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La domenica della nonviolenza. 152



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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 152 del 24 febbraio 2008

In questo numero:
1. Per le liste femministe, ecologiste, della nonviolenza alle elezioni
politiche di aprile
2. Le due sole buone notizie
3. Verso il 2 marzo. Tutto si decide nel mese di febbraio
4. Portare la proposta della nonviolenza nelle istituzioni democratiche
5. Armando Timballi: L'ossimoro
6. Armando Timballi: Il diritto di votare
7. Severino Vardacampi: L'argomento dell'acqua fresca
8. Attilio Dartigli: La viaccia
9. Nonviolenza o barbarie
10. Al bar dello sport
11. Di qui al 2 marzo. Per costruire liste femministe, ecologiste, della
nonviolenza in cammino
12. Giobbe Santabarbara: Di un equivoco non innocente
13. Severino Vardacampi: If the red slayer
14. La guerra
15. Femministe, ecologiste, nonviolente. Le liste necessarie per portare in
parlamento l'opposizione al patriarcato, al razzismo, alla mafia, alla
guerra, allo sfruttamento onnicida. E il 2 marzo a Bologna
16. Peppe Sini: Qualche opportuno schiarimento sulla proposta delle liste
elettorali della sinistra della nonviolenza. Si parva licet, in forma di
decalogo

1. PER LE LISTE FEMMINISTE, ECOLOGISTE, DELLA NONVIOLENZA ALLE ELEZIONI
POLITICHE DI APRILE

Riproponiamo alcuni articoli apparsi recentemente nel nostro notiziario a
sostegno della proposta della presentazione di liste elettorali femministe,
ecologiste, della nonviolenza alle elezioni politiche di aprile.
Ricordiamo che il 2 marzo a Bologna si svolgera' l'assemblea promossa
dall'appello di Michele Boato, Maria G. Di Rienzo, Mao Valpiana: "Crisi
politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della
nonviolenza? Discutiamone il 2 marzo a Bologna" (per informazioni, adesioni,
contatti: micheleboato at tin.it Per contattare individualmente i promotori:
Michele Boato: micheleboato at tin.it, Maria G. Di Rienzo: sheela59 at libero.it,
Mao Valpiana: mao at nonviolenti.org).

2. LE DUE SOLE BUONE NOTIZIE
[Dalle "Minime" n. 358]

Le due sole buone notizie dell'ultimo anno ci sembra che siano le seguenti:
- la ripresa di iniziativa del movimento delle donne, che della nonviolenza
in cammino e' la corrente calda e il maggior inveramento storico: con la
presentazione - sostenuta da una vasta raccolta di firme in tutta Italia -
della proposta di legge di iniziativa popolare "50 e 50 ovunque si decide"
per la democrazia paritaria e duale; e con la manifestazione contro la
violenza sulle donne del 24 novembre scorso.
- il crescere nelle coscienze di tante e tanti e l'imporsi alla pubblica
discussione della prospettiva di presentare liste elettorali della sinistra
della nonviolenza, a cominciare dalle prossime elezioni politiche.
*
Poiche' tutte le forze politiche presenti in Parlamento nell'ultima
legislatura hanno approvato la guerra e il razzismo, hanno approvato
provvedimenti ecocidi, hanno fatto una politica contro le donne e contro le
classi ed i popoli sfruttati ed oppressi, e' necessario e urgente che alle
prossime elezioni politiche le persone amiche della nonviolenza presentino
proprie liste per affermare gli immortali principi della giustizia e della
liberta', della fratellanza e della sorellanza, della responsabilita' e
della solidarieta', dell'adesione alla verita', della lotta contro ogni
violenza. Il programma di Giacomo Leopardi.
*
E dire liste della sinistra della nonviolenza vuol dire liste che fanno
della scelta della nonviolenza - della lotta la piu' nitida e la piu'
intransigente, la piu' concreta e la piu' coerente, contro ogni violenza e
contro ogni menzogna - il criterio dell'azione politica. Vuol dire liste che
siano ad un tempo femministe, solidali, ecologiste, antimafia, socialiste e
libertarie. Vuol dire liste che prendano sul serio la parola "tu non
uccidere". Vuol dire liste che portino nelle istituzioni persone amiche
della nonviolenza che quindi si battano per affermare il riconoscimento di
tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani, che si battano per la difesa
della biosfera, che si battano per la dignita' di tutte e tutti. Il
programma di Virginia Woolf, il programma di Mohandas Gandhi, il programma
di Hannah Arendt, il programma di Primo Levi, il programma di Vandana Shiva.
*
La nonviolenza e' in cammino.

3. VERSO IL 2 MARZO. TUTTO SI DECIDE NEL MESE DI FEBBRAIO
[Dalle "Minime" n. 359]

Il 2 marzo (la data proposta da Michele Boato, Maria G. Di Rienzo e Mao
Valpiana per incontrarsi a Bologna e verificare la possibilita' concreta di
presentare gia' alle prossime elezioni politiche liste della sinistra della
nonviolenza, femministe ed ecologiste - per contatti: micheleboato at tin.it)
non e' la data di inizio, ma il termine ultimo di verifica del lavoro svolto
nel frattempo.
*
Poiche' si vota alla meta' di aprile, occorre aver presentato le liste un
mese prima. E ci si concedera' che ci vorra' un po' di tempo per definire le
candidature e svolgere tutti gli adempimenti tecnici.
Cosicche' il momento di verificare l'ipotesi di lavoro delle liste della
sinistra della nonviolenza (femministe ed ecologiste, solidali e antimafia,
socialiste e libertarie, per il riconoscimento di tutti i diritti umani a
tutti gli esseri umani, per introdurre nell'azione politica il principio "tu
non uccidere") e' adesso.
Ed e' adesso il momento di dirsi tutto cio' che deve essere detto per non
fare un dialogo tra sordi, ed almeno per chi scrive queste righe tra cio'
che va detto vi e' almeno quanto segue:
a) la nonviolenza e' opposizione la piu' nitida e la piu' intransigente a
tutte le violenze e le menzogne. La nonviolenza e' lotta. La nonviolenza e'
un criterio per l'azione e una scelta politica impegnativa. Non e'
nonviolenza, ma prostituzione al male, l'azione di chi accetta e cosi'
avalla (sia pur passivamente, con condotta meramente omissiva) il crimine,
le uccisioni, la guerra.
b) L'opposizione integrale alla guerra e la difesa dei principi fondamentali
della Costituzione sono elementi irrinunciabili del nostro impegno: questo
implica che quelle persone e quelle organizzazioni che in questi anni hanno
accettato e avallato (o addirittura sostenuto, propagandato e praticato) la
politica della guerra e del razzismo, e quindi la politica della violazione
della legalita' costituzionale, non possono essere ne' tra i promotori ne'
tra i candidati delle liste della sinistra della nonviolenza.
c) Vi e' un'urgenza estrema: certe scelte di governo votate dall'intero arco
dei partiti attualmente presenti in parlamento in materia non solo di guerra
e di razzismo, ma anche di riarmo come di modello di sviluppo, sono
palesemente in contrasto con la difesa della civilta' umana e della
biosfera. E' indispensabile una presenza in Parlamento di persone amiche
della nonviolenza per opporsi a scelte dissennate e onnicide con tutti gli
strumenti e le risorse che l'ordinamento giuridico offre e consente.
d) Chi oggi votasse per i partiti che hanno governato negli ultimi due anni,
non vota piu' - come due anni fa - contro l'eversione berlusconiana: vota
per la guerra, il razzismo e la violazione della Costituzione, ovvero per
l'eversione berlusconiana cosi' come proseguita dal governo Prodi. L'unico
modo per contrastare l'eversione berlusconiana e' eleggere in parlamento
persone amiche della nonviolenza con liste della sinistra della nonviolenza.
e) Il femminismo (i femminismi, se si vuole) e' qui e adesso l'asse, il
centro della proposta della nonviolenza in cammino. Proprio perche'
dall'ideologia e dalla prassi del patriarcato, del maschilismo, del
femminicidio precede il potere e la vicenda della denegazione di umanita',
della violenza come una delle belle arti, dell'asservimento dell'altro
essere umano e della sua riduzione al rango di mezzo e mai di fine, e quindi
l'infinita catena della guerra e del distruggere, dello sfruttamento e
dell'oppressione, proprio per questo il femminismo, che della nonviolenza in
cammino e' l'inveramento storico maggiore e la corrente calda, e' il cuore e
il fulcro, il riferimento essenziale della proposta delle liste elettorali
della sinistra della nonviolenza.
f) Il programma delle liste elettorali della sinistra della nonviolenza e'
semplicemente la nonviolenza, intesa come criterio e come scelta: cogente,
concreta, coerente nei mezzi e nei fini. Una tematizzazione essenziale puo'
essere quella proposta nella Carta del Movimento Nonviolento.
g) Affermare che il programma delle liste elettorali della sinistra della
nonviolenza e' semplicemente la nonviolenza, significa anche che esso si
articola nell'adesione ai, e nell'inveramento dei, principi fondamentali
della Costituzione della Repubblica Italiana, fonte di diritto e progetto di
societa'.
h) Affermare che il programma delle liste elettorali della sinistra della
nonviolenza e' dato dalla nonviolenza, e dai principi fondamentali della
Costituzione della Repubblica Italiana, significa anche che esso fa propria
l'affermazione dei diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei
diritti umani.
*
Le persone che a questo programma e a questa proposta si sentono in
coscienza di poter dare un contributo, ebbene, e' adesso che possono e
debbono farlo.
Ovunque si apra una riflessione su questa idea grande e nuova - e antica
come le montagne -: fare della nonviolenza la scelta e il criterio a
fondamento dell'azione politica, del governo della cosa pubblica,
dell'amministrazione di cio' che e' di tutti.
Ovunque si avvii un'iniziativa per discutere, verificare, costruire la
proposta delle liste elettorali della sinistra della nonviolenza.

4. PORTARE LA PROPOSTA DELLA NONVIOLENZA NELLE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE
[Dalle "Minime" n. 360]

Coloro che pensano di potersi limitare a fare i movimenti civici e di
abbandonare la gestione delle istituzioni democratiche all'attuale ceto
politico sbagliano due volte: per rassegnazione e per subalternita'.
Coloro che pensano che quei partiti che hanno unanimi votato per la guerra,
il riarmo e il razzismo possano di punto in bianco mutar parere e natura
sbagliano due volte: per dabbenaggine e per ottundimento.
Coloro che pensano che si fermera' il femminicidio senza un massivo ingresso
delle donne nei luoghi della decisione politica, due volte sbagliano: per
maschilismo e per subalternita'.
Coloro che pensano che si fermera' la tendenza che sta portando alla
distruzione della biosfera e con essa alla distruzione della civilta' umana
senza un'azione politica che trovi inveramento negli ordinamenti giuridici,
due errori commettono: d'ingenuita' e di astrattezza.
Coloro che ancora si illudono che il modo di produzione dello sfruttamento e
che il regime della violenza e della corruzione possano essere superati
senza una lotta che si estrinsechi anche nelle istituzioni democratiche, due
errori commettono: di smemoraggine e di velleitarismo.
*
Presentare alle elezioni politiche liste della sinistra della nonviolenza
vuol dire rompere il monopolio del superpartito della guerra e del razzismo,
dello sfruttamento e del patriarcato, dell'ecocidio e dell'illegalitarismo
dei potenti.
Presentare alle elezioni politiche liste della sinistra della nonviolenza
vuol dire proporre di contrastare la barbarie nell'unico modo in cui
contrastare la barbarie e' possibile. con la forza della verita', con la
scelta dell'umanita'.
*
Il tempo e' poco: di qui al 2 marzo ovunque si apra una riflessione, ovunque
ci si incontri e si discuta della proposta avanzata dall'appello di Michele
Boato, Maria G. Di Rienzo, Mao Valpiana.

5. ARMANDO TIMBALLI: L'OSSIMORO
[Dalle "Minime" n. 360]

C'e' una sola nonviolenza. E la nonviolenza a meta' non e' piu' nonviolenza,
ma il suo contrario. Ma la nonviolenza e' nozione e cosa complessa ed
aperta, un insieme di insiemi, di teorie e di pratiche che volta a volta si
danno nella storia, sempre in concrete situazioni di conflitto ogni volta
diverse. La nonviolenza in astratto non esiste. La nonviolenza esiste solo
nel vivo della lotta nonviolenta che alla violenza e alla menzogna si
oppone.
E se certo e' difficile dire in poche parole cosa la nonviolenza sia, non
molto piu' facile e' dire in poche parole cosa essa non sia.
Essa non e' un'ideologia, non e' una dommatica, non e' un museo di
autorita', non e' un ricettario o un galateo, non e' un repertorio asettico
di risposte preconfezionate.
E' invece un insieme di insiemi: di proposte gnoseologiche, assiologiche ed
ermeneutiche; di proposte metodologiche, deliberative ed operative; di
proposte che guidino il giudizio e l'azione, di proposte - infine e
decisivamente - politiche. Ahimsa: opposizione alla violenza. Satyagraha:
forza della verita'; tenersi stretti al vero, al giusto, al buono; comunione
creaturale, rispetto del mondo vivente, forza dell'amore. Scelta dialettica
e dialogica e contestuale sempre, analisi concreta della situazione concreta
e scelta della coerenza tra mezzi e fini, riconoscimento di umanita'.
E volendo azzardarsi a proporre una formula ristretta, su questa
insisteremmo ancora e ancora: la nonviolenza e' la lotta che si oppone nel
modo piu' nitido e piu' intransigente, piu' concreto e piu' coerente, alla
violenza (lo sfruttamento, l'oppressione, l'ingiustizia, la distruzione...)
e alla menzogna (l'inganno, l'ignoranza, l'incomprensione, il
misconoscimento...).
*
Ed aggiungiamo anche: non esistono persone nonviolente. Esistono solo
persone amiche della nonviolenza. Anche questo e' bene non scordare. Ma
anche: la nonviolenza esiste solo ove persone la incarnino nella prassi
relazionale, nell'impegno di cura responsabile, nella scelta di
riconoscimento dell'altrui dignita' e verita', e infine e dunque nella loro
azione e nella lotta loro contro il male: senza persone che vivono,
praticano, operano la nonviolenza, la nonviolenza non si da'.
*
La proposta di verificare la possibilita' di realizzare liste elettorali
della sinistra della nonviolenza per cercar di portare in parlamento persone
amiche della nonviolenza che agiscano in quanto tali nell'organo legislativo
ovviamente si rivolge a tutte le persone amiche della nonviolenza, ma
individua alcune esperienze storiche che della nonviolenza concreta, della
nonviolenza in cammino, della nonviolenza incarnata sono rilevanti
portatrici: il movimento delle donne, i movimenti ambientalisti, i movimenti
di solidarieta', i movimenti di resistenza e di liberazione delle classi
oppresse e dei popoli oppressi, i movimenti che affermano il riconoscimento
di tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani. I movimenti che
affermano l'esigenza della giustizia sociale e della liberta' personale
unite insieme; i movimenti che affermano il principio responsabilita'; i
movimenti che affermano il riconoscimento e il rispetto dell'altra e
dell'altro; i movimenti che inverano la proposta teorica e pratica di
Virginia Woolf, di Hannah Arendt, di Vandana Shiva.
*
Quanto a cio' che distingue la destra dalla sinistra nel linguaggio del
pensiero politico contemporaneo e' semplicemente questo: la sinistra crede
nella fondamentale uguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani, la
destra nel contrario.
Che possa esistere una destra "nonviolenta" e' quindi un ossimoro.
Il buon Aldo Capitini, che veniva dall'antifascismo e aveva i piedi per
terra, si definiva un indipendente di sinistra.
Oggi che la pseudosinistra sedicente riformista e' finita nelle grinfie di
quella tradizione e concrezione di potere e di dominio che alla meta' degli
anni '70 un grande intellettuale italiano proponeva di processare per le sue
infinite e sanguinarie malefatte; ed oggi che la pseudosinistra sedicente
radicale ed ancora totalitaria e' finita a governare per un biennio
costantemente votando per la guerra e il riarmo e il razzismo; oggi, proprio
oggi si pone l'esigenza e l'urgenza di costruire le liste elettorali di una
sinistra che faccia la scelta propedeutica e fondante della nonviolenza: la
sinistra della nonviolenza esiste gia' da un bel pezzo nelle esperienze e
nelle riflessioni, negli esperimenti e nelle lotte di tante e tanti: si
tratta di far si' che essa possa entrare esplicitamente nele istituzioni per
portare anche li' la sua lotta e le sue proposte.
Se si riuscira' a costruire le liste della sinistra della nonviolenza nel
giro di un mese e' certo difficile, che si possa e si debba tentare a chi
scrive queste righe sembra necessario.

6. ARMANDO TIMBALLI: IL DIRITTO DI VOTARE
[Dalle "Minime" n. 362]

Io non voto per i partiti che hanno votato per la guerra, le stragi e il
razzismo.
Io non voto per i partiti che hanno violato la Costituzione.
Io non voto per i partiti che ritengono cosa da nulla assassinare oggi gli
afgani, e domani forse anche me e te.
*
Eppure non voglio essere privato del diritto di votare.
Per questo vorrei che ci fossero liste di persone amiche della nonviolenza.
Liste femministe, ecologiste, antirazziste, antimafia: liste di persone
amiche della nonviolenza.
Liste socialiste e libertarie, liste che prendono sul serio l'antica parola
"Tu non uccidere, tu salva le vite": liste di persone amiche della
nonviolenza.
*
Come potremo contrastare la guerra e il riarmo se non portiamo anche in
parlamento la lotta contro la guerra e il riarmo?
Come potremo fermare l'ecocidio e il femminicidio se non portiamo anche in
parlamento la lotta per difendere l'ambiente e contrastare patriarcato e
maschilismo?
Come potremo promuovere i diritti umani di tutti gli esseri umani se non
portiamo anche in parlamento la lotta contro il modo di produzione dello
sfruttamento, contro il regime della corruzione, contro le ideologie e le
pratiche della violenza razzista e mafiosa?

7. SEVERINO VARDACAMPI: L'ARGOMENTO DELL'ACQUA FRESCA
[Dalle "Minime" n. 362]

C'e' gente per cui e' acqua fresca il fatto che un governo abbia violato la
Costituzione cui aveva giurato fedelta' ed in forza della quale esercitava
il potere esecutivo.
Per noi non e' acqua fresca.
*
C'e' gente per cui e' acqua fresca il fatto che un governo tenga l'Italia in
guerra, una guerra che sta massacrando un popolo.
Per noi non e' acqua fresca.
*
C'e' gente per cui e' acqua fresca il fatto che un governo teorizzi e
pratichi il razzismo, legiferi i campi di concentramento e le deportazioni,
perseguiti i piu' oppressi.
Per noi non e' acqua fresca.
*
C'e' gente per cui e' acqua fresca il fatto che un governo faccia una
politica di riarmo, una politica che distrugge ambiente e salute, una
politica a vantaggio delle classi rapinatrici e a danno delle classi
sfruttate, dei popoli oppressi, dei quattro quinti dell'umanita'.
Per noi non e' acqua fresca.
*
C'e' gente per cui e' acqua fresca il fatto che un governo e una coalizione
di governo sia gremita di corrotti e corruttori.
Per noi non e' acqua fresca.
*
Noi non vogliamo votare i partiti della guerra, del razzismo, della
distruzione della biosfera; noi non vogliamo votare i partiti del
patriarcato, dell'eversione dall'alto, dell'illegalitarismo dei potenti, del
terrorismo di stato; Noi non vogliamo votare i partiti delle stragi.
*
Alle imminenti elezioni politiche occorre la presenza di liste della
sinistra della nonviolenza.
Liste femministe ed ecologiste, socialiste e libertarie, antirazziste ed
antimafia, che affermino il riconoscimento di tutti i diritti umani per
tutti gli esseri umani; liste di persone persuase di  quella fondamentale
verita' che Gandhi affermava dicendo che tra i mezzi e i fini vi e' lo
stesso rapporto che vi e' tra il seme e la pianta; liste che portino
nell'organo legislativo del nostro ordinamento giuridico democratico la
proposta politica della nonviolenza. La nonviolenza presa sul serio. La
nonviolenza in cammino.

8. ATTILIO DARTIGLI: LA VIACCIA
[Dalle "Minime" n. 363]

Tanti che nel '91 si indignarono e si batterono contro la partecipazione
italiana alla guerra del Golfo, tanti che nel '99 si indignarono e si
batterono contro la partecipazione italiana alla guerra dei Balcani, ora
restano indifferenti di fronte alla partecipazione italiana alla guerra
afgana. Anzi: dichiarano tranquillamente che un governo che viola la
Costituzione e conduce una guerra terrorista e stragista, imperialista e
razzista, e' accettabile, anzi e' buono.
Non so se sia maggiore lo sbigottimento o l'orrore.
Ma certo so che chi cosi' ragiona non e' un nostro compagno di lotta.
Certo so che chi cosi' ragiona e' stato gia' corrotto nel profondo.
*
Tanti che pensano che la nonviolenza possa essere ridotta a una generica ed
ipocrita predica da fare dai pulpiti e dalle cattedre, si sorprendono che
noi si proponga di prenderla sul serio la nonviolenza, e affermarla come
proposta e lotta politica, come progetto politico, come movimento politico,
come azione politica: cosi' come fece Mohandas Gandhi, come fece Virginia
Woolf, come fece Simone Weil, come fece Martin Luther King. Prenderla sul
serio. Lotta. Politica.
Chi pensa di limitarsi alle conferenze e alle petizioni evidentemente non
vede che la strage e' in corso, e il suo sottrarsi alla lotta aiuta gli
assassini.
*
Per questo e' necessario rompere la subalternita nei confronti del
superpartito della guerra; per questo e' necessario rompere la complicita'
col superpartito del razzismo; per questo e' necessario rompere la
complicita' col superpartito del patriarcato; per questo e' necessario
rompere la complicita' col superpartito dell'ecocidio. E proporre, si', che
la nonviolenza entri anche nelle istituzioni con la sua proposta, nitida e
intransigente.
Per questo e' necessario esplorare la possibilita' di realizzare il prima
possibile liste elettorali della sinistra della nonviolenza. Femministe,
ambientaliste, socialiste e libertarie, delle oppresse e degli oppressi in
lotta per il riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli esseri
umani.

9. NONVIOLENZA O BARBARIE
[Dalle "Minime" n. 364]

La crescita virulenta dell'antisemitismo in Italia.
La persecuzione contro le donne, ogni giorno piu' feroce.
A questo siamo di fronte.
*
La guerra stragista che continua in Afghanistan.
Le politiche economiche sempre e solo a vantaggio delle classi rapinatrici,
sempre e solo contro la dignita' umana delle sfruttate e degli sfruttati.
La politica di devastazione ambientale che ha raggiunto livelli
parossistici.
Il razzismo come asse della politica internazionale ed interna.
A questo siamo di fronte.
*
Non si possono contrastare le tendenze naziste accomodandosi ad esse.
Non si possono fermare le stragi facendo spallucce dinanzi alla guerra e al
riarmo.
Occorre resistere all'eversione dall'alto e alla barbarie che fermenta nel
degrado che il regime dello sfruttamento, della corruzione e dell'anomia
produce.
*
Occorre che la nonviolenza abbandoni ogni timidezza e riprenda l'impegno che
fu di Gandhi: movimento politico di liberazione, soggetto politico in lotta,
proposta politica di societa'.
Qui e adesso occorre portare la nonviolenza in Parlamento.
Occorre che i movimenti femministi, ambientalisti, antirazzisti, delle
classi oppresse, della solidarieta' che tutte e tutti abbraccia e della
rivendicazione della dignita' umana di ogni essere umano, si decidano al
passo necessario ed urgente.
Occorrono le liste elettorali della sinistra della nonviolenza.
*
Solo la nonviolenza puo' fermare la barbarie.
Solo la nonviolenza puo' difendere la Costituzione della Repubblica
Italiana.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

10. AL BAR DELLO SPORT
[Dalle "Minime" n. 364]

"Volete fare il partito della nonviolenza", bofonchia Nannaro Sbevazzone.
Il cielo ce ne scampi e liberi: ve ne sono gia' ben tre in parlamento
(radicali, verdi e Prc) di partiti che si dicono nonviolenti, e che hanno
votato allegramente per la guerra e il riarmo, il razzismo e l'ecocidio. Noi
vorremmo solo che si presentassero liste della nonviolenza presa sul serio,
visto che i partiti della guerra e delle stragi non siamo disposti a
votarli.
*
"La nonviolenza e' cultura, non politica", garrulo flauta Professo De
Professoris.
Ditelo a Rosa Luxemburg, ditelo a Mohandas Gandhi, ditelo a Martin Luther
King, ditelo a Marianella Garcia, ditelo a Chico Mendes. E ditelo ai loro
assassini, se li hanno ammazzati perche' facevano cultura o perche' facevano
una lotta politica.
*
"Bisogna votare per gli assassini di sinistra, altrimenti vincono gli
assassini di destra" filosofeggia Pappardello Giammarresi.
Bisogna invece opporsi agli assassini, a tutti gli assassini.
*
"Facciamo un documento, e chiediamo ai partiti del centrosinistra di
assumere degli impegni" prorompe, i cerulei occhi sgranati, l'elegantissimo
Clientelio Foraggiati.
Abbiamo visto cosa valeva la parola di quei partiti che quando erano
all'opposizione starnazzavano slogan inani e fin deliranti contro la guerra,
e giunti al governo hanno votato come un sol uomo per la guerra terrorista e
stragista in Afghanistan. E sappiamo a cosa servono tante carte e tanti
salamelecchi: a poter continuare a farsi dare l'appaltino e l'incaricuccio,
la consulenzella e il finanziamentino, il patrocinetto e la
raccomandazioncina. Andiamo, che siamo tutti vecchi del mestiere.
*
"Tanto non prendete un voto, e non v'ha dubbio che fate parte del blocco dei
destri e dei troschisti", sentenzia il solito Bombardone.
Ah, quante volte l'ho sentita questa trita tiritera dagli immortali
stalinisti di turno; mi par di tornar giovane.
*
Cosi' passiamo il tempo qui al bar dello sport, e fuori fischia il vento, e
infuria la bufera.

11. DI QUI AL 2 MARZO. PER COSTRUIRE LISTE FEMMINISTE, ECOLOGISTE, DELLA
NONVIOLENZA IN CAMMINO
[Dalle "Minime" n. 364]

Si svolgera' il 2 marzo a Bologna l'assemblea promossa dall'appello di
Michele Boato, Maria G. Di Rienzo, Mao Valpiana: "Crisi politica. Cosa
possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?
Discutiamone il 2 marzo a Bologna" per verificare la possibilita' di liste
femministe, ecologiste e della nonviolenza alle elezioni politiche di
aprile.
Naturalmente tale possibilita' si dara' soltanto se nel frattempo le mille
esperienze di opposizione alla guerra e al terrorismo e al riarmo, al
maschilismo e al femminicidio, alla devastazione della biosfera; le mille
esperienze di resistenza all'oppressione di classe che tutto sfrutta e
distrugge, di opposizione al razzismo e all'imperialismo, di lotta al regime
della corruzione e al potere mafioso; le mille esperienze che affermano il
riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani, le mille
esperienze che scelgono la fedelta' alla parola che dice "Tu non uccidere";
le mille esperienze della nonviolenza in cammino, dalla Val di Susa a
Vicenza, dalla Locride a Viterbo, si incontreranno, discuteranno,
giudicheranno se questa e' o non e' l'ora di un impegno senza piu' deleghe
ai bricconi e ai corrotti, di un impegno per fermare la barbarie portando la
riflessione, l'azione e la proposta della nonviolenza anche in tutte le
istituzioni democratiche, a cominciare dal Parlamento.
Di fronte al disastro politico e morale di un ceto politico sempre piu'
totalitario e anomico, e' necessario che le persone amiche della nonviolenza
si assumano la responsabilita' della difesa della Costituzione della
Repubblica Italiana, la responsabilita' di rompere ogni complicita' con
l'eversione dall'alto, la responsabilita' di mettersi alla scuola e
proseguire la lotta che fu di Piero Gobetti e di Antonio Gramsci, di Rosa
Luxemburg e di Virginia Woolf.
*
Per informazioni, adesioni, contatti: micheleboato at tin.it
Per contattare individualmente i promotori: Michele Boato:
micheleboato at tin.it, Maria G. Di Rienzo: sheela59 at libero.it, Mao Valpiana:
mao at nonviolenti.org).

12. GIOBBE SANTABARBARA: DI UN EQUIVOCO NON INNOCENTE
[Dalle "Minime" n. 364]

Mi chiedo come facciano alcune persone di valore a poter fingere di credere
che i messeri della sedicente "sinistra arcobaleno" potrebbero impegnarsi
contro la guerra, quando da due anni e' il loro governo e la loro coalizione
che e' responsabile della prosecuzione della partecipazione militare
italiana alla guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista in
Afghanistan.
Chiamiamo le cose con il loro nome, e diciamo chiaro che i quattro partiti
della sedicente "sinistra arcobaleno" sono invece uniti nella complicita'
con la guerra guerreggiata e le stragi di cui essa consiste, nella
violazione della Costituzione. Chi vuole votarli o sostenerli faccia pure,
ma non finga di non sapere che vota e sostiene una banda di stragisti e di
eversori della legalita' costituzionale.
La guerra e' in corso, le stragi sono in corso. Agli assassini occorre
opporsi, non rendere un vile e complice omaggio.

13. SEVERINO VARDACAMPI: IF THE RED SLAYER
[Dalle "Minime" n. 364]

C'e' gente che pensa che si possa contrastare il razzismo facendo politiche
razziste, che si possa contrastare la distruzione dell'ambiente facendo
politiche che distruggono l'ambiente, che si possa contrastare la guerra
facendo la guerra, che si possa contrastare la criminalita' violando la
legalita'.
Si sono visti i bei risultati di questi sottili dialettici.
*
Ed invece occorre dir chiaro che al razzismo, alla distruzione
dell'ambiente, alla guerra, alla crimnalita' bisogna opporsi nell'unico modo
in cui cio' e' possibile: contrastandoli con scelte coerenti di difesa della
dignita' umana di tutti gli esseri umani, di difesa della biosfera, di pace
e disarmo, di legalita'.
*
Anche per questo occorre che alle prossime elezioni ci siano liste della
nonviolenza.
Liste ad un tempo femministe, ecologiste, antimafia, antirazziste, della
sinistra socialista e libertaria. Liste della nonviolenza in cammino. Contro
tutte le uccisioni, contro tutte le menzogne. Per l'umanita' che e' una.

14. LA GUERRA
[Dalle "Minime" n. 365]

Ancora morti in Afghanistan, vittime della guerra terrorista e stragista cui
anche l'Italia partecipa in violazione dell'articolo 11 della Costituzione
della Repubblica Italiana.
Ancora morti in Afghanistan, e tra essi un nostro concittadino.
*
Cessi la partecipazione italiana alla guerra.
Torni l'Italia al rispetto della legalita' costituzionale e del diritto
internazionale che quella guerra proibiscono in quanto illegale e criminale.
*
E tacciano coloro che hanno mandato i nostri concittadini a morire. Tacciano
gli scellerati decisori politici della guerra, tacciano i parlamentari che
hanno reiteratamente votato per la guerra, tacciano i propagandisti della
guerra.
*
Faccia sentire la sua voce chi ha a cuore la vita di ogni essere umano.
Gridi. E pianga.
E si adoperi affinche' questo orrore finisca.
Non un voto ai partiti che hanno votato per la guerra e le stragi.
Occorre costruire subito le liste elettorali della sinistra della
nonviolenza, per portare finalmente anche in parlamento l'opposizione la
piu' nitida e la piu' intransigente alla guerra e alle stragi.

15. FEMMINISTE, ECOLOGISTE, NONVIOLENTE. LE LISTE NECESSARIE PER PORTARE IN
PARLAMENTO L'OPPOSIZIONE AL PATRIARCATO, AL RAZZISMO, ALLA MAFIA, ALLA
GUERRA, ALLO SFRUTTAMENTO ONNICIDA. E IL 2 MARZO A BOLOGNA
[Da "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 157]

La totalita' dei partiti presenti in Parlamento che per due anni vota per la
guerra terrorista e stragista in Afghanistan. Il sindaco di Roma che scatena
un abominevole pogrom contro la comunita' rom e nessuno fiata. Scelte di
modello di sviluppo ecocide sostenute all'unanimita' da tutti i partiti
presenti in Parlamento. Scelte di politica economica ad esclusivo beneficio
delle classi rapinatrici e di ulteriore selvaggia violenza sulle classi
sfruttate ed oppresse. Una politica internazionale fondata sulla guerra, il
razzismo, il riarmo. Una generalizzata corruttela del ceto politico che
favorisce il potere mafioso, nega fondamentali diritti umani ed annichilisce
la democrazia.
E un deflagrare di violenza razzista, un deflagrare di violenza femminicida,
di dimensioni tali da lasciare sgomenti e atterriti.
*
E' perche' questa e' la situazione che ci sembra necessario ed urgente
invocare la presentazione alle imminente elezioni politiche di liste
femministe, ecologiste, della nonviolenza in cammino.
Liste che nascano dalle riflessioni e dalle lotte dei movimenti femministi.
Liste che nascano dall'incontro e dalla valorizzazione di tante esperienze
di resistenza popolare, dalla Val di Susa a Vicenza, dai no coke ai no fly,
dalle lotte per la prospettiva dei "rifiuti zero" alle esperienze di
medicina democratica, dall'impegno antirazzista alle iniziative antimafia,
dall'esperienza delle botteghe del commercio equo e solidale alla rete
lillipuziana, ai movimenti per la difesa dei beni comuni...
Liste della sinistra socialista e libertaria, antiautoritaria e solidale,
della responsabilita' e della condivisione. Liste di persone che non
dimentichino che questa societa' e questo mondo sono divisi in classi
sociali di oppressori e di oppressi e che occorre ancora lottare per
rinvendicare e inverare tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani.
Liste di persone amiche della nonviolenza.
*
Liste che sara' possibile promuovere solo se saranno le donne ad animarle e
guidarle. Poiche' il femminismo e' la corrente calda e la maggior esperienza
storica della nonviolenza in cammino.
*
Liste che se vogliamo tentare di farle occorre ragionarne oggi e decidersi
oggi.
E il 2 marzo a Bologna tirare le somme e vedere a che punto siamo.

16. PEPPE SINI: QUALCHE OPPORTUNO SCHIARIMENTO SULLA PROPOSTA DELLE LISTE
ELETTORALI DELLA SINISTRA DELLA NONVIOLENZA. SI PARVA LICET, IN FORMA DI
DECALOGO
[Dalle "Minime" n. 366]

Sulla proposta di verificare la possibilita' di presentare liste elettorali
della sinistra della nonviolenza alle prossime elezioni politiche stiamo
ricevendo in questi giorni molti interventi, alcuni dei quali molto ampi e
rappresentativi di posizioni molto articolate e diversificate, che
cercheremo di pubblicare nei prossimi giorni, ma fin d'ora vorremmo
cominciare a provare a sintetizzare quelli che per chi redige questo foglio
sono alcuni punti fermi, e a chiarire alcune questioni su cui a nostro
modesto avviso sarebbe bene non ci fossero equivoci, o furberie.
*
1. Alla scuola di Bartleby
Noi non possiamo votare per i responsabili della guerra e delle stragi.
Noi non possiamo votare per i partiti che stando al governo hanno
sistematicamente violato la Costituzione della Repubblica Italiana.
Noi non possiamo votare per un'oligarchia di assassini razzisti e
guerrafondai.
Noi non possiamo votare per i malfattori, per gli eversori dall'alto: non e'
questione di opinione politica, non e' questione di dialettica parlamentare,
non e' questione di retorica o di ideologia: e' questione di coscienza e di
diritto, e' questione di dignita' umana. Ai seguaci odierni di Hitler e di
Stalin, agli stragisti della guerra afgana, ai razzisti responsabili delle
persecuzioni, della riduzione in schiavitu' e delle stragi delle sorelle e
dei fratelli migranti, noi diciamo che occorre opporsi.
Noi non possiamo quindi votare per tutti quei partiti che hanno scelto la
guerra e il razzismo, l'ecocidio e la violazione sistematica della legalita'
costituzionale e della dignita' umana: e tutti i partiti presenti in
parlamento negli ultimi due anni queste scelte scellerate hanno pur fatto.
Ebbene, almeno il nostro voto non lo avranno.
*
2. Eppure
Eppure noi vogliamo votare. Non vogliamo essere espropriati ancora una volta
del nostro diritto di voto.
Vogliamo votare per contrastare la resistibile ascesa della destra eversiva
e filomafiosa (che i cedimenti della ex-sinistra razzista e bellicista hanno
agevolato). Vogliamo votare per difendere la legalita' costituzionale, il
diritto internazionale, i diritti umani di tutti gli esseri umani. Vogliamo
votare per cercar di mandare in parlamento almeno qualche persona amica
della nonviolenza (e non disposta a prostituirsi alla pretesa "ragion di
stato" di partiti anomici e assassini), che si batta per la legalita'
democratica e la dignita' umana, affinche' le ingenti pubbliche risorse non
siano saccheggiate, o sperperate, o peggio ancora usate a fini di male
assoluto, ma vengano utilizzate a vantaggio dell'umanita'.
*
3. La nonviolenza presa sul serio
Per poter votare abbiamo bisogno quindi che si presentino liste di donne e
uomini di volonta' buona che abbiano fatto la scelta della nonviolenza, del
femminismo, dell'ecologia, dell'impegno antirazzista e antimafia, la scelta
socialista e libertaria dell'impegno per affermare i diritti umani di tutti
gli esseri umani, la scelta rivoluzionaria di esser fedeli al programma: "Tu
non uccidere".
*
4. Una scelta nitida e intransigente
Formulare la proposta delle liste della nonviolenza significa uscire dalla
subalternita' nei confronti del regime della corruzione, dell'autoritarismo,
dello sfruttamento che tutto devasta.
Formulare la proposta delle liste della nonviolenza significa rompere il
tabu' dell'obbligo della delega e della sudditanza ai potenti.
Formulare la proposta delle liste della nonviolenza significa farla finita
col vile ed infame equivoco "voi siete la politica, noi la societa' civile;
voi governate, noi vi presentiamo proposte; voi fate le leggi e noi ci
ritagliamo qualche interstizio"; pusillanime e turpe equivoco che ha
traviato e corrotto tanti giovani per mano di adulti insipienti ed
irresponsabili che cosi' li hanno resi complici ignari di poteri assassini.
Formulare la proposta delle liste della nonviolenza significa aprire uno
spazio politico; significa porre una decisiva questione di morale e di
diritto che ipso facto riqualifica l'agire politico; significa proporre di
portare la' dove si fanno le leggi l'unica scelta e l'unica forza che puo'
realmente, concretamente, coerentemente contrastare la deriva anomica,
criminale, totalitaria, onnicida oggi in corso.
La politica e' di tutti, e di tutti sono le istituzioni democratiche. Chi
pensa di non fare politica dalla politica altrui e' travolto.
*
5. Liste, non un partito
Non pensiamo affatto a un partito. La forma-partito cosi' come e' stata
conosciuta nel Novecento e' ormai inadeguata a fronteggiare la drammatica
situazione presente, cosi' come altre categorie e strutture del pensiero
politico e giuridico pur gloriose di storia. Pensiamo a liste, a liste che
recuperino le tradizioni democratiche e libertarie delle esperienze
consiliari, liste che adottino il metodo del consenso, liste alla scuola del
femminismo, liste - anche in questo - nonviolente.
*
6. Questioni di metodo, e di programma
Il programma elettorale delle liste della nonviolenza in cammino a noi
sembra che non sia difficile da stilare: abbiamo la carta del Movimento
Nonviolento; abbiamo i principi fondamentali della Costituzione della
Repubblica Italiana; abbiamo la Dichiarazione universale dei diritti umani;
e ancora, certo, il Discorso della montagna, la Ginestra di Leopardi, le Tre
ghinee di Virginia Woolf, Il bene comune della terra di Vandana Shiva...
Certo che ci sono problemi aperti, che ci sono differenze di opinioni tra
noi, ed e' bene, anzi benissimo che sia cosi'. Ha scritto una volta Brecht
che sarebbe stata cosa buona che una proposta di organizzazione politica
avesse un ricco elenco di questioni su cui non aveva una linea.
Quanto al metodo decisionale da adottare: abbiamo il metodo del consenso (e
sappiamo che funziona), ed abbiamo la ragionevole fiducia (revocabile in
qualunque momento) verso persone che a) non abbiano ceduto alla guerra; b)
non abbiano debiti di sorta verso i potenti; c) abbiano fin qui dato buona
prova di se' lungo un lungo corso di anni. Puo' non bastare, ma e' una base
ragionevole.
Per la composizione delle liste valga il principio "50 e 50 ovunque si
decide", alternando candidati femmine e maschi, cominciando sempre da una
donna.
*
7. Politique d'abord
Gli aspetti tecnico-amministrativi per la presentazione delle liste sono
agevolmente superabili con un po' di fiducia reciproca e di buon senso.
Il simbolo non e' un problema, bastera' che non sia una pagliacciata.
Le firme necessarie alla presentazione delle liste sono agevolmente
raggiungibili.
I tempi sono certo ristretti, ma se non sprechiamo queste due settimane di
febbraio sono sufficienti.
*
8. Era ora
Cosi' come quando sul finire dello scorso decennio iniziammo a fare questo
quotidano telematico per mesi e mesi ricevemmo lettere di surcigliosi
minossi che ci dicevano che era assurdo che la nonviolenza volesse e potesse
ogni giorno parlare, ed ora nessuno vi trova piu' niente di strano, oggi
questa nuova e decisiva sfida si pone: l'uscita della nonviolenza dalla
delega e dalla subalternita' nel campo specifico dell'agire
politico-istituzionale.
Il fatto stesso che abbiamo posto la questione delle liste elettorali della
sinistra della nonviolenza per il parlamento dimostra che il dado e' tratto.
Giacche' il miglior modo di dire e' fare.
*
9. Il 2 marzo a Bologna e oltre
L'incontro del 2 marzo ha un senso se prima del 2 marzo si e' sviluppata una
riflessione corale ovunque. Il 2 marzo sara' una verifica e una sintesi.
Sara' anche un dibattito vero tra posizioni diverse, ma se condotto in
sprito fraterno e sororale le diversita' arricchiranno e non indeboliranno.
*
10. Aufklaerung
La nonviolenza, ovvero il rischiaramento, e' l'uscita dell'essere umano
dallo stato di minorita' e d'iniquita' che egli deve imputare a se stesso.
Uscirne insieme e' la politica.

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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 152 del 24 febbraio 2008

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