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Coi piedi per terra. 41



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 41 del 19 ottobre 2007

In questo numero:
1. Un convegno a Viterbo dalla parte dell'umanita'
2. Antonella Litta: Intervento di apertura del convegno del 18 ottobre 2007
3. Alessandro Pizzi: Relazione introduttiva al convegno del 18 ottobre 2007
4. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

1. INIZIATIVE. UN CONVEGNO A VITERBO DALLA PARTE DELL'UMANITA'
[Riportiamo il seguente comunicato dal titolo completo "Si e' svolto
giovedi' 18 ottobre a Viterbo il secondo convegno sul tema 'Un
mega-aeroporto a Viterbo? No, grazie'. Una grande partecipazione dei
cittadini, una straordinaria qualita' scientifica, civile ed umana delle
relazioni"]

Si e' svolto giovedi' 18 ottobre 2007 a Viterbo il secondo convegno sul tema
"Un mega-aeroporto a Viterbo? No, grazie", promosso dal comitato che si
oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo.
Dopo l'esito assai positivo del primo convegno del 21 settembre scorso,
anche il convegno del 18 ottobre ha avuto una straordinaria partecipazione
dei cittadini (la sala Anselmi era colma, e molte persone erano in piedi fin
nell'atrio) ed ha espresso una notevole qualita' sia scientifica che di
testimonianza civile ed umana.
*
Il convegno e' stato aperto da un ricordo di Michele Cozzolino, l'operaio
vittima di un incidente sul lavoro nel cantiere della sciagurata conversione
a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia.
La dottoressa Antonella Litta, portavoce del comitato, nell'intervento
introduttivo ha ricordato come finanche l'attribuzione del premio Nobel per
la pace richiami a un impegno per fermare il surriscaldamento del clima, e
come la lotta per la riduzione del trasporto aereo abbia in tale ambito un
ruolo cruciale; a conclusione del suo intervento ha preannunciato per
novembre un nuovo convegno sul tema delle emergenze ambientali e sanitarie
nell'Alto Lazio, con la partecipazione sia di illustri studiosi che di tutti
i movimenti che nella Tuscia sono impegnati in difesa della salute dei
cittadini, dell'ambiente, della legalita', dei beni comuni.
Il professor Alessandro Pizzi, gia' sindaco di Soriano nel Cimino e tra i
principali animatori del comitato, ha poi svolto l'ampia relazione
introduttiva, che ha fornito una ricca messe di dati scientifici a sostegno
delle ragioni e dell'impegno del comitato che si oppone all'aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo.
il professor Giuseppe Nascetti, docente di Ecologia all'Universita' della
Tuscia, ha poi svolto una relazione di alto profilo scientifico e di
straordinaria chiarezza e capacita' persuasiva con la forza della verita' e
del rigore intellettuale e morale.
E' poi intervenuto Paolo Iafrate, del coordinamento del comitati che si
oppongono all'aeroporto di Frosinone, che ha ribadito l'importanza del
coordinamento tra i vari comitati che nel Lazio si oppongono alla
realizzazione del terzo polo aeroportuale regionale e si battono per la
riduzione del trasporto aereo.
Successivamente ha svolto la sua relazione l'on. Giulietto Chiesa,
europarlamentare, giornalista e saggista, che ha analizzato la situazione
mondiale presente, la questione del surriscaldamento del clima, il ruolo
fondamentale dei movimenti che ovunque si impegnano in difesa dei beni
comuni, la necessita' e l'urgenza di un'opera capillare di informazione e
sensibilizzazione, di resistenza democratica, per impedire che un modello di
sviluppo distruttivo provochi il collasso della biosfera e la catastrofe
della civilta' umana.
E' poi intervenuto l'on. Enrico Luciani, presidente della Commissione
Trasporti della Regione Lazio, che al termine di un appassionato intervento
di vibrante testimonianza personale ha proposto una tempestiva audizione
alla Regione Lazio, con la commissione consiliare da lui presieduta e con
l'assessore regionale ai Trasporti, del movimento che si oppone al terzo
polo aeroportuale laziale e s'impegna per la drastica e immediata riduzione
del trasporto aereo.
Nel successivo intervento Roberto Corzani, consigliere comunale di Barbarano
Romano (Vt), ha poi illustrato alcune altre emergenze ambientali locali, ed
ha infine invitato al prossimo incontro del forum dei movimenti che
nell'Alto Lazio si oppongono a scelte gravemente distruttive.
Per mancanza di tempo, essendosi ormai il convegno protratto oltre le ore
20, non e' stata possibile l'esposizione orale di alcune altre comunicazioni
programmate: quella dell'architetto professor Giuseppe Tacconi, e quella del
professor Mauro Sarnari, entrambi autorevoli rappresentanti e fondatori del
comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione
del trasporto aereo; di ambedue gli interventi verra' messo a disposizione
il testo scritto.
E sempre per mancanza di tempo non e' stata possibile la proiezione del
video curato da Giovanni Leoni del "Comitato no coke" sulla manifestazione
svoltasi sabato 13 ottobre a Ciampino per la riduzione dei voli promossa dal
locale comitato "No Fly", con molte interviste ai cittadini che ad essa
hanno preso parte.
Analogamente non e' stata possibile la presentazione del reportage
fotografico sulla manifestazione di sabato scorso a Ciampino realizzato da
Marco Prestininzi, consigliere comunale di Viterbo, che come molti altri
viterbesi vi ha preso parte.
I testi e i materiali filmici e fotografici che per limiti di tempo non e'
stato possibile presentare nel convegno del 18 ottobre (in cui di essi si e'
tuttavia data sommaria notizia da parte della presidenza del convegno,
pubblicamente ringraziandone gli autori) saranno messi a disposizione di
tutti gli interessati e saranno utilizzati nelle prossime iniziative del
comitato.
L'assemblea ha anche rivolto un caloroso applauso al professor Osvaldo
Ercoli, "padre nobile" della mobilitazione viterbese in difesa
dell'ambiente, della legalita', del diritti di tutti; cosi' come alle
animatrici e agli animatori del Centro sociale occupato autogestito "Valle
Faul" di Viterbo, una straordinaria - e gia' storica - esperienza di difesa
dei beni comuni, di solidarieta' concreta, di scelta della nonviolenza;
l'applauso tributato sia all'uno che alle altre e agli altri e' stato un
riconoscimento per aver non solo contribuito alla nascita e all'attivita'
del comitato, ma soprattutto per l'esempio - e per cosi' dire il magistero -
offerto dalle loro esperienze di impegno civile e di umana solidarieta', di
difesa e promozione dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
A conclusione del convegno Peppe Sini ha messo in rilievo l'importanza di
iniziative che su questioni decisive mettono a disposizione di tutti
cruciali elementi di conoscenza veritiera e adeguata, conoscenza che e'
fondamentale per promuovere la consapevolezza necessaria per un autentico
esercizio della democrazia.
*
Nel corso del convegno ai partecipanti sono state messe a disposizione
cartelle recanti materiali di documentazione; ed e' stato anche possibile
acquistare libri di approfondimento.
Alcune televisioni, siti internet, giornali hanno realizzato interviste ai
relatori.
Tra i pubblici amministratori viterbesi che hanno aderito al convegno -
sempre piu' numerosi - segnaliamo in particolare anche l'assessore
provinciale Giuseppe Picchiarelli, che gia' aveva recato il suo saluto al
precedente convegno del 21 settembre.
Una grande partecipazione dei cittadini e ancora una grande qualita' di
contenuti hanno caratterizzato questo secondo incontro di studio.
Come era scritto nell'invito l'iniziativa del comitato, e quindi anche il
convegno, ha espresso una nitida posizione "in difesa del diritto alla
salute, in difesa dei beni ambientali e culturali, per valorizzare e non
devastare le risorse e le vocazioni produttive del territorio, per una
mobilita' adeguata e sostenibile, per un modello di sviluppo al servizio
delle persone, per la legalita' e la democrazia, per la riduzione del
trasporto aereo, in difesa della biosfera".
Il convegno ha confermato il crescente consenso intorno all'impegno del
comitato, che cosi' era stato riassunto nella locandina: "Un mega-aeroporto
a Viterbo? No, grazie. Difendiamo la salute dei cittadini, l'ambiente e i
beni culturali e sociali di Viterbo, l'economia locale e il diritto a un
lavoro valido e sicuro. Difendiamo la biosfera e i diritti di tutti.
Difendiamo la democrazia. Impediamo una speculazione scandalosa e gravemente
nociva".
I promotori del convegno ringraziano quanti hanno partecipato e tutti coloro
che hanno contribuito alla sua realizzazione, e danno appuntamento al
prossimo convegno di studi che si svolgera' nella seconda meta' di novembre
sulle "Emergenze sanitarie ed ambientali nell'Alto Lazio".

2. RIFLESSIONE. ANTONELLA LITTA: INTERVENTO DI APERTURA DEL CONVEGNO DEL 18
OTTOBRE 2007
[Riportiamo il testo dell'intervento della dottoressa Antonella Litta che ha
aperto il convegno svoltosi a Viterbo il 18 ottobre 2007.
Antonella Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di
medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in
Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica
presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione
di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani
sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato
sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11,
pp. 41-47, 1993. Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus
(Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di
numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario
nei paesi africani. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta'
nazionale ed internazionale. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e'
impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla
nonviolenza e al rispetto dell'ambiente]

Questa sera ci riuniamo per la seconda volta a meno di un mese di distanza
dal primo convegno  per discutere dell'ipotesi dell'aeroporto a Viterbo e
delle ragioni del nostro impegno di opposizione a questa opera e per la
riduzione del traffico aereo.
Saluto e ringrazio tutti, e in particolar modo Il professor Giuseppe
Nascetti dell'Universita' della Tuscia, l'europarlamentare Giulietto Chiesa
ormai viterbese d'adozione, e il presidente della Commissione Trasporti
della Regione Lazio Enrico Luciani. I loro interventi saranno di grande
utilita' per approfondire I temi e i ragionamenti che sono alla base della
nostra azione: la salvaguardia della salute e dell'ambiente e piu' in
generale di tutti i beni comuni, e quindi del diritto di tutti gli esseri
umani ad usufruirne, e un nuovo modo di pensare e ripensare i modelli di
sviluppo e di mobilita'.
*
La recentissima attribuzione del Premio Nobel per la pace 2007
congiuntamente ad Al Gore e all'Intergovernmental Panel on Climate Change
(Ipcc) conferma la necessita' del massimo impegno da parte di persone ed
istituzioni per fermare il surriscaldamento del clima, per difendere la
biosfera e con essa la civilta' umana. Il nostro impegno per la riduzione
del traffico aereo e l'opposizione alla costruzione di nuovi aeroporti e'
completamente in linea con le motivazioni dellíassegnazione del premio
Nobel. Inoltre  le motivazioni di questo premio evidenziano a livello
mondiale, se ancora ce ne fosse bisogno, il nesso indissolubile tra le
politiche di pace e il rispetto dell'ambiente in tutta la sua complessita'.
Questo ci e' di grande conforto e da' ancora maggiore forza  al nostro
impegno.
Nella decisione del comitato  per il Nobel  possiamo anche riconoscere la
validita' di un impegno di lunga data che si e' riflesso nelle lotte sociali
e culturali che tante persone hanno condotto e tuttora conducono nell'Alto
Lazio per contrastare la devastazione ambientale e l'infiltrazione mafiosa,
per difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani, promuovere un
modello di mobilita' e un modello di sviluppo che protegga e valorizzi i
beni ambientali e culturali e le autentiche vocazioni produttive del  nostro
 territorio.
*
A questo proposito voglio salutare e ringraziare tutte le persone dei vari
comitati che nell'Alto Lazio si stanno impegnando da tempo per la difesa
dell'ambiente e della salute, spesso nell'indifferenza di chi dovrebbe -
anche per incarico istituzionale - esserci accanto e  invece spesso e'
assente se non di ostacolo.
Nel viterbese viviamo un momento di grande emergenza dal punto di vista
dell'aggressione all'ambiente e alla salute: penso alla situazione delle
discariche abusive ancora da mettere in sicurezza, all'inquinamento da
elettrosmog delle mega-antenne televisive, alle acque con presenza di
metalli pesanti e tossine, all'inquinamento da polveri sottili prodotte
dalle centrali di Civitavecchia e Montalto, tutti fattori di inquinamento
che si sommano alla radioattivita' naturale del sottosuolo.
Penso all'aumento delle emissioni di CO2 nella Tuscia che secondo una
rilevazione della societa' EcoWay resa pubblica il 6 ottobre scorso hanno
superato dell'874% i valori di riferimento del protocollo di Kyoto. In
questa situazione ambientale precaria e per molti aspetti gia' compromessa
si vuole realizzare un aeroporto che portera' devastazione e danno per la
salute di tutti e vantaggi solo per alcuni  personaggi. Un  progetto  di
mega-aeroporto voluto fortemente dalla destra viterbese.
*
Sconcerta che al diffuso, ampio apprezzamento per il film di Al Gore "Una
scomoda verita'".   che indica nel surriscaldamento climatico l'emergenza
ambientale prima per importanza, non faccia seguito per logica conseguenza
l'impegno a rivedere e modificare I nostri modelli di sviluppo, e quindi
anche un impegno per la riduzione del traffico aereo che contribuisce
notevolmente ad aumentare le emissioni di CO2 nella biosfera, e quindi una
conseguente e trasparente opposizione alla costruzione di nuovi aeroporti,
qui a Viterbo come altrove. In Italia gli aeroporti sono gia' troppi e
sicuramente non c'e' alcuna necessita' di costruirne altri per regalarli
alle compagnie aeree che ne traggono profitti a scapito della salute dei
cittadini e dell'ambiente.
Siamo veramente molto felici che anche a Viterbo tantissime persone abbiano
cominciato ad interrogarsi se veramente c'e' la necessita' di un aeroporto e
se questo portera' mai occupazione e sviluppo e non invece un danno
irreversibile anche alla nostra economia trasformando Viterbo da citta'
d'arte a scalo aereo al servizio di Roma, e se non sia prioritario per lo
sviluppo della Tuscia una rete ferroviaria nuova e potenziata. Noi
sosteniamo che per l'appunto un mega-aeroporto a Viterbo, per voli low cost
del turismo "mordi e fuggi" per Roma, danneggera' la salute dei cittadini
viterbesi, danneggera' fondamentali beni ambientali, culturali, sociali ed
economici di Viterbo, danneggera' le autentiche vocazioni rpoduttive
dell'Alto lazio; costituira' un enorme sperpero di denaro pubblico er
un'opera a danno del nostro territorio e della nostra gente; l'Alto Lazio ha
bisogno di ben altro: in primo luogo di un forte potenziamento delle
ferrovie.
*
Il consenso intorno al nostro comitato e' in crescita continua.
Abbiamo stretto rapporti di collaborazione con i comitati che nel Lazio e in
tutta Italia si oppongono alla costruzione di altri aeroporti e chiedono al
governo italiano ed all'Unione Europea la riduzione del traffico aereo cosi'
come con il comitato "No Dal Molin" che si oppone all'ampliamento della base
militare di Vicenza.
Abbiamo ricevuto l'adesione e il sostegno di illustri cattedratici e
scienziati come Angelo Baracca, Virginio Bettini (che tra l'altro ha
realizzato il fondamentale studio di Valutazione d'impatto ambientale
dell'aeroporto di Malpensa), Marcello Cini, Giorgio Cortellessa, Giorgio
Nebbia; tantissime persone del mondo della scienza, della cultura,
dell'impegno civile, delle istituzioni, tra cui padre Alex Zanotelli, la
scrittrice Dacia Maraini, la vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa
Morgantini, il giudice Ferdinando Imposimato che ci e' vicino ed ha
partecipato in qualita' di relatore al nostro primo convegno di studi del 21
settembre scorso.
Dieci europarlamentari tra cui Giulietto Chiesa, che ringraziamo ancora una
volta, hanno scritto al Ministro dei Trasporti. Sono state presentate
interrogazioni al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati, come
alla Regione Lazio.
Siamo molto soddisfatti dell'impegno fin qui profuso e dei primi importanti
risultati che esso ha gia' prodotto in termini di informazione e di
coscientizzazione dei cittadini, di raccolta e diffusione di documentazione
scientifica inconfutabile, di mobilitazione delle intelligenze e delle
coscienze in difesa dei beni comuni, della democrazia, dei diritti di tutti;
e anche se la strada da fare e' ancora lunga e faticosa, e' una fatica che
condividiamo con tutti quelli che come noi stanno lottando in modo
democratico e nonviolento per difendere la salute e i diritti di tutti,
l'ambiente, i beni comuni.
A novembre unitamente a tutte queste persone faremo il punto di quanto sta
accadendo nei nostri territori con una grande assemblea sul tema delle
emergenze sanitarie ed ambientali nella Tuscia.

3. RIFLESSIONE. ALESSANDRO PIZZI: RELAZIONE INTRODUTTIVA AL CONVEGNO DEL 18
OTTOBRE 2007
[Riportiamo il testo della relazione introduttiva del professor Alessandro
Pizzi al convegno svoltosi a Viterbo il 18 ottobre 2007.
Alessandro Pizzi, gia' apprezzatissimo sindaco di Soriano nel Cimino (Vt),
citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza amministrativa sono
diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo educativo e nel
volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di solidarieta',
ambientaliste, per i diritti umani e la nonviolenza, tra cui l'azione
diretta nonviolenta in Congo con i "Beati i costruttori di pace"; ha
promosso il corso di educazione alla pace presso il liceo scientifico di
Orte (istituto scolastico in cui ha lungamente insegnato); e' uno dei
principali animatori del comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo]

Gentili signore e gentili signori,
prima di dare la parola agli illustri ospiti, il Comitato vuole ribadire i
motivi dell'opposizione alla costruzione dell'aeroporto.
Inoltre, vogliamo condividere con voi alcune riflessioni, sperando che siano
utili a tutti.
*
Due incontri importanti: a Roma...
Nell'ultima settimana abbiamo avuto due incontri importanti, a Roma e a
Frosinone.
Un incontro martedi' 16 ottobre, con la segreteria tecnica del Ministro
della Solidarieta' Sociale Ferrero, guidata dal dottor Porcaro. E' stato un
incontro molto cordiale, i tecnici del Ministero hanno condiviso la nostra
lotta. Il dottor Porcaro ha assicurato che lui e il Ministro seguiranno
tutta la vicenda con estremo interesse e attenzione.
*
... e a Frosinone
Giovedi' 11 ottobre 2007, presso la Biblioteca comunale di Frosinone, si
sono riuniti i comitati, le associazioni, i partiti che sono contro la
realizzazione dell'aeroporto a Frosinone. Erano presenti tra gli altri i
rappresentanti dei comitati di Ferentino, del Comitato "No aeroporto" di
Frosinone, Rifondazione comunista, Partito comunista dei lavoratori,
Sindacato dei Lavoratori settore trasporto aereo, Attac Italia, Alternativa
verde, Tribunale dei diritti del malato, Calimero tv ed altre associazioni
locali. Hanno aderito le organizzazioni ambientaliste.
Tutti gli intervenuti hanno detto in modo netto che l'aeroporto e' dannoso
per l'ambiente, per l'economia frusinate e per la salute dei cittadini. Per
l'economia di Frosinone e provincia occorre partire dalle risorse locali a
partire dal recupero della Valle del Sacco. L'aeroporto frenerebbe questa
valorizzazione e favorirebbe solo la speculazione. Modello che conosciamo:
pochi speculatori guadagnano e la maggioranza dei cittadini paga in termini
economici e soprattutto in salute. Di particolare interesse l'intervento del
rappresentante del Tribunale dei diritti del malato che ha denunciato il
crescente numero di bambini affetti da allergia. E' stato evidenziato,
riportando i dati dell'Agenzia Regionale Protezione Ambiente (in sigla:
Arpa), lo stato di inquinamento da polveri sottili di Frosinone, stato che
verrebbe peggiorato dalla presenza dell'aeroporto. Il sindacalista del
Sindacati dei Lavoratori del trasporto aereo ha centrato l'attenzione sulle
compagnie low-cost come la Ryanair, denunciando che il sistema low-cost
implica una compressione dei diritti dei lavoratori.
A me sembra che tra i comitati di Frosinone e di Viterbo, che si oppongono
all'aeroporto, ci siano molte affinita': l'aeroporto viene visto come
ostacolo per la valorizzazione delle risorse locali e come fattore di
ulteriore inquinamento da polveri sottili, per il rumore e per le emissioni
dei gas ad effetto serra degli aerei. Siamo sicuramente concordi nel dire
che a Ciampino i voli devono essere ulteriormente ridotti e non deve essere
realizzato il terzo aeroporto del Lazio. Per di piu' questo aeroporto e' al
servizio di Roma per i voli low cost per il turismo "mordi e fuggi",
distruttivo non solo dell'ambiente ma anche del modo di ragionare delle
persone.
*
Un monito dall'Onu e dall'Unione Europea
E' bene ribadire che il trasporto aereo va ridotto per questioni ambientali
e di salute dei cittadini.
Voglio citare alcuni documenti ufficiali della Comunita' Europea e dell'Ipcc
(l'Istituto dell'Onu che si occupa dei cambiamenti climatici del pianeta),
insignito del premio Nobel per la pace, sugli effetti del trasporto aereo
sul clima.
Il trasporto aereo e' in grande crescita, destinata ad aumentare (ricordo
per inciso che dopo l'11 settembre 2001 c'e' stato un aumento dei voli con
tasso di crescita maggiore di quello precedente), e poiche' e' fuori dal
protocollo di Kyoto, rischia di vanificare eventuali benefici dovuti
all'applicazione del protocollo di Kyoto agli altri settori.
La Commissione Europea calcola che se la crescita del trasporto aereo
proseguira' al ritmo attuale, entro il 2012 le emissioni di CO2 prodotte dai
voli internazionali in partenza dagli scali europei aumenteranno del 150%
rispetto al valore del 1990. Un aumento che vanificherebbe piu' di un quarto
(secondo i verdi europei piu' della meta') delle riduzioni necessarie per
realizzare l'obiettivo comunitario fissato dal Protocollo di Kyoto.
Inoltre si deve considerare che a detta di molti scienziati, compresi quelli
che lavorano per l'Ipcc, il contributo del trasporto aereo al
surriscaldamento del clima va ben oltre il solo rilascio di CO2: si deve
aggiungere, ad esempio, l'effetto del vapore d'acqua (le scie).
In un documento del 21 aprile 2006 il Comitato economico e sociale europeo
suggerisce di "rendere piu' competitivi i modi di trasporto di superficie,
al fine di offrire alternative piu' interessanti per il trasporto delle
persone e delle merci all'interno dell'Unione Europea".
*
Scenari drammatici per l'umanita'
Il surriscaldamento del clima e' il problema che abbiamo di fronte.
Nel nostro primo convegno del 21 settembre 2007 e' stato evidenziato da piu'
interventi, in particolare in quello del dottor Mauro Mocci, come i
cambiamenti del clima hanno un effetto negativo, gia' oggi, sull'agricoltura
della Tuscia. Poi se si considerano anche i dati pubblicati dal quotidiano
"Il Messaggero" sabato 6 ottobre, per cui nel 2006 le emissioni di anidride
carbonica nella provincia hanno superato quasi dell'875% (874,93%) i limiti
del protocollo di Kyoto, logica e buon senso dovrebbero far si' che non si
parli piu' dell'aeroporto: purtroppo cosi' non e'.
Inoltre gli scienziati prospettano scenari drammatici per l'umanita', a
cominciare dalla parte piu' povera, per aumenti della temperatura anche di
pochi gradi centigradi: ne bastano 2 per causare catastrofi. Su questo
argomento probabilmente sentiremo parlare anche qualche altro relatore di
questa sera.
*
Il ventinovesimo giorno
Inoltre il modello di economia dominante si basa sulla crescita esponenziale
di alcune grandezze, come la popolazione o il capitale o la quantita' di
emissione di gas serra. Purtroppo la crescita esponenziale e' insidiosa
perche' impedisce di accorgersi in tempo utile del pericolo, e il ritardo
dell'intervento provoca a sua volta danni.
Permettetemi un esempio, una metafora, presa dal bello e indispensabile
libro I nuovi limiti dello sviluppo: "Immaginate  di avere un laghetto. Un
giorno vi accorgete che nel laghetto cresce una ninfea. Sapete che le piante
di ninfea raddoppiano le proprie dimensioni ogni giorno. Vi rendete conto
che se la pianta potesse svilupparsi liberamente, in trenta giorni le ninfee
ricoprirebbero l'intera superficie del laghetto, soffocando ogni altra forma
di vita acquatica. Ma all'inizio la pianta sembra piccola, cosi' per il
momento decidete di non intervenire. Affronterete il problema quando le
ninfee avranno ricoperto meta' del laghetto. La domanda e': quanto tempo
avrete allora a disposizione per salvare il laghetto? La risposta e' un solo
giorno! Il ventinovesimo giorno il laghetto e' ricoperto per meta'.
L'indomani - dopo l'ultimo raddoppio - il laghetto sara' invaso
completamente. In un primo momento puo' sembrare ragionevole aspettare che
il laghetto sia ricoperto per meta'. Il ventunesimo giorno la pianta ricopre
solo lo 0,02% dello specchio d'acqua, il venticinquesimo giorno solo il 3%.
Eppure questa politica ci concede appena un giorno per salvare il laghetto".
Commentano gli autori del libro: "E' facile capire come la crescita
esponenziale, combinata con i ritardi della risposta, possa condurre al
superamento dei limiti. La crescita appare a lungo insignificante. Tutto
sembra tranquillo. Poi, all'improvviso, il cambiamento e' sempre piu'
rapido, finche', con gli ultimi uno o due raddoppi, non c'e' piu' tempo per
reagire".
*
Il volo e l'abisso
L'Ipcc, nel lontano 1999 in un rapporto dedicato all'impatto dell'aviazione
civile, scatenando le ire del giro d'affari aereo e petrolifero, suggeri'
di: "adottare politiche di sostituzione con altri mezzi di trasporto" e
"disincentivare l'uso disinvolto del trasporto aereo con tasse o prelievi
ambientali e con il commercio dei diritti di emissione". Non se ne fece
nulla.
"Con i favoritismi di cui gode", secondo la Commissione Ambientale
d'Inchiesta (in sigla: Eac) della House of Commons (la Camera dei Comuni)
britannica, "nel 2050, il solo settore dell'aviazione rappresentera' ben il
66% delle emissioni del Paese". Il governo inglese, unico in Europa, si e'
dato (cfr. il "Libro Bianco sull'Energia"), entro il 2050, l'obiettivo di
ridurre del 60% rispetto al 1990 le emissioni, per rispondere all'obiettivo
di "salvezza climatica" indicato dall'Ipcc. "Ma perche' mai gli altri
settori economici dovrebbero accettare un costoso taglio di emissioni,
mentre il comparto aereo avrebbe il permesso di triplicare il contributo al
cambiamento climatico fra il 1990 e il 2050? Non includere gli aerei
significa non poter raggiungere questo obiettivo di riduzione globale".
Questa critica e' contenuta in un rapporto del giugno 2004, la Sustainable
Development Commission (Sdc, Commissione per lo sviluppo sostenibile)
nominata dal governo britannico.
Il trasporto aereo non solo contribuisce al riscaldamento del clima, ma usa
anche una grande quantita' di energia, sempre da un documento del Comitato
economico e sociale europeo si viene a sapere che: "Benche' negli ultimi 40
anni l'efficienza dei carburanti per aerei sia aumentata di oltre 1l 70%,
nello stesso periodo la quantita' totale del carburante utilizzato e'
cresciuta di oltre il 400%".
*
Il modello di economia dominante
Molti, cittadini e politici, hanno espresso soddisfazione per l'assegnazione
del premio Nobel per la pace ad Al Gore e agli scienziati dell'Ipcc
impegnati a denunciare i cambiamenti climatici e il riscaldamento della
Terra. Pero' oltre ad esprimere soddisfazione i politici e i partiti che
hanno responsabilita' di governo locale e nazionale dovrebbero comportarsi
di conseguenza.
I cambiamenti climatici non avvengono per caso, ma sono provocati
dall'attivita' dell'uomo, come ormai e' riconosciuto dalla comunita'
scientifica. In particolare, piu' che da generiche attivita' umane, i
cambiamenti climatici sono provocati dal modello di economia dominante, che
definirei contro natura perche' non considera le leggi della natura e i
limiti fisici della Terra provocando danni ambientali e disuguaglianze
sociali e guerre, che diventano necessarie per mantenere il dominio della
parte ricca sul resto dell'umanita'.
Dire che l'attuale modello di economia rende i ricchi piu' ricchi non e'
ideologia, ma e' un fatto che deriva dai dati pubblicati da documenti e da
libri.
Da un rapporto delle Nazioni Unite risulta che nel 1960 il 20% della
popolazione mondiale residente nei paesi piu' ricchi aveva un reddito pro
capite pari a trenta volte il reddito del 20% residente nei paesi piu'
poveri. Nel 1995 il reddito del 20% piu' ricco era 82 volte quello del 20%
piu' povero. Un secolo di crescita economica ha prodotto nel mondo enormi
disparita' tra ricchi e poveri.
Il sistema che perpetua la poverta' ha la tendenza a superare i limiti
imposti dal mondo fisico. Secondo gli studi di Mathis Wackernagel,
l'ideatore dell'indicatore Impronta Ecologica, di cui abbiamo parlato nel
primo convegno, confermati da un rapporto del Wwf reperibile nel suo sito:
"il consumo di risorse da parte dell'umanita', messo a confronto con la
superficie disponibile, oltrepassa oggi la capacita' di carico globale di
circa il 20%. Vale a dire che la domanda umana ha superato le risorse
naturali".
Certo la responsabilita' non e' uguale per tutti, per cui per molti
cittadini, penso a quelli africani o dell'America Latina o agli occidentali
piu' poveri, dovranno essere disponibili quantita' di energia e materia
superiore a quella attuale, e per i cittadini piu' ricchi tale quantita'
dovra' essere ridotta drasticamente.
Parlo di cittadini perche', come sostengono tre ricercatori delle
Universita' di Torino e Catania, in un articolo apparso sul mensile "Azione
Nonviolenta" di settembre: "Si delineano sempre piu' chiaramente due
categorie: non piu' Nord/Sud, o Paesi sviluppati e paesi sottosviluppati, ma
abitanti 'globalizzati' e abitanti 'localizzati': i primi si spostano
facilmente e godono in abbondanza delle risorse naturali provenienti da ogni
parte del mondo; i secondi sono vincolati alla loro terra, e possono
usufruire solo dei beni locali. Se questi vengono a mancare, sono costretti
a migrare per sopravvivere".
*
Il dilemma del pescatore
A me sembra che coloro che vedono l'aeroporto come volano dello sviluppo del
viterbese abbiano in mente quel modello di economia che ho prima ricordato:
massiccio uso di energia e materia, considerate illimitate, consumismo
sfrenato non solo di beni materiali, ma anche di turismo e di cultura. Non
viene presa affatto in considerazione la scarsita' delle risorse. Tutto
viene misurato in termini monetari.
A questo proposito mi e' capitato di leggere in questi giorni un articolo
pubblicato sul sito www.matematica-unibocconi.it del professor Bischi
dell'Universita' di Urbino, esperto di modelli matematici. L'articolo
riguardava lo sfruttamento delle risorse rinnovabili ("Modelli matematici e
risorse rinnovabili: il dilemma del pescatore e altri apparenti paradossi");
voglio citare due brani, uno iniziale e uno finale.
All'inizio dell'articolo si legge: "Col termine risorsa rinnovabile
intendiamo una popolazione vivente, cioe' in grado di crescere e riprodursi,
che possa essere sfruttata per fini commerciali. Tipici esempi sono le
popolazioni ittiche e le foreste. Si parla di sfruttamento sostenibile
quando il prelievo della risorsa avviene in modo da non compromettere la
capacita' di rigenerarsi della risorsa stessa, permettendo cosi' di
tramandare intatta la risorsa alle generazioni successive. Invece, uno
sfruttamento eccessivo puo' condurre a situazioni di inefficienza, sia
biologica che economica, o addirittura provocare alterazioni irreversibili
(al limite anche l'estinzione) della risorsa stessa. Purtroppo, la realta'
ci mostra chiaramente che uno sfruttamento eccessivo, quindi non
sostenibile, delle risorse naturali costituisce piu' una regola che
un'eccezione. Spesso gli agenti economici che sfruttano una risorsa
rinnovabile sono consapevoli di cio', ma non riescono a trovare un
compromesso fra le esigenze di sostenibilita' e di guadagno. Uno dei
problemi che stanno alla base di simili difficolta' e' costituito dal fatto
che spesso gli agenti economici sono alla ricerca di profitti immediati,
mentre la sostenibilita' si basa su una logica di lungo periodo".
Nelle conclusioni scrive: "Una conclusione che possiamo ricavare
dall'analisi svolta in questa breve nota e' che occorre essere molto
prudenti nello sfruttamento delle popolazioni naturali, e che quando i primi
effetti negativi vengono alla luce potrebbe essere troppo tardi per porvi
rimedio. Infatti, una delle caratteristiche che vengono messe chiaramente in
luce dai modelli sopra esaminati e' l'irreversibilita' di certi fenomeni di
degenerazione nelle dinamiche di lungo periodo. Questo ci spinge a evocare
uno dei principi fondamentali nella gestione dei sistemi ecologici, il
cosiddetto principio di precauzione".
A mio parere, le questioni dell'aeroporto e del trasporto aereo, che
verrebbe, cosi', incrementato rappresentano un esempio di cattivo uso delle
risorse e di non applicazione del principio di precauzione.
*
Le parole di Alexander Langer
Inoltre il trasporto aereo ben si inserisce nel modello di economia
dominante: l'aereo e' frutto dell'alta tecnologia, la tecnoscienza, usa
grandi quantita' di energia, produce grandi quantita' di gas ad effetto
serra, raggiunge alte velocita', e' molto rumoroso, e' usato da una esigua
minoranza, produce guadagni per le compagnie aeree e costi per la
collettivita', (anche nella forma dei sovvenzionamenti pubblici alle
compagnie private), provoca gravi danni alla salute dei cittadini che vivono
nei pressi degli aeroporti, danneggia in modo serio l'ambiente contribuendo
in modo considerevole al riscaldamento del clima.
Insomma tutto il contrario delle parole d'ordine scritte piu' di dieci anni
fa dall'indimenticabile Alexander Langer, che le riteneva necessarie per
salvare il pianeta: piu' lentamente, piu' profondamente, piu' soavemente.
*
Una presa di coscienza prima che sia troppo tardi
Chi ha responsabilita' di governo locale e nazionale deve prendere decisioni
lungimiranti per consegnare alle generazioni future, a partire dai bambini
che oggi hanno 10 anni, un mondo vivibile e non offeso da catastrofi, che
molti in modo ingannevole si ostinano a chiamare naturali, piu' di quelle
che accadono oggi.
Sin dai lontani anni '60 si sente dire che occorre favorire il trasporto
delle persone e delle merci su ferrovia rispetto al trasporto su gomma.
Per sapere cosa ha fatto la politica per attuare cio' basta leggere il
rapporto annuale dell'Enea sull'Ambiente Italia (e a dire il vero basterebbe
osservare le citta' e le strade): si scopre che nel 2005 l'incidenza
percentuale del trasporto merci e passeggeri con il treno e' diminuita, e
nello stesso periodo e' aumentata l'incidenza del trasporto su gomma dei
passeggeri e delle merci (nel 1990 il trasporto merci con il treno incideva
per il 13%, nel 2005 per il 10%, mentre il trasporto su gomma nel 1990
incideva per il 62%, nel 2005 per il 66%. Per i passeggeri la situazione e'
analoga: nel 1990 il treno incideva per il 6% nel 2005 per il 4,8%, il
trasporto con autovetture nel 1990 incideva per il 72%, e nel 2005 per oltre
il 74%). E poi ci meravigliamo se l'aria delle nostre citta' e' avvelenata e
aumentano le allergie. A me sembra chiaro che chi aveva responsabilita' di
governo ha favorito un modello di mobilita' insostenibile per l'ambiente e
per la salute dei cittadini.
Per il bene collettivo c'e' da augurarsi una presa di coscienza del ceto
politico e amministrativo. E dire che scienziati ed economisti come Nicolas
Georgescu-Roegen, Barry Commoner, Giorgio Nebbia, Jeremy Rifkin, Enzo
Tiezzi, e movimenti come il movimento antinucleare o quelli recenti che si
battono contro il liberismo e in difesa dei beni comuni, da decenni pongono
l'attenzione sui limiti fisici della Terra, sulla necessita' di usare in
modo appropriato l'energia, segnalando che l'obiettivo fondamentale
dell'economia moderna, la crescita economica illimitata, essendo in
contraddizione con le leggi fondamentali della natura va abbandonato.
C'e' da augurarsi, prima che sia troppo tardi, che i governanti di oggi
sappiano prendere misure drastiche che riducano il traffico automobilistico
e aereo, quelli maggiormente insostenibili, non mettendo piu' a disposizione
delle autovetture e camion nuove strade e parcheggi, soprattutto nei centri
storici, ne' nuovi aeroporti, abolendo anche i voli sotto una certa
distanza.
*
Verso Samarcanda
Mi viene in mente la canzone di Roberto Vecchioni, "Samarcanda", che
riprende una vecchia storia.
Un soldato nell'antica Bassora, pieno di paura, ando' dal suo re e gli
disse: "Salvami, sovrano, fammi fuggire di qua. Ero nella piazza del mercato
e ho incontrato la Morte vestita di nero, che mi ha guardato con malignit'.
Prestami il tuo cavallo cosi' che possa correre fino a Samarcanda. Temo per
la mia vita a restare qua". "Dategli il miglior destriero", disse il
sovrano, "figlio del lampo, degno di un re". Piu' tardi il re incontro' la
Morte in citta' e le disse: "Il mio soldato era molto impaurito. Mi ha detto
che ti ha incontrato oggi al mercato e che lo guardavi con malignita'". "Oh
no", rispose la Morte, "il mio era solamente uno sguardo stupito, perche' lo
aspettavo per stanotte a Samarcanda. Stamani ne era lontanissimo".
Enzo Tiezzi, nel libro Tempi storici, tempi biologici, commenta: "Forse
ce'e' una Samarcanda anche nel nostro destino. La nostra cultura economica e
sociale e' tutta interna alla logica della ricerca del cavallo per arrivare
a Samarcanda piu' in fretta, nella tecnologia per risolvere un problema di
oggi senza preoccuparsi se la risoluzione di quel problema va nella
direzione di aumentare i problemi per l'umanita', di avvicinare il momento
dell'esaurimento delle risorse, di mettere in moto un meccanismo senza
ritorno di danni irreparabili alla biosfera, all'ambiente necessario per
sopravvivere. In fondo alla strada della crescita senza limiti ci puo'
essere una Samarcanda che ci aspetta".
Oggi, qui, mi sembra che il cavallo abbia la forma dell'aeroporto.
Quindi mi auguro che il Ministro dei Trasporti non  regali il
cavallo-aeroporto, ne' a Viterbo, ne' a Frosinone, ne' ad altra citta'.
*
Bibliografia
- Elena Camino, Giuseppe Barbiero, Alice Benessia, "Abitanti globalizzati e
abitanti localizzati di un pianeta messo in crisi dagli umani. Cornice
teorica e  piste di ricerca didattica", in "Azione Nonviolenta", n. 8-9,
2007.
- Marinella Correggia, La rivoluzione dei dettagli, Feltrinelli, Milano
2007.
- Nicholas Georgescu-Roegen, Bioeconomia, Bollati Boringhieri, Torino 2004.
- Donella Meadows, Dennis Meadows, Jorgen Randers, I nuovi limiti dello
sviluppo, Mondadori, Milano 2006.
- George Monbiot, Calore!, Longanesi, Milano 2007.
- Enzo Tiezzi, Tempi storici Tempi biologici, Garzanti, Milano 1984.

4. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI
VITERBO

Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac at tin.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 41 del 19 ottobre 2007

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