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Nonviolenza. Femminile plurale. 134



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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE
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Supplemento settimanale del giovedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 134 del 25 ottobre 2007

In questo numero:
Rita Arditti: Le Nonne di plaza de Mayo

TESTIMONIANZE. RITA ARDITTI: LE NONNE DI PLAZA DE MAYO
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per
averci messo a disposizione nella sua traduzione il seguente intervento dal
titolo originale "Alle Nonne piace il rock".
Rita Arditti e' docente universitaria corrispondente per "We News"; nata in
Argentina, lavora e vive a Cambridge, in Massachusetts; e' autrice di Alla
ricerca della vita: le Nonne di Plaza de Mayo e i bambini scomparsi
dell'Argentina, University of California Press, Berkeley, 1999]

Questo mese segna il trentesimo anno di ricerca. Sin dal 22 ottobre 1977
dozzine di donne, i cui figli e figlie erano stati rapiti e presumibilmente
uccisi durante la sanguinosa dittatura militare che resse l'Argentina dal
1976 al 1983, hanno tentato di ricongiungere le generazioni. I loro figli e
nipoti sono tra i 30.000 che scomparvero nel corso della cosiddetta "sporca
guerra". Sebbene la maggioranza di costoro fosse morta durante la dittatura,
le testimonianze dei sopravvissuti di oltre 350 campi di detenzioni
clandestini indicavano che i loro nipoti potevano essere vivi.
Per tre decadi le Nonne di Plaza de Mayo hanno cercato questi bambini
perduti. Il loro nome deriva dai giovedi' passati nella piazza centrale di
Buenos Aires a protestare per la scomparsa di figli e nipoti. Ma
recentemente, per la consolazione delle Nonne, la ricerca sta andando anche
in altre direzioni. Come risultato di un programma iniziato nei primi anni
'90 con gruppi giovanili ed artistici, sono i giovani ora adulti con domande
sulla propria identita' a cercare le Nonne.
"Abbiamo a lungo detto che sarebbe venuto il giorno in cui sarebbero stati i
nostri nipoti a cercarci, e quel giorno e' venuto", dice Rosa Roisinblit, 88
anni, vicepresidente delle Nonne di Plaza de Mayo, che ha ritrovato il
proprio nipote nel 2000, grazie ad una telefonata anonima fatta all'ufficio
del gruppo. Fino ad ora, le Nonne hanno aiutato ottantotto giovani uomini e
donne a ritrovare la propria identita'.
Lo scorso luglio, in una storia assai riportata dai principali media
argentini, Maria Belen Altamiranda, residente a Cordoba, ha scoperto a 29
anni chi fossero i suoi genitori: grazie alle Nonne, ad un'amica e ad un
gruppo rock. "L'incontro e' stato intenso, commovente, pieno di sentimenti
contrastanti", ha detto Maria del suo incontro con i parenti sopravvissuti,
"Sono felice di averli ritrovati, ed allo stesso tempo tutto questo e'
terribilmente triste". Il viaggio di Maria comincio' nel 2005, quando
confido' ad un'amica che voleva sapere chi fossero i suoi genitori
biologici. L'amica aveva visto un annuncio delle Nonne in tv, come parte di
un video di un gruppo rock argentino, i Bersuit Vergarabat, che sono dei
grandi sostenitori del lavoro delle Nonne sin dal 1998. Nel 2003 le
presentarono a ventimila persone durante un concerto. L'amica diede a Maria
il "numero verde" delle Nonne, che sin dagli anni '80 avevano lavorato con
alcuni scienziati per sviluppare un test genetico del sangue (detto poi
"l'Indice delle Nonne") che permettesse l'identificazione dei bambini
rapiti. Nel 1987 fu creata la banca dati genetica nazionale, e le Nonne vi
depositarono il loro sangue. Il test di Maria le fece scoprire di essere
nipote di Irma Rojas, settantaduenne che fa parte delle Nonne.
Un altro alleato importante nel mettere in contatto i giovani con le Nonne
e' il "Teatro per l'Identita'", un gruppo di giovani artisti di Buenos Aires
che scrive e recita pezzi sull'identita' e il potere. Ogni anno, migliaia di
persone partecipano alle loro rappresentazioni settimanali gratuite in varie
parti della capitale. Dopo ognuno di questi eventi, dozzine di giovani
chiamano le Nonne per chiedere informazioni: anche se non sono figli di
"desaparecidos" vengono comunque aiutati a scoprire le proprie origini
biologiche. Il lavoro delle Nonne ha condotto al concetto di un nuovo
diritto umano: il diritto all'identita', che include il poter conoscere
nazionalita', nome e relazioni familiari. Nel 1989 questo diritto divenne
parte della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino, come
articolo 8, chiamato da molti "l'articolo argentino".
In molti casi, le Nonne hanno scoperto che i bambini scomparsi venivano dati
come "bottino di guerra" a membri della polizia o dell'esercito. Altre volte
venivano abbandonati per strada, senza alcun segno di identificazione.
Separare i bambini dalle loro legittime famiglie era un modo per prevenire
che crescessero odiando il regime, e per punire i loro parenti dell'aver
generato dei "sovversivi". Nello studio che hanno pubblicato quest'anno, le
Nonne documentano l'esistenza di nove campi in cui vi erano 96 donne incinte
fra i 1.466 detenuti e scomparsi. La maggior parte di esse venne uccisa dopo
il parto.
"Un nuovo livello di lotta ha avuto inizio quando ho seppellito mia figlia",
racconta Estela Barnes de Carlotto, settantaseienne, presidente delle Nonne
dal 1989, ed una dei pochi membri che abbia potuto ritrovare un corpo, "Ho
saputo che mia figlia, mentre si trovava nel campo di tortura, diceva
ripetutamente ai suoi amici: Finche' vive, mia madre non perdonera'
l'esercito. E aveva ragione. Mi conosceva meglio di quanto mi conoscessi io.
Se qualcuno mi avesse detto che avrei dedicato la mia vita alla ricerca
della verita', e alla lotta contro l'amnesia storica, non lo avrei mai
creduto".
Una notte del 2002, la casa di Estela a La Plata e' stata letteralmente
farcita di pallottole, ma la Nonna e' sopravvissuta al tentativo di
assassinarla. Nel 2003, e' stata una dei cinque premiati dalle Nazioni Unite
per la difesa dei diritti umani.
Le "leggi sull'amnistia" del 2005 che avevano impedito di portare in
giudizio i perpetratori delle atrocita' sono state annullate, e nel 2007 il
"perdono presidenziale" e' stato dichiarato incostituzionale. Uno dei casi
su cui le Nonne stavano lavorando da anni ha fornito l'evidenza necessaria
che ha condotto all'annullamento di tali leggi. Nel luglio scorso, Estela
Barnes de Carlotto, e' stata inclusa nella rosa dei candidati al Premio
Nobel per la Pace, poi attribuito ad Al Gore. Quando ha saputo della nomina,
dice, ha provato una grande emozione ma ha anche messo subito in chiaro che
se mai il premio le fosse stato conferito doveva riguardare tutte le Nonne,
perche' nulla di quello che Estela ha fatto in questi anni lo ha fatto da
sola.
*
Il sito delle Nonne di Plaza de Mayo e': www.abuelas.org.ar

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Numero 134 del 25 ottobre 2007

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