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Voci e volti della nonviolenza. 174



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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento settimanale del martedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 174 del 29 aprile 2008

In questo numero:
1. Programma del Forum sociale antimafia 2008 a Cinisi nel trentennale
dell'omicidio di Peppino Impastato
2. Associazione Peppino Impastato - Casa Memoria: Appello per una
manifestazione nazionale contro la mafia
3. Forum sociale antimafia "Felicia e Peppino Impastato": Nel trentennale
dell'assassinio di Peppino Impastato
4. Et coetera

1. PROGRAMMA DEL FORUM SOCIALE ANTIMAFIA 2008 A CINISI NEL TRENTENNALE
DELL'OMICIDIO DI PEPPINO IMPASTATO
[Dal sito www.centroimpastato.it]

8 maggio
- Ore 16,30: accoglienza. Concentramento presso la stazione ferroviaria
Cinisi-Terrasini e Casa Memoria (Corso Umberto I, 220). Lettura dell'appello
per la manifestazione nazionale e del documento programmatico del Forum
sociale antimafia.
- Ore 18: Il femminismo. Forum di discussione sull'impegno in difesa dei
diritti della donna. Ospiti-relatrici: Collettivo Femminista M. C.,
Collettivo Malefemmine - Palermo, Novat.
- Ore 21: spettacolo di Ciccio Impastato; spettacolo di Lucia Sardo.
*
9 maggio: "Informazione e controinformazione ieri e oggi"
- Ore 10: forum di discussione sulla libera informazione e la comunicazione
dal basso. Ospiti-relatori: Radio Onda Rossa, Francesco Catalano - Radio
Onda d'urto, Valerio Monteventi - Radio Alice, Roberto Morrione, Lirio
Abbate, Riccardo Orioles.
- Arrivo nel porto di Terrasini della veleggiata con partenza da Sanremo
dedicata a Peppino e Felicia.
- Ore 17: Manifestazione nazionale contro la mafia. Corteo da Radio Aut di
Terrasini a Cinisi lungo la via che Peppino percorse la notte tra l'8 e il 9
maggio 2008 quando fu sequestrato ed ucciso.
- Ore 21: concerto in piazza. Si esibiscono i Tetes de Bois, Ciscovox, Pippo
Pollina e Linard Bardill, Flavio Origlio e i Luff.
*
10 maggio: "Mafia e antimafia dagli anni '70 ad oggi"
- Ore 10: forum di discussione su mafia e antimafia negli ultimi 30 anni.
Relatori: Umberto Santino: introduzione, Francesco Forgione: l'attivita'
della Commissione antimafia, Giuseppe Lumia: la relazione della Commissione
antimafia sui beni confiscati, Franca Imbergamo: legislazione e azione
giudiziaria, Rosario Crocetta: l'azione degli Enti Locali, Pietro Milazzo,
Nino Rocca, Tony Pellicane: l'antimafia sociale e la lotta per la casa a
Palermo, Enrico Colaianni: l'associazionismo antiracket, Davide Ganci, Rosa
La Plena: l'uso sociale dei beni confiscati, Pia Blandano: l'attivita' nella
scuole, Gianluca Faraone: il ruolo delle cooperative di Liberaterra, Salvo
Vitale e Giovanni Impastato: la presenza della mafia nel territorio di
Cinisi.
- Ore 16: continuazione forum.
- Ore 21: concerto: Migrantes, Collettivo Musicale Peppino Impastato, Carmen
Consoli e i Lautari.
*
11 maggio: "Movimenti alternativi dal '68 ad oggi"
- Ore 10: forum di discussione sui movimenti di ieri e oggi.
Ospiti-relatori: Renate Siebert, Guido Viale, Vincenzo Miliucci, Piero
Bernocchi, Renato Franzitta, Tano D'Amico.
- Ore 16: continuazione forum. Ospiti-relatori: No Tav, No Ponte, Comitato
verita' e giustizia per Genova, No Dal Molin, Comitato contro l'ampliamento
delle basi militari - Sigonella.
- Ore 21: concerto: Gente strana posse, Assalti frontali.
*
Per contribuire alle spese e' aperta una sottoscrizione. I contributi vanno
inviati a: Associazione culturale Onlus "Peppino Impastato" di Cinisi. Conto
corrente postale n. 26951889, indicando nella causale: contributo per il
Forum sociale 2008.
Per ulteriori informazioni: tel. 0918666233 - 3341689181.

2. ASSOCIAZIONE PEPPINO IMPASTATO - CASA MEMORIA: APPELLO PER UNA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA MAFIA
[Riproponiamo il seguente appello]

Cari amici e compagni,
quest'anno il 9 maggio 2008 cadra' il trentesimo anniversario dell'omicidio
di Peppino ed abbiamo deciso di organizzare a Cinisi una manifestazione
nazionale contro la mafia che sancisca un momento di svolta nell'impegno
contro il potere politico-mafioso. Sara' anche una circostanza importante
per tentare di unire tutti i movimenti dal basso nati in Italia negli ultimi
anni con le lotte sociali storiche.
Vi chiediamo, quindi, di leggere e diffondere l'appello scritto da Giovanni
proprio per tale occasione e vi chiediamo, qualora siate d'accordo con il
suo contenuto, di aderire alla manifestazione e di essere presenti a Cinisi
per il prossimo Forum Sociale Antimafia che si svolgera' dall'8 all'11
maggio 2008.
Saluti,
Associazione Peppino Impastato - Casa Memoria
Cinisi
*
Per ulteriori informazioni: tel. 0918666233-3341689181, e-mail:
casamemoriaimpastato at gmail.com, giovannimpastato at gmail.com
*
9 maggio 1978 - 9 maggio 2008, Cinisi
Appello per una manifestazione nazionale contro la mafia in occasione del
Forum sociale antimafia 2008 a 30 anni dall'assassinio di Peppino Impastato
Sono passati ormai trent'anni dall'assassinio politico-mafioso di Peppino
Impastato e 29 dalla manifestazione nazionale contro la mafia che abbiamo
organizzato a Cinisi in occasione del primo anniversario della sua morte.
Non possiamo dire che da allora nulla sia cambiato; abbiamo raggiunto
obiettivi importanti con il nostro impegno e con la lotta quotidiana che
abbiamo condotto io, mia madre, i compagni di Peppino, Umberto Santino e
Anna Puglisi fondatori del Centro siciliano di documentazione di Palermo,
successivamente dedicato a Peppino, seguiti da una parte della sinistra e
dei movimenti legati alla nostra storia e alla nostra lotta.
Abbiamo affrontato un lungo percorso di fatica e di sofferenza che ci ha
portato anche a sperimentare l'amarezza e la rabbia quando abbiamo toccato
con mano le collusioni tra la politica, le istituzioni e la mafia.
Il lavoro di memoria e le attivita' portati avanti in questi anni sono stati
difficili, ma non certo inutili: hanno contribuito a sviluppare una
coscienza antimafiosa nelle nuove generazioni che hanno recepito
positivamente il nostro messaggio.
Il pensiero, le idee di Peppino e la sua esperienza di militante comunista
che guardava tutte le sfaccettature della realta' lo conducevano a partire
dal basso, riprendendo la linea delle lotte contadine, anticipando i tempi e
accelerando un processo di crescita e di presa di coscienza rispetto al
pericolo costituito dalla mafia, fino ad allora volutamente sottovalutato:
la sua era una vera e propria lotta di classe contro un sistema criminale
basato sullo sfruttamento e sulla sopraffazione.
Non e' stato facile per lui, cosi' come non e' stato facile per noi: abbiamo
raccolto la sua eredita' e siamo andati avanti, cercando di continuare
giorno dopo giorno per costruire un progetto di antimafia sociale che
partisse dall'esperienza di Peppino, dalle sue lotte nel territorio contro
la speculazione edilizia, contro la disoccupazione, a fianco dei contadini
di Punta Raisi che venivano affamati dall'esproprio delle proprie terre.
Peppino era in prima fila a Palermo nelle lotte studentesche del 1968 e nei
movimenti del 1977, sempre alla ricerca di metodi innovativi, sfruttando al
meglio con la sua fantasia e la sua passione i poveri mezzi di comunicazione
che aveva a disposizione.
Facendo tesoro delle sue scelte e del suo percorso nel 1979 abbiamo sfilato
per le troppo silenziose strade di Cinisi nella prima manifestazione
nazionale contro la mafia, organizzata da Radio Aut, dal Centro di
documentazione di Palermo, assieme ai compagni di Democrazia Proletaria e a
quella parte di movimento che era rimasta profondamente colpita
dall'uccisione di Peppino. Eravamo in duemila: persone che venivano da ogni
parte d'Italia, con un misto di rabbia, dolore, determinazione ed entusiasmo
per i nuovi contenuti che portavamo in piazza.
La mafia non era piu' un fenomeno locale, circoscritto alla Sicilia, ma un
fenomeno che aveva invaso pericolosamente tutto il territorio nazionale,
coniugandosi con ogni forma di speculazione, di corruzione, di collusione
con le istituzioni e con il potere politico ed economico, accumulando grandi
masse di capitale con il traffico di droga che provocava migliaia di morti
per overdose.
Siamo stati poi catapultati in una situazione pesante; ci siamo scontrati
con una realta' drammatica: la mafia aveva alzato il tiro uccidendo chiunque
tentasse di ostacolare il suo processo di espansione. Giudici, poliziotti,
politici, militanti della sinistra, giornalisti, tutti ammazzati uno dopo
l'altro in una mattanza che e' durata molti anni, troppi, ed e' culminata
con la strategia dello stragismo.
Abbiamo vissuto tutto questo sulla nostra pelle mentre eravamo impegnati
nella ricerca della verita' e non solo riguardo l'omicidio di Peppino,
denunciando e mettendo in evidenza gli ostacoli piu' turpi, quelli piu'
dilanianti, quelli causati dalla collusione mafiosa con una parte delle
istituzioni.
Le vicende giudiziarie riguardo il "caso Impastato" lo dimostrano: forze
dell'ordine, magistrati, politici hanno tentato in tutti i modi di non farci
arrivare alla giustizia, orchestrando un depistaggio vergognoso e tacciando
Peppino di essere un terrorista-suicida. Non ci sono riusciti.
Parlare di legalita' oggi significa anche riportare alla luce la versione
veritiera di quanto e' accaduto a Peppino e piu' in generale dal dopoguerra
in poi, da quei grandi movimenti di liberazione che furono la Resistenza
antifascista e il Movimento contadino. Le stragi di stato e le trame nere
hanno insanguinato il nostro paese: Portella della Ginestra, le bombe nelle
Camere del lavoro, l'eliminazione di circa 40 sindacalisti e militanti della
sinistra, il piano Solo, Piazza Fontana, il golpe Borghese, Piazza della
Loggia, l'Italicus, il sequestro Moro, il ruolo di Gladio, la stazione di
Bologna, il Rapido 904 ed altri eventi sono tappe fondamentali nel nostro
vissuto, nel vissuto di un paese costretto con la violenza a rispettare gli
equilibri e gli accordi internazionali e bloccato nel suo processo di
rinnovamento.
La repressione del sistema e' scattata costantemente e in maniera
scientifica ogni qualvolta si e' cercato di apportare dei cambiamenti nel
sistema sociale e ogni qualvolta il regime democristiano e' stato messo in
crisi. L'intolleranza rispetto ad una vittoria delle sinistre alle elezioni
e alla loro avanzata ha scatenato la violenza del potere reazionario e dei
gruppi fascisti contro ogni tutela democratica.
Non parliamo di vicende remote e lontane nel tempo: ancora oggi pesano le
impunita' delle azioni criminali fasciste dovute alle coperture e
complicita' istituzionali, ed e' per questo che e' necessario insegnare
l'antifascismo nelle scuole come uno dei pilastri fondamentali della nostra
Costituzione.
Negli ultimi anni la violenza di Stato ha attaccato i movimenti di lotta
sociale, come e' accaduto a Napoli e a Genova in occasione del G8,
riapplicando lo stesso schema e le stesse strategie repressive che hanno
coinvolto istituzioni, gruppi dell'estrema destra, servizi segreti e mafia.
Ecco perche' bisogna gettare luce anche su alcuni lati oscuri dell'omicidio
di Peppino: dai processi e' venuta fuori solo una verita' parziale, anche se
fondamentale, una grande vittoria, ma non le motivazioni che hanno condotto
al depistaggio. La relazione della Commissione parlamentare antimafia sul
"caso Impastato" ha ricostruito le dinamiche e le responsabilita' del
depistaggio, ma i responsabili sono rimasti impuniti.
Oggi, a distanza di tanti anni da quei fatti, viviamo una realta' che non si
e' affatto riassestata. Il sistema mafioso prolifera e i conflitti sociali
non si sono mai assopiti: per far fronte alle degenerazioni della societa',
da cui scaturiscono le fortune politiche di personaggi come Berlusconi e di
tanti altri, i movimenti continuano a mettere in pratica l'impegno dal basso
ricoprendo un ruolo centrale nel mantenere viva l'autodeterminazione dei
cittadini. E' arrivato, pero', il momento che acquisiscano una maggiore
consapevolezza sulla centralita' dell'impegno nella lotta alla mafia.
Bisogna rendesi conto che dopo il crollo del cosiddetto "socialismo reale"
viviamo in un sistema di globalizzazione capitalistica, poco importa se la
definizione piu' giusta sia imperialista o imperiale, che ricicla anche le
forme piu' primitive di schiavitu', rilancia la guerra come forma di
imposizione del dominio, rinfocola fanatismi e terrorismi, impone la
dittatura del mercato e vuole cancellare le conquiste del movimento operaio,
approfondisce squilibri territoriali e divari sociali, emarginando la
stragrande maggioranza della popolazione mondiale, esalta la
finanziarizzazione speculativa. In questo quadro le mafie si moltiplicano,
con fatturati del cosiddetto "crimine transnazionale" che raggiungono piu'
di mille miliardi di dollari, e con la formazione di veri e propri
Stati-mafia.
Le analisi condotte in questi anni dal Centro Impastato di Palermo, da La
borghesia mafiosa a Mafie e globalizzazione, si sono dimostrate le piu'
aderenti alla realta'.
I movimenti noglobal degli ultimi anni rappresentano una forma di resistenza
al neoliberismo e al pensiero unico ma non hanno sviluppato un'analisi
adeguata del ruolo delle mafie nel contesto attuale.
Nel nostro Paese le mobilitazioni di questi ultimi mesi che hanno visto
centinaia di migliaia di persone scendere in piazza per chiedere di
rispettare il programma di governo, per pretendere giustizia e verita' sui
fatti di Genova, per difendere i diritti delle donne hanno mostrato che e'
presente nei cittadini la volonta' di cambiare lo stato di cose. In questa
prospettiva di mutamento la lotta alla mafia e' uno dei terreni decisivi
della lotta per il soddisfacimento dei bisogni e per la democrazia.
Ecco perche' e' importante che tutte le realta' impegnate nella lotta dal
basso (No global, No Tav, No ponte, No triv, No al Dal Molin, e gli altri)
garantiscano la loro presenza a Cinisi il 9 maggio 2008 in occasione del
trentennale dell'omicidio di Peppino, per iniziare un nuovo percorso, per
costruire e dare la spinta ad un movimento di lotta alla mafia che segua un
programma rivoluzionario, non astratto e sloganistico, ma concreto e
praticabile, e che si ponga l'obiettivo di battere definitivamente il
fenomeno mafioso.
Non possiamo continuare ad aspettare, abbiamo perso troppo tempo.
Se non riusciamo a costruire un progetto e a trasmettere un messaggio di
fiducia e di speranza alle nuove generazioni, bombardate da una strategia
della diseducazione che indica come esempi da seguire personaggi di successo
cinici e sfrontati, politici e rappresentanti delle istituzioni spesso sotto
processo o condannati per mafia, come Dell'Utri e Cuffaro, difficilmente
riusciremo a far crescere in loro una coscienza democratica e antimafiosa.
E non possiamo rimanere inerti al cospetto dei piu' di 1.300 morti l'anno
sul lavoro, un'autentica vergogna nazionale, delle migliaia di morti per
l'amianto, delle vittime della malasanita', delle vittime dei soprusi e
delle violenze nei paesi emarginati.
Non possiamo rimanere inerti rispetto alle devastazioni dell'ambiente e
della natura che stanno letteralmente distruggendo il nostro pianeta.
Non si puo' sorvolare sulla necessita' della laicita' dello Stato come forma
di garanzia per l'uguaglianza sociale e giuridica di tutti, rispettando le
differenze sessuali, etniche e religiose.
Facciamo appello a tutte le associazioni che lottano per una legalita' non
retorica e formale, sparse sul territorio nazionale, affinche' ci diano il
loro contributo di idee e di azioni per lo svolgimento della manifestazione
del prossimo 9 maggio.
Qualcosa comincia a muoversi: i movimenti anti-pizzo hanno ottenuto i primi
risultati, promuovendo il consumo critico e l'associazionismo, i senzacasa
di Palermo chiedono e ottengono le case confiscate ai mafiosi, le scuole si
impegnano in prima linea, una parte del mondo religioso ha mostrato di
volersi impegnare.
Facciamo appello all'informazione democratica e ai mezzi di comunicazione
liberi affinche' ci sostengano e sviluppino una conoscenza reale delle mafie
e dell'antimafia, mentre troppo spesso assistiamo a trasmissioni e servizi
che danno un'immagine suggestiva di feroci criminali e riducono l'antimafia
alle iniziative piu' spettacolari.
Chiediamo il loro contributo agli artisti che si dichiareranno disponibili
affinche' con la musica, il cinema, il teatro e lo sport si cominci un'opera
di sensibilizzazione e di educazione adeguata.
E' importante che anche i Comuni che hanno intitolato una strada a Peppino
partecipino al trentennale, cosi' come gli iscritti alle sedi dei partiti
della sinistra a lui dedicate.
Facciamo appello alle scuole, agli insegnanti e agli studenti, affinche'
siano al nostro fianco  in questo  difficile percorso.
Facciamo appello alle donne, ancora imbrigliate dai comportamenti
maschilisti della nostra societa', affinche' partecipino numerose per
rinnovare la rottura di mia madre Felicia rispetto all'immobilismo
culturale, bigotto e reazionario, e per ripercorrere i passi delle tante
donne, madri, figlie, sorelle, che hanno fatto dell'impegno antimafia la
loro ragione di vita.
Anche i sindacati devono assumersi le proprie responsabilita', mettendo al
centro i problemi del lavoro nero, precario, ultraflessibile, riprendendo le
battaglie che furono di Peppino e dei suoi compagni. E chiediamo alle forze
politiche che si dicono democratiche di operare un taglio netto con mafie e
corruzione.
Si parla tanto di criminalita', di riciclaggio, di lavoro nero, di
immigrazione clandestina, di sfruttamento minorile, di violenza sulle donne,
di violenza razzista e di altre problematiche che non ci danno respiro:
troppe volte ci si ferma alle parole o si adottano strategie piu' deleterie
degli stessi problemi che dovrebbero risolvere, come i cosiddetti
"provvedimenti per la sicurezza dei cittadini" che finiscono per annullare
diritti umani fondamentali.
Esistono percorsi ben piu' sostenibili e compatibili con il benessere e il
rispetto di tutti, che vengono pero' esclusi perche' non fanno gli interessi
dei soliti noti.
Aspettiamo ancora il perfezionamento della legge sulla confisca dei beni
mafiosi, la legge 109 del '96, proposta da Libera di don Ciotti con una
petizione popolare che ha raccolto un milione di firme sull'onda emotiva
delle stragi di Capaci e via D'Amelio. L'intento era di avviare un nuovo
percorso di sviluppo economico antimafioso, ma si e' arenato negli scogli
della burocrazia, del lasciar correre e degli interessi mafiosi.
Il 9 maggio a Cinisi, nell'ambito delle iniziative del Forum antimafia
"Peppino e Felicia Impastato", sara' un'occasione per riflettere su tutte
queste tematiche, per far sentire la propria voce, per ribellarsi: siamo
convinti che costruire un mondo senza mafia e' possibile. Non solo, e'
necessario: un mondo senza questa "montagna di merda" che ci travolge. Il
luogo scelto per la nuova manifestazione nazionale contro la mafia e'
Cinisi, non solo perche' e' li' che Peppino e' nato ed ha svolto le sue
attivita', ma anche perche' e' da sempre una roccaforte dell'organizzazione
mafiosa; lo fu ai tempi di Cesare Manzella prima e di Tano Badalamenti poi.
Ma tuttora il nostro paese e' un pilastro del controllo mafioso: i clan
locali sono rappresentati nella "commissione regionale" ed hanno un rapporto
diretto con i capimafia; cosi' e' stato con Provenzano e con Lo Piccolo fino
a poco fa.
E' ora di attivarsi: dal 9 maggio in poi vogliamo cominciare a respirare
aria pura, intrisa di liberta'; vogliamo iniziare a vivere la gioia della
bellezza.
Peppino, con il suo sacrificio, ci ha dato tanto. Non basta ricordarlo.
Bisogna raccogliere quanto ci ha lasciato e continuare; dare nuova vita al
suo pensiero e alla sua azione di uomo libero, ma soprattutto di siciliano
libero.
Giovanni Impastato
*
"Il gruppo dirigente democristiano nello scacchiere politico locale, come su
quello nazionale, si pone come un'associazione di tipo mafioso, non solo e
non tanto per la convergenza di mafia e di clientele parassitarie che e'
riuscito a suscitare e ad aggregare attorno a se', quanto per il modo
stesso, banditesco e truffaldino, di concepire ed esercitare il potere"
(Peppino Impastato).
Pensate che sia cambiato qualcosa?
*
Per informazioni adesioni e contatti:
Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria, corso Umberto 220, 90045 Cinisi
(Pa), tel. 0918666233-3341689181, e-mail: giovannimapstato at gmail.com, sito:
www.peppinoimpastato.com
Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", via Villa Sperlinga
15, Palermo, tel. 0916259789, fax: 091348997, e-mail: csdgi at tin.it, sito:
www.centroimpastato.it

3. FORUM SOCIALE ANTIMAFIA "FELICIA E PEPPINO IMPASTATO": NEL TRENTENNALE
DELL'ASSASSINIO DI PEPPINO IMPASTATO
[Riproponiamo il seguente documento]

Il trentennale e' l'occasione per riflettere su alcuni punti fermi che
riguardano la storia di Peppino, le sue scelte politiche, le sue analisi, il
suo progetto di mutamento sociale. Cio' e' necessario poiche' da alcuni anni
sono in atto tentativi di mitizzazione, di sacralizzazione, di
appropriazione e strumentalizzazione della sua immagine da parte dei mezzi
di informazione e di parti politiche che tendono a snaturarne il pensiero.
1. Peppino ha attraversato il suo percorso politico in quelle formazioni
della sinistra rivoluzionaria nate prima e dopo la contestazione del '68,
dai gruppi marxisti-leninisti alla campagna elettorale per il Manifesto, a
Lotta continua, alla candidatura alle elezioni comunali come Democrazia
Proletaria. La sua scelta del comunismo rifuggiva dalle dittature
burocratiche del "socialismo reale" e si fondava sull'eguaglianza, il
soddisfacimento collettivo dei bisogni, la partecipazione dal basso. Tutto
questo viene drasticamente piallato o fortemente emarginato dall'iconografia
affermatasi negli ultimi anni. Nascevano da queste scelte la polemica con il
Pci nella stagione del "compromesso storico", l'impegno a fianco dei
contadini espropriati per l'ampliamento dell'aeroporto, degli edili
disoccupati, con l'obiettivo di coniugare lotte sociali e impegno culturale
e politico fuori e all'interno delle istituzioni.
2. L'analisi della mafia, intesa come modello di accumulazione e di
interazione con tutti gli aspetti del potere, e' stata il punto centrale di
questo molteplice impegno, fatto di proposte, denunce, controinformazione,
mobilitazione. Tutto cio' in netta opposizione con chi ritiene che la mafia
sia soltanto un gruppo criminale o un generico comportamento, e che la lotta
contro di essa non abbia valenza politica, non sia ne' di destra ne' di
sinistra. Peppino fa parte di una storia che e' quella della lotta di classe
diretta dalle grandi forze della sinistra, dai Fasci siciliani alle lotte
contadine degli anni '50, un patrimonio in seguito disperso con l'adozione
di una politica di cedimenti e di compromessi. L'esperienza di Peppino,
troncata dalla violenza, rivive nelle analisi piu' serie e conseguenti della
mafia e delle mafie, che mettono al centro la loro complessita' e lo
sviluppo di borghesie mafiose all'interno dei processi di globalizzazione
neoliberista, nelle esperienze di movimento, dai noglobal all'antimafia
sociale, non certo nelle generiche manifestazioni di legalita' formale e
negli appelli a un'antimafia unanimistica.
3. In Sicilia e nell'intero Paese negli ultimi anni si e' assistito al
prevalere di forme di legalizzazione dell'illegalita', con l'affermarsi del
cuffarismo e del berlusconismo, con il tentativo di cancellazione della
matrice della Resistenza antifascista a fondamento della Costituzione
repubblicana. Il centrosinistra si e' dimostrato incapace di opporre un
argine al dilagare del conservatorismo e all'inasprirsi dei problemi
suscitati dalla precarizzazione e flessibilizzazione del lavoro. Occorre
dare vita a politiche alternative non subalterne al mercato capitalistico e
ai suoi dogmi della competitivita' ad ogni costo e del successo con ogni
mezzo, in un quadro internazionale in cui le logiche di dominio e i
fanatismi identitari portano alla guerra permanente e alla diffusione dei
terrorismi.
4. In questo contesto i tentativi di costruire nuove forme del fare
politica, le esperienze di antimafia sociale (dalle lotte dei senzacasa di
Palermo alle forme cooperativistiche per l'uso sociale dei beni confiscati,
all'antiracket) debbono essere capaci di uscire dal minoritarismo e dalla
logica della testimonianza, estendere il coinvolgimento dei movimenti,
legando vari temi, dal lavoro all'ambiente: occorre costruire alleanze,
valorizzare il pluralismo, creare cultura, a cominciare dalle scuole, darsi
forme adeguate di comunicazione, in un clima dominato dalle banalita' del
"pensiero unico" e dalla stupidificazione programmata delle televisioni
omologate. E' necessario aprire una nuova stagione di scontro politico per
la conquista della liberta' del lavoro e delle idee contro l'uso
spregiudicato del potere come strumento di sfruttamento e di ricatto per
procurare consenso. La condanna e le dimissioni di Cuffaro pongono il
problema del superamento di un sistema di potere e della costruzione di
un'alternativa credibile sul piano sociale e politico.
5. Su questo terreno il Forum vuole continuare a costruire uno spazio
d'incontro, di analisi e di operativita' tra i nuovi movimenti di lotta, le
esperienze piu' significative del mondo religioso, della cooperazione
internazionale, le organizzazioni che operano in varie parti del mondo, per
dare vita a un progetto che unifichi le resistenze, coniughi la liberazione
dalle mafie e la costruzione di una nuova societa' possibile, nel nome di
Peppino e sulla strada da lui indicata.
*
Promotori: Associazione Peppino Impastato - Casa Memoria di Cinisi, Centro
siciliano di documentazione Giuseppe Impastato di Palermo, Associazione
Radio Aut, Circolo Metropolis di Castellammare del Golfo.
*
Per informazioni, adesioni e contatti:
- Associazione Peppino Impastato - Casa Memoria, 90045 Cinisi (Pa), tel.
0918666233-3341689181, e-mail: giovannimpastato at gmail.com,
casamemoriaimpastato at gmail.com, sito: www.peppinoimpastato.com
- Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato, via Villa Sperlinga
15, Palermo, tel. 0916259789, fax: 091348997, e-mail: csdgi at tin.it, sito:
www.centroimpastato.it
*
Per dare il proprio contributo: Associazione culturale Peppino Impastato,
c.c.p. 26951889, CIN K CAB 04600 ABI 07601

4. ET COETERA

Giuseppe Impastato nato nel 1948, militante della nuova sinistra di Cinisi
(Pa), straordinaria figura della lotta contro la mafia, di quel nitido e
rigoroso impegno antimafia che Umberto Santino defini' "l'antimafia
difficile", fu assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978. Scritti di Peppino
Impastato: Lunga e' la notte. Poesie, scritti, documenti, Centro siciliano
di documentazione Giuseppe Impastato, seconda edizione Palermo 2003. Opere
su Peppino Impastato: Umberto Santino (a cura di), L'assassinio e il
depistaggio, Centro Impastato, Palermo 1998; Salvo Vitale, Nel cuore dei
coralli, Rubbettino, Soveria Mannelli 1995; Felicia Bartolotta Impastato, La
mafia in casa mia, La Luna, Palermo 1986; Claudio Fava, Cinque delitti
imperfetti, Mondadori, Milano 1994. Tra le pubblicazioni recenti: AA. VV.,
Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio, Editori Riuniti, Roma 2001,
2006 (pubblicazione della relazione della commissione parlamentare antimafia
presentata da Giovanni Russo Spena; con contributi di Giuseppe Lumia, Nichi
Vendola, Michele Figurelli, Gianfranco Donadio, Enzo Ciconte, Antonio
Maruccia, Umberto Santino); Marco Tullio Giordana, Claudio Fava, Monica
Zapelli, I cento passi, Feltrinelli, Milano 2001 (sceneggiatura del film
omonimo). Ma cfr. anche le molte altre ottime pubblicazioni del Centro
siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" (per contatti: Centro
siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", via Villa Sperlinga 15,
90144 Palermo, tel. 0916259789, fax: 091348997, e-mail: csdgi at tin.it, sito:
www.centroimpastato.it).
*
Felicia Bartolotta Impastato e' la madre di Giuseppe Impastato (1948-1978),
il militante antimafia di Cinisi (Pa) assassinato dalla mafia; Felicia
Bartolotta Impastato lo ha sostenuto nella sua lotta, che ha proseguito dopo
l'uccisione del figlio. E' deceduta nel dicembre 2004. Opere di Felicia
Bartolotta Impastato: La mafia in casa mia, intervista di Anna Puglisi e
Umberto Santino, La Luna, Palermo 1987. Opere su Felicia Bartolotta
Impastato: Anna Puglisi e Umberto Santino (a cura di), Cara Felicia. A
Felicia Bartolotta Impastato, Centro siciliano di documentazione Giuseppe
Impastato, Palermo 2005; di lei ovviamente si parla ampiamente nei libri
dedicati alla figura di Peppino Impastato.
*
Giovanni Impastato, figlio di Felicia Bartolotta Impastato e fratello di
Peppino Impastato, ne prosegue la lotta; e' animatore dell'"Associazione
Peppino Impastato-Casa Memoria" di Cinisi (Pa), impegnato nel Centro
Impastato di Palermo e in molte altre iniziative antimafia.
*
Umberto Santino ha fondato e dirige il Centro siciliano di documentazione
"Giuseppe Impastato" di Palermo. Da decenni e' uno dei militanti democratici
piu' impegnati contro la mafia ed i suoi complici. E' uno dei massimi
studiosi a livello internazionale di questioni concernenti i poteri
criminali, i mercati illegali, i rapporti tra economia, politica e
criminalita'. Tra le opere di Umberto Santino: (a cura di), L'antimafia
difficile,  Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo
1989; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, La violenza programmata. Omicidi e
guerre di mafia a Palermo dagli anni '60 ad oggi, Franco Angeli, Milano
1989; Umberto Santino, Giovanni La Fiura, L'impresa mafiosa. Dall'Italia
agli Stati Uniti, Franco Angeli, Milano 1990; Giorgio Chinnici, Umberto
Santino, Giovanni La Fiura, Ugo Adragna, Gabbie vuote. Processi per omicidio
a Palermo dal 1983 al maxiprocesso, Franco Angeli, Milano 1992 (seconda
edizione); Umberto Santino e Giovanni La Fiura, Dietro la droga. Economie di
sopravvivenza, imprese criminali, azioni di guerra, progetti di sviluppo,
Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993; La borghesia mafiosa, Centro siciliano
di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia come soggetto
politico, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo
1994; Casa Europa. Contro le mafie, per l'ambiente, per lo sviluppo, Centro
siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia
interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi, Rubbettino Editore, Soveria
Mannelli 1995; Sicilia 102. Caduti nella lotta contro la mafia e per la
democrazia dal 1893 al 1994, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe
Impastato", Palermo 1995; La democrazia bloccata. La strage di Portella
della Ginestra e l'emarginazione delle sinistre, Rubbettino Editore, Soveria
Mannelli 1997; Oltre la legalita'. Appunti per un programma di lavoro in
terra di mafie, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato",
Palermo 1997; L'alleanza e il compromesso. Mafia e politica dai tempi di
Lima e Andreotti ai giorni nostri, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli
1997; Storia del movimento antimafia, Editori Riuniti, Roma 2000; La cosa e
il nome. Materiali per lo studio dei fenomeni premafiosi, Rubbettino,
Soveria Mannelli 2000; Dalla mafia alle mafie, Rubbettino, Soveria Mannelli
2006; Mafie e globalizzazione, Di Girolamo Editore, Trapani 2007. Su Umberto
Santino cfr. la bibliografia ragionata "Contro la mafia. Una breve rassegna
di alcuni lavori di Umberto Santino" apparsa su "La nonviolenza e' in
cammino" nei nn. 931-934.

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento settimanale del martedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 174 del 29 aprile 2008

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