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Coi piedi per terra. 181



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 181 del 27 aprile 2009

In questo numero:
1. Zero in condotta ai Pinocchi volanti
2. Una lettera al Commissario ad acta per la Sanita' della Regione Lazio
3. Una lettera all'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio
4. Peppe Sini: Un dialoghetto nella sala d'aspetto
5. Dacia Maraini: Veleni
6. Connie Barlow e Bella Downey: Plutone in crisi d'identita'
7. Ampliato e aggiornato il sito www.coipiediperterra.org
8. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

1. EDITORIALE. ZERO IN CONDOTTA AI PINOCCHI VOLANTI

Cosa pensare di personaggi che sostengono che un mega-aeroporto come quello
che vogliono realizzare a Viterbo e' "a impatto zero"? E che con una simile
scempiaggine aprono i loro convegni propagandistici, i loro comizietti
narcotici, le loro fraudolente concioni?
*
Devasterebbero per sempre un sito archeologico.
Devasterebbero per sempre un bene naturalistico e storico, terapeutico e
sociale, come l'area termale del Bulicame: una delle meraviglie della nostra
terra.
Questo e' l'"impatto zero"?
*
Massacrerebbero la salute, la sicurezza e la qualita' della vita degli
abitanti di popolosi quartieri della citta'.
Questo e' l'"impatto zero"?
*
Danneggerebbero l'Orto botanico a un passo dal sedime e la ricerca
scientifica dell'universita'.
Danneggerebbero le culture agricole pregiate e biologiche presenti
nell'area.
Questo e' l'"impatto zero"?
*
Impedirebbero che l'Alto Lazo possa valorizzare le sue risorse ambientali e
culturali.
Impedirebbero che l'Alto Lazio possa valorizzare le vocazioni produttive del
territorio.
Questo e' l'"impatto zero"?
*
Violerebbero leggi e vincoli di salvaguardia.
Commetterebbero un disastro, un crimine e una follia.
E tutto questo lo chiamano "a impatto zero".
Zero e' solo il voto che merita una simile condotta.

2. DOCUMENTI. UNA LETTERA AL COMMISSARIO AD ACTA PER LA SANITA' DELLA
REGIONE LAZIO

Al Commissario ad acta per la Sanita' della Regione Lazio e Presidente della
Giunta Regionale del Lazio
e per opportuna conoscenza: al Presidente della Commissione Sanita' della
Regione Lazio, al Ministro del Welfare, al Prefetto di Viterbo, al Direttore
della Asl di Viterbo
Oggetto: Segnalazione del grave pericolo per la salute e la sicurezza dei
cittadini viterbesi costituito dalla realizzazione di un mega-aeroporto
nell'area termale del Bulicame a ridosso di popolosi quartieri della citta',
e richiesta di impegno della Regione Lazio per impedire questa devastazione
ambientale ed aggressione alla salute dei cittadini
*
Egregio Commissario ad acta per la sanita' della Regione Lazio,
con la presente le segnaliamo il grave pericolo per la salute e la sicurezza
dei cittadini viterbesi costituito dalla realizzazione di un mega-aeroporto
nell'area termale del Bulicame a ridosso di popolosi quartieri della citta'.
Il pericolo e' duplice:
a) il danno immediato alla salute, alla sicurezza e alla qualita' della vita
dei cittadini, su cui cfr. ad esempio i documento redatti e diffusi
dall'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of
Doctors for the Environment - Italia) rispettivamente il 18 marzo 2008 e il
19 febbraio 2009; le relazioni tenute dalla sottoscritta al convegno
nazionale di Genova dell'11-12 dicembre 2008 e al convegno nazionale di
Salsomaggiore del 3-5 aprile 2009 della stessa Associazione italiana medici
per l'ambiente (documenti tutti disponibili nel sito:
www.coipiediperterra.org); il dossier documentario inviatole sempre
dall'Associazione italiana medici per l'ambiente in data 15 aprile 2009;
b) la devastazione di un bene terapeutico e sociale di enorme importanza
come l'area termale del Bulicame e la conseguente distruzione della
possibilita' di valorizzarlo al meglio per quel termalismo che anche la
Regione Lazio dichiara essere risorsa da proteggere e da valorizzare, e non
da distruggere come avverrebbe con la realizzazione del mega-aeroporto.
Ovviamente la realizzazione di un dissennato ed illegale mega-aeroporto non
costituisce solo un danno per la salute, la sicurezza e la qualita' della
vita dei cittadini. Esso costituirebbe anche un danno ambientale ed
economico, una violazione di legge, un'aggressione alla comunita' ed al
territorio. E ad esempio: il mega-aeroporto confligge con il Piano
territoriale paesaggistico regionale e i relativi vincoli di salvaguardia;
il mega-aeroporto confligge con il Piano regolatore generale del Comune di
Viterbo e relativi vincoli di salvaguardia; la decisione ministeriale che
avviava le procedure per la realizzazione del mega-aeroporto  e' viziata ab
ovo da colossali errori di fatto oltre che procedimentali tali da
invalidarla in toto; ai sensi della vigente legislazione italiana ed europea
il mega-aeroporto e' del tutto privo dei requisiti richiesti (non vi e' ne'
un vero e proprio progetto, ne' Valutazione d'impatto ambientale - Via -,
ne' Valutazione ambientale strategica - Vas-); il mega-aeroporto
devasterebbe irreversibilmente un'area preziosa ed unica sia dal punto di
vista archeologico, naturalistico e culturale, storico, terapeutico e
sociale, sia anche dal punto di vista delle colture agricole e
dell'attivita' scientifica, delle vocazioni produttive e dei diritti ed
interessi della comunita' locale; infine, il mega-aeroporto costituirebbe un
colossale sperpero di pubblico denaro, essendo in realta' opera
irrealizzabile tanto de jure quanto de facto.
Contro la realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo si sono espresse
illustri personalita' del mondo scientifico, associazioni professionali,
parlamentari europei e figure delle istituzioni di immenso prestigio,
autorevoli cattedratici ed intellettuali, personalita' che costituiscono
vere guide morali; tra essi, ad esempio, il magistrato Ferdinando
Imposimato, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, la
scrittrice Dacia Maraini, il cantautore Francesco Guccini, padre Alessandro
Zanotelli, intellettuali e docenti come Anna Bravo, Andrea Canevaro, Lea
Melandri, Silvia Vegetti Finzi; i parlamentari europei Vittorio Agnoletto,
Vincenzo Aita, Giovanni Berlinguer, Giusto Catania, Giulietto Chiesa,
Claudio Fava, Monica Frassoni, Sepp Kusstatscher, Luisa Morgantini, Roberto
Musacchio, Pasqualina Napoletano; scienziati come Angelo Baracca, Virginio
Bettini, Luigi Cancrini, Marcello Cini, Paul Connett, Giorgio Cortellessa,
Gianni Mattioli, Luca Mercalli, Stefano Montanari, Giuseppe Nascetti,
Giorgio Nebbia, Gianni Tamino, Federico Valerio; e innumerevoli altre
personalita' della cultura e dell'impegno civile.
Egregio Commissario ad acta per la sanita' della Regione Lazio,
lei non ignora, essendo altresi' il Presidente della Giunta Regionale del
Lazio, che oltre un anno fa, basandosi su un'informazione scandalosamente
erronea e dolosamente ingannevole la Regione Lazio avallo' quel progetto
sciagurato.
E' giunta l'ora di riconsiderare la posizione della Regione Lazio alla luce
della documentazione a vostra disposizione e di assumere una posizione
corretta: in linea con la legge e con la stessa pianificazione regionale a
tutela dei beni ambientali e culturali.
E' giunta l'ora che la Regione Lazio, ponendo fine a un grottesco equivoco e
ad un sesquipedale errore durato troppo a lungo, finalmente si impegni per
impedire la realizzazione dell'illegale e insensato mega-aeroporto nocivo e
distruttivo; si impegni per difendere la salute, la sicurezza e la qualita'
della vita dei cittadini viterbesi; si impegni per impedire la devastazione
dell'area di enorme rilevanza archeologica, naturalistica e termale del
Bulicame a Viterbo; si impegni per il rispetto della legge e dei diritti dei
cittadini.
Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno
chiarimento, e rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile
nel nostro sito www.coipiediperterra.org, voglia gradire un cordiale saluto,
dottoressa Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del
trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia,
dei diritti di tutti
Viterbo, 24 aprile 2009

3. DOCUMENTI. UNA LETTERA ALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DELLA REGIONE LAZIO

All'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio
e per opportuna conoscenza: al Presidente della Commissione Ambiente della
Regione Lazio, al Presidente della Giunta Regionale del Lazio, alla Ministra
dell'Ambiente, all'Assessore all'Ambiente della Provincia di Viterbo,
all'Assessore all'Ambiente del Comune di Viterbo
Oggetto: La realizzazione a Viterbo nell'area termale del Bulicame di un
mega-aeroporto costituirebbe un crimine ambientale e un'aggressione alla
salute della popolazione. Richiesta di un impegno a difesa di ambiente e
salute.
*
Egregio assessore,
ancora una volta le segnaliamo che la realizzazione a Viterbo nell'area
termale del Bulicame di un mega-aeroporto costituirebbe un crimine
ambientale e un'aggressione alla salute della popolazione.
*
Un crimine ambientale
- Un crimine ambientale, poiche' devasterebbe irreversibilmente l'area
termale del Bulicame, un bene naturalistico, ma anche storico e culturale,
terapeutico e sociale, simbolico ed economico; che e' anche un'area di
grande rilevanza archeologica e attorniata da colture agricole pregiate e
biologiche;
- un crimine ambientale, poiche' viola la vigente legislazione italiana ed
europea in materia di tutela dei beni ambientali;
- un crimine ambientale, poiche' viola il piano territoriale paesaggistico
regionale del Lazio ed il piano regolatore generale del Comune di Viterbo,
ed i relativi vincoli di salvaguardia.
*
Un'aggressione alla salute
- Un'aggressione alla salute della popolazione di popolosi quartieri della
citta', che saranno piu' direttamente e fortemente colpiti dall'inquinamento
che l'attivita' aeroportuale di un mega-aeroporto produce;
- un'aggressione alla salute della popolazione dell'Alto Lazio, gia' colpita
dalla concentrazione di servitu' inquinanti come il polo energetico
Civitavecchia-Montalto;
- un'aggressione alla salute della popolazione che sara' gravissima e
insostenibile, come documentato da vari studi e documenti dell'Associazione
italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the
Environment - Italia).
*
Viterbo e l'Alto Lazio non hanno bisogno di un devastante, nocivo, illegale
mega-aeroporto, ma del potenziamento delle ferrovie e di uno sviluppo
ecosostenibile che tuteli e valorizzi i beni ambientali e culturali e le
autentiche vocazioni produttive del territorio.
L'intera regione Lazio ha bisogno non di nuovi mega-aeroporti, ma della
riduzione del trasporto aereo: per questo oltre ad opporci al mega-aeroporto
a Viterbo siamo contrari altresi' a un mega-aeroporto a Frosinone o altrove,
siamo contrari ad ogni ampliamento di Fiumicino, e siamo solidali con la
popolazione di Ciampino e Marino nella richiesta di ridurre subito e
drasticamente la gravemente nociva attivita' aeroportuale nel sedime di
Ciampino.
*
Con la presente nel segnalarle quindi ancora una volta come la realizzazione
a Viterbo nell'area termale del Bulicame di un mega-aeroporto costituirebbe
un crimine ambientale e un'aggressione alla salute della popolazione, le
formuliamo altresi' la richiesta di un impegno a difesa di ambiente e
salute: impegno non eludibile da parte dell'Assessorato all'Ambiente della
Regione Lazio; impegno necessario ed urgente anche per porre fine ai
gravissimi scandalosi errori in passato dalla Regione Lazio commessi in
questa vicenda.
Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno
chiarimento (e rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile
nel nostro sito www.coipiediperterra.org), e restando altresi' in attesa di
un cortese riscontro, voglia gradire un cordiale saluto,
dottoressa Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del
trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia,
dei diritti di tutti
Viterbo, 26 aprile 2009

4. MEMENTO. PEPPE SINI: UN DIALOGHETTO NELLA SALA D'ASPETTO
[Riproponiamo il seguente dialoghetto gia' apparso in "Coi piedi per terra"
n. 11 del 24 agosto 2007]

Prologo
- Vladimiro: Anche tu qui?
- Estragone: Veramente e' da un bel pezzo, tu piuttosto, da dove vieni
fuori?
- Vladimiro: Mi pare di essere stato sempre qui.
- Estragone: In attesa.
- Vladimiro: In attesa.
- Estragone: Allora non ti dispiacera' se per passare il tempo facciamo un
po' di conversazione.
- Vladimiro: Tutt'altro, stavo per proportelo io, anche perche' ho sentito
dire certe cose che non ti faranno piacere.
- Estragone: Bene, questo e' un argomento appassionante: le cose spiacevoli
sono le uniche di cui valga la pena parlare.
- Vladimiro: Bene.
- Estragone: Bene.
*
Le frasi lunghe
- Vladimiro: Dicono che ti sei messo con quegli sciagurati che non vogliono
l'aeroporto a Viterbo.
- Estragone: Dicono bene. Anzi: ne' a Viterbo ne' altrove. Penso che
l'aeroporto sarebbe un danno grosso come una casa, anzi un bel po' di piu'.
E penso anche che mi piace stare con gli sciagurati, perche' solo chi
conosce la sciagura e' misericordioso.
- Vladimiro: E dicono pure che potete dire quel che vi pare tanto non gliene
importa niente a nessuno di quello che dite.
- Estragone: Che frase lunga.
- Vladimiro: E' vero, e' lunga.
*
Mitridate re del Ponto
- Vladimiro: Dicono che dici che la presenza di un aeroporto fa male alla
salute.
- Estragone: Ahime', fossi solo io a dirlo sarebbe poca cosa: il fatto e'
che non c'e' alcun dubbio sul fatto che il trasporto aereo inquina
gravemente l'aria che respiriamo, e vivere nei dintorni di un aeroporto
significa avvelenarsi.
- Vladimiro: Non mi pare una buona idea avvelenarsi.
- Estragone: Nemmeno a me.
*
Il convitato di pietra
- Vladimiro: Dicono che dici che volare fa male all'ambiente. Ma cosa non fa
male all'ambiente? Sarebbe ora che questo signor ambiente si decidesse ad
indurirsi un po'.
- Estragone: Il fatto e' che fin troppo s'indurisce: si pietrifica, si
desertifica. E che il trasporto aereo faccia male all'ambiente e' una
realta' tanto penosa quanto indiscutibile: esso contribuisce in misura
rilevantissima al surriscaldamento del clima, che e' oggi la principale
emergenza ambientale globale; oltre all'ulteriore inquinamento dell'aria di
cui abbiamo gia' detto, e all'impatto sugli ecosistemi locali. Se non si
riduce il trasporto aereo non c'e' speranza di fermare l'effetto serra, e se
non si interviene per fermare le emissioni che producono l'effetto serra, e'
a rischio l'intera biosfera, la civilta' umana, la dignita' e la stessa
possibilita' della vita delle generazioni future.
- Vladimiro: Mi dispiacerebbe se non ci fossero generazioni future.
- Estragone: Anche a me, a dire il vero.
- Vladimiro: Mi parrebbe quasi che negare la posibilita' di esistenza
all'umanita' avvenire, sarebbe come nuovamente uccidere l'umanita' passata,
negando senso a questa impresa comune che e' la civilta' umana nel suo
insieme considerata. E gia' la nostra vita e' cosi' poco sensata.
- Estragone: Questo e' parlar da uomo.
- Vladimiro: Grazie.
- Estragone: Non c'e' di che.
- Vladimiro: Grazie comunque, fa piacere essere apprezzati.
*
Eine kleine Nachtmusik
- Vladimiro: E poi c'e' l'inquinamento acustico.
- Estragone: Infatti.
- Vladimiro: Che ti preoccupa tanto.
- Estragone: Tanto. Tolta la musica, e quella piu' profonda musica che e' il
silenzio, cosa resta di sublime nella vita?
- Vladimiro: Gia', cosa resta?
- Estragone: Cosa resta?
- Vladimiro: Il continuo frastuono degli aerei che atterrano e decollano
rendera' poco facile il riposo nelle zone e nei quartieri piu' investiti, e
rendera' finanche poco agevole parlare anche in casa propria senza urlare.
- Estragone: E' cosi'.
- Vladimiro: Non e' per niente bene.
- Estragone: Per niente.
- Vladimiro: Si urla gia' cosi' tanto senza motivo.
*
Un'idea kantiana
- Vladimiro: Dicono che dici che volare fa male ai poveri. E che c'entrano i
poveri, che tanto non volano, loro viaggiano ammucchiati sulle carrette del
mare che naufragano nel canale di Sicilia, o nascosti nei Tir in cui muoiono
asfissiati...
- Estragone: E' vero che non volano, se e' vero quel che dicono le
statistiche secondo cui vola solo il 5% dell'umanita': ma il trasporto aereo
lo paga l'umanita' intera. E non solo per i danni che ne riceve in termini
di degrado ambientale e nocivita' per la salute delle persone, ma anche
perche' tanta parte dell'arricchimento delle compagnie aeree e' frutto di
generosissime elargizioni di pubblici denari, che gli stati regalano a
lorsignori mentre li tagliano ai servizi e ai provvedimenti che andrebbero a
beneficio di tutte le persone.
- Vladimiro: Perbaccolina, intendi dire che gli stati come una sorta di
Robin Hood alla rovescia tolgono ai poveri per dare ai ricchi, e mentre
vieppiu' sottraggono fondi a servizi sociali e sanitari ed assistenza e
aiuto a chi e' nel bisogno, dei pubblici denari fanno sperpero in pro delle
compagnie aeree?
- Estragone: Perbaccolina si'. E ne riparleremo tra poco. Ma qui adesso
vorrei aggiungere una mia vecchia fissazione.
- Vladimiro: Siamo tra amici, non averne vergogna.
- Estragone: E la fissazione e' questa: il vecchio professore di Koenigsberg
ebbe a scrivere in quel suo opuscolo "Per la pace perpetua" (il cui titolo
riprende - e' lui a dirlo - l'insegna di una taverna), che essendo il
pianeta limitato, e non infinitamente esteso, ogni essere umano ha diritto
di recarsi in ogni luogo e trovarvi accoglienza, poiche' non si puo' dirgli
di andarsene ancora piu' in la', giacche' passo dopo passo per la sfericita'
della Terra finirebbe per tornare al punto di partenza dal quale avra' pur
avuto qualche buona ragione per volersene andare.
- Vladimiro: Mi sembra che Kant non la pensasse come gli attuali governanti
europei che invece vogliono proibire ai poveri del sud del mondo (poveri
perche' impoveriti da mezzo millennio di rapine da parte nostra) in fuga da
dittature, guerre e carestie di venire a cercare salvezza qui da noi.
- Estragone: Gia', forse perche' Kant non era un assassino.
- Vladimiro: E non la pensavano come gli attuali governanti neppure coloro
che scrissero la Costituzione della Repubblica Italiana, la quale
all'articolo 10, comma terzo, testualmente recita che "Lo straniero, al
quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta'
democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel
territorio della Repubblica...".
- Estragone: Gia', ed e' ben triste vivere in un paese in cui chi governa
non rispetta la stessa legge fondamentale dell'ordinamento giuridico in
forza di cui governa e cui ha giurato fedelta'.
- Vladimiro: Viviamo in uno strano paese.
- Estragone: Uno strano paese.
- Vladimiro: Gia'.
- Estragone: Si'.
- Vladimiro: Si dovrebbe mettere gli aerei a disposizione unicamente dei
migranti per salvarli da carestie, guerre, dittature.
- Estragone: Sarebbe l'unico uso ragionevole degli aerei. Certo, sarebbe
ancor piu' ragionevole contrastare le dittature invece di alimentarle,
abolire le guerre invece di farle, impedire le carestie invece di
provocarle.
- Vladimiro: Non e' proprio una quisquilia...
- Estragone: No, ma se invece di lasciarci sedurre dalla propaganda degli
assassini e dalla pubblicita' degli sfruttatori ci occupassimo tutti
innanzitutto di salvare le vite umane...
- Vladimiro: Questa e' stata veramente una bella chiacchierata, e anche
bella lunga.
- Estragone: Lunga, in effetti.
- Vladimiro: Che ne diresti adesso di riposarci un attimo?
- Estragone: Anche piu' di un attimo.
*
Le rififi
- Vladimiro: E ci sono anche i poveri di casa nostra.
- Estragone: Sempre piu' poveri e sempre di piu'.
- Vladimiro: Invece di regalare i soldi del pubblico erario alle compagnie
aeree, e invece di pagar tanta parte del viaggio per le vacanze dei ricchi,
sarebbe meglio che i soldi di tutti venissero usati per i diritti di tutti.
- Estragone: Come prevede la Costituzione.
- Vladimiro: Che prevede anche, se non m'inganno, che tutti devono pagare le
tasse in ragione delle loro ricchezze.
- Estragone: Ed invece le compagnie aeree godono di agevolazioni e
addirittura di esenzioni fiscali scandalosissime. Cosicche' mentre provocano
disastri ambientali e sanitari invece di essere punite vengono premiate due
volte dai pubblici poteri, quelli stessi che dovrebbero invece garantire le
loro vittime e contrastare i loro soprusi: vengono premiate destinando loro
tanti soldi pubblici provenienti dalle tasse pagate dagli altri, e vengono
premiate permettendo loro di non pagare le tasse. Dimmi tu che dobbiano
pensarne.
- Vladimiro: Meglio non dirlo, non mi piace il turpiloquio.
- Estragone: Neanche a me. E non mi piacciono neppure le ruberie, le
ingiustizie, le infamie e la beffa che si aggiunge al danno.
- Vladimiro: Ben detto. E non mi piace neppure che ci si voglia menare per
il naso.
- Estragone: E adesso riprendiamo un po' fiato.
- Vladimiro: Ah, si'.
*
La vita degli altri
- Vladimiro: Dicono che dici che il trasporto aereo fa male agli altri
esseri viventi, e certo deve essere cosi' visto che e' nocivo anche per la
salute umana e danneggia la biosfera - quella sottile pellicola, per cosi'
dire la buccia di quell'arancia azzurra che e' la Terra, la zona dove e'
tutta la vita del nostro pianeta. Sia pure. Ma sai come si dice, chi se ne
infischia degli altri esseri viventi...
- Estragone: Mi chiedo talvolta se proprio la desensibilizzazione alle
sofferenze che infliggiamo agli altri esseri viventi non alimenti
l'abitudine all'indifferenza anche per il dolore degli altri esseri umani.
- Vladimiro: Sosterresti quindi anche che l'essere umano non e' signore e
padrone e misura di tutte le cose...
- Estragone: Sostengo che di questo giardino dovrebbe sentirsi piuttosto
parte e custode...
- Vladimiro: Mi pare ragionevole.
- Estragone: Grazie.
- Vladimiro: Dovere.
- Estragone: Grazie comunque.
*
Un antico sogno
- Vladimiro: Insomma il trasporto aereo fa male all'umanita', fa male agli
esseri viventi, fa male alla biosfera, e quindi bisogna ridurlo per quanto
possibile e farne un uso ragionevole in pro del pubblico bene. Un uso non
consumista, non speculativo, non predatorio, non dissipatore, non
devastante. Un uso sobrio, contenuto entro ragionevoli limiti, coerente con
la consapevolezza dei limiti della biosfera.
- Estragone: Non altro che questo sostengo.
- Vladimiro: Eppure tutti abbiamo sognato di volare.
- Estragone: Per la gioia del dottor Freud.
- Vladimiro: O di Artemidoro di Daldi.
- Estragone: Ma vivere nel sogno si chiama ipnosi, narcosi, sonnambulismo.
La pubblicita' naturalmente induce un'infantilizzazione di massa che
favorisce il cedimento alle sue seduzioni, ma noi dovremmo ragionare da
persone adulte (e sia detto col massimo rispetto per gli infanti). E credo
sia palese che se un'attivita' produce effetti deleteri, allora e'
ragionevole rinunciare a quell'attivita', perlomeno nella misura del
possibile.
- Vladimiro: Insomma, anche questa signora umanita' sarebbe ora che si
svegliasse.
- Estragone: Era il programma dell'illuminismo.
- Vladimiro: E ne sono sortite le barricate.
- Estragone: Mi piacciono le barricate. E come scrisse da qualche parte
Carducci a proposito di Leopardi, senti che se fosse vissuto abbastanza lo
avresti trovato sulle barricate del '48.
- Vladimiro: Lo sapevo che arrivavamo a Leopardi.
- Estragone: E dove altrimenti vorresti arrivare?
*
Quelli che
- Vladimiro: Dicono che sei un noioso della malora, un menagramo, un tafano
che tormenta il nobile destriero... e che di sicuro farai una brutta fine se
continui a volerci guastare ogni divertimento e farci la predica ogni volta
che se ne combina qualcuna di quelle grosse.
- Estragone: Una brutta fine la faremo tutti se si continua cosi'. Come si
fa a non rendersi conto del collasso dell'ambiente sotto l'aggressione di
attivita' dissennate che irreversibilmente devastano l'unica casa di tutti?
- Vladimiro: Non agitarti, lo sai che ti fa male al cuore.
- Estragone: Ma mi fa ancora piu' male, al cuore ai polmoni e al cervello,
che si lasci distruggere l'unica casa che abbiamo, e che abbiamo in
custodia, e che abbiamo ricevuto da coloro che ci hanno preceduto e dobbiamo
consegnare possibilmente integra a coloro che verranno.
- Vladimiro: Dici bene, a mio modo di vedere. Ma perche' tutte queste cose
non le dicono in giro? La gente dovrebbe saperle, ma non gliele dicono.
- Estragone: Non le dicono chi?
- Vladimiro: Quelli che parlano in giro.
- Estragone: Ah, quelli.
- Vladimiro: Gia', quelli.
*
Niente
(Si ode un rumore di motori, dapprima sordo, poi crescente, sempre piu'
intenso, come di un aereo che decolla)
- Vladimiro: Cos'e' mai questo fragore?
- Estragone: Cosa?
- Vladimiro (alzando la voce): Questo frastuono, cos'e'?
- Estragone (alzando la voce ancora di piu'): Cosa?
- Vladimiro: Niente.
- Estragone: Cosa?

5. RIFLESSIONE. DACIA MARAINI: VELENI
[Dal "Corriere della sera" del 24 marzo 2009 col titolo "Salvare le api per
salvare noi stessi" e il sommario "I veleni sparsi nei campi uccidono gli
insetti e minacciano la salute"]

"Se tutte le api morissero, all'uomo resterebbero solo 4 anni di vita". L'ha
detto Einstein. Gli apicoltori sono allarmati perche' da anni le api stanno
scomparendo. Ma l'opinione pubblica e' assente. A sentire gli scienziati i
maggiori responsabili della morte delle api sono le molecole dei pesticidi
del gruppo dei neonicotinoidi. "Questi pesticidi vengono utilizzati nella
concia dei semi di mais", spiega Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente.
Le associazioni degli apicoltori italiani, che sono circa 50.000, con un
milione di alveari, hanno protestato presso il ministero della Salute e
quello dell'Agricoltura, ottenendo una sospensione in via cautelativa dei
pesticidi Thiamethoxan, Clothianidina, Imidaclopride e Fipronil, utilizzati
nel trattamento di concia delle sementi. Il decreto e' stato impugnato, come
si puo' immaginare, dalle grandi case farmaceutiche Bayer, Syngenta e Basf.
Per fortuna sia il Consiglio di Stato che il Tar del Lazio al quale le tre
multinazionali si erano rivolte, hanno ribadito la sospensione.
Eppure, nonostante il parere contrario della scienza e della legge, la
pratica dei pesticidi continua. Ed e' anche in aumento. I professori
Vincenzo Girolami e Luca Mazzon del gruppo di Entomologia del Dipartimento
di agronomia ambientale dell'Universita' di Padova, hanno fatto una ricerca
da cui risulta che un'ape che beve gocce d'acqua sulle foglie di piantine di
mais nate da semi trattati con neonicotinoidi, muore nel giro di soli due
minuti. Tutti d'accordo gli apicoltori pero' che il problema della moria
delle api non e' imputabile solo ai prodotti per la concia del mais ma anche
all'utilizzo dei molteplici trattamenti chimici dei vigneti per i quali
vengono utilizzati pesticidi a largo raggio. Luciano De Biasi, ecologista di
Soligo, riporta un dato allarmante: solo in Veneto ogni anno vengono sparse
15.000 tonnellate di pesticidi. "Ricordiamo che il lavoro delle api per
l'impollinazione e' fondamentale. Se si considera che in un alveare ci sono
dalle 30.000 alle 40.000 api e che un'ape visita dai 100 ai 1.000 fiori al
giorno ne risulta, anche con un calcolo per difetto, che un singolo alveare
con le sue bottinatrici contribuisce ad impollinare ben 3 milioni di fiori
al giorno".
Luciano De Biasi ha fatto una ricerca presso l'Ussl 7 di Conegliano Veneto
sui pazienti con il codice E48, ovvero "soggetti con patologie
neoplastiche". La risposta e' stata preoccupante: nel 2007 vi sono state
8.760 persone colpite da tumore, mentre nel 2008 sono salite a 9.146, con un
aumento pari al 4,3%. Possiamo dire che l'aumento di malati di cancro, in
percentuale, va di pari passo con l'aumento dei pesticidi. E se si guardano
le statistiche nei dettagli si scopre che la mortalita' per cancro nei
bambini aumenta ogni anno del 2%.
Insomma le api ci stanno dando un segnale. Sta a noi capire e rimediare.
Ricordando che siamo tutti parte di uno stesso mondo e i veleni che
distribuiamo lontano da noi, tornano sulla nostra tavola attentando alle
nostre vite.

6. CON VOCE DI DONNA. CONNIE BARLOW E BELLA DOWNEY: PLUTONE IN CRISI
D'IDENTITA'
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per
averci messo a disposizione nella sua traduzione la seguente fiaba di Connie
Barlow e Bella Downey dal titolo "Plutone in crisi d'identita'", e la
seguente nota delle autrici: "alla fine degli anni '90 dello scorso secolo,
gli scienziati dibattevano sul considerare Plutone un pianeta o meno. Nel
2006 la comunita' scientifica si accordo' nel definirlo un 'pianeta nano'.
Nella nostra parabola Plutone apprende di essere un pianeta 'diverso', ma
apprende anche che cosa ha in comune con gli altri pianeti piu' grandi"]

C'erano una volta, non moltissimo tempo fa, nove pianeti che giocavano
ruotando attorno al Sole, come di solito i pianeti sono inclini a fare.
Giove stava stiracchiando la sua Grande Macchia Rossa. Venere e Urano
giocavano a nascondino attraverso fitte nubi. Marte stava sollevando una
tempesta di sabbia rossa e Saturno faceva roteare i suoi anelli. Nettuno e
Mercurio avevano litigato, e ora Nettuno ignorava freddamente il caldo
temperamento dell'altro. La nostra amabile Terra, naturalmente, giocava con
i dinosauri.
Proprio allora, una Cometa fatta di ghiaccio si avvicino' a Plutone, che
stava per schiacciare un sonnellino. "Ehila', Cometa!", chiamo' Plutone.
"Ehila', Roccia Spaziale!", rispose la cometa.
"Non sono una Roccia Spaziale!", rispose Plutone un po' arrabbiato, "Sono un
pianeta. Mi chiamo Plutone e sono il nono pianeta del sistema solare".
"Questo e' cio' che pensi tu. Ma lasciatelo dire, dalla tua orbita obliqua
si capisce benissimo che non sei come gli altri. Sei diverso. E ho sentito
dire che il Sole non e' la tua vera mamma".
"Cosa? Certo che lo e'!", protesto' Plutone.
"E a differenza degli altri pianeti occasionalmente incroci persino l'orbita
di Nettuno. Quando questo accade, Nettuno diventa il pianeta piu' distante,
e non tu".
"Pensavo di essere il solo a saperlo!", protesto' Plutone, sul punto di
piangere, "Non andrai a dirlo in giro, vero?".
La Cometa di ghiaccio comincio' a sentirsi a disagio per la tristezza di
Plutone. "No, non lo faro'. E scusami per quel che ho detto sul Sole.
Probabilmente mi sbaglio".
Plutone tirava su con il naso e non rispondeva.
"Senti, ho un'idea", disse la Cometa, "Se spegni la tua forza gravitazionale
per un po', potresti viaggiare con me all'interno del sistema solare.
Potresti capire come stanno davvero le cose, almeno". Plutone fu d'accordo e
i due andarono insieme a salutare gli altri pianeti.
"Ciao, Nettuno!", chiamo' la Cometa, "Per favore, potresti dirci come sai di
essere un pianeta?".
"Sicuro", rispose Nettuno, scintillando del suo bel colore blu mare, "Quando
guardo all'interno, verso mamma Sole, vedo tutti i miei fratelli pianeti
come barche sulla superficie di un oceano, e cosi' so che sono uno di loro".
"Grazie, Nettuno!", disse la Cometa, ma Plutone le sussurro' all'orecchio:
"Non e' in questo modo che io vedo gli altri pianeti. Sara' l'orbita
obliqua, ma io li vedo come fiocchi di neve che turbinano in una tempesta".
"Vediamo di chiedere agli altri", rispose la Cometa.
Urano rispose: "So di essere un pianeta perche' sono avvolto in dense nubi
di gas, proprio come mamma Sole". E Plutone bisbiglio' alla Cometa che lui
non aveva dense nubi.
Saturno rispose: "Facile, come domanda! Guardate come mamma Sole splende sui
miei anelli, facendoli brillare d'argento e d'oro. E' per questo che so di
essere un pianeta". Ma Plutone non aveva anelli.
Giove disse: "So di essere un pianeta perche' sono grande quasi come mamma
Sole". E Plutone penso': "Io non sono grande. Allora, forse, non sono un
pianeta".
Marte scrollo' un po' di sabbia rossa e sbuffo': "Sono sicuramente un
pianeta, e il Sole e' mia madre. Marte comincia con la stessa lettera di
mamma, no?". Eh, Plutone invece cominciava con un'altra lettera!
La Terra, una perla bianca e azzurra con macchie di verde brillante,
rispose: "Tutte le mie piante si nutrono della luce mandata da mamma Sole, e
queste nutrono i miei animali. E' cosi' che so di essere un pianeta". Il
povero Plutone, che non aveva ne' piante ne' animali, cominciava a stare
davvero male.
Venere disse: "So con certezza di essere un pianeta. Guardate come dolci e
amabili le mie nubi splendono nella luce di mamma Sole!". Plutone non aveva
nubi splendenti.
Mercurio, infine, disse: "Sono un pianeta perche' la mia superficie e' calda
come quella di mamma Sole. E' abbastanza calda, invero, da fondere il
piombo!".
Plutone e la Cometa di ghiaccio tornarono ai confini del sistema solare.
Plutone era ormai disperato. Lui non era caldo abbastanza da fondere
qualcosa. Non aveva niente in comune con gli altri. Mentre singhiozzava, la
Cometa cercava di consolarlo accarezzandolo con la sua lunga coda di
ghiaccio. All'improvviso, entrambi non riuscirono piu' a muoversi.
"Accidenti!", esclamo' Plutone, "Non avevo mai avvertito tanta forza
gravitazionale venire da mamma Sole prima d'oggi. Qualcosa non funziona".
"Funziona tutto, mio caro Plutone", disse una voce potente alle sue spalle,
"L'ho fatto solo per ricordarti che, ovunque tu vada, sarai per sempre
tenuto nel mio abbraccio".
"Mamma Sole, sei proprio tu?", chiese Plutone voltandosi verso la luce.
"Si', mio amato pianeta nano. Io sono tua madre, il Sole".
"Allora, sono veramente un pianeta? Un pianeta nano?".
"Certo", rispose il Sole, "Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno,
Urano e Nettuno non sono pianeti nani, ma tu lo sei. Un pianeta nano e'
grande abbastanza per essere rotondo, ma e' troppo piccolo per avere
un'orbita senza irregolarita'. Tu sei il mio pianeta nano ed io ti amo
esattamente per quel che sei. E poi, c'e' qualcosa di piu' importante
dell'essere grandi o piccoli quando si fa parte di questa famiglia, la
famiglia del sistema solare".
"Che cos'e'?", domando' Plutone, felice e sollevato.
"E' qualcosa che persino la tua amica Cometa condivide", replico' il Sole,
"Quel che condividete, grandi e piccoli, e' il mio abbraccio affettuoso, la
forza gravitazionale che vi tiene in orbita tutti. E' vero che tu, Plutone,
sei differente: ma il mio abbraccio per te e' forse diverso?".

7. MATERIALI. AMPLIATO E AGGIORNATO IL SITO WWW.COIPIEDIPERTERRA.ORG

E' stato nuovamente aggiornato ed ampliato con ulteriori materiali di
informazione, documentazione e riflessione il sito del comitato che si
oppone alla realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la
riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della
democrazia, dei diritti di tutti, www.coipiediperterra.org
*
Nel sito sono disponibili e agevolmente consultabili tutti i fascicoli del
notiziario "Coi piedi per terra", che costituiscono una sorta di
enciclopedia in progress delle molte ragioni per opporsi non solo
all'illegale e devastante mega-aeroporto a Viterbo, ma anche piu'
complessivamente al dissennato incremento del trasporto aereo.
Il sito contiene anche una documentazione fotografica di alcune iniziative
del comitato, sezioni specifiche che presentano comunicati, relazioni,
interviste, bibliografie e sitografie, link utili e siti amici, un'ampia
cronologia delle attivita' svolte, una sezione in lingua inglese
particolarmente apprezzata.
Di particolare rilevanza e' un'ampia sezione di testi di studio, che
presenta anche opere integrali di Gunther Anders, Piero Calamandrei, Aldo
Capitini, Susan George, Martin Luther King, Alexander Langer, Primo Levi,
Giulio A. Maccacaro, Jean-Marie Muller, Vandana Shiva, ed ancora altre
autrici ed altri autori.
Nel sito e' ospitato anche uno spazio dell'Isde di Viterbo (l'Isde e' la
prestigiosa Associazione italiana medici per l'ambiente - International
Society of Doctors for the Environment Italia).
*
In evidenza nella home page alcune comunicazioni intercorse tra il comitato
e varie autorita' istituzionali.

8. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO
DI VITERBO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO

Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info at coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac at tin.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 181 del 27 aprile 2009

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