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Coi piedi per terra. 147



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 147 del 24 dicembre 2008

In questo numero:
1. Una diffida al Presidente della Provincia di Viterbo
2. Associazione "Respirare": Per difendere il Bulicame e la salute dei
viterbesi
3. L'ultimo dell'anno con il Comitato contro l'ampliamento dell'aeroporto di
Ampugnano
4. Paolo Gerbaudo: Un'azione diretta nonviolenta a Stansted
5. Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli: Scali senza ali
6. Matthias Pfaender: Piste inutili
7. Matthias Pfaender: Terminal deserti
8. Al Presidente della Repubblica una richiesta di intervento
9. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

1. DOCUMENTI. UNA DIFFIDA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI VITERBO

Al Presidente della Provincia di Viterbo
e per opportuna conoscenza: al Prefetto di Viterbo
Oggetto: Diffida
Signor Presidente della Provincia di Viterbo,
le scriviamo in quanto purtroppo da lungo tempo lei ha preso posizione a
favore della realizzazione nell'area termale del Bulicame ed a ridosso di
popolosi quartieri della citta' di Viterbo di un mega-aeroporto per voli low
cost del turismo "Mordi e fuggi" per Roma.
Come gia' abbiamo fatto nei confronti del Sindaco del Comune di Viterbo,
anche a lei segnaliamo per l'ennesima volta che la realizzazione nell'area
termale del Bulicame di un nocivo e distruttivo mega-aeroporto provocherebbe
inevitabilmente:
a) un grave ed irreversibile danno ad un'area di enorme valore
naturalistico, storico-culturale, sociale, terapeutico ed economico;
b) un inquinamento che colpirebbe pesantemente il territorio ed i cittadini,
provocando gravi danni alla salute, alla sicurezza e alla qualita' della
vita dei viterbesi;
c) ulteriori gravi danni che abbiamo piu' volte segnalato, ad esempio nella
nostra lettera al Presidente della Repubblica del 4 agosto 2008, lettera che
gia' le inviammo per opportuna conoscenza.
Con la presente siamo pertanto a chiederle di volersi finalmente impegnare
per impedire la realizzazione di un'opera inquinante, nociva e distruttiva,
un'opera contraria al pubblico interesse, un'opera che violerebbe le vigenti
norme a tutela dei beni ambientali e culturali, della salute dei cittadini,
dei diritti soggettivi e dei legittimi interessi della popolazione
viterbese.
Qualora lei intendesse proseguire invece nel favoreggiamento della
realizzazione di un'opera dagli esiti inammissibili, la presente valga come
diffida.
Riservandoci di sollecitare l'intervento delle competenti istituzioni di
controllo e particolarmente delle magistrature giurisdizionalmente preposte
ad intervenire, voglia gradire distinti saluti,
Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone all'aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
Viterbo, 22 dicembre 2008

2. RIFLESSIONE. ASSOCIAZIONE "RESPIRARE": PER DIFENDERE IL BULICAME E LA
SALUTE DEI VITERBESI
[Riportiamo il seguente comunicato dell'associazione "Respirare" dal titolo
completo "Opporsi al mega-aeroporto per difendere il Bulicame e la salute
dei viterbesi. Tornare al rispetto della legalita' e del bene comune, della
natura e delle persone"]

Alla diffida al sindaco del Comune di Viterbo, il comitato che si oppone al
mega-aeroporto ha aggiunto quella al presidente della Provincia. E bene ha
fatto.
Poiche', purtroppo, anche il presidente della Provincia di Viterbo, come
anche quello della Regione Lazio, insieme al sindaco hanno favoreggiato la
sciagurata ed illegale decisione di realizzare a Viterbo un mega-aeroporto
che devasterebbe per sempre l'area termale del Bulicame: un ecocidio la cui
criminale follia e' a tutti evidente.
E non solo: essendo quell'area prossima a popolosi quartieri della citta',
la realizzazione del mega-aeroporto avra' conseguenze disastrose per la
salute, la sicurezza e la qualita' della vita di migliaia di cittadini.
Per non dire che ormai la comunita' scientifica internazionale, le
principali istituzioni sovranazionali e tutti gli statisti piu' avvertiti
chiedono interventi urgenti per ridurre le emissioni di gas serra, e tra
questi interventi vi e' la riduzione drastica e immediata del trasporto
aereo, che all'inquinamento e al surriscaldamento globale del clima
contribuisce in ingente misura.
La gran parte della popolazione viterbese queste cose ormai le sa.
Invece continuano a far finta di niente troppi pubblici amministratori
irresponsabili e corrivi a un'operazione speculativa, distruttiva, nociva,
violatrice della vigente normativa italiana ed europea.
Quando finira' questa sordita'? Quando finira' questa protervia? Quando
finira' questa irresponsabilita'? Quando finira' questa minaccia al nostro
territorio, ai nostri beni ambientali e culturali, alle nostre risorse e
vocazioni produttive, alla nostra salute, ai nostri diritti? Quando si
tornera' al rispetto della legalita' e del bene comune, della natura e delle
persone?

3. INCONTRI. L'ULTIMO DELL'ANNO CON IL COMITATO CONTRO L'AMPLIAMENTO
DELL'AEROPORTO DI AMPUGNANO
[Dalla mailing list del Comitato contro l'ampliamento dell'aeroporto di
Ampugnano-Siena (newsletter-comitato-ampugnano at googlegroups.com)]

Cari amici,
il Comitato contro l'ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano-Siena festeggia
l'ultimo dell'anno per la seconda volta. Abbiamo bisogno di sapere chi viene
con buon anticipo. Ognuno portera' qualcosa da mangiare o bere ma vogliamo
organizzare le vivande un po' meglio dello scorso anno, quando c'era una
quantita' megagalattica.
Scrivete all'indirizzo del comitato (fax: 05771959091, e-mail:
ampugnano at gmail.com, sito: www.comitatoampugnano.it) oppure chiamate Maria
Rosa allo 0755347839.

4. RASSEGNA STAMPA. PAOLO GERBAUDO: UN'AZIONE DIRETTA NONVIOLENTA A STANSTED
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 9 dicembre 2008 col titolo "Londra,
contro l'espansione dell'aeroporto. Ecologisti occupano Stansted, 57
arresti"]

Cinquantasette persone sono state arrestate ieri mattina all'aeroporto di
Stansted nelle vicinanze di Londra, dove avevano occupato una delle piste,
provocando la cancellazione di 56 voli della compagnia low-cost Ryanair.
Gli attivisti, membri del gruppo anti-aviazione "Plane Stupid" si erano
incatenati in mezzo alla pista dopo aver aperto un varco nella rete
dell'aeroporto, mettendo in ridicolo il sistema di sorveglianza. "Plane
Stupid" protesta contro la recente decisione del governo di aumentare il
numero di voli nello scalo di Stansted, noto hub dei voli a basso costo.
Secondo il gruppo ecologista i voli di breve distanza sono una sorgente di
gas serra che mette a rischio gli obiettivi di riduzione delle emissioni
fissati dal governo.
Ironicamente l'azione e' partita a poche ore di distanza dall'invito
lanciato dal ministro del nuovo dipartimento per il cambiamento climatico e
l'energia, Ed Miliband, che aveva sostenuto la necessita' di una forte
mobilitazione popolare per costringere i governi a siglare un nuovo patto
sul clima. Per Peter Jones portavoce del gruppo, autore di altre azioni
spettacolari in aeroporti e sedi istituzionali, "l'azione diretta e' una
parte legittima della mobilitazione contro il cambiamento climatico,
rappresenta l'unico modo per costringere l'esecutivo a far seguire i fatti
alle belle parole".
L'azione aumentera' la pressione sul governo Brown che ha sospeso la
decisione sull'espansione dell'aeroporto di Heathrow. Il piano e' stato
oggetto di forti resistenze culminate in un campeggio di protesta
nell'estate 2007. "In questi mesi abbiamo allenato la popolazione locale a
tecniche di azione diretta - ha affermato Peter Jones -. Se il governo
andra' avanti con i piani di espansione, dovra' fronteggiare una ribellione
di massa".

5. RASSEGNA STAMPA. GIANNI DEL VECCHIO E STEFANO PITRELLI: SCALI SENZA ALI
[Dal settimanale "L'Espresso" del 18 dicembre 2008 col titolo "Scali senza
ali" e il sommario "Incassano ingenti fondi pubblici. Ma hanno pochi
passeggeri. Piste abbandonate. E bilanci in rosso. Sono i piccoli aeroporti
d'Italia. Che continuano ad aumentare nonostante la crisi del settore"]

Sui cartelloni leggi "19,99 euro da sotto casa tua alla grande citta' che
preferisci", e non ti pare vero di pagare cosi' poco per partire da un
piccolo scalo e sbarcare in una metropoli. In Italia i micro-aeroporti
continuano a spuntare un po' ovunque: Salerno, Comiso e Viterbo sono solo
gli ultimi. Magari pensi che cosi' "oggi e' davvero tutto piu' vicino", e
non ti rendi conto che i soldi che risparmi da un lato li spendi dall'altro.
Sui nostri 39 aeroporti commerciali, infatti, ben 25 non ce la fanno con le
proprie gambe, visto che i primi 14 scali assorbono il 90% del traffico
totale.
Parola di Vito Riggio, presidente dell'Ente nazionale aviazione civile. E se
non funzionano e' perche' le piccole piste hanno meno di un milione e mezzo
di passeggeri l'anno, taglia minima per uno scalo efficiente. Basti pensare
ai 1.700 passeggeri di Grosseto, ai 93.000 di Perugia o ai 105.000 di
Crotone (che infatti e' chiuso, non riuscendo a trovare compagnie disposte a
servirlo). E quando vanno in perdita, come accade spesso, a coprire i debiti
ci pensano gli enti pubblici che nella stragrande maggioranza dei casi li
gestiscono: regioni, province, comuni e camere di commercio. Quindi con gli
"aeroportini" il passeggero-contribuente rischia di rimetterci, piu' che di
risparmiare.
Il primo a pagare ovviamente e' lo Stato, che sostiene le amministrazioni
degli aeroportini con finanziamenti alle infrastrutture. Negli ultimi dieci
anni, per ammodernare le piccole piste italiane sono andati piu' di 570
milioni di euro. Soldi che provengono dalle casse statali, da Bruxelles, e
in piccola parte da quelle regionali.
Dopodiche' tocca agli enti locali, che pur di non rinunciare alla
pista-sotto-casa sono disposti a chiudere un occhio sul rosso fisso delle
societa' aeroportuali di cui spesso sono azionisti di maggioranza.
Nell'augurio che un giorno il proprio scalo "decolli". A volte e' una
possibilita' concreta (basti pensare al successo di Treviso e Verona), a
volte e' il frutto di azzardate scommesse politiche, nell'attesa di un
salvatore privato. A volte si tratta solo di pie speranze che si infrangono
contro la realta'.
Se non fosse per l'aeroporto di Bari, che ne bilancia le perdite, Foggia
(con meno di 8.000 passeggeri) avrebbe dovuto chiudere da tempo. "Tenerlo in
piedi ci costa 600.000 euro l'anno", spiega Marco Franchini, direttore di
Aeroporti di Puglia, "se dovessi costruirlo ora, non lo farei". Non diversa
la situazione dell'appena nato scalo salernitano: "Per tenerlo aperto tutti
questi anni in attesa dei voli di linea abbiamo speso un milione l'anno.
Pero' adesso i salernitani possono volare", racconta Mimmo Volpe,
vicepresidente del Consorzio dell'aeroporto.
Sulla stessa scia Siena (a due passi dal grosso scalo di Pisa), che nel 2007
a fronte dei tre passeggeri al giorno ha perso la bellezza di un milione e
200 mila euro e ha versato all'amministratore delegato Riccardo Raimondi
150.000 euro annui, piu' o meno il fatturato complessivo dell'aeroporto nel
2007 (157.000). "Non capisco i senesi cosa se ne facciano dei voli charter",
chiosa Riggio.
Che ne ha anche per Trapani: "Negli ultimi tre anni gli enti locali hanno
messo un milione di euro l'anno per ripianare il bilancio dello scalo. Il
vero problema sono proprio le perdite sanate dalle amministrazioni. Loro
sperano in un investimento di ritorno, ma gran parte di queste piste non ha
possibilita' di sviluppo". Soprattutto oggi, con Cai che dimezza i voli e
non paga le tariffe aeroportuali, lasciando vuote le piste e le casse degli
aeroportini. Assaeroporti stima i crediti a rischio in 200 milioni. Tanto
che alcuni scali (come quelli pugliesi) hanno deciso di denunciare la
vecchia Alitalia.
Se qualcuno perde, qualcun altro ci guadagna. Sono le compagnie low cost,
che sui piccoli scali hanno costruito la loro fortuna. Perche' oltre ai
soldi dei biglietti gli arrivano i soldi degli aeroporti. A partire da
quelli che mette ogni anno a disposizione il governo: il principio della
continuita' territoriale serve a garantire collegamenti con mete altrimenti
difficili da raggiungere, e vede volar via 50 milioni di euro per
trasformare mezzi privati in servizio pubblico.
Ma se a volte la ragione di questi oneri si spiega da sola (come a
Pantelleria e Lampedusa), altre un po' meno. Come a Cuneo, a pochi passi da
Torino, dove pure con gli oneri gia' in passato non era stata disposta a
volare nessuna compagnia e col nuovo bando adesso si vedra' se andra'
meglio. O come ad Albenga (meno di 18.000 passeggeri l'anno), vicino Genova,
che vola solo grazie ai miracoli della politica: il ministro Claudio
Scajola, che quest'estate ha sbloccato un finanziamento da un milione di
euro per la tratta Albenga-Fiumicino, abita guarda caso a 33 chilometri
dallo scalo.
Poi ci sono i cosiddetti "aiuti allo start-up", in parte statali, in parte
europei. Come a dire: se apri un nuovo collegamento aereo ti do una mano
all'inizio. L'Europa ha fissato da pochi anni criteri ben precisi per questi
aiuti, limitati a un massimo di 3-5 anni. Ad esempio l'aeroporto di Alghero
e' finito sotto lo scrutinio della Commissione perche' i contributi concessi
alla Ryanair sarebbero stati garantiti ben oltre quel limite, con una spesa
di 9 milioni dal 2000 al 2007.
Cuore di questi aiuti e' il "sostegno al marketing": in altre parole e'
l'aeroporto a fare pubblicita' alla compagnia aerea. Il che ci porta alle
ultime vicende dell'aeroporto di Comiso, ancora in fase "prenatale". Il
presidente del consiglio provinciale di Ragusa, Giovanni Occhipinti,
annuncia il varo per fine 2009. La provincia spera cosi' tanto in Ryanair da
aver mandato il sindaco di Comiso a Dublino per illustrare la dote promessa.
Che include "l'acquisto di uno spazio su Web da 14.000 euro al giorno", con
corredo di "sconti sugli slot e sui servizi a terra". "Avevamo pensato di
entrare nell'azionariato della societa' aeroportuale con un milione di euro,
ma pensiamo di sfruttare questi soldi per far venire Ryanair", spiega
Occhipinti.
Ecco dunque come funziona la danza degli aeroportini. Lo conferma una fonte
riservata del settore, che spiega: "Le low cost aggirano le normative, vanno
dagli aeroporti a chiedere 5-8 euro per ogni passeggero-cliente, senno' si
rivolgono da un'altra parte. D'altro canto dove arrivano loro, arrivano i
passeggeri, linfa vitale degli scali. Per cui dettano legge. Cosi' ottengono
anche sconti per le attivita' di carico-scarico, rifornimento e parcheggio.
E gli aeroporti mascherano questi sconti con varie scusanti, a partire dalle
'automulte': ti ho servito male, quindi ti rimborso. Cosi' si sta scatenando
una guerra di sotterfugi fra scali che cercano di fregarsi tra loro offrendo
un euro in piu'".
Significative in proposito le vicende di Forli': prima Bologna gli "ruba"
sette voli internazionali Ryanair, poi molla la sua quota dell'aeroporto
forlivese, e infine la low cost priva il capoluogo anche dei voli nazionali
rimasti. Colpito ma non affondato, il Ridolfi di Forli' dichiara guerra
legale agli irlandesi, e cerca di rimpiazzarli con i siciliani della Wind
Jet. Come finira'? Certo e' che dallo scontro emerge un solo vincitore: le
compagnie.
La guerra Forli'-Bologna e' solo la prima di una serie. Anche perche' l'aria
di crisi che spira sulle low cost, insieme al ridimensionamento di Cai,
rischia di alimentare una lotta sempre piu' feroce. Per immaginare il
prossimo futuro basta prendere i dati Enac sul traffico passeggeri di
Ciampino (aeroporto simbolo del low cost): a giugno e luglio le presenze
sono diminuite di circa il 12% rispetto al 2007, soprattutto perche'
parecchie compagnie hanno deciso di non atterrare piu' nel secondo scalo
romano.
Cifre minacciose per Viterbo, che nell'intenzione della Regione e dei
Trasporti dovrebbe prendere il posto di Ciampino dopo la sua chiusura nel
2011. Ma tra la flessione di quest'ultimo e l'indisponibilita' di Ryanair e
Easyjet a spostarsi a 120 chilometri dalla capitale, e' facile pronosticare
tempi duri anche per l'aeroporto della Tuscia.
Sembra evidente che le piccole piste respirano solo con l'ossigeno di Stato
ed enti locali. Cosa che pero' non garantisce standard di servizio adeguati
per i passeggeri. Lo sanno bene a Trapani, dove quest'estate AirBee ha
lasciato piu' di una volta i suoi clienti ad affrontare interminabili
attese. Se non a terra. Tanto che l'Enac gli ha sospeso la licenza per sei
mesi. A Foggia e' andata anche peggio: agli inizi dell'anno la Clubair (low
cost veronese) si era aggiudicata la gara per le rotte dallo scalo pugliese.
Il servizio e' durato poco, dato che a maggio l'Enac ha sospeso la gia'
provvisoria licenza di vettore aereo a causa della critica situazione
finanziaria. In altre parole non c'erano soldi per volare. Altra situazione
delicata a Pantelleria, dove a fronte dell'avvio dei lavori di
ristrutturazione dell'aeroporto (costeranno 22 milioni) le compagnie se la
danno a gambe. Nonostante i contributi pubblici, AirOne ha abbandonato
l'isola, che e' collegata solo dai due voli giornalieri di Meridiana.
Piccoli aeroporti, grandi costi, frequenti disservizi. E la politica cosa
fa? Alimenta questo circolo vizioso, sgomitando per la pista-sotto-casa. O
meglio, nel proprio collegio elettorale. D'altronde cos'e' un aeroportino se
non uno "status symbol"? A dirlo e' lo stesso governatore calabrese Agazio
Loiero, parlando dell'ultimo progetto: la Regione intende finanziare un
quarto scalo a Sibari, a pochi chilometri da Crotone e Lamezia Terme.
A infrangere il sogno arriva Riggio: "Non si puo' immaginare un aeroporto in
una zona dove non si prevede traffico sufficiente e con problemi
aeronautici". Stessa motivazione con cui ha bloccato quello che doveva
essere il settimo scalo siciliano: Agrigento. Un vecchio pallino di Toto'
Cuffaro, che da governatore aveva per questo stanziato 35 milioni. "Mi
sembra un'aspirazione compensativa", conclude Riggio, "perche' ci vuole
troppo tempo per fare una strada e una ferrovia". Ma per i nostri
amministratori e' sempre meglio un bell'aeroporto.

6. RASSEGNA STAMPA. MATTHIAS PFAENDER: PISTE INUTILI
[Dal quotidiano "Il giornale" del 4 agosto 2008 col titolo "Piste inutili:
aeroporti da 3 biglietti al giorno" e il sommario "Enormi investimenti senza
alcun piano nazionale, pochi viaggiatori: oltre la meta' degli aeroporti
italiani opera in perdita. Allo stato costano 700 milioni. Il presidente
dell'Enac: 'Troppi terminal deserti'"]

Roma - Questo aeroporto s'ha da fare. O ingrandire. O promuovere, collegare,
"infrastrutturare". Non c'e' sindaco, assessore o consigliere provinciale
che non nutra la voglia matta di alzare gli occhi e vedere i cieli della sua
comunita' solcati da aeroplani. E da quando nel 2000 Roma ha chiuso i
rubinetti dei finanziamenti, gli enti locali si sono sostituiti ai ministeri
nell'aprire le corde della borsa. Perche' in Italia, da che mondo e' mondo,
se non hai pista di atterraggio non sei nessuno.
La carica degli aeroporti civili italici tocca quota 101. Di questi, solo 45
sono aperti al traffico commerciale. E di questi appena 21 superano il
milione di passeggeri l'anno, soglia minima di esercizio sotto la quale si
lavora in perdita. Come dire, 24 aeroporti, piu' della meta' degli scali
italiani, sono strutture antieconomiche. Sia ora che sono in funzione, sia
prima, in fase di progettazione e costruzione: 700 milioni di euro spalmati
in vent'anni dallo Stato su aeroporti dimostratisi solo macchine
mangiasoldi.
"Ma probabilmente la lista di aeroporti in difficolta' e' piu' nutrita -
fanno sapere dall'Enac, Ente nazionale per l'aviazione civile -. La quota
del milione di passeggeri e' uno strumento di calcolo di produttivita' un
po' antiquata. Per avere la certezza di redditivita' oggi un aeroporto
dovrebbe avere mezzo milione di passeggeri in piu'". Sotto quest'ottica,
anche scali a una prima occhiata virtuosi potrebbero avere bilanci in rosso.
E' la situazione degli aeroporti di Alghero (1.299.047 passeggeri nel 2007),
Genova (1.116.211) e Lamezia Terme, che con il suo 1.457.000 passeggeri
nell'anno passato ha svolto comunque un ruolo di primo piano tra gli altri
sei aeroporti della Sicilia (il primo e' Palermo, 4 milioni e mezzo di
biglietti staccati), club cui si e' aggiunto recentemente lo scalo di
Comiso, 47 milioni e mezzo spesi per dotare Ragusa di un suo terminal. Ma
che i ragusani dispongano di una pista tutta per loro non va giu' ai
messinesi, agrigentini ed ennesi, desiderosi anche loro di uno scalo.
Ottocento chilometri piu' a nord lo scenario non cambia: a Siena un'alleanza
tra Comune, Camera di commercio e Banca Montepaschi ha in progetto
l'ampliamento dell'aeroporto, che nel 2007 ha visto transitare appena 1.083
viaggiatori, una media di tre al giorno. Numeri impressionanti, soprattutto
se rapportati ai dati del vicino aeroporto di Pisa, che segna invece un
record positivo: a fronte di meno di novantamila abitanti, la citta' vanta
un aeroporto da 3.718.608 passeggeri all'anno.
Questo perche' il mercato e' comunque in forte ascesa, e quasi tutti
vogliono accaparrarsi una fetta della torta del trasporto aereo; torta che
pero' verosimilmente continuera' a essere mangiata prevalentemente dai
grandi poli aeroportuali: Milano, che nel 2007 ha visto transitare tra
Malpensa e Linate quasi 34 milioni di viaggiatori, il sei per cento in piu'
rispetto al 2006, e Roma, che con Ciampino e Fiumicino rappresenta il fulcro
del mercato italiano con 38 milioni e 296.000 passeggeri nel 2007 (piu'
9,2%). Dietro le due metropoli, una piccola compagine di virtuosi sopra i
cinque milioni di passeggeri l'anno: Bergamo (5.737.092), Catania
(6.079.699), Napoli (5.760.984) e Venezia (7.059.141).
Senza una visione d'insieme, senza un piano unitario (come accade per
esempio in Spagna, dove tutti gli scali sono gestiti da un'unica societa' a
capitale pubblico), ogni aeroporto italiano e' lasciato libero di inventarsi
strategie e progetti, cercando di cannibalizzare il vicino. Risultato,
decine di aeroporti dai numeri imbarazzanti: Bolzano - 74.922 utenti,
Cuneo - 55.973, Brescia - 185.993, Crotone - 105.991, Foggia - 7.465,
Parma - 142.837, Perugia - 93.416. Ma nuovi piani di rinnovo e ampliamento
fioriscono incessanti, portati avanti da amministratori forti da un lato del
prestigio che un aeroporto assicura a una citta', e dall'altro della
consapevolezza che, una volta fatto lo scalo, le casse pubbliche si
sobbarcano altri costi importanti: infrastrutture di collegamento, controlli
doganali e sicurezza, viabilita' e servizi anti-incendio. Nel solo 2007,
sono costati 70 milioni di euro.

7. RASSEGNA STAMPA. MATTHIAS PFAENDER: TERMINAL DESERTI
[Dal quotidiano "Il giornale" del 4 agosto 2008 col titolo "Troppi terminal
deserti" e il sottotitolo "Oggi le torri di controllo sono i nuovi
campanili". Ci sia consentito segnalare un errore di fatto e un errore di
previsione verso la conclusione di questo articolo: l'errore di fatto e' che
a Viterbo non sono "i cittadini" a volere il nocivo e distruttivo
mega-aeroporto, ma una lobby politico-affaristica; l'errore di previsione e'
che contrariamente a quanto pretende la propaganda della lobby degli
speculatori, dei devastatori e degli avvelenatori, siamo persuasi che
riusciremo ad impedire la realizzazione del mega-aeroporto insensato e
illegale (p. s.)]

I campanili dell'Italia contemporanea sono le torri di controllo. Simbolo di
importanza e modernita', le torri sovrastate dai radar sono lo status symbol
delle citta'; e poco importa poi se sulle piste di atterraggio gli aerei
arrivano col contagocce, se il micro-scalo non e' collegato con il resto
della rete di trasporti o se i bilanci delle societa' di gestione sono in
rosso: se la cittadina a meno di trenta chilometri ha un suo aeroporto, un
sindaco non puo' privare i suoi elettori di uno scalo sotto casa.
"Il principio e' quello di sempre, l'impronta culturale che ha segnato, e
continua a segnare, la vita italiana. Che oggi, pero', invece che nel
costruire campanili, si combatte tirando su terminal". Vito Riggio,
presidente dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, sintetizza
cosi' la situazione italiana. E precisa: "Sotto la mia gestione non sono
stati aperti altri aeroporti. Anche quello di Cosimo, che e' da poco entrato
in funzione, era stato approvato gia' nel 2000".
Perche' ci troviamo una situazione del genere? Perche' in tutto lo stivale
non e' mai sorto un aeroporto delle dimensioni di quelli di Madrid, Parigi,
Francoforte o Londra? "Eppure le potenzialita' ci sono tutte - spiega
Riggio -. L'Italia potrebbe certamente competere con gli hub internazionali.
Specie al nord, i numeri, considerando traffico commerciale e turistico, ci
sono tutti. Ma se poi guardiamo alla situazione...".
La situazione del ricco nord: tanto ricco quanto colonizzato senza
discontinuita' da piste di atterraggio. Da est a ovest: Aeroporto di
Trieste, Venezia, Treviso, Vicenza, Verona, Bergamo, Milano (Linate e
Malpensa), Parma, Genova, Torino, Villanova, Cuneo, Aosta. Senza considerare
quelli un po' piu' a nord, Trento e Bolzano, e quelli un po' piu' a sud:
Firenze, Bologna, Forli', Reggio Emilia, Rimini. Le lotte intestine
rinascimentali sono riproposte in chiave moderna ma ora, invece che con
cavalleria e arcieri i potesta' (leggi sindaci e assessori) si sfidano a
colpi di prezzario. Perche', dato che Alitalia, la comatosa compagnia di
bandiera nazionale, serve solo 19 aeroporti, tutti gli altri scali si
arrangiano come possono, cercando di accaparrarsi la presenza di compagnie
minori e low cost: le galline d'oro del trasporto aereo, nonostante il
recente crollo dei profitti di Ryanair, possono assicurare infatti
passeggeri e voli in quantita' (ne sa qualcosa Orio al Serio, l'aeroporto
bergamasco che sulle frotte di inglesi che vengono in giornata a fare
compere in Italia ci ha costruito una fortuna) ma chiedono al contempo
tariffe scontatissime, quando non vere e proprie sovvenzioni.
"E il risultato e' questo - illustra Riggio -. A fronte di numeri che
garantirebbero uno scalo internazionale di primo livello, tutti quei
passeggeri vengono sparpagliati in un pulviscolo di scali. Il bacino di
utenza pero' e' talmente ricco da far vivere, o sopravvivere, tutti quanti".
E al sud, dove i numeri dei viaggiatori, soprattutto del traffico degli
affari, non sono cosi' alti, come si spiega la proliferazione di piste di
atterraggio? "Li' valgono altre considerazioni. Per la conformazione del
territorio, e' stato storicamente piu' difficile creare una rete di
trasporti efficiente. Quindi moltissimi uomini politici hanno visto in un
aeroporto la carta giusta per lo sviluppo di un'area. Compiendo pero' in
numerosi casi un errore: perche' uno scalo aereo non puo' essere gestito
solo dal pubblico, deve sempre essere capace di trovare nuovi clienti ed
essere competitivo sul mercato. E per fare questo occorre trovare partner
privati".
Come fare allora per entrare nella seria A del traffico aereo mondiale? "Ci
vuole la volonta' delle istituzioni. Cosi' come la politica ha avallato la
proliferazione campanilistica di scali e terminal, ora occorre che qualcuno
prenda il coraggio a due mani, e dica che la rete aeroportuale italiana deve
essere basata su non piu' di quindici o diciotto aeroporti. Tutti gli altri
sono aeroporti regionali utili per altre cose, non per il traffico
commerciale". A quanto pare, pero', la tendenza rimane quella di ampliare,
costruire, rinnovare. A Viterbo, dove sorgera' il terzo aeroporto del Lazio,
i cittadini hanno dovuto abbattere la concorrenza di Frosinone. La capitale
ciociara sara' pero' salvata dal presidente della Regione Lazio Piero
Marrazzo, che ha annunciato la possibilita' di costruirvi un quarto
aeroporto laziale: "Uno scalo a carattere regionale, una struttura che serva
il bacino del Sud del Lazio e del Nord della Campania". In fondo, un
aeroporto non si nega a nessuno.

8. DOCUMENTI. AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA UNA RICHIESTA DI INTERVENTO
[Riproponiamo ancora una volta la seguente lettera al Presidente della
Repubblica del 4 agosto 2008]

Al Presidente della Repubblica
e per opportuna conoscenza:
al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
al Presidente dell'Enac
al Presidente della Provincia di Viterbo
al Sindaco del Comune di Viterbo
al Prefetto di Viterbo
e sempre per opportuna conoscenza:
alla Ministra dell'Ambiente
al Ministro del Welfare
al Ministro per i Beni Culturali
al Commissario europeo per i Trasporti
*
Oggetto: Richiesta di intervento del Presidente della Repubblica affinche'
sia impedita la realizzazione a Viterbo di un devastante mega-aeroporto per
voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma, un'opera illecita e
scandalosa, nociva per la salute dei cittadini, distruttiva di
insostituibili preziosissimi beni pubblici, che costituirebbe un immenso
sperpero di pubbliche risorse a grave danno della comunita' ed in flagrante
violazione di legge.
*
Signor Presidente della Repubblica,
con la presente siamo a richiedere un suo autorevole intervento affinche'
siano rispettate le vigenti normative - di rilevanza fin costituzionale - a
difesa della salute e della sicurezza dei cittadini, di rilevantissimi e
peculiari beni ambientali e culturali, di diritti soggettivi e legittimi
interessi della comunita' viterbese ed altolaziale e di singoli cittadini
ivi residenti; normative vigenti e cogenti diritti minacciati dalla
prospettiva della realizzazione a Viterbo di un devastante mega-aeroporto
per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma, un'opera
semplicemente illecita e scandalosa.
*
La realizzazione a Viterbo di un devastante mega-aeroporto per voli low cost
avrebbe i seguenti inaccettabili e disastrosi esiti:
a) grave nocumento per la salute della popolazione, come dimostrato dal
documento dell'Isde (International Society of Doctors for the Environment -
Italia) del 18 marzo 2008;
b) grave devastazione dell'area termale del Bulicame, peculiare bene
naturalistico e storico-culturale, terapeutico e sociale, economico e
simbolico, gia' citato da Dante nella Divina Commedia ed elemento
fondamentale dell'identita' di Viterbo;
c) grave impatto su un rilevante bene archeologico come l'emergenza in situ
del tracciato dell'antica via consolare Cassia, come ammesso dall'assessore
e vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino;
d) grave impatto inquinante sull'Orto botanico dell'Universita' degli Studi
della Tuscia, bene scientifico, di ricerca e didattico di cospicua
rilevanza;
e) grave impatto inquinante sulle colture agricole - di qualita' e
biologiche - insistenti nell'area maggiormente investita;
f) grave danno economico per la citta' con deprezzamento di attivita',
esercizi ed immobili;
g) conflitto con attivita' ed esigenze di interesse strategico nazionale
dell'Aeronautica Militare, come evidenziato da ultimo dal "Centro Studi
Tuscia per lo sviluppo di un aeroporto compatibile" in un recente documento
diffuso il 2 agosto 2008 in cui si afferma testualmente "l'incompatibilita'
tra l'intensa attivita' di aviazione civile commerciale e la permanenza di
un'attivita' di volo militare importante - quella della Cavalleria
dell'Aria - che rende Viterbo tra gli aeroporti militari di primaria
importanza strategica (come fissato da un recente decreto)" e come gia'
precedentemente puntualmente segnalato nella seduta del Consiglio comunale
di Viterbo del 25 luglio 2008;
h) immenso sperpero di fondi pubblici per un'opera nociva e distruttiva,
quando Viterbo e l'Alto Lazio hanno bisogno di ben altri interventi della
mano pubblica: e particolarmente di un forte sostegno a difesa e
valorizzazione dei beni ambientali e culturali, dell'agricoltura di
qualita', delle peculiari risorse locali; e per quanto concerne la mobilita'
un forte sostegno al trasporto ferroviario (riaprendo la linea
Civitavecchia-Capranica-Orte; potenziando la linea Viterbo-Orte; potenziando
la linea Viterbo-Capranica-Roma);
i) aggravamento di una condizione di servitu' per l'Alto Lazio, territorio
gia' gravato da pesantissime servitu' energetiche, militari e speculative e
da fenomeni di inquinamento ed aggressione criminale alla salute, alla
sicurezza e alla qualita' della vita dei cittadini;
l) concreto pericolo che l'opera veicoli interessi ed affari non
trasparenti, conflitti di interessi in figure investite di ruoli e funzioni
istituzionali, operazioni economiche illecite e penetrazione dei poteri
criminali, come segnalato da autorevoli figure istituzionali;
m) infine, poiche' il punto di riferimento da parte dei promotori dell'opera
e' il sedime di Ciampino e l'attivita' che in esso si svolge, si rileva come
proprio la situazione di Ciampino sia insostenibile e gravemente lesiva dei
piu' elementari diritti della popolazione locale, ed e' quindi evidentemente
scandaloso voler "ciampinizzare" un'altra citta' (occorre invece una
drastica e immediata riduzione dei voli su Ciampino).
*
A cio' si aggiunga che:
n) l'opera e' tuttora priva di adeguata progettazione, anzi della stessa
precisa definizione di collocazione e dimensioni, come ammesso dallo stesso
Consiglio comunale di Viterbo nella parte narrativa dell'atto deliberativo
n. 92 del 25 luglio 2008 in cui si afferma testualmente che "devesi fare
presente che a tutt'oggi non si conoscono ne' la lunghezza della pista che
potrebbe arrivare a superare i 3000 m, ne' il suo orientamento"; peraltro il
gia' citato "Centro Studi Tuscia per lo sviluppo di un aeroporto
compatibile" ha rilevato "l'impossibilita' oggettiva - dimostrata dagli
studi del nostro centro - di allungare la pista di almeno altri due
chilometri mantenendone l'orientamento e, tanto meno, di smantellare
l'attuale per costruirne altra - come sostenuto da ambienti dell'assessorato
al volo - disassata di 10 gradi verso nord o sud";
o) l'opera confligge con il Piano territoriale paesaggistico regionale e le
relative norme di salvaguardia, come riconosciuto dallo stesso Consiglio
comunale di Viterbo con l'atto deliberativo n. 92 del 25 luglio 2008;
p) l'opera e' totalmente priva di fondamentali verifiche e di fondamentali
requisiti previsti dalla legislazione italiana ed europea in materia di
Valutazione d'impatto ambientale, Valutazione ambientale strategica,
Valutazione d'impatto sulla salute.
*
Quanto alla procedura di individuazione di Viterbo come sede di un
devastante mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per
Roma:
q) la relazione ministeriale del novembre 2007 che ha dato il via ad una
serie di atti amministrativi successivi e' destituita di fondamento in punto
di diritto e di fatto, come dimostrato ad abundantiam da un documento del 18
gennaio 2008 del "Centro studi Demetra" che conclude la sua ampia
ricognizione dichiarando che "gli atti ministeriali risultano palesemente
affetti da gravi vizi di illegittimita' sotto il rilevato profilo
dell'eccesso di potere per carenza dell'istruttoria tecnica condotta dalla
commissione istituita presso il Ministero dei Trasporti";
r) non solo: quella relazione contiene dichiarazioni semplicemente
dereistiche e si rivela nel merito come non rispondente ad un'analisi
fattuale della realta' territoriale: essa infatti ignora del tutto il fatto
che il sedime indicato ricade nel cuore dell'area termale del Bulicame e a
ridosso di emergenze archelogiche, naturalistiche, scientifiche, culturali,
agricole, terapeutiche, economiche ed insediative tali da rendere l'opera
ipso facto irrealizzabile; cadendo quindi la validita' di quella relazione,
cadono con essa tutti gli atti amministrativi conseguenti, viziati in radice
dal vizio dell'atto presupposto e fondativo;
s) peraltro la stessa compagnia aerea Ryan Air - che nelle dichiarazioni dei
proponenti l'opera avrebbe dovuto essere il soggetto imprenditoriale maggior
fruitore della nuova struttura aeroportuale - ha esplicitamente dichiarato
di non intendere affatto trasferire la sua attivita' nell'eventuale scalo
viterbese (cfr. intervista trasmessa dalla Rai il 27 aprile 2008 nell'ambito
del programma "Report").
*
Infine:
t) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato alla luce della
situazione aeroportuale italiana (cfr. la gia' citata inchiesta televisiva
della Rai ("Report", 27 aprile 2008);
u) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato alla luce dell'attuale
trend del trasporto aereo internazionale (cfr. ad esempio l'intervento
dell'europarlamentare Giulietto Chiesa del primo luglio 2008 che rinvia tra
l'altro a un servizio dell'"International Herald Tribune" del 28-29 giugno
2008);
v) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato alla luce dell'esigenza
di ridurre il trasporto aereo per ridurre il surriscaldamento globale del
clima (come richiesto dall'Onu, dalla comunita' scientifica internazionale,
dagli statisti piu' avvertiti);
z) occorre procedere alla riduzione drastica e immediata del trasporto aereo
(particolarmente a fini di diporto), come richiesto da interventi di
autorevoli personalita' come i premi Nobel Desmond Tutu e Wangari Maathai; e
sostenere invece un modello di mobilita' piu' adeguato, sostenibile e
democratico.
*
Signor Presidente della Repubblica,
tutto quanto precede, da un anno a questa parte abbiamo piu' volte segnalato
ai Ministeri competenti, all'Ente nazionale per l'aviazione civile, al
Parlamento europeo ed a quello nazionale, alla Regione Lazio, alla Provincia
e al Comune di Viterbo, a  molti altri soggetti istituzionali variamente
competenti.
*
Hanno peraltro sostenuto la nostra iniziativa di opposizione al devastante
mega-aeroporto molte personalita' illustri come il magistrato Ferdinando
Imposimato, la vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, padre
Alex Zanotelli, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.
Scienziati come Angelo Baracca, Virginio Bettini, Luigi Cancrini, Marcello
Cini, Paul Connett, Giorgio Cortellessa, Stefano Montanari, Giuseppe
Nascetti, Giorgio Nebbia, Gianni Tamino, Federico Valerio.
Altri cattedratici universitari come Rocco Altieri, Anna Bravo, Andrea
Canevaro, Andrea Cozzo, Giovanna Fiume, Nella Ginatempo, Domenico Jervolino,
Fulvio Cesare Manara, Raffaele Mantegazza, Arnaldo Nesti, Luigi Piccioni,
Giuliano Pontara, Lorenzo Porta, Elena Pulcini, Claudio Riolo, Annamaria
Rivera, Antonella Sapio, Giovanni Scotto, Sergio Tanzarella, Silvia Vegetti
Finzi.
Scrittrici e saggiste come Dacia Maraini, Lea Melandri.
Intellettuali come Maria D'Asaro, Franco Barbero, Eleonora Bellini, Valeria
Borgia, Patrizia Caporossi, Augusto Cavadi, Chiara Cavallaro, Giancarla
Codrignani, Bruno Dei, Paola Del Zoppo, Francesco De Notaris, Maria G. Di
Rienzo, Daniele Gallo, Pupa Garribba, Giorgio Giannini, Federica Giardini,
Angela Giuffrida, Fulvio Grimaldi, Letizia Lanza, Elena Liotta, Fiora
Luzzatto, Paola Mancinelli, Attilio Mangano, Enzo Mazzi, Sara Michieletto,
Elena Monguzzi, Daniela Musumeci, Diana Napoli, Nadia Neri, Helene
Paraskeva', Sergio Paronetto, Francesco Pistolato, Rosangela Pesenti, Enrico
Peyretti, Tiziana Plebani, Giovanna Providenti, Elio Rindone, Giovanna
Rossiello, Anna Saleppichi, Brunetto Salvarani, Bruno Segre, Paola Sessa,
Renato Solmi, Giuseppe Tacconi.
Personalita' della vita civile e dell'impegno sociale ed educativo come
Normanna Albertini, Giacomo Alessandroni, Alessandro Ambrosin, Roberto
Barcaroli, Luciano Benini, Norma Bertullacelli, Carla Biavati, Michele
Boato, Liliana Boranga, Franco Borghi, Adriana Bottini, Elena Buccoliero,
Paolo Buffoni, Giuseppe Burgio, Elisabetta Caravati, Tiziano Cardosi,
Giovanni Colombo, Marinella Correggia, Sergio Dalmasso, Leila Lisa D'Angelo,
Riccardo Dello Sbarba, Emilio De Paolis, Gabriele De Veris, Giuliano Falco,
Carlo Ferraris, Gianni Ghirga, Agnese Ginocchio, Dario Giocondi, Carlo
Gubitosa, Pasquale Iannamorelli, Floriana Lipparini, Francesco Lo Cascio,
Daniele Lugli, Luigi Malabarba, Maria Antonietta Malleo, Giovanni Mandorino,
Nello Margiotta, Carla Mariani, Gian Marco Martignoni, Luca Martinelli,
Raffaella Mendolia, Michele Meomartino, Carmine Miccoli, Maddalena Micotti,
Mauro Mocci, Luisa Mondo, Adriano Moratto, Fiamma Negrini, Beppe Pavan,
Paola Pavese, Strato Petrucci, Enzo Piffer, Luciano Polverari, Anna Puglisi,
Piercarlo Racca, Fabio Ragaini, Elio Romano, Carlo Ruta, Silvana Sacchi,
Raffaello Saffioti, Luca Salvi, Antonia Sani, Umberto Santino, Giovanni
Sarubbi, Eugenio Scardaccione, Anna Schgraffer, Silvano Tartarini, Tiziano
Tissino, Amedeo Tosi, Mao Valpiana, Claudio Vedovelli, Marcello Vigli.
Il magistrato Gennaro Francione.
L'ex-sottosegretario Paolo Cento.
I parlamentari europei Vittorio Agnoletto, Vincenzo Aita, Giovanni
Berlinguer, Giusto Catania, Giulietto Chiesa, Claudio Fava, Monica Frassoni,
Sepp Kusstatscher, la gia' citata Luisa Morgantini, Roberto Musacchio,
Pasqualina Napoletano.
I senatori e deputati al parlamento italiano della precedente legislatura
Maurizio Acerbo, Angelo Bonelli, Salvatore Bonadonna, Paolo Cacciari,
Salvatore Cannavo', Giovanna Capelli, Anna Donati, Rina Gagliardi, Haidi
Giuliani, Salvatore Iacomino, Vladimir Luxuria, Francesco Martone, Lidia
Menapace, Maria Cristina Perugia, Paolo Russo, Gianpaolo Silvestri,
Massimiliano Smeriglio, Gino Sperandio, Tiziana Valpiana.
I consiglieri regionali del Lazio Roberto Alagna, Enrico Luciani, Ivano
Peduzzi, Anna Pizzo.
Numerosissime persone del viterbese, tra cui autorevoli figure delle
istituzioni e della vita civile.
*
E sara' opportuno aggiungere che gli stessi sostenitori della nociva e
devastante opera hanno dovuto progressivamente sempre piu' esplicitamente
ammettere che la loro precedente propaganda era fallace e mistificante, e
via via hanno dovuto riconoscere la validita' di quanto da noi
rappresentato.
*
Signor Presidente della Repubblica,
giunti a questo punto, ed ormai chiarito inconfutabilmente che l'opera cosi'
come prospettata da una propaganda tanto mistificante quanto irresponsabile
e' semplicemente nociva, distruttiva, irrealizzabile e fuorilegge, sarebbe
ragionevole attendersi che tutte le rappresentanze istituzionali desistano
dal continuare a sostenerne la realizzazione; invece purtroppo sembra che
alcune figure istituzionali ed alcune cordate affaristiche stiano tuttora
operando a favoreggiamento della realizzazione del devastante mega-aeroporto
e a danno dei cittadini, a danno dell'ambiente e dei beni pubblici, in
violazione delle norme e dei vincoli in vigore.
E' perche' la situazione e' questa, che ci siamo determinati a richiedere un
suo autorevole intervento affinche' sia impedita la realizzazione a Viterbo
di un devastante mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e
fuggi" per Roma, un'opera illecita e scandalosa, nociva per la salute dei
cittadini, distruttiva di insostituibili preziosissimi beni pubblici, che
costituirebbe un immenso sperpero di pubbliche risorse a grave danno della
comunita' ed in flagrante violazione di legge.
Ovviamente confidiamo che un suo intervento possa essere risolutivo; ma
qualora tale intervento non si desse o non sortisse effetto, e si
prospettasse la necessita' di richiedere l'ulteriore intervento delle
competenti magistrature italiane ed europee in sede amministrativa, civile e
penale, ovviamente procederemmo in tal senso, naturalmente richiamando tutto
il pregresso ed anche le eventuali resposabilita' - anche per profili
omissivi - da parte di vari soggetti istituzionali che fin qui non solo non
hanno operato in modo adeguato e corretto ma hanno anche commesso ripetuti
atti di cui evidentemente dovranno essere chiamati a rispondere.
*
Ringraziandola per l'attenzione, e restando a disposizione per ogni
ulteriore opportuno chiarimento, ed eleggendo sede presso il Centro di
ricerca per la pace di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, voglia
gradire distinti saluti.
La portavoce del Comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo, Antonella Litta
Il responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, Peppe Sini
Viterbo, 4 agosto 2008

9. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI
VITERBO

Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac at tin.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 147 del 24 dicembre 2008

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