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Minime. 866



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 866 del 29 giugno 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Fermare il golpe razzista
2. Poiche' la guerra
3. Giulio Vittorangeli: Rinnovare la politica
4. Lea Melandri: Sessualita' e politica
5. Il 5 per mille al Movimento Nonviolento
6. Betsy Blair
7. Giuseppe Bonaviri
8. Giampaolo Dossena
9. Horton Foote
10. Roberto Francia
11. Giulio Gianini
12. Nico Orengo
13. Roger Planchon
14. Vito Riviello
15. Koko Taylor
16. Teo Usuelli
17. Mario Verdone
18. Letture: Jann S. Wenner, John Lennon ricorda
19. Riletture: Pietro Chiodi (a cura di), L'esistenzialismo
20. Riletture: Cesare Pianciola (a cura di), Il pensiero di Karl Marx
21. Riletture: Pietro Rossi (a cura di), Lo storicismo contemporaneo
22. Riedizioni: Federico Rampini, Il secolo cinese
23. Riedizioni: Federico Rampini, La speranza indiana
24. Riedizioni: Federico Rampini, Le dieci cose che non saranno piu' le
stesse
25. Riedizioni: Federico Rampini, L'impero di Cindia
26. Riedizioni: Federico Rampini, L'ombra di Mao
27. La "Carta" del Movimento Nonviolento
28. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. FERMARE IL GOLPE RAZZISTA

Un governo golpista che potrebbe cadere prossimamente, guidato da un
personaggio corrotto e corruttore che in un paese civile sarebbe gia' stato
costretto alle dimissioni (ma che ovviamente fara' di tutto pur di non
dimettersi, anche per continuare a godere della legge ad personam che gli
garantisce l'impunita' per i processi in corso per i reati commessi),
potrebbe tentare in questa settimana il colpo di mano, il colpo di stato, di
imporre in Italia il regime dell'apartheid.
Questo crimine deve essere impedito.
Le scellerate misure razziste e naziste del cosiddetto "ddl sicurezza" vanno
respinte una volta per tutte.
Tutti i cittadini italiani, e tutte le articolazioni istituzionali del
nostro stato di diritto si oppongano alla banda nazista che vuole imporre
l'apartheid, il regime della segregazione, delle deportazioni, dei campi di
concentramento, delle squadracce assassine.
Tutti i cittadini italiani, e tutte le articolazioni istituzionali del
nostro stato di diritto si oppongano alla banda nazista che vuole imporre la
violazione sistematica dei diritti umani nel nostro paese.
Il razzismo e' un crimine contro l'umanita'.
Ogni persona di volonta' buona ed ogni soggetto istituzionale fedele alla
Costituzione della Repubblica Italiana si impegnino contro il razzismo, si
impegnino in difesa della legalita', della civilta', dell'umanita'.
Occorre fermare il golpe razzista.
Occorre respingere l'assalto nazista.

2. EDITORIALE. POICHE' LA GUERRA

Poiche' la guerra consiste nell'uccisione di esseri umani, gli esseri umani
alla guerra si devono opporre, la guerra devono abolire.
Opporsi occorre alla guerra, ai suoi strumenti e ai suoi apparati.
Salvare occorre le umane vite: e' il primo dovere di ogni essere umano.
*
Cessi la partecipazione italiana alla guerra terrorista e stragista in
Afghanistan.
Torni l'Italia al rispetto della legalita' costituzionale e del diritto
internazionale.

3. RIFLESSIONE. GIULIO VITTORANGELI: RINNOVARE LA POLITICA
[Ringraziamo Giulio Vittorangeli (per contatti: g.vittorangeli at wooow.it) per
questo intervento]

Se c'e' una parola che oggi desta profondo disgusto e disprezzo, tra larghi
strati della popolazione in tanti paesi, questa parola e' "politica".
Certo bisogna riconoscere le cause che hanno determinato questa frustrazione
di massa, questo atteggiamento di sfiducia e perfino di indignazione di
fronte alla politica; particolarmente evidente nelle nuove generazioni.
I giovani frequentemente, ed inevitabilmente, confondono la politica con la
bassa politica che imperversa nella nostra societa'. Sono influenzati,
negativamente, da quei politici eletti dal popolo che usano la politica per
esercitare la loro influenza, la distribuzione di vantaggi e l'assalto al
bene comune, provocando cosi' livelli di corruzione spaventosi. Si e' fatto
della politica (e non solo sul versante del cosiddetto berlusconismo) un
affare, la risorsa delle elites che si succedono.
Si fatica cosi' a distinguere tra la politica come professione e la politica
come vocazione. Come e' stato giustamente scritto: "Di tutte le vocazioni la
politica e' la piu' nobile. Di tutte le professioni e' la piu' vile".
Non solo, abbiamo assistito alla fine dell'autonomia della politica, alla
sua subordinazione all'economia, e degli interessi pubblici agli interessi
privati, fino alla gestione mass-mediatica della sfera pubblica.
In effetti, la politica pare essere oggi una nave malmessa che naviga in un
mare agitato, scossa (unitamente alla fragile democrazia) da enormi onde di
discredito, sfiducia, indifferenza sociale e da una minacciosa manipolazione
economica e mediatica che, nella migliore delle ipotesi, spinge verso la
peggiore deriva populista. Scriveva Bertold Brecht: "Un analfabeta politico
e' tanto animale/ che si inorgoglisce/ e gonfia il petto/ nel dire che odia
la politica".
Se qualcuno nutre qualche dubbio in questo senso, basta osservare il
consenso di cui ancora gode, almeno in Italia, il nostro Piccolo Cesare.
In questi anni caratterizzati da stanchezza, delusione e abbandono di parte
di molti, diventa sempre piu' difficile dare corpo ad una politica nel senso
piu' ampio di partecipazione e lavoro per il bene comune.
Imperversano allucinati messaggi che spacciano per modernizzazione
innovativa la peggiore privatizzazione dei servizi e dei beni comuni. Si
cerca di privatizzare, a fini di mercato, ogni bene comune (come l'acqua o
la salute), per farne commercio e speculazione.
Tutto e' fragile, estremamente fragile e precario. La sfida di costruire
relazioni umane e politiche giuste, di migliorare la convivenza umana non ha
un modello fisso ne' un fine determinato.
*
Ogni giorno e' necessario ricominciare, accogliendo le nuove sfide, i nuovi
problemi e le difficolta'.
Ogni giorno e' necessario inventare un nuovo modo di essere donne e uomini,
esseri politici, fragilmente politici, giocosamente politici, sempre
politici. "Siamo esseri politici", lo diceva Aristotele; ed ogni attivita'
umana ha implicazioni politiche.
Politica e' l'organizzazione della vita umana, il processo della societa'.
E' piu' di una dimensione, abbraccia tutte le dimensioni della vita sociale.
E' preoccuparsi del mondo.
In parole semplici, occorre rinnovare la politica. Ovvero, che essa sia
includente, non escludente; soggetta al vaglio popolare ed al controllo
sociale, non un ambito del regno delle ombre; una politica partecipativa e
non chiusa in piccole e ristrette oligarchie di potere.
Rivendicare, cosi', la vera politica; che e' fatta di giustizia, di
trasparenza, di servizio, di partecipazione. Una politica umana e
umanizzante. Altra dalla bassa politica iniqua, che inesorabilmente deve
morire.
Una politica sociale basata sulla ricerca del bene comune della societa';
oltre che sulla partecipazione diretta delle persone alla vita sociale. Non
necessariamente si identifica unicamente con la lotta per arrivare al
potere, per conquistare il governo, la citta', la provincia, la regione,
ecc.
Del resto, tornando alla radice della parola politica, proviene da polis:
citta'. La citta' era per i greci uno spazio sicuro, ordinato e
addomesticato, dove gli uomini potevano dedicarsi alla ricerca della
felicita'. Il politico sarebbe colui che si prende cura di quello spazio. La
vocazione politica, cosi', sarebbe al servizio della felicita' degli
abitanti della citta'.
"Permettetemi di dire, a rischio di sembrare ridicolo, che il vero
rivoluzionario e' guidato da grandi sentimenti di amore", scriveva Ernesto
Che Guevara nel 1965. forse da questo incontro tra la politica e l'amore
nasceranno uomini e donne nuove.

4. RIFLESSIONE. LEA MELANDRI: SESSUALITA' E POLITICA
[Dal sito della Libera universita' delle donne di Milano
(www.universitadelledonne.it) riprendiamo il seguente articolo pubblicato
sul quotidiano "L'altro" del 23 giugno 2009 col titolo "Se il potere diventa
femmineo"]

Quando scrivevamo, nei documenti del movimento delle donne, che era
necessario analizzare i nessi tra sessualita' e politica, non pensavamo
tanto alla vita privata di uomini che rivestono importanti cariche
istituzionali, quanto al fatto inequivocabile che il potere e' sempre stato
in mano maschile e che la sessualita' gioca un ruolo di primo piano, sia
nella sfera personale che in quella pubblica.
Ma non c'e' dubbio che quando le vicende personali riguardano un capo di
governo e il palcoscenico in cui si accampano e' aperto agli occhi del
mondo, l'interesse cambia.
Non si tratta piu' solo del piacere di spiare i segreti di una singola vita,
ma dell'occasione inaspettata di toccare con mano tutto cio' che si muove
nascostamente dietro i rituali della politica, le fantasie, i desideri, i
tic, le paure con cui ogni individuo si trova ad agire nello spazio
pubblico, pur tentando di rimuoverli, spostarli altrove, contenerli entro il
perimetro circoscritto di una casa.
La valanga che si e' via via ingrossata fino a minacciare il governo di
Silvio Berlusconi e' partita da un interno di famiglia, dallo sguardo lucido
e determinato di una donna collocata sul confine impercettibile che sta tra
il ruolo di moglie e di first lady, una soglia da cui e' possibile cogliere
intrecci, annodamenti insospettati per chi concepisce separazioni nette tra
politica e affetti, tra compiti istituzionali e consuetudini domestiche.
Per quanto possa sembrare paradossale, il consenso di cui gode Berlusconi si
appoggia in gran parte sul piano inclinato della sua scarsa credibilita'
istituzionale, su quello che e' riuscito a conservare di comune e quotidiano
rispetto alla massa anonima dei cittadini, limitandosi a supportarlo di un
potere economico e di prestigio sociale ineguagliabili.
Il tratto esibito di "seduttore sedotto" - dalla propria immagine, dal
riflesso che ne rimandano i volti plaudenti dei suoi estimatori - lo
avvicina alla figura, accattivante per entrambi i sessi, di una mascolinita'
che non sdegna inclinazioni femminee, che alla prova muscolare preferisce
l'abbellimento, alla voce imperiosa la battuta di spirito e l'allusione
maliziosa, o il gesto impertinente dell'eterno fanciullo.
La patologia, a cui ha accennato velatamente Veronica Lario - "un uomo che
non sta bene" - e', sotto un certo aspetto, la "normalita'" che da' forma ai
sogni della maggior parte degli uomini, virili per obbligo e
sotterraneamente invidiosi delle attrattive consegnate alla donna,
compiaciuti del prestigio che da', presso i propri simili, la quantita' di
conquiste femminili, ma anche sensibili alla seduzione che il gineceo
riflette sul suo custode e amatore. "Con homme a' femmes - scrive
Pierangiolo Berrettoni nel suo libro Il maschio al bivio (Bollati
Boringhieri 2007) - intendo riferirmi a un particolare tipo psicologico e
comportamentale, caratterizzato da un'attrazione esclusiva, totalizzante e
ossessiva verso le donne, forse verso la Donna e il cosiddetto eterno
femminino. Una forma di amore, in fondo, anche se un amore profondamente
diverso da quello romantico, indirizzato verso un particolare oggetto
individuale, mentre questa variante di amore e' indirizzata piuttosto verso
una classe, forse addirittura una categoria, un'immagine mentale: quella
della donna, appunto".
Piu' che a Eracle, l'eroe della forza virile e delle fatiche - incarnazione
dell'ordine logico, ma anche sociale ed etico, che separa l'uomo dalla
donna, la fierezza del guerriero, la rispettabilita' del cittadino,
dall'abbandono edonistico -, Berlusconi assomiglia ad Adone, "il dio della
congiunzione, perche' tutto quello che ha a che fare con la seduzione e la
seduttivita' spinge verso la congiunzione degli esseri".
A scompigliare gli ordinati rituali della polis, a muovere l'indignazione
ora moralistica ora politicamente interessata degli avversari, non e' solo
l'uso spregiudicato di leggi a proprio favore, l'abuso di potere, il
disprezzo del parlamento e dei giudici, ma, sia pure in modo piu'
sotterraneo, l'affiorare di una costellazione di tratti maschili disarmati e
disarmanti: l'illusionismo magico del sofista, il delirio di onnipotenza del
bambino, per il quale il linguaggio e' una forza capace di catturare le
persone, la parola che affascina e inganna, svia e fuorvia, portando l'altro
dove vuole.
La seduzione e' il contrario della razionalita' e della rispettabilita', che
la politica tradizionale chiede a chi riveste ruoli istituzionali di
rilievo. Combatterla invocando verita', rigore morale, separazione tra vita
personale e impegno pubblico, non puo' che sortire l'effetto opposto:
svelare la potenza del sottosuolo inquieto e mai domato della politica, o,
per usare una suggestiva immagine di Alberto Asor Rosa, "il mare ribollente,
infido, ribelle... il mondo delle cose che non siamo stati capaci fino a
questo punto di dire".
E fra i "non detti" piu' pesanti ci sono sicuramente le molte facce della
violenza che ha segnato storicamente il rapporto tra i sessi, le conseguenze
nefaste di una civilta' che ha preteso di emancipare il maschile dal limite
imposto dalla radici biologiche di ogni vivente, corredandolo di una
"superiorita'" imposta con la forza all'altra meta' della specie umana.
Di questa vicenda, essenziale per capire lo sviluppo delle civilta' finora
conosciute, le analisi oggi non mancano, cosi' come sono sotto gli occhi di
tutti i cambiamenti avvenuti nel rapporto tra uomini e donne.
Ma e' proprio questa consapevolezza nuova, le liberta' che ha prodotto
rispetto ai vincoli famigliari e comunitari, il ribaltamento di categorie
concettuali e codici morali, a essere tenuta ai margini del dibattito
pubblico, considerata sprezzantemente il residuo fastidioso di frange
femministe fuori moda.
Berlusconi ha fornito al binomio sessualita' e politica il nesso piu' facile
e superficiale, cosi' scontato da risultare ingenuo, frutto dell'impulso
irresistibile di chi si sente investito di un potere illimitato: compensare
le donne che gli hanno concesso il piacere della loro aggraziata presenza
con l'offerta di candidature, concedere al corpo femminile, alle sue
attrattive, un passaporto inusuale di cittadinanza e rispettabilita'.
Nell'ignoranza, reale o voluta, di un pensiero e di una pratica, come quella
del femminismo, che ha portato allo scoperto le profonde implicazioni
politiche sepolte nel rapporto tra uomini e donne, tra individuo e
collettivita', biologia e storia, ogni sforzo di districare la poltiglia
vischiosa in cui sta sprofondando la sfera pubblica, non puo' che portare
alla biforcazione piu' nota e prevedibile: ridurre il tratto "personale" del
potere a gossip, intrattenimento voyeuristico, spettacolo, o aggrapparsi
alla tradizionale, rassicurante ma ormai impraticabile separazione tra corpo
e polis, vizi privati e pubbliche virtu'.

5. APPELLI. IL 5 PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO
[Dal sito del Movimento Nonviolento (www.nonviolenti.org) riprendiamo il
seguente appello]

Anche con la prossima dichiarazione dei redditi sara' possibile
sottoscrivere un versamento al Movimento Nonviolento (associazione di
promozione sociale).
Non si tratta di versare soldi in piu', ma solo di utilizzare diversamente
soldi gia' destinati allo Stato.
Destinare il 5 per mille delle proprie tasse al Movimento Nonviolento e'
facile: basta apporre la propria firma nell'apposito spazio e scrivere il
numero di codice fiscale dell'associazione.
Il Codice Fiscale del Movimento Nonviolento da trascrivere e': 93100500235.
Sono moltissime le associazioni cui e' possibile destinare il 5 per mille.
Per molti di questi soggetti qualche centinaio di euro in piu' o in meno non
fara' nessuna differenza, mentre per il Movimento Nonviolento ogni piccola
quota sara' determinante perche' ci basiamo esclusivamente sul volontariato,
la gratuita', le donazioni.
I contributi raccolti verranno utilizzati a sostegno della attivita' del
Movimento Nonviolento e in particolare per rendere operativa la "Casa per la
Pace" di Ghilarza (Sardegna), un immobile di cui abbiamo accettato la
generosa donazione per farlo diventare un centro di iniziative per la
promozione della cultura della nonviolenza (seminari, convegni, campi
estivi, eccetera).
Vi proponiamo di sostenere il Movimento Nonviolento che da oltre
quarant'anni, con coerenza, lavora per la crescita e la diffusione della
nonviolenza. Grazie.
Il Movimento Nonviolento
*
Post scriptum: se non fate la dichiarazione in proprio, ma vi avvalete del
commercialista o di un Caf, consegnate il numero di Condice Fiscale e dite
chiaramente che volete destinare il 5 per mille al Movimento Nonviolento.
Nel 2007 le opzioni a favore del Movimento Nonviolento sono state 261
(corrispondenti a circa 8.500 euro, non ancora versati dall'Agenzia delle
Entrate) con un piccolo incremento rispetto all'anno precedente. Un grazie a
tutti quelli che hanno fatto questa scelta, e che la confermeranno.
*
Per contattare il Movimento Nonviolento: via Spagna 8, 37123 Verona, tel.
0458009803, fax: 0458009212, e-mail: redazione at nonviolenti.org, sito:
www.nonviolenti.org

6. LUTTI. BETSY BLAIR
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 18 marzo 2009 col titolo "Scompare Betsy
Blair, attrice e comunista"]

Nel dopoguerra e' stata un'attrice molto amata da critici e autori del
cinema per aver interpretato Marty di Delbert Mann ('55) con Ernst Borgnine
e per essere stata perseguitata e messa nella lista nera del maccartismo
come comunista dichiarata: e' scomparsa a Londra a 85 anni Betsy Blair.
Si chiamava Elizabeth Boger, era nata nel 1923 nel New Jersey, inizio' come
attrice bambina e poi ballerina di varieta' e nel '41, a diciotto anni,
sposo' Gene Kelly che aveva undici anni piu' di lei e da cui divorzio' nel
'57. Era stata l'interprete preferita di John Sturges (Mystery Street nel
'50 e Kind Lady nel '51), aveva lavorato con Mankiewicz (No Way out, '50).
Dato il successo ottenuto dal film Marty, vincitore di Oscar, pote'
continuare a lavorare ma la sua carriera risulto' danneggiata, si stabili'
poi a Londra dal 1963, quando sposo' il regista di origine ceca Karel Reisz.
Interpreto' per Antonioni una delle numerose presenze femminili ne Il grido
('57), nel'60 e' nei Delfini di Francesco Maselli con Sergio Fantoni e
Claudia Cardinale; nel '62 in Senilita' di Bolognini con Anthony Franciosa.
Nella sua lunga carriera interpreto' una quarantina di film tra cui Calle
Mayor di Bardem, All Night Long di Basil Dearden con Charlie Mingus e Dave
Brubeck ('62), e anche un film di Tony Richardson (A delicate Balance, '73)
che apparteneva al free cinema come Karel Reitz. Tra le sue ultime
apparizioni Betrayed - tradita di Costa-Gravas ('88), ma continuo' ad
apparire in serie televisive.
Nell'estate del 2005 Betsy Blair fu ospite a Bologna del festival "Il cinema
ritrovato", dove presento' alcuni dei suoi film, in compagnia di Francesco
Maselli. Ha ricevuto il premio alla carriera nel 2006 al Chicago film
festival.

7. LUTTI. GIUSEPPE BONAVIRI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 24 marzo 2009 col titolo "Se ne va
Giuseppe Bonaviri, poeta e narratore di una mitica Sicilia"]

E' morto il 21 marzo, primo giorno di primavera (la primavera a cui ha
dedicato il suo ultimo scritto, uscito ieri sul "Corriere della sera")
Giuseppe Bonaviri, poeta e narratore, figura eccentrica ma non minore della
letteratura italiana del '900.
Era nato a Mineo, in provincia di Catania, nel 1924 e al paese di origine,
trasfigurato in un luogo mitico e remoto, dove trovare riparo dalle
asperita' del mondo, aveva dedicato gran parte della sua opera (tra i suoi
molti libri vanno ricordati almeno il romanzo d'esordio, Il sarto della
stradalunga del 1964, La divina foresta del 1969, L'enorme tempo del 1976,
la recente Autobiografia in do minore). Di professione medico, Bonaviri ha
unito nei suoi testi "un interesse biologico-fisico trasfigurato
poeticamente" e "una dimensione picaresca", come ha scritto lui stesso
introducendo i versi dei Cavalli lunari.

8. LUTTI. GIAMPAOLO DOSSENA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 7 febbraio 2009 col titolo "Giampaolo
Dossena. E' morto a Cremona il grande giocoliere delle parole"]

Tra i massimi esperti di giochi, Giampaolo Dossena fu il primo a rendere
popolari le combinazioni con le parole tramite le sue rubriche su alcuni
quotidiani. E' morto ieri nella sua casa di Cremona dopo una lunga malattia,
all'eta' di settantanove anni.
Il suo interesse per i giochi comincio' collaborando con i Wutki sulle
pagine di "Linus", poi Dossena passo' al "Caffe' letterario" e finalmente
tenne una rubrica su "Tuttolibri" dal 1980 al 1987. Nel 2005 ha donato alla
Biblioteca statale di Cremona 2.000 volumi della sua immensa biblioteca,
raccolti in oltre cinquant'anni di studi. Per lungo tempo svolse una intensa
attivita' editoriale in varie case editrici.
Tra i frutti della sua passione letteraria la Storia confidenziale della
letteratura italiana in quattro volumi (Rizzoli, tra il 1987 e il 1994). Ma
Dossena fu anche scrittore in prima persona - Franco Fortini lo defini'
autore "vivacissimo" - dotato di uno stile brillantemente colto, come
testimoniano i suoi Luoghi letterari (Sugar 1972 e poi Sylvestre Bonnard,
2004), e tra gli altri il saggio Gadda e la Brianza profanata (Biblioteca
Comunale di Milano), T'odio empia vacca: dileggio e descolarizzazione
(Rizzoli, 1994).

9. LUTTI. HORTON FOOTE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 6 marzo 2009 col titolo "Addio a Horton
Foote, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore" e il sottotitolo "Era la
migliore penna di Hollywood"]

Il suo nome non e' quello di una star, ma Horton Foote lo era e restera' tra
i piu' grandi di Hollywood. Due volte premio Oscar e premio Pulitzer, lo
scrittore, sceneggiatore e drammaturgo statunitense e' morto mercoledi'
notte all'eta' di 92 anni in un ospedale di Hartford. Viveva tra la
California e il Texas, ma si era trasferito nella cittadina del Connecticut
per seguire l'allestimento del suo nono dramma, Orphans' Home Cycle, in
cartellone il prossimo autunno a New York.
Uno dei film piu' belli della storia del cinema e' firmato da lui, Il buio
oltre la siepe diretto nel 1963 da Robert Mulligan, opera antirazzista
nell'interpretazione indimenticabile di Gregory Peck, Oscar per la migliore
sceneggiatura non originale (il film e' tratto dall'omonimo romanzo di
Harper Lee). Horton Foote raddoppia nel 1984 per Tender Mercies - Un tenero
ringraziamento, con Robert Duvall e la regia di Bruce Beresford. Nel 1986
riceve un'altra nomination, sempre per la migliore sceneggiatura non
originale, con In viaggio verso Bountiful, tratta dal suo omonimo testo
teatrale. Nel 1995 vince il Premio Pulitzer per la drammaturgia con l'opera
teatrale The Young Man From Atlanta.
Era soprannominato uno "scrittore di scrittori", per la sua magistrale
capacita' di riscrivere opere altrui per adattarle al cinema, come e' anche
il caso di Uomini e topi di John Steinbeck portato sul grande schermo nel
1992 da Gary Sinise.
Horton Foote, come ricorda il "New York Times", ha saputo raccontare
l'odissea novecentesca americana in numerosi film e drammi, lasciando una
grande eredita' letteraria di "cantastorie" di drammi sociali. Tra i suoi
capolavori: L'ultimo tentativo, di Mulligan con Steve McQueen; La caccia
(tratto da un suo romanzo) di Arthur Penn con Marlon Brando e Jane Fonda; E
venne la notte, di Otto Preminger.

10. LUTTI. ROBERTO FRANCIA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 10 febbraio 2009 col titolo "Roberto
Francia, scenografo"]

E' morto nella sua casa romana, Roberto Francia, scenografo il cui nome e'
legato in particolare a quasi tutti gli spettacoli realizzati insieme a
Maurizio Scaparro. Nato a Roma il 9 dicembre 1938, aveva compiuto da poco 70
anni. Architetto, ha iniziato a lavorare nel teatro giovane, subito dopo
l'incontro con Scaparro al tempo in cui questi era direttore dello Stabile
di Bologna negli anni Sessanta. Con lui ha messo in scena importanti
allestimenti per produzioni come Cyrano, La Venexiana, Galileo, Amleto,
Amerika...

11. LUTTI. GIULIO GIANINI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 17 maggio 2009 col titolo "Piangono i
cartoon. Addio Giulio Gianini"]

Si e' spento ieri a Roma, a 82 anni, Giulio Gianini, uno dei maestri del
cinema d'animazione italiano e internazionale, due volte nominato all'Oscar,
insieme a Emanuele Luzzati, per i film La gazza ladra (1964) e Pulcinella
(1973).
Diplomato all'Accademia di Belle Arti aveva esordito nel mondo del cinema
nei primi anni '50 come direttore della fotografia, specializzandosi
nell'uso del colore. L'incontro con Emanuele Luzzati lo indirizzo' verso il
cinema d'animazione. Da I paladini di Francia del 1960 al Concerto per gatti
del 1985, la coppia Gianini e Luzzati ha realizzato una quindicina di film
d'autore. Il flauto magico (1978) e' considerato da molti la miglior
versione cinematografica dell'opera di Mozart.

12. LUTTI. NICO ORENGO
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 31 maggio 2009 col titolo "Nico Orengo e
la Liguria come vocazione poetica"]

Nico Orengo teneva molto alla sua terra. Non per esserci nato (era nato,
infatti, a Torino nel 1944), ma perche' dalla Liguria aveva tratto profonda
ispirazione, spesso ambientando i suoi romanzi proprio nella riviera di
Ponente.
Scomparso ieri per una crisi respiratoria, giornalista della "Stampa", gia'
direttore di "Tuttolibri", Orengo esordi' nel 1969 con il romanzo
sperimentale Per preparare nuovi idilli, edito da Feltrinelli. Il suo ultimo
libro, Islabonita, e' invece uscito da pochi mesi per l'editore Einaudi.
Islabonita e' un noir sui generis, una digressione su manovre e trame
segrete nella Riviera degli anni Venti e nel paese di Isolabona,
nell'entroterra che ancora crede "nella Madonna e nel silenzio".
Fra i molti libri di Orengo, vanno sicuramente ricordate le poesie di
Narcisi d'amore (Guanda, 2004).

13. LUTTI. ROGER PLANCHON
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 14 maggio 2009 col titolo "Addio a Roger
Planchon, grande del teatro francese"]

Il regista e attore francese Roger Planchon, grande figura del teatro
contemporaneo, e' morto martedi' a Parigi, in seguito ad una crisi cardiaca,
all'eta' di 78 anni.
Nato nel 1931 a Saint-Chamond, nella regione della Loira, attore, autore
drammatico, regista di teatro e di cinema, Roger Planchon e' stato fra le
figure piu' influenti della storia del teatro francese. Negli anni Cinquanta
ha fondato a Lione il Theatre de la Comedie, primo teatro stabile della
Francia del sud. Nel 1957 ha diretto il Theatre de Cite' di Villeurbaine,
mentre dal 1972 e' stato condirettore del Theatre National Populaire. Il suo
credo era un teatro eticamente "popolare", messo in pratica anche negli
ultimi anni; dal 2002 dirigeva infatti a Parigi la compagnia Studio 24
(Compagnie Roger Planchon), dove alternava (con successo) testi classici e
opere di autori contemporanei. Come attore drammatico ha interpretato varie
commedie di Bertolt Brecht, Moliere e Shakespeare, ma e' anche apparso in
alcune pellicole con ruoli in Danton (1982) di Andrzej Wajda, Moliere (1978)
di Ariane Mnouchkine, Il ritorno di Martin Guerre (1981) di Daniel Vigne.

14. LUTTI. VITO RIVIELLO
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 20 giugno 2009 col titolo "Addio a Vito
Riviello, poeta sensuale nel segno del nonsense" e siglato Fra. Rovi.]

Il poeta Vito Riviello e' morto ieri a Roma a 76 anni. Con la sua
specialissima sensibilita' per il nonsense, nel corso di una vita dedicata
alla poesia Riviello e' stato neorealista, sperimentale, burlesco.
Tra i titoli della sua produzione: L'astuzia della realta', prefazione di
Paolo Volponi, Vallecchi '75; Assurdo e familiare, prefazione di Giovanni
Raboni, Empiria '86 (poi Manni '97, con una nota di Giulio Ferroni); Scala
condominiale, Lietocolle 2008.
Ultimamente la sua poesia, sempre ironica e sorprendente, aveva raggiunto
una propria cristallina classicita'. Come ha detto Andrea Di Consoli:
"Neodadaista e giocoliere, scienziato della metafisica e finanche sensuale
simbolista, Riviello ha dismesso i panni del guascone malinconico... e si e'
come incastonato in una forma matura e calibrata, egotistica (il discorso
sull'io come laboratorio delle immagini e dei suoni, non come specchio
compiacente)".
Piace augurarsi che la morte gli sia giunta col passo lieve della poesia
"L'assassino": "Testimoniero' che il mio assassino/ era di aspetto gentile,
garbato/ anche nei modi di colpire, democratico/ .../ e sul punto di
recidermi la carotide/ mostro' un occhio blando/ d'antiche tenerezze
frustrate...".

15. LUTTI. KOKO TAYLOR
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 5 giugno 2009 col titolo "Koko Taylor,
voce del sud"]

E' morta mercoledi' Koko Taylor, 80 anni, una leggenda del blues (il suo
vero nome era Cora Walton) che voleva andarsene cantando sul palcoscenico.
Non c'e' riuscita per poco, ricoverata da un mese in ospedale, poco dopo
aver ricevuto un premio ad essersi esibita ai Blues Music Awards in Memphis.
Tra i suoi principali successi, "Wang Dang Doodle", "I'm a Woman" e "Hey
Bartender". Il primo di questi successi lo scrisse proprio Willie Dixon, ai
tempi della Chess Records.
"Era della stessa generazione di Muddy Waters e Howlin Wolf - ha detto il
suo produttore Bruce Iglauer - e aveva le stesse radici sprofondate nel
Delta. Anche quando venne a Chicago negli anni '50, la sua musica conservo'
quell'impronta tipica del sud. Aveva senso ritmico, quel senso di dove tu
metti le parole e come la band ti viene dietro, quell'intensita' della gente
che aveva vissuto quegli anni meravigliosi".

16. LUTTI. TEO USUELLI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 15 aprile 2009 col titolo "Teo Usuelli,
la musica che piaceva a Marco Ferreri"]

Teo Usuelli, compositore che ha sempre intrecciato la sperimentazione colta
con il recupero delle tradizioni folcloristiche, e' morto a Roma a 88 anni.
Usuelli e' conosciuto per le musiche composte per il cinema e il suo
sodalizio con il regista Marco Ferreri.
Nato a Reggio Emilia nel 1920, ha compiuto gli studi a Milano; dopo la
guerra (che lo ha visto partigiano) si trasferi' a Roma, svolgendo
un'intensa attivita' nel campo della musica per il cinema, il teatro e la
tv. Inizio' la carriera componendo il commento musicale per i documentari.
Nel 1954 Usuelli esordi' nel lungometraggio realizzando le musiche per
Italia K2, un film documentaristico di Marcello Baldi. Tra i film a soggetto
per i quali scrisse la musica, spiccano quelli diretti da Marco Ferreri.
Sono di Usuelli le musiche dei film L'ape regina (1963), La donna scimmia
(1964), Controsesso (episodio "Il professore") (1964), Oggi, domani,
dopodomani (episodio "L'uomo dei cinque palloni", 1965), Marcia nuziale
(1966) e Dillinger e' morto (1969).

17. LUTTI. MARIO VERDONE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 27 giugno 2009 col titolo "Addio a Mario
Verdone, padre di Carlo e studioso del futurismo"]

Amatissimo dai suoi studenti e critico e studioso apprezzato in tutto il
mondo, e' scomparso ieri ricoverato da tempo in una clinica romana all'eta'
di 92 anni Mario Verdone, il papa' di Carlo, Luca e Silvia.
Era nato ad Alessandria nel 1917, aveva collaborato alla "Nazione" di
Firenze a soli 18 anni ("li' ho scoperto il futurismo", e raccontava
dell'incontro con Marinetti e gli altri mandato a fare la cronaca a una
mostra-mercato), si era laureato a Siena in giurisprudenza con Norberto
Bobbio e quindi anche in Scienze politiche (e recentemente a Foggia aveva
ricevuto la laurea honoris causa in Lettere e filosofia) per trasferirsi poi
a Roma, dove la passione per il cinema, gia' alimentata con la produzione di
drammi e film in 16 mm si consolido' con l'incontro con Rossellini e
Vittorio De Sica. Professore emerito di Storia e critica del film, studioso
di tutte le forme d'arte, compresa quella circense, e' stato il famoso
critico delle avanguardie del primo Novecento, in particolare del futurismo
di cui era considerato uno dei massimi esperti. La sua multiforme
produzione, messa in luce fin dal primo saggio da Savinio, lo ha portato in
diverse direzioni, oltre che saggista, scrittore e poeta, librettista
d'opera e' stato anche apprezzato pittore. Aveva iniziato a tenere corsi
liberi di "filmologia" alla fine degli anni Cinquanta in vari istituti,
quando ancora il cinema non era accolto tra le materie di insegnamento,
conseguendo poi nel '65 la prima cattedra italiana specifica, su sua
richiesta al ministero che venne accolta. E' stato direttore del Centro
sperimentale di cinematografia di Roma, ha fatto parte della prestigiosa
Academy Awards per l'assegnazione degli Oscar.
Ultima di una lunghissima serie di opere, a marzo era uscito un suo libro di
memorie dal titolo Cacciatore di immagini in cui racconta la complessa
avventura di collezionista, vissuta in parallelo con la passione per il
cinema e il teatro. Carlo Verdone, da tempo preoccupato che non trapelasse
sulla stampa il grave stato di salute del padre, poiche' fino all'ultimo
leggeva i giornali, ha lasciato il set del suo ultimo film Io loro e Lara
per unirsi alla famiglia...

18. LETTURE. JANN S. WENNER: JOHN LENNON RICORDA
Jann S. Wenner, John Lennon ricorda, Edizioni White Star, Vercelli 2009, pp.
XXII + 170, euro 9,80 (in supplemento a "Rolling Stone"). Il testo integrale
di una celebre intervista del 1970 per la rivista "Rolling Stone", che certo
va letta anche contestualizzandone nel momento e nella situazione il
linguaggio, le emozioni e talune opinioni. Con una prefazione di Yoko Ono e
un apparato iconografico.

19. RILETTURE. PIETRO CHIODI (A CURA DI): L'ESISTENZIALISMO
Pietro Chiodi (a cura di), L'esistenzialismo, Loescher, Torino 1964, 1977,
pp. XXXIV + 226. Una bella antologia scolastica con testi, oltre che del
curatore - maestro di intelligenza, di morale, di antifascismo -, di
Kierkegaard, Heidegger, Jaspers, Marcel, Sartre, Abbagnano.

20. RILETTURE. CESARE PIANCIOLA (A CURA DI): IL PENSIERO DI KARL MARX
Cesare Pianciola (a cura di), Il pensiero di Karl Marx, Loescher, Torino
1971, 1976, pp. LIV + 342. Una bella antologia scolastica che resta anche
una delle migliori introduzioni a Marx.

21. RILETTURE. PIETRO ROSSI (A CURA DI): LO STORICISMO CONTEMPORANEO
Pietro Rossi (a cura di), Lo storicismo contemporaneo, Loescher, Torino
1968, 1981, pp. XL + 368. Una bella antologia scolastica con testi, oltre
che del curatore, di Dilthey, Windelband, Rickert, Simmel, Weber, Spengler,
Troeltsch, Meinecke, Lukacs, Mannheim, Croce, Dewey, Cohen, Randall,
Neurath, Hempel, Popper, Nagel. Un'introduzione acuta e preziosa.

22. RIEDIZIONI. FEDERICO RAMPINI: IL SECOLO CINESE
Federico Rampini, Il secolo cinese, Mondadori, Milano 2005, Gruppo
Editoriale L'Espresso, Roma 2009, pp. XVIII + 350, euro 9,90 (in supplemento
al quotidiano "La Repubblica" ed al settimanale "L'Espresso"). Un utile e
dilettevole libro dell'acuto giornalista.

23. RIEDIZIONI. FEDERICO RAMPINI: LA SPERANZA INDIANA
Federico Rampini, La speranza indiana, Mondadori, Milano 2007, Gruppo
Editoriale L'Espresso, Roma 2009, pp. XVI + 256, euro 9,90 (in supplemento
al quotidiano "La Repubblica" ed al settimanale "L'Espresso"). Un utile e
dilettevole libro dell'acuto giornalista.

24. RIEDIZIONI. FEDERICO RAMPINI: LE DIECI COSE CHE NON SARANNO PIU' LE
STESSE
Federico Rampini, Le dieci cose che non saranno piu' le stesse, Mondadori,
Milano 2009, Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2009, pp. VI + 298, euro
9,90 (in supplemento al quotidiano "La Repubblica" ed al settimanale
"L'Espresso"). Un utile e dilettevole libro dell'acuto giornalista.

25. RIEDIZIONI. FEDERICO RAMPINI: L'IMPERO DI CINDIA
Federico Rampini, L'impero di Cindia, Mondadori, Milano 2006, Gruppo
Editoriale L'Espresso, Roma 2009, pp. XII + 372, euro 9,90 (in supplemento
al quotidiano "La Repubblica" ed al settimanale "L'Espresso"). Un utile e
dilettevole libro dell'acuto giornalista.

26. RIEDIZIONI. FEDERICO RAMPINI: L'OMBRA DI MAO
Federico Rampini, L'ombra di Mao, Mondadori, Milano 2006, Gruppo Editoriale
L'Espresso, Roma 2009, pp. XXVI + 326, euro 9,90 (in supplemento al
quotidiano "La Repubblica" ed al settimanale "L'Espresso"). Un utile e
dilettevole libro dell'acuto giornalista.

27. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

28. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 866 del 29 giugno 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004
possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web:
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