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Minime. 741



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 741 del 24 febbraio 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Peppe Sini: Milizie
2. Mao Valpiana: Ronde ostili e ronde amiche
3. "Operazione Colomba": Il 26 febbraio a Roma
4. Nando dalla Chiesa: I diritti primi e inalienabili dell'essere umano
5. Agnese Ginocchio: Un girone infernale
6. Renzo Guolo: Le ronde di partito
7. Giannozzo Pucci: Psicologia di guerra
8. Elena Pulcini: Un attacco alle norme fondamentali della civilta'
9. Barbara Romagnoli: Resistenza e convivenza
10. Christiana Soccini: Militarizzazione e dittatura
11. Maria Serena Palieri: Rihanna e le altre
12. Nuovamente aggiornato ed ampliato il sito www.coipiediperterra.org
13. La "Carta" del Movimento Nonviolento
14. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: MILIZIE

Sara' per ragioni anagrafiche, io ricordo i "servizi d'ordine" violenti che
pestavano la gente per le strade. E sara' perche' me lo raccontavano i miei
compagni ed amici piu' anziani, io ricordo anche la "Milizia volontaria per
la sicurezza nazionale" del regime fascista.
Le ronde volute dal governo sono quelle di Borghezio, quelle dei "servizi
d'ordine" picchiatori, quelle della "Milizia volontaria per la sicurezza
nazionale", quelle dello squadrismo di sempre.
Il fatto che lo stesso governo che vuole imporle sia costretto a precisare
che devono essere "disarmate" rivela come anche i proponenti sappiano bene a
cosa servono e chi vorra' farne parte.
E sappiamo tutti, lo ripeto ancora una volta, che si puo' uccidere anche a
mani nude, che bastano i pugni ed i calci a strappare una vita.
Sappiamo tutti a cosa servono queste milizie, anche se non indosseranno le
camicie brune.

2. EDITORIALE. MAO VALPIANA: RONDE OSTILI E RONDE AMICHE
[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: azionenonviolenta at sis.it) per
questo intervento]

Verona. Capitale morale della Lega. La citta' del sindaco sceriffo. La
citta' dei pestaggi fascisti. La citta' dove un giovane muore massacrato per
mano nazista. La citta' dove e' vietato mangiare kebab per strada. La citta'
dove alle panchine viene applicato il bracciolo per impedire ai senzatetto
di dormirci la notte. La citta' delle ronde padane...
Ma a Verona, da tanti anni, molto prima del vigente regime
populista-leghista-fascista, ogni sera scende in campo una vera ronda. E' la
"Ronda della Carita'". Un furgone, con quattro volontari, che dalle dieci di
sera a notte fonda, gira per il centro e per i quartieri, portando una tazza
di te' caldo, un pasto, una coperta, e una parola di conforto a chi ne ha
bisogno. Sono circa un centinaio le persone senza fissa dimora che ogni
notte ricevono umanita', concreta solidarieta', aiuto morale e fisico, dai
volontari della Ronda. Si tratta di un'iniziativa privata, del tutto
volontaria, apartitica e aconfessionale. Alcuni ristoranti forniscono
gratuitamente i pasti. La San Vincenzo fornisce vestiti e coperte. Decine di
giovani si organizzano per i turni.
Questa e' la ronda che mi piace, quella che riscatta l'intera citta'.
Ora in citta' abbiamo due tipi di ronde. Quelle che cercano il clandestino o
il barbone per cacciarlo, per denunciarlo, per farlo sparire dal contesto
urbano, e l'altra ronda, quella della carita', che i barboni va a scovarli
negli anfratti piu' nascosti, per fornire loro cio' di cui hanno bisogno per
un minimo di conforto, per vincere il freddo dentro e fuori di loro. Per
farli sentire accolti, per riconoscerli come figli di questa citta'.
Ci sono ronde ostili e ronde amiche.
Il pacchetto sicurezza varato dal governo e' odioso perche' legittima le
ronde che i barboni temono.
Ma il vero pacchetto sicurezza i cittadini-barboni lo trovano nella ronda
della carita', che ogni sera arriva con il suo carico di umanita'.
La Ronda della Carita' e' l'antidoto alle ronde del sindaco. La Ronda della
Carita' ci dice che ancora c'e' speranza. La Ronda della Carita' e' il punto
da cui Verona puo' ritrovare se stessa.

3. UNA SOLA UMANITA'. "OPERAZIONE COLOMBA": IL 26 FEBBRAIO A ROMA
[Da varie persone amiche riceviamo e diffondiamo]

Recentemente in Senato sono state approvate le disposizioni in materia di
immigrazione contenute nel ddl 733. Si tratta di una legge ingiusta che,
dietro l'apparente finalita' di garantire la sicurezza dei cittadini,
calpesta i diritti fondamentali delle persone e finira', al contrario, per
renderci tutti piu' insicuri. Per questo e' stato deciso di promuovere una
manifestazione a Roma che si terra' il 26 febbraio dalle ore 10 alle ore 12
davanti a Montecitorio.
Abbiamo superato ogni limite.
Prima che il decreto arrivi alla Camera e diventi legge dello Stato, bisogna
andarglielo a dire di persona e dobbiamo essere in molti: ognuno giri il
messaggio agli amici, parenti, colleghi, immigrati che conosce... perche'
sia un popolo multicolore a protestare.
Vi aspettiamo.
Un saluto di pace
Operazione Colomba
*
Per informazioni e contatti: Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace
della Comunita' Papa Giovanni XXIII, via Mameli 5, 47900 Rimini, tel. e fax:
054129005, e-mail: operazione.colomba at apg23.org, sito: www.operazione
colomba.it
*
Allegato 1
Recentemente in Senato sono state approvate le disposizioni in materia di
immigrazione contenute nel ddl 733. Si tratta di una legge ingiusta che,
dietro l'apparente finalita' di garantire la sicurezza dei cittadini,
calpesta i diritti fondamentali delle persone e finira', al contrario, per
renderci tutti piu' insicuri. Nello specifico le norme contestate sono:
- reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato;
- possibilita' di segnalare l'immigrato irregolare da parte del personale
medico curante;
- necessita' del requisito dell'idoneita' igienico-sanitaria dell'alloggio
ai fini dell'iscrizione anagrafica;
- innalzamento dei tempi per ottenere la cittadinanza italiana per
matrimonio;
- limitazioni alla possibilita', per i minori non accompagnati, di ottenere
un permesso di soggiorno al compimento della maggiore eta';
- divieto di matrimonio per lo straniero irregolarmente soggiornante;
- necessita' per lo straniero di esibire il permesso di soggiorno per i
provvedimenti relativi agli atti di stato civile.
L'effetto di queste norme sara' di spingere verso l'invisibilita' moltissime
persone che non lasceranno comunque il nostro Paese (in Italia attualmente
ci sono almeno 800.000 stranieri irregolari ed e' assolutamente impossibile
che vengano allontanati o che si allontanino spontaneamente, anche a causa
delle difficili, spesso drammatiche, condizioni di vita nei paesi di
origine). D'altra parte queste persone verranno sempre piu' emarginate e
sara' sempre piu' difficile portare avanti percorsi di integrazione sociale,
con gravi ripercussioni soprattutto per i soggetti piu' vulnerabili, in
primis donne e bambini. L'esclusione sociale, la disuguaglianza,
l'ingiustizia portano sempre tensioni, conflitti, violenza, di cui subiranno
le conseguenze, come sempre, le fasce piu' deboli della popolazione,
italiana e straniera. Una guerra tra poveri a cui si rispondera' con le
ronde e i militari per le strade. E' questo il futuro che immaginiamo per i
nostri figli?
L'immigrazione e' un fenomeno complesso, che comporta inevitabilmente anche
problemi, ma le risposte che vengono fornite con questi provvedimenti sono
soltanto apparenti ed inefficaci.
- Solo una legge giusta puo' dare piu' sicurezza;
- solo l'integrazione sociale previene la devianza;
- solo ampliando - e non restringendo - le possibilita' di ingresso e
soggiorno legale si riduce l'irregolarita';
- solo una seria politica di cooperazione allo sviluppo puo' davvero
diminuire i flussi di disperati che tentano di raggiungere il nostro Paese
in cerca di un destino migliore.
Cio' che preoccupa, inoltre, e che non e' assolutamente accettabile, e' il
clima di intolleranza che si rischia di alimentare nei confronti dello
straniero, considerato cittadino di serie B, facile capro espiatorio di
tutti i problemi.
Per questo e' stato deciso di promuovere una manifestazione a Roma che si
terra' il 26 febbraio dalle ore 10 alle ore 12 davanti a Montecitorio.
Per informazioni: Sandra Talacci, tel. 0541909600, cell. 3484766888, e-mail:
giustiziainternazionale at apg23.org
Seguiranno indicazioni e volantino della manifestazione anche sul sito:
www.operazionecolomba.it
*
Allegato 2
La Comunita' Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, sente il
bisogno di levare la propria voce per sottolineare la gravita' delle
conseguenze che potranno verificarsi in applicazione delle disposizioni
recentemente approvate dal Senato (Ddl A.S. 733).
La prima riflessione e' relativa al cosiddetto reato di immigrazione
irregolare. L'immigrato clandestino va ovviamente considerato in posizione
irregolare ma non deve essere perseguibile penalmente. La clandestinita' non
puo' essere assimilata alla criminalita', altrimenti questo assunto portera'
lo straniero che si trova in tale condizione alla latitanza come difesa e,
da disperato, sara' costretto a vivere ai margini della societa' civile, a
ricorrere ad espedienti, senza possibilita' d'integrazione.
Tale emarginazione, unita alla condizione di miseria materiale, alle
umiliazioni, alle manifestazioni di razzismo puo' alimentare ulteriormente
reazioni violente, irrazionali, pericolose e drammatiche per la nostra
societa'. Questo provvedimento pertanto contrasta con il clima di sicurezza
che si vorrebbe garantire al nostro Paese.
La seconda riflessione e' relativa alla possibilita' che viene data al
medico curante di segnalare l'immigrato irregolare alle autorita'. Tale
disposizione appare assurda ed ingiusta per i seguenti motivi: pone la
classe medica in una condizione deontologicamente scorretta e comunque
lesiva della dignita' della persona che va salvaguardata in un Paese civile
al di la' della classe sociale o dell'etnia di appartenenza; costringe i
malati a nascondere la loro condizione con gravi conseguenze per se stessi e
per coloro con cui vengono in contatto. Anche questa norma contravviene alla
condizione di sicurezza che si vuole assicurare al Paese in un momento
critico come l'attuale. Si potrebbe inoltre correre un altro rischio: lo
sviluppo di una rete di sistema pseudo-sanitario clandestino con conseguenze
gravissime, non facilmente contenibili e controllabili.
Per quanto attiene alle altre disposizioni approvate dal Senato nel suddetto
decreto esprimiamo il nostro sconcerto per il carattere rigidamente
limitativo e restrittivo delle stesse che, in quanto tali, non possono
essere coniugate con un corretto e civile atteggiamento di accoglienza.
Chiediamo pertanto un completo riesame della materia in oggetto che non
metta tutti gli immigrati "clandestini" nella stessa condizione di
passibilita' ma operi un distinguo tra chi commette reati e chi e' soltanto
sprovvisto della documentazione necessaria e garantisca comunque un sostegno
ai soggetti piu' vulnerabili quali i malati, gli anziani, le donne, i
bambini, le vittime di tratta o di ricatti.
Solo un'integrazione sociale agevolata e sostenuta da un clima di apertura e
di accoglienza possono dare piu' sicurezza e prevenire ogni forma di
devianza e di intolleranza nei confronti degli immigrati. Non dimentichiamo
che la disuguaglianza e l'esclusione sociale determinano tensioni e
conflitti che si riversano soprattutto sulle persone piu' indifese e deboli;
che solo una legge giusta puo' dare piu' sicurezza; che l'effetto di queste
norme sara' quello di spingere verso l'invisibilita' moltissime persone che
non lasceranno comunque il nostro Paese.
Invitiamo a condividere queste nostre valutazioni con quanti vorranno unirsi
a noi nella manifestazione "Lasciateci vivere" che avra' luogo a Roma
davanti al Palazzo di Montecitorio il giorno 26 febbraio alle ore 10, per
un'attenta riflessione sul significato profondo del messaggio evangelico:
"Ero forestiero e mi avete ospitato".

4. UNA SOLA UMANITA'. NANDO DALLA CHIESA: I DIRITTI PRIMI E INALIENABILI
DELL'ESSERE UMANO
[Ringraziamo Nando dalla Chiesa (per contatti: nando.dallachiesa at yahoo.it)
per questo intervento]

C'e' un aspetto del decreto sicurezza che genera massima inquietudine. E,
devo dire la verita', non si tratta tanto della legittimazione delle ronde.
Perche' quelle possono assumere l'aspetto dell'intolleranza turpe, ma anche
quello della passeggiata folcloristica (sia pure venata di veleni verbali) o
addirittura quello del presidio democratico come da anni suggerisce
l'esperienza realizzata a Milano e in altre citta' dall'associazione dei
City Angels. Quel che piu' inquieta, invece, e' l'invito ai medici a venir
meno al proprio dovere di assistere chi ha bisogno di loro. L'invito a non
vedere nel clandestino una persona umana. Si e' detto che questo invito apre
una serie di problemi gravi, con implicazioni anche per la salute e l'igiene
pubblica. E' senz'altro vero. Ma il dato di fondo, il punto prioritario e'
proprio la pretesa del potere politico di entrare nella coscienza dei
medici, nella loro deontologia, come gia' avvenuto in forme altrettanto
clamorose nel caso Englaro. Il dato di fondo e' la pervasivita' di un potere
che vorrebbe entrare nelle sensibilita' piu' intime e modificare al loro
cospetto lo statuto dei diritti primi e inalienabili dell'uomo. Qui, alla
fine, si condensa la filosofia di un decreto che e' soprattutto cinico e
dilettantesco.

5. UNA SOLA UMANITA'. AGNESE GINOCCHIO: UN GIRONE INFERNALE
[Ringraziamo Agnese Ginocchio (per contatti: agnese.musica at katamail.com) per
questo intervento]

Con il "pacchetto sicurezza" si vuole che centinaia di migliaia di donne,
uomini e bambini vivano in clandestinita' e vivano sempre peggio.
Nello stesso tempo si introduce il reato di "clandestinita'". Cosi' si
costruisce un girone infernale di sofferenze di cui gli immigrati sono
prigionieri.
Il "pacchetto sicurezza" in realta' e' un concentrato di norme disumane e
razziste che ci renderanno tutti quanti meno sicuri e meno liberi. Vengono
colpite in primo luogo le persone immigrate che sono prive del permesso di
soggiorno.
Abbiamo appena celebrato il sessantesimo anniversario della Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani. Il primo articolo della Dichiarazione recita:
"Tutti gli essere umani nascono liberi e sono eguali in dignita' e diritti".
In questo "pacchetto sicurezza" non ci sembra che questi diritti siano
uguali per tutti, ma solo per alcuni.
L'impegno per la pace ci chiama a schierarci sempre dalla parte degli
indifesi e degli oppressi, degli schiavi e dei "clandestini". Sono nostri
fratelli, la nostra umanita', il nostro prossimo, quel prossimo che Dio ci
dice di amare e di rispettare come noi stessi.
Una parabola ci continua a dire: "Ero forestiero e mi avete accolto". Quale
forestiero? Come quel giovane indiano di Nettuno incendiato da tre
squilibrati. Anche i nostri genitori sono stati forestieri, immigrati
all'estero. Se nazioni straniere si sarebbero comportate alla stessa maniera
di come oggi l'Italia si sta comportando nei confronti dei migranti, che ne
sarebbe stato dei nostri nonni e dei nostri genitori? Perche' si dimentica
cosi' facilmente la storia? Perche' ci si ostina a dare la "colpa" di tutti
i mali che affliggono la societa' sempre e solo agli immigrati, visti e
trattati come dei "terroristi"?
Il "pacchetto sicurezza" viola i comandamenti di Dio. I forestieri vengono
trattati come merce, cosa da buttare, acerrimi nemici da annientare.
Schiavi.. gli schiavi del terzo millennio, gli schiavi di questo sistema di
morte e di mafia che ammazza sogni e speranza dell'umanita'. Stiamo
ritornando ai tempi del faraone d'Egitto.
Oggi ci troviamo in una spaventosa crisi economica. In Italia, in Campania e
a Caserta molti lavoratori stanno perdendo il lavoro, dalla sera alla
mattina si trovano a convivere con una situazione insostenibile. Perche' il
nostro governo non pensa piuttosto a risolvere questi gravi problemi che
contribuiscono ad allargare la radice della crisi e a gettare la gente nella
disperazione? Se si continua con queste leggi razziali, non al servizio
della comunita' bensi' per il potere ed il benessere di pochi, l'Italia
precipitera' nel baratro della desolazione totale, la Babele, il caos del
nostro tempo.
Non ci sono parole per esprimere l'indignazione che si prova per quanto sta
accadendo.
Solidarieta' e pace ai nostri fratelli immigrati.
No al "pacchetto sicurezza".
Il governo ponga un freno alle proprie decisioni che non sono al servizio
della vita ma contribuiscono allo sfascio totale dei valori, all'aumento
della violenza criminale, alla barbarie razzista e xenofoba.
Un freno, prima che sia troppo tardi, prima che la piaga sociale degeneri
andando cosi' a trasformarsi in un male irreversibile e totale.
Shalom.

6. UNA SOLA UMANITA'. RENZO GUOLO: LE RONDE DI PARTITO
[Dal quotidiano "La Repubblica" del 23 febbraio 2009 col titolo "La corsa a
creare le ronde di partito"]

E cosi', a forza di indifferenza verso le trasformazioni indotte nella
"costituzione materiale" del tempo, eccoci piombati in piena era di
vigilantismo.
L'istituzionalizzazione delle cosiddette "ronde" - mai come questa volta il
nome indica la sostanza delle cose, al di la' del tentativo della destra di
matrice aennina e dello stesso Berlusconi di riconvertirlo nel piu'
burocratese e fintamente rassicurante "sicurezza partecipata" - segna una
svolta pericolosa.
Perche', nonostante i correttivi introdotti nel decreto, mina lo storico
primato dello Stato in materia di sicurezza, "privatizzandolo" a favore di
gruppi che possono diventare una sorta di milizia personale o di partito:
come dimostra la corsa in queste ore, in un Nordest sempre piu' Far East,
dei partiti a mettere le mani sulle ronde. Altro che ex-poliziotti o
ex-alpini, come ammette senza falsi pudori un Carroccio che si fida solo dei
"suoi". Si tratta di pure milizie di partito: "verdi", azzurre, nere. A
ciascuno la sua. Un mix di collateralismo di partito utile alla mobilita'
sociale e di protagonismo locale a varie tinte. Con il rischio che nella
nuova societa' della sorveglianza itinerante, le "telecamere umane" mettano
nel loro occhiuto campo visivo non solo i rischi per la sicurezza,
politicamente selezionati, ma anche i comportamenti non ritenuti ortodossi.
E, perche' no?, anche persone a qualsiasi titolo, sessuale, religioso,
politico, sgradite ai vigilantes in pettorina.
Una deriva gravida di rischi. Perche' produce conseguenze destinate a
mettere in discussione proprio quella sicurezza che si vorrebbe tutelare,
dal momento che non sempre sara' possibile controllare l'operato dei
"volontari", fortunatamente non armati, cosi' come la reazione dei
potenziali sorvegliati. Perche' tende a fare dell'ordine pubblico mobilitato
il terreno prevalente della politica. Mescolando, in una preoccupante
confusione di ruoli, istituzioni, organi di governo, milizie private. Con il
concreto rischio che si snaturino gli stessi caratteri dello Stato
democratico.
Al di la' della prevedibile inefficacia delle ronde in quanto produttrici di
sicurezza, il vero pericolo e' dato dal diffondersi come senso comune della
falsa idea del "popolo che si fa Stato" senza mediazioni istituzionali; di
una subcultura politica che vive la Costituzione, la magistratura, lo stesso
operato delle forze dell'ordine, come orpelli ingessanti, se non come
ostacoli da superare. Una novita', quella del vigilantismo, che accanto alla
progressiva trasformazione delle polizie municipali in organo di ordine
pubblico generale politicamente orientato e in concorrenza con i corpi di
polizia nazionale, rischia di alimentare non solo conflitti istituzionali ma
anche drammatiche torsioni dei diritti: come ricorda il caso di Parma.
Un percorso che, se sottovalutato perche' confuso, come fanno gli eterni
sottovalutatori di turno, con il folclore, rischia di accentuare la corsa
verso una sorta di "democrazia totalitaria" che ha come fine l'adesione del
cittadino a una supposta "volonta' generale". Una concezione di "Stato della
paura" che mette paura. Non e' un caso che il presidente della Repubblica,
pur obbligato a dare via libera al provvedimento, ne abbia immediatamente
preso le distanze, precisando come i contenuti del decreto siano di
"esclusiva responsabilita' del governo". Timori che aleggiano in ampi strati
della societa' italiana, consapevoli che, nelle intenzioni dei suoi
promotori, il vigilantismo e' destinato a mettere sotto controllo le nuove
"classi pericolose", immigrati in primo luogo. Timori, nonostante la presa
di distanza del Vaticano, diffusi anche in parte rilevante dello stesso
mondo cattolico che si riconosce in quanti, pure Oltretevere, hanno definito
il rondismo come un'"abdicazione dello Stato di diritto".
Una deriva che le forze piu' responsabili del Paese, quelle che storicamente
lo hanno salvato nei suoi momenti piu' difficili pur essendo spesso
espressioni di "minoranze attive", devono non solo respingere decisamente ma
contrastare culturalmente. Mostrandone, senza i complessi dovuti dall'aver
colpevolmente sottovalutato in passato il tema sicurezza, i possibili
rischi. Magari cercando di far comprendere alla societa' italiana che il
fondamentale diritto all'incolumita' e alla protezione fisica delle persone
dovrebbe essere accompagnato a quello alla protezione sociale degli
individui. Spezzando, cosi', la spirale che caratterizza questa incerta fase
della globalizzazione e riduce a vicende secondarie una crisi economica che
si annuncia durissima, lo sgretolamento del welfare, il drammatico collasso
del capitale sociale, a partire dalla formazione e dall'istruzione, il
degrado di quel bene indisponibile che e' l'ambiente. Su questi versanti la
destra populista non ha nulla da dire: il cittadino viene mobilitato solo
per sorreggerne il progetto carismatico e securitario. Per il resto, che si
arrangi: un salto all'indietro di due secoli.

7. UNA SOLA UMANITA'. GIANNOZZO PUCCI: PSICOLOGIA DI GUERRA
[Ringraziamo Giannozzo Pucci (per contatti: giannozzo at ecologist.it) per
questo intervento]

La nostra classe politica, salvo eccezioni, ha gli occhi rivolti al passato
economico degli anni '60 e una grossa dose di ipocrisia.
Condivido una per una le parole di Alex Zanotelli, e credo occorra rinnovare
il patto costituzionale, ma il paese non e' pronto per una cosa del genere.
La Grande Crisi che sta arrivando, ben piu' grave di quella del '29, ci
imporra' il cambiamento politico alto di cui il paese ha bisogno, altrimenti
sara' l'homo homini lupus.
Quello che non regge sul piano morale e umano non regge nemmeno sul piano
dell'efficienza. L'insicurezza e' figlia del permissivismo urbanistico,
commerciale, televisivo, scolastico, piegato agli interessi piu' potenti e
lontani che porta alla degradazione morale complessiva della societa'
italiana.
Non si puo' vietare la vita contadina e l'artigianato di bottega con multe
superiori a quelle degli spacciatori di droga cancellando la civilta'
dell'intero paese e poi pensare di ritrovare sicurezza con provvedimenti
punitivi di questa natura i quali peggiorano la situazione perche'
diffondono la psicologia di guerra.

8. UNA SOLA UMANITA'. ELENA PULCINI: UN ATTACCO ALLE NORME FONDAMENTALI
DELLA CIVILTA'
[Ringraziamo Elena Pulcini (per contatti: e_pulcini at philos.unifi.it) per
questo intervento]

Siamo dunque al "pacchetto sicurezza", ennesima tappa (la piu' infame) di un
attacco alle norme fondamentali della civilta'.
Siamo di fronte all'ennesima espressione di quella che possiamo definire una
"cultura della paura". Sappiamo bene che la globalizzazione crea uno stato
diffuso di insicurezza in quanto produce sfide inedite di fronte alle quali
ci sentiamo spaesati e impotenti. Catastrofi climatiche, proliferazione
della minaccia nucleare, epidemie virali, conflitti etnico-religiosi sono
solo alcune delle grandi sfide del nostro tempo che richiederebbero la
massima attenzione e la capacita' di elaborare nuovi strumenti di diagnosi e
di decisione per poter riassumere il controllo sul nostro futuro e sul
futuro delle prossime generazioni.
Ma invece di affrontare tutto questo, la politica (purtroppo non solo quella
di casa nostra) risponde deviando la paura su obiettivi pretestuosi,
risponde creando "capri espiatori" a cui di fatto addossare la colpa.
L'immigrato, il diverso, lo straniero sono i facili bersagli di una politica
impotente e regressiva che tenta (e purtroppo ci riesce!) di consolidare il
proprio potere e di ottenere consenso alimentando la paura e facendo presa
sugli istinti peggiori della popolazione.
Purtroppo la paura genera violenza e la violenza genera paura, in una
spirale perversa nella quale rischiamo di restare intrappolati abituandoci
sempre piu' a considerare normale cio' che e' invece abnorme e obbrobrioso.
Cio' che piu' di ogni altra cosa dobbiamo temere e' proprio questa sorta di
assuefazione delle coscienze.
Lottare contro la "cultura della paura" significa non solo contestare e
impedire leggi inammissibili ma significa anche sottrarsi ad ogni rimozione,
per riportare l'agenda della politica sulle vere priorita' e sui veri
problemi del nostro tempo.

9. UNA SOLA UMANITA'. BARBARA ROMAGNOLI: RESISTENZA E CONVIVENZA
[Ringraziamo Barbara Romagnoli (per contatti: barbara0romagnoli at gmail.com)
per questo intervento]

Non serve andare a cercare i dettagli del nuovo "pacchetto sicurezza",
importa ascoltare i commenti nei luoghi della varia umanita', dove poi le
politiche prendono corpo davvero. E ancora una volta sono state le
chiacchiere da bar e da autobus che mi hanno lasciata attonita, commenti che
aumentano e si fanno sentire piu' del solito e temo siano sottovalutati
nella loro capacita' pervasiva, sostenuta da media allarmisti, volutamente
superficiali nel dare conto delle notizie, e un governo che e' esattamente
quello che avremmo dovuto aspettarci: autoritario, sprezzante della
Costituzione e delle piu' elementari regole democratiche. Sono commenti nei
quali vince e monta l'ignoranza, in tutte le sue forme, piu' che la paura
del diverso cosi' tanto sbandierata. Ignoranza volgare di chi non distingue
rom da rumeni accanto all'ignoranza piu' raffinata, e quindi piu' subdula e
pericolosa, di chi definisce "stupri etnici" quelli delle ultime settimane o
"tortura di stato" il protocollo del caso Englaro.
Per sconfiggere la cultura delle ronde, quelle fai da te e quelle
istituzionali, credo sia necessario trovare il modo di riparlare con le
donne che si sono autoproclamate ronde rosa nel quartiere Appio di Roma, con
gli uomini e le donne che fanno finta di non vedere quello che accade nelle
loro case, con chi si arroga il diritto di farsi giustizia da solo, con gli
adolescenti maleducati, sempre piu' numerosi e di qualunque ceto sociale,
che prima o poi qualcuno dovra' raccontargli un'altra storia e un altro modo
di stare al mondo. Forse cosi' aumenteranno le persone capaci di capire che
gli stupri vengono usati in maniera strumentale per non parlare di altro,
come la crisi economica, che la violenza maschile sulle donne e' un problema
culturale non di passaporto, che il fascismo puo' esistere sotto svariate
forme e che l'attuale governo ne rappresenta una.
Fermi a guardare non si puo' stare, proviamo in tutti i luoghi a pensare
forme nuove di r/esistenza e convivenza. Se in tutto cio' ritrovassimo anche
la sinistra che ci siam persi per strada, non sarebbe male.

10. UNA SOLA UMANITA'. CHRISTIANA SOCCINI: MILITARIZZAZIONE E DITTATURA
[Ringraziamo Christiana Soccini (per contatti: ch.soccini at tin.it) per questo
intervento]

In tutta sincerita' la forte preoccupazione che da tempo nutro non attiene
tanto a quanto inserito specificatamente nei decreti che il Governo sta
adottando a raffica, bensi' e' il decreto in se' e il continuo farvi
ricorso.
I decreti sono misure straordinarie e non ordinarie nella pratica
amministrativa a cui si ricorre in situazioni di urgenza, ad esempio in caso
di calamita' naturali e non certo per dirimere politiche sociali che, per la
loro stessa natura, implicano l'articolazione di percorsi culturali di lungo
respiro.
I decreti emanati ci danno conto di che aria tira. E' un clima brutto, molto
cupo.
Al di la' di ogni considerazione di carattere etico e morale secondo cui e'
evidente in questo Governo la totale assenza di considerazione dei diritti
umani ma anche di una completa e reiterata inapplicazione di una basilare
analisi sociopolitica del fenomeno migratorio, peraltro alquanto antico
vista la posizione e il ruolo ponte che l'Italia ha da sempre ricoperto fra
le civilta', il Decreto sicurezza puo' essere letto, fra gli altri
provvedimenti governativi (si pensi che il Parlamento trasversalmente
concedera' la licenza di caccia ai sedicenni...), come un mezzo, un cuneo su
cui innescare la valanga della militarizzazione del territorio e lo stato
dittatoriale che si fonda sulla forza e sulla collusione del cittadino
delatore.
La sommatoria delle frustrazioni economiche e sociali che in questo momento
attanagliano ognuno di noi, i timori sul futuro, la vacuita' morale, la
prepotenza diffusa, l'analfabetismo dilagante, la caccia alle streghe
(leggasi: liberi pensatori), la demolizione dello stato sociale basato sulla
soddisfazione per tutti da parte di tutti dei diritti fondamentali,
l'assenza di memoria storica e il conseguente revisionismo, narrano di un
tempo gia' vissuto. Non e' retorica, ma il ventennio e' tornato o, forse,
mai e' terminato o non abbiamo fatto abbastanza per impedire che risorgesse.
Sara' dura recuperare quel momento di fermento cerebrale che ha dato luogo
nel secondo dopoguerra alla rivincita delle classi subalterne e
all'acquisizione di una dignita' diffusa e di un moderno senso di
cittadinanza.
Questa e' l'epoca di un rinnovato Medioevo, dove i reietti sono tali perche'
peccatori, dove il maschile determina la condizione femminile, dove la fede
prevale sulla scienza, dove la forza muscolare governa, dove torna
prepotente il concetto di diverso come nemico (alla faccia del tanto
vituperato e largamente incompreso Darwin), dove l'opposizione
all'ingiustizia non esiste e l'individuo per non soccombere si lascia
corrompere dall'ultimo prepotente locale che, paradossalmente, gli offre
protezione.
Credo che l'unico modo per superare, in senso lato, questo brutto periodo
sia vincere la paura sentendo accrescere in noi la fierezza di essere contro
le ingiustizie, i corrotti, i violenti.

11. VIOLENZA. MARIA SERENA PALIERI: RIHANNA E LE ALTRE
[Dal quotidiano "L'Unita'" del 23 febbraio 2009 col titolo "Rihanna e le
altre. Quando l''amore' ti cancella"]

Un viso umano, quando e' tumefatto e sanguinante, perde i suoi tratti:
diventa uguale a qualunque altro viso umano tumefatto e sanguinante. E'
cosi' anche per quello di Rihanna, apparso in rete nei giorni scorsi, a
riprova del pestaggio inflittole dal compagno Chris Brown. Rihanna, cantante
barbadiana, e' ventunenne da soli tre giorni ma, come informa Wikipedia, e'
gia' titolare di molti record: prima voce delle Barbados ad aver vinto un
Grammy Award, una delle tre artiste al mondo ad avere avuto otto hit da uno
stesso album, e cosi' via. Nelle immagini di scena mostra un volto
decisamente grazioso, di quelli che nei romanzi per signorine, quando
regnavano le gerarchie generazionali, sarebbe stato definito un "visetto
impertinente". Ma, appunto, pugni e schiaffi cancellano l'impertinenza:
rendono una faccia di donna uguale a tutte le altre facce di donna
sottoposte allo stesso pestaggio, facce belle, brutte, mansuete, spavalde.
E' stata ridotta cosi', Rihanna, dall'ex-fidanzato - la voce maschile con
cui duettava in Cinderella under my umbrella - l'8 febbraio, il giorno in
cui insieme avrebbero dovuto esibirsi davanti alla platea dei Grammy Awards.
Invece quella sera lei e' finita al pronto soccorso e lui sotto indagine per
violenza. Una mano ignota (si ipotizza sia stata la stessa polizia
losangelina, al fine di incriminare piu' rapidamente Brown) ha scattato la
fotografia e l'ha inviata al sito web Tmz, specializzato in gossip sui
personaggi dello spettacolo. Ora, sembra che in rete fossero gia' circolate
in precedenza altre immagini della cantante con un occhio nero. Questo, se
e' vero, farebbe pensare che Robyn Rihanna Fenty (e' il nome completo con
cui e' stata iscritta all'anagrafe di St. Michael il 20 febbraio 1988) fosse
abituata a prenderle da Cristopher Maurice Brown, nato a Tappahannock,
Virginia, il 5 maggio 1989. Che, quindi, sotto l'identita' da pop-star,
agisse in lei lo stesso meccanismo psicologico che si mette in moto in tutte
le donne - celebri o anonime, abituate a stare sui rotocalchi o effigiate
solo alle nozze e sulla carta d'identita' - che finiscono al pronto
soccorso, o direttamente all'obitorio, per mano dei propri "innamorati". Il
meccanismo e' questo: lei accetta di essere considerata una "proprieta'" da
lui, di essere maltrattata e disprezzata, comincia a prenderle ma non
denuncia, lui va oltre... E' come se la coppia, di fronte a cio' che non e'
sopportabile: che un uomo si imponga su una donna in virtu' della propria
maggiore forza fisica, anziche' scoppiare si cementasse. Perversamente.
Certo, e' un paradosso maggiore che questo avvenga dove ci sono soldi. Soldi
per pagarsi avvocati, una casa nuova quando ci si separa, per andare in
analisi e capire di piu' di se stessi: quello che moltissime donne (e
moltissimi uomini) non hanno. E' un paradosso in apparenza maggiore che
avvenga li' dove sembra regnino autoassertivita' e trionfale sicurezza di
se': nel mondo dello spettacolo.
Ma Rihanna non e' il primo volto bello e famoso a diventare per qualche ora
emblema di quello che altrove succede tutti i giorni, lontano dai
riflettori. La mattina del 12 ottobre 1978 Nancy Spungen, ventenne bionda
dal fascino da bambola dark, giaceva con un coltello nell'addome sul
pavimento del bagno della stanza numero 100 del Chelsea Hotel, a Manhattan.
A trovarla fu il suo fidanzato ventunenne John Simon Ritchie, in arte Sid
Vicious, bassista dei Sex Pistols. Emergeva, racconto', da un trip di droghe
(erano eroinomani tutti e due). In realta', la' su quel pavimento, morta, ce
l'aveva spedita lui. John Simon Ritchie, qualche mese dopo, fece quello
che - stando alle statistiche - fanno poi molti di questi "amorosi
assassini": tento' il suicidio. Fu salvato una prima volta, ci riusci' la
seconda, con un'overdose di eroina, il primo febbraio 1979. A dare alla
vicenda un tocco ulteriore di perversione fu l'ipotesi circolata allora: che
a fornirgli la dose per il viaggio fatale fosse stata sua madre.
La sera del 13 giugno 1994 Nicole Brown venne ritrovata quasi decapitata nel
giardino del condominio in cui risiedeva, al numero 875 di South Bundy
Drive, a Brentwood. Accanto a lei, coi segni di diciassette coltellate,
c'era il corpo di Ronald Goldman. Nicole era una tipica bellezza americana -
bionda, pelle di pesca, sorriso scintillante - ed era la ex-moglie di O. J.
Simpson, l'afroamericano stella del football. A differenza delle altre
candidate a una "amorevole" morte violenta lei, dopo la separazione, il
marito l'aveva denunciato, per maltrattamenti.
Ma nel suo caso questo stop - che spesso salva la vita - non aveva
funzionato. Dopo la spettacolare fuga in macchina di O. J. Simpson, il
processo tra il '94 e il '95 sarebbe diventato una tipica "cause celebre":
razzista la polizia, bianca? Simpson sarebbe finito in carcere solo nel
2008, condannato a 15 anni, ma per un altro reato, rapina a mano armata.
Il primo agosto 2003 a Vilnius, in Lituania, muore per edema cerebrale una
donna quarantunenne con un cognome importante, Marie Trintignant. Del padre,
Jean-Louis, ha gli occhi enormi timidi e inquieti. Sembra che nell'infanzia,
a seguito della morte di una sorella, fosse divenuta muta. Pero' era
diventata attrice, all'inizio in due pellicole dirette da sua madre Nadine
Marquand. Appunto, a Vilnius girava un film. Aveva anche uno stile di vita
da jet set: quattro figli con quattro uomini diversi. A ucciderla e' il suo
ultimo compagno, Bertrand Cantat, voce dei Noir Desir, gruppo rock francese.
Come nel caso di Sid Vicious, e' un omicidio "dopato": Cantat l'ha picchiata
e uccisa sbronzo e impasticcato.
Noir Desir, nero desiderio, quasi un ossimoro. Ed e' un ossimoro quello che
si cementa in queste unioni: in questi amorosi assassinii. Lontano dai
riflettori succede tutti i giorni. Per venire a noi, nel nostro Paese un po'
di piu' che in altri paesi del Nord-Ovest del mondo. In Italia ogni tre
giorni una donna viene uccisa dal marito o dal fidanzato.
Oppure da un ex che non manda giu' di essere diventato tale. A volte da un
uomo che la coppia se l'e' inventata: che, quella donna, l'ha scelta e
"sposata" in un suo interiore mondo fantasmatico. Diciamo che in senso
percentuale, dopo la morte per cause naturali o per incidente su strada, in
Italia per gli uomini viene la morte bianca sul lavoro, per le donne questa
sanguinaria "affettiva" fine. Solo che non si nota: c'e' chi, delle morti
nei cantieri e in fabbrica, tiene i conteggi, nessuno fa altrettanto per la
mattanza femminile.
Il volto irriconoscibile di Rihanna ci dice questo: e' un drammatico spot
online di quanto succede oltre il web, giu', nel buio.

12. MATERIALI. NUOVAMENTE AGGIORNATO ED AMPLIATO IL SITO
WWW.COIPIEDIPERTERRA.ORG

www.coipiediperterra.org - il sito del comitato che si oppone all'aeroporto
di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti - e' stato
nuovamente aggiornato ed arricchito di ulteriori materiali di informazione,
documentazione, riflessione.
Nel sito sono stati inseriti i recenti fascicoli (e sono disponibili tutti
quelli precedentemente usciti - oltre centocinquanta) del notiziario "Coi
piedi per terra", notiziario su cui sono apparsi tra l'altro numerosissimi
interventi di illustri personalita' del dibattito scientifico e culturale e
accurati materiali di documentazione.
Il sito contiene sezioni di testi in italiano e in inglese, una
documentazione fotografica di alcune iniziative del comitato, sezioni
specifiche che presentano comunicati, relazioni, interviste, bibliografie e
sitografie, link utili e siti amici, un'ampia cronologia delle attivita'
svolte; in evidenza nella home page alcune comunicazioni intercorse tra il
comitato e varie autorita' istituzionali.
Nel sito e' ospitato anche uno spazio dell'Isde di Viterbo (l'Isde e' la
prestigiosa Associazione italiana medici per l'ambiente - International
Society of Doctors for the Environment Italia) che reca tra l'altro anche
vari materiali in ricordo dell'illustre scienziato Lorenzo Tomatis.
Di particolare interesse un'ampia sezione di testi di studio, che presenta
anche opere integrali di Gunther Anders, Piero Calamandrei, Aldo Capitini,
Susan George, Martin Luther King, Alexander Langer, Primo Levi, Giulio A.
Maccacaro, Jean-Marie Muller, Vandana Shiva, ed ancora altre autrici ed
altri autori.
Il sito www.coipiediperterra.org e' uno strumento di informazione e
documentazione a disposizione di tutte le persone interessate all'impegno in
difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti.

13. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

14. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.miritalia.org; per contatti: mir at peacelink.it, luciano.benini at tin.it,
sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 741 del 24 febbraio 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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