi certo che il terzo polo aeroportuale del Lazio destinato ai voli
low cost danneggerebbe irreversibilmente la salute e la qualita' della vita
della popolazione; danneggerebbe irreversibilmente beni culturali e
ambientali che sono l'unica preziosa ricchezza del viterbese.
*
4. Viterbo, quindi, ha bisogno di ben altro:
- ha bisogno di un deciso potenziamento delle ferrovie per i pendolari e per
il commercio: affinche' sia finalmente garantito un adeguato collegamento
tra Viterbo e Civitavecchia, Viterbo e Orte, Viterbo e Roma;
- ha bisogno della difesa e valorizzazione dei beni ambientali e culturali;
- ha bisogno di sostegno alle sue reali vocazioni produttive: l'agricoltura
di qualita', il turismo di qualita', il termalismo sociale, l'alta
formazione e la ricerca in campo agrario, forestale, ambientale,
archeologico, storico e artistico.
*
5. Il trasporto aereo contribuisce in modo rilevante al riscaldamento del
pianeta.
Il trasporto aereo:
- secondo calcoli di scienziati del prestigioso Caltech, California
Institute of Tecnology, provoca il 10% dell'effetto serra.
- In Italia e in Europa e' il mezzo di trasporto che cresce piu'
rapidamente.
Inoltre
- e' poco democratico: vola solo il 5% della popolazione mondiale; secondo
un indagine inglese, pubblicata da Gorge Monbiot nel suo libro Calore edito
da Longanesi; il che smentisce la favola che con i voli low cost possono
volare tutti, infatti prendere l'aereo riguarda solo il 6% delle classi meno
agiate.
- Non contabilizza nel prezzo di volo i costi dell'inquinamento, del rumore,
dell'effetto serra, della congestione, degli incidenti ( secondo alcuni
calcoli la collettivita' paga oltre due miliardi di euro all'anno per i
costi "esterni").
- Gode di privilegi come esenzioni fiscali e non applicazione del protocollo
di Kyoto.
- E' molto energivoro.
E' per questo che dobbiamo impegnarci per diminuire il trasporto aereo.
La necessita' della riduzione del trasporto aereo e' sostenuta da studiosi e
centri di ricerca sui cambiamenti climatici, come l'inglese Tyndall center
for Climate Research, e soprattutto dall'Ipcc (organismo tecnico dell'Onu
che si occupa dell'effetto serra). Nel 1999 dedico' il suo primo studio
all'impatto dell'aviazione civile e sostenne la necessita' di "adottare
politiche di sostituzione con altri mezzi di trasporto" e "disincentivare
l'uso disinvolto del trasporto aereo" per evitare che eventuali benefici del
trattato di Kyoto negli altri settori fossero annullati.
Quindi il potenziamento delle ferrovie e' necessario non solo per Viterbo ma
anche per una nuova mobilita' che metta al centro il problema dei
cambiamenti climatici, l'emergenza primaria che abbiamo di fronte.
Da alcuni dati dell'Enea che riguardano l'anidride carbonica, uno dei
principali gas ad effetto serra che causa l'innalzamento della temperatura
emerge che del totale di emissioni di CO2 (anno 2004), risulta che le
industrie energetiche rappresentano circa il 35%, le industrie
manifatturiere e delle costruzioni circa il 19%, il settore dei trasporti
circa il 28%, i settori commerciale, domestico e dell'agricoltura circa il
18%.
Mettendo a confronto i dati attuali con quelli del 1990 si evince che il
settore dei trasporti ha avuto l'incremento maggiore (+25%) e tra i
trasporti quello che e' cresciuto di piu' e' quello aereo (raddoppiato).
Dopo l'11 settembre 2001 c'e' stata una flessione, poi dal 2002 si e'
registrato un tasso di crescita dei voli maggiore di prima del 2001 in tutta
Europa.
I cambiamenti climatici rappresentano una seria minaccia per l'umanita'.
Gia' oggi con un innalzamento di soli 0,6 gradi centigradi, secondo
l'Organizzazione Mondiale della Sanita' 150.000 persone muoiono ogni anno
per i cambiamenti climatici, poiche' le malattie si diffondono piu'
velocemente a temperature superiori. Alcuni scienziati britannici stimano
che 1'aumento di 2,1 gradi centigradi esporra' tra 2,1 e 3 miliardi di
persone al rischio di carenze idriche. Si prevedono probabili riduzioni di
raccolti agricoli che si combinano con altri problemi. Uno studio sostiene
che temperature superiori a 2,3 gradi centigradi rispetto a quelle attuali
esporranno altri 180-230 milioni di persone al rischio di contrarre la
malaria.
Un congresso di scienziati organizzato dal Met Office del Regno Unito ha
avvertito che a  1 grado centigrado al di sopra dei livelli preindustriali i
raccolti agricoli iniziano a ridursi nelle zone interne dei continenti, le
siccita' si diffondono nell'Africa, la qualita' dell'acqua peggiora e le
barriere coralline cominciano a morire. Lo studio continua con scenari
causati da aumenti superiori.
Che l'allarme sia serio lo dimostra un'intervista alla cronaca di Viterbo
del quotidiano "Il Messaggero" del 15 settembre scorso rilasciata dal
professor Riccardo Valentini dell'Universita' viterbese. Il professor
Valentini sostiene:che "la variabilita' climatica che viviamo e' un segnale
preoccupante insieme all'innalzamento della temperatura media. Sono fattori
che possono influenzare molto l'economia della Tuscia che ha un'anima votata
all'agricoltura, cui sono legate molte attivita', e i cambiamenti climatici
hanno un impatto molto negativo sul territorio".
L'aumento di due gradi e' un valore importante, perche' si tratta del punto
in cui si prevede che abbiano inizio alcuni dei principali impatti per
l'umanita'. Se non riduciamo sensibilmente le nostre emissioni, e'
probabile, come indicano alcuni scienziati, che le temperature raggiungano
tale punto nel 2030.
Quando dico "riduciamo" mi riferisco a noi che viviamo nella parte ricca del
mondo, dove addirittura l'inquinamento puo' anche far piacere a qualcuno,
considerato che l'inverno e' meno freddo e la primavera arriva prima.
Da alcuni dati di un recente studio americano, pubblicato da George Monbiot
nel libro Calore!, risulta che nel 2003 un cittadino del Lussemburgo ha
emesso 24.3 tonnellate di CO2, un cittadino degli Stati Uniti 20.0, un
cittadino del Regno Unito 9.5, un cittadino del Bangladesh 0.24 e un
cittadino dell'Etiopia 0.06 (un italiano 8.4).
E' evidente che la responsabilita' dei cambiamenti climatici da parte dei
singoli Paesi e' assai diversa.
E' arrivato il momento di chiedere alle persone agiate dei paesi ricchi di
fare a meno di alcune cose, auto potenti, i voli in Thailandia, in Florida o
a Roma per la notte bianca, a vantaggio degli altri. Permettetemi una
citazione di Gandhi, che diceva nel 1909::"Il nostro pianeta ha risorse
sufficienti per soddisfare i bisogni fondamentali di tutti, non l'avidita'
di qualcuno".
Tra qualche anno dovremmo spiegare alle nuove generazioni che ritenevamo
piu' importante una vacanza in America o avere un'auto che fosse in grado di
passare da 0 a 100 km/h in meno di 5 secondi, piuttosto che avere a cuore
l'equilibrio ecologico della Terra.
Dovremmo prendere coscienza che le risorse del pianeta non sono illimitate.
Sono stati messi a punto dei calcoli per misurare l'impatto del modello di
sviluppo dominante. Un indice e' l'Impronta Ecologica (IE), questa misura,
in unita' di superficie, la natura che consumiamo (spazio per abitare,
energia per scaldarci, per muoverci, piante che producono l'ossigeno  per
respirare, area  che fornisce il cibo). A fronte di una produttivita' media
della natura pro-capite di circa 12 ettari, l'IE media pro-capite in Africa
e' di 7 ettari e in Nord America di 95 ettari.
Se mettiamo insieme questi ultimi dati con le emissioni ci accorgiamo della
iniquita' del modello di sviluppo dominante che, oltretutto, per continuare
il dominio ha bisogno di violenza, pensiamo alle guerre, ma anche alla non
accoglienza dei migranti.
Dovremmo prendere coscienza che per il fatto che le risorse non sono
illimitate, ognuno di noi ha a disposizione un limitato "budget" per l'uso
dell'energia e per le emissioni dei gas serra, consumato il quale si
danneggiano altri esseri umani.
E' arrivato il momento, se ancora siamo in tempo, di cambiare stili di vita
nel mondo ricco (su questo tema c'e' un bel libro di Marinella Correggia, La
rivoluzione dei dettagli. Manuale di ecoazioni individuali e collettive,
Feltrinelli, Milano 2007).
Un nuovo modello di mobilita' deve vedere al centro il treno, ad esempio per
andare da Napoli a Milano l'aereo emette anidride carbonica ( in Kg per
passeggero) quasi 4 volte il treno, l'auto a diesel quasi 3 volte il treno e
l'auto a benzina 2,5 volte il treno (calcoli che si possono effettuare in
diversi siti in internet come ad esempio "Azzero CO2"); per il trasporto
merci (300 tonnellate) da Gioia Tauro a Stoccarda l'aereo emette CO2 piu' di
30 volte il treno, e un camion piu' di 4 volte il treno.
Quella di prendere il treno sarebbe una scelta individuale; per la scelta
collettiva ci vorrebbero degli amministratori locali e nazionali che
avessero il coraggio e la lungimiranza di ostacolare le auto e gli aerei. Ad
esempio non costruendo nuove strade, nuovi parcheggi nei centri storici, non
costruendo nuove piste e nuovi aeroporti. Piu' spazio viene dato alle auto o
agli aerei piu' viene riempito e cosi' ne servira' dell'altro, all'infinito.
Dovremmo avere governanti che vietano voli sotto una determinata soglia di
km (ho fatto l'esempio di Napoli-Milano); noi cittadini dovremmo andare a
fare le vacanze cosiddette "di vicinato" per scoprire le bellezze naturali e
culturali dei posti vicini piuttosto che fare le vacanze in posti esotici e
lontani e magari a Natale in posti caldi. Parlavo di coraggio perche' per
gli amministratori locali e i governanti costruire una nuova strada o un
aeroporto puo' portare un consenso immediato, anche perche' i danni si
vedranno solo in seguito, mentre il vietare si vede subito.
C'e' da essere preoccupati per le conseguenze drammatiche per l'umanita' dei
cambiamenti climatici e purtroppo non c'e' una adeguata sensibilita' tra i
governanti e i politici, fatte delle eccezioni, penso ai numerosi deputati,
senatori, europarlamentari, consiglieri regionali e provinciali che hanno
manifestato solidarieta' al nostro comitato e fatta loro la nostra lotta (ad
esempio ieri il consigliere regionale Roberto Alagna ha presentato
un'interpellanza alla Regione Lazio sulla questione aeroporto).
*
6. Il comitato e la democrazia
Il comitato ha iniziato una lotta che ha gli obiettivi della salvaguardia
della salute dei cittadini della Tuscia, una economia autocentrata, che
faccia perno sulle risorse locali (agricoltura di qualita', turismo di
qualita'), ma che pensa anche a livello globale, come diceva una vecchia
parola d'ordine: "agire localmente, pensando globalmente".
Quando ci hanno tacciati di catastrofismo mi e' venuta in mente la Teoria
delle catastrofi di Rene' Thom, la teoria della complessita' che serve per
interpretare fenomeni caotici e complessi come quello dei cambiamenti
climatici, rappresentata bene dall'effetto farfalla: una farfalla che batte
le ali nella foresta amazzonica puo' generare una perturbazione
meteorologica a Londra. Come dire: ogni nostra azione si ripercuote nel
resto del pianeta. Per questo la nostra lotta e' un atto di responsabilita'
nei confronti delle generazioni future.
Quando ci dicono che siamo contro il progresso, rispondo che c'e' progresso
ogni volta che si rispetta l'equilibrio naturale e i diritti fondamentali di
tutti gli esseri viventi.
Inoltre per poter avere successo la nostra iniziativa ha bisogno di
democrazia, di partecipazione. Per questo chiudo l'intervento citando
l'appello al Ministro dei trasporti di dieci europarlamentari a cui va il
nostro sentito ringraziamento. Li voglio citare tutti: Vittorio Agnoletto,
Vincenzo Aita, Giovanni Berlinguer, Giusto Catania, Giulietto Chiesa,
Claudio Fava, Monica Frassoni, Sepp Kusstatscher, Roberto Musacchio,
Pasqualina Napoletano.
Sostengono: "Nell'immediato noi chiediamo fermamente di soprassedere a
qualunque decisione fino a che non si disporra' di un'adeguata valutazione
dell'impatto ambientale, base indispensabile di partenza per un'ampia
consultazione popolare di tutte le comunita' interessate". Sono richieste
che facciamo nostre.
*
Bibliografia:
- Marinella Correggia, La rivoluzione dei dettagli, Feltrinelli, Milano
2007.
- George Monbiot, Calore!, Longanesi, Milano 2007.
- Elena Camino, Giuseppe Barbiero, Alice Benessia, "Abitanto globalizzati e
abitanti localizzati in un pianeta messo in crisi dagli umani", in "Azione
nonviolenta" 8-9, agosto-settembre 2007.

2. MATERIALI. UN DOCUMENTO DI RIFLESSIONE
[Riproponiamo una volta ancora questo documento di riflessione da cui e'
stato estratto l'appello del Comitato di Viterbo che si oppone alla
realizzazione del terzo polo aeroportuale laziale e s'impegna per la
riduzione del trasporto aereo, in difesa dell'ambiente, del diritto alla
salute, del diritto al lavoro, della democrazia, dei diritti umani di tutti
gli esseri umani comprese le generazioni future]

Un aeroporto a Viterbo? No, grazie.
E' necessario invece ridurre il trasporto aereo.
*
Diciamo alcune semplici verita' fin qui sottovalutate o tenute nascoste:
1. Un aeroporto provoca gravi danni alla salute della popolazione che vive
nei dintorni
- sia attraverso l'inquinamento dell'aria, che causa gravi patologie;
- sia attraverso l'inquinamento acustico.
*
2. Il trasporto aereo provoca gravissimi danni al clima
- contribuisce enormemente al surriscaldamento del clima del pianeta.
*
3. Il trasporto aereo danneggia gravemente l'ambiente
- sia a livello globale;
- sia a livello locale.
*
4. Il trasporto aereo e' antieconomico
- consuma piu' energia di ogni altro mezzo di trasporto;
- danneggia gravemente la biosfera;
- costa molto alla comunita' poiche' e' fortemente sovvenzionato sia da da
finanziamenti pubblici sia da esenzioni ed agevolazioni fiscali (mentre si
effettuano sciagurati tagli di bilancio per sanita' ed assistenza):
paradossalmente la maggior parte dei costi del trasporto aereo li pagano i
cittadini che non lo usano;
- danneggiando l'ambiente e sottraendo risorse pubbliche non aiuta le
economie locali ma le impoverisce;
- l'occupazione nel settore e' limitata, spesso precaria, e le compagnie
hanno spesso condotte gravemente antisindacali.
*
5. Il trasporto aereo e' iniquo
- statisticamente e' dimostrato che e' soprattutto un privilegio dei ricchi;
- ma i costi li pagano soprattutto i bilanci pubblici, usando i fondi della
fiscalita' generale ricavati cioe' dalla tassazione di tutti i cittadini:
chi paga le tasse e' costretto, a sua insaputa e contro la sua volonta', a
finanziare le compagnie aeree (le quali invece le tasse le pagano ben poco,
godendo di agevolazioni e addirittura di esenzioni incredibili);
- le nocive conseguenze del trasporto aereo le pagano innanzitutto i poveri.
*
6. Il trasporto aereo non e' sicuro
- di tutte le modalita' di trasporto e' la piu' pericolosa, per i
viaggiatori e per chi vive nelle aree sorvolate.
*
7. Nel caso specifico dell'aeroporto a Viterbo manca completamente la
Valutazione d'impatto ambientale
- Come si puo' decidere di realizzare un'opera pubblica di tali dimensioni
ed impatto senza rispettare quanto previsto dalla legislazione vigente?
- Come si puo' decidere di realizzare un'opera pubblica di tali dimensioni
ed impatto senza neppure uno straccio di studio sulle conseguenze
ambientali, sanitarie, sociali e sul modello di sviluppo del territorio?
*
8. Non solo non e' affatto certo che l'aeroporto avra' un benefico effetto
sull'economia viterbese, ma anzi e' piu' che lecito dubitarne
- il turismo low cost (cui l'aeroporto sarebbe destinato) e' un turismo
"mordi e fuggi" che in grandissima parte atterrerebbe a Viterbo solo per
arrivare al piu' presto a Roma (come gia' accade a Ciampino e a Fiumicino);
- se si investiranno ingenti risorse statali e regionali nell'Alto Lazio per
realizzarvi un aeroporto, e' evidente che - per un ovvio ragionamento di
ripartizione delle risorse tra le diverse realta' territoriali - non
potranno essere assegnate alla stessa zona ulteriori risorse statali e
regionali per altre strutture ed attivita', ovvero per opportunita' di
sviluppo esse si' utili e coerenti con la valorizzazione dei beni ambientali
e culturali e con le vocazioni produttive della nostra terra (beni e
vocazioni che l'impatto dell'aeroporto puo' pesantemente danneggiare,
rivelandosi per quello che e': un'ennesima gravosa servitu');
- Viterbo nell'ambito della mobilita' ha bisogno innanzitutto di migliorare
la rete ferroviaria ed i collegamenti con Roma, con Orte e con
Civitavecchia.
*
9. La popolazione viterbese non e' stata fin qui informata sui danni certi e
sui pericoli probabili
- gli enti locali hanno fatto molta pessima propaganda (sperperando a tal
fine tempo e risorse che potevano e dovevano essere diversamente utilizzati)
ed hanno scandalosamente taciuto su tutte le questioni sopra indicate;
- le cittadine e i cittadini sono stati ingannati da una propaganda da parte
di pubblici amministratori poco cauti e poco scrupolosi fatta di false
alternative, di esasperato campanilismo con punte di xenofobia, di
grottesche baruffe, di ultimatum costantemente smentiti dai fatti.
*
E' ora che tutte le cittadine e tutti i cittadini siano onestamente
informati, perche' una decisione cosi' grave e dagli effetti cosi'
irreversibili non puo' essere presa da pochi rappresentanti di enti ed
imprese che peraltro avendo degli interessi economici direttamente implicati
sono parte in causa e non super partes.
*
Chiediamo che tutte le persone che vivono nell'Alto Lazio conoscano la
verita', che tutte le persone possano esprimere la loro opinione, che
l'intera popolazione sia coinvolta in un processo decisionale onesto,
partecipato, informato su basi rigorosamente scientifiche, in un autentico
esercizio di sovranita' popolare e di democrazia.
*
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla salute.
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla sicurezza.
Chiediamo che sia rispettato il diritto a un ambiente vivibile.
Chiediamo che sia rispettato il diritto a un lavoro dignitoso e sicuro.
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla mobilita' per tutti e non solo
per pochi privilegiati.
Chiediamo che decisioni che riguardano tutti siano discusse da tutti e prese
in modo democratico.
Chiediamo che prevalga la responsabilita', la solidarieta', la democrazia.
*
Siamo solidali con i cittadini di Ciampino, vittime dell'estrema nocivita'
dell'aeroporto.
Siamo solidali con tutti gli esseri umani che subiscono le conseguenze
dell'effetto serra cui il trasporto aereo contribuisce in misura cosi'
rilevante.

3. RIFERIMENTI. WWW.COIPIEDIPERTERRA.ORG

Per ulteriori informazioni e per contattare il Comitato contro l'aeroporto
di Viterbo e per la riduzione del trasporto aereo: e-mail:
info at coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere il notiziario "Coi piedi per terra": nbawac at tin.it

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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA
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