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Coi piedi per terra. 56



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 56 del 28 novembre 2007

In questo numero:
1. Per il bene comune
2. Il 4 dicembre a Viterbo un convegno sulle emergenze ambientali e
sanitarie nell'Alto Lazio
3. Alessandro Pizzi: Relazione all'assemblea nazionale degli enti locali
svoltasi a Roma il 23 novembre 2007
4. Una decisione ministeriale profondamente errata
5. Peppe Sini: Non passeranno. Impediremo questa scellerata devastazione
6. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

1. EDITORIALE. PER IL BENE COMUNE

Finita la fase dell'incertezza e delle ambiguita' sulla localizzazione del
terzo polo aeroportuale nel Lazio, e indicata dunque Viterbo come vittima
designata dal ministro dei trasporti Bianchi e dal presidente della Regione
Marrazzo, i termini della questione finalmente si semplificano.
E si definisce lo scenario della lotta che ora ha inizio tra i nuovi attila
devastatori e predoni, e la popolazione che invece vuole difendere la
salute, l'ambiente, la democrazia, i diritti dell'umanita' intera e delle
generazioni future.
E' chiara la minaccia: i nuovi attila hanno dato il via libera alle
procedure per poter realizzare in tre-quattro anni a Viterbo un
mega-aeroporto per voli low cost al servizio di Roma, che accolga dai 6 agli
8 milioni di passeggeri all'anno, all'interno di una crescita che porti nel
2020 a 56 milioni il volume del traffico aereo di passeggeri nel Lazio, e
quindi fare del Lazio "la Regione del volo", secondo le parole del
presidente della giunta regionale che evidentemente non sa cosa dice, non si
rende conto del disastro climatico planetario in corso, parla pertanto da
irresponsabile quando e' del tutto noto che l'incremento del trasporto aereo
e' tra i principali fattori di quell'effetto serra che sta provocando il
collasso della biosfera e il piu' grande pericolo per la civilta' umana nel
suo insieme.
*
L'intenzione formulata dal ministro Bianchi e dal presidente regionale
Marrazzo e' pura follia. E per molti motivi.
Il primo: Ciampino soffoca e continuera' a soffocare. Il mega-aeroporto di
Viterbo non e' finalizzato a liberare Ciampino (che va liberata subito - non
tra alcuni o molti anni - dall'eccesso di traffico aereo), ma piuttosto a
"ciampinizzare" un'altra citta', all'interno di un incremento sempre piu'
dissennato del trasporto aereo, gia' insostenibile.
Il secondo: a Viterbo l'opera avrebbe effetti disastrosi:
a) devasterebbe un'area di inestimabile valore naturalistico, storico,
culturale, sociale, terapeutico, economico e simbolico: l'area termale del
Bulicame, gia' ricordata da Dante nella Divina Commedia;
b) provocherebbe un pesante aumento dell'avvelenamento dell'aria in un
territorio, l'Alto Lazio, gia' terribilmente gravato dalle emissioni
inquinanti del polo energetico Civitavecchia-Montalto;
c) produrrebbe un inquinamento acustico insostenibile per tanta parte della
popolazione citadina;
d) danneggerebbe i beni culturali e ambientali e le vocazioni produttive del
territorio, vocazioni e beni che andrebbero invece difesi e valorizzati;
e) porterebbe al disastro il sistema della mobilita' locale, che avrebbe
invece bisogno di un forte impegno finanziario pubblico in primo luogo per
potenziare il trasporto pubblico locale e particolarmente la ferrovia - oggi
scandalosamente negletta -.
Il terzo: e' ormai opinione condivisa non solo dall'intera comunita'
scientifica internazionale, non solo dall'Onu, ma anche dai piu' avvertiti
dei principali statisti del mondo, che occorre procedere immediatamente a
una drastica riduzione delle emissioni inquinanti che provocano il
surriscaldamento del clima, per cercare di contrastare la catastrofe
planetaria gia' in corso. E per ridurre le emissioni che provocano l'effetto
serra e' decisivo ridurre drasticamente sia l'automobilismo privato, sia il
trasporto aereo. Non si sfugge: il trasporto aereo, corresponsabile per ben
il 10% delle emissioni inquinanti che provocano l'effetto serra, va
immediatamente ridotto. Costruire nuovi aeroporti in paesi come l'Italia e'
quindi un crimine e una follia.
Il quarto: continuare a sperperare ingenti risorse finanziarie pubbliche a
sostegno del trasporto aereo, cioe' a vantaggio di una ristretta lobby
affaristica che provoca danni giganteschi all'umanita', e' non solo
insensato, ma delittuoso.
*
Occorre dunque ridurre e non incrementare il trasporto aereo.
Occorre cessare di finanziare coi soldi di tutti le compagnie aeree.
Occorre difendere la salute e l'ambiente, gli ecosistemi locali e quello
globale.
Occorre una mobilita' sostenibile e responsabile.
Occorre una politica delle istituzioni, cosi' come modelli di convivenza
delle comunita' e stili di vita delle persone, che abbiano come fine comune
la difesa della biosfera e la continuazione dell'umana vicenda.
*
A Viterbo l'opposizione al mega-aeroporto nocivo e distruttivo e' gia'
ampia. E man mano che proseguira' la nostra iniziativa di informazione,
coscientizzazione e mobilitazione dei cittadini essa crescera' ancora e
ancora.
Noi siamo certi di riuscire a sconfiggere questo scellerato progetto.
Siamo certi che lo sconfiggeremo con la forza della verita', con la forza
della democrazia, con la forza della legalita'.
Siamo certi che attraverso le procedure della Valutazione d'impatto
ambientale (Via) e della Valutazione ambientale strategica (Vas),
obbligatorie per legge, emergera' l'irrealizzabilita' dell'opera.
Siamo certi che attraverso la sensibilizzazione e la partecipazione popolare
emergera' il rigetto dell'opera da parte della popolazione dell'Alto Lazio
che vuole difendere la salute, l'ambiente, i diritti propri e delle
generazioni future.
Siamo certi che attraverso il ricorso alle competenti magistrature - alle
quali stiamo predisponendo specifiche richieste d'intervento - fermeremo
ogni manovra ed ogni operazione che volesse eludere e violare quanto
stabilito dalla legislazione vigente in materia di difesa dell'ambiente e
della salute.
Siamo certi che questa lotta, se sapremo condurla chiamando tutte le persone
che vivono nell'Alto Lazio all'impegno democratico, all'azione nonviolenta,
alla difesa dei diritti di tutti, noi la vinceremo per il bene comune.
Siamo certi che questa lotta, se sapremo condurla convocando le istituzioni
democratiche ad assumersi le responsabilita' loro proprie, noi la vinceremo
per il bene comune.
E siamo certi che questa lotta, che trova a Viterbo oggi un punto focale, e'
la stessa lotta che in tante altre parti d'Italia e del mondo si sta
conducendo per ridurre il trasporto aereo, e se sapremo condurla con serena
fermezza e persuasa passione, noi la vinceremo per il bene comune.
E siamo certi altresi' che questa lotta per la riduzione del trasporto aereo
e' un contributo alla lotta di tutte le donne e tutti gli uomini che in
varie forme e ovunque nel mondo stanno difendendo la biosfera per affermare
tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani, per affermare la comune
responsabilita' per la natura - per l'unica casa comune -, e per affermare i
diritti delle generazioni che verranno; e se questa lotta sapremo condurla
con limpidezza di sguardo, voce chiara ed animo saldo, ebbene, noi la
vinceremo per il bene comune.

2. INIZIATIVE. IL 4 DICEMBRE A VITERBO UN CONVEGNO SULLE EMERGENZE
AMBIENTALI E SANITARIE NELL'ALTO LAZIO

Si terra' presso la sala delle conferenze della Provincia di Viterbo, a
Palazzo Gentili, in via Saffi, martedi' 4 dicembre 2007 con inizio alle ore
16,30 un convegno su "Le emergenze ambientali e sanitarie nell'Alto Lazio.
La situazione attuale, le azioni da proseguire, le iniziative da
intraprendere", terzo dei convegni di approfondimento scientifico promossi
dal Comitato che si oppone al terzo polo aeroportuale del Lazio e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo (i due precedenti convegni si sono
svolti il 21 settembre e il 18 ottobre).
*
Il programma e' il seguente:
1. Apertura
- presidenza di Osvaldo Ercoli;
- intervento di apertura di Antonella Litta;
- interventi di saluto di rappresentanti istituzionali;
- introduzione di Peppe Sini: "Modello di sviluppo di servitu', intreccio
politico-affaristico, penetrazione dei poteri criminali, devastazione
ambientale nell'Alto Lazio: una ricostruzione storica, un modello di
analisi, alcune proposte di intervento".
2. Relazioni
- relazione di Giuseppe Nascetti, docente di ecologia all'Universita' della
Tuscia: "Alto Lazio in emergenza. Gli aspetti ambientali";
- relazione di Mauro Mocci, medico, epidemiologo: "Alto Lazio in emergenza.
Gli aspetti sanitari";
- relazione di Gennaro Francione, magistrato: "Alto Lazio in emergenza. Gli
aspetti giuridici. Natur e Kultur nell'Alto Lazio per la difesa
costituzionale del territorio".
3. Esperienze e riflessioni
- interventi dei comitati, i movimenti, le associazioni impegnate per il
diritto alla salute e la difesa dell'ambiente e dei beni comuni, la lotta
contro l'economia illegale, la corruzione politico-amministrativa e la
penetrazione dei poteri criminali nell'Alto Lazio.
4. Dibattito e conclusioni.
*
Il convegno ha finalita' di studio, ovvero di socializzazione di conoscenze
ed esperienze; alla finalita' di studio si affianca naturalmente anche
quella della conoscenza reciproca, dell'incontro tra esperienze diverse ma
affini (fatta salva la piena autonomia di ogni movimento),
dell'individuazione di punti di vista e di obiettivi comuni, della messa a
disposizione di tutti degli strumenti e delle risorse socializzabili, del
rilancio delle mobilitazioni in difesa dell'ambiente, del diritto alla
salute, della legalita', dei beni comuni.

3. MATERIALI. ALESSANDRO PIZZI: RELAZIONE ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI ENTI
LOCALI SVOLTASI A ROMA IL 23 NOVEMBRE 2007
[Riportiamo il testo della relazione tenuta dal professor Alessandro Pizzi
il 23 novembre 2007 a Roma nella prima sessione dell'Assemblea nazionale
degli Enti Locali promossa dalla "Rete del nuovo municipio".
Il professor Alessandro Pizzi, gia' apprezzatissimo sindaco di Soriano nel
Cimino (Vt), citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza
amministrativa sono diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo
educativo e nel volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di
solidarieta', ambientaliste, per i diritti umani e la nonviolenza, tra cui
l'azione diretta nonviolenta in Congo con i "Beati i costruttori di pace";
ha promosso il corso di educazione alla pace presso il liceo scientifico di
Orte (istituto scolastico in cui ha lungamente insegnato); e' uno dei
principali animatori del comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo. Sul tema del trasporto
aereo, del suo impatto sugli ecosistemi locali e sull'ecosistema globale, e
sui modelli di mobilita' in relazione ai modelli di sviluppo e ai diritti
umani, ha tenuto rilevanti relazioni a vari convegni di studio]

Ringrazio gli organizzatori per averci invitato come comitato che si oppone
all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo a
questo incontro.
Il tema di questo incontro e': "I movimenti e la partecipazione".
Considerata la mia passata esperienza da sindaco, e quindi l'esperienza nel
fare i bilanci, affermo con forza che senza una adeguata informazione i
cittadini non possono partecipare alla formazione delle decisioni.
Nel caso di cui mi occupo, ma potrei citarne altri, nessuno, escluso noi, ha
informato i cittadini sull'impatto  del trasporto aereo sull'ambientale e
sulla salute. Il comitato pro aeroporto ha fatto e fa solo propaganda, anche
interessata, considerato che tra i suoi componenti vi e' chi gestisce
attivita' imprenditoriali legate all'aeroporto. Tutti i partiti, esclusi Prc
e Verdi, si sono accodati al comitato pro aeroporto blaterando di sviluppo,
di occupazione e di ultima possibilita' per Viterbo.
Noi come comitato che si oppone all'aeroporto ci siamo assunti la
responsabilita' di informare i cittadini documentando l'impatto devastante
sull'ambiente e sulla salute del trasporto aereo. Responsabilita' che doveva
essere dei Comuni, della Provincia e della Regione. Non hanno organizzato
iniziative per valutare gli effetti del trasporto aereo, non hanno messo i
cittadini in condizione di poter decidere, compresi quei Comuni che accedono
ai finanziamenti regionali per la partecipazione. Hanno approvato mozioni a
favore dell'aeroporto in consigli deserti e del tutto disinformati.
Provo ad elencare ancora una volta alcuni dei motivi per cui ci opponiamo al
terzo aeroporto nel Lazio.
*
Contro il mega-aeroporto a Viterbo
Siamo contro la realizzazione del mega-aeroporto per voli low cost a Viterbo
perche':
a) devasterebbe la zona termale del Bulicame, citato da dante nella Divina
Commedia. Possiamo immaginare cosa significa andare alle terme per curarsi e
respirare gli scarichi degli aerei e ascoltare il loro rumore. Oltre tutto
si tratta di un aeroporto del tutto estraneo alla vocazione del territorio
della Tuscia. Un aeroporto che deve servire per i voli low cost per portare
i turisti del "mordi e fuggi" a Roma, turisti che scendono nel "non luogo" e
non vedono l'ora di andare a Roma.
b) nuocerebbe alla salute dei cittadini che abitano nei pressi
dell'aeroporto, e in generale in tutta Viterbo, per l'inquinamento acustico
e per le polveri sottili. Per soddisfare desideri indotti dalla pubblicita'
e dalle agenzie di viaggio, per soddisfare la voglia di profitto delle
compagnie low cost come la Ryanair, che tratta i lavoratori dipendenti senza
riconoscere i diritti sindacali piu' elementari, e di qualche affarista
locale, non solo si va a danneggiare la zona delle terme, ma si crea un
grave danno alla salute dei cittadini che abitano vicino all'aeroporto e in
qualche misura ai cittadini della provincia.
*
Contro il terzo polo aeroportuale regionale, e per la riduzione drastica dei
voli
Siamo contro il terzo aeroporto del Lazio e per la diminuzione drastica del
trasporto aereo a cominciare da Ciampino.
Ci opponiamo alla realizzazione del terzo polo aeroportuale regionale sia a
Viterbo che altrove: ovunque avrebbe un impatto disastroso sull'ambiente e
sulla salute delle persone.
Costruire un nuovo aeroporto serve a breve termine solo agli interessi dei
costruttori, e a lungo termine solo alle compagnie aeree che invaderanno il
nuovo sito e continueranno ad inquinare Ciampino.
Sosteniamo la lotta dei comitati e dei cittadini di Ciampino per l'immediata
drastica riduzione dei voli.
*
I danni del trasporto aereo
Il trasporto aereo contribuisce all'aumento della temperatura e quindi ai
cambiamenti climatici.
Secondo calcoli di scienziati del prestigioso Caltech California Institute
of Tecnology  provoca il 10% dell'effetto serra; alla CO2 va sommato anche
il vapore acqueo ed altre sostanze. Non dimentichiamo le denunce di questi
giorni sui possibili tragici scenari dovuti al riscaldamento del clima: sono
previsti catastrofi anche se si riesce a contenere l'aumento della
temperatura a soli due gradi; obiettivo, tra l'altro, non facilmente
raggiungibile a meno di drastiche misure per ridurre l'emissione di gas ad
effetto serra. L'urgenza di intervenire sui cambiamenti climatici ci viene
ricordata dall'assegnazione del premio Nobel per la Pace ad Al Gore e agli
scienziati dell'Ipcc, come anche dalle recenti drammatiche parole del
Segretario generale dell'Onu.
In Italia e in Europa e' il mezzo di trasporto che cresce piu' rapidamente;
dal 1990 ad oggi e' piu' che raddoppiato e, fenomeno interessante, dopo l'11
settembre del 2001, in Italia e nel resto d'Europa e' cresciuto ad un tasso
maggiore di quello di prima. La crescita rapida (crescita esponenziale)
tipica dei fenomeni che caratterizzano l'economia dominante e' molto
pericolosa perche' impedisce di capire il pericolo in tempo utile per porvi
rimedio.
Non e' affatto democratico: vola solo il 5% della popolazione mondiale;
secondo un'indagine inglese, pubblicata da Gorge Monbiot nel libro Calore
edito da Longanesi, smentisce la favola che con i voli low cost possono
volare tutti, infatti prendere l'aereo riguarda solo il 6% delle classi meno
agiate.
Non contabilizza nel prezzo di volo i costi dell'inquinamento, del rumore,
dell'effetto serra, della congestione, degli incidenti (secondo alcuni
calcoli la collettivita' paga oltre 2 miliardi di euro all'anno per i costi
"esterni").
Marinella Correggia, in un recente articolo pubblicato dal quotidiano "Il
manifesto", parla dei costi di una campagna dei Medici Senza Frontiere
contro la malnutrizione, e sostiene che la spesa e' di 750 milioni di euro
all'anno, che e' meno di un millesimo delle spese per gli armamenti e un
centesimo delle sovvenzioni europee al trasporto aereo.
Gode di privilegi come esenzioni fiscali e non applicazione del protocollo
di Kyoto; anche se una recente direttiva europea prevede l'inserimento dei
voli che fanno scalo in Europa nel protocollo di Kyoto.
E' molto energivoro. Da una relazione del Comitato economico e sociale
europeo si viene a sapere che: "Benche' negli ultimi 40 anni l'efficienza
dei carburanti per aerei sia aumentata di oltre il 70%, nello stesso periodo
la quantita' totale del carburante utilizzato e' cresciuta di oltre il
400%".
La Commissione Europea calcola che se la crescita del trasporto aereo
proseguira' al ritmo attuale, entro il 2012 le emissioni di CO2 prodotte dai
voli internazionali in partenza dagli scali europei aumenteranno del 150%
rispetto al valore del 1990. Un aumento che vanificherebbe piu' di un quarto
(secondo i Verdi piu' della meta') delle riduzioni necessarie per realizzare
l'obiettivo comunitario fissato dal Protocollo di Kyoto.
Il trasporto aereo gode di agevolazioni, le compagnie aeree conseguono
profitti e i cittadini pagano in termini di salute, soprattutto chi abita
nei pressi degli aeroporti, e in termini economici. "Con i favoritismi di
cui gode", secondo la Commissione Ambientale d'Inchiesta (Eac) della House
of Commons  britannica, "nel 2050, il solo settore dell'aviazione
rappresentera' ben il 66% delle emissioni del Paese". Il governo inglese si
e' dato (nel "Libro Bianco sull'Energia"), entro il 2050, l'obiettivo di
ridurre del 60% rispetto al 1990 le emissioni, per rispondere all'obiettivo
di "salvezza climatica" indicato dall'Ipcc. Ma perche' mai gli altri settori
economici dovrebbero accettare un costoso taglio di emissioni, mentre il
comparto aereo avrebbe il permesso di triplicare il contributo al
cambiamento climatico fra il 1990 e il 2050?
Il trasporto aereo ha costi ambientali e consumi di energia, per chilometro
percorso da una persona o da una tonnellata di merce, piu' grandi rispetto
ad altri sistemi di trasporto, molto piu' grandi rispetto al treno.
Spesso il trasporto aereo ha le caratteristiche delle cose superflue,
soprattutto per il low cost al servizio del turismo "mordi e fuggi".
*
Quale modello di mobilita': la scelta della ferrovia
Un nuovo modello di mobilita' deve vedere al centro il trasporto passeggeri
e merci con il treno, ad esempio per andare da Napoli a Milano l'aereo
emette anidride carbonica (in kg per passeggero) quasi 4 volte il treno,
l'auto a diesel quasi 3 volte il treno e l'auto a benzina 2,5 volte il treno
(calcoli che si possono effettuare in diversi siti in internet come ad
esempio "Azzero CO2"); per il trasporto merci (300 tonnellate) da Gioia
Tauro a Stoccarda l'aereo emette CO2 piu' di 30 volte il treno e un camion
piu' di 4 volte il treno.
Per favorire il trasporto con il treno, oltre ad incentivare tale mezzo
(tariffe basse e viaggi confortevoli) ci vorrebbero degli amministratori a
livello locali e statale che avessero il coraggio e la lungimiranza di
ostacolare le auto e gli aerei. Ad esempio non costruendo nuove strade, ne'
nuovi parcheggi nei centri storici, ne' nuove piste e nuovi aeroporti.
Piu' spazio viene dato alle auto o agli aerei piu' viene riempito e cosi' ne
servira' dell'altro, all'infinito.
Dovrebbero essere vietati i voli sotto una determinata soglia di km (ho
fatto l'esempio del tragitto Napoli-Milano); si dovrebbero fare campagne per
persuadere i cittadini a fare le vacanze "di vicinato" per scoprire le
bellezze naturali e culturali dei posti vicini piuttosto che fare le vacanze
in posti esotici e lontani e magari il Natale in posti caldi oppure
praticare il devastante turismo "mordi e fuggi" con i voli low cost.
Parlavo di coraggio perche' per gli amministratori locali e i governanti
costruire una nuova strada o un aeroporto puo' portare un consenso
immediato, anche perche' i danni si vedranno solo in seguito.
Parlavo di incentivi per il treno, purtroppo i governi di destra e di
sinistra si sono trovati d'accordo nel penalizzare il treno. Basta leggere
il rapporto annuale dell'Enea su Ambiente Italia - e a dire il vero
basterebbe osservare le citta' e le strade - e si scopre che nel 2005
l'incidenza percentuale del trasporto merci e passeggeri con il treno e'
diminuita, e nello stesso periodo e' aumentata l'incidenza del trasporto su
gomma dei passeggeri e delle merci, nello stesso periodo il trasporto aereo
e' raddoppiato.
Nel 1990 il trasporto merci con il treno incideva per il 13%, nel 2005 per
il 10% mentre il trasporto su gomma nel 1990 incideva per il 62%, nel 2005
per il 66%. Per i passeggeri la situazione e' analoga: nel 1990 il treno
incideva per il 6%, nel 2005 per il 4,8%, il trasporto con autovetture nel
1990 incideva per il 72%, e nel 2005 per oltre il 74%. Dal 1970 al 2005 sono
stati soppressi 4386 km di ferrovie. Si fanno ingenti investimenti per le
linee ad alta velocita' (che a conti fatti fanno risparmiare pochi minuti)
mentre il prezioso servizio dei treni locali regionali viene penalizzato.
Addirittura la linea Civitavecchia-Orte (che collegava la zona industriale
di Terni e Narni con il porto di Civitavecchia) e' stata sostituita da
un'inquinante e pericolosa linea di autocorriere, alla faccia degli impegni
assunti con il protocollo di Kyoto. E poi ci meravigliamo se l'aria delle
nostre citta' e' avvelenata e aumentano le allergie. A me sembra chiaro che
chi aveva responsabilita' di governo ha favorito un modello di mobilita'
insostenibile per l'ambiente e per la salute dei cittadini.
*
Il momento e' ora
E' arrivato il momento, se ancora siamo in tempo, di cambiare stili di vita
nel mondo ricco (su questo tema c'e' un bel libro di Marinella Correggia, La
rivoluzione dei dettagli. Manuale di ecoazioni individuali e collettive,
Feltrinelli, Milano 2007). E' arrivato il momento di assumersi le
responsabilita', sia come persone sia come organizzazioni politiche ed
istituzioni per avviare una campagna per contrastare lo sviluppo illimitato
e per imboccare il cammino che porta alla decrescita condivisa, alla
sobrieta' felice.
Dovremmo prendere coscienza che stante la finitezza delle risorse, ognuno di
noi ha a disposizione un "budget" limitato per l'uso dell'energia e per le
emissioni dei gas serra, consumato il quale, si danneggiano altri esseri
umani.
A me sembra che coloro che vedono l'aeroporto come volano dello sviluppo
abbiano in mente il modello di economia dominante che tanti danni sociali e
ambientali ha provocato: massiccio uso di energia e materia, considerate
illimitate, e consumismo sfrenato non solo di beni materiali, ma anche di
turismo e di cultura. Non viene presa affatto in considerazione la scarsita'
delle risorse. Tutto viene misurato in termini monetari.
Chi ha responsabilita' di governo locale e centrale deve prendere decisioni
lungimiranti per consegnare alle generazioni future, a partire dai bambini
che oggi hanno dieci anni, un mondo vivibile e non offeso da catastrofi (che
molti in modo ingannevole si ostinano a chiamare "naturali"), piu' di quelle
che accadono oggi.
Inoltre il trasporto aereo ben si inserisce nel modello di economia
dominante: l'aereo E' frutto dell'alta tecnologia, la tecnoscienza, usa
grandi quantita' di energia, produce grandi quantita' di gas ad effetto
serra, raggiunge alte velocita', e' molto rumoroso, e' usato da una esigua
minoranza, produce guadagni per le compagnie aeree e costi per la
collettivita', porta ingenti sovvenzionamenti pubblici alle compagnie
private togliendoli alla collettivita', provoca gravi danni alla salute dei
cittadini che vivono nei pressi degli aeroporti, danneggia in modo grave
l'ambiente contribuendo in modo considerevole  al surriscaldamento del
clima. Insomma tutto il contrario delle parole d'ordine proposte piu' di
dieci anni fa dall'indimenticabile Alexander Langer, che le riteneva
necessarie per salvare il pianeta e l'umanita': "piu' lentamente, piu'
profondamente, piu' soavemente".
Infine il modello culturale veicolato dal trasporto aereo nuoce anche alla
formazione del pensiero, perche' induce a credere che si puo' andare in ogni
parte in qualsiasi momento senza tener conto dei costi collettivi in termini
di salute e di spesa pubblica.
*
Un modello di economia contro la natura
Il trasporto aereo si inserisce in quel modello di economia dominante che e'
contro natura perche' non considera le leggi della natura, in particolare la
degradazione dell'energia (l'entropia) e i limiti fisici della Terra, che
provoca disastri sociali producendo poverta': i ricchi sono sempre piu'
ricchi e i poveri sempre piu' poveri (come dimostrano i rapporti dell'Onu);
non dobbiamo dimenticare che la poverta' e' causa delle morti dei bambini
per fame o denutrizione. Entro la prossima mezz'ora, 360 bambini in eta'
prescolare moriranno per fame e denutrizione. Dodici al minuto,
ventiquattr'ore su ventiquattro: piu' di sei milioni all'anno. In un mondo,
come ci ricorda la rivista "Le Scienze" di novembre, dove la produzione di
cibo e' sufficiente a soddisfare il bisogno energetico e proteico di tutti
gli abitanti del pianeta. Nel 1909 Gandhi sosteneva che: "Il nostro pianeta
ha risorse sufficienti per soddisfare i bisogni fondamentali di tutti, non
l'avidita' di qualcuno".
Un modello di economia (basato sul mercato) che e' profondamente violento e
per questo deve far ricorso alla guerra. E stiamo a discutere di un
aeroporto per voli low cost?
Tra qualche anno dovremmo spiegare alle nuove generazioni che ritenevamo
piu' importante una vacanza in America o avere un'auto che fosse in grado di
passare da 0 a 100 km/h in meno di 5 secondi, piuttosto che avere a cuore
l'equilibrio ecologico della Terra.
E' evidente che non tutti consumiamo energia e materia allo stesso modo,
cosi' come non tutti contribuiamo nella stessa misura ad emettere i gas
serra: I cittadini delle nazioni piu' ricche hanno, mediamente, impronte
ecologiche molto maggiori dei cittadini dei paesi che consumano meno.
il sistema che perpetua la poverta' ha la tendenza a superare i limiti
imposti dal mondo fisico. Secondo gli studi di Mathis Wackernagel,
l'ideatore dell'indicatore Impronta Ecologica: "il consumo di risorse da
parte dell'umanita', messo a confronto con la superficie disponibile,
oltrepassa oggi la capacita' di carico globale di circa il 20%. Vale a dire
che la domanda umana ha superato le risorse naturali". l'Impronta Ecologica
(IE) misura, in unita' di superficie, la natura che consumiamo (spazio per
abitare, energia per scaldarci, per muoverci, piante che producono
l'ossigeno per respirare, area che fornisce il cibo). A fronte di una
produttivita' media della natura pro-capite di 30 acri, l'IE media
pro-capite in Africa e' di 18 acri e in Nord America di 234 acri (dati da
Camino, Barbiero, Benessia, in "Azione nonviolenta" cit. in bibliografia).
Per l'emissione di gas ad effetto serra, prendendo come esempio solo la CO2,
tra i  responsabili dei cambiamenti climatici, voglio citare alcuni dati,
riferiti al 2003, pubblicati da uno studio americano e dall'Enea (Ambiente
Italia 2006): mediamente un cittadino del Lussemburgo contribuisce ad
emettere CO2 405 volte un cittadino dell'Etiopia e 101 volte un cittadino
del Bangladesh; un cittadino Usa 333 volte un etiope e 83 volte un cittadino
del Bangladesh; un cittadino del Regno Unito 158 volte un etiope e 40 volte
un cittadino del Bangladesh; un italiano 137 volte un etiope e 34 volte un
cittadino del Bangladesh.
E' evidente che la responsabilita' dei diversi paesi per i cambiamenti
climatici e' assai diversa, cosi' come e' diversa la responsabilita' dei
cittadini (tra i ricchi e i poveri).
Penso a quelli africani o dell'America Latina o agli occidentali piu'
poveri: per questi dovranno essere disponibili quantita' di energia e
materia superiori a quella attuale, e per i cittadini piu' ricchi tale
quantita' dovra' essere ridotta drasticamente. Parlo di cittadini perche',
come sostengono tre ricercatori dell'Universita' di Torino nel gia' citato
studio apparso sul mensile "Azione nonviolenta": "Si delineano sempre piu'
chiaramente due categorie: non piu' Nord/Sud, o Paesi sviluppati e Paesi
sottosviluppati, ma abitanti 'globalizzati' e abitanti 'localizzati': i
primi si spostano facilmente e godono in abbondanza delle risorse naturali
provenienti da ogni parte del mondo; i secondi sono vincolati alla loro
terra, e possono usufruire solo dei beni locali. Se questi vengono a
mancare, sono costretti a migrare per sopravvivere".
E' arrivato il momento di chiedere alle persone agiate dei paesi ricchi di
fare a meno di alcune cose - auto potenti, i voli in Thailandia, in Florida
o a Roma per la notte bianca - a vantaggio degli altri.
*
I vincoli ecologici, le sorti del pianeta
Qualche tempo fa si diceva "un altro mondo e' possibile". Per rendere
operativa questa parola d'ordine e' necessario che gli amministratori
regionali, provinciali e comunali diano segnali forti come quello di non
costruire il terzo aeroporto nel Lazio e si impegnino per la drastica
riduzione del trasporto aereo e automobilistico.
Si parla di partecipazione ma il Ministro indichera' il sito senza che ci
sia la Valutazione di Impatto Ambientale, per non parlare della Valutazione
Ambientale Strategica; e i Comuni della Tuscia che hanno approvato  una
mozione a favore dell'aeroporto non hanno chiamato i cittadini alla
discussione, anche quei comuni che hanno preso dalla Regione Lazio i
finanziamenti per la partecipazione.
Certo, considerate le scelte del Governo e della Regione Lazio di costruire
nuove strade e nuovi aeroporti, c'e' da chiedersi se ha piu' senso parlare
di differenza tra destra e sinistra. Ha ragione Wolfgang Sachs del Wuppertal
Institute che afferma: "Il mondo non sara' piu' diviso tra le ideologie di
'destra' e di 'sinistra', ma tra coloro che accettano i vincoli ecologici e
coloro che non li accettano".
Se abbiamo a cuore la sorte del pianeta, d'ora in poi dobbiamo chiederci se
le nostre azioni rispettano i vincoli ecologici o non li rispettano, e agire
di conseguenza.
*
Bibliografia
- Elena Camino, Giuseppe Barbiero, Alice Benessia, "Abitanti globalizzati e
abitanti localizzati di un pianeta messo in crisi dagli umani. Cornice
teorica e  piste di ricerca didattica", in "Azione Nonviolenta", n. 8-9,
2007.
- Marinella Correggia, La rivoluzione dei dettagli, Feltrinelli, Milano
2007.
- Enea, Rapporto Ambiente Italia 2006.
- Nicholas Georgescu-Roegen, Bioeconomia, Bollati Boringhieri, Torino 2004.
- Donella Meadows, Dennis Meadows, Jorgen Randers, I nuovi limiti dello
sviluppo, Mondadori, Milano 2006.
- George Monbiot, Calore!, Longanesi, Milano 2007.
- Per Pinstrup-Andersen, Fuzhi Cheng, in "Le Scienze", novembre 2007.
- Fulco Pratesi, articolo in "Gaia" n. 33, autunno 2007.
- Enzo Tiezzi, Tempi storici Tempi biologici, Garzanti, Milano 1984.
- Mathis Wackernagel, William E.Rees, L'Impronta Ecologica, Edizioni
Ambiente.

4. RIFLESSIONE. UNA DECISIONE MINISTERIALE PROFONDAMENTE ERRATA
[Riproponiamo il seguente comunicato del 26 novembre 2007 del comitato, dal
titolo "Una decisione ministeriale profondamente errata. Il comitato che si
oppone al devastante mega-aeroporto promuovera' una opposizione popolare in
tutte le sedi con la forza della verita', della democrazia, della
legalita'", gia' apparso nelle "Notizie minime della nonviolenza in
cammino"]

Il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la
riduzione del trasporto aereo apprendendo la notizia della decisione del
Ministero dei Trasporti di avviare le procedure per la realizzazione a
Viterbo di un devastante mega-aeroporto per voli low cost giudica
profondamente errata tale scelta.
Errata perche' occorre ridurre e non incrementare il trasporto aereo,
responsabile di una rilevante quota delle emissioni inquinanti che
contribuiscono al surriscaldamento del clima, la piu' drammatica emergenza
ambientale planetaria.
Errata perche' a Viterbo una simile realizzazione e' semplicemente insensata
per i motivi che abbiamo piu' volte illustrato: perche' provoca gravi danni
alla salute delle persone; perche' causa gravi devastazioni a rilevanti beni
ambientali, culturali, sociali ed economici; perche' implica uno scandaloso
sperpero di pubblico denaro; perche' inadeguata al suo stesso fine
dichiarato di infrastruttura al servizio del turismo per Roma; perche'
danneggia il sistema della mobilita' locale, le risorse e le vocazioni
produttive del territorio.
A questa scelta doppiamente errata ci opporremo nelle forme appropriate ed
efficaci, con l'informazione, la sensibilizzazione e la mobilitazione
nonviolenta dei cittadini, con il ricorso agli strumenti che la legislazione
vigente in materia di diritto alla salute e di salvaguardia dell'ambiente
prevede e mette a disposizione.
Il comitato promuovera' le iniziative adeguate affinche' prevalga la
verita', la democrazia, la legalita'; affinche' siano difesi i diritti dei
cittadini; affinche' non si realizzi un irreversibile disastro ambientale.

5. RIFLESSIONE. PEPPE SINI: NON PASSERANNO. IMPEDIREMO QUESTA SCELLERATA
DEVASTAZIONE
[Riproponiamo questo intervento gia' apparso nelle "Notizie minime della
nonviolenza in cammino"]

La decisione annunciata la mattina del 26 novembre dal Ministro dei
Trasporti di avviare le procedure per la realizzazione a Viterbo di un
nocivo, inquinante e devastante mega-aeroporto per voli low cost costituisce
un errore tanto sciagurato quanto grottesco.
La realizzazione a Viterbo di un nocivo, inquinante e devastante
mega-aeroporto favorirebbe l'incremento del trasporto aereo, quando e' noto
che occorre invece ridurlo drasticamente per contrastare l'effetto serra che
sta portando la biosfera al collasso.
La realizzazione a Viterbo di un nocivo, inquinante e devastante
mega-aeroporto provocherebbe gravi danni alla salute dei cittadini; gravi
danni all'ambiente; gravi danni a rilevanti beni naturalistici, culturali,
sociali ed economici; gravi danni alle autentiche vocazioni produttive del
territorio; un grave sperpero di ingenti fondi pubblici a vantaggio di pochi
speculatori senza scrupoli e a danno dell'intera collettivita'.
*
Comincia adesso la lotta attraverso cui la popolazione viterbese dovra'
contrastare questa nuova servitu', questa nuova aggressione, questa nuova
distrazione e dilapidazione del pubblico denaro, questa scandalosa
distruzione di beni di tutti, questo barbaro assalto alla salute e ai
diritti di tutti i viterbesi.
Noi confidiamo che con la forza della verita', con la forza della
democrazia, con la forza della legalita', sapremo respingere questa
inammissibile operazione speculativa nemica del pubblico bene.
Noi confidiamo che ancora una volta la Viterbo delle persone oneste sapra'
opporsi a questa ennesima violenza alla nostra terra, alle nostre vite, ai
diritti dell'umanita' presente e delle generazioni future.
Noi confidiamo che con l'informazione, la coscientizzazione e la
mobilitazione dei cittadini, con la partecipazione democratica, con l'azione
nonviolenta, con l'applicazione rigorosa delle norme e degli strumenti
previsti dalla legislazione in vigore, riusciremo a impedire la
realizzazione a Viterbo di un nocivo, inquinante e devastante mega-aeroporto
per voli low cost.
Noi chiamiamo tutte le persone di retto sentire e di volonta' buona
all'impegno: difendiamo il Bulicame, difendiamo Viterbo, difendiamo la
salute e i diritti di tutti.
I nuovi barbari e i predoni di sempre non passeranno.
Impediremo questa scellerata devastazione.

6. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI
VITERBO

Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac at tin.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 56 del 28 novembre 2007

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