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Coi piedi per terra. 194



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 194 del 27 maggio 2009

In questo numero:
1. Marinella Correggia: Fossili
2. Finanche il presidente dell'Ibar contrario al mega-aeroporto a Viterbo
3. Anche l'on. Alessandro Bratti solidale con l'impegno in difesa del
Bulicame, dell'ambiente, della salute, contro il mega-aeroporto devastante
ed illegale
4. Una lettera all'Associazione nazionale dei Comuni italiani
5. Una lettera all'assessore alla tutela dei consumatori della Regione Lazio
6. Manuela Cartosio: I pericoli delle nanotecnologie
7. Riedizioni: Karl Jaspers, Filosofia
8. Riedizioni: John Maynard Keynes, Teoria generale dell'occupazione,
dell'interesse e della moneta
9. Riedizioni: John Stuart Mill, Principi di economia politica
10. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

1. RIFLESSIONE. MARINELLA CORREGGIA: FOSSILI
[Ringraziamo Marinella Correggia (per contatti: mari.liberazioni at yahoo.it)
per questo intervento che estraiamo da una piu' ampia lettera personale]

Dovremmo coniare per simili progetti - aeroporti, autostrade - la
definizione di "opere fossili" poiche': a) inadatte al futuro; b) basate sui
combustibili fossili.
Io ho messo un modellino di aereo e un biglietto aereo - di molti anni fa -
nella mostra "Cose fossili e cose per il futuro": ad esempio la bici e la
borraccia sono del futuro, il Suv e l'aereo e gli usa-e-getta del passato...

2. RASSEGNA STAMPA. FINANCHE IL PRESIDENTE DELL'IBAR CONTRARIO AL
MEGA-AEROPORTO A VITERBO

Riferiscono le agenzie di stampa che nel corso dell'audizione alla
Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, nell'ambito dell'indagine
conoscitiva sul sistema aeroportuale italiano, Faisal Al-Saddik, presidente
dell'Ibar (che riunisce 78 compagnie aeree di linea, italiane e straniere,
presenti in Italia) ha contestato l'opportunita' di un mega-aeroporto a
Viterbo ed ha invece sostenuto che "il denaro potrebbe essere speso meglio
se destinato all'espansione di Fiumicino e dei suoi collegamenti stradali e
ferroviari".
*
Se addirittura il portavoce delle compagnie aeree dichiara che il
mega-aeroporto a Viterbo e' uno sperpero di denaro pubblico, e' evidente una
volta di piu' che indubitabilmente quel mega-aeroporto e' un crimine e una
follia.
E' un crimine e una follia perche' devasta l'area archeologica e termale del
Bulicame.
E' un crimine e una follia perche' massacra l'agricoltura, il termalismo, i
beni ambientali e culturali e l'economia viterbese.
E' un crimine e una follia perche' avvelena la popolazione dell'Alto Lazio.
E' un crimine e una follia perche' viola leggi, regolamenti, piani
territoriali e vincoli di salvaguardia.
E' un crimine e una follia perche' sperpera una montagna di soldi pubblici
per un'opera malefica.
E' un crimine e una follia perche' incrementa una modalita' di trasporto che
va invece ridotta per contrastare l'effetto serra.
*
Il mega-aeroporto a Viterbo e' un crimine e una follia secondo
autorevolissimi scienziati.
Il mega-aeroporto a Viterbo e' un crimine e una follia secondo
autorevolissime personalita' della cultura.
Il mega-aeroporto a Viterbo e' un crimine e una follia secondo
autorevolissimi rappresentanti delle istituzioni.
Il mega-aeroporto a Viterbo e' un crimine e una follia secondo
autorevolissime personalita' dell'impegno civile e della riflessione morale.
*
Che addirittura anche il rappresentante delle compagnie aeree ne abbia
informato il Parlamento e' la definitiva conferma che la lobby speculativa
del mega-aeroporto fuorilegge e' del tutto isolata, e definitivamente
smascherata per quello che e': un coacervo di politicanti, di affaristi
avventurieri, di pubblici funzionari fedifraghi, di insipienti mistificati,
di variopinti soggetti che vorrebbero arricchirsi distraendo e sperperando
il pubblico denaro, distruggendo rilevanti beni pubblici, avvelenando i
cittadini, violando le leggi, tenendo in non cale la morale e il ben
dell'intelletto.
*
Cessi questa ignobile truffa.
No al mega-aeroporto a Viterbo.
No al mega-aeroporto a Frosinone.
Riduzione drastica e immediata dei voli a Ciampino.
Riduzione immediata dei voli a Fiumicino.
Riduzione generalizzata del trasporto aereo nel Nord del mondo.
Il trasporto aereo e' fortemente corresponsabile dell'inquinamento globale e
dell'effetto serra, esso quindi va drasticamente ridotto nell'interesse
dell'intera umanita' presente e futura.
Occorre scegliere e sostenere modalita' di trasporto compatibili con le
caratteristiche e i limiti degli ecosistemi locali e della biosfera.
Difendiamo la biosfera: e' l'unica casa comune che l'umanita' abbia.

3. SOLIDARIETA'. ANCHE L'ON. ALESSANDRO BRATTI SOLIDALE CON L'IMPEGNO IN
DIFESA DEL BULICAME, DELL'AMBIENTE, DELLA SALUTE, CONTRO IL MEGA-AEROPORTO
DEVASTANTE ED ILLEGALE

L'on. Alessandro Bratti, parlamentare del Partito democratico, impegnato
presso l'Universita' di Ferrara nella ricerca sulla sostenibilita'
ambientale ed autore di pubblicazioni scientifiche sul tema, ha espresso
attenzione e solidarieta' all'appello del comitato che si oppone al
mega-aeroporto a Viterbo.
In un messaggio al comitato che si oppone alla realizzazione del
mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo,
l'on. Bratti ha espresso la sua condivisione dell'interrogazione
parlamentare presentata dall'on. Leoluca Orlando e la sua disponibilita' a
prossime iniziative.
Sempre piu' vasta e' la solidarieta' da tutta Italia con l'impegno in difesa
dell'area archeologica e termale del Bulicame; in difesa della salute della
popolazione dell'Alto Lazio; in difesa dell'agricoltura, dei beni ambientali
e culturali; in difesa della legalita'; contro un'opera nociva e distruttiva
del tutto illegale che provocherebbe un immenso sperpero di soldi pubblici,
un'immensa devastazione di beni pubblici, un immenso danno alla popolazione.
L'attenzione e la solidarieta' dell'on. Bratti si aggiunge a quella di vari
altri parlamentari italiani ed europei, ed a quella di molte illustri
personalita' del mondo scientifico, dell'arte e della cultura, delle
istituzioni, dell'impegno civile, della riflessione morale: dal magistrato
Ferdinando Imposimato alla scrittrice Dacia Maraini, da padre Alessandro
Zanotelli al segretario della Cgil Guglielmo Epifani, dallo scienziato
americano Paul Connett al "padre nobile" dell'ambientalismo scientifico
italiano Giorgio Nebbia.

4. DOCUMENTI. UNA LETTERA ALL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI COMUNI ITALIANI

Al presidente dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani
Oggetto: una richiesta di intervento sul sindaco di Viterbo che sta operando
per distruggere l'area archeologica e termale del Bulicame; devastare
agricoltura, beni ambientali e culturali, termalismo; inquinare l'ambiente e
quindi avvelenare la popolazione; sperperare i pubblici denari e violare le
leggi vigenti; tutto cio' attraverso la realizzazione di un mega-aeroporto
nocivo, distruttivo, insensato e fuorilegge.
Egregio presidente dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani,
segnaliamo a lei e alla sua associazione che il sindaco di Viterbo sta
operando per distruggere l'area archeologica e termale del Bulicame;
devastare agricoltura, beni ambientali e culturali, termalismo; inquinare
l'ambiente e quindi avvelenare la popolazione; sperperare i pubblici denari
e violare le leggi vigenti; tutto cio' attraverso la realizzazione di un
mega-aeroporto nocivo, distruttivo, insensato e fuorilegge.
Chiediamo all'Anci di intervenire sul sindaco di Viterbo affinche' receda da
un cosi' sciagurato intendimento.
Alleghiamo un recente articolo della prestigiosa scrittrice Dacia Maraini
apparso sul "Corriere della sera" ed una interrogazione parlamentare
recentemente presentata dall'on. Leoluca Orlando che chiariscono
ulteriormente la gravita' della situazione qui rappresentata.
Sollecitando un tempestivo e adeguato intervento, voglia gradire distinti
saluti
Peppe Sini,
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
Viterbo, 25 maggio 2009
*
Allegato 1. Un intervento della prestigiosa scrittrice Dacia Maraini sul
"Corriere della sera" del 5 maggio 2009
Dacia Maraini: L'aeroporto tra le terme
C'e' qualcosa di dissennato nel mito del progresso tecnologico senza limiti?
Lo dicono in molti. Il progresso tecnologico non guidato e non controllato
porta all'inquinamento, al disastro ecologico, agli abusi contro il
territorio, allo sperpero dei soldi pubblici, alle malattie. E ci sono
sempre nuovi dati che lo confermano. Eppure chi insegue il pericoloso mito
del progresso illimitato dice il contrario. Per costoro non puo' che portare
ricchezza, benessere, lavoro e civilta'.
Ma prendiamo un caso particolare: il progetto di un mega-aeroporto in una
zona di grande valore archeologico e termale. La piccola e bellissima citta'
di Viterbo con i suoi dintorni che mantengono vive le memorie della civilta'
etrusca, e' stata scelta per la realizzazione di un gigantesco aeroporto del
"mordi e fuggi" come lo definiscono i viterbesi. Li' in mezzo a un
ricchissimo giardino archeologico, distruggendo resti preziosi, invadendo
l'area termale chiamata Bulicame, si vorrebbero gettare tonnellate di
cemento per un turismo diretto soprattutto verso Roma.
Curioso questo fatto: mentre le linee aeree perdono clienti ed entrano in
crisi, gli aeroporti aumentano. Non e' una contraddizione? Ora ogni piccola
citta' pretende di avere il volo sotto casa per raggiungere le varie citta'
del mondo. Naturalmente sono soldi che circolano, aziende che si
arricchiscono, aerei che vengono comprati e venduti, biglietti che costano
sempre meno. Ma qualcuno pensa alle conseguenze sul territorio, sul clima,
sulla salute?
Il "Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la riduzione del trasporto
aereo", guidato da Antonella Litta, ha le idee chiare. Le sue battaglie
vengono combattute soprattutto in rete, in collaborazione con il "Centro di
ricerca per la pace" guidato da Peppe Sini. I due Comitati danno voce ai
cittadini, ai medici, ai geologi, agli ambientalisti. Spediscono lettere
alle istituzioni governative. Chiedono un freno all'irresponsabile foga di
cementificare e adulterare il Paese. Spiegano con razionalita' le ragioni
del no. Che non riguardano solo Viterbo ma tutto il nostro gia' troppo
martoriato paese. Lo sviluppo tecnologico, ricordano, non puo' imporsi sulle
leggi della natura che alla lunga si ribella provocando disastri: alluvioni,
slavine, smottamenti, siccita', avvelenamento dell'acqua e dell'aria.
Certo e' comodo volare da un aeroporto sotto casa nelle piu' belle citta'
del mondo. Ma quanto ci costerebbe questa comodita'? Intanto riflettiamo sul
fatto che il traffico aereo contribuisce in larga misura al surriscaldamento
del clima. E proprio nel momento in cui l'Italia prende seri impegni per
ridurre il surriscaldamento, ci mettiamo a progettare nuovi aeroporti? Certo
la moltiplicazione dei voli puo' fare girare provvisoriamente il mercato, ma
alla lunga risulta anche antieconomica perche' e' energivora. Mentre
"l'umanita' ha bisogno di una economia della sobrieta' e della condivisione
che consideri i limiti della biosfera e della scarsita' delle risorse". Lo
Stato si mostra generoso e avaro nello stesso tempo: con una mano da' soldi
alle Compagnie aeree e con l'altra taglia i costi ambientali e sociali che
vengono poi pagati dalle popolazioni piu' indifese e indigenti. Ha senso
tutto questo?
*
Allegato 2. Interrogazione parlamentare dell'on. Leoluca Orlando sul
mega-aeroporto di Viterbo
Al Ministro dell'Ambiente, al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e al
Ministro dell'Economia
Premesso che,
- a Viterbo moltissimi cittadini, sostenuti da illustri scienziati,
cattedratici, personalita' delle istituzioni e dell'impegno civile, si
oppongono alla decisione di realizzare nell'area termale del Bulicame un
mega-aeroporto delle dimensioni atte ad accogliere un volume di traffico di
vari milioni di passeggeri all'anno; un'opera del tutto priva dei requisiti
di legge e del tutto irrealizzabile alla luce della situazione reale
dell'area e dei vincoli paesaggistici, idrogeologici, archeologici, termali
in essa presenti.
Infatti tale opera:
I. non potrebbe mai superare un rigoroso espletamento della Valutazione
d'impatto ambientale e della Valutazione ambientale strategica obbligatorie
per legge;
II. confligge con precise norme di tutela dei beni pubblici sia nazionali
che europee;
III. e' in contrasto con le norme ed i vincoli di salvaguardia in vigore
nell'area considerata ai sensi della pianificazione territoriale ed
urbanistica tanto regionale quanto comunale;
IV. provocherebbe la devastazione di rilevanti beni archeologici,
naturalistici, paesaggistici, storico-culturali, scientifici, terapeutici ed
economici insistenti nell'area;
V. provocherebbe un grave nocumento alla salute, alla sicurezza e alla
qualita' della vita della popolazione dei quartieri cittadini prossimi
all'area;
VI. confligge con attuali esigenze di sicurezza militari di rilevanza
strategica nazionale;
VII. porterebbe al collasso la rete infrastrutturale della mobilita' locale;
VIII. costituirebbe uno sperpero immenso di pubblico denaro;
IX. la procedura sin qui seguita per l'individuazione dell'area e' viziata
da flagranti errori di merito e di metodo (tali per cui un ente locale ha
gia' presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio e
qualificati centri studi di settore hanno ripetutamente denunciato
l'inammissibilita' dell'opera);
- in una recente comunicazione agli Amministratori locali il Comitato dei
cittadini che si oppongono all'opera ha elencato i seguenti effetti della
realizzazione di un mega-aeroporto nell'area termale del Bulicame a Viterbo:
1. Impatto locale sull'ambiente: devastazione dell'area termale del
Bulicame, un bene naturalistico, storico-culturale, terapeutico, economico,
sociale e simbolico peculiare e insostituibile.
2. Impatto sanitario sulla popolazione viterbese: gravissimi danni alla
salute, alla sicurezza, alla qualita' della vita.
3. Impatto sanitario sulla popolazione dell'Alto Lazio: cumulandosi il
mega-aeroporto con le altre gravosissime servitu' gia' presenti (in
particolare il polo energetico Civitavecchia-Montalto) la sinergia dei
fattori di inquinamento incrementera' danni, disagi e patologie.
4. Impatto sanitario globale: essendo il trasporto aereo fortemente
inquinante, ogni suo aumento si traduce in danno certo alla salute.
5. Impatto sociale su Viterbo: il mega-aeroporto non solo costituira' una
profonda aggressione alla salute e alla sicurezza delle persone, ma
provochera' anche un grave degrado della qualita' della vita, una forte
lesione a fondamentali diritti dei cittadini, un grave danno all'economia e
alla societa', il collasso delle infrastrutture del trasporto locale (gia'
gravemente insufficienti), la distruzione di beni ambientali, culturali,
agricoli, terapeutici, ricettivi, produttivi, scientifici.
6. Impatto sociale sull'Alto Lazio: accumulo di servitu' ed effetto
sinergico dei fattori di rischio e di depauperamento e degrado del
territorio e della sua economia.
7. Impatto globale sull'ambiente: essendo il mega-aeroporto finalizzato
all'incremento del trasporto aereo complessivo, esso contribuira' ad
accrescere l'inquinamento e l'effetto serra responsabile dei mutamenti
climatici che stanno mettendo in pericolo il futuro dell'umanita' e gli
equilibri della biosfera.
8. Per realizzare un'opera di tali dimensioni verrebbero sperperate ingenti
risorse pubbliche (che pertanto verrebbero altresi' sottratte ad opere e
servizi realmente utili e fin indispensabili per la popolazione);
- in un recente esposto alla Soprintendenza per i beni archeologici per
l'Etruria Meridionale e' stato evidenziato che dalla Planimetria redatta dal
Comune di Viterbo recante i vincoli paesaggistici, idrogeologici,
archeologici, termali presenti nell'area che sarebbe investita dall'opera,
risulta che il mega-aeroporto sorgerebbe letteralmente sopra un'area di
interesse archeologico con presenza di beni archeologici che la legge
tutela;
- gia' lo scorso anno, in una lettera al Presidente della Repubblica del 4
agosto 2008, il Comitato dei cittadini che si oppongono all'aeroporto
segnalava, tra l'altro, che "la realizzazione a Viterbo di un devastante
mega-aeroporto per voli low cost avrebbe i seguenti inaccettabili e
disastrosi esiti:
a) grave nocumento per la salute della popolazione, come dimostrato dal
documento dell'Isde (International Society of Doctors for the Environment -
Italia) del 18 marzo 2008;
b) grave devastazione dell'area termale del Bulicame, peculiare bene
naturalistico e storico-culturale, terapeutico e sociale, economico e
simbolico, gia' citato da Dante nella Divina Commedia ed elemento
fondamentale dell'identita' di Viterbo;
c) grave impatto su un rilevante bene archeologico come l'emergenza in situ
del tracciato dell'antica via consolare Cassia, come ammesso dall'assessore
e vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino;
d) grave impatto inquinante sull'Orto botanico dell'Universita' degli Studi
della Tuscia, bene scientifico, di ricerca e didattico di cospicua
rilevanza;
e) grave impatto inquinante sulle colture agricole - di qualita' e
biologiche - insistenti nell'area maggiormente investita;
f) conflitto con attivita' ed esigenze di interesse strategico nazionale
dell'Aeronautica Militare, come evidenziato da ultimo dal "Centro Studi
Tuscia per lo sviluppo di un aeroporto compatibile" in un recente documento
diffuso il 2 agosto 2008 in cui si afferma testualmente "l'incompatibilita'
tra l'intensa attivita' di aviazione civile commerciale e la permanenza di
un'attivita' di volo militare importante - quella della Cavalleria
dell'Aria - che rende Viterbo tra gli aeroporti militari di primaria
importanza strategica (come fissato da un recente decreto)" e come gia'
precedentemente puntualmente segnalato nella seduta del Consiglio comunale
di Viterbo del 25 luglio 2008;
g) immenso sperpero di fondi pubblici per un'opera nociva e distruttiva,
quando Viterbo e l'Alto Lazio hanno bisogno di ben altri interventi della
mano pubblica: e particolarmente di un forte sostegno a difesa e
valorizzazione dei beni ambientali e culturali, dell'agricoltura di
qualita', delle peculiari risorse locali; e per quanto concerne la mobilita'
un forte sostegno al trasporto ferroviario (riaprendo la linea
Civitavecchia-Capranica-Orte; potenziando la linea Viterbo-Orte; potenziando
la linea Viterbo-Capranica-Roma);
h) aggravamento di una condizione di servitu' per l'Alto Lazio, territorio
gia' gravato da pesantissime servitu' energetiche, militari e speculative;
i) infine, poiche' il punto di riferimento da parte dei promotori dell'opera
e' il sedime di Ciampino e l'attivita' che in esso si svolge, si rileva come
proprio la situazione di Ciampino sia insostenibile e gravemente lesiva dei
piu' elementari diritti della popolazione locale, ed e' quindi evidentemente
scandaloso voler "ciampinizzare" un'altra citta' (occorre invece una
drastica e immediata riduzione dei voli su Ciampino).
A cio' si aggiunga che:
l) l'opera e' tuttora priva di adeguata progettazione, anzi della stessa
precisa definizione di collocazione e dimensioni, come ammesso dallo stesso
Consiglio comunale di Viterbo nella parte narrativa dell'atto deliberativo
n. 92 del 25 luglio 2008 in cui si afferma testualmente che "devesi fare
presente che a tutt'oggi non si conoscono ne' la lunghezza della pista che
potrebbe arrivare a superare i 3000 metri, ne' il suo orientamento";
peraltro il gia' citato "Centro Studi Tuscia per lo sviluppo di un aeroporto
compatibile" ha rilevato "l'impossibilita' oggettiva - dimostrata dagli
studi del nostro centro - di allungare la pista di almeno altri due
chilometri mantenendone l'orientamento e, tanto meno, di smantellare
l'attuale per costruirne altra - come sostenuto da ambienti dell'assessorato
al volo - disassata di 10 gradi verso nord o sud";
m) l'opera confligge con il Piano territoriale paesaggistico regionale e le
relative norme di salvaguardia, come riconosciuto dallo stesso Consiglio
comunale di Viterbo con l'atto deliberativo n. 92 del 25 luglio 2008;
n) l'opera e' totalmente priva di fondamentali verifiche e di fondamentali
requisiti previsti dalla legislazione italiana ed europea in materia di
Valutazione d'impatto ambientale, Valutazione ambientale strategica,
Valutazione d'impatto sulla salute.
Quanto alla procedura di individuazione di Viterbo come sede di un
devastante mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per
Roma:
o) la relazione ministeriale del novembre 2007 che ha dato il via ad una
serie di atti amministrativi successivi e' destituita di fondamento in punto
di diritto e di fatto, come dimostrato ad abundantiam da un documento del 18
gennaio 2008 del "Centro studi Demetra" che conclude la sua ampia
ricognizione dichiarando che "gli atti ministeriali risultano palesemente
affetti da gravi vizi di illegittimita' sotto il rilevato profilo
dell'eccesso di potere per carenza dell'istruttoria tecnica condotta dalla
commissione istituita presso il Ministero dei Trasporti";
p) non solo: quella relazione contiene dichiarazioni semplicemente
dereistiche e si rivela nel merito come non rispondente ad un'analisi
fattuale della realta' territoriale: essa infatti ignora del tutto il fatto
che il sedime indicato ricade nel cuore dell'area termale del Bulicame e a
ridosso di emergenze archeologiche, naturalistiche, scientifiche, culturali,
agricole, terapeutiche, economiche ed insediative tali da rendere l'opera
ipso facto irrealizzabile; cadendo quindi la validita' di quella relazione,
cadono con essa tutti gli atti amministrativi conseguenti, viziati in radice
dal vizio dell'atto presupposto e fondativo;
q) peraltro la stessa compagnia aerea Ryan Air - che nelle dichiarazioni dei
proponenti l'opera avrebbe dovuto essere il soggetto imprenditoriale maggior
fruitore della nuova struttura aeroportuale - ha esplicitamente dichiarato
di non intendere affatto trasferire la sua attivita' nell'eventuale scalo
viterbese (cfr. intervista trasmessa dalla Rai il 27 aprile 2008 nell'ambito
del programma "Report").
Infine:
r) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato alla luce della
situazione aeroportuale italiana (cfr. la gia' citata inchiesta televisiva
della Rai: "Report", 27 aprile 2008);
s) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato alla luce dell'attuale
trend del trasporto aereo internazionale (cfr. ad esempio l'intervento
dell'europarlamentare Giulietto Chiesa del primo luglio 2008 che rinvia tra
l'altro a un servizio dell'"International Herald Tribune" del 28-29 giugno
2008);
t) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato alla luce dell'esigenza
di ridurre il trasporto aereo per ridurre il surriscaldamento globale del
clima (come richiesto dall'Onu, dalla comunita' scientifica internazionale,
dagli statisti piu' avvertiti);
u) occorre procedere alla riduzione drastica e immediata del trasporto aereo
(particolarmente a fini di diporto), come richiesto da interventi di
autorevoli personalita' come i premi Nobel Desmond Tutu e Wangari Maathai; e
sostenere invece un modello di mobilita' piu' adeguato, sostenibile e
democratico": -
per sapere:
quali iniziative i Ministri interrogati intendano prendere per impedire che
i rilevanti beni naturalistici, culturali, terapeutici ed economici
dell'area termale del Bulicame siano devastati, e che la salute e la
sicurezza dei cittadini di Viterbo siano aggredite da un'opera aeroportuale
priva dei requisiti previsti dalla legge, opera la cui realizzazione
costituirebbe un sperpero di pubblici denari, un danno per la comunita'
locale ed una flagrante violazione delle norme e dei vincoli di salvaguardia
vigenti.
Roma, 7 maggio 2009
Leoluca Orlando

5. DOCUMENTI. UNA LETTERA ALL'ASSESSORE ALLA TUTELA DEI CONSUMATORI DELLA
REGIONE LAZIO

All'Assessore alla Tutela dei consumatori della Regione Lazio
e per opportuna conoscenza: al Presidente della Giunta Regionale del Lazio
Oggetto: richiesta di impegno per impedire che nell'area archeologica e
termale del Bulicame a Viterbo sia insensatamente ed illegalmente realizzato
un nocivo e distruttivo mega-aeroporto
Egregio assessore,
come forse gia' sapra' Viterbo ed i suoi cittadini sono minacciati dalla
realizzare, nell'area archeologica e termale del Bulicame, di un nocivo e
distruttivo mega-aeroporto.
L'opera avrebbe come immediate conseguenze:
- la devastazione dell'area archeologica e termale del Bulicame, bene
prezioso e peculiare, gia' cantato da Dante nella Divina commedia;
- un grave danno alla salute, alla sicurezza e ai diritti dei cittadini, in
particolare dei popolosi quartieri prossimi all'area;
- la distruzione delle attivita' agricole pregiate nei pressi dell'area;
- un enorme danno al termalismo ed ai beni ambientali e culturali, che
insieme all'agricoltura costituiscono le autentiche vocazioni produttive e
le sole opportunita' di sviluppo per Viterbo;
- un colossale sperpero di soldi pubblici per un'opera nociva e distruttiva
(mentre il viterbese avrebbe estremo bisogno di sostegno alla mobilita'
ferroviaria);
- una flagrante violazione delle leggi vigenti e dello stesso piano
regolatore della citta'.
All'appello promosso dal nostro comitato che si oppone alla realizzazione
del mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti
di tutti, hanno aderito innumerevoli cittadini del viterbese e personalita'
prestigiose a livello nazionale ed internazionale: ad esempio illustri
scienziati di fama internazionale (tra gli altri, l'americano Paul Connett);
personalita' autorevolissime delle istituzioni (tra gli altri il magistrato
Ferdinando Imposimato e la vicepresidente del Parlamento europeo Luisa
Morgantini); prestigiose figure della cultura come il cantautore Francesco
Guccini, la scrittrice Dacia Maraini, la docente e saggista Silvia Vegetti
Finzi; autorevoli personalita' dell'impegno morale e civile come il
missionario padre Alessandro Zanotelli; autorevoli figure del mondo del
lavoro come il segretario della Cgil Guglielmo Epifani.
Tra le molte testimonianze di questa vasta mobilitazione civile le segnalo
particolarmente due testi recenti: un articolo di Dacia Maraini apparso
pochi giorni fa sul "Corriere della sera", ed una interrogazione
parlamentare dell'on. Leoluca Orlando che riassume i termini essenziali
della vicenda. Entrambi i testi allego alla presente.
Con questa lettera, a nome del Comitato che si oppone alla realizzazione del
mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo,
sono a richiedere un suo impegno a tutela dei cittadini viterbesi,
dell'ambiente, della legalita'.
Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno
chiarimento (e rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile
nel nostro sito www.coipiediperterra.org), e restando altresi' in attesa di
un cortese riscontro, voglia gradire un cordiale saluto,
dottoressa Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del
trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia,
dei diritti di tutti
Viterbo, 26 maggio 2009

6. MONDO. MANUELA CARTOSIO: I PERICOLI DELLE NANOTECNOLOGIE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 24 maggio 2009 col titolo "L'enigma degli
ultrapiccoli" e il sommario "'Nano': una tecnologia in espansione, un brand
di moda, talvolta abusato. 800 i prodotti gia' in commercio che si fregiano
del prefisso, mentre manca ancora una tossicologia delle nanoparticelle.
Allarme per i nanotubi di carbonio che, secondo un test sui topi, provocano
danni simili a quelli dell'amianto. Il parlamento europeo chiede d'indagare
di piu' sulla sicurezza dei nanomateriali". Abbiamo cassato una boutade
inammissibile (p. s.)]

A Torino il processo Eternit era iniziato da pochi giorni quando la parola
amianto in un lancio della Reuters catturava l'attenzione. L'agenzia
riferiva dell'allarme lanciato dalle Trade Unions australiane sui rischi
delle nanotecnologie: "Le loro conseguenze per la salute umana potrebbero
rivaleggiare con quelle causate dall'amianto. E' necessaria la massima
cautela perche' in futuro la strage non si ripeta". Roba da sobbalzare sulla
sedia. Nelle stesse ore, un servizio della Bbc dall'Uganda raccontava come,
grazie alle nanoparticelle di oro contenute nei reagenti, si riescono a
effettuare in tempo reale i test del sangue anti-Hiv nei villaggi piu'
sperduti e con temperature superiori ai 40 gradi. Ottima notizia.
Strattonati tra i pro e i contro, che cosa dobbiamo pensare delle
nanotecnologie? Da una decina d'anni il prefisso "nano" e' entrato nel
lessico corrente. Per i non addetti ai lavori, e' un misterioso prezzemolo
dalle mille promesse: dalle creme che spianano le rughe ai calzini che non
puzzano, dalle vernici che non si graffiano ai lavelli che si puliscono da
soli. Cose piacevoli ma non essenziali. Le nanotecnologie promettono anche
cose serie e vitali: farmaci antitumorali in grado di colpire solo le
cellule malate, membrane capaci di purificare l'acqua, composti per
bonificare terreni inquinati, ritrovati per rendere piu' efficienti le
energie alternative, ulteriori mirabilia nell'elettronica. Dal basso della
nostra incompetenza, cerchiamo di capire cosa sono le nanotecnologie e di
valutarne rischi e benefici. Il mondo delle nanotecnologie e' quello
compreso tra 1 e 100 nanometri. Un nanometro (nm) e' un miliardesimo di
metro o, se si preferisce, un millesimo di micron. Un atomo di idrogeno e'
circa un decimo di nm, una proteina semplice e' grande una decina di nm, un
capello ha un diametro di 80.000 nm. Sono nanoprodotti i materiali o i
dispositivi che hanno almeno un componente funzionale di dimensioni
inferiori a 100 nm. A scala nanometrica i materiali cambiano le loro
proprieta' chimiche, fisiche e biologiche. Le nanoscienze studiano queste
diversita'. Le nanotecnolgie intendono sfruttarle.
Quanti nanoprodotti sono gia' in commercio? Il Woodrow Wilson International
Center for Scholars ne ha censiti 803 (per la gran parte sono antibatterici
a base di argento, telai di racchette e manubri di biciclette rinforzati con
nanotubi di carbonio, detergenti e cosmetici con dentro ossidi di zinco e di
titanio, marmitte catalitiche contenenti biossido di titanio, componenti di
cellulari e computer). Da un recente convegno organizzato tra gli altri dal
Cnr apprendiamo che nel 2007 nel mondo tra fondi pubblici e privati si sono
spesi 13 miliardi di dollari per ricerca e sviluppo delle nanotecnologie.
Nel 2008 il mercato dei nanoprodotti ha toccato i 310 miliardi di dollari.
Nel mondo le imprese impegnate nel settore sono circa 2.000, in Italia sono
solo 65 a cui vanno aggiunti oltre un centinaio di centri pubblici di
ricerca.
Nel quadriennio 2005-2009 l'Unione Europea ha destinato alle nanotecnologie
3,5 miliardi di euro. Un po' in ritardo, il Parlamento europeo si e' accorto
che di quella somma la quota impiegata per indagare sulla sicurezza dei
nanomateriali e' "decisamente insufficiente". Il 24 aprile ha approvato
quasi all'unanimita' una risoluzione che sollecita maggiori investimenti
sulla sicurezza. I parlamentari lamentano "una mancanza di chiarezza e di
informazioni" sull'utilizzo dei nanomateriali, ricordano che per alcuni di
essi sono stati segnalati "pericoli specifici per la salute", chiedono alla
Commissione Ue di compilare e di rendere pubblico entro il 2011 un
inventario dei nanomateriali presenti sul mercato europeo. Poiche' il Reach,
la direttiva europea sulle sostanze chimiche, non dice nulla sui
nanomateriali, la risoluzione invita a disciplinarli secondo i principi
della "precauzione", della "responsabilita' del fabbricante" e del "chi
inquina paga". Negli Stati Uniti, che detengono due terzi dei brevetti
nanotech, solo il 2,5% (secondo alcuni solo l'1%) dei fondi destinati
dall'amministrazione Bush alle nanotecnologie e' stato impiegato per
valutarne i rischi. Lo scorso febbraio la Camera ha votato una legge che
chiede piu' informazioni e piu' trasparenza sui danni che alcuni
nanomateriali potrebbero arrecare all'uomo e all'ambiente (entro l'anno il
Senato Usa dovrebbe fare altrettanto). All'Austria non dispiacerebbe una
moratoria sulle nanotecnologie. Il Canada, al momento, e' l'unico paese che
obbliga le aziende che producono o importano piu' di un chilo di
nanomateriali all'anno a fornire tutte le informazioni disponibili su di
essi (una bella contraddizione: il Canada continua a essere un grande
produttore di amianto ed e' il capofila dei paesi che rifiutano di metterlo
al bando).
Veniamo ai rischi. Quelli piu' citati si appuntano sui nanotubi di carbonio,
ultramicroscopici cilindri di grafite. I piu' lunghi hanno forma e struttura
simile alle fibre dell'amianto. Test sui topi realizzati al Woodrow Wilson
International Center dimostrano che provocano nei polmoni dei topi
alterazioni simili a quelle causate dall'amianto. Pur non essendoci ancora
la prova che provocano anche il mesotelioma (il tumore maligno della pleura
e del peritoneo), c'e' questo test di laboratorio dietro l'allarme lanciato
dal sindacato australiano, che torna su tutti i siti, compreso quello della
svizzera Suva, l'equivalente del nostro Inail, ma "partecipato" dalle
aziende, che per decenni ha coperto le malefatte dell'Eternit. A cosa vanno
incontro i lavoratori che potrebbero inalare o ingerire nanotubi di carbonio
producendo oggetti che li contengono? "Al momento non lo sappiamo", ammette
il professor Paolo Milani, direttore del Centro interdisciplinare materiali
e interfacce nanostrutturati dell'Universita' di Milano, "giusto, quindi,
usare massima cautela". Non lo sappiamo perche' non esiste ancora una
tossicologia adeguata per valutare gli effetti biologici di alcune
nanoparticelle. La tossicologia adeguata manca, "non perche' scienziati e
ricercatori sono cattivi, ma perche' e' difficile, va costruita caso per
casoª". La difficolta' deriva dal fatto che a livello nano la forma e'
particolarmente importante, crea nel corpo umano risposte biologiche diverse
da quelle provocate dalle stesse sostanze a livello macro e micro. Cio' e'
contemporaneamente un vantaggio e un'incognita. Grazie alla forma, i
nanovettori di farmaci antitumorali "ingannano" le barriere biologiche e
riescono a colpire solo le cellule malate. A causa della forma, non sappiamo
quali rischi correranno i lavoratori che produrranno questi farmaci del
futuro. O che gia' ora stanno producendo oggetti che incorporano nanotubi di
carbonio. Per non scoprirlo a babbo morto occorre molta ricerca pubblica e,
nel frattempo, molta attenzione sia nella fase di lavorazione (filtri,
circuiti chiusi) che dello smaltimento. "Gridare al lupo e' sbagliato", dice
il professor Milani. Altrettanto sbagliato sostenere che le nanotecnologie
"risolveranno tutti i nostri problemi". Fatto questo preambolo, il
professore invita a fare "un po' di pulizia". Molti prodotti spacciati per
nano, non lo sono (per converso, molte cose sono "naturalmente" nano e non
ci facciamo caso. Ogni combustione produce nanoparticelle, a ogni tirata di
sigaretta ne inaliamo e ne emettiamo una certa dose). "E' un brand di moda,
sventolato dalle aziende per vendere di piu' e dai centri di ricerca per
ottenere fondi". I prodotti in commercio effettivamente nano sono pochi,
pochissimi quelli di largo consumo. "Le nanoparticelle sono molto instabili,
tendono a reagire con cio' che hanno attorno. Per questo e' molto difficile
stare sotto la soglia dei 100 nm". Questo fatto e le affabulazioni del
marketing hanno allungato abusivamente la lista dei nanoprodotti.
Mentre gli Ogm si fa di tutto per nasconderli, le nanocose sono state
esibite, persino in versione taroccata. Fin qui sono state percepite dal
consumatore come cosine carine e sostanzialmente innocue. Ci sono i primi
segnali d'inversione di tendenza. "Contiene molecole d'argento", strilla lo
spot di un deodorante maschile, evitando d'usare il prefisso "nano". Anche
altri prodotti per l'igiene e la cura del corpo hanno lasciato cadere il
"nano". Probabilmente i persuasori occulti sensibili nel registrare le
oscillazioni del senso comune hanno percepito che il "nano" sta smettendo
d'essere magico e comincia a essere inquietante. Di certo, le aziende
iniziano a cautelarsi in vista di eventuali normative che obblighino a
dichiarare sulle etichette cosa c'e' di nano nei loro prodotti. L'argento
(le cui proprieta' antibatteriche erano note gia' agli antichi egizi) offre
lo spunto per analizzare un altro versante problematico delle
nanotecnologie, quello dell'accumulo e dello smaltimento.
Nel 2006 la Samsung ha messo in commercio negli Usa la lavatrice
"SilverCare" che, rilasciando ioni di argento, pulisce e disinfetta la
biancheria in acqua fredda. Vero o falso che sia, le nanoparticelle
d'argento finiscono nelle acque di scarico, negli impianti di depurazione e
nella catena alimentare dei pesci. Ne e' nato un contenzioso con
l'Environment Protection Agency. Secondo un dossier di Legambiente sulle
nanotecnologie, la "SilverCare" e' ancora in commercio; secondo il professor
Milani, e' stata ritirata, "una decisione piu' che opportuna".
L'opacita' regna sovrana anche nel settore dei nanofoods. Gli Amici della
terra tedeschi hanno censito un centinanio di alimenti che contengono
nanoparticelle: additivi per esaltarne gli aromi e l'aspetto oppure per
incrementare l'azione antibatterica del packaging e allungare cosi' la
durata dei cibi. Pure su questa lista il nostro professore e' scettico. "Le
multinazionali degli alimenti stanno investendo parecchio su involucri e
contenitori. Per ora i costi sono proibitivi, inciderebbero troppo sulla
spesa al supermarket. Questo ci lascia il tempo per fare ricerca sulla
sicurezza del nanopackaging". Ricerca indipendente: "mica possiamo fidarci
solo di Nestle' o di Danone". A marzo, su richiesta della Commissione Ue,
l'Autorita' europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha rilasciato un
parere sui nanofoods che finisce diritto in un vicolo cieco. Da una parte,
afferma che e' necessario "un approccio caso per caso"; dall'altra, sostiene
che le attuali limitazioni dei dati e l'assenza di metodologie di test
convalidati potrebbero rendere molto difficile la valutazione del singolo
nanoprodotto, "assoggettandola a un livello elevato di incertezza". Succo
della lezioncina impartitaci dal professor Milani: "Gli scienziati non sono
oracoli. A loro vanno fatte solo le domande a cui sanno rispondere"...
*
Postilla. Niente dati, niente mercato
E' canadese l'associazione ambientalista piu' radicalmente antinanotech. Si
chiama Etc Group (www.etcgroup.org) e si batte per la messa la bando delle
nanotecnologie. Greenpeace ha un atteggiamento possibilista, fondato su uno
studio commissionato all'Imperial College di Londra. Secondo lo studio, che
pero' risale al 2003, i rischi delle nanotecnologie sarebbero circoscritti e
controllabili e il gioco, tutto sommato, varrebbe la candela. Legambiente,
partern italiano del progetto Nanocap finanziato dalla Commissione Ue,
condivide la risoluzione approvata lo scorso aprile dal Parlamento europeo.
Chiede piu' investimenti per indagare sui possibili effetti tossici ed
ecotossici dei nanomateriali, un inventario pubblico dei nanoprodotti e
l'applicazione del principio "no data, no market". Solo i prodotti che
dichiarano cosa contengono possono stare sul mercato.

7. RIEDIZIONI. KARL JASPERS: FILOSOFIA
Karl Jaspers, Filosofia, Mursia, Milano 1972-1978, Utet, Torino, 1978, 1996,
Mondadori, Milano 2009, pp. 1194, euro 12,90 (in supplemento a vari
periodici Mondadori). A cura di Umberto Galimberti, una delle opere maggiori
e piu' affascinanti di Jaspers, e della riflessione del Novecento. Amava
dire Annibale Scarpante: "Sempre mi parve che Jaspers fosse sottovalutato,
come pensatore e come persona, mentre assai son state sopravvalutate persone
con cui non avrei vegliato nel deserto ne' giocato a morra. Credo invece sia
stato tra i pensatori piu' grandi e le persone migliori del tragico secolo
breve: messo alla prova, resistere seppe al male, e questo solo infine
conta. Siano queste righe occasione per rendergli ancora una volta omaggio".

8. RIEDIZIONI. JOHN MAYNARD KEYNES: TEORIA GENERALE DELL'OCCUPAZIONE,
DELL'INTERESSE E DELLA MONETA
John Maynard Keynes, Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e
della moneta, Utet, Torino 1971, 2005, Mondadori, Milano 2009, pp. 588, euro
12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori). Nella traduzione di
Alberto Campolongo rivista da Terenzio Cozzi, autore anche dell'ampia
introduzione, forse una delle opere piu' influenti del Novecento.

9. RIEDIZIONI. JOHN STUART MILL: PRINCIPI DI ECONOMIA POLITICA
John Stuart Mill, Principi di economia politica, Utet, Torino 1983,
Mondadori, Milano 2009, pp. 1274, euro 12,90 (in supplemento a vari
periodici Mondadori). A cura di Biancamaria Fontana, con un'introduzione di
Giacomo Becattini, uno dei capolavori di Mill, e della storia del pensiero
economico.

10. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO
DI VITERBO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO

Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info at coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 194 del 27 maggio 2009

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