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Coi piedi per terra. 178



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 178 del 18 aprile 2009

In questo numero:
1. Maria G. Di Rienzo: Un brutto film
2. Antonella Litta: Lettera al Presidente della societa' "Aeroporti di Roma"
3. Un dossier documentario sulla irrealizzabilita' ed illegalita' di un
mega-aeroporto collocato nell'area termale del Bulicame a Viterbo
4. Un memorandum sulla irrealizzabilita' ed illegalita' di un mega-aeroporto
a Viterbo
5. Una lettera aperta all'assessore all'agricoltura della Regione Lazio
6. Marinella Correggia: Tecnologie semplici contro lo spreco
7. Marinella Correggia: Debito ecologico
8. Giovanna Ricoveri: L'alternativa dei beni comuni
9. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

1. EDITORIALE. MARIA G. DI RIENZO: UN BRUTTO FILM
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per
questo intervento]

Io ricordo Chernobyl. Ricordo l'annuncio che fu dato dopo l'incidente.
Ricordo che non si doveva mangiare la verdura o lavorare nell'orto. Ricordo
di aver guardato l'erba sotto i miei piedi, inorridita, incredula,
spaventata: era diventata velenosa? La mia amica erba. I miei amici insetti
fra i fili verdi. Ricordo un dolore sordo, una sorta di obnubilamento. Poi
le immagini televisive, le inchieste, cio' che accadde dopo. Voi ne avete
memoria? 600.000 persone furono reclutate come "liquidatori" di cio' che
restava della centrale nucleare: contadini, soldati, minatori, operai,
vigili del fuoco. Molti di essi spostarono pezzi di metallo radioattivo a
mani nude. Dovettero spegnere 300 incendi sprigionatisi dall'inferno.
Abbatterono un'intera foresta, abbatterono centinaia di case, e poi
seppellirono tutto, compresi i bulldozer che avevano usato. Dopo dieci anni,
13.000 di queste persone erano gia' morte di radiazioni e 70.000 erano
divenute disabili. Dei restanti, successivamente il 20% non ha retto i
cancri, gli aborti, i bimbi nati morti o malformati, e si e' tolto la vita.
I sopravvissuti, ancora oggi, vengono chiamati i "morti viventi". Brutto
film, ne convengo. E allora fermiamo il regista prima del remake, per
favore.

2. LETTERE. ANTONELLA LITTA: LETTERA AL PRESIDENTE DELLA SOCIETA' "AEROPORTI
DI ROMA"

Egregio Presidente della societa' "Aeroporti di Roma",
lei evidentemente ignora che la proposta di realizzare un mega-aeroporto a
Viterbo nell'area termale del Bulicame e' impossibile e fuorilegge.
Forse i suoi referenti istituzionali le hanno nascosto alcune decisive
realta'.
1. L'opera ricadrebbe nell'area termale del Bulicame, un bene naturalistico,
storico-culturale, terapeutico e sociale di estrema rilevanza, un bene
peculiare ed irrinunciabile che la realizzazione dell'opera
mega-aeroportuale devasterebbe irreversibilmente;
2. l'opera ricadrebbe su un'area di rilevantissime emergenze archeologiche e
relativi vincoli di salvaguardia;
3. l'opera confligge con il Piano territoriale paesaggistico regionale e
relativi vincoli di salvaguardia;
4. l'opera confligge con il Piano regolatore generale del Comune di Viterbo
e relativi vincoli di salvaguardia;
5. la decisione ministeriale che avviava le procedure per la realizzazione
dell'opera e' viziata ab ovo da colossali errori di fatto oltre che
procedimentali tali da invalidarla in toto;
6. ai sensi della vigente legislazione italiana ed europea l'opera e' del
tutto priva dei requisiti richiesti;
7. l'opera avrebbe effetti assai gravi sulla salute, la sicurezza e la
qualita' della vita della popolazione viterbese;
8. l'opera devasterebbe un'area pregiata anche dal punto di vista delle
colture agricole;
9. l'opera avrebbe un impatto assai negativo sull'Orto botanico sito nelle
immediate vicinanze e sull'attivita' di ricerca scientifica dell'Universita'
della Tuscia;
10. inoltre la rete infrastrutturale viterbese - gia' inadeguata -
collasserebbe immediatamente se venisse realizzato il mega-aeroporto;
11. illustri scienziati e cattedratici di fama internazionale, autorevoli
rappresentanti delle istituzioni - a cominciare dalla vicepresidente del
Parlamento Europeo - hanno espresso una esplicita e motivata opposizione
all'opera.
12. E' infine ovvio che se l'insipiente ed irresponsabile lobby
politico-affaristica che vuole realizzare un'opera devastante e patogena
proseguisse nella sua insensata ed illegittima iniziativa di aggressione al
bene comune, al territorio, alle risorse e alla salute dei cittadini, cosi'
ledendo gravemente i diritti soggettivi e i legittimi interessi della
popolazione viterbese, ben presto i cittadini per difendere se stessi, i
propri beni, il territorio ed i beni comuni, avvieranno tutte le opportune
azioni legali presso le competenti magistrature civili, penali ed
amministrative contro coloro che si renderanno in vario modo e misura
corresponsabili di una cosi' sciagurata aggressione.
Sic stantibus rebus, ci e' sembrato opportuno informarla della reale
situazione dell'area e della obiettiva irrealizzabilita' ed illegalita' del
mega-aeroporto.
Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno
chiarimento, e rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile
nel nostro sito www.coipiediperterra.org, voglia gradire distinti saluti,
dottoressa Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del
trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia,
dei diritti di tutti
Viterbo, 16 aprile 2009

3. DOCUMENTAZIONE. UN DOSSIER DOCUMENTARIO SULLA IRREALIZZABILITA' ED
ILLEGALITA' DI UN MEGA-AEROPORTO NELL'AREA TERMALE DEL BULICAME A VITERBO
[Il dossier documentario puo' essere richiesto all'Isde di Viterbo
(isde.viterbo at libero.it), al comitato che si oppone al mega-aeroporto
(info at coipiediperterra.org), alla dottoressa Antonella Litta
(antonella.litta at libero.it), al Centro di ricerca per la pace di Viterbo
(nbawac at tin.it). Tutti i materiali in esso contenuti, e molti altri ancora,
sono disponibili nel sito www.coipiediperterra.org]

Al Commissario Europeo ai Trasporti
Al Presidente della Commissione Ambiente e Sanita' del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo
Alla Ministra dell'Ambiente
Al Ministro dei Beni Culturali
Al Ministro dei Trasporti
Al Ministro del Welfare
Al Presidente della Commissione Ambiente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica
Al Presidente della Commissione Sanita' del Senato della Repubblica
Al Presidente della Commissione Trasporti del Senato della Repubblica
Al Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati
Al Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati
Al Presidente della Commissione Sanita' della Camera dei Deputati
Al Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati
Al Presidente della Regione Lazio
All'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio
All'Assessore alla Cultura della Regione Lazio
All'Assessore alla Mobilita' della Regione Lazio
All'Assessore alla Salute della Regione Lazio
Al Dirigente dell'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio
Al Dirigente dell'assessorato alla Cultura della Regione Lazio
Al Dirigente dell'assessorato alla Mobilita' della Regione Lazio
Al Dirigente dell'assessorato alla Salute della Regione Lazio
Al Presidente della Commissione Ambiente della Regione Lazio
Al Presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio
Al Presidente della Commissione Mobilita' della Regione Lazio
Al Presidente della Commissione Salute della Regione Lazio
Al Presidente della Provincia di Viterbo
All'Assessore all'Ambiente della Provincia di Viterbo
All'Assessore all'Assistenza della Provincia di Viterbo
All'Assessore alla Cultura della Provincia di Viterbo
All'Assessore ai Trasporti della Provincia di Viterbo
Al Segretario generale della Provincia di Viterbo
Al Direttore generale della Provincia di Viterbo
Al Difensore civico della Provincia di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato all'Ambiente della Provincia di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato all'Assistenza della Provincia di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato alla Cultura della Provincia di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato ai Trasporti della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Commissione Assistenza della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Commissione Cultura della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Commissione Trasporti della Provincia di Viterbo
Al Sindaco del Comune di Viterbo
All'Assessore all'Ambiente del Comune di Viterbo
All'Assessore all'Assistenza del Comune di Viterbo
All'Assessore alla Cultura del Comune di Viterbo
All'Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
All'Assessore ai Trasporti del Comune di Viterbo
All'Assessore all'Urbanistica del Comune di Viterbo
Al Segretario generale del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato all'Ambiente del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato all'Assistenza del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato alla Cultura del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato ai Trasporti del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato all'Urbanistica del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Assistenza del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Cultura del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Trasporti del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Viterbo
Al Prefetto di Viterbo
Al Presidente dell'Enac
Al Presidente dell'Enav
Alla Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria Meridionale
All'Arpa Lazio
Alla Asl di Viterbo
*
Oggetto: invio dossier documentario sulla irrealizzabilita' ed illegalita'
di un mega-aeroporto collocato nell'area termale del Bulicame a Viterbo.
Egregi signori,
con la presente vi inviamo un sintetico dossier documentario sulla
irrealizzabilita' ed illegalita' di un mega-aeroporto collocato nell'area
termale del Bulicame a Viterbo.
In particolare alleghiamo:
a) appello ai medici dell'Alto Lazio del 19 febbraio 2009
b) lettera ai medici dell'Alto Lazio del 18 marzo 2008;
c) esposto al Cipe del 9 aprile 2009;
d) diffida al Ministro dei Trasporti del 6 aprile 2009;
e) lettera aperta ai consiglieri comunali di Viterbo del 22 febbraio 2009;
f) lettera al Presidente della Repubblica del 4 agosto 2008
g) relazione al convegno nazionale dell'Isde-Italia del 4 aprile 2009
Distinti saluti,
dottoressa Antonella Litta
referente per la provincia di Viterbo dell'Associazione italiana medici per
l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia)
Viterbo, 15 aprile 2009

4. DOCUMENTAZIONE. UN MEMORANDUM SULLA IRREALIZZABILITA' ED ILLEGALITA' DI
UN MEGA-AEROPORTO A VITERBO

Al Presidente della Repubblica
Al Commissario Europeo ai Trasporti
Al Presidente della Commissione Ambiente e Sanita' del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo
Alla Ministra dell'Ambiente
Al Ministro dei Beni Culturali
Al Ministro dei Trasporti
Al Ministro del Welfare
Al Presidente della Commissione Ambiente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica
Al Presidente della Commissione Sanita' del Senato della Repubblica
Al Presidente della Commissione Trasporti del Senato della Repubblica
Al Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati
Al Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati
Al Presidente della Commissione Sanita' della Camera dei Deputati
Al Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati
Al Presidente della Regione Lazio
All'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio
All'Assessore alla Cultura della Regione Lazio
All'Assessore alla Mobilita' della Regione Lazio
All'Assessore alla Salute della Regione Lazio
Al Dirigente dell'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio
Al Dirigente dell'assessorato alla Cultura della Regione Lazio
Al Dirigente dell'assessorato alla Mobilita' della Regione Lazio
Al Dirigente dell'assessorato alla Salute della Regione Lazio
Al Presidente della Commissione Ambiente della Regione Lazio
Al Presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio
Al Presidente della Commissione Mobilita' della Regione Lazio
Al Presidente della Commissione Salute della Regione Lazio
Al Presidente della Provincia di Viterbo
All'Assessore all'Ambiente della Provincia di Viterbo
All'Assessore all'Assistenza della Provincia di Viterbo
All'Assessore alla Cultura della Provincia di Viterbo
All'Assessore ai Trasporti della Provincia di Viterbo
Al Segretario generale della Provincia di Viterbo
Al Direttore generale della Provincia di Viterbo
Al Difensore civico della Provincia di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato all'Ambiente della Provincia di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato all'Assistenza della Provincia di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato alla Cultura della Provincia di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato ai Trasporti della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Commissione Assistenza della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Commissione Cultura della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Commissione Trasporti della Provincia di Viterbo
Al Sindaco del Comune di Viterbo
All'Assessore all'Ambiente del Comune di Viterbo
All'Assessore all'Assistenza del Comune di Viterbo
All'Assessore alla Cultura del Comune di Viterbo
All'Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
All'Assessore ai Trasporti del Comune di Viterbo
All'Assessore all'Urbanistica del Comune di Viterbo
Al Segretario generale del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato all'Ambiente del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato all'Assistenza del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato alla Cultura del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato ai Trasporti del Comune di Viterbo
Al Dirigente dell'assessorato all'Urbanistica del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Assistenza del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Cultura del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Trasporti del Comune di Viterbo
Al Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Viterbo
Al Prefetto di Viterbo
Al Presidente dell'Enac
Al Presidente dell'Enav
Alla Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria Meridionale
All'Arpa Lazio
Alla Asl di Viterbo
*
Oggetto: invio da parte del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo di un
breve memorandum in forma di sommario dossier documentario sulla
irrealizzabilita' ed illegalita' di un mega-aeroporto a Viterbo.
*
Egregi signori,
con la presente vi inviamo un breve memorandum in forma di sommario dossier
documentario sulla irrealizzabilita' ed illegalita' di un mega-aeroporto a
Viterbo.
In particolare alleghiamo:
1. esposto al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica del
9 aprile 2009;
2. diffida al Ministro dei Trasporti del 6 aprile 2009;
3. esposto alla Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria
meridionale del 30 marzo 2009;
4. esposto al Ministro per i Beni culturali del 27 marzo 2009;
5. diffida al Sindaco del Comune di Viterbo del 20 dicembre 2008;
6. lettera al Presidente della Repubblica del 4 agosto 2008;
7. lettera alla Ministra dell'Ambiente del 26 luglio 2008;
8. lettera al Ministro per i Beni e le Attivita' Culturali del 25 luglio
2008;
9. lettera aperta in forma di diffida al Presidente dell'Ente nazionale per
l'aviazione civile (Enac) del 23 luglio 2008;
10. lettera al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
del 15 luglio 2008;
11. lettera al Commissario Europeo ai Trasporti del 12 luglio 2008.
Segnaliamo che varie altre comunicazioni a tutte le istituzioni variamente
interessate alla vicenda sono presenti nel sito www.coipiediperterra.org,
sito in cui sono raccolti tutti i principali materiali prodotti
dall'iniziativa dei cittadini che si oppongono al mega-aeroporto a Viterbo
dal luglio 2007 ad oggi.
Distinti saluti,
Peppe Sini
responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo
Viterbo, 16 aprile 2009

5. DOCUMENTI. UNA LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA DELLA REGIONE
LAZIO

Gentile assessore all'agricoltura della Regione Lazio,
come forse gia' sapra', una lobby politico-affaristica di cui sono animatori
alcuni personaggi dell'estrema destra viterbese, briga da anni per imporre
la realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo, nel cuore dell'area termale
del Bulicame, un bene naturalistico, storico-culturale, terapeutico, sociale
ed economico di inestimabile valore; la realizzazione del mega-aeroporto
devasterebbe irreversibilmente quell'area, e costituirebbe anche una pesante
aggressione alla salute, alla sicurezza e alla qualita' della vita dei
cittadini viterbesi che abitano nei popolosi quartieri nelle vicinanze del
sedime.
Forse invece non sa che la realizzazione del mega-aeroporto provocherebbe un
grave nocumento anche alle colture agricole dell'area prossima al sedime,
area in cui insistono attivita' produttive di culture pregiate e di colture
biologiche.
Inoltre il mega-aeroporto impatterebbe gravemente anche sull'orto botanico
dell'Universita' di Viterbo, e sull'attivita' di ricerca scientifica della
stessa in campo agrario.
Purtroppo oltre un anno fa la Regione Lazio, lasciandosi ingannare da una
documentazione viziata da scandalose menzogne e macroscopici errori, avallo'
irragionevolmente tale operazione, evidentemente ignorando che nell'area
termale del Bulicame un mega-aeroporto e' sia del tutto irrealizzabile che
del tutto fuorilegge.
E' tempo che la Regione Lazio cessi di essere complice di una lobby
politico-affaristica di estrema destra che intende realizzare un'opera
nociva e distruttiva, insensata ed illegale; e' tempo che la Regione Lazio
riconosca l'errore a suo tempo commesso, riconsideri la questione alla luce
della verita' dei fatti, ed assuma un atteggiamento coerente con quanto
disposto dalle norme italiane ed europee e dalla pianificazione territoriale
regionale.
Si consideri infatti che:
a) come gia' ricordato, il mega-aeroporto ricadrebbe nell'area termale del
Bulicame, un bene naturalistico, storico-culturale, terapeutico e sociale di
estrema rilevanza, un bene peculiare ed irrinunciabile che la realizzazione
dell'opera mega-aeroportuale devasterebbe irreversibilmente;
b) il mega-aeroporto ricadrebbe su un'area di rilevantissime emergenze
archeologiche e relativi vincoli di salvaguardia;
c) il mega-aeroporto confligge con il Piano territoriale paesaggistico
regionale e relativi vincoli di salvaguardia;
d) il mega-aeroporto confligge con il Piano regolatore generale del Comune
di Viterbo e relativi vincoli di salvaguardia;
e) la decisione ministeriale che avviava le procedure per la realizzazione
del mega-aeroporto  e' viziata ab ovo da colossali errori di fatto oltre che
procedimentali tali da invalidarla in toto;
f) ai sensi della vigente legislazione italiana ed europea il mega-aeroporto
e' del tutto privo dei requisiti richiesti (non vi e' ne' un vero e proprio
progetto, ne' Valutazione d'impatto ambientale - Via -, ne' Valutazione
ambientale strategica - Vas-);
g) il mega-aeroporto avrebbe effetti assai gravi sulla salute, la sicurezza
e la qualita' della vita della popolazione viterbese;
h) come gia' segnalato, il mega-aeroporto devasterebbe un'area pregiata
anche dal punto di vista delle colture agricole;
i) e ancora, il mega-aeroporto avrebbe un impatto assai negativo sull'Orto
botanico sito nelle immediate vicinanze e sull'attivita' di ricerca
scientifica dell'Universita' della Tuscia;
l) inoltre la rete infrastrutturale viterbese - gia' inadeguata -
collasserebbe immediatamente se venisse realizzato il mega-aeroporto;
m) un mega-aeroporto illecito e irrealizzabile, nocivo e distruttivo,
costituirebbe inoltre un colossale sperpero di pubblico denaro configurabile
non solo come illecito amministrativo ma anche come reato penale in capo a
quanti se ne rendessero corresponsabili;
n) illustri scienziati e cattedratici di fama internazionale, autorevoli
rappresentanti delle istituzioni - a cominciare dalla vicepresidente del
Parlamento Europeo -, figure prestigiose delle istituzioni e della societa'
civile come il giudice Ferdinando Imposimato, come padre Alessandro
Zanotelli, come la scrittrice Dacia Maraini, hanno espresso una esplicita e
motivata opposizione all'opera;
o) Last, but not least: e' infine ovvio che se l'insipiente ed
irresponsabile lobby politico-affaristica che vuole realizzare un'opera
devastante e patogena proseguisse nella sua insensata ed illegittima
iniziativa di aggressione al bene comune, al territorio, alle risorse e alla
salute dei cittadini, cosi' ledendo gravemente i diritti soggettivi e i
legittimi interessi della popolazione viterbese, ben presto i cittadini per
difendere se stessi, i propri beni, il territorio ed i beni comuni,
avvieranno tutte le opportune azioni legali presso le competenti
magistrature civili, penali ed amministrative contro coloro che si
renderanno in vario modo e misura corresponsabili di una cosi' sciagurata
aggressione.
Informandola di tutto quanto precede, e rivolgendoci a lei sia in
considerazione delle sue specifiche competenze come assessore
all'agricoltura, sia come responsabile in solido delle decisioni della
Giunta Regionale, la preghiamo di voler approfondire la questione e di
impegnarsi affinche' la Regione Lazio cessi di essere complice di
un'operazione speculativa che danneggia non solo la popolazione viterbese,
non solo beni naturalistici, archeologici e culturali che sono bene comune,
non solo il pubblico erario, ma anche la stessa dignita' delle istituzioni.
Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno
chiarimento, e rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile
nel sito www.coipiediperterra.org, voglia gradire distinti saluti,
la portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione del
mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo,
Antonella Litta
il responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, Peppe Sini
Viterbo, 17 aprile 2009

6. MONDO. MARINELLA CORREGGIA: TECNOLOGIE SEMPLICI CONTRO LO SPRECO
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 15 aprile 2009 col titolo "Energie
parallele"]

Solar Chill e' un frigorifero fotovoltaico che permette la conservazione di
vaccini o di cibo, senza fili della luce e centrali elettriche. Nato da
un'idea di Greenpeace, e' stato realizzato dall'Istituto danese di
tecnologia e alcuni prototipi sono stati testati con successo in Senegal,
Indonesia e Cuba. Con una temperatura ambiente superiore ai 32 gradi
Celsius, Solar Chill ha sempre mantenuto la temperatura interna tra i 2 e
gli 8 gradi. Il Tile Tasuma in Mali e' un "fuoco solare" che permette, come
dichiarano i promotori, di "salvaguardare l'ambiente ed economizzare
denaro", riducendo l'uso di legna da ardere, come molti altri modelli di
cucine solari ormai diffuse in Africa come in Asia e America Latina. In
Benin funziona, senza uso di energia elettrica, un distributore d'acqua a
gettone tarato a 35 litri... no, non e' una multinazionale a gestirlo, ma un
comitato di villaggio che si occupa delle fontanelle rifornite da un nuovo
acquedotto; il prezzo del gettone e' minimo ma serve a coprire le spese di
manutenzione e permette il prelievo 24 ore su 24. La pompa manuale a tazze
"noria", che funziona anche per pozzi di 50 metri, riprende sotto sembianze
moderne un antichissimo metodo di estrazione d'acqua da pozzi e acquitrini
ed e' stata elaborata e prodotta in Ciad nel 1980, per poi essere applicata
in Camerun, Benin e Burkina Faso. Acuaclor solar e' un apparecchio per
potabilizzare l'acqua: un pannello fotovoltaico fornisce l'energia
necessaria all'elettrolisi di una soluzione diluita di sale per produrre
ipoclorito di sodio: in una giornata di sole si fornisce acqua potabilizzata
a 400-800 persone. In Kenya le lanterne solari sono un'ottima alternativa ai
fili della luce (che non ci sono) e alle puzzolenti lampade a kerosene: il
pannello fotovoltaico di giorno carica la batteria della lampada, che puo'
anche dare energia a una piccola radio.
Ecco un giro del mondo in mille tecnologie semplici, economiche ed
ecologiche, risparmia-risorse e risparmia-fatica, applicabili anche nel Nord
del mondo ma finora studiate per quelle zone dove lo scarso accesso ai
combustibili fossili o la carenza di infrastrutture rende difficile
"conservare alimenti, costruire, cucinare, illuminare, pompare acqua,
potabilizzare acqua, produrre energia elettrica, produrre gas, produrre
macchinari semplici, purificare l'aria, trattare rifiuti": sono questi
settori per i quali la campagna "Spegni lo spreco... accendi lo sviluppo"
(promossa dalle associazioni italiane Cope, Energetica, Oltreilconfine,
Tamburi di pace) sta creando una banca dati di esperienze sostenibili in
giro per il mondo, con nomi, indirizzi, dati essenziali, cosi' da promuovere
lo scambio di buone pratiche fra organizzazioni italiane, europee e del Sud
del mondo. Chiunque puo' segnalare esempi al sito www.spegnilospreco.org
"Spegni lo spreco... accendi lo sviluppo" e' nata per favorire relazioni
Nord-Sud piu' giuste partendo dall'energia, uno dei nodi dell'ingiustizia e
dell'insostenibilita' internazionali. Il progetto si avvale anche di una
mostra itinerante destinata alle scuole, per promuovere modelli di
comportamento e di organizzazione sociale equi ed ecologici: tutti possono
fare qualcosa di fronte alle enormi e urgenti sfide. L'animatore interagisce
con i visitatori tramite esibizioni, videoproiezioni, letture e giochi.
Energie parallele fra Nord e Sud.
Ma tornando alle tecnologie amiche, a quando la diffusione del mulino solare
per cereali, un'ottima alternativa alle macine manuali spaccaschiena e agli
inquinanti mulini a diesel? E' stato sperimentato in Senegal ma costa
troppo... finche' c'e' il diesel?

7. MONDO. MARINELLA CORREGGIA: DEBITO ECOLOGICO
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 16 aprile 2009 col titolo "Lavanderie
ambientali"]

Pasqua: a poco piu' di tre mesi dall'inizio dell'anno, la Gran Bretagna ha
iniziato a vivere a spese del resto del mondo. Il 12 aprile e' stato il
"giorno del debito ecologico" per il 2009. Una formula un po' strana ma
efficace, quella usata dalla nuova edizione del libro Ecological Debt:
Global Warming and the Wealth of Nations (Debito ecologico. Cambiamenti
climatici e ricchezza delle nazioni) curata dal centro alternativo di
ricerche The New Economics Foundation (Nef: www.neweconomics.org). Il Nef
vuol dire che il paese, se dovesse contare solo sulle risorse naturali
nazionali (campi, foreste, fiumi, mari e miniere), in questi giorni avrebbe
gia' finito la quota annuale per il 2009. Da Pasqua in poi, vive dunque a
credito di altre aree, rappresentando dunque un "modello profondamente
insostenibile che il resto del mondo non potrebbe seguire". I calcoli sono
stati fatti sulla base degli ultimi dieci anni di impronta ecologica
inglese.
Alcuni paesi del Sud (ad esempio l'Ecuador) e molti movimenti da tempo
sottolineano l'ingiustizia del debito ecologico, in tempi piu' recenti
aggravata da un "grande paradosso: e' sui 'creditori ecologici', i paesi
impoveriti, che si riversano i danni climatici provocati dai debitori
ecologici". Secondo i calcoli del Nef, nel 1961 il giorno dell'anno in cui
iniziava il debito inglese era il 9 luglio; nel 1981 era il 14 maggio.
Sempre peggio, dunque. Il paese ha una grande dipendenza per le importazioni
di cibo ed energia. La sua autosufficienza alimentare e' in declino da
tempo. Il tutto si confronta con un sistema internazionale di scambi
effimeri che farebbe ridere se non avesse risultati ambientali tragici. Ad
esempio nel 2005 l'import-export di gelati fra Gran Bretagna e Svezia si
equivaleva, e cosi' quello - 600 tonnellate - di caramelle (!) fra Gran
Bretagna e Italia; e "perche', mentre il mondo rischia un caos climatico
irreversibile, abbiamo esportato 20 tonnellate di acqua minerale
all'Australia e ne abbiamo importate 21?". La Gran Bretagna ha inoltre un
diretto debito umano: "importa" una quantita' di lavoratori della salute
formati a spese dei paesi poveri.
Altri dati emergevano da un precedente rapporto del Nef, Chinadependence:
the Second Uk Interdependence Report pubblicato con la Open University. Il
rapporto elencava le cifre della dipendenza dei consumatori inglesi da
prodotti cinesi e illustrava un meccanismo di calcolo ingiusto: "L'emissione
di gas serra legata alla fabbricazione dei beni cinesi destinati ai
consumatori inglesi e occidentali e' messa sul conto della Cina,
trasformandola nella 'lavanderia ambientale' del mondo occidentale".
Oltretutto il mix energetico cinese e' piu' intensivo quanto a combustibili
fossili rispetto a quello occidentale, dunque la delocalizzazione della
produzione in Cina genera piu' gas serra per unita' di prodotto. E con tutto
cio', le emissioni di gas serra pro capite cinesi rimangono una frazione di
quelle occidentali, visti i bassi consumi della grande maggioranza della
popolazione locale.
Non si dica che la qualita' della vita giustifica tutto cio': cosa aggiunge
al benessere l'importazione (nel 2006) di 60.000 tonnellate di decorazioni
natalizie? Il Nef chiede un cambiamento di paradigma: adottare l'impronta
ecologica come unita' di misura ufficiale, individuando politiche e tempi
per arrivare a renderla equa. Ma lamenta il fatto che mentre dopo la crisi
bancaria al settore finanziario e' andato un sostegno pari al 20% del Pnl,
quello alle misure 'verdi' contro la bancarotta ecologica sia aumentato solo
dello 0,0083% del Pnl. La solita miopia.

8. RIFLESSIONE. GIOVANNA RICOVERI: L'ALTERNATIVA DEI BENI COMUNI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 15 aprile 2009 col titolo "I beni comuni
per uscire dalla crisi"]

Dovremmo dare piu' ascolto a quanti sottolineano che la crisi
climatico-ambientale ed economico-finanziaria del XXI secolo puo' essere
l'occasione per un cambiamento a nostro favore, ma solo se lavoreremo
affinche' cio' accada. Per questo, servono idee forti e innovative, che sono
gia' nel nostro passato, da rivisitare e aggiornare. L'innovazione vera e'
infatti quella che costruisce il futuro partendo dalla tradizione.
Riflettendo sul ruolo dei manager in questa fase in cui i padroni sono
diventati invisibili, Valentino Parlato osservava recentemente ("Il
manifesto" del primo aprile scorso) che nella civilta' contadina del secolo
scorso i baroni proprietari terrieri erano diventati assenteisti e avevano
affidato la conduzione delle loro campagne ai fattori, sui quali far
ricadere l'ira di braccianti e contadini. E concludeva che, come
l'assenteismo dei proprietari terrieri apri' la strada alla riforma agraria,
cosi' l'assenteismo dei proprietari industriali potrebbe preludere
all'abolizione della proprieta', visto che "i proprietari sono diventati
rentiers".
*
Un patrimonio collettivo
Forse parlare di "abolizione" della proprieta' industriale e' eccessivo, ma
questo confronto storico e' utile perche' indica un metodo di indagine e
perche' ci aiuta a vedere che anche nel nostro mondo ipercapitalistico,
dominato dal mercato, esistono beni e servizi naturali (energia, minerali,
metalli, prodotti agricoli, forestali e zootecnici) e sociali (dai servizi
pubblici alla citta') che non sono (non dovrebbero essere) oggetto di
proprieta', ne' pubblica ne' privata.
Sono infatti un patrimonio collettivo del genere umano, da cui dipende la
soddisfazione della maggior parte dei nostri bisogni (cibo, acqua, energia,
casa, salute, istruzione, liberta', dignita'). Sono il "feudo o la ricchezza
dei popoli", si diceva un tempo, e questa espressione si potrebbe
parafrasare oggi dicendo che sono una componente importante del salario o
reddito reale, sia che si tratti di beni naturali e servizi sociali che
altrimenti dovremmo acquistare sul mercato sia che si tratti di beni e
servizi indisponibili sul mercato, la cui mancanza comporta costi umani e
monetari elevati come la perdita della salute, il mancato accesso
all'istruzione - per non parlare della fame nel mondo (e della morte per
fame).
Sull'accesso e sull'uso dei beni comuni esiste tuttavia un conflitto
permanente e insanabile tra le imprese (industriali e non) che se ne
appropriano gratuitamente per produrre beni e servizi, e le persone e i
popoli ai quali le imprese vendono sul mercato i beni e servizi prodotti con
le risorse loro sottratte, spesso con la forza e anche con la guerra.
*
Democrazia dal basso
Tutta la storia dello sfruttamento del lavoro e del colonialismo puo' -
deve - essere letta come un processo di sfruttamento del lavoro e di
recinzione/sottrazione (enclosure) dei beni comuni operato dai potenti ai
danni dei lavoratori e dei popoli. Le imprese usano inoltre le risorse
naturali e i servizi degli ecosistemi naturali fino al loro esaurimento, e
in questo modo depauperano la terra spesso in modo irreversibile, rendendo
difficile la vita delle generazioni future oltre che di quelle presenti, e
portando il sistema verso il disastro.
Nel loro insieme, i beni comuni naturali e sociali, locali e globali,
configurano un paradigma di societa' organizzata a dimensione locale e
partecipazione democratica dal basso, che puo' essere utile per indicare una
via di uscita a sinistra dalla crisi. Esprimono una forma di democrazia che
integra e qualifica quella parlamentare; definiscono un modello sociale e
produttivo basato sulla cooperazione anziche' sulla concorrenza, sulla
solidarieta' anziche' sull'egoismo proprietario individuale. Per
rigenerarsi, si avvalgono dei cicli corti e dei mercati locali anziche' del
mercato globale, dell'agricoltura di prossimita' e non di quella
monocolturale, del risparmio delle risorse e non del loro spreco.
*
L'importanza del modello alternativo
E' utile, forse necessario, pensare a un modello alternativo a quello
capitalistico, responsabile della crisi, perche' esiste il timore/la
speranza che il capitalismo possa disintegrarsi nel giro di un paio di
decenni, non tanto perche' non e' in grado di tutelare il benessere della
stragrande maggioranza della popolazione ma perche' non riesce piu' a
garantire l'accumulazione infinita del capitale, che e' la sua vera ragion
d'essere.
La situazione e' arrivata a un punto di crisi tanto avanzato che il
risultato non cambierebbe, secondo la maggior parte dei commentatori,
neanche se i governi facessero di tutto - e non lo fanno, a parte qualche
eccezione come quella del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama - per
attuare politiche di keynesismo verde e cercare di rimediare ai guasti
prodotti da due secoli di inquinamento delle fonti idriche, distruzione
della fertilita' della terra, disboscamento delle colline, obsolescenza
programmata delle merci e conseguente aumento dei rifiuti, cementificazione
dei suoli e costruzione di abitazioni sulle rive dei fiumi che vanno
sott'acqua se la pioggia e' piu' abbondante, o di edifici "antisismici" che
si sbriciolano sotto il terremoto (evento non eccezionale in un paese
fragile come l'Italia).
*
Dai tempi dell'unita' d'Italia
In Italia i beni comuni "ne' pubblici ne' privati" non hanno legittimazione
dai tempi dell'unificazione d'Italia, essendo stati cancellati dal primo
Codice civile del 1865. E' per questa ragione che da noi l'acqua diventa
pubblica o privata a seconda delle maggioranze di governo. Per superare
questo problema, molto si puo' imparare dai due paesi andini, Bolivia e
Ecuador, che hanno recentemente approvato una nuova Carta costituzionale,
che estende i diritti sociali all'acqua, al cibo, alla casa, all'energia,
all'istruzione, alla salute e difende la natura e le risorse che sono alla
base di quei diritti.

9. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO
DI VITERBO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO

Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info at coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 178 del 18 aprile 2009

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