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La domenica della nonviolenza. 226



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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 226 del 26 luglio 2009

In questo numero:
Religiose e religiosi: Onoriamo i poveri. Ci dichiariamo obiettori di
coscienza alle misure razziste contenute nel cosiddetto "pacchetto
sicurezza"

UNA SOLA UMANITA'. RELIGIOSE E RELIGIOSI: ONORIAMO I POVERI. CI DICHIARIAMO
OBIETTORI DI COSCIENZA ALLE MISURE RAZZISTE CONTENUTE NEL COSIDDETTO
"PACCHETTO SICUREZZA"
[Dagli amici "Beati i costruttori di pace" riceviamo e diffondiamo]

Carissima, carissimo,
la cosiddetta legge-sicurezza sta gia' ottenendo risultati amari su una
fascia sempre piu' grande di poveri.
Per questo e' importante e urgente, a botta calda, proporci non come
oppositori politici, ma come portatori di una necessita' pastorale e civile,
dichiarandoci obiettori di coscienza.
L'iniziativa non presenta niente di nuovo rispetto al modo di operare di
tantissime/i religiose/i e preti con le loro comunita'. Semplicemente di
fronte a una legge scritta e sbandierata come successo di coerenza politica,
starebbe, anche formalmente, la nostra presa di posizione con relativa
assunzione di responsabilita'...
Questo appello va firmato a titolo personale e anche comunitario da tutte le
persone con incarichi religiosi che lo condividono...
Ci diamo una settimana per raccogliere piu' adesioni possibili.
*
Onoriamo i poveri
Come scelta e impegno di vita siamo stati chiamati e mandati a dare ed
essere buona notizia per i poveri. La legge-sicurezza, emanata dal Governo
in questi giorni, discrimina, rifiuta e criminalizza proprio i piu' poveri e
i piu' disperati. Riteniamo strumentale e pretestuosa la categoria della
clandestinita' loro applicata. E' lo Stato che rifiuta il riconoscimento.
Per chi perde il lavoro a causa della crisi, e' lo Stato che induce alla
clandestinita', decidendo arbitrariamente l'interruzione della
regolarizzazione. Di null'altro sono colpevoli queste persone se non di
essere troppo bisognose. Per lo Stato italiano oggi e' questo che
costituisce reato.
Molti di noi provengono da una situazione di indigenza.
Con i fatti e non solo a parole ci riconosciamo nella umanita' e nella
dignita' di tutte le persone che vengono colpite da questa legge iniqua;
intendiamo onorare i poveri. Se non lo facessimo negheremmo le nostre
persone e la nostra missione e tradiremmo le nostre comunita'. Percio'
dichiariamo in coscienza la nostra obiezione pubblica. Vale anche per noi
"bisogna obbedire a Dio, invece che agli uomini" (Atti 5, 29).
Siamo incoraggiati in questa decisione, non solo in riferimento alla fede,
ma anche come comuni cittadini, in ottemperanza alle leggi sottoscritte e
vincolanti per lo Stato italiano: dalla Dichiarazione universale dei diritti
umani, alla Convenzione sullo stato dei rifugiati, alla Convenzione sui
diritti dell'infanzia e alla nostra stessa Costituzione, che questa
legge-sicurezza non ha tenuto in considerazione.
Percio' la nostra disobbedienza non riguarda soltanto il nostro
comportamento individuale, ma faremo quanto e' in nostro potere perche' un
numero sempre crescente di cittadini metta in atto pratiche di accoglienza,
di solidarieta' e anche di disobbedienza pubblica, perche' nel tempo piu'
breve possibile questa legge venga radicalmente cambiata.
*
Prime adesioni: don Albino Bizzotto, mons. Giovanni Nervo, don Gianfranco
Zenatto, don Romano Frigo, don Maurizio Mazzetto, don Giuliano Giacon, suor
Lucia Bizzotto, don Tiziano Dal Soglio, don Umberto Sordo, don Fernando
Comi, don Agostino Rota Martir, fra Ettore Marangi, fra Francesco Zecca,
padre Fabrizio Valletti, don Pierpaolo Peron, fra Salvatore Mancino, don
Giordano Remondi, don Romeo Penon, don Franco Scarmoncin, fra Antonino M.
Clemenza, fra Jacopo Pozzerle, don Adriano Peracchi, don Fulvio Falleni, don
Fernando Fiscon, padre Gabriele Ferrari, don Giorgio De Checchi, padre
Filippo Rota Martir, don Giovanni Cecchetto, don Giacomo Tolot, padre
Adriano Sella, padre Diego Pelizzari, suor Donatella Lessio, padre Giovanni
Piumatti, padre Giorgio Antonino Butterini, don Severino Alessio, fra Simone
Bauce, don Lorenzo Baccin, padre Giorgio Padovan, padre Filippo Ivardi,
padre Rosario Giannattasio, padre Antonio Germano Das, padre Nicola
Colasuonno, padre Alberto Lanaro, padre Piergiorgio Lanaro, padre Giuseppe
Veniero, padre Luigi Zucchinelli, don Antonio Pizzuti, padre Antonio
Trettel, don Luca Facco, don Gianfranco Formenton, padre Gianalfonso
Oprandi, don Giuseppe Zanon, padre Giovanni Gargano, padre Francesco Lenzi,
padre Primo Silvestri, padre Loris Cattani, padre Gino Foschi, padre Franco
Bordignon, padre Luigi Lo Stocco, don Gianni Gambin, fra Alberto Maggi, don
Matteo Menini, padre Antonio Santini, padre Giampietro Baresi, Commissione
Giustizia e Pace dei Missionari Comboniani del Brasile Sud, don Luigi
Tellatin, padre Rino Benzoni, Direzione Generale dei Missionari Saveriani,
padre Valentino Benigna, Comunita' delle Suore delle Poverelle di S. Chiara
a Vicenza, padre Livio Passalacqua, don Biagio Podano, suor Debora Contessi,
don Mario Costalunga, don Rocco D'Ambrosio, don Daniele Vencato, suor
Gigliola Tuggia, suor Ornella Ciccone, suor Giordana Bertoldi, don Emanuele
Benatti, suor Maria Teresa Ricci, suor Liliana Aquilina, suor Giuliana
Tosetto, fratel Arturo Paoli, padre Angelo Cupini, suor Maria Pia Bizzotto,
suor Tina Primon, don Fabio Ferrari, padre Alex Zanotelli, don Felice
Tenero, don Andrea Turchini, don Gianmario Baldassarri, don Cristian
Squadrani, suor Graziella Grazian, suor Maria Regina Ranzato, don Erminio
Pozzi, padre Paolo Costantini, don Paolo Farinella, don Antonio Ruccia, don
Tarcisio Giungi, don Alessandro Crescentini...
*
Per adesioni e comunicazioni: e-mail: beati at libero.it, fax: 0498070699,
tel.: 0498070522.

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