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Coi piedi per terra. 233



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 233 del 28 settembre 2009

In questo numero:
1. Giovedi' primo ottobre Ferdinando Imposimato a Viterbo
2. Il comitato degli agricoltori viterbesi contro il mega-aeroporto in
difesa del lavoro, del territorio, dell'ambiente e della salute
3. Antonello Ricci: Una breve presentazione di "aeroportini di carta"
4. La follia del mega-aeroporto a Viterbo sulla prima pagina del "Corriere
della sera"
5. Sergio Rizzo: Viterbo, lo scalo inutile che tutti vogliono
6. Interrogazione parlamentare dell'on. Leoluca Orlando sul mega-aeroporto a
Viterbo
7. Giulio Vittorangeli: Il pianeta azzurro
8. Marinella Correggia: Madre Terra e diritto alla vita
9. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

1. INIZIATIVE. GIOVEDI' PRIMO OTTOBRE FERDINANDO IMPOSIMATO A VITERBO

L'illustre magistrato Ferdinando Imposimato a Viterbo il primo ottobre 2009
per sostenere le ragioni dell'opposizione al mega-aeroporto
*
L'illustre magistrato Ferdinando Imposimato, una tra le figure piu'
autorevoli e rappresentative della lotta ai poteri criminali, al terrorismo,
alla corruzione e all'illegalita', da sempre coraggioso ed infaticabile
difensore dei diritti costituzionali delle persone e delle popolazioni,
presidente onorario della Corte di Cassazione, giovedi' primo ottobre a
Viterbo incontrera' i cittadini che si oppongono al mega-aeroporto nocivo e
distruttivo, insensato ed illegale.
L'illustre magistrato, che gia' nell'ottobre 2007 ha partecipato al convegno
promosso dal nostro comitato sul tema "Un mega-aeroporto a Viterbo? No
grazie", torna per sostenere l'impegno dei cittadini - particolarmente sul
versante legale - contro un progetto che viola leggi nazionali ed europee ed
e' privo della Valutazione di impatto ambientale (Via), della Valutazione
ambientale strategica (Vas) e della Valutazione dell'impatto sanitario
(Vis); un progetto che viola fondamentali vincoli e norme di salvaguardia
che tutelano i beni archeologici, idrogeologici e paesaggisti del
territorio; un progetto che determinerebbe un danno incalcolabile
all'ambiente e alla salute dei cittadini e un enorme sperpero di pubblico
denaro.
*
Ferdinando Imposimato visitera' l'area del Bulicame e le  altre zone
direttamente interessate dalla realizzazione del mega-aeroporto nocivo e
distruttivo, insensato ed illegale.
Nella visita sara' accompagnato dal professor Antonello Ricci, che
illustrera' al magistrato e a tutti i partecipanti la storia e la bellezza
dell'area del Bulicame - ricordato da Dante Alighieri nella Divina
Commedia - che rappresenta il cuore e l'identita' stessa della citta' di
Viterbo ed e' patrimonio dell'intera umanita': storia, bellezza e risorsa
termale terapeutica di valore inestimabile che la realizzazione del
mega-aeroporto distruggerebbe per sempre.
L'illustre magistrato incontrera' anche il comitato degli agricoltori
viterbesi che si battono per salvare le loro aziende e le loro terre dalla
devastazione che sarebbe provocata dal mega-aeroporto.
*
Programma dell'iniziativa:
Ore 16.30 ritrovo dei partecipanti davanti la stazione ferroviaria di Porta
Romana
Ore 17.00 visita all'area del Bulicame e delle Piscine Carletti
Ore 18.00 visita alle aziende degli agricoltori del comitato
Ore 18.30 incontro con i cittadini e il comitato degli agricoltori
Ore 20.00 cena.
*
Per ulteriori informazioni: tel. 3383810091, e-mail:
info at coipiediperterra.org

2. RIFLESSIONE. IL COMITATO DEGLI AGRICOLTORI VITERBESI CONTRO IL
MEGA-AEROPORTO IN DIFESA DEL LAVORO, DEL TERRITORIO, DELL'AMBIENTE E DELLA
SALUTE
[Dagli amici del Comitato degli agricoltori viterbesi che si oppongono al
mega-aeroporto riceviamo e volentieri diffondiamo il seguente intervento del
26 settembre 2009]

Siamo molto preoccupati da quanto accade a Ciampino.
Le persone sono sottoposte ad inquinamento dell'aria e al frastuono prodotto
da centinaia di voli tutti i giorni. Queste persone sono in stato di grande
sofferenza sia fisica che psicologica e lo sono anche i residenti del comune
di Marino, e particolarmente della frazione di Santa Maria delle Mole, e del
X municipio di Roma, che pure non si trovano a ridosso dell'aeroporto.
Non vogliamo che queste sofferenze siano inflitte anche a Viterbo e a tanti
comuni della sua provincia.
Esprimiamo solidarieta' agli abitanti di Ciampino e dei comuni limitrofi e
dichiariamo nuovamente la nostra ferma opposizione al progetto di
costruzione del mega-aeroporto.
Ci opponiamo alla realizzazione del mega-aeroporto perche' vogliamo
difendere e dare un futuro alle nostre aziende agricole, vogliamo mantenere
le tradizioni e la dignita' del nostro lavoro, mantenere l'ambiente sano e
pulito, tutelare la salute di tutte le persone e soprattutto dei nostri
figli.
I voli su Ciampino devono essere ridotti senza per questo condannare
Viterbo, il suo territorio, i suoi cittadini.
Il traffico aereo produce inquinamento dell'aria, inquinamento acustico ed
inquinamento elettromagnetico.
Sappiamo che gli aerei nelle diverse fasi del volo ma soprattutto nella fase
di atterraggio, sosta e decollo, emettono emissioni nocive per l'ambiente e
la salute composte da gas tossici anche con effetto serra e polveri che
inquinano l'aria e generano malattie respiratorie.
Su Viterbo si vorrebbe trasferire numerosi voli giornalieri che attualmente
movimentano lo scalo di Ciampino, ed aggiungerne altri ancora fino a
centinaia di voli quotidiani per milioni di passeggeri annui.
Siamo preoccupati anche dal danno che l'inquinamento atmosferico
determinerebbe sulle produzioni di qualita' e tipiche del nostro territorio,
pensiamo in particolare alle produzioni della castagna, della nocciole,
dell'olio, del vino, degli ortaggi e dei legumi. Conseguenze negative si
determinerebbero anche nel comparto zootecnico. Molte aziende sarebbero poi
costrette a chiudere in conseguenza della scellerate opere di viabilita'
proposte a supporto del mega-aeroporto.
Le nostre preoccupazioni sono sempre piu' condivise sia tra i cittadini che
in ampi settori della vita economica, culturale, amministrativa, scientifica
ed universitaria, sia della Tuscia e ormai di tutta l'Italia.
*
Giovedi' primo ottobre insieme a tantissimi cittadini di Viterbo e di tutta
la provincia incontreremo il magistrato Ferdinando Imposimato, da sempre
impegnato nella lotta alla criminalita' e alla corruzione, alla mafia, alla
camorra e al terrorismo; con lui parleremo  anche dell'illegalita' di questo
progetto folle e devastante per il nostro territorio.
I politici che continuano a raccontare che il mega-aeroporto di Viterbo
sara' una manna e portera' sviluppo ed occupazione sappiano che ormai
nessuno li sta piu' ad ascoltare.
Se veramente hanno a cuore il bene del nostro territorio e dei cittadini
rinuncino a questo progetto scellerato e promuovano lo sviluppo del
termalismo, dell'agricoltura e del turismo di qualita' e le opportunita'
derivanti dall'essere Viterbo sede universitaria.
Siamo convinti che solo sviluppando e rispettando quelle che sono le
naturali vocazioni della nostra terra si potra' dare risposta reale alla
domanda di occupazione e valorizzazione del territorio che ci viene dai
nostri giovani.

3. VITERBO. ANTONELLO RICCI: UNA BREVE PRESENTAZIONE DI "AEROPORTINI DI
CARTA"
[Ringraziamo Antonello Ricci (per contatti: ricciantonello at alice.it) per
questo intervento di presentazione dello spettacolo teatrale "Aeroportini di
carta" realizzato il 23 settembre a Viterbo]

Pressoche' compatta, in questi anni la classe dirigente locale ha provato a
rimbambirci con cio' che (forse) dovremmo o potremmo guadagnare con la
realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo: in termini di sviluppo
economico, posti di lavoro, profitto... Mi dispiace, signori, non ci credo.
Conosco troppo bene corsi e ricorsi storici di questo territorio...
Si sono guardati bene invece, i nostri politici, dal raccontarci tutto cio'
che certamente perderemo con esso in termini di bellezza del paesaggio,
turismo di qualita', qualita' della vita e della salute.
Personalmente, mi fido di piu' dello sguardo disinteressato e demistificante
dei poeti: il disprezzo di Leopardi per il "secol superbo e sciocco"; la
denuncia pasoliniana del "progresso come falso progresso"; lo sgomento di
Andrea Zanzotto per le celebrazioni osannanti e incondizionate del velenoso
"progresso scorsoio" che rischia di inghiottirci tutti. Una volta di piu'
sto con loro.
Io non faccio comizi. Racconto.
Mi firmo
Antonello Ricci da Viterbo
E vi aspetto, per un atterraggio di fortuna...
Mercoledi' 23 settembre, alle ore 18, in Viterbo (piazza San Pellegrino): la
bellezza, il paesaggio, la poesia, il Bulicame contro il mega-aeroporto di
Viterbo...
"Aeroportini di carta. Atterraggi e decolli dalla polla sulfurea piu' famosa
del medioevo", racconto teatrale di e con Antonello Ricci e Alfonso Prota, e
con Michela Benedetti, Olindo Cicchetti, Domenico Coletta, Sara Grimaldi, il
pubblico-coro.
In ordine di racconto: L'aereo che veniva da Bangkok; Il ponte senza il
fiume; Banditi, peccatrici e impenitenti pozzaroli; Il trisavolo strabico;
Un danno incalcolabile; Le emorroidi d'un virtuosissimo tenore; Un paese
tenebroso molto (ma molto) lodato; Dov'era, quel giorno, Maria Liberatrice?;
La tosse di mio figlio; Cosa?

4. INFORMAZIONE. LA FOLLIA DEL MEGA-AEROPORTO A VITERBO SULLA PRIMA PAGINA
DEL "CORRIERE DELLA SERA"

Un articolo di Sergio Rizzo (il giornalista coautore con Gian Antonio Stella
del best-seller La casta, che denunciava follie, sprechi e malaffari del
ceto politico) sulla prima pagina del "Corriere della sera" del 24 settembre
2009 ha denunciato ancora una volta l'insensatezza della realizzazione di un
mega-aeroporto a Viterbo.
Il Comitato che si oppone al mega-aeroporto ringrazia il prestigioso
giornalista.
Di seguito riportiamo il testo integrale dell'articolo.

5. RASSEGNA STAMPA. SERGIO RIZZO: VITERBO, LO SCALO INUTILE CHE TUTTI
VOGLIONO
[Dal "Corriere della sera" del 24 settembre 2009 col titolo "Viterbo, lo
scalo inutile che tutti vogliono" e il sommario "I progetti per il terzo
scalo laziale sostenuti da entrambi gli schieramenti. A Viterbo l'aeroporto
doppione e costoso (che tutti vogliono). Strutture da rifare. Ciampino
dovra' rinunciare ai low cost"]

Al Comune di Viterbo esiste an­che un assessore per l'aeropor­to che ancora
non c'e'. Il nome: Gio­vanni Bartoletti. Ha 42 anni, un passato da ufficiale
pilota e un presente da presidente del comitato per l'aeroporto della
Tuscia. E' stato eletto nel 2008 per il centrodestra con la lista civica
"Viterbo vola" e prontamente il nuovo sindaco Giu­lio Marini l'ha messo in
giunta. Questo per dire che Gianni Aleman­no avra' pane per i suoi denti.
Il sindaco di Roma parte lancia in resta alla difesa dell'aeroporto di
Ciampino contro il futuro scalo che dovrebbe portargli via il traffico low
cost da e per la Capitale, evocando il fantasma di una nuova Malpensa?
Ebbene, a Viterbo i suoi colleghi di partito montano le artiglierie pesanti.
Nel Paese dei campanili ognuno vuole anche la sua pista. E pazienza se gia'
ne abbiamo (in rapporto alla superficie) il doppio della Francia, se si
fagocitano l'un l'altro, se in qualche scalo i passeggeri sono rari come i
canguri albini. Quando si deve perorare una causa aeroportuale non c'e'
politico, di destra o sinistra, che si tiri indietro. Nel novembre 2007 un
aeroplanino sorvolo' Viterbo trascinando uno striscione dove c'era scritto a
caratteri cubitali: "Grazie!". Di che? Ma di aver scelto la citta' della
Tuscia come base per il terzo aeroporto del Lazio. Il ringraziamento era
rivolto al ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ma soprattutto al suo
collega dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, margheritino, viterbese ex sindaco
di Viterbo, che si era battuto come un leone contro Latina e soprattutto
contro Frosinone. In pieno dramma psicologico Francesco Scalia, presidente
anch'egli margheritino della Provincia ciociara, arrivo' a minacciare le
dimissioni. Ma allora Fioroni era ministro e davvero c'era poco da fare.
Tanto piu' considerando che l'aeroporto viterbese aveva anche il sostegno di
un altro pezzo da novanta della maggioranza di governo: il tesoriere dei Ds
Ugo Sposetti. Lo schiacciasassi politico macino' chi contrastava il
progetto, come il Comitato per il No guidato dall'ex sindaco di Soriano del
Cimino, Alessandro Pizzi, che paventavano seri danni ambientali (l'aeroporto
e' a due passi dalle terme). Inutili si rivelarono gli appelli al leader
della Margherita Francesco Rutelli e le proteste di Verdi e sinistra
radicale.
C'e' da dire che fra le tre soluzioni che erano state proposte l'Enav aveva
chiaramente indicato Viterbo per motivi tecnici: Latina e' congestionata e
interferisce con Pratica di Mare e Napoli, Frosinone e' in una conca fra le
montagne, spesso nebbiosa. Ma c'e' da dire che anche l'opposizione politica
di allora non si oppose. Basti pensare che il comitato per l'aeroporto e'
capeggiato da un uomo di centrodestra. Per non parlare del nuovo sindaco
Marini. Il quale, per inciso, e' anche deputato del Popolo della liberta'. E
questo nonostante per legge l'incarico di parlamentare sia incompatibile con
quello di sindaci di citta' con oltre 20.000 abitanti (Viterbo ne ha
59.308). Non che per l'aeroporto le cose sarebbero cambiate di molto se il
centrodestra non avesse vinto le elezioni: candidato sindaco dello
schieramento opposto era Sposetti. Senza contare che anche alla presidenza
della Provincia, in mano al centrosinistra, c'e' un altro sostenitore dello
scalo, ovvero l'ex segretario provinciale diessino Alessandro Mazzoli. Nato,
per ironia della sorte, a Frosinone. Sulla carta, dunque, l'aeroporto e'
blindato. "Su questo c'e' forte sintonia fra il governo, la Regione, la
Provincia e il Comune", ha detto ieri il governatore del Lazio Piero
Marrazzo. Quanto al rischio di creare una Malpensa in sedicesimo, e'
un'altra faccenda. Innanzitutto i soldi.
Per l'adeguamento delle strutture aeroportuali servirebbero circa 260
milioni. Ma e' il meno. Viterbo dista da Roma circa 90 chilometri: almeno
un'ora e mezzo con l'automobile e un paio d'ore con il treno. Ci sono ben
due ferrovie che collegano la Capitale con la citta' della Tuscia, ma
servono fondamentalmente il traffico pendolare e andrebbero seriamente
adeguate. Per la linea delle Ferrovie dello Stato (tempo di percorrenza da
un'ora e tre quarti a due ore e dieci) e' previsto un raddoppio fino a
Bracciano, mentre non esiste un progetto, ne' un finanziamento, per il
potenziamento del tratto fino a Viterbo. Per la linea ferroviaria regionale
gestita dalla romana Metro (tempo di percorrenza due ore e mezzo) l'ipotesi
del raddoppio invece esiste. Ma bisognera' trovare altri 600 milioni di
euro, e comunque per la realizzazione si parla di svariati anni. Infine, va
da se' che l'aeroporto low cost a Viterbo ha senso se si svuota Ciampino.
Diversamente, non ce l'ha. Peccato che uno dei maggiori vettori, cioe'
Ryanair, non ne voglia sapere di rinunciare a un privilegio che in Europa
non ha nessuna compagnia a basso costo: quello di un aeroporto praticamente
in citta'. Il suo capo, Michael O'Leary, ha avvertito che se dovra' lasciare
Ciampino la compagnia irlandese abbandonera' Roma: mettendo a rischio,
argomento molto convincente, 3.500 posti di lavoro. E ha comunque avviato
una dura resistenza legale. Nel frattempo, notizia della scorsa primavera,
la Regione Lazio ha dato il via a un quarto aeroporto. Dove? Ma a Frosinone,
che domande...

6. DOCUMENTI. INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DELL'ON. LEOLUCA ORLANDO SUL
MEGA-AEROPORTO A VITERBO
[Riproponiamo ancora una volta il testo dell'interrogazione parlamentare
presentata dall'on. Leoluca Orlando il 7 maggio 2009]

Al Ministro dell'Ambiente, al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e al
Ministro dell'Economia
Premesso che,
- a Viterbo moltissimi cittadini, sostenuti da illustri scienziati,
cattedratici, personalita' delle istituzioni e dell'impegno civile, si
oppongono alla decisione di realizzare nell'area termale del Bulicame un
mega-aeroporto delle dimensioni atte ad accogliere un volume di traffico di
vari milioni di passeggeri all'anno; un'opera del tutto priva dei requisiti
di legge e del tutto irrealizzabile alla luce della situazione reale
dell'area e dei vincoli paesaggistici, idrogeologici, archeologici, termali
in essa presenti.
Infatti tale opera:
I. non potrebbe mai superare un rigoroso espletamento della Valutazione
d'impatto ambientale e della Valutazione ambientale strategica obbligatorie
per legge;
II. confligge con precise norme di tutela dei beni pubblici sia nazionali
che europee;
III. e' in contrasto con le norme ed i vincoli di salvaguardia in vigore
nell'area considerata ai sensi della pianificazione territoriale ed
urbanistica tanto regionale quanto comunale;
IV. provocherebbe la devastazione di rilevanti beni archeologici,
naturalistici, paesaggistici, storico-culturali, scientifici, terapeutici ed
economici insistenti nell'area;
V. provocherebbe un grave nocumento alla salute, alla sicurezza e alla
qualita' della vita della popolazione dei quartieri cittadini prossimi
all'area;
VI. confligge con attuali esigenze di sicurezza militari di rilevanza
strategica nazionale;
VII. porterebbe al collasso la rete infrastrutturale della mobilita' locale;
VIII. costituirebbe uno sperpero immenso di pubblico denaro;
IX. la procedura sin qui seguita per l'individuazione dell'area e' viziata
da flagranti errori di merito e di metodo (tali per cui un ente locale ha
gia' presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio e
qualificati centri studi di settore hanno ripetutamente denunciato
l'inammissibilita' dell'opera);
- in una recente comunicazione agli Amministratori locali il Comitato dei
cittadini che si oppongono all'opera ha elencato i seguenti effetti della
realizzazione di un mega-aeroporto nell'area termale del Bulicame a Viterbo:
1. Impatto locale sull'ambiente: devastazione dell'area termale del
Bulicame, un bene naturalistico, storico-culturale, terapeutico, economico,
sociale e simbolico peculiare e insostituibile.
2. Impatto sanitario sulla popolazione viterbese: gravissimi danni alla
salute, alla sicurezza, alla qualita' della vita.
3. Impatto sanitario sulla popolazione dell'Alto Lazio: cumulandosi il
mega-aeroporto con le altre gravosissime servitu' gia' presenti (in
particolare il polo energetico Civitavecchia-Montalto) la sinergia dei
fattori di inquinamento incrementera' danni, disagi e patologie.
4. Impatto sanitario globale: essendo il trasporto aereo fortemente
inquinante, ogni suo aumento si traduce in danno certo alla salute.
5. Impatto sociale su Viterbo: il mega-aeroporto non solo costituira' una
profonda aggressione alla salute e alla sicurezza delle persone, ma
provochera' anche un grave degrado della qualita' della vita, una forte
lesione a fondamentali diritti dei cittadini, un grave danno all'economia e
alla societa', il collasso delle infrastrutture del trasporto locale (gia'
gravemente insufficienti), la distruzione di beni ambientali, culturali,
agricoli, terapeutici, ricettivi, produttivi, scientifici.
6. Impatto sociale sull'Alto Lazio: accumulo di servitu' ed effetto
sinergico dei fattori di rischio e di depauperamento e degrado del
territorio e della sua economia.
7. Impatto globale sull'ambiente: essendo il mega-aeroporto finalizzato
all'incremento del trasporto aereo complessivo, esso contribuira' ad
accrescere l'inquinamento e l'effetto serra responsabile dei mutamenti
climatici che stanno mettendo in pericolo il futuro dell'umanita' e gli
equilibri della biosfera.
8. Per realizzare un'opera di tali dimensioni verrebbero sperperate ingenti
risorse pubbliche (che pertanto verrebbero altresi' sottratte ad opere e
servizi realmente utili e fin indispensabili per la popolazione);
- in un recente esposto alla Soprintendenza per i beni archeologici per
l'Etruria Meridionale e' stato evidenziato che dalla Planimetria redatta dal
Comune di Viterbo recante i vincoli paesaggistici, idrogeologici,
archeologici, termali presenti nell'area che sarebbe investita dall'opera,
risulta che il mega-aeroporto sorgerebbe letteralmente sopra un'area di
interesse archeologico con presenza di beni archeologici che la legge
tutela;
- gia' lo scorso anno, in una lettera al Presidente della Repubblica del 4
agosto 2008, il Comitato dei cittadini che si oppongono all'aeroporto
segnalava, tra l'altro, che "la realizzazione a Viterbo di un devastante
mega-aeroporto per voli low cost avrebbe i seguenti inaccettabili e
disastrosi esiti:
a) grave nocumento per la salute della popolazione, come dimostrato dal
documento dell'Isde (International Society of Doctors for the Environment -
Italia) del 18 marzo 2008;
b) grave devastazione dell'area termale del Bulicame, peculiare bene
naturalistico e storico-culturale, terapeutico e sociale, economico e
simbolico, gia' citato da Dante nella Divina Commedia ed elemento
fondamentale dell'identita' di Viterbo;
c) grave impatto su un rilevante bene archeologico come l'emergenza in situ
del tracciato dell'antica via consolare Cassia, come ammesso dall'assessore
e vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino;
d) grave impatto inquinante sull'Orto botanico dell'Universita' degli Studi
della Tuscia, bene scientifico, di ricerca e didattico di cospicua
rilevanza;
e) grave impatto inquinante sulle colture agricole - di qualita' e
biologiche - insistenti nell'area maggiormente investita;
f) conflitto con attivita' ed esigenze di interesse strategico nazionale
dell'Aeronautica Militare, come evidenziato da ultimo dal "Centro Studi
Tuscia per lo sviluppo di un aeroporto compatibile" in un recente documento
diffuso il 2 agosto 2008 in cui si afferma testualmente "l'incompatibilita'
tra l'intensa attivita' di aviazione civile commerciale e la permanenza di
un'attivita' di volo militare importante - quella della Cavalleria
dell'Aria - che rende Viterbo tra gli aeroporti militari di primaria
importanza strategica (come fissato da un recente decreto)" e come gia'
precedentemente puntualmente segnalato nella seduta del Consiglio comunale
di Viterbo del 25 luglio 2008;
g) immenso sperpero di fondi pubblici per un'opera nociva e distruttiva,
quando Viterbo e l'Alto Lazio hanno bisogno di ben altri interventi della
mano pubblica: e particolarmente di un forte sostegno a difesa e
valorizzazione dei beni ambientali e culturali, dell'agricoltura di
qualita', delle peculiari risorse locali; e per quanto concerne la mobilita'
un forte sostegno al trasporto ferroviario (riaprendo la linea
Civitavecchia-Capranica-Orte; potenziando la linea Viterbo-Orte; potenziando
la linea Viterbo-Capranica-Roma);
h) aggravamento di una condizione di servitu' per l'Alto Lazio, territorio
gia' gravato da pesantissime servitu' energetiche, militari e speculative;
i) infine, poiche' il punto di riferimento da parte dei promotori dell'opera
e' il sedime di Ciampino e l'attivita' che in esso si svolge, si rileva come
proprio la situazione di Ciampino sia insostenibile e gravemente lesiva dei
piu' elementari diritti della popolazione locale, ed e' quindi evidentemente
scandaloso voler "ciampinizzare" un'altra citta' (occorre invece una
drastica e immediata riduzione dei voli su Ciampino).
A cio' si aggiunga che:
l) l'opera e' tuttora priva di adeguata progettazione, anzi della stessa
precisa definizione di collocazione e dimensioni, come ammesso dallo stesso
Consiglio comunale di Viterbo nella parte narrativa dell'atto deliberativo
n. 92 del 25 luglio 2008 in cui si afferma testualmente che "devesi fare
presente che a tutt'oggi non si conoscono ne' la lunghezza della pista che
potrebbe arrivare a superare i 3000 metri, ne' il suo orientamento";
peraltro il gia' citato "Centro Studi Tuscia per lo sviluppo di un aeroporto
compatibile" ha rilevato "l'impossibilita' oggettiva - dimostrata dagli
studi del nostro centro - di allungare la pista di almeno altri due
chilometri mantenendone l'orientamento e, tanto meno, di smantellare
l'attuale per costruirne altra - come sostenuto da ambienti dell'assessorato
al volo - disassata di 10 gradi verso nord o sud";
m) l'opera confligge con il Piano territoriale paesaggistico regionale e le
relative norme di salvaguardia, come riconosciuto dallo stesso Consiglio
comunale di Viterbo con l'atto deliberativo n. 92 del 25 luglio 2008;
n) l'opera e' totalmente priva di fondamentali verifiche e di fondamentali
requisiti previsti dalla legislazione italiana ed europea in materia di
Valutazione d'impatto ambientale, Valutazione ambientale strategica,
Valutazione d'impatto sulla salute.
Quanto alla procedura di individuazione di Viterbo come sede di un
devastante mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per
Roma:
o) la relazione ministeriale del novembre 2007 che ha dato il via ad una
serie di atti amministrativi successivi e' destituita di fondamento in punto
di diritto e di fatto, come dimostrato ad abundantiam da un documento del 18
gennaio 2008 del "Centro studi Demetra" che conclude la sua ampia
ricognizione dichiarando che "gli atti ministeriali risultano palesemente
affetti da gravi vizi di illegittimita' sotto il rilevato profilo
dell'eccesso di potere per carenza dell'istruttoria tecnica condotta dalla
commissione istituita presso il Ministero dei Trasporti";
p) non solo: quella relazione contiene dichiarazioni semplicemente
dereistiche e si rivela nel merito come non rispondente ad un'analisi
fattuale della realta' territoriale: essa infatti ignora del tutto il fatto
che il sedime indicato ricade nel cuore dell'area termale del Bulicame e a
ridosso di emergenze archeologiche, naturalistiche, scientifiche, culturali,
agricole, terapeutiche, economiche ed insediative tali da rendere l'opera
ipso facto irrealizzabile; cadendo quindi la validita' di quella relazione,
cadono con essa tutti gli atti amministrativi conseguenti, viziati in radice
dal vizio dell'atto presupposto e fondativo;
q) peraltro la stessa compagnia aerea Ryan Air - che nelle dichiarazioni dei
proponenti l'opera avrebbe dovuto essere il soggetto imprenditoriale maggior
fruitore della nuova struttura aeroportuale - ha esplicitamente dichiarato
di non intendere affatto trasferire la sua attivita' nell'eventuale scalo
viterbese (cfr. intervista trasmessa dalla Rai il 27 aprile 2008 nell'ambito
del programma "Report").
Infine:
r) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato alla luce della
situazione aeroportuale italiana (cfr. la gia' citata inchiesta televisiva
della Rai: "Report", 27 aprile 2008);
s) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato alla luce dell'attuale
trend del trasporto aereo internazionale (cfr. ad esempio l'intervento
dell'europarlamentare Giulietto Chiesa del primo luglio 2008 che rinvia tra
l'altro a un servizio dell'"International Herald Tribune" del 28-29 giugno
2008);
t) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato alla luce dell'esigenza
di ridurre il trasporto aereo per ridurre il surriscaldamento globale del
clima (come richiesto dall'Onu, dalla comunita' scientifica internazionale,
dagli statisti piu' avvertiti);
u) occorre procedere alla riduzione drastica e immediata del trasporto aereo
(particolarmente a fini di diporto), come richiesto da interventi di
autorevoli personalita' come i premi Nobel Desmond Tutu e Wangari Maathai; e
sostenere invece un modello di mobilita' piu' adeguato, sostenibile e
democratico": -
per sapere:
quali iniziative i Ministri interrogati intendano prendere per impedire che
i rilevanti beni naturalistici, culturali, terapeutici ed economici
dell'area termale del Bulicame siano devastati, e che la salute e la
sicurezza dei cittadini di Viterbo siano aggredite da un'opera aeroportuale
priva dei requisiti previsti dalla legge, opera la cui realizzazione
costituirebbe un sperpero di pubblici denari, un danno per la comunita'
locale ed una flagrante violazione delle norme e dei vincoli di salvaguardia
vigenti.
Leoluca Orlando
Roma, 7 maggio 2009

7. TERRA. GIULIO VITTORANGELI: IL PIANETA AZZURRO
[Ringraziamo Giulio Vittorangeli (per contatti: g.vittorangeli at wooow.it) per
questo intervento]

"Gli scienziati del pianeta V3, che fa parte della galassia Immaginaria,
sono riusciti a raccogliere una serie di indizi sull'esistenza della vita in
un minuscolo pianeta azzurro ed hanno inviato alcuni emissari a controllare.
Questi hanno passato un certo periodo camuffati vivendo con i terrestri,
senza farsi riconoscere. Ritornati alla loro galassia e al loro pianeta,
hanno presentato un lungo rapporto, di cui riportiamo alcuni stralci.
Si', c'e' vita e molto variata nel pianeta azzurro, che i suoi abitanti
chiamano Terra.
E' abitato da alcuni esseri molto violenti che hanno sviluppato
un'incredibile capacita' di distruzione.
Spendono immense fortune per annientarsi tra loro, ma non sono capaci di
combattere la poverta', la miseria e la fame. Tengono immagazzinata una gran
quantita' di armi nucleari con cui potrebbero far fuori ogni traccia di
vita. Mentre alcuni buttano gli alimenti, spendono cifre enormi per
dimagrire e perfino si operano per eliminare il grasso, molti altri muoiono
di fame.
Li affascina uccidere gli alberi, i fiumi, gli animali e si ostinano anche a
distruggere gli oceani, in cui scaricano rifiuti e materiali tossici. Alcuni
vivono in palazzi ed hanno varie occupazioni, mentre molti altri vivono per
strada non avendo dove ripararsi.
Adorano il denaro e, per ottenerlo, sono disposti a tutto, anche ad
ammazzarsi tra loro.
Si distinguono per la loro incoerenza e le loro bugie: affermano che tutti
sono uguali, lo proclamano persino nelle loro costituzioni, ma si
disprezzano gli uni con gli altri, si schiavizzano e presentano differenze
di retribuzioni e livelli di vita incredibili.
Tutti i politici continuano a ripetere che aspirano a governare per la loro
vocazione al servizio, ma poi si dedicano a servirsi della politica e degli
altri a proprio beneficio.
Dicono di amare molto i bambini, ma alcuni li picchiano, li abbandonano, li
utilizzano, li fanno lavorare in condizioni vergognose, li prostituiscono e
perfino li ammazzano.
In alcuni paesi, naturalmente quelli piu' sviluppati, li stanno sostituendo
con mascotte.
Il rapporto continuava presentando una gran quantita' di dati e di
situazioni incredibili.
E gli autori concludevano in questo modo: Percio' siamo convinti che gli
abitanti del pianeta Terra abbiano sviluppato un tipo di intelligenza
irrazionale e autodistruttiva, totalmente sconosciuta da noi.
Probabilmente presto porteranno a termine il loro compito e riusciranno a
distruggersi completamente".
Il pianeta azzurro, dello scrittore venezuelano Antonio Perez Esclarin, e'
la fotografia di questa sorta di impazzimento in cui siamo finiti, in
particolare nei cosiddetti paesi industrializzati.
*
La situazione e' resa, se possibile, ancora piu' catastrofica da quella che
comunemente viene definita la globalizzazione, con i suoi tentativi continui
di alienare i diritti dei popoli, le risorse vitali della terra, dell'acqua
e della biodiversita'.
Inoltre si continua, inspiegabilmente, a non vedere come l'attuale crisi
finanziaria ed economica va di pari passo con la profonda crisi ambientale.
Il nostro ambiente naturale e' inquinato, le risorse scarse, come l'acqua,
si stanno esaurendo e il cambiamento climatico rappresenta una grave
minaccia.
La crisi economica porta con se' il rischio di distrarci dalla
preoccupazione ambientale, mentre dovremmo piuttosto utilizzarla come
un'opportunita' per modificare radicalmente il nostro modo di produrre e
consumare.
*
Invece si continua con l'uso indiscriminato delle risorse naturali, o
peggio - come solo il nostro governo e' capace - si punta al ritorno al
nucleare.
Ben dieci le centrali nucleari previste in tutta Italia dal Ministero dello
sviluppo economico, da Gorizia (Monfalcone) a Palermo (Termini Imerese),
passando per Viterbo (Montalto di Castro); a Montalto di Castro, negli anni
Settanta-Ottanta, si svolse una decennale lotta antinucleare, che certamente
molti ricordano, e che dopo la catastrofe di Cernobyl e il successivo
referendum antinucleare vinto porto' alla riconversione della originaria
centrale nucleare.
Per il momento quasi tutte le Regioni dove sono previste le localizzazioni
degli impianti nucleari hanno fatto ricorso alla Consulta contro la legge
99/2009 considerandola incostituzionale perche' va a ledere il potere di
decisione che spetta anche alla Regioni.
Forse, per ritrovare un po' di saggezza sul pianeta azzurro, basterebbe
ricordare il motto che recita: "Non abbiamo ricevuto il mondo in eredita'
dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli".

8. TERRA. MARINELLA CORREGGIA: MADRE TERRA E DIRITTO ALLA VITA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 19 settembre 2009 col titolo "Fernando
per Madre Terra"]

Quante lotte indigene socioambientali dimenticate o sconosciute agitano il
pianeta? Oltre ai siti di approfondimento di diversi conflitti ambientali
(www.cdca.it) e alle agenzie stampa ricche di reportage sull'argomento
(www.ips.net), oltre ai portali dedicati (www.ecologicalinternet.org), per
una fruizione rapida tipo notiziario, mensilmente aggiornato, ecco il
bollettino informatico "Underreported Struggles"
(www.intercontinentalcry.org).
Quel che colpisce dalla lettura e' la forza mondiale dei movimenti nativi,
cosi' minoritari in cifre. Dal Canada alle Ande, dall'Australia all'India,
dal Kenya alla Papuasia, l'estrazione sconsiderata di risorse minerarie o lo
sfruttamento di suoli e foreste vede in loro i migliori difensori di Madre
Terra. A costo della vita come dimostrano i recenti massacri in Colombia e
Peru'; o di onerosi processi come nel caso di First Nations - i nativi
canadesi non Inuit - contro multinazionali estrattive; o della forzata
evizione dei boscimani che davano fastidio alle miniere di diamanti in
Botswana; o dell'inquinamento radioattivo nelle terre dei Baluchi i quali
chiedono la denuclearizzazione del Pakistan; o dell'esibizione ai turisti
del popolo Jarawa, in India, vissuto in isolamento volontario per secoli e
ora assediato da un "ecoalbergo"...
Ma ci sono anche esiti positivi. In Papua e' nata la Milda, Alleanza degli
indigeni della Melanesia per la difesa della terra, per coordinare gli
sforzi in tutta l'area. I Penan del Borneo sono capaci di bloccare con i
loro corpi le imprese di taglio che distruggono la foresta. Il piccolo
gruppo di Awa (trecento persone) nello stato brasiliano di Maranhao ha vinto
il ricorso contro allevatori e coloni abusivamente insediatisi sulle terre
demarcate.
Sembrano avere una marcia in piu' questi popoli che riescono a lottare per
Madre Terra anche in situazioni estreme. E' il caso di Fernando Eros Caro.
Nativo americano di ascendenze yaqui, una tribu' di Sonora, ora Valle
Imperiale della California del Sud. Ex lavoratore fra i veleni
dell'agricoltura californiana. Adesso pittore, affrescatore, poeta,
scrittore. Saai Maso (Fratello cervo), un suo libro zeppo di racconti e miti
yaqui con morale, poesie, ricordi, pensieri sparsi, disegni e perfino un
minidizionario - un ottimo strumento scolastico, difatti usato per opere
teatrali e musicali - e' stato appena pubblicato dalla "Wicasa onlus". Costa
5 euro e i diritti d'autore vanno interamente alla difesa legale di
Fernando. Gia', perche' da 26 anni lui si trova nel braccio della morte a
San Quentin, in California. I suoi affreschi colorano la sala visite. Tre
volte gli e' stata fissata l'esecuzione. Adesso si teme la riapertura del
processo per farlo ricondannare a morte.
Eppure il loculo senza orizzonte in cui vive sembra aver fatto su di lui
l'effetto che il fango fa ai fiori di loto: li lascia crescere senza
contaminarli. Bianchi come le colombe che per un periodo fecero il nido nel
cortile del carcere e alle quali e' dedicato un racconto. Con la penna e il
pennello Fernando canta la capacita' di comunicare con Madre Terra, che
secondo lui molti a piede libero ma prigionieri di asfalto e cemento hanno
perso, incapaci di guardare il cielo o apprezzare un fiore che esce dalla
lava o sentire il respiro del deserto o sapere che fanno ancora parte della
natura. La quale e' addolorata e ferita e verrebbe voglia di curarla, "ma
poi si scopre che sono proprio gli umani che hanno bisogno di cure". Madre
Terra ci manda "un messaggio di antica saggezza, insegnandoci che abbiamo lo
stesso potenziale nascosto dentro".

9. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO
DI VITERBO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO

Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info at coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 233 del 28 settembre 2009

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