[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

Voci e volti della nonviolenza. 195



==============================
VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA
==============================
Supplemento settimanale del martedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 195 del 24 giugno 2008

In questo numero:
1. Se giovasse ripetere le cose (9)
2. Biagio Di Pasquale: A sostegno della "ragionevole proposta"
3. Una "ragionevole proposta" e una necessaria conseguenza: rinegoziare
Schengen per far cessare il bagno di sangue
4. Una lettera aperta al presidente della Commissione Europea
5. Fleba il fenicio
6. Una ragionevole proposta

1. NOTA. SE GIOVASSE RIPETERE LE COSE (9)
Riproponiamo alcuni interventi gia' pubblicati anni fa nel nostro
notiziario.

2. RIFLESSIONE. BIAGIO DI PASQUALE: A SOSTEGNO DELLA "RAGIONEVOLE PROPOSTA"
[Da "La nonviolenza e' in cammino" n. 442 dell'11 dicembre 2002]

Mio buon amico,
mi chiedi un'opinione sulla "ragionevole proposta" di salvare la vita agli
esseri umani che oggi trovano la morte in mare nel tentativo di sfuggire
alla miseria ed alle persecuzioni, alla fame ("frusta dei popoli"), alle
guerre, alle dittature; proposta che consiste nel garantire a tutti
l'ingresso legale nel nostro paese ed offrire a chi piu' ne ha diritto e
bisogno (le persone la cui condizione e' quella prevista dal comma terzo
dell'art. 10 della Costituzione italiana) un servizio di trasporto pubblico
e gratuito.
La mia opinione, detta senza circonlocuzioni, e' che sono d'accordo.
Sono d'accordo perche' e' evidente che quelle persone muoiono perche'
vittime di un'ingiustizia a cui anche il nostro paese coopera negando loro
di trovar scampo qui, quello scampo che la nostra legge fondamentale
riconosce essere un loro diritto.
Io sono di quelli che pensano che le leggi vadano prese sul serio.
E sono di quelli che pensano che non si possa stare a cincischiare quando si
tratta di decidere se salvare delle vite umane o condannarle a perire tra i
piu' atroci tormenti: credo che compito primo di ogni appartenente alla
comunita' umana sia quello di salvare dalla morte piu' esseri umani che
possa.
Che altro dire? Possa questa "ragionevole proposta" divenire presto legge
dello Stato, poiche' legge della coscienza lo e' gia'.

3. RIFLESSIONE. UNA "RAGIONEVOLE PROPOSTA" E UNA NECESSARIA CONSEGUENZA:
RINEGOZIARE SCHENGEN PER FAR CESSARE IL BAGNO DI SANGUE
[Da "La nonviolenza e' in cammino" n. 443 del 12 dicembre 2002]

Siamo tra quelli che lo dissero subito, infelici Cassandre.
Che gli accordi di Schengen avrebbero provocato delle stragi.
Che gli accordi di Schengen erano nulli in radice, poiche' effettualmente
violavano quanto disposto dall'articolo 10 della Costituzione della
Repubblica Italiana, e nessun potere esecutivo o legislativo era autorizzato
a sottoscrivere un atto dagli effetti illegali, golpisti, anomici, e
stragisti. Stragisti, si'.
La tragica realta' e' sotto gli occhi di tutti: i nostri mari da anni si
tingono del sangue dei migranti che la legge fondamentale del nostro stato
ci dice che dobbiamo assolutamente accogliere, e che invece vengono respinti
da poteri politici corrotti, antidemocratici e disumanati, da leggi illecite
ed anticostituzionali ed obbrobriose all'umano sentire, e gettati nelle
grinfie dei poteri criminali che delle loro vite fanno mercato e fanno
scempio.
La tragica realta' e' sotto gli occhi di tutti e tutti interpella: occorre
che l'Italia dichiari nulli gli accordi di Schengen in quanto in flagrante
effettuale contrasto con l'articolo 10 comma terzo della Costituzione della
Repubblica Italiana.
Occorre che l'Europa cosiddetta "comunitaria" abbia una resipiscenza, un
sussulto, una riconquista di civilta' giuridica e di civilta' tout court.
Occore rinegoziare subito gli accordi di Schengen per far cessare subito le
stragi dei migranti.
Ed occorre ripristinare subito qui in Italia la vigenza della legalita'
costituzionale, e subito adottare un provvedimento legislativo ed
amministrativo che salvi la vita di migliaia di innocenti oggi condannati
alla morte: garantendo a tutti la possibilita' di ingresso legale in Italia;
e mettendo a disposizione di chi ne ha piu' diritto e piu' bisogno (gli
esseri umani in fuga dalle guerre e dalla fame, dalle persecuzioni e dalla
miseria) un servizio di trasporto pubblico e gratuito verso il nostro paese,
per salvezza delle loro vite, e delle nostre coscienze.

4. DOCUMENTI. UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA
[Da "La nonviolenza e' in cammino" n. 447 del 16 dicembre 2002. La seguente
lettera aperta e' stata diffusa dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo
il 13 dicembre 2002]

Signor Presidente, egregio dottor Romano Prodi,
le scriviamo per sottoporre alla sua attenzione una questione che molto ci
angoscia, e per formularle una richiesta di urgente, personale intervento.
*
Lei conosce
Lei conosce la condizione fatta dalla legislazione e dall'amministrazione
pubblica italiane alle persone che nel nostro paese cercano di venire
fuggendo da luoghi in cui imperano le dittature, le persecuzioni, la guerra,
la miseria, la fame.
La Costituzione italiana stabilisce esplicitamente che le persone che nel
loro paese non godono dei diritti democratici che essa Costituzione
riconosce e garantisce ai cittadini italiani, per questo stesso fatto hanno
diritto di ricevere asilo nel nostro paese; ma purtroppo altre leggi in
vigore nel nostro paese - e palesemente in contrasto con il dettato
costituzionale - questo diritto di asilo scandalosamente denegano, con esiti
terribili.
E purtroppo coerentemente con queste scandalose leggi dagli esiti terribili,
ed in effettuale violazione della Costituzione, i poteri pubblici attuano
una politica di persecuzione anziche' di accoglienza nei confronti delle
persone che nel nostro paese cercano e sperano di trovare rifugio.
Lei sa gia' quali siano le conseguenze di questa situazione:
- centinaia, e forse migliaia, di esseri umani hanno trovato la morte in
mare nel disperato tentativo di raggiungere il nostro paese; ed ogni giorno
nuove vittime possono aggiungersi a questa mostruosa strage degli innocenti;
- centinaia di migliaia di persone vivono nel nostro paese in condizioni di
clandestinita', ovvero di paura e assenza di diritti, esposte ad ogni
pericolo e soprattutto alle vessazioni dei poteri criminali contro cui nella
maggioranza dei casi non possono chiedere soccorso ai pubblici poteri
poiche' temono una duplice persecuzione per se' e per i loro cari;
- il trasporto in Italia di persone che per dettato costituzionale hanno
diritto di asilo nel nostro paese e' colpevolmente affidato in monopolio ai
poteri criminali piu' brutali, che lucrano immensi guadagni proprio in
ragione della scelta delle istituzioni italiane di non rispettare la
Costituzione e quindi di non consentire l'ingresso legale in condizioni di
sicurezza e trasparenza;
- tutto cio' aumenta l'insicurezza di tutti e provoca altresi' ingentissimi
sperperi di risorse pubbliche, con risultati peggio che inani, addirittura
criminali e criminogeni.
Lei sa anche che questa inammissibile situazione e' avallata e in una certa
misura addirittura surdeterminata dai cosiddetti "accordi di Schengen" che
palesemente confliggono con quanto disposto dalla Costituzione della
Repubblica Italiana e che quindi nessuna autorita' pubblica italiana avrebbe
avuto il diritto di sottoscrivere perche' illegali in radice per il nostro
ordinamento giuridico in quanto incostituzionali.
*
Lei puo'
Lei, egregio dottor Prodi, in quanto Presidente della Commissione Europea,
ha un ruolo rilevantissimo nell'articolazione del sistema istituzionale e
dei poteri dell'Unione Europea.
Questo implica una ineludibile responsabilita'.
Lei puo' assumere un'iniziativa. Un'iniziativa di civilta', un'iniziativa
che qualificherebbe straordinariamente il suo mandato, il suo operato;
un'iniziativa di valore storico.
1. Assuma l'iniziativa di proporre la rinegoziazione degli accordi di
Schengen, anche alla luce del fatto che essi sono nulli in radice per quanto
concerne l'Italia poiche' effettualmente confliggono con l'art. 10 comma
terzo della Costituzione della Repubblica Italiana e quindi erano e sono
irricevibili nel nostro ordinamento.
2. Assuma l'iniziativa di evidenziare la primazia del diritto di asilo, e di
proporre quindi conseguenti misure concrete in difesa ed a promozione del
diritto di asilo, questo principio di civilta' giuridica senza il
riconoscimento e l'inveramento del quale la stessa Dichiarazione universale
dei diritti umani e' resa carta straccia, e soltanto trionfa l'egoismo piu'
feroce  e solipsistico, e si condannano innumerevoli esseri umani alla
disperazione e alla morte.
Lei puo', con questa iniziativa, farsi promotore in ambito europeo della
ragionevole proposta che consente di salvare la vita di innumerevoli esseri
umani.
Lei puo', con questa iniziativa, farsi promotore in ambito europeo della
ragionevole proposta che consente l'ingresso nella legalita' di centinaia di
migliaia di persone attualmente costrette a vite di terrore in territorio
europeo.
Lei puo', con questa iniziativa, farsi promotore in ambito europeo della
ragionevole proposta che infligge il colpo piu' duro ai poteri criminali
transnazionali che oggi lucrano immensi profitti sul traffico di esseri
umani disperati e sulla condizione di clandestinita' e di soggezione fino
alla schiavitu' di centinaia di migliaia di sorelle e fratelli in territorio
europeo.
Lei puo', con questa iniziativa, farsi promotore in ambito europeo della
ragionevole proposta che non solo invera il dettato della Costituzione della
Repubblica Italiana e restituisce vigenza alla legge fondamentale del nostro
ordinamento giuridico nazionale, ma invera parte sostanziale e decisiva
della stessa Dichiarazione universale dei diritti umani.
Lei puo', con questa iniziativa, farsi promotore in ambito europeo della
ragionevole proposta che consente finalmente l'ingresso legale almeno in
Italia a quanti ne hanno pieno diritto ed assoluta urgente necessita'.
Lei puo' decisivamente contribuire a salvare molte vite umane.
Lei puo' decisivamente contribuire a far trionfare la legalita' sul crimine.
Lei puo' dare un contributo storico alla costruzione di un'Europa della
civilta' giuridica e dei diritti umani.
La preghiamo di dare ascolto a questo appello, di accogliere questa
ragionevole proposta, di adoperarsi per essa, di farla propria e di farne
oggetto di una sua iniziativa politica ed istituzionale.
Lei ne ha il potere. E naturalmente ha anche il potere di non farlo. Ma non
vogliamo credere che preferirebbe una condotta omissiva dinanzi ad una
richiesta di aiuto cosi' drammatica come quella che ci proviene dal dolore e
dalle stragi di tanti innocenti.
*
Lei deve
Lei puo'; e ci sia consentito di esprimere una franca opinione: lei deve.
Voglia gradire distinti saluti ed auguri di buon lavoro.

5. EDITORIALE. FLEBA IL FENICIO
[Da "La nonviolenza e' in cammino" n. 585 del 18 giugno 2003]

I poveri cristi morti affogati nel cuore del Mediterraneo mentre in fuga da
miseria, fame, guerre e dittature cercano di approdare nell'Europa che un
tempo volle farsi maestra di liberta', uguaglianza e fraternita', e che oggi
si presenta fortezza armata di rapinatori e assassini, con sanguinari
governanti fautori della politica delle cannoniere. I poveri cristi.
E la gente perbene, che si commuove, che darebbe volentieri un soldino, che
poi va alle urne ed affida la cosa pubblica alle camicie brune, e che poi
scorrazza la notte per le vie cittadine alla caccia di sesso schiavo, e che
gode di una vita di sperpero e dissipazione il cui tenore e' reso possibile
solo dalla rapina delle risorse altrui, solo dalla condanna a morte per i
quattro quinti dell'umanita'. La gente perbene.
E questa voce che qui scrive queste parole, questa voce impotente e
maledetta che conta i morti e ha vergogna di se' e del laido privilegio di
cui beneficia.
Vi sono cose che non si possono scrivere.
Ma questo si puo' scrivere: che un modo v'e' per far cessare le stragi di
immigrati, ed e' la ragionevole proposta di consentire a tutti gli esseri
umani l'accesso all'unica terra che abbiamo, e che e' di tutti. La
ragionevole proposta di organizzare un servizio pubblico e gratuito di
trasporto che consenta l'ingresso in Italia per tutti coloro che ne fanno
richiesta avendone pieno diritto ai sensi di quanto disposto dall'art. 10,
comma terzo, della Costituzione della Repubblica Italiana. E cosi' sottrarre
tante vite innocenti alla morte; e cosi' strappare tanti uomini e donne
dalle grinfie dei poteri criminali; e cosi' sconfiggere il razzismo
assassino che ancora una volta ha mietuto le sue vittime, il razzismo
assassino dei signori al potere in Italia e in Europa.

6. RIFLESSIONE. UNA RAGIONEVOLE PROPOSTA
[Da "La nonviolenza e' in cammino" n. 1019 dell'11 agosto 2005]

Una ragionevole proposta che da anni questo foglio propugna: cessare di far
morire nel Mediterraneo le persone che in fuga da guerre, da fame, da
dittature, cercano di giungere nel nostro paese sperando trovarvi
accoglienza: quell'asilo che e' loro diritto ottenere, quell'asilo che e'
nostro dovere offrire.
Ed invece qui trovano morte o schiavitu', prigionia ed espulsione verso
quegli stessi luoghi da cui fuggivano per salvarsi la vita.
Non e' questo che afferma la nostra legge fondamentale. Poiche' l'articolo
10, comma terzo, della Costituzione della Repubblica Italiana recita invece:
"Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio
delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha
diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni
stabilite dalla legge". E questa e' la legge. Benedetta legge, la legge
buona di un paese civile per secoli oppresso, un paese che ha conosciuto le
invasioni e le dittature, il paese di un popolo che ha conosciuto nelle
proprie carni il dolore dell'esilio dei suoi figli migliori nell'ora - nei
secoli - della lotta contro la dominazione straniera prima, e contro il
fascismo poi; e il dolore delll'emigrazione: esperienza di milioni di donne
e uomini italiani.
Abbattuto il fascismo, tra i principi fondamentali della Costituzione
italiana furono scritte quelle parole, con piena cognizione di causa. E
quelle parole sono la nostra legge. Una legge benedetta.
E dunque, che fare? Certo non lasciar naufragare la povera gente; certo non
recludere chi nessun reato ha commesso; certo non lasciar nelle mani dei
poteri mafiosi le persone che qui giungono; certo non riconsegnare a regimi
assassini le loro vittime fuggiasche.
E dunque, che fare? Gia' sai la risposta: la risposta scritta nella legge
fondamentale della Repubblica Italiana scaturita dalla Resistenza; la
risposta statuita nella Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948;
la risposta che e' incisa nella tua stessa coscienza.
Tra far morire delle persone o salvar loro la vita, non dovrebbe essere
difficile sapere quale sia la scelta giusta.

==============================
VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA
==============================
Supplemento settimanale del martedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 195 del 24 giugno 2008

Per ricevere questo foglio e' sufficiente cliccare su:
nonviolenza-request at peacelink.it?subject=subscribe

Per non riceverlo piu':
nonviolenza-request at peacelink.it?subject=unsubscribe

In alternativa e' possibile andare sulla pagina web
http://web.peacelink.it/mailing_admin.html
quindi scegliere la lista "nonviolenza" nel menu' a tendina e cliccare su
"subscribe" (ed ovviamente "unsubscribe" per la disiscrizione).

L'informativa ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196
("Codice in materia di protezione dei dati personali") relativa alla mailing
list che diffonde questo notiziario e' disponibile nella rete telematica
alla pagina web:
http://italy.peacelink.org/peacelink/indices/index_2074.html

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004
possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web:
http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

L'unico indirizzo di posta elettronica utilizzabile per contattare la
redazione e': nbawac at tin.it