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Nonviolenza. Femminile plurale. 255



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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE
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Supplemento settimanale del giovedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 255 del 25 giugno 2009

In questo numero:
1. Valeria Vigano': La guerra feroce dei maschi sconfitti
2. Viviana Mazza intervista Ramin Jahanbegloo
3. Giancarla Codrignani: Care donne...
4. Antonella Litta: Relazione al convegno dell'Isde-Italia svoltosi a
Salsomaggiore dal 3 al 5 aprile 2009
5. Dacia Maraini: L'aeroporto tra le terme
6. Un appello al mondo della cultura e dell'insegnamento

1. EDITORIALE. VALERIA VIGANO': LA GUERRA FEROCE DEI MASCHI SCONFITTI
[Dal quotidiano "L'Unita'" del 24 giugno 2009 col titolo "La guerra feroce
dei maschi sconfitti" e il sommario "Ieri a Milano l'ennesimo omicidio di
una donna. Era davanti all'asilo nido col suo bambino di due anni in
braccio. L'ex marito l'ha uccisa a coltellate. Erano separati da quattro
mesi"]

Ieri. Un asilo nido come gli altri, a Milano est, un'ora solita della
mattina, le 8 e 40. Una mamma che porta il figlio di due anni in braccio in
mezzo a tante altre mamme. Un cortile prima dell'ingresso pieno di bambini.
Lo scenario semplice delle chiacchiere e dei saluti, manine che si agitano,
sorrisi affettuosi. Il mondo dell'infanzia viene profanato all'improvviso da
un padre, pregiudicato si', ma sempre padre. E' accanto alla mamma che tiene
abbracciato il figlio e contemporaneamente e fatalmente riceve una
telefonata. Il padre ha con se' un coltello da cucina. Perche'? In un baleno
ficca l'arma in petto alla ex-moglie, lei barcolla, lui la colpisce quattro
volte tra le urla di terrore di chi e' presente. La ammazza. Ma prima che
lei crolli, una bidella riesce ad afferrare il piccolo e scappare via.
Cronaca cruda di una violenza intollerabile. Cronaca che si ripete quasi
quotidianamente in un elenco interminabile di vittime predestinate: tutte
donne. Una vera e propria guerra sanguinaria contro un sesso che ha solo una
colpa: non si sottomette piu', non piega piu' la testa, non acconsente per
dovere, pensa in autonomia, Si pensa libero come l'altro, il maschile.
La guerra disperata degli uomini usa molte armi cruente: pugni, calci,
stupri, coltellate, pistolettate, fucilate. Passa per le grandi metropoli e
i piccoli centri di provincia, da nord a sud. E' perpetrata da maschi di
ogni eta'. Le motivazioni di questa guerra passano da una debolezza piena di
incapacita', da una cecita', un rifiuto, una pochezza, dalla rabbia che si
fa forza belluina. La rabbia di non poter piu' pretendere di essere amati
nei modi e nei tempi decisi da una sola parte, la loro. E la rabbia di non
poter piu' gestire un matrimonio, una convivenza, i figli senza
contraddittorio.
Gli uomini si sentono spodestati dalla maturazione femminile degli ultimi
quarant'anni, dalla consapevolezza e dalla voglia di parita' che le donne
hanno pensato, elaborato, messo in atto tra mille fatiche ma alle quali non
vogliono e non possono piu' rinunciare. La chiamerei desiderio di pari
dignita' della persona umana. Alla quale gli uomini non erano storicamente
abituati e per la quale in questi quarant'anni non hanno speso che pochi
spiccioli. Disinteressati, inermi o sempre piu' infuriati non hanno reagito
con la riflessione, ma con l'incomprensione di un processo evolutivo della
societa' civile nella sua interezza. Solo i piu' sensibili hanno ascoltato,
provato ad accompagnare il mutamento che toglieva loro potere e comando.
I molti maschi che non accettano la propria apparente sconfitta non l'hanno
tollerato. Senza altre armi dialettiche hanno cominciato la guerra su due
fronti: il primo, appena meno violento, e' la riproposizione non di un
modello casalingo retro' ma di un modello femminile puttanesco di impronta
televisiva, corroborato dal do ut des dei potenti; il secondo appartiene a
chi non ha quel potere e nessuna merce di scambio. Troppi uomini che non
accedono alla possibilita' del ricatto usano la furia. Puniscono.
Costringono. E, quando vedono che non riescono piu' a stare al passo con le
donne che dicono di amare, le uccidono.

2. IRAN. VIVIANA MAZZA INTERVISTA RAMIN JAHANBEGLOO
[Dal "Corriere della sera" del 24 giugno 2009 col titolo "E' un movimento
democratico gandhiano" e il sommario "L'intervista. Il filosofo Ramin
Jahanbegloo legge gli avvenimenti di questi giorni come una crisi di
legittimita' del sistema"]

"Stiamo vivendo un momento gandhiano in Iran", dice Ramin Jahanbegloo, il
filosofo iraniano incarcerato nel 2006 nel suo Paese con l'accusa di
sostenere la "rivoluzione di velluto", oggi docente di Storia contemporanea
dell'Iran a Toronto.
Nel suo libro pubblicato a dicembre, Leggere Gandhi a Teheran (Marsilio),
Jahanbegloo individuava nella riflessione gandhiana percorsi di nonviolenza
per promuovere sviluppi liberali nel mondo islamico, a cominciare dall'Iran.
Ma l'"Onda verde" ha superato le sue stesse aspettative.
*
- Viviana Mazza: Mousavi, come dicono alcuni, e' un Gandhi islamico?
- Ramin Jahanbegloo: No, non lo definirei un Gandhi islamico. Ha mostrato
molto coraggio, ma per essere un Gandhi devi essere a un altro livello di
psicologia umana, avere qualita' profetiche. Forse Mousavi ha preso la via
di Gandhi senza rendersene conto. D'altra parte Gandhi diceva che la
nonviolenza e' antica quanto le montagne: chiunque si trovi davanti
all'ingiustizia e' spesso portato alla nonviolenza. E cosi' e' diventata una
strategia rilevante per il movimento iraniano.
*
- Viviana Mazza: Il movimento ha superato dunque Mousavi?
- Ramin Jahanbegloo: Se Gandhi adotto' l'arcolaio come simbolo della
nonviolenza, il movimento in Iran all'inizio ha assunto Mousavi come
simbolo, ma poi ha trovato in Neda la madre della resistenza nonviolenta.
Queste manifestazioni senza precedenti in 30 anni sono spesso viste come uno
scontro tra i sostenitori di Mousavi e Ahmadinejad, ma credo che le
richieste vadano oltre le elezioni e oltre Mousavi: e' in corso una crisi di
legittimita' del sistema. C'e' una dialettica tra coloro che cercano la
democrazia con metodi nonviolenti e il potere che usa la violenza. E' un
movimento per il cambiamento, fatto soprattutto di giovani, frustrati da
economia, politica e societa'. Gandhi diceva: devi essere il cambiamento che
vuoi vedere nel mondo. Persone come Neda, la studentessa di filosofia caduta
sotto i proiettili, mostrano che la gioventu' in Iran e' abbastanza matura
da portare al cambiamento.
*
- Viviana Mazza: Lei credeva che i giovani iraniani non fossero pronti?
- Ramin Jahanbegloo: Per lungo tempo, tutti hanno pensato che fossero
vittima di quella che chiamo "sindrome di James Dean": che fossero "ribelli
senza causa", senza spessore etico, edonisti, individualisti, egoisti. Ma
stanno mostrando di possedere il senso della solidarieta', della
reciprocita', della nonviolenza.
*
- Viviana Mazza: L'islam ha nella sua tradizione il fondamento spirituale
per una disobbedienza civile nonviolenta?
- Ramin Jahanbegloo: Tutti i tipi di religione e di spiritualita' hanno un
potenziale nonviolento accanto a un potenziale violento. Non vedo
contraddizione tra spiritualita' e nonviolenza.
*
- Viviana Mazza: E l'Iran ha una tradizione simile?
- Ramin Jahanbegloo: La rivoluzione del 1979 e' stata essa stessa un
movimento nonviolento contro la dittatura. Nella storia abbiamo avuto tanti
tiranni, ma molti dei nostri eroi sono figure mistiche e religiose
nonviolente.
*
- Viviana Mazza: Obama dice che "rendera' testimonianza" al coraggio degli
iraniani. Per il "Wall Street Journal" e' una dichiarazione "gandhiana": e'
"la testimonianza che da' potere all'approccio nonviolento rendendo pubblica
la sofferenza privata".
- Ramin Jahanbegloo: Credo che non sia un approccio gandhiano, ma cauto. Da
quando e' al potere, ha cercato il dialogo con l'Iran, ma si trova in una
situazione complicata. Se la violenza nelle strade dovesse aumentare, sara'
difficile un dialogo tra Iran e Stati Uniti, e anche tra Iran ed Europa.
L'Iran si trova in un momento cruciale sia per la politica interna che
estera. Il "genio" della nonviolenza e' uscito dalla lampada ed e' difficile
che possa rientrarvi. Ne' Obama ne' Berlusconi ne' Sarkozy possono
ignorarlo. Ma hanno fatto bene a non fare dichiarazioni piu' aggressive. Non
devono dare la sensazione che il movimento sia diretto dagli stranieri.
*
- Viviana Mazza: Che probabilita' di successo ha la protesta?
- Ramin Jahanbegloo: L'unico modo e' che resti nonviolenta o sara' una
carneficina. Credo che possano non solo avere la solidarieta' del mondo ma
anche quella di parte della nomenklatura. E anche se l'attuale regime
dovesse prevalere e Ahmadinejad restare, il cambiamento arrivera' nei mesi e
anni a venire. E' gia' cambiata la mentalita' della gente. Il paradigma
repubblicano, motore della rivoluzione del '79, e il principio di sovranita'
popolare sono stati violati dal paradigma autoritario. Non credo pero' che
la resistenza portera' a una "rivoluzione di velluto". Cio' che e' accaduto
in Cecoslovacchia e nell'Est europeo potrebbe non accadere in Iran. Ma cio'
che conta e' lo spessore morale di ogni iraniano, e' sfidare
l'illegittimita' della violenza, e' la volonta' di costruire il futuro
dell'Iran sull'idea di verita'.

3. RIFLESSIONE. GIANCARLA CODRIGNANI: CARE DONNE...
[Dal sito de "Il paese delle donne" (www.womenews.net/spip3/) riprendiamo il
seguente intervento]

Care donne,
sono perplessa e inquieta. Nel nostro paese stanno succedendo cose che ci
riguardano, ma non sento reazioni "di genere".
C'e' una donna che denuncia i limiti del marito e giustamente ne indica la
condizione di "uomo malato"; ci sono uomini che ne giustificano le anomalie
comportamentali di semplice "utilizzatore finale" di donne in vendita; c'e'
un presidente del consiglio che nomina a cariche pubbliche e mette in liste
elettorali o scambia con cariche in enti pubblici "meteorine" e
"billionarine": e noi non reagiamo politicamente?
Ci sono ragazze, del nostro genere, che si fanno vanto di ricevere
farfalline d'oro per prestazioni anche solo di passivita' ad atti di
concupiscenza visiva e tattile, che non si sentono prostituite o private di
liberta' e dignita': e noi senza un sussulto?
Sono sorelle o figlie o nipoti delle nostre generazioni.
Abbiamo posto in questione lo stacco generazionale di ragazze che non
raccolgono l'eredita' di madri e nonne per rivendicare non la parita' al
modello unico, ma la liberta' di genere per cose serissime come il lavoro o
la famiglia, e non sentiamo che in questa squallida vetrina pubblica quella
liberta' diventa uno scherno e che tutte subiamo una molteplice violenza?
Ditemi che mi sbaglio, che state raccogliendo le forze e le idee per dire
che non si puo' parlare di stalking nella societa' civile, se non si rimedia
a queste violenze di immagine, di linguaggio, di valori, di regole
istituzionali, di prassi politica.
Il nostro ragionare e operare per dare senso ad una societa' dei due generi
ha sempre inteso contribuire a migliorare tutte le relazioni, quelle private
come quelle pubbliche.
Se questo e' vero, non possiamo tacere ne' per dolore ne' per rabbia ne' per
avvilimento: il silenzio e' complicita' e connivenza con un sultanato delle
menti che arriva a pervertire anche la coscienza di alcune di noi che sono
destinate ad essere non "veline", ma generatrici di futuro.

4. RIFLESSIONE. ANTONELLA LITTA: RELAZIONE AL CONVEGNO DELL'ISDE-ITALIA
SVOLTOSI A SALSOMAGGIORE DAL 3 AL 5 APRILE 2009
[Riproponiamo il testo della relazione di Antonella Litta sul tema
"L'esperienza del Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti", relazione tenuta al
convegno dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International
Society of Doctors for the Environment - Italia) svoltosi a Salsomaggiore
dal 3 al 5 aprile 2009 sul tema "Promuovere ambiente e salute a livello
locale".
Antonella Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di
medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in
Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica
presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione
di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani
sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato
sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11,
pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per
l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e
per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo
di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno
alla salute". E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per
l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e
collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile
dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute)
e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta
attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera
comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed
internazionali. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in
progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al
rispetto dell'ambiente]

L'esperienza del Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti, comitato di cui sono
portavoce, rappresenta un'esperienza diretta di difesa del territorio e
della salute che e' anche espressione e contributo alla lotta di quella
parte dell'umanita' che non vuole sacrificare la bellezza del mondo alla
logica del profitto e dello sfruttamento. Una bellezza intesa anche come
armonia ed equilibrio tra gli esseri viventi e l'ambiente, nel rispetto e
nel corretto rapporto con gli elementi: aria, acqua, terra intesa nella sua
generalita' di territorio, e fuoco inteso come energia, gia' individuati
come fondamentali per la vita del genere umano dalla filosofia presocratica.
Il trasporto aereo e' un modo di viaggiare che fortemente attenta alla
bellezza e all'equilibrio ecologico ed energetico del pianeta; rappresenta
infatti una forma di mobilita' inquinante e dannosa per la salute e
l'ambiente, e contribuisce in ingente misura all'effetto serra, la piu'
drammatica emergenza ambientale planetaria attuale come gia' denunciato da
illustri personalita' internazionali e dai Premi Nobel Wangari Maathai e
Desmond Tutu, come anche dagli scienziati dell'Ipcc (l'Intergovernmental
Panel on Climate Change, la struttura scientifica dell'Onu che studia i
mutamenti climatici).
*
La storia
Circa due anni fa una decisione ministeriale superficiale, viziata da gravi
errori di fatto e procedurali, influenzata da forti interessi
politico-elettorali e speculativi, ha individuato in Viterbo la sede di un
nuovo scalo aeroportuale del Lazio. Qui si vorrebbero trasferire centinaia
di voli giornalieri delle compagnie low-cost che stanno devastando da anni
salute e ambiente dei cittadini della citta' di Ciampino. Abbiamo reagito a
questa folle decisione di "ciampinizzare" Viterbo non con la logica della
sola difesa locale del nostro territorio, ma ponendoci da un punto di vista
generale: quello dell'intera umanita'. E' con questo atteggiamento che
abbiamo programmato studi, interventi, iniziative e strategie che si sono
rivelate finora giuste e vincenti; a tutt'oggi infatti, a Viterbo, al di la'
delle chiacchiere, dei comunicati e dei proclami di una lobby
politico-affaristica trasversale e interessata solo ai grandi affari, nulla
si e' concretizzato di questo dissennato progetto aeroportuale.
Viterbo e' una bella citta' medievale e tutta la sua provincia e' un
patrimonio per l'umanita' dal punto di vista delle bellezze e delle
ricchezze paesaggistiche, naturalistiche, storiche, archeologiche,
artistiche, agricole, termali. Essa e' anche sede universitaria e centro di
ricerche universitarie in particolare in ambito agro-biologico. L'area
termale del Bulicame, cantata anche da Dante nella Divina Commedia, e quella
dell'Orto botanico, e la via Francigena che tutto il viterbese ed anche
precisamente quell'area attraversa, rappresentano l'identita' e il cuore
stesso di Viterbo, e proprio queste aree subirebbero i danni maggiori ed
irreversibili se dovesse essere costruito il mega-aeroporto e tutte le sue
strutture di supporto. L'aeroporto e' previsto proprio a ridosso del centro
abitato di Viterbo, su ampliamento di un piccolo aeroporto militare, in una
zona sottoposta a rilevanti vincoli archeologici, idrogeologici, naturalisti
e paesaggisti. Pur di realizzare questa mega-struttura l'attuale
amministrazione comunale di Viterbo ha chiesto che siano rimossi i vincoli
previsti per queste zone dal piano paesaggistico regionale e ha proposto una
variante all'attuale piano regolatore cittadino. Di questa mega-struttura
che si vorrebbe realizzare a tutti i costi, al momento, ancora non esiste
nemmeno un progetto generale, e quindi e' altresi' totalmente priva della
Valutazione di impatto ambientale, della Valutazione ambientale strategica e
della Valutazione d'impatto sanitario.
La realizzazione di questa infrastruttura trasformerebbe Viterbo
nell'ennesima citta'-scalo, devastata, inquinata e cementificata, soffocando
per sempre le attivita' economiche e le risorse presenti: quelle legate al
termalismo, all'agricoltura biologica, al turismo di qualita', alle
attivita' di formazione e ricerca universitaria; attivita' che se
opportunamente valorizzate e potenziate rappresenterebbero la risposta piu'
giusta, logica e naturale alla domanda di occupazione e sviluppo di Viterbo
e dell'intera provincia.
Il comitato, consapevole del danno alla salute e all'ambiente derivante da
un simile progetto, si e' assunto con responsabilita' il compito di studiare
tutte le problematiche legate alla realizzazione di questo scalo e il
compito di informare i cittadini. Un compito che avrebbero dovuto svolgere
con obiettivita' e imparzialita', nell'interesse di tutta la comunita', le
istituzioni e i mezzi d'informazione locali, che invece, salvo qualche
eccezione, hanno preferito schierarsi in modo acritico, trasversale e
superficiale a sostegno del mega-aeroporto, ripetendo il solito menzognero
ritornello che ha accompagnato tutte le devastazioni ambientali italiane,
ovvero che i grandi appalti, le grandi opere, le grandi infrastrutture
portano sempre "lavoro e sviluppo". La verita' e' un'altra: grandi opere,
grandi infrastrutture, grandi appalti, una volta realizzati lasciano vaste
aree devastate per sempre, creano poca occupazione, precaria, non
qualificata e solo temporanea, compromettono sino al soffocamento le
attivita' economiche locali preesistenti come le naturali e tradizionali
vocazioni di un territorio, aumentano la disoccupazione e generano spesso
danni incalcolabili alla salute delle popolazioni. La nostra intera penisola
da Nord a Sud, da Seveso a Brindisi, da Porto Marghera a Gela, da Porto
Vesme a Priolo, passando per Civitavecchia e Montalto di Castro, e' piena di
questi tragici esempi di "sviluppo e progresso".
Le persone che aderiscono al nostro comitato hanno dedicato e dedicano molta
parte della loro vita alla difesa dell'ambiente e del diritto di tutti a
vivere in un mondo sano, giusto e solidale. E l'impegno e la storia
personale di ognuna di queste persone ci da' la certezza che la citta' di
Viterbo non sara' sfigurata nella sua bellezza dal progetto devastante,
folle, illegale di un mega-aeroporto.
*
Il lavoro del comitato: le azioni, lo studio, le proposte
Innumerevoli sono state le iniziative d'informazione e formazione promosse
dal nostro comitato, fin dalla sua costituzione. Abbiamo realizzato il sito
www.coipiediperterra.org, organizzato numerosi convegni scientifici,
promosso passeggiate al Bulicame guidate dal professor Paolo Giannini e dal
professor Antonello Ricci, per far conoscere da vicino la bellezza e la
ricchezza di cio' che verrebbe distrutto se il mega-aeroporto fosse
realizzato. Sempre con questo intento, il 18 luglio dello scorso anno, si e'
tenuto per la prima volta nella storia di Viterbo un concerto notturno
proprio nella suggestiva area del Bulicame. Il nostro comitato ha
partecipato a  numerosi convegni, incontri e trasmissioni radiotelevisive
sul tema del trasporto aereo e in particolare alla trasmissione di "Report"
del 27 aprile 2008 trasmessa da Rai Tre. Stiamo lavorando alla costituzione
di una rete dei comitati che in Italia e all'estero sono impegnati
nell'opposizione alla costruzione e all'ampliamento degli aeroporti, e
abbiamo in programma molte iniziative e ulteriori giornate di studio e
approfondimento.
*
La solidarieta' e la collaborazione con i comitati di Ciampino e Marino
Abbiamo stretto un forte rapporto di solidarieta' con le persone impegnate
nei comitati di Ciampino e Marino; proprio la conoscenza diretta dei danni
che queste persone hanno subito e subiscono a causa della presenza dello
scalo aeroportuale ci ha spinto e ci rafforza costantemente nella nostra
opposizione al mega-aeroporto di Viterbo. La situazione ambientale e
sanitaria che questi cittadini vivono a causa dell'inquinamento atmosferico
ed acustico e' talmente grave che immediatamente e drasticamente andrebbero
ridotti i voli civili nello scalo di Ciampino. Lo studio "Cristal"
(dall'acronimo del centro studi che lo ha realizzato: Centro Regionale
Infrastrutture Sistemi Trasporto Aereo del Lazio) ha evidenziato, di
recente, quanto gia' si sapeva: ovvero che i residenti nei comuni di
Ciampino, Marino e del X Municipio di Roma sono sottoposti a livelli
d'inquinamento acustico da traffico aereo estremamente preoccupanti.
Infatti, le linee guida dell'Oms affermano che sopra i 35 decibel iniziano a
manifestarsi effetti biologici che si aggravano tra i 40-55 decibel e
diventano molto pericolosi sopra i 55 decibel; questi limiti sono sempre
stati abbondantemente superati nelle rilevazioni condotte dallo studio
Cristal.
La situazione sanitaria a Ciampino e' talmente grave, come anche dimostrato
da questo recente studio, che abbiamo sollecitato il sindaco di Ciampino a
porre in atto ogni misura per la tutela della salute dei suoi cittadini
anche attraverso l'adozione di ordinanze volte ad una riduzione
significativa ed immediata dei voli sullo scalo.
*
Le solidarieta'
Il Comitato, anche grazie alla newsletter "Coi piedi per terra", che
raggiunge circa 20.000 persone, e' riuscito a far conoscere in Italia e
all'estero quanto sta accadendo a Viterbo. In questa maniera siamo riusciti
a intessere una importante rete di adesioni e solidarieta' al nostro
comitato. Hanno aderito e sostengono il nostro comitato rilevantissime
figure istituzionali, personalita' illustri del mondo accademico, della
cultura, dell'impegno sociale: ad esempio scienziati come Angelo Baracca,
Virginio Bettini, Luigi Cancrini, Marcello Cini, Paul Connett, Giorgio
Cortellessa, Gianni Mattioli, Luca Mercalli, Stefano Montanari, Giuseppe
Nascetti, Giorgio Nebbia, Gianni Tamino, Federico Valerio; il prestigioso
magistrato Ferdinando Imposimato; la vicepresidente del Parlamento Europeo
Luisa Morgantini; padre Alessandro Zanotelli; cattedratici universitari come
Rocco Altieri, Anna Bravo, Andrea Canevaro, Andrea Cozzo, Giovanna Fiume,
Nella Ginatempo, Domenico Jervolino, Fulvio Cesare Manara, Raffaele
Mantegazza, Arnaldo Nesti, Luigi Piccioni, Giuliano Pontara, Lorenzo Porta,
Elena Pulcini, Claudio Riolo, Annamaria Rivera, Antonella Sapio, Giovanni
Scotto, Sergio Tanzarella, Silvia Vegetti Finzi; le scrittrici Dacia Maraini
e Lea Melandri; la giornalista ed esperte di temi ambientali Marinella
Correggia; il cantautore Francesco Guccini, ed innumerevoli altri.
*
I rapporti con le istituzioni
Il comitato fin dall'inizio ha voluto ricercare un dialogo e un confronto
con i rappresentati delle istituzioni, sia a livello locale che nazionale ed
europeo, attraverso incontri e carteggi. Dieci parlamentari europei,
riconoscendo l'obiettivita' delle nostre ragioni, hanno sentito il dovere di
scrivere una lettera al precedente Ministro dei Trasporti, in cui
esprimevano contrarieta' alla sua  decisione. Sono state anche presentate
numerose interrogazioni parlamentari e regionali.
*
Lo studio dell'impatto ambientale e sanitario
Tutto il territorio viterbese vive una delicata situazione dal punto di
vista ambientale: la presenza del piu' grande polo energetico d'Europa (le
centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro) al quale si andrebbe ad
aggiungere, una volta riconvertita a carbone, anche la centrale di Torre
Valdaliga Nord con le sue nocive emissioni di gas e polveri; la naturale
radioattivita' del sottosuolo dovuta alla presenza del radon; le acque
destinate a consumo umano con elevata presenza di sostanze dannose tra cui
l'arsenico (classificato come cancerogeno di classe 1 dall'Agenzia
Internazionale di Ricerca sul Cancro - Iarc), acque che sono potabili solo
in virtu' di deroghe rinnovate di anno in anno; la presenza di discariche
abusive di rifiuti tossici; la cementificazione di aree sempre piu' vaste,
soprattutto in quei comuni del viterbese piu' prossimi alla capitale. La
nostra provincia presenta il piu' alto numero di patologie tumorali nella
Regione Lazio. E' ovvio che in una situazione come questa, che meriterebbe
attenzione, tutela e bonifiche ambientali, aggiungere un ulteriore fattore
di rischio rappresentato dall'inquinamento prodotto dal traffico aereo
connesso al mega-aeroporto che si vorrebbe realizzare a Viterbo e'
irresponsabile e colpevole. Infatti quello che ha piu' preoccupato il
comitato, e che e' anche il motivo del mio impegno personale nel comitato in
quanto medico, e' il danno alla salute, soprattutto a quella dei bambini,
che il traffico aereo determina. I motori degli aerei infatti sono
alimentati con il cherosene, un combustibile fossile, e soprattutto nelle
fasi di atterraggio e decollo rilasciano il quantitativo maggiore di gas
nocivi, polveri sottili ed ultrasottili, e generano livelli di rumorosita'
tali da alterare notevolmente la qualita' della vita e la salute di coloro
che vivono e lavorano in prossimita' di uno scalo aereo. Ormai innumerevoli
studi scientifici dimostrano che queste forme di inquinamento sono correlate
a gravi malattie: respiratorie, cardiovascolari, cronico-degenerative,
tumorali. Questa consapevolezza e certezza mi ha spinto a scrivere, insieme
ai colleghi Mauro Mocci e Gianni Ghirga, anch'essi come me soci
dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia), un appello a
tutti i medici dell'Alto Lazio per denunciare questa minaccia per la salute
e l'ambiente, e fornire numerosi riferimenti scientifici utili per
l'informazione e la sensibilizzazione sia del personale sanitario, che dei
pubblici amministratori e dei cittadini. I responsabili sanitari e gli
operatori sanitari sono stati allertati circa la minaccia alla salute
rappresentata dalla realizzazione di questo mega-aeroporto anche attraverso
una serie di incontri in particolare con il direttore generale della Asl di
Viterbo, i rappresentanti provinciali del sindacato Fimmg (Federazione
Italiana dei Medici di Medicina Generale) e dell'Ordine dei medici di
Viterbo. Inoltre l'Associazione italiana medici per l'ambiente, anche su
proposta del nostro comitato, ha costituito un gruppo nazionale di studio
sul tema "Il trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno
alla salute".
*
Lo studio degli aspetti legali
Abbiamo studiato, evidenziato e denunciato gli aspetti illegali del progetto
aeroportuale che si vorrebbe realizzare a Viterbo. Il progetto e' totalmente
privo della Valutazione di impatto ambientale (Via), della Valutazione
ambientale strategica (Vas) e della Valutazione d'impatto sanitario (Vis);
viola norme vigenti a livello europeo e nazionale, regionale e comunale; la
procedura fin qui seguita e' viziata da macroscopici e scandalosi errori,
irregolarita' procedurali ed amministrative; inoltre, presso il Tribunale
Amministrativo Regionale del Lazio e' pendente una ricorso presentato dalla
Provincia di Frosinone contro la decisione ministeriale del 27 novembre 2007
che ha indicato Viterbo quale sede del nuovo scalo aeroportuale. La
realizzazione del mega-aeroporto oltre che palesemente illegale
comporterebbe anche la violazione di numerosi articoli della nostra
Costituzione, in particolare degli articoli 3, 4, 32, 35, 41 e 97, come ben
evidenziato sia dal giudice Ferdinando Imposimato nel convegno del 21
settembre  2007 "Un mega-aeroporto a Viterbo? No grazie", sia dal giudice
Gennaro Francione, nel corso del convegno "Le emergenze ambientali e
sanitarie nell'Alto Lazio" svoltosi il 4 dicembre 2007. Abbiamo anche
segnalato come questa opera, che si vuole realizzare a tutti i costi e senza
alcun rispetto delle vigenti leggi, possa divenire un forte richiamo di
interessi speculativi e criminali.
*
La proposta di un diverso modello di sviluppo
Il comitato ha indicato da subito come priorita' assoluta in tema di
mobilita' per il territorio viterbese il miglioramento della rete
ferroviaria. Se solo una piccola parte dei fondi pubblici che si pensa di
sperperare per l'aeroporto fossero invece spesi per ammodernare la rete
ferroviaria viterbese (e particolarmente per la riapertura della
Civitavecchia-Capranica-Orte, per il potenziamento della Viterbo-Orte, per
il miglioramento della Viterbo-Capranica-Roma) questo consentirebbe da
subito una migliore qualita' della vita per i tantissimi pendolari viterbesi
che per la tratta Viterbo-Roma impiegano oggi quasi due ore, e garantirebbe
un flusso di turismo vero e costante verso il nostro territorio: quello
degli abitanti della capitale e dell'area metropolitana circostante - e
parliamo di milioni di persone che potrebbero conoscere le nostre vere
ricchezze: il termalismo, l'arte, la storia, le bellezze naturalistiche, i
prodotti delle colture biologiche e di qualita'. Le ingenti risorse
pubbliche che verrebbero sperperate per realizzare a Viterbo una ennesima
servitu' nociva e distruttiva come il mega-aeroporto potrebbero invece
essere messe a disposizione di uno sviluppo sostenibile del nostro
territorio, della nostra economia, della nostra cultura.

5. RIFLESSIONE. DACIA MARAINI: L'AEROPORTO TRA LE TERME
[Riproponiamo il seguente articolo di Dacia Maraini apparso sul "Corriere
della sera" del 5 maggio 2009 col titolo "L'aeroporto tra le terme"]

C'e' qualcosa di dissennato nel mito del progresso tecnologico senza limiti?
Lo dicono in molti. Il progresso tecnologico non guidato e non controllato
porta all'inquinamento, al disastro ecologico, agli abusi contro il
territorio, allo sperpero dei soldi pubblici, alle malattie. E ci sono
sempre nuovi dati che lo confermano. Eppure chi insegue il pericoloso mito
del progresso illimitato dice il contrario. Per costoro non puo' che portare
ricchezza, benessere, lavoro e civilta'.
Ma prendiamo un caso particolare: il progetto di un mega-aeroporto in una
zona di grande valore archeologico e termale. La piccola e bellissima citta'
di Viterbo con i suoi dintorni che mantengono vive le memorie della civilta'
etrusca, e' stata scelta per la realizzazione di un gigantesco aeroporto del
"mordi e fuggi" come lo definiscono i viterbesi. Li' in mezzo a un
ricchissimo giardino archeologico, distruggendo resti preziosi, invadendo
l'area termale chiamata Bulicame, si vorrebbero gettare tonnellate di
cemento per un turismo diretto soprattutto verso Roma.
Curioso questo fatto: mentre le linee aeree perdono clienti ed entrano in
crisi, gli aeroporti aumentano. Non e' una contraddizione? Ora ogni piccola
citta' pretende di avere il volo sotto casa per raggiungere le varie citta'
del mondo. Naturalmente sono soldi che circolano, aziende che si
arricchiscono, aerei che vengono comprati e venduti, biglietti che costano
sempre meno. Ma qualcuno pensa alle conseguenze sul territorio, sul clima,
sulla salute?
Il "Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la riduzione del trasporto
aereo", guidato da Antonella Litta, ha le idee chiare. Le sue battaglie
vengono combattute soprattutto in rete, in collaborazione con il "Centro di
ricerca per la pace" guidato da Peppe Sini. I due Comitati danno voce ai
cittadini, ai medici, ai geologi, agli ambientalisti. Spediscono lettere
alle istituzioni governative. Chiedono un freno all'irresponsabile foga di
cementificare e adulterare il Paese. Spiegano con razionalita' le ragioni
del no. Che non riguardano solo Viterbo ma tutto il nostro gia' troppo
martoriato paese. Lo sviluppo tecnologico, ricordano, non puo' imporsi sulle
leggi della natura che alla lunga si ribella provocando disastri: alluvioni,
slavine, smottamenti, siccita', avvelenamento dell'acqua e dell'aria.
Certo e' comodo volare da un aeroporto sotto casa nelle piu' belle citta'
del mondo. Ma quanto ci costerebbe questa comodita'? Intanto riflettiamo sul
fatto che il traffico aereo contribuisce in larga misura al surriscaldamento
del clima. E proprio nel momento in cui l'Italia prende seri impegni per
ridurre il surriscaldamento, ci mettiamo a progettare nuovi aeroporti? Certo
la moltiplicazione dei voli puo' fare girare provvisoriamente il mercato, ma
alla lunga risulta anche antieconomica perche' e' energivora. Mentre
"l'umanita' ha bisogno di una economia della sobrieta' e della condivisione
che consideri i limiti della biosfera e della scarsita' delle risorse". Lo
Stato si mostra generoso e avaro nello stesso tempo: con una mano da' soldi
alle Compagnie aeree e con l'altra taglia i costi ambientali e sociali che
vengono poi pagati dalle popolazioni piu' indifese e indigenti. Ha senso
tutto questo?

6. APPELLI. UN APPELLO AL MONDO DELLA CULTURA E DELL'INSEGNAMENTO

Gentili signore e signori,
ci rivolgiamo a voi, persone che amate la cultura al punto da averne fatto
la vocazione e l'impegno professionale della vostra vita, per chiedere il
vostro urgente aiuto.
L'area archeologica e termale del Bulicame a Viterbo, un'area di preziose
emergenze e memorie storiche e culturali, e di altrettanto preziosi beni
naturalistici e risorse terapeutiche, e' minacciata di distruzione dalla
volonta' di una lobby speculativa di realizzarvi un mega-aeroporto.
La realizzazione del mega-aeroporto avrebbe come immediate conseguenze:
a) lo scempio dell'area del Bulicame e dei beni ambientali e culturali che
vi si trovano;
b) la devastazione dell'agricoltura della zona circostante;
c) l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse
termali;
d) un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico che
sara' di grave nocumento per la salute e la qualita' della vita della
popolazione locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi quartieri
della citta');
e) il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia'
gravato da pesanti servitu';
f) uno sperpero colossale di soldi pubblici;
g) una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di
salvaguardia presenti nel territorio.
Taluni irresponsabili promotori di questa dissennata aggressione hanno
annunciato che il Comitato interministeriale per la programmazione economica
(in sigla: Cipe) sarebbe in procinto di finanziare il mega-aeroporto,
nonostante la sua palese illegalita'.
Ci appelliamo all'intero mondo della cultura e dell'insegnamento affinche'
ci aiuti ad impedire l'irreversibile devastazione del luogo che Dante volle
ricordare nella Divina Commedia.
Vi preghiamo di voler aderire a questo appello affinche' il governo non
finanzi la distruzione dell'area archeologica e termale del Bulicame a
Viterbo; non finanzi un mega-aeroporto nocivo e distruttivo, insensato ed
illegale.
*
professor Osvaldo Ercoli
dottoressa Antonella Litta
dottor Emanuele Petriglia
professor Alessandro Pizzi
per il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per
la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente,
della democrazia, dei diritti di tutti
Viterbo, 23 giugno 2009
*
Per informazioni e contatti: info at coipiediperterra.org
Per adesioni: adesione at coipiediperterra.org
Sito del comitato: www.coipiediperterra.org
*
Per contattare personalmente i promotori di questo appello:
professor Osvaldo Ercoli: tel. 0761341145, e-mail:
osvaldo.ercoli at fastwebnet.it
dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail:
antonella.litta at libero.it
dottor Emanuele Petriglia: tel. 0761379168, e-mail: lele8225 at libero.it
professor Alessandro Pizzi: tel. 0761748820, e-mail: alexpizzi at virgilio.it

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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE
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Supplemento settimanale del giovedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 255 del 25 giugno 2009

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