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Minime. 280



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 280 del 21 novembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Peppe Sini: Un requiem e un appello
2. La "Carta" del Movimento Nonviolento
3. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: UN REQUIEM E UN APPELLO

Ahime', quanto trovo penoso gridare di dolore quando e' troppo tardi. Ed e'
troppo tardi.
Era nel 2006 che il sedicente movimento per la pace doveva erigere le
barricate contro la decisione del governo appena eletto coi voti di chi si
opponeva a Berlusconi e al fascismo di proseguire nella partecipazione alla
guerra terrorista e stragista in Afghanistan e nella violazione dell'art. 11
della Costituzione.
Era nel 2006 che il sedicente movimento per la pace doveva erigere le
barricate contro la decisione del governo appena eletto coi voti di chi si
opponeva a Berlusconi e al fascismo di proseguire la politica della
Bossi-Fini, ovvero della Turco-Napolitano, ovvero dei campi di
concentramento e della violazione dell'art. 10 della Costituzione.
Aver ceduto alla guerra ha portato a una politica ancora piu' bellica,
ancora piu' riarmista, ancora piu' terrorista, stragista, fascista.
Aver ceduto al razzismo ha portato a una politica ancora piu' razzista,
ancora piu' schiavista, ancora piu' mafiosa.
Perche' vi sono questioni sulle quali cedere un poco e' capitolare del
tutto. Cosi' oggi siamo governati dal berlusconismo senza Berlusconi, e
presto torneranno al potere i golpisti berlusconiani doc, l'eversione
dall'alto, la destra piu' estrema e la mafia come metodo e come sistema. A
meno che...
*
A meno che non la si faccia finita con ogni ambiguita', ogni acquiescenza,
ogni vilta'.
A meno che non si rompa ogni complicita' con i terroristi ministeriali e con
gli squadristi stradaioli.
A meno che non si cominci a lavorare non piu' a un generico movimento
pacifista dai mille equivoci e dalle mille corruzioni, dalle mille prebende
pietite alla mensa dei potenti, dalle mille burocrazie al servizio del
disordine costituito, dalle mille prostituzioni all'apparato dei mass-media.
Non piu' al pacifismo dei parastatali e degli squadristi, dei carrieristi e
dei nichilisti, dei militaristi e dei patriarchi, dei consumisti e dei
parassiti, degli arlecchini servi di ogni padrone. Si deve cominciare a
lavorare a un movimento per la pace e di pace caratterizzato dalla scelta
specifica della nonviolenza. La scelta della nonviolenza, si'.
*
Dalla scelta dura, esigente, coerente della nonviolenza. La nonviolenza
della persona forte. La nonviolenza rivoluzionaria. La nonviolenza della
giustizia e della liberta'. La nonviolenza della solidarieta' e della
responsabilita'. La nonviolenza che prende sul serio ed invera i principi
fondamentali scritti nella Costituzione della Repubblica italiana. La
nonviolenza che combatte la violenza senza cedimenti, senza trucchi, senza
prostituzioni, senza secondi fini, senza retropensieri, senza ammiccamenti,
senza vilta'.
La nonviolenza che e', sia pure non sempre enunciata come tale, il filo
rosso delle lotte del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori; la
nonviolenza che trova nelle lotte, nelle esperienze e nelle riflessioni del
movimento delle donne, nei femminismi, la sua maggiore storica espressione;
la nonviolenza anticoloniale ed antiautoritaria, socialista e libertaria, la
nonviolenza dell'ecologia, la nonviolenza del principio responsabilita'.
La nonviolenza caratterizzata dal programma enunciato nella carta che ogni
giorno riproduciamo su questo foglio e che recita: "Il movimento nonviolento
lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni
settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e
per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito
di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione
di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di
ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli".
*
E se questo occorre, se questa e' l'ora, se questo e' il varco, occorre dir
chiaro anche quanto segue.
I. Che nessuna complicita' deve essere piu' offerta al governo della guerra
e delle stragi, dei campi di concentramento e delle deportazioni, del riarmo
e del saccheggio, della resa ai devastatori della biosfera e della vita
civile, della resa ai violatori della legalita' democratica e dei diritti
umani.
II. Che occorre preparare fin d'ora liste delle persone amiche della
nonviolenza che in ogni istituzione democratica portino il punto di vista e
l'azione della nonviolenza, il punto di vista e l'azione della fedelta' ai
principi fondamentali della Costituzione nata dalla Resistenza.
III. Che occorre costruire un giornale delle persone amiche della
nonviolenza che ogni giorno porti in tutte le edicole d'Italia (oltre che
nella rete telematica, certo) il punto di vista e l'azione della
nonviolenza.
La nonviolenza e' in cammino, ma cammina solo sulle ganbe delle donne e
degli uomini di tenace concetto e di volonta' buona.
Dinanzi al dilagante femminicidio, dinanzi alla guerra terrorista e
stragista, dinanzi al razzismo al potere, dinanzi a un modello di sviluppo
che porta la biosfera al collasso, ebbene, non si puo' piu' esitare. E'
l'ora della nonviolenza, della politica della nonviolenza, della nonviolenza
come criterio di giudizio, come principio di azione, come proposta di lotta,
come programma di governo, come movimento di massa che contrasti la
catastrofe in corso.

2. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

3. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

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