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Coi piedi per terra. 137



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 137 del 24 novembre 2008

In questo numero:
1. A Viterbo contro il mega-aeroporto fuorilegge e insensato
2. Antonella Litta relatrice a due convegni a Marino e a Genova
3. Peppe Sini: L'imbroglio del mega-aeroporto a Viterbo. Ora intervenga la
magistratura
4. Luca Bellincioni: L'apocalisse della Tuscia
5. Alessandro Pizzi: Otto argomenti contro il ritorno al nucleare
6. Marinella Correggia: Acqua
7. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

1. INIZIATIVE. A VITERBO CONTRO IL MEGA-AEROPORTO FUORILEGGE E INSENSATO

Si e' svolta a Viterbo nel pomeriggio del 21 ottobre 2008 un'iniziativa di
informazione dei cittadini promossa dal "Centro di ricerca per la pace".
La struttura ecopacifista viterbese ha diffuso materiali informativi
denunciando come il mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e
fuggi" per Roma che una lobby politico-affaristica vorrebbe realizzare a
Viterbo sia non solo nocivo e distruttivo, ma anche fuorilegge e insensato.
*
Il mega-aeroporto e' un'opera nociva e distruttiva, fuorilegge e insensata:
perche' devasterebbe la zona termale del Bulicame; provocherebbe gravi danni
alla salute e alla qualita' della vita di moltissimi cittadini con
l'inquinamento - anche acustico - prodotto; perche' costituirebbe un immenso
sperpero di fondi pubblici per un'opera che danneggia gravemente autentici
beni economici e sociali dell'Alto Lazio (ambiente e cultura, termalismo,
agricoltura, alta formazione, accoglienza e turismo di qualita' e
residenziale) e i legittimi interessi ed i diritti soggettivi dei cittadini
che vi risiedono.
*
Il mega-aeroporto e' un'opera nociva e distruttiva, fuorilegge e insensata:
perche' e' del tutto priva di fondamentali requisiti stabiliti dalla vigente
legislazione italiana ed europea; perche' confligge con le norme di
salvaguardia previste dal Piano territoriale paesaggistico regionale;
perche' l'iter autorizzativo sin qui seguito e' stato proceduralmente
scorretto, carente e per alcuni aspetti fin scandaloso; perche' sussistono
precisi elementi che a rigor di legge rendono irrealizzabile l'opera. Opera
che non ha mai affrontato la procedura di Valutazione d'impatto ambientale,
ne' quella di Valutazione ambientale strategica, ne' quella di Valutazione
d'impatto sulla salute. E non solo: la mole dell'opera richiederebbe
l'espletamento di una procedura autorizzativa preliminare da parte
dell'Unione Europea, che invece non vi e' mai stata. E ancora: gli stessi
fautori della dissennata opera hanno dovuto a piu' riprese ammettere che
l'opera e' di fatto irrealizzabile alla luce di rilevanti ed ineludibili
vigenti disposizioni normative e regolamentari.
*
Tutti i cittadini raggiunti dall'iniziativa di informazione odierna hanno
espresso piena condivisione delle analisi formulate dal movimento che si
oppone al mega-aeroporto e si impegna per la riduzione del trasporto aereo,
in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di
tutti.
Soltanto una ristretta cricca di speculatori, di devastatori, di
irresponsabili, e con essa un numero sempre piu' ridotto di persone
ingannate e ignare delle reali conseguenze dell'opera, continua a voler
realizzare questo mega-aeroporto nocivo e distruttivo, fuorilegge e
insensato.
La gran parte della popolazione di Viterbo e dell'Alto Lazio, con tutta
evidenza, appena e' adeguatamente informata della realta' effettuale, si
oppone con decisione alla "ciampinizzazione" di Viterbo, ovvero all'enorme
danno ambientale, sanitario ed economico che questa ennesima gravosissima
servitu' speculativa provocherebbe al territorio e alle persone che qui
vivono.

2. INCONTRI. ANTONELLA LITTA RELATRICE A DUE CONVEGNI A MARINO E A GENOVA
[Riproponiamo il seguente comunicato dal titolo completo "La dottoressa
Antonella Litta relatrice a due convegni a Marino e a Genova sull'impatto
sanitario delle strutture aeroportuali", gia' apparso nelle "Notizie minime
della nonviolenza in cammino"]

La dottoressa Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone al
mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo,
sara' nelle prossime settimane relatrice a due convegni di studio a Marino
(Roma) e a Genova.
*
A Marino - comune che subisce direttamente il grave impatto dell'aeroporto
di Ciampino, con cui il suo territorio confina - sara' relatrice alla tavola
rotonda sul tema "L'aeroporto di Ciampino e la salute dei cittadini", che si
svolgera' sabato 29 novembre 2008, dalle ore 16 alle ore 19, presso il
salone parrocchiale della parrocchia "Nativita' della beata vergine Maria"
in via Gramsci 1, a Santa Maria delle Mole.
*
A Genova sara' relatrice al prestigioso convegno nazionale delle "Giornate
italiane mediche per l'ambiente" sull'inquinamento delle catene alimentari,
che si terra' giovedi' 11 e venerdi' 12 dicembre 2008.
*
Breve notizia sulla dottoressa Antonella Litta
Antonella Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di
medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in
Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica
presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione
di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani
sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato
sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11,
pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per
l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia).
Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale
ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni
medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi
africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di
programmi di solidarieta' locali ed internazionali. Presidente del Comitato
"Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla
legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente.

3. RIFLESSIONE. PEPPE SINI: L'IMBROGLIO DEL MEGA-AEROPORTO A VITERBO. ORA
INTERVENGA LA MAGISTRATURA
[Riproponiamo questo intervento gia' apparso nelle "Notizie minime della
nonviolenza in cammino"]

Vi sono messeri e consorterie che da anni cercano di imporre un nocivo e
distruttivo mega-aeroporto alla citta' di Viterbo, e di far ingoiare ai
cittadini la sesquipedale bugia che realizzare un mega-aeroporto nel cuore
dell'area termale di immenso valore naturalistico, storico e sociale del
Bulicame, e a un tiro di schioppo da popolosi quartieri densamente abitati,
sia cosa buona e giusta, quando invece e' evidente che si tratta di un
crimine: un crimine ambientale, un crimine contro la salute e la sicurezza
dei cittadini, un'operazione devastatrice e speculativa che viola leggi e
diritti, un pasticciaccio brutto tanto illecito quanto folle.
*
Quegli stessi messeri e consorterie da qualche mese in qua sono via via
costretti a confessare che mentivano sapendo di mentire, che ingannavano
sapendo di ingannare, che imbrogliavano sapendo di imbrogliare.
Dopo aver per anni giurato e spergiurato che tutto era in regola, che tutto
era per il meglio, fino a inventare formule come "aeroporto a impatto zero"
e via improvvisando in un'apoteosi di propaganda sempre piu' allucinatoria o
dadaista, di fronte a precise contestazioni lorsignori sono stati costretti
passo dopo passo a confessare una magagna dopo l'altra.
*
Ad esempio: il Consiglio comunale di Viterbo e' costretto a confessare che
il mega-aeroporto viola il Piano territoriale paesaggistico regionale e le
relative norme di salvaguardia ambientale.
Ad esempio: il vicepresidente della Regione e' costretto a confessare che il
mega-aeroporto impatta su un'emergenza archeologica.
Ad esempio: tutte le istituzioni sono costrette a confessare che non e' mai
stata effettuata alcuna valutazione d'impatto ambientale.
Ad esempio: il presidente dell'Enac e' costretto a confessare che la
situazione reale delle infrastrutture di collegamento tra Viterbo e Roma
rende impossibile la realizzazione dell'opera.
Ad esempio: sempre l'Enac e il Comune sono costretti a confessare che la
pista del sedime viterbese e il suo stesso orientamento rendono
irrealizzabile il mega-aeroporto.
Ad esempio: centri studi pur interni alla lobby aeronautica sono costretti a
confessare che le procedure decisionali sin qui seguite sono state
irregolari e illecite.
E si potrebbe continuare.
*
Ed ancora non sono stati evidenziati i problemi maggiori e decisivi:
- il danno all'area termale del Bulicame;
- il danno all'orto botanico ed alle attivita' di ricerca scientifica
dell'Universita';
- il danno alle culture agricole pregiate insistenti nell'area piu' prossima
al sedime aeroportuale;
- il danno alla salute dei cittadini che subiranno un massiccio inquinamento
chimico ed acustico;
- il danno all'economia locale che vedra' devastati fondamentali beni
naturali, culturali, agricoli, terapeutici, sociali, termali, turistici, e
che vedra' deprezzato il valore di immobili ed esercizi ed avvelenato il
territorio.
E si potrebbe continuare.
*
Per non dire del colossale scellerato sperpero del pubblico denaro.
Per non dire dei pericoli di infiltrazione di poteri criminali, gia' da piu'
parti autorevolmente denunciati.
Per non dire della flagrante violazione delle vigenti norme europee ed
italiane in materia di difesa dell'ambiente, di tutela della salute, di
protezione del territorio e dei suoi beni, di garanzia dei diritti
soggettivi e dei legittimi interessi delle comunita' locali e dei singoli
cittadini.
Per non dire che con l'imbroglio di Viterbo si e' continuato ad ingannare e
opprimere la popolazione di Ciampino facendo credere che i voli che
soffocano e avvelenano quella citta' sarebbero stati spostati su Viterbo,
mentre questo non e' avvenuto e non avverra': per la cittadinanza di
Ciampino occorre ridurre subito e drasticamente i voli semplicemente
abolendo quelli di troppo, non mantenerli criminalmente con promesse
bugiarde di impossibili trasferimenti altrove.
Per non dire che il dissennato incremento del trasporto aereo contribuisce
in ingente misura a provocare il surriscaldamento del clima, la principale
emergenza ambientale globale; e tanto la comunita' scientifica
internazionale quanto le istituzioni e gli statisti piu' avvertiti chiedono
di procedere verso una immediata e drastica riduzione delle emissioni
inquinanti con quel che ne consegue.
E si potrebbe continuare.
*
Tutto e' ormai cosi' chiaro che solo degli irresponsabili - o peggio -
potrebbero continuare ad insistere nel proporre la realizzazione del nocivo
e distruttivo mega-aeroporto a Viterbo.
Ma i messeri e le consorterie che con tanta protervia un anno fa vollero
condannare Viterbo ad essere la vittima designata del devastante
mega-aeroporto per i voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma non
demordono. I nuovi attila sono stati smascherati, sono stati costretti a
confessare, ma ancora persistono nella loro sciagurata intenzione.
*
Occorre quindi continuare a resistere per difendere la nostra terra e i
nostri diritti, per difendere l'ambiente, la salute, la legalita', il bene
comune.
Con la forza della verita', con la forza della democrazia, con la forza
della legalita'.
*
Ed occorre anche porre una richiesta precisa: che le competenti istituzioni
di controllo, e particolarmente le magistrature penali, civili ed
amministrative per quanto rispettivamente di competenza, intervengano.
Intervengano le competenti magistrature sui molti profili di irregolarita'
ed illiceita' da piu' parti denunciati.
Intervengano le competenti magistrature per impedire che si proceda a scempi
irreversibili, ma anche per accertare e punire quanto di irregolare e di
illecito sia gia' stato fatto in flagrante violazione delle norme vigenti e
dei criteri di condotta ammessi dall'ordinamento.
Aver ingannato i cittadini, aver svolto una propaganda mistificante e
menzognera, aver variamente occultato conoscenze fattuali decisive, aver
sperperato soldi pubblici per manipolare l'opinione pubblica, aver tentato
di realizzare operazioni ed opere palesemente inique, devastanti e nocive,
ebbene, sono tutti fatti assai gravi, di cui in uno stato di diritto i
messeri e le consorterie che se ne sono resi responsabili devono rispondere
dinanzi alle istituzioni competenti, dinanzi alle competenti magistrature.

4. RIFLESSIONE. LUCA BELLINCIONI: L'APOCALISSE DELLA TUSCIA
[Ringraziamo Luca Bellincioni (per contatti: lucabellincioni at interfree.it)
per questo intervento dal titolo "Il terzo aeroporto a Viterbo, ossia
l'apocalisse della Tuscia"
Luca Bellincioni e' nato a Roma il 13 ottobre 1977 e risiede ad Aprilia
(Lt); dopo la laurea in Lettere - conseguita con una tesi in Storia
dell'Europa - ha collaborato con il Dipartimento di Storia moderna e
contemporanea della Facolta' di Lettere dell'íUniversita' "La Sapienza" di
Roma ad un'edizione critica dei maggiori documenti federalisti ed europeisti
della Resistenza italiana; e' autore di numerosi articoli e saggi brevi;
escursionista e fotoamatore, sensibile alle tematiche dell'ambiente e del
paesaggio, e' segretario dell'Associazione culturale onlus "Oreas"
(finalizzata alla promozione del turismo ambientale ed ecosostenibile nel
Lazio), della quale cura gran parte dei progetti nonche' l'archivio
fotografico]

Tempo fa, la notizia che il terzo scalo aeroportuale del Lazio sara' a
Viterbo, ha suscitato un tripudio nelle "poltrone" del viterbese, lasciando
pero' assi perplessa una grande fetta della societa' che credeva (e crede
tuttora) nella Tuscia come in un territorio ove davvero poter sperimentare
il concetto (tanto sbandierato a destra e manca) di "sviluppo sostenibile".
Molti infatti sono i dubbi - o meglio, le certezze - circa l'impatto
ambientale e paesaggistico che avra' la gigantesca opera: ad esempio,
contando la vicinanza dell'area dell'aeroporto con il Bulicame e con tutta
la zona termale, con lo splendido sito archeologico di Castel d'Asso, e, non
ultima, con la stessa magnifica Tuscania (oggi uno dei centri piu' visitati
del viterbese), la quale vedra' svanire i propri secolari silenzi maremmani
dal sibilare continuo ed incombente degli aeroplani. Un aspetto peraltro,
quest'ultimo, da non sottovalutare (ed invece sinora sottovalutato), poiche'
l'inquinamento acustico e visivo determinato dal "vai e vieni" degli aerei
pesera' su un'area assai piu' vasta di quella dell'aeroporto: anzi, pensando
alle rotte che i velivoli effettueranno, praticamente tutto il territorio
della Tuscia sara' invaso dal traffico aereo con un risultato disastroso per
la quiete, prima proverbiale, delle terre degli antichi etruschi ma anche
per la qualita' stessa dell'aria. Alcune zone come la bassa Tuscia, pensiamo
ai monti della Tolfa e della Valle del Biedano - che gia' risentono degli
scali civili e militari del litorale - vedranno i propri cieli solcati in
continuazione dagli aerei, in stridente contraddizione con la loro qualita'
(che andrebbe invece assolutamente salvaguardata e valorizzata
turisticamente) di aree naturali ancora selvagge.
Del resto, sappiamo tutti che il terzo scalo a Viterbo servira' per portare
ulteriori turisti in Toscana, in Umbria e soprattutto a Roma, favorendo
quindi non il territorio della Tuscia ma aree che oggi gia' possiedono
enormi flussi turistici, che vedranno cosi' ulteriormente incrementati.
Insomma una vera e propria nuova (l'ennesima) servitu'. Dopo le centrali di
Civitavecchia e di Montalto con i grandi elettrodotti che squarciano la
Maremma viterbese, dopo i folli progetti di impianti eolici e di centrali a
biomasse nelle zone piu' intatte e pregiate della Provincia, veniamo dunque
anche a questa faraonica idiozia dell'aeroporto, idea sostenuta chiaramente
da chi non ha alcun amore per questa terra ma solo ed esclusivamente
interessi (direttamente o indirettamente) personali, oppure da chi sia
semplicemente legato ad un'ideologia di sviluppo vecchia, sorpassata e anche
un po' demenziale, basata sulla trasformazione totale e completa del
territorio, con la sua conseguente perdita di identita' e di specificita':
un processo che applicato alla Tuscia alla lunga la porterebbe a divenire
una sorta di gigantesco dormitorio sia della vicina metropoli romana sia del
grande distretto industriale che verrebbe inevitabilmente a realizzarsi a
Viterbo e nelle zone limitrofe, a causa delle nuove imponenti
infrastrutture.
Un progetto, in definitiva, che suona come l'ennesima e ultradecennale
conferma dell'incapacita' della classe politica della Tuscia di saper
valorizzare adeguatamente questo territorio e di dargli un indirizzo ben
preciso ed il piu' possibile condiviso. L'aeroporto apporterebbe infatti
gravissimi danni all'immagine turistica del territorio tutto, gia' d'altro
canto interessato, negli ultimi anni, da inquietanti fenomeni di degrado
come l'incontrollato proliferare di piccoli insediamenti produttivi sparsi
in aree ambientali di pregio, con grande erosione delle risorse
paesaggistiche della provincia. Una volta realizzato l'aeroporto,
d'altronde, ci si troverebbe di fronte il problema dei trasporti che come
sappiamo sono piuttosto scadenti tra Viterbo e Roma ma anche tra Viterbo e
Siena e Perugia: cosi' si darebbe il via ad altri progetti altrettanto
faraonici di autostrade e superstrade finora falliti non solo per mancanza
di fondi ma anche per l'evidente vocazione agro-pastorale e turistica della
Tuscia. Del resto, chi di buon senso oserebbe dire che la Cassia fra
Montefiascone e Siena, ad esempio, abbisognerebbe di un allargamento, visto
che il territorio interessato da quella tratta - essendo oggi a vocazione
agricola e turistica e privo di grossi agglomerati urbani - non ha alcun
problema di traffico per sua stessa natura? O, oggi come oggi, chi potrebbe
dire che l'Aurelia Bis non basta per i collegamenti fra Viterbo e
Civitavecchia, se - per la stessa natura agreste del territorio
splendidamente "deserto" che quella strada attraversa - ci passano piu'
trattori che automobili? Ed inoltre, come si potrebbe conciliare la tutela
di beni archeologici e paesaggistici sparsi ovunque nella Tuscia con la
creazione di nuove infrastrutture in funzione dell'aeroporto? Di cio' ancora
non si parla, ma chi e' lungimirante, e vede purtroppo nella storia il
ripetersi sempre degli stessi fatti, non puo' non vedere chiaro che la
creazione dell'aeroporto costera' una trasformazione totale dell'assetto
territoriale della provincia.
Di questo passo addio alla Tuscia, ossia a cio' che noi oggi conosciamo come
"Tuscia", vale a dire un'area agricola e naturale di eccezionale pregio,
caratterizzata da una straordinaria armonia fra beni archeologici e
paesaggistici, e che proprio su queste risorse, in quanto oggi divenute
assai rare in molte parti d'Italia, dovrebbe poggiare il proprio futuro,
tramite seri progetti per la conservazione del territorio e del paesaggio
storico (ad esempio tramite l'istituzione di un vasto parco nazionale) e
nuove (e veramente "europee") strategie di promozione e valorizzazione delle
proprie bellezze (in tal senso va segnalato il progetto presentato dagli
uffici provinciali, dell'inserimento dell'Alta Tuscia fra i siti Unesco e
nella rete dei geoparchi d'Europa).
Ed invece gli amministratori locali, servi di pochi avidi speculatori,
stanno svendendo la Tuscia ad un concetto di progresso cieco, demente e
cancrenoso, e che quindi "progresso" niente affatto e', ma pura barbarie e
violenza contro un bene che ci e' stato generosamente tramandato dai nostri
saggi antenati e che purtroppo una volta distrutto non sara' piu'
riproducibile: il territorio.

5. RIFLESSIONE. ALESSANDRO PIZZI: OTTO ARGOMENTI CONTRO IL RITORNO AL
NUCLEARE
[Ringraziamo Alessandro Pizzi (per contatti: alexpizzi at virgilio.it) per
questo intervento, gia' apparso nelle "Notizie minime della nonviolenza in
cammino".
Alessandro Pizzi, gia' apprezzatissimo sindaco di Soriano nel Cimino (Vt),
citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza amministrativa sono
diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo educativo e nel
volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di solidarieta',
ambientaliste, per i diritti umani e la nonviolenza, tra cui l'azione
diretta nonviolenta in Congo con i "Beati i costruttori di pace"; ha
promosso il corso di educazione alla pace presso il liceo scientifico di
Orte (istituto scolastico in cui ha lungamente insegnato); e' uno dei
principali animatori del comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo. Sul tema del trasporto
aereo, del suo impatto sugli ecosistemi locali e sull'ecosistema globale, e
sui modelli di mobilita' in relazione ai modelli di sviluppo e ai diritti
umani, ha tenuto rilevanti relazioni a vari convegni di studio]

Il nucleare non serve a risolvere il problema energetico.
Una petizione popolare indirizzata al Presidente della Repubblica, al
Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del
Consiglio, lanciata ai primi di settembre dall'associazione "Per il bene
comune" ha per titolo: "Non abbiamo bisogno del nucleare".
Trovo molto appropriato il titolo e del tutto condivisibile il contenuto
della petizione. Per chi volesse firmare l'appello l'indirizzo e':
http://petizione.perilbenecomune.org/
Per giustificare la scelta nucleare viene messa in atto una vera campagna di
disinformazione.
*
1. Chi vuole il nucleare afferma che l'energia prodotta ha costi bassi e
favorisce l'indipendenza energetica.
Non e' vero che il nucleare ci libera dalla dipendenza dall'estero, tanto e'
vero che l'uranio, l'Italia dovrebbe importarlo. L'uranio non e'
inesauribile e ha un costo che da 2001 al 2007 e' moltiplicato per dieci.
Studi come "The economic future of nuclear power" condotto dall'Universita'
di Chicago nell'agosto 2004 per conto del Dipartimento dell'energia
statunitense sui costi del nucleare confrontati con quelli relativi alla
produzione termoelettrica da gas naturale e carbone, o "The future of
nuclearpower" pubblicato nel 2003 dal Massachusetts Institute of Technology,
dimostrano come i costi del nucleare sono maggiori rispetto a quelli
relativi alla produzione termoelettrica da gas naturale e carbone. Secondo
una stima del dipartimento dell'energia degli Usa i costi dell'elettricita'
da nuovi impianti in funzione al 2015 e al 2030 sono: Carbone 56,1 dollari
per MWh al 2015 e 53,7 al 2030; Gas 55,2 dollari per MWh al 2015 e 57,2 al
2030; Eolico 68,0 dollari per MWh al 2015 e 67,9 al 2030; Nucleare 63,3
dollari per MWh al 2015 e 58,8 al 2030 (fonte: Eia/Doe 2007 Annual
Forecast - valori espressi in  dollari del 2005 per MWh. Inoltre e' da
tenere presente che per gli impianti nucleari negli Usa e' previsto un
sussidio di 18 dollari al MWh. Tra costo industriale e sussidio il costo
raggiunge circa gli 80 dollari al MWh).
Non c'e' da stupirsi se l'Enel e Edison si dichiarano pronti a coprire il
15-20% del fabbisogno elettrico al 2030 con 10-15 centrali. Piu' la bolletta
e' alta, piu' si consuma, piu' guadagnano.
*
2. Altra menzogna e' raccontata a proposito del risparmio sull'emissione di
gas ad effetto serra come l'anidride carbonica.
Non si dice che gli impianti nucleari richiedono enormi quantita' di acciaio
speciale, zirconio e cemento, materiali che per la loro produzione
richiedono carbone e petrolio. Anche le altre fasi della filiera nucleare,
dall'estrazione del minerale d'uranio, alla produzione delle barre di
combustibile, fino al loro stoccaggio e riprocessamento fanno si' che le
emissioni indirette della produzione di un kWh da energia nucleare e'
comparabile con quella del kWh prodotto in una centrale a gas.
*
3. I fautori del nucleare affermano che oggi le centrali sono piu' sicure.
Con la tecnologia oggi disponibile rimangono irrisolti tutti i problemi di
sicurezza e dello smaltimento delle scorie. Da mettere in evidenza le
conseguenze sulla salute dei cittadini per la fuoriuscita dalle centrali
anche di piccole dosi di radioattivita'. La ricerca sui reattori sicuri
"Generation IV" promossa dagli Stati Uniti insieme ad altre nazioni, a cui
si e' aggiunta anche l'Italia, sui reattori raffreddati ad acqua o a gas e
su quelli a spettro veloce, si e' posta l'obiettivo di pervenire entro il
2030 a un prototipo di reattore, quindi siamo lontani dall'oggi. Per quello
che riguarda lo smaltimento delle scorie radioattive, ricordo che secondo
l'inventario dell'Apat (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i
Servizi Tecnici) in Italia c'e' una montagna di rifiuti altamente
radioattivi: circa 25.000 m3 di rifiuti, 250 tonnellate di combustibile
irraggiato - pari al 99% della radioattivita' presente nel nostro Paese -, a
cui vanno sommati i circa 1.500 m3 di rifiuti prodotti annualmente da
ricerca, medicina e industria e i circa 80-90.000 m3 di rifiuti che
deriverebbero dallo smantellamento delle quattro centrali e degli impianti
del ciclo del combustibile, che aspettano ancora un sito sicuro per lo
smaltimento.
*
4. Centrali e bombe nucleari sono strettamente connesse.
La relazione tra il nucleare civile e quello militare e' strettissima, tanto
e' vero che, ad esempio, all'Iran gli Usa vogliono proibire la costruzione
di centrali nucleari con l'accusa che utilizzerebbe parte della filiera per
la costruzione di bombe atomiche.
*
5. La propaganda menzognera afferma che il nucleare serve per risolvere il
problema energetico.
Il nucleare produce solo energia elettrica. Anche se il Governo fosse in
grado di costruire le centrali nucleari necessarie a coprire il 25% del
fabbisogno di energia elettrica, come recentemente sostenuto dal Ministro
Scajola, darebbe un modesto contributo al bilancio energetico nazionale.
Infatti in Italia secondo i dati del Bilancio energetico nazionale del
Ministero dello Sviluppo Economico e una elaborazione dell'Enea sui consumi
finali per il 2007 l'elettricita' rappresenta solo il 18%, contro il 48% di
petrolio, il 29% di gas e il 5% di carbone, cosi' distribuiti per settori:
Trasporti: 97% petrolio, 1% gas, 2% elettricita'; Industria: 19% petrolio,
40% gas, 12% carbone, 29% elettricita'; Residenziale e Terziario: 11%
petrolio, 55% gas, 4% carbone, 30% elettricita'.
Quindi con il nucleare si andrebbe a coprire con l'ipotesi Enel tra il 2,5%
e il 3,6% di tutti i consumi finali, e secondo Scajola il 4,5% di tutti i
consumi finali. Questo sarebbe il contributo del nucleare al problema
energetico nazionale.
Inoltre gli ingenti investimenti per il nucleare toglierebbe risorse per lo
sviluppo delle energie rinnovabili.
La petizione popolare, ricordata all'inizio, riporta che in Italia
basterebbe che venisse coperto di pannelli fotovoltaici solo lo 0,4% delle
superfici costruite per soddisfare l'intero fabbisogno nazionale di energia
elettrica.
Ma c'e' una risorsa ancora piu' importante a mio parere, quella chiamata
efficienza energetica negli usi finali dell'energia elettrica. Uno studio,
commissionato da Greenpeace, dal titolo "La rivoluzione dell'efficienza",
fatto dal Gruppo di ricerca sull'efficienza negli usi finali dell'energia
del Dipartimento di Energetica del Politecnico di Milano, dimostra che il
risparmio di energia elettrica va ben oltre il 20% previsto dal Piano
d'azione per l'efficienza energetica della Commissione Europea con
conseguente diminuzione delle emissioni di CO2.
Va ricordato che L'Unione Europea recentemente ha dato il via libera al
piano sul clima, denominato "20-20-20". Cioe' il raggiungimento del 20%
della produzione energetica da fonti rinnovabili, il miglioramento del 20%
dell'efficienza e un taglio del 20% nelle emissioni di anidride carbonica.
Traguardi da raggiungere in tutta Europa entro la data del 2020 (per quanto
riguarda l'Italia, dovra' tagliare il 13% di emissioni di C02 nei settori
non inclusi nel sistema di scambio di emissioni (Ets) e dovra' aumentare del
17% i consumi energetici da fonti rinnovabili entro il 2020, rispetto ai
livelli del 2005).
Lo studio sopra richiamato ha preso in considerazione i settori
Residenziale, Terziario commerciale, Terziario pubblico e Industriale con
interventi riguardanti gli usi finali per illuminazione, per i motori
elettrici, per gli elettrodomestici e, inoltre, per la riduzione del consumo
dovuto allo stato di Stand-by e per consumi a vuoto (per esempio un impianto
di illuminazione o ventilazione in funzione fuori dalle ore di uso di un
ufficio; nastri trasportatori, macchinari, aria compressa in funzione senza
utilizzo nell'industria), per  l'aumento dell'efficienza di treni e tram,
per la produzione di acqua calda sanitaria con solare termico, per le
lavatrici e lavastoviglie con alimentazione di acqua calda prodotta
esternamente, per esempio collegandole all'impianto a gas per l'acqua calda
o meglio ancora all'impianto di pannelli solari termici escludendo la
resistenza elettrica e per interventi sull'involucro edilizio per il
raffrescamento passivo a basso consumo.
"Il Rapporto ci presenta una buona notizia. Esiste in Italia un potenziale
di efficienza ampiamente ottenibile entro il 2020 e superiore al 20% che, se
realizzato, produrrebbe benefici economici netti. E' possibile tagliare 50
milioni di tonnellate di CO2 rispetto allo scenario tendenziale con un
vantaggio economico per la societa' e aumentando l'occupazione". Cosi' si
esprime lo studio del Politecnico di Milano.
*
6. Investimenti e fonti energetiche rinnovabili.
Per ottenere il risparmio di energia elettrica e per la diffusione delle
energie rinnovabili e' necessaria una volonta' politica per un consistente
investimento. Investimento che, come ampiamente dimostrato dal rapporto "La
rivoluzione dell'efficienza", ha un ritorno benefico sull'ambiente
(significativa diminuzione delle emissioni di  CO2) e sull'economia in
termini di occupazione e risparmio. Il gruppo di ricerca afferma: "Nel
complesso per raccogliere il potenziale economicamente conveniente
occorrerebbero investimenti in tecnologie e programmi per circa 80 miliardi
di euro (circa 5,7 miliardi/anno negli anni dal 2007 al 2020), con un
beneficio economico che si protrarra' nel tempo fino al 2040. Il beneficio
economico cumulato netto, cioe' la riduzione della bolletta elettrica meno
gli investimenti sopra citati, risulterebbe di 65 miliardi di euro
attuali... In termini occupazionali, in base a una analisi di casi
internazionali, si stima un aumento dell'occupazione tra 46.000 e 80.000
posti di lavoro per 14 anni".
*
7. Cambio di stile di vita.
Risparmio di energia elettrica con conseguente minore emissioni di gas ad
effetto serra puo' essere ottenuto anche con atti di responsabilita'
personale, con un cambio di stile di vita.
Voglio fare solo alcuni esempi. Per capire come cambiare stili di vita per
non utilizzare inutilmente l'energia, per diminuire le emissioni di gas
serra e per vivere in armonia con noi stessi e con il pianeta rimando al bel
libro di Marinella Correggia, La rivoluzione dei dettagli. Manuale di
ecoazioni individuali e collettive, Feltrinelli, Milano 2007.
Esempi. Si puo' vivere benissimo con meno elettrodomestici, cito dal libro
di Marinella Correggia: "Meno elettro- piu' 'mano-domestici'. Ogni gesto una
macchina? Grattugia, spremiagrumi, coltello, apriscatole, scopa,
radiosveglia, spazzolino, rasoio, scale, tutto elettrico? E' ora che si
facciano avanti i 'manodomestici', che aiutano senza clic"; a proposito
della lavastoviglie: "Non l'ha ordinata il medico. Nelle famiglie piccole
lavare i piatti a mano puo' essere un buon esercizio di meditazione o
socializzazione e se ben fatto risparmia acqua, prendendo poco tempo"; a
proposito di divertimenti: "Divertirsi si' ma... perfino i divertimenti
incidono parecchio; oltre a notti bianche, discoteche e concerti, non appena
apre una sala multimediale la potenza richiesta agli installatori e' enorme:
dell'ordine di 500 Kw"; per non parlare delle partite di calcio giocate in
notturna, non certo per esigenze sportive ma solo per motivi commerciali
delle televisioni che le trasmettono; e' stato calcolato ("Terna Web
Magazine" del 10 luglio 2008) che per illuminare lo stadio Olimpico di Roma
per i 90 minuti della partita si consumano 5372 Kwh, 4,5 volte il consumo
pro capite in un anno dei cittadini dei capoluoghi di provincia.
*
8. Conclusione.
L'introduzione delle energie rinnovabili, soprattutto il solare fotovoltaico
e termodinamico, l'introduzione delle tecnologie per l'efficienza negli usi
finali di energia elettrica e il risparmio possono escludere completamente
il ricorso al costoso e pericoloso nucleare.
Il 4 novembre 2008 la Camera ha compiuto il primo passo per il ritorno al
nucleare con l'approvazione dell'Agenzia per la sicurezza delle centrali
atomiche, che secondo i piu' ottimisti dovrebbero entrare in funzione nel
2020, per arrivare a regime nel giro di una decina di anni.
Se il Governo vuole ritornare al nucleare non lo fa per questioni di
energia, ma per favorire qualche industriale, a partire da chi si occupa di
acciaio e cemento, e per controllare il territorio, per ridurre gli spazi
della partecipazione democratica dal basso della popolazione alle scelte
politiche. Tanto e' vero che il pacchetto approvato alla Camera addirittura
prevede la "militarizzazione" dei territori su cui dovranno sorgere le
centrali nucleari e anche la possibilita' di commissariamento se non si
trova l'accordo con la popolazione.
A noi il compito di svelare le menzogne dei potenti, di fare informazione
corretta e di facilitare la partecipazione consapevole dei cittadini alle
scelte politiche.

6. MONDO. MARINELLA CORREGGIA: ACQUA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 19 novembre 2008 col titolo "La meta'
senz'acqua".
Marinella Correggia e' nata a Rocca d'Arazzo in provincia di Asti;
scrittrice e giornalista free lance particolarmente attenta ai temi
dell'ambiente, della pace, dei diritti umani, della solidarieta', della
nonviolenza; e' stata in Iraq, Afghanistan, Pakistan, Serbia, Bosnia,
Bangladesh, Nepal, India, Vietnam, Sri Lanka e Burundi; si e' occupata di
campagne animaliste e vegetariane, di assistenza a prigionieri politici e
condannati a morte, di commercio equo e di azioni contro la guerra; si e'
dedicata allo studio delle disuguaglianze e del "sottosviluppo"; ha scritto
molto articoli e dossier sui modelli agroalimentari nel mondo e sull'uso
delle risorse; ha fatto parte del comitato progetti di Ctm (Commercio Equo e
Solidale); e' stata il focal point per l'Italia delle rete "Global Unger
Alliance"; collabora con diverse testate tra cui "il manifesto", e' autrice
di numerosi libri, e' attivista della campagna europea contro l'impatto
climatico e ambientale dell'aviazione. Tra le opere di Marinella Correggia:
Ago e scalpello: artigiani e materie del mondo, Ctm, 1997; Altroartigianato
in Centroamerica, Sonda, 1997; Altroartigianato in Asia, Sonda, 1998;
Manuale pratico di ecologia quotidiana, Mondadori, 2000; Addio alle carni,
Lav, 2001; Cucina vegetariana dal Sud del mondo, Sonda, 2002; Si ferma una
bomba in volo? L'utopia pacifista a Baghdad, Terre di mezzo, 2003; Diventare
come balsami. Per ridurre la sofferenza del mondo: azioni etiche ed
ecologiche nella vita quotidiana, Sonda, 2004; Vita sobria. Scritti
tolstoiani e consigli pratici, Qualevita, 2004; Il balcone
dell'indipendenza. Un infinito minimo, Nuovi Equilibri, 2006; (a cura di),
Cambieresti? La sfida di mille famiglie alla societa' dei consumi, Altra
Economia, 2006; Week Ender 2. Alla scoperta dell'Italia in un fine settimana
di turismo responsabile, Terre di Mezzo, 2007; La rivoluzione dei dettagli,
Feltrinelli, Milano 2007]

Oggi e' la Giornata mondiale delle toilette, e il 2008 e' l'anno mondiale
dei servizi igienico-sanitari...
Per ricordare che 2,6 miliardi di persone non hanno accesso ad alcun
servizio igienico e fognario; che un sesto della popolazione mondiale
attinge acqua da fonti contaminate da feci umane e animali, che meta' della
popolazione totale dei paesi impoveriti soffre di patologie collegate
all'acqua; e che ogni sei secondi un bambino muore di diarrea. Ma il
dimezzamento della popolazione che non ha accesso a questo servizio
essenziale e' forse il piu' difficile fra gli "obiettivi del Millennio"
stabiliti dalle Nazioni Unite, da raggiungere entro il 2015 (ma siamo
terribilmente indietro su tutti).
Disporre di servizi igienici e' essenziale anche per disporre di acqua
pulita. E questa pare un'altra "mission impossible" fra gli obiettivi del
Millennio. Infatti, in questi giorni alla Asia Pacific Regional Water
Conference in corso a Kuala Lumpur e' tutto un susseguirsi di dati
allarmanti. Nel 2080, causa caos climatico, ben 3,2 miliardi di esseri
umani - per non dire degli altri viventi, animali ed ecosistemi - non
avranno accesso all'acqua pulita . E se il 2080 ci pare troppo in la',
ebbene, nel 2050 i senz'acqua potrebbero essere 2 miliardi. E attualmente
sono gia' oltre un miliardo.
La siccita' e lo sconvolgimento del regime delle piogge in certe aree
riducono la disponibilita' idrica, mentre le inondazioni e i cicloni in
altre aree intaccano la qualita' dell'acqua; l'innalzamento del livello dei
mari aumenta la concentrazione di sale alle foci di molti fiumi dai quali
tanti paesi asiatici traggono l'acqua potabile; lo scioglimento dei
ghiacciai perenni, poi, riduce a monte la portata dei corsi d'acqua. E'
l'Asia, con i suoi quattro miliardi di abitanti, il continente dall'avvenire
piu' problematico.
Gli esperti riuniti a Kuala Lumpur chiedono ai governi di darsi da fare per
frenare il caos climatico, e nel breve periodo di proteggere le fonti
d'acqua, anche costruendo infrastrutture per proteggere le coste,
migliorando la gestione dei bacini idrografici, adottando nuove tecnologie
per rendere disponibile e sicura una maggiore quantita' di acqua. Ma si
tratta anche di riformare i sistemi agricoli e industriali rendendoli meno
idrovori; ed e' l'enorme tema dell'acqua "nascosta" o "virtuale", risorsa
necessaria per produrre ogni bene e servizio.
Intanto, pochi giorni fa alla Conferenza mondiale sulla desertificazione
tenutasi in Turchia, si e' discusso dello studio realizzato nel 2007 da
duecento esperti di 25 paesi per il quale "senza azioni opportune, sia nei
paesi del Nord che in quelli del Sud, circa 50 milioni di persone potrebbero
dover lasciare le proprie terre nei prossimi dieci anni a causa della
desertificazione e del degrado dei suoli". Anche qui, grande responsabile e'
il caos climatico. Un terzo della popolazione mondiale, due miliardi di
persone, vive in aree a rischio. La brutta notizia e' che piantare alberi e'
certo una risposta ma non basta e anzi in zone delicate potrebbe, secondo
gli studiosi, mettere le risorse idriche in stato di stress ulteriore.
Un contesto cosi' seccamente problematico ci chiama tutti all'impegno, anche
in Italia. Venerdi' 21 alla Provincia di Roma si riunisce il Coordinamento
degli enti locali italiani per l'acqua pubblica: contro la privatizzazione
dei servizi idrici entro il 2010, approvata lo scorso agosto con legge 133,
articolo 23 bis, dal Parlamento. Il 22 e 23 novembre ad Aprilia si terra' il
Secondo forum italiano dei movimenti per l'acqua. Dunque per la democrazia.

7. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI
VITERBO

Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac at tin.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 137 del 24 novembre 2008

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