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Minime. 957



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 957 del 28 settembre 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Peppe Sini: Harijan
2. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente varie
fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio
2009, n. 94
3. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente il
favoreggiamento dello squadrismo
4. Cosa fare
5. Movimento Nonviolento: 2 ottobre 2009, Giornata internazionale della
nonviolenza. Iniziativa comune del Movimento Nonviolento in ogni regione
d'Italia
6. Claudio Ragaini: Il carteggio tra l'Abbe' Pierre e Albert Schweitzer
(1998)
7. Riletture: Gaspara Stampa, Rime
8. La "Carta" del Movimento Nonviolento
9. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: HARIJAN

"Harijan" e' il termine con cui Gandhi chiamava gli "intoccabili", gli
esclusi, le piu' oppresse e sofferenti vittime del sistema castale della
societa' tradizionale indiana. "Harijan" vuol dire "popolo di Dio", e Gandhi
sapeva che chi non lottava per loro e con loro, per i loro diritti e quindi
per i diritti di tutti gli esseri umani nessuno escluso, non era un amico
della nonviolenza, non era una persona decente.
Oggi le misure razziste e schiaviste imposte in Italia dal governo
dell'eversione dall'alto pretendono di introdurre nel nostro paese un regime
di apartheid, di segregazione, di denegazione dell'umanita' di esseri umani
marchiati come nuovi "intoccabili", come nuovi "Untermenschen",
"sottouomini".
E' l'orrore nazista che oggi e' al governo del nostro paese.
E' l'orrore nazista a cui hanno il dovere di opporsi tutte le persone di
volonta' buona, tutte le organizzazioni democratiche, tutte le istituzioni
fedeli alla Costituzione della Repubblica Italiana, l'intera umanita' civile
e solidale.
*
Oggi qui occorre un'insurrezione nonviolenta del popolo italiano in difesa
della legalita' e dell'umanita'; un'insurrezione nonviolenta che con la
forza della verita' e del diritto, della coscienza e della democrazia,
denunci, contrasti e sconfigga il colpo di stato razzista, schiavista,
squadrista.
Oggi, qui. Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

2. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA
LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie
di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art.
1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico
riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla
Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione
esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui
all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

3. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento
dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3,
commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura
il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie
di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed
iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene
il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed
anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza
privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita'
e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali
dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

4. UNA SOLA UMANITA'. COSA FARE

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso
gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione
dei carabinieri.
Puo' essere anche inviato per posta.
Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve
recare un indirizzo per ogni comunicazione.
*
Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di
presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura
competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli
esposti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad
altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo
di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre
istituzioni statali centrali).
Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si
risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente
della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel
capoluogo di provincia).
Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere resi piu'
dettagliati se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente gli
esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.
*
Indirizzi cui inviare gli esposti:
Naturalmente gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano da Comune
a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.
Comunque solitamente:
- l'indirizzo e-mail delle Procure e' composto secondo il seguente criterio:
procura.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della
Procura della Repubblica ad Agrigento e' procura.agrigento at giustizia.it
(analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail dei Tribunali e' composto secondo il seguente criterio:
tribunale.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail del
Tribunale ad Agrigento e' tribunale.agrigento at giustizia.it (analogamente per
le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Prefetture e' composto secondo il seguente
criterio: prefettura.citta'sede at interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo
e-mail della Prefettura di Agrigento e' prefettura.agrigento at interno.it
(analogamente per le altre province).
- Sempre per le prefetture e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio: urp.pref_citta'sede at interno.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento
e' urp.pref_agrigento at interno.it (analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Questure e' composto secondo il seguente
criterio: uffgab.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad
esempio l'indirizzo e-mail della Questura di Agrigento e'
uffgab.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- Sempre per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio:
urp.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad esempio
l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e'
urp.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- E ancora per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per gli immigrati, composto secondo il seguente
criterio: immigrazione.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Ufficio per gli immigrati della
Prefettura di Agrigento e' immigrazione.ag at poliziadistato.it (analogamente
per le altre province).
Quanto alle istituzioni nazionali:
- Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour,
00193 Roma; e-mail: cassazione at giustizia.it; sito: www.cortedicassazione.it
- Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187
Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost at cortecostituzionale.it;
sito: www.cortecostituzionale.it
- Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370,
00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it
- Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza
Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g at camera.it; sito:
www.camera.it
- Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel.
0667061; e-mail: schifani_r at posta.senato.it; sito: www.senato.it
- Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza
dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres at cosmag.it;
sito: www.csm.it
- Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma;
fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica at quirinale.it; sito:
www.quirinale.it
Quanto alle istituzioni sovranazionali:
- Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60, B-1047
Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 - +32(0)22307555;
sito: www.europarl.europa.eu
Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito:
http://ec.europa.eu/index_it.htm
- Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg
(France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm at coe.int; sito:
www.coe.int/DefaultIT.asp
- Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters,
Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York
(Usa); sito: www.un.org
*
Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei
siti istituzionali possono non essere ritenuti dai destinatari equipollenti
all'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi, almeno per quanto
riguarda le Procure, di inviare comunque anche copia cartacea degli esposti
per posta ordinaria (preferenzialmente per raccomandata).
Ma poiche' ormai crediamo di aver gia' raggiunto con almeno un invio gran
parte delle Procure, chi non avesse tempo ed agio di procedere agli invii
cartacei per posta ordinaria puo' limitarsi all'invio per e-mail, che
costituira' comunque un sostegno visibile e rilevante all'iniziativa.
*
Ovviamente e' opportuno che gli esposti siano inviati anche a mezzi
d'informazione, movimenti democratici, persone interessate: una delle
funzioni dell'iniziativa e' anche quella di ampliare la mobilitazione contro
il colpo di stato razzista informandone l'opinione pubblica e coinvolgendo
piu' persone, piu' associazioni e piu' istituzioni che sia possibile
nell'impegno in difesa della legalita', della Costituzione della Repubblica
Italiana, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo
per e-mail all'indirizzo: nbawac at tin.it
Grazie a tutte e tutti, e buon lavoro.

5. INIZIATIVE. MOVIMENTO NONVIOLENTO: 2 OTTOBRE 2009, GIORNATA
INTERNAZIONALE DELLA NONVIOLENZA. INIZIATIVA COMUNE DEL MOVIMENTO
NONVIOLENTO IN OGNI REGIONE D'ITALIA
[Dal Movimento Nonviolento (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel.
0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org , sito:
www.nonviolenti.org) riceviamo e diffondiamo]

L'Assemblea generale dell'Onu ha fissato al 2 ottobre di ogni anno la
Giornata internazionale della nonviolenza. La data e' stata scelta in quanto
anniversario della nascita di Gandhi, ispiratore dei movimenti per la pace,
la giustizia, la liberta' di tutto il mondo. In una risoluzione approvata
dai 192 Stati membri dell'Onu, su proposta del governo indiano, l'Assemblea
invita tutti i paesi, organizzazioni e individui a "commemorare questo
giorno per promuovere una cultura della pace, della tolleranza, della
comprensione e della nonviolenza". E' infatti con Gandhi che nasce la
nonviolenza moderna. Certo, essa e' sempre esistita, e' "antica come le
montagne", ma prima del Mahatma era sempre stata intesa come via personale
alla salvezza, come codice individuale, come precetto valido per
l'individuo. E' solo con la straordinaria esperienza gandhiana, prima in
Sudafrica e poi in India, che la nonviolenza diventa politica, strumento
collettivo di liberazione.
La nonviolenza e' stata la vera, grande, unica, rivoluzione del XX secolo.
Le ideologie del Novecento si sono frantumate alla prova della storia, sono
state sepolte nelle tragedie dei campi di sterminio e nei gulag, sono morte
nei massacri della prima e della seconda guerra mondiale.
Solo la nonviolenza resta ad indicare una nuova via. La nonviolenza e' un
mezzo e un fine, e' uno strumento per risolvere i conflitti che la vita ci
presenta, a livello individuale e sociale (poverta', discriminazioni,
esclusioni,  ecc.); la violenza mira a sconfiggere o eliminare l'avversario;
la nonviolenza vuole far emergere la verita' e offrire una via d'uscita per
tutti; preferisce convincere piuttosto che vincere. Non c'e' un nemico da
criminalizzare, ma un avversario da conquistare.
Oggi la vita stessa del pianeta e' a rischio. Crisi ecologica e crisi
belliche rendono il futuro incerto.
Dobbiamo rovesciare il motto "se vuoi la pace prepara la guerra" nel suo
giusto verso "se vuoi la pace prepara la pace", a partire dal ripudio della
guerra e degli strumenti che la rendono possibile: eserciti e armi. Dobbiamo
invertire la rotta, se siamo ancora in tempo. Dobbiamo disarmare, le nostre
menti innanzitutto, per "svuotare gli arsenali e riempire i granai".
In questa occasione il Movimento Nonviolento (fondato da Aldo Capitini, che
ha introdotto in Italia il pensiero ed il metodo di Gandhi), ha promosso una
iniziativa comune nazionale. Tutti gli iscritti, i simpatizzanti, i singoli
amici della nonviolenza, gruppi e centri del Movimento, hanno organizzato
nella propria citta' o nel proprio paese un'iniziativa pubblica: una
presenza in piazza, un banchetto, l'esposizione della nostra bandiera, una
conferenza, una fiaccolata, la distribuzione di un volantino; un'azione che
il 2 ottobre colleghera' idealmente tutte le realta' degli amici della
nonviolenza a livello nazionale. Abbiamo voluto coinvolgere soprattutto le
scuole (dalle elementari ai licei) affinche' presidi ed insegnanti
sensibili, insieme agli studenti, ricordino la figura di Gandhi e affrontino
il tema dell'educazione alla pace. E' stata anche realizzata una diffusione
straordinaria del numero speciale della rivista "Azione nonviolenta",
dedicato all'attualita' del pensiero di Gandhi.
Abbiamo notizie di eventi organizzati in ogni regione italiana: Valle
d'Aosta: Aosta; Piemonte: Torino (una mostra per le scuole), Alba CN
(letture e film); Lombardia: Brescia (un incontro pubblico), Bergamo,
Clusone BG (un volantinaggio), Lodi, Sesto e Uniti CR, Ranica BG; Veneto:
Verona (un concerto), Vicenza (inaugurazione di un busto di Gandhi), Padova,
Mestre; Trentino Alto Adige: Rovereto, Trento (letture nelle scuole); Friuli
Venezia Giulia: Trieste (un concerto), Cormons (un dibattito), Cordenons PN,
Torrata PN (una cena conviviale); Emilia Romagna: Ferrara, Reggio Emilia,
Faenza; Liguria: Genova (silenzio per la pace); Toscana: Firenze (letture in
piazza), Livorno (banchetti in citta'), Pisa; Sardegna: Tempio Pausania,
Cagliari, Ghilarza (una marcia Seneghe-Morbello), Nuoro; Lazio: Roma (una
mostra artistica), Viterbo; Marche: Centobuchi AP; Umbria: Gubbio
(iniziativa scout); Campania: Napoli; Abruzzo: Pescara (esposizione
bandiere); Molise: Castropignano; Puglia: San Vito dei Normanni, Manduria;
Basilicata: Potenza; Calabria: Vibo Valentia; Sicilia: Comiso (preghiera per
la pace), Avola. Segnaliamo un'iniziativa anche in Svizzera, a Bellinzona
(nelle scuole).
*
Per informazioni e contatti: Movimento Nonviolento: tel. 0458009803, cell.
3482863190, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org , sito:
www.nonviolenti.org

6. MAESTRI. CLAUDIO RAGAINI: IL CARTEGGIO TRA L'ABBE' PIERRE E ALBERT
SCHWEITZER (1998)
[Dal mensile "Jesus", n. 5, maggio 1998, col titolo "1954-1964: il carteggio
tra l'Abbe' Pierre e Albert Schweitzer. Le lettere di due apostoli"]

Nel giugno del 1954 l'Abbe' Pierre chiede a Schweitzer, per la rivista di
cui e' direttore, un parere sul problema dell'esclusione sociale e della
solidarieta'. Dal cuore del Gabon il medico elvetico gli invia una lunga e
affettuosa lettera nella quale gli rivolge consigli e raccomandazioni.
Inizia cosi' una decennale corrispondenza tra due grandi testimoni,
impegnati sulle frontiere della carita'.
L'Abbe' Pierre (Henri Groues) e' nato a Lione il 5 agosto 1912. Ordinato
sacerdote nel 1938, durante la seconda guerra mondiale ha partecipato
attivamente alla Resistenza francese. Nel 1949 ha fondato la comunita' di
Emmaus. Eletto deputato all'Assemblea nazionale, ha lasciato la politica
attiva per dedicarsi interamente a quella "insurrezione della bonta'" che,
lanciata nell'inverno del 1954, intende affrontare i problemi degli
emarginati, dei senza casa, dei poveri.
Di nazionalita' tedesca - originario dell'Alsazia - e di religione
protestante, Albert Schweitzer (1875-1965), una volta laureatosi in medicina
(1913), decise di partire alla volta di Lambarene', oggi nel Gabon, allora
nell'Africa Equatoriale francese, dove apri' un ospedale e un lebbrosario
che gesti' fino alla morte. Nel 1953 ottenne il Nobel per la pace.
*
Estate del 1954: e' l'anno del disastro militare francese di Dien Bien Phu,
in Indocina, prologo alla guerra del Vietnam; e della furiosa campagna di
McCarthy contro il pericolo comunista in America. Da Paesi distanti migliaia
di chilometri, due grandi personalita' del nostro secolo, differenti per
carattere e opere, ma unite nelle stesse finalita', fanno la loro conoscenza
epistolare, preludio di un'amicizia profonda che li accompagnera' negli anni
futuri.
Sono due autorita' morali nel pieno della maturita' e della notorieta'.
L'uno, Albert Schweitzer, il medico, teologo e musicista alsaziano, ha
lasciato l'Europa e la carriera per andare a fondare un ospedale per
lebbrosi a Lambarene', nella foresta del Gabon. Ha 78 anni ed e' all'apice
della sua fama: ha ricevuto l'anno prima il premio Nobel per la pace, e'
diventato un personaggio della fantasia popolare; la sua immagine
patriarcale dai grandi baffi spioventi e il casco bianco in testa, o la sua
figura raccolta sulla tastiera dell'organo, che si e' portato dall'Europa
nella sua capanna, compaiono su tutti i rotocalchi del mondo e ne hanno
fatto un simbolo del nostro tempo, non ancora intaccato dalle polemiche e
dai sarcasmi. Su di lui e' stata scritta un'opera teatrale di successo: E'
mezzanotte dottor Schweitzer, da cui e' stato tratto anche un film.
L'altro e' l'Abbe' Pierre, al secolo Henri Groues, il prete francese
apostolo dei diseredati e dei senza casa. E' molto piu' giovane, ha 42 anni,
ma nel suo Paese, e non solo in quello, costituisce un punto di riferimento
nella mappa della solidarieta' e della carita'. Gia' deputato, ha lasciato
il Parlamento francese per fondare le comunita' Emmaus e offrire una ragione
di vita a chi nella vita non ha piu' nulla da ricevere. I suoi
"straccivendoli" che raccolgono e riciclano gli scarti della citta' sono
diventati popolari; cosi' come le sue campagne per i senza casa, in una
Francia assediata dal problema degli alloggi, hanno fatto scalpore.
Proprio in quell'anno, nel gelido gennaio di Parigi, da un microfono di
Radio Lussemburgo, l'Abbe' ha mobilitato l'opinione pubblica e le autorita'
parigine per raccogliere aiuti a favore dei bisognosi che vivono sui
marciapiedi e sotto i ponti. La sua "insurrezione della bonta'" e' diventata
un simbolo nella storia di Emmaus, ha contagiato la Francia, ha reso l'Abbe'
Pierre il prete piu' famoso del Paese.
I due personaggi non si conoscono, non si sono mai incontrati. Il dottor
Schweitzer e' partito per l'Africa molti anni prima, l'Abbe' ha trascorso la
sua gioventu' in convento prima di diventare cappellano di Marina e poi
partigiano e poi difensore dei senza casa. Oggi confessa che del medico
alsaziano e del suo ospedale non sapeva nulla, fino a quando, agli inizi
degli anni '50, non gli si presentarono due signori svizzeri, affidandogli
un'offerta in danaro lasciata da un benefattore per essere divisa con il
dottor Schweitzer: "E chi e'?", chiese l'Abbe' un po' ingenuamente e seppe
tutto di lui e della sua attivita' filantropica.
Nasce cosi' il primo contatto, preludio al loro incontro. Nel giugno del
1954, il secondo numero della rivista di Emmaus "Faim et soif", diretta
dall'Abbe' Pierre, si rivolge al dottor Schweitzer, come ad altri importanti
personaggi della scena mondiale, chiedendo di esprimere un parere sul
problema dell'esclusione sociale e della solidarieta'. Rispondono il primo
ministro indiano Nehru, il biologo Rostand, Walter Hallstein, ministro degli
Esteri tedesco, e il dottor Schweitzer, appunto.
Piu' che una risposta quella dell'anziano medico e' una lunga e affettuosa
lettera scritta all'Abbe' Pierre, nella quale, da un vecchio militante della
carita' al piu' giovane, gli rivolge consigli e raccomandazioni. "Caro Abbe'
Pierre, le scrivo con la matita perche' mi trovo in barca sul fiume. Non
puo' immaginare da quanto tempo seguo la sua attivita', e provo una profonda
simpatia per lei... Le scrivo dopo quattro giorni di riflessione. Voglia
considerare le osservazioni che le faccio come una profonda testimonianza di
simpatia, e mi consideri come un fratello maggiore che parla al piu'
giovane".
Una strana lettera, un po' paternalistica, pubblicata integrale nel testo di
"Faim et soif", ma che negli archivi di Emmaus, dove e' conservata
trascritta a macchina, appare ridotta nella versione originale e priva di
certi passaggi essenziali nei quali Schweitzer consiglia all'Abbe' di
limitare i suoi messaggi e i suoi appelli, di non pensare a slanci
universalistici che poco otterrebbero come effetto, essendo ogni Paese, ogni
situazione, diversi l'uno dall'altro. "Lei ha l'enorme privilegio di
predicare con le azioni. Le sue idee emanano dalla particolarita' delle sue
azioni. Le parole non ne sono che l'accompagnamento in sordina! Conservi
questo privilegio".
La lettera non deve aver sortito alcun effetto sull'Abbe' dal punto di vista
pratico, se non quello di aumentare il suo desiderio di conoscere di persona
l'illustre interlocutore e di esporgli a voce le sue opinioni. "E' certo",
dice oggi l'Abbe' Pierre, "che non ho messo in pratica i consigli del dottor
Schweitzer, ho continuato ad agire secondo l'impulso, come risposta alle
situazioni di abbandono nelle quali mi imbattevo. L'azione di Emmaus e'
stata contagiosa, le nostre comunita' si sono diffuse in tutto il mondo,
come un esempio contagioso".
Nel 1954 Schweitzer e' in Europa per una serie di conferenze e di concerti.
L'Abbe' Pierre, in risposta alla lunga lettera, gli invia poche righe di
ringraziamento e chiede di incontrarlo, ed e' probabile che i due personaggi
si siano visti, anche se non resta traccia dell'evento, ne' soccorre la
memoria dell'Abbe' su tale avvenimento.
Passano circa tre anni. E' l'Abbe' Pierre che scrive al medico di
Lambarene', esprimendo il desiderio di incontrarlo in occasione del suo
prossimo rientro in Europa: "Abbiamo entrambi a cuore tanti problemi umani
cosi' dolorosi. Sarebbe, per i poveri sforzi che cerco di compiere, molto
prezioso poterne parlare insieme". E infatti si incontrano in Francia, forse
piu' di una volta. Il dottor Schweitzer fa dono al religioso di alcuni suoi
libri di cui l'Abbe' ringrazia. Ma il suo pensiero come quello di altri
amici, il sociologo brasiliano Josue' De Castro e il federalista Habicht, e'
di coinvolgere il medico in una Fondazione internazionale che riunisca
esponenti importanti del mondo solidaristico, per utilizzare le "enormi
disponibilita' ancora immobilizzate di fronte agli appelli di Stati o di
organismi sclerotizzati o abusivamente centralistici". Ne discutono in un
incontro in Alsazia, a Gunsbach, il paese del dottor Schweitzer, e il medico
qualche tempo dopo comunica di accettare l'invito a far parte del Consiglio
della Fondazione, della cui attivita' tuttavia non restano tracce
successive.
Passano quasi altri tre anni durante i quali l'Abbe' Pierre attraversa un
periodo di salute malferma; non c'e' traccia di altri contatti epistolari,
se non un breve telegramma del febbraio 1960 con il quale l'Abbe' Pierre
comunica all'amico lontano che arrivera' (anzi, "arriveremo") a Lambarene'
il 4 marzo. Dunque i due hanno rinsaldato i loro rapporti, Schweitzer ha
invitato il fondatore di Emmaus a visitare il suo ospedale sulla riva del
fiume, e l'Abbe' non si e' fatto pregare.
Non sara' l'unica visita che il religioso francese compira' a Lambarene'.
Cinque anni dopo, in occasione della morte del medico, l'Abbe' Pierre
rievochera' commosso sulla rivista di Emmaus gli incontri col vecchio medico
e i momenti passati a conversare, di sera, seduti sui gradini di legno
dell'ospedale affacciato sul fiume. Il dottor Schweitzer, ottantacinquenne,
da qualche tempo, dopo la gloria del Nobel, e' al centro di polemiche e di
cattiverie: l'accusano, anche in Africa, di atteggiamenti paternalistici, di
gestire un ospedale vecchio, senza regole igieniche, di rifiutare la
modernita' e via dicendo. L'Abbe' gli dice: "Sa, dottore, cosa mi diceva
qualche mese fa un amico africano diventato ministro? 'Ora che devo
governare, scopro che il vecchio non era poi cosi' matto. Ma se vado a dire
queste cose ai miei compatrioti evoluti verrei insultato...'". E il vecchio
medico: "Mi da' una grande gioia, prima che io muoia". E aggiunge, spiegando
lo spirito della sua opera: "Questo non e' un ospedale: e' un villaggio dove
si cura e si guarisce. So che non e' moderno, ma e' piu' che moderno, e'
umano".
Arriviamo all'ottobre del 1962: durante un volo verso Bombay, l'Abbe' Pierre
incorre in un fortunale che mette a duro repentaglio l'aereo sul quale
viaggia. Sono attimi terribili che gli suggeriscono alcune riflessioni che
raccogliera' poi in un articolo dal titolo "Il fine", nel quale si interroga
sul destino dell'uomo, dando una risposta senza alternative: "Tu sei nato
per amare; la tua gioia e' nel servizio al prossimo". Un mese dopo il dottor
Schweitzer gli scrive un'affettuosa lettera di apprezzamento, rinnovandogli
l'invito ad andarlo a trovare in Africa.
L'eta' del vecchio amico e' ormai avanzata, la sua salute e' malferma. C'e'
in lui la serena consapevolezza della fine che non piega tuttavia la
tensione morale: "Presto compio 88 anni e questo significa che posso
lasciare questo mondo da un giorno all'altro... Sono sempre al mio posto...
Lotto con la mia penna contro le armi atomiche e deploro che l'opinione
pubblica non si scagli contro queste armi funeste, profondamente disumane".
E ancora, in una lettera di due mesi dopo: "Se mi ammalo sara' avvisato
telegraficamente".
Nella primavera del '63 l'Abbe' torna a incontrare il vecchio amico
all'ospedale di Lambarene', nel corso di un viaggio in Africa. Poi, a
luglio, c'e' il tragico episodio del naufragio sul Rio de la Plata del
piroscafo Ciudad de Asuncion sul quale e' imbarcato anche l'Abbe' Pierre, in
visita alle sue comunita' in Uruguay: ci sono quaranta morti tra i
quattrocentoventinove passeggeri e ventidue dispersi, anche l'Abbe' e' dato
tra le vittime. E' stato ripescato senza sensi dopo aver passato quattro ore
in acqua aggrappato a una cassa e creduto morto. Poi la notizia che il
fondatore di Emmaus e' salvo, in condizioni quasi miracolose, dopo aver
visto davvero la morte da vicino.
Naturalmente anche il vecchio amico, nel cuore dell'Africa, e' informato
dell'accaduto e a distanza di qualche mese, benche' con le mani ormai quasi
bloccate dall'artrosi, gli scrive una lettera, nella quale gli esprime la
sua gioia per lo scampato pericolo: "Dio stima che tu devi ancora restare su
questa terra e fare il tuo lavoro. E Dio vuole che noi, tuoi amici, possiamo
ancora godere della tua presenza...". Schweitzer parla poi delle sue
condizioni di salute: "La mia grande e vera sofferenza e' il crampo degli
scrittori che ho ereditato da mia madre e che peggiora ogni giorno. Devo
sforzarmi per scrivere in modo appena leggibile... Non riesco a imparare a
dettare le lettere. Come dicevamo quando eravamo giovani? 'Ce la caveremo'.
Ecco la giusta filosofia". E aggiunge: "Ti prometto che quando saro'
seriamente malato, ti manderemo un telegramma".
Il legame di amicizia e rispetto che si e' creato tra i due combattenti
della carita' si e' rinsaldato e rinvigorito in questo luminoso tramonto
della vita del medico missionario, che e' passato al "tu" nei confronti del
piu' giovane amico. E' una simbiosi di sentimenti che valica frontiere e
spazi temporali e che li tiene uniti nella fede. Gli scrive l'Abbe'
nell'aprile del 1964: "Si', cresce misteriosamente nel tempo, ora lentamente
e ora con bruschi balzi in avanti, questa prefigurazione del Regno
dell'Eterno, che e' Amore, sulla nostra terra cosi' carica di dolore,
preparando l'incontro totale dell'aldila'".
Le successive e ultime lettere dell'Abbe' Pierre a Lambarene', nel corso del
1964, riguardano la realizzazione di un'idea lungamente cullata e di cui ha
gia' parlato al medico nella sua ultima visita: inviare come volontario
nell'ospedale del dottor Schweitzer per un breve periodo formativo uno dei
monaci della comunita' ecumenica di Taize'. "Ho la ferma convinzione",
scrive il religioso francese, "che se, un giorno, degli uomini semplici,
umili e lavoratori venissero a vivere nell'Africa, ... questo potrebbe
essere molto fruttuoso per aiutare la nuova adolescenza di questi popoli".
Il dottor Schweitzer risponde (o fa rispondere) affermativamente. E'
disposto anche a finanziare una parte del viaggio, come esplicitamente, con
molto spirito pratico, gli chiede l'Abbe' nella speranza che la parte
restante possa arrivare dalla Comunita' di Taize' o da benefattori. Ma il
priore di Taize', frere Schultz, felicissimo di appoggiare l'idea dell'Abbe'
Pierre, non condivide tuttavia la questione della spesa: "Sarei
imbarazzato", scrive al confratello nell'agosto del 1964, "se la somma
dovesse essere raccolta tramite una richiesta pubblica: noi non accettiamo e
non domandiamo mai danaro per noi stessi. Desidererei dunque un'estrema
discrezione intorno a questa faccenda, affinche' nessuno abbia l'impressione
che Taize' chieda denaro per pagare il viaggio di un Fratello della
Comunita'".
Infine, raccolti non si sa come i fondi necessari, ottenuta una riduzione
sulla tariffa aerea, fratel Adrien della Comunita' di Taize' - come informa
l'ultima lettera dell'Abbe' diretta al dottor Schweitzer - potra' partire
per Lambarene' il 24 settembre.
Nelle poche righe che accompagnano questa informazione, c'e' anche un cenno
alle tensioni del mondo (siamo in piena guerra fredda) e ai timori di una
guerra nucleare. "Come lei, io sento tutto quanto c'e' di preoccupante nella
corsa ai 'perfezionamenti' dei mezzi di minaccia atomica. Come arrivare a
ridurre la paura che, da entrambi le parti, spinge anche degli uomini di
buona volonta' su questa strada di follia?".
Per il novantesimo compleanno del dottor Schweitzer, il 14 febbraio 1975,
viene pubblicato in Francia per le edizioni Du Cerf un volume in suo onore,
Il vangelo della misericordia, che raccoglie i contributi di trentasei
personalita' internazionali della cultura, del mondo ecclesiale e politico.
L'Abbe' Pierre scrive una lunga postfazione al libro dal titolo "Vendicare
Dio amando" e ne invia una copia in Africa con una dedica autografa: "In
omaggio, in amicizia e in ringraziamento al dottor Schweitzer". Ricevendo la
pubblicazione il vecchio medico risponde il 17 marzo per ringraziare.
Parole toccanti, scritte a fatica, le ultime inviate all'Abbe' Pierre, che
rivelano le sue precarie condizioni di salute. "Le scrivo solo poche e
povere righe. Soffro del crampo degli scrittori. A volte non sono capace di
scrivere. Con tutto il cuore, il suo devoto Albert Schweitzer". E' l'ultimo
legame con l'amico dai comuni ideali. Il 4 settembre il mondo apprende che
il Grand Docteur di Lambarene' e' morto serenamente nel suo ospedale.

7. RILETTURE. GASPARA STAMPA: RIME
Gaspara Stampa, Rime, Rizzoli, Milano 1954, 1976, pp. 304. In questa
edizione impreziosita dalle note di Rodolfo Ceriello, l'introduzione di
Maria Bellonci, un utile apparato informativo, piace tornare a leggere la
poetessa cinquecentesca, autrice di struggenti carmi e preziose agudezas
come questa (CCXXIV, qui a p. 222): "L'empio tuo strale, Amore / e' piu'
crudo e piu' forte / assai che quel di Morte; / che' per Morte una volta sol
si more, / e tu col tuo colpire / uccidi mille, e non si puo' morire. /
Dunque, Amore, e' men male / la morte che 'l tuo strale".

8. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

9. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 957 del 28 settembre 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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