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Coi piedi per terra. 42



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 42 del 27 ottobre 2007

In questo numero:
1. Ne' a Viterbo ne' altrove
2. Maria Antonietta Malleo: Pieno sostegno al comitato
3. Mauro Sarnari: Strada provinciale Massarella. Un contributo alle numerose
ragioni del no all'aeroporto
4. Scienziati, statisti, istituzioni internazionali per la riduzione del
trasporto aereo
5. Alcune ragionevoli domande ai cittadini
6. Marinella Correggia: A terra, a terra
7. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

1. EDITORIALE. NE' A VITERBO NE' ALTROVE

Un terzo polo aeroportuale nel Lazio sarebbe una sciagura tanto a Viterbo,
quanto a Frosinone, quanto a Latina.
Lo ammettono le stesse lobbies politico-affaristiche che propugnano la
scellerata opera: la lobby ecocida volante viterbese spiega con dovizia di
dettagli perche' sia assurdo realizzare il mostro a Frosinone o a Latina, la
lobby ecocida volante frusinate spiega perche' sia assurdo realizzare il
mostro a Viterbo, e cosi' via, in un gioco al massacro in cui da se stessi
si smascherano i nipotini di Attila l'un contro l'altro armati nello
spasmodico sforzo di accaparrare per se' l'affare d'oro a danno della salute
di tutti, a danno del territorio, a danno delle generazioni future, a danno
del pubblico erario, a danno dei diritti e del benessere di tutti i
cittadini, a danno della biosfera.
*
Fortunatamente alle lobbies politico-affaristiche si contrappone un
movimento sempre piu' unitario e diffuso in tutto il Lazio che s'impegna in
difesa della salute dei cittadini, in difesa dei beni ambientali e
culturali, in difesa del territorio e delle sue vocazioni produttive, in
difesa della biosfera; e che si oppone quindi al terzo polo aeroportuale del
Lazio tanto a Viterbo quanto a Frosinone e a Latina.
Un movimento sempre piu' unitario e diffuso che s'impegna per la drastica e
immediata riduzione del trasporto aereo, a cominciare da Ciampino, citta'
che soffoca e che va liberata al piu' presto dalla insostenibile mole di
traffico aereo che la opprime.
Un movimento sempre piu' unitario e diffuso che propone una mobilita'
sostenibile ed adeguata, privilegiando le modalita' meno energivore e meno
inquinanti; che propone per il Lazio un modello di sviluppo sostenibile, con
tecnologie appropriate, che valorizzi e non distrugga le risorse, che
preservi e non devasti i beni ambientali e culturali, che sostenga e non
deprima le autentiche vocazioni produttive del territorio.
Un movimento sempre piu' unitario e diffuso che sa che la lotta per la
riduzione del trasporto aeroportuale e' decisiva per contrastare il
surriscaldamento del clima che sta portando al collasso il pianeta.
Un movimento sempre piu' unitario e diffuso forte di inconfutabili ragioni
scientifiche e morali, ecologiche ed economiche, giuridiche ed
amministrative; forte della consapevolezza di lottare in difesa della
salute, del benessere e della sicurezza di tutti; in difesa dell'ambiente,
dei beni comuni, dei diritti sociali; in difesa della democrazia e della
legalita'; in difesa dell'unica Terra che abbiamo, dell'unica casa comune
all'umanita' intera.

2. SOLIDARIETA'. MARIA ANTONIETTA MALLEO: PIENO SOSTEGNO AL COMITATO
[Ringraziamo Maria Antonietta Malleo (per contatti: antoeile at libero.it) per
questa dichiarazione di solidarieta' che estraiamo da una piu' ampia lettera
personale.
Maria Antonietta Malleo e' docente all'Universita' di Palermo, storica
dell'arte, saggista; amica della nonviolenza, impegnata nel Mir-Ifor (il
Movimento internazionale della riconciliazione, uno dei piu' importanti
movimenti nonviolenti a livello internazionale), ne e' rappresentante presso
l'Unesco]

Caro Peppe,
scusami se rispondo solo adesso... ho iniziato a scriverti un messaggio di
solidarieta' con una riflessione di "ispirazione storico-artistica", ma
siccome per ora sono spesso fuori, chissa' quando lo finiro'... Cosi' per
ora ti invio questo breve messaggio con il mio pieno sostegno al comitato
impegnato nella lotta contro la costruzione del terzo polo aeroportuale del
Lazio e per la difesa della salute dei cittadini, dell'ambiente e del
patrimonio culturale di Viterbo.
Con saluti di pace, forza e gioia.

3. RIFLESSIONE. MAURO SARNARI: STRADA PROVINCIALE MASSARELLA. UN CONTRIBUTO
ALLE NUMEROSE RAGIONI DEL NO ALL'AEROPORTO
[Ringraziamo Mauro Sarnari per averci messo a disposizione il testo scritto
del suo intervento predisposto per il convegno del 18 ottobre 2007 a
Viterbo.
Mauro Sarnari, per decenni apprezzato docente nelle scuole del viterbese, e'
stato protagonista di rilevanti esperienze educative sia con i giovani e
giovanissimi che con gli adulti, e uno dei protagonisti di importanti
iniziative socioculturali e di non dimenticate testimonianze di impegno
civile; e' tra gli animatori del comitato che si oppone all'aeroporto di
Viterbo e s'impegna per una riduzione del trasporto aereo]

Per quarant'anni ho girato la provincia di Viterbo: per curiosita' culturale
e turistica, per lavoro e non solo.
Ho abitato per trent'anni tra Nepi, Ronciglione, Fabrica e Sutri, e una
qualche idea di alcuni aspetti e problemi che investono l'economia e la
viabilita' di questa area me la sono potuta fare.
Ora sono approdato a Viterbo citta' e francamente mi addolora pensare agli
immaginabili sconvolgimenti che un aeroporto produrrebbe nella nostra vita.
Complicata sempre, ma fondata e radicata, oltre che sul dna comune di lunga
storia di fatiche, sulla serenita' indotta per millenni dalla prossimita'
con la vita contadina, i sentieri, le campagne, i nostri magnifici laghi.
Se questo e' conservazione, mi scopro, indubbiamente, anche conservatore.
Di un patrimonio, che, per le grandi potenzialita' che conserva, puo'
determinare la fortuna vera del viterbese, solo che gli investimenti,
riservati alla costruzione di un aeroporto, siano destinati a rendere piu'
agevoli e meno pericolosi i collegamenti, viari e ferroviari; a risolvere
con determinazione problemi, la cui irresoluzione ha, fino ad oggi,
contribuito a complicare le possibilita' di sviluppo di questa nostra
straordinaria provincia.
Quando penso all'aeroporto, mi viene in mente, e so il perche', il faraonico
progetto del Ponte sullo Stretto.
*
Il compito che mi sono proposto oggi e' quello di entrare in un angolo
minuto di questo nostro territorio, che conosco piu' da vicino perche'
interagisce, a mio avviso, in modo diretto con i problemi legati alla
realizzazione dell'aeroporto.
La strada provinciale Massarella, connessa a quella di Ponte Rotto, nasce da
Sutri sulla Cassia, arriva a Fabrica e prosegue per Civita Castellana e la
Flaminia, inghiottita in una sequenza pressoche' ininterrotta di noccioleti.
La strada ogni anno si fa piu' stretta.
In realta' nessuno la modifica piu' di tanto, ma sia per l'espansione dei
commerci interni alla provincia (area di Civita Castellana), sia di quelli
provenienti da ogni dove, sempre piu' frequente si fa, e pericolosa, la
presenza di camions e Tir, che occupano spesso molto piu' che la propria
carreggiata, a velocita' che questo sviluppo impone e che il trand viterbese
indubbiamente ostacola.
La situazione della strada scaturisce dal fatto di essere una scorciatoia,
quantunque poco adatta, tra le due strade consolari, Cassia e Flaminia: sia
che si lavori per conto proprio, sia che lo si faccia per conto terzi, e'
fondamentale arrivare presto: piu' viaggi si fanno piu' si guadagna, piu'
presto si fa piu' si ha possibilita' di mantenere il proprio lavoro (avete
presente il mondo degli appalti?).
Su questa strada, a certe ore e in certi giorni, s'intreccia il traffico
automobilistico di chi va a e viene da Roma, di chi va o viene dai paesi
limitrofi e da Viterbo, dei pulmini delle scuole, delle auto private piene
di figli e genitori che vanno o vengono da scuola.
Il sabato e la domenica, i turisti, e' anche una fortuna, complicano la
situazione.
*
Le nocciole richiedono cure continue: i nuovi impianti, le zappature, le
potature, le concimazioni, la difesa dalle malattie e dai parassiti,
l'irrigazione e da ultimo la raccolta: tutte fasi essenziali alla difesa,
alla trasformazione e alla commercializzazione della nocciola tonda
viterbese, che non solo, per nostro vanto, e' doc, non solo procura una
quantita' non indifferente di ricchezza e di lavoro alla provincia, ma
costituisce, questo non tutti lo sanno, il 25% circa della produzione
nazionale: seconda nel mondo intero, dopo la Turchia.
Tutto bene se non fosse, per proseguire il discorso e collegarlo
all'argomento di oggi, che il traffico sulla Massarella e strade connesse,
subisce un ulteriore freno e innesta ulteriori momenti di estremo pericolo
per la presenza costante di trattori, trattori con rimorchio, furgoncini,
macchine raccoglitrici e apetti, che costringono, per le ragioni suddette, i
Tir, e non solo, a sorpassi azzardatissimi.
Una situazione che avrebbe solo necessita' di essere migliorata e che la
costruzione di un aeroporto nel quale vengano scaricati quotidianamente
passeggeri e merci, non farebbe invece che aggravare.
*
Se ho voluto annoiarvi con questa minuta descrizione, e' per farvi entrare
in una questione, non indifferente, che non interessa certo la sola strada
Massarella, ma, per produzioni diverse (industriali e agricole), l'intero
assetto viario della provincia.
Assetto viario costituito non solo da strade consolari, con grandi problemi
anch'esse, di difficile risoluzione, visto lo stato di latitanza che hanno
avuto ed hanno i piani regolatori di citta' e paesi, ma anche da tutta
quella miriade di strade provinciali che, come la Massarella, costituiscono
altrettanto appetitose scorciatoie tra consolare e consolare.
Parlo di pericolo, ma anche di grave rallentamento dei traffici, agricoli e
industriali, di ostacoli non indifferenti al lavoro, alle produzioni locali,
al turismo e non ultimo alla vita dei residenti.
Una ragione in piu' per non costruire questo aeroporto.
Per convincerci del quale, si sostiene, si rifara' il look a strade e
ferrovie.
Questo, in certo modo e misura, andrebbe fatto ora, subito, per risolvere
gravi, ormai storici problemi.
Se fatto per aderire alle esigenze aeroportuali, porterebbe, per le ragioni
suddette, allo sconvolgimento dell'intero assetto territoriale: economico,
paesaggistico, ferroviario, ma soprattutto viario aggravato, come sempre,
dal trasporto prevalente su gomma, di merci provenienti da ogni paese del
mondo.
Le attrattive storico-monumentali della nostra provincia sparirebbero,
snaturate da allargamenti stradali, attraversamenti di campi, snodi e
controsnodi: lavori che per anni interromperebbero o rallenterebbero i gia'
precari collegamenti colle sedi di lavoro e di scambio commerciale, oltre
che il flusso di turisti su cui tanto conta Viterbo e la sua provincia.
Anche su questo si vorrebbero, non parole, ma risposte scritte quanto a
interessi in campo, coinvolgimenti, controlli antimafia, piani dettagliati e
gestione dei finanziamenti, in assenza delle quali garanzie diverra' sempre
piu' forte il gia' convinto no all'aeroporto.
Solo un contributo alle numerose ragioni del no.

4. RIFLESSIONE. SCIENZIATI, STATISTI, ISTITUZIONI INTERNAZIONALI PER LA
RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO
[Riportiamo il seguente comunicato del "Centro di ricerca per la pace" di
Viterbo del 26 ottobre 2007, dal titolo "Scienziati, statisti, istituzioni
intrnazionali: occorre anche la riduzione del trasporto aereo per
contrastare il surriscaldamento del clima"]

Anche statisti europei come Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, che certo non
possono essere spacciati per "estremisti" di sinistra o ambientalisti
"catastrofisti", affermano con estrema chiarezza che occorre fermare il
dissennato incremento del trasporto aereo, ed anzi urgentemente ridurlo, se
si vuol contrastare il surriscaldamento del clima che sta portando al
collasso la biosfera.
La Conferenza nazionale sui mutamenti climatici svoltasi recentemente presso
la Fao a Roma, cosi' come l'attribuzione del Premio Nobel per la pace ad Al
Gore e all'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) confermano la
necessita' di urgenti e drastici provvedimenti per contrastare l'effetto
serra. E tra essi e' palese l'urgenza di una drastica riduzione del
trasporto aereo che al surriscaldamento del clima contribuisce in rilevante
misura.
Il Tar del Lazio si e' recentemente pronunciato contro la compagnia di voli
low cost "Ryan Air", che nel corso del tempo ha incrementato i voli a
Ciampino con esiti nefandi per la salute e il benessere della popolazione
locale.
Sono alcune notizie di cronaca - afferenti a fatti pubblici di grande
rilevanza non solo scientifica e culturale, ma anche politica ed
amministrativa - che inconfutabilmente confermano la necessita' e l'urgenza
di un impegno comune per ridurre il trasporto aereo.
Sono fatti che inconfutabilmente confermano la giustezza della lotta del
comitato che si oppone alla realizzazione a Viterbo (o altrove nel Lazio) di
un mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma, e
che s'impegna per la riduzione del trasporto aereo.
*
Hanno aderito all'appello del comitato che si oppone al devastante
mega-aeroporto illustri scienziati come i professori Angelo Baracca,
Virginio Bettini, Marcello Cini, Giorgio Cortellessa, Giuseppe Nascetti,
Giorgio Nebbia; illustri rappresentanti delle istituzioni come la
vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, il magistrato
Ferdinando Imposimato, decine di parlamentari italiani ed europei, numerosi
pubblici amministratori; numerosissimi cattedratici universitari,
intellettuali, scrittori, tra cui Dacia Maraini e Silvia Vegetti Finzi;
numerosissimi operatori sociali, religiosi e laici, persone impegnate per i
diritti umani, personalita' della vita civile e della riflessione morale,
tra cui padre Alex Zanotelli; ed ancora associazioni e movimenti impegnati
in difesa della biosfera, dei beni comuni, della pace, come il presidio "No
Dal Molin" di Vicenza.
Dieci parlamentari europei hanno scritto al Ministro dei Trasporti affinche'
l'opera non sia realizzata; tre interrogazioni sono state presentate in
Parlamento, una alla Regione Lazio; due convegni scientifici svoltisi a
Viterbo il 21 settembre e il 18 ottobre hanno chiarito che la devastante
opera avrebbe effetti nocivissimi per la salute delle persone, l'ambiente, i
beni culturali, sociali ed economici dell'Alto Lazio.
*
Occorre un impegno comune delle istituzioni e della societa' civile per
difendere la biosfera e con essa la civilta' umana; occorre un impegno
comune per contrastare il surriscaldamento del clima; in questo impegno
l'obiettivo della drastica e immediata riduzione del trasporto aereo e'
decisivo.

5, INIZIATIVE. ALCUNE RAGIONEVOLI DOMANDE AI CITTADINI
[Riportiamo il seguente comunicato del 26 ottobre 2007]

Sabato 27 ottobre il comitato che si oppone al terzo polo aeroportuale
laziale e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo diffonde nella
citta' di Viterbo un documento all'attenzione di tutti i viterbesi.
L'ampio documento pone alcune fondamentali domande ai cittadini ed invita
tutti all'impegno per difendere la salute delle persone e i beni ambientali,
culturali, sociali ed economici dell'Alto Lazio dalla minaccia di un
mega-aeroporto dagli effetti gravemente nocivi e devastanti.
Riportiamo di seguito le pagine iniziali del documento.
*
In difesa del diritto alla salute, in difesa dei beni ambientali e
culturali, per valorizzare e non devastare le risorse e le vocazioni
produttive del territorio, per una mobilita' adeguata e sostenibile, per un
modello di sviluppo al servizio delle persone, per la legalita' e la
democrazia, per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della biosfera:
basta con i silenzi e le bugie: diciamo la verita' sull'aeroporto.
*
Gli effetti gravemente nocivi
Quali saranno gli effetti di un mega-aeroporto per voli low cost a Viterbo?
- inquinamento da CO2;
- inquinamento da polveri sottili che danneggera' la salute dei residenti;
- inquinamento acustico che rendera' invivibili interi quartieri;
- grave danno per l'area termale del Bulicame;
- grave deprezzamento del valore degli immobili e degli esercizi in ampie
zone della citta'.
*
Lo sapevate che...
- Lo sapevate che manca la Valutazione d'impatto ambientale, obbligatoria
per legge?
- Lo sapevate che tra i propagandisti dell'aeroporto vi e' chi ha degli
interessi economici personali collegati all'aeroporto?
- Lo sapevate che le compagnie aeree godono di enormi agevolazioni e
addirittura di esenzioni fiscali?
- Lo sapevate che gli enti pubblici finanziano le compagne aeree con fiumi
di denaro mentre tagliano i servizi sociali e sanitari sostenendo che non ci
sono i soldi per garantire l'assistenza ai cittadini?
- Lo sapevate che la compagnia aerea low cost "Ryan Air" tiene il suo
personale in condizioni di precariato e si rifiuta di applicare le leggi
italiane a tutela dei lavoratori?
- Lo sapevate che il trasporto aereo contribuisce fortemente al
surriscaldamento del clima, la piu' grave emergenza globale che l'umanita'
deve urgentemente affrontare per evitare una catastrofe planetaria?
- Lo sapevate che la quasi totalita' dei turisti "mordi e fuggi" che
atterrerebbero a Viterbo coi voli low cost non si fermeranno affatto a
Viterbo ma andranno direttamente a Roma, cosicche' per Viterbo ci sara'
pressoche' solo danno e nessun vantaggio?
- Lo sapevate che mentre si parla di sperperare cifre folli per fare un
mega-aeroporto, ancora non e' stata riaperta la ferrovia
Civitavecchia-Capranica-Orte, per andare in treno da Viterbo a Orte ci vuole
un'ora, e per andare da Viterbo a Roma ce ne vogliono addirittura due?
*
Non sarebbe meglio...
Non sarebbe meglio difendere la salute dei cittadini invece di danneggiarla?
Non sarebbe meglio difendere e valorizzare il termalismo invece di
aggredirlo?
Non sarebbe meglio difendere i beni ambientali e culturali invece di
devastarli?
Non sarebbe meglio difendere e promuovere le vocazioni produttive del
viterbese invece di subire una nuova nociva servitu'?
Non sarebbe meglio potenziare le ferrovie a vantaggio dei pendolari
viterbesi invece di lasciarle nell'abbandono?
Non sarebbe meglio scegliere il bene invece del male?
*
Un devastante mega-aeroporto a Viterbo?
No, grazie. Ne' a Viterbo, ne' altrove
Difendiamo la salute dei cittadini, l'ambiente e i beni culturali e sociali
di Viterbo.
Difendiamo l'economia locale e il diritto a un lavoro valido e sicuro.
Difendiamo la biosfera e i diritti di tutti. Fermiamo il surriscaldamento
del clima.
Difendiamo la democrazia. Difendiamo i beni comuni. Difendiamo i diritti
delle generazioni future.
Impediamo una speculazione scandalosa e gravemente nociva.
Salviamo il pianeta dal collasso. Impegniamoci per una societa' e
un'economia equa e solidale.
*
Un aeroporto a Viterbo? No, grazie. E' necessario invece ridurre il
trasporto aereo
1. Un aeroporto provoca gravi danni alla salute della popolazione che vive
nei dintorni: sia attraverso l'inquinamento dell'aria, che causa gravi
malattie; sia attraverso l'inquinamento acustico.
2. Il trasporto aereo contribuisce fortemente al surriscaldamento del clima.
3. Il trasporto aereo danneggia gravemente l'ambiente.
4. Il trasporto aereo e' antieconomico: consuma piu' energia di ogni altro
mezzo di trasporto; danneggia gravemente la biosfera; costa molto alla
comunita' poiche' e' fortemente sovvenzionato sia da finanziamenti pubblici
sia da esenzioni ed agevolazioni fiscali (mentre si effettuano sciagurati
tagli di bilancio per sanita', istruzione ed assistenza): paradossalmente la
maggior parte dei costi del trasporto aereo li pagano i cittadini che non lo
usano; danneggiando l'ambiente e sottraendo risorse pubbliche non aiuta le
economie locali ma le impoverisce; l'occupazione nel settore e' limitata,
spesso precaria, e le compagnie aeree hanno spesso condotte gravemente
antisindacali.
5. Il trasporto aereo e' iniquo: statisticamente e' dimostrato che e'
soprattutto un privilegio dei ricchi, ma i costi li pagano soprattutto i
bilanci pubblici, e le conseguenze nocive le pagano innanzitutto i poveri.
6. Nel caso specifico dell'aeroporto a Viterbo manca completamente la
Valutazione d'impatto ambientale, obbligatoria per legge.
Viterbo nell'ambito della mobilita' ha bisogno innanzitutto di migliorare la
rete ferroviaria ed i collegamenti con Roma, con Orte e con Civitavecchia.
Una mobilita' coerente con la difesa e la valorizzazione dei beni ambientali
e culturali e delle vocazioni produttive del viterbese.
*
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla salute.
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla sicurezza.
Chiediamo che sia rispettato il diritto a un ambiente vivibile.
Chiediamo che sia rispettato il diritto a un lavoro dignitoso e sicuro.
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla mobilita' per tutti e non solo
per pochi privilegiati.
Chiediamo che decisioni che riguardano tutti siano discusse da tutti e prese
in modo democratico.
Chiediamo che prevalga la responsabilita', la solidarieta', la democrazia.
*
Siamo solidali con i cittadini di Ciampino, vittime dell'estrema nocivita'
dell'aeroporto.
Siamo solidali con tutti gli esseri umani che subiscono le conseguenze
dell'effetto serra cui il trasporto aereo contribuisce in misura cosÏ
rilevante.
Chiediamo a chi condivide questo appello di aderire ad esso, di diffonderlo,
di sostenere líimpegno del comitato.
Il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la
riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della
democrazia, dei diritti umani di tutti gli esseri umani

6. REPETITA IUVANT. MARINELLA CORREGGIA: A TERRA, A TERRA
[Riproponendo nuovamente questo testo, nuovamente ringraziamo Marinella
Correggia (per contatti: mari.cor at libero.it) per avercelo messo a
disposizione: e' il testo del capitolo "Volare? A terra, a terra" del suo
recentissimo libro La rivoluzione dei dettagli, Feltrinelli, Milano 2007.
Marinella Correggia e' nata a Rocca d'Arazzo in provincia di Asti;
scrittrice e giornalista free lance particolarmente attenta ai temi
dell'ambiente, della pace, dei diritti umani, della solidarieta', della
nonviolenza; e' stata in Iraq, Afghanistan, Pakistan, Serbia, Bosnia,
Bangladesh, Nepal, India, Vietnam, Sri Lanka e Burundi; si e' occupata di
campagne animaliste e vegetariane, di assistenza a prigionieri politici e
condannati a morte, di commercio equo e di azioni contro la guerra; si e'
dedicata allo studio delle disuguaglianze e del "sottosviluppo"; ha scritto
molto articoli e dossier sui modelli agroalimentari nel mondo e sull'uso
delle risorse; ha fatto parte del comitato progetti di Ctm (Commercio Equo e
Solidale); e' stata il focal point per l'Italia delle rete "Global Unger
Alliance"; collabora con diverse testate tra cui "il manifesto", e' autrice
di numerosi libri, e' attivista della campagna europea contro l'impatto
climatico e ambientale dell'aviazione. Tra le opere di Marinella Correggia:
Ago e scalpello: artigiani e materie del mondo, Ctm, 1997; Altroartigianato
in Centroamerica, Sonda, 1997; Altroartigianato in Asia, Sonda, 1998;
Manuale pratico di ecologia quotidiana, Mondadori, 2000; Addio alle carni,
Lav, 2001; Cucina vegetariana dal Sud del mondo, Sonda, 2002; Si ferma una
bomba in volo? L'utopia pacifista a Baghdad, Terre di mezzo, 2003; Diventare
come balsami. Per ridurre la sofferenza del mondo: azioni etiche ed
ecologiche nella vita quotidiana, Sonda, 2004; Vita sobria. Scritti
tolstoiani e consigli pratici, Qualevita, 2004; Il balcone
dell'indipendenza. Un infinito minimo, Nuovi Equilibri, 2006; (a cura di),
Cambieresti? La sfida di mille famiglie alla societa' dei consumi, Altra
Economia, 2006; Week Ender 2. Alla scoperta dell'Italia in un fine settimana
di turismo responsabile, Terre di Mezzo, 2007. La rivoluzione dei dettagli,
Feltrinelli, Milano 2007]

"Giri su Internet alla ricerca del volo piu' economico? Vuoi andare in
luoghi caldi in inverno, o a una conferenza sul futuro del mondo? Bene, ti
diciamo noi qual e' il vero prezzo da pagare per ogni viaggio aereo, e
vedrai che e' il modo piu' rapido per stare per sempre al caldo e precludere
un futuro all'umanita'"
Avvertimento del sito specialistico www.chooseclimate.org

Il contesto
Per superare il confine fra terra e cielo l'essere umano che sa volare
unicamente in sogno deve ricorrere massicciamente a un terzo elemento: il
fuoco, l'energia. Aumenta continuamente il trasporto aereo di persone e
merci. In ogni attimo i cieli sono arati da almeno 10.000 apparecchi.
Volare entusiasma. Accorcia le distanze. Uccide il clima. L'aeronautica
civile (non parliamo poi dei bombardieri) "in apparenza" contribuisce nella
misura del 3-4% alle emissioni globali di anidride carbonica, ma il
cosiddetto radiative forcing, effetto di riscaldamento combinato di CO2,
ozono, vapore acqueo e condensa e' circa tre volte piu' grande di quello
della sola CO2.
A causa di questa "triplicazione" gia' oggi, secondo i calcoli del
California Institute of Technology, il trasporto aereo provoca il 10%
dell'effetto serra totale. Un aereo con 400 posti per un viaggio di 6.000
chilometri ha bisogno di oltre 60.000 litri di kerosene; significa che un
passeggero transcontinentale esaurisce in una volta il proprio "diritto
annuale a inquinare", quanto a effetto serra.
Nel 2002 il Wwf britannico calcolo' l'impatto ambientale di due vacanze da
due settimane, una a Maiorca e l'altra a Cipro partendo da Londra: insieme
coprivano fino al 50% della fetta di risorse disponibili spettante a ogni
individuo del pianeta. Al tempo stesso un singolo viaggio contribuisce
all'effetto serra quanto una donna afgana o un bambino congolese in diversi
anni di vita, comprendendo tutti i loro (scarsi) consumi. Pero' sono gli
ambienti e le vite di chi non vola a subire gli effetti peggiori del
riscaldamento del clima.
In Europa le emissioni di CO2 da aviazione sono cresciute del 73% fra il
1990 e il 2002 e cresceranno del 150% dal 2002 al 2012; e' il settore in cui
crescono piu' in fretta. Il fenomeno dei low cost, voli a un centesimo, un
euro, dieci euro ha fatto lievitare il consumo di aerei. Queste formule
stracciate erano il 5% del traffico europeo nel 2000 e nel 2006 ne erano
diventate un quinto. Che comunque rimane poco democratico, concentrato
com'e' nel 5% della popolazione mondiale. I low cost fanno volare molto di
piu' ma sempre i soliti. Italiani per il week end ad Amsterdam, olandesi per
la notte bianca a Roma. La donna afgana non vola, nemmeno a un dollaro (se
non altro, non si riempie di particelle di ritardanti di fiamma).
Il traffico aereo inquina anche vicino a terra, in prossimita' degli
aeroporti, con monossido di carbonio e particolato totale. E poi, fine del
silenzioso cielo: rombi d'aereo dominanti o in sottofondo, di giorno e di
notte rendono difficile la vita a chi abita nelle vicinanze delle partenze,
degli arrivi e dei corridoi di ascesa e discesa. E le grandi opere espandono
continuamente la cementificazione da aeroporto. Secondo alcuni calcoli la
collettivita' paga oltre 2.000 milioni di euro all'anno per i costi
"esterni" - non contabilizzati nel prezzo del volo - legati alle cinque
emergenze: inquinamento, rumore, effetto serra, congestione, incidenti. Sono
i classici costi ambientali scaricati sulla collettivita': anche su chi non
vola mai.
Il settore dell'aviazione civile gode di privilegi sfacciati: esenzioni
fiscali e perfino l'esenzione dall'applicazione del protocollo di Kyoto
sull'effetto serra.
*
Che cosa posso fare io
Volare piace quasi a tutti. Ma e' una delle attivita' piu' ecologicamente e
dunque socialmente disdicevoli a cui una persona si possa dedicare. Urgono
svolte individuali e collettive.
a) Ridurre la domanda e' ridurre l'offerta
Banalmente, gli aerei volano perche' volano le persone volano e comprano
merci che volano.
- Intanto, calcolare. In media (dipende da tanti fattori come il tipo di
aereo, il tasso di riempimento, la quantita' di scali) si puo' calcolare un
impatto sull'effetto serra per persona pari a: 30 kg di CO2 equivalente ogni
100 km per i voli di meno di 2.000 km; 19 kg di Co2 equivalente ogni 100 km
per i voli piu' lunghi (salita e discesa sono le fasi piu' energivore).
Fanno quasi 2 tonnellate e mezza per un'andata e ritorno ai Caraibi (15.000
km). E 140 kg per un Roma-Milano. E oltre 3 tonnellate per andare e tornare
dalla Madunina a Jakarta. Bisognerebbe razionarsi i voli sulla base del loro
costo ecologico, non economico.
- Meno clienti oggi meno voli domani. Obiezione: "Senza di te l'aereo
volerebbe lo stesso e l'inquinamento pro capite dei viaggiatori sarebbe
ancora piu' alto per via del tuo posto lasciato vuoto". Risposta: a una
minore domanda corrisponderebbe velocemente una riduzione dei voli (e quindi
del danno); le compagnie non possono certo viaggiare vuote.
- Charter e low cost no grazie. A differenza dei voli di linea periodici, i
charter partono solo "a comando", quindi il collegamento domanda-offerta e'
immediato. Scegliere i charter o il low cost significa premiare chi opera
per fare dell'aereo una specie di bus.
- Svuotare i cargo. Le merci viaggiano per i continenti perche' c'e'
qualcuno che le preferisce a cio' che viene da vicino. Consumiamo e
soprattutto mangiamo prodotti locali e di stagione. Portare una tonnellata
in aereo per un chilometro provoca l'emissione di 0,9 kg di anidride Co2.
b) Alternative certe
Sulle brevi e medie distanze si tratterebbe solo di tornare a quel che si
faceva fino a una decina di anni fa (non proprio i tempi bui della candela e
del calesse): viaggiare via terra.
- Rotaie europee a buon prezzo. Da Roma a Milano, Messina a Napoli, Torino a
Parigi, Bari a Venezia e via elencando medie e corte distanze, il treno e'
di gran lunga piu' ecosostenibile dell'aereo. E si trovano - a prenotarle
per tempo - tariffe vantaggiose con le quali raggiungere anche molte citta'
europee.
- Cosi' veloce non e'. Se si calcolano i tragitti da e verso l'aeroporto, il
check in e lo spezzettamento del viaggio, al di sotto dei 700 chilometri
l'aereo non e' nemmeno piu' veloce (del treno). Con i treni notturni e
relative cuccette non si perdono mattinate o pomeriggi e si risparmia
sull'albergo.
- Non partire! Chi viaggia per lavoro... o per riunioni di
"attivisti-per-cambiare-il-mondo" si chieda se e' davvero necessario. Molto
si puo' sbrigare da fermi, a meno di essere affetti da apodemomania (mania
del movimento).
- Se c'e' di mezzo il mare. Mediterraneo, Tirreno e Adriatico sono quasi dei
laghi. Si arriva in Sardegna e in Grecia in una notte di nave
(l'avvistamento della costa e' sempre magico e certi traghetti hanno saloni
e bar da crociera). Anche la Spagna e' ben servita e con ottimi prezzi.
c) Distanze intercontinentali
L'eventualita' di un viaggio via terra su 3.000 o 10.000 chilometri e'
ovviamente riservata ai pochi privilegiati con tanto tempo a disposizione.
Ma anche l'eventualita' di un viaggio via aerea e' riservata a pochi
terrestri economicamente privilegiati. E' dunque troppo disinvolto salire su
un aereo con leggerezza, come fosse un treno.
- La prima domanda. Serve davvero questo viaggio? Mark Linas, autore di
"Notizie da un pianeta rovente", avendo esaurito - nei viaggi aerei per la
preparazione del libro - la sua quota equa di emissioni per i prossimi venti
anni, dice ormai no a qualunque viaggio turistico aereo.  Mathis
Wackernagel, inventore dell'impronta ecologica, minimizza i propri consumi
salvo quelli degli aerei andando in giro per il mondo a propagandare
l'impronta ma... "sinceramente non ho ancora capito se il bilancio finale di
questa contraddizione e' positivo, nel senso che molte persone capiscono che
bisogna orientarsi verso uno stile di vita e un modello di consumo piu'
realistico, o se e' negativo, perche' le idee di cui parlo rimangono solo
discorsi in aria".
- Telelavoro. Fanno miracoli le teleconferenze e telefonate "di gruppo".
- Quale turismo. Molti viaggi esotici sono un lusso e basta. I bei paesi del
Mediterraneo offrono praticamente tutto. Quanto alle genti e alle culture
altre da conoscere, anche gli abitanti di quei luoghi lontani amerebbero
venire a conoscere le nostre, di genti e culture. Non c'e' giustizia in
questi viaggi a senso unico.
- Riscaldare il pianeta per andare al caldo? Chi parte in inverno per stare
al caldo e in estate per stare al fresco non ha capito granche' della
bellezza delle stagioni, e di come il suo comportamento contribuisca a farle
saltare.
- "Me lo posso permettere, ecorisparmio altrove". Ho evitato l'auto tutto
l'anno? Ho tenuto spenti i riscaldamenti? Ho risparmiato molti kilowattora?
Ho mangiato solo cibi a basso impatto? Ho evitato qualunque usa e getta? Non
volo da tempo? Allora forse ho pagato in anticipo almeno parte del costo
ambientale del mio viaggio. (Comunque la mia impronta ecologica schizzera'
subito ben oltre i tre pianeti).
*
Azioni in comune
In attesa degli aerei solari, che pero' non potranno portare miliardi di
persone all'anno, il fenomeno "volo pazzo" va collettivamente arginato.
a) Campagne terra terra
Con un allarmato rapporto sull'aviazione di qualche anno fa, l'Ipcc
(organismo scientifico dell'Onu sui cambiamenti climatici) raccomandava
l'applicazione da parte degli stati di alcune misure: l'introduzione di
tasse per scoraggiare l'uso eccessivo degli aerei e il "decollo" di
politiche di sostituzione con il treno sulle brevi e medie distanze.
- Giusto prezzo del trasporto aereo. Tutti amano volare a basso costo e
comunque andare lontano, anche gli ambientalisti; ecco perche' soprattutto
in Italia e' difficile avviare campagne per il modico uso dell'aereo. In
altri paesi come Germania e Gran Bretagna gli attivisti sono piu' attivi.
- Fermare l'avanzata degli aeroporti. Le lotte contro il rumore e gli altri
inconvenienti degli aeroporti vedono spesso soli gli abitanti delle zone
limitrofe. A quando una grande campagna nazionale contro l'ampliamento degli
aeroporti e la creazione di nuovi?
- Il moto perpetuo del "movimento dei movimenti". "Non viaggio per turismo!
Vado lontano si', ma in Palestina in carovana di pace, in Chiapas in
delegazione, a Porto Alegre per il Social Forum, in Nepal a dir ciao ai
produttori della carta di riso equa, in Indonesia ad ascoltare un'assemblea
antiguerra". Questi spostamenti in massa da movimento sono certo
un'occasione per incontrare persone (ma le decisioni si prendono altrove e
in altro modo), ma molto da elite occidentale (e pochi del Sud). Il che e'
poco altermondialista. Non sara' meglio mandare un solo rappresentante a
turno per tutto il gruppo? E piuttosto pagare il viaggio a qualcuno del Sud?
- Merci in volo? Il trasporto su nave sviluppa 30 grammi di anidride
carbonica al chilometro per tonnellata di peso spostato; per la stessa
quantita', i treni sono a quota 41 grammi al chilometro; su strada si arriva
a 200; gli aerei schizzano a quota 1.00 grammi. Acquirenti e volontari delle
strutture di commercio equo - per cominciare da loro - potrebbero accertarsi
che le merci "senza sfruttamento"  arrivino in nave. E in generale, la
promozione dei consumi "vicini" al posto di quelli globalizzati aiuterebbe a
ridurre l'impatto climatico del settore.
b) Provvedimenti da chiedere
Vanno ridotte le sovvenzioni al trasporto aereo. L'Unione Europea titubante
ci prova.
- Tassare il kerosene.  L'esenzione del kerosene dalle tasse  costa
all'Unione Europea otto miliardi di euro all'anno. Una tassa sul carburante
porterebbe a miglioramenti tecnologici, una gestione del traffico aereo meno
"pindarica" e un aumento dei biglietti con conseguente riduzione della
domanda. La direttiva europea 96 del 2003 permette l'imposizione di questa
tassa ma solo sui voli domestici; accordi internazionali ne rendono
difficile l'applicazione generale, senza la quale le compagnie andrebbero ad
approvvigionarsi esentasse nel piu' vicino paradiso fiscale del kerosene.
- Tasse ambientali. Un'imposta sulle emissioni aeree potrebbe essere
calcolata in aggiunta a ogni biglietto. A tutt'oggi, e' la Norvegia l'unico
paese ad avere un prelievo basato sulle emissioni per i voli nazionali.
L'Unione Europea sta proponendo un supplemento sul biglietto, basato su
distanza ed emissioni per km, con un sovrapprezzo per decollo e atterraggio.
- Protocollo di Kyoto anche fra le nuvole. Che gli aerei siano rimasti fuori
dal Protocollo di Kyoto e' un'altra anomalia su cui gli ambientalisti
dovrebbero dar battaglia. Il settore va compreso nel sistema di commercio di
emissioni in vigore in Europa dal gennaio 2005.
- Un segno: tasse di solidarieta'. Dal luglio 2006 la Francia imita la Gran
Bretagna e introduce una piccola tassa sui biglietti aerei il cui introito
finanziera' progetti di lotta ad Aids, malaria e tubercolosi in Africa.
- Limiti di velocita'. Un sito di ecofantascienza sostiene che fra qualche
tempo gli inquinanti aerei saranno sostituiti dai dirigibili con consumi
decine di volte inferiori, ma piu' lenti: 200 km orari invece di 800 e piu'.
A quel punto volerebbero solo, per passione assoluta, i fratellini di
Leonardo; gli altri sceglierebbero il treno o di stare a casa. Pero',
chiedere una certa limitazione della velocita' - cosi' come sulle strade -
non e' fantascienza.
- Sognare non e' peccato. La meta' di tutti i voli in Europa sono al di
sotto dei 500 km, dunque non piu' veloci di un treno che parte e arriva dal
centro di una citta'. E che e' dieci volte meno inquinante. Attivisti
tedeschi chiedono la messa al bando dei voli a corto raggio. Almeno quelli.

7. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI
VITERBO

Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac at tin.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 42 del 27 ottobre 2007

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