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Minime. 525



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 525 del 23 luglio 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Fine di una grande menzogna
2. Nadia Fusini: Rachel Bespaloff e l'Iliade
3. Edizioni Qualevita: Disponibile il diario scolastico 2008-2009 "A scuola
di pace"
4. Letture: Byron. Vita, poetica, opere scelte
5. Letture: Alessandro Del Puppo, Giacometti e la nuova immagine dell'uomo
6. Letture: Carlo Flamigni, L'aborto
7. Letture: Verlaine. Vita, poetica, opere scelte
8. Riedizioni: Mario Almerighi, Tre suicidi eccellenti
9. Riedizioni: Olivier Blanc, Parigi libertina al tempo di Luigi XVI
10. Riedizioni: Ulrich Im Hof: L'Europa dell'Illuminismo
11. Riedizioni: Mario Infelise, I libri proibiti
12. Riedizioni: Gottfried Wilhelm Leibniz, Monadologia, Discorso di
metafisica, Nuovi saggi sull'intelletto umano, L'armonia delle lingue
13. Riedizioni. John Locke, Saggio sull'intelligenza umana
14. Riedizioni. Anthony Pagden, Signori del mondo
15. Riedizioni: Baruch Spinoza, Trattato teologico-politico, Etica
16. Riedizioni. Giambattista Vico, Principi di scienza nuova
17. La "Carta" del Movimento Nonviolento
18. Per saperne di piu'

1. VITERBO. FINE DI UNA GRANDE MENZOGNA
[Riportiamo il seguente comunicato del 22 luglio 2008 del comitato che si
oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo (per contatti: e-mail: info at coipiediperterra.org, sito:
www.coipiediperterra.org) dal titolo completo "Fine di una grande menzogna e
una grande truffa: il mega-aeroporto low cost a Viterbo non puo' essere
realizzato anche perche' incompatibile con il Piano territoriale
paesaggistico regionale"]

Un'ammissione dell'assessore
In una dichiarazione apparsa oggi sul sito informativo locale "Tusciaweb" lo
stesso assessore comunale di Viterbo, magna pars della lobby del devastante
mega-aeroporto per voli low cost, e' costretto ad ammettere che l'opera e'
incompatibile con il Piano territoriale paesaggistico regionale del Lazio. E
se lo riconosce esplicitamente persino lui, davvero non c'e' motivo di
dubitarne.
Finisce cosi', ingloriosamente, una grande menzogna e una grande truffa.
*
Otto altre incompatibilita'
Si evidenzia infatti una volta di piu', e definitivamente, che il devastante
mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma a
Viterbo non puo' e non deve essere realizzato.
E del resto tutte le persone ragionevoli e informate sapevano gia' che il
devastante mega-aeroporto e' incompatibile altresi' con tante altre cose
della massima importanza.
I. E' incompatibile con la salute e la sicurezza dei cittadini: poiche' il
devastante mega-aeroporto provocherebbe un inquinamento chimico ed acustico
la cui nocivita' colpirebbe la popolazione viterbese con effetti assai
gravi.
II. E' incompatibile con la preziosa e peculiare risorsa viterbese dell'area
termale del Bulicame, fondamentale bene naturalistico, storico-culturale,
terapeutico e sociale, economico e simbolico: poiche' il devastante
mega-aeroporto si collocherebbe proprio nel cuore dell'area termale del
Bulicame e la sconvolgerebbe, inquinerebbe, massacrerebbe irreversibilmente.
III. E' incompatibile con la tutela e la valorizzazione di ulteriori
rilevantissimi beni locali: beni economici come le attivita' produttive
agricole - e di pregiata agricoltura biologica - che si trovano proprio
nell'area piu' investita dalla devastante opera; beni scientifici come
l'Orto botanico dell'Universita' che si trova anch'esso nell'area piu'
colpita; ed altri beni archeologici e naturalistici, beni economici e
sociali: per non dire del deprezzamento di immobili ed esercizi collocati
nelle zone rurali e nei quartieri della citta' (il mega-aeroporto e' nelle
immediate vicinanze del centro abitato) che subirebbero il disastroso
impatto particolarmente dell'inquinamento atmosferico e di quello acustico.
IV. E' incompatibile tanto con la rete infrastrutturale quanto con
l'ecosistema locale che non potrebbe in alcun modo sostenere il carico
aggiuntivo - anch'esso altrettanto altamente inquinante - dei mezzi di
collegamento terrestre all'attivita' del devastante mega-aeroporto
necessariamente connessi (essendo previsto il mega-aeroporto al servizio del
turismo "mordi e fuggi" per Roma, e non essendoci attualmente collegamenti
ferroviari adeguati tra le due citta').
V. E' incompatibile con lo sviluppo del territorio, che deve fondarsi sulla
difesa e valorizzazione delle risorse locali: come i beni ambientali e
culturali, l'agricoltura di qualita', il termalismo, l'alta formazione e
ricerca scientifica, le strutture legate a un turismo intelligente e non
distruttivo.
VI. E' incompatibile con la necessita' di ridurre il trasporto aereo per
ridurre il surriscaldamento globale del clima.
VII. E' incompatibile con il dovere di non sperperare ingenti risorse
finanziarie pubbliche per un'opera nociva e distruttiva, quando invece
occorre investire per potenziare le ferrovie che nel viterbese richiedono di
essere energicamente migliorate (occorre riaprire la linea ferroviaria
Civitavecchia-Capranica-Orte; occorre potenziare la Viterbo-Orte, occorre
fortemente potenziare la Viterbo-Capranica-Roma), per sviluppare il
termalismo, per sostenere l'economia locale ecocompatibile e con tecnologie
appropriate.
VIII. infine, il devastante mega-aeroporto e' incompatibile con quanto
esplicitamente disposto dalla vigente legislazione italiana ed europea in
materia di Valutazione d'impatto ambientale, Valutazione ambientale
strategica e Valutazione d'impatto sulla salute, cosi' come in materia di
protezione dei beni naturalistici, terapeutici, archeologici e
storico-culturali, come in materia di protezione dei beni economici e
scientifici, e dei diritti soggettivi e dei legittimi interessi della
comunita' locale e dei singoli cittadini che verrebbero palesemente lesi
dalla realizzazione dell'opera.
*
Tre promemoria ancora
Inoltre tutti dovrebbero sapere:
a) che il devastante mega-aeroporto e' tuttora del tutto privo di adeguata
progettazione e di adeguate verifiche necessarie e obbligatorie per legge;
verifiche che in tanti mesi di propaganda si e' di fatto cercato di eludere
sapendo che esse avrebbero seccamente bocciato ed impedito la realizzazione
dell'opera;
b) che la procedura di individuazione di Viterbo per la realizzazione del
devastante mega-aeroporto e' stata viziata da enormi errori di valutazione,
di fatto e di metodo e da flagranti irregolarita', talche' non solo pende un
ricorso al Tar promosso da un ente locale, ma si stanno anche attivando
ulteriori interventi finalizzati all'avvio di altri procedimenti in sede
anche europea;
c) che autorevolissime personalita' istituzionali e scientifiche hanno gia'
espresso con netti pronunciamenti una argomentata opposizione alla
devastante opera, pronunciamenti che nitidamente enunciano la concreta
insostenibilita' e quindi l'effettuale irrealizzabilita' del devastante
mega-aeroporto.
*
Quando la realta' sbriciola le menzogne
Occorre che finalmente anche quei rappresentanti delle istituzioni che per
ignoranza ed irresponsabilita' - a voler essere benevoli - in passato hanno
espresso un insensato e sciagurato parere a favore di un'opera catastrofica,
prendano atto della realta': a Viterbo il devastante mega-aeroporto per voli
low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma e' - di fatto e di diritto -
non solo inaccettabile per le sue conseguenze sull'ambiente e sulla salute,
la sicurezza, la qualita' della vita e i diritti e gli interessi dei
cittadini tutti, ma anche privo di fondamentali requisiti normativi ed
amministrativi, ed infine concretamente irrealizzabile.
*
Sei ulteriori considerazioni
Detto questo occorre ribadire anche che:
1. Occorre ridurre immediatamente e drasticamente i voli su Ciampino:
semplicemente riducendo i voli, non spostandoli altrove.
2. Occorre contrastare il disegno insensato di una catastrofica gigantesca
espansione dell'aeroporto di Fiumicino, ed anzi anche relativamente a quel
sedime occorre procedere a verifiche rigorose a tutela della salute,
dell'ambiente, dei diritti delle comunita' locali come delle singole
persone.
3. Occorre evitare che lobbies politico-affaristiche vogliano colpire altri
siti ancora nel Lazio a danno di altre popolazioni e di altri ecosistemi.
4. Occorre procedere a una decisa riduzione del trasporto aereo e ad un
deciso potenziamento del trasporto ferroviario. Nel Lazio come in tutta
Italia.
5. Occorre promuovere la tutela e la valorizzazione dei beni ambientali e
culturali, delle economie locali, con tecnologie appropriate e nel rispetto
dei diritti delle popolazioni alla salute, alla sicurezza, a uno sviluppo
non distruttivo delle risorse.
6. Occorre ottenere il rispetto piu' scrupoloso della vigente legislazione a
tutela della salute e dei diritti dei cittadini, come a difesa
dell'ambiente.

2. RIFLESSIONE. NADIA FUSINI: RACHEL BESPALOFF E L'ILIADE
[Dal quotidiano "La Repubblica" del 18 luglio 2008 col titolo "In esilio con
Omero. Rachel e la forza della guerra" e il sommario "Nei guerrieri greci
non vede ne' buoni ne' cattivi, ma il segreto dell'esistenza. Una visione
che non le basto': mori' suicida nel '49. La pensatrice ebrea Bespaloff
sbarco' a New York nel '43, come Simone Weil. E, come lei, trovo'
nell'Iliade la chiave per capire le tenebre. Se il conflitto distrugge cio'
che tocca, restituisce alla vita suprema importanza. La poesia omerica e
quella biblica avevano la facolta' di ricostituire il cuore umano".
Nadia Fusini, nata ad Orbetello nel 1946, acuta intellettuale, fine
saggista, narratrice, traduttrice e curatrice di edizioni di classici,
docente universitaria (laureata in lettere e filosofia all'Universita' La
Sapienza di Roma nel luglio 1972 con Agostino Lombardo e Giorgio Melchiori
con una tesi sul tema dell'iniziazione nella letteratura del Novecento; dopo
un periodo di studi nel campo della letteratura americana negli Stati Uniti
presso le universita' di Ann Arbor e di Harvard, ha studiato Shakespeare e
il teatro elisabettiano presso lo Shakespeare Institute di Birmingham, in
Gran Bretagna; e' stata nel 1978-'82 professore incaricato di lingua e
letteratura inglese all'Universita' di Bari e dal 1982 ha la cattedra di
lingua e letteratura inglese all'Universita' La Sapienza di Roma; dal
2000-2001 insegna, oltre letteratura inglese, critica shakespeariana), e'
impegnata nelle esperienze del movimento delle donne. Opere di Nadia Fusini:
segnaliamo particolarmente (a cura di, con Mariella Gramaglia), La poesia
femminista, Savelli, Roma 1974; La passione dell'origine. Studi sul tragico
shakespeariano e il romanzesco moderno, Dedalo, Bari 1981; Pensieri di pace
e di guerra, Centro Virginia Woolf, Roma 1984; Nomi. Dieci scritture
femminili, Feltrinelli, Milano 1986, nuova edizione Donzelli, Roma 1996;
Due. La passione del legame di Kafka, Feltrinelli, Milano 1988; La luminosa.
Genealogia di Fedra, Feltrinelli, Milano 1990; B e B. Beckett e Bacon,
Garzanti, Milano 1994; La bocca piu' di tutto mi piaceva, Donzelli, Roma
1996; Due volte la stessa carezza, Bompiani, Milano 1997; Uomini e donne.
Una fratellanza inquieta, Donzelli, Roma 1996; Il figlio negato, Mondadori,
Milano; L'amor vile, Mondadori, Milano 1999; Lo specchio di Elisabetta,
Mondadori, Milano 2001; I volti dell'amore, Mondadori, Milano 2003; La bocca
piu' di tutto mi piaceva, Mondadori, Milano 2004; Possiedo la mia anima. Il
segreto di Virginia Woolf, Mondadori, Milano 2006. Ha curato traduzioni e
edizioni, tra gli altri, di testi di Mary Shelley, Keats, Ford, Shakespeare,
Wallace, Virginia Woolf (di cui ha curato l'edizione delle opere nei
Meridiani Mondadori).
Rachel Bespaloff, musicista e filosofa, nata nel 1895 da una famiglia
ebraica in Ucraina, figlia del pensatore e militante sionista Daniel
Pasmanik; nel 1897 la famiglia si trasferi' a Ginevra, in Svizzera; visse
poi in Francia - a Parigi nel 1922 si sposo' con Shraga Nissim Bespaloff -
e, dal 1942, esule negli Stati Uniti, a New York, dove lavoro' alle
trasmissioni radiofoniche in francese a sostegno della lotta contro il
nazifascismo, e fu poi docente universitaria; si tolse la vita nel 1949.
Brillante allieva del musicista Ernest Bloch, nel 1925 l'incontro con Lev
Sestov la oriento' a privilegiare la filosofia rispetto alla musica. Fu in
fecondo contatto intellettuale anche con Daniel Halevy, Gabriel Marcel, Jean
Wahl (con cui ebbe un rilevante carteggio). Nel 1935 pubblica Cheminements
et carrefours; nel 1943 Dell'Iliade; e nel corso del tempo numerosi
rilevanti saggi prevalentemente di argomento filosofico e letterario. Opere
di Rachel Bespaloff: Cheminements et carrefours, 1935; Dell'Iliade, 1943;
Lettres a' Jean Wahl 1937-1947.
Simone Weil, nata a Parigi nel 1909, allieva di Alain, fu professoressa,
militante sindacale e politica della sinistra classista e libertaria,
operaia di fabbrica, miliziana nella guerra di Spagna contro i fascisti,
lavoratrice agricola, poi esule in America, infine a Londra impegnata a
lavorare per la Resistenza. Minata da una vita di generosita', abnegazione,
sofferenze, muore in Inghilterra nel 1943. Una descrizione meramente esterna
come quella che precede non rende pero' conto della vita interiore della
Weil (ed in particolare della svolta, o intensificazione, o meglio ancora:
radicalizzazione ulteriore, seguita alle prime esperienze mistiche del
1938). Ha scritto di lei Susan Sontag: "Nessuno che ami la vita vorrebbe
imitare la sua dedizione al martirio, o se l'augurerebbe per i propri figli
o per qualunque altra persona cara. Tuttavia se amiamo la serieta' come
vita, Simone Weil ci commuove, ci da' nutrimento". Opere di Simone Weil:
tutti i volumi di Simone Weil in realta' consistono di raccolte di scritti
pubblicate postume, in vita Simone Weil aveva pubblicato poco e su periodici
(e sotto pseudonimo nella fase finale della sua permanenza in Francia stanti
le persecuzioni antiebraiche). Tra le raccolte piu' importanti in edizione
italiana segnaliamo: L'ombra e la grazia (Comunita', poi Rusconi), La
condizione operaia (Comunita', poi Mondadori), La prima radice (Comunita',
SE, Leonardo), Attesa di Dio (Rusconi), La Grecia e le intuizioni
precristiane (Rusconi), Riflessioni sulle cause della liberta' e
dell'oppressione sociale (Adelphi), Sulla Germania totalitaria (Adelphi),
Lettera a un religioso (Adelphi); Sulla guerra (Pratiche). Sono fondamentali
i quattro volumi dei Quaderni, nell'edizione Adelphi curata da Giancarlo
Gaeta. Opere su Simone Weil: fondamentale e' la grande biografia di Simone
Petrement, La vita di Simone Weil, Adelphi, Milano 1994. Tra gli studi cfr.
AA. VV., Simone Weil, la passione della verita', Morcelliana, Brescia 1985;
Gabriella Fiori, Simone Weil, Garzanti, Milano 1990; Giancarlo Gaeta, Simone
Weil, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole 1992; Jean-Marie
Muller, Simone Weil. L'esigenza della nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele,
Torino 1994; Angela Putino, Simone Weil e la Passione di Dio, Edb, Bologna
1997; Eadem, Simone Weil. Un'intima estraneita', Citta' Aperta, Troina
(Enna) 2006; Maurizio Zani, Invito al pensiero di Simone Weil, Mursia,
Milano 1994]

Due donne negli stessi anni leggono lo stesso libro, l'Iliade. Fatto di per
se' interessante, osserva Laura Sano' nel suo bel libro Un pensiero in
esilio. La filosofia di Rachel Bespaloff (Istituto Italiano per gli Studi
Filosofici). E' cosi': in un libro, l'Iliade, che non cancella, ma
accompagna l'altro, la Bibbia, Simone Weil e Rachel Bespaloff, trovano la
luce per comprendere le tenebre dei loro giorni.
Due donne, entrambe ebree, entrambi esuli, entrambe destinate a una morte
precoce, entrambe in procinto di lasciare l'Europa, fissano lo sguardo su un
testo che e' all'inizio della civilta' e tradizione in cui le donne si
riconoscono: la coincidenza, ripeto, non puo' passare inosservata. E la nota
difatti l'amico caro Jean Wahl nella prefazione a De l'Iliade, che viene
pubblicato in francese a New York nel 1943. Nel 1947 appare la traduzione in
inglese On the Iliad, ad opera di Mary McCarthy, con introduzione di Hermann
Broch. In italiano il testo esce per Citta' Aperta Edizioni nel 2004. Simone
Weil e Rachel Bespaloff non si conoscono. Ma si sfiorano piu' volte. Nella
primavera del 1938 Rachel viene a curarsi nella stessa clinica svizzera per
malattie nervose, dove l'anno precedente era stata ricoverata Simone. A
Ginevra entrambe sostano a lungo a una mostra di quadri di Goya.
Negli stessi giorni del maggio 1942 sono entrambe a Marsiglia in attesa di
un visto per fuggire dalla Gestapo, e dunque dall'Europa, direzione New
York, dove giungono nella medesima estate.
Ma non viaggiarono sulla stessa nave, ne' capito' loro di incontrarsi in
terra americana. Simone riparti' presto per Londra, perche' voleva che il
proprio destino si compisse nel bel mezzo della lotta; Rachel si trasferi'
al College di Mount Holyhoke, dove Jean Wahl le aveva trovato un incarico di
insegnamento. E li' rimarra', fino alla morte che si diede di sua propria
mano nell'aprile 1949.
Le due donne, ripeto, non si incontrano, e tuttavia una trama di coincidenze
le avvicina. Prima di partire per gli Stati Uniti Simone aveva consegnato ai
"Cahiers du Sud" il saggio su "L'Iliade, poema della forza", che uscira' a
Marsiglia nel numero del dicembre 1940 - gennaio 1941. Aveva iniziato la
stesura dello scritto nel '39. Nello stesso anno Rachel rileggeva l'Iliade
insieme con la figlia, che seguiva con materna sollecitudine negli studi.
Una passione la prese per quel libro meraviglioso, e comincio' a prendere
appunti, ad accumulare note su note; sentiva in Omero il tono, l'accento
della verita'. Si', l'Iliade e' davvero, come la Bibbia, un libro ispirato,
disse.
Scopri' tardi, quando ormai il suo testo nelle sue linee fondamentali era
quasi compiuto, il saggio di Simone. A spedirlo al suo indirizzo fu un
amico, che lei ringrazia con impeto, grata e meravigliata. Confessa: "Vi
sono intere pagine delle mie note che potrebbero sembrare un plagio". Ma non
si tratta di plagio. Ne' di identita' di vedute.
E' qualcosa di piu' straordinario: e' la corrispondenza misteriosa e
profonda di due intelligenze e sensibilita' diverse, ma della medesima
qualita' rabdomantica, che leggendo un testo del passato rispondono del loro
presente.
Si', anche per Rachel il mondo di Omero e' il mondo della forza. Attenzione,
pero': la forza, cosi' come la legge Rachel, non e' ne' bene ne' male. Non
si tratta di condannare ne' di assolvere la forza. Essa e', come la vita e'.
Gli eroi di Omero non sono ne' bellicisti ne' pacifisti. La forza di Ettore,
come la forza di Achille, sono rami del medesimo tronco. Achille e Ettore
sono una sola cosa agli occhi di Zeus, come di Omero. Nel mondo di Omero,
come in quello di Platone, l'ingiustizia o la si impone o la si subisce.
Non c'e' in Omero, ne' tantomeno in Rachel, nessuna apologia della medesima;
Omero, al contrario, e' "il poeta dell'infelicita'", dichiara Rachel. Non
dei trionfi, ne' delle apoteosi.
Amarezza, vi aveva trovato Simone: "il tono non cessa mai di essere intriso
di amarezza"; proprio questo sentimento della "miseria umana", aveva
dichiarato sicura, suscita un "amore doloroso" per cio' che e' minacciato
dalla forza. Di "tenerezza verso le cose periture" parla Rachel. Entrambe
intuiscono in Omero una compassione "che conosce".
Si', e' vero, continua Rachel, l'eraclitea: Polemos e' padre e re di tutte
le cose. La guerra non da' tregua. Si nutre dell'infelicita' degli uomini.
Ha questo solo e unico appetito e di questo appetito prospera. Gode del
proprio abuso. Enorme il sacrificio umano che Ares esige.
Ma e' anche vero che Ares e', a suo modo, imparziale, e uccide chi ha
ucciso. E alla fine la guerra arriva a consumare le differenze; tanto che il
vincitore assomigliera' a tutti i vincitori, il vinto a tutti i vinti. E non
si puo' nascondere che v'e' una certa qual "bellezza della forza", un suo
"fascino ipnotizzante", addirittura narcotizzante, come la stessa Weil aveva
riconosciuto. Si potrebbe addirittura dire, anzi Rachel lo afferma, che
Omero "divinizza la sovrabbondanza di vita che massimamente rifulge nel
disprezzo della morte, nell'estasi del sacrificio". Nella violenza, insomma.
Ma anche: come non accorgersi nello stesso momento della fatalita' che muta
quella stessa forza in inerzia, in impulso cieco, maligno?
Non bisogna ne' stupirsi, ne' indignarsi, continua Rachel: non ci sono buoni
e cattivi; nessuna falsa e semplicistica dicotomia servira' a rincuorarci.
Chi si appassioni alla giustizia, dovra' convivere con il lutto della
medesima. Si badi bene: non stancarsi di piangerla, di evocarla, ma nel
riconoscimento che la vita non si lascia giudicare, misurare, condannare o
giustificare dal vivente.
In altri termini, Rachel scopre (e' qui che Omero le "serve") che "polemico"
e' il carattere costitutivo dell'essere. La realta' e' polemos. La
contraddizione e' principio ontologico. Il dolore non e' accidentale. In
questo senso, la guerra tra Ettore e Achille non decreta un vincitore: l'uno
non puo' togliere l'altro. Rachel e' anti-dialettica, il suo pensiero e'
radicalmente tragico. Ha inoltre un temperamento melanconico. Per lei la
contraddizione non potra' mai essere superata, non si dara' sintesi
dialettica delle differenze che Achille e Ettore sono.
Ma se la guerra distrugge cio' che tocca, al tempo stesso restituisce alla
vita che divora un'importanza suprema: questo la poesia di Omero dimostra.
Nella poesia di Omero si risolvono e pacificano i contrasti. E' la poesia di
Omero a trasportarci altrove, in quei momenti di smarrimento in cui
avvengono le scelte morali e religiose, anche quando siano dettate dal
destino, e percio' inevitabili; quei momenti, o quelle svolte della vita,
quelle crisi, in cui l'uomo incontra se stesso, anche quando la decisione
sia imposta. E' in quello spazio di interiorita', in quell'istante che si
manifesta per tutti e ciascuno il segreto dell'esistenza. A sorprendere
questo segreto e' la poesia, per Rachel: una poesia che abbia, come quella
omerica, come quella biblica, la suprema facolta' di ricostituire quel cuore
umano.
Per Simone, era l'amore, ricordate? l'amore di Dio, naturalmente; l'amore
che l'uomo prova per Dio. E di Dio per lui. Mentre per Rachel e' la poesia.
In quanto "la poesia rapisce alla bellezza il segreto della giustizia
vietato alla Storia".
Come ho detto, Rachel non torno' dall'esilio americano. In un certo senso
Rachel era Ettore: provava affetti di un'esigenza terribile che le si
imponevano come a Ettore la patria; sentiva responsabilita' che la legavano
al paese in cui l'esilio le si confermo' come un destino - "cronico" lo
defini'. "Vivere qui" disse "e' come un'amputazione". "La guerra vista da
qui non ha realta'".
Ma la guerra dove' viverla dentro di se', e la violenza l'assaporo' fino in
fondo, quando all'eta' di 55 anni si suicido'. Sigillo' bene le porte e le
finestre e apri' il gas.
Quanto a Simone, lei era Achille. Torno' in Europa e fino alla fine dei suoi
giorni non penso' ad altro, se non a come combattere l'infamia nazista. La
morte le giunse per fame. Nel chiasmo della violenza, il cui cuore di
tenebra entrambe avevano illuminato, le loro esistenze alla fine si
strinsero. Perche' se "uccidere e' sempre uccidersi", non vale anche il
contrario?

3. STRUMENTI. EDIZIONI QUALEVITA: DISPONIBILE IL DIARIO SCOLASTICO 2008-2009
"A SCUOLA DI PACE"
[Dalle Edizioni Qualevita (per contatti: Edizioni Qualevita, via
Michelangelo 2, 67030 Torre dei Nolfi (Aq), tel. 0864460006 oppure
3495843946, e-mail: info at qualevita.it oppure qualevita3 at tele2.it, sito:
www.qualevita.it) riceviamo e diffondiamo]

E' pronto il diario scolastico 2008-2009 "A scuola di pace".
Se ogni mattina, quando i nostri ragazzi entrano in classe con i loro
insegnanti e compagni, potessero avere la percezione che, oltre che andare a
scuola di matematica, di italiano, di musica, di lingua straniera, vanno "a
scuola di pace", certamente la loro giornata diventerebbe piu' colorata,
piu' ricca, piu' appassionante, piu' felice.
Queste pagine di diario sono state pensate per fornire una pista leggera ma
precisa sulle vie della pace. Abbiamo sparso dei semi. Spetta a chi usa
queste pagine curarli, annaffiarli, aiutarli a nascere, crescere e poi
fruttificare. Tutti i giorni. Non bisogna stancarsi ne' spaventarsi di
fronte all'impegno di costruire una societa' piu' umana, in cui anche noi
vivremo sicuramente meglio.
Lo impariamo - giorno dopo giorno - a scuola di pace.
Preghiamo chi fosse intenzionato a mettere nelle mani dei propri figli,
nipoti, amici, questo strumento di pace che li accompagnera' lungo tutto
l'anno scolastico, di farne richiesta al piu' presto. Provvederemo entro
brevissimo tempo a spedire al vostro indirizzo le copie del diario. Grazie.
I prezzi sono uguali a quelli dell'agenda "Giorni nonviolenti" perche', a
fronte di un numero inferiore di pagine, trattandosi di ragazzi, la stampa
dovra' essere piu' rispondente alla loro sensibilita' (verranno usati i
colori) e pertanto piu' costosa.
Per ordini del diario scolastico 2008-2009:
- 1 copia: euro 10 (comprese spese di spedizione)
- 3 copie: euro 9,30 cad. (comprese spese di spedizione)
- 5 copie: euro 8,60 cad. (comprese spese di spedizione)
- 10 copie: euro 8,10 cad. (comprese spese di spedizione)
- Per ordini oltre le 10 copie il prezzo e' di euro 8: costo dovuto al fatto
che quest'anno ci limitiamo ad effettuarne una tiratura limitata.
Per informazioni e ordinazioni: Edizioni Qualevita, via Michelangelo 2,
67030 Torre dei Nolfi (Aq), tel. 0864460006 oppure 3495843946, e-mail:
info at qualevita.it, sito: www.qualevita.it

4. LETTURE. BYRON. VITA, POETICA, OPERE SCELTE
Byron. Vita, poetica, opere scelte, Il sole 24 ore, Milano 2008, pp. 624,
euro 12,90 (in supplemento al quotidiano "Il sole 24 ore"). Curato e
introdotto da Paolo Damiano Franzese il volume reca un'ampia antologia
dell'opera in versi byroniana (estraendo testi e traduzioni dall'edizione
mondadoriana delle Opere scelte a cura di Tomaso Kemeny). Ho sempre trovato
Byron noioso, amava dire Severino Vardacampi, e ho sempre sospettato che
questo mio pregiudizio dipenda non dalla qualita' dei suoi versi, ma dal
fastidio che provo per certi suoi atteggiamenti: l'insopportabilita' del
byronismo stinge sull'opera byroniana. Ma forse dovrei aggiungere che soffro
anche di una sorta di sordita' per tanta parte della poesia in lingua
inglese dell'Ottocento (ed anche per le autrici e gli autori che piu' amo,
mi sembra che tante pagine potevano essere vigorosamente scorciate - ma non
tutti hanno avuto la fortuna che ebbe Eliot col suo miglior fabbro). Cosi'
l'amico Vardacampi; ma chi avesse avuto l'ardire di spiare tra i palchetti
della sua biblioteca vi avrebbe trovato, logori per l'uso, piu' volumi
byroniani e tra essi l'edizione oxoniense dei Poetical works.

5. LETTURE. ALESSANDRO DEL PUPPO: GIACOMETTI E LA NUOVA IMMAGINE DELL'UOMO
Alessandro Del Puppo, Giacometti e la nuova immagine dell'uomo, E-ducation -
Il sole 24 ore, Firenze-Roma 2008, pp. 288, euro 14,90 (in supplemento al
quotidiano "Il sole 24 ore"). Di grande formato e riccamente illustrata una
bella monografia su Alberto Giacometti. Perche' quell'umanita' filiforme e
scorticata cosi' intimamente ti tocca? Cosa ha visto e dipanato Giacometti
nel nostro piu' oscuro dolente labirintico inferno, cosa ha saputo recare
alla luce dal profondo degli oceani piu' profondi? So che queste opere, come
Beckett, come Kafka, mi scrutano, mi interrogano, mi convocato a un impegno
e a un enigma, a una ricerca senza fine e senza scampo, e a un dovere morale
che il dolore lenisca e illumini la vita.

6. LETTURE. CARLO FLAMIGNI: L'ABORTO
Carlo Flamigni, L'aborto. Storia e attualita' di un problema sociale,
Pendragon - Nuova iniziativa editoriale, Roma 2008, pp. 112, euro 6,90 (in
supplemento a "L'Unita'"). Medico, scienziato, docente, membro del Comitato
nazionale di bioetica, Flamigni propone in questo volumetto una sintesi
utile per l'informazione e la riflessione.

7. LETTURE. VERLAINE. VITA, POETICA, OPERE SCELTE
Verlaine. Vita, poetica, opere scelte, Il sole 24 ore, Milano 2008, pp. 608,
euro 12,90 (in supplemento al quotidiano "Il sole 24 ore"). Introdotto e
curato da Pasquale Di Palmo il volume presenta una silloge delle poesie di
Verlaine estratta dall'edizione mondadoriana delle Poesie e prose a cura di
Diana Grange Fiori. La piu' musicale delle lingue e' per me il francese -
amava dire Annibale Zappone. E quindi la poesia che piu' si avvicina alla
musica e' per me quella francese. Delle lingue di cui sono in grado di
assaporare i suoni ed al contempo intendere con l'orecchio i significati la
francese trovo soavissima. E se dovessi dire il nome del poeta francese i
cui versi trovo piu' musicali credo che non esiterei a dire Verlaine. Che
pure non e' il poeta francese che piu' amo (ed infatti quando tra amici
declamo a memoria qualche autore in quella lingua, mi accorgo di ricordare
tra le voci dell'Ottocento tanto Baudelaire e Rimbaud, finanche alcune
trombonate in versi di Hugo - helas! -, e quasi nulla di Verlaine - per non
dire che (e la Pleiade mi perdoni) mi piacciono anche certi versi cosi'
legnosi del teatro del Grand Siecle, e la poesia tutta cerebrale di Valery,
e quella tutto inconscio e lotta di classe dei surrealisti, e quel Prevert
tanto vituperato dai surcigliosi e che tutti ci ha nutrito da giovani.
Eppure Verlaine t'incanta quando si scioglie in melodia. E ti irrita
incommensurabilmente in tutto il resto.

8. RIEDIZIONI. MARIO ALMERIGHI: TRE SUICIDI ECCELLENTI
Mario Almerighi, Tre suicidi eccellenti. Castellari, Cagliari e Gardini,
Editori Riuniti, Roma 2007, Nuova iniziativa editoriale, Roma 2008, pp. 220,
euro 6,90 (in supplemento al quotidiano "L'Unita'"). Magistrato ed autore di
altri libri su gravi scandali del sistema di potere affaristico, finanziario
e quindi politico, in questo libro fondato su una solida documentazione - e
a fini di sintesi in alcuni luoghi per cosi' dire ricondotto al modulo
narrativo (ma sempre le note opportunamente chiariscono cio' che e'
fattuale, cio' che e' documentale, cio' che e' tecnica espositiva) - propone
un'interpretazione coerente, adeguata e persuasiva di tre vicende per piu'
versi esemplari e interconnesse.

9. RIEDIZIONI. OLIVIER BLANC: PARIGI LIBERTINA AL TEMPO DI LUIGI XVI
Olivier Blanc, Parigi libertina al tempo di Luigi XVI, Salerno, Roma 2003,
"Il giornale", Milano s.d. ma 2008, pp. VIII + 362, euro 6,90 (in
supplemento al quotidiano "Il giornale"). Con una minuziosa esplorazione di
fonti memorialistiche ed archivistiche l'autore - storico di vaglia -
ricostruisce vicende degli anni '70 e '80 del Settecento francese che
chiamano in causa le strutture relazionali della vita quotidiana, le forme
dell'oppressione di classe e di genere, le trasformazioni sociali e
culturali e il loro impatto sulle ideologie e sugli istituti, gli intrighi
di potere e le tecniche di controllo sociale e di gestione dei conflitti. Un
libro assai piu' interessante di quanto il titolo italiano (ma anche quello
originale: L'amour a' Paris au temps de Louis XVI) lascerebbe supporre.

10. RIEDIZIONI. ULRICH IM HOF: L'EUROPA DELL'ILLUMINISMO
Ulrich Im Hof: L'Europa dell'Illuminismo, Laterza, Roma-Bari 1993, "Il
giornale", Milano s.d. ma 2008, pp. VIII + 326, euro 6,90 (in supplemento al
quotidiano "Il giornale"). Originariamente un volume della collana "Fare
l'Europa" diretta da Jacques Le Goff, una vasta panoramica dell'Illuminismo
e del suo impatto sulla cultura, la societa', la politica europea del XVIII
secolo; l'autore, a lungo docente di storia moderna all'Universita' di
Berna, e' deceduto nel 2001.

11. RIEDIZIONI. MARIO INFELISE: I LIBRI PROIBITI
Mario Infelise, I libri proibiti. Da Gutenberg all'Encyclopedie, Laterza,
Roma-Bari 2007, "Il giornale", Milano s.d. ma 2008, pp. IV + 162, euro 6,90
(in supplemento al quotidiano "Il giornale"). La stampa e la censura dal
sorgere dell'eta' moderna alla fine dell'ancient regime. Un libro prezioso e
appassionante.

12. RIEDIZIONI. GOTTFRIED WILHELM LEIBNIZ: MONADOLOGIA, DISCORSO DI
METAFISICA, NUOVI SAGGI SULL'INTELLETTO UMANO, L'ARMONIA DELLE LINGUE
Gottfried Wilhelm Leibniz, Monadologia, Discorso di metafisica, Nuovi saggi
sull'intelletto umano, L'armonia delle lingue, Laterza, Roma-Bari 1986,
1988, 1995, Mondadori Milano 2008, pp. VI + 904, euro 12,90 (in supplemento
a vari periodici Mondadori). Con saggi di Massimo Mugnai, Emilio Cecchi,
Tullio De Mauro e Stefano Gensini; la Monadologia e il Discorso di
metafisica nella traduzione di Vittorio Mathieu; i Nuovi saggi
sull'intelletto umano tradotti da Emilio Cecchi; gli estratti da varie opere
riuniti e curati sotto il titolo complessivo de L'armonia delle lingue da
Stefano Gensini; per piu' motivi questo volume e' una festa dello spirito.
Temo che Leibniz sia ormai uno sconosciuto. Nei licei e' schiacciato tra
Cartesio, Locke e Kant in ambito filosofico, e in ambito scientifico tra
Cartesio, Newton e il tumultuoso sviluppo successivo (per non dire di
quell'iniqua accusa di plagio del calcolo infinitesimale). Uno dei temi piu'
caratterizzanti della sua filosofia e' stato distrutto - e insieme reso
immortale - dal Candide di Voltaire; le monadi sono ormai rammemorate in
forma caricaturale tra stravaganza e fantascienza... Sembrerebbe che ce ne
sia quanto basta per seppellire chiunque. E invece: invece Leibniz a me -
come gia', ad esempio, a Bertrand Russell - parla ancora; e al di la' degli
acquisti filosofici e scientifici ed eruditi mi ha sempre appassionato
soprattutto quel suo sforzo - erasmiano, se mi e' concesso - di collegare e
coordinare gli intellettuali europei per proporre loro di essere una forza
costruttiva che andasse oltre la frammentazione politica e dirigesse
l'Europa verso la scelta della pace e della cooperazione; quel suo impegno
di promuovere l'integrazione dei sistemi giuridici dello spazio europeo;
quel suo sentire e rappresentare la cultura come un insieme vivente e una
missione da adempiere nella direzione del riconoscimento di umanita', della
responsabilita' e della misericordia, della liberazione di ogni essere umano
dalle catene dell'ignoranza e dell'oppressione.

13. RIEDIZIONI. JOHN LOCKE: SAGGIO SULL'INTELLIGENZA UMANA
John Locke, Saggio sull'intelligenza umana, Laterza, Roma-Bari 1988,
Mondadori Milano 2008, pp. LXX + 826, euro 12,90 (in supplemento a vari
periodici Mondadori). Nella classica traduzione di Camillo Pellizzi riveduta
da Grazia Farina, e con l'introduzione di Carlo Augusto Viano, il capolavoro
di Locke. Sono passati piu' di trecento anni, ed e' ancora uno dei viatici
migliori al piacere di pensare, alla gioia dell'autonomia, che della
liberta' (e della felicita' - forse) e' una delle due indispensabili
condizioni.

14. RIEDIZIONI. ANTHONY PAGDEN: SIGNORI DEL MONDO
Anthony Pagden, Signori del mondo. Ideologie dell'impero in Spagna, Gran
Bretagna e Francia, Il Mulino, Bologna 2005, "Il giornale", Milano s.d. ma
2008, pp. 362, euro 6,90 (in supplemento al quotidiano "Il giornale").
Scrive l'autore nella prefazione all'edizione italiana che questo libro "e'
stato scritto sulla base di tre presupposti. Il primo era che le storie
nazionali delle grandi potenze imperiali europee non potevano essere capite
senza le storie dei loro imperi (...). Il secondo era che gli imperi, cosi'
come gli stati-nazione che, in un certo senso, hanno preso il loro posto in
alcune aree del mondo, erano frutto di convinzioni ideologiche tanto quanto
di ambizion economiche (...). Il terzo presupposto era che, mentre tutte le
ideologie politiche sono basate su un qualche tipo di filosofia della
storia, e sono per questo tutte notevolmente mimetiche, nessuna lo e'
comunque piu' di quella imperiale". Un libro molto interessante, la cui
lettura raccomandiamo.

15. RIEDIZIONI. BARUCH SPINOZA: TRATTATO TEOLOGICO-POLITICO, ETICA
Baruch Spinoza, Trattato teologico-politico, Etica, Mondadori, Milano 2007,
2008, pp. VI + 810, euro 12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori).
Estratti dal "Meridiano" del 2007 che raccoglieva in traduzione italiana
l'opera omnia di Spinoza per le cure di Filippo Mignini, il Trattato
teologico-politico (e le Annotazioni dell'autore ad esso) e l'Etica: due
capolavori. E quante volte mi sono detto - ripeteva iersera al bar di
Bozzella Giobbe Santabarbara - che dovrei decidermi a scrivere una volta o
l'altra su Spinoza come filosofo della nonviolenza.

16. RIEDIZIONI. GIAMBATTISTA VICO: PRINCIPI DI SCIENZA NUOVA
Giambattista Vico, Principi di scienza nuova, Mondadori, Milano 1990, 2008,
pp. VI + 920, euro 12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori). La
Scienza nuova nell'edizione definitiva del 1744, con un'introduzione di
Andrea Battistini e un ampio apparato di note (quasi trecento pagine di
utili e talvolta utilissime informazioni). Resta quest'opera una delle piu'
enigmatiche ed affascinanti della filosofia europea e della letteratura -
fors'anche della lingua - italiana. Talvolta una scrittura affannata e
involuta ti chiede un di piu' di concentrazione, talaltra un di piu' di
concentrazione ti chiede il lampo aforistico. Non si puo' leggere Vico
distratti. Non si puo' leggere Vico senza sforzo. Non si puo' leggere Vico
senza perplessita'e conflitto, senza ruminazione incessante. Ma nel
colluttare e nel labirinto cui t'invita vi e' una gioia di ricerca e di
scoperta, un'ampiezza di respiro, un'apertura di sguardo, cui non
rinunceresti per tutto l'oro del mondo.

17. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

18. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.miritalia.org; per contatti: mir at peacelink.it, luciano.benini at tin.it,
sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 525 del 23 luglio 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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