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Minime. 958



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 958 del 29 settembre 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Salviamo Viterbo dal disastro del mega-aeroporto. Il primo ottobre con
Ferdinando Imposimato
2. La guerra, il razzismo, il nucleare
3. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente varie
fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio
2009, n. 94
4. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente il
favoreggiamento dello squadrismo
5. Cosa fare
6. Movimento Nonviolento: 2 ottobre 2009, Giornata internazionale della
nonviolenza. Iniziativa comune del Movimento Nonviolento in ogni regione
d'Italia
7. Giulio Vittorangeli: Benvenuti nel mondo della Borsa
8. Vittoria Prisciandaro intervista suor Joan Chittister (2001)
9. La "Carta" del Movimento Nonviolento
10. Per saperne di piu'

1. INIZIATIVE. SALVIAMO VITERBO DAL DISASTRO DEL MEGA-AEROPORTO. IL PRIMO
OTTOBRE CON FERDINANDO IMPOSIMATO

Giovedi' primo ottobre 2009 a Viterbo l'illustre magistrato Ferdinando
Imposimato, una tra le figure piu' autorevoli e rappresentative delle
istituzioni democratiche, della civilta' giuridica e dell'Italia onesta,
incontrera' i cittadini che si oppongono al mega-aeroporto nocivo e
distruttivo, insensato ed illegale.
Ferdinando Imposimato visitera' l'area del Bulicame ed incontrera' anche il
comitato degli agricoltori viterbesi che si battono per salvare le loro
aziende e le loro terre dalla devastazione che sarebbe provocata dal
mega-aeroporto.
*
Il programma dell'iniziativa prevede:
Ore 16.30 ritrovo dei partecipanti davanti la stazione ferroviaria di Porta
Romana
Ore 17.00 visita all'area del Bulicame e delle Pozze Carletti
Ore 18.00 visita alle aziende degli agricoltori del comitato
Ore 18.30 incontro con i cittadini e il comitato degli agricoltori
Ore 20.00 cena.
*
Come e' noto, la realizzazione del mega-aeroporto avrebbe come immediate
conseguenze:
a) lo scempio dell'area del Bulicame e dei beni ambientali e culturali che
vi si trovano;
b) la devastazione dell'agricoltura della zona circostante;
c) l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse
termali;
d) un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico che
sara' di grave nocumento per la salute e la qualita' della vita della
popolazione locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi quartieri
della citta');
e) il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia'
gravato da pesanti servitu';
f) uno sperpero colossale di soldi pubblici;
g) una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di
salvaguardia presenti nel territorio.
*
Ringraziamo ancora una volta Ferdinando Imposimato per la sua
autorevolissima solidarieta' con il nostro impegno in difesa della nostra
terra e della vita nostra e delle generazioni future.
*
Per informazioni e contatti: tel. 3383810091, e-mail:
info at coipiediperterra.org, sito: www.coipiediperterra.org

2. EDITORIALE. LA GUERRA, IL RAZZISMO, IL NUCLEARE

Opporsi alla guerra occorre.
Opporsi al razzismo occorre.
Opporsi al nucleare occorre.

3. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA
LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie
di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art.
1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico
riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla
Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione
esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui
all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

4. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento
dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3,
commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura
il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie
di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed
iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene
il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed
anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza
privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita'
e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali
dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

5. UNA SOLA UMANITA'. COSA FARE

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso
gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione
dei carabinieri.
Puo' essere anche inviato per posta.
Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve
recare un indirizzo per ogni comunicazione.
*
Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di
presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura
competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli
esposti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad
altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo
di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre
istituzioni statali centrali).
Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si
risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente
della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel
capoluogo di provincia).
Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere resi piu'
dettagliati se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente gli
esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.
*
Indirizzi cui inviare gli esposti:
Naturalmente gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano da Comune
a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.
Comunque solitamente:
- l'indirizzo e-mail delle Procure e' composto secondo il seguente criterio:
procura.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della
Procura della Repubblica ad Agrigento e' procura.agrigento at giustizia.it
(analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail dei Tribunali e' composto secondo il seguente criterio:
tribunale.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail del
Tribunale ad Agrigento e' tribunale.agrigento at giustizia.it (analogamente per
le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Prefetture e' composto secondo il seguente
criterio: prefettura.citta'sede at interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo
e-mail della Prefettura di Agrigento e' prefettura.agrigento at interno.it
(analogamente per le altre province).
- Sempre per le prefetture e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio: urp.pref_citta'sede at interno.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento
e' urp.pref_agrigento at interno.it (analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Questure e' composto secondo il seguente
criterio: uffgab.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad
esempio l'indirizzo e-mail della Questura di Agrigento e'
uffgab.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- Sempre per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio:
urp.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad esempio
l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e'
urp.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- E ancora per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per gli immigrati, composto secondo il seguente
criterio: immigrazione.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Ufficio per gli immigrati della
Prefettura di Agrigento e' immigrazione.ag at poliziadistato.it (analogamente
per le altre province).
Quanto alle istituzioni nazionali:
- Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour,
00193 Roma; e-mail: cassazione at giustizia.it; sito: www.cortedicassazione.it
- Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187
Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost at cortecostituzionale.it;
sito: www.cortecostituzionale.it
- Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370,
00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it
- Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza
Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g at camera.it; sito:
www.camera.it
- Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel.
0667061; e-mail: schifani_r at posta.senato.it; sito: www.senato.it
- Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza
dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres at cosmag.it;
sito: www.csm.it
- Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma;
fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica at quirinale.it; sito:
www.quirinale.it
Quanto alle istituzioni sovranazionali:
- Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60, B-1047
Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 - +32(0)22307555;
sito: www.europarl.europa.eu
Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito:
http://ec.europa.eu/index_it.htm
- Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg
(France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm at coe.int; sito:
www.coe.int/DefaultIT.asp
- Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters,
Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York
(Usa); sito: www.un.org
*
Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei
siti istituzionali possono non essere ritenuti dai destinatari equipollenti
all'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi, almeno per quanto
riguarda le Procure, di inviare comunque anche copia cartacea degli esposti
per posta ordinaria (preferenzialmente per raccomandata).
Ma poiche' ormai crediamo di aver gia' raggiunto con almeno un invio gran
parte delle Procure, chi non avesse tempo ed agio di procedere agli invii
cartacei per posta ordinaria puo' limitarsi all'invio per e-mail, che
costituira' comunque un sostegno visibile e rilevante all'iniziativa.
*
Ovviamente e' opportuno che gli esposti siano inviati anche a mezzi
d'informazione, movimenti democratici, persone interessate: una delle
funzioni dell'iniziativa e' anche quella di ampliare la mobilitazione contro
il colpo di stato razzista informandone l'opinione pubblica e coinvolgendo
piu' persone, piu' associazioni e piu' istituzioni che sia possibile
nell'impegno in difesa della legalita', della Costituzione della Repubblica
Italiana, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo
per e-mail all'indirizzo: nbawac at tin.it
Grazie a tutte e tutti, e buon lavoro.

6. INIZIATIVE. MOVIMENTO NONVIOLENTO: 2 OTTOBRE 2009, GIORNATA
INTERNAZIONALE DELLA NONVIOLENZA. INIZIATIVA COMUNE DEL MOVIMENTO
NONVIOLENTO IN OGNI REGIONE D'ITALIA
[Dal Movimento Nonviolento (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel.
0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org , sito:
www.nonviolenti.org) riceviamo e diffondiamo]

L'Assemblea generale dell'Onu ha fissato al 2 ottobre di ogni anno la
Giornata internazionale della nonviolenza. La data e' stata scelta in quanto
anniversario della nascita di Gandhi, ispiratore dei movimenti per la pace,
la giustizia, la liberta' di tutto il mondo. In una risoluzione approvata
dai 192 Stati membri dell'Onu, su proposta del governo indiano, l'Assemblea
invita tutti i paesi, organizzazioni e individui a "commemorare questo
giorno per promuovere una cultura della pace, della tolleranza, della
comprensione e della nonviolenza". E' infatti con Gandhi che nasce la
nonviolenza moderna. Certo, essa e' sempre esistita, e' "antica come le
montagne", ma prima del Mahatma era sempre stata intesa come via personale
alla salvezza, come codice individuale, come precetto valido per
l'individuo. E' solo con la straordinaria esperienza gandhiana, prima in
Sudafrica e poi in India, che la nonviolenza diventa politica, strumento
collettivo di liberazione.
La nonviolenza e' stata la vera, grande, unica, rivoluzione del XX secolo.
Le ideologie del Novecento si sono frantumate alla prova della storia, sono
state sepolte nelle tragedie dei campi di sterminio e nei gulag, sono morte
nei massacri della prima e della seconda guerra mondiale.
Solo la nonviolenza resta ad indicare una nuova via. La nonviolenza e' un
mezzo e un fine, e' uno strumento per risolvere i conflitti che la vita ci
presenta, a livello individuale e sociale (poverta', discriminazioni,
esclusioni,  ecc.); la violenza mira a sconfiggere o eliminare l'avversario;
la nonviolenza vuole far emergere la verita' e offrire una via d'uscita per
tutti; preferisce convincere piuttosto che vincere. Non c'e' un nemico da
criminalizzare, ma un avversario da conquistare.
Oggi la vita stessa del pianeta e' a rischio. Crisi ecologica e crisi
belliche rendono il futuro incerto.
Dobbiamo rovesciare il motto "se vuoi la pace prepara la guerra" nel suo
giusto verso "se vuoi la pace prepara la pace", a partire dal ripudio della
guerra e degli strumenti che la rendono possibile: eserciti e armi. Dobbiamo
invertire la rotta, se siamo ancora in tempo. Dobbiamo disarmare, le nostre
menti innanzitutto, per "svuotare gli arsenali e riempire i granai".
In questa occasione il Movimento Nonviolento (fondato da Aldo Capitini, che
ha introdotto in Italia il pensiero ed il metodo di Gandhi), ha promosso una
iniziativa comune nazionale. Tutti gli iscritti, i simpatizzanti, i singoli
amici della nonviolenza, gruppi e centri del Movimento, hanno organizzato
nella propria citta' o nel proprio paese un'iniziativa pubblica: una
presenza in piazza, un banchetto, l'esposizione della nostra bandiera, una
conferenza, una fiaccolata, la distribuzione di un volantino; un'azione che
il 2 ottobre colleghera' idealmente tutte le realta' degli amici della
nonviolenza a livello nazionale. Abbiamo voluto coinvolgere soprattutto le
scuole (dalle elementari ai licei) affinche' presidi ed insegnanti
sensibili, insieme agli studenti, ricordino la figura di Gandhi e affrontino
il tema dell'educazione alla pace. E' stata anche realizzata una diffusione
straordinaria del numero speciale della rivista "Azione nonviolenta",
dedicato all'attualita' del pensiero di Gandhi.
Abbiamo notizie di eventi organizzati in ogni regione italiana: Valle
d'Aosta: Aosta; Piemonte: Torino (una mostra per le scuole), Alba CN
(letture e film); Lombardia: Brescia (un incontro pubblico), Bergamo,
Clusone BG (un volantinaggio), Lodi, Sesto e Uniti CR, Ranica BG; Veneto:
Verona (un concerto), Vicenza (inaugurazione di un busto di Gandhi), Padova,
Mestre; Trentino Alto Adige: Rovereto, Trento (letture nelle scuole); Friuli
Venezia Giulia: Trieste (un concerto), Cormons (un dibattito), Cordenons PN,
Torrata PN (una cena conviviale); Emilia Romagna: Ferrara, Reggio Emilia,
Faenza; Liguria: Genova (silenzio per la pace); Toscana: Firenze (letture in
piazza), Livorno (banchetti in citta'), Pisa; Sardegna: Tempio Pausania,
Cagliari, Ghilarza (una marcia Seneghe-Morbello), Nuoro; Lazio: Roma (una
mostra artistica), Viterbo; Marche: Centobuchi AP; Umbria: Gubbio
(iniziativa scout); Campania: Napoli; Abruzzo: Pescara (esposizione
bandiere); Molise: Castropignano; Puglia: San Vito dei Normanni, Manduria;
Basilicata: Potenza; Calabria: Vibo Valentia; Sicilia: Comiso (preghiera per
la pace), Avola. Segnaliamo un'iniziativa anche in Svizzera, a Bellinzona
(nelle scuole).
*
Per informazioni e contatti: Movimento Nonviolento: tel. 0458009803, cell.
3482863190, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org , sito:
www.nonviolenti.org

7. RIFLESSIONE. GIULIO VITTORANGELI: BENVENUTI NEL MONDO DELLA BORSA
[Ringraziamo Giulio Vittorangeli (per contatti: g.vittorangeli at wooow.it) per
questo intervento]

Il 14 settembre 2008 il fallimento della Lehman Brothers, negli Usa, ha
segnato l'inizio ufficiale della crisi finanziaria, ed il successivo crollo
dei mercati, del 29 settembre 2008, ha reso evidente il carattere
internazionale della crisi economica.
Gira una storiella per spiegare alla gente, a digiuno di economia, la frana
finanziaria e il crollo delle Borse che hanno travolto il globo.
"Un giorno, uno sconosciuto arriva in un villaggio e annuncia agli abitanti
che e' pronto a comperare scimmie a 10 dollari l'una. Subito, quei paesani
vanno nella foresta e catturano scimmie a centinaia, a migliaia addirittura.
Poco a poco, la popolazione dei primati si assottiglia e i cacciatori devono
ridurre il ritmo. Lo sconosciuto annuncia che d'ora in poi paghera' 15
dollari la scimmia. I paesani raddoppiano lo zelo, e cosi' ben presto non si
trova piu' una sola scimmia nella foresta. Allora, lo sconosciuto offre
prima 20 e poi 50 dollari per animale avvertendo, pero', che deve
assentarsi. Sara' il suo aiutante a comperare le loro prede. Questi riunisce
la gente e indica le gabbie con le migliaia di scimmie che il padrone ha
comperato. 'Se le volete - dice - ve le cedo a 35 dollari l'una. Cosi',
quando il mio padrone tornera', potrete rivendergliele a 50'. Accecati dalla
prospettiva dell'arricchimento facile, i paesani vendono i loro beni per
riscattate le scimmie. Incassato il malloppo, l'assistente sparisce nella
notte. Ne' lui ne' il padrone si vedranno piu'. Nel villaggio, solo scimmie
che corrono all'impazzata".
E' tutta qui la storia dei cosiddetti mutui subprime: prestiti concessi a
soggetti che non possono accedere ai tassi di interesse di mercato, in
quanto hanno avuto problemi pregressi nella loro storia di debitori o non
possiedono i requisiti minimi necessari.
Cosi' il successivo innalzamento dei tassi e delle rate dei mutui a tasso
variabile, mentre i salari reali erano sostanzialmente congelati da decenni,
ha portato all'indebitamento milioni di famiglie ed all'insolvenza le fasce
piu' deboli dei lavoratori.
Risultato, ottanta anni esatti dopo la Grande Crisi del 1929 il mondo ha
scoperto di essere ancora una volta esposto a una pandemia economica.
Originata negli Stati Uniti la natura finanzia della crisi, con la
cosiddetta finanza tossica e la conseguente crisi bancaria, ha rapidamente
contagiato l'Europa per divenire poi globale.
Una miscela micidiale di degenerazione finanziaria, liberalizzazione e bassi
salari.
Perche' se e' vero che alla base c'e' la bolla finanziaria-immobiliare
causata dai cosiddetti titoli tossici (meta' dei quali venduti all'estero,
fortunatamente per gli Usa e sciaguratamente per il resto del mondo), e'
altrettanto vero che hanno agito come detonatori sia la deregolamentazione
neoliberista (che affidava alla finanza la sostituzione dello stato
sociale), sia la distribuzione del reddito a discapito del lavoro, con una
spettacolare caduta della quota del reddito da lavoro.
A tutto questo si e' sostanzialmente reagito con colossali iniezioni di
liquidita' nel sistema bancario, tanto che i giornali parlano di forse 5.000
miliardi di dollari bruciati in attivita' finanziarie deprezzate o da
rottamare. Purtroppo non vengono quantificate il numero di persone nel mondo
che, per effetto della crisi, ogni giorno, ora e minuto perdono il lavoro,
la casa, l'assistenza sanitaria, la copertura pensionistica, e che nei paesi
meno sviluppati o nelle grandi sacche di poverta' che permangono in mezzo a
noi, perdono i mezzi di sussistenza e la vita stessa.
Non a caso ci viene detto che la ripresa del ciclo economico avverra' senza
occupazione; vale a dire masse crescenti di poveracci saranno condannati a
una miseria insopportabile.
L'unico aspetto positivo e' che la crisi sembra aver gettato definitivamente
alle spalle il pensiero unico del libero mercato, con gli economisti
keynesiani che sono tornati a godere quantomeno di notevole attenzione.
Un discorso a parte naturalmente meriterebbe la politica economica portata
avanti dal nostro governo, con il suo impianto populista e corporativo, e su
cui certamente ritorneremo.
Quello che e' certo, come la storia insegna, e' che nelle fasi di degrado
economico si degrada anche la societa', la violenza cresce, si mortificano
la giustizia e la solidarieta', e gli stessi fondamenti della convivenza
civile e democratica vengono messi in serio pericolo.
Se qualcuno nutre dubbi in merito, basta osservare come e' ridotta la
societa' italiana.

8. RIFLESSIONE. VITTORIA PRISCIANDARO INTERVISTA SUOR JOAN CHITTISTER (2001)
[Dal mensile "Jesus", n. 10, ottobre 2001, col titolo "Suor Joan Chittister.
Se Dio e' femminista" e il sommario "Una religiosa americana e' tra le voci
di punta del movimento che reclama un ruolo e una presenza piu' incisivi per
le donne nella Chiesa. Attenta lettrice dei 'segni dei tempi', suor
Chittister non ha paura che la vita consacrata perda di significato nella
societa' di oggi. Purche' si apra a nuove strade"]

Le piu' anziane sono arrivate sulle sedie a rotelle. Le novizie a passo
battagliero. Nella sala riunioni del monastero di Erie, Stato della
Pennsylvania, si prepara la lettera da inviare a Roma a sostegno della
consorella Joan Chittister. La firmano 127 religiose su 128. Siamo a fine
maggio e tra le benedettine americane e la Congregazione vaticana per gli
istituti di vita consacrata si sta giocando un braccio di ferro durissimo.
Una religiosa della comunita', Joan Chittister, teologa di fama e autrice di
una quarantina di libri, dovra' tenere una relazione alla Conferenza
mondiale sull'ordinazione sacerdotale delle donne, in programma dal 29
giugno al 2 luglio a Dublino. Roma ritiene la cosa "inopportuna". Nella
missiva indirizzata alla Santa Sede le religiose comunicano che la decisione
di suor Chittister "e' profondamente radicata nella tradizione benedettina".
E la priora del monastero, suor Christine Vladimiroff, pur invitata piu'
volte a consegnare il veto vaticano alla religiosa, dopo lungo discernimento
si rifiuta di farlo. Alla stampa dichiara: "Dopo aver discusso per ore con
Joan ho ritenuto in coscienza di dover accettare le sue conclusioni: e' una
persona matura, con 50 anni di fedelta' alla vita religiosa. La sua scelta
esprime il suo attaccamento alla Chiesa, il rispetto per l'identita'
monastica e la sua stessa integrita' personale. Il mio ruolo come priora e'
di aiutarla nel suo viaggio alla ricerca di Dio".
Il dicastero pontificio incassa la scelta e decide di non prendere misure
disciplinari nei confronti di Chittister. Lei, la protagonista di tanto
clamore, 64 anni ben portati, va avanti per la sua strada: partecipa al
raduno incriminato e propone di "ritornare al vero discepolato e ripensare
il diaconato e il ministero sacerdotale". Interviene all'incontro di Call to
Action, un'organizzazione "progressista" per il rinnovamento della Chiesa, e
dichiara: "Se fossi un vescovo cattolico non mi preoccuperei delle donne che
elemosinano un ministero, sarei piuttosto turbata da quelle che sono
costrette ad andare nei seminari e nella Facolta' protestanti per avere una
formazione teologica e pastorale". Pubblica articoli su riviste
specializzate, interviene in rete sul sito Beliefnet, dove dice: "La gente
ha bisogna di comunita' cristiane, non del clericalismo patriarcale".
E' brillante suor Chittister quando scrive. Travolgente quando parla. Eppure
la forma non toglie nulla alla sostanza delle sue idee. "Non voglio sfidare
la Chiesa", dichiara, "ma sono convinta che la soppressione della
discussione sia un peccato contro lo Spirito Santo. Faccio questo proprio
per amore alla Chiesa". E' un amore che viene da lontano, racconta in questa
chiacchierata, avvenuta durante un suo soggiorno romano. "Avevo 16 anni.
Conobbi una donna molto competente e preparata. Decisi che volevo essere
come lei. Era una benedettina". Una vocazione giovanissima, che matura negli
anni e alla quale resta fedele.
*
- Vittoria Prisciandaro: Cos'e' oggi, per lei, l'essenziale nella vita
religiosa?
- Joan Chittister: Il centro della vita religiosa non e' cambiato. E' ancora
preghiera, sviluppo della comunita' umana, servizio ai poveri nel nome di
Cristo. I religiosi seguono Cristo, che ando' dalla Galilea a Gerusalemme
curando le persone, nutrendole, aiutandole a trovare la vera vita. A chi e'
indaffarato, preso da un'esistenza frenetica, la presenza stessa di un
religioso serve a ricordare che al di la' degli affari e del lavoro ci sono
delle domande che non possiamo dimenticare: la nostra relazione con Dio, il
nome di Cristo, la presenza dello Spirito, la necessita' di sviluppare il
nostro io spirituale così come sviluppiamo l'io professionale. La migliore
cultura, la piu' grande scoperta scientifica, il piu' fornito conto in
banca, dopo un po' possono diventare motivi di depressione se non si e'
consapevoli che la vita non e' nelle nostre mani, ma e' affidata a Dio. I
religiosi dicono che c'e' una vita oltre la vita, c'e' un amore che va al di
la' dell'amore, una ragione per esistere che va al di la' di me stesso.
Questo e' un dono per ogni societa', in ogni tempo.
*
- Vittoria Prisciandaro: C'e' bisogno di un cambiamento nella vita
religiosa?
- Joan Chittister: Bisogna ritornare all'essenziale. Si parla tanto del calo
delle vocazioni, come se i numeri fossero tutto cio' di cui preoccuparsi.
Siamo considerati la forza-lavoro nella Chiesa! Abbiamo maestre d'asilo,
infermiere, volontarie della carita'... Ma questo non e' l'essenziale della
vita religiosa. Sono servizi meravigliosi, ma noi non dobbiamo fare tutto,
dobbiamo farlo in modo diverso. Abbiamo bisogno di lavorare per vivere, ma
il lavoro non e' un fine in se', ne' lo e' il denaro che guadagniamo.
Facciamo cio' che Cristo ci chiede di fare: per questo trovi i religiosi nei
posti piu' strani. Il mio ordine e' iniziato in America, in un Paese
completamente protestante, quando le suore lasciarono l'Europa per seguire
gli emigranti. Si presero cura dell'educazione dei loro figli quando nessuno
lo faceva. Ora la situazione e' cambiata. Percio' molte religiose hanno
lasciato l'insegnamento e si dedicano ai nuovi poveri: sono cinesi,
vietnamiti, latinoamericani che non parlano una parola di inglese e non
hanno nessun tipo di assistenza. Andiamo dagli instabili della societa' per
aiutarli a camminare da soli. I numeri non hanno nulla a che vedere con il
successo e i valori della vita religiosa. Chiedere "quante suore?" e' una
domanda molto capitalista.
*
- Vittoria Prisciandaro: Ci sono nuove esperienze di vita religiosa
interessanti?
- Joan Chittister: Un esempio e' quello sperimentato nella mia comunita': la
vita religiosa a tempo determinato, da uno a tre anni. Assicuriamo un
programma di accompagnamento spirituale e la partecipazione al nostro
servizio e alla vita comunitaria. Abbiamo avuto 250 colloqui lo scorso anno,
e sette donne sono venute in questo periodo. Tante persone sono attratte
dalla vita religiosa, ma non la prendono in considerazione perche' sono
impaurite dall'idea dell'eternita'. Vengono da noi per pregare, per
lavorare, amano la comunita', ma non si fermano perche' non sono sicure di
volerlo fare per sempre. Io credo che lo Spirito Santo ci stia suggerendo
qualcosa: la nostra spiritualita', antichissima, ha dei tesori da
condividere con questa societa'. Ognuno dovrebbe poter attingere a questa
ricchezza e poi ritornare e portarla in famiglia, nella coppia, nel lavoro.
*
- Vittoria Prisciandaro: Chi sono le donne che sperimentano questa "vita
religiosa a tempo determinato"?
- Joan Chittister: Giovani che vengono da noi dopo l'universita',
professioniste che vogliono cambiare vita, donne che hanno un'esistenza
meravigliosa, ma desiderano qualcosa di piu'. Fino a oggi questo esperimento
si tiene solo da noi, ma altre comunita' ci stanno pensando. Credo sia un
segno da istituzionalizzare. E' un'esperienza fantastica sia per le donne
che la fanno, sia per la comunita' che le accoglie.
*
- Vittoria Prisciandaro: Molte religiose, soprattutto negli Usa, sono vicine
alla teologia femminista, che e' accusata di essere troppo "parziale". Lei
che cosa ne pensa?
- Joan Chittister: La teologia femminista e' globale, non potrebbe essere
altrimenti perche' il femminismo egualitario guarda all'integrazione. E'
invece parziale la filosofia patriarcale e teologica, che separa e
gerarchizza, divide tra alto e basso, dentro e fuori, noi e loro. La
teologia femminista, al contrario, integra perche' porta la voce dell'altra
meta' della vita. L'uomo ha messo se stesso al top della piramide
patriarcale della creazione. La teologia femminista, invece, ha una visione
circolare del creato. Fino a quando esistera' la piramide si dira' che gli
indiani, i neri, le donne... sono essere umani non completi.
*
- Vittoria Prisciandaro: Qual e' il ruolo delle donne rispetto agli uomini
nella Chiesa?
- Joan Chittister: Le donne sono sempre state completamente fuori da tutti i
livelli della Chiesa. E' come se l'intera societa' vedesse con un solo
occhio, ascoltasse con un solo orecchio, stesse su una sola gamba e pensasse
con una meta' del cervello. Anche se oggi si dice che le donne sono
abilitate a tutto, di fatto sono fuori dai ruoli di leadership. Il potere e'
con gli uomini, lo sviluppo teologico e la stessa idea di Chiesa sono
maturati con gli uomini. Eppure c'e' una massa di donne, che hanno dato la
loro vita alla spiritualita' e al servizio agli altri, con un impatto molto
forte sulla societa'. Le religiose sono andate ovunque, sempre a contatto
con la gente, a differenza degli uomini, per lo piu' preti legati
all'istituzione. Oggi, per la prima volta nella storia, davanti ai cancelli
della Chiesa ci sono migliaia e migliaia di donne che sono qualificate in
teologia, filosofia, storia, spiritualita'... Sono pronte, aspettano. E lo
Spirito e' dalla loro parte.
*
Postilla prima. Anche le donne studiano da prete
In Austria sono gia' una trentina. Dai 29 agli 80 anni. Hanno tutte una
formazione teologica universitaria e lavorano nelle parrocchie. Hanno
responsabilita' pastorali ed educative. Sei nel Tirolo, otto a Vienna, una
quindicina a Linz. "Quando il prossimo vescovo ci chiedera' dove sono le
donne cattoliche pronte a diventare prete risponderemo in trenta: eccoci!".
Petra Schaeffer ha 29 anni e gli occhi blu. E' una delle organizzatrici dei
corsi per la formazione delle donne al sacerdozio promossi dal movimento
"Noi siamo Chiesa", nato in Austria nel '95 e poi diffusosi nel resto
d'Europa. L'idea di organizzare dei Training programs for women priests e'
nata un paio di anni fa, sulla scia del "Dialogo per l'Austria":
un'iniziativa pastorale promossa dai vescovi, sollecitati dall'enorme
consenso che "Noi siamo Chiesa" aveva ottenuto con il referendum su alcuni
temi caldi: partecipazione dei laici alla vita della Chiesa, diaconato
femminile, nomine dei vescovi... In realta' il "Dialogo" ha ben presto
abbandonato i nodi piu' scottanti e si e' limitato ad approfondire quelli
indolori. Sul tema del "ruolo della donna" e' stato messo il silenziatore.
Soltanto nella diocesi di Eisenstadt il vescovo Paul Iby ha permesso che la
discussione continuasse a tutto campo. "Proprio durante il 'Dialogo' i
vescovi ci dissero che era inutile discutere di sacerdozio, perche' nessuna
lo avrebbe fatto. Cosi' abbiamo deciso di dare un segno", dice Petra. I
corsi sono concentrati nei fine settimana. "Invitiamo docenti delle
universita' per approfondire temi come l'Eucaristia, il sacerdozio, il
battesimo, l'accompagnamento dei malati e l'assistenza ai moribondi. Ma
soprattutto ci confrontiamo tra noi". Esiste un programma generale che
presuppone una qualificata formazione teologica e la partecipazione alla
vita di una comunita' parrocchiale. "Abbiamo la stessa formazione dei preti
e in piu' un'esperienza pastorale consolidata. Cosa che invece manca quasi
del tutto ai giovani seminaristi". I corsi durano quattro anni. Li
frequentano donne sposate, vedove, studentesse. Petra, fresca laureata in
teologia e da un anno insegnante di religione, ha dalla sua i genitori,
cattolicissimi contadini che vivono nell'Austria meridionale: "Ho sempre
lavorato in parrocchia. Mia madre quando ero piccola mi diceva che se fossi
stata maschio sarei diventata un prete!". Il parroco del suo paese l'ha
sostenuta in una tv locale: "Abbiamo bisogno di donne cosi'", ha detto. E
quello della parrocchia di Vienna, dove oggi Petra risiede, sa della sua
scelta e non la ostacola. "Gia' mi sento prete adesso. Sono giovane e posso
aspettare che la Chiesa tra dieci, venti anni cambi idea. Ma ci sono altre
donne, anziane, che vorrebbero essere ordinate subito". Il dibattito nel
movimento e' aperto. Le piu' estremiste vorrebbero chiedere l'ordinazione a
qualche vescovo consenziente, magari americano. Altre sostengono che non
bisogna rompere con Roma ed e' piu' importante "restare dentro" come segno
di contraddizione. I vescovi austriaci le ignorano. Monsignor Paul Iby si e'
limitato a una battuta: a una donna che gli chiedesse l'ordinazione, lui
risponderebbe: "Spiacente. Aspettiamo e vediamo se le cose nella nostra
Chiesa cambiano".
*
Postilla seconda. Sul sacerdozio femminile
Suor Joan Chittister, benedettina, teologa, autrice di numerosi libri di
esegesi e spiritualita', a fine giugno ha ricevuto due riconoscimenti: un
dottorato honoris causa in teologia pastorale dall'Unione teologica di
Chicago e il Ketteler Award, un premio per la giustizia sociale attribuito
dalle Suore della Divina Provvidenza.
La Conferenza mondiale per il sacerdozio femminile si e' tenuta dal 29
giugno al 2 luglio a Dublino, in Irlanda. Hanno partecipato 370 persone da
27 Paesi. L'evento era promosso dalla Women's Ordination Worldwide,
un'organizzazione nata nel 1996, che federa i gruppi favorevoli al
sacerdozio femminile sparsi in tutto il mondo. Il Vaticano ha ritenuto
"inopportuna" la partecipazione di suor Joan Chittister e di altre due
religiose cattoliche.
Nella Ordinatio sacerdotalis (maggio '94), il Papa scrive che la Chiesa non
ha l'autorita' di conferire l'ordinazione sacerdotale alle donne. Nel
novembre del '95 la Congregazione per la dottrina della fede dichiara che
tali affermazioni - "infallibili" e "irrevocabili" perche' parte del
depositum fidei - esigono un "assenso definitivo". Secondo questa formula
nemmeno un Papa futuro potra' mai modificare tale norma. Il "no" anche al
diaconato femminile e' stato ribadito il 17 settembre scorso da una
Notificazione congiunta di quattro Congregazioni vaticane.
"Quando il Papa dice 'mai', i teologi si chiedono quanto durera' il conto
alla rovescia". La battuta, tra il serio e il faceto, e' del pastoralista
austriaco Paul Zuhlener: "Dopo il Sillabo c'e' voluto un secolo perche' la
Chiesa accettasse la democrazia. Quattrocento anni per Galilei. Ci vorranno
centinaia di anni prima che ammetta le donne prete. Per me e' piu' difficile
risolvere la questione simbolica - nella nostra cultura i simboli legati a
Dio sono maschili - che quella teologica".

9. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

10. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 958 del 29 settembre 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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