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Minime. 441



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 441 del 30 aprile 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Severino Vardacampi: Dopo le elezioni
2. Rory Carroll intervista Nadine Gordimer (2003)
3. Il 5 per mille al Movimento Nonviolento
4. Letture: Janine e Vahram Altounian, Ricordare per dimenticare
5. Letture: Apollinaire. Vita, poetica, opere scelte
6. Letture: Gaetano Arfe', Scritti di storia e politica
7. Letture: Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio, Mani sporche
8. Letture: D'Annunzio. Vita, poetica, opere scelte
9. Letture: Dante. Vita, poetica, opere scelte
10. Letture: Umberto Galimberti, La casa di psiche
11. Letture: Kerouac. Vita, poetica, opere scelte
12. Letture: Pier Vincenzo Mengaldo: La vendetta e' il racconto
13. Letture: Gilda Sciortino (a cura di), Mai piu' soli
14. Letture: Rizzardo Trebbi, Dizionario aeronautico inglese-italiano
italiano-inglese
15. Riletture: Fabio Ballabio, Le religioni e la mondialita'
16. Riletture: Giuseppe Scattolin, Islam e dialogo
17. Riedizioni: AA. VV., La letteratura latina
18. Riedizioni: Lerone Bennett, Martin Luther King. L'uomo di Atlanta
19. Riedizioni: Mirco Dondi, La lunga liberazione
20. Riedizioni: Publio Ovidio Nasone, Dalla poesia d'amore alla poesia
dell'esilio
21. Riedizioni: Gian Enrico Rusconi, Clausewitz, il prussiano
22. Riedizioni: Roger Scruton, Guida filosofica per tipi intelligenti
23. Riedizioni: Lucio Anneo Seneca, I dialoghi. Lettere morali a Lucilio
24. La "Carta" del Movimento Nonviolento
25. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. SEVERINO VARDACAMPI: DOPO LE ELEZIONI

I nudi fatti: nel 2006 un vasto fronte antigolpista sconfisse la destra
eversiva coalizzata intorno alla figura di Berlusconi e il suo progetto di
abbattimento della Costituzione della Repubblica Italiana. Sconfisse la
destra eversiva alle elezioni, e la sconfisse al referendum.
La rappresentanza istituzionale espressione di quella coalizione
antigolpista nei due anni successivi alle elezioni dell'aprile 2006 ha
governato l'Italia non difendendo la Costituzione ma violandola a sua volta
su punti fondamentali, in particolare confermando ed anzi rendendo ancora
piu' feroci le politiche razziste, e confermando anzi incrementando la
partecipazione alla guerra in Afghanistan, le spese militari, l'azione
militare come cardine della politica internazionale.
E' del tutto evidente che aver cosi' provocato la morte di tanti innocenti,
ed aver cosi' violato flagrantemente la legge fondamentale dell'ordinamento
giuridico italiano, ha significato la commissione di crimini tali da rendere
quella rappresentanza istituzionale (dal capo dello stato al governo, alla
maggioranza parlamentare) non piu' sostenibile, non piu' votabile: per
ragioni di diritto e di fatto, perche' votare dei criminali significa
farsene complici, e perche' le politiche effettualmente criminali ed
incostituzionali di quel biennio di governo avevano esplicitamente tradito e
irreversibilmente frantumato il fronte antigolpista e il patto per la
legalita' costituzionale che lo fondava.
*
Le elezioni politiche dell'aprile 2008 hanno posto l'elettorato democratico
in una situazione paradossale: poiche' i leader dei partiti che avevano
composto il governo Prodi decidevano motu proprio di far vincere le elezioni
a Berlusconi presentandosi alle urne con due listoni separati (Pd e Sa, e
qualche minuzia ulteriore); ne' mancarono personaggi privi di scrupoli ma di
qualche impatto mediatico e capacita' di esprimere un disagio profondo e
diffuso che scelleratamente invitavano a non votare, pur sapendo che questo
avrebbe avuto come ovvia conseguenza la vittoria elettorale di quella
"minoranza organizzata" che e' la destra eversiva berlusconiana. Cosa
restava?
Restava cio' per cui questo foglio si e' battuto: costruire liste della
sinistra della nonviolenza.
Liste che facessero della nonviolenza il principio ricostruttivo e il
criterio decisivo dell'azione politica e che chiamassero su questo ad unirsi
le tante disperse esperienze femministe, ecologiste, solidali, antirazziste,
antimafia, antiautoritarie, socialiste e libertarie, delle classi e delle
persone oppresse; le tante persone oneste che volevano votare per la
legalita' costituzionale e per i diritti umani, per la pace e la giustizia
sociale. Liste della sinistra della nonviolenza, cioe' di una sinistra che
avesse imparato qualcosa dalle esperienze novecentesche e che volesse
battersi ancora per il concreto inveramento di quelle idee di liberta',
uguaglianza, fratellanza e sorellanza che sono la ragione stessa
dell'esistenza della sinistra politica, la sinistra delle oppresse e degli
oppressi in lotta per la liberazione dell'umanita' e la salvaguardia della
biosfera (senza di cui non si salva neppure la civita' umana e una esistenza
degna per le persone presenti e future).
Le liste della sinistra della nonviolenza occorrevano. Ma queste liste non
ci sono state (ci sono state invece liste poco piu' che meramente
testimoniali ed autoreferenziali che da se medesime si condannavano ad
essere del tutto ininfluenti - quelle del Partito comunista dei lavoratori,
di Per il bene comune, di Sinistra critica -, e stendiamo un pietoso velo su
come i promotori di esse hanno impostato e condotto la campagna elettorale,
ma riconosciamo tuttavia loro il merito di aver comunque offerto la
possibilita' di votare a persone che altrimenti non avrebbero trovato sulla
scheda alcuna lista cui potessero in coscienza dare il proprio sostegno -
ancorche' effettualmente inutile ai fini dell'esito elettorale).
*
Ora, la scomparsa dal parlamento nazionale delle quattro macchine politiche
oligarchiche della ex-sinistra coalizzatesi nella Sinistra Arcobaleno non
significa la loro scomparsa come soggetti politici, presenti come sono tanto
nel parlamento europeo quanto in pressoche' tutti gli enti locali e le
Regioni.
E' ovvio anche che nella rappresentanza parlamentare del Pd si aprira' ora
una dialettica di posizioni, e che qualcuno si assumera' la rappresentanza
delle posizioni di sinistra altrimenti in parlamento non rappresentate. Ed
e' ovvio altresi' che questo spostera' ancora piu' a destra l'intero quadro
politico della politica istituzionale, e consolidera' vieppiu' l'ideologia
dominante.
*
E la societa' civile? La societa' civile non e' altra cosa dalla politica
istituzionale, cosi' come il paese reale non e' altra cosa dal paese legale,
ma profondamente intrecciati sono, ne' puo' essere altrimenti in una
societa' cosi' complessa e intricata, in cui i meccanismi di mobilita'
sociale sono fortissimamente condizionati dal criterio della cooptazione, ed
in cui in assenza di un'etica pubblica (in Italia vi e' stato solo il suo
esatto contrario: lo scellerato "Stato etico" ad un tempo dittatoriale e
"familista amorale") i beni collettivi e le pubbliche istituzioni sono
sempre stati interpretati come bottino di guerra del vincitore, il pubblico
erario come forziere da saccheggiare, e cosi' via. Se qualcuno si prendesse
la briga di andarsi a leggere organigrammi e bilanci di onlus e ong, e
ricostruire la storia di tante brillanti carriere sedicenti no-profit, per
non dire di quelle imprenditoriali, o accademiche, editoriali,
amministrative, politiche - ahinoi, che delusione.
*
E cosi' ci ritroviamo con Berlusconi al governo per la terza volta dal 1994,
ogni volta piu' forte di prima, ogni volta piu' esplicito di prima nel suo
disegno di passaggio dalla Repubblica nata dalla Resistenza e dalla
Liberazione verso uno stato ad un tempo autoritario e anomico in cui la
legge del piu' forte la vince sulla forza della legalita', in cui il
prepotere dei prepotenti la vince sulla democrazia, in cui le classi
sfruttatrici vieppiu' opprimono le classi sfruttate.
*
Stando cosi' le cose, che fare?
Apparentemente c'e' solo l'imbarazzo della scelta, tanti sono i fronti
aperti, tante le linee di resistenza, tante le questioni cruciali, ed
infinita insomma la scacchiera.
In verita' a noi sembra che occorre piuttosto muovere con decisione verso
questo nostro antico convincimento: la costruzione di una sinistra politica
che si qualifichi per la scelta della nonviolenza come chiave di volta del
suo agire e consistere.
Ma questa sinistra si costruisce nel vivo delle lotte, e nella concreta
rottura delle ambiguita' e delle subalternita'. Si costruisce come
intrapresa ad un tempo culturale e politica. Si costruisce scomponendo e
ricomponendo. Si costruisce non come sommatoria, ma come Aufhebung (ed ecco
che l'abbiamo detta la brutta parola, che rinvia a una lunga, lunga storia
da ereditare, criticare, inverare).
Si costruisce facendo: a) il giornale della nonviolenza; b) le liste
elettorali della sinistra della nonviolenza.
Si costruisce mettendosi alla scuola del femminismo.
Si costruisce portando alla piena autocoscienza e all'incontro consapevole
tutte le nostre tradizioni: quelle socialiste e quelle libertarie; e tutte
le nostre esperienze: ecologiste, antimafia, antirazziste...
Si costruisce ponendo dei punti fermi: l'opposizione a tutte le uccisioni, e
quindi alla guerra e al terrorismo sempre. La difesa intransigente della
legalita' costituzionale. Il riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti
gli esseri umani.
Per questo varrebbe la pena di lavorare.

2. MAESTRE. RORY CARROLL INTERVISTA NADINE GORDIMER (2003)
[Dal "Corriere della Sera" del 25 maggio 2003, col titolo "Incontro con
Nadine Gordimer".
Rory Carroll, giornalista irlandese, scrive sul "Guardian" ed e' uno dei
piu' esperti corrispondenti dall'estero del quotidiano britannico; dopo una
laurea al Trinity College di Dublino (sua citta' natale) ha iniziato la
carriera giornalistica all'"Irish News" di Belfast, nel 1997 e' stato
nominato giornalista dell'anno dell'Irlanda del Nord; e' passato poi a
lavorare al "Guardian"; e' stato a lungo corrispondente da Roma, da
Johannesburg, da Baghdad, da Caracas; nel 2005 e' stato rapito a Baghdad e
successivamente liberato.
Nadine Gordimer e' una delle piu' grandi scrittrici contemporanee,
sudafricana, impegnata contro l'apartheid, Premio Nobel per la letteratura.
Opere di Nadine Gordimer: oltre i suoi numerosi volumi di racconti e romanzi
(tra cui: Un mondo di stranieri, Occasione d'amore, Il mondo tardoborghese,
Un ospite d'onore, La figlia di Burger, Luglio, Qualcosa la' fuori, Storia
di mio figlio, Un'arma in casa, Occasione d'amore, L'aggancio, Sveglia!, Il
salto, Beethoven era per un sedicesimo nero, tutti presso Feltrinelli; Il
bacio del soldato, presso La Tartaruga) segnaliamo Vivere nell'interregno,
Feltrinelli, Milano 1990; Scrivere ed essere, Feltrinelli, Milano 1996;
Vivere nella speranza e nella storia. Note dal nostro secolo, Feltrinelli,
MIlano 1999; Scrivere e' vivere. Scritti e interviste, Datanews, Milano
2007. Opere su Nadine Gordimer: AA. VV., Nadine Gordimer: a bibliography of
primary and secondary sources, 1937-1992, Hans Zell, London 1994. Dalla
Wikipedia, edizione italiana, riprendiamo per stralci la seguente scheda:
"Nadine Gordimer (Johannesburg, 20 novembre 1923) e' una scrittrice
sudafricana, autrice di romanzi e saggi, vincitrice del Booker Prize nel
1974 e del Premio Nobel per la letteratura nel 1991. Nel gennaio 2007 le
viene assegnato il Premio Grinzane Cavour per la Lettura. Nasce a Springs,
centro minerario nell'area urbana a est di Johannesburg (East Rand) nella
provincia del Gauteng, da Isidore e Nan Gordimer. I suoi genitori sono
entrambi immigranti ebrei: il padre si era trasferito in Sudafrica dalla
Lettonia, la madre da Londra. Vive a Johannesburg... La madre la spinge sin
da piccola a leggere e a interessarsi al mondo che la circonda: comincia
cosi' a scoprire il razzismo di cui e' permeata la societa' in cui vive. Si
iscrive alla University of Witwatersrand... qui tocca con mano le barriere
esistenti fra i giovani studenti bianchi e i neri anche nell'istruzione
universitaria. In questi anni entra in contatto con l'African National
Congress e inizia la sua lotta contro la discriminazione razziale. Negli
anni '60 e '70 insegna in alcune universita' degli Stati Uniti. Si batte
contro l'apartheid. Molte delle sue opere affrontano la questione delle
tensioni morali e psicologiche dovute alla segregazione razziale in atto
nella sua patria. La sua prima pubblicazione e' un breve racconto per
bambini, The Quest for Seen Gold, apparso sul "Children's Sunday Express"
nel 1937. La sua prima raccolta, Face to Face (Faccia a faccia), e'
pubblicata nel 1949. Il primo romanzo The Lying Days, e' pubblicato nel
1953. Fra i membri fondatori del Congress of South African Writers, Nadine
Gordimer e' stata premiata con numerosi titoli onorifici... Bibliografia: a)
Romanzi: The Lying Days (I giorni della menzogna) (1953); A World of
Strangers (Un mondo di stranieri) (1958); Occasion for Loving (Occasione
d'amore) (1963); The Late Bourgeois World (Il mondo tardoborghese) (1966); A
Guest of Honour (Un ospite d'onore) (1970); The Conservationist (Il
conservatore) (1974), vincitore del Booker prize nel 1974; Burger's Daughter
(La figlia di Burger) (1979); July's People (Luglio) (1981); A Sport of
Nature (Una forza della natura) (1987); My Son's Story (Storia di mio
figlio) (1990); None to Accompany Me (Nessuno al mio fianco) (1994); The
House Gun (Un'arma in casa) (1998); The Pickup (L'aggancio) (2001); Get a
Life (2005); b) Raccolte di racconti: Face to Face (Faccia a faccia) (1949);
Town and Country Lovers; The Soft Voice of the Serpent (La voce soave del
serpente) (1952); Six feet of the Country (1956); Not for Publication
(1965); Livingstone's Companions (I compagni di Livingstone) (1970);
Selected Stories (1975); No Place Like: Selected Stories (1978); A Soldier's
Embrace (1980); Something Out There (Qualcosa la' fuori) (1984);
Correspondence Course and other Stories (1984); The Moment Before the Gun
Went Off (1988); Jump: And Other Stories (Il salto) (1991); Why Haven't You
Written: Selected Stories 1950-1972 (1992); Loot: And Other Stories (2003);
c) Teatro: The First Circle (1949) pub. in Six One-Act Plays; d) Saggi: The
Essential Gesture (1988); The Black Interpreters (1973); Writing and Being
(Scrivere ed essere. Lezioni di poetica) (1995); e) Altre opere: On the
Mines (1973); Lifetimes under Apartheid (1986)"]

Johannesburg - E' un altro pomeriggio torrido a Johannesburg e il viale a
tre corsie e' immobile, silenzioso e vuoto. La casa senza campanello e' di
Nadine Gordimer, scrittrice, premio Nobel per la letteratura. Il suo cane
percepisce una presenza al di la' del muro e i latrati fanno comparire un
giardiniere al cancello, che dopo qualche incertezza mi fa entrare. Nadine
Gordimer molto tempo fa fu definita il simbolo della coscienza irrequieta
dei bianchi in Sudafrica e oggi - l'apartheid ormai un ricordo e la
scrittrice che si avvicina all'ottantesimo compleanno - e' questo cio' che
rimane: un simbolo.
Della donna, pero', si sa poco.
La figura agile e snella, i lisci capelli argentati che incorniciano un viso
senza trucco e inaspettatamente giovanile. La severita' e' attenuata dagli
orecchini d'oro e da due anelli. Siede diritta sul divano, prendendo una
breve pausa prima di rispondere a ogni domanda.
C'e' un libro nuovo da promuovere. I lavori piu' noti della Gordimer (Un
mondo di stranieri, Un ospite d'onore, Luglio, tra gli altri) furono scritti
durante l'apartheid e analizzavano le sfumature dei rapporti razziali con
prosa asciutta. Loot ("Bottino"), dieci racconti che saranno pubblicati il
mese prossimo in Europa, e' stato scritto in anni recenti e guarda altrove.
Il racconto che da' il titolo alla raccolta descrive una comunita' costiera
che scende sul fondo dell'Oceano dopo che un terremoto ha fatto arretrare il
mare, lasciando allo scoperto relitti di navi, candelieri, monete, una
poltrona da dentista, televisori: il bottino. E ossa umane dei dissidenti
politici uccisi e buttati in acqua dal regime innominato. Il mare torna
ruggendo, travolge tutto, compresi i raccoglitori di bottino. "Viene da una
cosa vera che ho visto. Mi trovavo in Cile, nella zona dove c'era stato
questo terremoto. Mi raccontarono questa cosa straordinaria, che il mare si
era ritirato e che li' c'erano tutte quelle cose affascinanti". Potrebbe
anche essere una metafora per gli scrittori che hanno saccheggiato gli
orrori e le ambiguita' del Sudafrica, per restare poi arenati alla caduta
del dominio della minoranza bianca?
"Perche' parlavamo dell'apartheid?", dice Nadine Gordimer. "Il bottino di
uno scrittore, come di un pittore, di certo e' composto dai temi che vengono
dalla vita attorno a te". Dal 1994 e' destino degli scrittori sudafricani
sentirsi domandare cosa sia loro rimasto da dire. "E' una questione che
viene sempre posta: cosa scriverai adesso che la vita si e' fermata perche'
e' cessato l'apartheid. Ma non e' cosi': i problemi sono tanti nel nuovo
Sudafrica, quanto nel vecchio".
La Gordimer, membro di vecchia data dell'African National Congress, oggi al
governo, si considera un alleato critico. La corruzione, lo scandalo legato
a un traffico d'armi e le controverse idee del presidente Thabo Mbeki
sull'Aids non sono motivi per abbandonare il partito. "La vera lealta' al
tuo Paese e al tuo partito deve essere critica. Essere una donna o un uomo
che dice sempre di si' per compiacenza non fa alcun bene a nessuno. Porta
alla dittatura. Sono molto critica rispetto alle posizioni del presidente
sull'Aids. Sono molto delusa perche' ne ho un grande rispetto". Ma pensare
che le questioni dell'alloggio, del lavoro e dell'educazione potessero
essere risolte in meno d'un decennio non era realistico... "Io sto
aspettando. Siamo ancora all'inizio".
In ogni caso, la liberta' ha portato i suoi problemi. "Che cosa vuoi farci?
Hai paura di non riuscire a realizzare tutti quei sogni meravigliosi".
Gordimer riconosce che chi e' stato partecipe della lotta non ha previsto
pienamente la criminalita' e lo sconvolgimento sociale giunti con la
liberazione delle persone che erano state intrappolate nelle cosiddette
"homeland" (zone rurali isolate in cui furono segregati i neri negli anni
dell'apartheid - ndt). "Naturalmente, come i poveri di ogni parte del mondo,
sono andati verso la torta per assaggiarne un po'. E noi non ci avevamo
pensato". Se i bianchi accettano il governo della maggioranza nera hanno un
futuro in Sudafrica ma, secondo Gordimer, lo sviluppo piu' incoraggiante e'
il rapporto interrazziale. "Per una come me e' splendido vedere questo
cambiamento, vedere una coppia di razza mista passeggiare nel parco e
abbracciarsi e baciarsi all'improvviso". Una vista che lei ritiene piu'
comune in Sudafrica che negli Stati Uniti. E aggiunge: "Trovo gli uomini
neri tanto piu' belli degli uomini bianchi".

3. PROPOSTE. IL 5 PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO
[Dal sito www.nonviolenti.org riprendiamo e diffondiamo]

Anche con la prossima dichiarazione dei redditi sara' possibile
sottoscrivere un versamento al Movimento Nonviolento (associazione di
promozione sociale).
Non si tratta di versare soldi in piu', ma solo di utilizzare diversamente
soldi gia' destinati allo Stato.
Destinare il 5 per mille delle proprie tasse al Movimento Nonviolento e'
facile: basta apporre la propria firma nell'apposito spazio e scrivere il
numero di codice fiscale dell'associazione.
Il codice fiscale del Movimento Nonviolento da trascrivere e': 93100500235.
Sono moltissime le associazioni cui e' possibile destinare il 5 mille. Per
molti di questi soggetti qualche centinaio di euro in piu' o in meno non
fara' nessuna differenza, mentre per il Movimento Nonviolento ogni piccola
quota sara' determinante perche' ci basiamo esclusivamente sul volontariato,
la gratuita', le donazioni.
I contributi raccolti verranno utilizzati a sostegno della attivita' del
Movimento Nonviolento ed in particolare per rendere operativa la "Casa per
la pace" di Ghilarza (Sardegna), un immobile di cui abbiamo accettato la
generosa donazione per farlo diventare un centro di iniziative per la
promozione della cultura della nonviolenza (seminari, convegni, campi
estivi, eccetera).
Vi proponiamo di sostenere il Movimento Nonviolento che da oltre
quarant'anni con coerenza lavora per la crescita e la diffusione della
nonviolenza.
Grazie.
Il Movimento Nonviolento
*
P. S.: se non fai la dichiarazione in proprio, ma ti avvali del
commercialista o di un Caf, consegna il numero di codice fiscale e di'
chiaramente che vuoi destinare il 5 per mille al Movimento Nonviolento.
Nel 2007 le opzioni a favore del Movimento Nonviolento sono state 261
(corrispondenti a circa 8.500 euro, non ancora versati dall'Agenzia delle
Entrate) con un piccolo incremento rispetto all'anno precedente. Un grazie a
tutti quelli che hanno fatto questa scelta, e che la confermeranno.
*
Per ulteriori informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel.
0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito:
www.nonviolenti.org

4. LETTURE. JANINE E VAHRAM ALTOUNIAN: RICORDARE PER DIMENTICARE
Janine e Vahram Altounian, Ricordare per dimenticare. Il genocidio armeno
nel diario di un padre e nella memoria di una figlia, Donzelli, Roma 2007,
pp. 96, euro 11,50. Un libriccino prezioso e acuminato, aperto da una nota
di Maria Palazzesi della Casa internazionale delle donne di Roma, con due
scritti di Janine Altounian (illustre studiosa francese di origine armena,
responsabile della supervisione alla traduzione francese delle Opere
complete di Sigmund Freud), le memorie del genocidio armeno di cui fu
vittima superstite scritte probabilmente nel 1921 (col titolo "Tutto quello
che ho patito dal 1915 al 1919") da Vahram Altounian - padre di Janine -, un
saggio di Krikor Beledian e uno di Manuela Fraire (e merita di esser
segnalato anche che la traduzione di "Terrore e oblio", il secondo dei due
scritti di Janine Altounian, e' di Rossana Rossanda). Una lettura che non
cessa di interrogarti.

5. LETTURE. APOLLINAIRE. VITA, POETICA, OPERE SCELTE
Apollinaire. Vita, poetica, opere scelte, Il sole 24 ore, Milano 2008, pp.
622, euro 12,90 (in supplemento al quotidiano "Il sole 24 ore"). Il volume
ripropone materiali da Mondadori ed Electa: un saggio introduttivo ed
apparati di Franca Gusmini, una vasta antologia delle opere in versi
organizzata per cicli dedicati alle donne che gli furono muse e salvezza
(Anne Playden, Marie Laurencin, Louise de Coligny-Chatillon, Madeleine
Pages...). Ogni volta che rileggo Apollinaire mi chiedo di nuovo se sono di
fronte a un cialtrone o a un rivoluzionario. All'epigono della poesia di
quarant'anni prima ormai ridotta a ciarpame e in vendita a un tanto al
chilo, incrociata con tutte le avanguardie - da lui stesso in non minima
misura inventate, peraltro - e/o al De Chirico primo ed ultimo della
combinatoria dei numeri innumeri. E mi chiedo ancora perche' mi sia restata
impigliata per sempre nella memoria la cantilena di Le pont Mirabeau, o
trovi ad un tempo ancora cosi' interpellante una poesia come Zone dopo tante
letture che avrebbero dovuto dissolverne ogni mistero, ed invece ogni volta
esso si fa piu' lancinante - cosi' biascicava Annibale Scarpante iersera al
bar di Bozzella, trincato l'ultimo bicchierino (ogni bicchierino pretende di
essere l'ultimo).

6. LETTURE. GAETANO ARFE': SCRITTI DI STORIA E POLITICA
Gaetano Arfe', Scritti di storia e politica, La citta' del sole, Napoli
2005, pp. 428, euro 30. A cura e con un'ampia prefazione di Giuseppe Aragno
(e con il fondamentale contributo di Maria Teresa Proto Pisani) una
bellissima raccolta di scritti, interventi e interviste tra 1988 e 2005 del
grande intellettuale e militante recentemente scomparso. Vi tornano tutti i
temi dell'impegno e del magistero di Arfe', con la vivacita', la passione,
la profondita', l'acutezza, il rigore intellettuale e morale che gli erano
propri. Dalla memoria e rivendicazione della Resistenza, alle lotte per la
democrazia, la giustizia sociale, la verita' storica, il diritto e i diritti
di tutti gli esseri umani. Una testimonianza esemplare per la sinistra
italiana. Un libro che vivamente raccomandiamo.

7. LETTURE. GIANNI BARBACETTO, PETER GOMEZ, MARCO TRAVAGLIO: MANI SPORCHE
Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio, Mani sporche,
Chiarelettere, Milano 2007, 2008, pp. XIV + 930, euro 19,60. Il sottotitolo
in copertina recita "2001-2007. Cosi' destra e sinistra si sono mangiate la
II Repubblica" (ed ovviamente per "sinistra" s'intende le camarille di
palazzo che provengono dalla storia delle organizzazioni burocratiche e/o
totalitarie del movimento operaio: ma la sinistra, diciamolo ancora una
volta, e' un'altra cosa: e' il movimento storico delle oppresse e degli
oppressi in lotta per la liberazione dell'umanita', ovvero per il
riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani). Un libro
utile, utile: che ricostruisce alcune delle vicende di illegalita' dei
potenti dal 2001 al 2007. Vicende che tutti dovrebbero conoscere (se ne
dimenticano di immense due, anzi tre: la guerra e il razzismo, e le torture:
ovvero la violazione della Costituzione su punti decisivi oltre ogni altro,
ovvero alcuni di quei crimini che ogni altro crimine oltrepassano avendo
come esito immediato la morte, la morte, la morte di esseri umani. Ma un
libro non puo' contenere tutto, e questo resta uno strumento d'informazione,
di documentazione e di lavoro irrinunciabile). Da leggere, rileggere e
consultare.

8. LETTURE. D'ANNUNZIO. VITA, POETICA, OPERE SCELTE
D'Annunzio. Vita, poetica, opere scelte, Il sole 24 ore, Milano 2008, pp.
608, euro 12,90 (in supplemento al quotidiano "Il sole 24 ore"). Il volume
ripropone materiali da Mondadori ed Electa: un saggio introduttivo ed
apparati di Catia Gusmini, e dell'opera poetica dell'immaginifico il Poema
paradisiaco, alcuni componimenti da Maia e da Elettra, ed ovviamente
integrale Alcyone. Diceva Severino Vardacampi iersera alla scuola di partito
all'osteria di Iaiotto che D'Annunzio ti mette sempre in imbarazzo: tanto e'
insopportabile il personaggio, tanto squallide le pose, degradate e
degradanti le avventure, opaco e subalterno e non di rado tristo piu' che
triste il ruminare, tanto sono abbacinanti di belta' sorgiva alcune sue
composizioni, e anche se sai che quella lingua e' frutto di un'infinita
caccia col rampino in tutti i vocabolari e le biblioteche del mondo, e quel
sentire atteggiato sulle movenze dell'infinito museo di tutti i
neoclassicismi e di tutte le carni, le morti e i diavoli di ogni
letteratura, quella scintilla scocca tuttavia, e quella poesia e' grande. Tu
vorresti che solo al povero Hoelderlin fosse concessa questa capacita' di
visione e di parola, invece l'ha anche D'Annunzio. Ditemi voi che mondo e'
mai questo.

9. LETTURE. DANTE. VITA, POETICA, OPERE SCELTE
Dante. Vita, poetica, opere scelte, Il sole 24 ore, Milano 2008, pp. 592,
euro 12,90 (in supplemento al quotidiano "Il sole 24 ore"). Il volume, dopo
un saggio introduttivo di Maria Rosa Tabellini, di Dante riporta il testo
della Vita nova nella recente edizione critica Gorni, le Rime nella classica
edizione continiana (e coi commenti introduttivi dell'insigne filologo e
critico), le Canzoni del Convivio e il Fiore; in apparato le "Note al testo
delle Rime" di Contini, cronologia e bibliografia essenziali. Amava dire
Ricciardo Aloisi: C'e' poco da fare, la letteratura italiana e' Dante; la
lingua italiana e' Dante; e leggere Dante e' scrutare la nostra anima, la
nostra voce in uno specchio.

10. LETTURE. UMBERTO GALIMBERTI: LA CASA DI PSICHE
Umberto Galimberti, La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica
filosofica, Feltrinelli, Milano 2005, 2008, pp. 468, euro 13. Un bel libro,
forse un po' troppo schematico nel suo semplificare ed irrigidire la
dicotomia tra cultura giudaico-cristiana e cultura greca (il cristianesimo
come corrente storica, istituzione e cultura e' figlio della cultura ebraica
ma anche della greco-romana; e gli scambi e gli incroci tra eredita'
classica e le tre religioni del Libro, si sa, rendono per tanti versi
inestricabile il viluppo drammatico - fraterno sempre e lungamente
fratricida - della storia delle culture mediterranee e dei regimi), e forse
anche un po' ingeneroso nell'istituire una sorta di alternativa o
progressione tra psicologia terapeutica e pratica filosofica (e' ovvio che
anche in questo caso tutto e' molto piu' intrecciato e complesso e sovente
sovrapposto e fin confuso). Ma resta un libro denso e ricco la cui lettura
raccomandiamo.

11. LETTURE. KEROUAC. VITA, POETICA, OPERE SCELTE
Kerouac. Vita, poetica, opere scelte, Il sole 24 ore, Milano 2008, pp. 624,
euro 12,90 (in supplemento al quotidiano "Il sole 24 ore"). Il volume, dopo
un saggio introduttivo di Marco Piani, propone una vasta antologia della
produzione in versi di Kerouac (presentata come la piu' ampia oggi
disponibile in italiano); con un saggio di Allen Ginsberg e uno di Regina
Weinreich, cronologia e bibliografia essenziali. Ci si consenta una
banalita': la grande poesia di Kerouac e' nella sua prosa be bop, e a parere
di chi scrive queste righe il culmine della sua opera di poietes sono Sulla
strada e I sotterranei. Ma forse tutto Kerouac va comunque letto, ed anche i
suoi testi poetici, sebbene ovviamente i suoi haikai vivono di vita riflessa
(l'haiku va visto-letto in nipponico, si sa, e solo all'interno di quella
cultura attinge le profondita' che anche un alloglotto riesce a traudire in
lontano riverbero), e la stentata ritmica dei suoi versi non ha la musica
del suo respiro quando si distende in quella prosa che fu solo sua,
all'inseguimento del fraseggio del sax di Charlie Parker, della tromba di
Miles Davis...

12. LETTURE. PIER VINCENZO MENGALDO: LA VENDETTA E' IL RACCONTO
Pier Vincenzo Mengaldo: La vendetta e' il racconto. Testimonianze e
riflessioni sulla Shoah. Bollati Boringhieri, Torino 2007, pp. 176, euro 12.
Un volume limpido e profondo, all'ascolto delle voci delle vittime della
Shoah, la cui lettura vivissimamente raccomandiamo. Sarebbe un ottimo libro
di testo nelle scuole.

13. LETTURE. GILDA SCIORTINO (A CURA DI): MAI PIU' SOLI
Gilda Sciortino (a cura di), Mai piu' soli. Il libro bianco della lotta
contro il pizzo, Nuova iniziativa editoriale - L'Unita' - Centro "Pio La
Torre", Roma 2008, pp. 302, euro 6,90 (in supplemento al quotidiano
"L'Unita'"). Un utile repertorio di materiali documentari e testimonali, con
molti contributi di riflessione di autorevoli protagonisti della lotta alla
mafia.

14. LETTURE. RIZZARDO TREBBI: DIZIONARIO AERONAUTICO INGLESE-ITALIANO
ITALIANO-INGLESE
Rizzardo Trebbi, Dizionario aeronautico inglese-italiano italiano-inglese,
Aviabooks, Torino 1980, Editoriale Domus, Milano 2008, pp. 502 (recte: 500),
euro 4,90 (anche in supplemento a "Volare", aprile 2008). Un sintetico,
agile ed utile strumento di rapida consultazione per quanti si occupano di
trasporto aereo e vogliono accedere alla letteratura specializzata con una
seppur minima padronanza del gergo di settore.

15. RILETTURE. FABIO BALLABIO: LE RELIGIONI E LA MONDIALITA'
Fabio Ballabio, Le religioni e la mondialita'. Per una fede capace di
ascolto e di dialogo, Emi, Bologna 1999, pp. 160, euro 9,30. Un ampio - e un
po' caotico - repertorio di materiali sulla pluralita' delle esperienze di
fede e per il dialogo tra le religioni. Con una prefazione di Brunetto
Salvarani e una postfazione di Raffaele Mantegazza. Per richieste alla casa
editrice: Emi, via di Corticella 179/4, 40128 Bologna, tel. 051326027, fax:
051327552, e-mail: sermis at emi.it, stampa at emi.it, ordini at emi.it, sito:
www.emi.it

16. RILETTURE. GIUSEPPE SCATTOLIN: ISLAM E DIALOGO
Giuseppe Scattolin, Islam e dialogo, Emi, Bologna 2004, pp. 160, euro 9.
L'autore, missionario comboniano, teologo cristiano e profondo conoscitore
del mondo arabo-musulmano, docente di mistica islamica e di religioni
comparate, in questo agile volume propone spunti e riflessioni per il
dialogo interreligioso particolarmente tra cristiani e musulmani; un
capitolo e' dedicato al sufismo; due intensi capitoli sono dedicati
rispettivamente alla figura di George Anawati (1905-1994) e a quella di
Mahmud Muhammad Taha (1909-1985). Con una prefazione di Paolo Naso. Per
richieste alla casa editrice: Emi, via di Corticella 179/4, 40128 Bologna,
tel. 051326027, fax: 051327552, e-mail: sermis at emi.it, stampa at emi.it,
ordini at emi.it, sito: www.emi.it

17. RIEDIZIONI. AA. VV.: LA LETTERATURA LATINA
AA. VV., La letteratura latina, Mondadori, Milano 1991-1992, 2007, 2 voll.,
pp. XXII + 882 (I vol.) e XVIII + 846 (II vol.), euro 12,90 + 12,90 (in
supplemento a vari periodici Mondadori). La storia della letteratura latina
della Cambridge History of Classical Literature, un'impresa collettiva
prestigiosa: tutti i saggi che la compongono sono di buona qualita' (anche
quando troppo sintetici - ma e' inevitabile nelle opere che abbracciano un
panorama vastissimo -, anche quando discutibili), ed alcuni decisamente
eccellenti.

18. RIEDIZIONI. LERONE BENNETT: MARTIN LUTHER KING. L'UOMO DI ATLANTA
Lerone Bennett, Martin Luther King. L'uomo di Atlanta, Claudiana, Torino
1969, 1998, Nuova iniziativa editoriale, Roma 2008, pp. 222 + 16 pp. di
inserto fotografico, euro 6,90 (in supplemento al quotidiano "L'Unita'").
Una ormai classica biografia di King scritta dal suo antico compagno di
scuola ed amico, il noto giornalista e saggista Lerone Bennett. Con
un'introduzione di Benjamin E. Mays, e un nuovo saggio introduttivo di
Massimo Aprile appositamente scritto per questa terza edizione italiana.

19. RIEDIZIONI. MIRCO DONDI: LA LUNGA LIBERAZIONE
Mirco Dondi, La lunga liberazione. Giustizia e violenza nel dopoguerra
italiano, Editori Riuniti, Roma 1999, Nuova iniziativa editoriale, Roma
2008, pp. VIII + 272, euro 6,90 (in supplemento al quotidiano "L'Unita'").
Un libro rigoroso di un acuto storico, un'analisi sensibile e accurata su un
cruciale momento storico e su tormentose, tragiche vicende che pongono
decisive, ineludibili interrogazioni storiografiche, politiche, giuridiche e
morali. Una lettura che vivamente raccomandiamo.

20. RIEDIZIONI. PUBLIO OVIDIO NASONE: DALLA POESIA D'AMORE ALLA POESIA
DELL'ESILIO
Publio Ovidio Nasone, Dalla poesia d'amore alla poesia dell'esilio, Einaudi,
Torino 1999, Mondadori, Milano 2007, 2 voll. per complessive pp. CXXX +
1474, euro 12,90 + 12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori). Questa
edizione e' invero cospicua, e reca Amores, Ars amatoria, Remedia amoris,
Medicamina faciei femineae, Heroides, Tristia, Ibis, Epistulae ex Ponto, a
cura di Paolo Fedeli, col testo latino a fronte e traduzioni italiane di
Gabriella Leto e Nicola Gardini, apparato degno di ogni encomio. Lo so che
l'infallibile Dante colloca Ovidio ad altezza sovrana, e conosco almeno una
persona che della sua poesia d'amore e' cosi' innamorata che leggendola ai
suoi studenti se ne commuove fino a rompere in lacrime. Ma per quel che mi
riguarda ahime' sono stato a lungo sordo alla sua voce, anzi, peggio: non mi
piaceva e tuttora non mi piace neanche un po' la sua persona, la qual cosa
nove volte su dieci implica che sono maldisposto quando ne leggo le opere
(mi si replichera', bella furbata: e allora Villon? E Marlowe? D'accordo, ho
un debole per certi delinquenti, e per certe personcine ammodo invece no). I
Fasti mi sembrano sovente insopportabili; delle Metamorfosi - mi perdonino
Borges e Calvino - penso che siano sovente letalmente noiose (mia colpa,
certamente); gli Amores e l'Ars e' vero che recano pagine belle, e musiche
sublimi, ma quante ripigliate stracche (delle pagliacciate cosmetiche e da
ruffiano, poi, mi rifiuto di parlare); le Heroides, invece, talora mi
commuovono, ma sovente mi irritano; dell'Ibis penso che per quante eloquenti
trovate disseminate vi siano quel birignao di eterno piagnisteo resti
insopportabile e suppurante; quanto ai Tristia ed alle Epistole dal Ponto,
alcune cose molto mi commuovono ed altre le trovo spregevoli, e mi dico ogni
volta: ma quando si decide a crescere questo lagnoso, frignante, puerile
rimiratore del suo ombelico? Poi, siccome sono anch'io un labirinto di
perplessita' e contraddizioni, mi faccio forza e torno a leggere. Cosicche'
mentre da giovane corrivo com'ero ai miei disdegni rifiutavo di rileggere
questa poesia, e se mi capitava di tornarvi era furtivo e con malessere,
ormai che vecchierello mi son fatto, da diversi anni rileggo Ovidio piu'
spesso di quanto vorrei e ancora in guisa di lotta contro me stesso, e man
mano - poiche' l'abitudine e' tutto, altro che lo stile - questa
consuetudine sento che mi rende meno acido, o piu' sentimentale, piu'
disposto all'ascolto di questa voce, e piu' disposto a cercare il non detto
e la strategia che detta quella - diciamo cosi' - comunicazione indiretta.
Ed a chi mi chiedesse se oggi apprezzo di piu' la poesia di Ovidio non posso
nascondere un imbarazzato assenso. Ma naturalmente se a mo' di agguato mi si
chiedesse a bruciapelo: e Ovidio? Vituperevoli parole sbotterei (per poi
vieppiu' irritarmene tra me e me). Cosi' diceva un fallace antico allievo di
quei gran dottori di Soria e di Salamanca. E disvoleva che queste sue parole
costi' riportassimo.

21. RIEDIZIONI. GIAN ENRICO RUSCONI: CLAUSEWITZ, IL PRUSSIANO
Gian Enrico Rusconi, Clausewitz, il prussiano. La politica della guerra
nell'equilibrio europeo, Einaudi, Torino 1999, "Il giornale", Milano s.d. ma
2008, pp. X + 394, euro 6,90 (in supplemento al quotidiano "Il giornale").
Una ottima monografia su Carl von Clausewitz, l'autore del classico Della
guerra che tutti abbiamo dovuto leggere e meditare. Questa rigorosa
ricostruzione della vita, delle opere e del pensiero di Clausewitz da parte
di uno studioso acuto e benemerito come Rusconi e' un libro la cui lettura
vivamente consigliamo.

22. RIEDIZIONI. ROGER SCRUTON: GUIDA FILOSOFICA PER TIPI INTELLIGENTI
Roger Scruton, Guida filosofica per tipi intelligenti, Raffaello Cortina
Editore, Milano 1997, "Il sole 24 ore", Milano 2007, pp. 160, euro 7,90 (in
supplemento al quotidiano "Il sole 24 ore"). Nella veste del trattato dalla
linea sistematica, ma con l'astuzia del polemista della societa' dei
mass-media che sa che ogni testo e' letto nel e dal contesto; un libro
capzioso, a tratti irritante, piu' spesso divertente, ed anche - diciamolo -
istruttivo.

23. RIEDIZIONI. LUCIO ANNEO SENECA: I DIALOGHI. LETTERE MORALI A LUCILIO
Lucio Anneo Seneca, I dialoghi. Lettere morali a Lucilio, Mondadori, Milano
1988-1995, 2008, pp. VI + 1136, euro 12,90 (in supplemento a vari periodici
Mondadori). Il volume presenta i Dialoghi (Della provvidenza, Della costanza
del saggio, Dell'ira, Consolazione a Marcia, Della vita felice, Della vita
appartata, Della tranquillita' dell'animo, Della brevita' della vita,
Consolazione a Polibio, Consolazione a Elvia) a cura di Giovanni Viansino,
ed a cura Fernando Solinas le Lettere a Lucilio. Senza testo latino a fronte
(e talvolta e' un vero peccato). Ma per chi non ha mai letto il cordovese,
vivissimamente consigliamo questo volume; e per chi ancora una volta ne
volesse ascoltare l'amica voce (massime nelle Lettere a Lucilio), e' sempre
una buona occasione. Leggere Seneca migliora la vita.

24. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

25. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.miritalia.org; per contatti: mir at peacelink.it, luciano.benini at tin.it,
sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 441 del 30 aprile 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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