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Legalita' e' umanita'. 66



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LEGALITA' E' UMANITA'
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 66 del 12 ottobre 2009

In questo numero:
1. Il "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo aderisce alla
manifestazione nazionale contro il razzismo. L'11 ottobre si e' svolto un
incontro di studio a Viterbo
2. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente varie
fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio
2009, n. 94
3. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente il
favoreggiamento dello squadrismo
4. Cosa fare
5. Corrado Giustiniani: Una misura incostituzionale
6. "Misna": Incostituzionale e irragionevole il "reato di clandestinita'"
7. Giuliano Cazzola: Gli immigrati non tolgono lavoro e sono anzi necessari
all'economia italiana

1. INIZIATIVE. IL "CENTRO DI RICERCA PER LA PACE" DI VITERBO ADERISCE ALLA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO. L'11 OTTOBRE SI E' SVOLTO UN
INCONTRO DI STUDIO A VITERBO

Il "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo aderisce alla manifestazione
nazionale contro il razzismo che si svolgera' a Roma il 17 ottobre 2009.
In preparazione dell'iniziativa nazionale la struttura nonviolenta viterbese
ha realizzato un incontro di approfondimento domenica 11 ottobre presso la
sua sede.
In particolare e' stata illustrata ai partecipanti (giovani e studenti
impegnati in un percorso di accostamento alla nonviolenza) l'iniziativa dei
due esposti attraverso cui si richiede che la Corte Costituzionale abroghi
le misure razziste, schiaviste e squadriste - palesemente incostituzionali
ed antigiuridiche - contenute nel cosiddetto "pacchetto sicurezza".

2. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA
LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie
di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art.
1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico
riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla
Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione
esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui
all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

3. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento
dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3,
commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura
il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie
di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed
iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene
il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed
anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza
privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita'
e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali
dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

4. UNA SOLA UMANITA'. COSA FARE

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso
gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione
dei carabinieri.
Puo' essere anche inviato per posta.
Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve
recare un indirizzo per ogni comunicazione.
*
Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di
presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura
competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli
esposti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad
altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo
di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre
istituzioni statali centrali).
Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si
risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente
della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel
capoluogo di provincia).
Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere resi piu'
dettagliati se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente gli
esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.
*
Indirizzi cui inviare gli esposti:
Naturalmente gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano da Comune
a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.
Comunque solitamente:
- l'indirizzo e-mail delle Procure e' composto secondo il seguente criterio:
procura.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della
Procura della Repubblica ad Agrigento e' procura.agrigento at giustizia.it
(analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail dei Tribunali e' composto secondo il seguente criterio:
tribunale.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail del
Tribunale ad Agrigento e' tribunale.agrigento at giustizia.it (analogamente per
le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Prefetture e' composto secondo il seguente
criterio: prefettura.citta'sede at interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo
e-mail della Prefettura di Agrigento e' prefettura.agrigento at interno.it
(analogamente per le altre province).
- Sempre per le prefetture e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio: urp.pref_citta'sede at interno.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento
e' urp.pref_agrigento at interno.it (analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Questure e' composto secondo il seguente
criterio: uffgab.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad
esempio l'indirizzo e-mail della Questura di Agrigento e'
uffgab.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- Sempre per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio:
urp.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad esempio
l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e'
urp.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- E ancora per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per gli immigrati, composto secondo il seguente
criterio: immigrazione.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Ufficio per gli immigrati della
Prefettura di Agrigento e' immigrazione.ag at poliziadistato.it (analogamente
per le altre province).
Quanto alle istituzioni nazionali:
- Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour,
00193 Roma; e-mail: cassazione at giustizia.it; sito: www.cortedicassazione.it
- Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187
Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost at cortecostituzionale.it;
sito: www.cortecostituzionale.it
- Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370,
00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it
- Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza
Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g at camera.it; sito:
www.camera.it
- Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel.
0667061; e-mail: schifani_r at posta.senato.it; sito: www.senato.it
- Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza
dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres at cosmag.it;
sito: www.csm.it
- Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma;
fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica at quirinale.it; sito:
www.quirinale.it
Quanto alle istituzioni sovranazionali:
- Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60, B-1047
Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 - +32(0)22307555;
sito: www.europarl.europa.eu
Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito:
http://ec.europa.eu/index_it.htm
- Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg
(France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm at coe.int; sito:
www.coe.int/DefaultIT.asp
- Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters,
Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York
(Usa); sito: www.un.org
*
Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei
siti istituzionali possono non essere ritenuti dai destinatari equipollenti
all'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi, almeno per quanto
riguarda le Procure, di inviare comunque anche copia cartacea degli esposti
per posta ordinaria (preferenzialmente per raccomandata).
Ma poiche' ormai crediamo di aver gia' raggiunto con almeno un invio gran
parte delle Procure, chi non avesse tempo ed agio di procedere agli invii
cartacei per posta ordinaria puo' limitarsi all'invio per e-mail, che
costituira' comunque un sostegno visibile e rilevante all'iniziativa.
*
Ovviamente e' opportuno che gli esposti siano inviati anche a mezzi
d'informazione, movimenti democratici, persone interessate: una delle
funzioni dell'iniziativa e' anche quella di ampliare la mobilitazione contro
il colpo di stato razzista informandone l'opinione pubblica e coinvolgendo
piu' persone, piu' associazioni e piu' istituzioni che sia possibile
nell'impegno in difesa della legalita', della Costituzione della Repubblica
Italiana, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo
per e-mail all'indirizzo: nbawac at tin.it
Grazie a tutte e tutti, e buon lavoro.

5. UNA SOLA UMANITA'. CORRADO GIUSTINIANI: UNA MISURA INCOSTITUZIONALE
[Dal sito del quotidiano "Il messaggero" riprendiamo il seguente articolo
del 5 settembre 2009 dal titolo "Reato clandestinita', sollevata questione
legittimita' alla Corte Costituzionale" e il sommario "Un giudice di Pesaro:
violati articoli 2, 3, 10 e 27 della Costituzione e principio di
ragionevolezza della legge penale"]

Il reato di clandestinita', introdotto dalla legge n. 94 del 15 luglio
scorso, e' incostituzionale. Ad esserne convinto e' il giudice del Tribunale
di Pesaro Vincenzo Andreucci, il primo ad aver sollevato la questione di
legittimita' davanti all'Alta Corte con una corposa ordinanza datata 31
agosto, in cui si contesta la violazione di ben quattro articoli della
Costituzione, il 2, il 3, il 10 e il 27, nonche' del principio
costituzionale di ragionevolezza della legge penale.
Tutto nasce dalla storia di Diouf Ibrahima, un senegalese di 25 anni, in
Italia senza fissa dimora, per il quale il prefetto di Pesaro ordina il 18
giugno l'espulsione dal territorio nazionale. Diouf viene trovato senza
permesso di soggiorno. Alle forze dell'ordine dichiara di essere entrato in
Italia due anni prima, nell'estate del 2007. Il prefetto delega l'esecuzione
dell'espulsione al questore di Pesaro.
Questi, pero', accerta che Diouf non possiede "documenti idonei
all'espatrio" mentre non ci sono posti disponibili in nessun Centro per
l'identificazione. L'espulsione con accompagnamento alla frontiera non e'
dunque proponibile: che se ne vada da solo, Diouf, di li' a 5 giorni: entro
il 23 giugno dovra' dunque lasciare il paese. Ma Diouf non lo fa, e il 25
agosto viene controllato dai carabinieri di Fano e arrestato. Al giudice
viene chiesta la convalida dell'arresto. Ma il tribunale di Pesaro sospende
il giudizio e solleva la questione di illegittimita' costituzionale.
Secondo il giudice il reato di trattenersi in Italia in violazione della
legge 94, non sussiste. Se le forze dell'ordine non hanno potuto
accompagnarlo alla frontiera perche' non aveva i documenti per l'espatrio,
come poteva ottenere lui l'imbarco, cinque giorni dopo? Dunque Diouf aveva
un "giustificato motivo" per non ottemperare all'ordine del questore.
Nella sua ordinanza il giudice Andreucci definisce poi "priva di effetti
concreti per la maggior parte degli immigrati non regolari" la prevista
ammenda da 5.000 a 10.000 euro, che quasi nessuno sarebbe in grado di
pagare, e che contrasta dunque con il principio di ragionevolezza. La vera
sanzione e' l'espulsione, peraltro gia' prevista dall'ordinamento. Ma in
queste norme vi e' una "perversa razionalita'", quella di rendere la vita
impossibile all'immigrato irregolare, "di fare terra bruciata attorno a lui"
e di "minare radicalmente la possibilita' stessa della solidarieta' nei suoi
confronti".
In conclusione, l'articolo 10 bis come modificato dalla legge 94, nella
parte in cui prevede il soggiorno illegale nel territorio nazionale
contrasterebbe con i seguenti principi della Costituzione: quello gia'
citato di ragionevolezza che deve presiedere in ogni suo aspetto la
legislazione in materia penale.
Il principio di eguaglianza (articolo 3 della Costituzione) e di
personalita' della responsabilita' penale (art. 27) perche', con le sue
sanzioni indiscriminate per gli stranieri che soggiornano illegalmente, "il
reato presuppone arbitrariamente riguardo a tutti una condizione di
pericolosita' sociale" mentre la responsabilita' penale "deve essere
accertata in concreto e con riferimento alle singole persone".
Violato il principio di solidarieta' (articoli 2 e 3, primo e secondo comma,
della Costituzione) perche' il nuovo reato provocherebbe "un radicale
mutamento nello spirito e negli atteggiamenti dei cittadini, degli stranieri
regolari e della societa' nel suo complesso, nei confronti di persone in
condizione di poverta', obiettive difficolta' di vita, bisognose di
solidarieta' e di accoglienza". Tutto il contrario di quella societa'
"aperta e solidale" voluta dai costituenti.
Infine, il reato di soggiorno clandestino contrasterebbe con l'articolo 10
della Costituzione, perche' non rispetta "i principi affermati in materia di
immigrazione nel diritto internazionale" e violerebbe gli articoli 3 e 27
"per l'omessa previsione della mancanza di giustificato motivo come elemento
costitutivo del reato o quantomeno come esimente codificata".
Il dado e' tratto. Ma l'Asgi, l'Associazione dei giuristi dell'immigrazione,
ritiene assai probabile che altri giudici, da altre parti d'Italia,
denuncino nelle prossime settimane e nei prossimi mesi l'illegittimita'
costituzionale del reato di clandestinita'.

6. UNA SOLA UMANITA'. "MISNA": INCOSTITUZIONALE E IRRAGIONEVOLE IL "REATO DI
CLANDESTINITA'"
[Dall'agenzia di stampa "Misna" (www.misna.org) riprendiamo il seguente
articolo del 23 settembre 2009 dal titolo "Immigrazione: incostituzionale e
irragionevole il 'reato di clandestinita''" siglato "V. G."]

"Da Agrigento a Torino, emergono le contraddizioni di un 'reato' allo stesso
tempo incostituzionale e irragionevole": l'avvocato Nazarena Zorzella,
membro del direttivo dell'Associazione per gli studi giuridici
sull'immigrazione (Asgi), non e' sorpresa dai rilievi di legittimita' mossi
alla Consulta dalle Procure di mezza Italia. "Il nuovo reato di immigrazione
illegale - dice Zorzella - non ha giustificazioni: l'ingresso illegale in un
paese non e' in alcun modo indice di pericolosita' sociale, la condizione
necessaria per ogni fattispecie penale". Introdotto dall'articolo 10 bis
come modificato dalla legge sulla "sicurezza" in vigore da agosto, il reato
di "immigrazione clandestina" ha spinto molte Procure a sollevare rilievi di
legittimita' presso la Corte costituzionale. Gli ultimi casi sono di ieri. A
Torino la Procura guidata da Gian Carlo Caselli ha scritto che le nuove
norme prevedono sanzioni pecuniarie irragionevoli e inapplicabili e
puniscono "una mera condizione personale dello straniero". Simili le
preoccupazioni della Procura di Agrigento, intervenuta sul procedimento a
carico di 21 migranti africani sbarcati nell'isola di Lampedusa. I
magistrati siciliani segnalano il mancato rispetto degli obblighi
internazionali assunti dall'Italia con il Protocollo Onu di Palermo del 2000
e denunciano l'incriminazione di persone che ci si e' impegnati "ad
assistere e proteggere". In un documento depositato dal procuratore capo di
Agrigento, Renato Di Natale, si sottolinea che "il mancato rispetto delle
norme sull'ingresso o la permanenza nel territorio dello stato non puo'
essere di per se' indice di pericolosita' sociale" e che la norma impugnata
"viola i principi costituzionali di ragionevolezza e proporzionalita'".
Secondo Zorzella, il reato di immigrazione illegale "non ha significato in
se', perche' non ha effetti ne' dissuasivi ne' punitivi". Il governo, questa
la tesi della giurista, si e' dotato di uno strumento che agevola i
provvedimenti di espulsione e il conseguente divieto per i migranti di
ritornare nei paesi europei dell'area Schenghen per 10 anni. Al di la' degli
aspetti prettamente giuridici, l'Asgi sottolinea le incongruenze di una
legislazione italiana che da una parte impedisce l'immigrazione regolare e
da un'altra criminalizza il "clandestino". "Le quote flussi non rispondono
alle esigenze del mercato del lavoro - sottolinea Zorzella - mentre
l'obbligo della chiamata nominale presuppone un incontro tra domanda e
offerta a distanza, un assurdo di per se'".

7. DOCUMENTAZIONE. GIULIANO CAZZOLA: GLI IMMIGRATI NON TOLGONO LAVORO E SONO
ANZI NECESSARI ALL'ECONOMIA ITALIANA
[Dal sito del quotidiano "Il sole - 24 ore" riprendiamo il seguente
intervento del 3 settembre 2009 col titolo "Una risorsa chiamata immigrati"
e la nota redazionale "Giuliano Cazzola e' deputato del Pdl e vicepresidente
della Commissione Lavoro pubblico e privato"]

Dai dati Istat del primo trimestre 2009 emerge che 222.000 nuovi occupati
stranieri hanno consentito di dimezzare il tasso di disoccupazione
complessivo (essendo i disoccupati italiani aumentati di oltre 426.000
unita'). Nei giorni scorsi, un'indagine della Confartigianato ha messo in
evidenza che, a fronte del fabbisogno nel settore di quasi 100.000
lavoratori qualificati, almeno un terzo dei posti viene rifiutato. La
situazione sarebbe ancora piu' grave senza l'apporto della manodopera
immigrata.
Gli stranieri (extracomunitari e non) sono, poi, una componente strutturale
dell'economia e non sottraggono lavoro agli italiani, in quanto i nostri
concittadini, anche quando fossero in numero sufficiente a offrire lavoro
corrispondente alla domanda (non si dimentichi mai il declino demografico),
evitano con cura, se possono, di svolgere quelle mansioni in cui sono
impiegati gli stranieri.
E non si tratta soltanto di posti in fonderia o nell'edilizia, o di servizi
alla persona (le badanti non italiane sono in numero maggiore delle persone
occupate nelle strutture di assistenza pubbliche e private, le quali sono in
larga misura anch'esse straniere). O del turismo e dell'agricoltura. Ormai
anche il lavoro nell'industria manifatturiera e' sempre piu' coperto da
stranieri.
La politica, allora, deve gestire i problemi con rigore e fermezza, senza
mai voltare le spalle alla razionalita'. L'immigrazione, infatti, e' non
solo una necessita', ma puo' essere pure un'importante risorsa. Ipotizzando
per assurdo uno scenario - da oggi al 2030 - a immigrazione uguale a zero,
nei principali paesi europei la popolazione complessiva diminuirebbe di 27
milioni, quella in eta' lavorativa di 20 milioni, gli ultrasessantacinquenni
sul complesso della popolazione salirebbe al 26,5%; sulla popolazione
compresa tra 20 e 64 anni, al 44%.
L'immigrazione, dunque, rimanda nel tempo il declino della popolazione e
rallenta il declino dovuto all'invecchiamento. Quanto all'incidenza
dell'immigrazione sullo sviluppo economico del paese (si veda un recente
saggio di Andrea Stuppini, pubblicato sulla rivista "Il Mulino") l'apporto
lavorativo degli stranieri nell'anno 2006 era stimato pari a oltre 122
miliardi (9,2% del Pil).
Partendo dai dati Inps, e' possibile calcolare, poi, il gettito contributivo
e ottenere una valutazione realistica del gettito fiscale. Il montante
contributivo generato dal lavoro degli immigrati risultava, nel 2007, pari a
6,4 miliardi tra i lavoratori dipendenti (2 miliardi a carico del
lavoratore, e 4,4 miliardi a carico dei datori), 317 milioni per gli
autonomi e 242 milioni per i parasubordinati per un totale di quasi 7
miliardi, dei quali oltre 2,5 miliardi a carico dei lavoratori. Questa cifra
rappresenta circa il 4% di tutti i contributi previdenziali versati in
Italia nel 2007.
Quanto al prelievo fiscale, i versamenti Irpef dei lavoratori stranieri
ammontano a oltre 1,336 miliardi, cui vanno sommati circa 209 milioni di
addizionali regionali e circa 60 milioni di addizionali comunali, applicando
un'aliquota media del 6,9%, che comprende le detrazioni da lavoro
dipendente, per il livello di reddito indicato e tenendo conto che il 42,4%
dei lavoratori stranieri risulta privo di carichi familiari. Per quanto
riguarda il lavoro autonomo, ipotizzando un reddito medio annuo di 15.000
euro, il gettito a tale titolo ammonta a circa 204 milioni. Dai dati
relativi alle unita' immobiliari acquistate dagli immigrati nel 2007, e'
possibile stimare i valori relativi a imposte ipotecarie, catastali e di
registro per un valore totale di oltre 211 milioni.
Emerge, in conclusione, un gettito fiscale di oltre 3,106 miliardi, mentre
il reddito imponibile e' in progressivo aumento: superiore a 21 miliardi nel
2007; erano 18,4 miliardi nel 2006 e 16,7 miliardi nel 2005. Quello del
gettito citato e' un dato parziale perche' non tiene conto di altre imposte
come Ires, Irap, oli minerali e lotterie, per le quali il gettito
riconducibile agli immigrati e' si' piu' ridotto, secondo le stime, ma
sicuramente non trascurabile.
Certo, nessun paese puo' permettersi di aprire le proprie frontiere a tutti
i "dannati della terra". Ma l'operazione in corso della regolarizzazione
delle colf e delle badanti e' la dimostrazione dell'esistenza di una "zona
grigia" tra clandestinita' e regolarizzazione - una soluzione di continuita'
di cui tenere conto - che non puo' essere definita tracciando una linea di
confine netta. Spesso il fenomeno della clandestinita' e' la conseguenza di
norme non adeguate e poco flessibili sull'immigrazione regolare.

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LEGALITA' E' UMANITA'
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 66 del 12 ottobre 2009
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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