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Minime. 955



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 955 del 26 settembre 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Mentre
2. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente varie
fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio
2009, n. 94
3. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente il
favoreggiamento dello squadrismo
4. Cosa fare
5. Giovedi' primo ottobre Ferdinando Imposimato a Viterbo
6. Movimento Nonviolento: 2 ottobre 2009, Giornata internazionale della
nonviolenza. Iniziativa comune del Movimento Nonviolento in ogni regione
d'Italia
7. Tiziana Bartolini intervista Marisa Ombra
8. Carlo Capello presenta "Amori possibili" di Gaia Peruzzi e "Attraversare
confini, ricostruire appartenenze" di Rosa Parisi
9. Valeria Di Pietro presenta "Eccessi di culture" Marco Aime
10. La "Carta" del Movimento Nonviolento
11. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. MENTRE

Mentre infuria la strage afgana, mentre il colpo di stato razzista miete
vittime.

2. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA
LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie
di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art.
1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico
riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla
Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione
esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui
all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

3. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento
dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3,
commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura
il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie
di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed
iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene
il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed
anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza
privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita'
e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali
dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

4. UNA SOLA UMANITA'. COSA FARE

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso
gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione
dei carabinieri.
Puo' essere anche inviato per posta.
Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve
recare un indirizzo per ogni comunicazione.
*
Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di
presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura
competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli
esposti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad
altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo
di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre
istituzioni statali centrali).
Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si
risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente
della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel
capoluogo di provincia).
Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere resi piu'
dettagliati se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente gli
esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.
*
Indirizzi cui inviare gli esposti:
Naturalmente gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano da Comune
a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.
Comunque solitamente:
- l'indirizzo e-mail delle Procure e' composto secondo il seguente criterio:
procura.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della
Procura della Repubblica ad Agrigento e' procura.agrigento at giustizia.it
(analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail dei Tribunali e' composto secondo il seguente criterio:
tribunale.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail del
Tribunale ad Agrigento e' tribunale.agrigento at giustizia.it (analogamente per
le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Prefetture e' composto secondo il seguente
criterio: prefettura.citta'sede at interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo
e-mail della Prefettura di Agrigento e' prefettura.agrigento at interno.it
(analogamente per le altre province).
- Sempre per le prefetture e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio: urp.pref_citta'sede at interno.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento
e' urp.pref_agrigento at interno.it (analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Questure e' composto secondo il seguente
criterio: uffgab.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad
esempio l'indirizzo e-mail della Questura di Agrigento e'
uffgab.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- Sempre per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio:
urp.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad esempio
l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e'
urp.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- E ancora per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per gli immigrati, composto secondo il seguente
criterio: immigrazione.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Ufficio per gli immigrati della
Prefettura di Agrigento e' immigrazione.ag at poliziadistato.it (analogamente
per le altre province).
Quanto alle istituzioni nazionali:
- Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour,
00193 Roma; e-mail: cassazione at giustizia.it; sito: www.cortedicassazione.it
- Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187
Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost at cortecostituzionale.it;
sito: www.cortecostituzionale.it
- Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370,
00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it
- Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza
Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g at camera.it; sito:
www.camera.it
- Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel.
0667061; e-mail: schifani_r at posta.senato.it; sito: www.senato.it
- Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza
dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres at cosmag.it;
sito: www.csm.it
- Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma;
fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica at quirinale.it; sito:
www.quirinale.it
Quanto alle istituzioni sovranazionali:
- Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60, B-1047
Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 - +32(0)22307555;
sito: www.europarl.europa.eu
Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito:
http://ec.europa.eu/index_it.htm
- Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg
(France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm at coe.int; sito:
www.coe.int/DefaultIT.asp
- Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters,
Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York
(Usa); sito: www.un.org
*
Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei
siti istituzionali possono non essere ritenuti dai destinatari equipollenti
all'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi, almeno per quanto
riguarda le Procure, di inviare comunque anche copia cartacea degli esposti
per posta ordinaria (preferenzialmente per raccomandata).
Ma poiche' ormai crediamo di aver gia' raggiunto con almeno un invio gran
parte delle Procure, chi non avesse tempo ed agio di procedere agli invii
cartacei per posta ordinaria puo' limitarsi all'invio per e-mail, che
costituira' comunque un sostegno visibile e rilevante all'iniziativa.
*
Ovviamente e' opportuno che gli esposti siano inviati anche a mezzi
d'informazione, movimenti democratici, persone interessate: una delle
funzioni dell'iniziativa e' anche quella di ampliare la mobilitazione contro
il colpo di stato razzista informandone l'opinione pubblica e coinvolgendo
piu' persone, piu' associazioni e piu' istituzioni che sia possibile
nell'impegno in difesa della legalita', della Costituzione della Repubblica
Italiana, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo
per e-mail all'indirizzo: nbawac at tin.it
Grazie a tutte e tutti, e buon lavoro.

5. INIZIATIVE. GIOVEDI' PRIMO OTTOBRE FERDINANDO IMPOSIMATO A VITERBO

L'illustre magistrato Ferdinando Imposimato a Viterbo il primo ottobre 2009
per sostenere le ragioni dell'opposizione al mega-aeroporto
*
L'illustre magistrato Ferdinando Imposimato, una tra le figure piu'
autorevoli e rappresentative della lotta ai poteri criminali, al terrorismo,
alla corruzione e all'illegalita', da sempre coraggioso ed infaticabile
difensore dei diritti costituzionali delle persone e delle popolazioni,
presidente onorario della Corte di Cassazione, giovedi' primo ottobre a
Viterbo incontrera' i cittadini che si oppongono al mega-aeroporto nocivo e
distruttivo, insensato ed illegale.
L'illustre magistrato, che gia' nell'ottobre 2007 ha partecipato al convegno
promosso dal nostro comitato sul tema "Un mega-aeroporto a Viterbo? No
grazie", torna per sostenere l'impegno dei cittadini - particolarmente sul
versante legale - contro un progetto che viola leggi nazionali ed europee ed
e' privo della Valutazione di impatto ambientale (Via), della Valutazione
ambientale strategica (Vas) e della Valutazione dell'impatto sanitario
(Vis); un progetto che viola fondamentali vincoli e norme di salvaguardia
che tutelano i beni archeologici, idrogeologici e paesaggisti del
territorio; un progetto che determinerebbe un danno incalcolabile
all'ambiente e alla salute dei cittadini e un enorme sperpero di pubblico
denaro.
*
Ferdinando Imposimato visitera' l'area del Bulicame e le  altre zone
direttamente interessate dalla realizzazione del mega-aeroporto nocivo e
distruttivo, insensato ed illegale.
Nella visita sara' accompagnato dal professor Antonello Ricci, che
illustrera' al magistrato e a tutti i partecipanti la storia e la bellezza
dell'area del Bulicame - ricordato da Dante Alighieri nella Divina
Commedia - che rappresenta il cuore e l'identita' stessa della citta' di
Viterbo ed e' patrimonio dell'intera umanita': storia, bellezza e risorsa
termale terapeutica di valore inestimabile che la realizzazione del
mega-aeroporto distruggerebbe per sempre.
L'illustre magistrato incontrera' anche il comitato degli agricoltori
viterbesi che si battono per salvare le loro aziende e le loro terre dalla
devastazione che sarebbe provocata dal mega-aeroporto.
*
Programma dell'iniziativa:
Ore 16.30 ritrovo dei partecipanti davanti la stazione ferroviaria di Porta
Romana
Ore 17.00 visita all'area del Bulicame e delle Piscine Carletti
Ore 18.00 visita alle aziende degli agricoltori del comitato
Ore 18.30 incontro con i cittadini e il comitato degli agricoltori
Ore 20.00 cena.
*
Per ulteriori informazioni: tel. 3383810091, e-mail:
info at coipiediperterra.org

6. INIZIATIVE. MOVIMENTO NONVIOLENTO: 2 OTTOBRE 2009, GIORNATA
INTERNAZIONALE DELLA NONVIOLENZA. INIZIATIVA COMUNE DEL MOVIMENTO
NONVIOLENTO IN OGNI REGIONE D'ITALIA
[Dal Movimento Nonviolento (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel.
0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org , sito:
www.nonviolenti.org) riceviamo e diffondiamo]

L'Assemblea generale dell'Onu ha fissato al 2 ottobre di ogni anno la
Giornata internazionale della nonviolenza. La data e' stata scelta in quanto
anniversario della nascita di Gandhi, ispiratore dei movimenti per la pace,
la giustizia, la liberta' di tutto il mondo. In una risoluzione approvata
dai 192 Stati membri dell'Onu, su proposta del governo indiano, l'Assemblea
invita tutti i paesi, organizzazioni e individui a "commemorare questo
giorno per promuovere una cultura della pace, della tolleranza, della
comprensione e della nonviolenza". E' infatti con Gandhi che nasce la
nonviolenza moderna. Certo, essa e' sempre esistita, e' "antica come le
montagne", ma prima del Mahatma era sempre stata intesa come via personale
alla salvezza, come codice individuale, come precetto valido per
l'individuo. E' solo con la straordinaria esperienza gandhiana, prima in
Sudafrica e poi in India, che la nonviolenza diventa politica, strumento
collettivo di liberazione.
La nonviolenza e' stata la vera, grande, unica, rivoluzione del XX secolo.
Le ideologie del Novecento si sono frantumate alla prova della storia, sono
state sepolte nelle tragedie dei campi di sterminio e nei gulag, sono morte
nei massacri della prima e della seconda guerra mondiale.
Solo la nonviolenza resta ad indicare una nuova via. La nonviolenza e' un
mezzo e un fine, e' uno strumento per risolvere i conflitti che la vita ci
presenta, a livello individuale e sociale (poverta', discriminazioni,
esclusioni,  ecc.); la violenza mira a sconfiggere o eliminare l'avversario;
la nonviolenza vuole far emergere la verita' e offrire una via d'uscita per
tutti; preferisce convincere piuttosto che vincere. Non c'e' un nemico da
criminalizzare, ma un avversario da conquistare.
Oggi la vita stessa del pianeta e' a rischio. Crisi ecologica e crisi
belliche rendono il futuro incerto.
Dobbiamo rovesciare il motto "se vuoi la pace prepara la guerra" nel suo
giusto verso "se vuoi la pace prepara la pace", a partire dal ripudio della
guerra e degli strumenti che la rendono possibile: eserciti e armi. Dobbiamo
invertire la rotta, se siamo ancora in tempo. Dobbiamo disarmare, le nostre
menti innanzitutto, per "svuotare gli arsenali e riempire i granai".
In questa occasione il Movimento Nonviolento (fondato da Aldo Capitini, che
ha introdotto in Italia il pensiero ed il metodo di Gandhi), ha promosso una
iniziativa comune nazionale. Tutti gli iscritti, i simpatizzanti, i singoli
amici della nonviolenza, gruppi e centri del Movimento, hanno organizzato
nella propria citta' o nel proprio paese un'iniziativa pubblica: una
presenza in piazza, un banchetto, l'esposizione della nostra bandiera, una
conferenza, una fiaccolata, la distribuzione di un volantino; un'azione che
il 2 ottobre colleghera' idealmente tutte le realta' degli amici della
nonviolenza a livello nazionale. Abbiamo voluto coinvolgere soprattutto le
scuole (dalle elementari ai licei) affinche' presidi ed insegnanti
sensibili, insieme agli studenti, ricordino la figura di Gandhi e affrontino
il tema dell'educazione alla pace. E' stata anche realizzata una diffusione
straordinaria del numero speciale della rivista "Azione nonviolenta",
dedicato all'attualita' del pensiero di Gandhi.
Abbiamo notizie di eventi organizzati in ogni regione italiana: Valle
d'Aosta: Aosta; Piemonte: Torino (una mostra per le scuole), Alba CN
(letture e film); Lombardia: Brescia (un incontro pubblico), Bergamo,
Clusone BG (un volantinaggio), Lodi, Sesto e Uniti CR, Ranica BG; Veneto:
Verona (un concerto), Vicenza (inaugurazione di un busto di Gandhi), Padova,
Mestre; Trentino Alto Adige: Rovereto, Trento (letture nelle scuole); Friuli
Venezia Giulia: Trieste (un concerto), Cormons (un dibattito), Cordenons PN,
Torrata PN (una cena conviviale); Emilia Romagna: Ferrara, Reggio Emilia,
Faenza; Liguria: Genova (silenzio per la pace); Toscana: Firenze (letture in
piazza), Livorno (banchetti in citta'), Pisa; Sardegna: Tempio Pausania,
Cagliari, Ghilarza (una marcia Seneghe-Morbello), Nuoro; Lazio: Roma (una
mostra artistica), Viterbo; Marche: Centobuchi AP; Umbria: Gubbio
(iniziativa scout); Campania: Napoli; Abruzzo: Pescara (esposizione
bandiere); Molise: Castropignano; Puglia: San Vito dei Normanni, Manduria;
Basilicata: Potenza; Calabria: Vibo Valentia; Sicilia: Comiso (preghiera per
la pace), Avola. Segnaliamo un'iniziativa anche in Svizzera, a Bellinzona
(nelle scuole).
*
Per informazioni e contatti: Movimento Nonviolento: tel. 0458009803, cell.
3482863190, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org , sito:
www.nonviolenti.org

7. RIFLESSIONE. TIZIANA BARTOLINI INTERVISTA MARISA OMBRA
[Dal sito di "Noi donne" (www.noidonne.org) col titolo "Marisa Ombra" e il
sommario "Staffetta partigiana, ha sempre sostenuto le donne, prima nel Pci,
poi nell'Udi, e anche in 'Noi Donne'. Ora e' vicepresidente dell'Anpi"]

Adolescente, e' stata staffetta partigiana. Ha vissuto il tempo della
Liberazione e si e' impegnata nel Pci. Ha sempre sostenuto le donne fino al
lavoro nell'Udi e poi in "Noi Donne", dal 1970 al 1984, come presidente
della Cooperativa Libera Stampa che ne era editrice. Un percorso lungo
quello di Marisa Ombra, ma non esaurito visto che di recente e' stata
chiamata alla vicepresidenza dell'Anpi.
*
- Tiziana Bartolini: E' da poco uscito di Marisa La bella politica,
piacevole autobiografia dal titolo poetico e provocatorio. Quale e' la
politica "bella" e quale quella "brutta"? Perche' riordinare ricordi e
pensieri proprio oggi?
- Marisa Ombra: Ad un certo momento mi e' diventato intollerabile lo
spettacolo della politica. Ho sentito come una colpa collettiva, quindi
anche mia personale, l'incapacita' di indignarsi neppure di fronte a leggi
inaccettabili in un paese civile. Inaccettabile, poi, l'idea stessa della
politica che si e' venuta affermando, e che ha purtroppo contagiato anche la
sinistra. Penso alla paura nel prendere posizioni nette come e' avvenuto ad
esempio nel caso Englaro, o all'idea ormai prevalente della politica come
carriera. Per chi ha vissuto la politica come l'ho conosciuta io, e milioni
di persone, tutto questo e' stato ed e' insopportabile. Cio' che mi ha piu'
sconcertato e indignato e' il fatto che la cosiddetta nuova politica sia
stata costruita con un'operazione di stravolgimento di alcuni pensieri che
sono stati il fondamento della rivoluzione femminista, con la complicita'
della televisione. Per esempio: e' il rapporto tra privato e politico, su
cui oggi c'e' una confusione orribile. Si e' assistito al trionfo perverso
del privato sulla politica: il privato e' divenuto un mezzo per avere
successo in politica. L'affermazione di se', che aveva il senso per noi
donne di una raggiunta liberta' e dignita', e' diventata una affannosa corsa
al successo, qualunque cosa si intenda con questa parola. La scoperta del
corpo, che per noi e' stata rivoluzionaria, e' diventata uso del corpo,
mostrato fra l'altro a dismisura ai fini del successo. Perfino la ricerca
del proprio se' e del proprio desiderio e' stata avvilita: penso con
tristezza a quella ragazza che, intervistata, ha risposto "mi sento velina
dentro". L'arretramento mi sembra spaventoso anche rispetto alla mia
giovinezza, quando le donne rivendicavano dignita', come misura del diritto.
Un altro motivo che mi ha indotto a scrivere e' che mi pare di non poter
concludere la mia vita senza aver riformulato domande non fatte o non fatte
in modo chiaro e risposte che sentivo e sento insufficienti su quel grande
fenomeno che e' stato il movimento delle donne a partire dagli anni '70 e
sul perche' si sia esaurito. Io non sono stata una protagonista ne' di primo
ne' di secondo piano, sono una delle tante che c'erano, che pensavano e che
si facevano domande. Mi piacerebbe che le altre che si sono fatte e si fanno
delle domande le mettessero in piazza. Vorrei che provassimo a capire, per
esempio, come e' stato possibile lo stravolgimento dell'idea stessa di che
cosa e' una donna.
*
- Tiziana Bartolini: Una vita trascorsa nell'Udi non poteva non sollecitare
tanti interrogativi che affiorano nelle pagine dedicate a questa
associazione, che e' stata una forza organizzata e autorevole delle donne.
- Marisa Ombra: L'ultimo lavoro che ho fatto all'Udi e' stata la mostra
"Donne Manifeste" nel 2005, poi ho deciso che era venuto il momento di
prendermi una vacanza, anche giustificata dall'aver superato gli 80 anni!
Oggi non conosco bene cosa fa l'Udi e come lo fa. Posso dire che
un'organizzazione di donne e' necessaria. Trovo che la battaglia delle donne
per affermare la propria dignita' e i propri diritti sia oggi piu' faticosa
perche' condotta da ciascuna in solitudine. La mia generazione sa che
lottare insieme non solo e' piu' facile, ma e' anche qualcosa che da' gioia
e fiducia in se'.
*
- Tiziana Bartolini: Impossibile non parlare di "Noi donne" con colei che ha
gestito risorse economiche e umane per tanti anni.
- Marisa Ombra: E' importante che questo giornale esista e che resista, e'
un riferimento per molte ed e' importante che la testata sia salva. Fare
"Noi donne" oggi richiede molto coraggio perche' il mondo delle donne alle
quali si rivolge e' un mondo che guarda indietro, che ha interrotto quando
non stravolto il suo rapporto con la politica. Quindi: coraggio e lunga vita
a "Noi donne".
*
- Tiziana Bartolini: La bella politica e' uscito in aprile, e sia i commenti
autorevoli di storiche come Anna Bravo (che ha scritto la prefazione) e Anna
Rossi Doria sia le telefonate commosse di tante donne che vi hanno ritrovato
parti della propria vita confermano la necessita' di confrontarsi su una
storia che richiede ancora molto scavo e riflessioni.
- Marisa Ombra: Qualcuna ha anche osservato che avrei riaperto un discorso
sul modo di organizzarsi delle donne soprattutto dell'Udi. Se questo fosse
vero mi auguro possa essere uno stimolo a riprendere l'intera storia
dell'associazione, che e' molto piu' complessa di quanto non possa apparire.
*
- Tiziana Bartolini: Bene, e "Noi donne" avra' il piacere di raccontare
anche questo futuro, se ci sara'.

8. LIBRI. CARLO CAPELLO PRESENTA "AMORI POSSIBILI" DI GAIA PERUZZI E
"ATTRAVERSARE CONFINI, RICOSTRUIRE APPARTENENZE" DI ROSA PARISI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 19 settembre 2009 col titolo "Un doppio
ritratto sulle coppie miste nella societa' italiana"]

Gaia Peruzzi, Amori possibili, Franco Angeli, pp. 224, euro 15.
Rosa Parisi, Attraversare confini, ricostruire appartenenze, Aquilegia, pp.
248, euro 15.
*
Se l'immigrazione transnazionale e le nuove forme di famiglia rappresentano
due simboli delle trasformazioni della societa' italiana, le coppie miste
costituiscono il punto di tensione dove le due linee di fuga si incrociano.
Quello dei matrimoni misti e' un fenomeno in crescita, che tuttavia,
nonostante alcuni lavori pionieristici, non ha ancora ricevuto sufficiente
attenzione da parte degli studiosi. Contribuiscono a rimediare a questa
carenza i due lavori di Gaia Peruzzi e Rosa Parisi, un duplice ritratto di
famiglia da cui emerge la normalita' delle coppie miste e la relativita'
della mixite' sentimentale: tutte le coppie sono in certo modo miste,
perche' nascono dall'incontro tra due storie di vita differenti, ed e' la
reazione dell'ambiente sociale a definire una coppia come mista.
Dopo la disamina del concetto di mixite' sentimentale, Peruzzi descrive le
numerose sfide che le coppie miste si trovano ad affrontare. Le maggiori
riguardano senza dubbio le reazioni della famiglia di origine dei partner,
gli amici e la comunita', di segno sostanzialmente negativo. Le coppie miste
infatti sono una sfida alle convenzioni endogamiche, di origine come di
classe, del mercato matrimoniale. E' significativo che la diffidenza dei
genitori italiani sia dovuta per lo piu' a questioni di status, allo scarso
prestigio sociale di un partner straniero, mentre e' tra amici e conoscenti
che affiorano piu' chiaramente motivazioni di carattere xenofobo. Inoltre le
coppie miste si trovano di fronte alcuni nodi peculiari: i problemi maggiori
all'interno della coppia non sorgono, come vorrebbe un certo senso comune,
dalla differenza di religione, perche' la secolarizzazione contribuisce a
disinnescare le tensioni su questo punto; i conflitti sembrano semmai
ruotare intorno ai ruoli di genere, perche' gli uomini, italiani o
stranieri, hanno difficolta' ad accettare le istanze di emancipazione delle
loro compagne.
Rosa Parisi affronta l'argomento della mixite' sentimentale da una prospetti
va lievemente diversa, a partire dal caso delle coppie italo-marocchine. Il
libro si concentra su due argomenti principali, i processi di
"familiarizzazione" che coinvolgono il partner straniero e la ricorsivita'
tra pubblico e privato all'interno dello spazio familiare. I due aspetti si
intrecciano nel "familismo legale" che caratterizza la legislazione italiana
sulla cittadinanza, per via del quale quest'ultima appare come un affare di
famiglia, come un'eredita' o una dote e il matrimonio con un cittadino
italiano si configura come la via piu' semplice verso lo stato di cittadino.
L'autrice indaga la vita delle coppie italo-marocchine analizzando alcuni
punti chiave, in particolar modo il cibo, quale mezzo di espressione di
vicinanza e di conflitto all'interno della coppia, e la parentela nella
cultura marocchina, col fine di mostrare le differenze e le analogie
rispetto al nostro modo di vivere i legami famigliari; concentrandosi,
infine, sul tema delle leggi sulla cittadinanza, quali mezzi simbolici per
costruire confini, e sui processi quotidiani di "sconfinamento" vissuti
all'interno della famiglia mista.
In un periodo come l'attuale, in cui il governo con il suo decreto sicurezza
tende a impedire anche la mixite' coniugale, queste ricerche, che affrontano
seriamente le difficolta' e le opportunita' di comunicazione interculturale
all'interno delle coppie miste, dissipando tanti luoghi comuni, sono ancora
piu' necessari.

9. LIBRI. VALERIA DI PIETRO PRESENTA "ECCESSI DI CULTURE" DI MARCO AIME
[Dalla rivista "Trickster", n. 1. Trickster e' la Rivista del Master in
Studi Interculturali del Dipartimento di Storia dell'Universita' di Padova
(per contatti: e-mail: trickster at lettere.unipd.it, sito:
http://trickster.lettere.unipd.it/)]

Marco Aime, Eccessi di culture, Einaudi, Torino, 2004.
*
"A incontrarsi o a scontrarsi non sono culture, ma persone": Marco Aime,
docente di Antropologia all'Universita' di Genova, parte da questo semplice
ma importante concetto per analizzare una serie di fatti di cronaca italiana
avvenuti negli ultimi anni: il preside di una scuola della provincia di
Cuneo accusato di piegarsi alle esigenze dei musulmani per aver concesso una
giornata di vacanza per il Ramadan; i dibattiti sulla presenza delle croci
nelle aule delle scuole e nei luoghi pubblici; le maestre di una scuola
della provincia di Como che respingono il sindaco travestito da Babbo Natale
per non turbare i bambini musulmani con simboli della cristianita'.
Tramite questi episodi e i protagonisti che ne fanno parte, Marco Aime
affronta le problematiche attorno al concetto di cultura e la tendenza ormai
diffusa di considerare le culture come spazi chiusi, isolati, recintati,
chiusi, caratterizzati da una sorta di soglia di incomunicabilita'.
Il multiculturalismo ha contribuito fortemente a legittimare una prospettiva
di recinti chiusi.
Questa prospettiva ha reso ancora piu' saldi i sentimenti di differenza e
diffidenza nei confronti dell'Altro, inteso come portatore di una serie di
manifestazioni, desideri, inclinazioni, appartenenti a una data cultura
codificata. Come se la differenza culturale fosse data per natura e non
creata, come intende sostenere Aime, dall'interazione di persone. Non e'
solo un insieme di regole che normano il comportamento sociale, ma anche e
soprattutto la propensione, peculiarmente umana, a ricreare e ridefinire
continuamente le regole a seconda delle situazioni storiche e sociali. E'
una rete di significati condivisi, ma costantemente negoziati fra gli attori
sociali. La cultura non appare piu' come una forza monolitica che ci si
impone, ma come uno spazio al quale ognuno contribuisce come individuo.
Marco Aime, con questo testo ben scritto, breve ma solido dal punto di vista
teorico, propone cosi' un'altra prospettiva rispetto al pensiero dominante
nei confronti dell'Altro, degli Altri, rimettendo al centro gli individui e
le loro identita' sfumate e in continuo cambiamento. In questo senso, e qui
sta l'originalita' dell'approccio, anche gli stereotipi possono servire da
bussola per conoscere. Possono diventare utili semplificazioni adatte a
costruire il confronto con il singolo individuo, piuttosto che etichetta
escludente. Aime propone questa nuova prospettiva anche e soprattutto per
evitare di cadere nel relativismo buonista, facile tendenza del
multiculturalismo.
"Gli stereotipi - scrive Aime - non sempre danno vita a una politica di
esclusione: per farlo occorre una strutturazione politica che trasformi un
sentimento in azione organizzata e mirata non piu' verso un singolo
individuo, ma verso una categoria di individui". Lo stereotipo utile e'
cioe' quello accompagnato dall'umorismo, e che fa dire a Moni Ovadia: "Io
ebreo e democratico non mi sento razzista quando mi lamento affettuosamente
con Albert, il fisarmonicista del mio gruppo a cui per tre volte e' sparito
il cellulare, sul fatto che proprio a me doveva capitare l'unico zingaro che
si e' fatto derubare".

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

11. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 955 del 26 settembre 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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