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Coi piedi per terra. 182



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 182 del 29 aprile 2009

In questo numero:
1. Sogno o son desto? Il risveglio di Rip van Winkle, a Viterbo
2. Una lettera all'assessore all'urbanistica della Regione Lazio
3. Un intervento di saluto e solidarieta' a Colleferro
4. Da una lettera apocrifa di Erostrato di Efeso a Ipazia di Alessandria
5. Volare fa male alla salute
6. Daniele Nalbone: Un mega-aeroporto nei luoghi cantati da Dante. Ma
Viterbo dice no
7. Paolo Gerbaudo: Un tentativo di corruzione
8. Andrea Berrini: Microcredito
9. Marina Forti: Clima, fiumi, foreste
10. Emanuele Piccardo presenta "Periferie. Da problema a risorsa" di Franco
Ferrarotti e Maria Immacolata Macioti
11. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

1. EDITORIALE. SOGNO O SON DESTO? IL RISVEGLIO DI RIP VAN WINKLE, A VITERBO

Se un novello Rip van Winkle si dovesse risvegliare oggi a Viterbo, cosi'
parlerebbe sgomento.
*
Sogno o son desto?
Un ceto politico viterbese insipiente, insensato ed irresponsabile vorrebbe
lasciar devastare per sempre l'area termale del Bulicame dai responsabili
della catastrofe di Ciampino?
Si vuole che la societa' "Aeroporti di Roma" riproduca a Viterbo la
performance della sua gestione del sedime aeroportuale di Ciampino, con i
danni alla salute dei cittadini documentati anche dal recente studio
"Cristal"?
Si vuole distruggere l'area termale del Bulicame e i meravigliosi beni
naturalistici, archeologici, storici, terapeutici che vi si trovano per
realizzarvi sopra un insensato ed illegale mega-aeroporto per permettere
alla societa' "Aeroporti di Roma" di specularvi profitti e lasciare ai
viterbesi il danno e la beffa?
Si vuole realizzare un mega-aeroporto per distruggere beni preziosi,
peculiari ed insostituibili, provocando anche un danno enorme alla salute,
alla sicurezza, ai diritti dei viterbesi, per far arricchire - insieme alle
speculatrici e piratesche compagnie low cost e ai complici locali - la
societa' che gia' ha dimostrato a Ciampino di cosa sia capace ed a cosa
miri, ed in quale considerazione tenga i diritti dei cittadini?
Sogno o son desto?

2. DOCUMENTI. UNA LETTERA ALL'ASSESSORE ALL'URBANISTICA DELLA REGIONE LAZIO

All'Assessore all'Urbanistica della Regione Lazio
e per opportuna conoscenza: al Presidente della Giunta Regionale del Lazio,
all'Assessore all'Urbanistica della Provincia di Viterbo, al Dirigente
dell'Ufficio Tecnico della Provincia di Viterbo, all'Assessore
all'Urbanistica del Comune di Viterbo, al Dirigente dell'Ufficio Tecnico del
Comune di Viterbo
Oggetto: La realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo nell'area termale
del Bulicame costituirebbe una devastazione di preziosi beni pubblici e una
violazione delle norme vigenti. Richiesta di immediato intervento per
impedire che tale devastazione e crimine si realizzi.
*
Egregio assessore,
- la realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo devasta l'area termale del
Bulicame;
- la realizzazione del mega-aeroporto devasta altresi' i beni archeologici
in quell'area insistenti;
- la realizzazione del mega-aeroporto viola il Piano territoriale
paesaggistico regionale del Lazio e i relativi vincoli di salvaguardia;
- la realizzazione del mega-aeroporto viola il Piano regolatore generale del
Comune di Viterbo e i relativi vincoli di salvaguardia;
- la realizzazione del mega-aeroporto viola vigenti disposizioni di legge
italiane ed europee.
A questo si aggiunga anche che:
- la realizzazione del mega-aeroporto impedisce lo sviluppo del termalismo e
la valorizzazione dei beni ambientali e culturali nell'area e quindi
impedisce altresi' fondamentali opportunita' lavorative per l'intera
provincia di Viterbo legate al termalismo e alla valorizzazione dei beni
ambientali e culturali e all'indotto da essi generato;
- la realizzazione del mega-aeroporto danneggia gravemente le colture
agricole pregiate e biologiche dell'area circostante;
- la realizzazione del mega-aeroporto danneggia gravemente la salute, la
sicurezza e la qualita' della vita dei cittadini residenti nei popolosi
quartieri di Viterbo prossimi all'area;
- la realizzazione del mega-aeroporto danneggia gravemente l'Orto botanico
dell'Universita' della Tuscia situato a ridosso dell'area;
- la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un immenso sperpero di
fondi pubblici per un'opera illegittima, insensata e distruttrice.
Tutto quanto precede premesso, con la presente siamo a sollecitare un
immediato intervento per impedire che tale devastazione e crimine si
realizzi.
*
Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno
chiarimento (e rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile
nel nostro sito www.coipiediperterra.org), e restando altresi' in attesa di
un cortese riscontro, distinti saluti,
dottoressa Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del
trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia,
dei diritti di tutti
Viterbo, 28 aprile 2009

3. INCONTRI. UN INTERVENTO DI SALUTO E SOLIDARIETA' A COLLEFERRO

Alle persone ed ai movimenti che il 28 aprile si riuniscono a Colleferro nel
convegno "Per un ecodistretto nella Valle del Sacco. Una proposta concreta
per il lavoro e l'ambiente"
Care amiche e cari amici,
vi esprimiamo ancora una volta la nostra piena solidarieta' con il vostro
impegno.
Una e la stessa e' la lotta per contrastare la devastazione dell'ambiente,
per difendere il diritto alla salute e per promuovere i diritti umani di
tutti gli esseri umani; a Colleferro come a Viterbo, a Ferentino come a
Ciampino, nella Valle del Sacco come nell'Alto Lazio aggredito dalle
servitu' energetiche, militari, speculative.
Una e la stessa e' la lotta per scelte di giustizia ecoequosolidali, per
difendere l'unica casa comune che abbiamo e per garantire un mondo vivibile
alle generazioni future.
Un forte abbraccio,
Il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la
riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della
democrazia, dei diritti di tutti

4. ANTIQUARIA. DA UNA LETTERA APOCRIFA DI EROSTRATO DI EFESO A IPAZIA DI
ALESSANDRIA
[Riproponiamo il seguente testo dell'agosto 2007]

Vorresti tu dunque che il cielo fosse solo delle fulgide stelle e dei lievi
figli del vento?
Ma sai bene che esso e' fatto perche' vi si innalzino falo' e vi galoppino
carri di ferro che recano morte agli infelici afgani, e traggono i patrizi
alle piu' esotiche villeggiature ove la schiavitu' dei molti sancisce il
godimento dei potenti.
*
Vorresti tu dunque prenderti cura della salute, della sicurezza, della
dignita' di tutti?
Ma sai bene che e' destino che il pesce grosso il piccino divori, e che non
vi e' altra legge che quella della giungla, e chi non sa far male e' d'uopo
che schiacciato sia.
*
Vorresti tu dunque preservare questo mondo dalla catastrofe?
Ma sai bene che la catastrofe verra', e la tua volonta' buona non sara'
valsa a riparo. Coi miei amici innalziamo sui labari il sagace ed invero
aulico ed elegante motto "Me ne frego". Che ce ne importa a noi se tutto va
in malora?
*
E smettila, infine, di darci noia con questo tuo vaneggiare di
responsabilita', di solidarieta', di condivisione, di cura, di amore per il
prossimo e il mondo, di pratica della virtu'. E bada a te, signora filosofa,
che ci hai di gia' stancato.
*
E adesso basta di scrivere, che devo andare al tempio di Diana per un
affaruccio che se mi dice bene vedrete se non finisco in qualche talk-show.

5. MEMENTO. VOLARE FA MALE ALLA SALUTE
[Riproponiamo il seguente testo dell'agosto 2007]

1. Volare fa male alla salute
E innanzitutto alla salute di chi non vola.
Fa male alla salute dell'intera umanita' che subisce gli effetti del
surriscaldamento del clima - la principale emergenza globale odierna - cui
il trasporto aereo contribuisce in misura rilevantissima.
Fa male alla salute delle popolazioni che vivono nei pressi degli aeroporti
che subiscono il pesantissimo inquinamento atmosferico e il non meno pesante
inquinamento acustico.
Fa male alla salute dei cittadini dei Paesi come l'Italia (e come molti
altri) che vedono lo Stato regalare immensi capitali alle compagnie aeree
(sia elargendo giganteschi contributi diretti, sia concedendo scandalose ed
incredibili esenzioni ed agevolazioni fiscali); lo stesso Stato che taglia
spietatamente i servizi pubblici e il diritto alla salute e all'assistenza.
E fa male alla salute di chi vola, visto che e' una modalita'di trasporto
non coerente con la stessa costituzione psicofisica ed esistenzial-culturale
dell'essere umano.
Infine fa male anche alla salute degli altri animali: che anch'essi sono
esseri viventi e provano sofferenza. Ma come volete che si preoccupino degli
altri animali quei potenti rapinatori che non si preoccupano neppure delle
sofferenze che - per arricchirsi e sperperare, per  appropriarsi
privatamente ed egoisticamente consumare cio' che e' di tutti, a tutti
rubandolo - infliggono tanti e tali danni agli altri esseri umani?
*
2. Volare fa male all'ambiente
Il trasporto aereo danneggia enormemente l'ecosistema planetario nella sua
globalita'.
Danneggia enormemente gli ecosistemi locali.
Impedisce la realizzazione di modelli di mobilita' coerenti con modelli di
sviluppo autocentrati, con tecnologie appropriate, ecologicamente
sostenibili, economicamente adeguati ai bisogni e alle culture delle
popolazioni, e democraticamente controllabili.
*
3. Volare e' antieconomico
Perche' e' estremamente energivoro, mentre l'umanita' ha bisogno di
un'economia della sobrieta' e della condivisione che consideri il dato di
fatto dei limiti della biosfera e della scarsita' delle risorse.
Perche' e' il modo di trasporto piu' costoso: non ve ne e' una adeguata
percezione pubblica perche' i costi vengono esternalizzati: gli Stati
sovvenzionano le compagnie aeree con fiumi di denaro ed agevolazioni; i
costi ambientali e sociali vengono pagati dalle popolazioni; i lavoratori
sono spesso precari e quindi costantemente sotto minaccia. La maggior parte
della popolazione e' tenuta del tutto all'oscuro del fatto che ingenti
risorse pubbliche che vengono sottratte ai diritti e al benessere delle
persone, vengono sperperate a profitto delle compagnie aeree e dei
prominenti che ruotano intorno al grande affare.
Perche' danneggia le economie locali, imponendo nocivita', costi, relazioni
sociali insostenibili.
*
4. Volare e' pericoloso
Il trasporto aereo e' pericoloso per il pianeta.
Il trasporto aereo e' pericoloso per l'ambiente naturale e per i beni
storici e culturali.
Il trasporto aereo e' pericoloso per le persone: danni certi alla salute,
estrema pericolosita' degli incidenti, degrado della qualita' della vita.
Il trasporto aereo e' pericoloso per le liberta' civili: specialmente dopo
la tragedia dell'11 settembre 2001 esso implica un enorme incremento dei
controlli e quindi una crescente militarizzazione degli impianti, sui
territori, nei confronti delle comunita' locali e della vita quotidiana
delle persone.
*
5. Volare e' alienante
Volare fa male alla percezione di se' e del mondo.
Aeroporti ed aerei sono cio' che l'antropologia contemporanea chiama
"nonluoghi": in cui  decisive esperienze umane, sia percettive che
conoscitive nel senso piu' ampio e profondo, vengono inibite e represse; in
cui vige e viene imposto un modello di presenza al mondo, di essere nel
mondo (l'in-der-welt-sein di heideggeriana memoria) tendenzialmente
dereistico, pesantemente deresponsabilizzante, fortemente eterodiretto.
Quell'esperienza decisiva della cultura umana che e' il viaggio, come
iniziazione e scoperta, come ricerca di se' e dialogo con l'altro da se',
qui si annienta nel vuoto di ambienti tutti uguali in una logica che si
modella su schemi di condotta coatti e tendenzialmente totalitari.
*
6. Finanziare il trasporto aereo significa togliere risorse dove sono
necessarie
Il trasporto aereo toglie risorse alla mobilita' sostenibile.
Il trasporto aereo toglie risorse al turismo responsabile.
Il trasporto aereo toglie risorse ai servizi pubblici a beneficio delle
persone bisognose.
Il trasporto aereo toglie risorse a politiche di giustizia e di
solidarieta'.
Il trasporto aereo toglie risorse alle possibilita' di un'occupazione sicura
e dignitosa.
*
7. Della virtu' del limite
Il volo lasciamolo agli uccelli.
Il cielo lasciamolo alle stelle.
Cessiamo di volere tutto e tutto distruggere.
E' l'unica Terra che abbiamo.
Vi e' una sola umanita'.

6. RASSEGNA STAMPA. DANIELE NALBONE: UN MEGA-AEROPORTO NEI LUOGHI CANTATI DA
DANTE. MA VITERBO DICE NO
[Dal quotidiano "Liberazione" del 18 aprile 2009 col titolo "Un
mega-aeroporto nei luoghi cantati da Dante. Ma Viterbo dice no" e il
sommario "Ne' progetto ne' Via, ma gia' si pensa ad abolire i vincoli
ambientali"]

Quale dal Bulicame esce... pista d'atterraggio! Questo potrebbe, a breve,
diventare il nuovo verso del quattordicesimo canto dell'Inferno. Perche'
dove oggi, come allora, esce ruscello, cioe' l'acqua termale, fra poco
potrebbe esserci il mega-aeroporto di Viterbo. Dove oggi c'e' l'Orto
botanico potrebbe ergersi la nuova torre di controllo e non vogliamo
immaginare quanto asfalto o quale struttura potrebbe ricoprire la via
Francigena. Sta di fatto che la Regione Lazio, col benestare del Governo e
del Comune di Viterbo, ha in progetto di realizzare, proprio nell'area del
Bulicame, un aeroporto in grado di accogliere milioni di passeggeri
all'anno, senza curarsi delle bellezze e ricchezze naturalistiche, storiche,
artistiche, agricole della zona e dei vincoli paesaggistici, idrogeologici,
archeologici, termali.
Pur di realizzare questa "grande opera" l'attuale giunta viterbese ha
richiesto che siano rimossi i vincoli previsti per queste aree dal piano
paesaggistico regionale e proposto una variante all'attuale piano regolatore
cittadino. Una struttura, l'aeroporto, che evidentemente fa gola a troppi, a
partire dal Ministero dei Trasporti che due anni fa ha individuato in
Viterbo la sede del nuovo scalo aeroportuale del Lazio. In pratica una nuova
Ciampino, con piste d'atterraggio fra le case.
Peccato che di questa opera, al momento, ancora non vi sia nemmeno un
progetto generale, non sia stata fatta alcuna Valutazione di Impatto
Ambientale, nemmeno l'ombra della Valutazione Ambientale Strategica e,
ovviamente, nessuna Valutazione d'Impatto Sanitario.
Ma tutti, senza vincoli politici, parlano di Viterbo come "del nuovo
aeroporto regionale".
"Abbiamo reagito a questa volonta' non con la logica della sola difesa
locale del nostro territorio ma ponendoci da un punto di vista generale:
quello dell'intera umanita'", spiega la dottoressa Antonella Litta,
portavoce del Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo, in una
relazione presentata a Salsomaggiore lo scorso 5 aprile in occasione del
convegno dell'Associazione italiana medici per l'ambiente sul tema
"Promuovere ambiente e salute a livello locale".
Con questo approccio il Comitato, che si impegna per la riduzione del
trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia,
dei diritti di tutti (questo il nome esteso), ha programmato studi,
interventi, iniziative e strategie "che, finora, si sono rivelate vincenti:
a tutt'oggi, infatti, al di la' delle chiacchiere e dei proclami di una
lobby politico-affaristica trasversale, non si e' concretizzato nulla di
questo dissennato progetto aeroportuale".
In pratica in questi due anni il comitato, studiando tutte le problematiche
legate all'eventuale realizzazione dello scalo, si e' sostituito alle
istituzioni e ai mezzi di informazione locale che, invece, "si sono
schierati, salvo qualche eccezione, a sostegno del mega-aeroporto ripetendo
il solito ritornello per il quale i grandi appalti, le grandi opere, le
grandi infrastrutture  portano sempre 'lavoro e sviluppo'. E invece lasciano
solo devastazione, come insegnano Seveso, Brindisi, Porto Marghera, Montalto
di Castro, Civitavecchia", denuncia il Comitato.
Eppure tutti continuano a parlare dell'importanza "economica" del progetto,
senza considerare che questo sia in contrasto con qualsiasi norma vigente in
tema di tutela ambientale, naturalistica, territoriale e con le gravi
conseguenze che provocherebbe alla salute, alla sicurezza e alla qualita'
della vita della popolazione dei quartieri cittadini prossimi all'aeroporto.
Tutti motivi per cui il Comitato ha chiesto diverse volte, l'ultima il 9
aprile al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, di
esprimere parere contrario "a eventuali insensate ed illegittime richieste
di finanziamento per un'opera palesemente fuorilegge de iure ed
irrealizzabile de facto".
Folle anche solo pensare di costruire un aeroporto del genere in un'area,
quella del viterbese, che vive una delicata situazione dal punto di vista
ambientale e sanitario a causa del piu' grande polo energetico d'Europa (con
le centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro) al quale si aggiungera',
una volta riconvertita a carbone, la centrale di Torre Valdaliga Nord, della
naturale radioattivita' del sottosuolo dovuta alla grande quantita' di radon
e alla presenza di diverse discariche abusive di rifiuti tossici. Tutto
questo fa di Viterbo la provincia con il piu' alto numero di patologie
tumorali del Lazio. In una situazione del genere "aggiungere un ulteriore
fattore di rischio rappresentato dall'inquinamento prodotto dal traffico
aereo e' irresponsabile e colpevole", sottolinea la dottoressa Litta.
I motori degli aerei infatti sono alimentati con il cherosene, un
combustibile fossile, e soprattutto nelle fasi di atterraggio e decollo
rilasciano il quantitativo maggiore di gas nocivi, polveri sottili ed
ultrasottili, e generano livelli di rumorosita' tali da alterare
notevolmente la qualita' della vita e la salute di coloro che vivono e
lavorano in prossimita' di uno scalo aereo.
"Per questo", spiega la dottoressa Litta, "insieme ai colleghi Mauro Mocci e
Gianni Ghirga, anch'essi come me soci dell'Associazione italiana medici per
l'ambiente (Isde-Italia), ho scritto un appello a tutti i medici dell'Alto
Lazio per denunciare questa minaccia per la salute e l'ambiente e fornire
numerosi riferimenti scientifici utili per l'informazione e la
sensibilizzazione sia del personale sanitario che dei pubblici
amministratori e dei cittadini".
Tantissime le adesioni e i messaggi di solidarieta' raccolti dal comitato in
questi anni,  alcune delle quali decisamente illustri, come quelle del
cantautore Francesco Guccini, delle scrittrici Dacia Maraini e Lea Melandri,
del magistrato Ferdinando Imposimato, della vicepresidente del Parlamento
Europeo Luisa Morgantini, di padre Alex Zanotelli e di decine di scienziati
e professori universitari.
Tutti dalla parte del Comitato, non solo contro l'aeroporto, ma anche per
sostenere un diverso modello di sviluppo, fatto di un miglioramento delle
rete ferroviaria, con l'ammodernamento delle Viterbo-Orte, la riapertura
della Civitavecchia-Capranica-Orte e il miglioramento della Viterbo-Roma che
consentirebbe ai pendolari un immediato miglioramento della qualita' della
vita e permetterebbe a migliaia di turisti di godere delle bellezze
dell'area del Bulicame. Che resterebbe, cosi', un luogo da cantare e non da
ricordare.

7. RASSEGNA STAMPA. PAOLO GERBAUDO: UN TENTATIVO DI CORRUZIONE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 26 aprile 2009 col titolo "Lo scandalo
inglese" e il sommario "La polizia tenta di reclutare spie tra gli
ambientalisti"]

"Che ne dici se trovassimo una maniera di collaborare... una specie di
lavoro? Un po' di soldi per ripagare i prestiti per l'universita' ti
farebbero comodo, no?". La voce dei due agenti scozzesi della Strathclyde
Police intenti a convincere Matilda Gifford sono calme e professionali,
quasi che si trattasse di una innocente proposta di lavoro e non del
tentativo di reclutare una spia. Non sanno che l'attivista ecologista, parte
del gruppo anti-aviazione Plane Stupid li sta registrando e che da li' a
pochi giorni, estratti della discussione finiranno sulla prima pagina del
"Guardian", fornendo nuovo carburante all'indignazione dell'opinione
pubblica verso la polizia britannica, la cui reputazione e' gia' a pezzi
dopo la mano dura usata contro i manifestanti durante il G20.
I due agenti approcciarono la Gifford quando fu rilasciata su cauzione, in
seguito alla sua partecipazione ad una protesta all'aeroporto di Aberdeen.
L'attivista accetto' di partecipare a due incontri, che si svolsero alla
stazione di polizia di Glasgow, e nel parcheggio di un supermercato, nella
speranza di documentare il tentativo di reclutamento e poter cosi'
successivamente "svelare i metodi usati dalla polizia per reprimere
manifestazioni pacifiche".
Le registrazioni evidenziano come la polizia fosse disposta a pagare decine
di migliaia di sterline in cambio di informazioni sulle attivita di Plane
Stupid, gruppo responsabile di azioni dirette nonviolente tra cui
l'occupazione del tetto del parlamento nel febbraio 2008, di una pista
dell'aeroporto di Stansted a Londra lo scorso dicembre, e di una simile
incursione all'aeroporto di Aberdeen in Scozia, due mesi fa.
Dalle conversazioni emerge pure come la polizia inglese possegga gia'
centinaia di infiltrati nel movimento ambientalista e nella sinistra
radicale del Regno Unito. "Abbiamo a nostra disposizione uomini e donne che
giorno dopo giorno fanno il loro lavoro - affermano gli agenti -. Gente che
ogni giorno va in giro a lavorare per noi. E poi la sera torna a casa come
se niente fosse. Siamo dappertutto. Tu potresti continuare ad avere la tua
vita. Soltanto quando ti capitasse di andare a qualche riunione a cui
andresti comunque, dopo potresti incontrarti pure con noi... capito? Che so,
una volta ogni due settimane, o pure una volta a settimana. E' questo il
tipo di cose che vorremmo da te". "Questo caso fa vedere fino a che punto
sia disposta ad arrivare la polizia per reprimere proteste pacifiche -
afferma al telefono Dan Glass, portavoce di Plane Stupid -. E' uno scandalo
che si usino una valanga di soldi pubblici per operazioni di spionaggio sul
movimento. Questo caso non potra' che erodere quel poco di fiducia che la
gente ha ancora nel sistema giudiziario e nella polizia. Purtroppo ancora
una volta le forze dell'ordine sembrano essere a libro paga delle compagnie
che inquinano il pianeta e non dei cittadini".
La nuova prova dell'atteggiamento repressivo della polizia britannica nei
confronti dei movimenti sociali giunge a poco meno di un mese dalla bufera
suscitata dal caso di Ian Tomlinson, l'uomo morto dopo essere stato buttato
a terra da un agente antisommossa durante il G20.

8. MONDO. ANDREA BERRINI: MICROCREDITO
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 26 aprile 2009 col titolo "Sinistra
assente nella filiera del microcredito" e la nota redazionale "Andrea
Berrini e' autore di Quattrini, il romanzo del microcredito, edito da
Baldini Castoldi Dalai"]

Il microcredito nei paesi del Sud del mondo e' soprattutto un potente
strumento di redistribuzione delle risorse finanziarie. Non si limita a
fornire un obolo che possa lavare le coscienze di chi vive nei paesi ricchi:
corregge una iniquita', una stortura del sistema, restituendo un diritto
sacrosanto alle fasce piu' a basso reddito nei paesi poveri.
Il minatore, il coltivatore di caffe', il lavoratore comune licenziato da
una delle tante fabbriche che nel Sud del mondo forniscono a noi, abitanti
ricchi del Nord del pianeta, prodotti a basso costo da decenni, questi
uomini e donne che forse da secoli hanno contribuito ad accumulare una
ricchezza che non e' rimasta nelle loro mani ma ha inevitabilmente preso la
via del Nord, tutti costoro oggi possono accedere, sotto forma di prestiti,
a quella stessa ricchezza. Non sono piu' degli esclusi.
Il sistema microcredito ha conosciuto uno sviluppo tumultuoso: in dodici
anni i suoi utenti nel Sud del mondo sono passati dagli 8 milioni del 1997
ai 150 di oggi. La ben nota Grameen Bank non e' ne' l'unica ne' la piu'
grande tra le millecinquecento organizzazioni (Mfi - Microfinance
institutions) che in decine e decine di paesi erogano microcredito. Alle
loro spalle spesso c'e' un circuito di organizzazioni finanziarie del Nord
(gli Sri - Socially responsible investors, fondi etici o banche alternative
comunque le si voglia chiamare) che a loro volta forniscono prestiti alle
Mfi, mettendo a disposizione il carburante finanziario necessario al loro
decollo e stabilizzazione. Questa vera e propria filiera del microcredito
mette in relazione diretta le tasche di molti risparmiatori consapevoli nel
Nord del mondo e quelle dei lavoratori piu' poveri nei paesi poveri.
Il microcredito dunque (al pari del commercio equo) incide direttamente
sulla carne viva delle relazioni di iniquita' tra Nord e Sud del mondo. Ha a
che fare con la sfera dei diritti, e non con quella della beneficienza.
Porta una critica della ragion pratica ai meccanismi di ingiustizia che
regolano i rapporti tra le nostre societa' ricche e quelle povere. E allora
perche' la sinistra italiana non c'e'? Non penso ai suoi dirigenti, ma alle
persone comuni, ai lettori del "Manifesto", agli amici con i quali spendo la
maggior parte delle mie serate discutendo spesso di politica. I quali tutti,
senza eccezione alcuna, quando si parla di Sud del mondo possono sciorinare
un loro rosario di buone azioni, adozioni a distanza, contributi per la
costruzione di ospedali e scuole. Tutte cose che si', sono ben fatte. Ma che
stranamente li apparentano a quel modo di fare tipico del buon cattolico di
una volta, che fa degli atti di carita' un pilastro della propria esistenza.
Una solidarieta' (parola molto ambigua) buona solo per i giorni di festa, ma
che ci consente al lunedi' di ritornare dentro al nostro lungo sonno della
ragione.
Mi piacerebbe ascoltare attorno a me la capacita' di formulare un giudizio
serrato, puntuale, oserei dire sereno su cio' che e' giusto e cio' che e'
sbagliato nelle relazioni tra noi e il Sud del mondo.
Mi piacerebbe che noi, uomini e donne di sinistra, ci ricordassimo dei
nostri valori fondanti: la determinazione a correggere le ingiustizie che
inevitabilmente la societa' produce. E lasciassimo agli altri la cultura
dell'obolo. Forse allora anche le nostre periferie urbane, le fasce a minor
reddito in questo paese, tornerebbero a riconoscere nella sinistra un
interlocutore e non un corpo estraneo. Cosa tanto piu' necessaria con questi
chiari di luna, tempi sempre piu' bui, nei quali il gioco sembra farsi via
via piu' duro.

9. MONDO. MARINA FORTI: CLIMA, FIUMI, FORESTE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 22 aprile 2009 col titolo "Le minacce del
clima"]

Fiumi e foreste. Due studi diffusi in questi giorni illustrano come il
riscaldamento globale del clima contribuisca a prosciugare alcuni dei grandi
fiumi del pianeta, e allo stesso tempo abbia messo sotto stress le grandi
foreste.
Lo studio sui fiumi e' stato pubblicato ieri sulla rivista scientifica
"Journal of climate", della Societa' meteorologica americana, ed e' stato
compiuto da un gruppo di ricercatori del National Center for Atmospheric
Research di Boulder, in Colorado. Il gruppo ha osservato la portata d'acqua
di 925 grandi fiumi tra il 1948 e il 2004, e ha trovato che i grandi fiumi
in alcune delle regioni piu' popolate della terra stanno perdendo acqua. Le
due principali ragioni sono il calo delle precipitazioni e l'aumento
dell'acqua prelevata dai fiumi per l'uso di una popolazione umana in
crescita. Meno piogge e piu' dighe, sistemi di irrigazione o acquedotti. Tra
i fiumi in crisi vanno inclusi il Fiume Giallo nella Cina settentrionale, il
Gange in india, il Niger in Africa occidentale, il Colorado negli Stati
Uniti sud-occidentali. "L'acqua dolce e' una risorsa vitale, il trend in
calo e' allarmante", fa notare Aiguo Dai, che ha guidato il gruppo di
ricercatori. Gli effetti del riscaldamento del clima non sono ovunque
uguali: i fiumi che scendono dalle Montagne Rocciose settentrionali ad
esempio ricevono piu' acqua dal disgelo anticipato dei ghiacciai, e cosi'
molti fiumi del Canada, o nella Russia artica. Ma molti di piu' sono i fiumi
che hanno perso acqua, spiegano i ricercatori di Boulder: e "poiche' il
cambiamento del clima continuera' inevitabilmente nei prossimi decenni, e'
probabile che vedremo un impatto sempre piu' forte su molti fiumi e quindi
sulle risorse idriche da cui le societa' umane dipendono".
*
Altrettanto allarmante e' lo studio diffuso giorni fa dalla International
Union of Forest Research Organization, a cui hanno partecipato 35 noti
scienziati delle foreste: spiega che il ruolo delle foreste in "pozzo" di
assorbimento di carbonio "rischia di andare del tutto perso" a causa del
riscaldamento del clima. Lo studio, presentato lunedi' al Forum sulle
foreste dell'Onu, e' la prima stima globale sulla capacita' delle foreste di
"adattarsi" al cambiamento del clima.
"Siamo abituati a pensare alle foreste come un elemento che rallenta il
riscaldamento globale", spiega (alla Bbc) il professore Risto Seppala,
dell'Istituto di ricerca forestale della Finlandia, che ha presieduto la
ricerca: e questo perche' le foreste assorbono piu' anidride carbonica (CO2)
di quanto ne emettano. In questo senso la difesa delle foreste entra in
gioco, quando si parla di tagliare le emissioni dei gas di serra: la stima
corrente e' che la deforestazione sia responsabile per circa il 20%
dell'aumento di emissioni di gas di serra dovute ad attivita' umane. Ma
questo potrebbe cambiare: "Nei prossimi decenni, il riscaldamento del clima
potrebbe far si' che le foreste rilasceranno enormi quantita' di carbonio,
creando una situazione in cui contribuiranno piu' ad accelerare il
riscaldamento globale che a rallentarlo", dice il professore Seppala: la
capacita' di assorbimento delle foreste "potrebbe essere completamente persa
se la temperatura si scalda di 2,5 gradi centigradi o piu'". La stima del
Comitato intergovernativo sul cambiamento del clima (Ipcc), l'organismo
scientifico consultivo dell'Onu in materia, e' che un riscaldamento medio di
2 gradi centigradi e' la soglia massima che il pianeta possa "tollerare" -
oltre la quale gli effetti sarebbero irreparabili.

10. LIBRI. EMANUELE PICCARDO PRESENTA "PERIFERIE. DA PROBLEMA A RISORSA" DI
FRANCO FERRAROTTI E MARIA IMMACOLATA MACIOTI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 23 aprile 2009 col titolo "Conflitti e
risorse alle frontiere delle metropoli"]

Franco Ferrarotti e Maria Immacolata Macioti, Periferie. Da problema a
risorsa, Sandro Teti Editore, pp. 208, euro 17.
*
A distanza di una quarantina d'anni dall'indagine svolta a Roma su tre
quartieri allora periferici - Quarticciolo, Alessandrino, Acquedotto
Felice - Franco Ferrarotti e Maria Immacolata Macioti, "padre" e "madre"
della sociologia italiana, ritornano sugli stessi temi con Periferie. Da
problema a risorsa, un libro-manifesto che descrive con intelligenza e
onesta' intellettuale le tensioni della citta' contemporanea. Nella prima
parte del saggio Ferrarotti individua le caratteristiche perche' un
territorio si possa definire periferia, ponendo al centro della sua
riflessione il termine poverta', di cui in questi anni sembravamo esserci
dimenticati, presi da temi all'apparenza piu' "glamour" proposti da
architetti celebri, come Koolhaas su Lagos o sul Pearl River Delta in Cina.
Piu' che studiare periferie lontane, nota Ferrarotti, e' necessario
concentrarsi sul nostro ambito evitando una "sociologia in poltrona" e
scegliendo invece di attraversare i territori, osservandone i conflitti e
dialogando con gli abitanti: solo cosi' si puo' elaborare una mappatura dei
comportamenti e quindi intravedere possibili soluzioni.
La lontananza dal centro ha sempre generato esclusione, soprattutto negli
anni '60 con l'immigrazione dal sud e la carenza di infrastrutture. Ma oggi
che il centro di Roma si e' spostato verso l'esterno e ha raggiunto il
Grande Raccordo Anulare, la situazione e' cambiata, come evidenzia nella
seconda parte del libro Macioti che rilegge i luoghi analizzati con
Ferrarotti negli anni '70. Questo doppio registro di lettura aiuta non solo
i sociologi ma anche gli architetti che si occupano di costruire nuovi
immaginari e nuove identita' dei quartieri, attraverso forme di
coinvolgimento di cittadini con l'ausilio delle arti visive.
D'altra parte, come testimonia uno studio delle Nazioni Unite (secondo i cui
dati 924 milioni di persone vivono oggi negli slum), la periferia avanza, e
questa migrazione dalle campagne verso le zone esterne delle metropoli
genera conflitti, spesso molto duri e radicali. Ferrarotti e Macioti
precisano pero' che e' importante contestualizzare geograficamente e
politicamente i fenomeni, dal momento che, sebbene si tenda spesso a
generalizzare, banlieue, favela, bidonville, slum, barriadas e periferia
corrispondono in realta' a situazioni molto differenti. Criticando
apertamente il concetto di "societa' liquida" proposto da Bauman, il
sociologo piemontese, cresciuto all'interno dell'esperienza comunitaria di
Adriano Olivetti, fonda invece la sua analisi su un orientamento che vede
tre tipologie di societa': "la societa' dell'accettazione: tradizionale,
statica e abitudinaria... la societa' dell'incipiente e della media
industrializzazione in cui nasce la competizione interpersonale... le
societa' tecnicamente progredite in cui si sfaldano i gruppi primari...
dando luogo a un diffuso frammentarismo sociale".
In ogni caso, pero', la citta' non puo' fare a meno del suo bordo: proprio
dal bordo, dal confine, dal limite tra citta' e campagna viene oggi quella
manodopera che consente la vita della citta': senza periferia, insomma, non
c'e' citta'. E la nuova analisi compiuta su Roma consente agli autori di
rivedere e correggere gli errori di metodo e di impostazione del passato,
ridefinendo i compiti e il ruolo della sociologia e testimoniando, ancora
una volta, l'importanza di una analisi globale e puntuale ma piu' ancora di
una conoscenza diretta dei fenomeni sociali in atto (nomadismo, mobilita'
del lavoro, nuove comunita') che, sola, puo' garantire una fotografia reale
dei luoghi.

11. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO
DI VITERBO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO

Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info at coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac at tin.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 182 del 29 aprile 2009

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