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Minime. 223



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 223 del 25 settembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Myanmar. Sosteniamo la lotta nonviolenta
2. Afghanistan. Cessi la partecipazione italiana alla guerra
3. Verso il congresso del Movimento Nonviolento
4. Raffaella Mendolia intervista Adriano Moratto
5. Raffaella Mendolia intervista Claudia Pallottino
6. Raffaella Mendolia intervista Massimiliano Pilati
7. Raffaella Mendolia intervista Rocco Pompeo
8. Silvana Lupo: Sul Monte S. Elia si prega per la pace
9. La "Carta" del Movimento Nonviolento
10. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. MYANMAR. SOSTENIAMO LA LOTTA NONVIOLENTA

Anche dall'Italia giunga un sostegno persuaso e  concreto alla lotta
nonviolenta per la democrazia, per la giustizia, per la liberta', per i
diritti umani di ogni persona in Myanmar. In Myanmar, ed ovunque.
La nonviolenza e' la via.

2. EDITORIALE. AFGHANISTAN. CESSI LA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA

Cos'altro si aspetta?
Quante altre vittime?
Cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra terrorista e
stragista in Afghanistan.
Si adoperi l'Italia per costruire la pace con mezzi di pace; si adoperi a
recare aiuti umanitari a tutte le vittime; si adoperi in forme rigorosamente
disarmate e nonviolente e concretamente solidali: sia l'esperienza di
Emergency il modello.
La nonviolenza e' la via.

3. INIZIATIVE. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Si svolgera' dal primo al 4 novembre a Verona il XXII congresso nazionale
del Movimento Nonviolento sul tema "La nonviolenza e' politica per il
disarmo, ripudia la guerra e gli eserciti".
*
Giovedi' primo novembre
Mattina
ore 10,30: Apertura del segretario e relazione introduttiva
Pomeriggio
- Comunicazioni sulla rivista "Azione nonviolenta", sul centri studi, sui
gruppi locali...
- Dibattito in assemblea plenaria.
*
Venerdi' 2 novembre
Mattina
Lavoro in tre commissioni: I Corpi civili di pace; Il servizio civile
volontario; L'educazione alla nonviolenza
Pomeriggio
Lavoro in tre commissioni: Economia, ecologia, energia; Risposte di
movimento alla crisi della politica; Resistenza nonviolenta contro il potere
mafioso
*
Sabato 3 novembre
Mattina
- Riferiscono le prime tre commissioni e poi dibattito
- Riferiscono le altre tre commissioni e poi dibattito
- Spazio per presentare le mozioni
Pomeriggio
- Dibattito  sulle mozioni
- Votazioni
- Rinnovo delle cariche
*
Domenica 4 novembre
Mattina
- "Non festa, ma lutto", iniziativa nonviolenta: camminata attraverso luoghi
simbolici della citta'.
*
Per ulteriori informazioni: Movimento Nonviolento, via Spagna 8, 37123
Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax:
0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org , sito: www.nonviolenti.org

4. RIFLESSIONE. RAFFAELLA MENDOLIA INTERVISTA ADRIANO MORATTO
[Ringraziamo Raffaella Mendolia (per contatti: raffamendo at libero.it) per
averci messo a disposizione la seguente intervista estratta dalla sua tesi
di laurea su "Aldo Capitini e il Movimento Nonviolento (1990-2002)"
sostenuta presso la Facolta' di Scienze politiche dell'Universita' degli
studi di Padova nell'anno accademico 2002-2003, relatore il professor
Giampietro Berti.
Raffaella Mendolia fa parte del comitato di coordinamento del Movimento
Nonviolento, ed ha a suo tempo condotto per la sua tesi di laurea una
rilevante ricerca sull'accostamento alla nonviolenza in Italia.
Adriano Moratto, nato nel 1949, maestro muratore, aspirante contadino,
attualmente e' uno dei responsabili della sede di Brescia del Movimento
Nonviolento; impegnato da sempre in molte iniziative di pace e di
solidarieta', e' una delle figure piu' note e autorevoli dell'impegno
nonviolento in Italia. Un'ampia intervista ad Adriano Moratto e' nelle
"Minime" n. 221]

- Raffaella Mendolia: Per cominciare vorrei chiedere occupazione, livello di
istruzione, luogo di residenza.
- Adriano Moratto: Artigiano edile, maturita' magistrale (1969), Botticino
Mattina (Brescia).
*
- Raffaella Mendolia: Come e' entrato in contatto con il Movimento
Nonviolento, a che eta', cosa l'ha spinta?
- Adriano Moratto: Dopo il servizio militare, attraverso la marcia per la
pace che passava per Brescia, nel 1971. Avevo 21 anni. Avevo gia' avuto
contatti con il pensiero di don Milani alla fine delle magistrali attraverso
Lettera a una professoressa e lo spettacolo teatrale "L'obbedienza non e'
piu' una virtu'". Allora mi ero avvicinato genericamente alle tematiche
dell'obiezione e dell'antimilitarismo. Era il periodo delle occupazioni
studentesche.
*
- Raffaella Mendolia: Attualmente in che campo presta la sua opera?
- Adriano Moratto: Seguo diverse iniziative a Brescia, del Movimento
Nonviolento e della Rete di Lilliput, e la redazione del foglio trimestrale
"Informati e partecipa", edito dalla nostra sede di Brescia. Il mio
tentativo e' di fare proposte per un disarmo culturale. Stiamo preparando
anche incontri nelle scuole per illustrare le contraddizioni tra sicurezza
sociale e certi luoghi comuni sulle armi e su come difendersi. E' un po' il
retaggio della mia formazione scolastica, ma ritengo fondamentale un lavoro
"educativo" nei confronti delle nuove generazioni, anche le piu' giovani.
*
- Raffaella Mendolia: Cosa significa essere nonviolenti per lei oggi?
- Adriano Moratto: Diffondere e chiarire l'efficacia della nonviolenza
rispetto alla concezione comune che sia una cosa "per anime belle". In
realta' e' l'unica alternativa alle ideologie prevaricanti sui soggetti piu'
deboli, dei gruppi minoritari che prendono il potere. La nonviolenza e' un
atteggiamento di ascolto e rispetto nei confronti delle idee degli altri con
un atteggiamento critico sulle proprie convinzioni (anche se spesso siamo
portati al contrario), ma soprattutto significa scelte coerenti di vita,
testimonianze convinte senza retorica o protagonismo.
*
- Raffaella Mendolia: La carta Ideologico-programmatica del Movimento
Nonviolento: qual e' la sua portata oggi e quale ritiene che fosse al
momento della sua formulazione?
- Adriano Moratto: La carta e' attuale oggi come ieri, sia per il suo
respiro profetico, che per la concretezza dei mezzi proposti nelle scelte
politiche quotidiane.
*
- Raffaella Mendolia: Ritiene che essa sia stata sviluppata in tutte le sue
direttrici d'azione?
- Adriano Moratto: Poiche' la nonviolenza e' applicabile in sempre nuove
situazioni, e' impossibile pensare di raggiungere un traguardo definitivo.
E' una ricerca continuamente stimolata dalla consapevolezza dei propri
limiti e dal rimettersi in discussione.
*
- Raffaella Mendolia: Quali sono le iniziative piu' significative intraprese
dal Movimento Nonviolento negli ultimi dieci anni?
- Adriano Moratto: La ricerca sulle soluzioni pacifiche dei conflitti sia
come ricerca ideale, di approfondimento, sia pratica. Sono importanti anche
le iniziative contro le guerre, dalla prima guerra del Golfo all'attuale
conflitto palestinese.
*
- Raffaella Mendolia: Qual e' la posizione del Movimento Nonviolento nel
panorama politico attuale?
- Adriano Moratto: Secondo me il Movimento e' conosciuto poco in quanto
tale. Ma e' un dato di fatto che la nonviolenza cresce come attenzione,
diffusione e presenza e questo e' un aspetto positivo, mentre l'aspetto
negativo di cio' e' che possa essere strumentalizzata come e' successo, ad
esempio, per il Partito Radicale che avendo Gandhi nella bandiera,
proclamava la necessita' della guerra in Kosovo. C'e' sempre il rischio che
la nonviolenza venga usata. Come diceva Mazzolari, c'e' il rischio "poco
edificante ma istruttivo di uomini senza fede che si dichiarano per la
religione; di senza patria che si accendono di furore nazionalistico; di
corrotti celibatari che esaltano la santita' della famiglia". Come Movimento
in se' la sua presenza e' scarsa, come movimento culturale oggi ha piu'
attenzione.
*
- Raffaella Mendolia: Qual e' il grado di maturita' del Movimento
Nonviolento di oggi, che risultati ha raggiunto, quali difetti devono essere
corretti?
- Adriano Moratto: Dal mio punto di vista e' stato fatto un grosso lavoro
culturale di presenza, forse non concretizzato come etichetta del Movimento
Nonviolento e questo non so se sia un pregio o un difetto. Come limite
attuale credo che dovremmo essere piu' persuasi dell'efficacia della
nonviolenza. Siamo stati a lungo portati piu' a giustificare la nonviolenza
che a praticare le nostre proposte. Questo anche perche' negli anni Settanta
e Ottanta la non conoscenza della nonviolenza ci dava un senso di
inferiorita'. Per esempio i vari convegni su nonviolenza e marxismo fatti
come se avessimo dovuto giustificare la scelta nonviolenta davanti al
pensiero marxista all'epoca egemone nella cultura italiana.
*
- Raffaella Mendolia: Ritiene che Il Movimento Nonviolento abbia una
visibilita' adeguata?
- Adriano Moratto: No, il Movimento non ha una visibilita' adeguata, pero'
se per ottenerla il costo e' la confusione sui valori della nonviolenza, e'
meglio non averla. Ho il sospetto che si ottenga visibilita' solo se c'e' la
possibilita' di essere strumentalizzati. Continuo felicemente ad essere
irriducibilmente contrario ad ogni forma di potere accentratore. La
"visibilita'" mi verra' data dalle persone che mi conoscono, dal prossimo.
In un regime di monopolio della visibilita' noi saremo dei dissidenti che
fanno circolare con strumenti poveri le loro idee nella societa'.
*
- Raffaella Mendolia: Il movimento nel futuro: e' preferibile essere
minoranza esigua o movimento di massa? Quali sono le sue concrete
possibilita' di sviluppo?
- Adriano Moratto: La risposta credo di averla gia' data. Se il movimento ha
convinzione e consapevolezza delle proprie scelte, diventare maggioranza
sara' positivo, ma non e' un obiettivo da rincorrere. Non mi convincono le
fiammate di certe "iniziative di successo" anche se non nego possano avere
qualche utilita'.
*
- Raffaella Mendolia: Vuole aggiungere qualcosa?
- Adriano Moratto: Oggi ti ho risposto cosi'. Tra un mese non so. Sono
allergico alle schedature. Panta rei.

5. RIFLESSIONE. RAFFAELLA MENDOLIA INTERVISTA CLAUDIA PALLOTTINO
[Ringraziamo Raffaella Mendolia (per contatti: raffamendo at libero.it) per
averci messo a disposizione la seguente intervista estratta dalla sua tesi
di laurea su "Aldo Capitini e il Movimento Nonviolento (1990-2002)"
sostenuta presso la Facolta' di Scienze politiche dell'Universita' degli
studi di Padova nell'anno accademico 2002-2003, relatore il professor
Giampietro Berti.
Claudia Pallottino, torinese, e' impegnata nella Caritas, nel Movimento
Nonviolento, nella Rete italiana per i Corpi civili di pace, e in numerose
iniziative di pace e di solidarieta']

- Raffaella Mendolia: Per cominciare vorrei chiedere occupazione, livello di
istruzione, luogo di residenza.
- Claudia Pallottino: Formatrice, operatrice sociale; primo livello
universitario (assistente sociale); Torino.
*
- Raffaella Mendolia: Come e' entrata in contatto con il Movimento
Nonviolento, a che eta', cosa l'ha spinta?
- Claudia Pallottino: Sono stata abbonata ad "Azione nonviolenta" per
svariati anni dopo aver fatto servizio civile, diciamo da quando avevo 20
anni, mi sono occupata delle tematiche legate alla nonviolenza attraverso
gli studi e le attivita' di volontariato con le ragazze del servizio civile
(allora era l'"anno di volontariato sociale"). Ho partecipato due anni fa,
all'eta' di 28 anni, al congresso del Movimento Nonviolento a Ferrara dopo
aver deciso di dare un'impronta seria al mio interesse per la nonviolenza,
uscendo dalla passivita' del semplice abbonamento alla rivista, un po' anche
per dare un ordine a tutte le variegate esperienze vissute legate alla
nonviolenza, e con l'intento di conoscere persone che se ne occupano in
maniera stabile, per capire che tipo di confronto era possibile. Ho trovato
un clima molto vivo e disponibile e attento al dialogo, mi sono un po'
lanciata durante i giorni del congresso a parlare delle novita' del servizio
civile volontario di cui mi occupavo per lavoro... e da li' sono uscita (a
mia insaputa) eletta nel comitato di coordinamento del Movimento.
*
- Raffaella Mendolia: Attualmente in che campo presta la sua opera?
- Claudia Pallottino: Lavoro come consulente per un po' di enti per la
formazione e la progettazione del Servizio civile volontario, non so se c'e'
un modo piu' breve per dirlo.
*
- Raffaella Mendolia: Cosa significa essere nonviolenti per lei oggi?
- Claudia Pallottino: Imparare a ricalibrare il proprio stile di vita, a
partire dagli schemi mentali che usiamo per leggere la realta', secondo i
valori che la nonviolenza indica. Imparare soprattutto a non evitare i
conflitti, ma a starci dentro per poterli trasformare.
*
- Raffaella Mendolia: La Carta Ideologico-programmatica del Movimento
Nonviolento: qual e' la sua portata oggi e quale ritiene che fosse al
momento della sua formulazione?
- Claudia Pallottino: Io personalmente la sento fondamentale per aver chiara
la direzione della mia evoluzione, ma credo che da molti sia percepita come
molto ideologica-utopica, ma credo che oggi ci sia piu' gente disposta ad
accettarla rispetto al passato, la nonviolenza oggi, anche se non sempre nei
termini giusti, negli ambienti di impegno sociale e' sempre piu' citata, va
quasi di moda... anche se poi non tutti i punti vengono considerati
perseguibili.
*
- Raffaella Mendolia: Ritiene che essa sia stata sviluppata in tutte le sue
direttrici d'azione?
- Claudia Pallottino: Assolutamente no, il Movimento a mio avviso e' troppo
piccolo.
*
- Raffaella Mendolia: Quali sono le iniziative piu' significative intraprese
dal Movimento Nonviolento negli ultimi dieci anni?
- Claudia Pallottino: Per limiti miei di scarsa informazione e ignoranza
posso dire quello a cui ho partecipato: la camminata Assisi-Gubbio del 2003.
*
- Raffaella Mendolia: Qual e' la posizione del Movimento Nonviolento nel
panorama politico attuale?
- Claudia Pallottino: Diciamo che la cosa non mi e' molto chiara, sto
tentando di capirlo.
*
- Raffaella Mendolia: Qual e' il grado di maturita' del Movimento
Nonviolento di oggi, che risultati ha raggiunto, quali difetti  devono
essere corretti?
- Claudia Pallottino: Credo che il Movimento Nonviolento sia come in una
fase pre-adolescenziale, in cui si sente l'esigenza di crescere ma la cosa
non e' troppo monitorata, succede un po' a caso. Penso che non sia coltivato
abbastanza il rapporto tra le varie articolazioni del Movimento, per quello
che ne so io. L'organizzazione a isole ostacola il creare senso di
appartenenza, a livello minimo s'intende. Il comitato di coordinamento e'
troppo staccato dagli altri iscritti, che sono lasciati nel loro ruolo di
lettori di una rivista.
*
- Raffaella Mendolia: Ritiene che Il Movimento Nonviolento abbia una
visibilita' adeguata?
- Claudia Pallottino: Assolutamente no, e questo fa si' che l'immagine
comune sia quella di un colosso che non fa mai niente e quindi non conviene
farne parte, per agire e' meglio scegliere altre vie.
*
- Raffaella Mendolia: Il movimento nel futuro: e' preferibile essere
minoranza esigua o movimento di massa? Quali sono le sue concrete
possibilita' di sviluppo?
- Claudia Pallottino: Meglio chiudere che rimanere minoranza esigua, e' piu'
dignitoso, non credo che una minoranza esigua possa neanche lontanamente
intaccare l'idea che la sua carta programmatica sia utopica, finche' si e'
in pochi l'utopia sara' il messaggio che si porta, come se la nonviolenza
fosse solo per un'elite di gente ideologica... Anche Gandhi si e' rivolto
alle masse... Penso che la nonviolenza sia anche uscire dal pensiero
bipolare o pochi o massa (nel senso negativo: massa = pecore non
pensanti)... c'e' massa e massa, e credo che lo sviluppo possibile sia
quello che vede spendere energie nel creare relazioni tra le persone, il
centro studi "Sereno Regis" che scende dal suo piedistallo di centro
nonviolento super-attivo ma che si mette in collegamento con gli altri
centri piccoli per aiutarli a crescere... non so, nella mia testa il
Movimento Nonviolento deve essere quel ponte reale che permette a chi si
affaccia timidamente ai suoi valori di camminare insieme... una mano tesa,
un invito alla nonviolenza concreta, un farsi vicino...
*
- Raffaella Mendolia: Vuole aggiungere qualcosa?
- Claudia Pallottino: Penso che il problema di fondo rispetto al possibile
sviluppo del Movimento Nonviolento sia, come per tutte le iniziative legate
a pace e nonviolenza, che le risorse investite (le energie fisiche di pochi
volontari nel proprio tempo libero residuo) sono insufficienti, e che quelle
economiche sono nulle a tutti i livelli e pertanto gli sviluppi possibili
sono fortemente limitati. Perche' per fare la guerra e' giusto essere
stipendiati e per fare la pace si ha valore solo se ci si spreme fino
all'osso nel proprio tempo libero? E' vero che da un lato non ci sono
investimenti per la pace, ma in questo meccanismo siamo complici tutti
quando demonizziamo il denaro... "ci credo, e allora perche' dovrei essere
pagato?". Un soldato non credo si faccia di questi problemi. Forse abbiamo
qualcosa da imparare anche dai militari, che ottengono dai cittadini il
favore a rifornirsi delle armi e strumentazioni piu' costose.

6. RIFLESSIONE. RAFFAELLA MENDOLIA INTERVISTA MASSIMILIANO PILATI
[Ringraziamo Raffaella Mendolia (per contatti: raffamendo at libero.it) per
averci messo a disposizione la seguente intervista estratta dalla sua tesi
di laurea su "Aldo Capitini e il Movimento Nonviolento (1990-2002)"
sostenuta presso la Facolta' di Scienze politiche dell'Universita' degli
studi di Padova nell'anno accademico 2002-2003, relatore il professor
Giampietro Berti.
Massimiliano Pilati fa parte del comitato di coordinamento del Movimento
Nonviolento; e' impegnato nella Rete italiana per il disarmo, nel nodo
trentino della Rete di Lilliput e nel gruppo di lavoro tematico "nonviolenza
e conflitti" della Rete di Lilliput; e' stato tra gli animatori della
campagna "Pace da tutti i balconi"]

- Raffaella Mendolia: Per cominciare vorrei chiedere occupazione, livello di
istruzione, luogo di residenza.
- Massimiliano Pilati: Sono laureato in Agraria e lavoro per la
Confederazione Italiana Agricoltori per la quale seguo dei progetti di
sviluppo rurale (in particolare il progetto di un Parco agricolo a Trento),
seguo gli Agritur dei soci. Come libero professionista collaboro con
l'Istituto di Certificazione Ambientale (Icea, ex Aiab: e' un organismo di
certificazione del biologico) per il quale faccio il tecnico controllore.
*
- Raffaella Mendolia: Come e' entrato in contatto con il Movimento
Nonviolento, a che eta', cosa l'ha spinta?
- Massimiliano Pilati: Nel 1997 ho conosciuto casualmente la rivista "Azione
nonviolenta", da essa il Movimento, e non l'ho piu' abbandonato.
*
- Raffaella Mendolia: Attualmente in che campo presta la sua opera?
- Massimiliano Pilati: Per il Movimento Nonviolento seguo la Rete Lilliput.
Per il resto svolgo localmente e a livello nazionale tutte le attivita' di
promozione di una cultura della pace e della nonviolenza e di opposizione
totale alle guerre.
*
- Raffaella Mendolia: Cosa significa essere nonviolenti per lei oggi?
- Massimiliano Pilati: Non ho la presunzione di definirmi nonviolento. Se la
domanda e' "cosa significa esse amici della nonviolenza oggi?" rispondo che
la nonviolenza e' l'unica via possibile. Quindi essere amici delle
nonviolenza oggi significa fare fatica, essere incompresi, ma essere nella
strada giusta.
*
- Raffaella Mendolia: La carta Ideologico-programmatica del Movimento
Nonviolento: qual e' la sua portata oggi e quale ritiene che fosse al
momento della sua formulazione?
- Massimiliano Pilati: Amo la Carta del Movimento Nonviolento e la trovo
sempre molto attuale. Credo che quando e' stata scritta fosse avanti
anni-luce rispetto al pensiero politico dell'epoca e quindi la sua portata
non fosse del tutto comprensibile e compresa. Capita spesso che gli amici
della nonviolenza anticipino gli altri nelle riflessioni e che quindi spesso
non siano capiti.
*
- Raffaella Mendolia: Ritiene che essa sia stata sviluppata in tutte le sue
direttrici d'azione?
- Massimiliano Pilati: Mi soddisfa.
*
- Raffaella Mendolia: Quali sono le iniziative piu' significative intraprese
dal Movimento Nonviolento negli ultimi dieci anni?
- Massimiliano Pilati: A me e' molto cara la marcia nonviolenta
Perugia-Assisi del 2000. Penso che il nostro agire sia tutto molto
significativo ma che non riusciamo a farci riconoscere l'importante apporto
che diamo (vedi in Rete Lilliput l'inserimento dei Gruppi di azione
nonviolenta).
*
- Raffaella Mendolia: Qual e' la posizione del Movimento Nonviolento nel
panorama politico attuale?
- Massimiliano Pilati: Siamo minoranza nella minoranza e spesso, purtroppo o
per fortuna, ci piace. Molto idee che lanciamo pero' vengono prese e fatte
proprie da altri movimenti, gruppi, partiti... ovviamente sempre senza un
grazie. L'importante e' che con pazienza i concetti passino.
*
- Raffaella Mendolia: Qual e' il grado di maturita' del Movimento
Nonviolento di oggi, che risultati ha raggiunto, quali difetti  devono
essere corretti?
- Massimiliano Pilati: Il Movimento Nonviolento matura lentamente, a volte i
nostri preziosissimi e fondamentali "vecchi" stentano a capire le modifiche
dell'oggi. D'altro canto noi giovani pensiamo che sia tutto nuovo, mentre
spesso i piu' vecchi di noi ci insegnano, a ragione (ma non sempre), che
c'e' una ciclicita' nella politica, nei movimenti e negli accadimenti... la
nonviolenza e' sempre l'unica via per affrontare le cose, sta pero' a noi
riuscire maggiormente a cogliere le sfide e a non fare la parte di quelli
del "noi l'avevamo detto, noi l'avevamo previsto".
*
- Raffaella Mendolia: Ritiene che Il Movimento Nonviolento abbia una
visibilita' adeguata?
- Massimiliano Pilati: Assolutamente no, forse e' anche colpa nostra
perche', anche quando abbiamo ragione, ci approcciamo male agli altri e
diamo l'impressione di fare troppo i "duri e puri" della nonviolenza. Spesso
invece siamo tenuti in disparte perche' scomodi.
*
- Raffaella Mendolia: Il movimento nel futuro: e' preferibile essere
minoranza esigua o movimento di massa? Quali sono le sue concrete
possibilita' di sviluppo?
- Massimiliano Pilati: Io mi trovo bene ad essere minoranza nella
minoranza... lentamente le nostre proposte vengono colte: questo e'
l'importante.
*
- Raffaella Mendolia: Vuole aggiungere qualcosa?
- Massimiliano Pilati: Dobbiamo, possiamo migliorarci.

7. RIFLESSIONE. RAFFAELLA MENDOLIA INTERVISTA ROCCO POMPEO
[Ringraziamo Raffaella Mendolia (per contatti: raffamendo at libero.it) per
averci messo a disposizione la seguente intervista estratta dalla sua tesi
di laurea su "Aldo Capitini e il Movimento Nonviolento (1990-2002)"
sostenuta presso la Facolta' di Scienze politiche dell'Universita' degli
studi di Padova nell'anno accademico 2002-2003, relatore il professor
Giampietro Berti.
Rocco Pompeo, gia' collaboratore di Aldo Capitini, e' figura storica del
Movimento Nonviolento e animatore di vivissime esperienze a Livorno e
Montevaso]

- Raffaella Mendolia: Per cominciare vorrei chiedere occupazione, livello di
istruzione, luogo di residenza.
- Rocco Pompeo: Sono stato insegnante di storia e filosofia nei licei, ora
sono in pensione. Sono laureato in filosofia, vivo a Livorno ma sono nato a
Muro Lucano, sono sposato e ho due figli.
*
- Raffaella Mendolia: Come e' entrato in contatto con il Movimento
Nonviolento, a che eta', cosa l'ha spinta?
- Rocco Pompeo: Ho conosciuto Aldo Capitini e ho collaborato con lui negli
ultimi tempi del suo impegno, allora ero un ventenne. Sono arrivato in modo
confuso, ma autonomo, alla nonviolenza, non la chiamavo neanche con questa
parola, usavo "societa' democraticamente aperta". Le mie origini meridionali
mi hanno portato a conoscere prima Danilo Dolci. Poi sono entrato in
contatto con Capitini attraverso uno scambio epistolare. Era gia' presente
in me una propensione personale per la nonviolenza, che e' stata fatta
crescere consapevolmente con Capitini.
*
- Raffaella Mendolia: Attualmente in che campo presta la sua opera?
- Rocco Pompeo: Il mio impegno oggi e' rivolto alla costituzione ed alla
attivita' della Fondazione don Nesi - Corea, mi occupo anche di Montevaso,
un centro culturale di ospitalita', finalizzato all'ambiente, alla
promozione culturale e alla nonviolenza. Anzi, si spera che diventi anche
luogo per un centro studi sulla nonviolenza. Presto poi il mio impegno quale
componente del comitato nazionale del Movimento Nonviolento
*
- Raffaella Mendolia: Cosa significa essere nonviolenti per lei oggi?
- Rocco Pompeo: Significa farsi guidare da alcuni concetti e criteri chiave,
quali: la memoria, intesa come bagaglio di esperienze di emancipazione e di
lotte, perche' intendo la storia come processo di liberazione degli uomini,
l'avere dote di "scandalo", perche' la nonviolenza non da' mai per acquisita
una regola una volta per tutte, e' irregolare (anche se poi la maggior parte
dei nonviolenti si rivela obbedientissima), farsi carico del punto di vista
altrui. Alla domanda del perche' la proposta della nonviolenza dovesse
essere assunta come migliore delle altre Capitini rispondeva che cio' si
doveva al fatto che essa e' apertura all'altro, al tu-tutti, al mondo
intero. Ma vale la pena di sottolineare che la nonviolenza oltre che teoria
e' anche pratica e per questo e' importante far parte di un movimento.
*
- Raffaella Mendolia: La carta Ideologico-programmatica del Movimento
Nonviolento: qual e' la sua portata oggi e quale ritiene che fosse al
momento della sua formulazione?
- Rocco Pompeo: La sua carica di valori e' uguale ad allora, anche se la sua
formulazione e' legata ad una stagione, i valori di riferimento sono gli
stessi: liberazione di tutti, apertura agli altri, democrazia aperta e
partecipata, mondializzazione, per ricordarne i piu' evidenti.
*
- Raffaella Mendolia: Ritiene che essa sia stata sviluppata in tutte le sue
direttrici d'azione?
- Rocco Pompeo: Certamente no. In primo luogo perche', trattandosi appunto
di valori, essi non saranno mai compiutamente realizzati, ma sempre in
progressiva attuazione; in secondo luogo, perche' l'applicazione dei valori
di riferimento dipende anche dagli altri, dalle situazioni, dall'estensione
del movimento e delle sue campagne. Ma un amico della nonviolenza non si
ritiene bloccato dai limiti della situazione, ne' per questo fare qualsiasi
proposta senza riferimento al reale: cio' significherebbe eludere la
trasformazione. La nonviolenza e' non accettazione del reale, e' volonta' di
trasformazione della realta'. C'e' sempre qualcosa da trasformare, io dico
che e' come andare verso l'orizzonte: tu cammini ma l'orizzonte e' sempre
lontano. Il concetto di democrazia, di liberta'... mai raggiungibili
pienamente, perche' piu' ne hai piu' avverti il bisogno di quella parte che
ancora manca. La partecipazione diffusa di Capitini, il potere di tutti che
si scioglie nelle assemblee, non significano che la sua democrazia si
esaurisce in forme di democrazia diretta, ma va' oltre questa. Lo stesso e'
per la liberta' personale e per la piena cittadinanza. Basti pensare alla
Rivoluzione Francese: essa e' stata possibile perche' nonostante il crollo
del feudalesimo ancora si manteneva in vita la gerarchia sociale del
privilegio e degli ordini, e questo contrasto ha generato la rivoluzione.
Tornando alla Carta ideologico-programmatica, c'e' sempre tanto da fare, ma
gia' la continuita' e la presenza del Movimento Nonviolento che ad essa fa
riferimento sono testimonianza significativa della sua fecondita' ed
attualita'. Dunque, ancora tanto da fare, ma con un bilancio positivo.
*
- Raffaella Mendolia: Quali sono le iniziative piu' significative intraprese
dal Movimento Nonviolento negli ultimi dieci anni?
- Rocco Pompeo: Ne individuo due fondamentali. La prima e' la
riforma/trasformazione della pratica dell'obiezione di coscienza. Quando il
movimento ha avvertito che era diventata una pratica burocratica, per non
fare comunque il servizio militare, si e' impegnato per la sua
trasformazione nell'obiezione alle spese militari. Cio' ha significato dare
pari dignita', almeno sulla carta, a difesa armata e servizio civile. Almeno
dal punto legale il servizio militare e il servizio civile sono equivalenti.
Ora dobbiamo puntare a far comprendere che la difesa puo' essere Difesa
Popolare Nonviolenta (Dpn) , e batterci per la sua adozione ed estensione.
Questa e', io credo, la nuova frontiera del Movimento Nonviolento in Italia.
La seconda, a conclusione degli anni Novanta, e' stata la Marcia specifica
nonviolenta promossa dal nostro Movimento, come aggiunta al pacifismo ampio,
diffuso e mobilitato. Essa (con i convegni e i congressi che l'hanno
preceduta, accompagnata e seguita) ha segnato una svolta nel lavoro, e
soprattutto nel rapporto con gli interlocutori esterni, assicurandogli
credito e specificita' di lavoro.
*
- Raffaella Mendolia: Qual e' la posizione del Movimento Nonviolento nel
panorama politico attuale?
- Rocco Pompeo: Di grande difficolta', anche se di speranza. Ai vasti
pericoli del nostro convivere civile e politico, e del tessuto democratico,
si accompagnano da una parte la formazione e l'estensione di un movimento
per la pace e per la democrazia, dall'altra una maggiore attenzione della
cultura e, anche se ancora troppo timidamente, della politica (penso ad
esempio al convegno tenuto in Campidoglio a Roma su "La sinistra e la
nonviolenza") alle tematiche della nonviolenza.
*
- Raffaella Mendolia: Qual e' il grado di maturita' del Movimento
Nonviolento di oggi, che risultati ha raggiunto, quali difetti devono essere
corretti?
- Rocco Pompeo: Il Movimento Nonviolento e' maturo perche' e' in grado di
esprimere un livello adeguato di consapevolezza ed e' formato da un buon
gruppo di persone. Possiamo parlare di soddisfacenti iniziative
(ricollegandoci al discorso di prima). Credo pero' che sia carente il
livello di studio, cioe' l'approfondimento teorico. Servono seminari di alto
livello anche per noi interni. Temi come l'economia nonviolenta, la
democrazia aperta, il ruolo della polizia territoriale, nazionale ed
internazionale, per citare quelli che piu' immediatamente mi vengono in
mente, ci obbligano ad attrezzarci ancora di piu' anche teoricamente per
affrontare al meglio le questioni che si pongono.
*
- Raffaella Mendolia: Ritiene che il Movimento Nonviolento abbia una
visibilita' adeguata?
- Rocco Pompeo: No. O meglio, vive della visibilita' della rivista "Azione
nonviolenta", per quanto, tuttavia, questa abbia una sua dignita' basata -
oltre che sul valore di merito proprio - sulla fondazione ad opera di
Capitini e per l'esistenza del Movimento Nonviolento che rappresenta.
*
- Raffaella Mendolia: Il movimento nel futuro: e' preferibile essere
minoranza esigua o movimento di massa? Quali sono le sue concrete
possibilita' di sviluppo?
- Rocco Pompeo: Minoranza spesso, ma mai in minorita'! Il criterio da
seguire e' essere individuabile nella propria specificita' partecipando a
iniziative piu' largamente possibile di massa. Il Movimento Nonviolento deve
entrare negli altri movimenti per portare la sua specifica aggiunta. Il
compito da darci e' studiare un modo per rendere il Movimento Nonviolento
specifico e identificabile, anche nel partecipare a tante iniziative diverse
deve nascere e crescere come specificita'. Le sue possibilita' di sviluppo
sono conseguenti alla propria capacita' di produrre analisi, di elaborare
studi, di avanzare proposte di progetti e di percorsi alternativi
praticabili e finalizzati a risultati irreversibili, per una diversa vita
personale, di gruppo, sociale e mondiale. E' cresciuto, nel nostro paese e
nel mondo, il bisogno di nonviolenza; anche a noi, al Movimento Nonviolento,
l'onere di far si' che essa divenga sempre piu' consapevole "varco attuale
della storia".

8. INCONTRI SILVANA LUPO: SUL MONTE S. ELIA SI PREGA PER LA PACE
[Attraverso Raffaello Saffioti (per contatti: rsaffi at libero.it) riceviamo la
seguente testimonianza dell'incontro dell'11 settembre 2007 a Palmi.
Silvana Lupo e' impegnata nell'ssociazione Casa per la pace "Domenico
Antonio Cardone" di Palmi]

Accogliendo l'invito di Arun Gandhi, l'11 settembre anche a Palmi si e'
pregato per la pace e l'armonia. Sul Monte S. Elia, davanti al monumento
dedicato a Domenico Antonio Cardone, filosofo palmese che ha dedicato la sua
vita alla pace e alla nonviolenza, e ai cui principi si ispira
l'associazione "Casa per la pace" a lui intitolata, in uno scenario
suggestivo e magico, trenta persone hanno innalzato al cielo le loro
preghiere. Intervallate dal canto di Stefania Lombardo, sono state lette
significative pagine sulla pace, di autori vari che hanno dato spunto per la
riflessione ai partecipanti a questa particolare preghiera ecumenica, fatta
di silenzi e parole. Parole che sono nate spontanee dal cuore e hanno preso
la forma di un sogno possibile: perdono, comprensione, tolleranza, pace,
misericordia... Parole conosciute, spesso usate, magari abusate, che hanno
assunto, nella riflessione, la sostanza di valori indispensabili per
costruire un mondo nuovo di verita', giustizia e uguaglianza per tutti;
pronunciate sommessamente, esse esprimevano il bisogno di pace di tutti gli
uomini della terra.
Le letture scelte per l'incontro sottolineavano la certezza che non ci
potra' essere pace per tutti senza la pace religiosa. Unico e' il Dio a cui
l'uomo si rivolge, anche se chiamato con nomi diversi, e unica e' la
preghiera. Oltre a Preghiera a Dio tratta dal Trattato sulla tolleranza di
Voltaire, fra i testi letti ricordiamo: Preghiera rituale delle tribu'
Apache, Solo Dio di Rumi, Pace di Li Tien Min, Apocalisse di Ernesto
Cardenal, Salmodia contro le armi di David Maria Turoldo, Il Guardiano della
pace di Domenico Antonio Cardone. L'ultima lettura e' stata la Preghiera
semplice, recitata da tutti i partecipanti.
Anche la presenza di Mustafa' ha dato all'incontro il volto di una comunione
di anime. Commovente per tutti e' stata la sua lettura della poesia Il
Guardiano della pace. Ognuno ha portato la sua testimonianza di pace, ha
espresso la sua personale necessita' di pace, ha raccontato il suo cuore e
il suo impegno quotidiano per la pacifica convivenza fra i popoli.
Non accade spesso nella vita di un uomo, che immagini e sensazioni rendano
piu' leggero il fardello dell'esistenza e che momenti vissuti intensamente
perche' permeati di magia aprano nell'anima pezzi di cielo che avvicinano
l'uomo a Dio. Ed e' ancor piu' raro trovarsi in luoghi che per la loro
bellezza sembrano essere stati modellati per consolare il cuore stanco degli
uomini.
*
L'estate ancora splende in questo 11 settembre, qui in Calabria, e benche'
sia vicino il tramonto, il sole sembra fermarsi sulla sommita' del S. Elia,
del "monte della poesia", divenuto d'incanto tempio di preghiera. Non
pareti, non segni religiosi, non ministri che officiano, ne' rituali da
rispettare in questo cenacolo sospeso tra il mare e il cielo. Solo uno
spazio accecante di luce morbido grembo di venti leggeri sul monte, e una
comunione di uomini e donne che pregano per la pace e l'armonia, in questo
11 settembre del ricordo.
In semicerchio, davanti al monumento di chi nella sua vita non ebbe parole
che di pace, nuda la loro anima, queste persone esprimono anche nel silenzio
il loro bisogno di pace. E s'alza la loro preghiera nei versi dei poeti che
essi leggono: non il sangue innocente, non le armi micidiali, non l'odio
potra' salvare l'uomo, ma la solidarieta', la comprensione, la condivisione,
la semplicita' dell'esistenza... il perdono.
Il vento si sofferma silenzioso e ascolta la preghiera che si fa canto.
*
"O Dio, tu non ci hai dato un cuore perche' noi ci odiassimo, ne' delle mani
perche' ci strozzassimo!" E questo grido percuote l'aria del S. Elia e ci
par di vedere Voltaire che cade in ginocchio dinnanzi  al meraviglioso
spettacolo del sorgere del sole ed esclama: "Io prego!".
Anche noi preghiamo:
Che gli uomini si ricordino d'essere fratelli, che possano aiutarsi l'un
l'altro in questa esistenza penosa e passeggera.
Che gli uomini si ricordino d'essere uguali, sempre, anche se parlano lingue
diverse, anche se professano religioni diverse.
"Non musulmano, non giudeo, ne' cristiano, ne' occidentale, ne' orientale":
siamo solo uomini.
*
Ma c'e' Mustafa' con noi che legge Cardone. "Si spacchera' la muraglia",
cadranno i confini del mondo. Non barriere, non frontiere, ma un'unica terra
bagnata da un unico mare.
E' un sogno.
Ma c'e' stata conquista per l'uomo che non sia nata da un sogno?
"Chi invento' la pace?".
"L'uomo, quando un giorno scopri' la rinuncia, la carita', la pazienza..."
Ma non sara' questo per sempre sogno d'anime solitarie.
L'orizzonte s'infuoca; lo spazio attorno a noi si fa piu' grande, un brivido
corre nel cuore di tutti.
"Sul monte siamo saliti" per chiedere pace a Te, Padre... Non importa come
ti chiamiamo, non importa in che lingua te lo chiediamo. E Tu ascolti:
Giuseppe, talento musicale, che esprime con parole semplici la sua emozione;
Rina che sente su di se' la solitudine del mondo; e consoli chi ha nostalgia
per una vita semplice, ed e' amareggiato per la vita stritolata da
incombenze prive di senso; e sorridi alle parole di Gina che racconta della
tomba di Gandhi con l'entusiasmo di chi ha assistito ad un prodigio, lo
stesso che vede ripetersi oggi, qui sul S. Elia.
Un'ultima preghiera s'alza con una voce sola: Signore, fa' di noi strumento
della tua pace.
*
Raffaello, che ha condotto l'incontro, conclude con la lettura di un testo
di Martin Luther King che esprime il sogno di un tempio per la pace. La
copia del testo e' offerta ai partecipanti con l'auspicio che il sogno
condiviso possa, qui a Palmi, divenire progetto.
Tutti comprendiamo d'essere piccola cosa dinnanzi all'immensita'
dell'universo.. Ma qui, oggi, sul Monte S. Elia abbiamo nel cuore la
certezza che si costruira' un avvenire di pace e d'armonia. Forse non sara'
per oggi, forse non sara' per domani, ma la pace che vogliamo somigliera' un
poco alla nostra speranza.

9. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

10. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 223 del 25 settembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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