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Legalita' e' umanita'. 23



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LEGALITA' E' UMANITA'
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 23 del 30 agosto 2009

In questo numero:
1. Il punto e un appello
2. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente varie
fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio
2009, n. 94
3. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente il
favoreggiamento dello squadrismo
4. Cosa fare
5. Michele Smargiassi presenta "Migrazioni" a cura di Paola Corti e Matteo
Sanfilippo

1. EDITORIALE. IL PUNTO E UN APPELLO

A che punto stiamo con la campagna degli esposti contro il colpo di stato
razzista?
A buon punto ed ancora agli inizi.
A buon punto perche' abbiamo ormai gia' raggiunto con almeno una coppia di
esposti gran parte delle Procure, delle Prefetture, delle Questure d'Italia.
E ne abbiamo avuto riscontro diretto in sede ufficiale, con l'esplicito
apprezzamento dei rappresentanti delle istituzioni. Bene. Tra le adesioni
particolarmente care quelle di parroci, di educatori, di operatori sociali,
di pubblici amministratori, di circoli dell'Anpi (che si oppongono alle
nuove leggi razziali per le stesse ragioni per cui combatterono il
nazifascismo nell'epopea partigiana), e di amiche ed amici che sono da
sempre maestri di pace e di nonviolenza: gia' molti, gia' troppo numerosi
per poterli citare qui uno per uno.
Ancora agli inizi perche' vorremmo che non solo ogni Procura, ogni
Prefettura, ogni Questura, ma anche ogni Comune, Provincia, Regione, e tutti
i parlamentari e tutti i ministri, e la Cassazione, e il Csm, e la Corte
Costituzionale, e il capo dello Stato, e le principali istituzioni
sovrannazionali cui l'Italia partecipa, ricevessero non due o duecento, ma
duemila o ventimila esposti e ancor piu'.
Che cioe' emergesse visibile, corale, luminosa una richiesta del popolo
italiano: che ogni istituzione resti fedele alla Costituzione della
Repubblica Italiana, che ogni istituzione contrasti il colpo di stato
razzista, e che con la forza della legalita', con gli strumenti
dell'ordinamento giuridico, con l'azione adeguata e coerente delle
istituzioni, quelle misure razziste, schiaviste e squadriste contenute nella
legge 94 siano al piu' presto rese ineffettuali e il prima possibile siano
definitivamente abrogate - o per pronunciamento della Corte Costituzionale,
o per nuova deliberazione del Parlamento.
*
Rivolgiamo quindi ancora un accorato appello a chiunque ci legge: affinche'
ovunque siano presentati gli esposti, ed affinche' ovunque sia diffusa la
notizia di questa iniziativa.
Lo ripetiamo: non e' l'unica iniziativa possibile, molte altre cose si
possono e debbono fare; ma essa ha il merito di porre la questione nei suoi
termini corretti: ovvero che le misure razziste, schiaviste e squadriste
contenute nella legge 94 sono incostituzionali ed antigiuridiche, criminali
e criminogene, e stanno provocando hic et nunc una abominevole persecuzione
di milioni di persone del tutto oneste e di tutto innocenti; e che quindi e'
dovere oltre che diritto di ogni persona di volonta' buona, di ogni
associazione democratica, di ogni istituzione fedele alla Costituzione della
Repubblica Italiana difendere ad un tempo la legalita', la civilta' e
l'umanita', e pertanto opporsi al colpo di stato razzista.
Che la Repubblica Italiana sia piu' forte dei golpisti razzisti.
Che la legalita' vinca sull'eversione dall'alto.
Che il popolo italiano non sia aggiogato alla barbarie nazista.
Che prevalga la civilta' giuridica, l'ordinamento democratico, l'umanita'.

2. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA
LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie
di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art.
1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico
riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla
Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione
esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui
all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

3. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento
dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3,
commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura
il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie
di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed
iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene
il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed
anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza
privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita'
e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali
dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

4. UNA SOLA UMANITA'. COSA FARE

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso
gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione
dei carabinieri.
Puo' essere anche inviato per posta.
Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve
recare un indirizzo per ogni comunicazione.
*
Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di
presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura
competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli
esposti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad
altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo
di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre
istituzioni statali centrali).
Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si
risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente
della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel
capoluogo di provincia).
Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere resi piu'
dettagliati se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente gli
esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.
*
Indirizzi cui inviare gli esposti:
Naturalmente gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano da Comune
a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.
Comunque solitamente:
- l'indirizzo e-mail delle Procure e' composto secondo il seguente criterio:
procura.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della
Procura della Repubblica ad Agrigento e' procura.agrigento at giustizia.it
(analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail dei Tribunali e' composto secondo il seguente criterio:
tribunale.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail del
Tribunale ad Agrigento e' tribunale.agrigento at giustizia.it (analogamente per
le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Prefetture e' composto secondo il seguente
criterio: prefettura.citta'sede at interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo
e-mail della Prefettura di Agrigento e' prefettura.agrigento at interno.it
(analogamente per le altre province).
- Sempre per le prefetture e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio: urp.pref_citta'sede at interno.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento
e' urp.pref_agrigento at interno.it (analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Questure e' composto secondo il seguente
criterio: uffgab.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad
esempio l'indirizzo e-mail della Questura di Agrigento e'
uffgab.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- Sempre per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio:
urp.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad esempio
l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e'
urp.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- E ancora per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per gli immigrati, composto secondo il seguente
criterio: immigrazione.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Ufficio per gli immigrati della
Prefettura di Agrigento e' immigrazione.ag at poliziadistato.it (analogamente
per le altre province).
Quanto alle istituzioni nazionali:
- Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour,
00193 Roma; e-mail: cassazione at giustizia.it; sito: www.cortedicassazione.it
- Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187
Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost at cortecostituzionale.it;
sito: www.cortecostituzionale.it
- Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370,
00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it
- Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza
Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g at camera.it; sito:
www.camera.it
- Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel.
0667061; e-mail: schifani_r at posta.senato.it; sito: www.senato.it
- Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza
dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres at cosmag.it;
sito: www.csm.it
- Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma;
fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica at quirinale.it; sito:
www.quirinale.it
Quanto alle istituzioni sovranazionali:
- Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60, B-1047
Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 - +32(0)22307555;
sito: www.europarl.europa.eu
Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito:
http://ec.europa.eu/index_it.htm
- Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg
(France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm at coe.int; sito:
www.coe.int/DefaultIT.asp
- Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters,
Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York
(Usa); sito: www.un.org
*
Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei
siti istituzionali possono non essere ritenuti dai destinatari equipollenti
all'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi, almeno per quanto
riguarda le Procure, di inviare comunque anche copia cartacea degli esposti
per posta ordinaria (preferenzialmente per raccomandata).
Ma poiche' ormai crediamo di aver gia' raggiunto con almeno un invio gran
parte delle Procure, chi non avesse tempo ed agio di procedere agli invii
cartacei per posta ordinaria puo' limitarsi all'invio per e-mail, che
costituira' comunque un sostegno visibile e rilevante all'iniziativa.
*
Ovviamente e' opportuno che gli esposti siano inviati anche a mezzi
d'informazione, movimenti democratici, persone interessate: una delle
funzioni dell'iniziativa e' anche quella di ampliare la mobilitazione contro
il colpo di stato razzista informandone l'opinione pubblica e coinvolgendo
piu' persone, piu' associazioni e piu' istituzioni che sia possibile
nell'impegno in difesa della legalita', della Costituzione della Repubblica
Italiana, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo
per e-mail all'indirizzo: nbawac at tin.it
Grazie a tutte e tutti, e buon lavoro.

5. LIBRI. MICHELE SMARGIASSI PRESENTA "MIGRAZIONI" A CURA DI PAOLA CORTI E
MATTEO SANFILIPPO
Dal quotidiano "La Repubblica" del 28 agosto 2009 col titolo "Siamo tutti
emigranti" e il sommario "Perche' l'italiano rimane nomade. Un volume degli
annali Einaudi dedicato al fenomeno. Uno stereotipo che si rivela falso:
prima i poveracci eravamo noi e ora sono gli altri. Oggi ci si continua a
spostare per lavoro anche se in forme diverse dal passato"

Una bella mattina di giugno del 1907, a bordo del transatlantico Kaiser
Wilhelm, Alfred Stieglitz scatta la sua foto piu' famosa, ammirata perfino
da Picasso: sul ponte di terza classe, un'umanità malvestita attende
paziente la fine del viaggio. The Steerage e' ancora oggi, per il pubblico
di massa, e ahime' anche per molti storici della fotografia, l'icona della
grande migrazione negli Usa a cavallo del '900. C'e' un problema, pero':
quella nave va in direzione sbagliata. Fa rotta verso l'Europa, precisamente
Brema, Germania. L'autore stesso ce ne informa: ma pochi ne tengono conto.
Lo stereotipo e' piu' potente: gli emigranti partono soltanto, non tornano
mai. E invece si', tornarono, in tanti. Tra il 1861 e il 1941 uscirono dai
patri confini venti milioni di italiani: ma alla fine dei conti i rientri
furono piu' degli espatri permanenti. Piu' che una strada a senso unico, la
rotta di quei bastimenti pieni di speranze somiglia a un circuito.
Incrostata da troppi luoghi comuni, la storia delle migrazioni italiane e'
ampiamente da riscrivere. Forse perche' una tradizione storiografica
specialistica sui grandi movimenti di popoli nell'era moderna in realta' non
esiste: la pubblicistica esplosa negli ultimi anni, sotto l'impatto emotivo
delle "carrette del mare", e' cresciuta su un vuoto analitico di oltre due
secoli. Gli emigranti, in fondo, sono apolidi anche in questo: lo storico
del paese d'origine ha sempre pensato che a occuparsene dovesse essere il
collega del paese di destinazione, e viceversa. A occuparsene, alla fine,
sono stati solo i romanzi, la memorialistica, le tradizioni orali, qualche
fotografo con coscienza. Intonsa dal bisturi critico dello storico, la
memoria della nostra emigrazione e' fondata ancora sull'oleografia
sentimental-miserabilista da Mamma mia dammi cento lire. A cui hanno dovuto
ricorrere anche i benintenzionati che di recente hanno tentato di
contrapporre al "cattivismo" xenofobo dei governanti la storia speculare dei
nostri "clandestini" di un secolo fa. Col risultato involontario di produrre
un nuovo stereotipo, solidale ma incompleto: prima i poveracci con la
valigia di cartone eravamo noi, adesso i poveracci sono loro. Invece no: la
valigia, magari piu' robusta e alla moda, noi l'abbiamo ancora, e loro
l'hanno sempre avuta. La mappa delle migrazioni non e' un senso unico
alternato, e' fatta a rete: nel tempo, magari, certe maglie si stringono e
altre s'allargano, ma la trama non si rompe mai, e vibra in tutte le
direzioni.
Al punto che l'Annale numero 24 della Storia d'Italia Einaudi, dedicato
appunto alle Migrazioni e curato da Paola Corti e Matteo Sanfilippo (803
pagine, 95 euro), parte negando alla radice la distinzione classica tra
popoli sedentari e popoli nomadi, e fa conflagrare deliberatamente i
concetti di emigrazione e immigrazione in quello di mobilita' di tempo lungo
che, se non riuscira' ad attenuare certi sciovinismi attuali, almeno puo'
togliere loro molti pretesti.
Lanciata come un molo nel Mediterraneo, la Penisola e' luogo di movimenti
umani per vocazione, si sa anche senza aver letto Braudel. Ma quanto e come,
questo dettagliato sguardo d'insieme finalmente ce lo fa apprezzare in
pieno. I nostri confini sono sempre stati attraversati simultaneamente in
entrata e in uscita. Migrazioni piu' che invasioni furono quelle di Goti,
Longobardi e Normanni; ma anche le dominazioni angioine o aragonesi
produssero andirivieni di gruppi, con relativi problemi e conflitti di
integrazione. Tratta di schiavi, fuga individuale e collettiva di esuli
politici o di eretici religiosi, trapianti di comunita' artigiane,
accoglienze o ostracismi etnici (ebrei, rom): la bilancia degli arrivi e
delle partenze bascula nei secoli per grandi e piccoli pesi, ma nulla ha mai
potuto arrestarne il movimento. Uniche strategie: tentare di dare misura,
ritmo, regola. L'accoglienza dello straniero e' stata una faticosa, perenne
negoziazione esplosa a volte in violenza e pogrom, ma altre volte foriera di
integrazione e strutture: nei fondachi delle citta' marinare maturo' la
prima globalizzazione, e la parola forestiero nacque per indicare lo
straniero che ha acquisito il diritto al rispetto nella terra di trapianto.
Del resto, il concetto di clandestino debutta solo con gli stati nazionali,
cioe' molto tardi. E' la labilita' storica delle "identita' di carta" che da
secoli produce i sans-papiers: chi si muove non sente di abbandonare una
nazionalita', ma una piccola comunita' di uomini e cose (un dialetto, un
paesaggio, una cucina). Il siciliano e' tanto straniero a Milano quanto a
Berna o a Chicago. Clandestini sono le migliaia di emigranti italiani
(25.000 all'anno nella Francia degli anni Venti: da far impallidire le
odierne polemiche su Lampedusa) che perfino negli anni in cui l'emigrazione
e' incoraggiata (come strumento di quel "colonialismo da poveri" che la
retorica fascista trasformera' nella retorica del "genio italico nel mondo")
varcano le frontiere senza quei documenti che per loro sono imposizioni
burocratiche di uno Stato astratto. Per loro conta solo quella ricerca di
vita migliore che era dei nostri nonni e che rivediamo quasi identica nelle
colorate famiglie del pianerottolo accanto. Progetti esistenziali che
includono la possibilita' del ritorno, che non tagliano mai integralmente i
ponti: famiglie "transnazionali" che mantengono saldissimi legami a cavallo
di migliaia di chilometri erano anche quelle dei 'mericani nostri, leggere
le loro lettere per credere.
Chi pensa che oggi noi siamo diventati i sedentari (dunque titolari di un
escludente ius loci) e solo loro siano i nomadi, non sa vedere che i
bastimenti partono ancora. Si chiamano magari treni ad alta velocita'. Non
solo la precarieta' del lavoro, ma anche la facilita' dei collegamenti
mascherano da pendolarismo la nuova emigrazione interna, che oggi e' meglio
chiamare "mobilita' senza sradicamento": chi negli anni Sessanta era
obbligato a cambiar casa per inseguire un salario, oggi puo' tenere separati
(ma uniti da poche ore di viaggio) residenza e lavoro, e cosi' non finisce
nelle statistiche migratorie. In cerca di habitat migliori o piu' economici
emigriamo negli hinterland, a caccia di una carriera piantiamo la tenda in
una citta' dopo l'altra. Mentre le partenze dei nostri figli laureati per
lunghi master all'estero, che magari diventano lavoro, sono meno strazianti
di certi episodi del libro Cuore, ma numericamente non indifferenti.
Insomma, ci muoviamo tutti. "Siamo tutti migranti" non e' uno slogan da
corteo dei centri sociali, e' una realta' sociologica. A cui i poteri fanno
resistenza, perche' puo' mettere in crisi un valore-scudo, forse l'ultimo
baluardo del comunitarismo egoista: il diritto di cittadinanza. Non a caso
l'Annale si chiude sulla storia tormentata di questo concetto giuridico
scivoloso e contraddittorio: sono cittadini italiani persone che l'Italia
non l'hanno mai vista (gli eredi degli emigrati), ma faticano a diventarlo
persone che in Italia lavorano e pagano tasse da lustri.

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LEGALITA' E' UMANITA'
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 23 del 30 agosto 2009
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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