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Minime. 971



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 971 del 12 ottobre 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente varie
fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio
2009, n. 94
2. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente il
favoreggiamento dello squadrismo
3. Cosa fare
4. Vladimiro Polchi: Un appello di scrittori e giuristi contro le misure
razziste del "pacchetto sicurezza"
5. Bruno Mazzoni: Herta Mueller
6. Domenico Pinto: Herta Mueller
7. Vincenzo Arnone ricorda Margherita Guidacci (2002)
8. La "Carta" del Movimento Nonviolento
9. Per saperne di piu'

1. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA
LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie
di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art.
1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico
riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla
Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione
esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui
all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

2. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento
dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3,
commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura
il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie
di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed
iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene
il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed
anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza
privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita'
e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali
dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

3. UNA SOLA UMANITA'. COSA FARE

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso
gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione
dei carabinieri.
Puo' essere anche inviato per posta.
Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve
recare un indirizzo per ogni comunicazione.
*
Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di
presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura
competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli
esposti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad
altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo
di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre
istituzioni statali centrali).
Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si
risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente
della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel
capoluogo di provincia).
Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere resi piu'
dettagliati se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente gli
esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.
*
Indirizzi cui inviare gli esposti:
Naturalmente gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano da Comune
a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.
Comunque solitamente:
- l'indirizzo e-mail delle Procure e' composto secondo il seguente criterio:
procura.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della
Procura della Repubblica ad Agrigento e' procura.agrigento at giustizia.it
(analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail dei Tribunali e' composto secondo il seguente criterio:
tribunale.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail del
Tribunale ad Agrigento e' tribunale.agrigento at giustizia.it (analogamente per
le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Prefetture e' composto secondo il seguente
criterio: prefettura.citta'sede at interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo
e-mail della Prefettura di Agrigento e' prefettura.agrigento at interno.it
(analogamente per le altre province).
- Sempre per le prefetture e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio: urp.pref_citta'sede at interno.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento
e' urp.pref_agrigento at interno.it (analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Questure e' composto secondo il seguente
criterio: uffgab.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad
esempio l'indirizzo e-mail della Questura di Agrigento e'
uffgab.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- Sempre per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio:
urp.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad esempio
l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e'
urp.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- E ancora per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per gli immigrati, composto secondo il seguente
criterio: immigrazione.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Ufficio per gli immigrati della
Prefettura di Agrigento e' immigrazione.ag at poliziadistato.it (analogamente
per le altre province).
Quanto alle istituzioni nazionali:
- Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour,
00193 Roma; e-mail: cassazione at giustizia.it; sito: www.cortedicassazione.it
- Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187
Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost at cortecostituzionale.it;
sito: www.cortecostituzionale.it
- Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370,
00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it
- Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza
Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g at camera.it; sito:
www.camera.it
- Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel.
0667061; e-mail: schifani_r at posta.senato.it; sito: www.senato.it
- Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza
dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres at cosmag.it;
sito: www.csm.it
- Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma;
fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica at quirinale.it; sito:
www.quirinale.it
Quanto alle istituzioni sovranazionali:
- Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60, B-1047
Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 - +32(0)22307555;
sito: www.europarl.europa.eu
Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito:
http://ec.europa.eu/index_it.htm
- Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg
(France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm at coe.int; sito:
www.coe.int/DefaultIT.asp
- Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters,
Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York
(Usa); sito: www.un.org
*
Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei
siti istituzionali possono non essere ritenuti dai destinatari equipollenti
all'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi, almeno per quanto
riguarda le Procure, di inviare comunque anche copia cartacea degli esposti
per posta ordinaria (preferenzialmente per raccomandata).
Ma poiche' ormai crediamo di aver gia' raggiunto con almeno un invio gran
parte delle Procure, chi non avesse tempo ed agio di procedere agli invii
cartacei per posta ordinaria puo' limitarsi all'invio per e-mail, che
costituira' comunque un sostegno visibile e rilevante all'iniziativa.
*
Ovviamente e' opportuno che gli esposti siano inviati anche a mezzi
d'informazione, movimenti democratici, persone interessate: una delle
funzioni dell'iniziativa e' anche quella di ampliare la mobilitazione contro
il colpo di stato razzista informandone l'opinione pubblica e coinvolgendo
piu' persone, piu' associazioni e piu' istituzioni che sia possibile
nell'impegno in difesa della legalita', della Costituzione della Repubblica
Italiana, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo
per e-mail all'indirizzo: nbawac at tin.it
Grazie a tutte e tutti, e buon lavoro.

4. UNA SOLA UMANITA'. VLADIMIRO POLCHI: UN APPELLO DI SCRITTORI E GIURISTI
CONTRO LE MISURE RAZZISTE DEL "PACCHETTO SICUREZZA"
[Dal quotidiano "La Repubblica" dell'11 ottobre 2009 col titolo "Scrittori e
giuristi scendono in campo: Abolite il reato di clandestinita'"]

"Fermare il razzismo e assicurare il godimento dei diritti sociali, civili e
politici alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri rappresentano una
priorita' per salvare la nostra democrazia". Scrittori, giuristi, registi e
premi Nobel prendono carta e penna e scrivono un appello contro
"l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, il prolungamento
della detenzione amministrativa e l'ulteriore limitazione della possibilita'
per i migranti di accedere a servizi fondamentali". Da Dario Fo a Stefano
Rodota', da Andrea Camilleri a Livio Pepino, da Antonio Tabucchi a Carlo e
Inge Feltrinelli in tanti criticano "la curvatura proibizionista e
repressiva delle politiche migratorie del nostro Paese" e si augurano che la
manifestazione nazionale antirazzista - promossa per il 17 ottobre in piazza
della Repubblica a Roma, da un ampio cartello di associazioni (che va
dall'Arci alla Cgil) - "sia animata da una grande e unitaria
partecipazione". "Ad essere travolti - scrivono - sono i principi
fondamentali di eguaglianza e solidarieta' che costituiscono il cuore della
nostra carta costituzionale. Punendo la condizione d'irregolarita' in quanto
tale si apre la strada a una societa' razzista, dominata dall'intolleranza e
dall'odio. Il nostro Paese ha gia' vissuto la vergogna delle leggi razziali:
non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo. E' lo stesso sistema democratico
nato dalla Resistenza contro il fascismo e scritto nella Costituzione a
essere in pericolo. E' necessaria una reazione forte. Occorre impedire che
il razzismo dilaghi alimentando il senso d'insicurezza e paura".

5. PROFILI. BRUNO MAZZONI: HERTA MUELLER
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 9 ottobre 2009 col titolo "Appunti
crudeli dai bassifondi della vita" e il sommario "I primi anni nella Romania
di Ceausescu"]

Dopo i riconoscimenti tributati nel 2002 a Imre Kertesz, autore di lingua
magiara, e nel 2004 all'austriaca Elfriede Jelinek, tocca quest'anno a una
scrittrice di lingua tedesca, Herta Mueller, originaria del Banato romeno,
essere insignita del Nobel per la letteratura: il che rende evidente come le
scritture dello spazio danubiano - un'area storico-culturale variegata e
complessa alla quale in Italia ha da vari decenni prestato particolare
attenzione Claudio Magris - siano entrate, agli occhi degli accademici di
Svezia e non solo ai loro, in un vero e proprio cono di luce.
Accanto alla minoranza dei sassoni, insediatisi gia' in eta' medievale nella
regione storica della Transilvania, la Romania accoglie nel sud-ovest del
Paese un'altra numerosa minoranza di lingua tedesca costituita dagli
Schwaben, originari della Baviera, frutto di una deliberata "colonizzazione"
da parte della monarchia asburgica a partire dalla fine del XVIII secolo. Ed
e' appunto alla facolta' di Lettere dell'Universita' di Timisoara
(l'ungherese Temesvar) - dove esiste un prestigioso centro di ricerche che
studia idee, autori e contenuti di cio' che viene definita "Terza Europa",
intesa come elemento di cerniera fra Est e Ovest, ma anche come "altro" dal
resto dell'Europa - che nel 1976 si e' laureata Herta Mueller.
Sei anni dopo - anni difficili, durante i quali la giovane autrice,
licenziata dal suo lavoro di traduttrice in fabbrica per avere rifiutato di
collaborare con la Securitate, pote' sopravvivere insegnando in un asilo e
dando lezioni di lingua tedesca - sarebbe uscita a Bucarest, in forma
censurata, la sua prima opera in prosa, Niederungen (1982, trad. it.
Bassure, Editori Riuniti, 1987). Una parola, niederungen, che in tedesco
indica contemporaneamente i bassopiani e le bassezze della vita e che sembra
echeggiare i versi di un poeta tedesco dell'est, Johannes Bobrowski, della
generazione precedente a quella della Mueller: "Noi che viviamo nei
bassopiani comprendiamo la morte... poiche' con lei siamo cresciuti".
"Avevo paura di non esser piu' viva per il grande dolore, e
contemporaneamente sapevo di essere viva perche' sentivo ancora il dolore.
Avevo paura che da queste ginocchia lacerate la morte entrasse in me..."
scrive l'autrice in quel primo testo attraversato da una sofferenza fisica e
morale che ricorda le valenze metaforiche della maggiore poetessa rumena
contemporanea, Ana Blandiana, la cui opera il lettore italiano ha potuto
scoprire nella raccolta Un tempo gli alberi avevano gli occhi (Donzelli,
2004).
In Herta Mueller, e in particolare nella sua opera giovanile, i toni
appaiono decisamente piu' realistici e piu' cupi: "Le foglie raggrinzite
volano per l'aria come funghi invisibili", "gli alberi da frutta si
ammalano", "l'insalata cresceva rossoscura e ruvida frusciava sui sentieri
come carta... e le patate erano verdi e amare sotto la buccia e avevano
occhi sprofondati nella carne". Metafore vegetali che sembrano testimoniare
con una concretezza fisica il dolore e la durezza cui l'intera societa'
romena era costretta a soggiacere durante i decenni bui del comunismo di
Ceaucescu, gli aspetti piu' crudi di quell'ambiente soffocante,
l'arretratezza culturale delle minoranze del banato romeno e del contesto
politico-sociale contemporaneo.
Qualche anno dopo, nel 1987, Herta Mueller avrebbe preso la strada
dell'esilio e si sarebbe trasferita in Germania, a Berlino ovest, nello
stesso periodo in cui altri autori rumeni scelsero di compiere una analoga
scelta dolorosa (nello stesso '87 Norman Manea emigro' in Germania per
trasferirsi definitivamente l'anno dopo negli Stati Uniti, nel 1988 sarebbe
stato il turno di Peter Slezak che, dopo una sosta tedesca, ha poi scelto di
stabilirsi in Italia).
Eppure, il distacco dalla Romania non ha segnato una cesura nell'opera di
Herta Mueller per la quale la scelta di tradurre in poesia e in prosa quei
terribili anni giovanili ha continuato a rappresentare un serbatoio di
verita' nascoste. Come dimostra, del resto, una sua recente dichiarazione
rilasciata in occasione dell'ultimo Festivaletteratura di Mantova, dove la
scrittrice era stata invitata a presentare il romanzo Il paese delle prugne
verdi: "E' stata, quella, l'esperienza piu' intensa e violenta della mia
vita e il solo fatto di essere andata a vivere in Germania, a centinaia di
chilometri di distanza, non ha cancellato quel mio passato e il fatto di
essere stata costretta a imparare a vivere attraverso la scrittura. Volevo
vivere secondo gli standard che popolavano i miei sogni, le mie letture:
tutto qui, scrivere era il mio modo di esprimere quel che non potevo vivere
nella realta'".

6. PROFILI. DOMENICO PINTO: HERTA MUELLER
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 9 ottobre 2009 col titolo "Le sue opere
tessute di storia" e il sommario "Il Nobel a Herta Mueller. Il massimo
riconoscimento per la letteratura assegnato alla scrittrice rumeno-tedesca,
accompagnato da questa scarna motivazione: 'con la concentrazione della
poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato lo scenario degli
espropriati'. Il suo romanzo piu' noto, Il paese delle prugne verdi,
tradotto da Keller, ritrae la Romania straziata dalla dittatura]

Nata nel 1953 a Nitchidorf, comune di millecinquecento anime della Romania
appartenente alla minoranza degli Svevi del Banato (un ramo della piu' vasta
famiglia degli Svevi del Danubio) Herta Mueller porta scritto nel palmo
della mano un destino di duplice oppressione. Prima c'era stata la violenza
sovietica verso un paese fascista, che con Antonescu era stato alleato di
Hitler: dal gennaio del 1945 tutti i tedeschi romeni tra i diciassette e i
quarantacinque anni vennero deportati nei campi di lavoro per la riparazione
dei danni di guerra; poi l'oppressione delle minoranze coabitanti, inasprita
dal regime di Ceausescu, che facendosi beffe della Costituzione porto' il
numero dei tedeschi presenti in Romania, tra il 1956 e il 1989, a rarefarsi
fino a un decimo rispetto agli anni dell'immediato dopoguerra.
Con Franz Hodjak, Werner Soellner e Richard Wagner, Herta Mueller e' parte
di una costellazione di autori che dagli anni Ottanta ha aperto nella
letteratura di lingua tedesca nuove prospettive e conquistato nuovi spazi
espressivi, facendo scoprire al lettore - insieme a quella della Germania
dell'Ovest e dell'Est, austriaca e svizzera - l'esistenza di una "quinta
letteratura tedesca", innervata da una lirica notevole, posta sul confine di
una doppia opposizione: tra il potere della tirannia e quello altrettanto
dispotico della conservazione, nel mondo pietrificato di ieri.
In gioventu', Herta Mueller recise un doppio vincolo: sul piano politico si
rifiuto' di collaborare con la Securitate, il servizio segreto della Romania
comunista, perdendo cosi' il lavoro di traduttrice alla fabbrica in cui
lavorava; e sul piano della parola inauguro' la sua produzione scrivendo le
prose di Bassure, che disegnano, nella forma dell'anti-idillio, la vita
contadina dell'enclave tedesca. L'opera, che venne censurata in Romania ma
usci' nel suo aspetto originario in Germania (edita da Rotbuch nel 1984)
consiste di quindici miniature rappresentanti un mondo malvagio,
attraversato dall'odio e dalla violenza, arroccato nel cattolicesimo e nella
superstizione, corrotto, isolato, cieco a ogni progresso.
Scatto' a questo punto la mordacchia del regime: a Herta Mueller venne
vietato pubblicare e lavorare tout cort, con la conseguenza di costringerla
a lasciare il paese insieme al marito di allora, il poeta Richard Wagner,
alla volta della Repubblica Federale Tedesca, dove la sua intensa attivita'
di scrittura avrebbe trovato modo di svilupparsi.
La prosa concentrata, precisa, a tratti intermittente di Mueller, che non di
rado presenta venature liriche, bascula continuamente tra l'andare e il
rimanere, e' alla ricerca di una patria, essendo la propria avvelenata da
Ceausescu "il padre di tutti i morti", ritorna sul passato che stenta a
passare, tira le somme della militanza del padre nelle SS. L'insieme dei
temi trattati non e' del tutto nuovo, ma forse proprio perche' proviene
dalla voce di un'area geografica marginale al nostro mondo, ci arriva con
una forza speciale, e poi persiste a lungo nella nostra mente.
In Italia il destino editoriale di Herta Mueller, a fronte di una produzione
ormai cospicua, conta pochi titoli: oltre a Bassure (Editori Riuniti 1987),
conoscevamo soltanto il romanzo breve In viaggio su una gamba sola (Marsilio
1992), finche' il coraggioso piccolo editore Keller ha stampato, in tempi
recenti, quello che forse e' il suo capolavoro, intitolandolo Il paese delle
prugne verdi. Tra queste pagine colorate a tinte forti, la narratrice
percorre la propria infanzia, i suoi studi, l'approdo al lavoro, e descrive
le articolazioni del potere e il controllo, onnipresente, esercitato sui
cittadini. Ma il primo piano e' destinato alla quotidianita' di quattro
giovani dissidenti, fra gli anni Settanta e gli Ottanta, che fuggono dal
dispositivo totalitario del loro paese approdando nella Germania dell'Ovest,
cosi' che il libro finisce per divenire uno struggente apologo di ogni
Heimat.
Negli anni, ormai stabilita in Germania, la scrittrice ha guadagnato
riconoscimenti e sommato altri titoli: al Paese delle prugne verdi ha fatto
seguire un terzo romanzo (Heute waer ich mir lieber nicht begegnet, 1997),
in cui riprende il racconto della dittatura rumena, rappresentandola quasi
come una storia trascendentale dell'uomo. E contemporaneamente ha scritto
diversi volumi di poesia - fra cui Die blassen Herren mit den Mokkatassen
(2005), in cui amplia il suo universo di collage foto-testuali, mosaici,
puzzle ottici, accampando giochi di parola con piglio scurrile e
surrealista. All'ultimo e piu' ambizioso progetto - l'appena pubblicato
Atemschaukel ("Altalena del respiro"), edito da Carl Hanser Verlag - Herta
Mueller affida la rottura di quel tabu', anch'esso pietrificato, che
riguarda la deportazione in Russia dei tedeschi rumeni, puniti come nemici,
per ritorsione esemplare contro una nazione che, sotto il regime fascista,
era stata fra le piu' zelanti nel collaborare con i nazisti.
Nel 2001 Herta Mueller incontro' Oskar Pastior - il grande lirico bilingue
di origine transilvana, morto nel 2006 - e da allora si dedico' ad
amplificarne la voce. Raccolse tutti i suoi ricordi a penna, trasferendo la
lingua contratta e stenografica di quel virtuoso della parola in una
struttura pienamente romanzesca. La base documentaria di Pastior, le sue
memorie - era stato a lungo prigioniero in Ucraina - fanno di questo libro
quasi un'opera scritta a quattro mani con un morto. E la rendono una tra le
testimonianze piu' alte della ricerca di una patria, da parte di chi, come
Herta Mueller, ha dedicato la propria scrittura all'inseguimento di un
asilo, di un luogo di accoglienza, dopo avere vissuto esperienze capaci di
annientare.

7. MEMORIA. VINCENZO ARNONE RICORDA MARGHERITA GUIDACCI (2002)
[Da "Vita pastorale", n. 7, luglio 2002, col titolo "Rileggere una poetessa
a dieci anni dalla morte. L'impulso del volo nell'inesprimibile" e il
sommario "Da una concezione drammatica della vita a una aperta alla luce e
alla gioia: questo l'itinerario di Margherita Guidacci (1921-1992) che,
riecheggiando san Giovanni della Croce, invita ad andare piu' in alto"]

L'unica volta che ho avuto modo di conoscere Margherita Guidacci e' stato
intorno al 1990, in Santa Croce a Firenze, dove, benevolmente complice
"Citta' di vita", era ospite gradita e amica. La sua figura maestosa,
sobria, spontanea invitava a pensare a lei come a una persona venuta da
lontano, da altri tempi, per nulla succube delle artificiosita' del momento;
e a un tempo, sentendola parlare, a una persona dotta, colta, che aveva
letto molto e si era nutrita della grande cultura. La sua poesia ne dava e
ne da' conferma.
Margherita Guidacci nasce a Firenze nel 1921 e trascorre la sua giovinezza
tra il capoluogo toscano e il Mugello, Scarperia in particolare, in
compagnia di poeti e letterati che rispondono ai nomi di Nicola Lisi, Carlo
Betocchi, Piero Bargellini, Piero Parigi... E forse proprio l'ambiente
nitido, agreste, avvolto nella "chiarita'" mugellana, e l'amicizia dei
suddetti poeti, fanno della Guidacci una poetessa pulita, chiara, di
evidente candore. Ma sempre ugualmente colta e attenta ai segni dei tempi.
Dopo un periodo passato in Inghilterra, negli studi della lingua e della
letteratura inglese, torna a Firenze e infine a Roma, dove insegna presso
l'Universita' di magistero "Maria Assunta". Muore dieci anni fa, il 19
giugno 1992. La familiarita' con la lingua inglese le permette di tradurre
diversi poeti e scrittori anglo-americani e di pubblicare alcuni saggi come
Studi su Eliot e Studi su poeti e narratori americani. Ma la dimensione piu'
vasta e profonda della Guidacci e' quella poetica che va di pari passo con
l'esperienza religiosa semplice e lineare, anche se meditata e personale.
Partita da un'esperienza letteraria che risente ancora dell'ermetismo
fiorentino, la Guidacci, nell'arco di vari anni, sviluppa una poetica intima
e soggettiva che include, tra l'altro, la dimensione della morte come
morte-vita, una vitalita' gioiosa e le motivazioni religiose e cristiane
mediate da immagini evangeliche e bibliche.
*
Oltre le parate
Poetessa di grande immediatezza e spontaneita' (osava dire: "La mia poesia
e' il frutto di poche intense giornate... lo sbocco di una tensione
psicologica"), la Guidacci rifugge dall'idea della poesia come "letteratura"
o puro artificio, conquista uno spazio di schietta comunicazione, al di la'
della parola "condotta in parata", e riveste d'ispirazione cristiana e
d'accenti profondamente sentiti un modo di poetare discorsivo, secco,
colloquiale. Peraltro, la grande familiarita' con la letteratura inglese e
con autori come Conrad, Eliot, Pound, Newman, Hopkins accentua in lei il
senso del simbolismo escatologico e della religiosita' come ricerca di
rigenerazione. Mentre l'approccio con la letteratura giapponese porta la
Guidacci a comporre Una breve misura (1988), una sorta di corrispondente
italiano dello haiku giapponese, composizione di particolare brevita' e
incisivita'.
Momenti forti e chiave dell'itinerario poetico della Guidacci sono La sabbia
e l'Angelo e Morte del ricco, scritti tra la fine degli anni Quaranta e
meta' degli anni Cinquanta, un periodo di piena evoluzione. La poetessa crea
dei piccoli poemi, come un cerchio poetico dentro cui s'instaura un discorso
emotivo sperimentato, sciolto in immagini e idee, con i suoi attacchi, gli
adagi, i crescendo, i diminuendo; una specie di sinfonia poetica che non si
affida al caso e all'imprevedibilita', ma segue il filo di una interiore
programmazione, come le immagini della vita e della morte, del principio e
della fine. "Il mondo e' cosi' diviso: in principio e' la brezza: / e poi vi
sono le cose che con voce o gesto alla brezza rispondono; / e poi vi e'
anche la pietra crudele, che tronca il volo alla brezza, / e su cui nulla
che alla brezza risponda puo' germinare".
*
La parabola del ricco Epulone
E Morte del ricco e' un oratorio che prende le mosse dalla parabola
evangelica del ricco Epulone. E' ricostruita come emblema e storia del
potere: la perdizione di Epulone e la poverta' e la liberazione di Lazzaro
sono espresse in una rappresentazione scenica che vede, tra gli altri,
l'amante di Epulone, i figli di Lazzaro, i servi di Epulone, un poeta...
"Sotto il profilo allegorico", bene osserva Raffaele Crovi, "Morte del ricco
cerca di individuare la verita' profetica del cristianesimo: Epulone, eroe
dell'estremismo realista-storicista, maschera dell'alienazione della
civilta' del benessere, rappresenta il rifiuto della conoscenza del Mistero,
la storia che rifiuta il riscatto, l'ideologia che rifiuta il miracolo.
Nella sua magistrale e corporale visionarieta' Morte del ricco anticipa e
supera, per qualita' di concentrazione e allusivita', la drammaturgia in
versi di P. P. Pasolini".
Successivi pilastri poi della sua produzione poetica sono riscontrabili in
Neurosuite (1970), L'altare di Isenheim (1980) e Inno alla gioia (1983).
Come dire, da una dimensione luttuosa o comunque drammatica della vita si
passa a un'altra, aperta alla luce e alla gioia, secondo alcuni versi di
quest'ultima raccolta: "Il dolore / Era piombo e pietra e mi chiudeva in me
stessa / Ogni giorno in una nuova cerchia di mura / Un nuovo giro di catene.
Ma la gioia / Mi dilata ora dal centro del cuore / Fino agli orli vibranti
del mio essere, / leggera come un fiore che apre i suoi petali al mattino /
No, piu' leggera. / Io sono spazio e luce / Sono il crocevia di liberi
venti".
Neurosuite s'inoltra nel tunnel della malattia e del dolore, dello
smarrimento psicologico e della paura in una "citta' murata"; ripercorre i
sogni e i deliri che attraversano i pensieri confusi dell'uomo in una
filastrocca di interrogativi, di domande e di silenzi. La fede sembra ancora
incagliata tra i fili del dubbio e dell'incredulita' ("La fede il dubbio
l'incredulita' / sono i tre fili annodati / che non riusciamo a
districare"), mentre la luce e' lontana, perduta nelle prigioni, nelle
lunghe discese della notte.
La Guidacci ritorna ancora sul tema della morte in L'altare di Isenheim:
sinfonia in versi, legata al polittico di Gruenewald. Il prologo, il primo,
il secondo e il terzo ciclo e poi l'epilogo rievocano la crocifissione, la
deposizione, il concerto finale, la risurrezione, la tentazione di
sant'Antonio, l'incontro tra sant'Antonio e san Paolo eremita nel deserto,
seguendo i ritmi delle scene di Gruenewald. Poesia robusta, solenne e
gridata che insegue la morte come trasformazione e liberazione.
Ma il senso pieno dell'appagamento interiore lo si riscontra in Inno alla
gioia: canto alla vita e all'amore. Qui l'esposizione poetica della
Guidacci, partecipata e commossa, non e' piu' rivolta a dolorose esperienze
della vita umana, ma a voci nuove, piene di luce e di pace. In versi di
grande e immediata comunicazione, mediati da una vasta cultura (quella
greca, quella inglese, quella spagnola, quella mistica di san Giovanni della
Croce), la Guidacci alza il tono della poesia verso un "impulso immortale"
che solo l'amore puo' intuire, "la gioia e' presenza prorompente e
straripante, e' amore che si dilata oltre se stesso, in anelli crescenti
fino a includere, in un mistico abbraccio, tutto l'universo". "Il mio amore
che nasce / In te, non finisce / In te. Sei la porta d'amore / Attraverso
cui passo / Incontro all'universo, tendendo a tutto le braccia".
*
Il suo testamento
Ma non si puo' trascurare la raccolta postuma della Guidacci: Anelli del
tempo, che e' il suo testamento poetico e spirituale. Vi si trova la
contemplazione della vita e della morte, la liberta' spirituale, il senso
della completezza che vede al di la', nella gloria dell'eternita'. Pone
particolare attenzione, la poetessa, alla musicalita' e alla forma nitida in
cui cala il suo pensiero. Da una parte affida al lettore ("all'ipotetico
lettore") il suo tesoro spirituale, dall'altra nutre la grande passione di
volare, di andare piu' in alto, nell'inesprimibile. Non per nulla la
raccolta si apre con una poesia il cui titolo e contenuto e' preso in
prestito da san Giovanni della Croce nel trattato della Notte oscura:
"Un'impazienza d'ali, dentro di me, improvvisa. / E' l'impulso del volo, se
non ancora / La direzione del volo. Qualcosa / Mi ha chiamata, qualcosa in
me risponde. / Io che rispondo sono sconosciuta / A me stessa come la voce
che mi chiama".
Non e' fuori luogo, in tale contesto, chiamare in causa donne e poetesse
alla cui poetica la Guidacci si e' sentita vicina: Raissa Maritain, Emily
Dickinson e Cristina Campo. Oltretutto la nostra, scrivendo l'introduzione
alla Dickinson, tra l'altro diceva: "Noi sentiamo la nostra poverta'
illimitata, ma allietata dal pensiero che qualcuno della nostra specie sia
riuscito, come Emily Dickinson, ad accumulare un tesoro inviolabile al
tempo, dandoci con la sua breve parabola il senso di una garanzia immortale.
'Esseri come loro sono morti. Per questo / moriamo con maggiore
rassegnazione. / Ma vissero: per noi questo e' certezza /
dell'immortalita''. Non diversamente avrebbe pensato Cristina Campo".
Sarebbe quantomai opportuno, in occasione dell'anniversario, fare un'opera
di rivalutazione della poesia della Guidacci, anche nell'ambito
dell'operazione culturale che la Chiesa vorrebbe proporre... per non volare
troppo basso.

8. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

9. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 971 del 12 ottobre 2009

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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