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Telegrammi. 22



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 22 del 27 novembre 2009
 
Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail:
nbawac at tin.it
 
1. La magistratura indaga sulla corruzione al Comune di Viterbo in relazione all'affare del mega-aeroporto nocivo e distruttivo, insensato ed illegale
2. Umberto Santino: Il governo e la lotta alle mafie
3. Un incontro a Bruxelles
4. "Giorni nonviolenti" 2010
5. Alcune segnalazioni librarie
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento
7. Per saperne di piu'
 
1. EDITORIALE. LA MAGISTRATURA INDAGA SULLA CORRUZIONE AL COMUNE DI VITERBO IN RELAZIONE ALL'AFFARE DEL MEGA-AEROPORTO NOCIVO E DISTRUTTIVO, INSENSATO ED ILLEGALE
 
La notizia diffusa oggi dai mass-media di un'inchiesta della magistratura che ha portato all'emissione di avvisi di garanzia a carico di un assessore e tre dirigenti del Comune di Viterbo per l'ipotesi di reato di corruzione in relazione alla variante al piano regolatore per la realizzazione del nocivo e distruttivo, insensato ed illegale mega-aeroporto, conferma una volta di piu' che l'operazione del mega-aeroporto a Viterbo presenta evidenti ed inquietanti profili criminali.
Invitiamo ancora una volta tutte le istituzioni e tutte le persone di volonta' buona all'impegno per la legalita' e in difesa della salute e dei diritti dei cittadini, dell'ambiente e delle risorse e vocazioni del territorio, del bene comune e del pubblico interesse.
Il mega-aeroporto a Viterbo e' un crimine ed una follia.
 
2. RIFLESSIONE. UMBERTO SANTINO: IL GOVERNO E LA LOTTA ALLE MAFIE
[Dal sito del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" (per contatti: via Villa Sperlinga 15, 90144 Palermo, tel. 0916259789, fax: 0917301490, e-mail: csdgi at tin.it, sito:  www.centroimpastato.it/) riprendiamo il seguente intervento dal titolo "La trattativa Mafia-Stato: una storia che si ripete" originaramente apparso sul quotidiano "La Repubblica", cronaca di Palermo, il 20 novembre 2009 col titolo "All'asta i beni confiscati: un altro colpo all'antimafia".
Umberto Santino ha fondato e dirige il Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo. Da decenni e' uno dei militanti democratici piu' impegnati contro la mafia ed i suoi complici. E' uno dei massimi studiosi a livello internazionale di questioni concernenti i poteri criminali, i mercati illegali, i rapporti tra economia, politica e criminalita'. Tra le opere di Umberto Santino: (a cura di), L'antimafia difficile, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1989; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, La violenza programmata. Omicidi e guerre di mafia a Palermo dagli anni '60 ad oggi, Franco Angeli, Milano 1989; Umberto Santino, Giovanni La Fiura, L'impresa mafiosa. Dall'Italia agli Stati Uniti, Franco Angeli, Milano 1990; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, Giovanni La Fiura, Ugo Adragna, Gabbie vuote. Processi per omicidio a Palermo dal 1983 al maxiprocesso, Franco Angeli, Milano 1992 (seconda edizione); Umberto Santino e Giovanni La Fiura, Dietro la droga. Economie di sopravvivenza, imprese criminali, azioni di guerra, progetti di sviluppo, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993; La borghesia mafiosa, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia come soggetto politico, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; Casa Europa. Contro le mafie, per l'ambiente, per lo sviluppo, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1995; Sicilia 102. Caduti nella lotta contro la mafia e per la democrazia dal 1893 al 1994, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1995; La democrazia bloccata. La strage di Portella della Ginestra e l'emarginazione delle sinistre, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Oltre la legalita'. Appunti per un programma di lavoro in terra di mafie, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1997; L'alleanza e il compromesso. Mafia e politica dai tempi di Lima e Andreotti ai giorni nostri, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Storia del movimento antimafia, Editori Riuniti, Roma 2000; La cosa e il nome. Materiali per lo studio dei fenomeni premafiosi, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000; Dalla mafia alle mafie, Rubbettino, Soveria Mannelli 2006; Mafie e globalizzazione, Di Girolamo Editore, Trapani 2007; (a cura di), Chi ha ucciso Peppino Impastato, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 2008; Breve storia della mafia e dell'antimafia, Di Girolamo Editore, Trapani 2008. Su Umberto Santino cfr. la bibliografia ragionata "Contro la mafia. Una breve rassegna di alcuni lavori di Umberto Santino" apparsa su "La nonviolenza e' in cammino" nei nn. 931-934]

Silvio Berlusconi si e' autodefinito "il migliore presidente del Consiglio della storia dell'Italia unita" e il suo governo non passa giorno che non sbandieri il suo impegno nella lotta alle mafie, a cominciare dagli arresti dei latitanti. Poi, in seguito all'arresto di Domenico Raccuglia, l'imperdonabile carceriere del piccolo Giuseppe Di Matteo, si viene a sapere che la squadra catturandi della Mobile di Palermo e' costretta ad anticipare di tasca propria le spese per potere svolgere la sua azione, che non ci sono i soldi per riparare i servizi igienici della palazzina che ospita la Mobile, per pagare missioni e straordinari, e ora arriva un emendamento alla finanziaria che prevede la vendita all'asta dei beni confiscati. Si aggiungano le quotidiane esternazioni contro le "toghe rosse", che sarebbero quelle stesse che coordinano le indagini contro i boss, le vicende di Dell'Utri e ora di Cosentino, che a Porta a porta si e' autodefinito "uomo di Berlusconi", le limitazioni alle intercettazioni, lo scudo fiscale fondato sull'anonimato che non puo' non favorire un ulteriore aggravamento dell'evasione, la piu' alta d'Europa, e il riciclaggio del denaro di provenienza illecita, e si avra' un quadro tutt'altro che esaltante.
I sequestri e le confische dei beni dei mafiosi sono uno di punti piu' qualificanti della legge antimafia che costo' la vita a Pio La Torre e della legge di iniziativa popolare n. 109 del '96 che ha previsto l'uso sociale dei beni, consentendo lo sviluppo di un'economia legale ancora embrionale ma che potrebbe avere un impatto crescente in aree dominate dall'illegalita', non solo di matrice mafiosa. Spezzare questo circuito virtuoso e dare ai boss la possibilita' di ritornare in possesso dei beni, poiche' e' fin troppo ovvio prevedere che questo succederebbe con la vendita all'asta, e' un atto che si spiega perfettamente con una prassi ormai consolidata. Se in nome degli interessi del capo, che - va detto chiaramente - si e' messo in politica per risolvere i suoi problemi economici e giudiziari, che contrariamente a quanto si dice erano cominciati ben prima della sua "discesa in campo", la Costituzione viene archiviata e violentata, tanto e' figlia dei soviet e dei vituperati "comunisti", se l'illegalita' viene legalizzata attraverso la catena delle leggi ad personam, se il capomafia Vittorio Mangano diventa un eroe, perche' ha taciuto sul suo ruolo ben diverso da quello di stalliere presso la villa di Arcore, non ci si puo' sorprendere ora di questo ultimo atto, com'e' ormai costume inveterato introdotto surrettiziamente attraverso un emendamento. Metodo che va a braccetto con le continue richieste del voto di fiducia, riproposto per la privatizzazione dell'acqua.
La giustificazione che viene data e' che in questo modo si impinguerebbero le scarsissime risorse previste per la giustizia. Ricordo che con la legge 6 agosto 2008, n. 133, si e' costituito il Fondo unico giustizia, la cui gestione e' stata affidata alla societa' Equitalia Giustizia; il Fondo dovrebbe gestire anche i beni mobili confiscati. Ora per finanziare la giustizia si vendono anche gli immobili confiscati e si decreta la morte del loro uso sociale. Le reazioni non sono mancate ma mi sembrano inadeguate. E ci sono i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili che da tempo ritengono che l'unico modo per ottenere i risarcimenti sia proprio la vendita dei beni, dato che lo Stato e' in bolletta.
Un problema come questo dovrebbe essere l'occasione per ripensare la lotta alle mafie, ma non so se ci sono le condizioni per farlo. Le forze politiche di centrosinistra annaspano alla ricerca di un'identita' perduta, la societa' civile e' frammentata, l'associazione Libera continua a svolgere un ruolo significativo ma lacerazioni e contrasti che si potevano risolvere con prassi che dovrebbero essere normali nell'associazionismo democratico sono incancreniti, l'antiracket segna qualche punto a suo favore ma e' ancora minoritario, nelle scuole, disastrate dalla Gelmini, si parla di una legalita' piu' predicata che praticata. L'imbarbarimento della vita civile rischia di diventare irreversibile e fa da contesto ospitale del berlusconismo-leghismo, la secessione e' gia' avvenuta, con un Nord sempre piu' lontano da un Sud sempre piu' inchiodato al sottosviluppo e al clientelismo, la Sicilia assiste impotente a schermaglie indecorose, mentre qualcuno pensa a una riedizione del milazzismo. In questo quadro, nonostante gli arresti e le condanne di capi e gregari, le mafie proliferano perche' sono la faccia criminale di uno Stato e di una societa' che considera l'illegalita' una risorsa e l'impunita' uno status symbol.
Berlusconi fa il suo mestiere ed e' perfettamente inutile rivolgere appelli perche' receda da propositi fervidamente e impunemente perseguiti. Il consenso nei suoi confronti invece di diminuire cresce o si mantiene abbastanza alto. Se il fascismo, come diceva Piero Gobetti, era l'autobiografia della nazione, il berlusconismo lo e' dell'Italia contemporanea, almeno di buona parte di essa. Molti italiani vorrebbero essere come lui: ricco, potente, tombeur de femmes, guascone, barzellettiere sui palcoscenici nazionali e internazionali. Fini sta cercando di slegarsi da un abbraccio mortifero ma non e' certo l'alternativa. La lotta alla mafia non puo' non essere un tema nodale per una strategia di salvaguardia e consolidamento della democrazia nel nostro Paese ma tutto questo richiede una capacita' di legare insieme valori che rischiano di svuotarsi sempre di piu' e bisogni crescenti ma senza adeguata rappresentanza. E se si perde anche questa occasione per creare una mobilitazione vincente che ottenga l'incremento dei beni confiscati e una rapida assegnazione per il loro uso sociale, il futuro diventera' una fotocopia di quel che stiamo vivendo.
 
3. INCONTRI. UN INCONTRO A BRUXELLES
 
Si e' svolto a Bruxelles il 31 ottobre e primo novembre 2009 un incontro dei comitati che in vari paesi europei si oppongono all'incremento del trasporto aereo. Dall'incontro e' emersa la condivisione di molte analisi e la proposta di iniziative comuni.
Nel corso dell'incontro e' stato proiettato un intervento in video in inglese della dottoressa Antonella Litta, referente nazionale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) sulle gravi questioni ambientali e sanitarie connesse al trasporto aereo, nonche' portavoce del comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti.
L'intervento della dottoressa Litta puo' essere visto ed ascoltato nel sito www.coipiediperterra.org
 
4. STRUMENTI. "GIORNI NONVIOLENTI" 2010
 
E' disponibile l'agenda "Giorni nonviolenti" 2010, uno strumento di lavoro utile a tutte le persone amiche della nonviolenza.
Una copia: 11 euro, sconti progressivi per ordinazioni di piu' copie.
Per richieste: Edizioni Qualevita, tel. 0864460006 o 3495843946, e-mail: info at qualevita.it, sito: www.qualevita.it
 
5. ALCUNE SEGNALAZIONI LIBRARIE
 
a) Letture
- Sergio Auriemma (a cura di), Repertorio. Dizionario normativo della scuola 2009, Tecnodid, Napoli 2009, pp. 1216, euro 40.
- Giancarlo Cerini, Mariella Spinosi (a cura di), Voci della scuola 2009. Le parole chiave della scuola di oggi e di domani, Tecnodid, Napoli 2009, pp. 544, euro 25.
- Rita Melillo, L'Io che non c'e', Franco Angeli, Milano 2008, pp. 126, euro 16.
*
b) Riletture
- Remo Cantoni, Crisi dell'uomo. Il pensiero di Dostoevskij, Mondadori, Milano 1948, Il Saggiatore, Milano 1975, pp. 368.
- Remo Cantoni, La coscienza inquieta. Soeren Kierkegaard, Mondadori, Milano 1949, Il Saggiatore, Milano 1976, pp. 404.
- Remo Cantoni, Che cosa ha veramente detto Kafka, Ubaldini, Roma 1972, pp. 208.
- Remo Cantoni, Che cosa ha veramente detto Hartmann, Ubaldini, Roma 1972, pp. 190.
- Vincenzo Paglia, La via dell'amore. Lettera pastorale 2007-2008, s. i. t., pp. 110.
- Giovanni Reale, Valori dimenticati dell'Occidente Bompiani, Milano 2004, pp. 460, euro 9,50.
*
c) Riedizioni
- Enzo Bettiza, La primavera di Praga. 1968: la rivoluzione dimenticata, Mondadori, Milano 2008, Societa' europea di edizioni, Milano 2009, pp. VI + 160 (piu' 8 pp. di inserto fotografico), euro 6,90 (in supplemento al quotidiano "Il giornale").
- Ian Buruma, Avishai Margalit, Occidentalismo. L'Occidente agli occhi dei suoi nemici, Einaudi, Torino 2004, Gruppo editoriale L'Espresso, Roma 2007, pp. VI + 138, s. i. p. (in supplemento al quotidiano "La Repubblica" e al settimanale "L'Espresso").
- John Lewis Gaddis, La guerra fredda. Cinquant'anni di paura e di speranza, Mondadori, Milano 2007, Societa' europea di edizioni, Milano 2009, pp. VI + 326 (piu' 16 pp. di inserto fotografico), euro 6,90 (in supplemento al quotidiano "Il giornale").
- Michael B. Oren, La guerra dei Sei giorni. Giugno 1967: alle origini del conflitto arabo-israeliano, Mondadori, Milano 2003, Societa' europea di edizioni, Milano 2009, pp. VI + 552 (piu' 16 pp. di inserto fotografico), euro 6,90 (in supplemento al quotidiano "Il giornale").
- Giulio Sapelli, Storia economica dell'Italia contemporanea. Trasformazioni sociali e culturali, Bruno Mondadori, Milano 1997, Societa' europea di edizioni, Milano 2009, pp. X + 260, euro 6,90 (in supplemento al quotidiano "Il giornale").
 
6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
 
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
 
7. PER SAPERNE DI PIU'
 
Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
 
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