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Coi piedi per terra. 89



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 89 del 19 aprile 2008

In questo numero:
1. Si e' svolto Il 18 aprile a Ciampino un convegno sulla nocivita' del
trasporto aereo
2. Antonella Litta: Relazione al convegno di Ciampino del 18 aprile 2008
3. Una intervista a Franco Nobile
4. Marinella Correggia: Fiori volanti, economia violenta
5. Marinella Correggia: Una mistificazione
6. La quarta di copertina del libriccino "Low cost quanto ci costi!"
sull'impatto dell'aeroporto di Ciampino sulla salute e la qualita' della
vita della popolazione
7. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

1. INCONTRI. SI E' SVOLTO IL 18 APRILE A CIAMPINO UN CONVEGNO SULLA
NOCIVITA' DEL TRASPORTO AEREO

Si e' svolto a Ciampino venerdi' 18 aprile un convegno sul tema della grave
nocivita' per la salute umana delle emissioni inquinanti provocate
dall'attivita' aeroportuale.
Al convegno, promosso dall'"Assemblea permanente no-fly" di Ciampino, hanno
preso parte come relatori la dottoressa Antonella Litta, il dottor Gianni
Ghirga e il dottor Mauro Mocci dell'Associazione italiana medici per
l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment -
Italia).
La dottoressa Antonella Litta, che e' anche la portavoce del comitato che si
oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo, ha svolto un'ampia e apprezzata relazione ed ha formulato alcune
proposte di lavoro comune.
Al convegno hanno preso parte molti cittadini di Ciampino e dei centri
limitrofi; da parte di tutti i relatori e' stato evidenziato come la difesa
della salute e dell'ambiente richiede la riduzione drastica e immediata del
trasporto aereo.

2. RIFLESSIONE. ANTONELLA LITTA: RELAZIONE AL CONVEGNO DI CIAMPINO DEL 18
APRILE 2008
[Riportiamo il testo della relazione svolta da Antonella Litta al convegno
svoltosi a Ciampino il 18 aprile 2008 promosso dalla locale "Assemblea
permanente no-fly".
Antonella Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di
medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in
Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica
presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione
di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani
sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato
sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11,
pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per
l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia).
Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale
ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni
medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi
africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di
programmi di solidarieta' nazionale ed internazionale. Presidente del
Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla
pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente]

Sono Antonella Litta, medico di medicina generale, specialista in
Reumatologia. Come i colleghi Gianni Ghirga e Mauro Mocci faccio parte
dell'Associazione italiana medici per lambiente - Isde (International
Society of Doctors for the Enviroment).
Sono anche la portavoce del comitato che si oppone alla realizzazione
dell'aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo.
*
L'azione del comitato
Il nostro comitato si e' costituito lo scorso luglio sotto la spinta della
preoccupazione per il danno che la costruzione dell'aeroporto di Viterbo
avrebbe determinato per l'ambiente e la salute. Una preoccupazione resa
ancora piu' forte proprio dalla conoscenza di una realta' vicina come la
vostra e di tutte le sofferenze che l'aumento indiscriminato dei voli ha
comportato e comporta in termini di qualita' della vita e danno alla salute.
Tengo a ribadire ancora una volta che la nostra opposizione e' diretta alla
realizzazione del terzo scalo aeroportuale nel Lazio e non solo alla sua
ubicazione a Viterbo. L'azione del nostro comitato ha come obiettivo
fondamentale la riduzione del traffico aereo.
Ancora una volta voglio riconfermarvi la solidarieta' e il sostegno alle
vostre sacrosante ragioni da parte del comitato di cui sono portavoce e
della stragrande maggioranza dei cittadini di Viterbo e provincia. Prima di
affrontare l'aspetto strettamente sanitario, motivo dell'incontro di
stasera, voglio raccontarvi un po' di quello che e' accaduto e sta accadendo
a Viterbo.
Una politica che e' sempre piu' accondiscendente e persino asservita alle
richieste del cosiddetto "mercato", in questo caso a quelle delle compagnie
aeree low cost, prima fa aumentare i voli su Ciampino, poi di fronte
all'emergenza, che di fatto essa stessa ha creato, non trova miglior
soluzione che "ciampinizzare" altri territori che in questo caso hanno il
nome di Viterbo ma che in un  prossimo futuro potrebbero chiamarsi anche
Latina, Frosinone etc., della serie "un aeroporto non si nega a nessuno".
Risultato di questa pratica: i voli su Ciampino, come ben sapete, non
diminuiscono. Ai viterbesi viene raccontato la solita fiaba: il
mega-aeroporto portera' sviluppo e migliaia di posti di lavoro. E su queste
roboanti bugie si costruiscono e consolidano carriere politiche e si
realizzano speculazioni di ogni genere. Una storia gia' vista. Purtroppo una
tipica storia italiana.
Cosi', da semplici cittadini, come voi, ci siamo assunti con orgoglio e
fatica l'impegno di informare i viterbesi, supplendo al ruolo che avrebbero
dovuto svolgere le istituzioni, che invece sono state latitanti ed hanno
dato, in maniera superficiale, ottusa e rapidissima, il proprio assenso ad
un progetto, che, se venisse realizzato, sarebbe una vera sciagura per la
citta' di Viterbo e la sua provincia.
In questi mesi il consenso alle ragioni del nostro comitato e' cresciuto
sempre piu'.
Abbiamo raccolto la solidarieta' e il sostegno alla nostra causa da parte di
tanti illustri scienziati (come Angelo Baracca, Giovanni Berlinguer,
Virginio Bettini, Luigi Cancrini, Marcello Cini, Paul Connett, Giorgio
Cortellessa, Giorgio Nebbia, Gianni Tamino, Federico Valerio), e tante
personalita' delle istituzioni come della vita civile: penso a padre Alex
Zanotelli, alla scrittrice Dacia Maraini, a Luisa Morgantini, vicepresidente
del parlamento europeo, e a tanti altri che per ragioni di tempo non posso
elencare.
Abbiamo realizzato tre convegni di studio con la partecipazione di
autorevoli ricercatori, medici, docenti universitari, dell'illustre
magistrato Ferdinando Imposimato e dell'europarlamentare Giulietto Chiesa;
del professor Giuseppe Nascetti dell'Universita' della Tuscia, del dottor
Mauro Mocci che e' qui stasera.
L'ultimo convegno ha avuto come tema "Le emergenze sanitarie ed ambientali
nell'Alto Lazio". Infatti la costruzione dell'aeroporto aggiungerebbe una
nuova pressione sull'Alto Lazio; un'area gia' sottoposta, in gran parte, a
servitu' energetiche, militari e speculative - in particolare a quella
edilizia, che sta cementificando vaste aree dei comuni viterbesi,
soprattutto quelli limitrofi alla provincia di Roma.
Dovete poi sapere che  il territorio viterbese e' gia' vittima di numerose
aggressioni ambientali: le discariche  abusive mai poste in sicurezza, il
polo energetico Civitavecchia-Montalto con il progetto di riconversione a
carbone della centrale di Torvaldaliga Nord di Civitavecchia, le acque
inquinate da metalli pesanti, e a tutto cio' si aggiunge la naturale
radioattivita' del sottosuolo. A questa situazione gia' cosi' delicata
vogliono aggiungere l'inquinamento generato dall'aeroporto. Un aeroporto nel
quale dovrebbero transitare milioni e milioni di passeggeri, cosi' almeno
viene raccontato in uno filmato che potete trovare sul sito della Provincia
di Viterbo. Un filmato che pubblicizza e mostra, meraviglia delle
meraviglie, l'aeroporto che non c'e'. Un filmato che decanta le bellezze e
le opportunita' dell'aeroporto che verra', un aeroporto al momento solo
virtuale ma con un filmato-sponsor che e' stato pagato con i concreti soldi
di tutti noi.
In questi mesi abbiamo diffuso e stiamo continuando a diffondere materiale
informativo a Viterbo e in tutta la provincia. Abbiamo messo a disposizione
sul nostro sito www.coipiediperterra.org  una serie di documenti
scientifici, alcuni tradotti anche in inglese, tra cui la lettera ai
colleghi medici che ho  redatto insieme a Gianni Ghirga e Mauro Mocci sui
danni alla salute provocati dal traffico aereo.
Abbiamo intessuto e stiamo rafforzando una rete di relazioni con tutti i
comitati che in Italia e all'estero si oppongono alla realizzazione e
all'ampliamento degli scali aerei per poter far nascere una campagna
nazionale e internazionale per la riduzione del traffico aereo.
*
L'aerea che verrebbe devastata dal mega-aeroporto a Viterbo
L'aeroporto di Viterbo e' previsto come enorme ampliamento di quello
militare che dista appena un paio di chilometri dal centro della citta'. La
costruzione dell'aeroporto, il traffico aereo connesso e le infrastrutture
di supporto determinerebbero una cementificazione selvaggia di una delle
aree piu' caratteristiche e pregiate di Viterbo, quella termale del
Bulicame, soffocando cosi' per sempre la vera possibilita' di sviluppo di
Viterbo che e' legata al termalismo, alla valorizzazione dei beni ambientali
e culturali, al turismo e all'agricoltura di qualita'.
Mi rendo conto che due chilometri vi possono sembrare una grande distanza
visto che voi avete l'aeroporto praticamente dentro casa, ma e' una distanza
comunque minima, e del resto il punto e' quello della inconfutabile
nocivita' di questa infrastruttura, della sua inutilita' e dello sperpero
enorme di denaro pubblico per un'opera devastante e che certo solo non
sarebbe la soluzione ai vostri problemi come ai nostri, ma costituirebbe un
ulteriore danno per tutti.
A questo si aggiunga che per una tale enorme infrastruttura, come quella
dello scalo viterbese, ancora non esiste nemmeno un progetto. E non
esistendo un progetto, essa manca dei requisiti fondamentali stabiliti dalla
vigente legislazione in materia di Valutazione d'Impatto Ambientale e
Sanitario.
E poi chi vi garantisce e chi ci garantisce che sempre per le famose logiche
di mercato non si manterra' su Ciampino lo stesso numero di voli se non di
piu'?
La soluzione e' un'altra, la soluzione e' una sola: bisogna ridurre il
traffico aereo. Per ragioni sanitarie, per ragioni ambientali, globali e
locali.
*
Ridurre il trasporto aereo
Le emissioni degli aeromobili contribuiscono per circa il 10% alle emissioni
totali di CO2, e sono estremamente dannose in quanto questi gas dannosi sono
rilasciati direttamente negli strati piu' alti della troposfera ed in quelli
piu' bassi della stratosfera alterando di fatto la composizione
dell'atmosfera.
Le direttive europee, il trattato di Kyoto, l'Onu, la comunita' scientifica
internazionale, il buonsenso, ci chiedono ed impongono una drastica
riduzione delle emissioni di anidride carbonica, e quindi e' veramente
contraddittorio che si continui ad investire per incrementare forme di
trasporto come quello aereo, sia perche' inquinanti, sia a causa del
prossimo esaurirsi del petrolio e quindi del cherosene.
Pensiamo che sia necessario un diverso sviluppo per il nostro territorio e
che la priorita' assoluta in tema di mobilita' sia rappresentata dal
miglioramento e dalla razionalizzazione della rete ferroviaria nazionale
insieme anche al maggior utilizzo delle cosiddette "autostrade del mare".
La regione Lazio e Viterbo in particolare con la sua provincia hanno bisogno
di un adeguamento e di un sostanziale miglioramento dell'infrastruttura
ferroviaria. I nostri pendolari ogni giorno impiegano due ore da Viterbo per
raggiungere Roma.
In Europa, alcuni statisti come la cancelliera tedesca e il presidente
francese hanno posto il blocco della costruzione di nuovi aeroporti e di
autostrade tra i piu' importanti provvedimenti per la riduzione del
surriscaldamento climatico e dell'inquinamento. Gran parte del mondo
politico e istituzionale italiano ha plaudito al Nobel per la Pace conferito
ad Al Gore e all'Ipcc proprio per l'azione di denuncia della devastazione
del pianeta che si sta determinando per l'aumento dei gas serra: si sono
limitati ad applaudire. Questo secondo noi perche' la classe politica e chi
ci governa e' in larga misura arretrata culturalmente e subalterna alle
logiche speculative e finalizzae unicamente alla massimizzazione del
profitto delle industrie; nella fattispecie delle compagnie aeree.
E' necessario ridurre il trasporto aereo perche' sono i piu' poveri della
terra a pagare per il privilegio di pochi di viaggiare e per il profitto
delle compagnie aeree. Le alterazioni del clima si ripercuotono soprattutto
sulle popolazioni e sui paesi piu' poveri, come ha denunciato un altro
premio Nobel per la pace, Wangari Maathai; paesi dove siccita' o uragani
determinati sempre piu' dal surriscaldamento del clima, distruggono con
violenza inaudita citta', economie e le vite di migliaia di esseri umani,
generando anche flussi migratori sempre piu' intensi.
*
Difendere il diritto alla salute
Ho scelto di impegnarmi  nel comitato di cui sono portavoce anche perche'
sono un medico.
"Tutti gli esseri umani sono responsabili dell'ambiente  ma i medici lo sono
due volte". Cosi'  affermava  Lorenzo Tomatis, gia' presidente dello Iarc e
dell'associazione Isde-Italia.
Lorenzo Tomatis era  un medico, scienziato e scrittore ma soprattutto un
uomo giusto ed onesto, un medico con un curriculum scientifico prestigioso
ma sconosciuto ai piu' e alle platee televisive. Un personaggio scomodo
perche' capace di dire la verita' in ogni circostanza. Egli ha sostenuto e
dimostrato nella sua lunga attivita' di ricerca che la maggior parte delle
malattie deriva dall'interazione tra fenomeni di inquinamento ambientale e
genetica umana. Questa certezza e consapevolezza e' stata recepita anche nel
nuovo codice di deontologia medica  che all'articolo 5 afferma: "Il medico
e' tenuto a considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora quale
fondamentale determinante della salute dei cittadini (...) Il medico
favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute
nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva".
Quindi come medici siamo convinti che bisogna fare molta attenzione quando
si propongono e si progettano nuove tecnologie e nuove infrastrutture i cui
danni ed effetti nocivi non sono ben conosciuti e studiati. Nessuna
emergenza puo' imporre l'adozione di tecnologie e soluzioni che si possono
rivelare dannose per l'ambiente e per la salute.
E' sempre indispensabile applicare il principio di precauzione e in assenza
di prove scientifiche inconfutabili a riguardo della tutela della salute e
dell'ambiente applicare l'opzione zero.
La realizzazione di grandi infrastrutture, come sono gli aeroporti,
determina inconfutabilmente danni alla salute attraverso l'inquinamento
dell'aria, l'inquinamento acustico e quello elettromagnetico.
Nella lettera inviata ai colleghi medici dell'Alto Lazio, ma che so inviata
anche ai colleghi della Asl Rm H a cui appartiene il distretto sanitario di
Ciampino, abbiamo voluto condividere la preoccupazione motivata da numerosi
riferimenti scientifici per il danno alla salute che il traffico aereo
genera.
Abbiamo svolto un lavoro di ricerca bibliografica. Esistono una miriade di
lavori e dati scientifici che dimostrano i danni prodotti dalle polveri
sottili ed ultrasottili provenienti dai processi di combustione del
cherosene, come dall'esposizione al benzene, e i danni prodotti
dall'inquinamento acustico. Il dottor Mocci e il dottor Ghirga
approfondiranno ed illustreranno questi aspetti.
*
L'inquinamento elettromagnetico. Due proposte di lavoro
Voglio ora richiamare la vostra attenzione, ed in particolare quella dei
colleghi presenti, sull'inquinamento elettromagnetico. Questo tipo di
inquinamento e' prodotto dai sistemi radar delle torri di controllo e da
quelli a bordo degli aerei che insieme alle antenne di radiotrasmissione ed
ai sistemi elettromagnetici vengono utilizzati per i controlli di sicurezza.
A queste onde elettromagnetiche vanno poi aggiunti gli effetti prodotti
dalle antenne di telefonia mobile, apparati radio-tv e cavi di
elettrificazione. Questo particolare tipo di inquinamento, soprattutto
quello legato alla presenza degli aeroporti, e' sicuramente  il meno
studiato, e ne sappiamo quindi ancora molto poco.
L'interazione tra campi elettromagnetici ed organismi viventi e' largamente
conosciuta e dimostrata da numerosi lavori scientifici. I meccanismi di
interazione con i sistemi biologici, in particolare per quanto riguarda il
corpo umano, dipendono dall'intensita' dei campi e dal  tempo di
esposizione.
Sono stati identificati alcuni possibili meccanismi biologici d'azione dei
campi elettromagnetici che in modo schematico possiamo cosi' riassumere:
1) alterazione del sistema immunitario;
2) modificazioni della permeabilita' della membrana cellulare e conseguente
alterazione del flusso di ioni biologicamente importanti, in particolare del
Calcio, Sodio e Potassio;
3) induzione di "stress ossidativo" con conseguente aumento dei danni
prodotti da radicali liberi sulle macromolecole biologiche;
4) alterazioni della sintesi dell'ormone epifisario melatonina;
5) modificazioni dell'attivita' elettrica cerebrale e della permeabilita'
della membrana emato-encefalica.
Tali meccanismi sono supportati da dati sperimentali ottenuti su sistemi di
laboratorio (colture cellulari; mammiferi, in particolare roditori), su
volontari umani e su soggetti esposti professionalmente. Altri possibili
meccanismi sono stati ipotizzati e sono attualmente oggetto di studio.
Penso  che tutti possiamo convenire sulla necessita' di ampliare gli studi
per quanto riguarda  anche questo aspetto e soprattutto a partire da aree
che come questa di Ciampino possono presentare piu' fonti di emissione di
campi elettromagnetici.
Ritengo che la cosa che si puo' fare gia' subito sia quella di richiedere
all'Arpa Lazio e alla Asl coinvolgendo anche la facolta' di ingegneria
dell'Universita' di Tor Vergata, la misurazione dei campi elettromagnetici
in prossimita' e dentro l'aeroporto e la mappatura di tutte le possibili
fonti di inquinamento elettromagnetico presenti nel comune di Ciampino.
Un'altra cosa che si potrebbe fare subito e in collaborazione con i medici
che lavorano sul territorio, penso ai medici di medicina generale ed ai
pediatri, e' quella di cominciare ad individuare e catalogare gli eventuali
casi di malattie rare ed autoimmuni presenti tra i propri pazienti. Questo
tipo di rilevazioni ed osservazioni ci potrebbero fornire informazioni utili
e preliminari per ulteriori ed approfonditi studi che possano prendere in
considerazioni tra i vari fattori d'inquinamento ambientale anche quello
elettromagnetico.
Lancio a tutti i colleghi medici questa ipotesi di lavoro.
*
Conclusioni
Concludo dicendo che come medici abbiamo la necessita' di conoscere sempre
di piu' i fattori eziopatogenetici delle malattie ma abbiamo soprattutto il
dovere e la responsabilita' di  tutelare la salute attraverso la tutela
dell'ambiente, e sono fermamente convinta che sempre si possano coniugare
benessere, tutela dell'ambiente e sviluppo economico.
A Ciampino come a Viterbo la tutela dell'ambiente e della salute passano di
sicuro attraverso la drastica riduzione del traffico aereo.

3. DOCUMENTAZIONE. UNA INTERVISTA A FRANCO NOBILE
[Dal sito www.legatumori.siena.it riprendiamo la seguente intervista al
professor Franco Nobile del 17 ottobre 2007 dal titolo "Ampugnano: i rischi
per la salute dei senesi".
Il professor Franco Nobile, oncologo, docente all'Universita' di Siena, e'
presidente della sezione provinciale di Siena della Lega italiana per la
lotta contro i tumori e direttore del notiziario "Prevenzione"]

A proposito dei ventilati rischi per la salute dei residenti provocati dal
proposto ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano, abbiamo intervistato il
professor Franco Nobile, oncologo, che ci ha fornito una sommaria
descrizione di tali rischi, sottolineando come la loro prevenzione resta
sempre l'arma migliore per combattere le malattie, tumori compresi.
*
- intervistatore: Chi sarebbe esposto al rischio?
- Franco Nobile: Innanzitutto il personale addetto all'aeroporto ed i
residenti nelle immediate vicinanze per una fascia di circa 1 km, ovviamente
in linea d'aria. Aumentando questa distanza, i rischi si riducono
proporzionalmente, ma piuttosto lentamente, se si tiene conto che un aereo,
sia in fase di decollo che di atterraggio, si mantiene a un'altitudine molto
ridotta rispetto alla fase di crociera sin da diversi chilometri prima della
pista e Siena e' distante da Ampugnano pochissimi chilometri, sempre in
linea d'aria. Inoltre le polveri sottili del particolato prodotto dalla
combustione del carburante sono molto volatili e possono ricadere al suolo
anche a notevole distanza dalla fonte, trasportate dai venti.
*
- intervistatore: Quali tipi di rischi si corrono?
- Franco Nobile: La maggior parte degli aerei attuali brucia cherosene, una
miscela di idrocarburi potenzialmente cancerogeni se inalati a lungo, specie
insieme a certi additivi come il benzene. La combustione del carburante
provoca l'emissione di gas tossici, come l'azoto e il monossido di carbonio
e di un particolato (PM 10, PM5 e cosi' via) analogo a quello del traffico
veicolare cittadino, che non dovrebbe superare i livelli di legge,
altrimenti risulta nocivo per la salute: sia a breve termine (bronchiti,
asma, allergie) che a medio e lungo termine (malformazioni neonatali,
leucemie ed altri tumori). A questo proposito i rilievi
statistico-epidemiologici sui lavoratori aeroportuali sono indubbiamente
significativi, con un aumento netto della mortalita' sia durante la vita
lavorativa che nei primi anni di pensione, fonte di un pressante contenzioso
sindacale e assicurativo.
*
- intervistatore: Un intenso traffico aereo puo' causare altri danni alla
salute?
- Franco Nobile: Per non provocare allarmismo ne' scetticismo e per brevita'
citero' solo che l'evidenza scientifica mostra il raddoppio dei casi di
ipertensione, con conseguenti incidenti cardiovascolari (ictus, infarto)
nella popolazione delle zone aeroportuali a causa dell'inquinamento acustico
soprattutto nelle fasi di decollo e di atterraggio quando rasenta il numero
di decibel sostenibile per il nostro udito. Secondo gli esperti, il sentiero
di avvicinamento di un aereo alla pista si abbassa a quota 800 m una dozzina
di chilometri prima dell'aeroporto ed alla meta' a 8 km. In fase di decollo
con i motori alla massima potenza, un aereo deve salire a 400 metri in
trenta secondi, percorrendo 5 km e a 1000 metri di altitudine in un minuto,
con una distanza a terra di una diecina di km. Per salire in quota un aereo
consuma mediamente 4000 litri di cherosene. Secondo la Federal Aviation
Administration ciascuna delle quattro turbine di un DC 8 raggiunge un
livello di 80-90 decibel, mentre la soglia del dolore in chi lo ascolta e'
intorno ai 100 decibel. Oltre che causare ipertensione la continua
esposizione (diurna e notturna!) a rumori forti e' pericolosa per lo
sviluppo dei bambini perche' danneggia la memoria e rallenta l'ideazione
nonche' la comprensione della lettura.
*
- intervistatore: Insomma lei, professore, e' favorevole o contrario
all'ampliamento di Ampugnano?
- Franco Nobile: Come oncologo non faccio la lotta agli aeroporti, ma ai
tumori, cercando di fornire una corretta informazione, che e' la madre di
ogni educazione, compresa quella sanitaria. Affrontare la perenne
conflittualita' tra interessi economico-commerciali e salvaguardia della
salute con un serio bilancio costi-benefici, e' compito di politici e di
amministratori.
*
Una precisazione
Siccome ogni socio di Legatumori senese e' libero di esprimere la propria
opinione sulla questione dell'ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano,
vorrei precisare che quanto da me sopra dichiarato e' ad esclusivo titolo
personale, come oncologo, e non come legale rappresentante e presidente di
Legatumori senese. Infatti qualche settimana fa mi fu chiesto un parere
professionale, come oncologo, sulla questione dell'ampliamento
dell'aeroporto di Ampugnano. Manifestai il mio disaccordo sia perche'
residente nella frazione Castellare di Sovicille, distante poche centinaia
di metri dalle piste di volo e sia perche' gli aerosol di idrocarburi e i
violenti impatti acustici non rientrano certamente tra le misure di
prevenzione oncologica da me consigliate. Per doverosa correttezza e come
amico carissimo, inviai subito la mia lettera personale al nostro sindaco di
Sovicille.
Giorni fa, quando mi fu richiesto da alcuni componenti del Comitato contro
l'aeroporto di Ampugnano di diffondere il mio comunicato, diedi il mio
consenso ma esclusivamente a titolo personale, come libero cittadino e
assolutamente non come presidente di Legatumori senese: un'associazione di
cinquemila soci, ognuno dei quali e' altrettanto libero di esprimersi sulla
questione come meglio crede (...).
Professor Franco Nobile, oncologo.

4. RASSEGNA STAMPA. MARINELLA CORREGGIA: FIORI VOLANTI, ECONOMIA VIOLENTA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 14 febbraio 2008, col titolo "I 'cadaveri
volanti' di San Valentino".
Marinella Correggia e' nata a Rocca d'Arazzo in provincia di Asti;
scrittrice e giornalista free lance particolarmente attenta ai temi
dell'ambiente, della pace, dei diritti umani, della solidarieta', della
nonviolenza; e' stata in Iraq, Afghanistan, Pakistan, Serbia, Bosnia,
Bangladesh, Nepal, India, Vietnam, Sri Lanka e Burundi; si e' occupata di
campagne animaliste e vegetariane, di assistenza a prigionieri politici e
condannati a morte, di commercio equo e di azioni contro la guerra; si e'
dedicata allo studio delle disuguaglianze e del "sottosviluppo"; ha scritto
molto articoli e dossier sui modelli agroalimentari nel mondo e sull'uso
delle risorse; ha fatto parte del comitato progetti di Ctm (Commercio Equo e
Solidale); e' stata il focal point per l'Italia delle rete "Global Unger
Alliance"; collabora con diverse testate tra cui "il manifesto", e' autrice
di numerosi libri, e' attivista della campagna europea contro l'impatto
climatico e ambientale dell'aviazione. Tra le opere di Marinella Correggia:
Ago e scalpello: artigiani e materie del mondo, Ctm, 1997; Altroartigianato
in Centroamerica, Sonda, 1997; Altroartigianato in Asia, Sonda, 1998;
Manuale pratico di ecologia quotidiana, Mondadori, 2000; Addio alle carni,
Lav, 2001; Cucina vegetariana dal Sud del mondo, Sonda, 2002; Si ferma una
bomba in volo? L'utopia pacifista a Baghdad, Terre di mezzo, 2003; Diventare
come balsami. Per ridurre la sofferenza del mondo: azioni etiche ed
ecologiche nella vita quotidiana, Sonda, 2004; Vita sobria. Scritti
tolstoiani e consigli pratici, Qualevita, 2004; Il balcone
dell'indipendenza. Un infinito minimo, Nuovi Equilibri, 2006; (a cura di),
Cambieresti? La sfida di mille famiglie alla societa' dei consumi, Altra
Economia, 2006; Week Ender 2. Alla scoperta dell'Italia in un fine settimana
di turismo responsabile, Terre di Mezzo, 2007. La rivoluzione dei dettagli,
Feltrinelli, Milano 2007]

L'Arabia Saudita ha vietato la vendita di rose rosse e altri fiori
riconducibili alla festa di San Valentino la cui notorieta' e' arrivata fino
alle orecchie del locale Ente per la promozione della virtu' e la
prevenzione del vizio; che non la ama perche' sarebbe una minaccia per la
societa' spingendo i giovani ad avere rapporti extramatrimoniali.
Altrove, il dibattito sui fiori recisi - genere commerciale la cui vendita
conosce il picco annuale proprio in questi giorni - e i relativi sconsigli
per gli acquisti sono invece di matrice socioambientale. Violazione dei
diritti dei braccianti, esposizione a pesticidi, turni massacranti
soprattutto in corrispondenza dei picchi di richiesta, inquinamento e
minaccia di esaurimento di fonti idriche, energivorissimi viaggi aerei: la
coltivazione floreale nel Sud del mondo, prevalentemente per l'export, e'
una realta' per nulla romantica. In Colombia o Ecuador come sul lago
Naivasha in Kenya e altrove, i fiori sono piccole bombe per l'ambiente e i
braccianti. Da qualche tempo e' stato inventato il "fiore etico", corredato
degli standard del Fair Trade perche' ottenuto "in condizioni ambientali e
sociali migliori", con il rispetto degli standard lavorativi richiesti
dall'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil). Le coltivazioni
floreali cosiddette etiche e sostenibili ormai sono ritenute interessanti da
molti consumatori che non vogliono rinunciare a queste merci e al tempo
stesso vogliono sentirsi meno in colpa per procurato danno ecosociale. In
Gran Bretagna il principale venditore di fiori della nazione ha visto
aumentare le vendite "fair" del 40% nell'ultimo anno. Negli Stati Uniti la
domanda di rose certificate Fair Trade a cura di Transfair Usa e' sempre di
nicchia, ma sta crescendo. In quel paese il business floreale totale di San
Valentino arriva a 21 miliardi di dollari, meta' dei quali spesi in rose
rosse (ma hanno inventato anche la rosa con sfumatura verde).
Purtuttavia le critiche all'eticita' ed equita' delle rose e degli altri
recisi prodotti in Africa o America Latina rimangono numerose e
insuperabili. Tanto per cominciare, a differenza di prodotti tropicali come
caffe' e cioccolato, il fiore equo non appare affatto prodotto da piccoli
contadini ma piuttosto da grandi piantagioni dove i braccianti - spesso
giovani madri - vivono in dormitori, lontani dalle loro famiglie. Un po' di
clausole minime dell'Oil fa davvero primavera? Non si direbbe.
Per non parlare dell'impatto ambientale causato dal trasporto
transcontinentale dei fiori, generi altamente deperibili che devono dunque
arrivare in fretta in aereo. Secondo i calcoli elaborati dal parlamentare
liberaldemocratico inglese Norman Baker sulla base delle statistiche fornite
dal governativo Department for Environment, Food and Rural Affairs (Defra),
ogni anno il solo trasporto di fiori dal Kenya alla Gran Bretagna (nel 2004,
circa 17.000 tonnellate in volo per 4.000 miglia) provoca l'emissione di
33.000 tonnellate di anidride carbonica. Il problema non viene affatto
affrontato dal marchio di eticita'; e' lo stesso dilemma con il quale si
confronta il movimento per l'agricoltura biologica: l'incoerenza ambientale
dei prodotti freschi coltivati bio ma arrivati in aereo dall'altro capo del
mondo cosi' da soddisfare la domanda dei supermercati che devono servire i
consumatori tutto l'anno senza rispettare le stagioni.
Per queste ragioni l'esperta di consumi per il quotidiano "Guardian"
suggerisce di mostrare l'affetto del 14 febbraio con altri tipi di regali,
non escluso il cioccolato equo da cooperative. E la rivista britannica
"Ethical Consumer" accenna ai fiori locali biologici, certificati e
stagionali, coltivati senza serre riscaldanti (che annullerebbero il
vantaggio ecologico della vicinanza fra luogo di coltivazione e luogo di
"consumo"). Meglio ancora le piante, che durano a lungo e possiamo
riprodurre per talea. Quanto alle rose rosse, se proprio piacciono ne basta
un mazzo una tantum: messe a essiccare a testa in giu', da usa e getta
diventano durevoli.

5. RASSEGNA STAMPA. MARINELLA CORREGGIA: UNA MISTIFICAZIONE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 26 febbraio 2008, col titolo "Il
'risparmio' dei voli alla noce di Babasu'"]

Era da prevedersi: anche la compagnia Virgin Atlantic, leader nel settore
dei voli low cost, cerca una legittimazione ecologica. Le responsabilita'
delle compagnie low cost quanto a riscaldamento climatico sono importanti:
le tariffe stracciate hanno provocato buona parte dell'aumento del traffico
aereo passeggeri, anche su tragitti facilmente percorribili in treno (con un
impatto climatico fino a dieci volte inferiore); l'energivoro settore degli
aerei e' la fonte di gas serra che cresce piu' in fretta.
Un comunicato trionfale della compagnia informa di aver effettuato, il 24
febbraio, il primo volo commerciale - con un jumbo fra Londra e Amsterdam -
parzialmente alimentato da... noci della foresta amazzonica. Gli oli
vegetali hanno rappresentato circa il 25% del carburante usato per il volo
test; il restante 75% era costituito dal solito kerosene fossile. Siccome un
aereo richiede moltissimo carburante, la quota di agrokerosene era di ben
5.500 kg. Secondo la Virgin - che ha lavorato in collaborazione con la
Boeing e la multinazionale Usa General Electric - superate le difficolta'
tecniche nel giro di una decina d'anni le linee aeree potrebbero tutte
utilizzare biocarburanti, in una percentuale fino al 40% del totale.
C'e' da esultare per il clima? Nemmeno un po'.
*
E per varie ragioni. Intanto, c'e' un inghippo in termini di quantita', come
ha subito fatto rilevare l'associazione ambientalista internazionale Friends
of the Earth: poiche' e' previsto un ulteriore e rapidissimo aumento del
trasporto aereo e del suo contributo al caos climatico, gia' pari al 9% del
totale se si considerano tutti gli aspetti, anche a sostituire il 40% del
kerosene fossile con le fonti vegetali e ad ammettere che queste siano
sostenibili dal punto di vista climatico, il risparmio nelle emissioni di
CO2 sarebbe annullato dall'aumento dei voli; insomma, il "biokerosene" e'
una distrazione dall'obiettivo di ridurre le emissioni.
Inoltre, da tempo gli agrocarburanti sono sotto attacco: a conteggiare senza
sconti l'energia necessaria a produrli, possono anche dare piu' danni che
vantaggi in termini di gas serra; inoltre richiedono acqua e input chimici e
infine competono con le colture alimentari per terre limitate. Richard
Branson, capo della Virgin Atlantic ha dichiarato ai giornalisti che le
fonti usate dall'aereo in questione, ovvero le noci di cocco e babasu', sono
"effettivamente sostenibili" e non competono con le risorse alimentari o
idriche. Ma andiamo a vedere.
*
Prima di tutto, le piantagioni spontanee di cocco e babasu' coprirebbero una
piccolissima parte delle materie prime totali richieste nello scenario
"kerosene vegetale al 40%" (o anche solo al 20). E poi la competizione
pance-motori c'e' anche per questi due frutti. Riferisce un servizio del
sito www.greenreport.it che il babasu' (Orbignya phalerata martins) e' un
albero certo abbondante nell'Amazzonia orientale e perfino nel povero
Nordest del Brasile, e che l'economia locale ne trae cibo, medicine e
prodotti artigianali. Il suo contenuto oleoso e' solo il 7%, ma del frutto
non si butta nulla; ben 400.000 persone, quasi tutte donne, sopravvivono su
questi prodotti di foresta e la loro attivita' potrebbe essere compromessa
da una produzione meccanizzata e dall'utilizzo delle palme per produrre
energia da biomasse. Le donne del Movimiento interestadual de rompedoras del
coco babasu' del Maranhao sono molto preoccupate perche' temono che puntare
sull'agrocarburante a base di olio di babasu' portera' a un accaparramento
delle foreste da parte delle grandi imprese agroenergetiche a scapito
dell'agricoltura familiare, comunitaria e femminile. E non si fidano delle
proposte di coesistenza avanzate dai servizi tecnici governativi del
Brasile, che dopo l'etanolo da canna da zucchero per la trazione punta anche
al kerosene da babasu' per l'aviazione.

6. LIBRI. LA QUARTA DI COPERTINA DEL LIBRICCINO "LOW COST QUANTO CI COSTI!"
SULL'IMPATTO DELL'AEROPORTO DI CIAMPINO SULLA SALUTE E LA QUALITA' DELLA
VITA DELLA POPOLAZIONE
[Dal sito dell'Assemblea permanente no-fly di Ciampino (per contatti:
e-mail: nofly at inventati.org, sito: www.no-fly.info) riprendiamo la quarta di
copertina del recente utile libriccino da essa curato, Low cost quanto ci
costi!, Stampa Alternativa, Roma 2008; il ricavato delle vendite sara'
utilizzato per finanziare la stampa della pubblicazione e per l'acquisto di
una centralina per il monitoraggio ambientale a Ciampino. Il testo ntegrale
del libriccino e' disponible anche nel sito www.no-fly.info]

Un solo euro per volare in una capitale europea e' una grande tentazione, ma
qual e' il reale prezzo di questi biglietti aerei e chi lo paga?
Ecco una breve descrizione fatta da comuni cittadini che stanchi di non
dormire hanno cominciato a cercare. Un libro bianco che riassume le loro
tristi "scoperte", un basso costo che nasconde un altissimo prezzo e chi
paga e' sempre la popolazione, soprattutto quella che non vola.
Un libro che speriamo sia utile agli inconsapevoli complici e vittime di
questo sporco inganno... per comprendere come uno sviluppo cosi' sprezzante
e cieco riduce la nostra casa, la nostra terra e la nostra vita a
nient'altro che un grande posacenere!

7. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI
VITERBO

Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac at tin.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 89 del 19 aprile 2008

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